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Trovato 109 risultati

  1. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invia-manoscritto/ o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
  2. Sissi77

    Delrai edizioni

    Nome: Delrai edizioni Generi trattati: romance, distopico, fantasy, erotico, retelling, steam-punk, thriller e giallo Modalità di invio dei manoscritti: https://delraiedizioni.com/informazioni/ Distribuzione: DirectBook Sito: http://www.delraiedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/delraiedizioni/?fref=nf Dal loro sito: attualmente non accettano manoscritti in valutazione. (gennaio 2020)
  3. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    AMICHE? Amicizia è ascoltare gli altri come vorresti che gli altri ascoltassero te. Anonimo ANGELA Eravamo alla fine di Novembre mancava poco al Natale. Irene aveva invitato me e Tiziano a passare il giorno di Natale con lei, ero molto titubante non sapevo se accettare oppure no. Io e Tiziano ormai passavano le feste sempre soli, forse era l'ora che anche io mi facessi delle nuove amiche e iniziassi di nuovo a fidarmi delle persone. «Allora Angela, hai deciso cosa fare?» mi chiese Irene mentre eravamo a lavoro. «Manca ancora tanto al Natale, come mai vuoi saperlo già da ora?» chiesi incuriosita da tanta determinazione, ogni giorno mi faceva la stessa domanda. «Per organizzarmi, ovvio» mi fece l'occhiolino, mi sorrise e andò a servire un tavolo. Sorrisi anche io, quella ragazza era davvero determinata, mi piaceva come persona e qualcosa mi diceva che saremo diventate ottime amiche. Alla fine della giornata, mentre stavamo pulendo la sala mi ritrovai di nuovo Irene accanto. «Angela, stavo pensando che ne dici se te e Tiziano domani sera venite a cena da me?» Sapeva che avevamo lo stesso giorno libero. «Va bene» . Irene sembrava una ragazza perbene. Mi lasciò il suo numero, fuori dal ristorante ci salutammo e io me ne ritornai a casa da mio figlio. Arrivata c'era Chiara ad aspettarmi come sempre. «Ciao Chiara, come va?» chiesi appena entrata in casa. «Io vado, buonanotte Angela» aveva ignorato la mia domanda , ancora non capivo cosa le avessi fatto di male. Andai in camera di mio figlio, stava dormendo beatamente, chissà che sogno stava facendo. Chiusi la porta e andai in camera mia, ero stanca quel giorno non mi ero fermata molto. Mi addormentai pensando che il giorno dopo sarei andata a casa di Irene e avevo un po' paura. Quando mi svegliai, avevo Tiziano accanto che mi stava guardando. «Giorno amore della mamma, che ci fai già sveglio» gli dissi mentre gli passavo una mano tra i capelli e mi alzavo. «Giorno mamma. Ho fame» «Andiamo forza, ti preparo la colazione» Andammo in cucina. Preparai il latte con il cacao e i biscotti, ci sedemmo a tavola e mangiammo in silenzio. Io assorta nei mie pensieri del passato. «Tiziano, ti va di andare a fare un giro?» non volevo che rimanesse tutto il giorno in casa. «Va bene» si alzò da tavola e andò a cambiarsi. Io intanto sistemai la cucina e dopo andai anch'io a prepararmi. Uscimmo di casa e ci dirigemmo al parco, arrivati c'erano altri bambini, Tiziano andò a giocare con loro. Mi sedetti su di una panchina a leggere un libro, ogni tanto alzavo lo sguardo per vedere cosa facesse mio figlio. Verso l'ora di pranzo rientrammo in casa, preparai dei piatti semplici e dopo aiutai mio figlio con i compiti. Verso le 18:00 ci preparammo per andare a casa di Irene che nel frattempo mi aveva mandato la via di dove abitava per sms. Seguii le indicazioni che due ragazzi mi avevano dato e presto mi ritrovai sotto casa sua, iniziai a cercare il campanello di Irene, quando lo trovai citofonai, mi rispose subito. «Chi è?» domandò «Irene, sono Angela» «Dai su, salite» ci aprì il portone e salimmo con l'ascensore, arrivammo così all'ultimo piano. Viveva in un attico bellissimo era grande e spazioso. Subito appena entrati ci trovammo in un salotto grande con un divano in mezzo e davanti era situata una televisione attaccata alla parete a schermo piatto, sotto era situato un cassettone con sopra un DVD, appese alle pareti c'erano fotografie sue e della sua famiglia e altre con i suoi amici. Entrammo e ci salutò con un abbraccio e un bel sorriso ma notai che non era sola, seduti sul divano c'erano Chiara e Claudio. «Ho invitato Chiara e lei a portato anche lui, non sapevo che il bel manzo fosse suo fratello» mi disse sottovoce non facendosi sentire dai due ospiti per me inattesi. Quando incrociai lo sguardo di Claudio sentii un brivido corrermi lungo la schiena ero rimasta imbambolata, mi persi in quegli occhi color del mare belli e profondi. “Siamo solo amici” mi ripetevo nella mente ma non stava granché funzionando. Sentivo nascere qualcosa che da troppo tempo non provavo. Non potevo innamorarmi di nuovo, avrei sofferto e non potevo permetterlo perché ora avevo Tiziano ed era la cosa più importante per me. Mi accordi che ancora gli tenevo la mano, la lascia subito. «Scusa» lui sorrise. Dio, che sorriso stupendo che aveva. Si mise all'altezza di mio figlio. «Ciao anche a te, Tiziano» «Ciao». «Ciao Angela, Tiziano» ci salutò Chiara freddamente. Ancora dovevo capire perché da un giorno ad un altro era cambiata. Irene ci invitò a sedere, chiedendoci cosa volessimo da bere, gli chiesi dell'acqua e anche mio figlio. Scambiammo qualche parola poi Irene mi chiese di raggiungerla in cucina. Quando la raggiunsi la vidi molto preoccupata. «Angela, io non so cucinare ma vi ho invitato lo stesso a cena e ora non so cosa fare». «Non ti preoccupare, ti aiuto io. Mi sorge un dubbio come fai a conoscere Chiara e Claudio? Al ristorante mi dicesti che non conoscevi Claudio» Divenne rossa, cosa stava succedendo? «Si, ehm in realtà conosco Chiara e Claudio da un paio di anni. Scusami ti ho detto una piccolissima bugia, ma non ti arrabbiare, ti posso spiegare tutto.» Ero rimasta scioccata perché mi aveva mentito? Proprio ora che mi iniziavo a fidare di lei. «Sentiamo che hai da dire a tua discolpa?» dissi severa. « Vedi Angela, c'è stato un tempo in cui mi ero innamorata follemente di Claudio ma lui non l'ha mai saputo vedi come ti ho già detto è un dongiovanni, insomma lui si è trasferito a Siena per un paio di anni pensavo che la cotta per lui mi fosse passata ma quando è tornato è riaffiorato tutto in più lui ha avuto un incidente e non ricordava nulla. E io, beh io pensavo di approfittarmene e farlo innamorare di me però non ha funzionato. Con il tempo ha iniziato a ricordare non tutto e per me non c'è stata alcuna chance. Ora la cotta per lui mi è passata. Scusami Angela se non ti ho detto da subito la verità mi sento una sciocca per aver creduto che questa volta potesse funzionare con lui. Perdonami se puoi, per favore non ti voglio perdere come amica, anche se ci conosciamo da poco per me sei troppo importante, una vera amica». Mentre parlava aveva le lacrime agli occhi. Come potevo non perdonarla? In fondo Claudio piaceva a tutte e potevo sorvolare per una volta su una piccola bugia che era stata detta a fin di bene. Mi venne un dubbio, Irene aveva detto che Claudio era stato a Siena per un paio di anni? Lui era nella mia città, lui poteva conoscere Davide. Chi era davvero? Mi stava iniziando a mancare il fiato, la testa mi girava e avevo troppe domande senza risposte. «Angela stai bene?» chiese Irene riportandomi alla realtà. «Irene, non c'è bisogno di chiedermi scusa. Vedi, però non mi piacciono molto le bugie per via di ciò che mi è successo in passato. Amo la sincerità. Ho iniziato da poco a fidarmi di nuovo delle persone cosa che per me è difficile da fare, dopo ciò che mi è accaduto» cercai di spiegargli. «Cosa ti è accaduto di così orribile da non poterti fidare delle persone?» «A questa domanda ti risponderò quando mi sentirò pronta di raccontarti del mio passato. Perdonami, ma davvero non riesco a parlarne con nessuno» dissi quest'ultima frase con un filo di voce. Per me era ancora dura, era ancora una ferita profonda e aperta, ogni vota che ci pensavo mi sentivo squarciare dentro come essere divisa in due. Come se mi stessero dividendo anima e corpo. Non so se mai sarei guarita ma di una cosa ero sicura non mi sarei mai più innamorata o così pensavo. «Non ti preoccupare Angela, quando vorrai e te la sentirai, sappi che la mia porta è sempre aperta.» Irene mi riportò alla realtà con le sue parole. «Grazie» mi stampai di nuovo un sorriso sul viso poi chiesi: «Hai problemi con la cena, vediamo cos'hai in frigo?» cambiai discorso volevo solo non pensare che Claudio potesse conoscere Davide. «Certo» aprì il frigorifero e vidi che c'erano le verdure ed il prosciutto, il pollo che probabilmente aveva scongelato per la cena.
  4. bellelanda1990

    Promozione libro all'estero

    ciao a tutti, da qualche tempo ho pubblicato su amazon un romanzo che va abbastanza bene. ora vorrei farlo tradurre e portarlo sul mercato inglese e americano. Qualcuno di voi ha esperienza? come posso fare a promuovere il romanzo attraverso i social o altri mezzi? grazie Belle
  5. Writer's Dream Staff

    Leone Editore

    Nome: Leone editore Catalogo: https://www.leoneeditore.it/collane/ Invio manoscritti: https://www.leoneeditore.it/invia-manoscritto/invio-manoscritto-online/ Distribuzione: https://www.leoneeditore.it/distribuzione/distributori/ Sito: https://www.leoneeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/leone.editore
  6. Chiara Proietti

