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  1. taxidriver

    Edizioni Jolly Roger

    Nome: Edizioni Jolly Roger Generi trattati: Tutti Modalità di invio dei manoscritti: https://info9377839.wixsite.com/jollyroger/invio-manoscritti Distribuzione: LibroCo Sito: http://www.edizionijollyroger.it/ Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniJollyRoger/ Coloro che gli hanno dato vita sono gli stessi de La Signoria editore. Il progetto editoriale sembra il medesimo (sito quasi identico, stesse collane, stessa grafica). Sono stato in contatto con loro per qualche settimana, il mio romanzo era stato da loro selezionato con il precedente marchio editoriale, poi non se n'è più fatto niente. Loro sono migrati verso questo nuovo progetto e io ho trovato un altro editore.
  2. Nemi

    Oltre Umano

    Immagine di copertina: Titolo: Oltre Umano Autore: Ida Auletta Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 979-8680493496 Data di uscita: 29/08/2020 Prezzo: 19€ (versione cartacea) / 4,27€ (versione ebook) GRATUITO (se iscritti a Kindle Unlimited e dal 1 Settembre al 5 settembre in qualsiasi caso) Genere: Dark Fantasy Pagine: 370 formato stampa Quarta di copertina: Le persone comuni non lo sanno, possono immaginarlo, qualcuna riesce ad intuirlo ma non hanno idea che tra loro esistono entità soprannaturali perfettamente integrate in società, come Ethan Marsh, Sharyl Arhen, Kurt Sanders, Jimmy Woodrow. Le loro vite, per quanto straordinari siano i loro poteri, non sono così dissimili da quelle dei tradizionali esseri viventi. Amore e odio determinano la loro esistenza esattamente come il bene ed il male determinano l'esistenza della vita sulla terra ed in ogni altra dimensione ultraterrena. Ma cosa succede quando un demone si innamora di una delle creature, a suo dire, più inutili del creato? Quando Ethan scopre di provare dei sentimenti particolari nei riguardi di Sharyl perfino Caos in persona ritiene opportuno disciplinare il proprio figlio infliggendogli la punizione peggiore che un demone possa ricevere. Eppure qualcosa di più forte del destino si adopera per stravolgere le esistenze di Ethan e Sharyl, al punto da ritenere necessario l'intervento di Kurt, l'angelo, e l'aiuto di Sydne la strega, perchè quando due creature sono destinate a stare insieme, in un luogo o in un altro, in un modo o nell'altro, forse lo saranno a prescindere da tutto. Link all'acquisto: trovate QUI sia il formato ebook che cartaceo
  3. Dhana

    Il bivio

    Spero che il commento sopra sia adeguato per questo post. Per la prima volta posto il frammento di una storia che si preannuncia molto lunga. Ce l'ho già in mente da tempo e ho fatto già uno schema relativamente preciso, devo solo trovare il coraggio di metterla per iscritto, superando la paura di non essere capace. Perché finché tutto rimane vago, nella mente, sognare è ancora possibile. E' quando ci si mette in gioco che si rischia il fallimento. Sperando che vi piaccia, vi sottopongo questo pezzettino. Accetto ovviamente critiche costruttive e sono pronta a cambiare, perché trovo il mio stile troppo "da GDR" e su un racconto/romanzo mi piace poco. Mi serve quindi un parere esterno. In realtà poco fa ho dovuto accorciarlo per farlo rientrare nei 3500 caratteri, ma non me la sentivo di postarlo in "racconti" perché, alla fine, è solo un frammento. Se vi sembra "velocizzato", il motivo è quello. ... Sotto un cielo che minacciava pioggia, con gli alti alberi scossi da un vento forte, Vanessa sentiva le gambe che bruciavano sempre di più per sforzo e una fitta lancinante al fianco le tagliò il respiro. Fu costretta a fermarsi mentre il fiato si affannava incerto, condensandosi in bianche nuvolette che si disfacevano rapide. Con una smorfia di dolore e un gemito soffocato, rimase sul ciglio erboso al confine con il sentiero, aguzzando la vista, continuando ad ansimare. Nella loro folle corsa verso la salvezza, gli altri l'avevano distanziata di molto. La ragazza si voltò di scatto e cercò di scorgere, attraverso la confusa massa corvina sparsa sul volto, la cosa che li stava inseguendo. Non c'era nessuno. Assottigliò di nuovo lo sguardo verso la stradina, le gambe e i piedi doloranti che ora sembravano vincolati al terreno da un inconscio più deciso della razionalità, oltre che dalla spossatezza. E rimase lì, come sul bordo di uno strapiombo dentro cui la ragione rischiava di precipitare. "Ma voglio davvero tornare?" si domandò. Tutti i suoi pensieri, i sentimenti e il continuo rimuginare di quei giorni si erano infine coagulati in quell'istante. E aveva capito che la realtà era quella. E con la stessa certezza, comprendeva che era sbagliato. Come si poteva non voler tornare nel proprio mondo, dai propri cari, nella propria casa? -Perché quello non é il mio mondo". Era come se qualcun altro parlasse con la propria voce. Ma con un tono freddo, cinico e deciso che non le apparteneva e che la spiazzó, nell'immediatezza e nel significato. Aveva desiderato tanto l'appartamento al terzo piano come simbolo di un'indipendenza a lungo anelata e ora si chiedeva se fosse mai stata davvero felice. E adesso che aveva l'occasione di un'altra vita, di quella vita, sapeva che non poteva rinunciarvi. Anche se andava contro il senso e gli ideali comuni. "Si può essere felici facendo la cosa sbagliata?" Il significato di quella rivelazione la colpí come uno schiaffo, mentre sentiva una spiacevole ombra insinuarsi nel cuore e oltrepassarne i teneri confini. Il suono fragoroso di un tuono la scosse. Spostó lo sguardo verso il punto in cui erano scomparsi i suoi amici. O quelli che la propria ingenuità aveva reputato tali. Nessuno si era accorto di lei, nessuno era tornato indietro a cercarla e a vedere cosa fosse successo. Sbuffó e con una certa delicatezza, dettata più dall'abitudine che dalla necessità, si riaffacció la solita vocina mentale, quella che giustificava sempre le azioni di tutti. "Erano troppo impegnati a scappare, avevano paura e vogliono tornare a casa." L'Ombra si agitò, aguzza e insinuante. E spinta da una forza ancora a lei sconosciuta, la spinse ad allontanare quel pensiero accomodante come si scaccia una zanzara che ronza all'orecchio. Perché avrebbe dovuto di nuovo adeguarsi agli altri? "E perché mai gli altri non potrebbero adeguarsi a me, tanto per cambiare?" Infilò la mano in tasca e stritolò le curve levigate del medaglione, le sopracciglia aggrottate con forza sotto la fronte. Davanti a sé aveva una strada segnata da orme confuse, che invitava al ritorno alla normalità e ai problemi di tutti i giorni, sorretti, nonostante tutto, da comode infrastrutture. Al mondo ordinario. "Ma ingiusto, così ingiusto!" Scosse la testa mentre l'idea prendeva forma nella sua mente. "Tanto, a nessuno importa di me". E prima di darsi il tempo di pensare che forse non era così, giró sui tacchi e imboccó il sentiero opposto, rientrando nel folto e confortante abbraccio del bosco.
  4. CorvoRosso

    Voodoo - Andrea Zanotti

    Immagine di copertina: Titolo: Voodoo Autore: Andrea Zanotti Casa editrice: Dark Zone Edizioni ISBN: B08DBSW37P Data di pubblicazione: 19 Luglio 2020 Prezzo: versione digitale Euro 2,99 - cartacea 14,99 Euro Genere: Weird Pagine: 165 Quarta di copertina o estratto del libro: Come ci è finito in quel saloon, e perché quel bruto col cappellaccio da cowboy lo sta aggredendo? Davide non ricorda nulla, né ha il tempo per rifletterci. Certo il cielo grigio nel quale brillano costellazioni rosse sangue non promette nulla di buono. Possibile che quel luogo alieno sia realmente l’oltretomba, un dannato purgatorio-western, così come gli vogliono far credere i bizzarri componenti del gruppo capeggiato dallo stregone voodoo che lo salvano dalle grinfie del suo aguzzino? Un macumbeiro al soldo di un Dio avvolto dall’anonimato, che gli promette, niente meno, di poter tornare alla sua vecchia vita e dai propri cari. Ogni atto magico però necessita di adeguate offerte di sangue, e Davide lo scoprirà a proprie spese, trovandosi innanzi a scelte che determineranno il futuro della sua stessa anima. Link all'acquisto: https://amzn.to/3hZNjRG
  5. Ospite

