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  1. Writer's Dream Staff

    Fratelli Frilli

    Nome: Fratelli Frilli Genere: Attualità ed economia, Letteratura bambini e ragazzi, Narrativa, Noir, Storico, Saggistica, Sport, Teatro, Medicina, Umorismo Invio Manoscritti: mediante email (info@frillieditori.com) come specificato in home page (lato destro) Distribuzione: http://www.frillieditori.com/index.php?option=com_content&view=article&id=88:distributori&catid=42:distributori&Itemid=69 Sito: http://www.frillieditori.com/ Facebook: https://it-it.facebook.com/fratelli.f.editori/
  2. Ospite

    L'erudita

    Nome: L'erudita Genere: Il catalogo spazia dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia ai racconti Invio Manoscritti: http://www.lerudita.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: librerie fiduciarie (http://www.lerudita.it/librerie-e-partner/) o attraverso piattaforme on-line Sito: http://www.lerudita.it Facebook: https://www.facebook.com/lerudita/?ref=br_rs Attualmente è un marchio della Giulio Perrone Segnalataci da un utente, contattata, ha risposto alle nostre richieste. Casa editrice nata da poco che si professa non a pagamento, ha tre collane principali (di cui una divisa in diverse sotto-collane) e navigando sul loro sito si trovano diverse iniziative concorsuali, anche per poesia. Sicuramente da tenere d'occhio, mostrano un grande entusiasmo Operano editing, non richiedono contributi per pubblicare di alcuna forma, il loro motto è
  3. ElleryQ

    Lisciani

    Nome: Lisciani Group Generi trattati: Giochi educativi, libri di didattica, narrativa per l'infanzia, narrativa per ragazzi, noir, gialli, manualistica, fumetto, varia. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.liscianigroup.com/contatti Distribuzione: rete distributiva propria Sito: https://www.liscianigroup.com/ Facebook: https://www.facebook.com/liscianigroup Twitter: https://twitter.com/liscianigroup Instagram: https://www.instagram.com/liscianigiochi/ Youtube: https://www.youtube.com/user/liscianitv
  4. Jonas Abelton

    Novilunium - Alessandro Furlano

    Titolo: NOVILUNIUM - Un nuovo caso per il commissario De Rolandis Autore: Alessandro Furlano Casa editrice: @Genesis Publishing ISBN Kindle: 978-960-647-039-4 ISBN ePub: 978-960-647-038-7 ISBN Cartaceo: 978-960-647-041-7 Data di pubblicazione (o di uscita): 22 novembre 2019 Prezzo: 3.99 € ebook - 10.60 € cartaceo Genere: Thriller - Noir Pagine: 173 Dalle oscure nebbie degli anni ‘70 sembra riemergere a Torino il fenomeno delle sette sataniche, dopo decenni di relativa tranquillità. Una giovane vittima sacrificale viene ritrovata nelle condizioni in cui, secondo i dettami storici dei leggendari guru del settore, si processavano i riti. Nel giorno del prossimo Novilunio dovrà compiersi l’ultimo, definitivo, clamoroso rito. Il commissario Ivo De Rolandis e il giornalista di “nera” Alessio Dova hanno i giorni contati per impedirlo, non solo per una questione di giustizia, ma anche per le loro stesse vite e i loro affetti più cari. In bilico tra logica e superstizione, lotteranno anche per preservare l’equilibrio che regola la tenue pace tra le forze della Magia Bianca e della Magia Nera. In un confine racchiuso tra le meravigliose colline dell’astigiano e i luoghi sacri della Torino Magica, la clessidra scorre inesorabile e la falce della luna si assottiglia sempre di più. Il Novilunio sta arrivando. Vol. 2 della serie "Le indagini del Commissario De Rolandis" Link all'acquisto: AMAZON Altri link seguiranno nei post successivi per tutti gli store, versione ebook e cartacea. E disponibile, fino alla data di uscita, il primo volume in superofferta su Amazon:
  5. dfense

    Brè Edizioni

    Nome: Brè Edizioni Generi trattati: Narrativa, erotici, poesia, gialli, noir-thriller, horror, saggi Modalità di invio dei manoscritti: https://breedizioni.com/pubblica-con-noi/ Distribuzione: cito dal sito: "Abbiamo scelto di affidare la vendita delle nostre opere solo ad Amazon" Sito: https://breedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/Brè-Edizioni-2105813419632447/
  6. AndreaA

    Aperitivo Funzioni, presentazione+aperitivo&music

    Fino a
    Presentiamo le attività dell'Assocuiazione Palazzuolo Strada Aperta, il romanzo Funzioni di Andrea Michelotti e poi ci conosciamo e brindiamo all'aperitivo accompagnato da buona musica. Via Palazzuolo, 95 a Firenze. Vi Aspettiamo!
  7. albertus

    La fata delle anime

    Titolo: La fata delle anime Autore: Alberto Campora Autopubblicato: YouCanPrint ISBN cartaceo: 9788831642569 ISBN digitale: 9788831645188 Data di pubblicazione (o di uscita): Ottobre 2019 Prezzo: 15 € cartaceo, 4,49 digitale Genere: Splatter punk metropolitano Pagine: 268 Quarta di copertina o estratto del libro: In una Torino sonnolenta e soltanto apparentemente tranquilla, la professoressa Molinari, una cinquantenne in crisi, dopo una vita casta e morigerata, decide di concedersi una serata di follie, durante la quale scoprirà che Lilith Blue, la più pericolosa criminale del capoluogo sabaudo non è soltanto una leggenda metropolitana ma è una ragazza in carne ed ossa. Una sadica pazza che uccide le sue vittime seguendo il terribile rituale della fata delle anime, che prevede l’accecamento dell’anima della vittima in modo che, da morta, non possa trovare i cancelli del Paradiso. La comparsa della feroce e sanguinaria setta dei Sumeri Redenti, la cui Somma Rabbina celebra i suoi olocausti seguendo il terribile rituale della fata delle anime, scatenerà la furia omicida di Lilith Blue. Lo scontro tra la sublime ed infallibile Hanka Dovarga, gioia e speranza delle donne pure e caste, e Lilith Blue, accusata di essere la figlia di Satana ed una prostituta babilonese, è inevitabile. Uno scontro epico sconvolgerà Torino e le campagne piemontesi. Quale terribile segreto lega Lilith Blue e la Somma Rabbina alla terribile fata delle anime? Quali terribili segreti si nascondono nel passato della figlia di Satana ed una prostituta babilonese? Link all'acquisto: https://www.amazon.it/fata-delle-anime-Alberto-Campora/dp/8831642561/ref=tmm_other_meta_binding_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1573126701&sr=8-1 https://www.ibs.it/fata-delle-anime-libro-alberto-campora/e/9788831642569 https://www.youcanprint.it/fiction-generale/la-fata-delle-anime-9788831642569.html
  8. Ospite

