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Trovato 120 risultati

  1. Aporema Edizioni

    Maschere di Cristallo

    Titolo: MASCHERE DI CRISTALLO Autore: Terry Salvini Casa Editrice: Aporema Edizioni ISBN: 9788832144277 (cartaceo) ISBN: 9788832144376 (ebook) Data di pubblicazione: Agosto 2019 Prezzo: € 14,90 (cartaceo) € 4,49 (ebook) Genere: Romance, giallo giudiziario Pagine: 414 Link all'acquisto: Sito di Aporema Quarta di Copertina Una notte di passione getta scompiglio nella vita e nella carriera della bella Loreley, giovane avvocato di New York, alle prese con un delicato caso giudiziario dall’esito in apparenza scontato. Pur di scoprire la verità, la donna decide di vestire anche i panni di detective, intrufolandosi in un ambiente ambiguo e poco raccomandabile. Intorno alla protagonista ruotano diversi personaggi: un vecchio amore, la famiglia, gli amici, i colleghi, ma soprattutto Sonny, un pianista e compositore ancora legato al proprio passato. Alcuni di loro restano fedeli a se stessi, altri si celano dietro maschere di cristallo, che il rapido e incalzante susseguirsi degli eventi finirà con l’infrangere.
  2. RomBones

    Un duplex per tre - Romana Francesca Dimaggio

    Immagine di copertina: Titolo: Un duplex per tre Autore: Romana Francesca Dimaggio Casa editrice: Brè Edizioni ISBN-13: 979-1280065032 Data di pubblicazione: 14/03/2020 Prezzo: €2,99 e-book, €11.00 cartaceo Genere: romanzo rosa Pagine: 210 Quarta di copertina: Emily è una ragazza di ventotto anni che vive a San Francisco. Dopo aver rotto con il fidanzato Chad, perché si è resa conto di non essere felice con lui, si trasferisce a casa di sua nonna Nanny, che vive in un appartamento duplex su due livelli e ha affittato il primo piano a Ryan, un ragazzo che gestisce il “The rock”, un locale nel quale ospita giovani talenti musicali per dar loro un trampolino di lancio per il mondo discografico. L’incontro tra Emily e Ryan è bizzarro e rocambolesco, caratterizzato dalle manie della ragazza, la quale ha un appetito spropositato e una strana fissazione che la porta ad avere paura dei germi. L’attrazione tra i due è palpabile e nei giorni successivi al loro incontro seguono equivoci, attimi di vera passione e… momenti imbarazzanti. Tre inquilini, due cuori, un duplex. Ragazze, e ragazzi, qui c’è da divertirsi! Link all'acquisto: https://amzn.to/3cXNUSL
  3. Rebby

    More Stories

    Nome: More Stories catalogo: https://www.morestories.it/titoli Modalità invio manoscritti: https://www.morestories.it/invio-manoscritti Sito: https://www.morestories.it Facebook: https://www.facebook.com/morestories.it/ Hanno già pubblicato Andrew Levine, Virginia Dellamore e altri.
  4. LauraMcMiller74

    Dentro il Mio Cuore

    Titolo: Dentro il Mio Cuore Autore: Laura McMiller Collana: Wheeler's Empire Casa editrice: kdp ISBN: 979-8667564058 Data di pubblicazione (o di uscita): il 20 Luglio è uscita l'edizione cartacea, il 23 digitale Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale)10,40 la cartacea 0,99 la digitale Genere: Rosa Pagine: 305 Quarta di copertina o estratto del libro: Gavin Wheeler ed Emily Black si conoscono sin da bambini, e sono stati poco tempo insieme, ma lui non l’ha mai dimenticata. Quando lei comincia a lavorare come assistente per il suo migliore amico John Garner basta uno sguardo per fare scoccare la scintilla della passione.Una passione tenuta a freno soltanto dalla paura e dal timore di lasciarsi andare ai sentimenti per colpa di un passato difficile da dimenticare.Dopo l’incontro nell’ufficio di Gavin per preparare alcuni documenti non proprio idilliaco, è proprio lui a convincere la ragazza di buttarsi e di cogliere l’attimo grazie al gesto generoso di lanciare il ristorante di Malcolm e Debbie, amici storici di Emy sin dalla sua infanzia.Sarà il viaggio a Miami a trasformare la scintilla in una fiamma che presto grazie a Malcolm, Debbie, Eddie, nuovo amore di Malcolm, Claire, Jen, Monica e tanti altri amici del gruppo che si formerà grazie a Gavin e a una sua idea geniale di utilizzarli per conquistarla e li aiuteranno a stare insieme; diventerà un incendio capace di fare crollare le loro difese apparentemente invalicabili, impossibile stare separati. Impossibile non abbandonarsi al desiderio e alla passione che divampa lacerando ogni cosa avessero conosciuto prima. Ma c'è qualcuno che trama nell'ombra e che vuole mettere nei guai Gavin, Chi sarà? Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B08D9KHFGV
  5. sarac91

    Melodia per anime spezzate - Sara Carli

    Buonasera a tutti, Dopo essermi presentata io, vengo qui a presentare il mio libro, uscito proprio ieri! Titolo: Melodia per anime spezzate Autore: Sara Carli Collana: Narrativa d'amore Casa editrice: Brè Edizioni ISBN: 9791280065285 Data di pubblicazione (o di uscita): 10 giugno 2020 Prezzo: 2,99 € e-book (per la prima settimana, poi 5,99 €, GRATIS su Kindle Unlimited, 20 € il cartaceo) Genere: Narrativa Pagine: 585 Quarta di copertina o estratto del libro: Emozioni, palpiti e avventure di un gruppo di ragazzi che si incontrano in Accademia. Hanno un unico desiderio: realizzare il loro sogno e riuscire a emergere nel difficile mondo dello spettacolo. Caterina ha la lingua tagliente e ama attirare gli sguardi su di sé. Eve nasconde le proprie insicurezze dietro un sorriso e sogna di diventare un’attrice. Oscar vive da sempre nell’ombra del padre e cerca il suo riscatto. E infine loro due, Luca e Viola. Lei, intrappolata dalla paura di non essere abbastanza, sfiora la vita tra un passo di danza e l’altro. Lui, parlantina sciolta e testa tra le nuvole, trova nella musica l’unico modo per mettere ordine nel caos che ha dentro. Tra Roma, Milano e viaggi da sogno a New York e Las Vegas si snodano insicurezze e paure, mentre si instaurano legami tanto inaspettati quanto profondi, dando vita a un romanzo popolato da persone determinate e da personaggi disposti a tutto per sfondare. Storie d’amore che si intrecciano. Amicizie che si trasformano in risentimento. Fragilità e timidezze che devono essere sconfitte, dolorosi viaggi nel passato che devono essere affrontati. Tra coreografie, canzoni e musica, nascono amori veri, fioriscono sentimenti di rivincita e ostilità. Ma soprattutto vengono messe in evidenza le passioni e le debolezze dei ragazzi, sviscerate con toni lievi e delicati. Una narrazione in tre volumi che fa sognare, dove l’amore e i sogni si rincorrono come note su uno spartito. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Melodia-anime-spezzate-Carli-Edizioni-ebook/dp/B089Y4TNPS/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&dchild=1&keywords=melodia+per+anime+spezzate&qid=1591892955&sr=8-1
  6. Writer's Dream Staff

    Leone Editore

    Nome: Leone editore Catalogo: https://www.leoneeditore.it/collane/ Invio manoscritti: https://www.leoneeditore.it/invia-manoscritto/invio-manoscritto-online/ Distribuzione: https://www.leoneeditore.it/distribuzione/distributori/ Sito: https://www.leoneeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/leone.editore
  7. Ospite

    Graphofeel

    Nome: Graphofeel Generi valutati: saggistica, manualistica, narrativa, storie d’amore e di vita quotidiana Invio manoscritti: https://www.graphofeel.it/index.php/contact-us/335-invio-manoscritti Distribuzione: http://www.graphofeel.it/index.php/bookshop/doveacquistare Sito: www.Graphofeel.com Facebook: https://www.facebook.com/pages/Graphofeel-edizioni/1449085405350089 Segnalazione via mail:
  8. Kikki

