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Trovato 83 risultati

  1. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invio-manoscritti-editore.html o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
  2. Gioia92

    L’amore a natale - Prologo

    Mentre finisco di scrivere il capitolo 8 della mia storia ve ne propongo un'altra. PROLOGO Il distacco da una persona è sempre doloroso, io lo so bene. Ormai sono passati 5 mesi da quando non lo vedo più e mi manca. Ogni sera, andando a letto, rivivo quel momento che non augurerei a nessuno e ogni mattina è difficile fare come se niente fosse. Nessuno si preoccupa di quanto io soffra realmente. È Stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa. Se non fosse stato per i miei genitori, lui sarebbe ancora qui con me. Come ogni mattina da quel famoso giorno, dopo aver fatto colazione mi rinchiudo in bagno e rimetto tutto quello che ho mangiato. Si, esatto, avete indovinato, sono bulimica. Non sono grassa, è solo che il mio corpo ormai è abituato a rigurgitare tutto a ogni pasto, e io non faccio niente per smettere. L'unica persona che mi aiutava in tutto questo è andata via per sempre. Scusate, vi sto raccontando la mia storia e non sapete neanche il mio nome, mi presento, sono Arabella, ma per gli amici sono Ari. Ho vent'anni e sono bulimica. Il ragazzo di cui ho parlato si chiama Francesco, per gli amici Checco. Ha ventidue anni ed è il mio ragazzo, o per meglio dire era il mio ragazzo. Questa è la mia storia.
  3. Sarah Cameron

    Corbaccio Editore

    Nome editore: Corbaccio Editore Generi pubblicati: narrativa, romance, benessere, avventura,brivido, business Invio manoscritti: non viene specificato Distribuzione: Messaggerie Italiane Contatti: info@corbaccio.it Sito: http://www.corbaccio.it/ Facebook: https://www.facebook.com/corbaccio.fanpage È tra gli editori "big", e quindi presumo free, ma se volete mandare una mail standard per sicurezza fate pure Nata nel 1923 pubblica diversi generi: alpinismo, autobiografia, avventura, biografia, esplorazione, manuali, narrativa, poesia, saggistica, self-help, testimonianza, varia, thriller. Distributore: Messaggerie. Dal 2005 fa parte del gruppo editoriale Mauri Spagnol. Insomma, tanto di cappello. Tra aprile e maggio ho mandato loro due mail per chiedere un'informazione sulle modalità di invio dei manoscritti (perché nel loro sito non sono riuscita a trovare nulla al riguardo), ma non mi hanno mai risposto.
  4. stefia

    L'amore ai tempi dell'internet

    Commento 1 Commento2 «Dai, su racconta, Gina.» «Cosa ti devo raccontare?» «Ma di quell’internet lì, quello a cui parli. Cosa ti ha detto di nuovo?» Una panchina del parco, esposta in pieno sole, è il posto perfetto per fare due chiacchiere in un pomeriggio d’ottobre. Le due vecchie amiche, sedute vicine, sono state educate in modo da pensare che fosse “riprovevole” rimanere con le mani in mano e così le chiacchiere accompagnano un incessante e automatico movimento delle mani: Paola sferruzza l’ennesimo maglione per il nipote e Gina sta completando un lavoro all’uncinetto. «Ma non parlo con l’internet, Paola» ride la donna «lo uso per parlare con altre persone come fai te col telefono.» «Va bene, va bene, non stare a fare la pignola. E chi è che hai chiamato con l’internet?» «Non ho chiamato nessuno: sono andata su una chat dove ci sono tante persone e ho parlato un po’ con uno e un po’ con l’altro.» «Una chat? E cos’è una chat!» «È come una piazza. Fai finta che sono andata in piazza Garibaldi il giorno del mercato e ho chiacchierato un po’ con tutti.» «E con chi hai parlato, in piazza Garibaldi? C’era l’Alice? Mi deve ancora ridare la teglia che le ho prestato, quella là! Le hai detto della mia teglia, all’Alice?» «Ma cosa c’entra l’Alice. è solo un esempio. Nella chat non c’era l’Alice ma tante persone di tutt’Italia. Ultimamente, però, parlo soprattutto con Ugo.» Paola annuisce lentamente, in silenzio, fissando l’amica da sopra gli occhiali. «Ugo chi?» Indaga. «Non lo so. Uno.» «Ma è uno di Borghetto?» «Ma non lo so, Paola, non me l’ha mica detto. E poi Ugo potrebbe anche essere un nome finto.» La donna abbandona i ferri in grembo e fissa l’amica. «Ugo è un bagolone? Tu parli coi bagoloni?» «Ma mi ascolti o no? Ti ho detto che non lo conosco. In chat usiamo tutti dei nomi finti per non farci riconoscere. Io, ad esempio, ho detto che mi chiamo Deborah. Con l’acca. Così si pensano che sono una sofisticata, una di città.» Paola rimugina l’informazione e ritorna al suo lavoro esalando un «Mah!» perplesso. «E comunque, Ugo, mi sembra una brava persona. Ha due figli e due nipoti grandi, tutti maschi. Era dirigente d’azienda e adesso vive bene con una buona pensione.» «E tu ci credi?» «Perché dovrebbe contare delle storie? Cosa ci guadagna a imbrogliarmi?» «Ah io non lo so: ma non c’è mica da fidarsi di uno che non ti dice neanche il suo vero nome.» «Ma è normale, te l’ho detto. Facciamo tutti così. Te non lo capisci, l’internet, Paola.» «No, no ci hai ragione, non capisco proprio. Non ha mica senso questa roba qua. Il mio Evaristo, buonanima, non mi ha mai mentito sul suo nome.» L’amica ridacchia «Cos’altro ti ha raccontato questo Ugo?» «Sua moglie è morta tanti anni fa e non si è mai risposato.» «E te l’ha detto quanti anni ha?» «Non lo so ma credo che siamo più o meno coetanei» «Ci stai facendo un pensiero su questo qui eh? Vuoi tradire il povero Egidio?» «Ma se il mio Egidio, buon’anima, è morto dieci anni fa.» «Tradisci la sua memoria. Io non lo tradisco il mio Evaristo.» «Guarda che il prete, quando ci ha sposato, ha detto “finché morte non vi separi”.» «Vabbé, vabbé. Comunque, se proprio dovete farlo, prima, almeno, sposatevi in chiesa.» «Ma te sei matta. Nessuno sta parlando di sposarsi. Stiamo solo chattando.» «Cos’è che fate? È così che si dice, adesso? » domanda saettando occhiate intorno, a verificare che nessun orecchio indiscreto abbia sentito.«L’hai confessato al prete?» Chiede poi, sottovoce. «Ma cosa hai capito? È il linguaggio moderno. Io e te adesso stiamo chiacchierando, ma se lo facciamo sull’internet, allora stiamo chattando.» «Ma pensa te. Va bene, chatta ma fatti sposare in chiesa così ognuno tiene la sua pensione e le sue cose, i figli non litigano per l’eredità e davanti a Dio non siete in peccato.» «E va bene» cede la donna «ci sposeremo in chiesa.» «Ah l’avete già deciso, allora? E Quando?» «Ma come, quando? Ti ho detto che stiamo solo chiacchierando. Sei tu che continui a parlare di matrimonio.» Gina termina il lavoro, ne controlla la fattura, lo ripone con cura nella borsa e si appresta a cominciarne uno nuovo. «Guarda che quel centrino lì è troppo piccolo. Non ci sta niente, sopra.» «È una bomboniera. Sto facendo le bomboniere per la Laura che si sposa il mese prossimo.» «Si sposa in chiesa?» «Ma sì, in chiesa.» sbuffa Gina «Accidenti che beghina che sei.» «Non è che io sono beghina: è Lui che ci guarda» risponde indicando il cielo con un dito ossuto. Osserva l’amica e aggiunge sottovoce: «E ti vede anche attraverso l’internet, stai attenta … E quindi non si sa nient’altro di questo signore qua, questo Ugo?» «Abita nel nord Italia, in una città vicino a un lago.» «Allora non è di qui, di Borghetto? Secondo me ti ha contato una balla e stai chattando con Giovanni, il macellaio.» «Giovanni? e perché proprio Giovanni?» «Perché il corriere gli ha consegnato un pacco il mese scorso e l’ho sentito parlare del nuovo computer che stava aspettando. E poi guarda che mi sono accorta che quando andiamo a fare la spesa lui ti da sempre la carne fresca presa dal frigo e non quella del banco.» «Ma piantala di dire sciocchezze. Giovanni ha quarant’anni. Figurati se perde tempo dietro a me.» «A te questo Ugo ti piace, eh?» «è proprio gentile: quando ci troviamo in chat mi manda sempre dei fiori. Sono fiori finti, roba elettronica, ma sono disegnati bene e prima di andare a dormire mi manda il disegno di una faccina col bacino della buona notte. Ha studiato da avvocato, legge molto e scrive proprio bene.» Gina ridacchia, avvicina la testa all’amica e, abbassando il tono della voce, si confida: «Ieri sera mi ha detto che era geloso di Morfeo perché mi avrebbe tenuto tra le braccia tutta la notte.» L’amica si agita e, infilzando nervosamente l’aria con un ferro da maglia, grida: «E adesso chi è ‘sto Morfeo? Ci hai una tresca con due uomini? Ah se lo sapesse il povero Egidio! Ti sei confessata con Don Sergio?» «Ma cosa dici? Morfeo è il dio del sonno. Ma non ci sei andata a scuola?» «Ma cosa vuoi che sappia io chi è Morfeo! Sei te che tiri in ballo tutti questi uomini dai nomi finti.» «Ugo ha detto anche che da quando è in pensione ha viaggiato poco, ma che gli piacerebbe ricominciare in compagnia della persona giusta.» «A te è sempre piaciuto viaggiare.» «Eh già. Con Egidio abbiamo visto tanti posti, ma poi la malattia…» sospira crollando il capo. «Mi sa che hai trovato un buon partito, Gina: ha i soldi, sta bene di salute e vuole viaggiare.» «Stai cambiando idea? E il povero Evaristo?» «Chi muore giace, e chi vive si dà pace. Dicevano così, i miei vecchi.» Continuano a lavorare in silenzio finché una giovane donna, flessuosa come un giunco e con lunghi capelli biondi le raggiunge con passo leggero e, dopo essersi seduta in mezzo a loro, le bacia sulle guance. «Ciao, nonna, ciao Paola.» «Ma chi è questa bella ragazza?» «È mia nipote, la figlia della Luigia» dice Gina accarezzandole il viso. «Dì un po’, ma ce l’hai il ragazzo?» domanda Paola stringendole le mani. «Guarda che lei è la Laura e si sposa il mese prossimo. Le sto facendo le bomboniere.» le ricorda l’amica agitandole il lavoro all’uncinetto davanti al naso. «C’è mio nipote, il Filippo che non ha l’amorosa» continua Paola, imperterrita. «È un bravo ragazzo, eh? Ci ha un buon lavoro, ha studiato e non ha grilli per la testa.» Laura annuisce fingendo interesse mentre sua nonna cerca di distrarre l’amica. «Paola, smettila: la Laura è promessa!» «Ma taci, te! Cosa vuoi saperne! Non è ancora sposata, no? Può sempre cambiare idea. Non fa mica peccato, se cambia idea.» L’anziana toglie dalla borsetta un voluminoso portafogli e ne estrae la fototessera gualcita di un quindicenne grassoccio e brufoloso. «La foto è un po’ vecchia, adesso Filippo va per i trenta, ma è ancora bello così» afferma allungando il talloncino alla ragazza, che lo guarda con un sorriso. «Sì, è carino, si vede che è una brava persona.» dice restituendolo all’anziana. «Ti piace, eh? Te lo presento. Vieni a casa mia che te lo faccio conoscere.» «E smettila, Paola.» Gina le schiaffeggia una mano. «Te l’ho detto che è promessa. Laura, falle vedere l’anello» ordina alla nipote. «Filippo se ne troverà un'altra!» Davanti all’ostentazione dell’anello l’anziana si arrende e, dopo aver riposto con cura il cimelio, riprende in silenzio il suo lavoro a maglia. «Nonna, ma tu come stai? Va tutto bene?» «Ma sì tesoro, grazie. I preparativi a che punto sono?» «Vanno avanti. È faticoso organizzare tutto, ma oggi Ugo viene a prendermi e andiamo insieme a scegliere i fiori.» «Ugo. Ma guarda te che coincidenza. Anche il tuo si chiama Ugo.» esclama Paola con un sorriso. «In che senso?» Chiede Laura. «Chi è che si chiama Ugo?» «Il galante di tua nonna» risponde Paola guardando l’amica da sopra gli occhiali. «Nonna!» Esclama Laura con un sorriso «hai il galante?» «Ma stai zitta, te!» risponde innervosita Gina, lanciando un’occhiataccia all’amica. «Non ho nessun galante, io. È solo una persona che ho conosciuto.» «E dove l’hai conosciuto? Al circolo?» «Magari! No, no, tua nonna l’ha conosciuto sull’internet. E poi non sa neanche se Ugo è il suo vero nome. Sull’internet sono tutti dei bagoloni come tua nonna che si fa chiamare Debora. Con l’acca.» «Ma è vero, nonna? Chatti con degli sconosciuti?» «Faccio solo nuove conoscenze. Al circolo sono tutti vecchi rimbambiti come lei» dice indicando l’amica. «Ha parlato quella giovane» risponde, piccata, l’altra. «Stai attenta nonna, mi raccomando. Non è sicuro chattare con sconosciuti.» «Tesoro non ti preoccupare. Cosa vuoi che mi succeda? Lo faccio solo per passare un po’ il tempo. Abbiamo tanti interessi in comune.» «Lavora l’uncinetto anche lui?» ride l’amica. «Siamo due persone anziane, amiamo leggere e viaggiare. Parliamo di libri e dei posti che abbiamo visitato.» spiega Gina, ignorandola. «Bene, sono contenta che tu abbia compagnia ma stai attenta, mi raccomando.» «Ma sì, ma sì! Guarda: ho quasi finito le tue bomboniere. Me ne mancano solo una ventina.» aprì la borsa per farle ammirare il prodotto del suo lavoro. «Grazie nonna. Sei un tesoro. Domani vado a provare l’abito. Ti passo a prendere?» «Ma certo cara. Non mancherei per niente al mondo.» «Ah finalmente! Guarda, nonna, sta arrivando Ugo.» Un giovanotto allampanato, intento a chiacchierare con un signore anziano che cammina al suo fianco, la saluta con un sorriso. «Chi è quel tipo con Ugo?» domanda Paola strizzando gli occhi dietro le spesse lenti «Non è di qui.» «è suo nonno. La famiglia di Ugo è originaria di Lecco e lui vive ancora là. è arrivato stamattina e si fermerà fino al matrimonio, ovviamente.» I due uomini arrivano vicino alla panchina e, con la galanteria dei tempi andati, l’anziano stringe la mano alle due donne con un inchino appena accennato. «Piacere, Ugo» si presenta. «Un altro? Ma quanti Ugo ci sono a questo mondo? Finiscono tutti qua?» sbotta Paola. «Mi scusi?» domanda l’anziano sbattendo le palpebre confuso. «Non le badi. È solo una vecchia rimbambita.» spiega Gina. «Lei, per caso, è mica amico del Morfeo?» indaga ancora Paola. L’uomo si raddrizza, la fissa attentamente e poi le chiede: «Deborah?» Gina si porta le mani al viso a bocca aperta e Paola è talmente sbigottita che non riesce nemmeno a rispondere. «Che sta succedendo?» chiede il ragazzo di Laura, frastornato. «Pare che tuo nonno sia il galante di mia nonna.» risponde la giovane, ridendo. «Non è il mio galante» «Non è la mio galante» rispondo in coro i due anziani; poi si guardano e si sorridono. «Allora sei tu Deborah» dice lui alitando l’ultima vocale. «Veramente mi chiamo Gina» risponde lei arrossendo. «È molto più bello di Debora.» commenta lui. Rimangono a fissarsi negli occhi fino a che Paola, spazientita, sbotta: «Voi due, finitela di comportarvi da piccioncini che non ci avete più l’età’.» «A dire il vero, abbiamo appena cominciato» risponde l’anziano porgendo il braccio a Gina per aiutarla ad alzarsi. «Vorrei offrirti un mazzo di fiori veri, freschi e inebrianti come te. Me lo permetti?» Gina, confusa ed emozionata, non riesce nemmeno a spiccicare parola, ma annuisce vigorosamente, infila l’uncinetto e la matassa di cotone nella borsa, alla rinfusa e si alza sorreggendosi al braccio dell’uomo. «Ci vediamo, Paola.» dice distrattamente all’amica, con lo sguardo ancora perso negli occhi di lui. L’eterogeneo gruppetto si allontana verso l’uscita del parco e Paola, rimasta sola, afferra il telefonino con i bottoni grossi che ha nella borsetta, e digita un numero. «Pronto? Filippo? Ma te lo sai come si fa ad andare sull’internet?»
  5. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Nuova casa editrice costituente, accetta già l'invio di manoscritti in valutazione per costruire il catalogo.
  6. lean

