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  1. ilGallo

    Maristella - di Daniele Galleni

    Titolo: Maristella Autore: Daniele Galleni Collana: Narrativa Casa editrice: Edizioni Il Foglio ISBN: 9788876067372 Data di pubblicazione (o di uscita): Luglio 2018 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale): 14€ Genere: Romanzo di formazione Pagine: 210 Luca è un ragazzo che ha sacrificato le sue passioni e i suoi sogni adolescenziali sull’altare di una relazione complicata ma ricca di passione, con Chiara. Alle soglie dei trent’anni, la fine di questo rapporto, lascia il protagonista abbandonato in un terreno arido di prospettive, dove il confronto con se stesso è impietoso e dove ogni cosa ritenuta importante sembra perdere di significato. Deciso a riprendere in mano la propria vita, Luca si concede un periodo di riflessione sull’isola in cui ha trascorso numerose estati della sua infanzia. Partito in cerca dell’ispirazione per comporre quelle poesie che aveva sempre desiderato scrivere, in questo luogo autentico, sempre in bilico tra il turismo invadente e panorami purissimi, incontrerà numerosi personaggi che condizioneranno la sua visione del mondo e dei sentimenti. Margherita, la ragazzina della porta accanto; Mario il matto, l’uomo che conta le stelle; Ahmed, l’immigrato clandestino che conosce il rumore del mare; Paguro il pescatore, e sua moglie Rosalba, sono la variegata fauna dell’isola che aiuterà Luca a risolvere i suoi conflitti interiori e a ritrovare la fascinazione e l’amore verso la vita e le sue sfumature. Link all'acquisto: https://static.lafeltrinelli.it/libri/daniele-galleni/maristella/9788876067372 https://www.mondadoristore.it/Maristella-Daniele-Galleni/eai978887606737/ https://www.ibs.it/maristella-libro-daniele-galleni/e/9788876067372 https://www.amazon.it/Maristella-Daniele-Galleni/dp/887606737X
  2. Claudio Piras Moreno

    Macerie - Claudio Piras Moreno

    Titolo: Macerie Autore: Claudio Piras Moreno Casa editrice: Amazon ISBN: 9781541250338 Data di pubblicazione (o di uscita): 1a edizione 01/14, 2a edizione 06/16 Prezzo della versione cartacea: 13 euro, digitale: 2,99 euro. Genere: Realismo magico Pagine: 200 Quarta di copertina: Durante un’alluvione una frana distrugge il paese di Antro e con esso svanisce ogni possibilità per Pietro di ricordare il proprio passato. Mentre tra le macerie ancora si scava, i sogni lo tormentano e lo guidano. Egli allora torna ad Antro e vi trova un ultimo superstite: Antòni. Lo porta a casa convinto che possa rendergli il passato ricomponendo la sua storia e quella del paese, e iniziano a succedersi i racconti. Antòni gli racconta “delle genti” ormai scomparse di Antro. Storie drammatiche e poetiche, difficili da credere, perché non tutto quello che lui racconta corrisponde a quanto i superstiti rammentano. Chi è allora Antòni? Mente dunque quando dice di parlare con i fantasmi di Antro? Difficile dirlo, ma pian piano le sue parole paiono indicare una via di redenzione per un’umanità colpevole e innocente insieme... Il romanzo è stato definito da Mattia Signorini, in una discussione del Writer's dream, come una sorta di Antologia di Spoon River romanzata. "Ognuno pativa la vendetta del paese sepolto dalla montagna e ripudiato dai suoi cittadini, che ad altro non pensavano che a dimenticarlo." "Quel luogo solitario e misterioso in cui sto rinchiuso è come una dimora per me, e se anche mi cercassero, lì non mi troverebbero. Anzi, alcuni che dicono di sapere dove sono, mi guardano con espressione ebete, senza scorgermi. La mia esistenza è presunta e non consensuale, perciò è preclusa a chiunque, e ancor più a loro. Quanti di voi hanno dato il consenso senza saperlo? Ora lo ritirerebbero! Ma non si può tornare indietro. Ogni errore compiuto ha messo radici nella nostra vita e non vi è modo di estirparlo." "Con il mio raccontare mi sono opposto all’oblio, al sedimento della polvere, alla morte. Con il mio corpo ho sfidato le leggi del probabile e ho portato una speranza. L’ho fatto aiutato dai morti di Antro, sopravvivendo, e poi facendo rivivere le loro storie, senza arrendermi nemmeno all’acqua e alle ruspe." Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Macerie-Claudio-Piras-Moreno-ebook/dp/B01GSNNJZ0
  3. SABATO 10 NOVEMBRE alle 10.30 nella BIBLIOTECA RUGANTINO (Roma, Torre Maur a) si terrà la presentazione di AUTOCONSOLAZIONE DA SCRITTURA ! SONO SUPER FELICE! Chiunque volesse partecipare è il benvenuto!
  4. Ospite

    Argento Vivo Edizioni

    Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: per il momento ci autodistribuiamo Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  5. Marco Cornetto

    "Mokummer" di Marco Cornetto

    --∞-- Titolo: Mokummer Autore: Marco Cornetto Casa editrice: Bookabook Data di lancio: 16 Ottobre 2018 Prezzo: 5,99€ ebook; 11€ cartaceo Genere: Noir, Romanzo di formazione Pagine: 102 Quarta di copertina: Zoe, una ballerina cresciuta a cioccolata e plié. Sugar, un gigante di zucchero che se piove non esce. Il Maestro, una bocca di moniti e sigarette al mentolo. Bianconiglio, un ventenne col sogno di diventare scrittore. Vals, un viandante impacciato che ha perso la rotta. Tutti in cerca di un nuovo inizio tra i venti freddi d’Olanda. Tutti mokummer, quindi. O quasi. Scritto in uno stile asciutto, fulmineo, spontaneo, Mokummer è un frenetico intreccio di storie, esperienze, persone in cerca di appartenenza e di stabilità. Un racconto in cui i ponti e i canali di Amsterdam diventano lo sfondo più adatto a sviluppare riflessioni sul sesso, gli addii, le partenze, sul perché delle droghe e sul significato della parola “casa”. --∞-- Link all'acquisto: https://bookabook.it/libri/mokummer/
  6. Teleri

    I fiumi sotterranei - Lai M. Teleri

    Titolo: I fiumi sotterranei Autore: Lai M. Teleri Casa editrice: Bookabook Data di lancio: 2 ottobre 2018 Prezzo: 16 euro la versione cartacea, 6 euro quella digitale Genere: romanzo di formazione, thriller Caratteri: 388.238 Quarta di copertina: Alice, insicura e tormentata dai rimorsi, e Laura, bellissima e dissoluta, decidono di partire per un viaggio che le aiuterà a riprendere in mano le loro vite. Quando Laura scompare nel nulla però, Alice dovrà fare i conti non soltanto con il passato buio e segreto dell'amica, ma anche con se stessa... Tra ricordi confusi, rivelazioni sconvolgenti e l'incontro inatteso con una donna libera e sfuggente, sarà Alice a dover districare il filo contorto che unisce i protagonisti. Link all'acquisto: https://bookabook.it/libri/i-fiumi-sotterranei/
  7. Alba Artemide

