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  1. Alexmusic

    Sibrium

    Titolo: Sibrium Autore: Alessandro Cuccuru Editore: Aporema Edizioni ISBN 978-88-942182- 1-3 Prezzo € 15,90 Romanzo di ambientazione storica Pagine 496 Link all'acquisto Disponibile anche nella versione E-book, in formato Epub e in formato Kindle. Siamo nell'ottobre del 476: Romolo Augusto, ultimo imperatore romano d'Occidente, è stato deposto dal generale barbaro Odoacre e Marco Terenzio Ambusto, ufficiale romano comandante della guarnigione di stanza nell'avamposto dell'odierna Castelseprio, è rimasto senza ordini. Sui suoi soldati e sugli abitanti del circondario incombono due angoscianti attese: l'arrivo dei guerrieri di Odoacre, guidati da Edecon, suo nipote, a reclamare un terzo delle terre coltivabili e la probabile calata dei Burgundi nella pianura padana. Il romanzo si dipana attraverso le vicende e le avventure dei vari protagonisti, tra cui spiccano le figure di due donne: la coraggiosa Clelia, la vedova che da sola manda avanti la sua villa e gestisce i suoi abitanti, e Lavinia, la deliziosa giovanetta, figlia del fabbro Vulcano. E poi molti personaggi, romani e germanici: Unter, Panezio, Ariete, i gemelli Silvio e Claudio, il presbitero Marcello, il diacono Giovanni, il possidente Paolo Massenzio, Odric e Gudal, tutti rappresentati nella loro umanità, con i loro pregi e i loro difetti e per questo così vicini a noi, nonostante i secoli che ci separano. In "Sibrium" c'è tutto: intrighi, spedizioni diplomatiche, strategie militari, combattimenti, amore, invidia ed odio. È scritto in modo scorrevole, con espressioni gergali decisamente "moderne" che possono suscitare perplessità, ma che l'autore ha deciso di utilizzare per avvicinare alla lettura anche i più giovani. Si legge con piacere ed è collocato in una realtà locale precisa dal punto di vista geografico, ma in un periodo per il quale mancano documenti e fonti univoche, rendendo così legittime licenze e libertà di narrazione.
  2. Aporema Edizioni

    L'inviato di Cesare

    Titolo: L'inviato di Cesare Autore: Andrea Oliverio Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN versione cartacea: 9788832144222 ISBN versione ebook: 9788832144321 Anno di pubblicazione: 2019 Prezzo: € 13,90 cartaceo Prezzo: € 3,49 ebook Genere: storico - avventura - spionaggio Pagine: 256 Link all'acquisto Quarta di copertina Roma contro Roma, Cesare contro Pompeo: mezzo secolo prima della nascita di Cristo, nella guerra civile che lacera la Repubblica, a nessuno è consentito di rimanere neutrale. Lucio Servilio Verre ha deciso da che parte stare e seguirà il proprio generale, uscito vittorioso dalla campagna di Gallia, nella sua lotta contro lo strapotere del Senato e dell’aristocrazia capitolina. Non tutti però hanno compiuto la stessa scelta: dall’altra parte della barricata il valoroso centurione troverà, oltre a individui senza scrupoli, vecchi compagni d’armi, decisi a sbarrargli il passo. Prima che sui campi di battaglia, la contesa si consuma all’ombra dei sette colli, ma anche in Africa, tra i vicoli angusti e pericolosi di Leptis Magna. Un messaggio da consegnare, un piccolo tesoro da custodire: per portare a termine la sua missione, Verre dovrà districarsi tra funzionari corrotti, miserabili spie, sicari sanguinari e donne misteriose.
  3. Writer's Dream Staff

    La Penna Blu Edizioni

    Nome: La penna blu edizioni Generi valutati: fantasy di ogni tipo, fantascienza, narrativa per bambini e ragazzi, gialli e thriller, Gialli e Thriller ambientati in Puglia o collegati al “Tacco d’Italia”, romanzi storici, romanzi a bivi Invio manoscritti: https://www.lapennablu.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: https://www.lapennablu.it/distribuzione/ Sito:https://www.lapennablu.it Facebook: https://www.facebook.com/lapennablulibri/
  4. Writer's Dream Staff

    Newton Compton Editori

    Nome: Newton Compton editori Genere: narrativa, saggistica, rosa, gialli & thriller, storia, cucina, classici, young adult, kids, manualistica, arte, cinema, teatro, avventura Invio manoscritti: http://www.newtoncompton.com/chi-siamo/contatti Distribuzione: Messaggerie libri. Sito: http://www.newtoncompton.com/ Facebook: https://www.facebook.com/NewtonComptonEditori Pubblicazione: senza contributo.
  5. cia78

    Morphema edizioni

    Nome: Morphema edizioni Generi: vari Modalità di invio manoscritti: via mail a fabio@morphema.it Distribuzione: / Sito: http://www.morphema.it/edizioni/ Facebook:https://www.facebook.com/Morphema-Editrice-1576074885964050/ Buonasera, sto cercando informazioni su questa casa editrice. Vorrei soprattutto capire se è free o a pagamento. Qualcuno ha notizie da condividere? Grazie mille.
  6. Claudio Piras Moreno

