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  1. Miss Ribston

    College Green

    Titolo: College Green Autore: Amina Black Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-88-943429-3-2 Data di pubblicazione: luglio 2018 Prezzo: €13,90 Genere: True Crime, Storico Pagine: 268 Disponibilità del formato: cartaceo Quarta di copertina o estratto del libro: Bristol, anno 1754. La scaltra domestica di un ricco mercante cerca di sfruttare le ambizioni politiche del padrone per migliorare a sua volta la propria condizione sociale. Si tratta di un gioco pericoloso, che la porterà a misurarsi, a rischio della vita, con intrighi, tradimenti, ricatti, amanti segreti e lettere nascoste. Ispirandosi a un fatto di cronaca realmente accaduto, l’autrice tesse con abilità i fili della trama, trasportandoci tra grandezze e miserie della provincia inglese del XVIII secolo. Link all'acquisto: Sito dell'editore Amazon IBS.it Mondadori Store laFeltrinelli Libreria Universitaria Unilibro
  2. Titolo: La leggenda di Ninfa. Lucrezia Borgia, incanto e disperazione. Autore: Monica Maratta e Dario Pozzi. Casa editrice: La strada per Babilonia. Isbn: 9788894822397 Data di pubblicazione: 14 dicembre 2018 Prezzo cartaceo: euro 10.00 Genere: romanzo storico. Pagine: 150 Quarta di copertina: Milano, ottobre 1816. Angelico Vago, un nobile di origine spagnola, mostra a Lord Byron alcune preziose lettere che conserva e che Lucrezia Borgia scrisse al fratello Cesare durante la permanenza a Sermoneta. Gliele aveva inviate per distrarlo dalla frenetica attività militare che l'uomo conduceva, per parlargli del magnifico luogo di cui era divenuta duchessa e, infine, per informarlo che, durante i lavori di fortificazione del feudo a opera del Sangallo, gli operai avevano trovato un piccolo involto di fogli scritti dalla mano di un autore anonimo. Si trattava di un'antica leggenda medievale del luogo, e raccontava di un amore struggente, di magia, di intrighi di corte e violenze: la leggenda di Ninfa. Nacque una fitta corrispondenza tra i due fratelli in cui Lucrezia esprimeva tutta la nostalgia e il rammarico di non poter più vivere le stesse passioni di Ninfa perché ormai si sentiva vecchia e consumata dagli eventi politici della sua famiglia. Anche Lord Byron, rileggendo secoli dopo le lettere di Lucrezia, si ritrova avvolto, suo malgrado, dalla malinconia e racconta ad Angelico le infauste conseguenze dell'insana passione che genera azioni mostruose, richiamando alla memoria i suoi rapporti con lady Shelley e la sua sorellastra.
  3. Monica Maratta

    La leggenda di Ninfa. Lucrezia Borgia, incanto e disperazione.

    Presentazione del romanzo storico "La leggenda di Ninfa. Lucrezia Borgia, incanto e disperazione" di Monica Maratta e Dario Pozzi, edito da "La strada per Babilonia", nella scuola media di Anzio (Roma).
  4. cia78

    Morphema edizioni

    Nome: Morphema edizioni Generi: vari Modalità di invio manoscritti: fabio@morphema.it Distribuzione: Sito: www.morphema.it Facebook:https://www.facebook.com/Morphema-Editrice-1576074885964050/ Buonasera, sto cercando informazioni su questa casa editrice. Vorrei soprattutto capire se è free o a pagamento. Qualcuno ha notizie da condividere? Grazie mille.
  5. Fraudolente

    Il domino in partenza

    La mula attendeva placida, robusta, le zampe tozze e il manto scuro, mentre, sotto le gualdrappe grigie con le insegne dei Gaboardi, i cavalli, modesti ma possenti palafreni da viaggio, fremevano emettendo sbuffi di vapore dalle nari. I due soldati, sotto le pesanti cotte di maglia e la tunica di lana chiara, erano già in sella. Carolo, il più anziano dei due, bestemmiò la sua impazienza: «Il domino si fa aspettare, e noi si dovrà giungere a Granaria prima dell’ora di buio!» Jacopo, a capo scoperto a sfidare l’alba tersa e gelida, i capelli castani cortissimi, le orecchie e la punta del naso rosse quanto il fuoco, rise divertito: «Vecchio, avresti forse preferito crogiolarti al camino con la tua baldracca sdentata?» «Che i vermi ti mangino le viscere! Lascia in pace la mia donna se non vuoi che ti sventri!» «Mante una donna? Ma se ha più barba di te…» Gosto, che reggeva le redini della mula, arretrò di qualche passo, rientrando tra le mura, e la guardia della Porta Castellana, ancora assonnata, si scansò appena in tempo. «Voi, smettetela subito, altrimenti finirete entrambi all’inferno!» La voce maschia del parroco placò gli animi. Sulle brache scure e sulla veste di lana spessa, indossava un tabarro marrone dal grande cappuccio. Sistemò la bisaccia di cuoio sulla groppa e balzò in sella con sorprendente agilità: «Andiamo!» e il tono, fermo e imperioso, sancì chi fosse al comando. Gosto avrebbe voluto salutare e augurare loro buon viaggio, ma stuzzicare inutilmente il domino e la sua scorta gli parve alquanto imprudente. Rimase in silenzio a guardarli mentre si allontanavano scendendo la strada lungo la riva dell’Apsa, il presbitero intabarrato e i due soldati al seguito appaiati. Quando giunsero al bivio per la valle della Teva, Tītīnus fermò la mula e si girò per dare un’ultima occhiata a Macerata. La torre svettava sui tetti gelati che luccicavano al primo sole, e la cinta, a protezione delle casette del borgo, pareva piccola e lontana. I monti attorno, oltre gli orti, i campi coltivati e i pascoli più in quota, erano ammantati da una selva folta e minacciosa. “Maledetti siano Gaboardo e i suoi matrimoni con i Malatesti!” rimuginò con un lampo d’ira negli occhi, e l’espressione feroce del sant’uomo stupì gli uomini di scorta.
  6. Luca Morandi - Aratak