    Dark Zone

    Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co di Firenze (accordo con Mondadori per distribuzione sul sito Mondadori Book); accordo con Star Shop per fumetti e albi illustrati Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo
  6. Simo91

    James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia

    Titolo: James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia Autore: Simone Chialchia Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-8832144444 Data di pubblicazione: Marzo 2020 Prezzo formato cartaceo: € 15,90 Genere: Fantasy Pagine: 482 Link all'acquisto https://jamesbiancospino.com/ Quarta di Copertina Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell'eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l'epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell'arcano potere nascosto nell'ardesia, l'unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.
  7. CorvoRosso

    Dracophobia - Andrea Zanotti

    Titolo: Dracophobia Autore: Andrea Zanotti Collana: Aurendor Casa editrice: Plesio Editore ISBN: 9788898585892 Data di pubblicazione (o di uscita): 01 Luglio 2020 Prezzo: cartaceo 13 Euro Genere: Fantasy Pagine: 230 Quarta di copertina o estratto del libro: I draghi sono impazziti. Da custodi della Natura e della saggezza sono divenuti belve assassine, mosse da appetiti smodati. Hanno banchettato col mondo sino a svuotarlo. Solo i clan dei nani sopravvivono, conducendo un’esistenza tormentata nelle miniere, lontani dal calore del sole e prede della dracophobia. È in questo clima di terrore che la principessa Tormento dei Draghi comanda spericolate razzie nel sopra-mondo, mentre il fratello Nurin parte per un viaggio alla ricerca degli Dei del loro popolo. Un viaggio che lo condurrà negli abissi della terra e in quelli della sua anima. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/gp/product/8898585896/ref=as_li_qf_asin_il_tl?ie=UTF8&tag=wwwscrittorin-21&creative=21718&linkCode=as2&creativeASIN=8898585896&linkId=8bf58a0980a80070744507745a53b412
  8. Francesca Maria Pagano

    WriteUp Site

    Nome: WriteUp Site Generi trattati: narrativa non di genere, romanzo di formazione, saggio, fantasy, manuale, letteratura per ragazzi, cucina, autoproduzione Modalità di invio dei manoscritti: https://www.writeupbooks.com/pubblica-con-noi/ Distribuzione: fornitura diretta alle librerie Sito: https://www.writeupbooks.com/ Facebook: https://www.facebook.com/writeupsite/
  9. Luciano Adonia

    Nemeton

    I tabulati erano tutti negativi tranne per l’ultimo; segnalava una pulsazione anomala che sembrava arrivare non da chissà quale lontana galassia, ma da Saturno, e per un astronomo era come dire dal panettiere sotto casa. ‘Vediamo meglio’pensò, accorgendosi che la pulsazione era durata qualche secondo, esattamente dodici secondi, e che il suo epicentro in questo lasso di tempo si era spostato da Saturno, in direzione della Terra, per poi scomparire su di essa. Ebbe un leggero tremolio, chiamò altri quattro osservatori per la conferma del segnale e trovò anch’essi nel medesimo stato di agitazione per l'analogo motivo, a cui egli stesso diede riconferma. Ma non era finita lì. Per fatalità tutti e quattro stavano per chiamarlo in quanto, dai rilevamenti trigonometrici effettuati, il segnale era scomparso nelle vicinanze dell’osservatorio di Mitridate. Tutti gli chiesero se avesse avvertito qualche impatto o esplosione nelle adiacenze e contemporaneamente di andare a verificare il fenomeno, presumibilmente la caduta di qualche piccolo meteorite anomalo, allertando le autorità locali; cosa che egli fece immediatamente, trasmettendo i dati relativi. La Prefettura competente mise in allerta un vicino comando militare di fanteria, a cui erano affidati incarichi di protezione civile. Nel pomeriggio, giunse sul posto un plotone di soldati comandati da un vecchio capitano il quale palesava chiaramente di aver voglia solo di sbrigare in fretta questa seccatura e tornarsene al suo tran tran quotidiano. Una quarantina di uomini, equipaggiati con dei rilevatori, cominciarono a setacciare, per un raggio di venti chilometri, la campagna ed i boschi intorno alla sua struttura. A fine giornata il rapporto rivelò che non era presente alcun oggetto anomalo, con un’unica eccezione, la presenza di un livello di elettricità statica superiore alla norma, in una vicina zona boschiva. Mitridate, per scrupolo si fece indicare su di una mappa fisica il sito e si promise di andarci il giorno dopo. Così fu avvertita la direzione del complesso astronomico nazionale che si sarebbe preso una mezza giornata di permesso, si avviò di buon passo verso il luogo in esame. Dovette affidarsi al suo senso di orientamento e ad un provvidenziale sentiero boschivo. Gli ci volle circa un'ora e mezzo per giungere sul posto, notando che si trattava di un piccolo avvallamento conico a radura, in mezzo al fitto bosco, di forma quasi perfettamente circolare. ‘Strano,’ pensò, ma poi il suo sospetto trovò una conferma: la radura era probabilmente di origine artificiale, ai bordi della stessa, quasi a definirne esattamente il diametro, completamente coperti dai rovi ed altri rampicanti, erano presenti due menhir. Perciò si trovava di fronte ad un vecchio sito druido e, mentre fantasticava su possibili relazioni tra la latente elettricità statica ed il sito archeologico, sentì una pressione sulla schiena unitamente ad una voce adirata, che nel dialetto francese del luogo urlava: “Adesso basta, non voglio esaltati sulla mia terra.” Mitridate aveva fatto il servizio militare e sapeva riconoscere la pressione della canna di un fucile sul corpo anche se si trattava di una doppietta, magari caricata a pallettoni da lupo, come si usava in quei luoghi. Alzò istintivamente le mani e, sforzandosi di rimanere calmo, tentò di replicare: “Attento con quel fucile e guardatemi in faccia almeno, magari mi conoscete.” La frase fece effetto, l’astronomo sentì che aveva creato dell’incertezza nell’uomo ed insistette su questo tasto: “Ormai sono cinque anni che vivo qui, forse mi avete visto in paese.” La risposta non si fece attendere e fu un sollievo sentire che giungeva assieme all’abbassarsi dell’arma; una scarica di pallettoni a bruciapelo sulla schiena, magari accidentale, lo avrebbe spaccato in due, altro che speranze di contatti extraterrestri. “Ma, ma, voi siete il professore, quello che un giorno sposerà Ivette.” La frase, da un lato gli fece capire che il pericolo immediato era passato, ma dall’altro gli apriva dei dubbi atroci su ciò che Ivette andava raccontando. Comunque per il momento la situazione di crisi era risolta. “Posso voltarmi?” chiese. “Sì, sì, scusate professore, ma ieri tutti quei soldati che andavano avanti e indietro, cercando chissà cosa mi hanno fatto imbestialire. Pensate che mi hanno rovinato mezzo vigneto rovistando con i bastoni e quando ho sentito che cercavano un possibile UFO temevo che dopo di loro sarebbero arrivati sulla mia terra un mucchio di spostati. A proposito...lei cosa fa qui professore?” ‘Ahi,’ pensò. Urgeva tutta la sua capacità diplomatica: “Vede caro concittadino, il mio lavoro richiede tranquillità ed io stesso sto facendo un giro nei dintorni perché ho i suoi stessi timori.” Il contadino parve pienamente soddisfatto della risposta complice e gli diede il permesso di rimanere quanto voleva, però allontanandosi disse: “Comunque professore, lei è uno studioso: chissà che non capisca qualcosa del Nemeton in cui ci troviamo.” Quel termine strano gli provocò l’effetto di un pugno allo stomaco ed il suo famoso intuito gli trasmise una sensazione di estrema antichità, di un mistero che voleva rimanere tale e che si dimostrava ostile verso chi cercava di penetrarlo. Nello stesso tempo però, cominciò a percepire che queste paure andavano lievemente affievolendosi grazie ad un inspiegabile senso di familiarità che non sapeva razionalizzare.
  10. Ospite

