Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Risultati per i tag 'fantasy'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per Autore

Tipo di contenuto


Il mondo dell'editoria, senza filtri.

  • Inizia qui la tua avventura nella community
    • Regolamento del Forum
    • Ingresso
    • Bacheca
  • Il mondo dell'editoria
    • Case Editrici
    • Piattaforme Print on Demand
    • Agenzie Letterarie
    • Freelance
    • Questioni legali
    • Concorsi ed Eventi esterni
    • Varie ed eventuali
  • Officina
    • Narrativa
    • Poesia
    • Contest del Writer's Dream
    • I migliori racconti del WD
    • I nostri libri
  • Documentazione
    • Scrivere
    • Leggere
  • Area Relax
    • Agorà
    • WD Club
    • Il blog del Writer's Dream

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione e avventura
  • Biografie, diari, memorie
  • Fantascienza, Horror, Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura non di genere
  • Letteratura erotica
  • Letteratura Rosa
  • Bambini e ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione, avventura
  • Biografia, diari e memorie
  • Fantascienza, Horror e Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura Erotica
  • Letteratura Rosa
  • Letteratura non di genere
  • Bambini e Ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Calendari

  • Presentazione in Libreria
  • Concorso Letterario
  • Corso di scrittura
  • Altro
  • Evento del Writer's Dream

Cerca risultati in...

Cerca risultati che...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Sito personale


Skype


Facebook


Twitter


Provenienza


Interessi

Trovato 362 risultati

  1. Ospite

    Nord

    Nome: Casa editrice Nord (Gruppo GEMS) Sito: http://www.editricenord.it Genere valutati: Azione e avventura, Gialli e mystery, Letteratura, Narrativa fantastica, Narrativa non di genere, Thriller Invio manoscritti: http://www.editricenord.it/invio_manoscritto.php Distribuzione: non specificata Facebook: https://www.facebook.com/CasaEditriceNord/?fref=ts
  2. Francesca Maria Pagano

    WriteUp Site

    Nome: WriteUp Site Generi trattati: narrativa non di genere, romanzo di formazione, saggio, fantasy, manuale, letteratura per ragazzi, cucina, autoproduzione Modalità di invio dei manoscritti: http://www.writeupsite.com/pubblica.html Distribuzione: fornitura diretta alle librerie Sito: www.writeupsite.com Facebook: https://www.facebook.com/writeupsite/
  3. Simo91

    James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia

    Titolo: James Biancospino e I Giorni dell'Ardesia Autore: Simone Chialchia Casa editrice: Aporema Edizioni ISBN: 978-8832144444 Data di pubblicazione: Marzo 2020 Prezzo formato cartaceo: € 15,90 Genere: Fantasy Pagine: 482 Link all'acquisto https://jamesbiancospino.com/ Quarta di Copertina Dopo le mirabolanti avventure affrontate nel sedicesimo secolo, James Biancospino torna al presente ed è di nuovo costretto a destreggiarsi nell'eterna guerra tra la setta della Confraternita della Luce e quella degli Oscuri. Tra duelli mozzafiato, affetti contrastati ed estenuanti iniziazioni, l'epopea del protagonista si snoda attraverso tre continenti, alla ricerca dell'arcano potere nascosto nell'ardesia, l'unico che sembra in grado di risolvere in modo definitivo le sorti del conflitto.
  4. Davide Kissos

    Treis - Capitolo 1 - Parte 1/3

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/47585-neurokiller-capitolo-1-parte-2/?do=findComment&comment=841284 Mm. Oscurità. Si ritrovò sommerso nell’oscurità. Chi… era? Mm? gemette. I pensieri faticavano a collegarsi fra loro. Cosa…? Dove…? Nulla. Tentò di ricordarsi qualcosa ―qualsiasi cosa― precedente a quel momento, non gli affiorava alla mente nulla. Si mosse, ma non si sollevò: una fitta orizzontale si risvegliò su polsi e caviglie, un dolore abrasivo di lacci serrati. Era bloccato a pancia in su, braccia sopra la testa e gambe aperte. Prese ad ansimare. Non percepiva più mani e piedi a causa della circolazione rallentata. La testa gli girava, come una trottola. E, sul petto e nell’addome, lo infastidiva un malessere diffuso. Era come se avesse combattuto contro un centinaio di uomini e avesse perso. Inghiottì sangue per non soffocare. Nel buio nuove domande comparivano tra un respiro e l’altro, sempre più veloci, sempre senza risposta. Si accese una luce. Sollevò la testa per guardarsi intorno e capì dove si trovava. Si trovava in una stanza. Era sdraiato su un lettino medico di qualche tipo con gli arti annodati ai quattro angoli. La stanza era praticamente vuota, fatta eccezione per un tavolo di metallo sulla sua destra e numerosi quadri appesi alle pareti sopra di lui. Quadri di poco valore, e alcune stampe. In una cornice un enorme uccello rosso dal maestoso ciuffo e dal lungo collo spalancava le ali appollaiato su un terreno fiammeggiante. Su un’altra stampa era impresso un uomo adulto, nudo, con quattro braccia e quattro gambe. Aveva la sua stessa posizione sdraiata e giaceva inscritto tra figure geometriche. Il disegno lo stava fissando, per nulla contento. Nuovo? pareva dire in tono annoiato. Accennò un sorriso in risposta, per il pensiero buffo, subito tirato dalla tensione. Riprese ad analizzare l'ambiente visibile in cerca di indizi. Un dipinto colpì la sua attenzione. Un imponente grattacielo nero squadrato, accompagnato a mo’ di guardie del corpo da due edifici triangolari, sovrastava una cupola dai colori di bolla di sapone; questa faceva capolino in basso al dipinto e strideva con la seriosità della composizione. C’era qualcosa, in quel quadro, che gli sembrava familiare. Le altre rappresentazioni mostravano anch’esse strani animali o costruzioni ma non gli evocavano nessuna memoria. Sul tavolo, che vedeva oltre l’ascella, erano appoggiati due strani oggetti arcuati, di ferro, di cui non sapeva riconoscere l’uso. Era strano: aveva molte conoscenze della vita comune ma non si ricordava nessun avvenimento che gli fosse accaduto in precedenza. Rilassò il collo buttando la testa sul lettino e chiuse le palpebre cercando di ricordare. Nulla. L’ispezione visiva della stanza si era rivelata infruttuosa, almeno la luce improvvisa lo aveva calmato per quanto possibile. Si pulì i denti con la punta della lingua, accorgendosi di un taglietto dal sapore del sangue. Non aveva fame e il dolore diffuso era sì fastidioso ma non eccessivo. Eppure... Non sapeva chi fosse. Sollevò il capo tornando a cercare con lo sguardo qualsiasi indizio per poter ricordare, abbassò gli occhi al petto e rimase pietrificato. Un’orrenda cicatrice ricurva gli andava dal collo giù giù fino al bacino. Cosa!? Come se l’era procurata? Una porta dietro di lui si aprì sbattendo rumorosamente. Le orecchie intercettarono una voce profonda, posta dietro di lui: “Bene, bene, è quasi ora.” Prima che potesse replicare, qualcosa si agitò nel proprio corpo. E iniziò a cambiare. Un brivido lo percorse e ovunque percepì la pelle indurirsi lentamente. Fissò con disagio alcuni punti del torace, stavano assumendo colorazioni di un vermiglio malsano. Le ossa delle dita della mano sinistra crebbero e si indurirono, sentì la pelle ritrarsi dalle unghie fino al palmo della mano, lasciando scoperti artigli ossei acuminati. Era un processo quasi indolore, ma agghiacciante. Serrò la mano e udì rumori metallici. Il pollice rimaneva invece immobile, irrigiditosi in un cono affilato e ricurvo, e cresciuto di un dito. La mano destra, per fortuna, non inviava le stesse sensazioni. Strizzò gli occhi e ululò. La pelle dell’avambraccio si era squarciata ed aveva fatto emergere una lama. Emerso dall’ulna, l’osso insanguinato si era appiattito e incurvato crescendo fino a sorpassare la mano legata: sovrastava ora l’intero avambraccio destro. Un pizzico lancinante, accompagnato da un’ombra di spavento: l’estremità del gomito partì all’indietro, di colpo. La punta acuminata sfiorò il torace, pericolosamente vicina, a causa dell’inclinazione del braccio sollevato sopra la testa. Stava ancora urlando, quando una fitta si propagò per la schiena. Il petto si sollevò dalla panca sospinto con prepotenza da due grandi membrane che crescevano dalle scapole. Con una strana sensazione nella mente mosse delle “dita” che non aveva mai posseduto. Le ali scomode però traballarono solamente, prigioniere tra tavolo e corpo. I denti si acuirono, le orecchie mutarono in grossi padiglioni da lupo ricoperti di peli grigi e, sulla fronte a sinistra, si inarcò verso l’alto un’ulteriore lama ossea. L’osso sacro si allungò spezzettandosi in numerose vertebre e si ricoprì di una dura pelle grigiastra. Ciondolava fuori dalla panca. Un’energia nuova gli entrò in corpo, lo pervase. Trasportato da questa forza, senza pensare a nient’altro, strattonò i legami che lo tenevano ancorato al lettino, con potenza crescente. Il laccio della mano sinistra cedette. Non ci poteva credere. Convogliò l’attenzione sull’altra mano, tirando come un ossesso. Ma ―il legame si stava allentando!― non si era reso conto, anche se in realtà già lo sapeva, di non essere solo. Quel qualcuno dietro di lui, per niente intimorito né spaventato, fece un rumore e dal lettino spuntarono possenti catene che serrarono braccia e gambe, il petto e persino la testa. Percepiva il tocco freddo e pesante dell’acciaio che pulsava sulla pelle: muoversi era inutile e la stretta aveva ravvivato ovunque la percezione del male. Così, immobilizzato, si sorprese a pensare. E capì. Non era più un uomo; era un mostro. Un tremito d’ira gli percorse il corpo. Ringhiò. “EHI! Ehi, tu! Mi senti? Cosa mi hai fatto? Chi sei?” Silenzio. “Rispondimi! Per favore! Dimmi cosa mi è successo?” Ma l’uomo alle sue spalle non proferì parola, uscì dalla stanza. Si spense la luce. Il mostro rimase solo, perso tra mille domande, nell’oscurità dilagante.
  5. Ospite