    Il Terebinto Edizioni

    Nome: Il Terebinto Edizioni Generi trattati: saggistica storica e in pubblicazioni digitali Modalità di invio dei manoscritti: Distribuzione: http://www.ilterebintoedizioni.it/punti-vendita Sito: http://www.ilterebintoedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ilterebintoedizioni/
  7. Ospite

    Castelvecchi

    Nome editore: Castelvecchi Sito: http://www.castelvecchieditore.com/ Generi valutati: romanzi storici, classici del Novecento, narrativa contemporanea, saggistica, saggi brevi con una forte impronta divulgativa sui grandi temi della contemporaneità, intervento politico, economico e di denuncia Invio manoscritti: http://www.castelvecchieditore.com/proposte/ e http://www.gruppolit.com/proposal-proposte/ Distribuzione: non viene specificata Facebook: https://www.facebook.com/Castelvecchi-editore-327367067162/
  8. MatRai

    Si spengono le stelle - Matteo Raimondi

    Titolo: Si spengono le stelle Autore: Matteo Raimondi Editore: Mondadori Collana: Omnibus ISBN cartaceo: 9788804687375 ISBN ebook: 9788852086595 Data di pubblicazione: 17 aprile 2018 Prezzo: Cartonato con sovraccoperta 19.50€ | EBook 9.99€ Genere: Thriller - Horror - Storico Pagine: 460 1691. York è un’inquieta città di frontiera da poco annessa alla Colonia della Massachusetts Bay, dove la legge è esercitata secondo una rigida morale puritana. Primogenita di Mary e Robert Walcott, capo della corporazione commerciale, Susannah è tormentata da un selvaggio bisogno d’indipendenza che la rende insofferente alle autorità e la porta a rifugiarsi negli antichi insegnamenti della sua vecchia nutrice indiana, Nagi, dalla quale ha imparato a scorgere in ogni cosa la profonda armonia del cosmo. Ma proprio il forte legame con la cultura dei nativi costa a Suze l’avversione dei suoi coetanei, che la accusano di essere strana, pericolosa, e per questo la schivano. Tutti tranne uno, il fragile e misterioso Angus Stone, che appare determinato a sfidare qualunque pregiudizio pur di averla. Le cose cambiano quando Robert viene inviato a Boston per presiedere il Congresso coloniale: mentre a York le stelle della ragione cominciano a spegnersi, Rob realizza di trovarsi nel mezzo di una spietata cospirazione tesa a inasprire odio e paura verso i “selvaggi”. Il conflitto tra coloni e nativi assume così il valore di uno scontro fra bene e male che coinvolgerà proprio Susannah, ignara custode di un grande segreto. Si spengono le stelle è un thriller stupefacente sulla Nuova Inghilterra di fine Seicento, che indaga uno dei periodi più cupi della storia americana a colpi di miracolose incursioni nei temi classici della letteratura fantastica. Ne emerge una grandiosa allegoria della civiltà contemporanea, che rivela una nuova, formidabile e poliedrica voce della narrativa italiana, capace di scolpire magistralmente luoghi e personaggi, di esplorare le terre di confine tra i generi e di intrecciare passato e presente, modernità e tradizione, racconto individuale e Storia collettiva in una miscela esplosiva. Amazon IBS Mondadori Store
  9. Writer's Dream Staff

    La Penna Blu Edizioni

    Nome: La penna blu edizioni Generi valutati: fantasy di ogni tipo, fantascienza, narrativa per bambini e ragazzi, gialli e thriller, Gialli e Thriller ambientati in Puglia o collegati al “Tacco d’Italia”, romanzi storici, romanzi a bivi Invio manoscritti: http://lapennablu.it...critti-inediti/ (chiedono una sinossi di 2000 battute, se interessati richiederanno l'intero manoscritto) Distribuzione: http://lapennablu.it/bw/distribuzione/ Sito: http://lapennablu.it/bw/ Facebook: https://www.facebook.com/lapennablulibri/
  10. Writer's Dream Staff

    Gruppo Edizioni Leucotea

    Nome: Gruppo Edizioni Leucotea Genere valutati: Narrativa, letteratura, storia, economia, divulgazione scientifica, spiritualità Invio manoscritti: http://www.edizionileucotea.it/it/home.php?s=0,1,43 all'indirizzo edizionileucotea@edizionileucotea.it, opere da 10 a 150 cartelle editoriali Distribuzione: http://www.edizionileucotea.it/it/dove_siamo Sito: http://www.edizionileucotea.it Facebook: https://it-it.facebook.com/leucotea.leucotea/
  11. Alexmusic

