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E come tutte le più belle cose…


Un piccolo post, un Memento, se vogliamo, per render nota la chiusura di uno degli Editori che qui al WD consideravamo e continueremo a considerare tra i migliori.

Edizioni XII ha scelto la data di ieri, il 12/12/12 per chiudere la propria attività editoriale e noi, che ne siamo lettori da anni* la salutiamo e la ringraziamo per tutti i bei libri che ci ha permesso di leggere.

Chiunque volesse sino al 31 Dicembre sarà ancora possibile acquistare i libri del catalogo di XII direttamente dal loro Store, qui.
E ne approfitto per dare un personalissimo e spassionato consiglio: svuotatelo, quel catalogo, finché ce n’è tempo: io lo farò, che mi mancano pochi volumi per averlo per intero.
Vorrei poter consigliare qualche titolo specifico ma non saprei quale citare, ognuno di quei libri in questi anni si è rivelato una perla, nel bene e nel male, li ho apprezzati tutti.

Con malinconia e rammarico per ciò che non sarà ma sarebbe potuto essere ma anche con fiducia per l’eredità che a tutti noi è stata lasciata, in un modo o nell’altro, lancio ancora un arrivederci e un grazie (alla faccia della ridondanza con l’inizio del post) da parte del WD a tutti coloro che un modo o nell’altro hanno contribuito a XII di essere quello che è stato.

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*Ricordo quando Linda, quattro anni fa, mi obbligò a comprare e leggere Abattoir di Ian Delacroix perché era qualcosa che dovevo assolutamente leggere, io acquistai Abattoir, Melodia e Tarot – Ludus Hermeticus (quest’ultimo ormai fuori catalogo) e da allora virtualmente a ogni occasione in cui ho acquistato dei libri mi son ripetuto “Devo avere l’intero catalogo”.
Per un motivo e per un altro non ci sono mai riuscito, ora mi sa che dovrò accelerare i tempi e riuscirci, fosse l’ultima cosa che faccio.

I Ragni Zingari – Recensione


Titolo: I ragni zingari
Autore: Nicola Lombardi
Pagine: 152
Prezzo: 11,50€
Editore: XII Edizioni

Siamo nel 1943, un ragazzo, Michele, sta tornando a casa dal fronte della Guerra, portandosi dietro tutti i residui che un esperienza del genere può gettarti addosso.

Smarrimento (ora che stanno tornando a casa, chi è il nemico?), paura (ma la guerra è davvero finita come dicono sui giornali e alle radio?), angoscia (quali certezze abbiamo?) e così via, in un insieme di pensieri ed emozioni cupe.
Giunto a casa Michele viene scopre qualcosa che non si aspettava, sperando in un felice rientro a casa, un rientro che gli avrebbe permesso di riabbracciare tutta la propria famiglia, cosa che si rivela impossibile: da giorni suo fratello minore è scomparso, non ci sono tracce di lui e nessuno ha idea di dove si trovi, che sia stato lo Zio che tutti sanno (o credono di sapere) essere un po’ fuori di testa? O forse, è stato qualcosa di peggiore? E se fossero stati i Ragni Zingari, creature che forse esistono o forse no, che vivono in un altro mondo e riescono a raggiungere il nostro soltanto tramite gli specchi…

…Da questi presupposti parte il romanzo di Lombardi, anche se più che un romanzo lo definirei un racconto lungo (ma non per questo meno godibile, anzi, la brevità gioca a suo favore), racconto carico d’atmosfera che, non a caso, è la prima cosa che possiamo notare iniziando la lettura: c’è subito un’aria cupa, inquietante e sin dalle prime battute ci ritroviamo privi di certezze, tant’è che durante tutto il romanzo non ci si ritroverà mai in grado di poter dire “Sì, i Ragni Zingari esistono” o l’esatto contrario “No, non esistono”.

Gioco di incertezze e dubbi orchestrato con gran cura dal Lombardi, cura evidente ogni volta che Sogno e Realtà si mescolano facendoci conoscere un frammento d’Italia avvolto dalla tensione e dal timore, dall’incertezza su quale sia verità (ancora, la Guerra è realmente finita come affermano tutti? Può davvero essere cessata? Perché quelli che prima erano nostri “amici” ora sono “nemici”?) e facendoci scoprire (o no? Esiste realmente?) il mondo dei Ragni Zingari, luogo allucinatorio al di là di uno specchio, dove, forse, si cela anche la soluzione al mistero della scomparsa del fratellino di Michele.
Forse.

Lombardi, se non si fosse capito, gioca bene tutte le sue carte, mostrandoci come la bravura esista e non abbia bisogno di centinaia (o migliaia) di pagine per palesarsi, mostrandoci come non serva essere splatter per fare Horror (sempre se vogliamo considerare lo splatter come Horror ma questo è un altro discorso) come non serve nemmeno fare dell’horror psicologico per riuscire a costruire una storia di Paura di quelle vere, cariche d’emozioni e che riescano a colpire la fantasia e la sensibilità di chi legge.
Insomma, “I Ragni Zingari” è un gran bel libro, mi aspettavo una lettura piacevole ma è stata qualcosa di più, qualcosa che consiglio (consiglio che spero verrà usato da molti) di leggere a tutti.