    Come Calamite

    Titolo: Come Calamite Autore: Chiara Proietti Serie: La Trilogia dei Ricordi Autopubblicato: Amazon self publishing ASIN: B083TJJNSP ISBN: 978-1677552276 Data di pubblicazione (o di uscita): 13 gennaio 2020 Prezzo ebook: €2,99 Prezzo cartaceo: €11,90 Genere: Romanzo rosa Quarta di copertina: Chiara, dopo essersi laureata ormai da un anno, ha trovato lavoro presso un asilo dove si dedica all'insegnamento con il sorriso sulle labbra, sognando il futuro che tanto desidera. A venticinque anni è una ragazza matura, equilibrata e determinata, ma incatenata alla sua routine. Ben presto però, il suo equilibrio verrà stravolto da una notizia che la porterà ad affrontare il suo passato e i sentimenti repressi, ormai da troppo tempo. Capirà che prima o poi tutto nella vita torna e non può continuare a fuggire. Sarà difficile ripercorrere i suoi passi, ma fortunatamente al suo fianco avrà le sue amiche pronte ad aiutarla e sostenerla in questo percorso turbolento. Link all'acquisto ebook: https://www.amazon.it/dp/B083TJJNSP/?coliid=I27JYHACHRUZRO&colid=2MF68JNGF6KYS&psc=0&ref_=lv_ov_lig_dp_it Link all'acquisto cartaceo: https://www.amazon.it/dp/1677552271/?coliid=INKA7Z3PK6A6Q&colid=2MF68JNGF6KYS&psc=1&ref_=lv_ov_lig_dp_it
  7. Ngannafoddi

    Quixote Edizioni

    Nome: Quixote Edizioni Sito: http://www.quixoteedizioni.it/ Catalogo: http://www.quixoteedizioni.it/shop/ Modalità di invio dei manoscritti: http://www.quixoteedizioni.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: non specificata Facebook: https://www.facebook.com/quixoteedizioni Quixote Edizioni valuta manoscritti di autori italiani sia per ciò che riguarda il romance tradizionale, sia per la categoria LGBTQ.
  8. Ambra...

    Butterfly

    Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  9. Befana Profana

    [N2019-2A] Maledetto venerdì 13!

    commento a "L'orologio" Genere: Sentimentale. Traccia: Superstizione. La serata era un disastro. Lo era stata sin dal minuto in cui, entrando nel ristorante, aveva scoperto che al tavolo non l’aspettava nessuno: il suo primo vero appuntamento da secoli e il tizio si presentava in ritardo! Maître e cameriere erano stati più che solleciti, ma nemmeno l’ottimo calice di vino offerto aveva potuto guarirla dall’imbarazzo di quei lunghi attimi in tête-à-tête con una sedia vuota. L’arrivo del cavaliere era stato poi quasi peggio dell’attesa. «Scusami, ero al telefono con la mia ex. È il suo compleanno, sai com’è… ma non parliamone più.» Non aveva parlato d’altro. Elena aveva tentato diversi argomenti: il lavoro, i viaggi, le passioni… ma qualunque fosse il tema, finiva per risvegliare in Mauro ricordi della donna che l’aveva lasciato. Pareva avessero fatto di tutto insieme. Beati loro, sospirò silenziosa lei, che con quel pantofolaio di Carlo non si era praticamente mai mossa da casa. Però ora va a passare il capodanno a New York, con quella ragazzina che sembra sua figlia. Pensare al futuro ex marito le aveva conficcato in gola un raschio fastidioso, che sciacquò via con il vino rimasto nel calice. Intanto, Mauro continuava a spiegare come fosse strano e difficile per lui prepararsi al periodo delle feste senza la persona con cui aveva condiviso la vita per più di dieci anni. Sapessi io come mi sento meglio, ora che non ce l’ho più in casa, invece, pensò, ma si limitò ad annuire comprensiva e a riempire il proprio bicchiere e quello di lui. È tutta colpa mia: accettare un invito a cena di venerdì tredici, non poteva certo finire bene! Eppure Mauro le era piaciuto davvero le prime due volte in cui si erano incontrati. Era stata Lara a presentarli: «un cliente dello studio: tornato libero da poco, bello, intelligente e con ancora tutti i capelli in testa; un esemplare raro alla nostra età.» Elena era andata poco convinta all’aperitivo organizzato dall’amica, ma si era sorpresa ad apprezzare la conversazione di quel bruno alto e cortese, o piuttosto la sua capacità d’ascolto perché, a ripensarci, a quella serata aveva parlato quasi solo lei, felice d’incontrare un uomo che la stesse a sentire. Non come Carlo. Ed era con gioia sincera che aveva accettato di accompagnarlo alla mostra su Mirò, qualche giorno dopo. L’esposizione e il caffè che l’aveva seguita erano stati deliziosi e Mauro si era rivelato un uomo colto, interessante e sensibile. Troppo sensibile: era con occhi lucidi che evocava ora il primo albero di Natale decorato da solo pochi giorni prima. Elena decise di affrontare il tutto con filosofia e concentrarsi sui lati positivi: il vino e il cibo. Certo che, l’avesse saputo prima, tutti i preparativi e le torture - come altro chiamarle sennò - a cui si era sottoposta in vista dell’appuntamento, avrebbe potuto evitarseli. Ma l’eccitazione era stata grande: un invito a cena in un ristorante rinomato da un uomo che le piaceva, aveva stentato a crederci. La ruota stava infine girando! Si era fatta dei piani precisi per il dopocena e ci si era voluta preparare per bene. Ripensò all’imbarazzo provato quando l’estetista aveva cercato di convincerla a una depilazione integrale. «I tempi sono cambiati, gli uomini oggi vogliono il nude, il pelo non tira più.» Elena aveva dovuto battersi per non cedere alle sue insistenze: non riusciva a concepire di ritrovarsi glabra e liscia come una bambina - alla mia età! - Ma aveva comunque accettato una depilazione inguinale decisamente minimalista e innovativa per i suoi criteri, che avrebbe dovuto aprirle le porte di una ritrovata e rinnovata sessualità. Non stasera, bella mia, questo sarebbe capace di parlarti della ex anche davanti alla tua passera all’ultima moda. Bevve un nuovo sorso di vino alla salute della ceretta sprecata e fece sparire l’ultima ostrica rimasta nel piatto. Mauro, quanto a lui, fissava il suo con occhi da cane bastonato. Starà rimpiangendo il giorno in cui mangiava ostriche sulla spiaggia in Bretagna, mano nella mano con la sua bella perduta, immaginò Elena, distogliendo lo sguardo per incrociare quello del cameriere venuto a levarle il piatto. L’intensità di quegli occhi e un – involontario? – sfioramento di mani la fecero sussultare. Si soffermò a osservarlo di spalle, diretto alla cucina. Niente male: un po’ giovane per lei, ma se i quarancinquantenni assomigliavano a quello con cui stava cenando, forse avrebbe dovuto seguire l’esempio di Carlo e buttarsi sulle generazioni successive. Ma non stasera che è venerdì tredici: come minimo, scopriresti che è gay. Sorrise amara: non che si ritenesse superstiziosa, ma quando le prove si accumulano, bisogna arrendersi all’evidenza. Carlo era nato un tredici febbraio, un venerdì sera, come amava ripetere la sua adorata mamma. E sempre un venerdì tredici si erano conosciuti, a una serata universitaria dall’alto tasso alcolico. Ed era riuscito a convincerla a sposarsi un tredici di maggio di diciotto anni prima. E che giorno aveva scoperto che le metteva le corna da mesi? «I signori desiderano altro?» Che Mauro scompaia nel nulla e tu ti sieda al suo posto a cenare con me? «Volentieri, ma non saprei... cosa ci consiglia? Mauro, tu hai delle preferenze?» «No, scusami, non ho molto appetito, ma ti terrò compagnia, ordina anche per me.» «Ci affidiamo a lei: due del miglior piatto della casa.» Dal sorriso malizioso con cui il cameriere accolse il suo ordine, Elena ebbe il dubbio d’aver lasciato trapelare quanto le sarebbe piaciuto affidargli ben più della scelta del piatto. Un’improvvisa fiammata di rossore le scottò il viso. Colpa del vino! I tournedos erano davvero eccellenti, non abbastanza per salvare la serata, ma in grado di tirarla un po’ su di morale, soprattutto ora che aveva smesso di ascoltare Mauro. Forse grazie al vino, forse grazie all’allenamento accumulato in anni di noiosissime e inutili riunioni del personale, era in grado di ignorare totalmente, senza darlo a vedere, i piagnistei che gli uscivano dalla bocca. Le facevano ormai da sottofondo: una sorta di suono acuto e ossessivo, ma innocuo; come quello della campana tibetana con cui la sua capa amava aprire e chiudere le suddette riunioni: «Non sapete quanto faccia bene per sciogliere la tensione, allontanare le energie negative e aprire i chakra.» Elena non era sicura che la campana… la voce di Mauro potesse esserle di un qualche beneficio, ma almeno non le avrebbe impedito di godersi la fine del pasto e i sorrisi sempre meno discreti del cameriere. Il dolce, un crumble all’ananas ricoperto di una strepitosa salsina al rum, le fece quasi dimenticare i poteri nefasti del venerdì tredici, almeno fino a quando lo stridio della campana tibetana non si ritrasformò in voce umana che si prodigava in mille scuse. «Non sai come mi sento in imbarazzo: ho dimenticato il portafogli... l’abitudine, era lei a... ho dimenticato anche le chiavi, per fortuna abito sopra ai miei genitori, hanno un mazzo di scorta. Mio Dio, che vergogna! Non sai come mi sento male...» Elena dovette trattenersi per non scoppiare in una risata nervosa: maledetto venerdì tredici! Si mostrò gentile e comprensiva, e cedette alle insistenti richieste di lui di aspettarlo al tavolo mentre correva a casa a cercare il portafogli. Appena esci, pago, scappo e blocco il tuo numero sul cellulare, pensò mentre gli faceva un conciliante cenno di saluto con la mano. Senza lasciarle il tempo di chiamarlo, il cameriere si avvicinò per consegnarle il porta-conto. Ha ragione, meglio non perdere altro tempo, sbuffò Elena aprendo l’elegante cartellina in cuoio. Dentro, invece dell’addition ci trovò un biglietto scritto a mano. "La cena è offerta. Non ho potuto salvarti da quel tizio e dall’orrenda serata, ma ammiro l’eleganza con cui hai reagito. Non potevo smettere di guardarti. Permettimi di invitarti fuori domani sera, giuro che non lo rimpiangerai." Alzò gli occhi verso l’uomo, che accennò un leggero inchino. Ricambiò il sorriso: dopotutto, questo venerdì tredici poteva rivelarsi meno terribile del previsto.
  10. Silverwillow