    Saggese editori

    Nome: Saggese editori Catalogo: https://www.saggeseeditori.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.saggeseeditori.it/pubblica-il-tuo-libro/ Distribuzione: non specificato Sito: https://www.saggeseeditori.it/ Facebook: https://www.facebook.com/saggeseeditori/
  9. Royal Books Edizioni

    Royal Books Edizioni

    Nome: Royal Books Edizioni Sito: www.royalbooksedizioni.com Modalità di invio dei manoscritti: http://www.royalbooksedizioni.com/invia-manoscritto/ Generi trattati: quasi tutte le sfumature del romance. No LGBT. Distribuzione: BookRepublic Facebook: https://www.facebook.com/royalbooksedizioni Instagram: https://www.instagram.com/royalbooksedizioni/ Tempistiche: come dichiarato sul sito, i tempi di valutazione dei manoscritti sono di 6 mesi e, in caso di valutazione positiva, l'autore verrà ricontattato entro il periodo predetto e gli verrà inviata la scheda di valutazione e la proposta editoriale. Non occorre scrivere nuovamente dopo l’invio del manoscritto per sapere se ci sono novità sulla valutazione. Si valutano anche romanzi già pubblicati da self o su piattaforme come Wattpad. Agenzia grafica: Catnip Design Responsabile Ufficio stampa: Annalisa C. (ufficiostampa@royalbooksedizioni.com)Data di apertura: giugno 2019 Romanzi pubblicati/in via di pubblicazione nel 2020: 4 Piano editoriale: annuale, quello del 2021 è completo e attualmente si sta lavorando al piano editoriale 2022/2023 C.E. prettamente digitale, ma stiamo lavorando alla realizzazione futura dei cartacei per alcune pubblicazioni.
  10. cignonero edizioni

    Cignonero Edizioni

    Nome: cignonero edizioni Generi trattati: Romance, Young Adult, New Adult, Narrativa romantica, erotico, romance storico, forbidden romance. Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@cignonero.it Distribuzione: tramite DirectBOOK Sito: http://www.cignonero.it/ Facebook: https://www.facebook.com/cignoneroediz/ Tempi di valutazione: 3-4 mesi circa.
  11. Selina

    Butterfly

    Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  12. Ospite

    Leggereditore

    [G. E. Fanucci] Nome: Leggereditore Generi pubblicati: Letteratura femminile di vari generi, dallo storico, all’erotico, passando per il paranormal, l’avventura, il thriller, il romance, ma anche la letteratura tout-court. Modalità d'invio manoscritti: http://www.fanucci.it/pages/aspiranti-scrittori Tempi di lettura: dai 6 agli 8 mesi, rispondono unicamente in caso di interesse. Sito web: http://www.leggereditore.it/index.php Attualmente appartenente al GE Fanucci.
  13. Titolo: Qualunque sia il tuo nome Autore: Laura Baldo Editore: HarperCollins Italia Pagine: 299 ISBN: 9788830509238 Genere: Romance storico Formato: Cartaceo Prezzo: 6,90 Trama Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di “banditi” polacchi dell’Unione per la Lotta Armata stermina un drappello delle truppe di occupazione tedesche. L’unico sopravvissuto, un ufficiale della Gestapo, si rifugia ferito nel fienile della stessa fattoria dove hanno la loro base i partigiani. Anna, la nipote della proprietaria della fattoria, lo nasconde e lo cura. I due si innamorano: a dispetto delle difficoltà, e delle atrocità causate dall’odio tra le opposte fazioni, riusciranno i due giovani a sopravvivere e a coronare il loro sogno d’amore? Il finale non è scontato. Recensione Lo spunto è interessante: può l’amore trionfare sull’odio tra nemici? Anche senza scomodare i Montecchi e i Capuleti di Shakespeare, è ovvio che le aspettative, di fronte a un tema tanto impegnativo, siano elevate. Laura Baldo esprime con realismo i sentimenti e i dubbi dei protagonisti, mantenendo sempre l’attenzione sul contrasto odio e amore. La lettura procede gradevole, senza intoppi, coinvolgendo in una suspense intrigante che permea tutto il romanzo: agguati, insurrezioni, sospetti e tradimenti movimentano la trama, inedita, interessante e fondata su fatti realmente accaduti. Tutto ok, quindi? Sì, se prendiamo “Qualunque sia il tuo nome” come un romance tout court, e ci rivolgiamo soltanto agli amanti del genere. Ma, se pretendiamo di leggerlo anche come storico la faccenda cambia. La scelta di improntare la narrazione al presente avrebbe dovuto immergere il lettore nel vivo del racconto, rendendolo più partecipe, una sorta di show don't tell con realismo storico crudo ed efficace: siamo in guerra, perbacco, e i personaggi, anche quelli secondari, non vanno raccontati, ma devono uscire nitidi e vivi dalla violenza delle loro azioni. D’accordo, l’amore è l’amore, ma anche l’odio è l’odio, e l’autrice punta troppo sui buoni sentimenti, con l’indulgenza propria del romance. L’occupazione tedesca, le torture per interrogare i prigionieri, i bombardamenti, le grida delle vittime, l’odore del sangue, la disperazione dei sopravvissuti rimangono in secondo piano, un po’ tirati via, in sintesi sottaciuti, o trascurati, per addolcire la storia. Anche l’ambientazione, nei campi di prigionia, nei boschi, nella città bombardata, nei comandi tedeschi, avrebbe meritato una maggiore cura dei dettagli, per immergere di più il lettore nel presente . Non ho trovato errori particolari o refusi, e devo segnalare un bell’incipit che invoglia a proseguire la lettura. Lo stile è scorrevole e, se siete amanti del romanzo d’amore, “Qualunque sia il tuo nome” sarà per voi una piacevolissima lettura, veloce, intrigante e ben dosata, dove i sentimenti prevarranno sullo sfondo edulcorato della guerra.
  14. Alina Cebotari