    Geeko Editor

    Nome: Geeko Editor Caratteristiche: casa editrice digitale ospitata su una piattaforma interattiva, che è anche un social network letterario. Chiunque può iscriversi, caricare racconti, recensioni, aggiornare un proprio blog letterario, leggere e commentare le storie caricate e interagire con gli altri utenti. Il sito è costantemente animato da varie iniziative dedicate agli appassionati di lettura e scrittura: contest narrativi, letture condivise, serate culturali di discussione, articoli di approfondimento, esercizi di scrittura creativa. Generi trattati: narrativa, senza esclusione di generi, comprese le raccolte di racconti. Modalità di invio dei manoscritti: Periodicamente viene indetto un concorso di pubblicazione a cui si può partecipare leggendo il regolamento e compilando il form presente sul sito (https://www.geekoeditor.it/proponi-la-tua-opera/). I manoscritti pervenuti nei termini previsti affrontano due fasi di selezione: in un primo step "tradizionale" la redazione seleziona i manoscritti più meritevoli e li sottopone ad una ulteriore selezione, innovativa, coinvolgendo la community degli iscritti al sito; gli utenti possono leggere un estratto e la sinossi dei manoscritti e votare quelli che preferiscono. Gli autori dei testi più votati ricevono una proposta di pubblicazione (non a pagamento) e la casa editrice garantisce tutti i servizi professionali di accompagnamento del testo: correzione bozze, editing, impaginazione, realizzazione della copertina, promozione. Distribuzione: I libri sono pubblicati in e-book (pdf, epub e formato per kindle) e scaricabili dal sito geekoeditor.it; sono inoltre scaricabili in formato pdf sulle principali piattaforme di distribuzione, attraverso il circuito di BookRepublic. Sito: https://www.geekoeditor.it Facebook: https://www.facebook.com/GeekoEditor/ Instagram: https://www.instagram.com/geekoeditor
  8. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40058-il-criminale-66/?do=findComment&comment=706757 Settima e ultima parte (da leggere con la precedente, c'è un dialogo spezzato nel mezzo) Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/ Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/ Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/ Link alla quarta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40044-strawberry-point-47/ Link alla quinta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40052-strawberry-point-57/ Link alla sesta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40063-strawberry-point-67/ *** «Giri l'America, eh?», fa lei. Jimmy annuisce. «Sì, senza entrare nei dettagli, diciamo che a casa le cose andavano male, ma proprio male male... Stavo andando fuori di testa, in quel posto.» Wendy annuisce, seria. «E così hai lasciato tutto e te ne sei andato?» «Sì.» «È stata dura, prendere la decisione?» Jimmy sospira. «Un giorno ho fatto un incubo stranissimo, in cui scoprivo di essere il protagonista di un libro scritto da un pazzo psicopatico.» Wendy ride. «Ah!» «Poi mi sono svegliato nel cuore della notte e sono uscito nei campi. Abbiamo una fattoria.» «Ok...» «Mi sono seduto in mezzo alle pannocchie e mi sono messo a pensare.» Jimmy beve un sorso di cioccolata. «Era proprio un sogno strano,» spiega, «vivissimo... Per un attimo, ho quasi pensato fosse vero.» Wendy annuisce. «Quando tutto va male,» dice, lanciando un'occhiata verso il soffitto, «mi sa che è normale pensare che c'è qualcuno, lassù, che ce l'ha con te.» «Già», fa Jimmy, «Suppongo sia proprio così.» Wendy scuote la testa. «E poi cos'è successo?» «E poi mi son detto: "Jimmy, ragazzo mio, hai diciassette anni e la tua vita è uno scherzo... Ridicolo per ridicolo, tanto vale buttarsi, no?"» Wendy appoggia l'indice contro la superficie del tavolo. «Capisco cosa intendi.» Jimmy alza le spalle. «E poi niente, sono partito, così com'ero, a piedi nudi. Ho iniziato a camminare, dritto davanti a me, senza nemmeno guardarmi indietro. Ho camminato tutta la notte, ho attraversato due contee. Ero sicuro che sarei morto, sicuro sicuro. All'alba sono arrivato all'interstatale e mi sono seduto sul bordo della strada a guardare le macchine.» «E poi?», chiede Wendy, osservando il ragazzo con quei suoi occhioni da topolino sveglio. Jimmy scuote la testa. «E poi, invece di investirmi mi hanno offerto un passaggio. Ho accettato, anche se ero sicuro che mi avrebbero portato da qualche parte per derubarmi, o violentarmi, o farmi chissà che altro. E invece...» «E invece?» «...E invece ho scoperto che, una volta lasciato Crapton, il mondo non è poi così perdutamente malato. È un anno che giro: ho incontrato diverse personacce, ma anche moltissima gente per bene», conclude Jimmy. Scuote la testa: «Non so che cavolo c'era, nell'aria di quel posto...» Si beve un bel sorso di cioccolata. «Tu piuttosto?», chiede a Wendy. «Come te la passi, a Strawberry Point, Iowa?» «Pfff...», fa lei. «Mamma è scappata a Las Vegas col primo californiano che è passato di qui - un tizio che si era perso per strada - papà passa tutto il giorno in mutande a inveire contro la TV e io mi spacco la schiena dalla mattina alla sera in questo diner di merda, per quattro dollari l'ora più mance, sperando contro ogni logica che un giorno riesca magicamente a mettere assieme abbastanza soldi per andarmene da qui...» «...il che è praticamente matematicamente impossibile», aggiunge, «Dulcis in fundo: sono allergica alle fragole, ne basta una piccola a coprirmi di orticaria.» «Ohi», fa Jimmy mordendosi il labbro. «Salute», conclude Wendy alzando la tazza di cioccolata in alto, come in un brindisi, per poi bersene una bella golata. In quel momento alla radio parte un'intensa intro di piano. Wendy abbatte la mano su quella di Jimmy. «Hey, la conosci questa canzone, sì?», chiede con occhi luccicanti. «Sì,» risponde Jimmy, «papà l'ascoltava sempre.» La ragazza si alza in fretta e aumenta il volume. «Just a small town girl... Livin' in a lonely world...», canta, accompagnando la radio con la sua voce squillante, un po' stonata forse, ma piena di passione. Jimmy si unisce a lei, strappandole un sorriso: «...She took the midnight train...», concludono entrambi, cantando all'unisono, «...going anywhere...», e scoppiano a ridere. «Mannaggia Jimmy, io e te si dovrebbe scappare a Broadway... Guarda che diventiamo famosi!» Jimmy ride, la faccia tra le mani: «Seh, come no?», fa, divertito. «Wendy, abbassa quella robaccia!», grida Frank forte, dal suo tavolo in fondo, «Stanno per estrarre i numeri in TV e non sento un cazzo.» Wendy sbuffa: «Ok, ok...», risponde, poco amichevole, riabbassando il volume. «...rompicoglioni», aggiunge sottovoce tornando a sedersi di fronte a Jimmy. «Quant'è odioso, quant'è odioooso...», si sfoga a bassa voce, «Muovesse un po' il culo, invece di pensare sempre alle sue lotterie! C'è questo jackpot incredibile alla lotteria dei Midwest Megamillions, è da un mese che non pensa ad altro. Questo posto sta andando in malora e tocca fare tutto a me.» Jimmy le risponde con una smorfietta di compatimento e Wendy si beve un altro bel sorso di cioccolata. Poi si mette a filosofeggiare: «Guarda, ti concedo che questa canzone è solo rock merdoso anni ottanta, e che va bene al massimo come colonna sonora in un film hollywoodiano di quarta serie, come sfondo musicale per due giovinastri rimbambiti che scappano di casa correndo via mano nella mano, ma...» Jimmy la invita a concludere: «Ma?» «...Ma in realtà mi fa tanto venir voglia di andarmene. Vorrei avere lo stesso coraggio che hai avuto tu: lasciare tutto e via, senza un dollaro in tasca. Partire senza pensarci su: una nuova vita. Ciao Frank, ciao papà...» «Ciao fragole...», aggiunge Jimmy. «Esatto!», risponde Wendy, battendo il pugno sul tavolo. «Ciao trailer di terza mano in cui ho avuto il dispiacere di crescere... Ciao Strawberry High... Ciao Kimberley, stronzetta insopportabile che da quando hai fatto la reginetta al ballo dell'homecoming non ti degni neanche più di salutare...» «Ciao Kimberley», concorda Jimmy con aria grave. Bevono entrambi; poi Jimmy guarda fuori, e, per un secondo, gli sembra quasi che il fragolone in vetroresina stia cercando di dirgli qualcosa. «Ehi,» chiede, posando gli occhi su Wendy, «li vendono ancora i biglietti dei Megamillions?» «Mmmhhh...», risponde lei, passandosi la mano sul mento, «Credo proprio di sì, da quanto ne so si possono fare fino all'ultimo, basta che siano registrati al computer prima dell'estrazione. Perché?» Jimmy alza le spalle. «Boh, oggi mi sento ottimista!», fa con un sorriso, alzandosi in piedi e finendo in fretta la sua cioccolata. Wendy ride. «Ma sì dai, proviamo!», dice, alzandosi e buttando giù anche lei i resti della bevanda. Lancia un'occhiata all'orologio: «Mi sa che dobbiamo correre però. Li vendono alla stazione di servizio, giù all'ingresso del paese.» «E se vinciamo?», chiede Jimmy. «Partiamo!» «Mmmhhh... E se perdiamo?» «Partiamo lo stesso!», fa lei, stringendo i pugni eccitata. Jimmy abbatte la tazza vuota sul tavolo. «Dai!», dice. «Wendy, i cinque minuti sono finiti», annuncia Frank dal fondo della sala, asciutto, morsicando l'ennesima ciambella. «Tempo di tornare al pavimento», aggiunge, con la bocca piena, «Forza.» Jimmy lo indica col pollice. «E con quello come facciamo?» «Con quello?», fa Wendy, con aria decisa, rimboccandosi le maniche della blusa. «Adesso ti faccio vedere io, come facciamo con quello», dice, andando dritta verso il moccio, «Ti faccio vedere io!» Come una minuta lanciatrice del peso, si carica il recipiente dell'acqua sporca sulla spalla, prende la rincorsa e lo rovescia in testa all'uomo, facendolo cascare - bagnato come un pulcino - a gambe all'aria sul pavimento. «Oddio...», blatera lui confuso, rotolandosi a occhi chiusi in mezzo a un lago di acqua grigiastra. «Addio Frank!», gli urla Wendy gioiosa, buttandogli in faccia il grembiule, «Trovati un'altra schiava, stronzo maledetto!» Poi Jimmy si carica lo zaino in spalla, Wendy alza il volume della radio al massimo, e i due si mettono a correre a perdifiato giù per Commercial Street, tenendosi per mano, accompagnati dalle parole dei Journey, arrivati all'ultimo ritornello: Don't stop believin'... Hold on to the feelin'... Yeah... Streetlights... people... Oh oh oh... Don't stop believin'... Hold on...
  9. gmela

    Strawberry Point [6/7]