    Clemencia di Ignacio Manuel Altamirano

    Titolo: Clemencia Autore: Ignacio Manuel Altamirano Traduttore: Claudio Piras Moreno Pagine: 178 Isbn: 979-8634634364 Sinossi: Gracile e dall’aspetto malaticcio, Fernando Valle è il comandante d’uno squadrone di cavalleria dell’esercito Repubblicano che si oppone all’invasione francese. Sulla sua vita incombe l’ombra di una tragedia, o forse egli è soltanto vittima di un destino avverso. Ripudiato dalla famiglia, egli si getta in battaglia con coraggio e un certo senso di fatalità, di sfida alla morte. Mai nessuna donna è riuscita a farsi amare da lui: troppo preso dalla vita militare, dalla voglia di distinguersi e di ottenere la gloria sul campo, a discapito della sua vita, mettendola a rischio ogni giorno. Finché il suo reggimento non arriva a Guadalajara e Valle conosce sua cugina Isabel. Da quel momento tutto cambia. Assieme al suo amico, il comandante Enrique Flores, uomo affascinante e abile, frequentatore dell’alta società e delle più belle donne di Città del Messico, Valle va a trovare sua cugina nella dimora di lei, e qui la giovane presenta a entrambi la sua cara amica Clemencia. Se Isabel è remissiva, timida e devota, Clemencia – un po’ come Flores – è esuberante, passionale ed energica. Ben presto l’interesse delle due giovani sembra propendere verso l’aitante Enrique Flores, mentre il misterioso e oscuro passato di Valle genera il sospetto di tutti. Ma la guerra incalza, e l’esercito nemico s’avvicina obbligando i quattro giovani a prendere delle difficili decisioni. BIOGRAFIA AUTORE: Ignacio Manuel Altamirano nacque a Tixtla, in Messico, da una famiglia di indios. Scrittore, giornalista, politico, insegnante e letterato. Combatté contro il santanismo e fu soldato nella cosiddetta Guerra della Riforma. Fu contrario all’invasione straniera del suo paese e promotore, anni più tardi, di leggi a favore dell’istruzione primaria gratuita e obbligatoria. È stato anche procuratore generale della repubblica, presidente della corte suprema e magistrato. Svolse attività diplomatiche a Barcellona e a Parigi come console, e fu iniziato nel 1870 all’ordine della massoneria. Morì a Sanremo, in Italia, nel 1893. In suo onore è stata istituita una medaglia per tutti gli insegnanti dopo 50 anni di carriera nell’insegnamento. BIOGRAFIA TRADUTTORE: Claudio Piras Moreno è nato a Lanusei nel 1976, è attore teatrale, traduttore, poeta e scrittore. Ha svolto i lavori più disparati. Scrive per vari blog e periodici online. Il primo romanzo che ha scritto è stato Il crepuscolo dei gargoyle (di genere fantasy, pubblicato nel 2012), seguito da Il Signore dei sogni (romanzo filosofico pubblicato nel 2011), poi da Mare di ombre (raccolta di poesie del 2013) e da L’icore umano (racconti, 2012). Il racconto che dà il titolo a quest’ultima raccolta ha vinto il secondo premio nel concorso “Lettere in aria” (2011). Nel 2012 è stato rappresentato da uno degli agenti letterari più importanti in Italia, grazie al suo romanzo di realismo magico: Macerie (scritto nel 2011 e pubblicato nel 2014 con un editore). Macerie è stato tradotto da Raphael Hernández Aguilar e da Marina Riva López nel 2019 con il titolo El hombre sin memoria; Nel 2018 l'autore ha pubblicato In fondo al mare la luna (romanzo di letteratura del mare), e nel 2019 la traduzione di Zarco, romanzo di Ignacio Manuel Altamirano, considerato il padre della letteratura messicana. A questa traduzione ha fatto seguito la presente, di Clemencia. L’autore ha inoltre ricevuto menzioni speciali ed è stato pubblicato in antologie di poeti contemporanei. Nutre un forte interesse per la letteratura, la filosofia e l’economia. Per anni ha praticato karate e trekking. Assieme alla giornalista Martha Bernal ha tradotto per conto dell’autore il romanzo El País de la canela di William Ospina, con il titolo Il Paese della cannella.
  7. The Simon One

    Add Editore

    Nome: ADD Editore Genere valutati: saggi, storie di uomini, storie per bambini Invio manoscritti: https://www.addeditore.it/contatti/ Distribuzione: https://www.addeditore.it/contatti/ informazioni: info@addeditore.it Sito: http://www.addeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/addeditore Due nuovi progetti nel 2015 e nel 2016: asia e incendi. Nel primo trovano posto libri che dialogano con le culture asiatiche, mondi che conosciamo poco ma con cui sempre più ci troviamo a interagire. Nel secondo, libri di saggistica letteraria che mescolano saperi e discipline in una visione sempre più aperta alla contaminazione.
  8. Giovanni Fara

    Catartica Edizioni

    Nome: Catartica Edizioni Generi trattati: Narrativa, saggi, biografia e memoriale, storico, romanzo di formazione Modalità di invio dei manoscritti: Inviando una e-mail all'indirizzo di posta catartica.manoscritti@gmail.com Distribuzione: Libro co. Sito: http://www.catarticaedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/catarticaedizioni/ Dal sito dell'editore: Catartica Edizioni [...] Vogliamo essere indipendenti e controcorrente, una casa editrice che non pone censure preventive e che punta a valorizzare tutte le forme di espressione che nella letteratura così detta “tradizionale” non trovano sufficientemente spazio. [...] Il Progetto [...] Un progetto indirizzato principalmente, ma non esclusivamente, alla Sardegna, della quale intendiamo raccogliere e valorizzare le principali tematiche che animano il dibattito socio-politico e culturale. Una piccola casa editrice indipendente indirizzata a valorizzare le realtà locali, le periferie, le culture e le espressioni d'arte alternative che vengono trascurate dalla grande editoria incline alla sola logica del profitto e delle grandi tirature. Un progetto svincolato dunque dalla crescente massificazione e dall'appiattimento culturale imposto dall'industria editoriale dominante. Alla base di tutto questo c’è il desiderio di prestare attenzione ad ogni percorso del libro, partendo dalla valutazione del testo sino a mettere l'autore al centro di un lavoro di redazione mirato non solo alla stampa della sua opera ma anche alla cura dei dettagli, alla promozione, che consideriamo essenziale, e alla sua distribuzione. [...] [...] Catartica Edizioni pubblica opere di vario genere (Raccolte di racconti, Romanzi, Saggi politico-sociali ecc.) di scrittori emergenti e non, con particolare attenzione alle tematiche sociali delle realtà urbane, delle periferie e alle espressioni d’arte alternative. [...] L’idoneità alla pubblicazione [...] comporta la sottoscrizione di un contratto di edizione che non prevede nessun costo a carico dell’autore. [...]
  9. Delay84

