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Trovato 135 risultati

  1. Marco Scaldini

    Quattro racconti con il morto

    Titolo: Quattro racconti con il morto Autore: Marco Scaldini Casa editrice: Segreti in giallo ISBN: 8833665763 Data di pubblicazione: 24 giugno 2020 Prezzo: 8 euro (cartaceo), 1.99 (ebook) Genere: noir/giallo Pagine: 100 Quarta di copertina: Un cliente morto e una prostituta nei guai. Un gruppetto di studenti e una professoressa uccisa durante un rito satanico. Un agente che vede un assassino mentre si disfa di un cadavere. Un duplice omicidio in un centro massaggi. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/8833665763/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1592921165&sr=1-1
  2. bukowsky77

    Nero Press

    Nome: Nero Press Generi: Horror e Gotico, Noir, Giallo, Thriller Modalità di invio Manoscritti: http://neropress.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: http://neropress.it/distribuzione/ Sito web: http://neropress.it/ Facebook: https://www.facebook.com/neropress.edizioni
  3. Segreti in Giallo Edizione

    Segreti in Giallo Edizioni

    Ciao a tutti! Siamo una nuova collana Editoriale nata da poco. Ricerchiamo nuovi e intraprendenti autori, manoscritti accattivanti, pregni di mistero. Nome: Segreti in Giallo Edizioni Catalogo: link al Catalogo indicato sul sito Modalità di invio dei manoscritti: https://segretiingialloedizioni.com/contattaci/ Distribuzione: https://segretiingialloedizioni.com/f-a-q/ Sito: https://segretiingialloedizioni.com/ Facebook: https://m.facebook.com/segretiingialloedizioni/ Instagram: https://www.instagram.com/segretiingialloedizioni/ Segreti in giallo Edizioni si rivolge a coloro che prediligono il genere giallo e thriller, nonché paranormale e horror (per quest’ultimo si intende horror psicologico e non splatter). Accanto a quelli che sono gli elementi caratteristici di ogni singolo genere si ricercano originalità dei testi e una narrazione leggera e accattivante. La scrittura deve saper condurre il lettore (da quello più disincantato a quello più esigente) in un mondo di storie fatto di parole affascinanti e coinvolgenti. I generi che cerchiamo sono: Giallo,Thriller, Noir, Horror, Paranormal, Mystery. Grazie.
  4. ElleryQ

    Lisciani

    Nome: Lisciani Libri Catalogo: https://www.liscianilibri.com/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.liscianilibri.com/contatti/ davide.dilodovico@educationalgroup.it (invio diretto al direttore editoriale) Distribuzione:ALI Sito: https://www.liscianilibri.com/ Facebook: https://www.facebook.com/LiscianiLibri/ Lisciani Group nasce in seguito alla separazione da Giunti ("Giunti & Lisciani") a inizio anni '90. Con 40 anni complessivi di esperienza nel campo dei giochi e della didattica, ha di recente inaugurato una sezione narrativa, divenuta autonoma anche sul piano amministrativo: "Lisciani Libri". Le collane di narrativa sono dirette da Davide Di Lodovico, quella di graphic novel da Giuseppe Guida. La distribuzione è molto estesa e include, oltre alle librerie, supermercati e Autogrill (o Sarni).
  5. Fino a
    Concorso nato dalla collaborazione tra la casa editrice Nino Bozzi Editore (CTL) e l'agenzia letteraria EditReal, intitolato all'amico giallista Carlo F. De Filippis, grande scrittore che attualmente vive e opera a Torino. Fanno parte della giuria tecnica: - Enzo Linari, insegnante, scrittore e soggettista e curatore mostre di fumetti, scrittore di racconti polizieschi; - Giancarlo Cavallini, insegnante. Studioso di letterature classiche e moderne, cultore di sceneggiatura cinematografica; - Sergio Consani, musicista e scrittore. Le opere finaliste verranno vagliate dal corpo della Gran Giuria, composta da nomi di rilievo nazionale nel panorama del libro giallo: - Enrico Pandiani, scrittore. - Maria Masella, scrittrice. - Pierluigi Porazzi, giornalista. - Diego Collaveri, giallista, scrittore. Presidente di Giuria: Carlo F. De Filippis Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano compiuto la maggiore età; la partecipazione è gratuita; non vi saranno successive richieste di denaro o richieste di acquisto copie. Le opere dovranno essere scritte in lingua italiana (o straniera, purché tradotte in lingua italiana) e dovranno trattare i seguenti generi: giallo, thriller, poliziesco e noir. Qualsiasi altro genere letterario non verrà preso in considerazione. La premiazione è prevista per fine settembre, probabilmente al circolo degli scrittori di Torino. (Data e luogo da confermare) www.premiodefilippis.com
  6. dfense

