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  1. Drake Alistair

    Il cuore di cristallo - Capitolo 1

    “Non è giusto, conto sempre io!” “Ti fai sempre prendere, sii più veloce!” “Ma non è giusto...” “Ragazzi, non aggreditelo, o il coniglietto si metterà di nuovo a frignare...” I bambini del villaggio scoppiarono a ridere, alle parole di Froli, il figlio primogenito del mugnaio. Lui aveva già quattordici anni ed era molto robusto per la sua età, caratteristica che aveva probabilmente acquisito sollevando sacchi di grano ogni giorno, aiutando il padre. Per l'età, la stazza e l'indole prepotente, non era stato difficile per lui diventare la figura di riferimento per tutti gli altri. La sua parola era legge, e chi non la rispettava finiva sempre per pentirsene. Non è vero che frigno... pensò Dorian, ma sentiva già gli occhi inumidirsi e un groppo in gola formarsi. In fondo lui che cosa poteva fare? Non aveva altra scelta che accettare di essere umiliato e sbeffeggiato per la sua costituzione fragile. Dal piccolo dei suoi otto anni non aveva modo di opporsi alle angherie di Froli, quindi stava zitto. Per questa ragione venne soprannominato “il coniglio”. Non mi piace questo gioco... Si voltò verso il muro e cominciò a contare. “Uno...” Qualcuno alle sue spalle urlò: “Ragazzi nascondetevi, conta il coniglietto!” Dorian deglutì. Non mi piacete neppure voi... “...due...” Alle sue spalle sentì il rumore dei passi allontanarsi, misto ad un fastidioso ridacchiare. “...tre...” Continuò a contare, mentre alle sue spalle non rimaneva che il silenzio. “...99, 100!” Si voltò e iniziò a scrutarsi attorno. Si erano tutti nascosti e lui era rimasto solo in mezzo alle capanne. Da lontano giungeva il vago eco del taglialegna all'opera. Si allontanò dal muro dove aveva contato e si diresse verso il pollaio delle vecchia Ebe. Conosceva molto bene il posto dove si nascondeva sempre Froli, quindi se ne tenne alla larga. A lui non piaceva perdere. Sentii dei passi correre alle sue spalle e quando si voltò vide il ragazzo con altri tre bambini toccare il muro. “Vedi perché conti sempre tu, coniglietto? Giochi come un imbecille!” I tre bambini si misero a ridere guardandolo. Dorian strinse i pugni e si voltò in silenzio. “Se non ti muovi conti di nuovo tu!” Si lasciò il gruppetto alle spalle e si diresse deciso verso il pollaio. Conosceva molto bene tutti i nascondigli più usati, e sapeva che quello era uno dei più optati. Era intenzionato a cambiare ruolo nel gioco. Attraversò il pollaio, mentre le galline si spostavano svolazzando dalla sua strada e arrivò alla porticina del piccolo capanno in cui si rifugiavano i polli. Intravide un leggero movimento della piccola porta, c'era qualcuno lì dentro, e lo stava spiando. Ad un tratto si spalancò e ne uscì correndo Niir, il “furetto” come lo chiamava suo fratello Froli, per il suo aspetto minuto. Dorian scattò verso di lui, mentre il furetto cercava di oltrepassarlo con un giro largo. Sapeva che Froli lo stava guardando, ed era la sua occasione per fuggire dal ruolo odioso che gli era stato affibbiato. Accelerò ai limiti della sua possibilità e allungò la mano per toccare Niir, che correva a pochi centimetri da lui verso il muro. Ancora un piccolo sforzo... Le sue dita toccarono la schiena del furetto e urlò “Preso!”. E' fatta! In quel momento Niir cadde rovinosamente a terra e Dorian per poco non lo calpestò, schivandolo per il rotto della cuffia con un salto. Il furetto iniziò ad urlare e tutti i bambini uscirono dai loro nascondigli per vedere cosa stava accadendo. Froli corse verso Dorian e Niir. “Furetto, che ti prende?” “Dorian mi ha spinto! Voleva farmi male!” Cosa?! “Ma non è...” non fece in tempo a finire che qualcosa di duro si schiantò con violenza sulla sua faccia, mentre un esplosione di dolore e stordimento gli invase la testa. Quando riprese il controllo dei suoi sensi si trovò a terra, in mezzo alla polvere e agli escrementi delle galline. Qualcosa di caldo gli oscurò la vista dell'occhio sinistro, colò lentamente fino all'orecchio e si estese nei capelli dorati. Si sentii afferrare per la collottola e alzare di peso, poi vide la faccia sfigurata dall'ira di Froli, a poca distanza dalla sua vista. “Piccolo verme schifoso, questo non dovevi farlo.” Dopo di che lo scaraventò dall'altra parte del pollaio e aggiunse. “Non farti più rivedere o ti ammazzo.” Si era creato il silenzio tra i bambini, mentre tutti guardavano confusi e sconcertati il coniglietto ricoperto di polvere e sangue. “Venite, andiamo giù al fiume.” Poi i passi si allontanarono in silenzio, e rimase solo lui. Una lacrima lottò per farsi strada nel liquido vermiglio. Un singulto. Un altro. E infine scoppiò a piangere.