    Qualunque sia il tuo nome

    Titolo: Qualunque sia il tuo nome Autore: Laura Baldo Casa editrice: HarperCollins Italia ISBN: 9788830509238 Data di pubblicazione: 16 dicembre 2019 Prezzo: € 3,99 (digitale) Genere: Romance, Storico Pagine: 263 Disponibilità del formato: digitale in esclusiva Kobo per tre mesi, poi su tutte le altre piattaforme; cartaceo disponibile da aprile 2020 Quarta di copertina o estratto del libro: Polonia, 1941/1948 Anna, scortata da una guardia, sta percorrendo un corridoio del quartier generale della Gestapo a Varsavia e sente una voce, che le provoca un tumulto di emozioni dolorose e laceranti. La voce appartiene a un ufficiale in divisa da SS, dall'aria arrogante e dagli occhi di ghiaccio che sembrano non riconoscerla. Lei però di lui non può dimenticarsi. Lo ha soccorso tre anni prima quando, ferito, è comparso nel fienile della fattoria di famiglia a Poznan. Tra loro era scoccata una scintilla, ma dopo che lui è partito Anna ha scoperto che le aveva mentito sulla propria identità, forse addirittura sul nome. E un dubbio ancora più grande la perseguita da allora: è davvero lui l’autore della soffiata che ha cambiato il corso della sua vita, spingendola a unirsi alla Resistenza per cercare vendetta? Link all'acquisto: Kobo Mondadori store
  11. Hastalis

    La Corte Editore

    Nome: La corte editore Generi valutati: thriller, fantasy, sentimentale, narrativa e storico Invio Manoscritti: http://www.lacorteditore.it/invia-il-tuo-manoscritto/ Distribuzione: http://www.lacorteditore.it/distribuzione/ Sito: http://www.lacorteditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lacorteeditore Pubblicazione senza contributo Qualcuno conosce questa Casa Editrice? So che è free ma il loro sito e in ri(costruzione). Comunque ho chiamato sul numero del sito e mi hanno detto che accettano manoscritti sia di narrativa generale che Fantasy. C'è qualcuno che me ne sa dire di più?
  12. Aporema Edizioni

    Maschere di Cristallo

    Titolo: MASCHERE DI CRISTALLO Autore: Terry Salvini Casa Editrice: Aporema Edizioni ISBN: 9788832144277 (cartaceo) ISBN: 9788832144376 (ebook) Data di pubblicazione: Agosto 2019 Prezzo: € 14,90 (cartaceo) € 4,49 (ebook) Genere: Romance, giallo giudiziario Pagine: 414 Link all'acquisto: Sito di Aporema Quarta di Copertina Una notte di passione getta scompiglio nella vita e nella carriera della bella Loreley, giovane avvocato di New York, alle prese con un delicato caso giudiziario dall’esito in apparenza scontato. Pur di scoprire la verità, la donna decide di vestire anche i panni di detective, intrufolandosi in un ambiente ambiguo e poco raccomandabile. Intorno alla protagonista ruotano diversi personaggi: un vecchio amore, la famiglia, gli amici, i colleghi, ma soprattutto Sonny, un pianista e compositore ancora legato al proprio passato. Alcuni di loro restano fedeli a se stessi, altri si celano dietro maschere di cristallo, che il rapido e incalzante susseguirsi degli eventi finirà con l’infrangere.
  13. Blarney Murphy

    Quale Casa editrice per una scribacchina di romance?

    Ok, non ho trovato altro spazio per inserire questa discussione, così vi domando venia se ho sbagliato a inserirlo qui. Dunque, vediamo un po', avrei questo romanzo rosa da "dare" a qualche anima pia disposta a valutarlo, magari lavorarci su con me e poi pubblicarlo, ma non ho idea da che parte iniziare. Insomma, ho dato un'occhiata al forum sulle CE free ma mi sono persa nei meandri della "selva oscura", così ho pensato di fare questa domanda diretta: esistono CE serie che valutino romanzi rosa in modo gratuito (magari senza metterci un'eternità che già sono vecchia di mio) e che abbiano una rete di distribuzione nazionale (che arrivi fino alla mia città per intenderci)? Grazie a tutti😘
  14. Scrittrice_Sconosciuta

    L'altro lato della speranza

    Titolo: L'altro lato della speranza Autore: Speranza Isola Autopubblicato: Amazon publishing ISBN della versione cartacea: 9 781697338928 ) Data di pubblicazione (o di uscita): 7 ottobre 2019 Prezzo della versione cartacea: 15,30€ +spedizione Genere: Romanzo Rosa Pagine: 407 pg Quarta di copertina o estratto del libro: A Balikesir, città della Turchia, vive Melisa una ragazza vittima di violenza da parte del suo compagno Mete. Si sveglia ogni giorno con il desiderio che tutto ciò che subisce possa essere solo un brutto sogno ma purtroppo è la dura realtà. I suoi lividi sono reali così come tutto il suo dolore. Non riesce a trovare altre vie di fuga se non quella di togliersi la vita ma un giorno le carte in tavola cambiano. Con l’arrivo di Ömer, la vita di Melisa si stravolgerà. I due si conosceranno in circostanze particolari e fin da subito il giovane dimostrerà il suo interesse per lei tanto da chiederle di scappare via insieme, solo dopo poche settimane. Purtroppo, però, non tutto va come previsto e dietro ogni porta aperta troveranno un nuovo ostacolo. Riuscirà un amore forte e passionale a cancellare le tracce di un amore violento? Ma soprattutto, la mente malata di Mete lascerà che questo amore porti via “la sua donna”? Link all'acquisto: L'altro lato della speranza https://www.amazon.it/dp/1697338925/ref=cm_sw_r_cp_apa_i_U2SVDbF8MX5XS
  15. Merlina

    presentazione romanzo d’esordio Baci Sparsi

    Fino a
    “Baci sparsi” è un romanzo epistolare e di formazione in cui nella Parigi degli anni ‘50, la vita in apparenza stabile e serena di Margot, viene rimasta dal rientro di Gerard, suo amico d’infanzia trasferitosi in Cina al l’etá di dieci anni d con cui ha intrattenuto un fitto rapporto epistolare. La vicenda fa riflettere sull’ importanza delle scelte oltre i condizionamenti sociali e assecondando i propri desideri più autentici. E quando una decisione è presa il resto del mondo non può che adeguarsi
  16. anika

    E il resto è vita

    I Titolo: E il resto è vita Autore: Maria Campanaro Collana: Odissea Romantica Casa editrice: Delos Digital ISBN: versione solo digitale 9788825409864 Data di pubblicazione (o di uscita): 17 settembre 2019 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale) 4,99 solo ebook (3,49 su amazon) Genere: rosa contemporaneo Pagine: 504 Quarta di copertina o estratto del libro: mai oltre i 3500 caratteri Roma, 1983. Enrico, affascinante frontman di una pop band di successo, si innamora di Kristel, vivace collaboratrice di una rivista. La loro storia è osteggiata da Christiane, la splendida top model che lui ha lasciato e non si rassegna all’abbandono, e si intreccia a quella di Stefano, amico e collega di Enrico, tormentato da una segreta, infausta passione per Kristel, che dominerà la sua vita e si dissolverà soltanto dopo anni costellati di errori fatali, di rimpianti e di disfatte. Quando, vent’anni dopo, Stefano e Alba, figlia di Kristel ed Enrico, e modella in ascesa, scoprono di amarsi, il passato ritorna, per presentare all’uomo il conto: la ragazza apprende il suo segreto e si convince che l’amante abbia cercato sua madre in lei. Sconvolta dal dolore, finisce per sposare Marco, il figlio di Stefano, ma presto dovrà fronteggiare la propria incapacità di seppellire i suoi veri sentimenti... In un'alternanza tra passato e presente, gli irrequieti protagonisti intrecciano i loro destini, vivono con intensità l'amore in tutte le sue declinazioni, l'amicizia, la brama di successo, il bisogno di riscatto, maturano la consapevolezza di sé e delle loro fragilità, la ricerca del proprio posto nel mondo, anche a costo di rivoltare le loro esistenze. Link all'acquisto: https://amzn.to/2LAUm6u 
  17. Royal Books Edizioni

    Royal Books Edizioni

    Nome: Royal Books Edizioni Sito: www.royalbooksedizioni.com Modalità di invio dei manoscritti: tramite email all'indirizzo manoscritti@royalbooksedizioni.com Facebook: https://www.facebook.com/royalbooksedizioni Instagram: https://www.instagram.com/royalbooksedizioni/ Generi trattati: quasi tutte le sfumature del romance, in particolare chick lit, new adult, young adult, contemporanei, musicali, sportivi, angst. No LGBT. Agenzia grafica: Catnip Design (si occuperà del logo, del sito e delle copertine delle pubblicazioni) Data di apertura: giugno 2019 Si accettano CV per eventuali collaborazioni future. Si valutano anche romanzi già pubblicati da self o su piattaforme come Wattpad. Cosa inviare: formato digitale del dattiloscritto (in formato .doc e presentato nella sua forma migliore), nome e cognome dell'autore (oltre eventuale pseudonimo), recapito cellulare, trama (anche provvisoria), scheda del libro (titolo, trama, genere, numero di battute spazi inclusi, indicare se standalone o se fa parte di una serie; nel caso indicare il titolo della stessa, tipo di finale (cliffhanger o autoconclusivo) e numero di volumi previsti), contatto sui social. Specificare se il romanzo è già edito in self publishing o su piattaforme come Wattpad. NB: In caso di valutazione negativa il file verrà cestinato. Per informazioni: info@royalbooksedizioni.com
  18. DoCo

    Carmignani Editrice

    Nome: Carmignani Editrice Generi trattati: Infanzia, narrativa, poesia, saggistica, scrivere donna, profondo giallo, progetto puslar, progetto doc Modalità di invio manoscritti: http://eshop.carmignanieditrice.it/epages/63777.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/63777/Categories/Invia_un_manoscritto Distribuzione: non specificata Sito web: http://carmignanieditrice.com/ Facebook: https://www.facebook.com/carmiganieditrice/?fref=ts Ho scritto per avere informazioni a riguardo specificando se pubblicano sotto contributo o meno. Nessuna risposta per il momento. Passo la palla a voi esperti in materia.
  19. franciesmorrone_scrittore

    Video-presentazione del mio libro!

