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Trovato 209 risultati

  1. Ospite

    Dark Zone

    Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co di Firenze (accordo con Mondadori per distribuzione sul sito Mondadori Book); accordo con Star Shop per fumetti e albi illustrati Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo
  2. Kikki

    Risma

    Nome: Risma Sito: https://rismalibri.com/ Catalogo: https://rismalibri.com/catalogo/progetti Modalità di invio dei manoscritti: https://rismalibri.com/proponi-la-tua-idea Distribuzione: "non specificato" Facebook: https://www.facebook.com/rismalibri/ La distribuzione non è specificata sul sito, ma so dai titolari Luca Panzeri e Marina Invernizzi, che verrà effettuata da A.L.I.
  3. Simo91

    James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia

    Titolo: James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia Autore: Simone Chialchia Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-8832144444 Data di pubblicazione: Marzo 2020 Prezzo formato cartaceo: € 15,90 Genere: Fantasy Pagine: 482 Link all'acquisto https://jamesbiancospino.com/ Quarta di Copertina Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell'eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l'epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell'arcano potere nascosto nell'ardesia, l'unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.
  4. Ospite

    Adiaphora Edizioni

    Nome: Adiaphora Edizioni Attività cessata.
  5. cia78

    Morphema edizioni

    Nome: Morphema edizioni Generi: vari Modalità di invio manoscritti: via mail a fabio@morphema.it Distribuzione: / Sito: http://www.morphema.it/edizioni/ Facebook:https://www.facebook.com/Morphema-Editrice-1576074885964050/ Buonasera, sto cercando informazioni su questa casa editrice. Vorrei soprattutto capire se è free o a pagamento. Qualcuno ha notizie da condividere? Grazie mille.
  6. Federica M. Barone

    Chiado Editore

    Nome: Chiado Editore Generi trattati: narrativa, saggi, polizieschi, thriller, biografie, poesie, libri d’infanzi, libri di illustrazioni. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.chiadobooks.it/invio-opere Distribuzione:https://www.chiadobooks.it/distribuzione Sito: https://www.chiadobooks.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ChiadoEditore Chiado Editore è specializzata nella pubblicazione di autori italiani contemporanei, da quelli più affermati ai più promettenti artisti emergenti del nostro tempo. Dato il successo raggiunto in Portogallo e Brasile, abbiamo ampliato i nostri orizzonti verso nuovi Paesi e lingue differenti e si possono trovare le opere pubblicate dalle nostre sezioni internazionali tramite i rispettivi siti web. Pubblichiamo anche in America Latina, Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti d’America. La politica editoriale di Chiado Editore punta a democratizzare il mondo editoriale, creando le migliori opportunità per gli Autori e offrendo ai Lettori straordinarie opere di ogni genere, ad un giusto prezzo e senza pregiudizi. Se un Autore desidera pubblicare il suo libro con noi, non deve fare altro che inviarcelo con una breve biografia. Il nostro Consiglio Editoriale lo analizzerà e se sarà compatibile con la nostra linea editoriale, non esisteremo a presentare una proposta di pubblicazione. Tutti gli Autori famosi inizialmente erano sconosciuti. Chiado Editore sa che è così e per questo motivo presta la massima attenzione ai manoscritti che riceve, analizzandoli senza pregiudizio alcuno.Comunichiamo sempre all’Autore le nostre intenzioni, che ci sia, o meno, interesse nel pubblicare il manoscritto. Scrivere un libro è una grande sfida, ma anche una sensazione unica e irripetibile!
  7. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Romanzi di narrativa; Fantasy; Horror; Antologie; Sillogi poetiche; Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: per email a proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Dal sito: al momento le selezoni sono chiuse, riprenderanno dal mese di marzo 2020.
  8. Ezbereth

    In viaggio con Amir

    Titolo: In viaggio con Amir Autore: Melania Soriani Illustratore: Pamily Soul Illustration Casa editrice: Edizioni Leucotea ISBN: 9788894917031 Data di pubblicazione : 27 febbraio 2018 Prezzo: 14,90 EURO Genere: Romanzo per bambini Pagine: 214 Sito web: In viaggio con Amir (con materiale scaricabile) Pagina Facebook: InviaggioconAmir (iscrivetevi per seguire la pagina) N.B. Tutti i proventi derivanti dal libro saranno redistribuiti a favore delle associazioni che si occupano di accogliere i bambini migranti qui in Italia. (Sul sito del romanzo saranno pubblicate le copie degli incassi e dei versamenti effettuati ) Quarta di copertina : Amir ha 10 anni ed è rimasto solo nella grande città di Tartus, dove la guerra ha distrutto quasi tutto. Coraggioso e Audace, decide di mettersi in viaggio per cercare la sua mamma, partita per Vienna prima che il conflitto si aggravasse. Così, nascosto nella stiva di una nave italiana, la Fortuna, fa conoscenza con insolito e buffo personaggio e inizia la sua avventura che, tra pericoli e peripezie, sarà costellata di incontri inaspettati, e lo porterà molto lontano da casa. Sinossi: Amir vive il dramma della guerra. Il conflitto gli ha portato via il padre e la sorella minore, mentre la madre, per cercare di mantenere i suoi cari ha lasciato la città di Tartus già tempo addietro, quando la situazione ancora non era così compromessa. Quando anche la nonna del piccolo Amir muore, il ragazzino si trova davvero solo, con solo il sogno, che ha già da tempo, di poter raggiungere sua mamma a Vienna. Preso coraggio si imbarcherà clandestinamente su una nave italiana diretta a Venezia, primo step del suo viaggio alla ricerca di una vita normale. Un libro per riuscire a parlare ai più piccoli di cosa sia la guerra e quali sono le sue devastanti conseguenze, di come quelle che possono essere interpretate come immagini nei telegiornali sono in realtà vite distrutte e famiglie devastate che hanno perso tutto. Link all'acquisto: Feltrinelli Amazon IBS Libreria Universitaria Direttamente dall'autrice (pagamento bonifico o Paypal) inviando un'email a: inviaggioconamir@gmail.com Buona lettura! Melania S.
  9. Ospite

    Eris Edizioni

    Nome: Eris Edizioni Generi trattati: Narrativa, fumetto, saggistica Modalità di invio dei manoscritti: proposte@erisedizioni.org Una guida rapida Distribuzione: CDA, DIEST DISTRIBUZIONI, BOOKLET, Librerie e fumetterie fiduciarie (http://www.erisedizioni.org/distribuzione.html) Sito web: http://www.erisedizioni.org/home.html Facebook: https://www.facebook.com/erisedizioni/?fref=ts Aggiornamento 21/04/18 dal sito: Eris Edizioni diventa complice del Progetto Stigma, supportandolo nell’arrivo in libreria e fumetteria e inserendone le opere in catalogo non come semplice collana, ma in qualità di vera e propria costola separata. Eris supporterà il Progetto Stigma nella pubblicazione di 4 volumi l’anno, lasciandogli totale indipendenza di scelta e di progettazione.
  10. Leorio27