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39840-la-lavastoviglie/?do=findComment&comment=706446 Sesta parte. Nota: questa parte può essere quasi considerata uno spinoff della storia principale, aspettatevi cambi di tono. Altra nota: questa parte costituisce un tutt'uno con la successiva, con tanto di dialogo spezzato nel mezzo. Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/ Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/ Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/ Link alla quarta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40044-strawberry-point-47/ Link alla quinta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40052-strawberry-point-57/ *** "Vita di Jimmy", capitolo 43 Il gigantesco autotreno Peterbilt a diciotto ruote si muove lento lungo Commercial Street, con il lungo muso nero che luccica al sole e l'enorme silo d'acciaio ancorato sul rimorchio. Ai lati della cabina un'aquila, un alligatore e due bandiere a stelle e strisce: "Spirit of Louisiana", dice la scritta aerografata sul cofano. «Eccoci qui», annuncia Burt, il vecchio camionista con i grandi baffi bianchi e l'inconfondibile accento Cajun dell'Acadiana, dal vago carattere francese. Indica con la testa la gigantesca fragola di vetroresina, che fa mostra di sé in cima a un palo, davanti a un basso edificio beige che funge sia da municipio che da sede della polizia cittadina. «Quindici piedi,» spiega, «la fragola più grande del mondo. Costruita nel sessantasette per attirare i turisti, giocando sul nome della città. Sono i soldati della US Army che l'hanno chiamata così: quando sono arrivati qui, nel 1841, sulle colline dei dintorni c'erano grandi distese di fragole selvatiche.» «Ah, speriamo di trovarne ancora qualcuna!», fa il ragazzo con una risata divertita, mentre il camion va a fermarsi sul bordo della strada, occupando, tra gli sbuffi e i cigolii dei freni pneumatici, una fila intera di cinque parcheggi per automobili. Uomo dalla memoria incredibile, collezionista incorreggibile di curiosità, Burt ha intrattenuto il ragazzo durante l'interminabile viaggio verso nord - mille miglia e cinque stati - con centinaia di storielle e dettagli di ogni tipo su tutti i minuscoli centri ai bordi della strada. È stato un viaggio molto piacevole, per entrambi. Ora che è finito, i due si stringono la mano: «Grazie Burt. Grazie del passaggio. È stato un piacere conoscerti, davvero.» «Anche per me, Jimmy, anche per me...» L'uomo punta l'indice verso il Frank's diner, ristorantino rivestito in acciaio sul lato opposto della strada, proprio di fronte alla fragola. Lui la città la conosce bene: in tre mesi, è il terzo silo per il granturco che trasporta fin qui dalla fabbrica dei silo di Baton Rouge. «Ah, quello è il diner di cui ti parlavo,» spiega, «la meatloaf col puré è ottima davvero, non puoi trovare di meglio in tutta la contea.» «Buona fortuna!», dice Jimmy saltando giù con lo zaino dall'immenso autotreno, il cui motore, ora che è fermo, sembra quasi fare le fusa. «Anche a te!», risponde il camionista con un gesto di saluto; poi riparte, facendo rombare il motore e lanciando in aria due nuvole gemelle di fumo nero. Jimmy lo osserva affrontare la difficile curva a sinistra su West Mission Street, ai limiti delle capacità di sterzo del mostro, poi si guarda attorno. Non c'è nessuno in giro, la città sonnecchia: Strawberry Point, Iowa - milleduecento abitanti circondati dalle fattorie - Una tappa in più in cui fermarsi, nel suo viaggio attraverso l'America. Per qualche ora o qualche mese: si vedrà. * Nel diner ci sono solamente una cameriera curva, che strofina lo straccio per terra, e un grassone seduto al tavolo in fondo, con caffè, copia del New York Post, telecomando e pila di ciambelle. Sul bancone, tra la soda fountain e una pubblicità vintage della Coca Cola, una grossa, vecchia radio passa classic rock: «95-KGGO,» spiega l'annunciatrice, prima di lanciare More than a feeling dei Boston, «da quarant'anni, il miglior rock.» Jimmy si siede. Dall'altro lato della strada, la fragola in vetroresina sembra quasi sorridergli attraverso la vetrata. «Wendy...», chiama l'uomo dal fondo della stanza, bevendo una golata di caffè. «Eh?», fa la ragazza, alzando la testa dal suo pavimento. «...Cliente», dice lui. La cameriera si guarda attorno. «Oh!», fa, poi sgambetta veloce verso Jimmy. Lui l'accoglie con un sorriso. «Ciao.» «Ciao, che ti posso portare?», chiede lei. Ha i capelli rossastri, le orecchie a sventola e una simpatica faccia da topolino. «Una cioccolata calda, grazie.» «Ok! Con la panna?», fa la ragazza, «Qualcos'altro?» Jimmy annuisce. «La panna la prendo volentieri. Nient'altro.» Wendy va in cucina e Jimmy apre sul tavolo la sua gigantesca mappa Rand McNally degli Stati Uniti continentali: robusta e fatta per durare, ma ormai lisa e consumata. Quel paesino del Midwest ricorda tanto Crapton, eppure Jimmy nota, quasi sorpreso, che è sereno. È passato un anno ormai, da quando è partito da casa: un anno di peregrinazioni attraverso l'America, alla scoperta del mondo, delle persone e soprattutto di sé stesso. Ha fatto davvero di tutto, in quest'anno: spazzino nell'Idaho, passeggiacani nell'Arkansas, muratore nel Vermont, comparsa, ad Albuquerque, New Mexico, per una nota serie TV. Vicino a Philadelphia, in Pennsylvania, ha ridipinto la facciata di una chiesetta metodista, condividendo tutto, per un mese, con una comunità di neri che l'ha accolto come un figlio. E se all'inizio del suo viaggio temeva tutti, appariva goffo, insicuro e impacciato, col tempo ha imparato a rilassarsi un pochino. Con ogni tappa ha guadagnato un po' di confidenza in sé stesso, e capito qualcosa di nuovo su come funziona il mondo: come rapportarsi agli altri, come giudicare il carattere di una persona. Ora, si vedrà, pensa Jimmy: in tasca ha venti dollari e cinquanta cent, dopo la cioccolata si metterà alla ricerca di un lavoretto. Se non troverà nulla, pensa ora, ripartirà per il vicino Wisconsin: ha sentito dire che sono sempre alla ricerca di taglialegna, lassù, e che non c'è, in realtà, bisogno di essere muscolosi. Wendy esce dalla cucina con due tazze di cioccolata fumante. «Posso farti compagnia?», chiede a Jimmy. «Certo!», fa lui, ripiegando la sua carta. «Frank, mi prendo cinque minuti di pausa», dice forte la ragazza. L'uomo sta pucciando una ciambella nel caffè. «Che siano cinque, eh! E per quanto riguarda quella cioccolata, non ti aspetterai, spero proprio, che te la paghi io!» Wendy fa rotolare gli occhi in uno sguardo esasperato. «La pago io, la pago io...», risponde con malcelata irritazione. Poi abbassa la voce: «...grassone odioso», aggiunge sottovoce tra sé e sé. Jimmy le fa un sorrisetto, Wendy si siede di fronte a lui. «Scusa, ma qui in paese facce nuove non se ne vedono mai. Per una volta che capita qualcuno che viene da fuori, due chiacchiere non me le perdo di sicuro. Di dove sei?» Jimmy sospira. «Crapton, Nebraska.» Wendy scoppia a ridere. «Crapton?», chiede, incredula, «Ma che nome di merda è?» Scuote la testa. «Mai sentito.» «Buon per te», ribatte Jimmy amaro, bevendosi una golata di cioccolata. È ottima. «Mannaggia, buona questa cioccolata!», dice, ammirato. «Buona, eh?», fa Wendy, tutta fiera, «Ricetta di mia nonna, lei sì che ci sapeva fare!» «... E doppio cacao,» aggiunge sussurrando le parole e alzando per un secondo il dito medio contro il padrone del diner, «alla facciazza di quell'avarastro infame.» Poi scuote la testa. «Che fai da queste parti? Sei venuto a vedere la famosissima fragola in vetroresina che il mondo intero ci invidia?» Jimmy ride. «No», spiega, «Sto girando l'America, passando da lavoretto a lavoretto. In Alabama ho conosciuto questo camionista, un tizio simpaticissimo, diretto a una fattoria in costruzione a qualche miglio da qui. Il nome della città mi ha colpito: Strawberry Point. Allora gli ho chiesto un passaggio, ed eccomi qui.»
  10. gmela

    Strawberry Point [1/7]

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39757-l’amore-a-natale-prologo/?do=findComment&comment=705139 Prima parte di un racconto in 40.000 caratteri circa, stramberia ironica multigenere soprannaturale e inclassificabile sul mondo della scrittura (mindfuck). *** Lasciate che mi presenti, amici: mi chiamo Tristano Tristone e sono uno scrittore. Sì, lo so cosa state pensando: “che nome del cavolo”, se siete educati, come me; “che nome del ca**o”, altrimenti. Da piccolo chiedevo ai miei perché mai mi avessero dato un nome così simile al mio cognome: «Mah, piaceva alla nonna...», rispondevano evasivi. In realtà non ho mai capito come avessero potuto fare una scelta del genere. Colpa di mio padre, di certo - mamma non si sarebbe sognata di scegliere il nome per me, l'unico, adorato, figlio di papà - ma lo perdono, pover'uomo: in fondo è stato lui, lui farmacista dilettante e genio dell'imprenditoria, a mettere a punto, nel settantatre, la famosa formula della pomata Tristone che tante gioie mi avrebbe poi regalato. Ebbene sì, cari amici, sto proprio parlando di lei, la miracolosa crema per la cura delle emorroidi, leader mondiale del settore, due milioni di tubetti l’anno venduti in quarantanove paesi diversi. Povero papà, lui che dal devastante ictus dell’ottantotto vive in sedia a rotelle con la testa tutta piegata a sinistra. Costretto a passarmi la proprietà e la presidenza dell’azienda, ora conduce la sua esistenza di larva passando dal letto alla TV, con, come unico svago, l'occasionale sosta in bagno. La mia vita non potrebbe andare meglio, invece. Senza voler esagerare, posso dire di aver avuto tutte le fortune: bellezza e intelligenza sopra alla media, ottima salute; soldi, tanti ovviamente, e, da due anni a questa parte, una moglie bellissima - i maligni dicono che mi abbia sposato solo per il denaro, ma all'invidia e alle cattiverie degli altri non presto certo attenzione. È lei che si occupa di tutto, in azienda: a me le emorroidi onestamente fanno senso, e preferisco starci ben lontano. Angela, invece, nonostante il fisico da modella e la spensieratezza dei vent'anni, non ha problemi a passare giornate intere davanti ai libri contabili, a contattare i fornitori, a preparare il materiale per le presentazioni. Tutto nell’ombra, ovviamente, visto che il presidente, quello che firma le carte e che sorride nella pubblicità TV, sono io. E così, mentre Angela è in ufficio, io passo le mie giornate dedicandomi ai miei hobby preferiti: il giardinaggio e la scrittura. Sono cinque anni che lavoro al mio primo romanzo, Vita di Jimmy, di cui ho già scritto quarantun capitoli. Mamma dice che è bellissimo, e un grande gruppo editoriale, di cui per ovvie ragioni non posso fare il nome, ha già espresso interesse per la sua pubblicazione: sarà un best seller, mi assicura il mio editor, che mi visita ogni settimana per sollecitarmi a finirlo. Vita di Jimmy parla di James Earl Robertson, Jimmy appunto, un adolescente del Midwest degli Stati Uniti che vive in una fattoria andata in malora a Crapton, cittadina fittizia del Nebraska meridionale nota per i suoi bulli e i suoi tornado, assieme alla sua famiglia di casi umani: il padre alcolizzato, la madre ritardata, il nonno stupratore, la nonna violenta, le zie prostitute, gli zii appena usciti di galera e una vasta gamma di fratelli, sorelle e cugini devastati dalla povertà, dalla droga, dalla violenza e dalle tare ereditarie dovute a una promiscuità senza limiti. Vita di Jimmy, cinquanta capitoli e due milioni di caratteri, vuole mostrare la crudeltà della vita in tutte le sue forme. Jimmy è buono, buonissimo. Non farebbe mai male a nessuno, eppure la quantità di sofferenze che gli vengono inflitte è a dir poco terribile: i bulli lo picchiano, i parenti lo stuprano, le ragazze gli sputano addosso, i vicini lo prendono a sassate; anche i tornado, favoriti dalla conformazione del terreno, puntano sempre dritti verso la misera fattoria dei Robertson. È un’opera dura, tragica ma necessaria, in questo mondo dove tutto sembra sempre andare di male in peggio: non lo dico solo io, lo dice anche il mio editor.
  11. gmela