    Carissimi lettori, vorrei con immenso piacere informarvi che Domenica 1 settembre ci sarà in anteprima assoluta la video-presentazione del mio romanzo d'esordio, Le decisioni della nostra vita. Il video sarà trasmesso in diretta a partire dalle 19.00, dopodiché sarà visibile in ogni piattaforma di streaming online (compreso youtube, facebook e instagram). Sinceramente, Francies M. Morrone
  20. India

    The outlandish club - cap.1

    Credo fermamente che i tombini siano un'invenzione del diavolo per farci cadere e ridere di noi mentre ci roviniamo la faccia sull'asfalto. Oppure è opera di Dio, quel fantastico uomo barbuto che probabilmente starà guardando la scena con gli occhiali 3D e una ciotola maxi di pop corn. «Divertente vero?» sbuffo guardando in un punto imprecisato fra le nuvole. «Vuoi che lo rifaccia di nuovo? Magari questa volta lo registri.»dico tirandomi su malamente. Ho il gomito sbucciato e penso di essermi strappata i pantaloni. Quando abbasso gli occhi infatti, ho uno squarcio nel jeans sul ginocchio insanguinato. Sospiro cercando di non urlare in mezzo al marciapiede, dove le persone camminano degnandomi di uno sguardo stranito. Aiutare non vi passa neanche per le sinapsi, eh? Afferro il cellulare accanto a me, lo prendo strizzando le palpebre per non guardare lo schermo distrutto, ma attraverso le ciglia riesco a scorgere soltanto un piccolo graffio. Alzo il pugno in segno di vittoria, la borsa a fiori rimbalza sul mio fianco. «Sì, te l'ho fatta!» urlo ridendo. «Neanche tu puoi competere contro Katniss Morgan.» cantileno indicando le nuvole. Ad un tratto però vengo spinta di lato e vedo il telefono volare via a rallentatore dalla mia mano. Avete presente quei momenti in cui pensate di aver fatto un compito da dieci e lode, ma poi vedete un bel tre stampato sul foglio? Ecco, questo è uno di quei momenti. Giro lo sguardo infuriata verso l'uccisore di tutti miei sogni, e gli lancio un'occhiataccia. È un ragazzo con un giacchetto di pelle e i capelli letteralmente zuppi di gel. Ma io dico, come fanno a non cadere? «Che guardi?» sbotta infastidito, notando i raggi x riempire il suo corpo. E che corpo. No Kat, devi concentrarti sul delitto! Non pensare ai muscoli. Incrocio le braccia al petto, arrabbiata. «Che cosa voglio? Hai visto che fine ha fatto il mio telefono, o eri nel mondo delle fate?» dico, per poi abbassarmi e prendere il cellulare a terra, e fargli vedere lo schermo completamente spaccato. «Lo so che nella fantastica dimensione di Trilli non ci sono dispositivi elettronici, ma guarda un po' qui cosa ho? Ops, un telefono!» Il ragazzo alza un sopracciglio scuro, ammaccando per un istante la mia sicurezza. «Lo vedo il tuo telefono, non sono mica scemo.»ribatte infilando le mani nella tasca del giubbotto. Non so come faccia a resistere a tutto questo caldo, io ho una maglietta a maniche corte e vorrei strapparla per poi girarla alla velocità della luce per farne un ventilatore alternativo. Okay, forse è un'idea troppo strana. «Quindi?»domando sbattendo un piede in terra. «Quindi, se tu non avessi fatto tutta quella sceneggiata sul marciapiede, a quest'ora avresti potuto avere ancora il telefono con te.»risponde facendo spallucce. Spalanco la bocca, rimanendo senza parole. È stupido o sta facendo finta di esserlo per credersi più figo? Tanto sarebbe figo lo stesso, non ci sono dubbi. Metto le mani sui fianchi. «Sarebbe colpa mia allora?»sibilo. In tutta risposta lui si tasta la tasche dei jeans per poi tirarne fuori una sigaretta e l'accendino. La accende senza degnarmi di un'occhiata, la mascella squadrata rigida. Dopo aver fatto il primo tiro, mi squadra assorto. «Sai, non riesco a capire se tu sia una hippie, una strana o una pazzoide con strani gusti in fatto di stile.» commenta. «Perchè quella maglietta è veramente orribile.» Aggrotto le sopracciglia, abbassando lo sguardo sul tessuto colorato. «Si dà il caso che questa sia una maglietta vintage okay? Pagheresti oro pur di avere i miei gusti in fatto di stile.»ribatto sicura, sistemandomi meglio la borsa a tracolla. «E adesso scusami, ma me ne vado. Sono stanca di ascoltarti, Fonzie.» «Ma io non sono Fonzie.»dice offeso, continuando a fumare. «Sono Edward.» Alzo gli occhi al cielo, e mi giro facendo ruotare i capelli sulle spalle. Adoro farlo, fa molto snob, e in più il collo può prendere aria senza che diventi una fontana di Trevi di sudore. «Okay, addio Fonzie.»alzo una mano in segno di saluto, senza voltarmi, e mi allontano dal ragazzo. Non mi risponde, e svolto l'angolo. Quanto possono essere strani certi incontri, vero? Soprattutto quando ne esci fuori con un telefono spappolato e un nuovo modello di pantaloni strappati. Attraverso Stanford Street con Kesha ad alto volume nelle cuffiette. Appena comincia la melodia di Tic Toc inizio a camminare a passo di canzone, cantando silenziosamente. Purtroppo dopo pochi minuti devo abbandonare ogni balletto mentale, perché arrivo davanti casa. Tiro fuori le chiavi da sotto lo zerbino da vecchi con i gattini grigi, e apro il portone con una spinta. Il nostro palazzo è abbastanza vecchio, spesso la serratura si blocca e devo entrare dalla finestra attraverso le scale di sicurezza. Per fortuna questa volta fila tutto liscio, e giungo in casa con un sospiro. Percepisco lo sbattere d'ali di Mister Becco, e sbuffo infastidita. Entro in sala, dove la sua grande gabbia occupa un angolo della stanza. Gli faccio la linguaccia mentre il suo occhio nero mi scruta. Non lo sopporto quando mi fissa, sembra un pappagallo maniaco. Ad un tratto dalla cucina sbuca una matassa di ricci rossi. «Hey, sei tornata.»esorisce mia madre. Scompare di nuovo, e il rumore di pentole e fornelli accesi mi fa venire un po' ansia. Diciamo che mia madre e la cucina non vanno molto d'accordo, e spesso devo mangiare le sue poltiglie. Ma non finisce qui: devo anche fare finta che sia il piatto più buono che abbia mai mangiato, altrimenti si offende. «Cosa stai preparando?»le chiedo entrando in cucina. È completamente sottosopra, dalle pentole esce un liquido chiaro indefinito che mi fa pensare alle bavose. Allarga le braccia esili, allegra. «Pasta!» Stringo le labbra e fingo un sorriso per poi sedermi sull'unico spazio di bancone pulito. «Wow.» «Già. Com'è andata al corso di teatro?»domanda girando qualcosa nell'acqua sul fuoco. «Ti sei divertita?» «Sì, abbiamo fatto le prove per lo spettacolo di quest'anno, ho litigato con Mr. Dan, sono inciampata su un tombino e un tizio con un alto livello di egocentrismo mi ha rotto lo schermo del telefono.» rispondo afferrando una mela dal cesto di frutta e addentandola. Mia madre si gira, le sopracciglia aggrottate. «Perchè hai litigato con il tuo professore?» chiede pulendosi le mani sul grembiule cencioso. Regalo uno sguardo schifato alla mela quando mi accorgo che è marcia, e la butto nella spazzatura. «Perchè è uno stronzo.» «Stronzo! Stronzo!» gracchia Mister Becco dalla sala. Alzo gli occhi al cielo e sbuffo annoiata. «Prima o poi lo spennerò vivo il tuo volatile da quattro soldi.» Strabuzza gli occhi. «Stiamo parlando di un'esemplare di ara del Brasile, Katny, capisci? Mister Becco è un uccello raro, non un piccione.» dice sicura. «Credo che un piccione sarebbe più intelligente.» ammetto sincera. «Non è vero! Lui...» «Stronzo! Stronzo!» urla ancora sbattendo le ali. Rivolgo a mia madre uno sguardo divertito, e mi avvio verso le scale per andare a disinfettarmi la ferita al ginocchio. «Aspetta!» urla mia madre ai piedi delle scale. «Come sarebbe a dire che ti ha rotto lo schermo del telefono?» «Nel senso che dovresti comprarmene uno nuovo, cara mammina, perché quello che ho adesso è andato.» sorrido saltellando. «Ti voglio bene!» aggiungo soffocando una risata, per poi chiudermi in camera alla ricerca del disinfettante.
  21. MICHELA73

    Ftm: Questo nostro meraviglioso amore "atipico"