    Brè Edizioni

    Nome: Brè Edizioni Generi trattati: Narrativa, erotici, poesia, gialli, noir-thriller, horror, saggi Modalità di invio dei manoscritti: https://breedizioni.com/pubblica-con-noi/ Distribuzione: cito dal sito: "Abbiamo scelto di affidare la vendita delle nostre opere solo ad Amazon" Sito: https://breedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/Brè-Edizioni-2105813419632447/
  7. Laura Gronchi

    Ossessione

    Titolo: Ossesione Autore: Laura Gronchi Collana: (facoltativa) Casa editrice: Porto Seguro Editore ISBN: 97888 Data di pubblicazione (o di uscita): ottobre 2019 Prezzo: cartacea 19,90 Genere: azione e avventura, triller Pagine: 526 Quarta di copertina: Le vicende dell'infermiera Sara Toni e del maggiore dell'aeronautica Sergio Morelli, dopo il loro incontro in Etiopia e il ritorno a Pisa, s'intrecciano con un passato burrascoso e con il rapimento di lei da parte dei terroristi; il presente appare sereno, ma si rivela quanto mai labile, messo a rischio da un ex marito violento e da una ex fiamma talmente vendicativa da risultare patologica, mentre il futuro li riporterà in Africa, dove li attendono altre vicissitudini. Un romanzo composito di vendetta, amore e violenza, dai toni avvincenti e soffusamente noir. Link all'acquisto: Amazon: link all'acquisto IBS: link all'acquisto Mondadori store: link all'acquisto La Feltrinelli: link all'acquisto Libreria Universitaria: link all'acquisto
  8. Giampo

    Edizioni Clichy

    Nome: Edizioni Clichy Sito: https://edizioniclichy.it Catalogo: https://edizioniclichy.it/shop Modalità di invio dei manoscritti: https://edizioniclichy.it/chi-siamo Distribuzione: Mondadori Libri Facebook: it-it.facebook.com/edizioni.clichy
  9. Dale

    Nuova Editrice Magenta

    [Sito e pagina Fecebook non più disponibili] Nome: Nuova Editrice Magenta Generi trattati: Poesia, Narrativa non di genere, Noir, Poliziesco, Giallo (qui le collane: http://www.nuovaeditricemagenta.it/index2.php?zID=coll) Modalità di invio dei manoscritti: http://www.nuovaeditricemagenta.it/index2.php?zID=mned Distribuzione: Unicopli Soc. Cooperativa http://www.nuovaeditricemagenta.it/index2.php?zID=acq Sito: http://www.nuovaeditricemagenta.it Facebook: https://www.facebook.com/NEMnuovaeditricemagenta/?rc=p Ciao a tutti, credo si tratti di una piccola casa editrice. Fa qualche presentazione nella mia zona (Varese e Provincia) ma non riesco a capire se sia a pagamento o no.
  10. Icangage

    Sterling Editore

    Nome: Sterling Editore Generi trattati: thriller psicologico, poliziesco, mistery, noir, romanzi storici, romanzi d'amore,graphic novel, fumetti. Modalità di invio dei manoscritti: email a: info@sterlingeditore.it Distribuzione: Non è possibile risalire a questa informazione dalla loro pagina fb. Sito: https://www.sterlingeditore.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/sterlingeditore/ Asseriscono di essere totalmente free ma, ad un primo contatto con loro, mi è stato detto che "attualmente i nostri editor risultano impegnati" per cui consigliavano o l'editing ad una persona di fiducia o affidarmi ad un loro collaboratore esterno.
  11. Elisabeth