    Argento Vivo Edizioni

    Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: Fastbook Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  11. synth7

    L'EREMITA

    Titolo: L'eremita Autore: Ignazio Frenda Casa editrice: Autopubblicazione (Amazon KDP) ISBN: 979-8606431458 Data di pubblicazione: 30 gennaio 2020 Prezzo: eBook € 2.99 - Cartaceo € 9.99 Genere: Mistero--Fantasy-Fantascienza Pagine: 308 Trama: Su un'altura alla periferia di una grande città vive un misterioso eremita. Egli abita abusivamente un ex osservatorio borbonico posto sulla vetta di un promontorio a strapiombo sul mare: da lassù attende il compimento letterale dell'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse di Giovanni. Negli ultimi vent’anni l’uomo ha trasformato il suo eremo in un tempio religioso, adornando le pareti con mosaici, stucchi e pitture dal forte richiamo simbolico, esoterico ed apocalittico. Tre ragazzi, molto giovani e molto diversi tra loro, mossi da impavida curiosità decidono di incamminarsi verso la vetta di Monte Sferrello: Lorenzo è la parte scettica e razionale del trio, nonché ateo e dichiaratamente antiteista. Con piglio provocatorio si diverte spesso a punzecchiare Alberto, amico fin dall'infanzia, che, viceversa, è fieramente cattolico. Chiara, ragazza solare, spigliata e avventuriera, è l'elemento allegro del gruppo e la sua presenza, da anni, tiene unito il rapporto oramai logoro tra i due. Quando i tre consumano l’incontro con il misterioso eremita, degli eventi terrorizzanti iniziano a scandire la loro avventura: il bosco e la borgata ai piedi della montagna offrono loro un’esperienza orrorifica e un viaggio inquietante e visionario, anche se, alla fine, sarà la realtà a superare ogni immaginazione. Il lettore viene introdotto in una classica avventura per ragazzi, con delle venature horror, che via via prende forma in un disturbante oniroviaggio ai confini della realtà, sfogando la curiosità e la tensione accumulate in uno spartiacque fantascientifico-esistenziale. Esiste un determinismo cosmico oppure è tutto governato dal caso? Dio esiste o è solo un’invenzione per sopperire alle paure umane? La fede è solo un’illusione per chi crede o racchiude diverse sensibilità e diversi approcci al senso del mistero? Non poche domande di rilievo filosofico verranno affrontate in questo racconto, il cui fulcro centrale rimane il grande tema sulla dicotomia Ragione e Fede. Link all'acquisto: eBook https://www.amazon.it/dp/B084BYCW1V - Cartaceo https://www.amazon.it/dp/B084DH32C1
  12. Burt OZ Wilson

    Vanthúku

    Titolo: Vanthúku - Il risveglio del draghetto rosso Autore: Burt O.Z. Wilson Casa editrice: Independently published ISBN: 978-1793293183 Data di pubblicazione: 04 febbraio 2019 Prezzo: € 9,90 Genere: Fantasy Pagine: 260 Formato: Cartaceo Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/179329318X/ Quarta di copertina: Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita. Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa. Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti. Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi? E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia. Qual è il vero nemico da combattere? Un libro che si lascia leggere in fretta, un'esperienza quotidiana raccontata come non lo fosse. Un fantasy parallelo al nostro tempo, nell'odio della diversità come paura e i sentimenti come motore ad affrontare la vita. Un viaggio dai risvolti spesso crudeli, ma vivi.
  13. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Romanzi di narrativa; Fantasy; Horror; Antologie; Sillogi poetiche; Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: per email a proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Dal sito: al momento le selezoni sono chiuse, riprenderanno dal mese di marzo 2020.
  14. Leorio27

    Gate of Souls - consigli e pareri

    Salve a tutti, Sono da poco iscritto nel forum quindi mi scuso se questa non e' la sezione giusta. Sono anni che poco a poco sto scrivendo un racconto nato da una piccola idea che man mano e' cresciuta nella mia testa e adesso mi ritrovo ad aver scritto quasi 400 pagine. Ho il grande desiderio di completarlo per pubblicarlo ma non ritengo di avere le competenze adeguate. Lascio qui sotto un po' di trama della storia e spero che qualcuno possa darmi un consiglio e se l'idea vale. Inoltre se c'e' qualcuno con piu' esperienza di me interessato alla trama non esiti a contattarmi per una possibile collaborazione. " Prima legge della fisica nulla si crea nulla si distrugge. tutto muta, la matera è in trasformazione...e se fosse così anche per l'anima? L'uomo vive numerose volte senza ricordare le vite passate ne è consapevole delle vite future. Nasce cresce e muore secondo il cilco naturale degli esseri viventi. Nel limbo tra la morte e la nascita l'anima carica di esperienze della vita passata si trasforma, viene purificatra per poi nascere di nuovo e vivere una nuova esisteza. A volte però per motivi sconosciuti, l'anima impregnata della vita precedente non viene purificata e ritorna a vivere in un nuovo corpo...il bambino che nascerà sarà consapevole, l'anomalia potrà vedere il ciclo...il cerchio "imperfetto" dell'universo. deja vu non è solo una sensazione, uno scherzo giocatoci dal nostro cervello, è l'attuarsi dell'anomalia, sono i ricordi della vita passata che vengono fuori dopo essere stati assopiti per tanto tempo. Questo capita quando ci si trova per coincidenza a vivere la stessa situazione, a provare la stessa emozione che è stata già provata in precedenza.... ma in un'altra vita. Col passare degli anni le anime anomale diventarono più frequenti, "i reincarnati" si riunirono e formarono un ordine con lo scopo di trovare ogni loro simile che sarebbe nato sulla terra per istruirsi amplificare il dono, assorbire le esperienze passate elevarsi per ricevere la conoscenza di centinaia di vite concentrate in pochi uomini. Tutto questo per scorgere un frammento del meccanismo e rispondere alla suprema domanda "perchè esistiamo?" e arrivare all'orginie, l'anomalia che fa cadere l'infallibile legge della dinamica, la creazione della materia. Un altro ordine però naque, il Deus rex, con scopi ben diversi...dominare. Sentendosi dei sulla terra vogliono ad ogni costo elevarsi e prendere il posto che gli spetta usando il potere del Gate of Souls. -ti sei mai chiesto dove vanno i ricordi? e dove va tutta l'esperienza delle anime purificate? se la materia non si crea ne si distrugge esiste un posto dove vanno i ricordi di milioni di vite? Questo posto esiste, un potere inimaginabile, un'esperienza quasi infinita al limite dell'onniscenza che nelle mani sbagliate potrebbe causare la fine dell'universo. Questo posto si trova dietro il Gate of Souls, il cancello delle anime.- Il racconto si basa sulla storia di un ragazzo di nome Aaron, trasferitosi a Londra per iniziare una nuova vita. Da quando e' li' pero', e' tormentato da incubi ogni notte che lo portano a svegliarsi nel cuore della notte senza ricordare niente dei suoi sogni. Anche se la cosa e' molto strana non gli da importanza e continua la sua vita, fino a che una sera tornando da lavoro viene aggredito e perde conoscenza. Scopre al suo risveglio che era stato salvato dallo stesso uomo che lo stava seguendo da quando era a Londra, gli racconta che era stato aggredito dagli uomini dell'ordine Deus Rex e del loro interesse a reclutarlo. Infine gli offre una veritá sconcertante e la libertà di scegliere se fidarsi di lui e unirsi ai reincarnati." Vi ringrazio per l'attenzione, spero che dagli spunti dati si possa intravedere il potenziale, i concetti esperessi sono stati solo lo spunto per lo sviluppo della storia. Grazie in anticipo per qualsiasi commento
  15. Ngannafoddi

    Altrimedia edizioni

    Nome: Altrimedia edizioni Sito: https://www.altrimediaedizioni.com/ Catalogo: https://www.altrimediaedizioni.com/in-catalogo/le-collane/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.altrimediaedizioni.com/chi-siamo/pubblicare/ Distribuzione: Libro.co/Casalini Libri https://www.altrimediaedizioni.com/promozione-e-distribuzione/distributori/ Facebook: https://www.facebook.com/altrimediaedizioni
  16. Delay84