    Capitolo 1 Finalmente dopo un lungo inverno oggi e il primo giorno di primavera, il sole comincia a scaldare e già sul lungomare si cominciano a vedere i primi bagnanti , sono qua a passeggiare e a pensare che presto compirò i miei 30 anni da poco sto ricostruendo la mia vita dopo una delusione d amore che mi ha segnato e questo non mi dispiace affatto. Sto cominciando a ricredere in me stessa e al fatto di poter di nuovo vivere la mia vita da sola , la single perfetta. Mi mancavano queste passeggiate in solitudine dopo anni costretta in una vita a due che non volevo più e che mi ha fatto tanto soffrire piena di violenza e priva di amore. Mi fermo su una spiaggetta di ciottoli e scogli dove distrattamente mi siedo. La mia amica Marta mi sta forzando un po’ ad uscire con la sua comitiva di amici ma io sinceramente mi sento fuori posto e a disagio ma anche questa sera sarò costretta a seguirla nel solito locale di single disperati che non possono far altro che cercare un anima gemella inesistente. Tra l'altro sono tutti più grandi di me e ogni volta mi coinvolgono in balli assurdi e datati che odio. Sono assorta nei miei pensieri seduta su uno scoglio ad occhi chiusi assaporando la mia solitudine che sa di salmastro e sole tiepido , che cosa mi metto stasera ?..oppure. .potrei fingermi malata ed evitare l uscita! Guardarmi una serie tv con il mio gatto sul divano magari mangiando un chilo di gelato …ma invece so perfettamente che Marta sarà li pronta a trascinarmi via con lei……”scusa” una voce mi distoglie dai miei pensieri “scusa “ apro gli occhi per la curiosità di rispondere a questo inaspettato richiamo e rimango basita da ciò che vedo. Davanti a me c e un ragazzo sulla trentina alto biondo con i capelli raccolti in un piccolo codino che evidenziano un viso perfetto, due occhi azzurro mare mi fissano aspettando una mia reazione. “Si?” – lui continua “ scusa se ti disturbo ma ti sei seduta sulla mia giacca” e un sorriso stupendo si apre sul suo viso scoprendo dei denti bianchissimi e perfetti. Rimango imbambolata senza sapere cosa dire e cosa fare e soprattutto chiedendomi come la chimica stia agendo indisturbata nella mia mente offuscandola e sul mio stomaco rigirandolo. La mia faccia diventa di un rosso imbarazzante “scusa!” riesco a dire mentre prendo la giacca e la porgo a questo ragazzo stupendo , indossa una maglia bianca con le maniche arrotolate sulle spalle mettendo in evidenza le sue braccia sexy in cui sono presenti alcuni tatuaggi. Prende la giacca prolungando il suo sorriso quasi a ringraziarmi e non riesco a distogliere lo sguardo da quel volto cosi delicato , le labbra carnose con accanto due fossette deliziose che gli scavano il viso .Prende la giacca la indossa frettolosamente e mi ringrazia poi si volta fischiando e da dietro uno scoglietto esce un simpatico cagnetto che lo raggiunge contento saltellando e correndo Sembra esitare poi mi chiede “posso?” indicando lo scoglio dove sono seduta. A quella richiesta inaspettata il mio viso arrossisce di nuovo. Sono incredula , si siede. Tira fuori dalla tasca una palla con la quale comincia a giocherellare “ comunque io sono Luca, e tu?” rispondo “ Sara, Sara Valli” mi afferra la mano in modo deciso ed io sento una scossa elettrica provenire da quel contatto. Mi faccio coraggio “vieni spesso qua?” lui risponde “si quasi ogni giorno prima del lavoro , ma non mi era mai capitato che qualche ragazza carina usasse la mia giacca per provarci con me!” lo guardo stupita mentre lui fa un sorriso cosi coinvolgente che non posso non contraccambiare ma sono imbarazzata e come al solito arrossisco , le mie farfalle nello stomaco ballano , poi sempre con il sorriso si alza “ è stato un piacere Sara “ e mi saluta, poi si avvia sul vialetto con dietro il suo cagnolino e sparisce piano piano dalla mia vista non prima che abbia avuto la possibilità di guardarmelo ancora un po’.,bellissimo non ci sono altre parole per definirlo e soprattutto super frigo in ogni gesto. Sono rimasta imbambolata e mi rendo conto che non ho risposto al saluto! Sicuramente avrà pensato che fossi una gran maleducata ma…..non riesco ancora a capire cosa sia appena successo. Non mi era mai capitato fino ad ora di sentire un macigno sullo stomaco improvvisamente alla vista di qualcuno, non c era niente di quel ragazzo che non fosse perfetto nella sua spontanea semplicità ed io nonostante non abbia neanche la lontana idea di una nuova relazione ho sentito una forte attrazione verso quel dolce sorriso. Mi avvio verso casa e i miei pensieri spaziano sulla mia prossima seratona e tutti li entusiasmi passano del resto mai potrebbe capitare che un ragazzo simile si interessi a me sempliciotta sempre in tuta e tennis presa a riprogrammarsi la vita solitaria che tanto volevo e voglio. Sono le nove in punto quando Marta suona alla mia porta “ Sara sei pronta?” chiede entrando frettolosamente con una busta tra le mani “ fai vedere cosa ti sei messa, ti ho portato qualcosa io visto il tuoi gusti!” . Riconosco che il mio vestiario rispecchia la mia voglia di mondanità e accetto il suo autfit composto da una gonna corta un top e un paio di scarpe tacco 12 che sicuramente mi daranno un tocco goffo e ridicolo ma del resto che m importa! “con chi usciamo stasera?” chiedo “ vengono Fabio Lorenzo e Yari, a proposito sai che Flavio si e finalmente fidanzato con un ragazzo simpaticissimo….” –“non mi interessa” la interrompo con disgusto del resto se la natura ci ha fatto cosi perché ignorarla ! Marta sorride “ devi aprire la tua mente! Vivi e lascia vivere!” Mi cambio sistemo velocemente i miei ricci neri ribelli e usciamo. La serata scorre lenta in un locale dove non mi piace ne la musica ne la compagnia tutto banale , i soliti imbranati a chiedermi un ballo che non concederò e tutti che bevono quando io sono astemia e non capisco il divertimento che ci sia nel farlo .Rientro presto visto che domani mattina devo lavorare mi preparo e vado a letto e nel tepore del buio della mia camera penso a quanto sia stata piacevole la scossa ricevuta quel pomeriggio e quanto quel sorriso mi abbia illuminato la giornata. Capitolo 2 La sveglia suona alle 7 come al solito mi stropiccio gli occhi e penso a che giorno sia oggi, è sabato controllo il mio turno sulla agenda per sicurezza , il mio lavoro da cassiera non è il massimo ma mi da la possibilità di mantenermi e questo è l importante. Oggi ho il turno 9/13 dopo di che andrò a fare un'altra passeggiata sul mare e se sarò fortunata potrò rincontrare quel ragazzo per scusarmi della mia maleducazione di ieri . cerco di convincermi ma in realtà ho bisogno di risentire quella scossa che mi ha fatto stare troppo bene Al supermercato il mio lavoro è monotono le persone non sempre gentili e la mattinata scorre piano con alti e bassi. Finalmente arriva l orario di uscita e non riesco a non pensare di tornare su quello scoglio alla stessa ora per cercare di riprovare quell’ emozione fortissima. Saluto la mia collega Vania e mi precipito a casa ho solo un ora per prepararmi ed è pochissimo , il dolcissimo dolore allo stomaco ha già cominciato a ripresentarsi solo al pensiero della possibilità di poter rivedere quel sorriso stupendo, da persona dolce e naturalmente affascinante. Non ho mai provato un colpo di fulmine ma credo che quello che mi è successo sia qualcosa che li si avvicina molto…no anzi forse è proprio lui. Cerco di mangiare qualcosa ma ci rinuncio perché niente riesce a andarmi giù. Mi chiedo incuriosita che cosa lui avrà pensato di me , sicuramente che sono una persona distratta e maleducata , che brutta figura ma sinceramente dopo anni questa e la più bella emozione che ho provato, come una scarica elettrica che mi ha risvegliato il cuore e mi basterebbe rivederlo , solo questo, sapere di poterlo rivedere e riprovare quell’ emozione cosi pura e incontrollata L ora è arrivata ed eccomi pronta per niente convinta del mio abbigliamento del mio trucco dei miei capelli ricci che come al solito non hanno voglia di stare in ordine quasi a farmi un dispetto, e questo rossetto non avrò esagerato? Prendo il vialetto d ingrasso della spiaggia ed oltre allo stomaco dolorante il cuore comincia a battere sempre più forte ad ogni passo che faccio , arrivata mi guardo attorno la spiaggia non è deserta. Sulla riva c’è una coppia intenta a farsi effusioni , una neo mamma legge un libro mentre il suo bimbo dorme beato e davanti a me ce quel fatidico scoglio su cui mi risiedo .Non c’è penso . Accendo il cellulare infilo le cuffie e cerco di calmarmi con un po’ di musica a basso volume. Comincia una dolce melodia “more than words degli extrime” e lentamente il mio cuore decelera e le farfalle nello stomaco rallentano lo svolazzamento e mi rilasso… Improvvisamente sento un rumore che mi fa sobbalzare, un fischio ma non un fischio qualunque ..quel fischio! Non apro gli occhi pregando non so chi di non farmi restare delusa e rimango cosi bloccata per almeno un minuto, poi una vocina dentro di me mi grida” non essere codarda!” ed i miei occhi si aprono improvvisamente e autonomamente. Sulla mia destra a circa tre metri lo vedo , e sulla riva in piedi , ha lo sguardo pensieroso rivolto verso il mare e non credo mi abbia notata. Il suo cagnetto passeggia felice saltellandogli intorno ma lui impassibile rimane assorto nei suoi pensieri ed io approfitto per ammirarlo nel suo splendore. Sarà alto circa 1.80 ha un fisico asciutto indossa un paio di jeans che gli stanno a pennello una canottiera aderente bianca, i capelli biondi e ricci sciolti non toccano le spalle e sembrano morbidissimi e il suo profilo da capogiro mi fa dire che la perfezione esiste . Il colore dei suoi occhi si confonde con il mare e le sue labbra sono stupende. Nel frattempo le mie farfalle nello stomaco si sono risvegliate ed hanno chiamato alcune amiche pronte a far festa. Non ritrovo pero quella solarità del giorno prima ma ha uno sguardo pensieroso e … improvvisamente gira lo sguardo verso di me e la mia convinzione di non essere stata notata si frantuma in mille pezzi. Non muta la sua espressione come se il suo precedente pensiero continuasse la sua corsa nella sua mente. I suoi occhi blu mi guardano e benché non ci sia sul suo volto un accenno ad un sorriso io decido di sostenere quello sguardo. Non so con quale coraggio ma lo faccio ricambiandolo mentre il mio stomaco sembra impazzito, sento i suoi occhi penetrare nei miei e non so cosa darei per sapere il suo pensiero in questo