  2. È passato molto tempo e ho riscritto in molti punti il romanzo a seguito dei consigli ricevuti; ancora un grazie a chi mi ha commentato in passato. Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/43571-black-out-rain-23/?tab=comments#comment-772523 In spoiler link alle parti passate e un breve riassunto. Capitolo 0b «Non è successo niente...» Pochi passi. Le parole di Zarah si strozzano in gola. Una nuova luce di fronte a loro. I due sono senza fiato, sembra il centro di un villaggio molto diverso dal proprio. Strade lastricate di varie dimensioni contornano numerosi edifici e palazzine di vaga dignità storica. Chiese, piccole botteghe, un bar, una torre con l’orologio, costruzioni tipiche di un qualsiasi centro storico italiano. Non ha niente di speciale per chi vi abita, ma loro si ritrovano immersi in un mondo completamente estraneo, proprio come scritto in quell’arco di ingresso. Non una parola esce dai loro respiri. Tutt’intorno, persone intente a trascorrere una serata come altre, così inedita per i due viandanti. Nel bar al di là della piazza, alcuni anziani giocano rumorosamente a carte mentre dei bambini tirano calci a un pallone immedesimandosi piccoli grandi campioni. Un brusio piuttosto insistente fatto di molte voci diverse in una lingua nuova per loro. «Non passiamo certo inosservati», a differenza di Zarah, Royn non sembra molto preoccupato. Il loro modo di vestire è decisamente differente da quello degli strani abitanti che vedono dinanzi a loro. Notano maglie con vari colori o disegni e pantaloncini corti altrettanto colorati o in jeans; in molti hanno vari tipi di scarpe, sconosciuti ai due. Loro, con quelle magliette sgualcite monocromatiche e le braghe in pelle – gonna intagliata in cuoio per lei – abbinati a sandali di fattura artigianale possono apparire come maschere per una festa medievale. «Quanta luce!» La ragazza non può fare a meno che guardarsi intorno notando quelle luminarie nelle quali non sembra esserci una fiamma viva, ma una luce statica, forte e sicura. Inoltre si stupisce di tutte le pietre dalla forma regolare così finemente incastrate in quei sentieri. Esattamente come le costruzioni che osserva, tutte ordinate e verticali, con pietre simili anche se di varie sfumature marroni e arancioni. Spaesata e impaurita, si aggrappa al braccio del ragazzo che le è vicino. Dinanzi a loro c’è la piazza centrale. Non è molto grande e lascia intravedere dei vicoli che escono dai quattro angoli immergendosi in varie zone residenziali dense di altre abitazioni. In quello spazio, oltre a una grande chiesa alla loro destra, vedono un bar davanti, una piccola bottega in un porticato a sinistra. I due, invece, si trovano in mezzo alla via principale di accesso al paese che mostra contorni di vari edifici pubblici alle loro spalle. Strane scritte a loro sconosciute accompagnano le mura di quelle costruzioni, mentre alcune sono apposte su pali di ferro e infisse al terreno. «Perché nessuno ci nota, Royn?» Quello è l’aspetto più inquietante per lei. «Dove siamo?» «Io non lo so», vede arrivare un anziano. «Mi perdoni...» Non riesce a finire la frase, l’uomo continua a camminare senza fare minimamente caso a lui, prima di passargli attraverso nello stupore più assoluto dei due. «Royn...», la voce della ragazza appare rotta e il suo respiro confuso. «Siamo degli spiriti, nessuno può vederci». La ragazza è oppressa nella sua paura, in preda a brividi gelidi che le attraversano la schiena. Non riesce quasi a muoversi, parlare o respirare, intrappolata in quell’ambiente così diverso da quanto era abituata a vedere da sempre. Ascolta mille parole in una lingua nuova, non capendone il significato o gli stati d’animo e i pensieri di chi le pronuncia. Osserva quelle insolite costruzioni così regolari e varie mentre sotto i suoi piedi c’è una strada ordinata composta da pietre finemente disposte sul suo manto. Tutto intorno a lei musica nuova; è paralizzata nel ritrovarsi in un ambiente notturno così illuminato, dove l’alone di quelle strane luci crea numerose penombre. L’aria calda diventa irrespirabile e la pesante umidità inizia a intaccare il suo spirito. Non capisce più niente, perde ogni certezza e non può far altro che allinearsi, di fianco a lei, a uno dei tanti freddi e alti muri in mattoni che trova tutt’intorno. Vorrebbe sprofondare, ma cerca almeno di confondersi con il paesaggio, spostandosi di lato. Royn, da parte sua, è spaesato ma cerca di tenere i nervi saldi. Pochi passi, si ferma per toccare a sua volta alcuni mattoni esterni, in uno dei lati della chiesa alla sua destra. Ha strane sensazioni, ma non paura, lui è certo di sentire qualcosa di diverso. «Royn... aiutami...» «Io ricordo qualcosa». Si avvicina a lei e l'abbraccia mentre la ragazza si accuccia in quella stretta amichevole, ancora disturbata da quel mondo. «Questa strada», si guarda intorno, «questa piazza, il bar, la chiesa e la piccola bottega a lato. La torre con l’orologio dietro di noi». «Cosa dici, Royn? Che cos'è una chiesa? Cos'è un bar? Cos’è un orologio?» Si fa prendere dal panico. «Ti prego, andiamo via, torniamo indietro!» «Su, calmati dolce Zarah», le accarezza il viso, stringendola a sé. «Siamo solo delle ombre in questo strano mondo, non preoccuparti. Nessuno può farci del male». «Scusami, hai ragione, ma non riesco», sembra rasserenata seppur in tensione. «Piuttosto, mi dici cosa intendevi poco fa descrivendo tutte queste cose?» «Non so spiegartelo, ma le mie visioni avevano ragione». Improvvisamente Zarah ricorda le parole del suo compagno di avventure appena pochi minuti prima, quando di fronte a loro c’era solo un salto nel vuoto avvolto da una fitta vegetazione, immerso