    Claire

    La routine della sua vita si era ridotta all’osso. Atti meccanici che garantivano la sua sopravvivenza. Certi giorni se li dimenticava. E insieme a quei gesti meccanici dimenticava anche i giorni stessi. Ma nelle giornate migliori, quando ricordava di mangiare o lavarsi il resto del tempo lo trascorreva alla finestra. Viveva in un quartiere di periferia che brulicava di vita. E la vita che non viveva per sé la osservava da dietro un vetro. Ormai anche i vicini si erano abituati a quella presenza immobile, sapevano che solo i suoi occhi – grandi occhi neri profondi come gorghi marini e insondabili – seguivano ogni loro movimento. Stranamente non dava loro disturbo quell’osservatrice silenziosa. A volte li confortava anche alzare gli occhi e trovarla lì, racchiusa nella nicchia delle imposte come una madonnina in una cappella votiva. Alcuni, i meno timidi, le rivolgevano un saluto. Lei non rispondeva mai. Ma li conosceva bene uno per uno. Conosceva i loro innocenti segreti, come il bicchiere di vino bevuto la sera tardi dal signor Pepper di nascosto dalla moglie, certe sere lo accompagnava persino e da lontano brindava insieme a lui. Oppure seguiva le liti mute, per non spaventare i bambini, dei coniugi Ryan. Era uno spettacolo insolito vederli gesticolare e scambiarsi invettive senza fare rumore. Le ricordavano quei film muti che vedeva da bambina, quando tutto era più facile e lineare. Poi facevano sempre pace. Si abbracciavano silenziosi e andavano insieme a guardare i piccoli dormire. Un lembo di quell’amore copriva anche il suo cuore qualche volta. I panni stesi ad asciugare al vento della vedova Bosch le raccontavano invece la vita della sua dirimpettaia come pagine di un diario fatto di stoffe e colori. Ogni giorno della settimana aveva un colore differente. I numerosi nipotini che le correvano intorno tra le lenzuola sventolanti, narravano di una vita piena di una felicità semplice, fatta di torte appena sfornate e calore. A volte si incantava nell’osservarli e nel partecipare alla loro gioia intima, umile, scoprendosi a sorridere. Erano le occasioni in cui richiudendo le imposte sapeva che avrebbe dormito più serena. Fu durante una giornata iniziata come tante altre - mentre si trascinava dalla cucina al soggiorno con le mani intorno ad una tazza fumante di caffè e si apprestava a prendere il suo solito posto dietro i vetri - che accadde. Aveva già aperto le imposte chiedendosi quale colore avrebbe visto oggi steso al vento dalla vedova, quando iniziò ad agitarsi qualcosa nella sua mente. Qualcosa di intrappolato che lottava per venire fuori, per tornare alla luce. Era lì, da qualche parte ma non riusciva ad afferrarlo. Stava fissando il vecchio signor Neil ammucchiare le foglie in un angolo quando tutto iniziò a sfumare. La giacca verde militare del vecchio, il rastrello, le foglie che vorticavano nel vento a dispetto dei suoi sforzi, le mura della casa, i panni stesi, le biciclette abbandonate dai bambini Ryan: tutto iniziò a tremolare, ogni cosa, come avvolta in una nebbia, iniziò a scomparire alla sua vista lasciando il posto ad altre immagini e altri colori. E da una nuvola di polvere resa accecante dalla luce di un sole estivo emersero delle figure. Man mano che si avvicinavano, si facevano più grandi le loro ombre e più nitidi i dettagli. Il vestito leggero a fiori di lei, i lunghi capelli scuri mossi dalla brezza secca del deserto, i jeans sdruciti di lui e il giubbino che aveva visto troppe stagioni, la macchina sgangherata su cui viaggiavano. Il ricordo proruppe come da una diga fatta saltare con la dinamite. Le parole che gli aveva lasciato quel giorno. L’ultimo giorno che avevano passato insieme prima che lei facesse l’unica cosa che sapeva fare bene: scappare. Si erano fermati in uno di quei posti aperti 24 ore con una cameriera stanca che nemmeno ti guarda dopo una notte passata a servire caffè, e mentre Jo faceva rifornimento al distributore di benzina, lei era entrata scegliendo il tavolino più riparato e aveva ordinato senza pensare il piatto del giorno. Un pensiero opprimente le si era insinuato nella mente: aveva sempre ordinato piatti che non le piacevano senza pensarci. Perché altri pensieri le affollavano la testa. Rumorosi, inarrestabili. Guardando fuori per controllare dove lui fosse prese un fazzoletto di carta che non avrebbe asciugato nemmeno una lacrima e aveva iniziato a scrivere quelle parole: “Io ho fatto del depistaggio un'arte, Jo. Semino tracce che vanno in una direzione e poi ne prendo un'altra. Perciò quando pensi di avermi afferrato ti sfuggo tra le dita. Non sono mai perfettamente presente. C'è sempre un oltre che mi aspetta. Non puoi seguirmi né comprendermi. Passiamo la vita a dimostrare agli altri Cosa siamo. Intelligenti o colti o bravi o simpatici. Energie disperse nel vento dimenticando Chi siamo perdendo noi stessi. Ed io non voglio perdermi…” Aveva lasciato quel fazzoletto stropicciato sul tavolo ed era scappata dalla porta sul retro. Per settimane e mesi si era chiesta quale espressione si era disegnata sul suo viso quando raggiungendola al tavolo non aveva più trovato lei ma solo la scia del suo profumo. Rabbia o dolore lo avevano attraversato? E quale due avevano prevalso sull’altra? Dopo un po’ aveva smesso di chiederselo. Temeva qualunque risposta. Aveva creduto che per ritrovarsi dovesse scappare da lui quando invece scappava solo da se stessa e dai suoi fantasmi. Ma questi te li porti dentro ed è solo un'illusione pensare di poterteli lasciare alle spalle. Pensando di aver aguzzato la vista per non perdersi aveva perso di vista invece l’essenziale. Che adesso spiava al di là di un vetro illudendosi di vivere. Ma arriva un momento in cui bisogna decidere se continuare a fare da spettatore alla vita degli altri o vivere la propria di vita. Da quella nebbia che l’aveva avvolta riaffiorò il volto di Jo e l’amore che fino al giorno prima aveva solo osservato fluire nella vita altrui le esplose nel petto con una chiarezza luminosa da toglierle il fiato. Ci si innamora di quei gesti inconsci che osservi di nascosto. Di un vezzo, di un tic. Di un certo modo di guardare. Ricordò quanto amasse il modo in cui stava seduto con una gamba piegata. O come portava il bicchiere alla bocca. E di quella smorfia agli angoli delle labbra che faceva capolino sul suo viso prima di sorridere. Comprese che ci si innamora dei dettagli. Più piccoli e nascosti sono più ti scavano il cuore. E l'amore è riuscire a vederli ancora dopo anni. Quei piccoli gesti che ti svelano un mondo. Solo adesso li vedeva. Si girò di scatto e guardò verso il tavolino. Erano seppellite sotto cumuli di posta ammucchiata alla rinfusa. Le cercò freneticamente. Afferrò la giacca buttata sul divano e con le chiavi strette in pugno spalancò la porta precipitandosi nel sole e nel vento. La luce le ferì gli occhi. Forse era ancora in tempo. Quando salì sull’auto fece un respiro profondo. Poi affondò il piede sull’acceleratore e sparì. Ancora oggi alcuni nel quartiere giurano di vederla dietro le imposte. E raccontano che quando le rivolgono un cenno di saluto lei risponde sempre con un sorriso.
  12. Gil Parzi