    Capitolo I, parte terza

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum, sto dividendo questo scritto in più parti. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Il tempo scorreva ostinato ma all’interno del monastero tutto sembrava ripetersi come se quel travaglio non avesse mai fine; i minuti diventarono ore e le ore scandirono il passaggio dalla notte alle prime luci dell’alba. Non vi era tregua per la giovane guerriera. Le contrazioni si erano intensificate e nonostante tutto sembrasse propizio per accogliere il nascituro, qualcosa preoccupava le serve. Il bambino, di cui oramai si intravedeva la testa, sembrava fosse insolitamente più grande e questo complicava la sua fuoriuscita. Ad un tratto una crescente agitazione si diffuse tra le serve che ruppero l’andamento reiterato dei loro movimenti. Anche la miko, preoccupata per ciò che stava accadendo, cominciò a scandire con tono risoluto i suoi rituali. Nulla fu detto per non destare preoccupazione alla partoriente, ma il viavai frettoloso delle serve non passò inosservate agli occhi della guerriera. «Cosa succede?», esclamò la donna dolorante guardandosi intorno. Le serve non osarono alzare lo sguardo ed anche la matrona, in preda ad un vistoso disagio, continuò ostinata ad assistere la donna. La giovane gestante indugiò un attimo, ma prima che potesse chiedere ulteriori spiegazioni, rivolse lo sguardo verso il basso; in un attimo tutto le fu chiaro: una copiosa quantità di sangue si allargava oltre la coperta su cui era adagiata. Un istante di esitazione pietrificò lo sguardo della donna e senza volerlo la sua mente tornò indietro di quasi un anno, quando nella foresta ai piedi del monte Ibuki il vecchio yamabushi la fermò prima che commettesse harakiri[1]. «Stai lontano vecchio», esclamò la guerriera «o la tua sconsiderata curiosità ti costerà la vita». La donna – che in quel non lontano ricordo era nella tipica posizione seiza[2] –, si alzò di soprassalto e non esitò a puntare la propria arma verso il vecchio sconosciuto. La giovane appariva stupita e a tratti confusa. Dopo un’estenuante fuga a cavallo credeva di aver scelto con cura il luogo in cui commettere l’onorevole rituale dell’harakiri, eppure non riusciva a spiegarsi come il vecchio si fosse avvicinato così tanto senza farsi sentire. Mentre sfoderava un’apparente sicurezza per intimorire l’uomo davanti a sé, si guardava intorno temendo di non poter fare più affidamento ai propri sensi a causa delle ferite riportate in battaglia. «Non temere mia giovane guerriera, questo luogo è sicuro», rispose lo yamabushi con tono pacato e rassicurante. Il vecchio non impugnava alcun’arma seppure era evidente che non fosse disarmato. I lunghi capelli bianchi ondeggiavano al richiamo del vento e quando i fischi cessavano, si adagiavano leggeri sulla blusa di canapa nera che avvolgeva il fisico esile. La donna lo fissò a lungo per intuire il grado di minaccia che quell’uomo potesse rappresentare. Se da una parte le parole del vecchio riecheggiavano placide nella mente della donna come un’increspatura su un lago piatto, dall’altra sapeva che nulla avrebbe dovuto interferire col suo onorevole gesto. «Il tuo onore ha un guardiano sulla lama dell’arma che impugni», scandì l’uomo, «Ma andandogli incontro, egli non ti renderà né libera né pura. Ciò che ti affligge è un fuoco perpetuo che seguirà la tua anima». «Di cosa parli vecchio?», replicò la donna infastidita. «Sei giunto forse fino a qui per portare la mia testa al tuo signore?», continuò senza tanti giri di parole. La donna, sebbene non facesse trapelare alcuna flessione emotiva, fu in qualche modo scossa da quelle parole. La battaglia, che contro la sua volontà si era lasciata alle spalle, era un pensiero che infestava la sua mente. «L’amore può essere fuoco che alimenta o fiamma che consuma» continuò il vecchio, «Così la stessa forza che può sgretolarci, può alla stessa maniera ricomporci». Al suono di quelle parole, la donna non riusciva ad interpretare le intenzioni di quell’uomo così enigmatico. Come poteva egli sapere il dolore che portava con sé nel cuore per l’amore appena abbandonato in battaglia? E come mai tanta sconsideratezza nell’interrompere un guerriero durante l’harakiri? Era forse un pretesto per colpire a sorpresa la donna mostrando empatia nei suoi riguardi? Mille pensieri si accavallavano nella mente confusa della guerriera ferita, fino a quando avanzò di pochi passi e diede al vecchio yamabushi il suo ultimatum: «Le tue parole non hanno alcun significato per me. Fuggi lontano in questo istante o brandisci la tua sciabola così che io possa recidere la tua lingua insolente». All’avanzare della donna, il vecchio non indietreggiò né sembrò intimorito dalle sue parole; restò immobile per qualche attimo, chiuse lentamente gli occhi, e dopo aver sospirato per la diffidenza della giovane guerriera, li riaprì replicando: «Il tuo cuore porta un dolore che grava sul petto come una distesa di macerie, ma il tuo ventre è come un tempio da poco edificato». Lo sguardo incredulo della donna restò pietrificato dalle parole scandite dall’anziano. Sebbene fino a quel momento resistette nel mascherare il turbamento che pervadeva la sua anima, per un lungo attimo i suoi occhi si mostrarono nudi e privi di difese. Il generale Yoshinaka, che fino a pochi istanti prima aveva servito eroicamente in battaglia, era la ragione della tribolazione nella sua anima. Il loro amore era legato alla legge della katana come il muschio di quercia obbedisce alle notti di rugiada, e nelle terre di Awazu questa legge si mostrò inflessibile dividendo il loro destino per sempre. La giovane guerriera avrebbe preferito perire in battaglia piuttosto che abbandonare il suo generale, ma nonostante fece ostinata resistenza, ella non poté opporsi al volere di Yoshinaka che, consapevole ormai della disfatta sul campo, volle evitare il disonore davanti agli occhi della propria amata. La giovane donna in fuga sapeva che la Via del samurai sarebbe stato l’unico sentiero percorribile per un guerriero libero dalle insidie dell’ego, e quei turbamenti aggrovigliati al cuore non dovevano intralciare ciò che il dovere e l’onore le imponevano di compiere. Le ultime parole del vecchio, però, non potevano essere ignorate con incoscienza. Se lo sconosciuto avvolto dal mistero dinanzi a lei aveva predetto il vero, la donna avrebbe portato con sé quell’ultimo germoglio di vita del proprio amato. Le certezze della donna cominciarono così a vacillare, e se fino a quel momento la corazza sul cuore della guerriera aveva respinto i primi segnali di gestazione avvertiti nei mesi precedenti, poco a poco un’inattesa consapevolezza si fece strada nella sua mente per apparire limpida come verità concreta. La giovane guerriera portava in grembo l’erede di Yoshinaka. Restò attonita per qualche minuto; armata fin sopra i capelli ma incapace di affrontare quella verità. Fino a qualche attimo prima aveva guidato eserciti e organizzato strategie militari, eppure adesso non era più in grado di scindere la virtù dal disonore sulla Via del samurai. «La tua anima non deve temere alcuna scelta che possa alimentare le ragioni del cuore», disse l’anziano yamabushi con tono rincuorante; «Riponi la tua wakizashi[3] nel fodero e accogli il tuo destino tra pochi mesi, affinché questo tempio possa avere il suo sacerdote». «Spinga Tomoe, spinga!», esclamò con tono incalzante la matrona. Quelle parole fecero trasalire la mente smarrita della guerriera che riprendendosi da quegli attimi di trance, tornò al presente nella stanza in cui stava per mettere alla luce il proprio figlio. La testa del bambino non era ancora fuori e la preoccupazione delle serve nella stanza non faceva presagire nulla di buono. Tornata ormai lucida, la giovane donna cominciò così a spingere con più forza, come non aveva fatto fino a quel momento; sapeva che la sua ennesima battaglia stava per giungere al termine anche se questo, alla fine, avrebbe comportato un prezzo da pagare. Si sforzò a tal punto che bastarono pochi attimi per sentire un vagito stemperare l’ansia negli sguardi delle serve. Tomoe, che in quegli istanti mantenne costantemente gli occhi serrati per lo sforzo, al gemito del bambino li spalancò per controllare che fosse in buona salute. Era un maschio, e scoprirlo le provocò un’incontenibile sorriso che si mescolò ad un gemito di commozione. La matrona avvolse così il bambino in una stoffa bianca e recise con cura il cordone ombelicale con un coltello a lama di bambù. La giovane guerriera era esausta, sfiancata dai dolori del parto che avevano consumato ogni sua energia; ciò nonostante, non si concesse tregua e seguì con lo sguardo, istante dopo istante, il bambino senza mai battere ciglio mentre veniva asciugato con cura dalle serve. Ad un tratto però la sua testa cominciò a vacillare; le palpebre si appesantirono in pochi istanti e gli occhi, che fino a quel momento furono saldi in direzione del bambino, si rovesciarono all’indietro. Tomoe perse così coscienza. [1] (腹切り) termine del registro parlato giapponese indicante un tipico rituale di suicidio volontario praticato in battaglia per preservare il proprio onore ed evitare che il nemico infligga la morte. [2] (正座) posizione della seduta tradizionale giapponese usata anche per praticare il rituale del seppuku o dell’harakiri. [3] (脇差) Arma bianca tipica dei samurai per praticare il rituale dell’harakiri. Legata alla cintura all’altezza del ventre, era anche chiamata “guardiana dell’onore”.
  17. Delay84

