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  1. Writer's Dream Staff

    Leone Editore

    Nome: Leone editore Catalogo: https://www.leoneeditore.it/collane/ Invio manoscritti: https://www.leoneeditore.it/invia-manoscritto/invio-manoscritto-online/ Distribuzione: https://www.leoneeditore.it/distribuzione/distributori/ Sito: https://www.leoneeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/leone.editore
  2. Aporema Edizioni

    Maschere di Cristallo

    Titolo: MASCHERE DI CRISTALLO Autore: Terry Salvini Casa Editrice: Aporema Edizioni ISBN: 9788832144277 (cartaceo) ISBN: 9788832144376 (ebook) Data di pubblicazione: Agosto 2019 Prezzo: € 14,90 (cartaceo) € 4,49 (ebook) Genere: Romance, giallo giudiziario Pagine: 414 Link all'acquisto: Sito di Aporema Quarta di Copertina Una notte di passione getta scompiglio nella vita e nella carriera della bella Loreley, giovane avvocato di New York, alle prese con un delicato caso giudiziario dall’esito in apparenza scontato. Pur di scoprire la verità, la donna decide di vestire anche i panni di detective, intrufolandosi in un ambiente ambiguo e poco raccomandabile. Intorno alla protagonista ruotano diversi personaggi: un vecchio amore, la famiglia, gli amici, i colleghi, ma soprattutto Sonny, un pianista e compositore ancora legato al proprio passato. Alcuni di loro restano fedeli a se stessi, altri si celano dietro maschere di cristallo, che il rapido e incalzante susseguirsi degli eventi finirà con l’infrangere.
  3. Hastalis

    La Corte Editore

    Nome: La corte editore Generi valutati: thriller, fantasy, sentimentale, narrativa e storico Invio Manoscritti: http://www.lacorteditore.it/invia-il-tuo-manoscritto/ Distribuzione: http://www.lacorteditore.it/distribuzione/ Sito: http://www.lacorteditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lacorteeditore Pubblicazione senza contributo Qualcuno conosce questa Casa Editrice? So che è free ma il loro sito e in ri(costruzione). Comunque ho chiamato sul numero del sito e mi hanno detto che accettano manoscritti sia di narrativa generale che Fantasy. C'è qualcuno che me ne sa dire di più?
  4. Blarney Murphy

    Quale Casa editrice per una scribacchina di romance?

    Ok, non ho trovato altro spazio per inserire questa discussione, così vi domando venia se ho sbagliato a inserirlo qui. Dunque, vediamo un po', avrei questo romanzo rosa da "dare" a qualche anima pia disposta a valutarlo, magari lavorarci su con me e poi pubblicarlo, ma non ho idea da che parte iniziare. Insomma, ho dato un'occhiata al forum sulle CE free ma mi sono persa nei meandri della "selva oscura", così ho pensato di fare questa domanda diretta: esistono CE serie che valutino romanzi rosa in modo gratuito (magari senza metterci un'eternità che già sono vecchia di mio) e che abbiano una rete di distribuzione nazionale (che arrivi fino alla mia città per intenderci)? Grazie a tutti😘
  5. Ambra...

    Butterfly

    Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  6. Scrittrice_Sconosciuta

    L'altro lato della speranza

    Titolo: L'altro lato della speranza Autore: Speranza Isola Autopubblicato: Amazon publishing ISBN della versione cartacea: 9 781697338928 ) Data di pubblicazione (o di uscita): 7 ottobre 2019 Prezzo della versione cartacea: 15,30€ +spedizione Genere: Romanzo Rosa Pagine: 407 pg Quarta di copertina o estratto del libro: A Balikesir, città della Turchia, vive Melisa una ragazza vittima di violenza da parte del suo compagno Mete. Si sveglia ogni giorno con il desiderio che tutto ciò che subisce possa essere solo un brutto sogno ma purtroppo è la dura realtà. I suoi lividi sono reali così come tutto il suo dolore. Non riesce a trovare altre vie di fuga se non quella di togliersi la vita ma un giorno le carte in tavola cambiano. Con l’arrivo di Ömer, la vita di Melisa si stravolgerà. I due si conosceranno in circostanze particolari e fin da subito il giovane dimostrerà il suo interesse per lei tanto da chiederle di scappare via insieme, solo dopo poche settimane. Purtroppo, però, non tutto va come previsto e dietro ogni porta aperta troveranno un nuovo ostacolo. Riuscirà un amore forte e passionale a cancellare le tracce di un amore violento? Ma soprattutto, la mente malata di Mete lascerà che questo amore porti via “la sua donna”? Link all'acquisto: L'altro lato della speranza https://www.amazon.it/dp/1697338925/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_U2SVDbF8MX5XS
  7. Merlina

    presentazione romanzo d’esordio Baci Sparsi

    Fino a
    “Baci sparsi” è un romanzo epistolare e di formazione in cui nella Parigi degli anni ‘50, la vita in apparenza stabile e serena di Margot, viene rimasta dal rientro di Gerard, suo amico d’infanzia trasferitosi in Cina al l’etá di dieci anni d con cui ha intrattenuto un fitto rapporto epistolare. La vicenda fa riflettere sull’ importanza delle scelte oltre i condizionamenti sociali e assecondando i propri desideri più autentici. E quando una decisione è presa il resto del mondo non può che adeguarsi
  8. anika

    E il resto è vita

    I Titolo: E il resto è vita Autore: Maria Campanaro Collana: Odissea Romantica Casa editrice: Delos Digital ISBN: versione solo digitale 9788825409864 Data di pubblicazione (o di uscita): 17 settembre 2019 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale) 4,99 solo ebook (3,49 su amazon) Genere: rosa contemporaneo Pagine: 504 Quarta di copertina o estratto del libro: mai oltre i 3500 caratteri Roma, 1983. Enrico, affascinante frontman di una pop band di successo, si innamora di Kristel, vivace collaboratrice di una rivista. La loro storia è osteggiata da Christiane, la splendida top model che lui ha lasciato e non si rassegna all’abbandono, e si intreccia a quella di Stefano, amico e collega di Enrico, tormentato da una segreta, infausta passione per Kristel, che dominerà la sua vita e si dissolverà soltanto dopo anni costellati di errori fatali, di rimpianti e di disfatte. Quando, vent’anni dopo, Stefano e Alba, figlia di Kristel ed Enrico, e modella in ascesa, scoprono di amarsi, il passato ritorna, per presentare all’uomo il conto: la ragazza apprende il suo segreto e si convince che l’amante abbia cercato sua madre in lei. Sconvolta dal dolore, finisce per sposare Marco, il figlio di Stefano, ma presto dovrà fronteggiare la propria incapacità di seppellire i suoi veri sentimenti... In un'alternanza tra passato e presente, gli irrequieti protagonisti intrecciano i loro destini, vivono con intensità l'amore in tutte le sue declinazioni, l'amicizia, la brama di successo, il bisogno di riscatto, maturano la consapevolezza di sé e delle loro fragilità, la ricerca del proprio posto nel mondo, anche a costo di rivoltare le loro esistenze. Link all'acquisto: https://amzn.to/2LAUm6u 
  9. Royal Books Edizioni

    Royal Books Edizioni

    Nome: Royal Books Edizioni Sito: www.royalbooksedizioni.com Modalità di invio dei manoscritti: tramite email all'indirizzo manoscritti@royalbooksedizioni.com Facebook: https://www.facebook.com/royalbooksedizioni Instagram: https://www.instagram.com/royalbooksedizioni/ Generi trattati: quasi tutte le sfumature del romance, in particolare chick lit, new adult, young adult, contemporanei, musicali, sportivi, angst. No LGBT. Agenzia grafica: Catnip Design (si occuperà del logo, del sito e delle copertine delle pubblicazioni) Data di apertura: giugno 2019 Si accettano CV per eventuali collaborazioni future. Si valutano anche romanzi già pubblicati da self o su piattaforme come Wattpad. Cosa inviare: formato digitale del dattiloscritto (in formato .doc e presentato nella sua forma migliore), nome e cognome dell'autore (oltre eventuale pseudonimo), recapito cellulare, trama (anche provvisoria), scheda del libro (titolo, trama, genere, numero di battute spazi inclusi, indicare se standalone o se fa parte di una serie; nel caso indicare il titolo della stessa, tipo di finale (cliffhanger o autoconclusivo) e numero di volumi previsti), contatto sui social. Specificare se il romanzo è già edito in self publishing o su piattaforme come Wattpad. NB: In caso di valutazione negativa il file verrà cestinato. Per informazioni: info@royalbooksedizioni.com
  10. DoCo

    Carmignani Editrice

    Nome: Carmignani Editrice Generi trattati: Infanzia, narrativa, poesia, saggistica, scrivere donna, profondo giallo, progetto puslar, progetto doc Modalità di invio manoscritti: http://eshop.carmignanieditrice.it/epages/63777.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/63777/Categories/Invia_un_manoscritto Distribuzione: non specificata Sito web: http://carmignanieditrice.com/ Facebook: https://www.facebook.com/carmiganieditrice/?fref=ts Ho scritto per avere informazioni a riguardo specificando se pubblicano sotto contributo o meno. Nessuna risposta per il momento. Passo la palla a voi esperti in materia.
  11. franciesmorrone_scrittore

    Video-presentazione del mio libro!

