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  1. Simo91

    James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia

    Titolo: James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia Autore: Simone Chialchia Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-8832144444 Data di pubblicazione: Marzo 2020 Prezzo formato cartaceo: € 15,90 Genere: Fantasy Pagine: 482 Link all'acquisto https://jamesbiancospino.com/ Quarta di Copertina Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell'eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l'epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell'arcano potere nascosto nell'ardesia, l'unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.
  2. Walter D.

    Dreambook Edizioni (Sidebook)

    Nome: Dreambook Edizioni Catalogo: collane presenti nel menù del sito Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dreambookedizioni.it/pubblica-con-noi/ Distribuzione: http://www.dreambookedizioni.it/librerie-fiduciarie/ Sito web: http://www.dreambookedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/dreambookedizioni/?fref=ts
  3. Kikki

    Dolcetto o scherzetto?

    Elena salta per la casa senza riuscire a stare ferma: finalmente è Halloween e lei si è preparata con caramelle, biscotti, dolcetti e scherzetti e zucche da far venire i brividi per settimane intere. Le sue amiche rimarranno con la bocca spalancata dallo spavento! Ha tutto il giorno per attaccare gli ultimi scheletri e ragnatele, perché vuole che la sua casa sia la più terrificante di tutte quelle del quartiere. Arriva la sera, Elena è vestita da pirata guercio con una gamba di legno; è irriconoscibile, una maschera perfetta e spaventosissima. Non rimane altro da fare che aspettare per distribuire teschi di zucchero, zucche di pan di Spagna e ragni di liquirizia che aspettano pazienti di fianco alla porta per tuffarsi dentro cesti e cestini, sacchi, sacchetti e tasche profonde. La notte spegne tutto fuori di casa, rimangono solo i lampioni accesi sui marciapiedi e le luci calde dietro le finestre. Elena sta in salotto col naso attaccato al vetro, guarda i gruppetti di mostri e streghe sfrecciare per la strada e bussare a ogni porta. Ma non alla sua. Nessuno alla sua. «È colpa vostra,» strilla Elena con la voce da mostro marino ai suoi genitori. «Dovevate lasciarmi uscire insieme alle mie amiche a fare dolcetto o scherzetto. Adesso penseranno tutti che sono troppo piccola e nessuno vedrà le fantastiche decorazioni che preparo da un mese!» Tum, tum, tum. I genitori sono tristi, è davvero colpa loro se Elena piange e sbatte i piedi per terra? Tum, tum, tum. Bisogna trovare subito una soluzione prima che si aprano dei buchi nel pavimento e prima che la loro bambina si secchi come una pianta senz’acqua. Ma cosa possono fare? Tum, tum, tum gridano i piedi di Elena. Gnic, gnic, gnac, cigolano le rotelle in testa ai genitori che dalla furia di pensare e ripensare a una soluzione hanno il fumo che gli esce dalle orecchie. Cric, croc, crac fanno le carte di cioccolatini e caramelle che si sono stancati di stare ammucchiati di fianco alla porta e hanno voglia di uscire a sgranchirsi. «Te l’abbiamo già detto, Elena,» comincia papà che si gratta la testa, gnic, gnic, gnac. «Sei troppo piccola per uscire da sola e noi...» «Non mi interessa!» Tum, tum, tum. «Nessuno mi parlerà mai più perché non mi avete lasciata uscire a fare dolcetto o scherzetto!» Mamma e papà vanno in cucina, Elena li sente bisbigliare. Pst, pst, pst, dice mamma. Pst, pst, pst, risponde papà in fretta. Tum, tum, tum fanno i piedi arrabbiati, ma poi si bloccano perché se no Elena non sente bene. Pst, pst, pst sussurrano le pareti di casa. Elena scivola verso la cucina silenziosa e muta come un pesce. «Cosa vi state dicendo senza di me?» Tum. I piedi di Elena sono ancora arrabbiati, ma lei è troppo curiosa di scoprire cosa si dicono i suoi genitori, così ordina ai piedi di stare zitti e apre le orecchie piantando le mani sui fianchi. «Abbiamo trovato una soluzione a questo problema,» esclama mamma con un sorriso da sole all’alba. «Tutti a mettersi le scarpe!» «Agli ordini, mia capitana!» Papà batte le ciabatte una contro l’altra e mette una mano dritta in mezzo alla fronte. Poco dopo mamma capitana di vascello e papà mozzo di coperta, camminano dietro Elena piratessa che solca i marciapiedi del quartiere con la spada in alto per aprirsi la via nella notte. «Tutto a dritta, piratessa,» urla papà. Elena sfreccia sul marciapiedi tuffandosi tra i cavalloni carichi di fantasmi, zombi, streghe e vampiri che sommergono la strada come la marea. Elena bussa a una porta che finge di essere uno scheletro poi a un’altra che quasi non si vede perché è sommersa di zucche: «Dolcetto o scherzetto?» Il sacco della piratessa comincia a fare la pancia grossa da tante caramelle inghiottite e lei se lo passa da una mano all’altra trascinando la gamba di legno. Scriiic, scriiic, scriiic si lamenta la gamba di legno strisciando sul cemento della strada. Swish, swish, swish si lamenta la gamba di legno nuotando tra l’erba alta dei giardini. «Lasci che l’aiuti, signora piratessa,» dice mozzo-papà che si carica il sacco grasso su una spalla e la piratessa stanca sull’altra. «Tutto a dritta, mozzo,» urla Elena con la spada protesa verso casa, poi appoggia la testa sulla spalla del fidato mozzo e chiude gli occhi.
  4. Kikki