    Mostro o puttana ? capitolo 2 parte 1/4

    [racconto rimosso su richiesta dell'autore]
  13. Ira

    A&B editrice

    Nome: A&B editrice Generi trattati:Thriller, Noir, narrativa non di genere, saggistica Modalità invio manoscritti: http://www.aebeditrice.com/it/contatti.php Distribuzione: http://www.aebeditrice.com/it/distribuzione.php Sito: http://www.aebeditrice.com/it/ Facebook: https://it-it.facebook.com/AB-1119061108125822/
  14. Titolo: Un Nido di Vespe - Indagine tra Varese e il lago Maggiore Autore: Davide D. Longo Collana: SuperNoir Bross Casa editrice: Fratelli Frilli Editori ISBN: 9788869433986 Data di pubblicazione (o di uscita): 29 novembre 2019 Prezzo: cartaceo 14,90 / digitale 6,99 Genere: Noir Pagine: 208 Quarta di copertina o estratto del libro: Valerio Guerra è un ragazzo invecchiato precocemente. Laureato in Archeologia, si è ritrovato a rincorrere una serie di stage non pagati in giro per l’Italia e ad essere silurato alla Scuola di Specializzazione. All'alba dei trent'anni la vita gli ha portato via un padre e tutti i sogni di gioventù. Si ritrova disoccupato, senza un soldo, a sopravvivere in un paesino disteso sulle rive del Lago Maggiore. Per sbarcare il lunario fa i più svariati lavori, che di solito si risolvono in contratti di pochi mesi, e con un paio di amici fidati svuota le cantine delle ville della sponda lombarda, rivendendo quello che è ancora in buono stato nei mercatini della zona. A tempo perso lavora anche come detective in nero, senza licenza: casi di corna, per lo più, o liti tra vicini di casa. Valerio non vive, sopravvive, e la sua unica gioia è osservare il suo gatto, Robespierre, che governa il loro piccolo appartamento come se fosse una magione vittoriana. Finché un giorno René, commissario di polizia e vecchia conoscenza del padre di Valerio, gli mette sotto il naso la foto di un anello longobardo e il caso di omicidio ad esso collegato. Da quel momento il ragazzo si ritroverà invischiato in una rete di omertà, silenzi e violenza che pulsa sotto la superficie della provincia sonnolenta come una rete di organi cancrenosi: un nido di vespe in cui convivono politica, imprenditori e polizia, nel quale Valerio Guerra proverà suo malgrado a mettere le mani. Link all'acquisto: il libro è presente fisicamente o ordinabile nelle librerie sparse su tutto il territorio nazionale. Lo trovate anche sul Bookstore della Fratelli Frilli, Amazon, Ibs, Libreria Universitaria, Store Mondadori, Store Feltrinelli
  15. Massimiliano Marconi