    Carissimi lettori, vorrei con immenso piacere informarvi che Domenica 1 settembre ci sarà in anteprima assoluta la video-presentazione del mio romanzo d'esordio, Le decisioni della nostra vita. Il video sarà trasmesso in diretta a partire dalle 19.00, dopodiché sarà visibile in ogni piattaforma di streaming online (compreso youtube, facebook e instagram). Sinceramente, Francies M. Morrone
  12. India

    The outlandish club - cap.1

    Credo fermamente che i tombini siano un'invenzione del diavolo per farci cadere e ridere di noi mentre ci roviniamo la faccia sull'asfalto. Oppure è opera di Dio, quel fantastico uomo barbuto che probabilmente starà guardando la scena con gli occhiali 3D e una ciotola maxi di pop corn. «Divertente vero?» sbuffo guardando in un punto imprecisato fra le nuvole. «Vuoi che lo rifaccia di nuovo? Magari questa volta lo registri.»dico tirandomi su malamente. Ho il gomito sbucciato e penso di essermi strappata i pantaloni. Quando abbasso gli occhi infatti, ho uno squarcio nel jeans sul ginocchio insanguinato. Sospiro cercando di non urlare in mezzo al marciapiede, dove le persone camminano degnandomi di uno sguardo stranito. Aiutare non vi passa neanche per le sinapsi, eh? Afferro il cellulare accanto a me, lo prendo strizzando le palpebre per non guardare lo schermo distrutto, ma attraverso le ciglia riesco a scorgere soltanto un piccolo graffio. Alzo il pugno in segno di vittoria, la borsa a fiori rimbalza sul mio fianco. «Sì, te l'ho fatta!» urlo ridendo. «Neanche tu puoi competere contro Katniss Morgan.» cantileno indicando le nuvole. Ad un tratto però vengo spinta di lato e vedo il telefono volare via a rallentatore dalla mia mano. Avete presente quei momenti in cui pensate di aver fatto un compito da dieci e lode, ma poi vedete un bel tre stampato sul foglio? Ecco, questo è uno di quei momenti. Giro lo sguardo infuriata verso l'uccisore di tutti miei sogni, e gli lancio un'occhiataccia. È un ragazzo con un giacchetto di pelle e i capelli letteralmente zuppi di gel. Ma io dico, come fanno a non cadere? «Che guardi?» sbotta infastidito, notando i raggi x riempire il suo corpo. E che corpo. No Kat, devi concentrarti sul delitto! Non pensare ai muscoli. Incrocio le braccia al petto, arrabbiata. «Che cosa voglio? Hai visto che fine ha fatto il mio telefono, o eri nel mondo delle fate?» dico, per poi abbassarmi e prendere il cellulare a terra, e fargli vedere lo schermo completamente spaccato. «Lo so che nella fantastica dimensione di Trilli non ci sono dispositivi elettronici, ma guarda un po' qui cosa ho? Ops, un telefono!» Il ragazzo alza un sopracciglio scuro, ammaccando per un istante la mia sicurezza. «Lo vedo il tuo telefono, non sono mica scemo.»ribatte infilando le mani nella tasca del giubbotto. Non so come faccia a resistere a tutto questo caldo, io ho una maglietta a maniche corte e vorrei strapparla per poi girarla alla velocità della luce per farne un ventilatore alternativo. Okay, forse è un'idea troppo strana. «Quindi?»domando sbattendo un piede in terra. «Quindi, se tu non avessi fatto tutta quella sceneggiata sul marciapiede, a quest'ora avresti potuto avere ancora il telefono con te.»risponde facendo spallucce. Spalanco la bocca, rimanendo senza parole. È stupido o sta facendo finta di esserlo per credersi più figo? Tanto sarebbe figo lo stesso, non ci sono dubbi. Metto le mani sui fianchi. «Sarebbe colpa mia allora?»sibilo. In tutta risposta lui si tasta la tasche dei jeans per poi tirarne fuori una sigaretta e l'accendino. La accende senza degnarmi di un'occhiata, la mascella squadrata rigida. Dopo aver fatto il primo tiro, mi squadra assorto. «Sai, non riesco a capire se tu sia una hippie, una strana o una pazzoide con strani gusti in fatto di stile.» commenta. «Perchè quella maglietta è veramente orribile.» Aggrotto le sopracciglia, abbassando lo sguardo sul tessuto colorato. «Si dà il caso che questa sia una maglietta vintage okay? Pagheresti oro pur di avere i miei gusti in fatto di stile.»ribatto sicura, sistemandomi meglio la borsa a tracolla. «E adesso scusami, ma me ne vado. Sono stanca di ascoltarti, Fonzie.» «Ma io non sono Fonzie.»dice offeso, continuando a fumare. «Sono Edward.» Alzo gli occhi al cielo, e mi giro facendo ruotare i capelli sulle spalle. Adoro farlo, fa molto snob, e in più il collo può prendere aria senza che diventi una fontana di Trevi di sudore. «Okay, addio Fonzie.»alzo una mano in segno di saluto, senza voltarmi, e mi allontano dal ragazzo. Non mi risponde, e svolto l'angolo. Quanto possono essere strani certi incontri, vero? Soprattutto quando ne esci fuori con un telefono spappolato e un nuovo modello di pantaloni strappati. Attraverso Stanford Street con Kesha ad alto volume nelle cuffiette. Appena comincia la melodia di Tic Toc inizio a camminare a passo di canzone, cantando silenziosamente. Purtroppo dopo pochi minuti devo abbandonare ogni balletto mentale, perché arrivo davanti casa. Tiro fuori le chiavi da sotto lo zerbino da vecchi con i gattini grigi, e apro il portone con una spinta. Il nostro palazzo è abbastanza vecchio, spesso la serratura si blocca e devo entrare dalla finestra attraverso le scale di sicurezza. Per fortuna questa volta fila tutto liscio, e giungo in casa con un sospiro. Percepisco lo sbattere d'ali di Mister Becco, e sbuffo infastidita. Entro in sala, dove la sua grande gabbia occupa un angolo della stanza. Gli faccio la linguaccia mentre il suo occhio nero mi scruta. Non lo sopporto quando mi fissa, sembra un pappagallo maniaco. Ad un tratto dalla cucina sbuca una matassa di ricci rossi. «Hey, sei tornata.»esorisce mia madre. Scompare di nuovo, e il rumore di pentole e fornelli accesi mi fa venire un po' ansia. Diciamo che mia madre e la cucina non vanno molto d'accordo, e spesso devo mangiare le sue poltiglie. Ma non finisce qui: devo anche fare finta che sia il piatto più buono che abbia mai mangiato, altrimenti si offende. «Cosa stai preparando?»le chiedo entrando in cucina. È completamente sottosopra, dalle pentole esce un liquido chiaro indefinito che mi fa pensare alle bavose. Allarga le braccia esili, allegra. «Pasta!» Stringo le labbra e fingo un sorriso per poi sedermi sull'unico spazio di bancone pulito. «Wow.» «Già. Com'è andata al corso di teatro?»domanda girando qualcosa nell'acqua sul fuoco. «Ti sei divertita?» «Sì, abbiamo fatto le prove per lo spettacolo di quest'anno, ho litigato con Mr. Dan, sono inciampata su un tombino e un tizio con un alto livello di egocentrismo mi ha rotto lo schermo del telefono.» rispondo afferrando una mela dal cesto di frutta e addentandola. Mia madre si gira, le sopracciglia aggrottate. «Perchè hai litigato con il tuo professore?» chiede pulendosi le mani sul grembiule cencioso. Regalo uno sguardo schifato alla mela quando mi accorgo che è marcia, e la butto nella spazzatura. «Perchè è uno stronzo.» «Stronzo! Stronzo!» gracchia Mister Becco dalla sala. Alzo gli occhi al cielo e sbuffo annoiata. «Prima o poi lo spennerò vivo il tuo volatile da quattro soldi.» Strabuzza gli occhi. «Stiamo parlando di un'esemplare di ara del Brasile, Katny, capisci? Mister Becco è un uccello raro, non un piccione.» dice sicura. «Credo che un piccione sarebbe più intelligente.» ammetto sincera. «Non è vero! Lui...» «Stronzo! Stronzo!» urla ancora sbattendo le ali. Rivolgo a mia madre uno sguardo divertito, e mi avvio verso le scale per andare a disinfettarmi la ferita al ginocchio. «Aspetta!» urla mia madre ai piedi delle scale. «Come sarebbe a dire che ti ha rotto lo schermo del telefono?» «Nel senso che dovresti comprarmene uno nuovo, cara mammina, perché quello che ho adesso è andato.» sorrido saltellando. «Ti voglio bene!» aggiungo soffocando una risata, per poi chiudermi in camera alla ricerca del disinfettante.
  13. MICHELA73

    Ftm: Questo nostro meraviglioso amore "atipico"