    Argento Vivo Edizioni

    Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: Fastbook Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  6. Evilelf

    Combattimenti

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/47931-sapone-mutande-e-carte/ Ciao a tutti, posto questo pezzo perchè ho provato ad inserire un po' di combattimento nel racconto di un viaggio. Un po' di movimento ci sta bene essendo un fantasy, ma credo che i combattimenti siano la cosa più difficile da scrivere per me e ho paura risultino uno stacco inutile e noioso. Magari qualche opinione mi aiuterà a valutare. è l'incipit di una storia. Ecco: Un’ombra oscurò la luce del giorno. Un istante fugace, il tempo di un respiro e, quando i viaggiatori sollevarono lo sguardo, non videro altro che soffici nuvole disseminate lungo la distesa cerulea. Un brusco movimento d’aria sollevò la polvere della terra ed un tonfo attirò la loro attenzione sul sentiero. Gli occhi senz’anima di un rapace erano fissi su di loro, incassati nel gigantesco muso di un gufo dal corpo d’orso. La creatura spalancò il becco in un ruggito che riverberò stridulo nelle loro casse toraciche e prese a raspare il terreno con e zampe artigliate. Erinthir corse tra i cespugli di more che crescevano lungo il sentiero ed estrasse una freccia dalla faretra. Landreth, con i suoi coltellacci stretti in mano, rimase calmo di fronte a quella bestia enorme che gli trottava incontro. L’orsogufo schioccò il becco, un suono secco che rimase sospeso nell’aria come una promessa di morte. Erinthir svuotò i polmoni e tese la corda dell’arco, un movimento fluido che aveva compiuto un milione di volte. La freccia saettò nell’aria procedendo caparbiamente verso la belva che balzava sul guardiapasso. Landreth saltò di lato, ma la zampa dell’orso si abbatté sul suo petto. Il temo di un palpito del cuore e si ritrovò schiena a terra, schiacciato, mentre gli artigli della belva si facevano strada attraverso le bande di cuoio dell’armatura. La freccia si conficcò nel collo piumato dell’orsogufo ed il suo ringhio rabbioso vibrò sinistro nelle ossa dei viaggiatori. Landreth non vide altro se non quel becco spalancato che piombava su di lui, con una lingua secca che spuntava dal buio. Conficcò un pugnale nella zampa che lo schiacciava a terra ed Erinthir scoccò una seconda freccia che, questa volta, si piantò dritta nell’occhio giallo dell’orsogufo. La bestia lanciò un urlo che non aveva più nulla di minaccioso e sbatté le ali sollevando una nuvola di terra. In un istante di lui non rimase altro che una macchia scura contro il cielo terso. “Una strada tranquilla. Percorsa mille e mille volte ancora.” Lo sguardo dell’elfo era così severo che avrebbe intimidito anche un uomo adulto, ma non Landreth che gli rivolse un sorriso sghembo. “Mi dispiace! Non sono mai stato attaccato su questa strada, nessuno mi ha dato notizie di un orsogufo in zona.” Erinthir gli tese la mano e lo aiutò ad alzarsi. “Sfortuna dunque.” In effetti, quello dell’elfo fu un viaggio sfortunato fin dall’inizio. Landreth spazzò la polvere dai vestiti e si strinse nelle spalle. “Sei ferito?” Lo sguardo di Erinthir si ammorbidì leggermente. “Graffi. La mia armatura è messa peggio.” Il guardiapasso fece scorrere la mano sul corpetto: quattro squarci netti attraversavano le bande di cuoio dalla spalla fino al centro dello sterno. “Sicuro di non essere ferito?” Lo incalzò l’elfo. Landreth si guardò il palmo della mano, era intriso di sangue vermiglio. “Oh no, credo sia principalmente dell’orsogufo.” Si pulì la mano sui pantaloni di lana cotta. “Ahm… di solito girano in coppia, quindi la locanda non è lontana. Eviterei di viaggiare di notte.” Si rimisero in marcia che il sole era ormai ridotto ad un ventaglio di luce spalancato sulle cime del Piccolo Dorso: una corona d’oro che calava lentamente sulle montagne.
  7. Bardo