    Fiaba russa

    Vasilisa si alzava tutti i giorni prima dell’alba. Sorrideva sentendo il sole che si arrampicava dall’altra parte del pianeta per sbucare a illuminare il suo bosco. Vasilisa ridacchiava tra sé e sé, mettendo anche una mano sulla bocca per non farsi sentire. “Se lei sapesse: il mio bosco! Mi prenderebbe a frustate,” pensava la ragazza legandosi i capelli in una coda stretta. “O forse no, forse mi rimanderebbe a casa e basta.” Devi sapere che Vasilisa, che portava il nome della più bella delle belle di tutte le fiabe russe, viveva nel bosco con Baba Jaga ormai da molti, moltissimi anni, così tanti che non era sicura di ricordarsi più il viso dei suoi fratelli. Per una qualche ragione, stava bene in quella casa volante con le zampe di gallina; per una qualche ragione a lei Baba Jaga non faceva alcuna paura. La mamma di Vasilisa era partita per un viaggio lungo e lontano. Non pensare che ti stia prendendo in giro, non era morta, era proprio partita per un viaggio, perché era un’avventuriera. Vasilisa, che voleva essere come la sua mamma, poco tempo dopo aveva infilato gli scarponi foderati ai piedi, il cappotto con la pelliccia, aveva preso una sacca con alcune cose più o meno utili e si era inoltrata nel bosco ammantato di bianco. Con il nome che le avevano dato era sicura di stare andando incontro a grosse avventure, a un amore romantico che avrebbe vinto su tutto e a lunghe cavalcate con il Re dell’Inverno. Affondava nella neve alta a cuor leggero in uno degli inverni più freddi che la Grande Russia aveva mai visto. Dai rami ritorti pendevano grappoli di ghiaccioli aguzzi, gli alberi gelati si lamentavano sotto il peso immane della coltre di neve e nessuno, ma proprio nessun animale metteva il muso fuori dalla tana. Solo Vasilisa si trascinava col naso arrossato per aria, pronta a cogliere il nitrito del cavallo del prode principe Ivan o a infilarsi nell’apertura segreta, che l’avrebbe condotta nel mondo degli inferi, tra le radici dell’Albero della Vita, caso mai lo avesse trovato. Invece si era slogata una caviglia precipitando, come un coniglio al laccio, nella buca scavata da un bracconiere per catturare i cinghiali. Prova e riprova, ma Vasilisa non ci era proprio riuscita a tirarsi fuori da sola e così si era messa a gridare chiedendo aiuto, mezza sepolta nella neve che le entrava negli stivali e nel collo del cappotto. L’unica che l’aveva sentita era stata Baba Jaga e da allora era rimasta con lei. Baba Jaga non era come la descrivevano nelle storie. Be’, brutta era brutta, il naso adunco ce l’aveva, bitorzoli, pustole e tutto il resto. I suoi capelli erano lunghi come strade e fini come la seta, tanto bianchi da confondersi con la neve d’inverno e aggrovigliati come il bosco più selvaggio. Si raccontava che avesse una certa predilezione per i bambini giovani e teneri e forse era stato proprio per questo che la strega non si era mangiata Vasilisa che ormai l’infanzia se l’era lasciata alle spalle. Si raccontavano storie terrificanti sulla strega padrona del bosco, era capace di fare di te quello che voleva, rigirandoti attorno al suo mignolino con il battere di un solo ciglio. Ma a Vasilisa sembrava solo un’innocua vecchietta, stanca e con un caratteraccio, una nonna che viveva sola nel punto più profondo del bosco e cominciava ad avere più di un acciacco. Forse ormai, rifletteva Vasilisa, quelle che girano su Baba Jaga sono echi, ombre sfilacciate del passato. La strega aveva relegato la ragazza a sfregare pentole e pavimenti e tanti altri lavori poco divertenti che alla ragazza non erano mai piaciuti, ma che in casa della strega non le pesavano affatto. «La mia Kikimora è vecchia e stanca, ben più di me,» aveva detto Baba Jaga dopo averle fasciato la caviglia con tocco delicato. «Puoi decidere di restare e fare il suo lavoro, oppure sei libera di andartene. Non ho voglia di essere cattiva oggi.» La strega aveva sbuffato come se fosse sfinita e forse un po’ delusa di se stessa, poi aveva indicato il portello la cui serratura era costellata di dentacci taglienti. Vasilisa aveva deglutito rigirandosi nella testa tutte le storie che le avevano raccontato per spaventarla: Baba Jaga mangia i bambini, li fa sedere sullo spiedo e poi li arrostisce. Le ossa biancastre e giallognole di cui erano fatte le pareti sembravano dare ragione a quelle parole. Baba Jaga cancella i sentieri con la sua scopa di betulla argentea, così i viandanti si perdono nel bosco e lei può fare di loro quello che più le piace. La scopa mandava bagliori dall’angolo a fianco della porta, ritta e fiera come una spada d’eroe. Baba Jaga ha dei servi invisibili di cui non bisogna mai chiederle niente. Sono i suoi servitori fidati e uccidono chiunque cerchi di scoprire la loro identità. Ma Vasilisa si era guadagnata in fretta la tenerezza del gatto, la gentilezza del cancello, la protezione del cane e la benevolenza dell’albero e la strega ne era rimasta impressionata. Persino la Kikimora aveva preso in simpatia la ragazza e la lodava spesso per la sua bravura nei lavori di casa, tanto che lei e Vasilisa erano diventate amiche e ridacchiavano negli angoli come due adolescenti. «Mai queste ossa hanno brillato tanto,» diceva la Kikimora da sotto l’acquaio, mentre si grattava le zampe di gallina che la sostenevano e lanciando sguardi torvi verso Baba Jaga. «Per le penne secche di un’oca morta, Kikimora!» gridò un giorno Baba Jaga coi pugni stretti sulle cosce. «Non ti ho mai sentito fare tanti complimenti a nessuno. Sei proprio diventata una vecchia rincitrullita! Tu sei lo spirito maligno della mia casa, se andiamo avanti così finirai per metterti a sfornare biscotti.» La Kikimora si era talmente offesa che aveva ficcato il becco d’uccello che aveva per naso tra i pentoloni sotto l’acquaio e non si era più girata per giorni. Un pomeriggio di fine autunno Baba Jaga era uscita a cavalcioni della sua scopa argentea. «Vado a cancellare un po’ di sentieri prima che cada la neve, non vorrei che troppe persone trovassero la via di casa e non ci