    Sorridimi ancora

    http:// Titolo: Sorridimi ancora Autore: Anna De Lorenzo Selfpublishing ASIN: B076VBJ4L7 Data di pubblicazione: 30 ottobre 2017 Prezzo ebook: 2,99 Genere: Romance Pagine: 157 Tradita dall’uomo che sta per sposare, Alice non si abbandona all’autocommiserazione. Decisa a sfuggire il compatimento generale, infatti, sceglie di “staccare la spina” rifugiandosi a Gambarie. Nel piccolo paese dell’Aspromonte, legato ai ricordi più belli del suo passato, spera di rimarginare la ferita e tornare più forte e agguerrita che mai. I suoi piani di pace e serenità si scontreranno però con l’indomita zia Milly: donna piuttosto intraprendente che non lascerà alla nipote il tempo per piangersi addosso. Così, tra incontri inaspettati, cospirazioni e appuntamenti a sorpresa, il soggiorno di Alice si rivelerà più movimentato del previsto ma con risvolti tutt’altro che spiacevoli. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Sorridimi-ancora-Anna-Lorenzo-ebook/dp/B076VBJ4L7/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1512165608&sr=8-1&keywords=sorridimi+ancora
  7. Ambra...

    Butterfly

    Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  8. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te - Prologo

    Ho 22 anni ed sono una ragazza madre. Ho un figlio di 5 anni. Ho deciso di raccontarvi la mia storia non è felice. Sono dovuta scappare dal mio ex ragazzo, che mi picchiava per futili cose. Dopo 6 anni di botte, lividi, di trovare scuse per ciò che mi faceva, ho avuto il coraggio di scappare insieme ha mio figlio. Adesso, voglio cominciare a vivere di nuovo e, a fidarmi nuovamente delle persone. Chissà un giorno anche a credere di nuovo nell'amore. Bene, da qui inizia la mia storia e la mia rinascita.
  9. Sissi77

    Delrai edizioni

    Nome: Delrai edizioni Generi trattati: romance, distopico, fantasy, erotico, retelling, steam-punk, thriller e giallo Modalità di invio dei manoscritti: http://www.delraiedizioni.com/invio-manoscritti Distribuzione: Sito: http://www.delraiedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/delraiedizioni/?fref=nf Conosciuti alla fiera del libro di Torino, molto gentili... Per invio manoscritti le modalità sono indicate sul loro sito internet. I tempi di attesa per la valutazione si aggirano attorno ai 3 mesi, così mi è stato detto a voce ed è scritto anche sul sito. Casa editrice free. Qualcuno ha avuto esperienze con questa loro?
  10. Cerco  compagni per un gruppo di lettura. Il titolo è: Vox di Christina Dalcher.