nelle nuvole. Forse sono proprio quelle le strane costruzioni che popolano i sogni di Royn, forse quella è la sua gente, forse ciò che è opaco adesso acquista una nuova luce. «Ho capito, quindi questo è il tuo mondo? Quello che sogni?» «Credo di sì, sto cercando di ricordare questi luoghi e riconosco molti particolari rispetto a quando intravedo nei sogni che mi tormentano da anni. I bambini che giocano, gli anziani, tutti questi edifici, mi sembra tutto così familiare anche se non ci capisco più nulla». Si china a terra e sfiora con un dito uno dei tanti sampietrini che popolano la strada lastricata ai loro piedi. Osserva le righe bianche che delimitano i parcheggi per poi rialzare lo sguardo cercando di raggiungere con gli occhi il tetto della chiesa. Dietro di lui si perdono molte altre strutture che ospitano case, edifici pubblici e altro di cui lentamente afferra sempre maggiori dettagli. Voltandosi a destra, seguendo con lo sguardo il sentiero dove si trovano, gli sembra di riconoscere, a distanza, l’arco di accesso al centro mentre a sinistra la via prosegue in discesa, perdendosi tra i meandri di quel centro storico. Dietro di loro un piccolo vicolo, unica chiave di collegamento con Arcadia, mentre di fronte la piazza e altre vie che si dipanano da questa. «È tutto vero». «Royn, vuoi dirmi che sei a casa?» Zarah sembra calmarsi; la paura di perderlo ora sembra avere il sopravvento rispetto al fatto di trovarsi in un luogo completamente estraneo e sconosciuto. «Mi sembra anche di conoscere questi bambini che tirano calci alla pallone». Si incammina, costeggiando la piazza lungo il lato in cui si trova la grande entrata della chiesa; la ragazza lo segue seppur guardandosi furtivamente intorno. «Pallone? Che gioco è tirare calci a una palla?» Domanda. «Il gioco più popolare di questo mondo, se devo essere sincero». Le grida dei bambini presto passano in secondo piano, sovrastate da quelle degli anziani sul tavolino del bar, con le carte in mano.
  3. Titolo: Il Cristallo della Luna Autore: Jessica Imhof Editore: Genesis Publishing Pagine: 375 ISBN: 978-618-5391-82-9 Genere: epic fantasy Formato: cartaceo, digitale Prezzo: 12,60 – 3,99 € Trama Krys è un giovane di ventidue anni che alla morte della madre viene in possesso di un ciondolo dai grandi poteri. Si tratta del Cristallo della Luna e lui ne è il “vero possessore”, l’unico che sarà in grado di attivarne i poteri. Krys si ritrova all’improvviso in un mondo sconosciuto e retrogrado dove verrà allenato per diventare un guerriero e combattere contro il tiranno del luogo a fianco della resistenza. Lo accompagnano dei ribelli, tra cui la bella Nymëa con cui l’amore è ricambiato, ma tumultuoso. Contenuti Si parla della lotta tra bene e male, dell’eroe ignaro che deve portare a compimento un’antica profezia e di un amore tra razze diversi e universi paralleli. I contenuti ci sono tutti, vengono sviluppati con molta linearità senza guizzi o sorprese di sorta. Ci sono la crescita e il superamento delle proprie paure e pregiudizi, amicizia, amore e affetto, controllo della rabbia e un discreto principio di alcolismo che non so quanto sia adatto all'età del pubblico a cui è diretto il romanzo. Ambientazione e personaggi L’ambientazione è abbastanza curata e visibile, I personaggi sono un po’ stereotipati e hanno poco spessore. Corrispondono alle loro caratteristiche di archetipi senza avere niente che li contraddistingua come esseri pensati o senzienti. Parlano, pensano e sentono senza addentrarsi oltre gli elementi più visibili, che è un peccato perché si scalfisce appena l'involucro di un ripieno che poteva davvero essere saporito. Stile e forma A mio parere si poteva lavorare di più sul famoso “show”, la storia, gli avvenimenti, le sensazioni e il carattere dei personaggi sono molto raccontati e rendono la lettura un po’ noiosa. La lingua è molto semplice, direi quasi basilare; c’è un ampio uso di aggettivi e di avverbi che aggiungono poco al testo, appesantendolo. Ci sono tante parti, di solito inserite nei dialoghi, che vengono usate per dar modo ai personaggi di raccontare la loro storia passata. Trovo che sia un buon espediente, ma qui è stato un sfruttato in maniera eccessiva e per raccontare fatti che spesso non aggiungono nessun dettaglio funzionale alla narrazione o alla sfaccettatura del personaggio in questione. Giudizio finale Ho trovato la storia poco originale e molto prevedibile. La lingua utilizzata non aiuta il testo a sollevarsi. Ero in cerca di una lettura leggera, nel senso che volevo una favola, una storia sicura e senza troppi incastri e meccanismi astrusi in cui perdermi e solo lasciarmi trascinare senza dover pensare a niente, ma questo non è stato il libro giusto. Ritengo che sia una buona prima bozza su cui continuare a lavorare. L’idea potrà non essere tra le più originali, ma è una sicurezza, basta aggiungere un po’ di cura nella ricerca terminologica e nelle immagini e ne può davvero uscire qualcosa di coinvolgente.
  4. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.plesioeditore.it/it/manoscritti/ Distribuzione: https://www.plesioeditore.it/it/distribuzione/ Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  5. Sissi77