    Gate of Souls - consigli e pareri

    Salve a tutti, Sono da poco iscritto nel forum quindi mi scuso se questa non e' la sezione giusta. Sono anni che poco a poco sto scrivendo un racconto nato da una piccola idea che man mano e' cresciuta nella mia testa e adesso mi ritrovo ad aver scritto quasi 400 pagine. Ho il grande desiderio di completarlo per pubblicarlo ma non ritengo di avere le competenze adeguate. Lascio qui sotto un po' di trama della storia e spero che qualcuno possa darmi un consiglio e se l'idea vale. Inoltre se c'e' qualcuno con piu' esperienza di me interessato alla trama non esiti a contattarmi per una possibile collaborazione. " Prima legge della fisica nulla si crea nulla si distrugge. tutto muta, la matera è in trasformazione...e se fosse così anche per l'anima? L'uomo vive numerose volte senza ricordare le vite passate ne è consapevole delle vite future. Nasce cresce e muore secondo il cilco naturale degli esseri viventi. Nel limbo tra la morte e la nascita l'anima carica di esperienze della vita passata si trasforma, viene purificatra per poi nascere di nuovo e vivere una nuova esisteza. A volte però per motivi sconosciuti, l'anima impregnata della vita precedente non viene purificata e ritorna a vivere in un nuovo corpo...il bambino che nascerà sarà consapevole, l'anomalia potrà vedere il ciclo...il cerchio "imperfetto" dell'universo. deja vu non è solo una sensazione, uno scherzo giocatoci dal nostro cervello, è l'attuarsi dell'anomalia, sono i ricordi della vita passata che vengono fuori dopo essere stati assopiti per tanto tempo. Questo capita quando ci si trova per coincidenza a vivere la stessa situazione, a provare la stessa emozione che è stata già provata in precedenza.... ma in un'altra vita. Col passare degli anni le anime anomale diventarono più frequenti, "i reincarnati" si riunirono e formarono un ordine con lo scopo di trovare ogni loro simile che sarebbe nato sulla terra per istruirsi amplificare il dono, assorbire le esperienze passate elevarsi per ricevere la conoscenza di centinaia di vite concentrate in pochi uomini. Tutto questo per scorgere un frammento del meccanismo e rispondere alla suprema domanda "perchè esistiamo?" e arrivare all'orginie, l'anomalia che fa cadere l'infallibile legge della dinamica, la creazione della materia. Un altro ordine però naque, il Deus rex, con scopi ben diversi...dominare. Sentendosi dei sulla terra vogliono ad ogni costo elevarsi e prendere il posto che gli spetta usando il potere del Gate of Souls. -ti sei mai chiesto dove vanno i ricordi? e dove va tutta l'esperienza delle anime purificate? se la materia non si crea ne si distrugge esiste un posto dove vanno i ricordi di milioni di vite? Questo posto esiste, un potere inimaginabile, un'esperienza quasi infinita al limite dell'onniscenza che nelle mani sbagliate potrebbe causare la fine dell'universo. Questo posto si trova dietro il Gate of Souls, il cancello delle anime.- Il racconto si basa sulla storia di un ragazzo di nome Aaron, trasferitosi a Londra per iniziare una nuova vita. Da quando e' li' pero', e' tormentato da incubi ogni notte che lo portano a svegliarsi nel cuore della notte senza ricordare niente dei suoi sogni. Anche se la cosa e' molto strana non gli da importanza e continua la sua vita, fino a che una sera tornando da lavoro viene aggredito e perde conoscenza. Scopre al suo risveglio che era stato salvato dallo stesso uomo che lo stava seguendo da quando era a Londra, gli racconta che era stato aggredito dagli uomini dell'ordine Deus Rex e del loro interesse a reclutarlo. Infine gli offre una veritá sconcertante e la libertà di scegliere se fidarsi di lui e unirsi ai reincarnati." Vi ringrazio per l'attenzione, spero che dagli spunti dati si possa intravedere il potenziale, i concetti esperessi sono stati solo lo spunto per lo sviluppo della storia. Grazie in anticipo per qualsiasi commento
  11. dri

    Kite Edizioni

    Nome: Kite Edizioni Generi trattati: Libri illustrati, libri per bambini (anche app) Modalità di invio dei manoscritti: kite@kiteedizioni.it Distribuzione: CDA (Consorzio Distributori Associati) Sito: https://www.kiteedizioni.it/it/ Facebook: https://it-it.facebook.com/kite.edizioni/ Credo sia free...
  12. Erick

    Glifo Edizioni

    Nome: Glifo Edizioni Generi trattati: arte, teatro, narrativa per ragazzi (non accettano: poesie, racconti e romanzi storici) Modalità di invio dei manoscritti: http://glifo.com/it/glifo/proposte-di-pubblicazione Distribuzione: http://glifo.com/it/glifo/libri-glifo-edizione-dove-trovarli Sito: http://glifo.com/it Facebook: https://www.facebook.com/glifoedizioni/ Realtà fondata da due giovani dotati di grande entusiasmo. Di recente hanno ricevuto anche l'endorsement de "Il Fatto Quotidiano" con un bell'articolo.
  13. Ezbereth

    Frammenti di Amir

    Fino a
    LUCCA CITTÀ' DI CARTA, 28 agosto 2020 ore 21,30. Evento Gratuito, prenotazione necessaria all'email: eventi@luccacittadicarta.it
  14. dfense

    Mario Vallone Editore

    Nome: Mario Vallone Editore Generi trattati: Narrativa, poesia, testi biografici, religiosi, e per bambini. Modalità di invio dei manoscritti: via mail (vallonemario@yahoo.it). http://www.mariovallone.it/invia-un-manoscritto/. Distribuzione: http://www.mariovallone.it/distribuzione/ Sito: http://www.mariovallone.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ThothLibri/ Da leggere, la pagina in cui l'editore illustra in maniera chiara ed esaustiva il proprio sistema di lavoro: http://www.mariovallone.it/modus-operandi/
  15. dfense

    Bakemono Lab

    [La ricezione e la valutazione di nuove proposte editoriali è sospesa fino a giugno 2021] Nome: Bakemono Lab Generi trattati: Modalità di invio dei manoscritti: progetti@bakemonolab.com Distribuzione: Non specificato. Sito: https://www.bakemonolab.com/ Facebook: https://www.facebook.com/bakemonolab/ Dal sito: "La collana Classic è indirizzata ai più piccoli. Attraverso storie musicali, filastrocche bilingue e racconti multiculturali i giovani lettori possono confrontare linguaggi diversi e chiavi di lettura non consuete per imparare ad esprimere la propria interiorità. La collana Deluxe è rivolta a un pubblico più adulto. In questi volumi sono le illustrazioni a parlare, a invadere le pagine e a suggestionare la fantasia dei lettori. I romanzi brevi che compongono la Collana di narrativa Tanabata raccontano quotidianità crude e spiazzanti ma, al contempo, sono ricchi di sfumature oniriche e surreali, di tinte noir e gotiche. La Collana Eiga è dedicata agli amanti del cinema. Attraverso saggi critici e monografici i lettori entrano nel mondo delle immagini in movimento, riscoprendo film classici, autori di nicchia e non. Potete spaziare dalla commedia al dramma, dal musical all'horror. Sul sito, scrivono: "La valutazione è gratuita, la pubblicazione anche". Passo la palla agli amministratori per i contatti di rito.
  16. Kikki