rimanesse nessuno sperduto nel bosco.» Non appena la strega prese il volo, Vasilisa si buttò in ginocchio al fianco della Kikimora. «Nonna, nonna,» chiamava la ragazza. «Stai bene? Posso fare qualcosa per te?» Ma la Kikimora non rispondeva. Tanto fece e tanto disse, Vasilisa riuscì a far accomodare la minuscola e spaventosa vecchietta su una seggiolina che la ragazza aveva intrecciato per lei con teneri rametti di betulla. La sistemò sulla soglia di casa in modo che respirasse l’ultima aria tiepida prima del grande freddo. Il bosco era da tempo diventato d’oro e d’arancio, rosso fuoco e umido, i colori si intrecciavano tra gli alberi, Vasilisa rimaneva incantata a cercare di capire dove finiva uno e dove iniziava l’altro. «Portami il fuso, bambina, ho proprio voglia di filare.» «Ne sei certa, nonna?» chiese Vasilisa spaventata, distogliendo lo sguardo dalle fronde color ambra. «Se ne sei proprio sicura, io te lo porterò.» E così fece. La Kikimora filò a lungo, con lentezza e senza sosta. Vasilisa fece ben attenzione a non guardarla e a non uscire di casa, è ben noto infatti che vedere una Kikimora filare sulla soglia di casa preannuncia morte. E la ragazza aveva una gran voglia di vivere. Toccherà a Baba Jaga, pensò Vasilisa. Tornerà verso l’ora di cena senza aspettarsi di trovare la sua Kikimora che fila sulla soglia. La ragazza ridacchiò divertita, ma smise subito. Darà la colpa a me, dirà che sono stata io a portarla sulla soglia. Dirà che sono stata io a darle il fuso. Dirà che volevo ucciderla. Vasilisa saltò in piedi. «Devo avvertirla!» La ragazza si avvolse il capo in uno scialle su cui ancora si distinguevano dei fiori antichi e sbiaditi, chiamò il cane e il gatto. «Aiutatemi a convincere la serratura ad aprirsi,» pregò la ragazza. «La nostra padrona è in pericolo: devo avvertirla.» Il cane e il gatto non persero tempo, azzannarono la porta e la graffiarono con forza, quella spalancò le fauci e Vasilisa ci ficcò dentro la chiave arrugginita. Con un balzo la ragazza si trovò nel piccolo giardino. Corse dal cancello di legno che stava sul lato della casa, con la coda dell’occhio vide un movimento: di sicuro era la Kikimora che filava sulla soglia della casa. Vasilisa si protesse gli occhi con le mani per essere sicura di non vedere niente. «Cancelletto, mio bel cancelletto,» quasi cantò la ragazza. «Apriti e lasciami passare, te ne prego. La nostra padrona è in pericolo, la Kikimora fila e Baba Jaga tornerà tra poco.» Il cancelletto di legno fece gridare ai cardini vecchi e sbilenchi tutto il suo sdegno, poi si spalancò sul bosco dorato. Vasilisa corse affannata dall’albero al limitare del bosco, era il più alto, aveva i rami più lunghi e possenti, le sue foglie erano le più ampie e le più morbide, i colori che lo dipingevano erano i più caldi e armoniosi. Su di lui vivevano intere famiglie di scoiattoli dalla coda attorcigliata, innumerevoli nidi degli uccelli più disparati trovavano riparo tra le sue fronde. Per avere questo aspetto magnifico l’albero aveva giurato di servire Baba Jaga per sempre. «Albero, mio bellissimo albero,» quasi gridò Vasilisa. «La nostra padrona è in pericolo, la Kikimora fila e Baba Jaga tornerà tra poco. Dobbiamo avvertirla!» L’albero ebbe un fremito, gli scoiattoli si affacciarono dalla loro tana, gli uccelli sbucarono dai nidi, le foglie vibrarono e la corteccia si mise a scricchiolare. Scricchiola, scricchiola, nel tronco cominciarono a formarsi degli scalini, degli appigli che salivano su, fino ai rami più sottili che si perdevano nel cielo grigio carico della prima neve. Vasilisa rimase a guardare la trasformazione con le mani piantate sui fianchi, un po’ delusa a dire il vero: le sarebbe toccato arrampicarsi fino in cima e chissà che vento gelato soffiava lassù tra le nuvole. Ma cosa poteva farci? Sbuffò un po’, ma non servì a niente, così la ragazza cominciò a salire. Passò a fianco delle famiglie di scoiattoli che facevano il tifo per lei e correvano su e giù per i rami incitandola a salire più in fretta. Gli uccelli cinguettavano a tutto spiano, volando tra la cima dell’albero e il punto in cui si trovava lei, per informarla se qualcuno avesse avvistato Baba Jaga. Per molto tempo Vasilisa si arrampicò, le gambe le bruciavano per lo sforzo, il sudore le colava lungo le tempie e poi dentro i vestiti, le mani erano ferite e sanguinanti, ma lei non si fermava. Finché un uccellino non arrivò al suo fianco e la avvertì: «Fai più in fretta, ragazza! La tua padrona, la signora del bosco, la grande Baba Jaga è in arrivo.» E allora Vasilisa si arrampicò più in fretta, maledicendo di nuovo il suo nome che la obbligava ad azioni eroiche e chiedendosi in cuor suo perché non potesse essere l’uccellino antipatico e sbruffone a volare dalla strega e consegnarle il messaggio. Arrivò sulla cima un attimo prima che Baba Jaga la raggiungesse. La vecchia fece frenare la scopa di betulla argentata e la guardò con gli occhi grandi come piattini da tè. «E tu che ci fai qua sopra?» «Sono venuta ad avvertirti, Baba Jaga,» disse Vasilisa quasi senza fiato. «La Kikimora fila sulla soglia di casa.» Alla strega si rizzarono tutti i capelli in testa e la scopa vibrò dall’indignazione. «Quella disgraziata!» Baba Jaga scese dalla scopa e si accomodò tra i rami insieme alla sua servetta. La ringraziò molte volte e le fece dei complimenti da far rabbrividire i più coraggiosi. Lodò l’albero, il cane, il gatto e il cancello, suoi servi fedeli. E poi disse: «Aspetteremo, Vasilisa. Aspetteremo finché la Kikimora non sarà più offesa, si renderà conto di essere rimasta sola e tornerà in casa,» disse Baba Jaga. «Solo allora scenderemo ed entreremo in casa, non un attimo prima.» E così fecero.
  5. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Romanzi di narrativa; Fantasy; Horror; Antologie; Sillogi poetiche; Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: per email a proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Dal sito: al momento le selezoni sono chiuse, riprenderanno dal mese di marzo 2020.
  6. Kikki