    Delrai edizioni

    Nome: Delrai edizioni Generi trattati: romance, distopico, fantasy, erotico, retelling, steam-punk, thriller e giallo Modalità di invio dei manoscritti: http://www.delraiedizioni.com/invio-manoscritti Distribuzione: DirectBook Sito: http://www.delraiedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/delraiedizioni/?fref=nf
  6. simone volponi

    Il demone di Ninive

    Titolo: Il demone di Ninive Autore: Simone Volponi Collana: Fantasy Tales Casa editrice: Delos Digital ISBN: B07PHP9BQM Data di pubblicazione (o di uscita): 12/03/2019 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale): 1.99 Genere: Fantasy/Horror Pagine: 33 Quarta di copertina: Nella Roma di oggi, il giovane musicista Tomas, sfortunato sul palco come in amore, riceve dallo zio archeologo tre antiche tavole d'argilla dedicate alla dea Inanna trafugate dal tempio di Ninive. Dopo la morte misteriosa dello zio, leggendone il diario Tomas scopre come la distruzione del tempio per mano dei terroristi islamici ha risvegliato un nugolo di antichi demoni sumeri, i quali danno la caccia alle tre tavole d'argilla, fonti di potere. Hanno già inseguito e tormentato l’archeologo durante il suo pauroso ritorno a Roma, e la stessa sorte atroce sembra dover toccare a lui. La dea Inanna, che in Italia è famosa come modella con il nome di Isa Tar, si presenta da Tomas per prendere le tavolette e conduce lui e la sua amica Abbey, inglesina dalla lingua svelta, verso lo scontro con l’orribile demone Asag. Toni umoristici si mescolano all’avventura e alla magia in un racconto dal respiro moderno. Link all'acquisto: Delos Store: https://www.delosstore.it/isbn/9788825408423/ Amazon: https://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Ddigital-text&field-keywords=9788825408423&tag=fantascienzac-21 Kobo: https://store.kobobooks.com/search?Query=9788825408423 Google Play: https://play.google.com/store/search?q=9788825408423
  7. Titolo: Strade Nascoste Autore: Mirco Tondi Editore: Autopubblicato Genere: Fantasy Pagine: 974 Formato: ebook ISBN: 9786050348750 Prezzo: 2.99 € Trama Nelle regioni di Asklivion una misteriosa malattia miete le vittime. A essere colpita per prima è la natura, con le piante che si seccano e perdono le sostanze nutritive, poi i sintomi si estendono agli uomini il cui corpo s’indebolisce arrivando in breve tempo a una morte violenta, e infine agli animali che finiscono per attaccare i villaggi con un’inspiegabile ferocia. Per fronteggiare la crisi e trovare una cura i governi si rivolgono all’Ordine della Rivelazione che affida la ricerca a un gruppo di persone dotate di grandi poteri: Ariarn, il Guardiano; Reinor, l’Usufruitore; Ghendor, il Messaggero; Periin, il Combattente; e Lerida, la Mezzelfa. Diversi nel modo di affrontare la vita ma uniti dalla stessa voglia di scoprire la verità, i cinque coraggiosi eroi si troveranno a combattere contro un nemico crudele giunto dal Mondo Nascosto di cui solo pochi sono a conoscenza. Un nemico così potente da essere in grado di portare ovunque il male con la speranza di riconquistare il potere dopo una lunga assenza. Contenuti "Strade Nascoste" è un complesso romanzo fantasy ricco di azione e colpi di scena, dove fa da padrona un’avventura magica spesso e volentieri contaminata da riflessioni profonde che portano a scoprire i personaggi in tutte le loro sfaccettature. Il tema predominante è la lotta contro il male, non solo esteriore e con il volto di creature malvagie che ostacolano i protagonisti nella loro ricerca, ma anche interiore e con le radici ben lontane nel tempo. Infatti, per poter superare gli ostacoli e trovare la forza di andare avanti, i cinque sono spesso costretti ad affrontare se stessi e i propri demoni. In un mondo in cui regna la morte non è facile restare lucidi, soprattutto non dopo aver perso in battaglia amici e alleati e assistito agli orrori indicibili. Né basta saper usare le armi per sconfiggere il male che regna sugli uomini e di cui esistenza sono in gran misura loro stessi colpevoli. La strada giusta è spesso diversa da quella che sembra e per vederla bisogna avere la capacità di non soffermarsi sulla superficie, ma di andare oltre. Ambientazione e personaggi La cornice dentro la quale si muovono i personaggi di "Strade Nascoste" è un gran parte dominata da un mondo messo in ginocchio da un'oscura quanto inspiegabile minaccia che arriva da lontano e a cui nessuno sembra in grado di rispondere. La terra non produce più il cibo sano e nutriente, le piante hanno l’aspetto cadaverico, gli animali sono in rivolta contro gli uomini, la gente ormai stanca e sfiduciata si è barricata dietro le fortificazioni per paura di essere contaminata, e non manca chi, attirato dalla forza del nemico, è passato dalla parte sbagliata tradendo i suoi simili. I protagonisti sono caratterizzati in una maniera così dettagliata che il lettore arriva a conoscerli in profondità, grazie anche a una forte introspezione volta a enfatizzare non solo il temperamento di ciascuno di loro, ma anche la formazione ricevuta che li ha resi solidi nei ragionamenti e nel modo in cui affrontano le avversità. Dei cinque, quello che maggiormente mi è rimasto impresso è Periin, il guerriero solitario con un lato oscuro che spesso domina le sue scelte, cinico e senza peli sulla lingua. Spiccano per il loro indubbio coraggio anche Ariarn, il paladino dotato di grande saggezza e abilità nel combattere, e Reinor, l’usufruitore che ambisce ad affinare i propri poteri. A sorprendermi per il loro lato umano Lerida, la giovane mezzelfa alla ricerca di se stessa e il suo posto nel mondo, e Ghendor, il sacerdote la cui fede viene spesso messa a dura prova. In un atmosfera sinistra e onirica, quasi apocalittica, intrisa di magia e potenti incantesimi e con l’immancabile seppur piccola dose di horror, specie negli scontri con il nemico e i suoi seguaci, non c’è spazio solo per l’azione, vittorie e sconfitte a colpi di spade, ma anche per la crescita interiore che rende autentici tutti i protagonisti del romanzo. Il cattivo per eccellenza poi, che si rende odioso sin dalla sua entrata in scena, lascia un’impronta che il lettore non si aspetta minimamente e che fa riflettere a lungo una volta finita la lettura. Stile e forma Lo stile pulito denota una scrittura fluida e priva di refusi, salvo in pochi casi che non intralciano minimamente la piacevolezza della lettura. Il linguaggio usato è preciso, spesso evocativo ma mai antico; anzi si ha la sensazione di essere intrappolati in una storia sospesa nel tempo. Le descrizioni sono vivide e dettagliate e si alternano ai dialoghi secondo un ritmo che parte un po’ lento data la presenza dei continui flashback che disorientano leggermente, ma guadagna il terreno grazie ai passaggi dinamici che caratterizzano le battaglie e a cui controbilanciano, spesso in una misura elevata, le riflessioni che se da un lato rafforzano la credibilità dei personaggi, dall’altro appesantiscono non poco la narrazione. Giudizio finale In un mondo in cui il male ha preso il sopravvento e regnano incertezze e paura, cinque coraggiosi eroi iniziano una lunga ricerca che li porterà non solo a ritrovare se stessi e i loro punti forti, ma anche a scoprire il vero volto del nemico, diverso da come lo avevano immaginato e che sorprende persino il lettore. Battaglie, scontri, artefatti magici, mondi paralleli che si intrecciano, sono solo alcuni di ingredienti di questa storia interessante che si segue con curiosità. Una storia di coraggio e di scoperte a suon di spade, magia e ritrovata forza che non lascia indifferenti.
  8. Jessica84

    Ho una storia ma non so scrivere!

    Ciao a tutti! Mi presento: mi chiamo Jessica e ho una storia da raccontare. Sono nuova e questo è il mio primo post. Chiedo scusa in anticipo agli amministratori se ho sbagliato sezione. Vorrei chiedere il vostro parere sulla mia situazione. Nel lontano 2011 cominciai a scrivere una storia (con l’intenzione di farne un libro, una saga per la precisione). Per vari motivi personali ho solo ripreso recentemente lavorarci su. La storia è quasi completa ed è tutto studiato in modo dettagliato: la storia in generale, personaggi, tempi, titoli libri, copertine, cosa contiene ogni libro, capitoli, tutta la storia dal primo all’ultimo libro. Insomma tutto. Il genere è un Urban Fantasy/young adult/adult. Il problema è che io non sono una scrittrice, o comunque non a livello professionale, e per essere onesta con me stessa non penso di essere in grado di scrivere il mio libro da sola. Come poter proporre la mia storia ad una casa editrice? Se piacesse la storia qualcuno la scriverebbe con la mia collaborazione? Le case editrici giustamente chiedono di inviare il manoscritto o una parte di essa, ma al momento posseggo solo la sinossi. So che esistono i ghost writer esterni ma hanno prezzi che non mi posso permettere, benché io li trovi assolutamente giustificati. Grazie a chi risponderà.
  9. Antipodes Casa Editrice

    Antipodes a "Una Marina di libri 2019"

    Fino a
    Antipodes a "Una Marina di libri 2019" Antipodes partecipa alla decima edizione de "Una Marina di libri 2019"!! Festival del libro Orto botanico dell'Università di Palermo 6-9 giugno 2019 6 giugno: ore 18 - 24 (INGRESSO GRATUITO) 7 giugno: ore 10 - 14 e 16.30 - 24 8 giugno: ore 10 - 14 e 16.30 - 24 9 giugno: ore 10 - 24
  10. Jeky Imhof