    Paesaggi

    Commento a La gattara La ragazza si volta lentamente sul fianco e resta distesa supina sul drappo camouflage di tela cerata, che ne accompagna il movimento con un leggero scricchiolio. Dopo ore di immobilità, stretta nella tuta termica e nell’imbracatura che le consente di non scivolare giù lungo il pendio della collina, sente forte il bisogno di stirarsi, di allungare gambe e braccia, di ripristinare la circolazione intorpidita dal freddo della notte. L’alba è arrivata ed è passata, e il sole ora è abbastanza alto nel cielo per godere del suo tiepido tepore autunnale. La posizione inclinata, là in cima, pare fatta apposta per carpirne i caldi raggi, che le arrivano addosso quasi perpendicolari. Intreccia le dita dietro la nuca e, spalancando gli occhi sul paesaggio che la circonda, decide di abbassare, solo per qualche minuto, gli allarmi del suo cervello. Il cielo terso e i colori del bosco valgono un attimo di parziale deconcentrazione. Lascia vagare lo sguardo giù in basso, dove l’erba luccica degli ultimi residui di brina e alberi invidiosi allungano le loro dita già scheletriche verso quei compagni più fortunati che possono ancora sfoggiare chiome folte, alcune di un verde cupo, intenso, altre di un rosso dagli accenti barocchi. Uno spettacolo bellissimo, ma soprattutto utile. Ne ha ricavato un preciso codice, un sistema di passaggi per mezzo dei quali, al momento opportuno, potrà scegliere la migliore via di fuga fra quelle accuratamente preparate dopo i lunghi appostamenti e gli attenti studi della zona e dei possibili frequentatori. Niente può essere lasciato al caso. Ma sa che c’è ancora un po’ di tempo. Qualche minuto nel quale lasciare la mente libera di… Era una bellissima giornata: il sole splendeva alto nel cielo e, fra gli alberi del bosco, gli uccellini volavano e cinguettavano felici… Il pensiero le è esploso in testa all’improvviso, forse richiamato proprio dalla tranquillità della situazione: il ricordo di un tema svolto da piccola, con gli occhi che fuggivano via attraverso i finestroni della tetra aula del collegio, e che tanto era piaciuto alla sua arcigna istitutrice fin quasi a commuoverla. Una descrizione che solo una bambina di terza elementare può permettersi di fare. Un tempo, non ora. Adesso solo attenzione e raziocinio, cura maniacale dei dettagli e guai a scivolare nel patetico. Ad andarci di mezzo sarebbe la sua stessa vita. Niente inutili sentimentalismi. Possono distrarre dall’obiettivo. E infatti ecco che puntuale le arriva alle orecchie un brusio di gente che aumenta progressivamente lungo i lati della strada, giù in basso. Subito riprende la corretta posizione, stesa bocconi, le braccia in avanti a circondare in una sorta di abbraccio affettuoso la carabina di precisione Sauer e l’occhio destro attaccato all’oculare del mirino telescopico. Giù, oltre quel versante della collina, si estende un grande parco alla fine del quale si snoda il viale che si va riempiendo di due ali di folla festante – braccia alzate e sventolio di bandierine – in attesa del passaggio del suo contratto: un importante uomo politico, che l’organizzazione aveva deciso fosse venuto il momento di scaricare, diretto all’inaugurazione del nuovo stadio. C’è solo un misero spiraglio che può utilizzare, una piccola apertura nel fogliame ancora fitto del parco, che le concede solo pochi secondi per portare a termine il suo lavoro. E lei è lì, pronta a sfruttarlo… L’uomo avanza al piccolo trotto insieme ad altri tre compagni – due per lato – a fianco dell’auto scoperta all’interno dalla quale l’Onorevole, impeccabile, sorridente, in piedi, si sbraccia per salutare la gente che lo acclama, appena trattenuta dalle transenne e da un cordone fitto di forze dell’ordine. Ci sono sostenitori, elettori, simpatizzanti e, soprattutto, tifosi della locale squadra di calcio neo promossa in prima serie. Senza rallentare il passo, si infila un dito fra il collo e il colletto della camicia. Sta sudando, e non solo per la tensione: la giornata è troppo calda, più da primavera inoltrata che autunnale. L’età avanza e il fiato si accorcia; il fastidio dell’auricolare che gracchia nell’orecchio e il peso del giubbotto antiproiettile certo non aiutano. Né aiuterebbe pensare a chi sta prestando servizio. Guai fermarsi a valutare la persona; guai a far anche soltanto insinuare eventuali scrupoli etici. È un professionista, e l’unica regola è “mente sgombra!” E attenzione; concentrazione sempre al massimo livello. I suoi occhi scrutano ogni volto che gli scorre accanto, ogni movimento e, più oltre, ogni albero e cespuglio del parco e più su, ogni spiazzo erboso lungo il fianco della collina. Tutto potrebbe rappresentare una potenziale minaccia. Non è una visione d’insieme la sua. Solo fuggevoli frammenti. Solo i particolari contano. Piccoli particolari. Come quello che coglie lassù in cima alla collina, con la coda dell’occhio; una macchia, un dettaglio stonato. È l’istinto che comanda: si tuffa in avanti, a coprire con il corpo il possibile bersaglio… Uno schianto lontano. E la botta violenta che lo alza di peso e gli toglie tutto il fiato che ha in corpo è la riprova che il suo istinto non sbagliava. Non ha ancora toccato terra che la macchina della sicurezza è scattata e la folla si è dispersa in fughe disordinate. L’auto con l’Onorevole si è allontanata sgommando e intorno a lui solo voci concitate che gridano ordini; urla di terrore; sirene che si rincorrono; un elicottero che ronza a bassa quota. Poi tutto sembra fermarsi. Qualcuno gli ha appallottolato una giacca dietro la testa e, con gli occhi semichiusi e cuore e respiro che stentano a riprendere il ritmo regolare, riesce finalmente a cogliere squarci d’insieme del paesaggio che lo circonda. Lampi di azzurro, giallo, verde, marrone si accendono fra le teste e i corpi dei suoi colleghi che, preoccupati, si sono accucciati accanto a lui. Il giubbotto, proprio come lui, ha fatto il suo dovere. Nonostante il dolore al petto le labbra si aprono in un accenno di sorriso che subito si riflette negli occhi e nei volti dei compagni. Lo spettacolo del parco, ora che può guardarlo stando giù, disteso, senza timori o ostilità, senza il flusso costante di adrenalina, è davvero magnifico. Le chiome fulve degli alberi, il verde del sottobosco, lo scintillio che l’erba ancora bagnata riesce a strappare al sole. Sarebbe bello, pensa, essere capaci di descriverlo così semplicemente… così… come solo un ragazzino di terza elementare saprebbe fare…
  16. Aragorn86