    Capitolo 1 Finalmente dopo un lungo inverno oggi e il primo giorno di primavera, il sole comincia a scaldare e già sul lungomare si cominciano a vedere i primi bagnanti , sono qua a passeggiare e a pensare che presto compirò i miei 30 anni da poco sto ricostruendo la mia vita dopo una delusione d amore che mi ha segnato e questo non mi dispiace affatto. Sto cominciando a ricredere in me stessa e al fatto di poter di nuovo vivere la mia vita da sola , la single perfetta. Mi mancavano queste passeggiate in solitudine dopo anni costretta in una vita a due che non volevo più e che mi ha fatto tanto soffrire piena di violenza e priva di amore. Mi fermo su una spiaggetta di ciottoli e scogli dove distrattamente mi siedo. La mia amica Marta mi sta forzando un po’ ad uscire con la sua comitiva di amici ma io sinceramente mi sento fuori posto e a disagio ma anche questa sera sarò costretta a seguirla nel solito locale di single disperati che non possono far altro che cercare un anima gemella inesistente. Tra l'altro sono tutti più grandi di me e ogni volta mi coinvolgono in balli assurdi e datati che odio. Sono assorta nei miei pensieri seduta su uno scoglio ad occhi chiusi assaporando la mia solitudine che sa di salmastro e sole tiepido , che cosa mi metto stasera ?..oppure. .potrei fingermi malata ed evitare l uscita! Guardarmi una serie tv con il mio gatto sul divano magari mangiando un chilo di gelato …ma invece so perfettamente che Marta sarà li pronta a trascinarmi via con lei……”scusa” una voce mi distoglie dai miei pensieri “scusa “ apro gli occhi per la curiosità di rispondere a questo inaspettato richiamo e rimango basita da ciò che vedo. Davanti a me c e un ragazzo sulla trentina alto biondo con i capelli raccolti in un piccolo codino che evidenziano un viso perfetto, due occhi azzurro mare mi fissano aspettando una mia reazione. “Si?” – lui continua “ scusa se ti disturbo ma ti sei seduta sulla mia giacca” e un sorriso stupendo si apre sul suo viso scoprendo dei denti bianchissimi e perfetti. Rimango imbambolata senza sapere cosa dire e cosa fare e soprattutto chiedendomi come la chimica stia agendo indisturbata nella mia mente offuscandola e sul mio stomaco rigirandolo. La mia faccia diventa di un rosso imbarazzante “scusa!” riesco a dire mentre prendo la giacca e la porgo a questo ragazzo stupendo , indossa una maglia bianca con le maniche arrotolate sulle spalle mettendo in evidenza le sue braccia sexy in cui sono presenti alcuni tatuaggi. Prende la giacca prolungando il suo sorriso quasi a ringraziarmi e non riesco a distogliere lo sguardo da quel volto cosi delicato , le labbra carnose con accanto due fossette deliziose che gli scavano il viso .Prende la giacca la indossa frettolosamente e mi ringrazia poi si volta fischiando e da dietro uno scoglietto esce un simpatico cagnetto che lo raggiunge contento saltellando e correndo Sembra esitare poi mi chiede “posso?” indicando lo scoglio dove sono seduta. A quella richiesta inaspettata il mio viso arrossisce di nuovo. Sono incredula , si siede. Tira fuori dalla tasca una palla con la quale comincia a giocherellare “ comunque io sono Luca, e tu?” rispondo “ Sara, Sara Valli” mi afferra la mano in modo deciso ed io sento una scossa elettrica provenire da quel contatto. Mi faccio coraggio “vieni spesso qua?” lui risponde “si quasi ogni giorno prima del lavoro , ma non mi era mai capitato che qualche ragazza carina usasse la mia giacca per provarci con me!” lo guardo stupita mentre lui fa un sorriso cosi coinvolgente che non posso non contraccambiare ma sono imbarazzata e come al solito arrossisco , le mie farfalle nello stomaco ballano , poi sempre con il sorriso si alza “ è stato un piacere Sara “ e mi saluta, poi si avvia sul vialetto con dietro il suo cagnolino e sparisce piano piano dalla mia vista non prima che abbia avuto la possibilità di guardarmelo ancora un po’.,bellissimo non ci sono altre parole per definirlo e soprattutto super frigo in ogni gesto. Sono rimasta imbambolata e mi rendo conto che non ho risposto al saluto! Sicuramente avrà pensato che fossi una gran maleducata ma…..non riesco ancora a capire cosa sia appena successo. Non mi era mai capitato fino ad ora di sentire un macigno sullo stomaco improvvisamente alla vista di qualcuno, non c era niente di quel ragazzo che non fosse perfetto nella sua spontanea semplicità ed io nonostante non abbia neanche la lontana idea di una nuova relazione ho sentito una forte attrazione verso quel dolce sorriso. Mi avvio verso casa e i miei pensieri spaziano sulla mia prossima seratona e tutti li entusiasmi passano del resto mai potrebbe capitare che un ragazzo simile si interessi a me sempliciotta sempre in tuta e tennis presa a riprogrammarsi la vita solitaria che tanto volevo e voglio. Sono le nove in punto quando Marta suona alla mia porta “ Sara sei pronta?” chiede entrando frettolosamente con una busta tra le mani “ fai vedere cosa ti sei messa, ti ho portato qualcosa io visto il tuoi gusti!” . Riconosco che il mio vestiario rispecchia la mia voglia di mondanità e accetto il suo autfit composto da una gonna corta un top e un paio di scarpe tacco 12 che sicuramente mi daranno un tocco goffo e ridicolo ma del resto che m importa! “con chi usciamo stasera?” chiedo “ vengono Fabio Lorenzo e Yari, a proposito sai che Flavio si e finalmente fidanzato con un ragazzo simpaticissimo….” –“non mi interessa” la interrompo con disgusto del resto se la natura ci ha fatto cosi perché ignorarla ! Marta sorride “ devi aprire la tua mente! Vivi e lascia vivere!” Mi cambio sistemo velocemente i miei ricci neri ribelli e usciamo. La serata scorre lenta in un locale dove non mi piace ne la musica ne la compagnia tutto banale , i soliti imbranati a chiedermi un ballo che non concederò e tutti che bevono quando io sono astemia e non capisco il divertimento che ci sia nel farlo .Rientro presto visto che domani mattina devo lavorare mi preparo e vado a letto e nel tepore del buio della mia camera penso a quanto sia stata piacevole la scossa ricevuta quel pomeriggio e quanto quel sorriso mi abbia illuminato la giornata. Capitolo 2 La sveglia suona alle 7 come al solito mi stropiccio gli occhi e penso a che giorno sia oggi, è sabato controllo il mio turno sulla agenda per sicurezza , il mio lavoro da cassiera non è il massimo ma mi da la possibilità di mantenermi e questo è l importante. Oggi ho il turno 9/13 dopo di che andrò a fare un'altra passeggiata sul mare e se sarò fortunata potrò rincontrare quel ragazzo per scusarmi della mia maleducazione di ieri . cerco di convincermi ma in realtà ho bisogno di risentire quella scossa che mi ha fatto stare troppo bene Al supermercato il mio lavoro è monotono le persone non sempre gentili e la mattinata scorre piano con alti e bassi. Finalmente arriva l orario di uscita e non riesco a non pensare di tornare su quello scoglio alla stessa ora per cercare di riprovare quell’ emozione fortissima. Saluto la mia collega Vania e mi precipito a casa ho solo un ora per prepararmi ed è pochissimo , il dolcissimo dolore allo stomaco ha già cominciato a ripresentarsi solo al pensiero della possibilità di poter rivedere quel sorriso stupendo, da persona dolce e naturalmente affascinante. Non ho mai provato un colpo di fulmine ma credo che quello che mi è successo sia qualcosa che li si avvicina molto…no anzi forse è proprio lui. Cerco di mangiare qualcosa ma ci rinuncio perché niente riesce a andarmi giù. Mi chiedo incuriosita che cosa lui avrà pensato di me , sicuramente che sono una persona distratta e maleducata , che brutta figura ma sinceramente dopo anni questa e la più bella emozione che ho provato, come una scarica elettrica che mi ha risvegliato il cuore e mi basterebbe rivederlo , solo questo, sapere di poterlo rivedere e riprovare quell’ emozione cosi pura e incontrollata L ora è arrivata ed eccomi pronta per niente convinta del mio abbigliamento del mio trucco dei miei capelli ricci che come al solito non hanno voglia di stare in ordine quasi a farmi un dispetto, e questo rossetto non avrò esagerato? Prendo il vialetto d ingrasso della spiaggia ed oltre allo stomaco dolorante il cuore comincia a battere sempre più forte ad ogni passo che faccio , arrivata mi guardo attorno la spiaggia non è deserta. Sulla riva c’è una coppia intenta a farsi effusioni , una neo mamma legge un libro mentre il suo bimbo dorme beato e davanti a me ce quel fatidico scoglio su cui mi risiedo .Non c’è penso . Accendo il cellulare infilo le cuffie e cerco di calmarmi con un po’ di musica a basso volume. Comincia una dolce melodia “more than words degli extrime” e lentamente il mio cuore decelera e le farfalle nello stomaco rallentano lo svolazzamento e mi rilasso… Improvvisamente sento un rumore che mi fa sobbalzare, un fischio ma non un fischio qualunque ..quel fischio! Non apro gli occhi pregando non so chi di non farmi restare delusa e rimango cosi bloccata per almeno un minuto, poi una vocina dentro di me mi grida” non essere codarda!” ed i miei occhi si aprono improvvisamente e autonomamente. Sulla mia destra a circa tre metri lo vedo , e sulla riva in piedi , ha lo sguardo pensieroso rivolto verso il mare e non credo mi abbia notata. Il suo cagnetto passeggia felice saltellandogli intorno ma lui impassibile rimane assorto nei suoi pensieri ed io approfitto per ammirarlo nel suo splendore. Sarà alto circa 1.80 ha un fisico asciutto indossa un paio di jeans che gli stanno a pennello una canottiera aderente bianca, i capelli biondi e ricci sciolti non toccano le spalle e sembrano morbidissimi e il suo profilo da capogiro mi fa dire che la perfezione esiste . Il colore dei suoi occhi si confonde con il mare e le sue labbra sono stupende. Nel frattempo le mie farfalle nello stomaco si sono risvegliate ed hanno chiamato alcune amiche pronte a far festa. Non ritrovo pero quella solarità del giorno prima ma ha uno sguardo pensieroso e … improvvisamente gira lo sguardo verso di me e la mia convinzione di non essere stata notata si frantuma in mille pezzi. Non muta la sua espressione come se il suo precedente pensiero continuasse la sua corsa nella sua mente. I suoi occhi blu mi guardano e benché non ci sia sul suo volto un accenno ad un sorriso io decido di sostenere quello sguardo. Non so con quale coraggio ma lo faccio ricambiandolo mentre il mio stomaco sembra impazzito, sento i suoi occhi penetrare nei miei e non so cosa darei per sapere il suo pensiero in questo