    Il Cristallo della Luna

    Titolo: Il Cristallo della Luna Autore: Jessica Imhof Collana: InFantasia Casa editrice: Genesis Publishing ISBN: 978-618-5391-82-9 Data di pubblicazione (o di uscita): 31 Maggio 2019 Prezzo: 12.60 Genere: Fantasy Pagine: 375 Quarta di copertina o estratto del libro: Dehuna rise. Si sporse oltre il lago, sorretta da una torre d’acqua, e allungò le dita toccando il volto del ragazzo. Kris percepì il suo tocco, meravigliandosi di quanto fosse caldo. «Alzati, Kris. Non lasciare che la paura ti schiacci, non lasciare che il terrore ti impedisca di compiere grandi cose.» Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Cristallo-della-Luna-Jessica-Imhof-ebook/dp/B07S8R1VGH/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&keywords=Il+Cristallo+della+Luna&qid=1559314612&s=books&sr=1-1
  11. Sleep

    Brezza Svedese

    Il cielo era terso, il sole alto e il vento sussurrava sonetti di un vecchio poeta condannato all'immortalità. Un Re deposto e i suoi cortigiani uscirono, ordinatamente, da una locanda per dirigersi verso la banchina. Il loro vecchio porto, la loro vecchia fonte di ricchezza, che fino a poco tempo prima avevano esclusivamente ammirato dall'alto o figurato nei conti di un Maestro o nelle strategie di un Comandante. Uno dei cortigiani portò con sé una prostituta orba, che lavorava alla locanda per sole cinque corone d'argento al mese; con le quali si poteva solo permettere il vitto e l'alloggio nelle camere del palazzo retrostante la locanda, amministrato dallo stesso baronetto che possedeva molte proprietà nella zona del porto. La bellissima neocortigiana pensò che un Re fosse pur sempre un Re, e che anche nell'esilio costui potesse portare beneficio a chiunque gli virasse intorno. Non era mai salita su una nave e l'uomo che l'aveva comprata pochi minuti prima l'aveva abbandonata per inseguire un ordine di qualche importante Signore. Fu aiutata da un menestrello, il quale decise d'intrattenere la povera fanciulla cieca e spaesata con delle storie. Il Re si mise a piangere, osservando la città che aveva governato diventare sempre più piccola, mentre svanivano anche le urla dei Morti e la visione delle grosse vasche piene di blocchi di ghiaccio. L'esilio ebbe il suo inizio. L'ignoto si avvicinava ineluttabile, proprio come la Morte, la quale era stata profanata. La nuova ospite della Corte raccontò al menestrello che proveniva da una grande città dell'Est e che aveva perso la vista da piccola, per colpa di una punizione divina. Sapeva solo questo, che le fu raccontato da una vecchia meretrice, la quale le insegnò il mestiere, per procurarsi da vivere. Non sapeva nulla. Perché gli Dei l'avevano punita? Perché i suoi genitori l'abbandonarono? Qual era il suo volto? Che volto avevano i profanatori del suo mistero, ovvero il suo corpo? Il menestrello, di tutta risposta, iniziò a narrarle, per grandi linee, la storia del mondo. Un mondo dove viveva, ma che neanche lei conosceva. Sotto una coltre di polvere, in una chiesa, giaceva un libro, che molti menestrelli avevano letto, per anni e anni. Tante nuove versioni ne vennero scritte, per cui le copie originali giacevano quasi tutte, impolverate, in qualche chiesa. Nelle sue prime pagine c'era scritto che, circa un milione di anni prima che il menestrello lo scoprisse, una sera un uomo vide un fulmine scagliarsi nelle sue vicinanze e udì il suono imponente del tuono. Quello fu il giorno in cui iniziarono le divergenze. Quella sera nacque Dio. Il pensiero iniziò a evolversi tra i Primi Uomini e, dopo decenni, vennero a formarsi due clan: coloro che credevano in un solo Dio e coloro che credevano in molti Dei. Mentre il menestrello narrava, il mondo era ancora diviso tra Politeisti e Monoteisti. Gli Antichi Monoteisti dominarono a lungo il mondo: le loro città e il loro castelli si ergevano altissimi; i loro terreni erano rigogliosi; la loro forza era alimentata dalla loro fede. I popoli che credevano in un unico Dio, che aveva molti nomi, esaltato in molte lingue diverse, vivevano in pace sapendo di essere protetti. Il loro Dio vegliava sui loro raccolti e sulle loro famiglie, affinché prosperassero; il loro Re vegliava sull'ordine dei primi villaggi, delle prime città, affinché la labile fede degli esseri umani non venisse mai perduta, come invece accadde molte volte. I Politeisti, già a partire dall'Antichità, si accorsero di poter accarezzare i loro Dei, prenderli per mano. Al contrario, il Dio dei monoteisti era molto più alto, scontroso, riservato. Egli pretendeva rispetto e dedizione, per preservare la sua immortalità, ed esigeva che nessuno osasse avvicinarsi a lui. Nel clan dei Politeisti venne alla luce, una notte, un bambino verde e luminoso. I saggi del clan interpretarono quell'inaspettato dono come una benedizione degli Dei e così fu. Si trattava del Primo Mago. Grazie alla sua innata saggezza e ai suoi infiniti insegnamenti, i Politeisti furono i primi al mondo ad apprendere le Arti Magiche e a creare la Scrittura. Invece, ancora nei periodi più recenti, la Magia era bandita nei Regni Monoteisti. I Politeisti nutrivano il culto verso i loro Dei, interagendo con questi ultimi. Fuoco, Mare, Aria, Pioggia, Terra, Luce, Suono, Fulmine, Metallo...questi erano alcuni dei loro Dei, con i quali parlavano e grazie ai quali potevano modificare il mondo in base ai propri desideri. Ciascuna delle divinità venerate dai Politeisti richiedeva qualcosa in cambio da parte degli uomini. Gli stessi uomini erano obbligati a seguire una disciplina molto meticolosa per poter sostenere il peso delle conversazioni con gli Dei. Solo due Dei non richiedevano nulla in cambio agli uomini politeisti: il Pensiero, che nasceva insieme a loro e non sottostava a nessun ordine divino, tanto meno ad alcuna regola umana; la Morte, ripudiata e temuta da tutti gli altri Dei, con la quale parlavano solo i Negromanti, ovvero dei raccapriccianti individui dal corpo e dalla mente corrotta, puniti dagli Dei, proprio perché osavano tradire la loro generosità e adoravano la Morte. Le società politeiste si evolsero molto più rapidamente di quelle monoteiste, anche perché beneficiarono subito della Scrittura e della Lettura, che divennero nuovi Dei, grazie ai quali poterono conservare gli intricati percorsi delle loro evoluzioni. Fu una salvezza per loro, poiché la brama degli esseri umani non conobbe mai confini o regole e sovente l'umanità politeista cadde, schiacciata sotto i suoi complessi castelli. Le società monoteiste, d'altro canto, temevano profondamente quelle politeiste, ritenendole fondate su una terribile eresia. Dio li proteggeva contro quelle minacce eretiche, che spesso avevano tentato d'impossessarsi dei loro forzieri pieni e dei loro territori rigogliosi, delle loro cittadine ridenti...Li proteggeva aizzando catastrofi di ogni genere sui territori maltrattati dai Maghi. Catastrofi troppo grandi anche per la loro magia. Corruzione. Ma