     

    Rispondete se siete interessati, grazie. <3

  11. Ospite

    Graphofeel

    Nome: Graphofeel Generi valutati: saggistica, manualistica, narrativa, storie d’amore e di vita quotidiana Invio manoscritti: http://www.graphofeel.it/index.php/manoscritti Distribuzione: http://www.graphofeel.it/index.php/bookshop/doveacquistare Sito: www.Graphofeel.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Graphofeel-edizioni/1449085405350089 Segnalazione via mail:
  12. Hastalis

    La Corte Editore

    Nome: La corte editore Generi valutati: thriller, fantasy, sentimentale, narrativa e storico Invio Manoscritti: http://www.lacorteditore.it/invia-il-tuo-manoscritto/ Distribuzione: http://www.lacorteditore.it/distribuzione/ Sito: http://www.lacorteditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lacorteeditore Pubblicazione senza contributo Qualcuno conosce questa Casa Editrice? So che è free ma il loro sito e in ri(costruzione). Comunque ho chiamato sul numero del sito e mi hanno detto che accettano manoscritti sia di narrativa generale che Fantasy. C'è qualcuno che me ne sa dire di più?
  13. Ricordi (Titolo del Capitolo) ANGELA Le parole di Claudio mi erano entrate dentro come un uragano. << Tiziano, dobbiamo andare >> chiamai mio figlio. << Ciao Claudio, passa una buona serata >> gli dissi prendendo Tiziano per mano e avviandomi verso casa. Arrivati a casa preparai la cena, dopo guardammo i cartoni fino all'ora di andare a letto. Andai a mettermi il pigiama dopodiché, mi infilai a letto, ripensai alla conversazione che avevo avuto con Claudio. Era stato così gentile con me ed io invece ero stata scontrosa, l'indomani gli avrei chiesto scusa. Mi addormentai ripensando ai suoi occhi color del mare. << Sei solo una puttana lo sai? Ti meriti questo e altro >> un pugno, un altro pugno. << Ti insegnerò ad obbedirmi, hai capito brutta puttana >>. Schiaffi, pugni, calci. Mi svegliai di soprassalto in un bagno di sudore, non potevo continuare così. Spostai le lenzuola e scesi dal letto, mi incamminai verso la camera di Tiziano, entrai e mi misi a letto con lui. Mi addormentai senza avere più incubi. Il mattino dopo andai a lavoro, recuperai il giorno prima, tutto fu più facile. Sapevo che Davide non ci avrebbe mai trovato o almeno così pensavo. CHIARA Ogni giorno sentivo Davide mi mancava molto, lo amavo da impazzire e iniziavo ad amare anche suo figlio. Non vedevo l'ora che arrivasse a Torino, non vedevo l'ora di abbracciarlo di nuovo, volevo che conoscesse la mia famiglia. Chissà forse Claudio si sarebbe ricordato tutto.
  14. Sara19

    Marginalia

    Ciao, grazie per aver aperto la mia discussione! Ho aperto di recente un blog, nel quale cerco di condensare le mie impressioni sulle letture e il lato più tecnico della letteratura. In sintesi, non vi dirò solo se un romanzo mi è piaciuto o meno, ma cercherò di analizzarlo con tutti gli strumenti in mio possesso Il blog, essendo nato da poco, ha ancora poche categorie, ma è mia intenzione trattare la letteratura di ogni angolo del mondo. Insomma, datemi fiducia e non rimarrete delusi! Questo è il link del blog: https://marginaliarecensioni.wordpress.com E questo è il link della pagina di Facebook: https://www.facebook.com/Marginalia-recensioni-di-libri-466487870453215/ Buona lettura
  15. Ricordi (Titolo del Capitolo) Volevo avvisarvi che questo è l'ultimo capitolo che ho scritto e che ancora devo continuare a scrivere gli altri. "A chi non interessa il suo passato, non ha vissuto" Enzo Biagi <<Stai ferma, ti ho detto di stare ferma>> uno schiaffo, poi un altro, un altro ancora. Lo vidi ridere di me, non avevo più la forza di reagire e lo lasciai fare. Mi stuprò a lungo e dopo mi lasciò inerme sul pavimento della cucina. <<È quello che ti meriti, per non aver preparato la cena>> mi sputò in faccia e sentii i suoi passi allontanarsi. Svenni e dopo il buio. Mi svegliai di soprassalto ero in un bagno di sudore, un incubo. Mi alzai per andare a prendere un bicchiere d'acqua, era da tanti anni che non avevo incubi. Dovevo smetterla di preoccuparmi, lui non ci avrebbe mai trovati. Non avevo detto a nessuno dove saremmo andati, eravamo al sicuro. Non sapevo però, che mi sbagliavo di grosso. Tornai in camera e guardai l'orologio, erano solo le 4.00 del mattino. Mi distesi a letto, non so a che ore mi addormentati ma sentii la sveglia suonare, dovevo alzarmi per andare a lavoro. Mi preparai anche se ero ancora mezza addormenta. Feci entrare Chiara, ci salutammo, dopodiché uscii di casa, percorsi la strada che ormai sapevo a memoria, persa nei miei pensieri di quel ricordo che pensavo di aver dimenticato. Per tutto il giorno non prestati attenzione a chi mi stava vicino. Lavoravo come un autonoma: prendevo gli ordini; servivo i clienti; sbarazzavo il tavolo e apparecchiavo di nuovo. Tutto questo senza parlare con nessuno. <<Angela, stai bene?>> mi chiese Giacomo riportandomi alla realtà. <<Si, si, tutto bene>> risposi con un sorriso. Continuai a lavorare, sotto l'occhio vigile di Giacomo. Sapevo che era preoccupato, era la prima volta che mi vedeva stare in silenzio tanto a lungo. Ripensavo al sogno, perché quel ricordo? Si, avevo iniziato a ricordare il passato che cercavo di dimenticare, il fatto sta che avevo flashback del mio ex da quando avevo incontrato Claudio e Chiara. Il mio subconscio, forse voleva che ricordassi qualcosa, ma la domanda era cosa? <<Angela, forse è meglio che vai a casa>>. Non avevo sentito Giacomo avvicinarsi e, non mi ero accorta che mi ero fermata molto a lungo nello stesso tavolo. <<No Giacomo, sto bene>> gli dissi. <<Angela, c'è qualcosa che non va, vai a casa riposati e torna domani, lavori tanto, un po' di riposo te lo meriti>> mi disse Giacomo. Ritornai a casa immersa ancora di più nei miei pensieri, mi distesi a letto cercando di dormire. *Inizio Flashback* <<Piccola ho portato un amico forza, vieni qui con noi >> ero pietrificata, un'altra volta non era possibile. << Ti ho detto di alzarti, muoviti >> mi prese per i capelli e mi trascinò in camera, non potevo opporre resistenza, lui mi avrebbe picchiata. << Adesso soddisferai me e il mio amico >>. Quando sarebbe finito questo incubo? *Fine Flashback* Non capivo come mai quei ricordi fossero tornati a popolare i miei sogni. E poi chi era quell'amico? Come mai non ricordavo il suo volto? Perché proprio ora? Troppe domande senza risposta. Pur di non pensare al passato iniziai a pulire la casa da cima a fondo, volevo tenere la mente occupata. << Ciao Chiara >> << Ciao Angela >> << Oggi, vado a prendere io Tiziano a scuola >> la informai. << OK, Va bene, oggi ho da fare >> mi disse riagganciandomi il cellulare in faccia. Chiara ultimamente era strana, schiva, non capivo il motivo per cui si comportava così; ma presto lo avrei scoperto a mie spese. Uscii di casa e mi diressi verso la scuola, come sempre c'erano molti genitori che aspettavano i propri figli. Chissà se un giorno anche io avrei aspettato Tiziano con qualcuno che ci avrebbe amato e reso felici, ma so che è impossibile tutto questo. Ci fu il suono della campanella e vidi uscire Tiziano come sempre da solo, appena mi vide mi sorrise e corse verso di me. << Ciao amore, come è andata a scuola? >> gli chiesi mentre l'abbracciavo. << Bene >> rispose sorridendo. So che era felice, era raro che andavo a prenderlo a scuola, di solito lavoravo. << Ti va di andare al parco? >> chiesi. << Sii >> rispose felice. Ci incamminammo verso il parco, ridendo e scherzando era sempre bello passare del tempo con mio figlio. Mi sedetti su una panchina, mentre Tiziano si mise a giocare con un altro bambino. Era la prima volta che lo vedevo interagire con un suo coetaneo. Mi faceva piacere ovviamente, era bello se mio figlio faceva nuove amicizie. << Ciao >> girai la testa e lo vidi. Cosa ci faceva qui? << Ciao Claudio >> ero sorpresa, certo eravamo amici, però ultimamente non si faceva vedere molto. << Angela, come va? >> mi chiese mettendosi a sedere vicino a me. << Bene, grazie >> gli risposi non guardandolo in viso. << Anche io sto bene >> mi disse nonostante non glielo avessi chiesto. << OK >> risposi semplicemente rimanendo in silenzio persa nei miei pensieri. CLAUDIO Stavo facendo una passeggiata nel parco e appena vidi Angela mi avvicinai, era così bella. La salutai e lei ricambiò, era strana la guardai negli occhi gli si leggeva preoccupazione. Cosa gli era successo? Come se avesse letto i miei pensieri si girò verso di me. << Dimmi tutto Claudio >> mi disse guardandomi dritto negli occhi. Il mio cuore prese a battere forte come se volesse uscirmi dal petto. Cosa mi stava succedendo? << Vorrei sapere dov'è il padre di Tiziano >> era da tanto che glielo volevo chiedere, mi sembrava strano che Tiziano non lo nominasse mai. << Non sono affari che ti riguardano >> era fredda, distaccata, alcune volte proprio non la capivo. << Angela, ti prego, dimmi cos'è successo? >> << Ti ripeto, non sono affari che ti riguardano>>. << Ma che ti prende, perché fai così? Sono tuo amico oppure no? >> avevo alzato la voce il suo modo di comportarsi mi dava sui nervi. << Siamo amici, ma non voglio incasinarti la vita con i miei problemi >>. Non capivo cosa volesse dire. << Spiegami, ti prego >> la supplicai, ed era la prima volta che arrivavo a tanto per una ragazza. << Il padre di Tiziano non fa più parte della nostra vita. Ti basti sapere questo >> mi disse ritornando a guardare suo figlio. << No, non mi basta voglio sapere di più >>non mi sarei arreso tanto facilmente. << Perché? >> mi chiese semplicemente. << Perché io ci tengo a te >> spalancai gli occhi. Davvero gli avevo detto una cosa del genere? Cosa mi stava succedendo, non ero mai stato così sdolcinato con le donne con cui ero stato. Angela però non diceva nulla stava zitta, non dovevo dire quelle cose, forse era troppo presto per dirgli certe cose. << Quando saprai la mia storia, cambierai idea >>. Stavo per dirgli qualcosa ma Angela si alzò e andò verso suo figlio. Cosa voleva dire con quelle parole? Cosa gli era successo per essere così fredda e distaccata? << Sei solo uno stupido gli dovresti dire qualcosa, va da lei, muoviti >>. << Grazie coscienza, lo so da solo >>. Mi alzai e andai verso Angela, lei si girò e mi guardò negli occhi. Diamine! Quanto è bella. << Per te e Tiziano ci sarò sempre te lo permetto>> gli dissi guardandola negli occhi. << Non fare promesse che non puoi mantenere >> rispose con gli occhi lucidi, aveva pianto? Rimasi a fissarla, ancora per me Angela era un mistero,ero determinato a conoscerla.
  16. Riccardo Bertoldi