momento. Ci fissiamo per qualche minuto occhi negli occhi infine riporta i suoi verso il mare si mette seduto con le ginocchia piegate appoggiandoci i gomiti e portando le mani nei capelli che lega. Rimango stordita. La mia testa non sa cosa pensare e il mio cuore ormai saturo fatica a battere mi manca l aria. Faccio mille supposizioni sul motivo di questo suo comportamento che non riesco capire lasciandomi un ondata di mistero. Il modo in cui mi guardava i suoi occhi specchio dei suoi pensieri del momento non erano più solari ma seri quasi preoccupati. Lo guardo di nuovo , e rimasto impassibile , ed ecco che il suo cagnolino in cerca di coccole gli si avvicina e sembra fermare quei preoccupati pensieri facendo riaffiorare in lui quel sorriso meraviglioso capace di stregare chiunque. Vorrei essere quel cagnetto per un attimo per sentire la delicatezza delle sue grandi mani ben curate e mentre lo accarezza dolcemente riposa lo sguardo su di me poi si alza e si avvia verso il vialetto salutandomi con un gesto della mano ed un mezzo sorriso per poi scomparire di nuovo ed io rimango incredula. Nella mia testa cominciano a balenare mille perché per esempio perché non si e avvicinato, perché mi ha guardata in quel modo, perché perché e con questi interrogativi mi avvio verso casa dove arrivo verso le 18. Sono turbata da questo incontro e rifletto sui possibili risvolti che possa avere quando all’ improvviso suona il telefono è Marta. “Saraaaa non ti dico che serata ci aspetta! Una serata anni ottanta con un deejay bravissimo al Cage .” rimango in silenzio- continua “ci sei?” –“ Marta sai vero che non mi presterò al gioco dei lenti vero?” – “si tranquilla ma devi assolutamente venire ci saranno tutti e ci divertiremo!”-“ok ci vediamo alle 21 bacio bacio”. In effetti ho bisogno di questa serata anche se avrei preferito un altro locale perché in questo vengono messi dei pezzi lenti e non ho proprio voglia di ballare tra le braccia di nessuno .Marta arriva puntuale come al solito e mentre finisco di prepararmi parla della sua giornata appena trascorsa ma conoscendomi percepisce che la mia mente sta spaziando altrove e vuole sapere dove. Decido di renderla partecipe di quello che sto vivendo con Luca . Sembra felicissima per me anche se comunque non capisce il comportamento di lui che nonostante li sguardi lanciati non si sia fatto avanti in qualche modo. Mi consiglia di essere più intraprendente la prossima volta e farmi avanti io, rispondo che ci rifletterò. Arriviamo al locale i nostri amici sono fuori che ci aspettano per entrare tutti insieme. Il locale non è ancora affollato e prendiamo posto vicino all’ ingresso la musica riecheggia nell'aria e tra una chiacchera ed una battuta cominciamo a divertirci .Io e Marta cominciamo subito a ballare e ci scateniamo sulla pista fino a che decidiamo di riposarci un po’ e torniamo a sederci. Appena mi siedo sento una strana sensazione come di essere osservata e distrattamente mi guardo attorno e vedo ad un tavolo davanti al nostro un gruppo di ragazzi scherzare tra loro e parlare gesticolando mentre solo uno del gruppo sembra assente dalla loro conversazione e mi fissa. Riconosco quegli occhi , quel volto e anche le mie amiche farfalle si risvegliano nel mio stomaco dandomi la conferma che si tratta di lui. E’ uno schianto. Ha i capelli sciolti e ricci una camicia bianca leggermente sbottonata davanti ha le maniche lunghe arrotolate fino al gomito , dei pantaloni jeans ed e qui e mi sta guardando, è seduto appoggiandosi allo schienale del divanetto con entrambe le braccia e sembra che non percepisca lo schiamazzo intorno a lui preso nell osservarmi . Mi prende il panico, cosa penserà di me forse che ho la gonna troppo corta oppure che i miei ricci non sono a posto come al solito, mi avrà visto ballare? Che vergogna richiamo l attenzione di Marta che è accanto a me intenta a cantare a squarciagola.” Marta e qui” e lei “ chi? Cosa stai dicendo?” –“Luca è qui” Sono presa nella conversazione con lei quando il dj annuncia il momento del pezzo lento. “ vai invitalo a ballare “ esclama Marta “-“ cosa? Ma sei matta? Noooo sto morendo che ci fa qua! Oddio” lei ride a crepapelle ma ad un certo punto si blocca a guardare qualcosa che forse io non ho il coraggio di vedere e mi dice “ non ti voltare credo che stia venendo verso di noi”- “ cooosaaaa oddio” il mio cuore comincia una corsa sfrenata e le farfalle si moltiplicano ogni secondo fino a che non sento un tocco sulla mia spalla , mi volto . E’ davanti a me in tutta la sua bellezza e mi tende una mano in cerca della mia intanto parte una musica dolce I will be right here waiting for you di Richard Marx. Mi alzo e afferra la mia mano dandomi una forte scarica sento il suo calore contro la mia mentre mi precede conducendomi sulla pista da ballo. Arrivati mi avvolge nelle sue braccia e si forma una bolla intorno a noi che ci separa da tutti gli altri , ci siamo solo noi. Quando mi abbraccia vengo pervasa dall’ odore più buono e inebriante che abbia mai sentito. Sa di bucato fresco di pulito di un odore travolgente, lo stringo poggiando la mia guancia sul suo petto a pochi centimetri dal suo collo così sexy i suoi morbidi riccioli biondi mi sfiorano e i nostri corpi si toccano, chimica pura. Sento la sua mano carezzare i miei capelli mentre la sua guancia si appoggia sulla mia fronte, le mie gambe si stanno reggendo per miracolo e sono in estasi. La musica dolcissima, il suo odore , il suo corpo abbracciato al mio, le sue mani che mi sfiorano penso che se il paradiso esiste non può essere meglio di questo, la musica finisce troppo in fretta . Si scosta dalla mia tempia e mi guarda i suoi occhi sono nei miei ed io disarmata sono completamente in estasi. Mi sorride forse per l espressione che ha ritrovato sul mio volto , lascia la presa mi prende di nuovo la mano e mi conduce con se non so dove facendosi strada tra la folla scatenata , facendo attenzione a che io passi agevolmente e attraversata una porta finestra ci troviamo in un giardinetto esterno allestito con dei divanetti dove ci sono persone a fare conversazione evitando la musica troppo alta della discoteca, l aria fresca mi fa riprendere un attimo dal mio stato di trans. Mi fa sedere su un divanetto e lui prende una sedia e la posiziona proprio davanti a me vicinissima tanto che riesco a sentire il suo meraviglioso profumo. È proprio un gran figo, lo ammiro in ogni suo gesto o espressione mai fuori posto. Mi prende la mano “ hai le mani gelate hai freddo?” e comincia a strofinarle con le sue per scaldarmele, quel contatto mi destabilizza . “vuoi tornare dentro?” mi chiede senza sapere che in quella situazione con lui sarei stata anche al polo nord in costume da bagno.” No” rispondo abbozzando un sorriso che ricambia facendo apparire quelle fossette sulle guance per non parlare dei suoi denti perfetti. “e tu?” chiedo , allunga una mano lasciando l altra sulle mie mani e mi sposta il ciuffo di capelli ribelle che mi cade sul viso senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi ormai ipnotizzati dai suoi. Sento l odore di buono delle sue mani che mi inebria. “ In realtà non dovrei esserci ma non ho potuto evitarlo” il suo sguardo si incupisce come se un pensiero fugace gli balenasse nella mente. Molla la presa delle mie mani e si alza come combattuto mi guarda dall alto si passa una mano tra i capelli poi sempre fissandomi preoccupato si china su di me mi prende il mento posa le sue labbra morbide sulle mie dolcemente per un secondo, sanno di buono e per me è come un colpo di grazia rimango impietrita e in quel momento può fare ciò che vuole di me. Improvvisamente si rialza “ scusa non posso, scusami” –“ devo andare”. Non ho il tempo di reagire in qualche modo che lui già si allontana , lo vedo attraversare il giardinetto con passo deciso e dirigersi verso i suoi amici ai quali dice qualcosa prendendo una giacca e spostando malamente una sedia poi si avvia e scompare dalla mia vista. Non ho la forza di reagire a questo terremoto interiore che ho subito. Vedo Marta che da lontano ci stava osservando incamminarsi verso di me con un espressione stupita. “Sara dov è che è successo!” –“portami a casa per favore, subito , non posso rimanere un attimo di più.” Sbatto la porta di casa ho congedato Marta frettolosamente voglio restare sola. Mi butto sul letto e un sentimento di tristezza assoluta mi pervade e le lacrime scendono incontrollate. Non so niente di lui solo il nome eppure sento di non poterne fare a meno. Cosa avrà voluto dire con “non posso” ha forse ragione Marta dicendo che sarà occupato con un'altra! Il mio pensiero va al nostro ballo alla sensazione di estasi che ho provato tutti i miei sensi hanno intercettato la goduria assoluta. La dolcezza del suo giocherellare con i miei capelli la sua pelle contro la mia le sue braccia attorno a me .Ricerco la canzone che abbiamo ballato insieme e ad occhi chiusi la ascolto, sento ancora il suo profumo le sue labbra sulle mie il contatto delle sue mani, sono certa che anche per lui sia stato lo stesso ho percepito come anche lui mi desiderasse e fosse attratto da me, perché quel “non posso” che avrà voluto dire e con “non dovrei essere qui ma non ho potuto farne a meno” ….realizzo in un attimo che non potrei rintracciarlo mai più se decidesse di evitare di venire alla spiaggia e mi prende il panico. Proprio in quel momento il mio pensiero è rotto da un suono di notifica sul cellulare , sicuramente sarà Marta che vuole sapere come sto e decido di guardare. Non si tratta di lei. Trovo una richiesta di amicizia su facebook e il nome mi fa sobbalzare , un certo Luca Tommasi aspetta la conferma che in un attimo do. Subito si apre la chat : # ciao Sara sono Luca puoi darmi il tuo numero ho bisogno di parlarti# Non so cosa fare rimango a pensare qualche minuto # Sara ci sei?# Scrivo di getto il mio numero ed il telefono non tarda a suonare “Pronto” “ciao volevo scusarmi per il mio comportamento di stasera, non dovevo avvicinarmi …ma non …non potevo non farlo anche se non avrei dovuto” Sento la sua voce angosciata come pure io mi sento e cerco di capire ,lo incalzo “per quale motivo non avresti dovuto sei sposato? Hai una compagna?” Risponde “cosa? Ma io ...no….non” e un sospiro arresta il suo non voler dire “ci possiamo vedere domani alla spiaggia? Alle 10? ne parliamo di persona” Accetto l invito e salutandolo rimango con i miei interrogativi che mi accompagnano tutta la notte.
  14. Rivalry2701