qualche volta, nel corso lunghissimo della Storia, non fu così. Dio si dimenticò dei suoi fedeli e le società monoteiste rischiarono di estinguersi, sotto il violento pugno di ferro della distruzione seminata dai Maghi. Però questo non accadde mai. Le società monoteiste risorsero sempre più forti e orgogliose di prima, perché più forte e più orgogliosa rinasceva sempre la fede in chi non aveva voglia di piegarsi. Allo stesso tempo aumentavano le sventure per chi si lasciava inebriare dal potere. Tuttavia, era da un bel pezzo che il Dio dei Monoteisti sembrava essersi addormentato. O almeno questo pensavano gli abitanti del Regno che, poco prima dell'esilio deciso dal Consiglio degli Anziani, apparteneva al Re che ora sedeva su uno scranno molto meno prestigioso e pesante, ospitato su una nave mercantile diretta verso il selvaggio Ovest. La terra dava scarsi frutti, a partire da dieci anni prima; nel mare nuotavano pochi pesci; gli animali erano magri, poiché non riuscivano a nutrirsi adeguatamente; gli alberi caddero numerosi per lasciare spazio agli insediamenti umani; l'acqua venne sporcata dall'industria, che cresceva, per produrre le armi e le navi del miglior materiale, destinate soprattutto al commercio con gli odiati popoli politeisti...molti aspetti dell'evoluzione e della modernizzazione stavano spegnendo la protezione di quel Regno monoteista. Negli ultimi anni, in quel Regno, il Re era esasperato e addolorato per via della carestia che ormai affliggeva il suo popolo; inorridito dal degrado che imperversava per le strade della bella capitale sulla quale regnava, la capitale che era così bella, armoniosa e accogliente, quando il Re era solo il figlio di suo padre. Per ovviare almeno alla fame e alla sete, non gli restò che avviare le attività di commercio con un Regno politeista limitrofo, governato da un saggio uomo, nonostante la giovane età, manipolatore della Terra. Le armi e le navi costruite con il legno e il ferro più pregiati, peculiari di quelle zone, presiedute dal Regno monoteista, in cambio del miglioramento delle condizioni, aride, del terreno, distrutto da un grande periodo di siccità. Il Re decise di affidarsi alla Magia, tradendo il credo secolare della sua nobile famiglia monoteista; circondato da miseria e distruzione, come la violenza che si attanagliava tra le menti dei cittadini affamati, decise di farsi aiutare dal Grande Mago, manipolatore della Terra. Stregoni e indovini iniziarono ad affollare la Corte, tra il malumore di molti dei più Alti Funzionari del Regno. I raccolti tornarono a essere rigogliosi. La Corte s'impegnò al massimo per tenere al segreto gli accordi esercitati tra il Regno e i Maghi Politeisti, eppure non riuscì a fermare il culto della Pioggia. I cittadini del Regno, ormai, veneravano uno degli Dei adorati dai Politeisti e non più quell'unico Dio che si era dimenticato di loro. Dato il degenerarsi della situazione e il netto cambiamento d'orizzonti dello stesso Re in materia filosofica, religiosa, oltre che la conversione totale dei maggiori possidenti di terreno; il Consiglio degli Anziani, gli Alti Funzionari e i più eminenti Sacerdoti del Regno organizzarono una tremenda congiura ai danni del Re e ai danni dello stesso popolo. Presero contatti con un pericoloso Negromante, ricercato dal Sovrano politeista, il quale decise di offrire loro i suoi oscuri servigi. Dai grandi fossati e persino dal mare i Morti si alzarono e invasero le case dei loro cari, che abitavano nella capitale. Molti, in preda al terrore, fuggirono via. Gli organizzatori della congiura nei confronti del Trono, presero le redini della situazione. Organizzarono una grande riunione nella piazza cittadina, mentre i Morti erano andati rapidamente verso le montagne a procurarsi il ghiaccio, e sfiduciarono pubblicamente il Re; trovarono riscontro popolare nell'affermare che l'invasione dei Morti era la naturale conseguenza dello smarrimento della fede verso l'unico Dio. Rivelarono, sventolando i documenti (falsificati in modo che i nomi dei congiuranti non apparissero mai) e gettandoli nella folla, la collaborazione tra il Re e il Sovrano del limitrofo Regno politeista. Così come i raccolti erano tornati a prosperare, essi sarebbero di nuovo svaniti, devastati dal fetore dei Morti e dalla disperazione in cui il popolo sarebbe caduto se si fosse ancora affidato alla Magia. Gli Anziani, i Sacerdoti, gli Alti Funzionari, tutti quei detentori del potere politico del Regno, identificarono, davanti al popolo, ancora una volta le ragioni di una decadenza nella perdita della fede. Era proprio in quel momento che il loro Dio necessitava di ammirazione, paradossalmente, proprio quando quella fede vacillava pericolosamente e la mente di ogni individuo si lasciava ammaliare dall'aberrazione della Magia. In quei giorni i raccolti ancora godevano dell'incantesimo del Sovrano straniero e la gente, di nuovo rincuorata e piena di speranza, di fronte ai Morti (che devastavano di nuovo i raccolti, seminavano distruzione, urlavano e aggredivano le persone, non riconoscendo nemmeno i loro cari) di nuovo pregava l'unico Dio. I congiuranti si assicurarono che il Negromante adempiesse alla sua promessa e che i Morti sarebbero spariti entro una settimana dalla dipartita del Re condannato all'esilio; intanto progettavano, insieme al Negromante stesso, la rapina del Sovrano straniero e la richiesta di riscatto al suo Regno politeista. La prostituta orba s'innamorò del menestrello, si offrì più volte di ripagarlo come sapeva fare, da mestiere, ma egli si rifiutò sempre, durante tutta la navigazione. La bellissima fanciulla capì che forse veniva da un Regno dove si praticava la Magia e che qualche maledizione si scagliò su di lei per colpa di qualcun altro, forse dei suoi genitori...questo non lo sapeva. Lei iniziò a "vedere", il mondo iniziava a prendere forma nella sua testa, viaggiava attraverso le storie e le parole, guidata dalla dolce voce del menestrello. Sognava e amava, non desiderava altro. Nonostante la sua condizione non provava alcuna avversione nei confronti delle pratiche magiche, anzi l'affascinavano intensamente. Magari un giorno, insieme al suo amato menestrello, che l'avrebbe guidata per gli abissi e per le risalite, sarebbe giunta alla sua vetta. Magari un giorno la prostituta orba avrebbe fatto visita alla dimora del Cavaliere Nero che osò sfidare a scacchi la Morte, per prendere il suo posto. Magari un giorno lei proverà a giocare a scacchi con qualche Dio, per riprendersi la sua vista e poter finalmente riuscire a "vedere" l'unica bellezza che non avrebbe saputo descriverle profondamente il menestrello. La sua bellezza.
  12. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Romanzi di narrativa; Fantasy; Horror; Antologie; Sillogi poetiche; Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: per email a proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/
  13. Ospite