    Capitolo I, parte terza

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum, sto dividendo questo scritto in più parti. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Il tempo scorreva ostinato ma all’interno del monastero tutto sembrava ripetersi come se quel travaglio non avesse mai fine; i minuti diventarono ore e le ore scandirono il passaggio dalla notte alle prime luci dell’alba. Non vi era tregua per la giovane guerriera. Le contrazioni si erano intensificate e nonostante tutto sembrasse propizio per accogliere il nascituro, qualcosa preoccupava le serve. Il bambino, di cui oramai si intravedeva la testa, sembrava fosse insolitamente più grande e questo complicava la sua fuoriuscita. Ad un tratto una crescente agitazione si diffuse tra le serve che ruppero l’andamento reiterato dei loro movimenti. Anche la miko, preoccupata per ciò che stava accadendo, cominciò a scandire con tono risoluto i suoi rituali. Nulla fu detto per non destare preoccupazione alla partoriente, ma il viavai frettoloso delle serve non passò inosservate agli occhi della guerriera. «Cosa succede?», esclamò la donna dolorante guardandosi intorno. Le serve non osarono alzare lo sguardo ed anche la matrona, in preda ad un vistoso disagio, continuò ostinata ad assistere la donna. La giovane gestante indugiò un attimo, ma prima che potesse chiedere ulteriori spiegazioni, rivolse lo sguardo verso il basso; in un attimo tutto le fu chiaro: una copiosa quantità di sangue si allargava oltre la coperta su cui era adagiata. Un istante di esitazione pietrificò lo sguardo della donna e senza volerlo la sua mente tornò indietro di quasi un anno, quando nella foresta ai piedi del monte Ibuki il vecchio yamabushi la fermò prima che commettesse harakiri[1]. «Stai lontano vecchio», esclamò la guerriera «o la tua sconsiderata curiosità ti costerà la vita». La donna – che in quel non lontano ricordo era nella tipica posizione seiza[2] –, si alzò di soprassalto e non esitò a puntare la propria arma verso il vecchio sconosciuto. La giovane appariva stupita e a tratti confusa. Dopo un’estenuante fuga a cavallo credeva di aver scelto con cura il luogo in cui commettere l’onorevole rituale dell’harakiri, eppure non riusciva a spiegarsi come il vecchio si fosse avvicinato così tanto senza farsi sentire. Mentre sfoderava un’apparente sicurezza per intimorire l’uomo davanti a sé, si guardava intorno temendo di non poter fare più affidamento ai propri sensi a causa delle ferite riportate in battaglia. «Non temere mia giovane guerriera, questo luogo è sicuro», rispose lo yamabushi con tono pacato e rassicurante. Il vecchio non impugnava alcun’arma seppure era evidente che non fosse disarmato. I lunghi capelli bianchi ondeggiavano al richiamo del vento e quando i fischi cessavano, si adagiavano leggeri sulla blusa di canapa nera che avvolgeva il fisico esile. La donna lo fissò a lungo per intuire il grado di minaccia che quell’uomo potesse rappresentare. Se da una parte le parole del vecchio riecheggiavano placide nella mente della donna come un’increspatura su un lago piatto, dall’altra sapeva che nulla avrebbe dovuto interferire col suo onorevole gesto. «Il tuo onore ha un guardiano sulla lama dell’arma che impugni», scandì l’uomo, «Ma andandogli incontro, egli non ti renderà né libera né pura. Ciò che ti affligge è un fuoco perpetuo che seguirà la tua anima». «Di cosa parli vecchio?», replicò la donna infastidita. «Sei giunto forse fino a qui per portare la mia testa al tuo signore?», continuò senza tanti giri di parole. La donna, sebbene non facesse trapelare alcuna flessione emotiva, fu in qualche modo scossa da quelle parole. La battaglia, che contro la sua volontà si era lasciata alle spalle, era un pensiero che infestava la sua mente. «L’amore può essere fuoco che alimenta o fiamma che consuma» continuò il vecchio, «Così la stessa forza che può sgretolarci, può alla stessa maniera ricomporci». Al suono di quelle parole, la donna non riusciva ad interpretare le intenzioni di quell’uomo così enigmatico. Come poteva egli sapere il dolore che portava con sé nel cuore per l’amore appena abbandonato in battaglia? E come mai tanta sconsideratezza nell’interrompere un guerriero durante l’harakiri? Era forse un pretesto per colpire a sorpresa la donna mostrando empatia nei suoi riguardi? Mille pensieri si accavallavano nella mente confusa della guerriera ferita, fino a quando avanzò di pochi passi e diede al vecchio yamabushi il suo ultimatum: «Le tue parole non hanno alcun significato per me. Fuggi lontano in questo istante o brandisci la tua sciabola così che io possa recidere la tua lingua insolente». All’avanzare della donna, il vecchio non indietreggiò né sembrò intimorito dalle sue parole; restò immobile per qualche attimo, chiuse lentamente gli occhi, e dopo aver sospirato per la diffidenza della giovane guerriera, li riaprì replicando: «Il tuo cuore porta un dolore che grava sul petto come una distesa di macerie, ma il tuo ventre è come un tempio da poco edificato». Lo sguardo incredulo della donna restò pietrificato dalle parole scandite dall’anziano. Sebbene fino a quel momento resistette nel mascherare il turbamento che pervadeva la sua anima, per un lungo attimo i suoi occhi si mostrarono nudi e privi di difese. Il generale Yoshinaka, che fino a pochi istanti prima aveva servito eroicamente in battaglia, era la ragione della tribolazione nella sua anima. Il loro amore era legato alla legge della katana come il muschio di quercia obbedisce alle notti di rugiada, e nelle terre di Awazu questa legge si mostrò inflessibile dividendo il loro destino per sempre. La giovane guerriera avrebbe preferito perire in battaglia piuttosto che abbandonare il suo generale, ma nonostante fece ostinata resistenza, ella non poté opporsi al volere di Yoshinaka che, consapevole ormai della disfatta sul campo, volle evitare il disonore davanti agli occhi della propria amata. La giovane donna in fuga sapeva che la Via del samurai sarebbe stato l’unico sentiero percorribile per un guerriero libero dalle insidie dell’ego, e quei turbamenti aggrovigliati al cuore non dovevano intralciare ciò che il dovere e l’onore le imponevano di compiere. Le ultime parole del vecchio, però, non potevano essere ignorate con incoscienza. Se lo sconosciuto avvolto dal mistero dinanzi a lei aveva predetto il vero, la donna avrebbe portato con sé quell’ultimo germoglio di vita del proprio amato. Le certezze della donna cominciarono così a vacillare, e se fino a quel momento la corazza sul cuore della guerriera aveva respinto i primi segnali di gestazione avvertiti nei mesi precedenti, poco a poco un’inattesa consapevolezza si fece strada nella sua mente per apparire limpida come verità concreta. La giovane guerriera portava in grembo l’erede di Yoshinaka. Restò attonita per qualche minuto; armata fin sopra i capelli ma incapace di affrontare quella verità. Fino a qualche attimo prima aveva guidato eserciti e organizzato strategie militari, eppure adesso non era più in grado di scindere la virtù dal disonore sulla Via del samurai. «La tua anima non deve temere alcuna scelta che possa alimentare le ragioni del cuore», disse l’anziano yamabushi con tono rincuorante; «Riponi la tua wakizashi[3] nel fodero e accogli il tuo destino tra pochi mesi, affinché questo tempio possa avere il suo sacerdote». «Spinga Tomoe, spinga!», esclamò con tono incalzante la matrona. Quelle parole fecero trasalire la mente smarrita della guerriera che riprendendosi da quegli attimi di trance, tornò al presente nella stanza in cui stava per mettere alla luce il proprio figlio. La testa del bambino non era ancora fuori e la preoccupazione delle serve nella stanza non faceva presagire nulla di buono. Tornata ormai lucida, la giovane donna cominciò così a spingere con più forza, come non aveva fatto fino a quel momento; sapeva che la sua ennesima battaglia stava per giungere al termine anche se questo, alla fine, avrebbe comportato un prezzo da pagare. Si sforzò a tal punto che bastarono pochi attimi per sentire un vagito stemperare l’ansia negli sguardi delle serve. Tomoe, che in quegli istanti mantenne costantemente gli occhi serrati per lo sforzo, al gemito del bambino li spalancò per controllare che fosse in buona salute. Era un maschio, e scoprirlo le provocò un’incontenibile sorriso che si mescolò ad un gemito di commozione. La matrona avvolse così il bambino in una stoffa bianca e recise con cura il cordone ombelicale con un coltello a lama di bambù. La giovane guerriera era esausta, sfiancata dai dolori del parto che avevano consumato ogni sua energia; ciò nonostante, non si concesse tregua e seguì con lo sguardo, istante dopo istante, il bambino senza mai battere ciglio mentre veniva asciugato con cura dalle serve. Ad un tratto però la sua testa cominciò a vacillare; le palpebre si appesantirono in pochi istanti e gli occhi, che fino a quel momento furono saldi in direzione del bambino, si rovesciarono all’indietro. Tomoe perse così coscienza. [1] (腹切り) termine del registro parlato giapponese indicante un tipico rituale di suicidio volontario praticato in battaglia per preservare il proprio onore ed evitare che il nemico infligga la morte. [2] (正座) posizione della seduta tradizionale giapponese usata anche per praticare il rituale del seppuku o dell’harakiri. [3] (脇差) Arma bianca tipica dei samurai per praticare il rituale dell’harakiri. Legata alla cintura all’altezza del ventre, era anche chiamata “guardiana dell’onore”.
  10. Delay84