    La promessa di un sorriso

    “Tu-tum”. Con la sua mano tra le mie lasciavo risuonare dentro di me il familiare suono del suo battito e, sorridendo amaramente, mi crogiolavo nella nostalgia che la sua compagnia mi suscitava. “Tu-tum”. Ad ogni suo battito sentivo dentro il mio petto un dolore che, dilaniando il mio cuore, strappava ai miei occhi lacrime amare. Sdraiato su un candido letto, con una flebo attaccata ad un braccio, gli occhi vitrei, lui mi sorrideva. “Tu-tum” I suoi occhi si spostarono a fatica verso di me e dalle sue labbra uscì un indistinto borbottio, il fantasma di ciò che mi voleva dire. «Certo, non dimenticherò la promessa.» Continuando a piangere silenziosamente, nella mia mente non poterono che comparire immagini di ricordi agrodolci, soffusi dalla nostalgia e dalle emozioni che provai al suo fianco per così tanto tempo. Era quasi sera e dalla finestra filtrava la dorata luce del tramonto. Non ricordavo che libro avessi dimenticato, ma quello era il motivo per cui ero tornata in classe nonostante l’ora tarda. Lui era seduto sopra il mio banco, la luce che filtrava illuminava i suoi capelli color dell’oro e, gli occhiali dalla montatura d’argento, riflettendo la tenera luce del sole nascondevano i suoi celesti occhi. Sorridendo allegramente mi avvicinai a lui prendendo dalle sue mani il mio libro e, sedendomi al suo fianco, aspettai divertita che mi rivolgesse la parola. «Sai già cosa sto per dirti, no?» Con un sorriso beffardo sulle labbra, mi alzai soddisfatta dal rossore comparso sulle guance di Riccardo. «Ovviamente, ma voglio sentirtelo dire con le mie orecchie.» «Uffa sei sempre così.» «Quindi non devi dirmi nulla? Allora io me ne torno a casa.» Girandomi scherzosamente, feci per andarmene finché lui, afferrandomi la mano con forza, mi tirò a sé. Nonostante già me lo aspettassi, non potei fare a meno di arrossire fino alla punta delle orecchie. «Ti amo, Monica.» Il mio cuore prese a battere incontrollabilmente e sulle labbra riuscii a trattenere a stento un ampio sorriso. Ma poi, lasciando si disegnasse raggiante sul mio volto, gli permisi di abbracciarmi. «Anch’io ti amo, Riccardo.» Nascondendo il mio viso sulla sua spalla, lasciai che lacrime colme di felicità gli bagnassero la maglietta. “Tu-tum” Ascoltando il suo battito, l’unico rumore nella stanza d’ospedale, smisi di piangere. Nostalgia, tristezza, rassegnazione, nulla di questo aveva più importanza. Io ero accanto a lui e, accompagnata da questo complice silenzio, vagavo tra i miei ricordi più cari. L’amavo con tutto il cuore e ormai avevo versato fin troppe lacrime egoiste. Perciò non avrei fatto altro che sorridere al ricordo di quei giorni, ci avrei riso sopra ed alla fine avrei dimenticato. Ritornai alle mie memorie, al ricordo di quei giorni ricchi di gioia che si susseguirono alla sua dichiarazione. Alla fine però arrivò il termine del nostro ultimo anno alle superiori, e con lui un brusco freno a quella felicità, che ormai aveva colorato di colori ancora più vivaci la mia vita. «Monica, io andrò a completare i miei studi in America.» Senza accorgermene dai miei occhi cominciarono a cadere lacrime egoiste. Lo sapevo che era libero di scegliere la sua strada e che io tra tutti non potevo incatenarlo a me. Però sin da quando i nostri genitori ci presentarono all’età di cinque anni, eravamo sempre rimasti uniti. Ormai la sua presenza l’avevo sempre data sempre per scontata. Non potevo sopportare l’idea che lui sparisse così improvvisamente. Riccardo mi strinse a sè e, avvolgendomi con il suo profumo, mi trasmise un calore a cui fino ad ora non avevo mai dato tanta importanza, mentre adesso che stavamo per separarci mi assaporavo così avidamente. «Quando tornerò, vorresti sposarmi?» Le mie guance si fecero ancora più rosse e, nonostante la confusione nella mia testa, i sentimenti che, sgorgando fuori dai miei occhi impazziti sotto forma di amare lacrime, sopprimevano i sorrisi che cercavo di abbozzare, la risposta mi apparve nella mente chiara e limpida. Perciò sorridendo dal profondo del mio cuore, lo baciai per la prima volta. Le sue labbra avevano lo stesso sapore delle mie lacrime, mentre i nostri cuori, che battevano così velocemente da rischiare di volar via dal nostro petto, suonavano sincronizzati la melodia del nostro amore. «Sì.» Dopo che ebbi sussurrato quelle parole tra le sue labbra, lui si staccò da me rimanendo immobile a guardarmi. Finché grattandosi imbarazzato la testa mi chiese: «Potresti farmi anche un’altra promessa?» Il suo sguardo divenne così serio che non potei non annuire. Lui, come ipnotizzato dal mio sguardo, mi sussurrò: «Promettimi che anche se ci separeremo tu continuerai a sorridere.» “Tu-tum” Però non sarei mai riuscita a dimenticare, questo lo sapevo bene. Avrei continuato a ricordare, ricordare e ricordare, finchè la fine non sarebbe giunta anche per me. Nulla era eterno, nemmeno il nostro amore. Era fragile ed una volta che saremmo morti sarebbe scomparso nel nulla. Però allora tutto ciò che ricordavo, i sentimenti che avevo provato e che provavo ancora per lui, quelle emozioni che mi hanno fatto gioire, soffrire ed alla fine di tutto sorridere amaramente, che senso avevano? Dalla sua partenza passarono diversi anni ed io cominciai a lavorare nella pasticceria di famiglia. Avevo scoperto di amare la creazione ricette sempre più originali, ma soprattutto non vedevo l’ora di far assaggiare i miei dolci a Riccardo. E finalmente un giorno un uomo entrò nel locale, in quel momento ero indaffarata in cucina a pulire i piatti, finché mio padre non mi chiamò al bancone avvertendomi che c’era qualcuno per me. Quando aprii la porta, la mia mano venne afferrata da quell’uomo che, inchinandosi a me, mi chiese: «Monica, vorresti sposarmi?» Vedendo il suo viso sorridente, le guance arrossate per l’imbarazzo ed i suoi occhi color del cielo d’estate cercare di implorarmi fissandomi con tale intensità, non potei fare a meno di piangere. «Non sei cambiato per nulla.» «Neanche tu, sei bellissima come ricordavo.» «Lusingarmi non ti farà avere il mio favore, mi hai fatta aspettare tanto sai?» Dopo aver messo messo il broncio, non riuscii più a trattenermi e gli gettai le braccia al collo. «Ovvio che sì, stupido.» Intorno a noi gli altri clienti si misero ad esultare e noi, imbarazzati per il trambusto che avevamo creato, ci scusammo. Un’anziana signora si avvicinò improvvisamente a noi due e, posando una mano sulla mia spalla destra, mi disse gentilmente: «Non preoccuparti, mi sembra ancora ieri di vedervi correre vivacemente per le strade e venire da me per l'ennesima volta a scusarvi per le marachelle che combinavate.» «Insomma nonna!» Ridendo soddisfatta della mia reazione, si rivolse verso Riccardo tutta sorridente. «Ti affido la mia nipotina, prenditi cura di lei.» «Certamente!» Non potendone più dell’atmosfera imbarazzante che si era formata, misi le mie mani dietro la schiena di Riccardo spingendolo via. «Ora devo lavorare, non disturbarmi.» I giorni passarono e non furono che colmi di felicità. Finalmente Riccardo era tornato e con lui il calore delle sue braccia, il tepore dei suoi baci, la gentilezza dei suoi sorrisi: amavo tutto di lui! Esattamente un mese dopo che mi fece la proposta, ebbe inizio la cerimonia. Si teneva nella villa di un amico che Riccardo aveva conosciuto in America e che gliela aveva gentilmente prestata. L’abito che indossavo era di un bianco scintillante, simile a quello che portava la principessa di un libro che leggevamo da bambini. Era così leggero da sembrare fatto di piume o probabilmente quella sensazione di leggerezza era semplicemente dovuta all’eccitazione che stavo provando. «Riccardo, vuoi accogliere Monica come tua sposa, promettendo di esserle fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarla e onorarla tutti i giorni della tua vita?» «Sì.» I nostri occhi si stavano fissando così intensamente da cancellare completamente dalla nostra mente l’esistenza delle persone intorno a noi. C’eravamo solo noi due. «Monica, vuoi accogliere Riccardo come tua sposo, promettendo di essergli fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della tua vita?» «Sì» Dopo averlo detto, si inchinò davanti a me, prendendo la mia mano con la sua e, con delicatezza, infilò la fede nel mio dito. «Può baciare la sposa.» Avvicinandosi a me, levò il velo che mi copriva il volto. Non riuscii a trattenermi e, come la prima volta che mi baciò, le sue labbra seppero delle mie lacrime. “Tu-tum” Però ero felice, nonostante i dubbi che mi stavano ingarbugliando la mente, le angosce che stavano stringendo il mio cuore in una dolorosa morsa e la paura che il futuro senza di lui mi incuteva, ero felice. Ero al suo fianco, la sua mano stretta tra le mie e, anche se debole, il suo battito risuonava ancora. Non tutto era eterno, però ero sicura che il nostro amore sarebbe riuscito a sopravvivere. Sarebbe sopravvissuto nei miei ricordi, che avrei custodito d’ora in poi nel mio cuore. Perciò in questo momento avrei continuato a ricordare. Ricordavo ancora che quando ci eravamo sposati, pensavo con assoluta certezza che non sarei potuta essere più felice, ma a smentirmi nacque Iris. La gioia provata alla sua nascita era indescrivibile e, nonostante in quel momento fossi stremata dal parto, non riuscivo a smettere di sorridere. I suoi occhi di una lieve celeste erano gli stessi di Riccardo, era così piccola e fragile da sembrare che avrebbe potuto rompersi se solo ci avessi soffiato sopra. Quando mio marito la tenne in braccio, si dimostrò così impacciato da farmi scoppiare a ridere. Gli anni volarono e lei crebbe fino a diventare adulta. Imparò a camminare da sola, a pensare e decidere per conto suo e soprattutto imparò ad amare. Questa volta mi trovavo dall’altra parte e, osservando mia figlia baciare quell’uomo, non potei che sorridere davanti alla reazione di mio marito. «La mia piccola Iris!» Appoggiando la mia testa sulla sua spalla, sospirai di fronte al suo esagerato attaccamento per la figlia. «Sei geloso che un altro uomo te la porti via?» Nonostante ciò quando aveva incontrato quel ragazzo, era stato proprio lui a dirgli di prendersi cura di sua figlia. “Tu-tum” Gli occhi celesti ormai privi di quella luce che avevo sempre ammirato, le rughe del volto marcate per la stanchezza che questi giorni pieni di agonia gli avevano suscitato e quel sorriso sulle labbra che avevo amato così tanto, ma che ora odiavo con tutta me stessa. Mentre lo osservavo un miscuglio di sentimenti mi strinse il petto, mentre dagli occhi un fiume di lacrime finì per bagnare le sue mani. Nonostante quell’agonia interminabile che aveva sofferto, lui mi stava rivolgendo per un’ultima volta quel sorriso gentile di cui mi ero innamorata. Ed io, versando lacrime incontrollabili, non riuscivo a fermare il torrente impetuoso dei miei ricordi che si era riversato su di me. Mi tornarono alla mente le parole che Riccardo la sera stessa della cerimonia di nostra figlia, appena tornati a casa: «Ora che lei ha deciso con che uomo seguire la sua strada, anche noi dovremo seguire la nostra. Ci saranno momenti duri, potremo litigare, ma alla fine ci riconcilieremo. Ed un giorno arriverà la nostra fine e, come ci separerà da tutto, separerà anche noi. Perciò sorrideremo oggi ed anche il giorno dopo ancora. Voglio passare ogni mio giorno restante con affianco il tuo volto sorridente.» Le mie labbra alle sue parole si schiusero ovviamente in un sorriso, ma non era per felicità, né per soddisfare quel suo desiderio. Era un sorriso amaro, infatti il solo pensiero che un giorno anche lui, come nostra figlia, avrebbe dovuto lasciarmi sola mi spaventava. Consolandomi col suo sguardo gentile, mi strinse a sé baciandomi. «Giuriamolo ancora, ti va?» Questa volta il bacio che mi diede non seppe delle mie lacrime, ma delle sue. L’avevo visto piangere diverse volte, quando alle elementari si era rotto il polso mentre giocavamo a palla, quando alle medie era stato rifiutato dal suo primo amore e quando alle superiori la sua squadra aveva perso alle qualificazioni per il torneo regionale. Però per la prima volta aveva pianto per me. «Prometto che anche quando arriverà il giorno in cui noi dovremo separarci, io continuerò a sorridere.» Sussurrando tra le lacrime, pronunciai la mia maledizione. Una maledizione che mi avrebbe perseguitato per tutta la vita, logorando il mio cuore e dipingendo sul mio volto un falso sorriso. «Potresti farmi un’altra promessa?» «Sì...» Senza che me ne accorgessi accettai la sua prossima maledizione. «Ricordami.» “Tu-tum” Ormai i ricordi mi travolgevano così intensamente da risultare confusi e soffocanti. Intrappolata in quel fiume di memorie precipitai in profondità. L’acqua di quel fiume mi bruciava gli occhi, tanto da non permettermi di ricordare oltre. Aprendoli con tutte le mie forze riuscii ad afferrare i miei ricordi che, come immagini proiettate su un cinema, mi apparivano senza sosta uno dopo l’altro e, senza che potessi opporre resistenza, tutte quelle emozioni che avevo nascosto per tutto quegli anni mi colpirono in una volta. Questo era il prezzo da pagare per aver accettato quella maledizione, mi dissi. Nascondendomi dietro un sorriso falso, avevo ignorato quelle emozioni che ora venute a galla mi colpivano ripetutamente. «Ricordi quando eravamo andati quella volta al mare?!» Senza che me ne accorgessi dalla mia gola uscii un grido disperato. «Ricordi quando quella volta aveva piovuto così forte da doverci riparare in casa di nostra figlia?!» Incapace di smettere, la mia voce come un coltello penetrava sempre più in fondo alla mia carne cercando di tirare fuori il contenuto del mio cuore. «Ricordi quando nostra figlia si arrabbiò con noi e ci disse che ci odiava?!» Le lacrime, come il sangue delle ferite che continuava ad infliggermi la mia voce, continuavano a sgorgare fuori dai miei occhi. «Ricordi quando...» La mia voce si ruppe quando, stringendomi con forza la mano, Riccardo spostò il suo sguardo fino ad incrociare il mio e, per un attimo quasi impercettibile, i suoi occhi brillarono di quella stessa luce gentile di cui mi ero innamorata. Lui in quel momento stava sorridendo… però io non lo stavo facendo. “...” «Ricordi quando ci eravamo fatti quella promessa? Mi dispiace caro, ma non sono riuscita a mantenerla fino alla fine.» Alla fine la mia maledizione venne sciolta da un suo sorriso, un ultimo sincero sorriso.
  15. TIZIANA CURTI