    Sibrium

    Titolo: Sibrium Autore: Alessandro Cuccuru Editore: Aporema Edizioni ISBN 978-88-942182- 1-3 Prezzo € 15,90 Romanzo di ambientazione storica Pagine 496 Link all'acquisto Disponibile anche nella versione E-book, in formato Epub e in formato Kindle. Siamo nell'ottobre del 476: Romolo Augusto, ultimo imperatore romano d'Occidente, è stato deposto dal generale barbaro Odoacre e Marco Terenzio Ambusto, ufficiale romano comandante della guarnigione di stanza nell'avamposto dell'odierna Castelseprio, è rimasto senza ordini. Sui suoi soldati e sugli abitanti del circondario incombono due angoscianti attese: l'arrivo dei guerrieri di Odoacre, guidati da Edecon, suo nipote, a reclamare un terzo delle terre coltivabili e la probabile calata dei Burgundi nella pianura padana. Il romanzo si dipana attraverso le vicende e le avventure dei vari protagonisti, tra cui spiccano le figure di due donne: la coraggiosa Clelia, la vedova che da sola manda avanti la sua villa e gestisce i suoi abitanti, e Lavinia, la deliziosa giovanetta, figlia del fabbro Vulcano. E poi molti personaggi, romani e germanici: Unter, Panezio, Ariete, i gemelli Silvio e Claudio, il presbitero Marcello, il diacono Giovanni, il possidente Paolo Massenzio, Odric e Gudal, tutti rappresentati nella loro umanità, con i loro pregi e i loro difetti e per questo così vicini a noi, nonostante i secoli che ci separano. In "Sibrium" c'è tutto: intrighi, spedizioni diplomatiche, strategie militari, combattimenti, amore, invidia ed odio. È scritto in modo scorrevole, con espressioni gergali decisamente "moderne" che possono suscitare perplessità, ma che l'autore ha deciso di utilizzare per avvicinare alla lettura anche i più giovani. Si legge con piacere ed è collocato in una realtà locale precisa dal punto di vista geografico, ma in un periodo per il quale mancano documenti e fonti univoche, rendendo così legittime licenze e libertà di narrazione.
  12. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invio-manoscritti-editore.html o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
  13. Somniator