    New-Book Edizioni

    Nome: New Book Edizioni Generi valutati: thriller, giallo, rosa, storico, per ragazzi. Invio manoscritti: http://www.new-bookedizioni.it/contatti.php Distribuzione: librerie fiduciarie, Amazon, IBS e altri store on-line Sito: http://www.new-bookedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/New-Book-Edizioni-389523121122968/ La casa editrice New-Book Edizioni, con sede in Trentino Alto Adige lavora con una fitta rete di librerie di propria fiducia, pubblicizza il libro sul suo sito web, sui Social Network, su Amazon, IBS, Libreria Universitaria e attraverso la consegna di alcune copie alla stampa. Realizza, inoltre, anche le versioni e-book (acquistabili dal sito web e direttamente dal Kindle Store di Amazon). Offre l'opportunità di girare un book-trailer del libro, a chi fosse interessato.
  17. Roberta De Polo

    Il sogno di Emma

    Mercoledì 8 Agosto 2018 alle ore 17.30, presenterò il mio libro - Il sogno di Emma - alla galleria d'arte di Andalo in Trentino. All'evento letterario parteciperà la cantante lirica Elisa Priano che delizierà i presenti con la sua voce melodiosa. Seguirà un rinfresco. Vi aspetto numerosi.
  18. L'irascibILE

    L'amore è un contratto - Ilenia Toffanin

    Titolo: L'amore è un contratto Autore: Ilenia Toffanin Autopubblicato: Amazon KDP Data di pubblicazione: 26/7/2018 Prezzo: €2,99 (solo ebook) Genere: romanzo rosa Pagine: 404 Quarta di copertina: "Alexandra Stefani ha giurato a sé stessa che non si lascerà più rovinare la vita dalle azioni altrui. Per questo trova rifugio a Londra dove, in pochi anni, è diventata un avvocato di successo, specializzato in diritto immobiliare. E la sua vita londinese sta andando proprio come lei desidera fino a quando non conosce Richard Dixon, magnate dell'industria cinematografica internazionale che, con il suo modo di fare non proprio trasparente, sembra deciso a sconvolgerle i piani. Ma il passato di Alex tenta di riemergere e lei si trova a lottare tra l'attrazione per Richard ed il desiderio di seppellire per sempre gli errori commessi, dando il via ad un complicato tira e molla fatto di scontri e ripicche che mettono a dura prova la resistenza di entrambi." Link all'acquisto: Amazon: https://www.amazon.it/gp/product/B07FY2Z9QL/ref=oh_aui_d_detailpage_o00_?ie=UTF8&psc=1
  19. HALLOWEEN (Titolo del capitolo) << La smetti di pagare tutto te >> gli dissi. << Ma te mai un semplice grazie, devi sempre ribattere? >> mi domandò. << Grazie >>. Prima che potessi rispondere, sentii Tiziano ringraziarlo. << Ecco, impara da lui >> mi disse per poi rivolgersi a mio figlio. << Non c'è di che piccolo >>. << Grazie >> gli dissi infine. << Già va meglio >>. << Bene, noi continuiamo a fare dolcetto o scherzetto, ci vediamo >> gli dissi. << Ciao Angela, ciao piccolino >>. << Ciao Claudio >> rispondemmo. Continuammo il nostro giro, fino all'ora di cena. Solo allora tornammo a casa e ordinai delle pizze. Mentre aspettavo il fattorino, ordinai un po' la casa, mandai Tiziano a lavarsi le mani. Dopo mezz'ora sentii suonare il campanello era il fattorino, presi le pizze e lo pagai. Rientrai in casa e portai le pizze in tavola dove c'era già Tiziano ad aspettare mangiammo e dopo ci mettemmo sul divano a guardare la televisione.. CLAUDIO Stavo passeggiando in centro a Torino, quando mi voltai e in un negozio vidi Angela, decisi di entrare per salutarla. << Trovato quello che cercavi? >> gli chiesi, la vidi sobbalzare, non si era accorta di niente. Quando si girò, la sua faccia era a pochi centimetri dalla mia. E se la portassi in camerino e ci faccio l'amore, così da togliermi il pensiero? Pensai. Non ci verrebbe mai, sai che non si fida. Mi ricordò la mia coscienza. Stupida coscienza sta zitta. << Lo sai che non si arriva alle spalle delle persone, mi hai fatto spaventare >>. Angela mi riportò alla realtà e iniziai a ridere, era buffa. << Stavo passando di qua e ti ho visto >> risposi ridendo << Allora hai trovato quello che cercavi? >> gli domandai nuovamente. << No, non lo trovato >> rispose uscendo dal negozio. Idea! La potrei portare nel negozio dove vado sempre. << Io conosco un negozio, possiamo andare là, se ti va >>. Gli dissi speranzoso. Volevo passare del tempo con lei, conoscerla, così dopo averla portata a letto mi sarei dimenticata di lei. << Ma tu non lavori mai? >> mi riportò di nuovo alla realtà. << Sono il capo, ho dei dipendenti, quindi ho tutto il tempo a mia disposizione >>. Mi ero annoiato a stare in ufficio, ci sarei ritornato più tardi, forse. << OK, allora dov'è questo negozio? >> domandò. << Vieni >> mi seguì all'altro capo della strada, rispetto al negozio dove lei era prima. << Eccoci arrivati >>. La feci entrare e si guardò in giro, sapevo cosa stava pensando, non si poteva permettere un vestito qui, ma glie l'avrei regalato io. << Posso scegliere io per te? >> chiesi, avevo già notato dei vestiti che gli sarebbero stati bene. << Va bene >>. Rimasi sorpreso, mi aspettavo un no come risposta. Iniziai a prendere i vestiti di vari modelli, corti, lunghi, a mono-spalla, senza spalline, ecc. << Sono troppi? >> gli domandai, avevo preso una montagna di vestiti. << No, dalli a me, li vado a provare >> gli porsi i vestiti ed entrò nel camerino, ci mise molto a provarli tutti. << Allora hai scelto? >> chiesi spazientito, la vidi uscire dal camerino. << Si, però non posso permettermelo >>. La prima ragazza sincera. << Possiamo andare in un altro negozio >> mi domandò. << No >> glielo avrei regalato io. Non so il perché di quel gesto, lo volevo fare e basta. << Come no? Beh ci andrò da sola >>. Mi porse i vestiti e fece per uscire dal negozio, quando parlai nuovamente. << Sciocca fermati >>. Quelle parole mi uscirono dalla bocca, era passato tanto tempo da quando avevo detto a qualcuno di fermarsi. << Cosa vuoi? >>. Mi stavo trattenendo dal ridere. << Te lo regalo io >> gli dissi con un sorriso. << No >> fu la sua risposta prima di uscire dal negozio. Testarda ragazza, almeno sapevo che non puntava ai soldi. Andai verso la cassa e appoggia i vestiti. << Li prendo tutti, ci può abbinare anche le scarpe >> dissi alla cassiera. Non sapevo qual'era il vestito che aveva scelto, quindi avevo deciso di prenderli tutti con relative scarpe. Gli scrissi anche un biglietto: "Questi sono per te. Claudio". Pagai la commessa e uscii dal negozio, mi diressi verso la casa di Angela. Passai a lavoro e pensai alla facci di Angela quando avrebbe visto le buste. C'erano un paio di vestiti che mi piacevano, il primo è un vestito senza spalline, celeste, con lo spacco che arriva a metà coscia. Sarebbe stato bene su di lei. Un secondo vestito è nero lungo che lascia scoperta la schiena, un terzo vestito sempre lungo rosa, senza spalline, a fantasia, scarpe con tacco a spillo celesti, bracciale e collana sempre celesti, infine un ultimo vestito forse quello che mi piaceva più di tutti, è un vestito corto, che non arriva neanche a metà coscia, bianco, mono-spalla con una striscia davanti che si allarga dietro marrone con tanti pallini piccoli bianchi e neri. In assoluto il mio preferito. Stavo pensando a questo e non prestai molta attenzione al lavoro, continuavo ad annuire, anche se non sapevo di cosa stessero parlando. Con la testa ero da un'altra parte. Sbrigai quello che avevo da fare e ritornai in centro e, se avevo fortuna avrei incontrato anche Angela. Entrai in un bar a prendere qualcosa da mangiare, quando vidi Angela con suo figlio. << Piaciuti i regali? >> la vidi sobbalzare, l'avevo spaventata di nuovo. << La smetti di arrivarmi alle spalle >> mi disse. << E te rispondi alla domanda >>. Giuro che mi stavo trattenendo dal riderle in faccia, da quanto era buffa. << Ti avevo detto di no, sai dove abito, te li puoi venire a riprendere >> era arrabbiata ed io ci rimasi male, pensavo gli avesse fatto piacere la sorpresa. << Pensavo ti avesse fatto piacere >> diedi voce ai miei pensieri. << Non sono come le ragazze con cui esci, sia chiaro, e poi io e te siamo solo amici >>. Si è vero, lei è diversa dalle ragazze con cui mi frequento di solito, è testarda, non sta un attimo zitta deve dire sempre la sua, ti dice le cose in faccia, ed è bella, bella da togliere il fiato. Non so cosa mi stia succedendo, so solo che non ero più tanto sicura di volerla ferire. << Allora accetterai i miei regali, come pegno della mia amicizia? >> gli chiesi speranzoso. << E se io non volessi? >> testarda la ragazza. << Dai Angela, non fare così, prendili e basta >> mi toccava anche supplicarla. << OK, mi arrendo, hai vinto tu >> finalmente era l'ora. << Comunque grazie >> mi disse. << Per me è stato un piacere >> gli sorrisi. Seguii Angela al tavolo, parlammo del più e del meno, poi gli dissi che dovevo andare in bagno, in realtà andai a pagare. Quando Angela andò per pagare gli dissi che avevo già pagato io. << La smetti di pagare tutto te >> mi disse. << Ma te mai un semplice grazie, devi sempre ribattere? >>. Iniziammo a battibeccare come marito e moglie e non mi importava della gente che ci guardava. << Grazie >> disse ad un certo punto Tiziano. << Ecco impara da lui >> dissi ad Angela, poi mi rivolsi al bambino. << Non c'è di che piccolo >> sentii Angela sospirare. << Grazie >> disse infine. << Già va meglio >> gli risposi. Ci salutammo, anche se volevo stare un altro po' con loro, volevo conoscere meglio Angela. Cosa mi stava succedendo, non mi potevo innamorare di lei. Andai in un pub e iniziai a bere fino a dimenticarmi chi fossi. Non so come tornai a casa, ma il pensiero di Angela, non mi lasciava un attimo. Anche da ubriaco pensavo a lei. Cosa dovevo fare, portarla a letto e non farmi più vedere, oppure stare con lei?. Non sapevo cosa fare, mi scoppiava la testa. Andai a letto vestito e, mi addormentai sognando Angela.
  20. HALLOWEEN (Titolo del capitolo) Ci sono persone, che sanno sempre come farti rialzare dal fango. Eduard Leon Word *Giorno prima di Halloween* Domani il ristorante sarà chiuso, potrò passare un po' di tempo con Tiziano. Pensai mentre finivo di pulire la sala e rimettere a posto tutto per la cena. Quel giorno finivo il turno alle 16.00, Giacomo disse che c'erano poche persone e ci poteva rimanere Irene ad aiutarlo. Finito il turno andai a casa, trovai Tiziano con Chiara che stavano facendo i compiti. << Ciao Angela >> mi disse Chiara, da un po' di tempo era strana, si comportava in maniera diversa rispetto all'inizio, non mi fidavo più di tanto. << Ciao Chiara >> la salutai. << Ciao amore della mamma >> mi rivolsi a Tiziano, baciandolo sulla guancia. << Allora visto che sei arrivata io vado >> non feci in tempo a salutarla che era già uscita di casa, ero un po' sospettosa, mi evitava e non salutava neanche più Tiziano. Era una settimana che ci eravamo trasferiti per fortuna Claudio e Chiara mi avevano aiutato a sistemare tutto, sono amica di tutte e due, anche se di loro ancora non mi fido. << Mamma, vorrei travestirmi da Goku >> mio figlio mi riportò alla realtà. << OK amore, andiamo a vedere se troviamo un costume >> gli dissi. Misi il giubbotto a Tiziano, dopodiché uscimmo di casa e ci dirigemmo verso un negozio che avevo visto tempo fa passando. Sperando che aveva ancora vestiti di Halloween. << Buonasera, benvenuti da Clip Clop >> ci accolse una signora anziana, doveva avere all'incirca sessant'anni. << Buonasera >> rispondemmo io e Tiziano. << Come posso esserle utile? >> mi domandò la signora. << Cercavo per mio figlio il costume di Goku a 6 anni, sempre se l'avete >> non era proprio bello comprare a mio figlio il costume il giorno prima della festa, lo so, lo so, pessima madre. << Credo di avercelo, venite da questa parte >>. Seguimmo la signora che, ci portò in un'altra stanza rispetto a dove eravamo entrati, il negozio era grande con molte stanze, vendeva dai vestiti per neonati a vestiti per adulti, dalle scarpe ai trucchi, infine c'erano i costumi per Halloween, c'era costumi di draghi, streghe, vampiri, ecc... << Aspettate qui, controllo in magazzino se ci sono >>disse la signora. << OK >>. Aspettammo per una manciata di minuti, poi la vidi tornare indietro. << Ecco qui il costume di Goku, siete stati fortunati è della sua taglia ed è l'ultimo >>. << Grazie, quanto le devo? >> << Aspetti che controllo, andiamo alla cassa >>. Ritornammo indietro, passò il costume alla cassa per vedere quanto costasse. << Mi deve 20 € >> tirai fuori il borsello. << Ecco a lei >> gli porsi i soldi. La signora mi diede il costume e lo scontrino. << Arrivederci >> disse. << Arrivederci >> risposi. << Ciao >> disse mio figlio. << Grazie mamma >> mi disse Tiziano, tornando a casa. La mattina seguente il ristorante era chiuso, portai Tiziano a scuola e ritornai a casa per pulirla, anche se non dovevo fare granché visto che era pulita. Decisi allora di stirare. La mattinata passò velocemente e nel pomeriggio decisi di uscire e farmi un giro per il centro di Torino. Arrivata in centro, iniziai a guardare i negozi, era da tanto che non mi compravo un vestito nuovo. Entrai in un negozio e inizia a guardare che vestiti avevano, non c'è ne era uno che mi piacesse. << Trovato quello che cercavi? >> mi spaventai, mi girai e trovai Claudio a pochi centimetri da me. << Lo sai che non si arriva alle spalle delle persone, mi hai fatto spaventare >> gli dissi e lui iniziò a ridere. << Stavo passando di qua e ti ho visto >> rispose ancora ridendo. << Allora hai trovato quello che cercavi? >> continuò. << No, non lo trovato >> gli dissi uscendo dal negozio. << Io conosco un negozio, possiamo andare là, se ti va >>. Ma lui non lavora mai, cerca sempre delle scuse per stare da solo con me. Non è che avrà in mente qualcosa? Pensai << Ma tu non lavori mai? >> diedi voce ai miei pensieri, non tutti però. << Sono il capo, ho dei dipendenti, quindi ho tutto il tempo a mia disposizione >> mi disse guardandomi negli occhi, non mi ero neanche accorta che ci fossimo fermati. << OK, allora dov'è questo negozio? >> chiesi. << Vieni >> ci incamminammo all'altro capo della strada rispetto a dove eravamo prima. << Eccoci arrivati >>. Entrammo in negozio che è il doppio del primo in cui mi ero fermata. Ci sono molti vestiti a disposizione eleganti, da sera, da cocktail, ecc.. Non penso che mi possa permettere un vestito in questo negozio. << Posso scegliere io per te? >> la domanda mi lasciò perplessa, voleva scegliere per me e non mi conosceva neanche. << Va bene >> perché gli avevo risposto così, volevo riformulare la risposta dirgli che potevo benissimo scegliere da sola, ma lo vidi felice e lasciai stare. Iniziò a girare per il negozio prendendo vestiti di ogni genere lunghi, corti, a mono-spalla, senza spalline, ecc... << Sono troppi? >> chiese. << No, dalli a me, li vado a provare >> mi porse i vestiti ed entrai in camerino. Erano tutti molto belli, però ci fu sopratutto un vestito che mi colpì, è molto bello. È un vestito corto che non arriva neanche a metà coscia, mono-spalla con una striscia marrone con dei pallini neri, bianchi, la striscia era anche dietro e arriva al di sopra del sedere. Guardai il cartellino e sbarrai gli occhi 120€, è troppo per me, non posso comprarlo e ora come faccio? Pensai. << Allora hai scelto? >> domandò Claudio spazientito. << Si, però non posso permettermelo >> gli dissi uscendo dal camerino con la pila di vestiti in mano. Meglio dirgli la verità che una bugia pensai. << Possiamo andare in un altro negozio >> continuai. << No >> disse lui. << Come no? Beh ci andrò da sola >> gli porsi i vestiti e mi voltai per uscire. << Sciocca fermati >> si stava trattenendo dal ridere. << Cosa vuoi? >>gli risposi arrabbiata. << Te lo regalo io >> disse. << No >> presi e uscii dal negozio. Mi diressi a delle bancarelle, le girai tutte e alla fine comprai un paio di pantaloni bianchi, una maglietta blu, una borsetta fucsia, un paio di occhiali da sole e delle scarpe floreali con il tacco, spesi 50 € in tutto. Mi diressi verso la scuola per andare a prendere Tiziano, feci in tempo ad arrivare, che loro stavano già uscendo. << Ciao amore della mamma >> gli dissi abbassandomi per prenderlo in braccio e dargli un bacio sulla guancia. << Ciao mamma >> mi baciò anche lui. Ritornammo a casa e fuori dalla porta vidi molte buste, in una di questa c'era attaccato un biglietto. "Questi sono per te. Claudio". Quel ragazzo è più testardo di un mulo, presi le borse, glie l'avrei ridate indietro appena lo avrei rivisto, entrai in casa. Andai in camera di Tiziano per aiutarlo a mettersi il costume di Goku, dopodiché uscimmo e lo portai a giro per Torino a fare "dolcetto o scherzetto". Tiziano si divertiva molto e anche io, erano rari i momenti che stavamo insieme ma, è sempre meraviglioso. Ci fermammo ad un bar per prendere qualcosa da bere e far fare a Tiziano merenda. << Piaciuti i regali >> sobbalzai dallo spavento. << La smetti di arrivarmi alle spalle >> gli dissi. << E te rispondi alla domanda >> mi disse. < < Ti avevo detto di no, sai dove abito, te li puoi venire a riprendere >> gli dissi arrabbiata. << Pensavo ti facesse piacere >> era deluso. << Non sono come le ragazze con cui esci, sia chiaro, e poi io e te siamo solo amici >> gli dissi, non è che se mi faceva dei regali cascassi ai suoi piedi. << Allora accetterai i miei regali come pegno della mia amicizia >> era furbo, molto furbo. << E se io non volessi >> gli risposi. << Dai Angela, non fare così, prendili e basta >> è proprio testardo il ragazzo. << OK, mi arrendo, hai vinto tu >> gli dissi, era inutile continuare a discutere con lui. << Comunque grazie >> continuai. << Per me è stato un piacere >. mi disse, aveva un sorriso enorme. Andai a sedermi con Tiziano ad un tavolino del bar e Claudio ovviamente ci seguì. Parlammo del più e del meno, quando Tiziano finì di mangiare, mi alzai per andare a pagare. << Già fatto, possiamo andare >> non era possibile, aveva pagato lui e menomale doveva andare in bagno.
  21. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te - Cap. 5 (2)