    Ciesse Edizioni

    Nome editore: Ciesse edizioni Generi pubblicati: le Collane sono visibili sul sito Invio manoscritti: http://www.ciessedizioni.it/manoscritti/ Distribuzione: http://www.ciessediz.../distribuzione/ Sito: http://www.ciessedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/CIESSEdizioni?ref=sgm
  9. camparino

    L'ultima estate di Cuba

    Titolo: L'ultima estate di Cuba Autore: Stefano Malisoni Casa editrice: LibroMania Asin: B0731BSYGR Data pubblicazione: 21 giugno 2017 Prezzo: euro 1,99 Genere: noir Quarta di copertina: Uno deve essere qualcosa, oppure inventarselo. Questa era l'unica risposta che riusciva a darsi Francisco Correnti quando si chiedeva cosa l'avesse spinto a trasferirsi dal Texas a Cuba e comprare quella piantagione di tabacco. Non aveva mai avuto la passione per la terra, non era un imprenditore e a Cuba c’era la rivoluzione. Semplicemente non aveva alcuna intenzione di opporsi allo scorrere degli eventi. Un perché vero c’era stato ed erano gli occhi color miele di Linda, passata per un attimo e scappata subito via verso porti più sicuri. Incapace di scegliere la direzione della sua vita o semplicemente ubbidiente alla realtà Francisco soccorre per caso Amanda. Le loro strade s’incrociano e insieme affrontano la Cuba rivoluzionaria, i fantasmi del passato e un’amicizia che a tratti diventa amore. Tradizioni popolari, riti magici e suggestioni voodoo fanno da sfondo al ritratto di due donne, una antitesi dell’altra, ma complementari un po’ come le due anime che convivono nel corpo di Francisco. Anticonformista e libero, ma radicale e incisivo nei gesti. Link acquisto: https://www.amazon.it/dp/B0731BSYGR/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1498386216&sr=1-2&keywords=libromania
  10. Max Friedmon