    Strawberry Point [5/7]

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40013-il-criminale-46/?do=findComment&comment=706037 Quinta parte (nota: questa - breve - parte costituisce uno spezzone unico con la precedente - tra le due c'è un discorso spezzato nel mezzo) Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/ Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/ Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/ Link alla quarta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40044-strawberry-point-47/ *** «Oddio!», urlo barcollando all'indietro. Lui stringe il mio computer, non capisco più niente: «Ridammi quell'affare, mostro maledetto!», urlo accecato dall'orrore, buttandomi addosso a Motta. Ma lui è più veloce di me: con forza sovrumana mi dà una computerata in faccia e mi manda a gambe all'aria contro la mia serra, che crolla scoppiando in mille pezzettini. Tento di rialzarmi ma lui mi schiaccia a terra con un piede. «Maledetto!», sibilo, «prenditi tutto ma non Vita di Jimmy... Quella è l'unica copia, bastardo!» «Mi spiace Tristano», dice lui grave. «Hai avuto la tua occasione per redimerti: incontrare Jimmy sarebbe potuto essere il punto di svolta della tua vita, e invece ti sei mostrato solo essere quel pazzo psicopatico torturatore che tutti sospettavamo tu fossi.» «Torturatore un cazzo...», sibilo tra i denti. «Vita di Jimmy serve a mostrare quanto è corrotto il mondo... Quanto siamo cattivi... È arte, cretino, non tortura... Tsé, ma che vuoi capirne, tu?» «Sì, sì, arte... Ti ho dato una possibilità, ma hai scelto di assumere il ruolo del cattivo, in questa storia: ora, la logica della narrazione non lascia spazio che per una sola cosa.» Io tento di divincolarmi. «La vendetta», dice lui grave, stringendo il pugno davanti ai miei occhi. «In quanto a Vita di Jimmy,» aggiunge, facendo roteare il mio portatile sulle dita, come il più grande fidget spinner del mondo, «lo finisco io.» Il sangue mi si gela nelle vene: «Non ti permettere, maledetto!», gli urlo, agitandomi disperato sotto alla sua scarpa. «Jimmy è mio, mio soltanto!», grido, battendomi una mano forte sul petto, «Ridammi quel computer, pezzo di merda!» Tento di liberarmi in tutti i modi ma lui mi preme a terra; raschio la gola e gli sputo, ma lui piega la gravità e il catarro mi si spiaccica in faccia. «Questo è un incubo!», urlo disperato, gli occhi coperti di espettorato, «Un incubo! Un incubo! Un incubo! Vattene viiiia maledetto, vattene viiiiiiiia!» «Addio Tristano», dice lui, alzando il piede e voltandosi. Mi dà le spalle, è ora o mai più: afferro una roncola tra i detriti della serra e gli salto addosso. Mi blocco a mezz'aria, casco a terra con le mani sull'ano: un bruciore infinito mi dilania lo sfintere. «Aaaaahhhhh... Cosa mi hai fatto?», grido contorcendomi a terra come un verme in agonia. «Emorroidi strozzate croniche», spiega lui, senza voltarsi, «Incurabili.» «Abituati», aggiunge, poi sparisce in una nuvoletta di vapore azzurrognolo. Solo nel giardino distrutto, rimango un attimo ad ansimare a denti stretti, cercando di imparare almeno un pochino a tollerare questo nuovo, straziante dolore. Poi mi trascino a quattro zampe sull'erba, raggiungo il garage. «Angela...», chiamo a bassa voce, tendendo una mano tremante verso l'ingresso. Davanti c'è la Volvo grigia del mio editor. Tendo le orecchie stringendo le natiche, ci sono voci dentro: «Oddio facciamo veloce però eh! Se l'idiota ci becca son cazzi amari, eh!...Sì sì, toglile via, toglile via veloce che ho voglia!», dice Angela ansimando forte - rumore inconfondibile di una donna che copula. Allora mi accascio a terra e scoppio in un pianto disperato: che ne sarà di me?
  12. gmela

    Strawberry Point [4/7]