    Suona il tamburo

    Questo è il primo racconto che pubblico, spero sia di vostro gradimento. Anche quella mattina Marco svegliò il Sole. La fredda stagione si sarebbe presentata a breve, come suggeriva la Dorsale appena sporca di bianco. C'era bisogno di carne da poter essiccare. Mandò giù un tozzo di pane e un bicchiere di latte e, mentre masticava ancora, imbracciò arco e faretra, prese il sacco e incastrò nella cintura il coltello. Tornato dalla caccia aveva così tante cose da fare che la fretta gli fece dimenticare di salutare sua madre. Pensò di scusarsi al ritorno dicendole: “ ti ho vista così felice , non volevo rovinare il tuo sogno!”. “Se sorrideva veramente, di sicuro sognava papà e quella volta che la gettò nel lago per farle uno scherzo” Pensò. Anche lui spesso sognava suo padre. Erano passati anni ormai da quando partì per la guerra. Lui ricordava tutto ciò che gli insegnò sulla caccia nella Dorsale: prima di tutto guarda il cielo, le nuvole ti riveleranno dove il vento le sta portando. Segui la direzione opposta alle nuvole, così contro vento, gli animali non sentiranno il tuo odore prima del tuo arrivo. Uscito dal villaggio, sentì vento di Maestrale, così si diresse verso Nord-Ovest. Con la sua corsa ormai allenata dalle tante uscite, in meno di un'ora arrivò nella parte più fitta del bosco. Si appostò vicino al ruscello dove era più facile trovare dei cervi abbeverarsi al mattino. L'attesa era la parte peggiore della caccia, ma bisognava portare pazienza... La luce del Sole era ancora timida, ma era abbastanza intensa da far risplendere sia la rugiada sulle foglie delle piante, che le gocce sul viso di Marco. Stare fermo senza far nulla, senza un pensiero o un'azione che gli occupasse la mente, per lui era troppo pesante. Quando era con sua madre riusciva benissimo a mascherare la sofferenza. Teneva duro per lei; per nulla l'avrebbe fatta preoccupare a causa sua, aveva già parecchio a cui pensare. Odiava questa parte di sé, cercava di rinnegarla. Odiava suo padre per averlo abbandonato, ma cercava di negarlo. Per lui fu come se passò un giorno intero, ma dopo poco tempo udì un fruscio tra i cespugli. Asciugatosi gli occhi, incoccò la freccia e regolò il respiro, per avere una mira più stabile. Si sarebbe aspettato delle corna o la figura aggraziata di una cerva accompagnata dal piccolo, ma dal cespuglio uscì un massiccio muso nero, seguito da una criniera e possenti zampe. Marco era abituato a dei semplici muli, restò basito nel vedere uno stallone così possente. Ma il cavallo non fu la sola cosa ad impressionarlo; sul suo dorso stava una sella e qualcosa che luccicava alla luce del Sole. Riconobbe un elmo e una cotta di maglia su di un uomo chino sul collo del cavallo. Appena realizzata la scena, rilasciò l'arco e lo mise in spalla, saltò fuori dal suo nascondiglio e si avvicinò al cavallo. Nel mentre l'animale fermò la sua marcia e il corpo dell'uomo cadde per terra con un tonfo sordo, come di chi non cerca di attenuare la caduta. L'armatura del cavaliere era sporca di sangue, notò diversi affondi al torace, capì fosse morto. Cercò l'effigie sul mantello, ma il rosso del tessuto mischiato al sangue e al fango non rese semplice distinguerlo. Nel frattempo cambio il vento, cominciò a soffiare da Sud-Est. Solo in quel momento Marco sentì rumori di tamburi, urla e acciaio che batte contro altro acciaio, e solo in quel momento si accorse che la direzione da cui veniva il cavallo era quella del villaggio. Neanche si fermò a pensare, il suo corpo rispose autonomamente e iniziò a correre, come mai prima. Mentre correva pensava che la stessa guerra che aveva portato via suo padre, in questo momento poteva portare via anche sua madre, la sua casa, il suo villaggio, persino se stesso. Nel delirio si fermò, urlò fino a perdere il fiato, si accasciò rivolgendo la sua disperazione al terreno. Odiava la guerra con tutto se stesso. Si ruppe qualcosa. Non la odiava più, anzi era quasi contento. Se la guerra prese suo padre, di sicuro lo aveva portato con sé in questa battaglia. Con la speranza di poterlo rivede, piangeva, rideva. Perse lo sguardo, riprese a correre e si portò fuori dalla foresta. Dopo due giorni regnava il silenzio al villaggio. Ormai teatro di distruzione, si fece banchetto per avvoltoi e altri spazzini. Un saggio errante passò di lì. Dopo un solo sguardo, abbassò il capo e proferì questo:”oh Natura, quanto ancora i tuoi figli si faranno del male per contenderti? Se solo avessero capito il tuo messaggio, se ti amassero più del loro stesso ego e cedessero all'irresistibile avarizia ed ingordigia, forse il tamburo smetterebbe di suonare anche per chi vorrebbe solo un battito”. Recitò una preghiera per le anime e proseguì nel suo viaggio. La guerra era la parte peggiore dell'uomo, ma bisognava portare pazienza.
  8. Ospite

    Dark Zone

    Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co di Firenze (accordo con Mondadori per distribuzione sul sito Mondadori Book); accordo con Star Shop per fumetti e albi illustrati Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo
  9. Vincenzo.F

    Tolas - Tales Of Lights And Shadows - L'Amuleto

    Titolo: Tolas - Tales Of Lights And Shadows - L'Amuleto Autore: Z.D'Aleo Collana: TriskFantastica Casa editrice: TriskEdizioni ISBN: 978-8894530308 Data di pubblicazione (o di uscita): 20/04/2020 Prezzo: 16,00€ edizione fisica 5,99€ versione kindle Genere: Fantasy Pagine: 450 Quarta di copertina o estratto del libro: “I tempi sono difficili: creature mitologiche si stanno risvegliando mentre dal Nord cala una nuova guerra. Il sommo consigliere del Re propone di ricomporre l’Amuleto in grado di unire gli eserciti e proteggere il regno. Quattro ragazzi, domatori in grado di seguirne le tracce, vengono scelti per compiere questa missione. L’Amuleto sarà l’unica speranza di restaurare e salvare l’Impero. Preparati a vivere una nuova avventura tra segreti millenari, magie dimenticate, intrighi di corte e isole inespugnabili. Non lasciarti ingannare dall’apparenza, nulla è dato al caso, Tolas saprà trasportarti in un nuovo mondo.” Link all'acquisto: https://www.tolas.it https://www.amazon.it/Tolas-Tales-lights-shadows-Lamuleto/dp/8894530302/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1586344271&sr=8-1
  10. timefinder79