    UN MONTE DI POESIA 14° EDIZIONE SCADENZA 6 aGOSTO 2019

    Fino a
    PREMIO LETTERARIO UN MONTE DI POESIA 2019 Quattordicesima edizione Patrocinato dall' Amministrazione comunale, dalla Proloco di Abbadia San Salvatore (SI) e dall' Accademia Vittorio Alfieri di Firenze. 1) Sezione poesia a tema: “La montagna”: vita, costumi, folklore, paesaggio. 2) Sezione a tema libero: poesie edite o inedite. Sezione poesia dialettale: Poesia in vernacolo con traduzione in italiano Sezione giovani: (In questa sezione si può partecipare gratuitamente) Poesia a tema libero riservata ai giovani da tredici a diciotto anni non compiuti alla data di scadenza. (è obbligatoria la fotocopia della carta di identità e la liberatoria da parte di un genitore). Tutti gli elaborati dovranno essere inviati entro il 31 LUGLIO 2019 ULTIMO TERMINE 6 AGOSTO E' consentita la partecipazione a poeti italiani e stranieri (scritti in lingua con traduzione in italiano). Sono ammesse fino ad un massimo di tre poesie per ogni sezione. Si può partecipare a più sezioni versando per ognuna un contributo di partecipazione di €10 per la prima poesia e € 5 per ognuna delle poesie successive ( Es: una sola sezione, tre poesie, euro 20). Gli elaborati NON devono avere già conseguito primi premi in altri concorsi e, unitamente all’attestazione di avvenuto pagamento, dovranno essere inviati secondo una delle due modalità: in forma cartacea (per posta) a INFOPOINT PRO LOCO Viale Roma N°10, 53021 Abbadia San Salvatore (Siena); per via telematica (per e-mail) a: unmontedipoesia@alice.it Il pagamento della quota di partecipazione potrà essere effettuato tramite: VAGLIA POSTALE (stesso indirizzo dell'invio cartaceo degli elaborati); pagamento su POSTAPAY intestato a Tiziana Curti N. 5333 1710 1655 0440 bonifico bancario intestato a :Tiziana Curti su IBAN IT49V3608105138241080941082 Ciascuna poesia (solo una poesia per ogni foglio A4) dovrà pervenire in due copie con l'indicazione della sezione in cui partecipa, il titolo dell'opera e il testo (rigorosamente entro venticinque versi). Solo una delle due copie, (sulla stessa facciata dove è scritta la poesia) dovrà contenere: nome e cognome, indirizzo completo, recapito telefonico (fisso/cell), indirizzo e-mail e firma leggibile. Per la sezione GIOVANI, va anche indicata la data di nascita, su entrambe le copie. L'altra copia dovrà rimanere anonima. Non saranno accettati elaborati scritti a mano o riportanti dati illeggibili. PREMI: (Tutti i premi assegnati dovranno essere ritirati direttamente dai vincitori.) SEZIONE A TEMA “LA MONTAGNA”: 1° premio: Assegno di € 250,00 - Coppa e pergamena SEZIONE A TEMA LIBERO: 1° premio: Assegno di € 200,00 - Coppa e pergamena SEZIONE POESIA DIALETTALE: 1° premio: Coppa e pergamena SEZIONE GIOVANI: 1° premio: Coppa e pergamena PER TUTTE LE SEZIONI (eccetto quella speciale): 2°, 3°, 4° e 5° premio: COPPA e pergamena, dal 6° al 10° classificato: medaglia e pergamena PER TUTTI: Libri e materiale informativo sul territorio. PREMIAZIONE DOMENICA 20 OTTOBRE ORE 10 presso Teatro Servadio via Pinelli 10 , abbadia San Salvatore
  16. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Tempi di valutazione: 3-4 mesi circa.
  17. kjkj