    Risma

    Nome: Risma Sito: https://rismalibri.com/ Catalogo: https://rismalibri.com/catalogo/progetti Modalità di invio dei manoscritti: info@rismalibri.com Distribuzione: "non specificato" Facebook: https://www.facebook.com/rismalibri/ La distribuzione non è specificata sul sito, ma so dai titolari Luca Panzeri e Marina Invernizzi, che verrà effettuata da A.L.I.
  7. Gina Marcantonini

    Primo Concorso gratuito "Colora una Favola"

    Fino a
    Primo Concorso Gratuito “COLORA UNA FAVOLA”. Come si partecipa: Chi può partecipare: tutti i bimbi da Zero a 15 anni. Clicca sui link in fondo alla pagina e Scarica gratis l’immagine, o le immagini che desideri. Stampale o falle colorare sul pc. Prima sezione: Colorato a mano. Fai colorare con qualsiasi tecnica il tuo piccolo disponga. Pennarelli, colori, tempere, dita, ecc. Seconda sezione: Colorato sul Pc. Se invece non possiedi una stampante o semplicemente preferite colorare direttamente sul computer, potrete spedire i lavori inserendoli in questa sezione. Quanti disegni si possono mandare: massimo 3 a bambino/a. Fai firmare l’Opera o le Opere al tuo piccolo e aggiungi quanti anni ha, o scrivi tu il suo nome in un angolo visibile del disegno, insieme alla sua età. Mi raccomando: Solo il nome e gli anni. (Es: Maria 6 anni). Modalità di invio: a volaresullealidiunlibro@mail.com indicando sull‘oggetto la dicitura “Colora una favola” e aggiungendo la sezione a cui intendete partecipare. Tutti i disegni verranno caricati sulla Pagina Facebook Volare Sulle Ali Di Un Libro, condivisi anche su Istagram, e fatti votare. Condividi il Concorso ovunque permesso e fai votare il disegno del tuo/a bimbo/a. Termine ultimo inderogabile in cui inviare le OPERE: le ore 24.00 del 20 NOVEMBRE 2020. Farà fede la data della mail. Le opere inviate successivamente non verranno ammesse. Vince chi avrà ricevuto più like ENTRO LA MEZZANOTTE DEL 27/11/20. A parità di Like si farà uno spareggio con estrazione filmata. La proclamazione dei vincitori avverrà entro le ore 24 di SABATO 28 NOVEMBRE 2020. In caso di parità l’estrazione verrà fatta la mattina del giorno successivo. PREMIO: ai primi classificati di entrambe le sezioni verrà spedito via mail il pdf gratuito del libro da cui sono tratte le immagini. P.s. Per qualsiasi dubbio lasciatemi un commento o scrivetemi con le modalità illustrate nella sezione contatti. Questo il link dove scaricare le immagini gratis. https://volaresullealidiunlibro.com/home/primo-concorso-gratuito-colora-una-favola/
  8. Federica Saini

    L'Orto della cultura

    Nome: l'Orto della cultura Sito: http://www.ortodellacultura.it/ Catalogo: http://www.ortodellacultura.it/index.php/catalogo2 Modalità di invio dei manoscritti: e-mail Distribuzione: non pervenuta Facebook: https://www.facebook.com/ortodellacultura
  9. Kikki

    Linda e la montagna di fuoco - Erika Casali

    Titolo: Linda e la montagna di fuoco Autore: Erika Casali Casa editrice: Risma ISBN: 978-8831421010 Data di pubblicazione (o di uscita): 23 settembre 2020 Prezzo: (della versione cartacea) 16,00 euro Genere: avventura/ ragazzi Pagine: 160 Quarta di copertina o estratto del libro: Linda non vede l'ora di trascorrere l'estate sulla soleggiata isola greca dove torna ogni anno: i suoi genitori gestiscono un ristorante e lei può stare con la sorellina Aretì insieme ai nonni, godendosi il mare e le tante leggende che le vengono raccontate. Ma le vacanze prendono una piega inaspettata quando uno di questi miti prende vita e un misterioso popolo che vive nel sottosuolo rapisce Aretì. In una Grecia molto distante dai panorami idilliaci da cartolina, Linda dovrà abbandonare ogni paura e senso di colpa, e addentrarsi nelle viscere della terra, fino all'oscuro regno dei Kalikatzari, per salvare sua sorella ed evitare il compiersi di un'antica profezia. Link all'acquisto: Link amazon Link Risma
  10. M.T.

    Il falco

    Titolo: Il falco Autore: Mirco Tondi Casa editrice: autopubblicato ISBN: 9788835371519 ASIN: B084RY4ZGY Data di pubblicazione (o di uscita): 12 febbraio 2020 Prezzo (della versione cartacea e/o digitale) : 2.99 E Genere: fantastico/favolistico Pagine: 103 Quarta di copertina. Un giorno, quattro bambini vanno in un bosco e per divertirsi si mettono a raccogliere uova dai nidi di uccelli; l’avvicinarsi di un temporale li fa correre a casa, abbandonando il bottino appena trovato. Quello che per loro è stato un semplice e innocuo passatempo, per le uova sta per diventare qualcosa di molto pericoloso: senza la protezione e il calore dei propri genitori i piccoli all’interno del guscio rischiano di non crescere e venire alla luce. Qualcuno però ha visto tutto e decide d’intervenire in loro aiuto: un falco, il più improbabile soccorritore tra gli uccelli, si prende cura di loro almeno fino a quando non ritroverà i genitori delle uova. Ma le sue ricerche non hanno successo e così non gli resta che continuare a occuparsi di loro. Il giorno della schiusa arriva e il falco si ritrova davanti sette piccoli, ognuno di una specie diversa. Tra peripezie varie, gag divertenti e momenti di riflessione, gli otto si ritroveranno ad affrontare quella piccola grande avventura che è il crescere. Opera corredata di fotografie. Link all'acquisto: Amazon Kobo A questa pagina è possibile scaricare un’anteprima dell’opera.
  11. Kikki