    Le Templier - il templare

    «Via!» La frusta di Mastro Jean sferzò l’aria con ferocia, mancando il viso di Mathieu di un palmo. Inarrestabile, la striscia di cuoio sibilava rabbiosa tra il vecchio templare ed il giovane cavaliere, testando i limiti e le abilità di quest’ultimo come mai nessuno aveva fatto prima. Chi avrebbe creduto che uno strumento ideato per la tortura potesse essere utilizzato anche in un duello! «Ehi, novizio! Dalle tue parti sapete solo tirare su lo scudo? Usa quella dannata spada!» disse l’anziano spadaccino, incalzando senza sosta il ragazzo. Jean de Payens era un veterano della prima crociata. Cugino del fondatore dell’Ordine, Hugues de Payens, aveva ormai vissuto la maggior parte della sua vita nell’Outremere, o Terra Santa, come i preti preferivano chiamarla. Payens era un esperto della cultura levantina e di quella turca, e parlava l’arabo al livello di un teologo musulmano. O almeno, così si diceva tra gli iniziati. Mastro Jean aveva il compito d’insegnare ai nuovi arrivati cosa fare contro le armi, corazze e tecniche adoperate dai loro vicini islamici. Mathieu si aspettava quindi di dover affrontare una sciabola, o addirittura un arciere a dorso di cavallo… ma di certo non una frusta! «Dai! Dai! DAI!» ruggiva Jean, mulinando con spettacolare maestria la sua sferza. Altri templari li stavano guardando; sia i novellini in attesa del loro turno, che osservavano con attenzione quel combattimento così diverso da quelli nella loro natia Francia, sia i cavalieri ordinati, interessati a vedere come Mathieu se la sarebbe cavata. Mathieu vantava natali tanto importanti quanto sfortunati: discendente del fratello minore di Ugo I conte di Rethel, padre del secondo re di Gerusalemme Baldovino II, Mathieu veniva dalla famiglia della regina della Città Santa, Melisenda. La cittadella di Rethel era adesso in mano a sua zia Matilda e suo marito Odo di Vitry. Il padre di Mathieu era morto quando lui era appena nato, ufficialmente a causa di una misteriosa malattia fulminante che lo avrebbe ucciso in tre giorni. Il ragazzo divenne il de Rethel maschio più anziano, costringendo sua madre a portarlo nel regno di Francia per evitare che facesse la stessa fine. L’anno precedente, per il suo sedicesimo compleanno, era stato mandato dai Templari in Outremere, per sempre al dì fuori dalla portata degli assassini della contessa. Molti dei suoi compagni avevano storie simili alla sua, ma ciò che rendeva questo evento così interessante era quanto di rado guerrieri con parentele così importanti si scontrassero. Hugues e Baldovino erano stati i grandi fautori dell’Ordine, ed ora il sangue del loro sangue stava dando spettacolo della loro tecniche combattive davanti a tutti. Mathieu decise di provare a deflettere i colpi con la spada: l’arma dell’avversario si avvolse intorno alla lama come una serpe. Mathieu cercò di disarmare l’avversario con uno strattone, ma la presa di Mastro Jean era salda sul manico. Mathieu cambiò subito strategia: posò lo scudo sulla frusta attorcigliata, fissandola alla spada. Poi, abbassò la punta verso il maestro templare. Scattò urlando, intento a speronare il suo nemico con l’arma smussata. I suoi compagni lo incitarono dal recinto, mentre i cavalieri assistevano alla scena in silenzio concentrato. Jean aspettò che l’allievo fosse ad un passo da lui: con un movimento fluido della gamba destra, si abbassò e fece una spettacolare spazzata ai piedi di Mathieu. Il giovane guerriero andò subito a gambe all’aria, rovinando a terra in una serie di dolorosi ruzzolii. Esclamazioni di sorpresa e ammirazione si alzarono fra gli spettatori, mentre i templari anziani ridacchiavano al prevedibile risultato di quella carica cieca. «Questo duello è mio, ragazzo» mormorò Mastro Jean, mentre lo aiutava a rialzarsi. «Maestro, la vostra tecnica…» iniziò Mathieu, esterrefatto: «Non avevo mai visto nessuno combattere così! È così che danno battaglia i turchi?» Mastro Jean lo guardò intensamente per un istante. Poi esplose in una fragorosa risata. «Oh, non essere ridicolo! Chi sarebbe così scemo da portare una frusta su un campo di battaglia?» Mathieu assunse un’espressione confusa. «M-ma… allora, qual era il senso di questo scontro?» «Vedere come voi novizi reagireste ad una situazione sconosciuta. In questo duello possedevi un vantaggio netto: avevi uno scudo ed un’arma molto più efficace e maneggevole della mia. Però hai lasciato che i tuoi dubbi ed incertezze ti rendessero frettoloso e incosciente, e sei finito con il culo per terra come un contadino che non sa le prime due regole di come ci si comporta in combattimento» Mathieu era senza parole: non aveva nulla da ridire, sapeva che Mastro Jean aveva perfettamente ragione. Si era lasciato intimidire dalla fama e dall’esperienza del suo avversario, facendosi sconfiggere in una sfida da cui una mente calma sarebbe uscita vittoriosa. «Ora vattene e chiama il prossimo» Mathieu riconsegnò la frusta al suo maestro ed uscì dall’arena, passando le sue armi d’allenamento ad un altro novizio. In Francia era spesso stato allenato dai suoi maestri da solo, senza avere molte occasioni di confrontarsi con ragazzi della sua età e rendersi conto se la sua crescita come guerriero stesse procedendo agli stessi ritmi dei suoi coetanei. Si chiese se anche gli altri allievi avrebbero fatto lo stesso errore, fossero stati loro i primi ad andare. Ora però non importava. Si posò sul recinto, osservando con attenzione lo scontro successivo. Si stava finalmente rendendo conto di quanto non sapesse della vita dei cavalieri.
  14. Parallelo45

    Parallelo45 Edizioni

    Nome: Parallelo45 Edizioni (rif. Cristiano Repetti) Generi: tutti i generi tranne: fantasy, poesia, musica, raccolte di racconti, testi scolastici e saggi didattici Modalità invio manoscritti: http://www.parallelo45edizioni.it/contatti/ Distribuzione: http://www.parallelo45edizioni.it/distribuzione/ Sito web: http://www.parallelo45edizioni.it Facebook: https://www.facebook.com/parallelo45
  15. Writer's Dream Staff

    Newton Compton Editori

    Nome: Newton Compton editori Genere: narrativa, saggistica, rosa, gialli & thriller, storia, cucina, classici, young adult, kids, manualistica, arte, cinema, teatro, avventura Invio manoscritti: http://www.newtoncompton.com/chi-siamo/contatti Distribuzione: Messaggerie libri. Sito: http://www.newtoncompton.com/ Facebook: https://www.facebook.com/NewtonComptonEditori Pubblicazione: senza contributo.
  16. Fraudolente

    Premiazione concorso e presentazione romanzo storico

    Fino a
    Presentazione a Bergamo, al Macondo Bibliocafè, in Via Moroni 16, alle ore 18,30 di sabato 24 novembre, del romanzo storico "Petra Rubea" di Pio Bianchini (alias Fraudolente), WLM Edizioni, in occasione della cerimonia di premiazione del concorso "Premio Il Romanzo Storico 2018"
  17. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Nuova casa editrice costituente, accetta già l'invio di manoscritti in valutazione per costruire il catalogo.
  18. Alexmusic

    Rassegna della Microeditoria 16sima edizione

    Fino a
    Piccoli editori, selezionati con cura da un'organizzazione attenta e collaudata, vi aspettano per mostrarvi il meglio della loro produzione, sabato e domenica dalle 10,00 alle 20,00. L'ingresso è libero ed è in funzione un eccellente servizio di bar ristorazione. Tra gli altri saranno presenti alcuni soci e autori di Aporema Edizioni. Per ulteriori informazioni ecco i link per pagina facebook e sito internet.
  19. Somniator