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40000-il-criminale-36/?do=findComment&comment=705974 Quarta parte (nota: questa parte costituisce uno spezzone unico con la successiva - tra le due c'è un discorso spezzato nel mezzo) Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/ Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/ Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/ *** Più tardi esco in giardino per dar da bere alle mie petunie. A un certo punto sento un «Puf» e, come per magia, un signore vestito di rosso appare in mezzo al mio giardino. «Oddio chi sei?», chiedo, scioccato da quell'apparizione magica, puntandogli istintivamente lo spruzzino addosso. Lui mi viene incontro con un gran sorriso, mi porge la mano. «Piacere, Alessandro Motta.» «Tristano...», inizio io, confuso. «...Tristone», finisce lui. «Cavolo, sei proprio uguale uguale a come ti ho descritto!», dice con un largo sorriso. «In che senso?», chiedo, poco amichevole. Lui fa una risatina. «Non l'hai ancora capito, eh?» Io alzo le spalle. «Non so di cosa stia parlando», rispondo, amaro, rimettendomi ad annaffiare i miei fiori. Lui mi lascia fare, si guarda attorno. «Mannaggia che bella casa ti sei fatto», dice. «Sì, non ho di che lamentarmi...», ribatto io. «Angela dov'è?» «È scesa in garage a mettere un po' d'ordine», sospiro. «Senta, signor...» «Motta», dice lui. «Giusto. Senta, signor Motta, purtroppo non ho tempo per le sue farneticazioni: sto aspettando il mio editor.» L'uomo ride. «Che c'è da ridere?», gli chiedo scuotendo la testa. «Ok, ascolta bene, Tristano: sorpresa sorpresa, anche tu, proprio come il tuo Jimmy, sei il personaggio di un libro... Anzi, di un racconto, per l'esattezza.» Io lo guardo in faccia per un po'. «Seh, come no!», rispondo. «...E io», spiega lui, «sono il tuo creatore.» «Pfff», faccio. Con un gesto, lo invito ad andarsene. «Se ne vada subito dal mio giardino e stia attento a dove mette i piedi, piuttosto.» «Non ci credi, eh?» «Certo che non ci credo, visto che non è affatto vero.» Lui mi appoggia una mano sulla spalla, io cerco di tirarmi indietro ma non ci riesco, sembra quasi che siamo incollati. «Pensaci, mi dice: hai il nome più ridicolo del mondo, vivi grazie alle emorroidi degli altri, ti succedono sempre stramberie...» Io alzo le spalle, cerco di nascondergli l'ansia che sento salire dentro di me. «... E un giorno, come per magia, incontri il protagonista del libro che stai scrivendo. Tutto questo perché la realtà del tuo mondo è plastica, qui posso farci succedere quello che mi pare e piace. Non ti è mai venuto il dubbio che ci fosse qualcosa di strano, in tutto ciò?» Io lo squadro in silenzio, le sue parole mi inquietano. Il cuore batte forte, ma cerco di nascondere il mio stato d'animo, concentrandomi sulla rabbia e incanalandola tutta in uno sguardo di scherno. «Ok, non ci credi», conclude lui dopo un po'. Io faccio un risatina. «Certo che no!», esclamo, «Perché sono tutte stronzate! La realtà è che sei solo un invidioso, perché io so scrivere e... e... e tu invece di sicuro non sei capace e fai schifo.» Motta ride. «Sì, sì, bravo...», dice. «In ogni caso,» aggiunge con un largo gesto della mano, «Tutto questo presto sparirà, in quanto stai per scoprire diverse cosette interessanti sulle persone che ti circondano.» Io lo guardo con aria di sfida, le mani sui fianchi. «Ah sì?», faccio, poco amichevole. «Già!», continua lui, «Tua moglie - sorpresa sorpresa - non solo ti tradisce, ma in realtà ti ha sposato soltanto per rubare i soldi dell'azienda, sono due anni che nasconde tutto quello che riesce ad arraffare nei Caraibi. Se non fossi così stupido, caro mio, ti saresti reso conto che la Farmaceutica Tristone è sull'orlo del fallimento. Fallirete, Tristano, e finirai pure agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta, col braccialetto elettronico e quant'altro. I rimasugli dell'azienda, invece, se li spartiranno i cinesi, come cani affamati che danno addosso a una carogna.» La testa mi gira. «Tsé, sono ricco di mio», ribatto acido, «Non me frega niente dell'azienda, le emorroidi mi hanno sempre fatto schifo comunque.» Lui continua imperterrito: «Tuo padre rinverrà miracolosamente dall'ictus e ti diserederà, tua madre scapperà in Brasile col maestro di sci... Non ti resterà più nulla, Tristano, nulla di nulla.» Mi punta una mano contro: «Solo la tua faccia da scemo, quella che credi sia tanto bella.» «Pfff», faccio io. «Una cosa mi rimane e non me la puoi togliere.» Mi batto l'indice sulla testa: «il mio genio», spiego fiero. Alessandro Motta scoppia in una risata talmente grassa che ha problemi di equilibrio, si aggrappa ai bouganville per tenersi in piedi. «Il mio genio, il mio genio», dice scimmiottandomi. «Muah ahahah, fai troppo ridere Tristano, cavolo come mi sei venuto bene come personaggio!» Io lo guardo stizzito. «Ridi, ridi pure... Il fatto rimane che io sto scrivendo il prossimo best seller, mentre i tuoi insulsi libercoli di sicuro non se li compra nessuno.» L'uomo torna serio: «Il tuo libro fa cagare, Tristano», dice semplicemente, «Cinquanta capitoli di torture senza capo né coda, nulla più.» «Cosa vuoi capirne te!», grido rabbioso, lanciandogli addosso lo spruzzino, «Tu non capisci un cazzo di scrittura!» Tiro fuori il cellulare di tasca, glielo porgo. «Chiama il mio editor, forza! Sentiamo cosa ti dice lui, eh! Sai che me ne frega di papà, dei soldi, dell'azienda, di Angela e di tutto il resto... Io vivo per la scrittura!», annuncio deciso, battendomi un pugno sul cuore. L'uomo scoppia di nuovo a ridere. «Il tuo editor ti sta fregando, idiota!», dice quando si riprende, «Non ti sei accorto di nulla di strano? Ti parla di best seller, viene a trovarti ogni settimana e tu sei talmente scemo che ci caschi come un pivello e firmi un contratto di preacquisto a spese tue per trecentomila copie!» Io mi sento come una caffettiera sul punto di scoppiare. «Ma ma ma ma ma...», balbetto. «...Ma che cazzo vuoi saperne tu di scrittura!», esplodo infine. «Guarda che il preacquisto è normale al giorno d'oggi eh! E... E... La casa editrice si occupa della distribuzione, della pubblicità... Fanno tutto loro, il preacquisto è solo una formalità e poi trecentomila copie spariscono subito quando la materia è buona. Guarda che il mio editor se ne intende, eh! Ignorante!» Alessandro Motta alza le spalle. «Ah, non ho dubbi, che se ne intenda», dice con una risatina. «Infatti appena ha visto quella faccia da culo ha capito che aveva avuto la fortuna del secolo: trovare l'idiota rarissimo, il pollastro pieno di soldi che si crede un genio, l'unico scemo capace di firmare un contratto da suicidio senza battere ciglio.» Io sono talmente arrabbiato che non riesco nemmeno a muovermi. Lui alza una mano a palmo aperto in aria. «Questo», dice, «lo prendo io.» Non capisco: «Eh?», faccio. Poi una finestra di casa esplode, e fuori vola il mio portatile, che, come un falco ammaestrato, viene a posarsi sulla mano dell'uomo.
  13. gmela

    Strawberry Point [3/7]

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39959-il-criminale-26/?do=findComment&comment=705742 Terza parte (nota: questa parte va assolutamente letta con quella precedente, altrimenti non ci si capisce niente - discorso spezzato nel mezzo) Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/ Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/ *** «Ma...» «E poi, che cosa vuoi saperne tu, di come si scrive?», aggiungo alzando le spalle. «Ma signor Tristone, non può andarmi sempre tutto male! Non è verosimile, è troppo esagerato!» Sbuffo e lui continua senza prestarmi attenzione, con la sua irritante vocina stridula: «Non è possibile che non abbia mai avuto un po’ di felicità in tutta la mia vita, che tutto mi vada sempre male! Mai una volta che mi sia successo qualcosa di bello.» «Non è vero!», lo interrompo. «Ad esempio...». Cerco mentalmente qualcosa, ma in questo momento non mi viene in mente nulla. Ci penso su, poi ricordo: «Ad esempio, capitolo ventidue: il tornado sembrava venire dritto contro la fattoria, e all’ultimo momento ha deviato verso la casa dei Thompson. Non sei stato contento, quella volta?» «Sì, ma per dieci minuti!», sbotta lui, «Poi quelli, per vendicarsi, hanno preso le torce e ci hanno bruciato la casa!» La conversazione mi spazientisce, onestamente questo Jimmy inizio a non sopportarlo più. Che la smetta di invadere i miei spazi e se ne torni da dove è venuto. «Jimmy, vedi di rispettare le distanze...», dico, poco amichevole. Lui continua senza prestarmi attenzione. «Papà regala il fucile a pompa a mia sorella Birdie, e lei cosa fa, invece di prendersela coi cani della prateria? Me lo punta addosso e inizia a sparare.» Alzo le spalle: «Ti odia, Jimmy, tutto qui.» Lui mi mostra il palmo della mano aperta. «Cinque anni aveva, cinque», dice. Sbuffo, cerco di controllarmi. «Senti Jimmy,» gli faccio, «è inutile che stiamo qui a discutere: la tua vita è una tragedia e lo sappiamo tutti e due.» Gli poso una mano sul braccio: «Ma è proprio questo che fa di te una persona speciale, capisci?» Lui mi osserva, poco convinto. «Al contrario del novantanove virgola nove percento della gente, la tua non sarà una vita inutile:», gli spiego, «ogni tua sofferenza, ogni vessazione, ogni crudeltà serve a spiegare a tutti quanto l'umanità sia corrotta, quanto il mondo faccia schifo, quanto la società sia marcia.» Stringo il pugno. «La gente piangerà per te, Jimmy!» «Ma non ha senso!», sbotta lui. «Anche Jenny "Spazzatura" Simmons se la prende con me! Pesa cinquecento libbre, la sfottono e la picchiano dalla mattina alla sera: almeno lei non dovrebbe essere un po' più amichevole?! La buttano nel fango, le camminano sopra, io le porgo la mano per rialzarsi e lei mi prende a calci e mi denuncia allo sceriffo Rickard per tentata violenza... Non è normale!» «Ah!», rido io, vedendo fino a che punto Jimmy non capisce nulla, ma proprio nulla, di scrittura. «Jenny "Spazzatura" è un personaggio importantissimo!», urlo arrabbiato, sbattendo un pugno sul tavolino. «Serve a mostrare quanto siamo cattivi: anche i bullizzati, anche le vittime più infime infieriscono sui più deboli, se riescono a trovare qualcuno che sta sotto a loro! Solo l'ultimo degli ultimi, il fondo del barile, colui che non ha nessuno con cui prendersela, subisce e basta!» «Cioè tu!», gli grido in faccia, puntandogli un dito - tremolante per la rabbia - dritto in mezzo agli occhi. Infuriato, ansimo ancora. Jimmy mi guarda per un secondo, poi gli occhi gli si riempiono di lacrime, abbassa la testa e si mette a piangere, quasi in silenzio, facendo quel suono irritante che cento volte, nel mio libro, ho avuto il piacere di descrivere: «Ui... Ui...», sembra dire, con un filino sottile sottile di voce. Non so cosa ci sia, in quel suono, che dà così sui nervi, ma anch'io, come ogni singolo abitante di Crapton e dintorni, nel sentirlo vengo preso dall'irrefrenabile voglia di prendere Jimmy a pugni. Anzi... Corro in cucina, afferro il frullatore ad immersione e torno in salotto. Lui salta in piedi. «Oddio no signor Tristone, il frullatore no!» Io scoppio a ridere. Jimmy gattonava ancora, quando mamma Melody ha preso l'abitudine di scaricare la rabbia su di lui a colpi di frullatore, ogni volta che non riusciva a montare la buttercream per i suoi rinomati cupcake. È stato il primo strumento di tortura che Jimmy ha conosciuto - fino ad allora erano stati solo calci e pugni - e il trauma infantile, il primo di una lunga serie, gli ha lasciato una terribile fobia. Penso che conoscerlo così profondamente è bellissimo: so come fargli male! Lui retrocede con occhi allucinati, terrificato a morte. Ma non mi lascio certo intenerire: brandendolo alto sopra alla testa, gli vado incontro a frullatore acceso. «Aaaaaahhhhhh», urla lui, disperato, buttandosi dalla finestra e facendo scoppiare il vetro. «Tornatene in Nebraska!», gli urlo affacciandomi al buco, guardandolo correre disperato giù lungo la strada. Quando sparisce in fondo alla via, tiro un sospiro di sollievo. Mi guardo attorno e faccio qualche appunto mentale: bisognerà chiamare il vetraio e ordinare alla colf di disinfettare il divano. Ma, prima, sento il bisogno di sfogarmi un po'. Spengo il frullatore, mi siedo al computer e inizio a scrivere, pigiando rabbiosamente i tasti: Capitolo 42 Ora che zio Bob scontava quattro ergastoli consecutivi al Nebraska State Penitentiary di Lincoln, Jimmy sperava che la sua vita sarebbe migliorata almeno un pochino. E invece, quello del suo diciassettesimo compleanno fu di gran lunga l'anno più terribile - il più terribile fino a quel punto - nella sua tragica vita. A causa del forte vento e della bassa pressione, ai minimi storici degli ultimi sessant'anni, la stagione dei tornado si preannunciava durissima, nel Nebraska meridionale...
  14. gmela