    E tutto il resto se n'era andato

    - commento - Io e le tenebre. E tutto il resto se n'era andato (Jim Thompson) Appoggiato allo stipite della porta a vetri, Fritz Reuter lanciò il mozzicone ancora acceso nella strada. La sigaretta tracciò una breve parabola luminosa prima di essere inghiottita dall'oscurità. Fritz non la vide toccare terra e si sarebbe stupito del contrario. Sapeva che quel buio là fuori avrebbe fatto sparire tutto ciò che sarebbe uscito dall'ufficio del Daily Examiner. Fritz era arrivato laggiù quasi un anno prima prima. Il “Pulitzer mancato”, come si divertivano a prenderlo in giro i colleghi, con malcelato disprezzo, si era presentato al direttore del giornale locale chiedendo lavoro. Senza scendere troppo nei particolari, gli aveva detto che aveva dovuto lasciare San Francisco in fretta e furia... aveva pestato i piedi a troppe persone importanti, con i suoi articoli, per potersi permettere di percorrere ancora i marciapiedi di “Frisco” a cuor leggero... Quello che cercava, Fritz, era un tranquillo posto di lavoro. Lo stipendio era l'ultimo dei problemi, ma aveva bisogno di picchiare suii tasti della macchina da scrivere, un bisogno fisico. Il direttore lo aveva fissato per un lungo istante, gli occhi che scavalcano la montatura delle lenti. Probabilmente aveva capito che Fritz gli stava raccontando una bugia, o più di una, ma sapeva giudicare di primo acchito un giornalista e l'aveva assunto. Per un bel po' tutto era filato liscio. Non aveva legato granché con i colleghi, a parte qualche birra dopo la chiusura, ma a lui andava bene così. Era vivo e a quanto pare loro si erano dimenticate di lui o forse era stato bravo a far perdere le sue tracce e poi... “Fritz, mi ascolti? Dove sei?”. Si scosse, interrompendo il flusso dei ricordi. Jane era in piedi di fronte alla sua scrivania al giornale e lo fissava con un misto di rimprovero e preoccupazione. Jane Hopley-Woolrich. Alta, bionda, lineamenti regolari e un delizioso nasino alla francese. Una ragazza cresciuta a sani pasti e sani principi nel cui destino c'era di sicuro un rispettabile poliziotto o un ancor più rispettabile avvocato. Invece quel giorno Cupido si era divertito a farli incontrare in una gelateria. Lei era con un'amica, lui aveva appena finito di dettare un pezzo ai dimafoni del Daily e uscendo dalla cabina aveva urtato la borsetta di miss Hopley-Woolrich, appoggiata sul bordo del tavolo. Scuse, battutine argute, presentazioni... dopo un po' l'amica, capita l'antifona, aveva lasciato il campo con una scusa e Fritz e miss Hopley-Woolrich avevano approfondito la conoscenza. Lui aveva giocato a fare il cinico cronista, lei la ragazza che gli teneva testa... “Clark Gable e Carole Lombard o Jean Harlow” pensava ora Fritz, squadrando Jane. Cupido era uno strumento nelle loro mani? Perché da quando aveva cominciato a vedersi con Jane le cose erano cambiate. Camminava per le strade e si sentiva osservato. Era al lavoro e si sentiva osservato. Faceva una passeggiata con Jane e si sentiva osservato. Ovunque, si sentiva osservato. Da loro. L'avevano trovato. O forse si erano divertite a lasciare che si crogiolasse nell'illusione e poi, quando si erano stufate del gioco, avevano fatto il gatto col topo e gli avevano dato una zampata. “Posso andare ovunque, anche all'Inferno, ma loro non mi lasceranno mai stare” pensò Fritz mentre Jane gli diceva qualcosa. Cosa? Le parole gli arrivavano attutite. Si scosse. “Come dici scusa?”. Jane lo guardò indispettita “Ti sto dicendo che sono stanca”. In maniera meccanica, Friz si alzò “Scusa baby, ti prendo subito una sedia”, ma Jane sbuffò “Non prendermi in giro, Fritz Reuter, non me lo merito... Sono stanca di te, dei tuoi segreti, dei tuoi silenzi... Tu non ci sei, Fritz”. Fece uno sforzo per concentrarsi su quella conversazione, mentre con la coda dell'occhio si accorgeva che la redazione era vuota: il giornale era in stampa e tutti se n'erano andati a casa. Non era la prima volta che succedeva, ormai la proprietà si fidava di lui e gli lasciava le chiavi dell'ufficio. Ma quella sera c'era un'atmosfera strana. “Ecco vedi... sei ovunque, chissà dove, ma non qui, con me”. Jane Hopley-Woolrich aveva ragione. Fritz non era lì. Non con lei. C'era con il corpo, ma la sua mente era tornata a Frisco, in quel cinema vicino a Lafayette Park... Lì era cominciata la faccenda e ora loro erano tornate per presentargli il conto. “Hai ragione, baby, perdonami... è stato un periodo massacrante... tonnellate di articoli e...”. Parole che suonavano false nella sua stessa bocca e infatti Jane non fece neanche finta di abboccare. “È finita Fritz.. sono venuta a dirtelo di persona.. Che poi non sono nemmeno cos'è finita, visto che non è mai cominciata... sul serio...”. Jane fece un respiro. Era una donna forte, non avrebbe pianto. Non per lui. E Fritz non poteva che darle ragione. “Hai ragione, baby... perdonami, se puoi” disse chinando la testa. “Non so cosa tu abbia fatto laggiù a San Francisco, Fritz, e non voglio saperlo ormai.. ma certo non sono io quella che deve perdonarti... Addio Fritz”. Jane si voltò di scatto. Stava per scoppiare a piangere, ma non l'avrebbe mai fatto davanti a lui. Fritz si accosciò sulla sedia, la testa reclinata sul petto. Sentì il ticchettio dei tacchi di Jane che percorrevano la redazione vuota e il rumore secco della porta a vetri, quella con impresso in caratteri dorati “Daily Examiner. Il VOSTRO giornale”, che si chiudeva. Gli ci volle un minuto buono per ripendersi da quel k.o. Si alzò, andò in bagno, si lavò il viso con l'acqua fredda. Guardandosi allo specchio riacquistò sangue freddo. “Senti bello, qui è tempo di sgommare... Lascerò una lettera al vecchio dicendogli che sono sulle piste di una grossa inchiesta... che tenga in caldo scrivania e liquidazione... Un salto a casa, il tempo di mettere in valigia le mie quattro carabattole e via di corsa.. Con un po' di fortuna troverò un altro posto dove nascondermi... Fino alla prossima zampata...” disse alla sua immagine riflessa. Ringalluzzito, tornò alla scrivania, si mise la giacca e alzò lo sguardo. Fu allora che lo notò. Il buio. La sede del Daily era a livello strada, con le vetrate sulle vie cittadine, tipo quei western in cui Thomas Mitchell faceva il coraggioso direttore di giornale in una sperduta cittadina di frontiera... Erano circa le dieci di sera eppure c'era un buio fitto, profondo. E un silenzio altrettanto profondo. Non una luce o un suono bucavano quell'oscurità densa, catramosa. “Un fulmine a ciel sereno” era una frase che Fritz odiava, cercava sempre di evitare di usarla, ma in quel caso, dovette ammetterlo, calzava a pennello. La consapevolezza lo colpì... come un fulmine a ciel sereno: non c'era più di niente da fare, il gatto l'aveva afferrato e non l'avrebbe più lasciato andare. Loro avevano sempre saputo dov'era. Capricciose e crudeli, gli avevano fatto credere di esserselo fatto sfuggire, ma non era vero. Non era mai sgusciato dalle loro grinfie. “Perché ora e non prima?” avrebbe voluto chiedere, ma sapeva che sarebbe stato fiato sprecato. Loro non rispondono. Decise che sarebbe uscito di scena con una certa dignità. Non avrebbe tentato la fuga o chiesto pietà. Tanto era inutile. Alla James Cagney, doveva affrontare il destino a testa alta. Si accese una sigaretta. Appoggiato alla colonna della porta a vetri, lanciò il mozzicone nella strada. Una breve parabola luminosa, prima di essere inghiottito dall'oscurità. Spense le luci della redazione, chiuse la porta a chiave e s'infilò il mazzo in tasca. Un sospiro e mosse qualche basso nel buio. Lui e le tenebre. E tutto il resto se n'era andato.
  11. Max Friedmon

    Tutto procede secondo i piani

    - commento - Cosa dice sempre un ascensore? Tutto procede secondo i piani... La freddura gli torna in mente ogni volta che prende un ascensore. Gli piacciono gli ascensori: filano verso la meta senza perdere tempo, sono asettici e impersonali, non gli interessa chi sei, da dove vieni, cosa pensi del mondo... a loro basta che schiacci il pulsante e aspetti. Lui lavora così: non gl'interessa se la persona che lo paga sia bianca o nera, alta o bassa, uomo o donna. Basta che paghi e lui procede con il piano. Va dove deve andare, ammazza chi deve ammazzare e se ne torna a casa. Asettico e impersonale, come un ascensore. Dicono che fare le scale faccia bene alla salute e probabilmente è vero, ma nel suo lavoro è il contrario: se incontri una persona sulle scale del palazzo dove vivi la guardi con più attenzione che in ascensore. Di solito solo chi abita nel condominio fa le scale; conosce il territorio, lo attraversa senza remore. Chi non è indigeno prende l'ascensore: magari ti saluta con educazione ma senza sbottonarsi, difficilmente ti resta impresso. Ed essere anonimi è una delle regole basilari del suo lavoro. Quel palazzo poi è l'ideale: non ha portineria, non ha telecamere di sicurezza, ha sia uffici sia abitazioni quindi può essere percorso da chiunque, condomino, lavoratore, cliente, fattorino... Otto piani di varia umanità. Il tizio al settimo ha appena lasciato questa valle di lacrime senza troppe resistenze (non è un sadico, gli spiace sbrigare il lavoro in maniera rapida e pulita) e ora l'ascensore lo sta portando al piano terra. È un modello antico, solido, senza orride musichette di sottofondo. Uno specchio a muro, tracce di cicche sul pavimento, una porta a soffietto che si chiude quando parte e si apre quando arriva. Si accorge subito che qualcosa non va. L'ascensore si è fermato, ma la porta non si apre. Il cerchietto metallico del bottone del terzo piano è illuminato di rosso, ma lui è sicuro di aver schiacciato T. Prova a forzare la porta di cabina, ma non succede niente. Si è guastato. L'ascensore si è guastato. Forse è al terzo piano o forse quella luce non significa niente ed è fermo chissà dove. Inutile riprovarci: anche se riuscisse ad aprire la porta si troverebbe davanti un muro di cemento. Un altro schiaccerebbe il pulsante giallo di allarme o chiamerebbe il numero dell'assistenza con il cellulare, ma lui non può. A parte che quando lavora non porta con sé il cellulare (il telefonino lascia tracce come una lumaca con la sua bava), non può nemmeno schiacciare quel lurido tasto. E se mentre aspetta il tecnico qualcuno scopre il cadavere al settimo piano? Mettiamo anche che lo liberino prima della “macabra scoperta”, come dicono i cattivi giornalisti. Sarebbe costretto a uccidere il tecnico e anche altri eventuali testimoni... complicazioni, quelle che lui odia. A quanto pare c'è poco da fare: è prigioniero di quel cubicolo scalcinato. Si appoggia a una parete, sospira e gli viene in mente il titolo di un vecchio film francese, Ascensore per il patibolo.
  12. Fino a
    Giovedi 31 presso la libreria dell'editore Ensemble presenteremo il romanzo distopico "Funzioni", dalle ore 19 in via Giovanni Novelli 5, metro A Cornelia. Al termine sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.
  13. dfense