    Capitolo I, parte quarta

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum, sto dividendo questo scritto in più parti. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Il sangue continuava a defluire senza tregua e nulla sembrava placare quel flusso devastante. Alcune delle serve si prodigarono nell’aiutare la matrona a placare l’emorragia mentre altre erano intente nel rianimare la donna priva di sensi. L’esagitazione era palpabile, e mentre le evocazioni della miko rimbombavano tra una parete e l’altra della stanza, il bambino, ancora legato da un simbiotico rapporto con la madre, vagiva incessantemente come se nulla potesse consolare la sua giovane anima. La tragedia appariva ineluttabile come un fiume in piena tracima le sponde inermi, ma in un attimo di lucidità la giovane Tomoe aprì con fatica gli occhi. Le donne disposte attorno a lei vollero credere che quella caparbietà potesse essere il segno che la giovane guerriera avrebbe resistito in qualche maniera anche alla morte, sebbene fosse così vicina a lei. Ma Tomoe era pronta ad accogliere il suo destino nell’unico modo che conosceva: con onore. Fu così che raccogliendo l’ultimo alito di vita, con voce flebile riuscì a mormorare: «Dite ad Hōrōsha di prendersi cura del mio bambino. Il mio destino è compiuto». Dopo quelle parole, nessun cenno uscì da quelle labbra prive di vita. La sua pelle diafana era un petalo di loto soffiato ormai dal vento verso terre lontane. Le stesse dove probabilmente la sua anima correva finalmente libera. Sebbene quelle donne non avessero legami con Tomoe, nessuna di loro rimase impassibile di fronte alla tragedia appena consumatasi; un profondo senso di impotenza le travolse mentre con premura e zelo accudivano il piccolo orfano plorante. La miko, ormai affaticata per i lunghi rituali praticati, si sentì in dovere di avvertire immediatamente l’anziano yamabushi che attendeva fuori da quelle mura. «Maestro Hōrō-sha», esclamò la donna raggiungendo il vecchio in prossimità del Gorintō[1], fuori dal monastero. Non fece in tempo ad aggiungere altro che l’anziano uomo, girato di spalle verso la foresta, intimò al silenzio la donna con un gesto, e disse: «Fate in modo che la giovane guerriera abbia un’adeguata cerimonia, io resterò fin tanto che il bambino non sarà in grado di potermi seguire». La miko esitò un attimo per i modi insoliti dell’uomo; scosse lo sguardo per uscire dallo smarrimento di quegli istanti e chinando frettolosamente il capo in segno di rispetto e approvazione, tornò dentro per eseguire ciò che le era stato appena impartito. L’uomo, che aveva fatto dell’ineluttabilità delle cose il proprio mantra, continuò ad interrogare in silenzio la natura nel pallore di quella mattina d’autunno. [1] (五輪塔) Tipo di pagoda buddhista giapponese usata per scopi funerari.
  11. Delay84