Recensione: La corsa selvatica


Titolo: La corsa selvatica
Autore: Riccardo Coltri
Pagine: 190
Editore: XII
Anno: 2009
Prezzo: 13 euro

Una masnada infernale, un corteo di demoni che si muovono nel buio: nell’Italia ottocentesca, una storia di stregoni, di belve e di contagi. Primi anni del Regno d’Italia, al confine con il Tirolo. In un’epoca oscura, ma non poi così lontana dal nostro tempo, una strana ricerca coinvolge un gruppo di agenti segreti dell’Esercito Regio, formato da soldati, stregoni e medium. Qualcosa è arrivato, nelle vecchie contrade tra il lago e i monti. O, forse, è tornato. Tra armi da fuoco, amuleti e “stregherai”, contrabbandieri che vagano nel buio di boschi innevati e briganti nascosti tra le pareti di case marchiate con croci, le diverse avventure convergeranno nella scoperta di luoghi proibiti, di fatti maledetti accaduti in passato, e ciò che di sanguinario e misterioso è sorto da tutto questo: la corsa selvatica (quarta di copertina).

In origine un racconto lungo, La corsa selvatica è stato rimaneggiato fino a più che raddoppiarne la mole di pagine, con la trama che invece di seguire le azioni di un singolo personaggio abbraccia invece diversi episodi che offrono un quadro più ampio e particolareggiato dello spunto da cui è nato il tutto. Trattasi del mito della caccia selvatica, da cui Coltri ha attinto per narrare un racconto horror con sfumature fantastiche ambientato nell’Italia dell’ 800.
Siamo al confine col Tirolo e le montagne innevate paiono improvvisamente trafficate: contrabbandieri, maghi, stregoni, sensitivi, presenze, pazzi, bestiacce e creature varie contribuiscono a spaesare i poveri villici e a dire il vero, un poco anche i lettori. Il racconto soffre delle molte aggiunte a posteriori che pur offrendo molti più particolari e informazioni interessanti sul folklore italiano finiscono col complicare inutilmente una trama che si reggeva benissimo con le 80 pagine iniziali e anzi viene minata dalle anticipazioni fatte nei capitoli “nuovi”; si arriva al fulcro della storia quando ormai è quasi del tutto chiaro cosa stia succedendo e l’investigatore dell’occulto si affanna a svelare misteri che non c’è più bisogno di risolvere. Il finale tuttavia non è affatto telefonato ed è anche bello, come il resto d’altronde.
Nonostante il brutto colpo assestato dai capitoli in più rimane un romanzo godibile e ben scritto, dotato di una veste grafica davvero notevole e di un prezzo tutto sommato non eccessivo.
Coltri è molto bravo con atmosfere cupe e scene di tensione, ma anche qui la parte originaria ne esce meglio rispetto all’aggiunta, che ha uno stile meno scorrevole e risulta eccessivamente frammentata: La corsa selvatica (che è appunto il titolo del capitolo “madre”) conta un discreto numero di pagine e un solo protagonista, mentre le restanti cento facciate sono spezzettate in mini e micro capitoli che introducono per poi far sparire un sacco di personaggi. Si aggiunge qualche tassello al quadretto, ma la storia ne faceva volentieri a meno.
In ogni caso un racconto originale e affascinante, che guarda più alla descrizione di folklore ed eventi che ai personaggi (tanti, ma nessuno indagato più di tanto). Si apprezza il tentativo di volersi discostare dai soliti temi horror e l’attenzione a miti e leggende di casa nostra, che se ben usate posson essere angosciose al pari di tanto roba d’importazione; dispiace invece che il rimaneggiamento abbia dato un risultato così poco omogeneo, è impossibile non notare il netto distacco tra le due parti del libro. Forse sarebbe stato meglio lasciare La corsa selvatica così com’era e corredarlo di nutrite appendici, se l’obiettivo era dare più spazio al folklore italiano.
Così com’è è un buon romanzo breve, nato però da un racconto molto più valido.
(Recensione di Xarxes)

1 libro a 1 euro


Segnaliamo l’iniziativa di XII, che per festeggiare la fine dell’anno ha rimesso in pista la promozione che dà la possibilità di acquistare tre libri e pagare il meno caro solo 1€.

Torna la promozione 1 Libro a 1 Euro (e 1 SegnaCorto!).
Ogni tre libri ordinati, non solo quello di prezzo inferiore ti costerà solo 1 Euro, ma avrai in omaggio un imprevedibile SegnaCorto.
Ma attento, perché i SegnaCorti, anche se lo sembrano, non sono comuni segnalibri. Ciascuno di essi contiene un UltraCorto e tutti noi ben sappiamo cosa vuol dire liberare quei piccoli mostri. Perciò guardali con attenzione e, soprattutto, conservati sempre tra le pagine del tuo libro preferito o di quello che stai leggendo.
È l’unico modo per tenerli sotto controllo!

Ma non è tutto.

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Vento di libri


Dato che fuori ci sono 40° e che le solite segnalazioni di romanzetti commerciali non fanno che aumentare la temperatura, ci pensiamo noi a darvi una rinfrescata.

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