    Oro

    Commento Tomba d’ignoto, Valle dei Re, Egitto 15 Ottobre 1923 «Distruggilo» mormorò Hans. Friedrich non lo stava ascoltando. Continuava a ridere di gioia. Teneva in una mano quello strano uovo trasparente, un coltellino con la lama in oro massiccio nell’altra. Rideva come mai aveva pensato avrebbe fatto in vita sua, con un’intensità ed un’euforia così feroce che credeva sarebbe esploso. Poi si rese conto che Hans aveva detto qualcosa. Si girò di scatto, guardando il suo collega con occhi estatici: «Ah, scusami Hans. Credo che tu abbia detto qualcosa, ma non ti ho sentito. L’eccitazione mi ha portato lontano da qui, anche se solo per qualche istante. Dimmi cosa pensi, compagno della più grande scoperta della storia dell’uomo!» «La più grande? Più del vaccino del signor Jenner?» Friedrich sbuffò: «Oh, andiamo Hans! Non puoi negare la grandezza di ciò che abbiamo trovato, di come la nostra comprensione della materia cambierà quando porteremo questo ovetto a Berlino!» «E tu non puoi negare il pericolo che quell’oggetto presenterebbe per l’economia mondiale. Dobbiamo distruggerlo, Friedrich.» Il cervello di Friedrich non registrò subito le ultime tre parole dell’altro esploratore. Il concetto espresso da Hans era così lontano dai suoi pensieri che parve rimbalzare su di essi, come una palla su un muro. Non fu così per molto. Una volta processata quell’informazione, il volto di Friedrich si pietrificò. Si era tramutato in una maschera, contratta nella felicità che, appena momenti prima, aveva infervorato ogni singolo angolo del suo corpo. «Che… che cosa?» Altri secondi di silenzio carico di tensione. L’espressione di Friedrich parve sciogliersi: il sorriso radioso sul suo volto di mutò in una bocca inorridita; i suoi occhi colmi di entusiasmo si spensero, mentre un tremore iracondo cominciava a scuotere il suo corpo. «Ti ha dato di volta il cervello, Hans! Tu vorresti distruggere la Pietra Filosofale!» esclamò furibondo Friedrich. La sua voce rimbombò negli antichi cunicoli della tomba egizia. In lontananza, si potevano ancora udire le ultime sillabe pronunciate dall’esploratore. ale… ale… ale… «Ti prego, amico mio. Se rifletti per un istante capirai il rischio che quella Pietra avrebbe sulle nostre vite…» «L’economia tedesca è in ginocchio, Hans! La Grande Guerra è finita appena un anno fa, ed ora per le strade del Reich la gente muore di fame! Questo…» Friedrich sventolò l’uovo e il coltellino sotto il naso di Hans. Neanche un minuto prima, la lama era stata in acciaio scuro. Una volta che però il metallo aveva sfiorato quell’artefatto leggendario, si era tramutato in oro purissimo. «… questo, amico mio, è ciò che permetterà alla Germania di essere la vincitrice de facto del conflitto!» «Nessuno ha vinto quella guerra, Friedrich. Nessun confine si è spostato, nessuna riparazione economica è stata data. Otto anni di morte inutile ed insensata non verrannno risanati dal denaro.» Friedrich emise un verso strano: una via di mezzo fra una risata incredula ed un lamento. «E anche se fosse» continuò Hans: «la Pietra distruggerebbe la nostra economia. Anche se il Reich fosse perfettamente in salute. Quell’uovo ne causerebbe la rovina finanziaria, al nostro paese e al mondo intero.» «Ma di che cazzo stai parlando!» urlò Friedrich. Un coro di demoni furenti esplose nella tomba, echeggiando le parole adirate dello studioso con terrificante veemenza. ANDO... ANDO... ANDO... «Ascolatami Friedrich, ti prego.» Hans cinse l’avambraccio sinistro del suo amico con entrambe le mani, fissandolo negli occhi. Friedrich vidde in essi la preoccupazione sincera del suo collega. Vidde quanto le parole che Hans stava per pronunciare pesassero al suo animo di scienziato. «Se riuscissimo a scoprire come la Pietra cambia i metalli in oro, saremo sicuramente in grado di produrla in massa. L’oro diventerebbe così facile da creare, da diventare comune come il pane. Perderebbe il suo valore.» Friedrich ascoltava in silenzio. Aveva capito dove Hans stesse andando a parare. «Mio padre è vissuto negli Stati Uniti in gioventù, lo sai. Ha visto come i cercatori d’oro lo estraggono dai letti dei fiumi americani, quanto immenso lavoro ci voglia per estrarre meno di un grammo al giorno! L’oro è un materiale estremamente utile, Friedrich. Ma il suo vero valore nasce proprio dalla domanda che si ha di questo metallo eccezionale e di quanto poco ne abbiamo a disposizione.» Friedrich abbassò le braccia. Hans aveva ragione. Le riserve auree delle varie nazioni erano ciò su cui si basava il valore delle loro valute: il franco tedesco era sceso parecchio, a causa dell’economia devastata che la Grande Guerra aveva lasciato in Europa e all’inflazione rampante che affligeva lo Stato tedesco. Se una quantità fuori controllo di oro si fosse riversato nel mercato, le monete di tutto il mondo di sarebbero tramutate in ferraglia e carta straccia. Nello scenario peggiore, l’intera civilizzazione occidentale sarebbe crollata. Friedrich si mise a guardare la Pietra e il coltellino. Lo strumento trasmutatore e l'oggetto trasmutato. I suoi occhi si inumidirono, mentre una disperazione soffocante gli afferava il petto e la gola. Cosa doveva fare? Tra le sue mani giaceva il segreto sulla natura della materia, il quale avrebbe cambiato per sempre il modo in cui l’uomo avrebbe inteso l’universo che lo circondava. Il costo per quel segreto era però alto, altissimo. Talmente alto da non misurarsi solo in vite umane, ma in intere nazioni ed imperi. Valeva davvero la pena di passare alla storia come lo studioso che aveva riportato la Pietra Filosofale al mondo, se doveva farlo anche come l’uomo che l’aveva distrutto?
  20. Somniator