    I custodi di Talmàin - Prologo - Parte 1/2

    Link al commento Vi propongo la prima parte del prologo del mio romanzo fantasy, essendo superiore a 8000 battute. Appena riesco vi posto la seconda parte. A oriente, oltre le catene montuose della regione di Estia, al di là del grande fiume Abainn-Mòrur, si susseguono territori sconosciuti. Beul-Tinei è il loro nome – letteralmente bocche di fuoco nell'antica lingua di Talmàin – sono le grandi montagne, un tempo vulcani ardenti, oggi coperte dai ghiacciai perenni e abitate dai Kirkomnies. Per secoli sono rimasti isolati in queste terre. Hanno nascosto la loro esistenza al resto del Regno di Talmàin per preservare le loro radici, mantenere la stirpe pura e salvaguardare la discendenza. Il Consiglio dei Dieci era radunato nella Sala dei Decani. Tutti in cerchio, osservavano il grande fuoco sacro. Dal grande braciere in bronzo lucido, salivano al cielo, squarciando l'aria crepitando e scoppiettando, lingue di fuoco. Il fumo partiva da queste e saliva sempre più su, formando uno strato denso tra le dieci teste e il soffitto a cupola, sorretta da dieci colonne in marmo bianco, al centro del quale si apriva un foro circolare da cui si poteva ammirare il firmamento. Fyr, la grande luna splendente, illuminava la sala diffondendo, attraverso di esso, la sua luce. I Dieci stavano pregando gli dei, cantando litanie ripetitive e monotone. Cicli cadenzati da suoni gutturali prolungati, alternati a gorgheggi ritmici e brevi. Il fuoco, durante i canti, sembrava rispondergli: momenti in cui l'intensità aumentava rendendo le fiamme alte e vivaci erano alternati a momenti in cui le fiamme si facevano più basse e vibranti. Piresh, Decano della Magia del Fuoco, era l'unico in grado di interpretare i segni degli Dei attraverso i movimenti del fuoco sacro. Osservava quelle fiamme danzare e subito ne colse il significato. « Gli Dei hanno parlato! – annunciò – Finalmente hanno ascoltato le nostre preghiere! » Il canto cessò. Piresh si avvicinò al braciere e alzò le mani. Le fiamme si placarono e un denso fumo si alzò, come una solida colonna verso il cielo. Poi il fumo si mosse e prese forma. Un profumo acre si diffuse nella sala e tutti poterono vedere quello che accadeva e sentire quello che si diceva. La donna stava sdraiata nel suo letto, supina. Le gambe divaricate erano flesse ed appoggiate, all'altezza del ginocchio, su due ceppi di legno. Il volto grondava sudore e le lenzuola in lino bianco ne erano intrise. La veste da notte, tirata su fin sotto il seno, scopriva quel ventre tondo e pulsante. Da lì a poco – almeno così sperava la levatrice – si sarebbe svuotato della vita che da nove mesi portava dentro. Le contrazioni si facevano via via più frequenti, ma non ancora abbastanza forti da far uscire il nascituro. La levatrice, nonché futura nonna, – Glorinda era il suo nome – inzuppava una pezza in un piccolo catino contenente acqua fresca e lo passava in fronte alla partoriente ripulendola dal sudore. Sulla stufa lì vicino, un pentolone colmo di acqua calda. Le doglie si fecero più forti. Dolori lancinanti come pugnalate, accompagnati da contrazioni del ventre per far fuoriuscire la piccola testina. « Bene! Brava! Stai andando bene! – disse Glorinda – Si vede la testa! Comincia a vedersi la testa del bambino! » Ci fu una pausa. La donna, già esausta dai dolori e dalle contrazioni dei prodromi, respirava a fatica. Lunghi e profondi sospiri. Poi di nuovo. E la donna urlò. Le cosce si tesero, la schiena si inarcò e gli occhi si serrarono, mentre l'addome spingeva e si contraeva. E il pargolo usciva sempre più. « Dai figlia mia... dai che la testa è fuori! – la levatrice fece un sorriso alla donna cercando di tenerla vigile – Ancora qualche spinta e ci siamo! » Ad un tratto il volto dell'ostetrica si incupì mostrando preoccupazione. « Madre! – urlò la partoriente – Che succede? Perché non parli più? » La donna cercò di mascherare la sua angoscia con un sorriso forzato. « Niente figliola! Sono solo stanca... Dai che ci siamo quasi e vedo già che è un bambino bellissimo! – cercando di incoraggiare la figlia – Devi spingere ancora qualche volta – disse – Bisogna farlo uscire tutto! » Il bambino, in realtà, era scuro in volto, la pelle cianotica era segno che c'era qualcosa che non andava. Quando cominciò ad uscire anche il resto, la levatrice vide che il cordone era rigirato intorno al collo. « Fermati! – disse la donna guardando la figlia sofferente – Ha il cordone intorno al collo... Se spingi ancora ora, potrebbe soffrire! Bisogna liberarlo prima di proseguire con le spinte: sarà molto doloroso per te. Molto più doloroso di quello che hai sentito fin'ora... – la levatrice guardò la partoriente dritta negli occhi – Se vogliamo salvare la vita a tuo figlio non abbiamo scelta! » La donna era molto turbata. Sapeva che questo giorno, il giorno della sua nascita avrebbe dovuto scegliere: salvare se stessa sacrificando la sua piccola ed innocente vita oppure perire insieme. Qualunque cosa avesse scelto, il piccolo sarebbe comunque dovuto morire. Ma non voleva scegliere. Se fosse morto durante il parto ne sarebbe stata sollevata non dovendo scegliere lei per lui. Se lo avesse salvato, avrebbe dovuto scegliere del suo destino. « Katarynn, figlia mia... Ora devo procedere ad una manovra per liberare il collo del piccolo o potrebbe morire! Sei pronta? » chiese dura la levatrice. La partoriente annuì, con il viso patito. La levatrice si sistemò le maniche del vestito tirandosele su per bene. Dopo essersi lavata accuratamente mani e braccia con l'acqua calda che stava nel pentolone sulla stufa, si posizionò in ginocchio di fronte alla donna. Le lenzuola, ormai tinte dei liquidi espulsi con le prime spinte odoravano di sangue, anche se sangue vero e proprio non era. La levatrice infilò la mano destra tra la nuca del piccolo e l'imbocco della cervice, sorreggendo la piccola ma già possente schiena del nascituro. La sinistra, invece, la infilò dal petto del piccolo. Una volta posizionate praticò una torsione antioraria delle braccia rivoltando il piccolo dalla posizione supina portandolo su un fianco rispetto al letto. La partoriente urlò inarcando la schiena. « Dai figlia mia ci siamo quasi... – disse Glorinda – Resisti ancora un poco! » La levatrice, dopo una breve pausa, riprese a ruotare il piccolo portandolo con il volto rivolto verso il letto. « Dai Katarynn, ora spingi che lo facciamo nascere! » disse la donna. La partoriente riprese a spingere, inarcando la schiena e digrignando i denti. Le contrazioni si fecero molto violente, anche se ormai la testa era fuori. Katarynn spingeva mentre la levatrice, tenendo il nascituro per le spalle, tirava aiutandolo ad uscire. « Dai, spingi ed è fatta! » esortò lei. Le spinte, gli urli, gli ansimi. Poi di nuovo le spinte, poi altre urla e respiri profondi. Un ultimo grido e poi più nulla. Con un ultima spinta, il bambino nacque. Un pianto disperato, il primo vagito di una nuova vita. Un pianto liberatorio di bambino ruppe quel silenzio opprimente e angosciante in quel mondo per lui nuovo. Un mondo che gli sarà ostile. La madre, sentendo la voce del piccolo, si lasciò andare in un sospiro profondo e un sorriso spontaneo. Poi scoppiò in lacrime. Glorinda prese delle pezze bagnate di acqua calda e, dopo aver lavato il piccolo, lo avvolse con pezze asciutte e pulite e lo mise tra le braccia della madre. « È un maschio! – disse Glorinda, sorridendo esausta – Un bel maschietto forte e vivace! » Katarynn sorrise, respirando stremata per quell'ardua impresa. Guardò il ciondolo in pietra verde che stringeva tra le mani. « Ecco, mio amato Ardal! – disse guardando il gioiello – Tuo figlio è nato! » Poi dolcemente chiuse gli occhi e teneramente si addormentò.
  11. Dhana