    Capitolo I, parte quarta

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum, sto dividendo questo scritto in più parti. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Il sangue continuava a defluire senza tregua e nulla sembrava placare quel flusso devastante. Alcune delle serve si prodigarono nell’aiutare la matrona a placare l’emorragia mentre altre erano intente nel rianimare la donna priva di sensi. L’esagitazione era palpabile, e mentre le evocazioni della miko rimbombavano tra una parete e l’altra della stanza, il bambino, ancora legato da un simbiotico rapporto con la madre, vagiva incessantemente come se nulla potesse consolare la sua giovane anima. La tragedia appariva ineluttabile come un fiume in piena tracima le sponde inermi, ma in un attimo di lucidità la giovane Tomoe aprì con fatica gli occhi. Le donne disposte attorno a lei vollero credere che quella caparbietà potesse essere il segno che la giovane guerriera avrebbe resistito in qualche maniera anche alla morte, sebbene fosse così vicina a lei. Ma Tomoe era pronta ad accogliere il suo destino nell’unico modo che conosceva: con onore. Fu così che raccogliendo l’ultimo alito di vita, con voce flebile riuscì a mormorare: «Dite ad Hōrōsha di prendersi cura del mio bambino. Il mio destino è compiuto». Dopo quelle parole, nessun cenno uscì da quelle labbra prive di vita. La sua pelle diafana era un petalo di loto soffiato ormai dal vento verso terre lontane. Le stesse dove probabilmente la sua anima correva finalmente libera. Sebbene quelle donne non avessero legami con Tomoe, nessuna di loro rimase impassibile di fronte alla tragedia appena consumatasi; un profondo senso di impotenza le travolse mentre con premura e zelo accudivano il piccolo orfano plorante. La miko, ormai affaticata per i lunghi rituali praticati, si sentì in dovere di avvertire immediatamente l’anziano yamabushi che attendeva fuori da quelle mura. «Maestro Hōrō-sha», esclamò la donna raggiungendo il vecchio in prossimità del Gorintō[1], fuori dal monastero. Non fece in tempo ad aggiungere altro che l’anziano uomo, girato di spalle verso la foresta, intimò al silenzio la donna con un gesto, e disse: «Fate in modo che la giovane guerriera abbia un’adeguata cerimonia, io resterò fin tanto che il bambino non sarà in grado di potermi seguire». La miko esitò un attimo per i modi insoliti dell’uomo; scosse lo sguardo per uscire dallo smarrimento di quegli istanti e chinando frettolosamente il capo in segno di rispetto e approvazione, tornò dentro per eseguire ciò che le era stato appena impartito. L’uomo, che aveva fatto dell’ineluttabilità delle cose il proprio mantra, continuò ad interrogare in silenzio la natura nel pallore di quella mattina d’autunno. [1] (五輪塔) Tipo di pagoda buddhista giapponese usata per scopi funerari.
  18. Delay84

    Capitolo I, parte prima

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48479-ghostwriting-e-altre-cattive-abitudini-cap-2/?tab=comments#comment-852659 Scusate se non sono pratico, avendo letto che prima di pubblicare un proprio stralcio bisognava commentarne un altro, non sapevo come altro fare se non allegando il link della pagina del commento. Spero abbia fatto tutto correttamente, altrimenti chiedo venia. Premetto che il primo capitolo del mio racconto è lungo poco più di 20000 caratteri, dunque, seguendo le regole del forum posterò una parte del capitolo ed eventualmente posterò il resto in un altro post. Il racconto, essendo ambientato nel giappone medievale, necessita di pie di pagina che possano spiegare meglio alcuni termini giapponesi che era necessario utilizzare e riportare anche in questo post. Un mastello di acqua calda scivolò dalle mani frettolose di una delle serve che andavano e venivano dalla stanza adibita al parto. La donna cercò di rimediare alla meno peggio per non turbare la guerriera in preda alle doglie, ma costei non si curò minimamente dell’accaduto; in quello stato, i dolori del travaglio – per i quali cercava di trattenere i gemiti – consumavano ogni sua attenzione. Ad ogni contrazione i suoi denti digrignavano per soffocare le urla aggrovigliate in gola e sebbene la sua tempra da guerriera avesse domato il dolore di innumerevoli ferite subite in battaglia, mai avrebbe pensato di potersi sentire così impreparata a quegli istanti. «Madre, non puoi chiedermi questo!» riecheggiava una giovane voce nella sua mente. «…E poi non ho alcuna intenzione di avere una prole!», continuò la giovinetta rievocata alla memoria. Le parole di quella fanciulla, seppur scandite con tono sprezzante, erano il frutto acerbo di un carattere ancora da plasmare. La guerriera in preda ai dolori annaspò così in un fulmineo ricordo d’infanzia, quando le virtù da tramandare da madre in figlia apparivano poco stimolanti per imbrigliare uno spirito irrequieto e incline all’avventura. «Cosa vai blaterando? La terra non si coltiva da sola», rispose la madre con tono austero. Una lunga pausa di silenzio impregnò ulteriormente quelle parole di significato; poi lo sguardo fisso della donna si dissolse altrove per liberare la figlia dall’imbarazzo della sua sconsideratezza. «È importante che tu abbia degli eredi», aggiunse la donna lasciando intuire che non vi fossero alternative alle sue parole. I loro sguardi si incrociarono ancora, ma gli occhi lucidi della giovinetta stemperarono questa volta gli animi della madre irritata che dopo un sospiro, concluse bonariamente la propria predica sul travaglio dicendo: «Ricorda: più sarà insopportabile il dolore, tanto più dovrai celarlo alle orecchie indiscrete dei curiosi. Questo è ciò che fanno le donne degne di rispetto». Un sorriso si dispiegò sulle labbra della donna nel tentativo di consolare la giovinetta per un destino che appariva inevitabile, ma un’increspatura dissolse velocemente quell’immagine nella mente riportando la figlia al presente. Erano trascorsi diversi anni da quelle parole, e sebbene in quel monastero isolato la giovane guerriera avrebbe potuto sbrigliare il dolore di quegli attimi, una forza dentro di sé volle onorare quei ricordi. Il tono austero di quella donna che tanto l’aveva infastidita a quel tempo, era un ricordo divenuto oramai troppo prezioso. Uno dei pochi altri che la manteneva viva almeno nella mente. Con il sorriso della madre annodato al cuore a darle manforte, la donna cercava appigli per non farsi sopraffare dai dolori incalzanti. Con una mano stringeva a sé la spessa coperta su cui era accovacciata e con l’altra il polso di una delle serve su cui poggiava la schiena. L’aria era satura di tensione, ma in qualche maniera il mugolio della miko[1] che invocava i kami[2] per il buon esito del parto, sembrava quasi sedare la donna dolorante. Così, tra una contrazione e l’altra, la giovane guerriera prendeva fiato e raccoglieva le proprie forze per affrontare la lunga notte. A nessuno, presenti escluse, era concesso accedere alla stanza. Le entrate erano state accuratamente mascherate con tende bianche affinché il luogo fosse adeguato al rituale. Fuori da quelle mura però nessun familiare attendeva con ansia che il parto giungesse al termine; solo uno yamabushi[3], al di fuori del monastero, vegliava paziente aspettando che tutto seguisse il suo corso. L’anziano uomo impugnava un antico makuri yumi[4] in keyaki[5] la cui corda veniva vibrata a cadenze regolari col dorso delle unghie della mano sinistra. Le sue preghiere, seppur dai toni pacati, si diffondevano per diversi chō[6] lungo i sentieri scoscesi che da est portavano al monastero. Il cielo era ad un passo dall’imbrunire e sebbene l’autunno fosse stato fiacco e indulgente fino a quel momento, un temporale sembrava avanzare spavaldo all’orizzonte, segno che la frescura autunnale fosse pronta a mutare per essere finalmente temuta. I soffi gentili che muovevano le foglie turbinanti ai piedi del monastero si tramutarono presto in energiche raffiche di vento e raggiunsero l’uomo con l’impeto di un guerriero che non teme creatura alcuna. Gli abeti, che fino a poco prima vegliavano alti ai lati del sentiero, non poterono che prostrarsi all’arrivo del vento come vassalli fedeli al ritorno del proprio signore. Le dense nubi in agguato correvano talmente basse nel cielo che sembrava bastasse poco per riuscire a toccarle. La pioggia, seppur pronta a dilagare, indugiò qualche attimo ancora prima di scagliarsi sul monastero. Poi un bagliore, un boato e una cascata di scialbo argento invase il cielo precipitandosi fragorante sul terreno oramai inerme. Il vecchio yamabushi non appariva affatto preoccupato; sembrava quasi che le nubi cariche di collera fossero per lui nulla più che antiche compagne di viaggio dai modi burberi a cui non dedicare molta attenzione. Continuava a scacciare i demoni col suo arco e nulla avrebbe potuto dissuaderlo dal fermarsi. Non era chiaro se l’improvvisa tempesta fosse giunta fino al monastero inconsapevole di ciò che stesse accadendo all’interno di quelle mura, ma fu evidente che qualcosa turbò all’improvviso l’uomo distogliendolo dal suo rituale. [1] (巫女) Giovani sacerdotesse ai servizi presso i templi shintoisti. [2] (神) Spiriti divini o entità soprannaturali benevole nella fede shintoista. [3] (山伏, 山臥) monaci asceti che vivevano come eremiti tra le montagne considerati guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali. [4] (丸木) antenato del tipico arco medievale giapponese dalla forma asimmetrica. [5] 欅 (ケヤキ) Zelkova serrata è una specie del genere Zelkova nativa giapponese la cui resistenza e forza si prestavano perfettamente per la realizzazioni di armi in legno a partire dal periodo Yahoi (300 a.C. - 300 d.C.). [6] (町) unità di lunghezza giapponese che varia tra 105,42m e 109,8m a seconda delle regioni.
  19. Alba360