    Morte di sera, bel tempo di spera

    Mi chiamo Morte e la cosa che amo di più è la vita. La tua. La sua. Prima o poi saranno mie, ma non te la prendere, eh, è il mio lavoro. Il mio lavoro mi piace, tutti dobbiamo averne uno se vogliamo mangiare e a me è toccato questo. Ha i suoi alti e i suoi bassi, dipende anche dal mio umore. Quando non ho nessuna voglia di uscire dal letto, ma mi tocca per forza andare a lavorare, stai sicuro che prenderò la forma di uno scheletraccio vecchio e giallo e mi trascinerò in giro la mia falce preferita, bella grossa e rilucente, così scintillante che ti ci puoi specchiare. Se invece mi sveglio arzilla, allora salto giù dal letto, prendo le forme di una bambina con le trecce lunghe o di un gattone dai baffi dritti come antenne e me ne vado zompettando per il mondo, da un lavoro all’altro. Oggi è una giornata così, una di quelle in cui i problemi non si risolvono nemmeno a pregarli, anzi, si complicano sempre di più, hai presente? Una di quelle giornate stanche in cui ti sei trascinato da un “devo fare questo” a un “devo fare quello”, finché non hai deciso che non ne puoi proprio più di provare e riprovare a far funzionare le cose. «E di chi pensi che sia la colpa?» «Stai zitto tu che non sei migliore di me!» «Se ti decidessi a fare la Morte tutta d’un pezzo...» «Zitto ho detto!» «E invece piagnucoli come un essere umano.» «Zitto!» Infilo un dito dentro la mia orbita destra e frugo finché non trovo Verme Verde e gli do un cricco che lo fa rimbalzare sull’osso occipitale. Vado a casa a spaparanzarmi sul divano e nessuno mi tirerà più fuori di casa fino alla prossima guerra, che si arrangino. Lo so che Verme Verde ha ragione, questa mattina c’è davvero mancato poco che cedessi. Appena sono comparso nel suo salotto si è buttato a terra in ginocchio. «Ti prego, abbi pietà di me!» Non ha fatto altro che piagnucolare e implorarmi. «Regalami la mia vita, ti prego!» Ma come dovrei fare io? Non mi chiamo Morte per caso. «Per favore, per favore,» diceva quello strisciando sul pavimento tra le patatine untuose sparse ovunque. Devi ammettere che una scena del genere piegherebbe il più cattivo dei cattivi, il più perfido dei perfidi. Farebbe venire sensi di colpa e ripensamenti a chiunque; figurati a me che ho la lacrima facile! «Per favore, per favore, ho ancora tante cose da fare nella vita!» «Mi prometti che la smetterai di stare tutto il tempo davanti a uno schermo?» «Lo prometto, lo prometto,» squittiva il tizio in ginocchio tra le patatine crocchianti. «Mi prometti che farai ginnastica tutti i giorni e mangerai sano?» «Lo prometto, lo prometto,» piagnucolava il tizio e mentre piagnucola cosa fa? Si infila una manciata di patatine spiaccicate in tasca. Non sopporto chi cerca di fregarmi. L’ho lasciato stecchito tra le sue amate patatine, così impara a sbafarsi tutta quella roba. So io quello che mi ci vuole per tirarmi su: pop corn e una serie. Anzi, mi guardo tutta l’ultima stagione di Dark, dalla prima all’ultima puntata. Sì, sì, sì, me ne vado a casa cascasse il mondo… Chi piange? Lo riconoscerei tra mille lamenti: questo è il tipico singhiozzo da perdita fresca, la disperazione di una dipartita improvvisa. Roba di prima qualità, se avessi un cuore salterebbe di orrida gioia. Però, aspetta un momento, oggi non ho avuto appuntamenti in questa strada, ne sono certa, fammi dare un’occhiata all’agenda che la memoria non è più come quella di una volta. Per la morte di un pidocchio secco! Avevo ragione: non sono stata qui né oggi né da un bel po’, anzi, sarebbe proprio ora che venissi a farci un giretto. Allora, qualcuno mi sta rubando il lavoro! Penso al mio divano verde, grande come un transatlantico, penso alla mia ciotola formato gigante da riempire di pop corn. Sento Verme Verde che sospira e uno sbuffo mi fa solletico all’orbita sinistra. Se me ne andassi dritto a casa e fingessi di non aver sentito niente, magari nessuno se ne accorgerebbe agli Uffici Funerari Centrali. «Sogna, bella!» ridacchia Verme Verme. «Quelli hanno occhi ovunque. Facciamo prima ad andare a vedere.» «Hai ragione V.V.» «E non chiamarmi V.V., lo sai che lo odio!» Infilo un dito nell’orbita destra per dare un cricco a V.V., ma lui è più veloce di me e mi da un morso fortissimo. «Ahio, restituiscimi immediatamente la falange distale!» Verme Verde sputa il mio ossicino fuori dalle cavità nasali, lo afferro al volo e lo rimetto al suo posto. Lascio che le mie braccia si allunghino in ali e si ricoprano di piume nere, poi mi faccio una volatina di ricognizione: sotto l’albero di un giardino, un bambino piange su della terra smossa. Vuoi vedere che gli hanno fatto fuori i genitori. Deve essere un decesso gemellare per una fontana di questa portata. Ma se non glieli ho fatti fuori io, chi è stato? Urge un’indagine accurata. Plano verso il basso e non appena tocco terra mi spuntano due trecce nere complete di fiocchetto rosso finale. «Perché piangi, bambino?» «Ciuffo è andato in cielo.» Non fa in tempo a finire di dirlo che sta già annaffiando di nuovo il giardino con quella riserva infinita di lacrime che ha nascosto da qualche parte. Finirà disidratato se continua così, ma sento già un pizzicorino dalle parti dei dotti lacrimali che non ho: se li avessi farei proprio la figura della Morte rammollita. Alzo lo sguardo verso la chioma dell’albero e verso le nuvole che giocano a nascondino con il sole: di Ciuffo neanche l’ombra. «Chi è Ciuffo?» Il bambino tira su col naso con un rumore da lavandino intasato; se avessi uno stomaco starebbe facendo capriole e salti mortali all’indietro. «Ciuffo è il mio cane,» mi spiega il bambino. «Ieri mattina quando sono andato a scuola c’era e poi quando sono tornato non c’era più.» «E come fa un cane ad andare in cielo?» Spunteranno le ali pure ai cani? Bah, non l’ho mai sentita questa, ma si sa che con le invenzioni di oggigiorno... «Mamma dice che quando qualcuno è molto vecchio e stanco a un certo punto va in cielo e noi non possiamo vederlo più.» Nuovo fiume di lacrime, nuovo risucchio di naso, di quelli che ti fanno diventare verdi. Torno a scrutare il cielo pieno di dubbi, poi capisco. Sono un po’ lento lo so, ma anche il ragazzino non è che parli chiaro e io alle metafore ho bisogno di pensarci. «Stai cercando di dirmi che Ciuffo è morto insomma, defunto, deceduto, kaputt, andato?» Al bambino trema il mento e i suoi occhi tornano a riempirsi di lacrime, ma riesce a non farle traboccare. «La morte è schifosa.» Devo ammettere che ne ho sentite di peggio, ma nessuna è mai stata pronunciata con una sincerità così tagliente. Io prendo chi devo, questo è il mio lavoro, che ci posso fare? Di solito sono vecchi contenti di vedermi, mi aspettano e saltellano dal sollievo mentre mi avvicino. Altre volte sono giovani e non hanno nessuna voglia di conoscermi. Mi tocca