    Emersioni

    Nome: Emersioni editrice Generi trattati: http://www.emersioni.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: http://www.emersioni.it/#contatti Distribuzione: Messaggerie Sito: http://www.emersioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/emersionieditrice/
  14. Mario I.

    Una taglia per il Tagliatore - parte 1

    Salve. Ho inserito l'incipit del noir che ho scritto, pregando chiunque lo desideri di dirmi, senza filtro alcuno, che cosa ne pensa, quindi ogni critica, anche al vetriolo se costruttiva, è ben accetta. Non ho messo tutto il racconto poiché ha una lunghezza di 18 cartelle. Ditemi voi se vi occorre il resto. Il titolo è provvisorio- GRAZ UNA TAGLIA PER IL TAGLIATORE (PARTE UNA: INCIPIT) L’incidente avvenne alle ore 08:00 d’un martedì mattina. Un’Audi sportiva tamponò con violenza un furgone fermo al semaforo rosso di una delle vie meno trafficate della città, una di quelle strade secondarie che sono le preferite dagli automobilisti quando c’è da evitare l’ingorgo del mattino. L’autista dell’Audi era un giovane distinto, figlio di gente facoltosa, la cui unica colpa consisteva nell’avere assunto, durante l’intera notte, un mix di alcool e cocaina, oltre a una generosa dose di Viagra per affrontare degnamente le tre prostitute profumatamente pagate. I rilievi successivi accertarono che il ragazzo viaggiava a velocità non propriamente moderata, vale a dire a circa 120 km orari in una strada avente un limite di 50 km l’ora. Ciò che apparve subito strano sia ai pochi testimoni sia agli agenti giunti in loco, non fu tanto che il giovane fosse morto sul colpo nonostante gli air-bag si fossero prontamente attivati, quanto il fatto che l’autista del furgone, un Fiat Ducato bianco distrutto nell'impatto, si era dileguato con una velocità sorprendente; purtroppo nessuno dei presenti aveva saputo darne una descrizione ancorché sommaria, data la rapidità con cui era fuggito. Solo quando l’auto fu rimossa e il portellone del furgone, poi risultato rubato, venne disincagliato e aperto, si comprese il motivo di tale atteggiamento: all’interno del Ducato c’era un sacco nero, e dentro il sacco il cadavere di una donna, talmente martoriato da risultare irriconoscibile. E poi, è veramente difficoltoso dare un nome a un corpo privato della testa.
  15. Scarpanto

    La Ponga Edizioni

    Nome: La Ponga Generi pubblicati: narrativa, mainstream o di genere: fantascienza, noir, fantasy o qualsiasi altra forma un romanzo possa prendere. Modalità di invio testi (se disponibile): Sito in lavorazione Distribuzione: Sito in lavorazione Sito: https://www.lapongaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lapongaedizioni Dal loro Facebook: vi comunichiamo che il piano editoriale per il 2017/2018 è pieno e che, attualmente, non valutiamo proposte fino a data da destinarsi. --------------------------------------------------------------------- Mi chiamo Omar e volevo segnalare la mia esperienza (positiva) con questa casa editrice. Ho trovato il nominativo su Internet e vedendo che è vicino a casa (Monza), ho deciso d'inviare la sinossi di un mio lungo racconto, insieme al primo capitolo. Dopo una decina di giorni sono stato contattato via mail da Valerio, che diceva di essere interessato e d'inviare l'intero manoscritto. L'ho fatto e dopo circa un mese mi ha inviato una valutazione completa del testo. Essendo che abitiamo vicini, ci siamo trovati per un caffè per parlare della pubblicazione. Valerio è stato chiaro fin dall'inizio. Non vogliono contributi di nessun genere ma la loro politica aziendale è la seguente: Pubblicano in ebook, poi passano al cartaceo solo se il riscontro del mercato è positivo. Preferiscono stampare poche opere ma che ritengono valide. Ho accettato e così mi ha inviato un contratto editoriale che ho fatto valutare. Seri, non chiedono nessun contributo. Dopodichè ho lavorato con l'editor per quanto riguarda la correzione del testo ed abbiamo impiegato quasi due mesi di contatti pressochè quotidiani. Si sono occupati di tutto, dalla copertina all'impaginazione, coinvolgendomi però in tutto quello che facevano. Tra pochi giorni uscirà il mio racconto, "Notturno Parigino". PRO Non chiedono contributi; Editing serio e curato; Velocità di risposta; Contatto molto personale (per la firma del contratto ci siamo trovati per bere un mirto); Vendono sugli store italiani ed internazionali (IBS; Unilibro, Amazon ecc..) Tengono conto delle opinioni dell'autore; CONTRO Inesperienza (devono farsi le ossa); Pubblicano solo su ebook e poi passano al cartaceo (però lo mettono bene in chiaro al primo contatto); Stampano poche copie e le piazzano sul mercato in modo calibrato; Sono ancora poco conosciuti. La mia esperienza è stata positiva, dopo aver conosciuto altre CE (tra cui Albatros) che mi volevano solo spennare. Credono in quello che fanno e hanno passione. Quando avrò pubblicato vi dirò come si sono comportati in fatto di promozione e se hanno mantenuto le promesse. Saluti Omar
  16. bukowsky77