    Favole e miti di Alonnisos - Erika Casali

    Titolo: Favole e miti di Alonnisos Autore: Athanasios Pappos ed Erika Casali Collana: Infanzia e apprendimento Casa editrice: WriteUp Site ISBN: 9788885629196 Data di pubblicazione (o di uscita): 1 maggio 2020 Prezzo: cartaceo 16,00 Genere: fiabe Pagine: 144 Quarta di copertina o estratto del libro: C’era una volta Iannakis, l’eroe greco per eccellenza: povero, buono, ingenuo e pieno di risorse, conquista re e principesse, sconfigge draghi e affronta prove sovrumane per trarre in salvo la Bellissima. E poi Maro, Pastadimandorle, i kalikatzari, il battibastone e i dodici mesi. Cani, gatti, capre, maiali e addirittura galline e formiche rivelano un’identità diversa da quella che conosciamo, unendo la magia alla saggezza. Come un novello Calvino alle prese con le Fiabe italiane, Pappos ha per anni raccolto dalla viva voce degli anziani della splendida Alonnisos le favole più antiche, a volte varianti spettacolari e inconsuete di tradizioni più famose, a volte versioni uniche e splendenti proprie dell’isola. Eppure, tutte simili nell’accompagnarci all’anelato "E vissero felici e contenti". Link all'acquisto: Link amazon per l'acquisto Link ibs per l'acquisto
  12. cia78

    Morphema edizioni

    Nome: Morphema edizioni Generi: vari Modalità di invio manoscritti: via mail a fabio@morphema.it Distribuzione: / Sito: http://www.morphema.it/edizioni/ Facebook:https://www.facebook.com/Morphema-Editrice-1576074885964050/ Buonasera, sto cercando informazioni su questa casa editrice. Vorrei soprattutto capire se è free o a pagamento. Qualcuno ha notizie da condividere? Grazie mille.
  13. Kikki