    Capitolo I, parte prima

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum posterò una parte del capitolo ed eventualmente posterò il resto in un altro post. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Un mastello di acqua calda scivolò dalle mani frettolose di una delle serve che andavano e venivano dalla stanza adibita al parto. La donna cercò di rimediare alla meno peggio per non turbare la guerriera in preda alle doglie, ma costei non si curò minimamente dell’accaduto; in quello stato, i dolori del travaglio – per i quali cercava di trattenere i gemiti – consumavano ogni sua attenzione. Ad ogni contrazione i suoi denti digrignavano per soffocare le urla aggrovigliate in gola e sebbene la sua tempra da guerriera avesse domato il dolore di innumerevoli ferite subite in battaglia, mai avrebbe pensato di potersi sentire così impreparata a quegli istanti. «Madre, non puoi chiedermi questo!» riecheggiava una giovane voce nella sua mente. «…E poi non ho alcuna intenzione di avere una prole!», continuò la giovinetta rievocata alla memoria. Le parole di quella fanciulla, seppur scandite con tono sprezzante, erano il frutto acerbo di un carattere ancora da plasmare. La guerriera in preda ai dolori annaspò così in un fulmineo ricordo d’infanzia, quando le virtù da tramandare da madre in figlia apparivano poco stimolanti per imbrigliare uno spirito irrequieto e incline all’avventura. «Cosa vai blaterando? La terra non si coltiva da sola», rispose la madre con tono austero. Una lunga pausa di silenzio impregnò ulteriormente quelle parole di significato; poi lo sguardo fisso della donna si dissolse altrove per liberare la figlia dall’imbarazzo della sua sconsideratezza. «È importante che tu abbia degli eredi», aggiunse la donna lasciando intuire che non vi fossero alternative alle sue parole. I loro sguardi si incrociarono ancora, ma gli occhi lucidi della giovinetta stemperarono questa volta gli animi della madre irritata che dopo un sospiro, concluse bonariamente la propria predica sul travaglio dicendo: «Ricorda: più sarà insopportabile il dolore, tanto più dovrai celarlo alle orecchie indiscrete dei curiosi. Questo è ciò che fanno le donne degne di rispetto». Un sorriso si dispiegò sulle labbra della donna nel tentativo di consolare la giovinetta per un destino che appariva inevitabile, ma un’increspatura dissolse velocemente quell’immagine nella mente riportando la figlia al presente. Erano trascorsi diversi anni da quelle parole, e sebbene in quel monastero isolato la giovane guerriera avrebbe potuto sbrigliare il dolore di quegli attimi, una forza dentro di sé volle onorare quei ricordi. Il tono austero di quella donna che tanto l’aveva infastidita a quel tempo, era un ricordo divenuto oramai troppo prezioso. Uno dei pochi altri che la manteneva viva almeno nella mente. Con il sorriso della madre annodato al cuore a darle manforte, la donna cercava appigli per non farsi sopraffare dai dolori incalzanti. Con una mano stringeva a sé la spessa coperta su cui era accovacciata e con l’altra il polso di una delle serve su cui poggiava la schiena. L’aria era satura di tensione, ma in qualche maniera il mugolio della miko[1] che invocava i kami[2] per il buon esito del parto, sembrava quasi sedare la donna dolorante. Così, tra una contrazione e l’altra, la giovane guerriera prendeva fiato e raccoglieva le proprie forze per affrontare la lunga notte. A nessuno, presenti escluse, era concesso accedere alla stanza. Le entrate erano state accuratamente mascherate con tende bianche affinché il luogo fosse adeguato al rituale. Fuori da quelle mura però nessun familiare attendeva con ansia che il parto giungesse al termine; solo uno yamabushi[3], al di fuori del monastero, vegliava paziente aspettando che tutto seguisse il suo corso. L’anziano uomo impugnava un antico makuri yumi[4] in keyaki[5] la cui corda veniva vibrata a cadenze regolari col dorso delle unghie della mano sinistra. Le sue preghiere, seppur dai toni pacati, si diffondevano per diversi chō[6] lungo i sentieri scoscesi che da est portavano al monastero. Il cielo era ad un passo dall’imbrunire e sebbene l’autunno fosse stato fiacco e indulgente fino a quel momento, un temporale sembrava avanzare spavaldo all’orizzonte, segno che la frescura autunnale fosse pronta a mutare per essere finalmente temuta. I soffi gentili che muovevano le foglie turbinanti ai piedi del monastero si tramutarono presto in energiche raffiche di vento e raggiunsero l’uomo con l’impeto di un guerriero che non teme creatura alcuna. Gli abeti, che fino a poco prima vegliavano alti ai lati del sentiero, non poterono che prostrarsi all’arrivo del vento come vassalli fedeli al ritorno del proprio signore. Le dense nubi in agguato correvano talmente basse nel cielo che sembrava bastasse poco per riuscire a toccarle. La pioggia, seppur pronta a dilagare, indugiò qualche attimo ancora prima di scagliarsi sul monastero. Poi un bagliore, un boato e una cascata di scialbo argento invase il cielo precipitandosi fragorante sul terreno oramai inerme. Il vecchio yamabushi non appariva affatto preoccupato; sembrava quasi che le nubi cariche di collera fossero per lui nulla più che antiche compagne di viaggio dai modi burberi a cui non dedicare molta attenzione. Continuava a scacciare i demoni col suo arco e nulla avrebbe potuto dissuaderlo dal fermarsi. Non era chiaro se l’improvvisa tempesta fosse giunta fino al monastero inconsapevole di ciò che stesse accadendo all’interno di quelle mura, ma fu evidente che qualcosa turbò all’improvviso l’uomo distogliendolo dal suo rituale. [1] (巫女) Giovani sacerdotesse ai servizi presso i templi shintoisti. [2] (神) Spiriti divini o entità soprannaturali benevole nella fede shintoista. [3] (山伏, 山臥) monaci asceti che vivevano come eremiti tra le montagne considerati guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali. [4] (丸木) antenato del tipico arco medievale giapponese dalla forma asimmetrica. [5] 欅 (ケヤキ) Zelkova serrata è una specie del genere Zelkova nativa giapponese la cui resistenza e forza si prestavano perfettamente per la realizzazioni di armi in legno a partire dal periodo Yahoi (300 a.C. - 300 d.C.). [6] (町) unità di lunghezza giapponese che varia tra 105,42m e 109,8m a seconda delle regioni.
  12. Parallelo45

    Parallelo45 Edizioni

    Nome: Parallelo45 Edizioni (rif. Cristiano Repetti) Generi: tutti i generi tranne: fantasy, poesia, musica, raccolte di racconti, testi scolastici e saggi didattici Modalità invio manoscritti: http://www.parallelo45edizioni.it/contatti/ Distribuzione: http://www.parallelo45edizioni.it/distribuzione/ Sito web: http://www.parallelo45edizioni.it Facebook: https://www.facebook.com/parallelo45
  13. Angelo Fabbri