ascoltare lunghi discorsi sul perché e sul percome dovrei girarmi dall’altra parte e tornare un’altra volta, anzi, magari non tornare proprio più. Ascolto impaziente mentre dentro di me faccio la lista della spesa o penso che mi piacerebbe andare al mare a mettere i piedi tra le onde, poi quando non c’è più tempo, acciuffo i perditempo e me li porto via. Alcuni mi chiamano, ma io non rispondo. Altri hanno paura di me e allora li prendo alle spalle, così non se ne accorgono. Non vengo a comando, vengo solo al momento giusto. Da me non si scappa, arrivo di sera, di mattina, con il sole e con la pioggia. Qualche volta mi faccio annunciare, altre volte colgo di sorpresa. «Come ti chiami?» «Tomer.» «Oh, che nome divertente che hai!» Mi sporgo in avanti per osservare il bambino più da vicino. L’avrà fatto fuori lui Ciuffo? Con un nome del genere potrebbe essere una spia del Ministero della Morte Annunciata. Mentre lo squadro una treccia mi scivola giù dalla spalla e gli sbatte sulla testa. In un secondo ho ripreso le mie sembianze di scheletraccio giallo, cappa nera, orbite vuote e falce in pugno. Quel che ci vuole per un bambino in lacrime su una tomba fresca. V.V. sbuffa così forte che dentro al cranio sento la eco. «Sei tu!» Tomer non scappa urlando come una scimmia impazzita, non salta come un coniglio col singhiozzo e nemmeno cade a terra come un mucchio di stracci sporchi. Mi fissa curioso e immobile. Dopo qualche secondo comincio a sentirmi a disagio. Perdo sempre quando si gioca a chi ride prima e infatti, come al solito, mi scappa una risatella che si trasforma in una sghignazzata. Più cerco di rimandarla indietro e più forte esce. Mi volto dall’altra parte e lascio uscire tutte le risate che mi si sono accumulate tra le giunture, torno a guardare Tomer solo quando sono sicura di aver ridacchiato a sufficienza. «Sei tu, la morte schifosa.» Mi punta contro un dito e mi faccio indietro, neanche avesse sfoderato una spada laser. «Piano con le parole, ragazzino.» Lo dico e sbatto la falce a terra, qualche foglia dell’albero ci cade sulla testa in risposta. «Morte è il mio nome, ma non sono affatto schifosa. Sono inevitabile, però.» «Ti odio,» sputa Tomer con l’aria da assassino professionista. «Ciuffo era l’unico amico che avevo.» L’assassino si scioglie in un oceano di lacrime, di nuovo, finirà rinsecchito come una mummia se continua così. Di nuovo sento un pizzicorino dalle parti dei dotti lacrimali. «Dai, vieni qua, Tomer.» Torno a prendere la faccia e il corpo della bambina con le trecce e lo abbraccio. «Di Ciuffo è scomparsa solo la parte meno importante, sai. Ci sono ancora i ricordi, i sentimenti e tutto quello che ha fatto nella vita.» Tomer alza lo sguardo, tira su dal naso un paio di volte e poi se lo soffia nella mia cappa nera lasciando una scia viscida e fosforescente come se fosse passato un esercito di lumache. «Chi rimane ha il compito di non dimenticare, chi se ne va ha il compito di aver fatto del suo meglio fino al mio arrivo. Ognuno ha il proprio lavoro, vedi?» «Ciuffo era il cane migliore di tutti, veniva insieme a me da tutte le parti.» «Tutte tutte?» «Tutte.» «Anche in bagno?» «Anche in bagno.» Rabbrividisco: se potessi fare pipì non vorrei mai un cane che sta a guardarmi. Anche se devo ammettere che lo capisco Tomer, se V.V. scomparisse… «Smettila di fare il sentimentale. Scopri come è morto il cagnaccio e andiamocene a casa!» «Ascolta, Tomer, Ciuffo...» «Adesso sarò solo, tutto per colpa tua, Morte schifosa!» Mi viene un nervoso, ma un nervoso quando mi dicono schifosa, peggio che altre parolacce. Mi fa pensare al gelato sciolto, al catarro giallo e verde e alle guance rosate di un neonato. Rivoltante. «Sarò pure schifosa come dici tu, ma ci hai mai pensato che cosa succederebbe se io non lo fossi?» Tomer rimane perplesso e sembra pensarci per davvero. Passano i secondi e lui continua a scrutarmi come se all’improvviso dovesse uscirmi la risposta scritta in fronte. Spero che V.V. se ne stia buono e non faccia una delle sue scenette da divo. Come ti ho già detto, io al gioco di chi ride prima non me la cavo proprio e così ricomincio a ridacchiare. «Oh, insomma, non farmi ridere. Se io fossi carina e gentile finirebbe che tutti si butterebbero tra le mie braccia, persino tu.» Tomer si ritrae schifato, tenendo le mani in alto come se fossero piene di fango. «Esatto, non ti piace molto l’idea, eh?! Se io fossi fresca come il mare e divertente come il Luna Park, il mio lavoro diventerebbe facile come mangiare un pasticcio di ragni. E invece no, sono alta e invalicabile come l’Himalaya, creo problemi a tutti e me ne frego di quello che dice la gente. Non ascolto nessuno e vado avanti per la mia strada.» Questo, almeno, è quello che cerco di fare da qualche milione di anni. «Ma scusa, Morte, se non ti va di lavorare perché non la smetti? Non credo che qualcuno si lamenterebbe.» «Non ho sempre voglia di lavorare, figurati, qualche volta vorrei starmene per i fatti miei senza vedere nessuno. Una volta sono andata in vacanza, mi ero proprio rotta le scatole di farmi insultare, nessuno apprezza mai quello che faccio. Ogni tanto serve un piccolo complimentuccio, una rassicurazioncella, un incoraggiamentino, capisci?» Tomer fa su e giù con la testa e si spazza il naso con la sua di manica questa volta. «Sei andata al mare?» Annuisco. «Al Triangolo maledetto, ma è stato un vero casino.» Mi copro la bocca con la mano, non sono abituata a parlare con i bambini. «E gli uomini non erano contenti?» «All’inizio erano felicissimi, ma sai cosa succede se io non lavoro?» Tomer scuote la testa. Come potrebbe saperlo, l’ultima volta che sono stata in vacanza c’era ancora Tutankhamon! «Che la gente non si diverte più. Fare festa li annoiava perché nessuno più gli diceva che era ora di smettere.» «Non potresti far rivivere Ciuffo? Solo per questa volta, ti giuro che non ti chiederò mai più niente.» Sbuffo, sono proprio tutti uguali questi esseri umani, non importa nemmeno la misura: grandi o piccoli dicono tutti le stesse sciocchezze. «Insomma, Tomer, non hai capito niente della mia storia?» «Tu fai solo morire e non riporti in vita nessuno?» Il mento del bambino torna a tremare e i suoi occhi a riempirsi di lacrime trasparenti. «Lascia perdere, dai, vedrai che quando smetterai di piangere, ti ricorderai solo cose belle del tuo cane.» Tomer appoggia una mano a terra e poi una su di me. «Sei una Morte schifosa.» Mi spinge, cado e sbatto le ossa su una pietra appuntita. Ahio, che male. Intanto Tomer se la dà a gambe verso casa, neanche avesse la Morte alle calcagna. Non riesco a resistere e ridacchio di nuovo. Poi mi ricordo della tomba di Ciuffo. «Riposati cagnolone, me ne vado a casa a guardare Dark, me lo sono proprio meritato. Della tua morte fuori programma me ne occuperò domani.»
  17. Estelwen