    Polipetto Filippo

    C’era una volta, sui fondali di un’isola vicina vicina, proprio quella lì che vedete in lontananza dietro gli scogli, un polipo mamma che viveva con i suoi polipetti. Mamma Polipa si spingeva sul fondo del mare scivolando da una roccia all’altra grazie ai grossi tentacoli. I polipetti facevano di tutto per starle dietro, ma i loro tentacoletti erano ancora troppo corti e loro finivano per ruzzolavano di qua e di là: si lasciavano catturare dalle correnti improvvise, si nascondevano in ogni buco, giocavano a nascondino tra le alghe, si infilavano dentro le conchiglie più grosse e bisticciavano tra di loro finendo ingarbugliati come gomitoli vecchi. Ogni giorno mamma Polipa insegnava qualcosa di nuovo: come cacciare, come nascondersi, come riconoscere un pericolo. Il giorno che toccò alla metamorfosi i polipetti avevano i tentacoli dritti dall’emozione: avrebbero imparato a cambiare colore per mimetizzarsi e diventare irriconoscibili. «Dai, mamma, andiamo,» gridavano i polipetti. «Io voglio diventare un granchio,» urlò polipetto Filippo. «Tu farai quello che ti si dice,» lo sgridò la mamma. «Impara a ubbidire se non vuoi finire in grossi guai!» Filippo attorcigliò tutti i tentacoli intorno alla testa come un turbante, cercando di di assomigliare a un’insalata di alghe. «Smettila di perdere tempo, Filippo.» Mamma Polipa non era facile da intenerire. «Tutti in fila. Seguitemi!» “Uffa,” pensò polipetto Filippo districando i tentacoli e staccando una ventosa che gli era rimasta incollata sul naso. «Mi becca tutte le volte.» I polipetti si misero in fila obbedienti a nuotare sul fondale senza toccarlo. La sabbia si sollevava appena al loro passaggio; imparare a fare le sogliole era stata la lezione più facile. Filippo, invece, saltava su e giù. I suoi tentacoli schizzavano da tutte le parti facendolo assomigliare a una giostra impazzita. Quello che lo affascinava di più era il tentacolo lungo, lo lasciava scivolare dietro di lui come un serpentello curioso e osservava la stradina che si disegnava nella sabbia. Nuotava guardando indietro mentre decorava la sabbia di ghirigori sempre più complicati. «Guarda, mamma, guarda!» Filippo si voltò tutto fiero del suo disegno, bello come una stella marina. Era proprio un polipetto artistico! Ma Filippo era rimasto solo nel mare blu. Mamma Polipa e i suoi fratelli erano scomparsi. Un muro di alghe si alzava scuro poco più avanti, fluttuava al ritmo della corrente in una danza che, d'improvviso, pareva minacciosa. «Mammaaa,» urlava Filippo e intanto un piccolo fiotto di inchiostro scuro gli scappava tra i tentacoli. «Mammaaa, fratelliii!» Niente, il mare era silenzioso e quieto. Troppo quieto. Filippo si bloccò di scatto e fece un mezzo giro su se stesso. Perché aveva l’impressione di essere osservato? Eppure lo sentiva: un pizzicorino leggero che gli scuoteva le ventose. Niente, il mare era immenso e vuoto. Troppo vuoto. Dove erano finiti tutti i pesci? Possibile che fosse finito in un angolo abbandonato e deserto? Cosa diceva sempre la mamma? «Se c’è un pericolo, l’unico modo per noi polipi di difenderci è trovare un rifugio e cambiare colore. Bisogna diventare invisibili, è chiaro?» “Chiarissimo,” pensò Filippo e con uno spruzzo più forte degli altri dal sifone si catapultò in mezzo alle alghe ondeggianti. Filippo non vedeva niente, le alghe gli facevano il solletico costringendolo a muoversi, il ché peggiorava la situazione. Non appena riuscì a tenere sotto controllo l’erbetta dispettosa sentì un rumore sconosciuto. Veniva da su, dal pelo dell’acqua, era un rombo sordo e continuo che si faceva mano a mano più intenso. «Qualcosa si avvicina,» balbettò il polipetto. «Ma cosa?» Senza nemmeno accorgersene si stava spingendo verso l’alto, se ne accorse solo quando si ritrovò allo scoperto fuori dal cespuglio che lo aveva nascosto fino a quell’istante. «Buongiorno, bel polipetto,» sibilò una voce