momento. Ci fissiamo per qualche minuto occhi negli occhi infine riporta i suoi verso il mare si mette seduto con le ginocchia piegate appoggiandoci i gomiti e portando le mani nei capelli che lega. Rimango stordita. La mia testa non sa cosa pensare e il mio cuore ormai saturo fatica a battere mi manca l aria. Faccio mille supposizioni sul motivo di questo suo comportamento che non riesco capire lasciandomi un ondata di mistero. Il modo in cui mi guardava i suoi occhi specchio dei suoi pensieri del momento non erano più solari ma seri quasi preoccupati. Lo guardo di nuovo , e rimasto impassibile , ed ecco che il suo cagnolino in cerca di coccole gli si avvicina e sembra fermare quei preoccupati pensieri facendo riaffiorare in lui quel sorriso meraviglioso capace di stregare chiunque. Vorrei essere quel cagnetto per un attimo per sentire la delicatezza delle sue grandi mani ben curate e mentre lo accarezza dolcemente riposa lo sguardo su di me poi si alza e si avvia verso il vialetto salutandomi con un gesto della mano ed un mezzo sorriso per poi scomparire di nuovo ed io rimango incredula. Nella mia testa cominciano a balenare mille perché per esempio perché non si e avvicinato, perché mi ha guardata in quel modo, perché perché e con questi interrogativi mi avvio verso casa dove arrivo verso le 18. Sono turbata da questo incontro e rifletto sui possibili risvolti che possa avere quando all’ improvviso suona il telefono è Marta. “Saraaaa non ti dico che serata ci aspetta! Una serata anni ottanta con un deejay bravissimo al Cage .” rimango in silenzio- continua “ci sei?” –“ Marta sai vero che non mi presterò al gioco dei lenti vero?” – “si tranquilla ma devi assolutamente venire ci saranno tutti e ci divertiremo!”-“ok ci vediamo alle 21 bacio bacio”. In effetti ho bisogno di questa serata anche se avrei preferito un altro locale perché in questo vengono messi dei pezzi lenti e non ho proprio voglia di ballare tra le braccia di nessuno .Marta arriva puntuale come al solito e mentre finisco di prepararmi parla della sua giornata appena trascorsa ma conoscendomi percepisce che la mia mente sta spaziando altrove e vuole sapere dove. Decido di renderla partecipe di quello che sto vivendo con Luca . Sembra felicissima per me anche se comunque non capisce il comportamento di lui che nonostante li sguardi lanciati non si sia fatto avanti in qualche modo. Mi consiglia di essere più intraprendente la prossima volta e farmi avanti io, rispondo che ci rifletterò. Arriviamo al locale i nostri amici sono fuori che ci aspettano per entrare tutti insieme. Il locale non è ancora affollato e prendiamo posto vicino all’ ingresso la musica riecheggia nell'aria e tra una chiacchera ed una battuta cominciamo a divertirci .Io e Marta cominciamo subito a ballare e ci scateniamo sulla pista fino a che decidiamo di riposarci un po’ e torniamo a sederci. Appena mi siedo sento una strana sensazione come di essere osservata e distrattamente mi guardo attorno e vedo ad un tavolo davanti al nostro un gruppo di ragazzi scherzare tra loro e parlare gesticolando mentre solo uno del gruppo sembra assente dalla loro conversazione e mi fissa. Riconosco quegli occhi , quel volto e anche le mie amiche farfalle si risvegliano nel mio stomaco dandomi la conferma che si tratta di lui. E’ uno schianto. Ha i capelli sciolti e ricci una camicia bianca leggermente sbottonata davanti ha le maniche lunghe arrotolate fino al gomito , dei pantaloni jeans ed e qui e mi sta guardando, è seduto appoggiandosi allo schienale del divanetto con entrambe le braccia e sembra che non percepisca lo schiamazzo intorno a lui preso nell osservarmi . Mi prende il panico, cosa penserà di me forse che ho la gonna troppo corta oppure che i miei ricci non sono a posto come al solito, mi avrà visto ballare? Che vergogna richiamo l attenzione di Marta che è accanto a me intenta a cantare a squarciagola.” Marta e qui” e lei “ chi? Cosa stai dicendo?” –“Luca è qui” Sono presa nella conversazione con lei quando il dj annuncia il momento del pezzo lento. “ vai invitalo a ballare “ esclama Marta “-“ cosa? Ma sei matta? Noooo sto morendo che ci fa qua! Oddio” lei ride a crepapelle ma ad un certo punto si blocca a guardare qualcosa che forse io non ho il coraggio di vedere e mi dice “ non ti voltare credo che stia venendo verso di noi”- “ cooosaaaa oddio” il mio cuore comincia una corsa sfrenata e le farfalle si moltiplicano ogni secondo fino a che non sento un tocco sulla mia spalla , mi volto . E’ davanti a me in tutta la sua bellezza e mi tende una mano in cerca della mia intanto parte una musica dolce I will be right here waiting for you di Richard Marx. Mi alzo e afferra la mia mano dandomi una forte scarica sento il suo calore contro la mia mentre mi precede conducendomi sulla pista da ballo. Arrivati mi avvolge nelle sue braccia e si forma una bolla intorno a noi che ci separa da tutti gli altri , ci siamo solo noi. Quando mi abbraccia vengo pervasa dall’ odore più buono e inebriante che abbia mai sentito. Sa di bucato fresco di pulito di un odore travolgente, lo stringo poggiando la mia guancia sul suo petto a pochi centimetri dal suo collo così sexy i suoi morbidi riccioli biondi mi sfiorano e i nostri corpi si toccano, chimica pura. Sento la sua mano carezzare i miei capelli mentre la sua guancia si appoggia sulla mia fronte, le mie gambe si stanno reggendo per miracolo e sono in estasi. La musica dolcissima, il suo odore , il suo corpo abbracciato al mio, le sue mani che mi sfiorano penso che se il paradiso esiste non può essere meglio di questo, la musica finisce troppo in fretta . Si scosta dalla mia tempia e mi guarda i suoi occhi sono nei miei ed io disarmata sono completamente in estasi. Mi sorride forse per l espressione che ha ritrovato sul mio volto , lascia la presa mi prende di nuovo la mano e mi conduce con se non so dove facendosi strada tra la folla scatenata , facendo attenzione a che io passi agevolmente e attraversata una porta finestra ci troviamo in un giardinetto esterno allestito con dei divanetti dove ci sono persone a fare conversazione evitando la musica troppo alta della discoteca, l aria fresca mi fa riprendere un attimo dal mio stato di trans. Mi fa sedere su un divanetto e lui prende una sedia e la posiziona proprio davanti a me vicinissima tanto che riesco a sentire il suo meraviglioso profumo. È proprio un gran figo, lo ammiro in ogni suo gesto o espressione mai fuori posto. Mi prende la mano “ hai le mani gelate hai freddo?” e comincia a strofinarle con le sue per scaldarmele, quel contatto mi destabilizza . “vuoi tornare dentro?” mi chiede senza sapere che in quella situazione con lui sarei stata anche al polo nord in costume da bagno.” No” rispondo abbozzando un sorriso che ricambia facendo apparire quelle fossette sulle guance per non parlare dei suoi denti perfetti. “e tu?” chiedo , allunga una mano lasciando l altra sulle mie mani e mi sposta il ciuffo di capelli ribelle che mi cade sul viso senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi ormai ipnotizzati dai suoi. Sento l odore di buono delle sue mani che mi inebria. “ In realtà non dovrei esserci ma non ho potuto evitarlo” il suo sguardo si incupisce come se un pensiero fugace gli balenasse nella mente. Molla la presa delle mie mani e si alza come combattuto mi guarda dall alto si passa una mano tra i capelli poi sempre fissandomi preoccupato si china su di me mi prende il mento posa le sue labbra morbide sulle mie dolcemente per un secondo, sanno di buono e per me è come un colpo di grazia rimango impietrita e in quel momento può fare ciò che vuole di me. Improvvisamente si rialza “ scusa non posso, scusami” –“ devo andare”. Non ho il tempo di reagire in qualche modo che lui già si allontana , lo vedo attraversare il giardinetto con passo deciso e dirigersi verso i suoi amici ai quali dice qualcosa prendendo una giacca e spostando malamente una sedia poi si avvia e scompare dalla mia vista. Non ho la forza di reagire a questo terremoto interiore che ho subito. Vedo Marta che da lontano ci stava osservando incamminarsi verso di me con un espressione stupita. “Sara dov è che è successo!” –“portami a casa per favore, subito , non posso rimanere un attimo di più.” Sbatto la porta di casa ho congedato Marta frettolosamente voglio restare sola. Mi butto sul letto e un sentimento di tristezza assoluta mi pervade e le lacrime scendono incontrollate. Non so niente di lui solo il nome eppure sento di non poterne fare a meno. Cosa avrà voluto dire con “non posso” ha forse ragione Marta dicendo che sarà occupato con un'altra! Il mio pensiero va al nostro ballo alla sensazione di estasi che ho provato tutti i miei sensi hanno intercettato la goduria assoluta. La dolcezza del suo giocherellare con i miei capelli la sua pelle contro la mia le sue braccia attorno a me .Ricerco la canzone che abbiamo ballato insieme e ad occhi chiusi la ascolto, sento ancora il suo profumo le sue labbra sulle mie il contatto delle sue mani, sono certa che anche per lui sia stato lo stesso ho percepito come anche lui mi desiderasse e fosse attratto da me, perché quel “non posso” che avrà voluto dire e con “non dovrei essere qui ma non ho potuto farne a meno” ….realizzo in un attimo che non potrei rintracciarlo mai più se decidesse di evitare di venire alla spiaggia e mi prende il panico. Proprio in quel momento il mio pensiero è rotto da un suono di notifica sul cellulare , sicuramente sarà Marta che vuole sapere come sto e decido di guardare. Non si tratta di lei. Trovo una richiesta di amicizia su facebook e il nome mi fa sobbalzare , un certo Luca Tommasi aspetta la conferma che in un attimo do. Subito si apre la chat : # ciao Sara sono Luca puoi darmi il tuo numero ho bisogno di parlarti# Non so cosa fare rimango a pensare qualche minuto # Sara ci sei?# Scrivo di getto il mio numero ed il telefono non tarda a suonare “Pronto” “ciao volevo scusarmi per il mio comportamento di stasera, non dovevo avvicinarmi …ma non …non potevo non farlo anche se non avrei dovuto” Sento la sua voce angosciata come pure io mi sento e cerco di capire ,lo incalzo “per quale motivo non avresti dovuto sei sposato? Hai una compagna?” Risponde “cosa? Ma io ...no….non” e un sospiro arresta il suo non voler dire “ci possiamo vedere domani alla spiaggia? Alle 10? ne parliamo di persona” Accetto l invito e salutandolo rimango con i miei interrogativi che mi accompagnano tutta la notte.
  22. Rivalry2701