    Onda d'Urto Edizioni

    Nome: Onda d'Urto Generi trattati: libri per bambini, narrativa, saggistica Modalità di invio dei manoscritti: http://ondadurtoedizioni.com/contatti/ (inviare un'e-mail all'indirizzo specificato per i manoscritti). Distribuzione: Libro Co. Italia s.r.l. Sito: http://ondadurtoedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/ondadurtoedizioni/?fref=ts Mi sono imbattuta in questa casa editrice a cui ho inviato il mio manoscritto stamattina (seguendo la procedura standard: opera completa, sinossi e biografia). Mi piacerebbe sapere se altre persone hanno avuto esperienze con essa o se qualcuno sa come opera.
  18. M.T.

    Il falco

    Titolo: Il falco Autore: Mirco Tondi Casa editrice: autopubblicato ISBN: 9788835371519 ASIN: B084RY4ZGY Data di pubblicazione (o di uscita): 12 febbraio 2020 Prezzo (della versione cartacea e/o digitale) : 2.99 E Genere: fantastico/favolistico Pagine: 103 Quarta di copertina. Un giorno, quattro bambini vanno in un bosco e per divertirsi si mettono a raccogliere uova dai nidi di uccelli; l’avvicinarsi di un temporale li fa correre a casa, abbandonando il bottino appena trovato. Quello che per loro è stato un semplice e innocuo passatempo, per le uova sta per diventare qualcosa di molto pericoloso: senza la protezione e il calore dei propri genitori i piccoli all’interno del guscio rischiano di non crescere e venire alla luce. Qualcuno però ha visto tutto e decide d’intervenire in loro aiuto: un falco, il più improbabile soccorritore tra gli uccelli, si prende cura di loro almeno fino a quando non ritroverà i genitori delle uova. Ma le sue ricerche non hanno successo e così non gli resta che continuare a occuparsi di loro. Il giorno della schiusa arriva e il falco si ritrova davanti sette piccoli, ognuno di una specie diversa. Tra peripezie varie, gag divertenti e momenti di riflessione, gli otto si ritroveranno ad affrontare quella piccola grande avventura che è il crescere. Opera corredata di fotografie. Link all'acquisto: Amazon Kobo A questa pagina è possibile scaricare un’anteprima dell’opera.
  19. Kikki