    Mozzafiato di Alina Cebotari

    Titolo: Mozzafiato Autore: Cebotari Alina Collana: Voci Casa editrice: Scatole Parlanti ISBN-10: 883281269X ISBN-13: 978-8832812695 Data di pubblicazione: 23 febbraio Prezzo: 15,00 Genere: narrativa contemporanea Pagine: 208 Maya si sente smarrita, non riesce a trovare la sua strada. Da quando sua sorella è morta, ha perso la serenità e la gioia di vivere. Dopo un periodo di profonda tristezza e monotonia, decide di lasciare Brescia e la sua famiglia. Si trasferisce a Norimberga con il progetto Workaway, durante il quale aiuta Rita, madre di due bambini, in cambio di vitto e alloggio. A una festa di quartiere conosce un ragazzo, Adam, che attira subito la sua attenzione. Si ritroveranno all'università, dove la giovane frequenta un corso di tedesco per stranieri. Ed è così che nasce una storia complicata, tormentata ma piena di passione e, forse, di autentico amore. In questo viaggio interiore e sentimentale, Maya riuscirà a riscoprire se stessa e a ritornare a sognare? Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Mozzafiato-Alina-Cebotari/dp/883281269X https://www.ibs.it/mozzafiato-libro-alina-cebotari/e/9788832812695
  15. Copertina Titolo: Crawling back to you Autore: Michela Chiucchi Editore: Inspired digital publishing Pagine: 189 ISBN: (non trovato) Genere: Rosa, introspettivo. Formato: Ebook. Prezzo: 1.99 euro Trama L'inizio ci pone di fronte alla scelta (solitaria e imposta) di Duncan di separarsi da Ginny. Quando si incontra con lei per farle firmare le carte della separazione, quest'ultima decide di suicidarsi ma non ci riesce e i suoi amici chiamano l'ambulanza salvandole, così, la vita. Il romanzo è dunque un lungo percorso che parte dalla fine "sbagliata" - la separazione - per riflettere e decidere cosa fare della propria vita. (Non aggiungo altro per non spoilerare.) Recensione L'idea in sé del percorso a ritroso per ritrovarsi a seguito di una separazione è una buona idea e porta a una narrazione in cui si alterna la vita ai ricordi in un sapore agrodolce carico di emozioni diverse. Si va a fondo nella vita dei due protagonisti, nei loro pensieri riguardo agli eventi che stanno vivendo, in contrasto con quanto hanno vissuto o con quanto vorrebbero fosse la loro vita. Il successo, l'essere "vip", diventa solo uno specchio vuoto che riflette una realtà in cui i due non si riconoscono: restano soli con i propri problemi e con le proprie paure, prima tra tutte che l'amore e il vissuto tra i due sia stata una scelta sbagliata. Anche la fragilità del loro rapporto viene messa a nudo proprio dalle prove del (presunto) tradimento di Ginny, ad opera dei paparazzi, specchio di quello stesso successo, arma a doppio taglio che li culla negli allori della musica ma che ne ha provocato la loro sconfitta psicologica. I due protagonisti sono trattati a fondo e la narrazione in prima persona cerca essa stessa di far "essere loro" al lettore. Si tratta però di una riuscita parziale secondo me. Da una parte l'autrice si sofferma molto su Ginny, sul suo percorso psicologico e sui suoi pensieri e si percepisce anche che si trova a suo agio con questo personaggio. D'altra parte, però, il personaggio di Duncan non mi convince, sia perché il personaggio in sé è molto garbato e trattenuto nei modi, sia perché troppo "lo scorbutico chiuso che non parla e tiene dentro i problemi". Non che devono per forza esserci scenate o lunghi dialoghi interiori, ma in un romanzo spesso introspettivo, si poteva essere più introspettivi, far cogliere qualcosa in più su di lui riguardo ai propri problemi. Gli altri personaggi li ho percepiti più come spalle dei protagonisti, senza essere tratteggiati molto profondamente dalla penna dell'autrice. Fanno eccezione, in parte, Brianna - la migliore amica dei due - e Charlie, soprattutto nel suo cercare di essere vicino a Ginny e nell'ossessione del suo amore (non corrisposto) per lei. L'ambientazione, in generale, è Londra, ma non la conosco per niente quindi non so cosa dire: devo dire però che un paio di locali li ho cercati su Google ed esistono nella realtà, quindi deduco che l'autrice sia stata piuttosto precisa nell'ambientazione. Il romanzo è scritto in modo semplice e scorrevole, niente da dire sotto questo punto di vista: la lettura è agevolata da una scrittura gradevole. Ho comunque trovato alcuni refusi di troppo e delle scelte strane per un romanzo editato (punti con molte ripetizioni di possessivi o avverbi in -mente). Cosa mi è piaciuto La trama. Si tratta di una storia ben articolata e mi piace molto l'intreccio: dall'incipit in medias res si ripercorrono gli inizi per poi vivere gli eventi seguenti non di rado in parallelo con il passato. L'autrice, inoltre, segue molto la protagonista e il suo percorso psicologico, in parallelo proprio con il susseguirsi degli eventi, tanto che gli stessi eventi diventano anche la dimostrazione del percorso di crescita della protagonista stessa. Il personaggio di Ginny (Ginevra), piacevole e molto curato dall'autrice. Non mi sono identificato con lei (forse perché maschio) e non sono entrato in particolare empatia ma si vede la cura che l'autrice ha messo in questo personaggio. Per me è un personaggio che vale la pena scoprire e leggere. Cosa mi ha lasciato indifferente La narrazione non mi ha colpito: è in prima persona, come un diario con tanto di "date-nome protagonista" narrante a inizio di ogni frammento. Mi lascia indifferente perché: da una parte è una buona scelta poiché ci consente di immergerci nella mente dei protagonisti e di vivere con loro/attraverso loro le emozioni raccontate dall'autrice; dall'altra rende il tutto molto schematico e a tratti poco fluido; alcuni capitoli sono molto brevi e incentrati su un'unica scena/evento (piccolo). Il contesto dei protagonisti non mi ha emozionato. I protagonisti sono dei ragazzi che ottengono molta fama e successo: non amo molto protagonisti così "ideali": da una parte è bello sognare, ma dall'altra penso sempre che si tratta di un mondo che non vedrò mai nemmeno con il binocolo (magari è meglio così). A loro tutto è concesso, possono prendersi pause, possono essere accuditi e possono avere tempo per pensare e dedicarsi loro stessi. Forse non lo apprezzo da impiegato verso il basso della scala sociale... Non mi ha coinvolto il personaggio di Duncan. Duncan è tratteggiato come introverso, riflessivo ma fragile dentro e tendente all'autodistruzione (da alcool) nei momenti di depressione. Il percorso di Duncan è quello di rendersi subito conto di amare ancora Ginny e di non volerla perdere. Tuttavia resta solo a meditare su se stesso, a ricordare e a deprimersi: ci sta, ma fa solo quello, almeno fino a quando alla fine, nell'unica scenata del romanzo, dà un pugno in faccia a un altro personaggio (che non nomino perché ho il sospetto di anticipare troppo). Non urla mai, non alza i toni, non si lascia trasportare dal momento e resta comunque sempre contenuto in tutto quello che fa. Non so, non mi ha entusiasmato questa scelta caratteriale. Cosa non mi piace Gli altri personaggi sono poco tratteggiati e li ho percepiti poco più che spalle rispetto a Ginny e Duncan. Non che devono essere le persone più complete e particolari del mondo, ma sono molto a lato della narrazione, più dei figuranti che degli attori. È giusto e sacrosanto incentrare il romanzo sui protagonisti, ma forse gli altri hanno poco spazio, anche perché, per esempio, mi sembra strano che influiscano così poco nei pensieri dei protagonisti in un momento delicato della loro vita. Nel complesso una piacevole lettura. Il genere mi piace, ma trovo interessanti molte riflessioni sull'amore, sul rapporto di coppia, oltre che l'intreccio narrativo molto interessante.
  16. Annuccella