    Argento Vivo Edizioni

    Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: per il momento ci autodistribuiamo Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  14. ilmandala***

    Il Mandala del Baku - Marco Melis

    Titolo: Il Mandala del Baku Autore: Marco Melis Autopubblicato: Youcanprint ISBN: versione cartacea 978-8827831373; versione ebook 9788827834930 Data di pubblicazione (o di uscita): 12 giugno 2018 Prezzo: versione cartacea 12,75 €; versione digitale 5,99 € Pagine: 192 Quarta di copertina o estratto del libro: Andrea Reju è un poliziotto della scientifica. Durante l'analisi di una scena del crimine comprende improvvisamente che qualcosa al di là della materia vuole comunicare con lui. Inizia un percorso di risveglio interiore che lo porterà a viaggiare in cerca di risposte. L'esoterica Torino, la misteriosa Milano, i boschi dell'Emilia Romagna e la magica Sardegna saranno gli scenari a sfondo di incredibili incontri con carismatici personaggi. Da un contattista a uno sciamano, da una sensitiva a un rabdomante, queste saranno solo alcune delle figure che condurranno Andrea verso il suo personale mandala del baku. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/mandala-del-baku-Marco-Melis/dp/8827831371/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1558169717&sr=8-1-fkmrnull
  15. Burt OZ Wilson

    Vanthúku

    Titolo: Vanthúku - Il risveglio del draghetto rosso Autore: Burt O.Z. Wilson Casa editrice: Independently published ISBN: 978-1793293183 Data di pubblicazione: 04 febbraio 2019 Prezzo: € 9,90 Genere: Fantasy Pagine: 260 Formato: Cartaceo Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/179329318X/ Quarta di copertina: Risentimento, egoismo, paura: la sorte alterata da forma umana a mostruosa, volta alla rinascita. Burt O.Z. Wilson presenta un fantasy senza scrupoli di eroi vigliacchi e predatori, dominato da sangue, acciaio, artigli e ossa spezzate, evocazioni di morte da polvere e roccia rossa. Nessun abitante dell’Impero conosce Vanthúku: le terre rosse oltre le montagne est, un tempo dominate dai grandi draghi estinti e i giganti del Mhòrk, ora avvelenate dai negromanti e infestate dai draghetti. Ma cosa succederebbe se i due mondi fossero costretti ad incontrarsi? E mentre antiche leggende raccontano di un errante nell’Impero ovest, e di un popolo delle ombre all'estremo sud, le terre rosse cadono al dominio di un uomo e all’unicità di un essere. Nel risveglio di forze antiche, scontri e tradimenti verso la supremazia di Vanthúku, s’intrecciano ambiguità, solitudine e rabbia di un soldato ripudiato e una donna portatrice di magia pura; di un furbo negromante e una coraggiosa guerriera; trafficanti mossi dalla cupidigia e uomini bestia. Qual è il vero nemico da combattere? Un libro che si lascia leggere in fretta, un'esperienza quotidiana raccontata come non lo fosse. Un fantasy parallelo al nostro tempo, nell'odio della diversità come paura e i sentimenti come motore ad affrontare la vita. Un viaggio dai risvolti spesso crudeli, ma vivi.
  16. Ngannafoddi

    Kappalab

    Nome: Kappalab Catalogo: http://www.kappalab.it/4-libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.kappalab.it/content/7-contatti Distribuzione: Messaggerie Libri Sito: http://www.kappalab.it/shop Facebook: https://www.facebook.com/kappalabedizioni
  17. zazeli80

    I Destinatari - Elisa Piccinelli

    Titolo: I Destinatari Autore: Elisa Piccinelli Autopubblicato: Amazon Formato: ebook ISBN: 979-12-200-3398-5 Data di uscita: 27.06.2018 Prezzo: € 2.99 Genere: Fantasy Quarta di copertina: L’incredibile avventura di Emily comincia alla sua morte quando, catapultata in un mondo del quale ignorava l’esistenza, viene messa davanti a tre possibilità: Reincarnarsi, rimanere Anima Semplice o diventare Destinatario. Scelta la terza opzione, Emily si trova fra le mani la vita di un essere umano da monitorare, il suo Protetto Alexander. Una volta scoperto che anche un sistema apparentemente perfetto può avere le sue falle, Emily imparerà ad affrontare le prove che la sua nuova esistenza le presenterà, tra mille difficoltà, nuove amicizie, cambiamenti drastici e un amore impossibile. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/I-Destinatari-Elisa-Piccinelli-ebook/dp/B07F1V6T17/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1530199108&sr=8-1&keywords=elisa+piccinelli
  18. Ngannafoddi