    La promessa di un sorriso

    “Tu-tum”. Con la sua mano tra le mie lasciavo risuonare dentro di me il familiare suono del suo battito e, sorridendo amaramente, mi crogiolavo nella nostalgia che la sua compagnia mi suscitava. “Tu-tum”. Ad ogni suo battito sentivo dentro il mio petto un dolore che, dilaniando il mio cuore, strappava ai miei occhi lacrime amare. Sdraiato su un candido letto, con una flebo attaccata ad un braccio, gli occhi vitrei, lui mi sorrideva. “Tu-tum” I suoi occhi si spostarono a fatica verso di me e dalle sue labbra uscì un indistinto borbottio, il fantasma di ciò che mi voleva dire. «Certo, non dimenticherò la promessa.» Continuando a piangere silenziosamente, nella mia mente non poterono che comparire immagini di ricordi agrodolci, soffusi dalla nostalgia e dalle emozioni che provai al suo fianco per così tanto tempo. Era quasi sera e dalla finestra filtrava la dorata luce del tramonto. Non ricordavo che libro avessi dimenticato, ma quello era il motivo per cui ero tornata in classe nonostante l’ora tarda. Lui era seduto sopra il mio banco, la luce che filtrava illuminava i suoi capelli color dell’oro e, gli occhiali dalla montatura d’argento, riflettendo la tenera luce del sole nascondevano i suoi celesti occhi. Sorridendo allegramente mi avvicinai a lui prendendo dalle sue mani il mio libro e, sedendomi al suo fianco, aspettai divertita che mi rivolgesse la parola. «Sai già cosa sto per dirti, no?» Con un sorriso beffardo sulle labbra, mi alzai soddisfatta dal rossore comparso sulle guance di Riccardo. «Ovviamente, ma voglio sentirtelo dire con le mie orecchie.» «Uffa sei sempre così.» «Quindi non devi dirmi nulla? Allora io me ne torno a casa.» Girandomi scherzosamente, feci per andarmene finché lui, afferrandomi la mano con forza, mi tirò a sé. Nonostante già me lo aspettassi, non potei fare a meno di arrossire fino alla punta delle orecchie. «Ti amo, Monica.» Il mio cuore prese a battere incontrollabilmente e sulle labbra riuscii a trattenere a stento un ampio sorriso. Ma poi, lasciando si disegnasse raggiante sul mio volto, gli permisi di abbracciarmi. «Anch’io ti amo, Riccardo.» Nascondendo il mio viso sulla sua spalla, lasciai che lacrime colme di felicità gli bagnassero la maglietta. “Tu-tum” Ascoltando il suo battito, l’unico rumore nella stanza d’ospedale, smisi di piangere. Nostalgia, tristezza, rassegnazione, nulla di questo aveva più importanza. Io ero accanto a lui e, accompagnata da questo complice silenzio, vagavo tra i miei ricordi più cari. L’amavo con tutto il cuore e ormai avevo versato fin troppe lacrime egoiste. Perciò non avrei fatto altro che sorridere al ricordo di quei giorni, ci avrei riso sopra ed alla fine avrei dimenticato. Ritornai alle mie memorie, al ricordo di quei giorni ricchi di gioia che si susseguirono alla sua dichiarazione. Alla fine però arrivò il termine del nostro ultimo anno alle superiori, e con lui un brusco freno a quella felicità, che ormai aveva colorato di colori ancora più vivaci la mia vita. «Monica, io andrò a completare i miei studi in America.» Senza accorgermene dai miei occhi cominciarono a cadere lacrime egoiste. Lo sapevo che era libero di scegliere la sua strada e che io tra tutti non potevo incatenarlo a me. Però sin da quando i nostri genitori ci presentarono all’età di cinque anni, eravamo sempre rimasti uniti. Ormai la sua presenza l’avevo sempre data sempre per scontata. Non potevo sopportare l’idea che lui sparisse così improvvisamente. Riccardo mi strinse a sè e, avvolgendomi con il suo profumo, mi trasmise un calore a cui fino ad ora non avevo mai dato tanta importanza, mentre adesso che stavamo per separarci mi assaporavo così avidamente. «Quando tornerò, vorresti sposarmi?» Le mie guance si fecero ancora più rosse e, nonostante la confusione nella mia testa, i sentimenti che, sgorgando fuori dai miei occhi impazziti sotto forma di amare lacrime, sopprimevano i sorrisi che cercavo di abbozzare, la risposta mi apparve nella mente chiara e limpida. Perciò sorridendo dal profondo del mio cuore, lo baciai per la prima volta. Le sue labbra avevano lo stesso sapore delle mie lacrime, mentre i nostri cuori, che battevano così velocemente da rischiare di volar via dal nostro petto, suonavano sincronizzati la melodia del nostro amore. «Sì.» Dopo che ebbi sussurrato quelle parole tra le sue labbra, lui si staccò da me rimanendo immobile a guardarmi. Finché grattandosi imbarazzato la testa mi chiese: «Potresti farmi anche un’altra promessa?» Il suo sguardo divenne così serio che non potei non annuire. Lui, come ipnotizzato dal mio sguardo, mi sussurrò: «Promettimi che anche se ci separeremo tu continuerai a sorridere.» “Tu-tum” Però non sarei mai riuscita a dimenticare, questo lo sapevo bene. Avrei continuato a ricordare, ricordare e ricordare, finchè la fine non sarebbe giunta anche per me. Nulla era eterno, nemmeno il nostro amore. Era fragile ed una volta che saremmo morti sarebbe scomparso nel nulla. Però allora tutto ciò che ricordavo, i sentimenti che avevo provato e che provavo ancora per lui, quelle emozioni che mi hanno fatto gioire, soffrire ed alla fine di tutto sorridere amaramente, che senso avevano? Dalla sua partenza passarono diversi anni ed io cominciai a lavorare nella pasticceria di famiglia. Avevo scoperto di amare la creazione ricette sempre più originali, ma soprattutto non vedevo l’ora di far assaggiare i miei dolci a Riccardo. E finalmente un giorno un uomo entrò nel locale, in quel momento ero indaffarata in cucina a pulire i piatti, finché mio padre non mi chiamò al bancone avvertendomi che c’era qualcuno per me. Quando aprii la porta, la mia mano venne afferrata da quell’uomo che, inchinandosi a me, mi chiese: «Monica, vorresti sposarmi?» Vedendo il suo viso sorridente, le guance arrossate per l’imbarazzo ed i suoi occhi color del cielo d’estate cercare di implorarmi fissandomi con tale intensità, non potei fare a meno di piangere. «Non sei cambiato per nulla.» «Neanche tu, sei bellissima come ricordavo.» «Lusingarmi non ti farà avere il mio favore, mi hai fatta aspettare tanto sai?» Dopo aver messo messo il broncio, non riuscii più a trattenermi e gli gettai le braccia al collo. «Ovvio che sì, stupido.» Intorno a noi gli altri clienti si misero ad esultare e noi, imbarazzati per il trambusto che avevamo creato, ci scusammo. Un’anziana signora si avvicinò improvvisamente a noi due e, posando una mano sulla mia spalla destra, mi disse gentilmente: «Non preoccuparti, mi sembra ancora ieri di vedervi correre vivacemente per le strade e venire da me per l'ennesima volta a scusarvi per le marachelle che combinavate.» «Insomma nonna!» Ridendo soddisfatta della mia reazione, si rivolse verso Riccardo tutta sorridente. «Ti affido la mia nipotina, prenditi cura di lei.» «Certamente!» Non potendone più dell’atmosfera imbarazzante che si era formata, misi le mie mani dietro la schiena di Riccardo spingendolo via. «Ora devo lavorare, non disturbarmi.» I giorni passarono e non furono che colmi di felicità. Finalmente Riccardo era tornato e con lui il calore delle sue braccia, il tepore dei suoi baci, la gentilezza dei suoi sorrisi: amavo tutto di lui! Esattamente un mese dopo che mi fece la proposta, ebbe inizio la cerimonia. Si teneva nella villa di un amico che Riccardo aveva conosciuto in America e che gliela aveva gentilmente prestata. L’abito che indossavo era di un bianco scintillante, simile a quello che portava la principessa di un libro che leggevamo da bambini. Era così leggero da sembrare fatto di piume o probabilmente quella sensazione di leggerezza era semplicemente dovuta all’eccitazione che stavo provando. «Riccardo, vuoi accogliere Monica come tua sposa, promettendo di esserle fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarla e onorarla tutti i giorni della tua vita?» «Sì.» I nostri occhi si stavano fissando così intensamente da cancellare completamente dalla nostra mente l’esistenza delle persone intorno a noi. C’eravamo solo noi due. «Monica, vuoi accogliere Riccardo come tua sposo, promettendo di essergli fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della tua vita?» «Sì» Dopo averlo detto, si inchinò davanti a me, prendendo la mia mano con la sua e, con delicatezza, infilò la fede nel mio dito. «Può baciare la sposa.» Avvicinandosi a me, levò il velo che mi copriva il volto. Non riuscii a trattenermi e, come la prima volta che mi baciò, le sue labbra seppero delle mie lacrime. “Tu-tum” Però ero felice, nonostante i dubbi che mi stavano ingarbugliando la mente, le angosce che stavano stringendo il mio cuore in una dolorosa morsa e la paura che il futuro senza di lui mi incuteva, ero felice. Ero al suo fianco, la sua mano stretta tra le mie e, anche se debole, il suo battito risuonava ancora. Non tutto era eterno, però ero sicura che il nostro amore sarebbe riuscito a sopravvivere. Sarebbe sopravvissuto nei miei ricordi, che avrei custodito d’ora in poi nel mio cuore. Perciò in questo momento avrei continuato a ricordare. Ricordavo ancora che quando ci eravamo sposati, pensavo con assoluta certezza che non sarei potuta essere più felice, ma a smentirmi nacque Iris. La gioia provata alla sua nascita era indescrivibile e, nonostante in quel momento fossi stremata dal parto, non riuscivo a smettere di sorridere. I suoi occhi di una lieve celeste erano gli stessi di Riccardo, era così piccola e fragile da sembrare che avrebbe potuto rompersi se solo ci avessi soffiato sopra. Quando mio marito la tenne in braccio, si dimostrò così impacciato da farmi scoppiare a ridere. Gli anni volarono e lei crebbe fino a diventare adulta. Imparò a camminare da sola, a pensare e decidere per conto suo e soprattutto imparò ad amare. Questa volta mi trovavo dall’altra parte e, osservando mia figlia baciare quell’uomo, non potei che sorridere davanti alla reazione di mio marito. «La mia piccola Iris!» Appoggiando la mia testa sulla sua spalla, sospirai di fronte al suo esagerato attaccamento per la figlia. «Sei geloso che un altro uomo te la porti via?» Nonostante ciò quando aveva incontrato quel ragazzo, era stato proprio lui a dirgli di prendersi cura di sua figlia. “Tu-tum” Gli occhi celesti ormai privi di quella luce che avevo sempre ammirato, le rughe del volto marcate per la stanchezza che questi giorni pieni di agonia gli avevano suscitato e quel sorriso sulle labbra che avevo amato così tanto, ma che ora odiavo con tutta me stessa. Mentre lo osservavo un miscuglio di sentimenti mi strinse il petto, mentre dagli occhi un fiume di lacrime finì per bagnare le sue mani. Nonostante quell’agonia interminabile che aveva sofferto, lui mi stava rivolgendo per un’ultima volta quel sorriso gentile di cui mi ero innamorata. Ed io, versando lacrime incontrollabili, non riuscivo a fermare il torrente impetuoso dei miei ricordi che si era riversato su di me. Mi tornarono alla mente le parole che Riccardo la sera stessa della cerimonia di nostra figlia, appena tornati a casa: «Ora che lei ha deciso con che uomo seguire la sua strada, anche noi dovremo seguire la nostra. Ci saranno momenti duri, potremo litigare, ma alla fine ci riconcilieremo. Ed un giorno arriverà la nostra fine e, come ci separerà da tutto, separerà anche noi. Perciò sorrideremo oggi ed anche il giorno dopo ancora. Voglio passare ogni mio giorno restante con affianco il tuo volto sorridente.» Le mie labbra alle sue parole si schiusero ovviamente in un sorriso, ma non era per felicità, né per soddisfare quel suo desiderio. Era un sorriso amaro, infatti il solo pensiero che un giorno anche lui, come nostra figlia, avrebbe dovuto lasciarmi sola mi spaventava. Consolandomi col suo sguardo gentile, mi strinse a sé baciandomi. «Giuriamolo ancora, ti va?» Questa volta il bacio che mi diede non seppe delle mie lacrime, ma delle sue. L’avevo visto piangere diverse volte, quando alle elementari si era rotto il polso mentre giocavamo a palla, quando alle medie era stato rifiutato dal suo primo amore e quando alle superiori la sua squadra aveva perso alle qualificazioni per il torneo regionale. Però per la prima volta aveva pianto per me. «Prometto che anche quando arriverà il giorno in cui noi dovremo separarci, io continuerò a sorridere.» Sussurrando tra le lacrime, pronunciai la mia maledizione. Una maledizione che mi avrebbe perseguitato per tutta la vita, logorando il mio cuore e dipingendo sul mio volto un falso sorriso. «Potresti farmi un’altra promessa?» «Sì...» Senza che me ne accorgessi accettai la sua prossima maledizione. «Ricordami.» “Tu-tum” Ormai i ricordi mi travolgevano così intensamente da risultare confusi e soffocanti. Intrappolata in quel fiume di memorie precipitai in profondità. L’acqua di quel fiume mi bruciava gli occhi, tanto da non permettermi di ricordare oltre. Aprendoli con tutte le mie forze riuscii ad afferrare i miei ricordi che, come immagini proiettate su un cinema, mi apparivano senza sosta uno dopo l’altro e, senza che potessi opporre resistenza, tutte quelle emozioni che avevo nascosto per tutto quegli anni mi colpirono in una volta. Questo era il prezzo da pagare per aver accettato quella maledizione, mi dissi. Nascondendomi dietro un sorriso falso, avevo ignorato quelle emozioni che ora venute a galla mi colpivano ripetutamente. «Ricordi quando eravamo andati quella volta al mare?!» Senza che me ne accorgessi dalla mia gola uscii un grido disperato. «Ricordi quando quella volta aveva piovuto così forte da doverci riparare in casa di nostra figlia?!» Incapace di smettere, la mia voce come un coltello penetrava sempre più in fondo alla mia carne cercando di tirare fuori il contenuto del mio cuore. «Ricordi quando nostra figlia si arrabbiò con noi e ci disse che ci odiava?!» Le lacrime, come il sangue delle ferite che continuava ad infliggermi la mia voce, continuavano a sgorgare fuori dai miei occhi. «Ricordi quando...» La mia voce si ruppe quando, stringendomi con forza la mano, Riccardo spostò il suo sguardo fino ad incrociare il mio e, per un attimo quasi impercettibile, i suoi occhi brillarono di quella stessa luce gentile di cui mi ero innamorata. Lui in quel momento stava sorridendo… però io non lo stavo facendo. “...” «Ricordi quando ci eravamo fatti quella promessa? Mi dispiace caro, ma non sono riuscita a mantenerla fino alla fine.» Alla fine la mia maledizione venne sciolta da un suo sorriso, un ultimo sincero sorriso.
  23. TIZIANA CURTI