    Gelido inverno

    Gelido Inverno Per la terza volta l’uccellino abbandonato nel fondo della mia borsa mi avvisò, cinguettando, dell’arrivo dell’ennesima notifica sul display del mio cellulare. La curiosità fu più forte della necessità di tenere al caldo le mie mani infreddolite. “Che palle!” Se avessi saputo che a reclamare la loro presenza, anche piuttosto fastidiosa, erano degli inutili bollettini meteo, avrei evitato di disturbare i miei già intorpiditi polpastrelli. Mi bastava il mio gelido e indolenzito fondo schiena, che si era ritrovato ancora una volta seduto su una fredda e desolata panchina del parco, a testimoniare, unendosi al coro di tutti i Colonelli Giuliacci del mondo, che i giorni della merla erano entrati sul calendario Gregoriano. Ripiegai le ginocchia fino a sfiorare il mento con la rotula, ma niente da fare il freddo mi fece ancora accapponare la pelle. Luigi, il solito stronzo presente in tutte le famiglie, tranne in quelle fittizie delle serie TV americane, mi aveva di nuovo “invitata con poco garbo” ad uscire di casa. La maggior parte delle volte, ad essere sincera, meritavo il suo disappunto, ma in questa occasione l’ago della ragione pendeva dal mio piatto della bilancia. Carletta, la “reginetta dei like su Instagram” nonché oca starnazzante, era scoppiata in un fiume di insipide lacrimucce di coccodrillo e la colpa era stata affibbiata tanto per cambiare alla sottoscritta: ovvero, “Ester l’indomabile ribelle.” L’ochetta e la sua lagnosa mamma si erano sapute vendere più che bene con i pezzi grossi del Consiglio d’Istituto e dopo una furiosa lite con l’orco cattivo, mi ero ritrovata con il “culo al fresco” in un periodo dell’anno poco adatto per stare all' aria aperta. Per fortuna c’era sempre chi consolava la mia collera. Ma la compagnia che mi rallegravo di avere non era tra quelle che un genitore premuroso si augura pensando alla propria figlioletta. Soprattutto in tempi così difficili come quelli che la società moderna stava attraversando, nella quale il diverso, il profugo, lo straniero non erano solo parole di un dizionario di sinonimi, ma persone reali che incutevano una notevole paura nella gente, il più delle volte non del tutto giustificata. A sostenere queste “teorie del terrore” erano i fatti diffusi da ogni tipo di comunicazione esistente sulla faccia della terra. Dai Tg ai giornali, passando per il web, si propagavano sempre i soliti messaggi. Tutti raccontavano le stesse notizie: “come gli extracomunitari potevano rivelarsi pericolosi per una donna sola nel cuore della notte.” L’Internet Point che era dall'altra parte del marciapiede, era l’esempio di come tali disgrazie fossero realizzabili. Queste “terribili persone” di etnie diverse, entravano e uscivano dalla porta a vetri del locale, puntando nella mia direzione degli sguardi indecifrabili, ma non per questo giudicati pericolosi solo perché arrivavano da chi aveva salutato lo “stivale” dal ponte di un barcone. La mia mini gonna e la bocca dipinta di rosso fuoco insieme al tacco vertiginoso, erano testimoni di quanto potessi sembrare una ragazzaccia in cerca di compagnia. Per dirla breve: tutti possiamo apparire diversi agli occhi pregiudizievoli degli altri. Conoscevo i volti di tutti quelli che entravano e uscivano dall’ Internet Point. Jamal, il titolare, era tra le persone con cui avevo scambiato qualche parola di tanto in tanto. Sempre se si potessero chiamare “parole” gesti come muovere la testa, sollevare il sopracciglio, tirare di lato l’angolo della bocca. In virtù di una comunicazione di questo tipo, potevamo affermare di aver fatto un lungo e profondo discorso. Mosso a compassione per la mia aria da cane bastonato, Jamal si era mostrato interessato alla mia abituale permanenza sulla panchina del parco. Un semplice cenno con la testa in risposta ad una sua alzata di mento barbuto, era stata la nostra chiacchierata più eloquente. Non che lui mostrasse un interesse così fervente da spingerlo a sostenere una conversazione fatta di parole, ma d’altronde non ci si poteva aspettare solidarietà da un uomo la cui religione sparge sangue ovunque. Forse erano più votati alla violenza che all' amore reciproco. Ogni volta che mi ritrovavo in quella situazione, i miei pensieri finivano per andare nella stessa direzione. Alla mia mentalità aperta e tollerante sembrava assurda una cultura così chiusa verso il prossimo, da tentare comunque di trovare un senso a quel modo pericoloso che avevano di concepire la religione. Mi bloccavo sempre sulla stessa inevitabile domanda: “Come può un uomo pensare di onorare un dio che chiede di uccidere anime innocenti in virtù di una guerra santa?” Avrò avuto anche diciannove anni e una maturità quasi raggiunta, ma pensavo che le parole guerra e santa non potevano essere usate per dimostrare la fede di un uomo. Se qualcuno avesse ascoltato le mie riflessioni, mi avrebbe giudicato una razzista membro del più antico Ku Klux Klan americano, ma non lo ero affatto. Su questo ne ero convinta. Come ero sicura che le mie natiche fossero vicine all’ipotermia. Ero contraria ad ogni forma di violenza, sia fisica che psicologica. Sarà stato il mio vivere in famiglie affidatarie fin da quando ne avevo memoria ad aver alimentato il mio odio contro chi non usava le “buone maniere,” per usare un eufemismo, nelle relazioni sociali. Ritornando al mio amico esotico, non sapevo perché mi rivolgesse la parola, o meglio ancora, una gestualità appena accennata del corpo anche piuttosto confusa. Quando riusciva a guardarmi per più di dieci secondi, il che accadeva di rado, visto che era troppo interessato a fissarsi le scarpe, mi regalava delle occhiatacce enigmatiche. Potrei definirle tra il disgusto e la curiosità, forse. Non avrei saputo dirlo con certezza. Se anche fosse stato odio profondo o mancanza di stima, quello che trapelava dai suoi occhi, era ben nascosto dalla sua timidezza. Di sicuro il mio modo di vestire suscitava un certo ribrezzo. Figuriamoci, la sua cultura permetteva alle donne a malapena di mostrare il volto se non addirittura solo gli occhi, una come me che usava gonnelline piuttosto corte e provocanti, era giudicata pronta per la lapidazione. La mia autostima vacillava un tantino quando pensavo alla sua fronte accigliata, ma a lui facevo tutt’altro effetto. Basta. Questi pensieri innervosivano il mio stato d’animo già abbastanza provato. Era ora di levare le tende. Alzarmi fu un’impresa difficile. Sembravo un cigolante vecchio robot che tenta invano di stendere gambe e braccia bloccate da uno spesso strato di ruggine secca. Il freddo però mi stava uccidendo nel corpo e nella mente. Jamal avrebbe detto: “colpa dei tuoi abiti succinti se senti freddo.” Io avrei risposto: “colpa dei giorni della merla di fine gennaio.” Mi avviai, a passo di tartaruga, verso i casermoni travestiti da palazzine del rione popolare di Rozzano. Al quinto piano dell’edificio meno malandato abitava la mia migliore amica. La mia unica amica: Angela. Se fossi stata fortunata, l’avrei trovata a sonnecchiare sul divano, e i miei leggeri colpetti sulla porta avrebbero svegliato lei, ma non il resto della sua famiglia. - Toc. Toc. - nessuna risposta - Toc. Toc. Toc. - bussai con più energia. Da una fessura a mala pena visibile, spuntò un ciuffetto spettinato di capelli striati di bianco. Sapevo che non poteva essere sua madre. Le donne a quell’età tingono i capelli per nascondere l’inevitabile, le ragazzine alla moda, invece, si possono permettere il lusso di avere i capelli grigi senza temere i segni dell’età. - Ester, che succede? Di