    Una nuova casa (Titolo Capitolo) Seconda Parte CLAUDIO Ero in macchina ad aspettare Chiara. Chissà perché ci metteva così tanto? Pensai. Angela bella e ingenua, gli avevo chiesto di essere amici, il piano stava funzionando, presto l'avrei fatta innamorare di me. C'ero rimasto male, quando mi ha detto che stava fissando la macchina e non me. Adesso che le avevo trovato casa, sarebbe stato più facile conquistarla. Vidi Chiara uscire dall'albergo e dirigersi verso la macchina. << Ciao Claudio, scusa il ritardo, Angela mi ha detto della casa >> disse mentre entrava in macchina. << Adesso possiamo andare >> risposi freddo. << Si, si >> partii e lei non fiatò per tutto il viaggio. Arrivammo davanti casa dei miei genitori. Si, Chiara abita ancora con loro, io me ne sono andato appena ho potuto. << Claudio, non so cosa hai in mente, ma Angela non fa per te, è una ragazza eccezionale, simpatica, ma diciamocela tutta, ti userà per i tuoi soldi come hanno fatto tutte le altre. Non fraintendermi gli voglio bene, è una cara amica, però è meglio se gli stai lontano OK? >> disse Chiara. << Non ho niente in mente Chiara. Angela è diversa dalle altre e poi siamo solo amici, per ora >> gli risposi sorridendo. << Lei non si fida di te, ti considera un donnaiolo >>. Chiara sapeva essere cattiva molte volte. << Gli dimostrerò che non è così >> risposi sicuro. << Beh io te lo detto. Buonanotte Claudio. E pensa ai nostri genitori >> scese dalla macchina. << Buonanotte Chiara >> chiuse lo sportello, accesi la macchina e ritornai verso casa mia. Vivo in campagna, in una villa enorme. Arrivato a casa, parcheggiai la macchina in garage e salii. Entrato in casa, mi sentii solo, di solito ci portavo una ragazza diversa ogni sera, ora che avevo un piano in mente dovevo farne a meno. Non mi ricordo neanche perché avessi comprato una casa grande, so soltanto che era molto lontano dalla mia famiglia. Già, i miei genitori, volevano sempre troppo da me, non c'è la facevo più a fingere che mi stava bene tutto questo, loro avevano un'azienda vinicola dove producevano vino e lo esportavano anche all'estero, lavorando sodo, sono diventate persone ricche, poi hanno passato l'azienda a me per farla crescere e continuare ciò che loro avevano iniziato, ho accettato per farli contenti. Ero steso sul letto in camera mia, un letto troppo grande solo per una persona. Pensavo e ripensavo ad Angela, sarei riuscito a togliermela dalla testa una volta portata a letto. C'erano troppe domande senza risposta, da quando l'avevo vista in stazione, mi sembrava già di averla rivista. Angela chi sei? Con questa domanda mi addormentai. ANGELA Accompagnai Tiziano in camera, si spogliò e si mise il pigiama, ed entrò nel letto, mi posizionai accanto a lui e pensavo a quale favola raccontargli. "C 'era una volta, una bambina che era stata abbandonata dai propri genitori, in quanto non avevano i soldi per mantenerla e farla crescere. Questa bambina, che noi chiamiamo Elisa, crebbe in un orfanotrofio con altri bambini. Veniva sempre trattata male, in quanto era la più piccola e non si poteva difendere, le suore non facevano niente per far smettere i bambini più grandi, ogni sera ritornava in camera sua con lividi in tutto il corpo, andava a letto senza aver mangiato niente e pregava Dio di fargli trovare dei genitori che l'amassero. Una domenica arrivarono parecchie persone per vedere i bambini e scegliere chi adottare, fino ad ora Elisa non l'avevano mai voluta, almeno fino a quel giorno, in cui una giovane ragazza accompagnata da marito, si interessò di Elisa, volle sapere la sua storia, le suore gliela raccontarono. Questa ragazza dopo che ebbe sentito la storia decise di parlare con la bambina, si avvicinò a lei con sguardo dolce e gli disse: "Ciao Elisa, io mi chiamo Caterina, vorrei sapere se vuoi una mamma e un papà?". Elisa guardò la signora e dopo un po' rispose quasi piangendo. < Si, vorrei tanto una mamma e un papà >>. << Bene, da oggi lì avrai >>. Elisa non ci poteva credere, quelle due persone volevano davvero adottarla, non stavano scherzando, per la prima volta dopo mesi si sentiva felice, finalmente Dio l'aveva ascolta". << Finita >>. Mi girai verso Tiziano lo trovai che stava dormendo, mi alzai, gli rimboccai la coperta e gli lasciai un bacio sulla guancia. Andai in bagno, mi svestii e mi misi il pigiama, ritornai in camera e mi infilai sotto le coperte accanto a mio figlio. Non riuscivo a prendere sonno e ripensai a quello che era successo da quando avevo preso il treno insieme a Tiziano. Ero diventata amica di Chiara e di Irene, ma ancora non mi fidavo di nessuna delle due, neanche di Claudio mi fidavo, chissà con il tempo mi sarei di nuovo fidata. Speravo solo che il mio ex e padre di Tiziano non ci trovasse. Se ci avesse trovato me l'avrebbe fatta pagare e avrebbe portato via Tiziano, lui ha il potere di farlo. So il mostro che è il mio ex, ma essere tradita da chi pensavi ti fosse amica, faceva ancora più male. Con questi pensieri mi addormentai. CHIARA Rientrai a casa, quando sentii il cellulare squillare era Davide, un ragazzo conosciuto mesi fa, quando ero in vacanza a Siena. << Hey Davide come va? >> risposi al cellulare. << Tutto bene tesoro, te come va? >> mi chiese. << Bene. Sono riuscita a trovarli >> lo informai, quando lo conobbi mi mostrò la foto di una ragazza, precisamente la sua ex e mi aveva chiesto di aiutarlo a cercarla per lui. << Presto sarò lì da te e gliela farò pagare, devo solo sistemare delle cose qui a Siena, piccola. >> << Non ti preoccupare, hai tutto il tempo a disposizione, siamo amiche di me si fida, non sospetterà mai nulla >> gli dissi. << OK piccola, ci sentiamo. Ti Amo >>. << Ti Amo anch'io >> riattaccai il cellulare. È sempre bello sentirlo è un ragazzo fantastico, la sua ex gli ha fatto molto male. Ha avuto il coraggio di dirmi che lui l'aveva lasciata perché era incinta, ma come si può essere così meschini, togliere un figlio al proprio padre. Davide avrebbe fatto bene a fargliela pagare, non si meritava tutto questa sofferenza. Io l'avrei aiutato a riprendersi il figlio e dopo ci saremmo trasferiti a Siena, dove avremmo abitato come una famiglia e ci saremo amati per sempre. Non vedevo l'ora che venisse a Torino, mi mancava molto. Con questi pensieri mi addormentai. DAVIDE Finalmente, dopo tanto ero riuscito a ritrovarli. Me l'avrebbe pagata cara, nessuna fugge da me. Menomale avevo Chiara dalla mia parte, non sapevo però se potevo fidarmi di Claudio. Presto sarei andato a Torino e avrei ripreso ciò che è mio con le buone o con le cattive. Con questi pensieri mi addormentai.
  22. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te - Cap. 5 (1)

