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  1. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Generi valutati: fantasy, fantascienza Invio manoscritti: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=49 Distribuzione: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=102 Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  2. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  3. Ospite

    Argento Vivo Edizioni

    Nome: Argento Vivo Edizioni Generi trattati: / Modalità di invio dei manoscritti: http://www.argentovivoedizioni.it/#manoscritti Distribuzione: per il momento ci autodistribuiamo Sito web: www.argentovivoedizioni.it Facebook:https://www.facebook.com/argentovivoedizioni/ Instagram:https://www.instagram.com/argentovivoedizioni/ Twitter:https://twitter.com/ArgentoVivoEdiz Youtube:https://www.youtube.com/channel/UCy2PmAKXUJKVkZo5VdAAUDw Ciao a tutti! Sono il legale rappresentante di Argento Vivo Edizioni. La nostra è una casa editrice neonata (gennaio 2017, abbiamo il sito da pochi giorni) e... particolare: si affianca infatti a un'Academy che ha lo scopo di formare i talenti di domani attraverso corsi di scrittura creativa e giornalismo rivolti a giovani e a giovanissimi. I nostri corsi sono gratuiti e finalizzati all'esordio editoriale degli studenti dell'Academy, che seguiamo fino alla pubblicazione del loro primo romanzo o saggio. Pubblicazione a cura e a spese del marchio Argento Vivo Edizioni: siamo al 100% NO EAP, o "free" come dite su questo forum. Per informazioni sui corsi o di carattere generale potete scriverci a questo indirizzo: info@argentovivoedizioni.it. Cercheremo comunque di essere presenti sul forum per rispondere alle vostre eventuali domande. Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
  4. Baucimonstra1987

    La Cacciatrice di fiumi. Dopo Saleberra.

    "Specchio d'acqua scura su cui la canoa non crea più onde. Giunge la sera e la Natura più non le risponde. Il serpentello gira nell'acqua, e le si intreccia al polso, a mo' di bracciale. Non dondola più la canoa, mentre Daimon riflette sul suo grande male". "Mi aspettano alla Rena. In mano la bandiera. Le pietre nel bastone, sognando alchimie nuove. Il buio mi culla in un senso di morte, e il sole di domani mi terrorizza. Non ho più i vecchi miraggi che mi rinfranchino le vene. Non ho più un ruolo, sulla Rena. Capitan Mercè ha fatto bene, il suo dovere!". Per tanto tempo, le erano bastati la stima e l’affetto di Capitan Mercé. Lui, ora, ha tradito anche quelli! Non gli bastava averla illusa con vane promesse di una grande carriera, agli albori del suo arruolamento sulla nave Rena, quando le gridava, dal folto della barba bianca a pungiglioni: "Io ti ho preso a bottega! Un tempo, le famiglie pagavano lautamente per mandare i figli a imparare un mestiere!". E allora, si chiede Daimon, dopo due anni di praticantato, dov'è il suo posto di lavoro? Era cresciuta di molto, al di sopra di quel legno; aveva imparato più cose lassù, che nei monasteri chiusi e monotoni dell'arcipelago. Capitan Mercè era l'unico ad averle aperto la strada alla conoscenza dell'arte sciamanica praticata direttamente sul campo coi suoi poteri e la sua arte ipnotica. Alla lunga il ruolo della ragazza, che consisteva principalmente in relazioni con i commercianti a capo delle altre navi dell'Arcipelago, era diventato fondamentale per la buona riuscita delle spedizioni della Rena. Ciononostante, Daimon non aveva avanzato di ruolo come promesso. Era rimasta la sciamana combattente di sempre, armata di bastone e amuleto, che doveva vegliare sulle trattative diplomatiche con le altre navi. “Il mio braccio destro”, l’aveva sempre chiamata Mercè, e a buona ragione. Infatti Daimon, con la sua calma sacrale e magica, eccelleva nell’attuare la volontà del proprio comandante, attenendosi alla direttive e sapendo essere in sintonia con i piani originari anche quando doveva prendere iniziative in sua assenza. La sua assenza! È proprio per questa crudele indifferenza del Capitano a esserci o meno nelle situazioni più cruciali, che Daimon sa di aver perso ciò che più di ogni altra cosa le sta più a cuore. Sull’isola di Saleberra, il Capitano ha mutato gli accordi, non ha salvato dall’immane pericolo lei e Granfiume. Ma certo. Lei conosce bene il suo modo di pensare. Avrà detto: “Tanto, con Daimon, faccio sempre in tempo a recuperare!”. È a causa di questa sua logica perversa, che ha accumulato tanti di quei debiti con i suoi marinai, che prima di risanare la situazione e “recuperarli”, saranno già tutti sottoterra, belli che morti! E così, senza ritegno, il Capitano ha abbandonato ai vortici insidiosi di acque solfate, lo Sciamano dalla pelle d’Oro, pur di creare un diversivo e potersi inoltrare indisturbato nelle grotte sotterranee e vulcaniche di Saleberra, alla ricerca dei tesori inviolati lasciati ormai incustoditi. Nonostante le indagini e le letture di ciottoli magici, Daimon non sta ritrovando Granfiume. Si è eclissato tra le acque, come una manta marina, aprendo le braccia e lasciandosi andare alle correnti. Mercè non le sta dando nessun aiuto per la sua ricerca. Mercè non la sto più nemmeno guardando in faccia, e quando lo incontra che claudica sul ponte, abbassa gli occhi fino verso la sua enorme pancia, con smorfia schifata per quel concentrato di abiettezza.
  5. alenunzia