    Sic transit gloria mundi

    Armature insanguinate. Questo restava della sua ultima milizia, massacrata fino all'ultimo uomo dagli infedeli. Konstantinos era rimasto solo. Le antiche protezioni di Nova Roma erano state tutte annientate da quei barbari: il fuoco greco, inutile. Le gigantesche catene del Corno d'Oro, aggirate. Le Mura Teodosiane, superate attraverso un passaggio, aperto da un traditore dei Romani e di Cristo. Konstantinos si aggirava per la piazza coperta di cadaveri, puntando la sua lama ai soldati nemici che avevano fatto a pezzi i suoi compatrioti. «Bastardi... pagani schifosi...» La sua mano sinistra era completamente maciullata, distrutta quanto l'ennesimo colpo di mazza gli aveva fatto sfuggire il suo scudo. Era aperto, vulnerabile e senza alleati. Eppure i turchi non avanzarono, fissando quell'uomo mentre gli sibilava incomprensibili maledizioni nella sua lingua. «Cosa aspettate, vigliacchi? Coraggio, tirate su quelle lance e venite a prendermi.» Konstantinos provò a tirare un paio di fendenti verso gli invasori, ma questi si limitarono ad evitarli. Era stanco, troppo stanco per poterli colpire. «Smettetela di fissarmi, assassini... Forzahhh, colpitemi! Fatemi a pezzi! UCCIDETEMI!» concluse urlando. Si buttò addosso ai soldati, ma questa volta non si limitarono ad indieterggiare. Lo presero in tre e lo spinsero via, in mezzo alla piazza. Konstantinos inciampò su un cadavere e cadde sulla pietra antica, lasciandosi sfuggire la sua arma. I turchi ancora non si mossero, fissandolo a pochi passi da lui con volti impassibili. «Cosa aspettate... cosa aspettate...» mormorava a terra il Romano, mentre le lacrime ripulivano il suo volto sporco di sangue. Infine, fra le file dei musulmani si sollevarono grida. Anche se non conosceva una singola parola dell'idioma di quei barbari, Konstantinos aveva riconosciuto quelle urla per quello che erano: ordini pronunciati da un ufficiale in comando. Subito, la folla di soldati si aprì. Konstantinos si tirò in piedi, mentre un gruppo di uomini a cavallo passava attraverso il passaggio formato dall'esercito ottomano. Konstantinos si guardò intorno, cercando con gli occhi la sua spada. Si chinò a terra per riprenderla, ma sentì la gamba destra cedere sotto il suo peso. Il suo corpo era oramai giunto al limite estremo. Se si fosse abbassato per riprendere quella spada, non si sarebbe più rialzato. L'uomo al centro del gruppo a cavallo alzò la mano destra, segnalando agli altri ufficiali di fermarsi. Un soldato alla sua destra gli sussurrò qualcosa nell'orecchio, mentre indicava la figura sanguinante di Konstantinos. L'uomo a cavallo fissò il Romano con la stessa intensità degli altri turchi, ma il suo sguardo non era vuoto. come il loro. Negli occhi dell'ottomano, Konstantinos sentì qualcosa di simile ai suoi. Il tessuto di cui quell'uomo era fatto non era quello di uomo comune, bensì superiore a coloro che lo circondavano. Trasmetteva un'aura di magnetismo animale, investendo gli uomini intorno a lui di un'autorità superiore a quella di un mortale. Fu proprio riconoscendo questa somiglianza fra loro che Konstantinos capì chi fosse quell'uomo. Adesso era veramente finita per lui. L'uomo scese da cavallo e s'incamminò verso il Romano. I suoi soldati si misero intorno a lui, scortandolo, senza distogliere lo sguardo dal guerriero cristiano. Konstantinos nemmeno si accorse di loro accorse, concentrato a fissare con furia omicida l'uomo che avanzava verso di lui. Si limitò a rispondere a quegli occhi fiammeggianti con uno sguardo risoluto. Si fermò, ad appena due passi dal Romano, mentre i due si continuavano a guardare,in silenzio. Konstantinos si chiese cosa ne avrebbe fatto ora di lui: di certo, quel barbaro non avrebbe potuto comunicargli nulla nella sua lingua barbarica... «Basileus Konstantinos Palaiologos.» disse seccamente il turco. Poi proseguì, in greco: «È un onore conoscere l'ultimo imperatore cristiano di Roma. Mi sorprende che tu non sia fuggito con la tua famiglia... speravi che l'assedio sarebbe andato diversamente?» «Con l'aiuto di Dio, tutto è possibile.» rispose Konstantinos, cercando di mantenere l'occhio sinistro aperto. Il sangue che gli scendeva dal sopracciglio glielo impediva, ma si rifiutava di anche solo limitare il suo sguardo verso quel turco. Non gli avrebbe dato questa soddisfazione, non avrebbe ceduto. Non così. «Invero. Nulla accade senza che Dio lo voglia, e Costantinopoli è stata conquistata. La Città del Desiderio del Mondo è ora parte del Suo gregge, come Egli vuole.» «Voi non siete il Suo gregge!» sibilò l'imperatore, furioso. «Non lo