    Trash sorrisi e cafoni

    Dopo una (breve) serie di collaborazioni in quanto articolista con un po' di blog centrati sul mondo dello spettacolo, ho aperto il mio: sentivo l'esigenza di espirmermi senza filtri su ciò che ero "costretta" a guardare, leggere o sentire. L'intento, alla base, è sempre stato semplice: dire la mia opinione senza filtri e strappare, nel caso, qualche risata a coloro che hanno una visione simile alla mia. Immagino che i programmi televisivi, così come il mondo Youtube ed altri aspetti toccati dal mio blog interessino a pochi, in questo forum mi limito, dunque, ad indicarvi la sezione dedicata alle recensioni (ironiche) dei libri spazzatura fino ad ora letti ( per lo più riguardante questo ""nuovo"" filone di libri analoghi alle 50 sfumature). Trash sorrisi e cafoni- Libri
  18. Lesa Maestà

    Un bacio alcolico

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/42918-sogno-1/?do=findComment&comment=759718 Diciotto anni, e sei poco più di niente. Sorseggi il tuo drink, un fragolino, seduta, o meglio abbattuta, su un pouf del locale. L’alternarsi delle luci ti confonde, e il tuo sguardo, offuscato di suo, non riesce a focalizzarsi sulla tua immagine riflessa nello specchio. Ci provi, a sistemarti i capelli biondi, ma le dita si bloccano nei nodi, e quasi ci restano. Per lo meno, il rossetto sembra aver resistito, o almeno così sembra per quel poco che riesci a vedere. Distendi le gambe, e ti osservi le cosce scoperte, le caviglie solo poco più spesse di quel tacco su cui ora non riusciresti più a reggerti in piedi. Non vuoi più stare lì seduta, vorrei essere altro, vorresti essere altrove. Eppure rimani lì. Anzi, sprofondi ancora di più su quel cazzo di pouf. Di alzarti non se ne parla, di andartene neppure: intontita come sei, barcolleresti, e l’orgoglio te lo impedisce. E quindi resti lì, e aspetti. Che aspetti, lo sai solo tu. Di bere hai bevuto troppo, ma ti ricordi ancora bene che cosa ti ha spinta fin lì, a morire sepolta dentro il pouf di un posto così squallido. Posi a terra il bicchiere ormai vuoto, e controlli Instagram. Aggiorni il feed, ma dei post non ti interessa, e vai dritta sulle storie. “Beccato”, sussurri. Ti ho preso, ora sei mio. Sorridi al suo viso, e non vedi l’ora di fargliela pagare. * Quando si accorge della tua chiamata, è confuso. Osserva lo schermo luminoso del cellulare, e non si decide a rispondere. Alza lo sguardo dal telefono, e i suoi occhi, così neri, così vuoti, si fissano su di te. E la musica sparisce. Ed è come se una forza più forte ti spingesse verso di lui, e tu non puoi opporti. Barcolli, per poco non cadi. Ti attacchi a un suo braccio, e per un attimo hai la tentazione di buttargli le braccia intorno al collo. Ma almeno a questo istinto resisti, ed è lui ad afferrarti per le braccia. “Che cazzo ci fai qui?” E tu, che vorresti mordergli quelle belle labbra, ti trattieni dal tirargli uno schiaffo in faccia. “Quello che fai tu, scaccio via l’inquietudine.” “Tu, bambina?” Il sangue ti sale sulle guance, con l’umiliazione, e qualcuno dei suoi amici inizia a sghignazzare. Non lei però. Sa bene che il ragazzo si disinteressa facilmente e velocemente, e di essere in una posizione precaria. E così, infastidita da quell’inconveniente che sei tu, la sua attuale puttanella ti osserva con negli occhi il veleno di una serpe, e i denti scoperti della iena. “Io.” Gli rispondi, sollevando il mento e tirando in fuori il petto. “Io, e tu ora vieni con me.” Il bastardo ride, fa per lasciarti, e tu perdi l’equilibrio, ma non hai alcuna intenzione di permettere che se ne vada via. Conficchi le tue unghie nella carne del suo avambraccio, e gli sfugge una smorfia infastidita. “Cosa ti sfugge nella frase ‘non voglio essere il tuo ragazzo’?” “Che tu mi ami.” Lui si blocca, resta in silenzio, non sa che dire. E tu sorridi, sorridi a lui e rivolgi uno sguardo di sfida alla stronza, che adesso gli si è messa di fianco e tenta di attirare la sua attenzione strusciandoglisi addosso. “Andiamocene, è un posto così squallido, non saremmo dovuti venire”, sussurra, con le labbra che gli sfiorano il collo. Il rossetto, già sbavato, gli lascia una striscia rossa sul collo, lo contamina, e tu allunghi una mano per eliminare quel segno di indecenza, ma lui ti ferma stringendoti un polso. E già lo vedi, si è distratto. Fissa la bocca di lei, e si passa la lingua sopra le labbra, e tu per lui non esisti più. Sconfitta, gli crolli fra le braccia. * Siete soli finalmente, almeno questo l’hai ottenuto. Fuori dal locale, ti ha fatta sedere in un angolo in disparte, e ha cacciato tutti gli altri. “Lei è un problema mio”, ha detto a loro, e li ha cacciati via. Pure a quella, che è diventata tutta rossa e proprio non vi voleva lasciare. “Jessica, vaffanculo”, è sbottato lui, e lei è corsa via in lacrime, lasciandosi dietro la propria dignità. Ora è tutto per te. Più incazzato che mai, ha gli occhi di un diavolo. Non è affatto difficile notare come ogni angolo della sua pelle frema, persino quelle labbra, così belle, tutte un bacio, sono scosse da un tremito nervoso. “Siamo così uguali”, gli dici, allungando una mano sul suo viso, e carezzandogli una guancia. Lui non si scosta, eppure freme. “Dimmi cosa vuoi da me, e poi sparisci per sempre.” “Dammi un bacio.” Una risata strozzata la sua. “No.” “Io dico di sì.” “Vaffanculo.” “No”, sbotti tu, insoddisfatta. “Voglio un bacio che sia un bacio. Che mi faccia sentire che tu sia l’unico uomo sulla terra. E tu baciami come se fossi l’unica. Baciami come se fosse il tuo ultimo bacio. Baciami come se non mi dovessi rivedere mai più.” “Lo spero.” E vi baciate. Davvero, per la prima volta. Pensando sia l’ultima. E ti afferra il viso, l’altra mano sulla tua nuca, e ti spinge verso di sé, per prendersi più di te. A bacio finito, vi guardate per qualche istante, senza fiato. “Non osare farlo mai più.” Ansima, fissandoti con ancora più rabbia. “Farmi baciare?” “Fingerti ubriaca.” E se ne va via, ma tanto lo sai tu, lo sa lui. Tornerà.
  19. Staff-CSA

    CSA - Piero Vrenna presenta il suo nuovo romanzo

    L'ALBA CHE PORTA NEI SOGNI di Piero Vrenna al MUSEO DI PITAGORA Via Giovanni Falcone a Crotone
  20. Sissi77

    Delrai edizioni

    Nome: Delrai edizioni Generi trattati: romance, distopico, fantasy, erotico, retelling, steam-punk, thriller e giallo Modalità di invio dei manoscritti: http://www.delraiedizioni.com/invio-manoscritti Distribuzione: DirectBook Sito: http://www.delraiedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/delraiedizioni/?fref=nf
  21. Fino a
    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” di Roma indice il Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” – I valori della famiglia 1^ Edizione, in onore del rag. Giovanni Leone, un“uomo di grande spessore culturale”, ricco di una rara nobiltà d’animo, distintosi per l’impegno e l’ardore messi nel suo lavoro di impiegato postale, ma soprattutto per la forte sete di conoscenza che l’ha portato a studiare sempre libri di svariate discipline, costruendosi in casa un’enorme biblioteca, ed il senso di sacrificio, amore per la famiglia che l’ha accompagnato fin da giovanissimo, dandogli la forza di vincere ogni battaglia esistenziale. Ecco perché abbiamo voluto sottolineare il tema “I valori della famiglia”, ritenendolo il motore principale di questo uomo che ha lasciato tanto interiormente a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o averlo vicino. Il premio è suddiviso in Tre sezioni ed è aperto ad autori italiani e stranieri. Età minima autori per partecipare 18 anni; età massima nessun limite. Sezione A) Poesia a tema Libero: si può partecipare con poesie edite o inedite in lingua italiana o vernacolo con traduzione che trattino qualsiasi tematica. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book e raccolte poetiche inedite. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annessa breve poesia o piccola raccolta poetica, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sezione B) Narrativa e Teatro a tema “I valori della famiglia”: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti con tema “I valori della famiglia”, in larga misura opere che trattino qualsiasi situazione e sentimento legato alla famiglia. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sez. C) Narrativa e Teatro a tema Libero: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti che trattino qualsiasi tematica. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Premi per i Primi Quattro classificati, Premio Assoluto della Critica, Premio Miglior Giovane Autore, Menzioni Speciali, Segnalazioni di Merito e Diplomi d’Onore. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando il 10/07/2017. Per richiesta di bando completo, contattare il Presidente dell'associazione, la dr.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: associazionelucedellarte@live.it. Recapito telefonico Ass. Luce dell'Arte: 3481184968. Il sito da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte Pagina Facebook Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” Pagina Google Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone”- I valori della famiglia
  22. Gioia92