    Ho mè horôn

    «Riposa le tue membra stanche, Patroclo, smetti di angustiarti!». Il Meneziade si tolse l’elmo bronzeo e passò la mano tra i capelli sudati, scostando un ciuffo che era sceso sulla fronte. «E come posso, amico, quando sono nove anni che combattiamo all’ombra di quelle mura alte cinque braccia che incombono sopra di noi come un funebre catafalco?». «Quelle mura non resisteranno in eterno, e se non saranno loro a cadere vorrà dire che uccideremo i difensori di Troia uno ad uno» ruggì Achille. «Però tu oggi ti ritiri dalla battaglia e sottrai il tuo valore ai compagni morenti!». Achille si alzò in piedi, furente, ma trovatosi di fronte all’amico subito si quietò. «Quali compagni, Patroclo, quali amici? Chi tra gli Achei non ci tradirebbe cento e cento volte? Dovrei ancora combattere per Agamennone, la cui tracotanza lo spinse ad oltraggiare Apollo rapendo la bella Criseide e a far sì che il dio punisse con la pestilenza tutti i Greci? Quale onore ci fu per i guerrieri morti senza versare il loro sangue in battaglia? E non fu ancora Agamennone, mai pentito, a rubarmi Briseide per consolarsi della perdita?». Patroclo ascoltò la sfuriata del compagno annuendo di tanto in tanto. Conosceva la storia, ma lo feriva l’accenno alla schiava, e se non avesse saputo che a far infuriare Achille era stata l’offesa e non la perdita della ragazza la gelosia l’avrebbe fatto avvampare.. Achille si rese conto di aver pronunciato parole che avrebbe dovuto tacere e scrutò il volto dell’amico. Con una mano ne sfiorò la fronte ancora grondante sudore e se la portò alle labbra. «Sai che non volevo offenderti, amico mio. Ti prego, resta con me nella tenda». Ma Patroclo già aveva ripreso le armi. «Dopo, Achille» disse, «la battaglia mi chiama e il fragore delle spade giunge fino qui, non lo senti? Non sono stato oltraggiato come te, e non posso tradire la mia gente perché tradirei il mio onore». «Prendi almeno le mie armi! Porta il tuo valore insieme ai miei stendardi, così che i nemici tremino per la tua furia». Patroclo esitò alcuni istanti, poi si rese conto che la sua apparizione nelle vesti di Achille avrebbe portato lo scompiglio nelle file troiane e acconsentì, spogliandosi rapidamente. Achille lo abbracciò e i due restarono alcuni istanti avvinti, poi Patroclo si staccò e cominciò ad indossare le gambiere, la corazza aderente al corpo, l’elmo crestato. Raccolse poi la lancia e la spada dell’amico, che lo aiutava nella vestizione, e prima di lasciare la tenda si fermò di fronte a lui. «Vai» disse Achille, rispondendo al suo muto saluto, «porta altra gloria alle mie armi ma non spingerti fino alle mura: ritorna, ti prego!». Patroclo assentì brevemente, la mente già alla battaglia, si voltò ed uscì. «Il Meneziade portò terrore e scompiglio tra i difensori di Ilio, e la sua lancia trafisse innumerevoli nemici finché questi, terrorizzati, presero la fuga» disse il messaggero. «Ma non ha voluto ascoltare il mio consiglio!» esclamò Achille disperato. Il vecchio abbassò il capo in segno di lutto, rivolgendo gli occhi spenti al suolo. «È così, Pelide Achille. Il suo coraggio e il suo impeto lo portarono ad inseguire i troiani fin sotto le mura, e a prenderle d’assalto. Certo le avrebbe espugnate se…». «Se cosa, vecchio? Cosa è accaduto poi?». «A volte la mente vede cose che gli occhi non vedono, mio signore. Nessuno avrebbe potuto contrastare il valore di Patroclo, ma fu un dio, Apollo…». «Apollo! Ancora lui!». «Sì, Apollo due volte lo colpì alla nuca per respingerlo dalle mura, poi fu Euforbo a ferirlo con la lancia alle spalle e infine Ettore lo uccise, trapassandolo dalla sua biga». «Ah, i traditori!» proruppe Achille stracciandosi le vesti «solo così potevano ucciderlo: alle spalle e con l’aiuto del dio!». «Così fu, mio signore». «Lo vendicherò, costi quel che costi!». «Menelao lo ha già fatto, Achille. Ha trapassato Euforbo con la spada e il sangue gli è schizzato sui capelli. Poi gli achei hanno conquistato le sue armi». «E il suo corpo?». «Quello lo ha ripreso Ettore, riportandolo in Troia». «Ucciderò anche Ettore, e se Atena mi assiste anche Apollo assaggerà la punta della mia lancia!». Il vecchio fece un passo indietro, spaventato dalla bestemmia di Achille. «Dunque tornerai a combattere?» chiese, senza aspettarsi la risposta. «E io non scrissi nel mio poema la risposta del Pelide, ma narrai che Achille invocò Efesto, il dio delle forge, che lo armò nuovamente, quindi, eseguite le onoranze funebri all’amico scomparso e averne a lungo pianto la morte – lui che mai aveva versato lacrime per alcuno – tornò sul campo facendo strage di nemici fino a scontrarsi con le stesso Ettore, ad ucciderlo e come estrema umiliazione, a trascinarne il corpo legato al suo carro fino al campo Acheo». «Quante morti, quanto dolore!» mormorò il giovane pastore mentre conduceva il vecchio per mano tra le rovine di Troia. «Ma quanta gloria, quale splendido fulgore di armi! Che valore, che passione!» esclamò questi, rapito. «Dove sono gloria e passione ora?» rispose il giovane «io vedo solo tumuli e ossa biancheggiare sulla spiaggia nera». Il vecchio raccolse da terra un lungo osso su cui aveva messo il calzare, lo palpeggiò come per riconoscerlo e lo gettò nuovamente. «Quante di queste persone sapevano davvero quello che facevano?» si chiese. «Forse obbedivano al volere degli dei», rispose il ragazzo, credendo che parlasse a lui. «Gli dei?» esclamò il vecchio, fermandosi e rivolgendo gli occhi al cielo «gli dei non sono che sogni coscienti, voci che parlano nella mente di uomini inconsapevoli di sé. Forse sono la traccia che hanno lasciato dei sovrani passati nel ricordo dei sudditi, e parlano loro attraverso voci immaginarie». «Chi può saperlo?». «Non io. Quasi tutti gli uomini non sono capaci di pensare con la propria mente ma sono guidati da voci interiori che credono siano degli dei». «Anche io?». Il vecchio si voltò verso il ragazzo e gli pose una mano sulla fronte. «Non lo so» rispose ritraendola. «E tu?» chiese il ragazzo. «Io? No, io sono Omero».
  14. Miss Ribston