    Il bosco, il pazzo e il bradipo

    L’odore di terra è così intenso che mi sembra di avere la testa dentro un buco, le cicale friniscono furiose e il calore sulla pelle è pesante come un macigno. Oltre alle cicale non sento altro. Sono andati via. Apro gli occhi senza muovere un muscolo, sopra di me si apre un triangolo di cielo circondato dai rami scuri. Gli aghi di pino mi pungono la pelle attraverso il costume e la maglia di cotone. Fanno il solletico. Piego piano le dita delle mani e dei piedi, scricchiolano come vetri rotti, ma sembrano intere; mi rendo conto di aver perso le ciabatte. Giro la testa per cercarle, ma vedo le stelle dal dolore. Una guancia e le labbra pulsano bagnate come una lampadina in fin di vita. Non sono riuscito a difendermi nemmeno questa volta. Fra e Ste sono saliti dalla spiaggia correndo tra gli alberi. «L’ha ucciso il padre di Pietro,» ha detto Fra. «L’ha buttato in mare e quello è affogato.» «Affogato morto?» ha chiesto Stefano. «Conosci qualcuno affogato e vivo, scemo?» «Mica hanno trovato il corpo». «Lo sta cercando tutta l’isola, ma lo troveremo prima noi, e manderemo Michele in prigione!» risponde Fra. Mi ha tradito la maglia rossa che avevo infilato in cintura. Nascosto sotto il corbezzolo li ho guardati aggirarsi alla ricerca di qualcosa. Hanno trovato me, pietrificato tra le foglie e con il cuore che batteva tanto forte da farmi scorrere litri di sudore ghiacciato sotto le ascelle. Nel tempo di un sogghigno mi hanno portato via la maglia. Quando ho tirato su i pugni hanno riso più forte e mi sono venuti addosso. Non c’era bisogno di picchiarmi in due, mi avrebbe atterrato anche uno solo; perché sono grasso, sono un ciccione schifoso e lento. Un bradipo ciccione, dice Fra. Mi alzo a sedere lento come il nonno e gli aghi mi infilzano come fossi su un filo spinato. Alzati, Pietro. Lo ripeto mille volte in testa finché la voce mi esce in un sussurro che diventa un grido. Ma non ci riesco. Tanto, a cosa servirebbe? L’unica cosa che prova che mio padre non è un assassino è perduta e i bradipi ciccioni non recuperano ciò che gli viene rubato perché sono dei buoni a nulla. Piango forte, la ciccia trema e le lacrime si confondono con il sudore. Papà verrà buttato in prigione, se avessi portato la maglia questa volta mi avrebbe detto bravo. Torno a sentire le grida di papà, rivedo la sagoma lunga e nera che si butta in mare dalla barca di Stelio, si avvicina con poche bracciate a quella di papà e cerca di salire. La barca si inclina verso l’acqua, papà barcolla, la sagoma diventa un mezzobusto coperto da una maglia rossa con un surfista bianco mentre cerca di issarsi a bordo. Papà si raddrizza e stacca con forza le mani della sagoma dal bordo della barca. La sagoma sparisce sott’acqua, riemerge e urla che papà lo ha ucciso, poi scompare a nuoto oltre l’imboccatura del porto. Mio padre non è una persona gentile, fa piangere spesso mamma e me. Ieri sera, quando ha sbattuto la porta di casa, sono andato a consolare mamma che singhiozzava piano rannicchiata nell’angolo dove finisce ogni litigata. Ma lei mi ha dato uno schiaffo, così ho sbattuto la porta anche io. Quando sono arrivato al porto, papà era già sulla Nina pronto per uscire a pescare, ho sentito che urlava qualcosa a un tizio sulla barca di Stelio, ma che non era lui. Troppo alto e magro, troppi capelli e vestito da giovane. Tiro giù la maglia che la mia pancia sporgente spinge su. Non l’ha ucciso, ma quello è scomparso, mio padre è l’ultimo ad averlo visto e Fra dice a tutti che è un assassino. Mi lascio cadere all’indietro e una pietra mi graffia la schiena: se potessi trovare quel ragazzo prima degli altri. C’è profumo di resina appiccicosa e di terra secca e calda. Alla fine mi decido, anche i bradipi si muovono, e anche i ciccioni. Scendo verso la spiaggia tagliando tra gli alberi; di cosa ha bisogno uno che esce dal mare dopo aver nuotato tanto? Ma poi, come si fa a sapere che ha nuotato tanto? Io avrei sete da morire, fame di sicuro, e sonno. Dove andrei se fossi uno straniero che conosce poco l’isola? Il bosco di solito mi protegge, mi nasconde, invece oggi gli alberi scricchiolano come se volessero segnalare la mia presenza a qualcuno; si sta alzando il vento. Mi guardo in giro cercando di ignorare le grida del legno. Se il ragazzo ha continuato a nuotare nella direzione in cui l’ho visto andare, potrebbe essere arrivato alla spiaggia qui sotto. Come si scompare in un’isola piccola come la nostra? Una nuvola cancella il sole e abbassa la luce, l’aria diventa pesante di umidità trattenuta, le cicale ammutoliscono come se fossero morte tutte nello stesso istante. È tutto silenzioso e immobile. Mi chiedo se quel tizio sia affogato come dice Fra. Com’è un morto affogato? Com’è un morto in generale? «Se è affogato non può essere nel bosco!» Lo ripeto mentre muovo i piedi piano per non far scricchiolare niente, lo sguardo che corre di qua e di là; le cicale ripartono tutte insieme e mi sparano il cuore nello stomaco e poi dritto nelle orecchie. Il sole ancora non si vede e l’aria mi si appiccica alla pelle come miele. Se il ragazzo è uscito dal mare è passato per forza dal bosco. Sudo così tanto che sono bagnato come se avessi nuotato vestito. Mi appoggio a ogni albero ala ricerca di fiato, poco dopo ho le mani impastate di resina e corteccia; mi fermo per spazzarmele sui pantaloncini e la vedo. La casa dei tedeschi! Ecco dove potrebbe essersi nascosto. La casa è vuota quest’anno. I tedeschi di solito arrivano in primavera e ripartono a Natale, non parlano con nessuno e non sorridono mai, stanno sempre chiusi nella loro proprietà, nessuno li conosce davvero. Si dice che lei sia una pittrice pazza e che abbiano una cantina strapiena di tesori nazisti. È deciso. La casa: è a pochi metri dalla spiaggia, ma ancora in mezzo al bosco. Se non fosse per i tedeschi sarebbe la casa dei miei sogni. In quel momento sento delle voci provenire dal mare, mi piego e mi nascondo dietro al corbezzolo. «Se quello ha nuotato tutta la notte deve essere qui per forza,» sta gridando Fre. «Vai a guardare nella grotta.» «Tu dove vai?» «Controllo di nuovo la spiaggia.» «La spiaggia è vuota si vede benissimo anche da qua.» «Vacci tu nella grotta, la spiaggia la controllo io.» «hai paura?!» «Ce l’hai tu paura, scemo, se no ci andavi subito nella grotta.» «E allora ci vado, sai che ci vuole.» Non ci avevo nemmeno pensato alla grotta. Ma se uno esce dal mare tutto bagnato, stanco, con sete, fame e sonno, dove va? In una grotta o in una casa disabitata? Gli altri gironzolano per la spiaggia, Fra è scomparso dietro gli alberi, sicuro che è già entrato perché Stefano si butta in mare. Mi giro e cammino veloce verso il muro di pietra della casa, mi arriva al petto. Mi arrampico e lo scavalco e giuro che inizierò a fare ginnastica. Mi asciugo il sudore dalla faccia e corro verso la casa senza pensarci. Se ci penso torno indietro. Mi attacco alla parete sotto il terrazzo e guardo verso l’alto. Le cicale si azzittiscono di nuovo e il mio cuore le segue, ripartono loro e riparte pure lui. Qualcosa scivola freddo sui miei piedi. Volto lo sguardo verso il basso con lentezza. Il rubinetto del giardino sgocciola, è stato chiuso male. Butto un’occhiata alla spiaggia; Ste galleggia ancora facendo il morto. Di Fra non c’è traccia, cosa sta facendo tutto questo tempo dentro una caverna grande come camera mia? Mi stacco dal muro, mi infilo tra le piante della recinzione e guardo giù. Fra corre fuori dalla grotta. Dalla paura cado a sedere per terra. «Vieni a vedere, scemo fifone!» Mi tiro su in fretta e seguo i gesti del suo braccio per chiamare il suo amico che scatta come al solito quando lui chiama. Buttati e quello si butta. «Scemo,» sussurro. Ma lo so che mi butterei anche io. Non devono trovarlo prima di me. Mi ripeto che il tizio non ha motivo di essere nella grotta, e se Fra avesse trovato il… corpo? Però, vivo o morto, l’avrebbe visto subito, non ci avrebbe messo tanto. Lascio il riparo delle piante mentre Ste corre verso la grotta e Fra sembra ancora più alto sullo sfondo nero dell’entrata. Ste si ferma e scruta da questa parte. Non può vedermi, mi dico, le piante e il muretto sono troppo alti, se vede qualcosa è solo una testa, non può riconoscermi da lì. Si stanca e raggiunge Fra, scompaiono insieme dentro la grotta. Corro sul retro della casa da dove partono le scale e salgo sul terrazzo. Un ragazzo nudo e magro come uno stecco è sdraiato a terra con la faccia verso il muro. Gli vedo le ossa che sembrano voler bucare la pelle; ha i capelli scuri e ricci aggrovigliati e pieni di alghe. I piedi e le gambe sono rigati di sangue secco dai tanti tagli che gli vedo ovunque. È vivo o dorme? Immagino dovrei avvicinarmi per scoprirlo. È lui per forza, avevo ragione quindi, chi altro dormirebbe nudo in una casa disabitata se non un pazzo che tutti danno per morto? Lancio un’occhiata veloce verso la spiaggia ancora deserta, tenetevela pure la maglia, penso con un brivido di emozione. Come lo trasporto in paese? Per un momento mi vedo a trascinarlo su per il bosco fino alle case, la gente esce nelle strade e tutti mi applaudiscono; Fra e Ste sono in un angolo a rodersi il fegato e a incolparsi l’un l’altro; mio padre viene verso di me sorridendo e tiene mamma per mano... «Chi sei?» Sobbalzo dallo spavento. Il tizio si è girato verso di me e mi guarda. La bocca mi si è seccata così tanto che fatico a staccare la lingua dal palato. «Pietro.» Vorrei avvicinarmi, ma ho le gambe pesanti come tronchi e i piedi hanno infilato le radici tra le piastrelle del terrazzo. «Vai a casa, Pietro.» Il tizio si mette seduto a fatica, infila una mano nel cespuglio che ha sulla testa e gratta, lento e ritmico. Poi passa alle braccia, con movimenti che ti fanno pensare possa fermarsi da un momento all’altro. Stacco un piede dal pavimento tirando con tutto me stesso, stacco anche l’altro e mi avvicino di mezzo centimetro al naufrago, scomparso, pazzo e non cadavere. «Come ti chiami?» Non mi guarda e continua a grattare, non riesco a scollare gli occhi da quelle unghie che scavano righe rosse. «Giorgio.» «Tutti pensano che mio padre ti abbia ucciso, devi venire in paese e dire che lui non ha fatto niente di male.» Giorgio continua a grattarsi scrutando la sua pelle come se cercasse qualcosa, mi sporgo per vedere meglio, ma non c’è niente. «Stai male? Ti serve un dottore?» Giorgio apre le gambe, nudo com’è, e gratta. Guardo da un’altra parte e poi di nuovo lì e poi gli alberi. «Ti posso aiutare, chiamo il dottore.» Tiro fuori il cellulare dalla tasca del costume e sblocco lo schermo. Giorgio alza la testa di scatto e in un istante è in piedi, alto e secco come un albero morto, una cortina di capelli e alghe gli nascondono il viso. Si butta su di me, non sono sicuro se cado perché mi spinge o solo dalla paura improvvisa che mi chiude la gola e non mi lascia gridare. Mi sorpassa correndo e zoppicando allo stesso tempo e scompare giù per le scale. Mi sollevo stringendo il telefono e scatto due fotografie di un uomo nudo che scompare tra gli alberi. Ce l’ho fatta, penso ansimando. Dovranno bastare.
  20. Kikki