nuovo fuori casa? - mi chiese con la voce rotta dal sonno. Con un energico spintone spalancai la porta. Angela si dovette aggrappare al bracciolo del divano per non cadere vittima innocente della mia arroganza ingiustificata. Sbuffò. Storse gli occhi mettendo il broncio. Con la coperta che portava come una specie di mantello reale, avvolsi le mie spalle, costringendola a sedersi accanto a me per non morire strangolata dalla mia infinita maleducazione. - Porca miseria, Angela, come fai a vedere questi programmi televisivi? - chiesi alludendo ai documentari di cui si nutriva come il pane. - Prima di tutto sono istruttivi, e poi la voce narrante mi concilia il sonno. - - Ma se non dormi mai! - - Era quello che stavo facendo prima che tu arrivassi. - disse trattenendo uno sbadiglio. - Allora, Carletta ti ha messo in guai seri? - - Non mi va di parlarne. - risposi girandomi di spalle. La sentii sospirare mentre cercava di coprirsi con quel poco che restava del plaid che le avevo rubato. Minuta com’era non sarebbe stato difficile, per lei, sprofondare nel calduccio della coperta, lasciando al freddo solo il suo viso tondo e paffuto da perenne bambina, come quello dei bambolotti con i quali giocavamo da piccole. Il suo le somigliava tanto: pelle scura, occhi neri, capelli a caschetto lisci e sottili. Lo conservava ancora integro nella sua scatola originale. Il mio Cicciobello invece era uno sgorbio biondo platino dall’aspetto di un ciclope. Gli bagnavo i capelli di continuo, cullando tra le braccia una bambola con una stoppa arruffata al posto di una chioma morbida e setosa. Grazie al tepore emanato dal corpo di Angela e al ricordo di quei giorni spensierati, mi addormentai. *** Anche io, come lei, dormivo poco e male. Avrò sonnecchiato, se così si poteva chiamare il mio sonno agitato, per qualche ora. Alle sei ero già con gli occhi aperti a fissare il vuoto, ma con il cellulare scarico non avrei potuto verificarlo; negli ultimi anni, però, era diventata un’abitudine svegliarmi all’alba, da essere sicura che fosse l’ora giusta. Dopo aver restituito il resto della coperta ad Angela, in rigoroso silenzio, andai via; afferrando al volo un cappello di lana mezzo infeltrito e una sciarpa giamaicana, entrambi appesi ad un uomo morto che non poteva ritenersi tale visto l’aspetto malconcio che mostrava. Non capivo come facesse a reggersi ancora in piedi. Che stronza che ero, criticare l’unico rifugio che mi tenesse al caldo quando a casa mia c’era aria di tempesta. Ma alla mia età d’altronde la “stronzaggine” era più che tollerata. Anzi, direi, sarebbe stato più un caso da dottor Freud un comportamento da santarella buonista, che uno da giovane disagiata e arrabbiata. L’aria fuori era ancora gelida, anche se il cappello e la sciarpa evitavano al freddo pungente di congelare i miei neuroni. Senza più preoccuparmi di essere silenziosa come un Ninja, aprii la porta. Sapevo che Beatrice era seduta a fare colazione, come ero sicura che Luigi invece fosse già andato al lavoro. Una tazza di latte caldo era sistemata su una sbiadita tovaglietta, che un tempo sfoggiava il faccino sorridente di una delle Principesse Disney. Le mie abitudini non le conoscevo solo io, ma anche la donna che aveva fatto le veci di mia madre per quasi dieci anni: Beatrice, cinquant’anni portati benissimo, nonostante la spruzzata di sale e pepe nei suoi folti capelli ricci. Un seno abbondante in forte contrasto con un corpo magro come un grissino, che la costringeva a tenere le spalle richiuse in avanti. Molti avrebbero potuto giudicare remissivo il suo modo di camminare, ma se avessero visto come sbranava il marito quando litigavano, ci avrebbero pensato due volte prima di provocarla. - Siediti, Ester. Il latte si raffredda! - disse con il tono di chi stava per azzannarmi. - Lo sai che non ho colpe. - - Restare a guardare mentre aggrediscono un’altra persona non rende meno colpevoli di chi commette la violenza. - Più che una ramanzina era una predica vera e propria, con tanto di pulpito immaginario, che una catechista veterana qual era Beatrice, non poteva evitare di fare. - Carletta ha mentito solo per darmi in pasto ad un Consiglio d’Istituto che mi detesta a prescindere. Mi pare che questa sia malvagità allo stato puro. - - Questo non giustifica il fatto che tu non l’abbia difesa. - - Se avessi ascoltato quello che è uscito dalla sua “boccuccia innocente” un attimo prima che entrassero le sorelle cattive della quinta C, non l’avresti difesa neppure tu. - Guardò disgustata la poltiglia appiccicosa che era diventato il mio latte dopo che avevo inzuppato mezzo sacchetto di biscotti. Mi sorrise. Per lei era insopportabile solo l’idea che passassi la notte fuori casa, figuriamoci quando ciò accadeva per davvero. Ma dopo la mia maturità anagrafica non era riuscita a fermarmi. Luigi invece non aspettava altro. Il suo aspetto da Shrek, con la pelle arrossata sulle gote, la diceva lunga su quanto fosse irragionevole. Fumava di rabbia peggio di una ciminiera; se avesse avuto i capelli, sarebbero andati a fuoco un giorno sì e uno anche. Solo Beatrice riusciva a tenere a bada la belva che era in lui, anche perché in fondo non era un uomo violento. Viveva da una vita in quel quartiere disagiato e su quelle strade, se non eri una persona “tosta,” non sopravvivevi. Crescere una ragazza come me in periferia era difficile, ma io lo esasperavo a tal punto che, potersi avvalere del diritto di rendere concreta quella che per anni era stata solo una minaccia campata in aria, per lui era una liberazione. Ero quasi sicura che cercasse lo scontro di proposito. Giusto per spiattellarmi in faccia la solita frase fatta e realizzare la sua promessa per dimostrare a sé stesso di essere un uomo di parola: “questa è casa mia e comando io, se non ti sta bene…” Prima dei miei diciotto anni il seguito non poteva essere pronunciabile ma, dopo il raggiungimento del sospirato traguardo, non perdevo occasione per cogliere al volo l’invito a cambiare aria. Finivo sempre per ritornare, magari non subito, ma alla fine, la porta era sempre aperta per accogliere il figliol prodigo. Luigi mi faceva sudare sette camice prima di rivolgermi la parola, ma Beatrice mi amava più di quanto meritassi e per lei il mio ritorno era sempre un giorno di festa. Si alzò e mi strinse a sé cingendomi le spalle con le sue braccia sottili. Se non avessi allentato la presa, spingendo via le sue mani, mi avrebbe soffocata con il suo grande affetto. - Sono riuscita a farti riammettere a scuola. Hai la maturità, non puoi permetterti altri giorni di vacanza. - - Sul serio? Dimenticavo, sei sempre il migliore avvocato con la laurea nel cassetto che conosco. Ma qual è il prezzo da pagare? Perché di sicuro devo fare qualcosa per ottenere l’assoluzione, giusto? Io non lecco il culo a nessuno. Ricordalo! - - Non c’è bisogno di leccare un bel niente. Accidenti Ester! Modera il linguaggio. Sei una signorina. Devi dare solo una mano alla prof di letteratura per i corsi serali. - disse abbassando il tono della voce. Il dopo scuola. Oddio! Che noia mortale. Mi era stata assegnata già altre volte questa sciagurata punizione. Colpa della mia dedizione viscerale per la letteratura. Ero una ribelle nata ma non un’ignorante senza speranze, anzi al contrario ero piuttosto brava a scuola. Le materie letterarie e le lingue straniere erano la mia passione, ma anche nelle altre discipline cercavo sempre d’impegnarmi. La scuola, era il mio lascia passare per espatriare da quei quartieri in cui, nonostante tutto, mi piaceva un casino vagabondare.
  17. Hastalis