    College Green

    Titolo: College Green Autore: Amina Black Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-88-943429-3-2 Data di pubblicazione: luglio 2018 Prezzo: €13,90 cartaceo, € 3,37 digitale Genere: True Crime, Storico Pagine: 268 Disponibilità del formato: cartaceo e digitale Quarta di copertina o estratto del libro: Bristol, anno 1754. La scaltra domestica di un ricco mercante cerca di sfruttare le ambizioni politiche del padrone per migliorare a sua volta la propria condizione sociale. Si tratta di un gioco pericoloso, che la porterà a misurarsi, a rischio della vita, con intrighi, tradimenti, ricatti, amanti segreti e lettere nascoste. Ispirandosi a un fatto di cronaca realmente accaduto, l’autrice tesse con abilità i fili della trama, trasportandoci tra grandezze e miserie della provincia inglese del XVIII secolo. Link all'acquisto: Sito dell'editore Amazon IBS.it Mondadori Store laFeltrinelli Libreria Universitaria Unilibro Per gli acquisti Kindle, il link ad Amazon. Per gli acquisti e-pub, il link a IBS.
  15. dfense

    Mario Vallone Editore

    Nome: Mario Vallone Editore Generi trattati: Narrativa, poesia, testi biografici, religiosi, e per bambini. Modalità di invio dei manoscritti: via mail (vallonemario@yahoo.it). http://www.mariovallone.it/invia-un-manoscritto/. Distribuzione: http://www.mariovallone.it/distribuzione/ Sito: http://www.mariovallone.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ThothLibri/ Da leggere, la pagina in cui l'editore illustra in maniera chiara ed esaustiva il proprio sistema di lavoro: http://www.mariovallone.it/modus-operandi/
  16. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Tempi di valutazione: 3-4 mesi circa.
  17. Vainamoinen

    Edizioni Chillemi

    Nome: Edizioni Chillemi Generi trattati: saggistica storica, ma stanno cercando romanzi e poesie Modalità di invio dei manoscritti: http://www.edizionichillemi.com/node/18 Distribuzione: http://www.edizionichillemi.com/node/62 Sito: http://www.edizionichillemi.com/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionichillemi/ Sono una buona casa editrice di saggistica storica e militare, ma stanno cercando di allargare il proprio catalogo inserendovi romanzi e testi di poesie. Per ora pubblicano solo in cartaceo. Mettono sotto contratto editoriale solo al raggiungimento di tot copie vendute, e chiedono come contributo iniziale di acquistare alcune copie a prezzo scontato. Da punto di vista della saggistica militare hanno buona fama fra gli appassionati.
  18. Ospite

    Yume Edizioni

    Nome: Yume Edizioni Generi: Saggistica storica e Folklore, Narrativa storica Modalità di invio manoscritti: http://www.yumebook.it/Autori_esordienti.html Distribuzione: http://www.yumebook.it/promozione.html Sito web: http://www.yumebook.it/Home.html Ci hanno contattato via email per segnalarci la loro attività. Riferiscono di non richiedere contributi per la pubblicazione agli autori selezionati, di effettuare editing mentre la distribuzione attualmente è concentrata nel Piemonte, ma partecipano a eventi e fiere dislocati nel territorio nazionale. Accanto all'attività editoriale hanno anche il lavoro di servizi letterari rivolto a editori o aziende e non agli autori che selezionano per la pubblicazione.
  19. Ospite

    Scrittura&scritture

    Nome: Scrittura&scritture Generi valutati: romanzi storici, moderni, contemporanei, gialli, noir, polizieschi, thriller, narrativa breve, saggistica Invio manoscritti: http://www.scritturascritture.it/invio-opere/ Distribuzione: http://www.scritturascritture.it/distribuzione/ Sito: http://www.scritturascritture.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ScritturaScritture
  20. Ospite

    Castelvecchi

    Nome editore: Castelvecchi Sito: http://www.castelvecchieditore.com/ Generi valutati: romanzi storici, classici del Novecento, narrativa contemporanea, saggistica, saggi brevi con una forte impronta divulgativa sui grandi temi della contemporaneità, intervento politico, economico e di denuncia Invio manoscritti: http://www.castelvecchieditore.com/manoscritti/ Distribuzione: non viene specificata Facebook: https://www.facebook.com/Castelvecchi-editore-327367067162/
  21. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  22. Titolo: I bottoni di Napoleone Sottotitolo: Come 17 molecole hanno cambiato la storia Autori: Penny Le Couteur, Jay Burreson Traduttore: Libero Sosio Editore: Longanesi Collana: La lente di Galileo Pubblicazione: settembre 2006 ISBN: 9788830421561 Pagine: 416 Prezzo di copertina: Euro 18,60 In catalogo: sì Disponibile in ebook: no Disponiblie presso gli store dell'usato: sì Ho trovato una riedizione della TEA (stesso gruppo editoriale) ed esiste anche un'edizione de La biblioteca delle Scienze uscita nel 2010. Quarta di copertina: Rivelando gli stupefacenti collegamenti di natura chimica tra fatti apparentemente scollegati, gli autori presentano nel libro 17 gruppi di molecole che hanno cambiato il corso della storia, arrivando a determinare moltissimi aspetti della nostra vita quotidiana. Il lettore apprenderà per esempio come i bottoni delle uniformi dell'armata napoleonica, fatti di stagno, si sbriciolassero alle basse temperature, mettendo in notevoli difficoltà i soldati impegnati sul fronte russo (e, chissà, ipotecando così l'esito della campagna); come un banale incidente domestico con un grembiule detonante ebbe come conseguenza lo sviluppo dei moderni esplosivi e la nascita dell'industria cinematografica; come la passione degli europei per la caffeina, una molecola che dà una blanda dipendenza, finì per portare alla rivoluzione comunista in Cina. Elenco dei capitoli (metto fra parentesi le mie note esplicative per chiarire il tema del capitolo, perdonatemi se le considererete superflue): Pepe, noce moscata e chiodi di garofano L'acido ascorbico Il glucosio La cellulosa I nitroderivati (esplosivi) Seta e nailon Il fenolo (disinfettanti) L'isoprene (gomma) I coloranti Farmaci miracolosi (aspirina, sulfamidici e antibiotici) La pillola (anticoncezionale) Le molecole della stragoneria (droghe più o meno naturali) Morfine, nicotina e caffeina (altre droghe più o meno diffuse) L'acido oleico Il sale I clorocarburi (freon, cloro, anestetici e ipnotici) Molecole contro la malaria. A chi può servire questo libro. Se vi salta in mente di scrivere una storia nella quale un composto appartenente a una di queste famiglie abbia una sua funzione, sarà opportuno conoscerlo al meglio studiando anche l'influenza che ha avuto sulla storia dell'uomo. Se volete ambientare la vostra storia in uno dei periodi nei quali questi composti sono stati introdotti e hanno fatto sentire i loro effetti, troverete certo interessante questo testo. Se scrivete fantascienza e volete cimentarvi nei futuri alternativi... beh: qui c'è da trarre un bel po' di spunti. Il libro ha una ricchissima bibliografia e un corposo indice analitico (con più di mille termini e nomi) quindi si presta anche a una consultazione di tipo enciclopedico. Gli argomenti sono trattati con rigore scientifico (e in modo tecnicamente approfondito: una conoscenza almeno basilare della chimica è richiesta per apprezzarli appieno) ma ogni capitolo è denso di riferimenti storici concreti che, non limitandosi alle mere ipotesi, possono essere apprezzati anche da chi ricorda la chimica come uno dei momenti tristi delle scuole superiori... Certo che se, oltre alla Chimica, odiavate pure Storia è meglio che stiate alla larga da questa lettura perché un terribile fantasma potrebbe afferrarvi dal passato... Chi invece sta ancora studiando potrebbe trovare in questo libro un piacevole diversivo di materia applicata.
  23. Luigi M