    Cerimonia di fine corso (distopia-fantasy)

    La cerimonia di fine corso era un evento davvero unico, inimmaginabile fino a pochi anni prima: i nuovi agenti dimensionali ricevevano la loro prima iniezione di Quanto. Era un momento atteso, ma da molti segretamente temuto. Tanta gente, già durante il corso di addestramento, aveva rivelato le proprie ansie sulle conseguenze di quella cerimonia, e ora che Biagio se ne stava seduto, in prima fila, osservando i suoi colleghi, notava una certa agitazione in molti di loro. Quell’iniezione li spaventava come se fossero stati dei bambini al loro primo vaccino, era ridicolo. Ma forse non poteva biasimare troppo quei ragazzi, perché vi erano parecchie leggende metropolitane sul Quanto, secondo le quali la misteriosa sostanza sembrava alterare irreversibilmente la percezione della realtà e rendeva folle chi aveva una certa predisposizione alle malattie mentali. Biagio ne aveva lette e sentite di tutti i colori durante il corso di addestramento, si parlava di gente uscita di senno, che aveva dovuto lasciare il servizio prima ancora di cominciare. Lui non aveva mai prestato molto ascolto a queste dicerie da social media, era sempre stato determinato a finire il corso col massimo dei voti, senza farsi scoraggiare. Sapeva che non vi era molto di cui aver paura: bisognava solo farci l’abitudine, come ogni volta che viene fatta una scoperta nuova. Suo cugino, che si era diplomato molto prima di lui, gli aveva sempre detto che per lavorare nelle zone d’ombra era necessaria una certa dose di sconsideratezza, assieme a quella di Quanto, una sana attrazione per il nuovo e l’ignoto, di cui purtroppo tanta gente era sprovvista ormai; ed era per questo che perdevano la testa. Come per qualsiasi altro percorso formativo, molti scoprivano di non essere portati, di non voler davvero entrare in quei luoghi, di aver fatto la loro scelta seguendo delle idee vaghe o puerili…e anche in quel caso, come avveniva tipicamente per facoltà come Legge o Medicina, molti procedevano lo stesso, spinti da un cocciuto orgoglio di stampo medio-borghese o dalle incombenze economiche. Ma le zone d’ombra erano il test definitivo: se non eri portato, la pressione, le emozioni forti, ti mandavano al manicomio. Non era certo il Quanto che somministravano regolarmente agli agenti a rappresentare un problema, non aveva effetti indesiderati fino a prova contraria... Biagio guardò Donato, ormai alla deriva nel mare di persone alle sue spalle: vi erano più persone venute ad assistere alla cerimonia che diplomandi. Faceva un caldo soffocante, e le divise che erano costretti a portare per quell’occasione non aiutavano. Il compagno di corso seduto a fianco a lui, un tipo robusto e dai capelli rasati a zero, lo aveva velocemente aggiornato, tra una premiazione e l’altra: «Abbiamo iniziato da poco, tranquillo. Prima ha fatto un discorso il sindaco, poi ha detto qualcosa anche il direttore...»
  17. Federica M. Barone

    Chiado Editore

    Nome: Chiado Editore Generi trattati: narrativa, saggi, polizieschi, thriller, biografie, poesie, libri d’infanzi, libri di illustrazioni. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.chiadobooks.it/invio-opere Distribuzione:https://www.chiadobooks.it/distribuzione Sito: https://www.chiadobooks.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ChiadoEditore Chiado Editore è specializzata nella pubblicazione di autori italiani contemporanei, da quelli più affermati ai più promettenti artisti emergenti del nostro tempo. Dato il successo raggiunto in Portogallo e Brasile, abbiamo ampliato i nostri orizzonti verso nuovi Paesi e lingue differenti e si possono trovare le opere pubblicate dalle nostre sezioni internazionali tramite i rispettivi siti web. Pubblichiamo anche in America Latina, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti d’America. La politica editoriale di Chiado Editore punta a democratizzare il mondo editoriale, creando le migliori opportunità per gli Autori e offrendo ai Lettori straordinarie opere di ogni genere, ad un giusto prezzo e senza pregiudizi. Se un Autore desidera pubblicare il suo libro con noi, non deve fare altro che inviarcelo con una breve biografia. Il nostro Consiglio Editoriale lo analizzerà e se sarà compatibile con la nostra linea editoriale, non esisteremo a presentare una proposta di pubblicazione. Tutti gli Autori famosi inizialmente erano sconosciuti. Chiado Editore sa che è così e per questo motivo presta la massima attenzione ai manoscritti che riceve, analizzandoli senza pregiudizio alcuno.Comunichiamo sempre all’Autore le nostre intenzioni, che ci sia, o meno, interesse nel pubblicare il manoscritto. Scrivere un libro è una grande sfida, ma anche una sensazione unica e irripetibile!
  18. Scarpanto