    La Corte Editore

    Nome: La corte editore Generi valutati: thriller, fantasy, sentimentale, narrativa e storico Invio Manoscritti: http://www.lacorteditore.it/invia-il-tuo-manoscritto/ Distribuzione: http://www.lacorteditore.it/distribuzione/ Sito: http://www.lacorteditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lacorteeditore Pubblicazione senza contributo Qualcuno conosce questa Casa Editrice? So che è free ma il loro sito e in ri(costruzione). Comunque ho chiamato sul numero del sito e mi hanno detto che accettano manoscritti sia di narrativa generale che Fantasy. C'è qualcuno che me ne sa dire di più?
  18. dyskolos

    La terrazza che del mare s'è invaghita

    Mia madre mi aveva messo il nome della sua sorella morta giovane: Maria. Il problema è che io sono maschio, ma non tutto il male vien per nuocere. Un giorno infatti incontrai una ragazza che portava lo stesso nome e me ne innamorai subito. La nostra canzone, quella che ci sentivamo nella vene, diceva: “Le cose che abbiamo in comune sono quattromilaottocentocinquanta. Le conto da sempre, da quando mi hai detto ‘Ma dai, pure tu sei degli anni Sessanta?’”. Noi di certo non nascemmo in quel decennio, ma di cose in comune ne avevamo parecchie: due mani, due braccia, due piedi, due gambe e un solo cervello. E, quel che più conta, eravamo nati nello stesso giorno d’inverno sotto un’imponente nevicata. Il giorno del nostro ventitreesimo compleanno, andai a prenderla a casa quando ormai il buio si era assiso sul trono. Lei viveva in un’altra città, quindi mi toccava ogni volta percorrere trenta chilometri. Quella volta, però, li sorvolai su di un’auto nuova, di cui lei non conosceva neppure l’esistenza. Arrivato che fui a casa sua, suonai il citofono e la vidi scendere le scale con un abitino semitrasparente e strettissimo. Mi si gettò al collo e disse in un orecchio: «Hai fatto tutto per me!». Mi baciò il lobo. «Vieni, ho la macchina nuova.» «Regalo di compleanno?» Gliela mostrai, salimmo e ci incamminammo verso il ristorante che avevo prenotato in un borgo antico. Lungo la via, passammo accanto a una spiaggia di ciottoli, dove ero cresciuto e conoscevo anche i sassi per nome. Lei mi accarezzò la mano sul cambio. «Fermati, amore» disse. Parcheggiai l’auto e facemmo una camminata lungo la spiaggia sui ciottoli che crepitavano sotto i nostri piedi. Mi stringeva la mano e solo una pallida luna ci illuminava il cammino, quando reclinò la testa sulla mia spalla e in quel momento sentii il profumo dolce dei riccioli sulla pelle. Poi mi fissò negli occhi verdi, come verdi erano i suoi, e mi baciò le labbra teneramente. «Adesso guardiamo le stelle» disse. Ci distendemmo sui sassi arrotondati che addoloravano le schiene. Pochi secondi dopo, una lucina venuta dal nulla sfrigolò verso l’alto. Poi esplose in mille frammenti, lassù nel vuoto: rossi di fuoco, essi composero un cuore enorme, che scendeva verso il mare, lento come la risacca, contro il nero del cielo notturno e lo sciabordìo continuo delle onde. «Appena avrà raggiunto il mare, morirà» osservai. «Spero che non accada mai nel nostro amore.» «Mai e poi mai.» Mi appoggiò la mano sul petto. «Batte forte, lo sento, non può morire.» Ci rimettemmo in auto e, quando fummo davanti al ristorante, entrammo nella terrazza e prendemmo posto all’unico tavolo presente, su cui due candele e due rose ondeggiavano al vento timido. «Sembra che l’aria spazzi la terrazza con i suoi turbini.» Poi indicò il cielo con un gesto rapido. «Quante stelle!» Le presi la mano, poi il dito e lo puntai più in alto. «Vedi? Quello è Marte.» «Quello è Saturno.» «Quello è Venere.» «La dea dell’Amore! Grazie, Maria. È bello guardare le stelle con te.» «Prego, Maria. Ti avevo promesso qualcosa di stellare per il nostro compleanno.» «Hai mantenuto la promessa. È un posto stellare e magico, questo.» Di là dalla terrazza, oltre la balaustrata, la luna proiettava un raggio lattiginoso sul mare placido e nero, dove tre faraglioni coperti di agavi e fichidindia torreggiavano maestosi. «E lucevan le stelle» disse lei osservando la volta celeste, che celeste non era più. «Mi sento piccina piccina al cospetto di cotanta immensità del Creato, che solo un dio onnipotente può concepire.» Mentre Maria osservava il cielo pensosa, notai due piccole trecce tra i suoi capelli. «Mi piacciono quelle treccine.» «Le ho fatte in onore di questa serata speciale.» Non appena decidemmo di andare via, presi una penna dalla tasca e scrissi questi versi su di un tovagliolo: C'è una terrazza che guarda il mare e di quel mare par che s’innamori mentre questo balena luci rare che la Luna gli regala come ori. E c'è ‘l mare che guarda la terrazza, nel vento timido e lieve che ondeggia e che d’odori di fiori la spazza e l'adorna come un re sua reggia. Una tavola con due candele, il verde degli occhi, i ricci capelli, le pelli scurite color del miele, trecce e fiamme sontüosi gioielli. La notte di luglio è passata così sulla terrazza del mare invaghita e tornerem, lassù tra le stelle, un dì a immaginar una storia infinita. Sono trascorsi dieci anni da quella notte indimenticabile. Oggi vago sulla terrazza di casa mia e guardo il sole che sta per tramontare sul mare, intanto che il cielo si colora e lei… lei è lontana, chissà dove. Una radiolina canta: Ma quando un giorno sarai lontana e vedrai il cielo quando si colora, pensami almeno per un momento, pensami almeno per mezz’ora.
  19. Silverwillow

    Qualunque sia il tuo nome

    Titolo: Qualunque sia il tuo nome Autore: Laura Baldo Casa editrice: HarperCollins Italia ISBN: 9788830509238 Data di pubblicazione: 16 dicembre 2019 Prezzo: €3,99 (digitale); €6,90 (cartaceo) Genere: Romance, Storico Pagine: 263 Disponibilità del formato: digitale in esclusiva Kobo per tre mesi, poi su tutte le altre piattaforme; cartaceo disponibile da aprile 2020 Quarta di copertina o estratto del libro: Polonia, 1941/1948 Anna, scortata da una guardia, sta percorrendo un corridoio del quartier generale della Gestapo a Varsavia e sente una voce, che le provoca un tumulto di emozioni dolorose e laceranti. La voce appartiene a un ufficiale in divisa da SS, dall'aria arrogante e dagli occhi di ghiaccio che sembrano non riconoscerla. Lei però di lui non può dimenticarsi. Lo ha soccorso tre anni prima quando, ferito, è comparso nel fienile della fattoria di famiglia a Poznan. Tra loro era scoccata una scintilla, ma dopo che lui è partito Anna ha scoperto che le aveva mentito sulla propria identità, forse addirittura sul nome. E un dubbio ancora più grande la perseguita da allora: è davvero lui l’autore della soffiata che ha cambiato il corso della sua vita, spingendola a unirsi alla Resistenza per cercare vendetta? Link all'acquisto: Kobo Mondadori store
  20. darktianos

    Un improbabile discorso d'amore

    commento p.s. questo e un piccolo scorcio di un romanzo bizzarro in costruzione. -Capitano, ma come siete riusciti a fidarvi dalla vostra compagna Ariin? é una cosa ce mi sono sempre chiesto.- Lo sguardo si abbasso per un attimo sullo scrittoio: -Ti citerò uno dei discorsi che facemmo io e lei, su un argomento completamente diverso. una sera che eravamo di turno per fare la guardia le chiesi se avesse mai pensato di trovarsi un uomo, insomma con il passare del tempo tenendo conto del suo mestiere di necromante, diventare anche zitella non sarebbe certo servito alla sua reputazione e posizione.- -Lei mi disse che doveva ancora trovarlo uno per cui ne valesse la pena. Naturalmente la mi a risposta fu una fragorosa risata, e le consigliai di non essere troppo esigente. ma Ariin mi riprese dicendomi che non avevo capito cosa è davvero quello che lei intendeva amore.- Il discorso divenne cosi profondo che alla classe sembro di vedere la scena. -Vedi- Disse Aarin- L'amore non si sente, insomma tu non coccoli il tuo braccio, non lo accarezzi continuamente, non pensi di essere romantico con lui...Tutte queste cavolate non sono amore, per il tuo braccio infatti non senti niente, anzi magari se ti fa male per una ferita lo vorresti a volte persino staccare, e se non ti aggrada ne vorresti cambiare l'aspetto: dita troppo grosse, mani callose ecc. -Ma se io ora sguainassi la spada e ti staccassi il braccio tu ne sentiresti la mancanza per il resto della vita, a volte avresti persino la senzazione che il braccio ci sia ancora al tuo fianco ma nel momento in cui ti lasciassi poggiare a qualcosa, finiresti col sedere per terra, perché il braccio non ha potuto reggerti. Questo è amore- -Io rabattei in quel momento, che quella era comodità, abitudine, ma lei ancora squotendo la testa mi disse : non hai ancora capito tu non devi pensare al corpo...ma al braccio!- -Ecco, è per questo atteggiamento nei confronti della sua arte di rianimare i morti, che si è guadagnata la nostra fiducia. Coloro che riportava in vita non li usava come un braccio, ma considerava se stessa un braccio per coloro che rianimava.-
  21. DoCo

    Carmignani Editrice

    Nome: Carmignani Editrice Generi trattati: Infanzia, narrativa, poesia, saggistica, scrivere donna, profondo giallo, progetto puslar, progetto doc Modalità di invio manoscritti: http://eshop.carmignanieditrice.it/epages/63777.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/63777/Categories/Invia_un_manoscritto Distribuzione: non specificata Sito web: http://carmignanieditrice.com/ Facebook: https://www.facebook.com/carmiganieditrice/?fref=ts Ho scritto per avere informazioni a riguardo specificando se pubblicano sotto contributo o meno. Nessuna risposta per il momento. Passo la palla a voi esperti in materia.
  22. Chiara Proietti