    Una nuova casa (Titolo del Capitolo) È veramente bello battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione. Perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La vita è troppo bella per essere insignificante. Charlie Chaplin Erano passate due settimane e Claudio ancora insisteva per aiutarmi a cercare casa, non mi fidavo, ci doveva essere qualcosa sotto, però è anche vero che non lo sopportavo più. << OK Claudio, accetto il tuo aiuto >> gli dissi alla fine sfinita, era venuto anche a lavoro a rompere. << Bene, ci vediamo oggi pomeriggio >> disse soddisfatto, ci credo alla fine l'aveva avuta vinta lui. << Guarda che io lavoro >> gli ricordai. << No, ho già parlato con Giacomo, hai il pomeriggio libero >> sfoderò un meraviglioso sorriso. Guardai Giacomo e lui alzò gli occhi al cielo, aveva esasperato anche lui. << Certo che sei proprio un rompiscatole >> gli dissi. << Baby, quando mi metto in testa una cosa nessuno mi ferma >> mi fece l'occhiolino e mi sorrise. << Non provare mai più a chiamarmi baby, non sono come le ragazze che frequenti >>. Come faceva a farmi arrabbiare lui, nemmeno mio figlio ci riusciva. << OK, OK >> alzò le mani in aria. Giacomo scoppiò a ridere. << Bene, allora a oggi >> gli dissi trattenendo una risata. << Ti passo a prendere qui, appena finisci il tuo turno >> tornò serio e se ne andò. I cambiamenti d'umore di sto ragazzo non li capivo. Continuai a lavorare, la giornata era lunga, non mi fermai un attimo, alle 16.00 Giacomo mi chiamò. << Hey Angela, vieni qui >>. Ora cos'era successo? pensai << Dimmi Giacomo è successo qualcosa? >> chiesi preoccupata. << No Angela, non ti preoccupare, ti volevo solo dire che il tuo turno è finito, c'è già Claudio che ti aspetta >> si stava trattenendo dal ridere. << OK, vado >> dissi rassegnata, pensavo ormai che se ne fosse dimenticato. << A domani Angela >> mi salutò Giacomo. << A domani >> risposi. Uscii dal ristorante e lo vidi appoggiato alla sua macchina, un Audi nera nuovissima, rimasi senza parole, aveva davvero una bella macchina. << Vuoi stare lì impalata a fissarmi, lo so che sono bello. >> Ma chi si credeva di essere. << Non stavo guardando te, ma la tua macchina >> risposi freddamente.. Si spostò dalla parte del guidatore senza rivolgermi la parola, che bel pomeriggio mi aspettava. Salii in macchina e partimmo, per tutto il viaggio non mi rivolse la parola, chissà a cosa stava pensando. << Eccoci arrivati, questa è la prima casa che vedremmo >> disse Claudio. Eravamo arrivati davanti ad una villa molto bella, ma io non me la potevo permettere, << Claudio, questa è una villa >> gli dissi esterrefatta. << E Allora? >> puntò il suo sguardo su di me. << Claudio, io voglio una casa in affitto, possibilmente vicino la scuola di Tiziano. Non voglio una villa fuori città che manco mi posso permettere. >> Era incredibile, non ci arrivava, non avevo neanche chiesto il suo aiuto, era stato lui ad insistere per settimane. << Pensavo ti facesse piacere vedere le case >> ora faceva anche il broncio, oddio. << Claudio mi fa piacere vedere le case, ma che mi posso permettere, è molto bella questa villa, però non è il tipo di casa che voglio >> adesso mi toccava parlare come si parla ai bambini, sarebbe stato un lungo pomeriggio. << OK, OK capito, torniamo in città >> fece marcia in dietro e ci dirigemmo in città. Arrivammo in centro, scendemmo davanti ad un'agenzia immobiliare dove la persona che era incaricata di farmi vedere le case era un uomo di quarant'anni stempiato. Ci portò a visitare molte case, ma nessuna di quelle che avevo visto fin'ora mi piaceva. Non so quante case mi fecero vedere, molte, tutte belle, ma nessuna che mi soddisfaceva. << Signora, questa sarà l'ultima casa che gli posso far vedere per oggi, se non le piace neanche questa, domani continueremmo >> mi comunicò l'agente immobiliare. Claudio per tutto il tempo era stato zitto, strano non aveva insultato o sbuffato. << OK, andiamo >> ci incamminammo verso Piazza Vittorio. Entrammo in un palazzo, la casa era al secondo piano, molto spaziosa, con dei pavimenti bianco e neri. Avete presente quando qualcosa ci colpisce già al primo sguardo, beh per me fu così. <<™Questa casa come può vedere a tre camere, due bagni, una terrazza molto grande, uno stanzino e la cucina. Come nota c'è solo da arredare le camere e la cucina, anche se è molto grande il prezzo è ragionevole. >> Mi informò l'agente immobiliare. << Devo dire che la casa è molto bella, mi ha colpito e... >> sospesi la frase. << E... continua >> dissero in coro l'agente immobiliare e Claudio, mi veniva da ridere erano sfiniti e non ne potevano più di vedere case, si vedeva. << Quando ci posso venire ad abitare >> chiesi scoppiando a ridere. << Quando vuole lei, signora >> rispose l'agente immobiliare. << Sicura >> chiese Claudio. << Sicurissima >> risposi. Claudio mi prese in braccio, facendo un giro su se stesso, rideva, si vedeva che era soddisfatto, ma non era da lui fare certe cose, almeno non con me. << Ehm Claudio >> lo chiamai. << Dimmi Angela >> mi chiese ancora felice. << Mi potresti mettere giù, per favore >> gli dissi, non ero a mio agio abbracciata a lui, non mi fidavo. << Ah OK, scusa >> mi posò a terra. L'agente immobiliare mi fece firmare le carte, dovevo solo comprare le camere e la cucina, in fondo 350 € al mese non erano tanti da pagare. << Quando pensi di venirci a vivere >> chiese Claudio, mentre tornavamo in macchina. << Precisamente, nel giro di un paio di settimane, devo ordinare la cucina e le camere e, comprare le cose per la casa, poi io e Tiziano ci possiamo trasferire >.. << Potremmo andare ora a comprare la roba che ti serve per la casa ed ordinare le camere e la cucina, tanto c'è Chiara con Tiziano se non sbaglio >> propose Claudio. << Si, d'accordo >> risposi. Andammo ad ordinare le camera e la cucina poi, ci fermammo in un negozio dove vendevano la roba per la casa e comprai tutto ciò che mi serviva. << Se vuoi la posso tenere io la roba >> oggi era molto gentile. << Va bene >> dissi. << Angela, ti vorrei dire un'altra cosa >> ormai eravamo arrivati davanti all'albergo. << Dimmi >> mi girai verso Claudio. << Potremmo essere amici? >> mi chiese ad un tratto, era diventato gentile, disponibile. Qualcosa mi diceva di non fidarmi di uno come lui. << Certo amici >>. Lasciai da parte quella sensazione, come mi poteva ferire? Non è un ragazzo che potrebbe arrivare a far del male ad una persona che non conosce, no? Con il tempo avrei capito se mi potevo fidare di lui. Gli lasciai la mano ed uscii dalla sua macchina per entrare in albergo. Presto ci saremmo trasferiti nella nuova casa, non vedevo l'ora di dirlo a Tiziano. Entrai in camera, mi venne incontro Tiziano correndo. << Mamma >>mi abbracciò. << Amore, ho una novità >> vidi arrivare anche Chiara. <<™Ciao Angela, io allora vado >> disse Chiara. << No Chiara aspetta, la novità la devo dire anche a te >> la fermai prima che se ne andasse. << Qual'è questa novità? >> chiese curiosa Chiara. << Ho trovato casa >> dissi tutta contenta. << Sul serio? >> chiese Chiara. << Si, tuo fratello mi ha aiutato è stato gentile e disponibile. Ma non cambio idea su di lui >>. Chiara mi abbracciò e Tiziano mi saltò addosso, era super contento. << Tra quanto vi trasferite? >> domando Chiara. << Tra un paio di settimane, mi devano arrivare i mobili che ho ordinato >> gli dissi. << Se vuoi una mano con il trasloco io ci sono e per Tiziano non ti preoccupare, gli farò da babysitter anche se non state più in albergo, mi sono affezionata troppo per lasciarlo ad un'altra tata >> disse Chiara,la cosa mi sorprese, non pensavo avesse intenzione di continuare a fare da tata a Tiziano. << Oh! Grazie Chiara >> l'abbracciai. << OK, io vado altrimenti Claudio se ne va >> salutò Tiziano e me ed uscì dalla camera. << Allora cucciolo sei contento? >> chiesi a mio figlio. << Si >> rispose sorridendo.
  23. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te - Cap. 4 (2)