    Nero Press

    Nome: Nero Press Generi: Horror e Gotico, Noir, Giallo, Thriller Modalità di invio Manoscritti: http://neropress.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: http://neropress.it/distribuzione/ Sito web: http://neropress.it/ Facebook: https://www.facebook.com/neropress.edizioni
  17. dfense

    EF edizioni

    Nome: EF edizioni Generi trattati: Ho taggato alcuni generi di riferimento, in quanto pubblicano anche narrativa, ma si occupano principalmente di fumetti. Modalità di invio dei manoscritti: http://www.efedizioni.com/fumettisti.html Distribuzione: http://www.efedizioni.com/distributori.html Sito: http://www.efedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/efedizioni/
  18. Mylady

    GonZo Editore

    Nome: GonZo Editore Sito web: https://gonzoeditore.com/ Distribuzione: non specificata Modalità di invio dei manoscritti: https://gonzoeditore.com/contatti/ Facebook: https://www.facebook.com/gonzoeditore/ Ho scritto per avere informazioni, mi ha risposto il direttore editoriale in persona, con simpatia e gentilezza. Sono un gruppo di giovani, mi pare di aver capito tutti under 35. Casa Editrice relativamente nuova, di Firenze. Unico genere non ammesso : romanzi rosa. Mi hanno fatto una splendida impressione e mi hanno assicurato che non chiedono contributi agli autori di nessun genere. Hanno appena aperto le iscrizioni per un concorso letterario gratuito. Riferimento Marco Michail.
  19. https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43911-fdi-2019-2-lisola/ Il piccolo Andrea Conti pazzo per gli occhiali da sole Quel mattino Luca, autista di pullman turistici, prima di sedersi con la famiglia per la colazione, accese la radio per ascoltare le previsioni del tempo. Il giornalista, prima, diede le ultime notizie. "... E sono dieci i cadaveri ritrovati in città. L'ultimo è stato rinvenuto nella toilette del Duomo, ieri sera dopo la chiusura. Passiamo alle previsioni. Oggi domenica 25 giugno le temperature saranno gradevoli." L'uomo guardò la moglie e le disse a voce bassa: "Chiuditi in casa, e inserisci l'antifurto." La giornata passò tranquilla. Luca fece visitare ai turisti la città. Iniziò dal Duomo, poi un'ora di libertà per lo shopping sfrenato, e per terminare visita al museo della tecnologia. Per distrarre Andrea dalla solita TV, Cinzia gli propose di cucinare dei dolcetti da regalare al ritorno del babbo. Felici imbrattarono tutta la cucina di macchie cioccolatose. Arrivò sera, e Luca rientrò dal lavoro. "Ciao tesoro tutto a posto? Che buon profumo di pasticceria!" Esclamò. "Quale dolce avete preparato?" "Una torta e tanti biscotti." Rispose estasiata Cinzia. Il bimbo, vedendo suo padre gli corse in contro impiastricciandolo "Ciao papà, cosa mi hai portato oggi? Io ho fatto i dolcetti, e tu?" "Nulla." Sorrise. Imbronciato il marmocchio si allontanò borbottando: "… sono stato bravo!" Il signor Conti, infilò la mano in tasca e prese un oggetto che consegnò al figlio. "Prendi, attento hanno le lenti di vetro!" Felicissimo il bimbetto ringraziò il babbo e gli fece notare che quello era l'undicesimo, poi andò a rimirarselo nella sua stanza. Incuriosita Cinzia, fece una domanda a Luca. "Dove li compri tutti quegli occhiali?" L'uomo, con un sorriso sereno rispose: "I turisti si fermano nei mercatini. Allora ne approfitto." La radio stava suonando la loro canzone, i due si accomodarono sul divano. Terminata l'ultima nota ascoltarono il notiziario. "Buona sera, apriamo questo giornale radio, aggiornandovi sugli sviluppi degli omicidi dell'ultima settimana. Oggi è stata trovata un'altra vittima l'undicesima. Quest'ultima è stata sgozzata, probabilmente con una lama. La polizia ipotizza che queste morti così cruente abbiano un filo conduttore. Gli investigatori hanno scoperto che le vittime avevano un contenitore per occhiali vuoto. Altri dettagli nella edizione della notte. Ora le previsioni del tempo. Per domani le temperature rimarranno invariate. Buon proseguimento." "Sono stato in ansia tutto il giorno, colpa di quel pazzo." Poi avvicinandosi a lei le bisbigliò: "Ti desidero." Lei lo diassuase sussurandogli: "Non possiamo. Potrebbe ritornare Andrea!" "No Amore, dobbiamo cogliere l'attimo. Il nostro cucciolo ha un nuovo paio di occhiali da sole." Idea germinale. Adoro gli occhiali da sole, farei pazzie per averne sempre di nuovi.
  20. Federica M. Barone

    Chiado Editore

    Nome: Chiado Editore Generi trattati: narrativa, saggi, polizieschi, thriller, biografie, poesie, libri d’infanzi, libri di illustrazioni. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.chiadobooks.it/invio-opere Distribuzione:https://www.chiadobooks.it/distribuzione Sito: https://www.chiadobooks.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ChiadoEditore Chiado Editore è specializzata nella pubblicazione di autori italiani contemporanei, da quelli più affermati ai più promettenti artisti emergenti del nostro tempo. Dato il successo raggiunto in Portogallo e Brasile, abbiamo ampliato i nostri orizzonti verso nuovi Paesi e lingue differenti e si possono trovare le opere pubblicate dalle nostre sezioni internazionali tramite i rispettivi siti web. Pubblichiamo anche in America Latina, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti d’America. La politica editoriale di Chiado Editore punta a democratizzare il mondo editoriale, creando le migliori opportunità per gli Autori e offrendo ai Lettori straordinarie opere di ogni genere, ad un giusto prezzo e senza pregiudizi. Se un Autore desidera pubblicare il suo libro con noi, non deve fare altro che inviarcelo con una breve biografia. Il nostro Consiglio Editoriale lo analizzerà e se sarà compatibile con la nostra linea editoriale, non esisteremo a presentare una proposta di pubblicazione. Tutti gli Autori famosi inizialmente erano sconosciuti. Chiado Editore sa che è così e per questo motivo presta la massima attenzione ai manoscritti che riceve, analizzandoli senza pregiudizio alcuno.Comunichiamo sempre all’Autore le nostre intenzioni, che ci sia, o meno, interesse nel pubblicare il manoscritto. Scrivere un libro è una grande sfida, ma anche una sensazione unica e irripetibile!
  21. Roberto Ballardini