    Quella Bestia di mio Padre

    Titolo: Quella Bestia di mio Padre Autore: Nunzia Alemanno Collana: Venator Casa editrice: Self Publisher ISBN: 978173086451 | ASIIN: B07JK5WY1W Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2018 Prezzo: Ebook 3,99 | Cartaceo 14,90 Genere: Paranormal thriller, Urban fantasy Pagine: 282 Link all'acquisto: AMAZON Trama Niente è come sembra. Mike e Alex, padre e figlio. Un rapporto complicato. Elena, la moglie di Mike, viene trovata barbaramente assassinata nella camera da letto in cui aveva avuto un violento litigio col marito solo poche ore prima. Lo stesso Alex sorprende suo padre sulla scena del delitto, un omicidio che gli organi inquirenti avrebbero attribuito a Mike se non fosse che il corpo di Elena risultava visibilmente dilaniato da una bestia feroce. L’innocenza di Mike non convincerà mai suo figlio, soprattutto quando Alex, anni dopo, scoprirà che suo padre aveva mentito alla polizia nonostante la sua innocenza. Perché? Cosa nasconde Mike? Sullo sfondo del litorale romano si dipana una storia che ha dell’incredibile, con radici che risalgono a molti secoli prima e che coinvolge la Santa Sede. Un Ordine segreto della Chiesa, infatti, dopo cinquecento anni di letargo, si riattiverà per dare la caccia a chi è tornato.
  6. LupoNero