    Favole e miti di Alonnisos di Erika Casali

    Titolo: Favole e miti di Alonnisos Autore: Athanasios Pappos ed Erika Casali Collana: Infanzia e apprendimento Casa editrice: WriteUp Site ISBN: 9788885629196 Data di pubblicazione (o di uscita): 1 maggio 2020 Prezzo: cartaceo 16,00 Genere: fiabe Pagine: 144 Quarta di copertina o estratto del libro: C’era una volta Iannakis, l’eroe greco per eccellenza: povero, buono, ingenuo e pieno di risorse, conquista re e principesse, sconfigge draghi e affronta prove sovrumane per trarre in salvo la Bellissima. E poi Maro, Pastadimandorle, i kalikatzari, il battibastone e i dodici mesi. Cani, gatti, capre, maiali e addirittura galline e formiche rivelano un’identità diversa da quella che conosciamo, unendo la magia alla saggezza. Come un novello Calvino alle prese con le Fiabe italiane, Pappos ha per anni raccolto dalla viva voce degli anziani della splendida Alonnisos le favole più antiche, a volte varianti spettacolari e inconsuete di tradizioni più famose, a volte versioni uniche e splendenti proprie dell’isola. Eppure, tutte simili nell’accompagnarci all’anelato "E vissero felici e contenti". Link all'acquisto: Link amazon per l'acquisto Link ibs per l'acquisto
  21. Kikki

    Notes Edizioni

    Nome: Notes Edizioni Generi trattati: ragazzi, bambini, saggi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.notesedizioni.it/it/node/152 Distribuzione: non specificato Sito: http://www.notesedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/notesedizioni/
  22. caosinme

    Giacomo Leopardi - L' infinito

    Non sapevo che Tag mettere quindi ho messo "Letteratura per reagazzi". Comunque... Buongiorno a tutti. A giugno dovrò portare 20 testi di letteratura italiana all' esame liceale. Uno di questi è L' infinito di Leopardi. Siccome è un testo brevissimo e io devo parlarne per 15 minuti filati .... sono venuto a chiedere aiuto per chiedere qualche analisi e commento oltre quei soliti che girano sul web. Non saprei... qualche comparazione con qualche altro testo, qualche analisi su aspetti formali o contenutistici. So che c'è molto da dire, ma per adesso non sfioro neanche i 10 minuti.
  23. Kasimiro