    La Ponga Edizioni

    Nome: La Ponga Generi pubblicati: narrativa, mainstream o di genere: fantascienza, noir, fantasy o qualsiasi altra forma un romanzo possa prendere. Modalità di invio testi (se disponibile): Sito in lavorazione Distribuzione: Sito in lavorazione Sito: https://www.lapongaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lapongaedizioni Dal loro Facebook: vi comunichiamo che il piano editoriale per il 2017/2018 è pieno e che, attualmente, non valutiamo proposte fino a data da destinarsi. --------------------------------------------------------------------- Mi chiamo Omar e volevo segnalare la mia esperienza (positiva) con questa casa editrice. Ho trovato il nominativo su Internet e vedendo che è vicino a casa (Monza), ho deciso d'inviare la sinossi di un mio lungo racconto, insieme al primo capitolo. Dopo una decina di giorni sono stato contattato via mail da Valerio, che diceva di essere interessato e d'inviare l'intero manoscritto. L'ho fatto e dopo circa un mese mi ha inviato una valutazione completa del testo. Essendo che abitiamo vicini, ci siamo trovati per un caffè per parlare della pubblicazione. Valerio è stato chiaro fin dall'inizio. Non vogliono contributi di nessun genere ma la loro politica aziendale è la seguente: Pubblicano in ebook, poi passano al cartaceo solo se il riscontro del mercato è positivo. Preferiscono stampare poche opere ma che ritengono valide. Ho accettato e così mi ha inviato un contratto editoriale che ho fatto valutare. Seri, non chiedono nessun contributo. Dopodichè ho lavorato con l'editor per quanto riguarda la correzione del testo ed abbiamo impiegato quasi due mesi di contatti pressochè quotidiani. Si sono occupati di tutto, dalla copertina all'impaginazione, coinvolgendomi però in tutto quello che facevano. Tra pochi giorni uscirà il mio racconto, "Notturno Parigino". PRO Non chiedono contributi; Editing serio e curato; Velocità di risposta; Contatto molto personale (per la firma del contratto ci siamo trovati per bere un mirto); Vendono sugli store italiani ed internazionali (IBS; Unilibro, Amazon ecc..) Tengono conto delle opinioni dell'autore; CONTRO Inesperienza (devono farsi le ossa); Pubblicano solo su ebook e poi passano al cartaceo (però lo mettono bene in chiaro al primo contatto); Stampano poche copie e le piazzano sul mercato in modo calibrato; Sono ancora poco conosciuti. La mia esperienza è stata positiva, dopo aver conosciuto altre CE (tra cui Albatros) che mi volevano solo spennare. Credono in quello che fanno e hanno passione. Quando avrò pubblicato vi dirò come si sono comportati in fatto di promozione e se hanno mantenuto le promesse. Saluti Omar
  19. Creepshow

    La Regina di Cuba

    Cancellato su richiesta dell'utente
  20. Ospite

    L'erudita

    Nome: L'erudita Genere: Il catalogo spazia dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia ai racconti Invio Manoscritti: http://www.lerudita.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: librerie fiduciarie (http://www.lerudita.it/librerie-e-partner/) o attraverso piattaforme on-line Sito: http://www.lerudita.it Facebook: https://www.facebook.com/lerudita/?ref=br_rs Attualmente è un marchio della Giulio Perrone Segnalataci da un utente, contattata, ha risposto alle nostre richieste. Casa editrice nata da poco che si professa non a pagamento, ha tre collane principali (di cui una divisa in diverse sotto-collane) e navigando sul loro sito si trovano diverse iniziative concorsuali, anche per poesia. Sicuramente da tenere d'occhio, mostrano un grande entusiasmo Operano editing, non richiedono contributi per pubblicare di alcuna forma, il loro motto è
  21. Writer's Dream Staff

    Fanucci Editore

    Nome: Fanucci Editore Generi trattati: Avventura, fantasy, fantascienza, thriller, noir, rosacrime, narrativa per ragazzi, narrativa Modalità d'invio manoscritti: http://www.fanucci.it/pages/aspiranti-scrittori Sito web: http://www.fanucci.it/ NB: Pare che la casa editrice in questione preferisca trattare perlopiù con agenzie.
  22. maximod