    Offerta San Valentino

    Fino a
    Buongiorno a tutti, in occasione di San Valentino l'ebook del mio libro Come Calamite sarà in offerta al costo di €0,99 anziché €2,99. Approfittatene Di seguito vi lascio la presentazione: Titolo: Come Calamite Autore: Chiara Proietti Genere: Romanzo Rosa/Young Adult Serie: La Trilogia dei Ricordi (Vol. 1) Trama: Chiara, dopo essersi laureata ormai da un anno, ha trovato lavoro presso un asilo dove si dedica all'insegnamento con il sorriso sulle labbra, sognando il futuro che tanto desidera. A venticinque anni è una ragazza matura, equilibrata e determinata, ma incatenata alla sua routine. Ben presto però, il suo equilibrio verrà stravolto da una notizia che la porterà ad affrontare il suo passato e i sentimenti repressi, ormai da troppo tempo. Capirà che prima o poi tutto nella vita torna e non può continuare a fuggire. Sarà difficile ripercorrere i suoi passi, ma fortunatamente al suo fianco avrà le sue amiche pronte ad aiutarla e sostenerla in questo percorso turbolento. Come Calamite è disponibile su Amazon in ebook, cartaceo e gratis su Kindle Unlimited. Link di acquisto: https://www.amazon.it/dp/B083TJJNSP/?coliid=I27JYHACHRUZRO&colid=2MF68JNGF6KYS&psc=0&ref_=lv_ov_lig_dp_it Grazie per l'attenzione e buona giornata
  23. Vi lascio alla seconda parte del capitolo 8. Devo ammettere che questo capitolo l'ho scritto di getto e l'ho voluto postare qui sopra per capire dove potevo migliorarlo visto che avevo dei dubbi al riguardo. Amiche? «Hai per caso la pasta anche le penne vanno bene e la panna? E magari qualcosa per fare un dolce». Avevo in mente qualcosa da preparare per questa sera. Irene mi porse le cose che le avevo chiesto. «Ti dimentichi degli ospiti che hai, non dovevi portargli da bere?» le ricordai. Irene prese i bicchieri con l'acqua e li portò agli altri mente io mi misi a cucinare. Mi misi a cucinare il pollo, intanto misi l'acqua per la pasta, dopodiché mentre il pollo stavo cuocendo feci il dolce un millefoglie con la crema pasticcera e lo spolverai con lo zucchero a velo dopodiché lo misi in frigorifero. Guardai il pollo e l'acqua se bolliva poi presi una padella e la misi a riscaldare con l'olio, dopo un po' aggiunsi il prosciutto, intanto che l'acqua bolliva ci buttai il sale e le penne e girai. Feci cuocere un po' il prosciutto dopodiché misi la panna e lasciai per qualche minuto a cuocere poi spensi. Sentii mio figlio ridere mi affacciai alla porta della cucina e lo vidi, stava giocando insieme a Claudio. Non ci potevo credere, stavano giocando insieme e si divertivano anche molto. Dopo aver visto mio figlio felice tornai a cucinare, Irene mi raggiunse gli dissi cosa avevo fatto di buono. «Visto che ho quasi finito che ne dici di andare ad apparecchiare? Almeno quello lo sai fare?» gli dissi scherzosamente. «Ah, ah, molto divertente» rise e andò in salotto a preparare la tavola. CLAUDIO Arrivammo davanti casa di Irene e mentre stavo citofonando Chiara mi fermò. «Cosa vuoi Chiara?» chiesi un po' infastidito. «Claudio ti prego, non sbavare dietro a quella Angela, lo vedi che ha già un figlio» disse preoccupata. « E allora? Anche se ha già un figlio? Cosa c'è hai paura che mi innamori e ti lascio sola.» dissi freddamente. «No, non è questo il punto. Ti potrebbe ferire e io non ti voglio vedere con il cuore spezzato per una ragazza qualunque, non la conosci neanche. Non è la persona che dice di essere». Cosa voleva dire Chiara con quelle sue ultime parole? Cosa mi stava nascondendo? «Siamo amici, A te, non ti deve interessare ciò che faccio o non faccio. E cosa intendi dire che non è la persona che dice di essere? Cosa mi stai nascondendo Irene? No, non lo voglio sapere. Chiudiamo qui il discorso. Irene ci sta aspettando per cenare tutte e tre insieme». Detto ciò, citofonai, Irene ci aprì salimmo con l'ascensore visto che stava all'ultimo piano. Chiara mi faceva sempre arrabbiare, non si doveva interessare ai fatti miei. Dopo il mio incidente era diventata ancora di più insopportabile, non vedevo l'ora di poter ricordare tutto. Entrammo in casa di Irene che ci invitò a sedersi, chiacchierammo. Dopo un'ora che eravamo lì fra chiacchiere ed altro sentimmo citofonare. Chi poteva essere? Sentii uscire dalla bocca di Irene il nome di Angela. No, non poteva essere lei. Si, eravamo amici, però ancora ricordavo le sue parole non si fidava di me. C'ero rimasto male ma prima o poi avrei scoperto il suo passato e l'avrei distrutta. Stavo pensando a questo e non mi ero accorto che era arrivata. Quando gli strinsi la mano per salutarla, sentii un brivido corrermi lungo la schiena e il cuore battere all'impazzata. No, non poteva essere. Non mi potevo innamorare di lei. Io, non mi sarei mai legato a nessuna. Quando mi lasciò la mano sentii un vuoto dentro di me. La vidi scomparire in cucina insieme ad Irene, intanto Chiara mi guardava rabbiosa. «Ti va di giocare con me alle macchinine?» mi chiese Tiziano. «Va bene. Dai andiamo a sederci lì sul tappetto» gli dissi per stare più comodi. Iniziammo a giocare, ridevamo e scherzavamo. Tiziano è un bambino davvero speciale. Mi sarebbe dispiaciuto vederlo soffrire. Ma Angela mi aveva snobbato e nessuna lo poteva fare. Sembrerò esagerato ma voi non potete capire. C'è qualcosa in Angela che mi fa impazzire, tira fuori di me lati che non conoscevo e questa cosa non mi piaceva per niente. Immaginate, che io prima di oggi non avevo mai giocato con un bambino. Non andavo neanche più a letto con le altre donne e questo non andava bene per niente. «Non ho più voglia di giocare» sentii dire da Tiziano. «Come mai piccolo?» chiesi sorpreso dalla sua reazione, era triste. «Non ti piace» disse semplicemente. «Ma no, mi piace e anche molto. Scusa se sono stato distratto». Stavo pensando ad Angela e avevo smesso di prestare attenzione a Tiziano. Quella ragazza mi mandava in confusione. «Ragazzi, la cena sarà pronta tra poco. Chiara, ti va di aiutarmi ad apparecchiare?» sentii Irene rivolgersi a mia sorella. «Se proprio devo» va sempre così. Ultimamente Chiara è cambiata molto chissà come mai. Per esempio l'altro giorno è venuta a trovarmi sul posto di lavoro cosa che no fa mai, mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto che presto avrei ricordato tutto. Ma tutto cosa? Non lo sapevo neanche io. L'unica cosa che sapevo e che nel suo sguardo c'era una luce diversa. Dopo all'incirca venti minuti ci mettemmo tutti a tavola e Angela ci servì la cena con addosso un grembiule di un verde orrendo ma che a lei, stava d'incanto. Una volta serviti tutti, iniziammo a mangiare in un silenzio assordante. Il tempo a tavola passò velocemente anche grazie ad Irene che, dopo un po' stufa di tutto quel silenzio iniziò a chiacchierare e a fare mille domande: sul lavoro, sui nostri genitori, sul ragazzo di mia sorella, cosa di cui io ero all'oscuro ma che Chiara non rivelò molto su di lui, solo che presto l'ho avremmo conosciuto. Arrivò l'ora di andare a casa anche se io avrei preferito restare ancora un po'. «Grazie per la cena, era tutto squisito» dissi rivolgendomi ad Angela. «Grazie» mormorò arrossendo. Dio, com'era bella. Mia sorella dal canto suo non si degnò di salutare nessuno. «Scusatela, ha avuto una giornata storta» dissi «Buonanotte» risposero «Buonanotte» chiusi la porta di casa e scesi le scale consapevole che il piano che avevo in mente a mano, a mano che frequentavo Angela si stava sgretolando.
  24. Gioia92