    Strawberry Point [2/7]

    Seconda parte di un racconto in 40.000 caratteri circa, stramberia ironica multigenere soprannaturale e inclassificabile sul mondo della scrittura (mindfuck). Qui il link alla prima parte: Nota: il racconto non è stato scritto con l'idea di essere spezzettato, quindi le parti postate qui sono un po' tagliuzzate a caso. In particolare, questo pezzo e il successivo costituiscono uno spezzone unico. *** Un giorno bussano alla porta, apro e mi trovo davanti un ragazzo con un’aria vagamente familiare. Piccolo, magrolino, bruttarello e malvestito, mi guarda da sotto in su. «Sì?», faccio, sforzandomi di essere educato. «Signor Tristone, posso parlarle un attimo, per favore?», mi chiede lui, con una vocina stridula e un forte accento americano. Mannaggia, penso, mi sembra proprio di conoscerlo: già, rifletto, assomiglia proprio tanto a... a... Trasalisco, portandomi una mano alla bocca. «Oddio, Jimmy?!», chiedo, stupefatto. Lui mi guarda con aria grave. «Sì signor Tristone, sono io», dice aprendo la camicia e mostrandomi il torace. La mia bocca si spalanca per lo shock: è lui, è il mio Jimmy! Tutto, tutto corrisponde: l’orrenda bruciatura a forma di ferro da stiro inflittagli da Grandma Molly, quel famoso giorno in cui si è dimenticato di comprarle le birre; la quarta costola destra perennemente incrinata, rotta a bottigliate da zio Steve durante la visione di una partita di football andata in malora; i morsi di Ol’ Bastard, il cane dei Thompson, che i suoi crudeli vicini non esitano ad aizzargli contro mentre va a scuola - inconfondibili per via dell’incisivo mancante, perso per una pallottola durante una partita di caccia allo scoiattolo. «Posso... toccarti?», chiedo passando dita tremanti sulla gigantesca cicatrice a forma di pneumatico, perenne e indelebile ricordo dell'ultimo quattro luglio, nel quale Grandpa Joe, ubriaco marcio e praticamente cieco, dopo sessant'anni di moonshine al metanolo, sparava in aria cantando Star spangled banner a squarciagola e tentando di investire Jimmy col furgone. La precisione dei dettagli mi fa girare la testa: tutto corrisponde, in quella cicatrice, finanche alle bolle verdognole dovute alla cauterizzazione con la benzina operata da Meth Head Tom, l'ex veterinario tossicomane davanti al cui trailer i Robertson hanno scaricato Jimmy, gettandolo giù dal cassone del furgone, quando si sono accorti che il loro passatempo preferito stava per morire. E poi ci sono i tagli, le bruciature tonde delle sigarette dei bulli... Potrei stare lì per ore, ad ammirare quel corpo martoriato: dietro a ogni segno c'è una storia. «Jimmy...», mormoro tra me e me. Ora, cari lettori, vi aspetterete forse che, trovandomi davanti al mio personaggio, scappi a gambe levate per andare a chiudermi in un manicomio per schizofrenici. Ma dovete sapere che io al soprannaturale ho sempre creduto, in quanto nella mia vita sono successi diversi fatti strani, al limite dell’inverosimile, che mi hanno spesso fatto pensare di essere un predestinato, una persona speciale, uno a cui le leggi della logica e della scienza non sempre si applicano: ad esempio, nel novantanove, in Portogallo, ho deciso di tentare la mia fortuna a una prestigiosa lotteria nazionale, giusto per vedere quello che sarebbe successo. E ho vinto. Nel duemilacinque, in Argentina, l'aereo su cui viaggiavo si è schiantato contro il terminal dell'aeroporto: sono morti tutti, tutti tranne me. Non solo non mi sono fatto nulla - nemmeno un graffio - mentre l'equipaggio e gli altri cinquantasei passeggeri sono esplosi nell'impatto o bruciati vivi pochi minuti dopo - ma la compagnia aerea mi ha pure elargito una somma colossale per il disturbo. Insomma, a causa di tutto questo, e di tante altre storie simili, che ora non sto a raccontarvi, oggi non ho troppi problemi ad accettare che il ragazzo sul mio uscio sia proprio il mio Jimmy: averlo davanti, poterlo vedere e toccare, non può essere paragonato a nulla di meno che a una vera e propria esperienza mistica - il suo corpo è la materia grezza, il marmo su cui io, io scultore rinascimentale, ho scolpito il mio capolavoro a colpi di martello. «Jimmy...», balbetto ancora, sentendomi rapire dalla bellezza e dal potere trascendentale dell'arte. Poi lui si chiude la camicia e io vengo preso da un improvviso moto di simpatia nei suoi confronti, gli passo un braccio attorno alle spalle e me lo porto in casa. «Jimmy, ragazzo mio, come stai?», gli chiedo facendolo accomodare sul divano. «Eh insomma...», fa lui con un sospiro, «Come vuole che vada, signor Tristone? Come sempre.» Gli batto una mano sulla spalla. «Su, su, adesso ti faccio una cioccolata.» È la sua bevanda preferita: nessuno gliene ha mai offerta una, ovviamente, ma quando zia Mary-Ann, che ne va ghiotta, finisce di cucinarsene una, si diverte a tirargli addosso il pentolino arroventato, recipiente dal quale lui poi lecca i rimasugli. Jimmy sorride. «Grazie», dice semplicemente. «E... Come hai fatto ad arrivare qui?», gli chiedo mentre raccolgo gli ingredienti per la bevanda. «Ero nei campi a mietere le pannocchie, quando è apparso un signore vestito di rosso.» «Ok...» «Mi ha spiegato che sono il protagonista di un libro e che mi avrebbe fatto incontrare il mio creatore. Alla fine ha schioccato le dita e mi sono ritrovato qui, davanti a casa sua.» «Ah!», faccio. Mi chiedo chi sia questo signore vestito di rosso. Dio? «Quindi», continuo, «tu non lo sapevi proprio, che eri un personaggio?» Jimmy scuote la testa. «No.» «E che effetto ti ha fatto», chiedo curioso, «scoprire che vivi in un romanzo?» Il ragazzo alza due occhi seri su di me. «Onestamente, signor Tristone, ho pianto dalla felicità.» «Davvero?» «...Perché non ho mai capito cosa non andasse in me! Come fosse possibile che tutto, tutto mi andasse sempre storto. A scuola sono bravino e i professori mi odiano, aizzano i bulli contro di me e si girano teatralmente dalla parte opposta quando mi picchiano. Mai una volta, mai una sola, che qualcuno sia stato gentile con me. Un giorno aiuto la signora Oldfield a attraversare la strada, e quella mi spacca l’ombrello in testa. Perché? Perché?» «Effettivamente...», mormoro. La sua non è certo una vita facile! Gli faccio un sorriso comprensivo. «Eh Jimmy, non sei finito nel migliore dei libri, questo è poco ma sicuro.» Lui abbassa la testa e nasconde il viso tra le mani. «Senta, signor Tristone,» chiede grave, «avrei una cosa da chiederle. Una. Poi giuro che sparisco e torno nel mio romanzo.» «...Nel suo romanzo», si corregge. «Ok...», faccio io, incuriosito, mettendo via il pentolino della cioccolata. «Non è che potrebbe darmi un giorno, uno solo, di felicità?» Sgrano gli occhi. «Guardi,» continua lui, prima che possa rispondergli, «lo so che il libro andrà a finire male. Ormai l'ho accettato, e sono pronto ad andare sereno verso qualunque orribile fine abbia in serbo per me. Però vorrei tanto, tanto, tanto avere un giorno di felicità. Uno, uno solo.» «Non chiedo niente di più», aggiunge con voce lacrimevole, «Giusto per sapere cos’è, la felicità. Un giorno.» Io non so che dire, sono senza parole, lo studio ammutolito. «Poi guardi,» lui aggiunge, «onestamente credo che farebbe bene anche al suo romanzo... Con tutto il rispetto, ma credo che abbia un po' esage...» Alzo una mano, lo interrompo. «Jimmy», gli dico, fermo, «Piano.» Lui alza il volto. «Senti,» gli spiego paziente, «ti ho accolto in casa, ti ho offerto la cioccolata. Sei il mio personaggio, ti voglio bene.» «...Infatti le sono davvero grato, signor Tristone», dice lui. «E vorrei vedere!», ribatto. «Non so se l’hai notato, ragazzo mio, ma nessuno ti ha mai trattato così. Puzzi, puzzi come puzza tutto quello che passa in quel buco lercio che chiamate casa, eppure ti ho fatto sedere lo stesso sul mio divano preferito.» Jimmy mi guarda in silenzio, non osa parlare. Io cerco di calmarmi, anche se, onestamente, sono piuttosto irritato. «Insomma, mi stai simpatico, sei la mia creatura e averti in casa è davvero un privilegio per me. Però non dimenticarti che io sono lo scrittore, e tu il personaggio. Quello che capita e non capita nella mia storia lo decido io. Non tu.»
  15. Leonor Ash