    [TW-2] Yuy

    Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48395-tw-2-vedova-nera/?do=findComment&comment=850021 seguito del racconto di @Silverwillow: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48268-tw-1-il-desiderio-più-grande/ La voce promozionale della distributrice si attivò per l’ennesima volta: “Non ti senti in forma? Hai bisogno di un nuovo innesto? Il tuo silicone indurisce? Prova le nostre ricariche monodose, un solo click e ti sentirai come nuovo!” Xera aspettava lì davanti da dodici lampi. Stava per risalire sul trasportatore quando vide la navicella fare manovra sopra di lei e Yuy pilotare il mezzo; grazie al suo nuovo innesto artistico inscenò una danza di gioia: i suoi genitori, ricercatori ricchi e famosi, volevano solo il meglio, per la loro unica figlia. Yuy saltò giù dal veicolo che era ancora a mezz’aria. Lei smise il balletto, gli buttò le braccia al collo e con le gambe lunghe e lisce lo cinse alla vita. - Che meraviglia Yuy, hai una navicella! È tua? Ma è una vera Ferrari!… Ah, quando lo dirò ai miei la smetteranno di parlare male di te e dei tuoi genitori. - Xera, io… - No, non dire niente. Dimmi solo che mi ami e portami a fare un giro; fammi volare! - Xera, devo parlarti è molto importante… La ragazza salì sulla navicella che fluttuava a poca distanza. Yuy sbuffò. Mai avrebbe creduto fino a quella mattina di dover riprogrammare il suo futuro. Tutto era cambiato solo pochi minuti prima, eppure gli sembrava di vivere un’altra vita. Guardò la ragazza; era così bella e felice mentre lo chiamava dalla cabina di comando. -Dove vuoi andare? - chiese. E salì anche lui. - Dove nascono i lampi del tempo e senza ritorno. Yuy sorrise amaramente pensando a quel modo di dire che evocava una felicità infinita. - Bene!- rispose simulando allegria - facciamo un giro sopra ai crateri! Lei si rilassò, prese dalla borsa il suo make-up e si ritoccò le labbra; erano già così sode e luccicanti, non avevano davvero bisogno di una nuova dose. “Lily Gambadargento scomparirebbe di fronte alla tua bellezza.” Yuy avrebbe voluto dirlo ad alta voce ma con rammarico pensò che genitori della ragazza non avrebbero mai accettato uno come lui per Xera. Quel pensiero però, gli risollevò l’animo: se fosse riuscito a conquistare la fiducia dei due ricercatori, avrebbe potuto sfruttare le loro conoscenze per saperne di più sul pianeta Terra. Xera era fuori di sé dalla gioia, lui la guardava incantato e lei non aveva occhi che per il panorama sconvolgente sotto di loro: fiumi di lava ribollivano dalle bocche spalancate del pianeta. I lapilli rossi sfilavano verso il cielo verde smeraldo. Come meteore, le rocce espulse ricadevano in sbuffi giallo ocra prima di sparire nei letti dei torrenti incandescenti. Dopo diversi giri e diversi lampi, parcheggiarono sul vialetto della casa dei Signori Xenio. - Mi piacerebbe vedere l’interno della tua casa. Pensi che tuo padre mi permetterà di entrare? Potresti presentarmi ai tuoi - esordì per tastare il terreno. - Cosa c’è Yuy, vuoi chiedergli il permesso per scambiarci i fluidi neurali? Non credi che dovresti chiederlo prima a me? - Xera sembrava contrariata e lui non ne capiva il motivo. - No! Non è per quello, io non lo farei mai! - Ah bene! Allora sono proprio una sciocca: per tutta la sera non ho fatto altro che desiderare che tu me lo domandassi, ora ho capito! non scambieresti mai i tuoi fluidi con me! - il suo riciclatore d’aria palpitò, Xera emise un singhiozzo si girò e se né andò correndo verso il trasportatore. - No! Aspetta, io non volevo dire… La vide sparire nel cuscino d’aria che la rapì per sempre ai suoi occhi verso l’interno dell'abitazione. Sebbene molto confuso intuiva che la sua diversità alzava una barriera tra loro. Una Ferrari ultimo modello attivò gli sfiatatoi proprio sopra la sua testa. L’aeromobile volteggiò nell’aria: prima che Yuy potesse rendersene conto, il padre di Xera saltò giù dal mezzo che, da solo, andava a parcheggiarsi nella rimessa affianco alla splendida casa. - Buonalunaverde ragazzo! - Buonalunaverde signore, io e sua figlia abbiamo fatto un giro, l’ho appena riaccompagnata. Mi chiamo Yuy Kerk. - Ragazzo, io so chi sei. So anche che da oggi sei maggiorenne! Spero che i tuoi genitori ti abbiano informato del tuo problema, perché se non l’avessero ancora fatto dovrò farlo io, e oggi stesso. - Sissignore, mi hanno messo al corrente. Lei sa anche da dove vengo? - Certo! Sei solo stato affidato alle loro cure, tu sei proprietà dell’Elite. Ora che hai raggiunto la maggiore età, tocca a noi gestire la tua permanenza sul pianeta. - Che cosa vuol dire proprietà dell’Elite, non capisco. I miei mi hanno detto di avermi trovato già costruito! Quindi non sono proprietà di nessuno. Il signor Xenio impostò un’espressione seria e corrucciata insieme. - Vieni, entra in casa ti offro una bibitilenex fresca e poi parleremo del tuo futuro. L’orascura era ormai passata da molti lampi. I signori Kerk, seduti sul dondolo a propulsione magnetica, facevano giri di ricognizione intorno alla casa. - Non ce la faccio più! l’ansia mi sta mandando in tilt il sistema idraulico, forse è meglio che andiamo a cercarlo. Se vengono a saperlo i membri dell’Elite saranno guai per noi. - Non preoccuparti cara, tornerà vedrai, non è uno che passa inosservato e per lui non c’è rifugio in nessun luogo. - Noi conosciamo i suoi problemi, qui troverà sempre quello che gli serve per sopravvivere con i suoi difetti. - Una luce lontana li fece ben sperare che il loro figlio adottivo stesse tornando. Restarono zitti in trepidante attesa. Yuy scese dalla navicella. Il dispositivo retrovisore non fece in tempo a rientrare nel suo alloggio, a pugni stretti, Il giovane gli diede un calcio e lo mandò in frantumi. Si tolse la tuta, il casco e ogni altra cosa avesse addosso: nudo, com’era appena nato, gridò alla notte tutta la sua rabbia. Alla luce diffusa del vialetto i suoi genitori videro tutto. Preoccupati rientrarono in casa senza farsi vedere. Poco dopo il ragazzo irruppe come una furia, i signori Kerk seduti alla postazione video fingevano disinteresse. I sedili procuravano loro scariche distensive ma nell’animo fremevano. “L’ha presa molto male, il tempo aggiusterà ogni cosa.” pensava lui. “Per fortuna i membri dell’Elite non si fanno sentire da anni ormai. Avranno dimenticato ogni cosa.” immaginava lei -Buonaorascura Yuy, ti sei divertito? È un po’ tardi ma per questa sera… come mai sei svestito caro? - sua madre, fingendo noncuranza, gli si rivolse neutrale. - Tracciatore! Gridò Yuy con gli occhi fuori dalle orbite, vi rendete conto? Sarò uno schifoso tracciatore per il resto della mia vita. - Ma cosa… Yuy! Che vai dicendo? E perché te ne vai in giro nudo? il Signor Kerk fece un po’ la voce grossa. - Yuy caro, nessuno può decidere di diventare tracciatore, è l’Elite che… La donna, resasi conto dell’evidente gaffe, emise un bip bi bip, fece una piroetta e si accasciò. - Maledizione Yuy! Tua madre sta avendo un blocco neuronale, devo resettarla immediatamente! Yuy, non se ne curò e si diresse ancora più disperato verso la sua stanza. Non durò che pochi quarti di lampo la sua solitudine: Il signor Kerk entrò nella camera. -Yuy, prendi questo Spinnix, è importante che tu legga il contenuto prima di partire per Trax48. Non parlarne con nessuno, memorizzalo e poi distruggilo. - Papà… - Io e tua madre temevamo questo giorno. Abbiamo sperato tanto… molti hanno accettato la tua diversità, ma purtroppo… - Ma papà, io non voglio partire, lo sai: i tracciatori sono delinquenti, traditori, sono scarti mal funzionanti, girano storie orribili su di loro. Non sopravvivrò lassù, perché non mi avete avvertito in tempo, avrei potuto fuggire, adesso la Ganax mi terrà sotto controllo fino alla partenza. - Mi dispiace, speravo mi avvertissero, ti avrei istruito, ma ora non c'è più tempo. Non sei l'unico terrestre. Ci sono persone come te che potranno aiutarti, Segui alla lettera le istruzioni, tieni tutto a mente è l’unica strada per il tuo futuro. La prima luce di un verde pallido filtrò dal lucernario, Yuy, solo nella sua stanza, con il cuore spezzato ma proiettato in altro possibile domani, si asciugò le lacrime e poggiò lo Spinnix accanto al suo ausilio visivo. - seleziona tutto - pronunciò. - distruggi il messaggio!
  20. Mylady