    Il bivio

    Spero che il commento sopra sia adeguato per questo post. Per la prima volta posto il frammento di una storia che si preannuncia molto lunga. Ce l'ho già in mente da tempo e ho fatto già uno schema relativamente preciso, devo solo trovare il coraggio di metterla per iscritto, superando la paura di non essere capace. Perché finché tutto rimane vago, nella mente, sognare è ancora possibile. E' quando ci si mette in gioco che si rischia il fallimento. Sperando che vi piaccia, vi sottopongo questo pezzettino. Accetto ovviamente critiche costruttive e sono pronta a cambiare, perché trovo il mio stile troppo "da GDR" e su un racconto/romanzo mi piace poco. Mi serve quindi un parere esterno. In realtà poco fa ho dovuto accorciarlo per farlo rientrare nei 3500 caratteri, ma non me la sentivo di postarlo in "racconti" perché, alla fine, è solo un frammento. Se vi sembra "velocizzato", il motivo è quello. ... Sotto un cielo che minacciava pioggia, con gli alti alberi scossi da un vento forte, Vanessa sentiva le gambe che bruciavano sempre di più per sforzo e una fitta lancinante al fianco le tagliò il respiro. Fu costretta a fermarsi mentre il fiato si affannava incerto, condensandosi in bianche nuvolette che si disfacevano rapide. Con una smorfia di dolore e un gemito soffocato, rimase sul ciglio erboso al confine con il sentiero, aguzzando la vista, continuando ad ansimare. Nella loro folle corsa verso la salvezza, gli altri l'avevano distanziata di molto. La ragazza si voltò di scatto e cercò di scorgere, attraverso la confusa massa corvina sparsa sul volto, la cosa che li stava inseguendo. Non c'era nessuno. Assottigliò di nuovo lo sguardo verso la stradina, le gambe e i piedi doloranti che ora sembravano vincolati al terreno da un inconscio più deciso della razionalità, oltre che dalla spossatezza. E rimase lì, come sul bordo di uno strapiombo dentro cui la ragione rischiava di precipitare. "Ma voglio davvero tornare?" si domandò. Tutti i suoi pensieri, i sentimenti e il continuo rimuginare di quei giorni si erano infine coagulati in quell'istante. E aveva capito che la realtà era quella. E con la stessa certezza, comprendeva che era sbagliato. Come si poteva non voler tornare nel proprio mondo, dai propri cari, nella propria casa? -Perché quello non é il mio mondo". Era come se qualcun altro parlasse con la propria voce. Ma con un tono freddo, cinico e deciso che non le apparteneva e che la spiazzó, nell'immediatezza e nel significato. Aveva desiderato tanto l'appartamento al terzo piano come simbolo di un'indipendenza a lungo anelata e ora si chiedeva se fosse mai stata davvero felice. E adesso che aveva l'occasione di un'altra vita, di quella vita, sapeva che non poteva rinunciarvi. Anche se andava contro il senso e gli ideali comuni. "Si può essere felici facendo la cosa sbagliata?" Il significato di quella rivelazione la colpí come uno schiaffo, mentre sentiva una spiacevole ombra insinuarsi nel cuore e oltrepassarne i teneri confini. Il suono fragoroso di un tuono la scosse. Spostó lo sguardo verso il punto in cui erano scomparsi i suoi amici. O quelli che la propria ingenuità aveva reputato tali. Nessuno si era accorto di lei, nessuno era tornato indietro a cercarla e a vedere cosa fosse successo. Sbuffó e con una certa delicatezza, dettata più dall'abitudine che dalla necessità, si riaffacció la solita vocina mentale, quella che giustificava sempre le azioni di tutti. "Erano troppo impegnati a scappare, avevano paura e vogliono tornare a casa." L'Ombra si agitò, aguzza e insinuante. E spinta da una forza ancora a lei sconosciuta, la spinse ad allontanare quel pensiero accomodante come si scaccia una zanzara che ronza all'orecchio. Perché avrebbe dovuto di nuovo adeguarsi agli altri? "E perché mai gli altri non potrebbero adeguarsi a me, tanto per cambiare?" Infilò la mano in tasca e stritolò le curve levigate del medaglione, le sopracciglia aggrottate con forza sotto la fronte. Davanti a sé aveva una strada segnata da orme confuse, che invitava al ritorno alla normalità e ai problemi di tutti i giorni, sorretti, nonostante tutto, da comode infrastrutture. Al mondo ordinario. "Ma ingiusto, così ingiusto!" Scosse la testa mentre l'idea prendeva forma nella sua mente. "Tanto, a nessuno importa di me". E prima di darsi il tempo di pensare che forse non era così, giró sui tacchi e imboccó il sentiero opposto, rientrando nel folto e confortante abbraccio del bosco.
  12. Kirana

    Il padrone del nulla. Chi sei?