siamo, Konstantinos? Perché allora Egli avrebbe permesso che le antiche terre del tuo Impero venissero prese dai seguaci di Maometto? Perché il Medio Oriente, l'Africa, l'Anatolia ora non appartengono più ai cristiani?» «La Sicilia, vi ha respinti... L'Iberia, vi sta cacciando un emirato dopo l'altro. Non avete ancora vinto, musulmano.» Il turco rise. Konstantinos non seppe se lo stesse deridendo o fosse compiaciuto che la sua preda fosse così combattiva. «Tu sei il Sultano. Mehmet Osmanoğlu.» «Sì, cristiano. Io sono Mehmet, Sultano e Padishah dei Turchi Ottomani. Ed ora, Imperatore dei Romani.» «Tu... non sei... UN ROMANO!» I soldati puntarono le loro lance verso Konstantinos, pronti a colpirlo. Mehmet non diede nessun ordine, osservando con calma l'imperatore ansimante. «Forse no, ma io sarò il nuovo Cesare. La mia Costantinopoli sarà la Terza ed Ultima Roma, la cui luce risplenderà sul mondo per i secoli ad avvenire.» «Tu saresti il nuovo Cesare? Non farmi ridere, infedele. Solo Cristo può decidere a chi spetta sedere sul trono di Roma.» «Tuttavia, neanche lo stesso Cesare credeva in Cristo. Non credeva neanche nella venuta del Messia, eppure ora il suo nome è sinonimo di padrone del mondo. Infatti, i Romani che hanno costruito l'Impero di cui tu dichiari sia tuo di diritto, non avevano praticamente nulla in comune con te. Pagani, Latini... diamine, la città stessa di Roma non è sotto il vostro controllo da quasi mille anni! Ora appartiene ad un altro Re cristiano, il Papa. Che non crede neanche nella tua Chiesa...» La furia negli occhi di Konstantinos si stava spegnendo. Era così stanco di quella conversazione, di percepire con la vista e l'udito quegli uomini. Distruttori dell'eredità dei suoi antenati, dei forgiatori della più grande civilizzazione che la storia avesse mai conosciuto. «Perché non sei fuggito, Romano?» ripeté Mehmet. «Nessun imperatore... dovrebbe sopravvivere... al suo Impero.» Mehmet annuì. Non c'era rimorso nel suo sguardo, ma provava rispetto per quell'uomo che aveva combattuto così arduamente per la sua casa. Per il suo regno. «Dove?» chiese il sultano. Konstantinos si girò. Dietro di lui si stagliava Santa Sofia, la bellissima chiesa che era stata l'orgoglio e il più grande luogo di culto della cristianità. Sentì un'onda di commozione salirgli sulle guance, ma non aveva più lacrime da versare. «Qui. In ginocchio, ma non verso di te. Verso la Casa di Dio.» Mehmet fece un ultimo cenno di testa. Konstantinos si piegò. La sua rabbia era scomparsa, ed ora il suo viso emanava una fievole luce beata. Era pronto per il martirio. «Signore, perdonami. Non sono stato in grado di ricacciare i miscredenti dalla Tua città.» Mehmet fece gesto ad uno dei suoi soldati di avvicinarsi. «Roma è caduta, ed ora la posizione dei Tuoi nemici è ancora più forte sui Tuoi servi. Non so perché Tu ci abbia abbandonato, ma io non smetterò di lodare il Tuo nome» Il soldato portava uno strano strumento in braccio: una sorta di canna in metallo e legno, con un grilletto di balestra alla base. «Per i Romani aspetta un futuro buio, dove il Turco infedele dominerà sulle loro vite. Ma la nostra anima apparterà sempre a Te, e noi non Ti abbandoneremo mai.» Mehmet diede il comando. Il soldato alzò l'arma. «Il giorno verrà, in cui il Tuo Figlio tornerà fra noi. E allora noi, che abbiamo combattuto fino all'ultimo, anche quando la battaglia era già perduta, cavalcheremo al Suo fianco! Noi abbatteremo coloro che non hanno voluto udire la Tua chiamata! Noi--» Uno boato esplose nella piazza. La testa di Konstantinos venne attreversata da un proiettile, spegnendo la sua mente. Il cadavere dell'ultimo Imperatore cadde al suolo, ai piedi della chiesa del suo Dio. Mehmet disse ai suoi uomini di proseguire, e di sgombrare l'area dai cadaveri. Poi mormorò sottovoce, in greco: «Va' con Dio, Kostantinos. Che tu venga accolto come il grande guerriero che sei stato in vita.» Si avviò verso il suo cavallo, mentre le sue truppe si preparavano ad aprire le porte di Santa Sofia.
  21. Fraudolente

    Galasso da Secchiano

    Fino a
    Per iniziativa e con il coordinamento della "Società di studi storici per il Montefeltro", al Teatro Sociale di Novafeltria (RN) , in Via Giuseppe Mazzini 69, si terrà un pubblico convegno sul personaggio storico Galasso da Secchiano, con Intermezzi con letture dal romanzo storico “Petra Rubea” di Pio Bianchini (alias Fraudolente...) e da “Clarice una castellana del medioevo” di Enrico Carboni. Allego la locandina con il programma: http://
  22. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  23. KiraYagami

    Scrivere di anni passati.