    GonZo Editore

    Nome: GonZo Editore Sito web: https://gonzoeditore.com/ Distribuzione: non specificata Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@gonzoeditore.it Facebook: https://www.facebook.com/gonzoeditore/ Ho scritto per avere informazioni, mi ha risposto il direttore editoriale in persona, con simpatia e gentilezza. Sono un gruppo di giovani, mi pare di aver capito tutti under 35. Casa Editrice relativamente nuova, di Firenze. Unico genere non ammesso : romanzi rosa. Mi hanno fatto una splendida impressione e mi hanno assicurato che non chiedono contributi agli autori di nessun genere. Hanno appena aperto le iscrizioni per un concorso letterario gratuito. Riferimento Marco Michail.
  21. simone volponi

    Zanj – Sangue e palude

    Titolo: Zanj - Sangue e palude Autore: Simone Volponi Collana: Heroic Fantasy Italia Casa editrice: Delos Digital ISBN: B08CBTSJM1 Data di pubblicazione: 14 luglio 2020 Prezzo: 3,00 Genere: Fantasy Pagine: 115 Quarta di copertina o estratto del libro: Jami, guerriero abissino, viene fatto prigioniero e deportato nel califfato degli Abassidi per lavorare come schiavo Zanj nelle immense paludi tra il Tigri e l’Eufrate. Ma Jami, oltre a essere un guerriero fiero e pieno di sé e un uomo dai “denti di ferro” è anche un megangga, uno stregone consacrato al dio Waqa, e non può accettare le condizioni pietose della schiavitù. È l’inizio della vendetta. Ad affiancarlo nell’impresa un vecchio re scaltro e una giovane donna dalla bellezza selvaggia. Delos Store: https://www.delosstore.it/ebook/53230/zanj-sangue-e-palude/ Amazon: https://www.amazon.it/Zanj-sangue-palude-Simone-Volponi-ebook/dp/B08CBTSJM1/ref=sr_1_6?dchild=1&qid=1594731835&refinements=p_27%3ASimone+Volponi&s=books&sr=1-6 Altri: cercate e sarete soddisfatti.
  22. Angelo Fabbri