    Primo Giorno di Scuola. Continuazione della parte 1 << Siiii >> rispose tutto contento. Ero rimasta senza parole, gli piaceva stare da solo o con me. Ci incamminammo verso i giardini, arrivati mi misi seduta su una panchina mentre Tiziano andava a giocare da solo. Non riuscivo a capacitarmi che mio figlio non volesse giocare con gli altri bambini, non capivo il motivo, lo avevo sempre incoraggiato a fare nuove amicizie, forse se lo avessi mandato all'asilo, sarebbe un bambino diverso, ho sbagliato in tutto, sono una pessima madre. Riflettevo su queste cose e non vidi il tizio seduto vicino a me. << Hai già trovato una casa? >> lo riconobbi subito dalla voce Claudio. << Che fai mi segui ora e poi, non sono affari tua, se ho trovato più o meno una casa >> risposi fredda. Mi alzai e mi diressi verso mio figlio, lasciandolo lì, senza il tempo di rispondere. << Amore è tardi, dobbiamo andare >> dissi a Tiziano, lo avevo raggiunto all'altalena, dove stava seduto a capo chino. << Tiziano che hai? Che è successo? >> mi preoccupai perché non rispondeva. << Niente >> mi sorrise, scese dall'altalena e ci incamminammo verso l'albergo, mano nella mano. << Aspetta Angela, ho deciso di aiutarti >> di nuovo lui, ma non aveva da fare niente. < < No grazie, troverò da sola una casa >> gli risposi distaccata, ne avevo abbastanza di lui. << Guarda che conosco molte persone che affittano casa e potrei concordare un prezzo onesto >> dichiarò. << Ho detto che ci penso da sola >> adesso mi faceva arrabbiare, perché aveva cambiato idea? Non sapevo se mi potevo fidare di nuovo di uno come lui. << Angela, non puoi vivere per sempre in albergo, fidati di me >> rincarò. << Ecco il punto, io non mi fido di te >> entrai in albergo lasciandolo lì. CLAUDIO *Inizio Flashback* << Claudio, ricordati di andare a prendere Francesco alla stazione >>. Perché avevo risposto a quel dannato cellulare. Da quando i miei amici avevano saputo del ritorno di Francesco mi chiamavano mattina e sera. E ora eccomi qui, ad aspettare l'arrivo del treno in cui c'era il mio miglior amico. Sentii arrivare un treno e dopo poco uscire molte persone, tra queste notai una ragazza alta, magra ma non troppo, capelli lunghi castani e gli occhi di un colore castano scuro, teneva per mano un bambino. Vuoi vedere, no impossibile, non può essere lei. Pensai. Mi aveva già stregato era bellissima. << Claudio, hey ci sei? >> non mi ero accorto dell'arrivo di Francesco, dovetti distogliere lo sguardo da quella ragazza per rispondere al mio amico. << Ehm, si scusa >> . Salimmo in macchina e durante il tragitto Checco non smise un attimo di parlare, non si accorse neppure che non lo stavo ascoltando, troppo preso a ricordare quella bellissima ragazza. *Fine Flashback* Mi ricordai della prima volta che avevo visto Angela, bellissima, stupenda, per un attimo avevo pensato che fosse, beh lasciamo stare. Da quando l'avevo vista la prima volta non riuscivo a non pensarla. ****************************** La mattina portavo Chiara a lavoro in un albergo, perché poi non si comprava una macchina sua, non lo capivo. Dopo me ne andai a lavoro e ancora quella ragazza era tra i miei pensieri. Una mattina ero a fare una passeggiata, dovevo rinfrescarmi le idee, quando andai a sbattere contro una ragazza, era proprio lei, con il bambino, quello fu uno scontro casuale. << Mi scusi non l'avevo vista >> cavolo era bella da togliere il fiato. << Non importa. L'importante è che nessuno si sia fatto male >> non mi considerò più di tanto, mi sorrise ma niente di più. << OK, allora ciao >> decisi di essere anche io freddo. << Ciao >> rispose prendendo per mano il bambino e andandosene. La dovevo dimenticare, non era adatta ad un tipo come me, non sono fatto per una relazione stabile e duratura, mi piace andare a letto con tutte le ragazze. Il destino volle che la scontrassi un'altra volta. Ero andato alla scuola Vittorio Veneto, la preside è amica di famiglia, mi voleva parlare di alcune cose. Non mi aspettavo però che lei volesse altre cose da me. Mentre ci facevo sesso, pensavo a quella ragazza misteriosa. Me la sarei mai tolta dalla testa? Ad un certo punto venimmo interrotti dallo squillo del telefono, era la segretaria. << Scusa Claudio, sarà per un'altra volta >> mi disse Erica. << Che ne dici di stasera, potremmo finire quello che abbiamo iniziato >> gli proposi, la vidi deglutire e fare segno di si. Mi avviai verso la porta con il sorriso sulle labbra e spalancai la porta. Di nuovo lei, cavolo quanto era bella. << Mi scusi >> è la seconda volta che la scontro, l'universo c'è la con me. << La prossima volta guardi dove va >> mi rispose freddamente, ma che gli avrò fatto. La squadrai da capo a piedi e me ne andai, mi irritava molto che lei non fosse come le altre. Arrivato al parcheggio notai allo specchietto della macchina che avevo i capelli scompigliati e la camicia mezza aperta. Salii in macchina e me ne andai a lavoro. Durante la notte pensai e ripensai, avevo in mente un piano perfetto l'avrei conquistata, fatta innamorare di me e, poi abbandonata. Chiara mi disse che faceva da babysitter ad un bambino e presto scoprii anche il nome della ragazza Angela, quindi aveva già un figlio, sarebbe stato molto bello conquistarli e poi abbandonarli. Mi presentai tutti i giorni con ragazze diverse al ristorante dove lavorava, ma a lei non sembrava fargli effetto. La mattina lavoravo duro per mantenere attiva l'attività di famiglia, ho molti soldi e le ragazze che avevo avuto, mi usavano solo per i soldi ed io, avevo deciso di usare loro per compiacermi. C'era un problema però, non riuscivo a dimenticarmi di Angela. Sono passati due mesi e ancora lei è tra i miei pensieri, non capivo cosa mi stesse succedendo. "Forse se l'avrei portata a letto, mi sarebbe passata" mi dissi. Ero a lavoro a mandare via della roba che mi avevano prenotato, quando sentii suonare il cellulare. Cosa voleva Chiara adesso. << Hey Claudio ti disturbo? >> chiese << No, dimmi pure >> risposi seccato. << Avrei bisogno di un favore >> si era cacciata di nuovo nei guai, quella ragazza se le cercava. << Che hai fatto questa volta? >> chiesi stizzito. << Niente, non è per me, è per Angela, gli potresti trovare una casa in affitto? >> mi chiese. << Cosa? Dovrei aiutarla a cercare una casa in affitto, manco morto >> gli dissi. << Dai Claudio, per favore tu conosci molte persone >> adesso si metteva a supplicare anche. << Ti ho detto di no >> e riagganciai. In un secondo momento capii di avere sbagliato, se volevo attuare il mio piano, la dovevo aiutare, altrimenti come l'avrei conquistata? Passai la mattinata a rimuginare su cosa dovevo fare. Nel pomeriggio uscii per fare una passeggiata, andai al parco. Seduta su una panchina la vidi, era stupenda, anche con quell'aria triste, decisi in quel momento che l'avrei aiutata. Mi incamminai verso lei e mi misi seduto accanto, non si era accorta di me. << Hai già trovato una casa? >> gli domandai, alzò la testa e, il suo sguardo da prima triste ora era distaccata e fredda. << Che fai mi segui ora e poi, non sono affari tua se ho trovato più o meno una casa >> rispose freddamente. Non mi diede tempo di rispondere che se ne era già andata via, capii che sarebbe stato difficile conquistarla, ma non mi sarei data per vinto. << Aspetta Angela, ho deciso di aiutarti >> la seguii, provai a fargli cambiare idea. << No grazie, troverò da solo una casa >> mi rispose distaccata, la faccenda è tosta, se vuole fare da sola, come faccio a fargli cambiare idea? << Guarda che conosco molte persone che affittano casa e potrei concordare un prezzo onesto >> gli dissi, so come sono le persone, sopratutto le agenzie immobiliari. << Ho detto che ci penso da sola >> ora si è pure arrabbiata. Dio! Che ragazza testarda pensai. << Angela non puoi vivere per sempre in albergo, fidati di me >> continuai, non mi dovevo arrendere. << Ecco il punto, io non mi fido di te >> mi disse, poi entrò in albergo. Rimasi come un deficiente lì fuori, è la prima ragazza che mi tiene testa in quel modo. "Angela ma cosa mi hai fatto?" pensai mentre ritornavo a casa.
  24. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te - Cap. 4 (1)