    Commento Commento prima parte Qui seconda Qui terza Qui Di punto in bianco un’arietta l’infreddolì, gli occhi mezzi vivi notarono il dondolio della grigia tenda, e in ritardo capì: la finestra era aperta.  Ai piedi del letto, tra le ombre della mobilia, riconobbe una sagoma riflessa dallo schermo sullo scrittoio e in forse si chiese: – Da quando Anna ha i fianchi fini?– La risposta innescò una tarantella con le coperte che travolse anche Miky. L’allarme di quei ‘miiiihaooo’ fu un invito a seguirlo nel fuggi fuggi, ma l’orgoglio da ‘maschio di casa’ lo piantonò sul tappeto con in mano la lampada del comodino. Gli occhi puntati su quella schiena l’avvertirono dello scatto alla finestra, e per non farlo scappare ingoiò la fifa tirando fuori un ruggito: “ Fermo!”. Il cuore girava sui mille, eppure l’aveva convinto, quel qualcuno non oltrepassò la tenda. Per farsi temere doveva mostrarsi forse e con mezzo passo avanti e uno indietro aggirò la tavarca dicendo: “ Chi sei? Non ci sono gioielli in cas..”; ma la voce si mozzò tra i denti. Davanti aveva una giubba nera e con l’aiuto delle luci della prima sera mise assieme un cappuccio. Un indizio raccolto dal pensiero che con un gancio lo colpì allo stomaco pur di uscire prima di bocca: “ Sei il ragazzo di stamattina?” Di riflesso quel profilo si volse svelando appena la bianca punta del naso assieme al mento; attimo scelto dal sussurro del vento per entrare in scena. Nello scompiglio il cappuccio scappò da quelle mani cascando sulla nuca, e dai lati scesero ciocche; pennelli di colore che arricchirono la tavolozza del tramonto con un tocco d’ambra. Alla svelta quella tonalità diede anche vita al nulla da sorpresa in testa, e una vocina si fece grossa: – Li porta lunghi sto ragazzo –; quando la certezza dell’opposto arrivò come un lampo con a seguito la scarica, tanto intensa sulla pelle che mollò la lampada. Il ruzzolo tra il tappeto finì contro il piede, e il fastidio gli diede una conferma: dal letto si era alzato, difronte aveva davvero quella ragazza accarezzata dal brusio delle foglie. Una scia che percorse il silenzio per stuzzicargli il viso con un aroma, e il gioco del ‘so cos’è’ partì. Musica abbinata Il già sentito profumo lo condusse a vela tra l’oceano racchiuso in quegli occhi. Mare di un canto da sirena, capace d’ingannarlo nella perla di un sogno celata dal drappo dei secoli, cui velo dopo velo scartò, fin quando l’inesistente istante presente divenne. Allora come ora si trovò all’impiedi; i meandri della stanza erano mostri al buio domati da un malato riflesso alla finestra, dove una schiena vestita da intrecci d’oro attendeva il sole. Il solo pensiero di restare a mirarla bastò per mandare la vista a fuoco; il dolore della carne in consumo non lo piegò, e il canto ascoltato fu acqua sulle ferite. Quella voce aveva un nome nato per ridurgli in cenere il petto, ma con forza ordinò alla lingua di chiamarla a sé. Il nero metallo della cieca prigione di quegli occhi si scontrò con i suoi per ricordargli la condanna, e in gola sentì salire veleno al sapore di riscatto. La corona era una benda col marchio di guerra, riparo per la salvezza della sua indegna stirpe dal raggio di quel volto, unico in grado di sorgere tra l’oblio della natia terra. Un luogo padrone dei divieti che sopra ogni legge invocò pur di stringere tra le mani il coraggio per liberare quegli occhi, abili a curare qualsiasi male. Eccezion fatta per la pena da natura inflitta, cui bieca negava loro il dono di un solo sguardo. Di colpo l’intreccio di vite riflesse si ruppe; il canto smise di raccontare; e gli abissi della mente fecero conchiglia sulla gemma dei ricordi. Il tonfo di qualcosa lo mise sull’attenti, dei rumori provenivano da sotto. La volontà di muoversi si era inceppata; senza un perché dovette battersi a braccio di ferro contro la statua del suo corpo, mentre la ragazza si destreggiava con le ante. Lo shock di vederla sul parapetto funzionò da leva sbloccando per prima la lingua: “ No! Aspetta”, ma a seguito il passo a mummia ebbe delle conseguenze: quella gamba fu più svelta a uscire. La paura lo mummificò di nuovo; se voleva riscrivere il finale doveva seppellire l’irruenza, e nello scavo provò a racimolare il giusto tono: “ Non scherzare è troppo alto; non dirò a nessuno che sei qui, se è questo che ti preoccu..”; parole frenate dall’orecchio. Dal basso il pestare delle scale gli sembrò un lamento sopra la voce di Anna: “ Samuel! Stai ancora dormendo?” La soluzione era in fase di studio, ma la necessità di calmare la ragazza parlò: “ La faccio andare via, non preoccuparti; appena torna sotto, potrai uscire dal garage”. Finalmente era riuscito a guadagnarsi la sua fiducia; quella posa a cavalcioni non oltrepassò la finestra, e sicuro del ripensamento diede il via a una gara verso la porta. Prima d’affrontare Anna preferiva vederla in camera, quel forse sì forse no lo snervava, tanto che per dargli una spinta emotiva bisbigliò: “ Torna dentro! Ci metto poco”, affacciandosi poi con mezzo busto sul corridoio. Con un sorriso ricevette il respiro grosso di Anna già all’ultimo scalone e dopo un ‘fiuu’ ascoltò: “ Non dovevo fermarmi da Maria, ho fatto tutto di fretta. Pensavo di trovarti in salotto; tutto bene?” Pur di tagliare quelle chiacchiere disse: “ Mi sono appena svegliato; dovevo essere stanco, è quasi ora di cena giusto! Che ne dici di pollo e insalata?” Quello sguardo interrogativo anticipò un:“ Hai una faccia strana. Che altro è capitato?” Dietro un: “Niente di nuovo”, nascose i timori e di seguito sentì: “ Hai bisogno di una tisana delle mie, sembri ancora scosso. Non ricordo se é rimasta lavanda; scendo a controllare. Aspetta! Fammi prendere le cose da lavare, prima”. Il clamore quasi lo tradiva, e a stento confinò un urlo nel petto per dire: “ Porto tutto io, è poca roba”. Su quella fronte vedeva scritto ‘questo non è Samuel’, quando uno struscio alla gamba lo distrasse. Con il jolly di Miky nella manica poteva ancora farcela e di tacco si scostò per farlo sgusciare. Aveva vinto; d’incanto vide i sospetti di Anna annegare nel brodo di giuggiole di un: “Amorino, ecco dov’eri finito. Hai fame?”, e in un battito di ciglio quella coda a punta tutta ‘miaho’ l’accerchiò. Tra il loro parlottio sfogò un sospiro, solo di striscio s’accorse dello stop di quel dorso al primo gradino mentre ascoltò: “ Stasera c’è Don Mattia, faccio presto a cucinare; non metterci una vita per scendere”. Un gesto fu sufficiente e quel duetto a sei piedi proseguì scortato dalla sua impazienza, finché il maglione turchese di Anna scivolò assieme al chiacchiericcio oltre l’arco dell’atrio. Sentire il giro della toppa sotto le sue mani fu un sollievo; il tempo di un respiro e la calma scomparve tra una bolgia di ipotesi, tutte in gara per rispondere al perché quel nuovo aroma era finito nella stanza. Visto l’esperienza decise d’affrontarla a occhi bassi; per fermarsi aspettava di vedere un piede, alzandosi di quota una gamba, fin quando il rimbalzo tra le pareti vuote gli diede alla testa. Nella corsa alla finestra sputacchiò un balbettio senza senso ricco d’incredulità, la stessa che quesì lo rese cieco. Gli ci volle un sospiro, e i colori del giardino tornarono quelli di sempre, nulla sembrava diverso fuorché il letto di foglie accanto al vicino albero. Quei sottili rami avevano retto alla funivia della ragazza, nessun ceppo spuntava dal giallo, ma il brivido da pazzia lo teneva ancora appeso all’albero. Un’agonia da cui si staccò per guardarsi in giro; il cancello attorno alla tenuta era distante, e la speranza di snidarla da qualche angolo lo fece torcere di qua e di là, quando una macchia s’aggiunse allo scheletro di un albero a confine con la recinzione. Il busto s’allungò tutto a destra; l’idea di corrergli dietro prese piede, eppure la danza di quell’acrobata su in cima l’affascinò; era tornato un bambino al circo che davanti all’esibizione dei funamboli attacca le mani alla sedia a ogni mossa. L’unica a non risentire dell’ipnosi fu la bocca, cui andò in cerca di un nome in grado di colmare la distanza; in gola accolse la scia di una ‘a’, poco dopo interrotta dalla lingua per lasciar parlare quel cappuccio rivoltosi a sé. Il camuffo delle ombre non fu d’intralcio; l’impronta di quegli occhi camminò da padrona sul velluto della sera fino a imprigionarlo in un abbraccio; un addio caro al petto tanto da rubargli un battito. Non aveva dubbi: a oltrepassare il cancello era un’estranea, ma l’aria di fine ottobre alla finestra si scaldò col suono di una promessa: “ Ti ritrovo!”.
  13. Ciao a tutti, mi chiedevo se qualcuno di voi e' riuscito ad ottenere una pubblicazione con una casa Editrice che pubblica Fantasy e sottogeneri? Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa.
  14. Ciao a tutti! Volevo chiedervi questo: quanti di voi utilizzano wattpad, sono registrati, leggono e/o pubblicano li'? E cosa ne pensate?
  15. timefinder79