alle sue spalle. «Aaah!» esclamò Filippo dalla paura e poi si voltò mentre i tre cuori battevano all’impazzata facendolo tremare come un pesce Torpedine. Due occhietti neri e strabici lo fissavano con interesse dai lati di un muso che aveva tutta l’aria di essere duro come una roccia. «E tu chi sei?» La curiosità di Filippo prendeva sempre il sopravvento su ogni cosa, in ogni situazione: prima la curiosità, poi arrivavano pensieri e ragionamenti. «Sono Morena, la murena.» «Io sono il polipo Filippo,» rispose il polipetto, ma nella sua testa continuava a risuonare la parola “murena”. Dove l’aveva già sentita? «Ti sei perso, Filippo?» chiese Morena scivolandogli accanto. «Posso aiutarti a ritrovare casa tua se vuoi. Conosco tutti i pesci e ogni singolo buco del nostro mare.» La proposta era stuzzicante, ma qualcosa disturbava Filippo che tratteneva a fatica il sifone che spingeva per aprirsi e inondare Morena di inchiostro nero e puzzolente. «Mmm, no, grazie,» disse Filippo molto educato. «Non mi sono perso, mamma è qui vicino, stiamo imparando a mimetizzarci.» Morena intanto nuotava intorno a lui, stringendo il cerchio sempre più, tanto che, a un certo punto, Filippo e la murena si trovarono faccia a faccia. Lei sorrise. Una bocca enorme piena di dentini aguzzi. Poi successero tante cose tutte insieme: Filippo gridò “murenaaa”, il sifone prese il comando dei suoi muscoli, si rilassò e macchiò il mare di fosche tenebre, il polipetto schizzò verso l’alto, Morena si mise a strillare che l’aveva accecata, il rombo sconosciuto divenne assordante e nel mare si sparse un fortissimo odore di granchio che fece venire l’acquolina in bocca a Filippo. Il rombo scomparve e il mare sprofondò in un silenzio profondo. Un’ombra nera si stagliava sopra di lui, e proprio da lì sembrava provenire quel profumo che gli faceva brontolare lo stomaco. Filippo rimase con i tentacoli spalancati, sorpreso di vedere dei granchietti ondeggianti nella corrente: di solito stavano sul fondale. I granchietti presero a ballonzolare e saltellare come se stessero facendo le prove per un nuovo ballo. Filippo li osservava affascinato, trascinato, ammaliato, stregato e affamato. Erano di certo la cosa migliore che gli era successa in tutta la giornata. Una fortunaccia da pochi trovarsi il pranzo pronto e servito sotto il naso e proprio il suo piatto preferito. Di solito stanno sul fondale... di solito stanno sul fondale... di solito stanno sul fondale… questa frase continuava a martellargli i cinquecento milioni di neuroni su e giù per i tentacoli dentro e fuori dalla testa. «Che ci fanno questi granchietti appesi a mezz’acqua?» Finalmente il cervello centrale era riuscito a stabilire un contatto sicuro con gli altri otto e aveva formulato una domanda alla quale Filippo doveva conoscere la risposta. Non fece in tempo a finire di formularla che la voce di mamma Polipa gli rimbalzò nella testa: «I pericoli maggiori per un polpo sono gli umani e le murene! Guardatevi dalle barche e controllate sempre un buco prima di infilarvici dentro.» Polipetto Filippo chiuse la bocca di scatto e ingoiò l’acquolina che precipitò nello stomaco vuoto con un sonoro splash. “È una barca piena di umani!” capì Polipetto Filippo, si girò un secondo prima di toccare i granchi e si diede una forte spinta verso il basso. «Per tutte le piovre degli abissi! C’è mancato poco,» sospirò e si mise in cerca della mamma. Poco più tardi, aiutato dall’altezza, riuscì a distinguere mamma Polipa e i fratellini: si stavano infilando in un canalone tempestato di anemoni colorate. Filippo li raggiunse con un sospiro di sollievo e si mise all’ultimo posto come se niente fosse. «Filippo, non rimanere indietro!» gridò mamma Polipa senza nemmeno girarsi. Il polipetto si diede una spinta, risalì tutta la fila e le si mise accanto. «Non mi muovo dal tuo fianco, mamma.»
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    Piuma edizioni