    Ogni giorno come il primo giorno

    Titolo: Ogni giorno come il primo giorno Autore: Giorgia Penzo Collana: Narrativa Nord Casa editrice: Casa editrice Nord ISBN: 8842930792 Data di pubblicazione: 31 maggio 2018 Prezzo: € 9,99 (digitale), € 16,90 (cartaceo) Genere: Narrativa Young Adult Pagine: 359 Quarta di copertina: Petra e Cloe erano diversissime – una ribelle, insicura, chiusa in se stessa; l’altra solare e amata da tutti – eppure unite da un legame profondo e sincero. E, adesso che è rimasta da sola, Petra fa una promessa alla sorella: vivrà anche per lei, s’impegnerà a migliorare e a non buttare più la sua esistenza. Niente più feste sfrenate, niente più alcol, niente più brutti voti a scuola. Ma è tutto così maledettamente difficile, con la famiglia che cade a pezzi e tutto il mondo che le urla in faccia che è colpa sua se Cloe è morta in un incidente d’auto. Ma Petra non si arrende e, spinta da una forza di volontà che non sospettava di avere, affronta un percorso di rinascita, aiutata prima da Lore, una compagna di classe scozzese arrivata in Italia per uno scambio culturale, e poi da Dario, uno studente universitario che le fa ripetizioni di matematica in vista dell’esame di maturità. Dario, un ragazzo enigmatico e affascinante, che la sorprende in ogni occasione e che le apre le porte di un futuro nuovo, radioso. Ma che allo stesso tempo nasconde un passato oscuro che presto tornerà a reclamare il suo prezzo, mettendo in discussione tutto ciò che Petra ha costruito fino a quel momento… I problemi a scuola, il rapporto con i genitori, l’amore, le fughe, i traguardi, le delusioni, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo: per Petra, senza più Cloe ma con Dario al suo fianco, ogni giorno sarà come il primo giorno della sua nuova vita. Link all'acquisto: http://bit.ly/OgniGiorno_AMZ
  16. Kikki

    Claudiana editrice

    Nome: Claudiana editrice Generi trattati: https://www.claudiana.it/chi-siamo.html Modalità di invio dei manoscritti: https://www.claudiana.it/contattaci.html Distribuzione: http://www.edizionicrescere.it/docs/promozione_distribuzione.pdf Sito: https://www.claudiana.it/ Facebook: https://www.facebook.com/Claudiana.editrice/
  17. Ezbereth

    In viaggio con Amir

    Titolo: In viaggio con Amir Autore: Melania Soriani Illustratore: Pamily Soul Illustration Casa editrice: Edizioni Leucotea ISBN: 9788894917031 Data di pubblicazione : 27 febbraio 2018 Prezzo: 14,90 EURO Genere: Romanzo per bambini Pagine: 214 Sito web: In viaggio con Amir (con materiale scaricabile) Pagina Facebook: InviaggioconAmir (iscrivetevi per seguire la pagina) N.B. Tutti i proventi derivanti dal libro saranno redistribuiti a favore delle associazioni che si occupano di accogliere i bambini migranti qui in Italia. (Sul sito del romanzo saranno pubblicate le copie degli incassi e dei versamenti effettuati ) Quarta di copertina : Amir ha 10 anni ed è rimasto solo nella grande città di Tartus, dove la guerra ha distrutto quasi tutto. Coraggioso e Audace, decide di mettersi in viaggio per cercare la sua mamma, partita per Vienna prima che il conflitto si aggravasse. Così, nascosto nella stiva di una nave italiana, la Fortuna, fa conoscenza con insolito e buffo personaggio e inizia la sua avventura che, tra pericoli e peripezie, sarà costellata di incontri inaspettati, e lo porterà molto lontano da casa. Sinossi: Amir vive il dramma della guerra. Il conflitto gli ha portato via il padre e la sorella minore, mentre la madre, per cercare di mantenere i suoi cari ha lasciato la città di Tartus già tempo addietro, quando la situazione ancora non era così compromessa. Quando anche la nonna del piccolo Amir muore, il ragazzino si trova davvero solo, con solo il sogno, che ha già da tempo, di poter raggiungere sua mamma a Vienna. Preso coraggio si imbarcherà clandestinamente su una nave italiana diretta a Venezia, primo step del suo viaggio alla ricerca di una vita normale. Un libro per riuscire a parlare ai più piccoli di cosa sia la guerra e quali sono le sue devastanti conseguenze, di come quelle che possono essere interpretate come immagini nei telegiornali sono in realtà vite distrutte e famiglie devastate che hanno perso tutto. Link all'acquisto: Feltrinelli Amazon IBS Libreria Universitaria Direttamente dall'autrice (pagamento bonifico o Paypal) inviando un'email a: inviaggioconamir@gmail.com Buona lettura! Melania S.
  18. Fino a
    Mercoledì 10 ottobre, si terrà la presentazione del libro “Sotto la faccia” (Bertoni Editore), di Giuseppe Pizzola. Gianni Bessi e Veronica Balbi dialogheranno con l’autore. “Sotto la faccia” narra le disavventure di Samuele Guarnieri, un ragazzo brillante e capace che invece di impegnarsi per affermarsi e costruirsi un futuro, sceglie di dedicarsi ad una vita scellerata e senza obiettivi. E’ un romanzo generazionale e fortemente introspettivo che cerca di indagare e di interrogarsi su cosa si celi dietro le scelte di ognuno di noi, costretti in quel terribile giogo che è il libero arbitrio. La storia è ambientata sulla riviera romagnola e si dipana su differenti piani, da quello di narrazione più squisitamente goliardica, reminiscenza di quel periodo innovatore, bizzarro ed estremo che sono stati gli anni ’80 e ‘90 ad uno più esistenzialista pronto ad immergersi nelle pieghe più recondite e buie dell’animo di umano. Ma, è anche un’analisi spietata delle aberrazioni della ludopatia. Sotto la faccia, è il racconto di una possibile vita, un romanzo sulla vita. Un altro racconto dal sottosuolo che apre al lettore la botola d’accesso a quei cunicoli sottili e inesplicabili della mente e dell’anima, che regolano e influenzano le scelte di ognuno di noi, anche quelle estreme e, apparentemente insensate. L’evento avrà luogo presso la libreria Feltrinelli di Ravenna, con inizio alle ore 18.00.
  19. Ely5sa

    Tutto scompare

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39044-il-mostro-della-spiaggia/ E' notte, sono sdraiata nel letto e fisso il soffitto. Una parete bianca, increspata da lunghi,intensi movimenti, come fossero delle vene di un fiume in piena. Un brusio di rumori dettati dal sonno creano una sorta di incantesimo, poso le palpebre e mi lascio abbandonare nel buio più assoluto. Ti rivedo e sorrido a labbra strette, il nodo allo stomaco comincia a smuoversi, mi sento le serpi risalir i miei organi; ti rivedo, gioisco e soffro. Sei oramai un'ombra che si sta avvicinando a me; ma come potrei dimenticare il tuo corpo alto, le tue dita affusolate che ora sono vicine al mio viso, i tuoi occhi blu che scavano la mia anima? Eri l'unico che mi riempiva, quando i problemi svuotavano le mie emozioni. Sei bellezza e distruzione. Le dita iniziano a sfiorarmi il corpo, non sento il peso, non sei più costituito da materia, devo convincermi. Posso convincermi. <"Tu ci sei?"> Comincio a ripeterlo, lo dico in un sussurro, so che mi senti. Perché non cambi espressione? Lo ripeto a voce più alta, vorrei che mi sentissi, vorrei che mi riapparisse il tuo viso. Te lo ripeterò finché non diventerai realtà e non sarai più solo un sogno. <''La senti questa voce?'' > Vorrei poter continuare ad urlare ma non emetto più alcun rumore, sgrano gli occhi sull'ombra ferma sul mio viso, mi avviccino con fare indeciso e mi rifletto nei tuoi occhi. Precipito nel mio incubo. I tuoi occhi sono morti, un vortice buio che la mia vita rinnega, la tua anima non ha più quel colore blu vivo che risplendeva nella giornata e tu non sei più tu. Dove prima c'erano le tue mani ora ci sono impronte di carbone ardente che cominciano a prendere forma, incorniciare i miei lineamenti e a distruggerli, divampando, brillando, scavando su di essi. Stremito tra le lenzuola che sembrino mi vogliano imprigionare, voglio svegliarmi. Il corpo non reagisce. Sto' bruciando e credo che sto urlando con tutta la forza che nel corpo possiedo. Arriva David e spaventato a morte mi scuote, mi butta acqua sul viso finché con il fare deciso mi sveglia urlando più forte di me. ''Non puoi andare avanti cosi Alyssa, mi fai preoccupare'' ''No non è nulla, grazie per avermi svegliata, non riuscivo ad uscirne'' Mi volto nella parte opposta del letto, come per cercare più sicurezza. Do le spalle a David non riesco a parlargli guardandolo negli occhi, non adesso. ''Io ci sono, quando hai bisogno, però chiedimi aiuto, te ne prego.'' Annuisco e spengo nuovamente la flebile luce della stanza, sento i passi di David allontanarsi, la quiete finalmente mi assale e mi lascio abbandonare in un sonno profondo.
  20. Buon pomeriggio a tutti Premessa: da mesi sono bloccata su un romanzo. Dopo vari tentativi falliti, purtroppo mi sono ritrovata a buttare via centinaia di pagine. Al momento sono paralizzata. So che fa parte del gioco e che uscirò da questo pantano, ma sono demoralizzata. Oltretutto è un progetto che mi coinvolge molto, emotivamente, tanto da impedirmi di riuscire a scrivere altro. Detto ciò, vi illustro il problema. Romanzo americano (ci si prova, so che sarà dura). Sfondo sociale di povertà, arretratezza culturale e scarse opportunità di lavoro. Due ragazzi fra i 18 e i 22 anni, che chiameremo Piero e Ugo, sono amici per la pelle. Il protagonista, Piero, era bravo a scuola ma come molti ragazzi disadattati ha finito per mollarla. Vive solo con il suo fratellino, che per lui è la cosa più importante al mondo. E' pieno di sogni di mollare tutto e andarsene insieme all'amico verso ovest, ma non può farlo perché è povero e anche per via del fratello, non lo lascerebbe mai. Lavora in un'officina spaccandosi la schiena per pochi spiccioli l'ora. E' uno sconfitto che però continua a sognare a occhi aperti, un autolesionista, depresso, represso, con un passato orribile alle spalle che Ugo non conosce; Piero ha molto da nascondere sulla sua identità e la sua infanzia ed è terrorizzato all'idea che qualcosa salti fuori. Per tutta la sua vita non ha fatto altro che scappare ogni volta che si sentiva braccato. Ugo è il suo unico amico. Lui studia sodo per andare al college, per andarsene da quel paesino, e vorrebbe che anche Piero lo facesse, ma non riesce a farlo tornare a studiare. Lavora in un fast food e spesso ospita a sue spese Piero ai pasti, o gli porta qualcosa di caldo, dato che Piero è messo proprio male con i soldi. Potrebbe (dico potrebbe perché anche qui ho varie versioni in mente, non uccidetemi) essere balbuziente e non venire apprezzato dal padre, che invece apprezza Piero, che non pesa sulla famiglia ed è un "vero uomo". Quale potrebbe essere il motivo per cui i due potrebbero litigare di brutto, tale che Piero massacri di botte Ugo e scappi col fratellino, terrorizzato di avere ucciso l'amico, ma anche ferito a morte da quanto Ugo gli ha fatto? Ugo dovrebbe pensare di aver agito per il suo bene, anche se nel modo sbagliato. Poi, scoprendo determinate cose, dovrà rendersi conto di aver commesso uno sbaglio colossale, interpretando male il motivo per cui Piero ha reagito così, e partire per cercarlo. Io ho un paio di idee, ma temo manchino di originalità. Purtroppo ci sono sopra da così tanto tempo che non riesco più a essere creativa. Mi riesce difficile trovare una soluzione che mi piaccia e sia anche in linea con lo stile di scrittura e le sensazioni che vorrei trasmettere: una sorta di lento trascinarsi, di fuga disperata, sconfitta, vaste lande desolate, ruggine, abbandono, speranza. Non voglio in alcun modo un thriller o troppa suspense. Scusate per la lunghezza del post, spero di non aver chiesto l'impossibile o aver spiegato troppo poco. Grazie in anticipo!
  21. Ambra...