    La mia vita ricomincia da te Capitolo 8

    AMICHE? Amicizia è ascoltare gli altri come vorresti che gli altri ascoltassero te. Anonimo ANGELA Eravamo alla fine di Novembre mancava poco al Natale. Irene aveva invitato me e Tiziano a passare il giorno di Natale con lei, ero molto titubante non sapevo se accettare oppure no. Io e Tiziano ormai passavano le feste sempre soli, forse era l'ora che anche io mi facessi delle nuove amiche e iniziassi di nuovo a fidarmi delle persone. «Allora Angela, hai deciso cosa fare?» mi chiese Irene mentre eravamo a lavoro. «Manca ancora tanto al Natale, come mai vuoi saperlo già da ora?» chiesi incuriosita da tanta determinazione, ogni giorno mi faceva la stessa domanda. «Per organizzarmi, ovvio» mi fece l'occhiolino, mi sorrise e andò a servire un tavolo. Sorrisi anche io, quella ragazza era davvero determinata, mi piaceva come persona e qualcosa mi diceva che saremo diventate ottime amiche. Alla fine della giornata, mentre stavamo pulendo la sala mi ritrovai di nuovo Irene accanto. «Angela, stavo pensando che ne dici se te e Tiziano domani sera venite a cena da me?» Sapeva che avevamo lo stesso giorno libero. «Va bene» . Irene sembrava una ragazza perbene. Mi lasciò il suo numero, fuori dal ristorante ci salutammo e io me ne ritornai a casa da mio figlio. Arrivata c'era Chiara ad aspettarmi come sempre. «Ciao Chiara, come va?» chiesi appena entrata in casa. «Io vado, buonanotte Angela» aveva ignorato la mia domanda , ancora non capivo cosa le avessi fatto di male. Andai in camera di mio figlio, stava dormendo beatamente, chissà che sogno stava facendo. Chiusi la porta e andai in camera mia, ero stanca quel giorno non mi ero fermata molto. Mi addormentai pensando che il giorno dopo sarei andata a casa di Irene e avevo un po' paura. Quando mi svegliai, avevo Tiziano accanto che mi stava guardando. «Giorno amore della mamma, che ci fai già sveglio» gli dissi mentre gli passavo una mano tra i capelli e mi alzavo. «Giorno mamma. Ho fame» «Andiamo forza, ti preparo la colazione» Andammo in cucina. Preparai il latte con il cacao e i biscotti, ci sedemmo a tavola e mangiammo in silenzio. Io assorta nei mie pensieri del passato. «Tiziano, ti va di andare a fare un giro?» non volevo che rimanesse tutto il giorno in casa. «Va bene» si alzò da tavola e andò a cambiarsi. Io intanto sistemai la cucina e dopo andai anch'io a prepararmi. Uscimmo di casa e ci dirigemmo al parco, arrivati c'erano altri bambini, Tiziano andò a giocare con loro. Mi sedetti su di una panchina a leggere un libro, ogni tanto alzavo lo sguardo per vedere cosa facesse mio figlio. Verso l'ora di pranzo rientrammo in casa, preparai dei piatti semplici e dopo aiutai mio figlio con i compiti. Verso le 18:00 ci preparammo per andare a casa di Irene che nel frattempo mi aveva mandato la via di dove abitava per sms. Seguii le indicazioni che due ragazzi mi avevano dato e presto mi ritrovai sotto casa sua, iniziai a cercare il campanello di Irene, quando lo trovai citofonai, mi rispose subito. «Chi è?» domandò «Irene, sono Angela» «Dai su, salite» ci aprì il portone e salimmo con l'ascensore, arrivammo così all'ultimo piano. Viveva in un attico bellissimo era grande e spazioso. Subito appena entrati ci trovammo in un salotto grande con un divano in mezzo e davanti era situata una televisione attaccata alla parete a schermo piatto, sotto era situato un cassettone con sopra un DVD, appese alle pareti c'erano fotografie sue e della sua famiglia e altre con i suoi amici. Entrammo e ci salutò con un abbraccio e un bel sorriso ma notai che non era sola, seduti sul divano c'erano Chiara e Claudio. «Ho invitato Chiara e lei a portato anche lui, non sapevo che il bel manzo fosse suo fratello» mi disse sottovoce non facendosi sentire dai due ospiti per me inattesi. Quando incrociai lo sguardo di Claudio sentii un brivido corrermi lungo la schiena ero rimasta imbambolata, mi persi in quegli occhi color del mare belli e profondi. “Siamo solo amici” mi ripetevo nella mente ma non stava granché funzionando. Sentivo nascere qualcosa che da troppo tempo non provavo. Non potevo innamorarmi di nuovo, avrei sofferto e non potevo permetterlo perché ora avevo Tiziano ed era la cosa più importante per me. Mi accordi che ancora gli tenevo la mano, la lascia subito. «Scusa» lui sorrise. Dio, che sorriso stupendo che aveva. Si mise all'altezza di mio figlio. «Ciao anche a te, Tiziano» «Ciao». «Ciao Angela, Tiziano» ci salutò Chiara freddamente. Ancora dovevo capire perché da un giorno ad un altro era cambiata. Irene ci invitò a sedere, chiedendoci cosa volessimo da bere, gli chiesi dell'acqua e anche mio figlio. Scambiammo qualche parola poi Irene mi chiese di raggiungerla in cucina. Quando la raggiunsi la vidi molto preoccupata. «Angela, io non so cucinare ma vi ho invitato lo stesso a cena e ora non so cosa fare». «Non ti preoccupare, ti aiuto io. Mi sorge un dubbio come fai a conoscere Chiara e Claudio? Al ristorante mi dicesti che non conoscevi Claudio» Divenne rossa, cosa stava succedendo? «Si, ehm in realtà conosco Chiara e Claudio da un paio di anni. Scusami ti ho detto una piccolissima bugia, ma non ti arrabbiare, ti posso spiegare tutto.» Ero rimasta scioccata perché mi aveva mentito? Proprio ora che mi iniziavo a fidare di lei. «Sentiamo che hai da dire a tua discolpa?» dissi severa. « Vedi Angela, c'è stato un tempo in cui mi ero innamorata follemente di Claudio ma lui non l'ha mai saputo vedi come ti ho già detto è un dongiovanni, insomma lui si è trasferito a Siena per un paio di anni pensavo che la cotta per lui mi fosse passata ma quando è tornato è riaffiorato tutto in più lui ha avuto un incidente e non ricordava nulla. E io, beh io pensavo di approfittarmene e farlo innamorare di me però non ha funzionato. Con il tempo ha iniziato a ricordare non tutto e per me non c'è stata alcuna chance. Ora la cotta per lui mi è passata. Scusami Angela se non ti ho detto da subito la verità mi sento una sciocca per aver creduto che questa volta potesse funzionare con lui. Perdonami se puoi, per favore non ti voglio perdere come amica, anche se ci conosciamo da poco per me sei troppo importante, una vera amica». Mentre parlava aveva le lacrime agli occhi. Come potevo non perdonarla? In fondo Claudio piaceva a tutte e potevo sorvolare per una volta su una piccola bugia che era stata detta a fin di bene. Mi venne un dubbio, Irene aveva detto che Claudio era stato a Siena per un paio di anni? Lui era nella mia città, lui poteva conoscere Davide. Chi era davvero? Mi stava iniziando a mancare il fiato, la testa mi girava e avevo troppe domande senza risposte. «Angela stai bene?» chiese Irene riportandomi alla realtà. «Irene, non c'è bisogno di chiedermi scusa. Vedi, però non mi piacciono molto le bugie per via di ciò che mi è successo in passato. Amo la sincerità. Ho iniziato da poco a fidarmi di nuovo delle persone cosa che per me è difficile da fare, dopo ciò che mi è accaduto» cercai di spiegargli. «Cosa ti è accaduto di così orribile da non poterti fidare delle persone?» «A questa domanda ti risponderò quando mi sentirò pronta di raccontarti del mio passato. Perdonami, ma davvero non riesco a parlarne con nessuno» dissi quest'ultima frase con un filo di voce. Per me era ancora dura, era ancora una ferita profonda e aperta, ogni vota che ci pensavo mi sentivo squarciare dentro come essere divisa in due. Come se mi stessero dividendo anima e corpo. Non so se mai sarei guarita ma di una cosa ero sicura non mi sarei mai più innamorata o così pensavo. «Non ti preoccupare Angela, quando vorrai e te la sentirai, sappi che la mia porta è sempre aperta.» Irene mi riportò alla realtà con le sue parole. «Grazie» mi stampai di nuovo un sorriso sul viso poi chiesi: «Hai problemi con la cena, vediamo cos'hai in frigo?» cambiai discorso volevo solo non pensare che Claudio potesse conoscere Davide. «Certo» aprì il frigorifero e vidi che c'erano le verdure ed il prosciutto, il pollo che probabilmente aveva scongelato per la cena.
  25. Estelwen

    Hope Edizioni

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