    Era la notte dell'aurora boreale

    Il cielo blu scuro, quasi nero sul mare, si stava tingendo di un verde giallastro con sfumature violette e splendeva come la tavolozza di un pittore. Karen l’ammirava seduta sul molo, le mani strette intorno alle ginocchia ossute, i lunghi capelli biondi che volavano nel vento. Più avanti, alla fine della diga, dove un largo spiazzo di cemento si proiettava nel mare e nei luminosi giorni d’estate funzionava persino un bar ristorante, una piccola folla di turisti ammirava lo spettacolo estasiata, lanciando esclamazioni di meraviglia che nel silenzio assoluto la raggiungevano come un fragoroso rimbombo. No, per Karen l’aurora boreale non era un fenomeno inconsueto, lei a Røst c’era nata e se qualcosa doveva stupirla non erano i colori del cielo, ma semmai le sterminate colonie di uccelli marini, le montagne che si gettavano nel mare, il ruggente Maelstrom, terrore dei marinai dei piccoli e grandi velieri. Ma la selvaggia bellezza delle Lofoten, le sue isole, era anche la sua prigione: nata oltre il circolo polare, trasferitasi a studiare nella capitale, non aveva resistito alla nostalgia e aveva abbandonato la facoltà di ingegneria per dedicarsi allo studio della fauna artica e ritornare nel suo nido per restarci per sempre. Sola. L’esperienza di Oslo non era stata soltanto un periodo di studio, ma l’aveva cambiata profondamente senza che lei se ne rendesse conto, e una volta ritornata a casa aveva scoperto di non avere più niente in comune con I ragazzi rimasti sulle isole, a vivere di pesca e, saltuariamente, di turismo. Rise tra sé. Qualcosa in comune in effetti l’aveva: l’odore di merluzzo che era onnipresente dovunque andasse, tanto che gli abitanti delle isole c’erano talmente abituati da non farci più caso, ma che qualunque visitatore non sopportava per più di ventiquattr’ore. «Forse anche io sono un po’ un merluzzo» pensò Karen raccogliendo dalla massicciata un sasso e gettandolo in acqua, per vederlo affondare in mezzo ai cerchi che si allargavano nel mare. Una larga striscia rossa apparve all’improvviso, suscitando il clamore dei turisti. Karen sollevò le sopracciglia guardando il cielo: una interferenza con le molecole di ossigeno ad alta quota, davvero rara: era capace di essersi verificata a trecento chilometri di altezza! Distrattamente raccolse un’altra pietra, aspettando di vedere svanire il fenomeno, e la lanciò lontano. “Plof!” con un suono attutito anche questa sprofondò nell’acqua. “Plof”. Un altro sasso era piombato vicino al primo, e adesso i cerchi concentrici si andavano scontrando, creando figure d’interferenza. Karen si voltò di scatto: vicino a lei c’era un alto ragazzo biondo che le sorrideva. Aveva lunghi capelli e un accenno di barba, e indossava un lungo maglione che gli scendeva fino sui jeans sdruciti. “Un pescatore” pensò, ma non l’aveva mai visto. «Scusami se ti ho spaventato» disse lui, imbarazzato. Lei si alzò in piedi. Karen era alta, più alta della maggior parte dei maschi che conosceva, ma quel ragazzo la superava di tutta la testa. «Ero soprappensiero» disse, «ammiravo l’aurora». Ed indicò le strisce nel cielo. «I fuochi della volpe». «Che cosa?». «Secondo una leggenda lappone, sono gli effetti di luce creati dalla coda di una grande volpe che colpisce la neve» spiegò lui. «Una volpe davvero grande!». Il ragazzo rise, scoprendo una fila di denti bianchi, leggermente irregolari. «Meglio non incontrarla, no?». Karen si unì alla risata. «Non sei di qui, vero?» Lui scosse la testa. «Giro un po’ dappertutto, ma no, non sono di qui». «Io mi chiamo Karen» ruppe gli indugi lei. «Ásbjörn, piacere!» rispose il ragazzo, stringendo la mano che gli veniva offerta. «Che nome strano!» «Dalle mie parti è comune». «E quali sono le tue parti?» Lui esitò un istante prima di rispondere. «Vengo da Ásaheimr». «E dove sarebbe? Non qui sulle isole!». Ancora quel sorriso! «No, direi proprio di no!» «Ma tu chi sei?». Adesso Karen cominciava a spazientirsi. «Sono un Æsir» disse il ragazzo. «Ah, ora ho capito! E io sono una vǫlva!». Lui la guardò con interesse. «Davvero?». Lei gli diede uno schiaffo sul braccio. «Ma no, scemo! Ti sembro una veggente?» «Mhm no, in effetti no, sei troppo carina!» Karen si irrigidì a quel complimento. Squadrò meglio il ragazzo, in cerca di un segno di compiacimento, dell’intenzione di fare una conquista, ma non ne trovò. Sembrava veramente sincero, di una sincerità disarmante, come se fosse venuto davvero da un altro mondo. Decise di lasciar perdere. «E allora, cosa sei venuto a fare a Røst? Non devi prepararti per il Ragnarǫk?» scherzò. Il ragazzo divenne improvvisamente serio. «Non devi prendermi in giro! Il Ragnarǫk è un mito, e come tutti i miti non va inteso in senso letterale. Quando le forze del caos e quelle del cosmos si scontreranno nell’ultima battaglia si distruggeranno a vicenda, e da questo scaturirà la nuova creazione…». Ora lei lo guardava interdetta, stupita da quella improvvisa veemenza. «… Ma cosa è questo se non il Big Crunch, quando l’Universo collasserà fino ad implodere per dare origine ad un nuovo Big Bang?» «Ma… tu credi a queste cose? E’ solo una teoria». Lui alzò le spalle. «Non lo so, io non c’ero». «Neanche io!». «Vedì? Non siamo tanto diversi? Ti va una birra o vuoi restare tutta la notte a gettare pietre nel mare?». Karen raccolse l’invito. «Una birra al merluzzo?». «Se preferisci posso offrirti un aperitivo al merluzzo, o un bicchiere di vino. Ovviamente al sapore di merluzzo». «Mhm… credo che farò meglio a prendere un merluzzo, allora!». I due ragazzi si incamminarono verso la cittadina, mentre alle loro spalle l’aurora boreale svaniva nel cielo. Sopra di loro, sopra alla città, alle isole Lofoten, sopra alla Norvegia e al mondo scandinavo, alcune figure avevano osservato la scena. «Credi che Ásbjörn abbia trovato la vǫlva che cercava?». «Difficile dirlo: lei non sa ancora di esserlo. Finché non avrà praticato il primo seiðr non potremo sapere se sarà in grado di assumere il fjölkung, il grande potere». «Non ci resta che aspettare, allora» disse Freya, rassegnata. «Certo, non è quello che facciamo dall’eternità?» la consolò Odino, «facciamoci una birra anche noi!». «Al merluzzo?». «Naturalmente!».
  23. dfense

    Bakemono Lab

    [La ricezione e la valutazione di nuove proposte editoriali è sospesa fino a giugno 2021] Nome: Bakemono Lab Generi trattati: Modalità di invio dei manoscritti: progetti@bakemonolab.com Distribuzione: Non specificato. Sito: https://www.bakemonolab.com/ Facebook: https://www.facebook.com/bakemonolab/ Dal sito: "La collana Classic è indirizzata ai più piccoli. Attraverso storie musicali, filastrocche bilingue e racconti multiculturali i giovani lettori possono confrontare linguaggi diversi e chiavi di lettura non consuete per imparare ad esprimere la propria interiorità. La collana Deluxe è rivolta a un pubblico più adulto. In questi volumi sono le illustrazioni a parlare, a invadere le pagine e a suggestionare la fantasia dei lettori. I romanzi brevi che compongono la Collana di narrativa Tanabata raccontano quotidianità crude e spiazzanti ma, al contempo, sono ricchi di sfumature oniriche e surreali, di tinte noir e gotiche. La Collana Eiga è dedicata agli amanti del cinema. Attraverso saggi critici e monografici i lettori entrano nel mondo delle immagini in movimento, riscoprendo film classici, autori di nicchia e non. Potete spaziare dalla commedia al dramma, dal musical all'horror. Sul sito, scrivono: "La valutazione è gratuita, la pubblicazione anche". Passo la palla agli amministratori per i contatti di rito.
  24. Menestrillo

    L'Inganno del Mago - I Maghi Ribelli

    L’Inganno Del Mago, volume 1 della saga I Maghi Ribelli composta da 6 libri tutti già disponibili (perfetti per un ‘reading challenge’ 6 libri in 7 giorni). Per non rischiare di annoiarvi con un post troppo lungo parlerò solo del primo volume (e non inserirò neanche dei post per gli altri 5 onde non spammare questa sezione coi miei libri). Sperando che vi incuriosisca abbastanza per andare a dare un occhiata agli altri Titolo: L'Inganno del Mago Autore: Daniele Lippi Casa editrice: autopubblicato ISBN: 9781796277012 / B07NBSKTX4 / 9788835858416 Data di pubblicazione (o di uscita): 2019 Prezzo: 2,99 euro ebook / 8,00 euro cartaceo Genere: Fantasy Pagine: 260 L’Inganno del Mago narra l’avventura di un gruppo di avventurieri annoiati che, come ogni avventuriero che si rispetti, sono alla ricerca dell’emozione che solo l’andare incontro all’ignoto sa dare ma anche di ricchezze, fama e conoscenza. Questo li porta ad accettare un incarico all’apparenza semplice: la ricerca di un oggetto. Una missione dalla quale si aspettavano tante cose ma non di ritrovarsi, a loro insaputa, nel bel mezzo di intrighi e lotte di potere. Gettati in uno scenario in cui enigmatici e ambigui attori tessono le loro trame e le loro tele incuranti di chi possa finirci impigliato. E’ così che Imperatore spodestato, un elfa col cuore colmo di rancore, un mago che insegue un sogno e gli avventurieri si ritrovano a percorrere sentieri convergenti. Regni in rovina, guerre, assassini, maghi, spie, mercenari e pirati sono solo alcuni degli ostacoli che i nostri avventurieri si troveranno a dover affrontare per poter andare avanti procedendo con perseveranza lungo il cammino dell’avventura che hanno scelto. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/LInganno-del-Mago-Ribelli-Italian-ebook/dp/B07NBSKTX4 https://www.kobo.com/it/it/ebook/l-inganno-del-mago https://www.ibs.it/inganno-del-mago-ebook-daniele-lippi/e/9788835858416 https://www.lafeltrinelli.it/ebook/l-inganno-mago/9788835858416
  25. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
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