    Butterfly

    Nome: Butterfly Edizioni Generi trattati: romanzi d’amore (no erotici), romanzi contemporanei, romantic suspense, chick lit, umoristici e drammatici, young adult, new adult, thriller Modalità di invio manoscritti: https://butterflyedizioni.wordpress.com/about/ Distribuzione: https://butterflyedizioni.wordpress.com/distribuzione/ Sito: https://butterflyedizioni.wordpress.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/edizionibutterfly/ Dal sito: Accettiamo Opere di non oltre 650.000 battute spazi compresi. TEMPI DI VALUTAZIONE: da 1 a 4 mesi circa, rispondiamo anche in caso di esito negativo. La pubblicazione è gratuita e l’autore è sostenuto realmente nella promozione del proprio libro! I libri più amati dai lettori avranno anche la possibilità di finire all'estero. ------------------------------------------------------------------------- Esperienze con questa casa editrice? Mi pare che propongano l'ebook e il cartaceo solo dopo la vendita di un certo numero di copie..
  22. Francesca Maria Pagano

    WriteUp Site

    Nome: WriteUp Site Generi trattati: narrativa non di genere, romanzo di formazione, saggio, fantasy, manuale, letteratura per ragazzi, cucina, autoproduzione Modalità di invio dei manoscritti: http://www.writeupsite.com/pubblica.html Distribuzione: fornitura diretta alle librerie Sito: www.writeupsite.com Facebook: https://www.facebook.com/writeupsite/ Casa Editrice No Eap. Per le proposte, è possibile inviare il manoscritto in formato .doc, .rtf., .pdf all'indirizzo redazione@writeupsite.com, completo di sinossi e recapiti autore/autrice
  23. thebookcaseofmymind

    Il blocco dello scrittore - Giulia Annibale

    Titolo: Il blocco dello scrittore Autore: Giulia Annibale Collana: Frecce Casa editrice: Augh! ISBN: 978-8893430456 Data di pubblicazione (o di uscita): luglio 2016 Prezzo: 13 euro Genere: fantasy, avventura, introspettivo, di formazione Pagine: 172 Miranda è una giovane studentessa, frequenta l'università ed è da sempre appassionata di scrittura. Le sue ambizioni sono grandi: diventare una stella della letteratura e lasciare ai posteri il suo capolavoro immortale. Convinta di serbare dentro di sé la sacra fiamma dell'arte, nel quotidiano si trova invece a fare i conti con una realtà a dir poco frustrante: il blocco dello scrittore. Un portatile aperto, una pagina bianca, un cursore lampeggiante e nulla più. Un giorno improvvisamente, dopo aver incontrato dei misteriosi venditori di libri e aver ricevuto in regalo un inquietante segnalibro, nella vita di Miranda ricompaiono i personaggi da lei inventati anni prima, creature che popolavano i suoi racconti mai finiti e abbandonati nelle pagine ingiallite di vecchi quaderni. Saranno loro, il Principe Lucertola, la Banshee, i Mastini, i Kappa e tanti altri, ad accompagnare la ragazza in un viaggio avventuroso, magico e liberatorio, nelle ombre del proprio cuore. Link all'acquisto: Amazon: https://www.amazon.it/blocco-dello-scrittore-Giulia-Annibale/dp/8893430452/ref=sr_1_2?ie=UTF8&amp;qid=1528649909&amp;sr=8-2&amp;keywords=il+blocco+dello+scrittore Ibs: https://www.ibs.it/blocco-dello-scrittore-libro-giulia-annibale/e/9788893430456 Libreria Universitaria: https://www.unilibro.it/libro/annibale-giulia/il-blocco-dello-scrittore/9788893430456 Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/libri/annibale-giulia/blocco-dello-scrittore/9788893430456 Mondadori: https://www.mondadoristore.it/Il-blocco-dello-scrittore-Giulia-Annibale/eai978889343045/
  24. libero_s

    AndC commenta La lista della spesa

    Commento a Il mercato dell'amore Pomodori: 5 Cuore di bue o 500gr datterini Zucchine: 3 Un cespo di lattuga latte: 2 litri pane: 4 panini pasta: 1 kg spaghetti n°3, 1 kg penne rigate carne: 3 bistecche manzo birra: Leffe rossa 3 bottiglie riso: 1 kg carnaroli Gallo AndC: ciao, ho letto con attenzione il tuo racconto, ho apprezzato molto alcune cose, ma noto una certa discontinuità nello stile. riso: 1 kg carnaroli Gallo Mi piace la precisione che hai usato per il riso di cui specifichi qualità e marca, ma perché non fai altrettanto negli altri paragrafi? A volte le indicazioni sono imprecise, nel caso della pasta va bene indicare il tipo di spaghetti, ma non c’è la marca. pasta: 1 kg spaghetti n°3, 1 kg penne rigate Altra cosa, io non sono contrario alle ripetizioni, ma l’indicazione dei kg usata due volte di seguito sulla stessa riga può risultare fastidiosa ad alcuni lettori. Un po’ vaghi i paragrafi dedicati al pane e alla carne, avrei preferito qualche dettaglio in più. Non sono un fanatico dello show don’t tell, ma avresti potuto mostrare un po’ di più. Perché non ci mostri la carne, non ci fai sentire il profumo dei pomodori, la freschezza della verdura? Una maggior ricchezza di dettagli descrittivi renderebbe il tuo pezzo molto più incisivo. Nel complesso mi è piaciuto, ma c’è spazio per migliorare.
  25. Nulla Fallisce

    AL - Nulla fallisce

    Titolo: Nulla fallisce Autore: AL Casa editrice: AL ISBN: 9788822865250 Data di pubblicazione: 15/11/2016 Prezzo: gratuito Genere: narrativa/autobiografia Pagine: 140 Quarta di copertina: Un viaggio nel tempo intenso, doloroso, straniante, onirico, commovente; un self coaching involontario. Il racconto del protagonista si vive attraverso momenti, istantanee ed episodi che ricostruiscono le tracce del percorso per ammettere e accettare di essere gay prima, e amarsi e innamorarsi poi. Sullo sfondo, ma con un ruolo da coprotagonisti, canzoni, film, telefilm e romanzi contestualizzano il periodo tra 1983 e il 2011. È un romanzo intimo, il percorso di un'anima moderna. Link all'acquisto: Amazon: https://www.amazon.it/Nulla-Fallisce-AL-ebook/dp/B01MSM5TF6 Feltrinelli: http://www.lafeltrinelli.it/ebook/nulla-fallisce/9788822865250 IBS: https://www.ibs.it/nulla-fallisce-ebook-al/e/9788822865250 Google Play: https://play.google.com/store/books/details/Al_Nulla_Fallisce?id=CsF_DQAAQBAJ Kobo: https://www.kobo.com/it/it/ebook/nulla-fallisce-1
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