    I custodi di Talmàin - Prologo - Parte 2/2

    Ed ecco la 2° parte « Finalmente il tempo è giunto! – disse Piresh – La profezia è compiuta. Ma venti di ira si stanno diffondendo nel cuore degli uomini. Odio e antico rancore si stanno risvegliando. » I Decani ripresero a cantare e il fuoco si riaccese nuovamente. Altro fumo denso e bianco come il latte si sparse per la sala. Piresh cominciò a camminare in senso orario, a passo ritmico e cadenzato, intorno al braciere, con la mano destra tesa verso quelle fiamme sì potenti ma innocue. Il fumo mostrò loro tutta la storia di Talmàin. « Gli umani di Talmàin hanno il cuore corrotto! – annunciò Ala, Decana della Magia dell'Anima – Troppi secoli sono passati dall'epoca in cui hanno preso il totale possesso delle terre! Ed ora hanno l'insolenza di reputarsi superiori? Con quale autorità? Finalmente è giunta l'ora di porli a giudizio dello spirito del grande drago: sarà suo compito fare giustizia punendo quelli indegni e premiando i meritevoli! » Piresh si fermò di fronte ad Ala. « Non sono tutti corrotti, mia cara... – disse pacatamente – Solo alcuni hanno il cuore nero, e con esso il sangue che scorre nelle loro vene è pieno di rancore... Fortunatamente, il cuore del giovane prescelto è puro e il suo animo è nobile! Ha un destino glorioso di fronte a sé, ma non ne è ancora cosciente! Con lui avrà inizio la Terza Era di Talmàin... »
  16. Ciao a tutti! Sono un aspirante scrittrice del genere Fantasy/Fantascienza e sto cercando di capire come destreggiarmi tra tutte le possibilita' di pubblicazione che ci sono in Italia, in particolare, trovo molto interessante la piattaforma di Wattpad, dove alcuni aspiranti scrittori del mio genere si son fatti notare da agenzie importanti che poi gli hanno offerto un contratto di pubblicazione. Ho da poco finito di scrivere il primo libro di una saga e parallelamente una novella che introduce il personaggio principale. Una storia particolare, azzarderei simile a quella che racconta il film di Joker. Insomma, una storia che tenta di spingere il lettore a voler approdare nel vasto mondo che si apre con il primo libro della mia saga. Sempre se ci riesca. La cosa che non mi fa decidere il da farsi, e' se vale la pena pubblicarla su Wattpad o magari se lo faccio, ci saranno dei riscontri negativi a cui potrei andare incontro? P.S.Vorrei chiarire che questa novella fa parte di una raccolta di racconti (le storie delle vite passate dei protagonisti principali, prima di incontrarsi nella saga) che avrei voluto pubblicare successivamente.
  17. Icangage

    Sterling Editore

    Nome: Sterling Editore Generi trattati: thriller psicologico, poliziesco, mistery, noir, romanzi storici, romanzi d'amore,graphic novel, fumetti. Modalità di invio dei manoscritti: email a: info@sterlingeditore.it Distribuzione: Non è possibile risalire a questa informazione dalla loro pagina fb. Sito: https://www.sterlingeditore.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/sterlingeditore/ Asseriscono di essere totalmente free ma, ad un primo contatto con loro, mi è stato detto che "attualmente i nostri editor risultano impegnati" per cui consigliavano o l'editing ad una persona di fiducia o affidarmi ad un loro collaboratore esterno.
  18. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  19. Ngannafoddi

    La Bottega dell'Invisibile

    Nome: La Bottega dell'Invisibile Sito: http://www.labottegadellinvisibile.it/home Catalogo: http://www.labottegadellinvisibile.it/catalogoshop Modalità di invio dei manoscritti: http://www.labottegadellinvisibile.it/pubblica-con-mr-edgar Distribuzione: http://www.labottegadellinvisibile.it/emilia-romagna Facebook: https://www.facebook.com/LaBottegadellInvisibile/ Mr.Edgar è lieto di darvi il benvenuto nella sua Libreria e Casa Editrice: La Bottega dell’Invisibile Troverete avventure per ogni gusto: alcune vi immergeranno in foreste incantate, altre vi trascineranno negli abissi del terrore, altre ancora vi accompagneranno alla riscoperta di magiche tradizioni dimenticate. Dovrete solo scegliere un libro, sedervi comodamente su di una poltrona, preparare una buona tazza di tè da sorseggiare, chiudere il mondo fuori dalla porta ed iniziare a leggere…
  20. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Romanzi di narrativa; Fantasy; Horror; Antologie; Sillogi poetiche; Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: per email a proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/ - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Dal sito: al momento le selezoni sono chiuse, riprenderanno dal mese di marzo 2020.
  21. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.plesioeditore.it/it/manoscritti/ Distribuzione: https://www.plesioeditore.it/it/distribuzione/ Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  22. Titolo: Il Sacro Ordine del Mistero della Notte Autore: Fantom Caligo & The Dark Show Casa editrice: Pubblicazione Indipendente ISBN: B084QLMXP1 Data di pubblicazione : 3/2/2020 Prezzo: ebooK 2,99, cartaceo 5,42 Genere: Dark Fantasy/ Grimdark Pagine: 211 Tutti temevano i Razin, eccetto loro, tutti s’angustiavano per le spie di Lemŭropolis, eccetto loro, tutti erano terrorizzati dai principi delle tenebre, eccetto loro. Si diceva che persino i licantropi li venerassero e che avessero sovente rapporti carnali con loro” Nella Purissima Repubblica Marittima di Tali, i nobili fanno affari con le forze delle tenebre per mantenere il loro potere. Ma nelle ombre si muove anche il Sacro Ordine del Mistero della Notte, l’ordine di monaci guerrieri che detengono la corporazione di banche più potente del Vaalàbra.Due uomini dal passato oscuro, Kesner e Roderigo, e il loro allievo Williamson sono assunti dai monaci per due missioni speciali. Ma ben presto i loro destini si incroceranno con gli intrighi di potere del Ducato di Lemŭropolis, dell’Impero d’Accipĭter e della Lega di Avangard che stanno muovendo le loro spie per controllare Tali. Assieme alla guida Daina si troveranno ad affrontare una situazione sempre più esplosiva dove le spie fanno saltare gli equilibri delle tenebre e i fanatici della setta dei Razin si preparano a colpire. E mentre affrontano la missione più pericolosa, guidata dal misterioso Esorcista, l’eterna faida tra liquorsolvo e virushanelitum raggiunge il suo apice… Nota degli Autori Si tratta di un intrigo dark-fantasy autoconclusivo, con alcuni elementi horror e voodoo. Per i temi trattati, il linguaggio, l’ambientazione e la totale assenza di eroine, prescelti, nani e signori oscuri, il libro è destinato ad un pubblico adulto. Abbiamo creato un mondo che potesse ospitare elementi mitologici extra-europei e rivisto alcune creature classiche. Il libro tratta i temi del fallimento e della redenzione, della doppiezza umana e dei giochi di potere. Link acquisto: https://www.amazon.it/Sacro-Ordine-Mistero-della-Notte-ebook/dp/B084G7MJ4Q/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&keywords=il+sacro+ordine+del+mistero&qid=1585581674&sr=8-1
  23. Aragorn86