    La puntura

    «Ho paura della puntura». «Non sentirà nulla». «Ho paura della puntura». «Si stenda e chiuda gli occhi». «Ho paura della puntura». «Fatta». «Ho paura della puntura». «Arrivederci». «Come?» «Può andare. Visto? Non se n'è neanche accorto». «Me ne sono accorto eccome!» «Mi dica allora, dove l'ho fatta». «Che domanda! Con i pantaloni abbassati, dove vuole che me l'abbia fatta?» «A volte l'apparenza inganna». «Non scherziamo». «Già». «Quindi? L'ha fatta lì?» «Verifichi da solo». «E come faccio? Ho anche il torcicollo». «Si faccia fare la foto di un primo piano». «Eh sì, e da chi? Aspetti, potrei uscire in strada e al primo passante tirare giù le braghe e dirgli: Scusi? Potrebbe verificare che ci sia un puntino rosso sul sedere, indice di un'iniezione che il dottore dice di non averla fatta in quel punto, mentre io sostengo il contrario perché ho avvertito un dolore crescente mentre sentivo penetrarmi il liquido di quel cavolo di vaccino?» «Bene, mi faccia sapere come va a finire». «Io non me ne vado finché non mi dice dove ha fatto la puntura, anche se sono convinto che me l'ha fatta sul sedere». «Guardi che i vaccini sul gluteo non si fanno neanche ai bambini». «Allora perché mi ha fatto tirare giù i pantaloni?» «Per distrarla, era così terrorizzato che se le dicevo che la facevo nel braccio, lo avrebbe irrigidito come un pezzo di legno, con la certezza di spezzare l'ago». «Infatti! È stato il mio secondo sospetto. Ecco cos'era quel male al lato destro». «Peccato che l'ho fatta al sinistro». «Perché devo subire questo martirio, io neanche ci voglio andare in India: non sopporto il curry. Sarei andato in un placido laghetto in Svizzera». «Chi la obbliga?» «Indovini...» «Per oggi abbiamo finito». «Per oggi?» «Dovrà fare un richiamo fra qualche mese». «Cioè?» «Qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto poco fa». «È proprio necessario?» «Se non lo farà, renderà vana questa iniezione». «Ma se parto fra 15 giorni, vuol dire che non avrà effetto finché non si farà il richiamo?» «L'effetto ce l'ha, ma non è duraturo». “Non importa. Non credo che tornerò più in certi posti.” «Ho sentito altri dire così, poi, dopo il primo viaggio non hanno più smesso». «Devo confidarle che non è il curry, ma un'angoscia e un disagio insopportabile che potrei avere di fronte a uno storpio, un lebbroso, un moribondo. Già mi turba un mendicante al semaforo. Vederne a migliaia tutti insieme, temo di non poter reggere a l'impatto emotivo». «Una volta che sarà lì, le apparirà tutto normale, come vedere un cane a passeggio, o le persone in fila alla cassa di un centro commerciale». «Ho dei dubbi». «Ci sono passato anch'io... dall'India». «Com'era?» «Difficile descriverla con poche parole, le dico solo che ci sono rimasto un po' di più delle due settimane previste». «Perché?» «Festa ogni giorno, giornate senza tempo, il fascino per la meditazione, lo yoga, il the...le solite cose che si fanno da giovani». «Le solite cose? A me non sarebbero mai venute in mente». «Capisco, alcune stagioni passano e non ritornano. Perché ha così paura delle punture?» «Per anni, da piccolo, ne ho subito il dolore, che si perpetrava una volta a settimana. Una polverina bianca che veniva sciolta e iniettata da una antipatica anziana vicina di casa». «La vecchia cara penicillina. La scoperta che ha cambiato il mondo, nata per caso da una muffa. Un antibiotico sempre efficace, naturale, senza un gran effetto collaterale». «E il dolore? Aggiunto al trauma psicologico di un bambino, che se lo deve trascinare per tutta la vita?» «Già, ma questo non è contemplato dalla medicina, almeno da quella occidentale». «Mi davano ogni volta una macchinina, il mio giocattolo preferito, per convincermi tra le lacrime a farmi bucare il sedere. Piccoli modellini in metallo che facevo correre per tutta la casa prima di essere infilati in due sacchi di juta e finire a un mercatino di solidarietà». «Suppongo che il suo sogno non sia stato quello di fare l'anestesista». «Supponga pure... però ho fatto qualcosa che non avrei mai immaginato. Ripensandoci, non so dove abbia trovato il coraggio». «Sono a tutto orecchi». «Durante una vacanza in una località montana, incontrai un gatto magrissimo, con gli occhi incrostati e quasi chiusi, un pessimo segnale. Stava seduto in attesa dell'ormai vicino momento del trapasso, sereno. Non mangiava e non beveva. Lo presi in braccio, era pelle e ossa e lo portai dal primo veterinario possibile, a più di un'ora di macchina, oltre alla mezz'ora a piedi per raggiungere l'auto. Il medico sospettò una grave forma di gastroenterite, molto pericolosa. Fece subito una quantità massiccia di antibiotico, avvertendomi che poteva non superare la notte. Mi diede un'altra dose, proponendomi, nel caso di buona sorte, di farla io il giorno dopo, visti i suoi numerosi impegni, insieme a razioni di vitamine e flebo; il tutto tramite iniezione. Mi illustrò il gesto da compiere mentre angosciato e con gli occhi sbarrati osservavo. Un'azione decisa, senza esitazione: tirare la pelle in fuori, infilare l'ago, dopo averne fatto fuoriuscire un po' di liquido e iniettare con moderata, costante spinta del pollice, tutto il liquido all'interno del corpo. L'indomani, dopo averlo vegliato tutta notte, il gatto, anzi la gatta, era ancora viva. Preparai tutto l'occorrente: siringhe, flaconi, disinfettante, su un panno, come fossimo in una sala operatoria; sudavo freddo mentre con la siringa in mano mi accingevo all'operazione. Sollevai una parte della pelle e tentai di infilzare l'ago...ma con la delicatezza di una carezza: non entrò neanche di un millimetro. “Non ce la posso fare; sì che ce la puoi fare” mi suggeriva una voce da dentro. Riprovai senza pensarci e zac: l'ago penetrò perfettamente superando con una lieve resistenza lo strato di pelle e scivolando dolcemente nella zona sottocutanea. Il liquido che penetrava fu come una liberazione. Quella puntura è stata la prova più dura della mia vita, fino ad allora. La gatta, giorno dopo giorno, riprendeva forza. Ora vive felice nel giardino di casa». «Che strano, qualcosa di simile mi è successo con i bambini di Kolkata: riacciuffati prima della fine di quella notte che ha descritto, ma in molti, si sono fermati lì». «Che posto è Kolkata?» «Forse al mondo è più conosciuta con il nome anglicizzato di Calcutta, che ha deciso di riprendersi l'appellativo nella lingua locale bengalese. Anch'io ero in vacanza... il problema è che ero anche fresco di laurea in medicina. E se ne aiuti uno, te ne ritrovi dieci; se ne aiuti dieci, ne arrivano cento...caso o destino?» «Forse tutti e due». «Già, come quella ragazzina, figlia di manovali, che un'estate andò a fare un corso d'inglese a Cambridge; conobbe un ragazzo in un pub, all'insaputa della sua vera identità; qualche tempo dopo si ritrovò sposa in India, che non lascerà più, in un matrimonio da Mille e una Notte con il figlio del primo ministro. Divenne poi, una delle donne più influenti del mondo». «Che storia è?» «Quando ritorna gliela racconto». «Ci penserò». «Ha tutto il tempo. E se non la rivedrò, potrebbe venirmi qualche sospetto...buon viaggio»
  24. ElleryQ

    Lisciani

    Nome: Lisciani Libri Catalogo: https://www.liscianilibri.com/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.liscianilibri.com/contatti/ davide.dilodovico@educationalgroup.it (invio diretto al direttore editoriale) Distribuzione:ALI Sito: https://www.liscianilibri.com/ Facebook: https://www.facebook.com/LiscianiLibri/ Lisciani Group nasce in seguito alla separazione da Giunti ("Giunti & Lisciani") a inizio anni '90. Con 40 anni complessivi di esperienza nel campo dei giochi e della didattica, ha di recente inaugurato una sezione narrativa, divenuta autonoma anche sul piano amministrativo: "Lisciani Libri". Le collane di narrativa sono dirette da Davide Di Lodovico, quella di graphic novel da Giuseppe Guida. La distribuzione è molto estesa e include, oltre alle librerie, supermercati e Autogrill (o Sarni).
  25. dfense

    Edizioni il viandante

    Nome: Edizioni il viandante Generi trattati: Narrativa, narrativa per bambini, saggistica, poesia, gialli. Modalità di invio dei manoscritti: tramite form https://www.edizioniilviandante.it/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libri&co.* Sito: https://www.edizioniilviandante.it Facebook: https://www.facebook.com/viandante12/
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