    E alla fine arrivi tu

    PROLOGO Ed eccomi ancora qui allo stadio di Siena. Ebbene si, mi sono appassionata del Siena anche se, per dire il vero è da quando era in serie A lo seguo. Sono comodamente seduta in tribuna centrale, posso vedere tutto il campo e i giocatori, sono elettrizzata. Stanno per entrare in campo, è sempre un emozione sentire la Curva cantare. Oggi lui non c'è, ho sentito che si è infortunato. L'ho conosciuto l'anno scorso anzi per meglio dire l'ho visto giocare ed è davvero bravo. Sto farneticando e come sempre chi sta scrivendo si è dimenticata di dire per prima cosa il mio nome. Ma, com'è possibile ogni volta è la stessa storia, imparerà mai? Penso di no. Ma, torniamo a noi, farò da sola. Piacere mi chiamo Olivia, ho ventisette anni e sono una tifosa della ROBUR. Questa è la mia storia e, del giocatore del Siena che ho conosciuto e per cui mi sono innamorata e per cui alla fine... Facciamo così lo scoprirete più avanti. Non vi svelerò il suo nome ma, solo il numero della sua maglia. Ha il numero 8 ed è un centrocampista.
  23. Bright sunshine

    Uno scambio

    Stavo suonando il pianoforte, un notturno di Chopin, uno dei miei preferiti, quando sentii qualcuno bussare alla porta. Era lui, lo stavo aspettando. Ci eravamo sentiti il giorno prima, aveva qualcosa da darmi. Andai ad aprire la porta, e lo feci entrare. Non era la prima volta che lo vedevo, ci eravamo visti diverse volte per strada, in incontri fugaci, incontri che terminavano non appena lo scambio veniva fatto. Questa volta gli chiesi di fare lo scambio a casa. Lo feci accomodare in salotto, e andai in camera a prendere il portafoglio. Uno scambio è uno scambio. Mi aveva portato quello che volevo, dovevo dargli quello che voleva. Presi la banconota da 20 euro e gliela diedi. Allora lui mi porse un sacchettino. Ne avevo visti tanti di quei sacchettini. Ne conoscevo perfettamente il contenuto. Lo scambio era stato compiuto. Pensai che adesso se ne sarebbe andato, e non l’avrei visto prima di una settimana. Però lui restò lì, seduto sul mio divano. L’avevo sempre visto di notte, al buio. Per la prima volta lo vidi sotto la luce, la luce della lampada del mio salotto. Pensai a quanto fosse carino. Rimasi a guardare i suoi capelli, neri come la notte che aveva fatto da sfondo ai nostri incontri segreti, per le strade della città, lontani dagli sguardi delle persone. Ricci. Ribelli. Proprio come era lui, un ribelle. Rimasi a guardare il suo viso per un tempo che mi sembrò interminabile. Lui guardava da un’altra parte. Seguii il suo sguardo. Il pianoforte. Era lì che guardava. Da quando era entrato in casa, nessuno aveva parlato. Tutto si era svolto in silenzio. Ogni parola che la mia mente creava si bloccava poco prima di uscire dalla bocca. Come se ci fosse qualcosa che ne impediva il passaggio. Ruppe lui il silenzio. ‘Suona qualcosa’, mi disse con un tono a metà tra l’autoritario e il dolce. Non reagii subito. Non mi aspettavo che mi chiedesse di suonare. Ma poi andai verso il pianoforte, deciso a eseguire quell’ordine che mi era stato dato con tenerezza . Mi sedetti sullo sgabello, e aspettai. Pensai a quante volte le mie mani avessero toccato quei tasti. Gli spartiti sono solo delle note stampate sulla carta, e pensai a quante volte avessi dato vita a quelle note, con le mie mani, che si muovevano sulla tastiera. Suonavo da quando ero bambino, la musica era la mia vita. Quando suonavo mi sentivo libero, libero di essere me stesso, di esprimermi, di raccontare chi ero. Non esistevano gli altri quando suonavo, non esistevano i giudizi delle altre persone, quello che pensavano o quello che credevano. Le loro critiche si perdevano nell’aria prima di raggiungermi. Mi sentivo protetto, intoccabile. Le loro parole non potevano scalfirmi. Decisi di suonare il pezzo che stavo suonando prima che lui arrivasse. L’avevo già provato diverse volte, lo sapevo suonare, tuttavia quella volta… era diverso. Esitai. Rimasi immobile. Quelle mani che da tempo si muovevano con abilità erano ferme. Ero teso. Mi ero esibito diverse volte davanti a un pubblico, e conoscevo la tensione che si prova prima di un concerto. E non era la stessa tensione. Quella persona, quel ragazzo che era seduto sul divano di casa mia, mi stava facendo provare sensazioni che non avevo mai provato prima. Cercai di rilassarmi, e cominciai. Non appena sfiorai il primo tasto, non potetti più fermarmi. La tensione era ormai scomparsa. Il viaggio era cominciato. Un viaggio di libertà, di espressione. Un viaggio magico. Sentivo le emozioni ribollire dentro di me, emozioni contrastanti. Mi lasciai trasportare dalle emozioni, le mani si muovevano da sole, spinte dalle sensazioni che provavo. Toccai l’ultimo tasto. Avevo finito. L’esibizione era terminata. Mi girai verso di lui, e arrossii. Se ne accorse. ‘Sei stato bravissimo’, mi disse. E io lo ringraziai, un po’ imbarazzato. Mi alzai, e si alzò anche lui. Venne verso di me. Si muoveva molto lentamente, oppure ero io che cercavo di assaporare ogni istante di quello che stava accadendo. Si mise dietro di me. Con una mano mi toccò il fianco. Sentii un fiume di emozioni dentro di me. Un fiume violento. Ma le emozioni erano tutt’altro che violente. Mi sentivo così bene. Mi toccò il collo con le sue labbra. Erano morbide. Subito una sensazione di calore e affetto mi avvolse, interamente. Mi riempiva completamente. Mi sentivo leggero. Non c’era più tensione, solo un senso di gioia infinita. Mi girai, e ci baciammo. Sentivo le sue labbra contro le mie. Le labbra di un ragazzo che avevo visto diverse volte, ma che solo adesso riuscivo veramente a sentire. Lo sentivo vicino a me, mi toccava con dolcezza. Sentivo tutto il suo corpo contro il mio. Guardai il suo viso, e mi sentii trasportare dai suoi occhi. Il suo stringermi e il suo toccarmi erano come un accordo che viene suonato con passione, con energia. Le emozioni mi travolsero come un uragano. E ci abbandonammo alla passione. Al desiderio. Forse era questo lo scambio che era venuto a fare.
  24. Lesa Maestà

    Una bambolina, innocua e ingenua come una bambina

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/42571-yuri-capitolo-14/?do=findComment&comment=761712 Ho iniziato ad amarti perché eri diverso da quell'altro. Mi affascinava terribilmente che non avessi bisogno delle parole, per difenderti dal mondo. Attaccavi anche tu, certo, eppure bastavi a te stesso, non avevi bisogno di altro per affrontare la vita. Il Principe ti disprezzerebbe, e la sua sarebbe tutta invidia. E quante ne avrebbe, lui, di parole. Mi ricordo sai, come mi hai guardata. Era davvero tardi, e tu in ritardo come sempre. Mi aspettavi, eppure sei rimasto sorpreso quando mi hai vista. Il tuo sguardo mi è scivolato addosso, si è fermato sulle mie cosce scoperte, e hai sorriso, soddisfatto. “Buonasera, piccola.” Mi hai detto, e i tuoi occhi ridevano ancora. Tu non avevi paura di me. Ti sembravo una bambolina, innocua e ingenua come una bambina. “Piccola”, mi chiamavi, e se provavo a convincerti d’essere altro ti infastiditi. Mi afferravi una ciocca di capelli fra le dita, alzavi gli occhi al cielo. “Sei troppo bellina”, fingevi di spiegarmi. Altro non riuscivo a farti dire. Mi trattavi come se fossi una bimba curiosa, che fa tante domande ma è troppo piccola per capirne le risposte. Ti piaceva giocare, mi facevi intendere, ma di giocare davvero con me non ci riuscivi proprio. Perché sì, ero una bambina, e ti venivano gli scrupoli al solo pensiero di rovinarmi. Che cosa volessi io, non me l’hai mai chiesto. Hai fatto tutto tu, che ai bambini non c’è bisogno di chiedere per far loro del bene. Quante cose invece ti avrei chiesto io, se solo non mi avessi spogliata di ogni parola. Io, che delle parole ho così dannatamente bisogno.
  25. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invia-manoscritto/ o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
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