    Cerimonia di fine corso (distopia-fantasy)

    La cerimonia di fine corso era un evento davvero unico, inimmaginabile fino a pochi anni prima: i nuovi agenti dimensionali ricevevano la loro prima iniezione di Quanto. Era un momento atteso, ma da molti segretamente temuto. Tanta gente, già durante il corso di addestramento, aveva rivelato le proprie ansie sulle conseguenze di quella cerimonia, e ora che Biagio se ne stava seduto, in prima fila, osservando i suoi colleghi, notava una certa agitazione in molti di loro. Quell’iniezione li spaventava come se fossero stati dei bambini al loro primo vaccino, era ridicolo. Ma forse non poteva biasimare troppo quei ragazzi, perché vi erano parecchie leggende metropolitane sul Quanto, secondo le quali la misteriosa sostanza sembrava alterare irreversibilmente la percezione della realtà e rendeva folle chi aveva una certa predisposizione alle malattie mentali. Biagio ne aveva lette e sentite di tutti i colori durante il corso di addestramento, si parlava di gente uscita di senno, che aveva dovuto lasciare il servizio prima ancora di cominciare. Lui non aveva mai prestato molto ascolto a queste dicerie da social media, era sempre stato determinato a finire il corso col massimo dei voti, senza farsi scoraggiare. Sapeva che non vi era molto di cui aver paura: bisognava solo farci l’abitudine, come ogni volta che viene fatta una scoperta nuova. Suo cugino, che si era diplomato molto prima di lui, gli aveva sempre detto che per lavorare nelle zone d’ombra era necessaria una certa dose di sconsideratezza, assieme a quella di Quanto, una sana attrazione per il nuovo e l’ignoto, di cui purtroppo tanta gente era sprovvista ormai; ed era per questo che perdevano la testa. Come per qualsiasi altro percorso formativo, molti scoprivano di non essere portati, di non voler davvero entrare in quei luoghi, di aver fatto la loro scelta seguendo delle idee vaghe o puerili…e anche in quel caso, come avveniva tipicamente per facoltà come Legge o Medicina, molti procedevano lo stesso, spinti da un cocciuto orgoglio di stampo medio-borghese o dalle incombenze economiche. Ma le zone d’ombra erano il test definitivo: se non eri portato, la pressione, le emozioni forti, ti mandavano al manicomio. Non era certo il Quanto che somministravano regolarmente agli agenti a rappresentare un problema, non aveva effetti indesiderati fino a prova contraria... Biagio guardò Donato, ormai alla deriva nel mare di persone alle sue spalle: vi erano più persone venute ad assistere alla cerimonia che diplomandi. Faceva un caldo soffocante, e le divise che erano costretti a portare per quell’occasione non aiutavano. Il compagno di corso seduto a fianco a lui, un tipo robusto e dai capelli rasati a zero, lo aveva velocemente aggiornato, tra una premiazione e l’altra: «Abbiamo iniziato da poco, tranquillo. Prima ha fatto un discorso il sindaco, poi ha detto qualcosa anche il direttore...»
  24. darktianos

    Un improbabile discorso d'amore

    commento p.s. questo e un piccolo scorcio di un romanzo bizzarro in costruzione. -Capitano, ma come siete riusciti a fidarvi dalla vostra compagna Ariin? é una cosa ce mi sono sempre chiesto.- Lo sguardo si abbasso per un attimo sullo scrittoio: -Ti citerò uno dei discorsi che facemmo io e lei, su un argomento completamente diverso. una sera che eravamo di turno per fare la guardia le chiesi se avesse mai pensato di trovarsi un uomo, insomma con il passare del tempo tenendo conto del suo mestiere di necromante, diventare anche zitella non sarebbe certo servito alla sua reputazione e posizione.- -Lei mi disse che doveva ancora trovarlo uno per cui ne valesse la pena. Naturalmente la mi a risposta fu una fragorosa risata, e le consigliai di non essere troppo esigente. ma Ariin mi riprese dicendomi che non avevo capito cosa è davvero quello che lei intendeva amore.- Il discorso divenne cosi profondo che alla classe sembro di vedere la scena. -Vedi- Disse Aarin- L'amore non si sente, insomma tu non coccoli il tuo braccio, non lo accarezzi continuamente, non pensi di essere romantico con lui...Tutte queste cavolate non sono amore, per il tuo braccio infatti non senti niente, anzi magari se ti fa male per una ferita lo vorresti a volte persino staccare, e se non ti aggrada ne vorresti cambiare l'aspetto: dita troppo grosse, mani callose ecc. -Ma se io ora sguainassi la spada e ti staccassi il braccio tu ne sentiresti la mancanza per il resto della vita, a volte avresti persino la senzazione che il braccio ci sia ancora al tuo fianco ma nel momento in cui ti lasciassi poggiare a qualcosa, finiresti col sedere per terra, perché il braccio non ha potuto reggerti. Questo è amore- -Io rabattei in quel momento, che quella era comodità, abitudine, ma lei ancora squotendo la testa mi disse : non hai ancora capito tu non devi pensare al corpo...ma al braccio!- -Ecco, è per questo atteggiamento nei confronti della sua arte di rianimare i morti, che si è guadagnata la nostra fiducia. Coloro che riportava in vita non li usava come un braccio, ma considerava se stessa un braccio per coloro che rianimava.-
  25. DanZac

    Edizioni Librarsi

    Nome: Edizioni Librarsi Generi: http://www.edizionilibrarsi.it/books Modalità di invio dei manoscritti: info@edizionilibrarsi.it (anticipazione/spiegazione tema trattato, sinossi e primo capitolo. Intero manoscritto solo se interessati) Distribuzione: http://www.edizionilibrarsi.it/info-rivenditori Sito: http://www.edizionilibrarsi.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionilibrarsi/ Casa editrice incontrata navigando sul web. Sembrano specializzati per i romanzi a scelta multipla e fantasy.
×