    L'aquila tra i giganti

    Titolo: L'aquila tra i giganti Autore: Luigi Mattioli Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-88-943429-7-0 Data di pubblicazione: Novembre 2018 Prezzo: € 14,90 Genere: Romanzo Storico Pagine: 380 Link all'acquisto: https://aporema-edizioni.webnode.it/products/laquila-tra-i-giganti/ Jutland, oggi Danimarca, al tramonto del II secolo a.C. L’epica migrazione di un intero popolo, i Cimbri, osservata attraverso lo sguardo curioso e disincantato di un ufficiale romano, che si trova suo malgrado coinvolto nella loro affascinante avventura. Due civiltà a confronto, distanti da un punto di vista geografico e sociale, che alla fine mostrano di avere più valori in comune di quanto si creda. Coraggio, valore, forza bruta, ma anche onore, amicizia, lealtà, passione e nobili sentimenti. Attraverso un’Europa ancora selvaggia, marce estenuanti si alternano a lunghe soste e a battaglie sanguinose e improvvise. Il tutto animato da donne e uomini veri e credibili, così lontani, ma allo stesso tempo così vicini a noi, nella loro vivida umanità.
  24. finario

    Nel nome di Cesare di Andrea Oliverio

    Titolo: Nel nome di Cesare Autore: Andrea Oliverio Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-8832144598 Data di pubblicazione (o di uscita): 3 Giugno 2020 Prezzo: 14,90€ (versione cartacea) Genere: Romanzo Storico Pagine: 396 Quarta di copertina o estratto del libro: Nella guerra civile che nel 49 a.C infiamma Roma, la città di Massilia, con il porto più importante del Mediterraneo settentrionale, assume un ruolo chiave. Per portarla dalla propria parte il Senato, schierato a favore di Pompeo, usa le armi della diplomazia e della corruzione. Cesare invece ricorre alle legioni e la cinge d'assedio. I centurioni Verre e Cinna, fedeli alla sua causa, dovranno affrontare temibili nemici, druidi assetati di sangue, ma anche spie astute e subdole insidie, di fronte alle quali si sentono disarmati: quelle dell'amore. Dopo "L'inviato di Cesare" l'autore torna a proporci l'affresco di un'epoca storica affascinante, con una galleria di personaggi al limite della leggenda e un susseguirsi di vicende mozzafiato. Link all'acquisto: http://www.andreaoliverio.com/nel-nome-di-cesare/
  25. Titolo: Qualunque sia il tuo nome Autore: Laura Baldo Editore: HarperCollins Italia Pagine: 299 ISBN: 9788830509238 Genere: Romance storico Formato: Cartaceo Prezzo: 6,90 Trama Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di “banditi” polacchi dell’Unione per la Lotta Armata stermina un drappello delle truppe di occupazione tedesche. L’unico sopravvissuto, un ufficiale della Gestapo, si rifugia ferito nel fienile della stessa fattoria dove hanno la loro base i partigiani. Anna, la nipote della proprietaria della fattoria, lo nasconde e lo cura. I due si innamorano: a dispetto delle difficoltà, e delle atrocità causate dall’odio tra le opposte fazioni, riusciranno i due giovani a sopravvivere e a coronare il loro sogno d’amore? Il finale non è scontato. Recensione Lo spunto è interessante: può l’amore trionfare sull’odio tra nemici? Anche senza scomodare i Montecchi e i Capuleti di Shakespeare, è ovvio che le aspettative, di fronte a un tema tanto impegnativo, siano elevate. Laura Baldo esprime con realismo i sentimenti e i dubbi dei protagonisti, mantenendo sempre l’attenzione sul contrasto odio e amore. La lettura procede gradevole, senza intoppi, coinvolgendo in una suspense intrigante che permea tutto il romanzo: agguati, insurrezioni, sospetti e tradimenti movimentano la trama, inedita, interessante e fondata su fatti realmente accaduti. Tutto ok, quindi? Sì, se prendiamo “Qualunque sia il tuo nome” come un romance tout court, e ci rivolgiamo soltanto agli amanti del genere. Ma, se pretendiamo di leggerlo anche come storico la faccenda cambia. La scelta di improntare la narrazione al presente avrebbe dovuto immergere il lettore nel vivo del racconto, rendendolo più partecipe, una sorta di show don't tell con realismo storico crudo ed efficace: siamo in guerra, perbacco, e i personaggi, anche quelli secondari, non vanno raccontati, ma devono uscire nitidi e vivi dalla violenza delle loro azioni. D’accordo, l’amore è l’amore, ma anche l’odio è l’odio, e l’autrice punta troppo sui buoni sentimenti, con l’indulgenza propria del romance. L’occupazione tedesca, le torture per interrogare i prigionieri, i bombardamenti, le grida delle vittime, l’odore del sangue, la disperazione dei sopravvissuti rimangono in secondo piano, un po’ tirati via, in sintesi sottaciuti, o trascurati, per addolcire la storia. Anche l’ambientazione, nei campi di prigionia, nei boschi, nella città bombardata, nei comandi tedeschi, avrebbe meritato una maggiore cura dei dettagli, per immergere di più il lettore nel presente . Non ho trovato errori particolari o refusi, e devo segnalare un bell’incipit che invoglia a proseguire la lettura. Lo stile è scorrevole e, se siete amanti del romanzo d’amore, “Qualunque sia il tuo nome” sarà per voi una piacevolissima lettura, veloce, intrigante e ben dosata, dove i sentimenti prevarranno sullo sfondo edulcorato della guerra.
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