    Aipsa Edizioni

    Nome: Aipsa Edizioni Sito: http://www.aipsa.com/ Catalogo: http://www.aipsa.com/catalogo-aipsa-edizioni Modalità di invio dei manoscritti: http://www.aipsa.com/spazio-autori Distribuzione: http://www.aipsa.com/distributori Facebook: https://www.facebook.com/aipsaedizionicagliari/ Con sede a Cagliari, membro dell’AES, pubblica prevalentemente sulla Sardegna, mostrando le diverse sfaccettature del patrimonio culturale dell’Isola (storia, memorialistica, poesia, narrativa, letteratura per ragazzi, cinema, giallistica, musica e lingua sarda), nonché aspetti e fenomeni della società dell’oggi. Particolarmente curati nella veste grafica, i volumi presentano un prezzo di copertina contenuto e sono rivolti ad un vasto pubblico.
  19. Ngannafoddi

    Carthago Edizioni

    Nome: Carthago Edizioni Sito: https://www.carthago.it/ Catalogo: https://www.carthago.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.carthago.it/contact-us/ Distribuzione: Non specificata Facebook: https://www.facebook.com/CarthagoEdizioni/
  20. Ngannafoddi

    Altrimedia edizioni

    Nome: Altrimedia edizioni Sito: https://www.altrimediaedizioni.com/ Catalogo: https://www.altrimediaedizioni.com/in-catalogo/le-collane/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.altrimediaedizioni.com/chi-siamo/pubblicare/ Distribuzione: Libro.co/Casalini Libri https://www.altrimediaedizioni.com/promozione-e-distribuzione/distributori/ Facebook: https://www.facebook.com/altrimediaedizioni
  21. Ngannafoddi

    Cliquot

    Nome: Cliquot Sito: http://www.cliquot.it/ Catalogo: http://www.cliquot.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: http://www.cliquot.it/cliquot-contatti/ Distribuzione: Contatto diretto con le librerie Facebook: https://www.facebook.com/CliquotEdizioni/ Non si cercano manoscritti: Cliquot è specializzata nella riproposta di opere del passato dimenticate, e non ha una collana dedicata agli autori emergenti o alle opere nuove. Attualmente non è dunque interessata alla lettura di manoscritti.
  22. Letizia Finato

    Insieme brinderemo nel respiro del sole

    Brano tratto da un capitolo del libro in scrittura, seguito del libro già pubblicato di cui ho inserito specifica nell'apposito spazio concessomi. Nessuno. Solo i feriti e lei. Forse una scusa per evitare di affrontare l’inspiegabile, per tollerare l’inaccettabile. Morti? Non uno di più! Jaliz bagnò il panno e deterse la fronte sudata di Tyrou: aveva fatto tutto il possibile, ma la ferita era profonda. Sopravvivere? Sì, doveva, anche per chi non ce l’aveva fatta, per lui, per il suo fratello di Gar’Adak. Rituffò il panno nel bacile, lo strizzò e poi le sue mani si fermarono. Fissò l’acqua immota incresparsi al cadere di una goccia, serrò gli occhi per impedire che ne precipitasse un’altra, un dolore così forte! «Jaliz» mormorò Tyrou «Cos’hai?» La donna persa nello sconforto non s’era accorta fosse sveglio. Alzò il braccio e con la manica si asciugò con rabbia il viso, non avrebbe voluto essere vista in quello stato, da nessuno, tantomeno dal Kiruk. Non rispose, la voce rimase ostaggio dell’angoscia e preferì il silenzio piuttosto di crollare. «Dove sono tutti? Che succede?» chiese ancora Tyrou cercando di alzare la testa, pesante come un macigno. «Fuori ... ad accompagnare le anime» rispose Jaliz, stringendo i denti e un'altra goccia cadde. Fumo denso. Un odore penetrante di carne bruciata, coperto appena dall’intenso aroma dei rami di Kyrt, l’albero sacro dei Tesay, l’albero del sentiero delle anime. Negli occhi di Lham il riflesso delle fiamme che divoravano indifferenti il corpo dell’amico, steso sulla pira. «Athawulf ...» la voce in un sussurro, il desiderio di dirgli addio, l’incapacità di dire altro. Aveva assistito da lontano alla cerimonia funebre, aveva atteso e sperato in una notte buia, come lo era il suo dolore, ma lassù le lune e le stelle erano più brillanti del solito, quasi fossero in festa. Fissò il corpo velocemente scomparire nella luminosità del fuoco, unirsi alla cenere dei legni, salire nel fumo bianco contro volta nera, così leggero, così pesante l’angoscia. Non s’era reso conto, la fuori dal portale, uno dei corpi infilzati era il suo, era Athawulf. «... Athawulf non è uno sprovveduto. Se la caveranno ...» così aveva detto. Se fosse tornato indietro ... Sbatté le palpebre, un nodo alla gola e gli sembrò di soffocare, incrociò le braccia sul petto, quasi a proteggersi. «È colpa mia ... se fossi ...» mormorò, la voce roca. Chiuse gli occhi e respirò a fondo: non poteva lasciarsi andare, non lì davanti alla pira funebre del suo amico. Non se lo meritava: doveva dargli l’onore e il rispetto Adak. «Insieme brinderemo nel respiro del sole e ...» riaprì gli occhi, fissò per un’ultima volta il fuoco e aggiunse «... cammineremo sui sentieri delle anime, Addio, amico mio.» Poi si voltò e rientrò nella torre.
  23. bwv582

    Battaglie epiche

    *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  24. LupoNero

    Stralcio del primo capitolo

    Ciao a tutti! Ero curioso di condividere con voi le prime righe del mio libro, giusto per capire se suscitassero la giusta curiosità E suonassero bene. L’ ambientazione è pseudo storica, non immaginatevi un fantasy classico pieno di orchi, elfi e magia. Buona lettura. Su ciò che sia un cavaliere si è discusso ampiamente: taluni credono che si tratti di uomini devoti a principi ormai desueti e polverosi, mentre altri diffondono l’idea che non vi sia onore al di fuori della vita cavalleresca. Sir Richard la pensava diversamente. Erano settimane che arrancava verso Ristoro del Guerriero e, finalmente, era in vista del piccolo borgo. Il suo cavallo lo guardava perplesso e Rick non poteva dargli torto: tutta quella strada, tutti quei giorni in nave per giungere, infine, ad un semplice, per quanto grazioso, villaggio. Quattro case, alcuni edifici leggermente più grandi, ammassati con grande pragmatismo sulle sponde nord orientali del Lago dei Fiori: era da lì che si perdevano le tracce di Sir Lawrence. Appena la chiatta si fermò Richard ebbe i brividi: il profumo del muschio umido, l’odore di legno, l’aria satura degli aromi vivi dei boschi. Finalmente terra.
  25. Ospite

    Dark Zone

    Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co di Firenze (accordo con Mondadori per distribuzione sul sito Mondadori Book); accordo con Star Shop per fumetti e albi illustrati Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo
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