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    Carthusia Edizioni

    Nome: Carthusia Edizioni Generi trattati: illustrati, narrativa per l'infanzia su tematiche sociali Modalità di invio dei manoscritti: http://www.carthusiaedizioni.it/#contatti Distribuzione: http://www.carthusiaedizioni.it/f/pdf/come_acquistare.pdf Sito: http://www.carthusiaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/carthusiaedizioni
  18. DoCo

    Carmignani Editrice

    Nome: Carmignani Editrice Generi trattati: Infanzia, narrativa, poesia, saggistica, scrivere donna, profondo giallo, progetto puslar, progetto doc Modalità di invio manoscritti: http://eshop.carmignanieditrice.it/epages/63777.sf/it_IT/?ObjectPath=/Shops/63777/Categories/Invia_un_manoscritto Distribuzione: non specificata Sito web: http://carmignanieditrice.com/ Facebook: https://www.facebook.com/carmiganieditrice/?fref=ts Ho scritto per avere informazioni a riguardo specificando se pubblicano sotto contributo o meno. Nessuna risposta per il momento. Passo la palla a voi esperti in materia.
  19. Aporema Edizioni

    Zinco e Piombo

    Zinco e Piombo di Paolo Bulzi e Maria Patelmo Aporema Edizioni 240 pagine ISBN versione cartacea 9788832144215 ISBN versione ebook 9788832144314 Prezzo versione cartacea: € 14,90 Prezzo versione Ebook: € 2,99 Prima Pubblicazione: marzo 2019 Link all'acquisto versione cartacea Link all'acquisto Ebook versione Kindle Link all'acquisto Ebook versione Epub Quarta di Copertina Una fattoria didattica che ospita una miniera abbandonata, una mummia dal ghigno sinistro, un antico tesoro scomparso nel medioevo, una strega che rapisce i bambini, pietre che sfidano la forza di gravità… Cosa hanno in comune tutti questi elementi? Il compito di scoprirlo spetta prima a Roman, un ragazzino minatore negli anni ‘40 del secolo scorso, e poi a Mauro, un intraprendente imprenditore del nuovo millennio, affiancato da Elisa, una curiosa ricercatrice storica. In un rompicapo di scatole cinesi si snodano le vicende dei tre protagonisti, che dovranno anche affrontare l’avidità di un boss senza scrupoli e dei suoi loschi tirapiedi.
  20. Kikki

    Buk buk Editore

    Nome: Buk buk Editore Generi trattati: illustrati, favole, prime letture Modalità di invio dei manoscritti: non specificato Distribuzione: Diffusione San Paolo srl Sito: http://www.bukbuk.it/ Facebook: non hanno Facebook
  21. Kikki

    Bibliolibrò

    Nome: Bibliolibrò Generi trattati: illustrati per bambini, ragazzi, adulti Modalità di invio dei manoscritti: http://www.bibliolibro.it/contact.html Distribuzione: http://www.bibliolibro.it/where.html Sito: http://www.bibliolibro.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/bibliolibro/
  22. Kikki

    Bohem Press

    Nome: Bohem Press Generi trattati: illustrati, bambini, infanzia, cartonati Modalità di invio dei manoscritti: http://www.bohempress.it/contatti Distribuzione: http://www.bohempress.it/distribuzione Sito: http://www.bohempress.it/ Facebook: niente facebook
  23. Kikki

    Biblioteca dei leoni editrice

    Nome: Biblioteca dei leoni editrice Generi trattati: http://www.bibliotecadeileoni.com/chi-siamo/ Modalità di invio dei manoscritti: http://www.bibliotecadeileoni.com/nuovi-talenti/ Distribuzione: http://www.bibliotecadeileoni.com/contatti/ Sito: http://www.bibliotecadeileoni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/bibliotecadeileoni/
  24. dfense

    Beisler Editore

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  25. Kikki

    Bacchilega

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