    Hunter and hunted

    comm1 comm2 Hunter and hunted Vancouver, 11 novembre 2018. Michael Eagle-Eye Biggs entra nella stanza. La temperatura è piuttosto rigida. Passa davanti all’uomo ammanettato al tavolo senza nemmeno degnarlo di un’occhiata e mette una mano sul radiatore. Gelido. Sospira e il fiato si condensa nell’aria, in quella stanza scrostata dai colori lividi. Come se la vita fosse solo un fantasma, incapace di rianimare gli squallidi uffici in cui si è ritirato il mondo, prova nella mente i versi di una eventuale poesia che potrebbe anche buttar giù appena finito con quell’animale. Cerca di controllare l’entusiasmo, pensa mentre va a sedersi e ripone sul tavolo la cartellina. Autoironia. Gliel’ha insegnata Margot, che non è autoironica per un cazzo. Sfila una sciarpa dalla tasca della giacca e se l’avvolge intorno al collo, imprecando in silenzio. L’altro non dà segni d’aver problemi di sorta. Il profiler alza gli occhi e osserva il detenuto senza riguardo. «Non ha freddo?» chiede sottintendendo la divisa carceraria che certo non è fra gli indumenti più idonei a quella temperatura. La voce di Victor Herbert Judd ha il suono di una sega per taglio traverso vena, quella che i boscaioli adoperano in due. Quando chiude una frase si ha sempre l’impressione che una sequoia possa crollare da un momento all’altro. «Ci sono abituato. L’inverno, sulle montagne della British Columbia, sa essere molto più disagevole di così.» The trapped, come i media l’hanno ribattezzato all’istante, ha un corpo asciutto, robusto e coriaceo, a differenza di Michael che negli ultimi dieci anni ha messo su grasso intorno ai fianchi e sull’addome, e un principio di doppio mento. Colpa dell’alcool e di quella rassegnazione strisciante che avanza con l'età e con tutto ciò che si sarebbe voluto cambiare senza esserci riusciti. Sono gli unici veri rimpianti dei suoi cinquant’anni: il fisico snello e scattante del giovane detective della Omicidi che è stato, a Los Angeles, e l’iper-metabolismo intellettuale che gli permetteva di digerire ed evacuare qualsiasi orrore. «Le piace?» chiede al prigioniero. «Non so a cosa si riferisce. La montagna o l’inverno?» «Intendevo…» «Non importa» dice Judd annullando la domanda con un cenno della testa, «tanto mi piacciono entrambi.» Judd è stato molto accorto, nella sua lunga e premeditata carriera da serial killer. Ha sempre svernato in alta montagna. Soltanto d’estate scendeva a valle per un periodo che variava tra i quindici e i trenta giorni, e in quell’occasione uccideva immancabilmente tre volte. Tre donne di età diverse, tutte con la corporatura robusta e i capelli biondi di sua madre. Tre donne per dodici anni. Ogni volta in una diversa località. Ogni volta tornava alla sua vita di cacciatore e guida per escursionisti come se niente fosse successo. Come se la sua fosse stata soltanto una breve vacanza. «Lo immaginavo. Oh certo, se la montagna le fosse piaciuta a sufficienza per rimanerci anche nella stagione estiva, ci avrebbe risparmiato un bel po’ di lavoro, nonché la vita delle sue prime trentasei vittime e delle trenta successive, si capisce, ma se non erro credo siano i buddisti a suggerire nella loro religione quanto sia inutile prendere in considerazione, anche soltanto in via ipotetica, ciò che sarebbe potuto accadere e non è stato.» «Mi rincresce» risponde Judd alzando le spalle e poi sbadigliando platealmente, «le religioni non sono mai state fonte di interesse per me.» «Lo immaginavo.» «Lei invece crede in Dio» osserva con sufficienza. «Lo dico perché ho visto la croce d’oro che porta al collo prima che la coprisse con la sciarpa.» Biggs sorride. Gli agenti che l’hanno avuto in custodia dopo l’arresto, hanno lasciato intendere che Judd sia un taciturno, un osso duro, ma a quanto il detective può constatare di persona non è così: the trapped è un chiacchierone. Aspettava soltanto la persona giusta. Qualcuno deve avergli riferito qualcosa su di lui, abbastanza da indurlo a pensare di aver di fronte uno sbirro più intelligente della media. O forse è semplicemente perché Biggs l’ha catturato, e questo per Judd implica una maggiore arguzia. O forse ancora si tratta di una forma di sottomissione. In ogni caso l’assassino prende il silenzio divertito del profiler come un assenso e in quanto tale si affretta a demolire la sua presunta fede. «Sapeva che Hitler, prima di assurgere all’Olimpo del potere in Germania, fece il portalettere in trincea? Era un compito estremamente ingrato in quanto chi se ne assumeva l’onere, volente o nolente, non durava in genere più di tre o quattro settimane. Entro quel termine, infatti, si veniva in genere colpiti dai cecchini. «Lui durò tre anni e in seguito rivestì il ruolo storico che sappiamo, con tutto ciò che questo comportò. Certo, forse è ingenuo pensare che un genocidio di quella portata, quale fu l’olocausto, posasse tutto sulle spalle di una persona, ma io sono portato a pensare che se Dio avesse voluto evitarlo avrebbe potuto perlomeno provarci, facendo sì che un proiettile vagante si piantasse nel cervello del futuro dittatore. «Invece no, tutt’altro. Preservò il giovane messaggero, lasciandolo libero di crescere e coltivare le proprie ambizioni. È dunque un’eresia la mia se avanzo l’ipotesi che Dio, se esiste davvero, abbia voluto che l’olocausto accadesse?» «Una teoria affascinante, persino condivisibile, ma questa croce» dice Biggs facendola uscire con due dita da sotto la sciarpa, «è un regalo di mio padre. La porto soltanto per il valore affettivo e, in una certa misura, anche per il suo fascino estetico. Io credo in Dio, in effetti, ma la mia fede è qualcosa di empirico che in genere i preti non apprezzano molto.» «Sono curioso, mi spieghi.» Biggs glielo legge negli occhi quanto quell’uomo abbia bisogno di interagire con qualcuno alla sua altezza. I lunghi periodi di solitudine devono aver enfatizzato la sua necessità di comunicare, invece di atrofizzarla. Se ora non fosse lì a parlare con lui, probabilmente discuterebbe la teoria della deriva dei continenti di Wegener con i ragni nella sua cella. Quando infine Biggs è riuscito a identificarlo e hanno fatto irruzione nella sua baita, hanno trovato centinaia di libri. Judd non è soltanto un cacciatore, di animali o esseri umani, è anche un finissimo lettore e un ottimo scrittore. Il romanzo in fase di lavorazione che Biggs ha trovato nel suo pc aveva ottime possibilità di essere pubblicato, prima. Ora, chiaramente, è in procinto di diventare un best seller. «Mettiamola così: credo in Dio perché, per qualche ragione non meglio specificata, l’intera liturgia della religione cattolica è qualcosa che mi risulta congeniale, ciò nonostante rimango consapevole in qualsiasi momento di come la mia fede e le religioni tutte siano soltanto un prodotto del cervello umano.» «Cioè lei crede consapevolmente in qualcosa che ritiene opera di fantasia, qualcosa che lei stesso reputa un fenomeno puramente illusorio?» «Io credo in qualcosa che reputo creato dall’uomo a proprio uso e consumo, i cui principi di carità tra l’altro condivido pienamente. Qual è il problema?» «Nessuno, in effetti. Immagino lei non perda tempo ad andare in chiesa.» «Ci vado invece, adoro quelle cerimonie e tutte le stronzate che comportano. Se non lo facessi, poi, non so come Margot potrebbe prenderla. Mia moglie, in quanto a religione, è molto più ortodossa di me.» «Interessante» osserva Judd fissandolo con quei suoi occhi color ardesia che, nello specifico, si sforzano di nascondere l’ammirazione. «I suoi parenti indiani la chiamano ancora Occhio d’aquila?» «Il mio primo nome, sì, quello nativo. L’ha coniato mia sorella. I miei colleghi, poi, l’hanno