    Damster

    Nome: Damster Genere: Thriler, Noir e Giallo Invio Manoscritti: http://www.kebook.it/index.php/proponi-il-tuo-lavoro Sito: http://www.damster.it/ Distribuzione: https://www.damster.it/index.php/distributori-damster-edizioni Facebook: https://www.facebook.com/damster Ho avuto un piccolissimo scambio di mail in cui hanno dimostrato una gentilezza squisita.
  23. Nena77

    La fine delle favole

    Questo è il progetto di un racconto che vorrei farvi leggere.... fatemi sapere cosa ne pensate e soprattutto se capite cosa è successo alla ragazza! Avete presente quando gli incubi di quando sei bambina diventano realtà? Io adesso non sono più una bambina purtroppo, non c’è nessuno a consolarmi, a cercare di farmi addormentare dicendomi che tutto andrà bene! Non c’è nessuno a dirmi bugie cercando di convincermi a credere a qualcosa.... e nello stesso tempo a cercare di convincere anche se stesso! Ci sono cose che non si possono spiegare e soprattutto capire! Si dice che quello che non ci uccide ci rende più forti.... ma non mi sento per niente forte adesso. Mi sento come quella bambina, che ha bisogno di essere ingannata per superare il proprio dolore! Ditemi una bugia, fatelo adesso!!! Che sia abbastanza convincente anche per voi stessi!!! Le favole sono finite purtroppo.... e questa è la vita ingiusta e cattiva! Stanotte è così per me! Domani sarà un’altro giorno, mi guarderò allo specchio, farò uno dei miei sorrisi migliori e andrò avanti! Perché così si deve! Ma questa sensazione di vuoto so che non mi lascerà mai!
  24. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invia-manoscritto/ o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
  25. Max Friedmon

    Tutto procede secondo i piani

    - commento - Cosa dice sempre un ascensore? Tutto procede secondo i piani... La freddura gli torna in mente ogni volta che prende un ascensore. Gli piacciono gli ascensori: filano verso la meta senza perdere tempo, sono asettici e impersonali, non gli interessa chi sei, da dove vieni, cosa pensi del mondo... a loro basta che schiacci il pulsante e aspetti. Lui lavora così: non gl'interessa se la persona che lo paga sia bianca o nera, alta o bassa, uomo o donna. Basta che paghi e lui procede con il piano. Va dove deve andare, ammazza chi deve ammazzare e se ne torna a casa. Asettico e impersonale, come un ascensore. Dicono che fare le scale faccia bene alla salute e probabilmente è vero, ma nel suo lavoro è il contrario: se incontri una persona sulle scale del palazzo dove vivi la guardi con più attenzione che in ascensore. Di solito solo chi abita nel condominio fa le scale; conosce il territorio, lo attraversa senza remore. Chi non è indigeno prende l'ascensore: magari ti saluta con educazione ma senza sbottonarsi, difficilmente ti resta impresso. Ed essere anonimi è una delle regole basilari del suo lavoro. Quel palazzo poi è l'ideale: non ha portineria, non ha telecamere di sicurezza, ha sia uffici sia abitazioni quindi può essere percorso da chiunque, condomino, lavoratore, cliente, fattorino... Otto piani di varia umanità. Il tizio al settimo ha appena lasciato questa valle di lacrime senza troppe resistenze (non è un sadico, gli spiace sbrigare il lavoro in maniera rapida e pulita) e ora l'ascensore lo sta portando al piano terra. È un modello antico, solido, senza orride musichette di sottofondo. Uno specchio a muro, tracce di cicche sul pavimento, una porta a soffietto che si chiude quando parte e si apre quando arriva. Si accorge subito che qualcosa non va. L'ascensore si è fermato, ma la porta non si apre. Il cerchietto metallico del bottone del terzo piano è illuminato di rosso, ma lui è sicuro di aver schiacciato T. Prova a forzare la porta di cabina, ma non succede niente. Si è guastato. L'ascensore si è guastato. Forse è al terzo piano o forse quella luce non significa niente ed è fermo chissà dove. Inutile riprovarci: anche se riuscisse ad aprire la porta si troverebbe davanti un muro di cemento. Un altro schiaccerebbe il pulsante giallo di allarme o chiamerebbe il numero dell'assistenza con il cellulare, ma lui non può. A parte che quando lavora non porta con sé il cellulare (il telefonino lascia tracce come una lumaca con la sua bava), non può nemmeno schiacciare quel lurido tasto. E se mentre aspetta il tecnico qualcuno scopre il cadavere al settimo piano? Mettiamo anche che lo liberino prima della “macabra scoperta”, come dicono i cattivi giornalisti. Sarebbe costretto a uccidere il tecnico e anche altri eventuali testimoni... complicazioni, quelle che lui odia. A quanto pare c'è poco da fare: è prigioniero di quel cubicolo scalcinato. Si appoggia a una parete, sospira e gli viene in mente il titolo di un vecchio film francese, Ascensore per il patibolo.
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