    Buongiorno a tutti. Ho visto qualche discussione su questo sito, il bellissimo modo in cui tutti provano ad aiutare chiunque abbia una perplessità. Questo mi ha convinta ad iscrivermi. Proverò di sicuro a dare il mio contributo, quando potrò, ma in questo caso sono io ad aver bisogno di aiuto. Probabilmente vi sembrerà un'assurdità... Sto scrivendo un racconto e parlo di anni e posti che non ho vissuto. Eppure, ambientarla in quel determinato luogo e in quell'epoca, è la scelta migliore per il tono della storia e le vicende trattate. Il mio dubbi è: quanto devo andare a fondo nelle ricerche? Sono passata dal cercare informazioni generale sul luogo -ne sapevo già abbastanza, ma volevo essere certa- all'andare a ricercare il clima dell'Ottobre di quell'anno in quella nazione -dal momento che il mio protagonista HA DOVUTO mettere la sciarpa. Credo di star impazzendo dietro questo racconto Voglio essere precisa, ma mi rendo conto di star esagerando. Quali sono le cose su cui devo davvero informarmi? Quali sono le informazioni rilevanti, che possono giovare alla narrazione e non rallentare il tutto? Io non lo so più. Non vi tedio oltre. Buona giornata a tutti.
  24. Luigi M

    Gens Vaga

    Titolo: Gens Vaga Autore: Luigi Mattioli Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 8894218279 Data di pubblicazione: Luglio 2017 Prezzo: € 13,90 Genere: Saggio storico Pagine: 190 Quarta di copertina: “Gens Vaga” è la suggestiva descrizione che Tito Livio, con due sole parole, fece dei Cimbri, popolo errabondo e avvolto nelle nebbie indefinite della leggenda.Cimbri e Teutoni, a causa di una serie di catastrofi naturali e spinti dal desiderio di raggiungere una nuova “terra promessa”, partono dallo Jutland intorno al 120 a. C.Discendono il corso dell’Elba, vengono respinti dai Celti Boi, e nell’anno 113 giungono a contatto con i Romani, nell’attuale Austria. È l’inizio di una scorribanda che sconvolgerà l’Europa, fino a minacciare la potenza capitolina.Cosa sarebbe successo se non fosse intervenuto Gaio Mario, homo novus, a prendere in mano le redini dell’esercito romano? La guerra cimbrica è uno dei conflitti più pericolosi e meno trattati, di tutta la storia di Roma.Le parole dei grandi storici, da Plutarco a Mommsen, da Livio a Valgiglio, conferiscono alla vicenda una connotazione epica, romantica, indimenticabile. È una storia che non si può ridurre a quel breve cenno che compare sui libri di scuola, perché grandi sono i suoi protagonisti. “Parva nunc civitas, sed gloria ingens”, ci ricorda Tacito. Un popolo ora insignificante, ma ricco di gloria. Link all'acquisto: https://www.facebook.com/commerce/products/1393259164044353/
  25. Aporema Edizioni

    I colori dell'alba

    Titolo: I Colori dell'Alba Autore: Emilio Podda Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-88-942182-4-4 Data di pubblicazione: 2017 Prezzo: € 13,90 Genere: Storia Moderna Pagine 222 Formato A5 - Brossura con alette Link all'acquisto SINOSSI Quanto può viaggiare una bottiglia per mare? Giorni, mesi, anni? La nostra impiega più di undici anni, prima di approdare sulla splendida spiaggia di Villasimius in Sardegna e, come nel più classico dei romanzi d'avventura, al suo interno nasconde un messaggio. Solo che qui non siamo di fronte a una storia, ma alla Storia. Vera la bottiglia, vero il messaggio, vero il naufrago che l'ha scritto. Alla fantasia dell'autore rimane il compito, arduo e affascinante, di ricostruire il resto della vicenda, trasportando il lettore indietro nel tempo, dal 1952, quando l'Italia intravede all'orizzonte l'alba del boom economico, al 1941, quando i “Colori dell'Alba” non coincidono con quelli della speranza, ma con quelli della tragedia e della guerra. I protagonisti si muovono nella Napoli che, dopo il bombardamento del porto di Taranto, ospita diverse unità della Regia Marina. Carlo e Caterina, Francesco e Rosa non sono eroi ma persone comuni, che cercano di vivere in un Paese dove ormai manca tutto: la carne, il pane, il latte e, da circa vent'anni, pure la libertà. E presto si trovano a fare i conti anche con le conseguenze di un conflitto bellico, di fronte quale l'Italia è del tutto impreparata.
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