abbreviato come sono usi fare i visi pallidi per facilitarsi le cose, e nell’ambiente sono diventato più semplicemente il profiler Aquila.» «Sì, ho letto di lei. Sa, sono contento di conoscerla. Lei è una persona consapevole della propria intelligenza.» «Lo è anche lei, credo, e mi perdonerà se non ricambio l’entusiasmo.» «Si figuri, non importa. E comunque sì, credo di esserlo anch’io.» «Ciò non le ha impedito di togliere la vita a sessantasei altri esseri umani che, consapevoli o meno, coltivavano di sicuro una propria intelligenza.» Il giorno in cui Biggs si è accinto a coronare anni di lavoro con la cattura di the trapped – il suo caso più difficile e quindi, presumibilmente, il suo giorno di gloria - è stato offuscato dall’imprevedibilità dell’assassino. La notte dell’irruzione, infatti, Judd stava facendo da guida sulla montagna a un gruppo di trenta escursionisti per conto dell’associazione di birdwatching Fauna Selvatica. Quattordici uomini, undici donne e cinque ragazzini. La telefonata del fratello lo ha avvisato, e ha decretato la morte di tutto il gruppo, quella notte stessa. Judd li ha uccisi uno per uno con il Jack Knife a lama seghettata, quello con la torcia incorporata nell’impugnatura. La scena del crimine, per come si è presentata alla polizia il giorno dopo, sembrava un gigantesco fiore rosso sbocciato nel bel mezzo del bosco spruzzato di neve. È stato lo stesso Judd, costituendosi, a fornire le coordinate esatte. «Non ho avuto modo di interagire a sufficienza con le mie vittime, prima di ucciderle. Non potevo sapere se fossero intelligenti o meno. A occhio e croce avrei detto di no, ma potrei anche essermi sbagliato.» «Sì, io credo si sia sbagliato» dice Biggs senza guardarlo, scorrendo per l’ennesima volta le foto nella cartellina. «Avrebbe dovuto presumere che lo fossero, secondo me. Dovrebbe essere un tratto distintivo della nostra umanità, dare per assunto che gli altri abbiano le nostre stesse facoltà ed esigenze. In primo luogo quella di sopravvivere.» Il corpo massiccio di Judd si sposta dentro la casacca arancione, la schiena si adagia all’indietro e fa scricchiolare la sedia. I suoi spostamenti sembrano movimenti tellurici. «Mi sto chiedendo per quale ragione una persona intelligente quale lei è, detective, sia qui a conversare con me. In fondo, ho già confessato.» «Curiosità, lo ammetto.» «Io non credo. Anzi, penso che lei abbia già decretato nei propri simili una radicale mancanza di autorevolezza. È probabilmente convinto che nessuno possegga la sua stessa capacità di adattamento alle infinite variabili del reale e che, quindi, nessuno abbia l’elasticità deduttiva sufficiente a interessarla, o a divertirla. Sbaglio?» conclude Judd, rimanendo in attesa, evidentemente compiaciuto. Biggs ha ascoltato con attenzione e soppesato ogni parola. Tira fuori il pacchetto delle sigarette dalla tasca interna e se ne accende una. Subito dopo fa cenno a Judd di favorire e lui accetta. Il fumo aleggia presto fra loro come un terreno di sfida comune. «È questo che sta facendo?» continua il detenuto, quando la risposta del detective tarda ad arrivare. «Vuole distruggere la mia volontà? Per divertimento? O forse soltanto per testare la sua? Vuole insinuare un senso di colpa per fare di me un suo succube?» «Vorrei soltanto capire come funziona la sua testa.» «Ora mi lusinga. È furbo.» «Lei non ha ucciso spinto dall’ira o da qualsiasi altro impulso emozionale. Lei è razionale, freddo. Se ha ucciso è stato perché ha ritenuto la sua volontà unica fra le tante a possedere una ragione d’essere, e di conseguenza degna d’essere nutrita a scapito delle altre. Ha consapevolmente negato all’esistenza delle vittime quel valore che è così bravo a preservare per la sua.» «Vede, io ero convinto che la morte di quelle persone fosse nell’ordine delle cose, qualcosa di già decretato.» «Da chi, da Dio? Lei non crede in Dio.» «Infatti, ma…In una certa misura potrei essere incline al fatalismo.» «Sì, non avevo dubbi che alla fine l’avrebbe buttata sul destino.» «Mi dispiace. Ora la sto annoiando, vero?» «Se devo essere sincero, sì.» «Perché?» «Perché la sua mente va alla ricerca di ogni strada percorribile pur di non imboccare quella più ovvia, e cioè che la vita delle sue vittime avesse lo stesso valore della sua. Se lo facesse potrebbe anche sorgerle il dubbio che l’enormità di ciò che ha fatto sia dipesa esclusivamente da lei. In altre parole avrebbe potuto semplicemente non farlo. Ma nella sua testa è già tutto fissato e questo, francamente, lo trovo noioso.» «La annoio perché non sono disponibile a farmi manipolare da lei?» «No, mi annoia perché non è disponibile a prendere in considerazione altre esistenze oltre alla sua. Forse la mia, potrebbe, ma soltanto perché è convinto che io le assomigli. La sua intelligenza è parziale e mi fa sorridere, per questo. In effetti, io sarei propenso a credere che parzialità e intelligenza siano due fattori antitetici.» Il volto di Judd, già simile alla pietra, si irrigidisce ancora di più, tanto da sembrare congelato in quella posizione per l’eternità. «Io credo» insiste Biggs, «che l’idea di essere solo in questo mondo la faccia sentire potente, mi sbaglio?» «Vorrei tornare nella mia cella, se non le dispiace.» «Certo che no. Chiamo la guardia» dice il detective, alzandosi con l’aria per nulla meravigliata di chi si aspettava fin dall’inizio di veder disattese le proprie aspettative. Judd segue ogni suo movimento, impassibile. «Le lascio le sigarette. Non credo dispiacerà a quelle povere anime che lei trovi un poco di sollievo alla sua pena.» Gli gira le spalle per uscire dalla stanza ed è in quel momento che Judd si alza di scatto con un urlo disumano e spinge il pesante tavolo di metallo nella sua direzione, per schiacciarlo contro la parete. Inciampa nelle catene che gli bloccano le caviglie e cade in ginocchio, con le mani ammanettate sul tavolo, le braccia protese in avanti in una ridicola posizione di preghiera. Entrano gli agenti di custodia, come calabroni, passano davanti al profiler e si radunano intorno al detenuto, bastonandolo con i manganelli. «Basta così, ragazzi. Non esagerate» li esorta Biggs tornando indietro. Raccoglie dal pavimento il pacchetto di sigarette e lo depone sul tavolo. Si china vicino al suo orecchio sanguinante e sussurra in modo che gli agenti intorno non possano sentire. «Lei non è un uomo di pensiero, Victor, per quanto le piaccia crederlo. È soltanto un uomo solo e violento, come tutti altri.» «E tu non sei pulito quanto vorresti, supponente rottinculo dei miei coglioni.» ringhia Judd. «No, certo che no. Chi può dire di esserlo, in questa vita?» «Ti ucciderò.» «Sì, immagino lo farai, se ne avrai la possibilità.» Biggs esce dal dipartimento nella fredda giornata pre-invernale. In cima alla scala di metallo, riceve una telefonata di Margot, sua moglie. «Ritorni oggi?» «Sì, ho finito qui.» «Questa sera ci mettiamo a letto e mi racconti tutto, eh?» «Certo, il caso è chiuso.» «Mi manchi.» «Lo so. Ciao» taglia corto Biggs. Vuole bene a sua moglie ma non gli va di assecondare l’untuoso sentimentalismo che sempre accompagna i suoi appetiti sessuali. Trova ancora sorprendente che una puritana come Margie si bagni a sentirgli raccontare di sangue, violenza e morte, ma in fondo ha imparato ad amarla in ogni sua contraddizione. In piedi in cima alla scala, Biggs si accende un’altra sigaretta e guarda la chiostra frastagliata delle montagne davanti a sé. Sessantasei anime in meno, in questo mondo, e tutto ciò che resta è una storia da raccontare. Non c’è altro da aggiungere, direi, pensa e sospira, e scende gli scalini verso il parcheggio insozzato di neve e fango.
  22. Vincibosco