    UN MONTE DI POESIA 14° EDIZIONE SCADENZA 6 aGOSTO 2019

    Fino a
    PREMIO LETTERARIO UN MONTE DI POESIA 2019 Quattordicesima edizione Patrocinato dall' Amministrazione comunale, dalla Proloco di Abbadia San Salvatore (SI) e dall' Accademia Vittorio Alfieri di Firenze. 1) Sezione poesia a tema: “La montagna”: vita, costumi, folklore, paesaggio. 2) Sezione a tema libero: poesie edite o inedite. Sezione poesia dialettale: Poesia in vernacolo con traduzione in italiano Sezione giovani: (In questa sezione si può partecipare gratuitamente) Poesia a tema libero riservata ai giovani da tredici a diciotto anni non compiuti alla data di scadenza. (è obbligatoria la fotocopia della carta di identità e la liberatoria da parte di un genitore). Tutti gli elaborati dovranno essere inviati entro il 31 LUGLIO 2019 ULTIMO TERMINE 6 AGOSTO E' consentita la partecipazione a poeti italiani e stranieri (scritti in lingua con traduzione in italiano). Sono ammesse fino ad un massimo di tre poesie per ogni sezione. Si può partecipare a più sezioni versando per ognuna un contributo di partecipazione di €10 per la prima poesia e € 5 per ognuna delle poesie successive ( Es: una sola sezione, tre poesie, euro 20). Gli elaborati NON devono avere già conseguito primi premi in altri concorsi e, unitamente all’attestazione di avvenuto pagamento, dovranno essere inviati secondo una delle due modalità: in forma cartacea (per posta) a INFOPOINT PRO LOCO Viale Roma N°10, 53021 Abbadia San Salvatore (Siena); per via telematica (per e-mail) a: unmontedipoesia@alice.it Il pagamento della quota di partecipazione potrà essere effettuato tramite: VAGLIA POSTALE (stesso indirizzo dell'invio cartaceo degli elaborati); pagamento su POSTAPAY intestato a Tiziana Curti N. 5333 1710 1655 0440 bonifico bancario intestato a :Tiziana Curti su IBAN IT49V3608105138241080941082 Ciascuna poesia (solo una poesia per ogni foglio A4) dovrà pervenire in due copie con l'indicazione della sezione in cui partecipa, il titolo dell'opera e il testo (rigorosamente entro venticinque versi). Solo una delle due copie, (sulla stessa facciata dove è scritta la poesia) dovrà contenere: nome e cognome, indirizzo completo, recapito telefonico (fisso/cell), indirizzo e-mail e firma leggibile. Per la sezione GIOVANI, va anche indicata la data di nascita, su entrambe le copie. L'altra copia dovrà rimanere anonima. Non saranno accettati elaborati scritti a mano o riportanti dati illeggibili. PREMI: (Tutti i premi assegnati dovranno essere ritirati direttamente dai vincitori.) SEZIONE A TEMA “LA MONTAGNA”: 1° premio: Assegno di € 250,00 - Coppa e pergamena SEZIONE A TEMA LIBERO: 1° premio: Assegno di € 200,00 - Coppa e pergamena SEZIONE POESIA DIALETTALE: 1° premio: Coppa e pergamena SEZIONE GIOVANI: 1° premio: Coppa e pergamena PER TUTTE LE SEZIONI (eccetto quella speciale): 2°, 3°, 4° e 5° premio: COPPA e pergamena, dal 6° al 10° classificato: medaglia e pergamena PER TUTTI: Libri e materiale informativo sul territorio. PREMIAZIONE DOMENICA 20 OTTOBRE ORE 10 presso Teatro Servadio via Pinelli 10 , abbadia San Salvatore
  24. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Tempi di valutazione: 3-4 mesi circa.
  25. kjkj

    Trash sorrisi e cafoni

    Dopo una (breve) serie di collaborazioni in quanto articolista con un po' di blog centrati sul mondo dello spettacolo, ho aperto il mio: sentivo l'esigenza di espirmermi senza filtri su ciò che ero "costretta" a guardare, leggere o sentire. L'intento, alla base, è sempre stato semplice: dire la mia opinione senza filtri e strappare, nel caso, qualche risata a coloro che hanno una visione simile alla mia. Immagino che i programmi televisivi, così come il mondo Youtube ed altri aspetti toccati dal mio blog interessino a pochi, in questo forum mi limito, dunque, ad indicarvi la sezione dedicata alle recensioni (ironiche) dei libri spazzatura fino ad ora letti ( per lo più riguardante questo ""nuovo"" filone di libri analoghi alle 50 sfumature). Trash sorrisi e cafoni- Libri
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