    Primo giorno di scuola (Titolo del capitolo) Con un solo sguardo tu mi hai rapito il cuore. Ma la mia vendetta sarà dolce e indimenticabile. © Gioia Assanagora DUE MESI DOPO Sono passati due mesi da quando mi sono trasferita a Torino. Mi stavo aprendo di nuovo con le persone, avevo fatto amicizia sia con Chiara, sia con Irene, ma a nessuna delle due avevo detto del mio passato. In questi due mesi avevo anche scoperto che Claudio era il fratello di Chiara. Come potevano essere parenti? Sono due persone completamente diverse? Lei carina, gentile e disponibile. Lui carino, antipatico eppure stronzo. Ma presto avrei scoperto che uno dei due mentiva. ************************ Oggi è il primo giorno di scuola di Tiziano e sono emozionata più io di mio figlio, non gli piace l'idea di separarsi da me, però è giunta l'ora che faccia amicizia con i bambini della sua età. << Giorno amore della mamma, è l'ora di alzarsi. >> Baciai Tiziano sulla guancia e lui si svegliò. << Giorno mamma >> mi rispose ancora assonnato. << Non sei emozionato, oggi è il tuo primo giorno di scuola >> lo presi in braccio e gli sorrisi. << Pff... Si >> fece uno strano verso prima di rispondere << Dai tesoro, vai a prepararti, fai la doccia e vestiti >> vedevo che non rispondeva. << Amore, dai ti aiuto io >> aggiunsi. Lo feci scendere dal letto e andammo in bagno, lo aiutai a farsi la doccia e a vestirsi, poi scendemmo a fare colazione. Feci sedere Tiziano ad un tavolo, l'unico vuoto che era in sala, mentre io andavo a prendere la colazione. Per me un caffè e una brioche, mentre per mio figlio presi un succo di frutta e una brioche alla nutella. Raggiunsi mio figlio e iniziammo a fare colazione, ad un certo punto alzai lo sguardo e vidi Chiara e Claudio. Chiara ci vide e si fermò al nostro tavolo. << Buongiorno Angela, Tiziano >> ci salutò Chiara sorridendo. << Buongiorno Chiara >> risposi. << Ciao >> rispose Tiziano. << Ti va di fare colazione con noi? >> proposi a Chiara. << Certamente. Claudio io mi fermo qui >> disse al fratello, mentre si sedeva. Lui dopo un po' arrivò e porse alla sorella il caffè e una brioche, mentre per lui non aveva preso niente, si mise a sedere con noi. << Allora Tiziano, oggi è il tuo primo giorno di scuola sei contento? >> chiese Chiara. << Si >> rispose semplicemente dopo aver ingoiato il boccone. << Chiara, visto che sei qui ci accompagni? Oggi ho il giorno libero, mi potresti fare da guida turistica per Torino, in questi due mesi non sono uscita molto. Se non hai impegni ovviamente >> gli chiesi. << Certo, con molto piacere >>. Oggi è molto contenta, chissà cosa sarà successo. Dopo quell'ultima conversazione rimanemmo in silenzio. Guardai l'orologio e vidi che erano già le 7.30. << Tiziano andiamo, non vorrai fare tardi il tuo primo giorno di scuola >> mi alzai dal tavolo e insieme a me anche gli altri. Ci incamminammo verso la scuola io, Chiara e Tiziano. Per mia fortuna Claudio era dovuto andare a lavoro, aveva delle consegne da fare. << Proprio non sopporti mio fratello? >> mi chiese d'improvviso Chiara. << Posso essere sincera, non lo conosco, però non mi fido >> risposi. << Come mai non ti fidi? >> mi chiese. << È una sensazione >>. Me la sono cavata fin'ora bene a mentire, non gli potevo mica dire che quel tipo di ragazzo, sapevo esattamente come si comportava con le donne. Al ristorante tutti i giorni, si presentava con una ragazza diversa, a me non importava, però mi faceva arrabbiare che usasse le ragazze come se fossero degli oggetti, poi se loro ci stavano non erano problemi mia. Le donne vengono usate solo per il loro corpo, gli uomini non pensano che abbiamo anche un cervello che sappiamo usare, forse non tutte lo sanno usare, però questo è un particolare irrilevante. Mentre stavo pensando a tutto questo, non mi ero accorta che eravamo arrivati davanti la scuola. Ci fermammo davanti al portone, c'erano molti genitori con i loro figli, e una maestra che chiamava i bambini della prima elementare, le faceva andare verso la maestra della loro classe. << Tiziano Macchiavelli >> sentii la maestra chiamare mio figlio. Arrivammo davanti alla maestra. << Ciao Tiziano, io sono Anna e sarò la tua maestra, vai dagli altri bambini che sono già in fila >>. Baciai Tiziano sulla guancia e gli auguri una buona giornata e Chiara fece lo stesso. Aspettammo che entrasse nella scuola e poi segui Chiara, mi fece fare il giro di Torino, mi portò a vedere dove si trovava la Mole Antonelliana, il museo Egizio, le residenze reali, la Sacra Sindone e i gianduiotti che, si trovavano sulle rive del Po. "Ci potrei portare Tiziano, quando sarà in vacanza" pensai che sarebbe stato bello far conoscere la storia di Torino a mio figlio. Dopo il giro per Torino ci fermammo a mangiare in un ristorante. Parlammo a lungo, di tutto fino a quando mi fece la domanda che sapevo prima o poi mi avrebbe fatto. << Dov'è il padre di Tiziano? >> lo sapevo che me lo avrebbe domandato. << Il padre di Tiziano non c'è, non è morto, ma non fa parte della nostra vita >> dissi. << Ma sa di Tiziano? >> chiese ancora Chiara. << Si, lo sa, mi ha lasciato perché sono rimasta incinta, non voleva avere figli >> ormai questa era la bugia che dicevo a chiunque mi chiedesse del babbo di mio figlio. Ancora non sapevo in che situazione sarei finita. Dopo il pranzo, facemmo dei giri in vari negozi e comprai dei vestiti per Tiziano era cresciuto. Avevo messo abbastanza soldi da parte, per affittare una casa, anche se ancora non avevo avuto modo di vedere delle case. << Chiara, senti tu non è che conosci qualcuno che affitta case? >> chiesi. << Io no, però mio fratello si, potrei domandare a lui se vuoi >> mi guardò e io feci si con il capo, anche se sapevo che lui non avrebbe accettato. << OK, lo chiamo >> tirò fuori il cellulare dalla borsa e compose un numero, avviò la chiamata. Chiara si allontanò e non riuscii a sentire quello che si dicevano, di certo da parte di Claudio non c'era alcun interesse ad aiutarmi e, non gli avevo fatto niente. Tornò indietro e dall'espressione che faceva, sicuramente Claudio aveva rifiutato. << Angela, mi dispiace ma ha detto che non ti aiuterà >>. Ecco lo sapevo, ci avevo azzeccato, pensai. << Non ti preoccupare Chiara, me lo immaginavo che avrebbe risposto di no >>. << Angela, io dovrei andare, non ti dispiace vero? >> chiese Chiara. << No, no vai pure, ci vediamo domani pomeriggio >> gli dissi << Va bene, Ciao Angela >> mi salutò. << Ciao Chiara e grazie >> la salutai. "Non gli ho domandato perché oggi era felice?" pensai. Bene, ero rimasta sola, avrei fatto un giro vicino all'albergo per vedere se c'erano case in affitto. Tornai indietro e iniziai a guardarmi in giro, camminai non so per quanto tempo, ma non trovai nulla, mi ripromisi che ci avrei riprovato un altro giorno, non mi sarei arresa così facilmente. Vidi che mancava poco all'uscita da scuola di Tiziano, quindi mi incamminai per andarlo a prendere. Arrivata davanti a scuola, mi misi in disparte e aspettai che uscisse mio figlio, vidi uscire molti bambini che andavano verso i suoi genitori e dopo vidi anche Tiziano che, guardava tristemente quei bambini con il babbo e la mamma, mi si spezzò il cuore, sapevo che a mio figlio mancava una figura maschile, anche se non aveva conosciuto suo padre. Mi dispiaceva solo vederlo così giù di morale. Tiziano mi cercò con lo sguardo e appena mi vide, gli ritornò il sorriso, corse verso di me e mi abbracciò stretta, stretta. << Amore, ti sono mancata? >> gli chiesi sorpresa dall'abbraccio. << Si >> rispose ancora fra le mie braccia. << Ti sei divertito a scuola? >> continuai. << Si >>. << Hai fatto amicizia con qualche bambino? >> gli domandai. << No >> rispose. L'avevo capito in quanto era l'unico bambino che era uscita da solo, gli altri bambini erano a gruppetti. << Ti piacerebbe andare ai giardini? >> gli proposi, aspettandomi un no come risposta.
  25. Ospite

    L'ultima lacrima

    Cancellato su richiesta.
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