    Pelledoca

    Nome: Pelledoca Editore Generi trattati: noir, thriller, horror per ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: non specificato Distribuzione: A.L.I agenzia libraria international Sito: http://pelledocaeditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/pelledocaeditore
  23. Lisa Lambertini

    I Vampiri di Dexter Hall

    Fino a
    Fucina d'intenti e talenti il gazebo vampiresco per eccellenza #vampirelab dove Lisa Lambertini vi aspetta per presentarvi i suoi romanzi e i personaggi che li animano e dove troverete tanto altro! X I romanzi della saga X Gadget X Set fotografico Steampunk e gotico X scatti di Stefan Manderioli Production Presentazione con interpretazione di un brano de "la danza dei cuori" di Lisa Lambertini. Voce di Mirco Cattani.
  24. M.Writ

    Italialegge.it

    Sito: https://www.italialegge.it/ Per informazioni e contatti: https://www.italialegge.it/index.php/contact-us-2/ Il nuovo portale dedicato al mondo della letteratura, principalmente italiana, di genere thriller, noir e gialli – Con articoli, recensioni, segnalazioni di libri, consigli di scrittura creativa, biografie, focus su premi letterari, notizie riguardanti produzioni cinematografiche e serie televisive tratte da libri. E molto altro ancora… Il blog si propone anche di ricercare collaborazioni con altri appassionati di libri thriller, gialli e noir e di tutto il panorama letterario e cinematrografico legato a tali generi. Naturalmente ogni contatto richiederà una previa valutazione, perciò - mi raccomando - partecipate alle discussioni e non esitate a contattarci: troverete tutte le informazioni sul sito. Di seguito il link del nostro ultimo articolo: https://www.italialegge.it/index.php/2019/04/08/non-sono-un-assassino-il-best-seller-di-francesco-caringella-ora-anche-film-di-andrea-zaccariello/ Non mi resta che salutarvi con il nostro slogan: sentiti libero di leggere e di scoprire!
  25. pietroc67

    Runa Editrice

    Nome: Runa editrice Genere: Noir, Giallo, Avventura, Narrativa, Saggistica Invio manoscritti: non specificato (contatti: http://www.runaeditrice.it/index.php/contatti.html) Sito web: http://www.runaeditrice.it/ Distribuzione: http://www.runaeditrice.it/index.php/promozione.html Facebook: https://www.facebook.com/runaeditrice
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