    Sangue e Paglia

    Buonasera 😊 Volevo condividere con voi questo frammento: si tratta di una scena di grande tensione ambientata in una masseria. I protagonisti si accorgono che in mezzo ai braccianti vi sono alcuni banditi che li vogliono morti. buona lettura! Uscirono dalla sala da pranzo, percorrendo ad ampi passi il porticato della barchessa verso il corpo centrale della masseria: Richard non si sentiva tranquillo, passo dopo passo aveva sempre la sensazione di essere osservato, come se quegli uomini li seguissero con lo sguardo. Svoltarono a sinistra, nella direzione del fienile, facendo per prendere la scalinata per gli alloggi dei viaggiatori. «Ma si può sapere cosa ti è preso?» Si erano allontanati a sufficienza, ora Yarrick doveva dirgli cosa era successo poco prima. «Il mosto...» disse il vecchio, guardandosi intorno con aria circospetta «Era avvelenato». I tre viaggiatori si guardarono tutti egualmente basiti da quella rivelazione. «Volevano rapirvi, quelli non sono i miei uomini...»mormorò Yarrick, sforzandosi di trovare il filo da cui iniziare un discorso sensato «Se vi avessi avvisato ci avrebbero ammazzato...» Rick, con la coda dell’occhio, notò una sagoma che si muoveva verso la porta alle loro spalle, dietro i covoni di grano. «Fermatelo!» Yarrick fece appena in tempo ad urlare che Rick già si era precipitato addosso all’uomo, ruzzolando a terra insieme a lui. Gli tappò la bocca con le mani per evitare che urlasse, schiacciandole con tutta la sua forza. Il Gheppio e Peter si guardarono, come non sapessero cosa fare. «Cazzo state lì impalatati porca troia aiutatemi!» L’uomo, un ragazzo grosso e forzuto sulla ventina, morse con violenza le dita di Rick, che d’istinto mollò la presa. Cazzo. Il bracciante ne approfittò e lo buttò a terra con entrambe le mani, cercando di rialzarsi per scappare: senza pensare Rick afferrò il primo arnese che trovò, una roncola, e si scagliò contro di lui. Quello fece malapena in tempo ad alzarsi che la lama ricurva gli arrivò addosso: il colpo, diretto al cranio, era finito giusto a metà tra scapola e collo, affondando nelle membra come fossero legno giovane. L’uomo ricadde in ginocchio, tremante e sotto shock per via del dolore, e Rick non perse tempo: scattò in piedi come un gatto, estraendo la roncola ed assestando un secondo colpo nello stesso punto già sanguinante, spaccando l’osso come fosse un ramo da recidere. Tutt’intorno volarono schizzi di sangue e stracci di carne, e come un vecchio albero l’uomo stramazzò al suolo, supino fra la polvere e la paglia. Rick tolse l’arma, gettandola in mezzo al covone di fieno: i tre uomini lo guardavano allibiti, forse stupiti da quel rapidissimo impeto di efficiente violenza. Restò immobile a fissarli, per un lungo istante, in silenzio, mentre ai loro piedi si univano gorgoglii e gemiti soffocati nella trachea recisa: poteva sentire il sangue sgorgare dalla testa dell’uomo per poi inondare i suoi stivali. I suoni che emetteva il corpo morente erano però fastidiosi, sospetti, e Rick gli posò il piede sul collo, schiacciandolo perché non passasse aria e non facesse rumore: il silenzio tornò quando sentì il pomo del collo spaccarsi sotto il suo piede. Yarrick scosse il capo, e si gettò sul corpo dell’uomo, strascinandolo verso il fieno. «Correte in camera! Presto!»
  7. Ospite

    Dark Zone

    Nome: Dark Zone Generi trattati: Urban Fantasy, Fantasy Epico, Horror, Thriller, Romance, Ragazzi Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dark-zone.it/servizi-promozionali-per-autori/invio-manoscritti/ Distribuzione: Libro.Co di Firenze (accordo con Mondadori per distribuzione sul sito Mondadori Book); accordo con Star Shop per fumetti e albi illustrati Sito: http://www.dark-zone.it/ Facebook: Pagina, Gruppo Conosciuti al Salone di Torino: molto simpatici, motivati e disponbilili. Il catalogo esposto era prevalentemente fantasy, horror e thriller. La pagina FB è poco seguita ma il gruppo e vivacissimo, animato da loro stessi. Fanno contest, interviste agli scrittori emergenti eccetera. La prima impressione è ottima, il resto a voi
  8. Fino a
    SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Como oppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  9. simone volponi

    Damnation - Notte eterna

    Titolo: Damnation - Notte eterna Autore: Simone Volponi Collana: TrueFantasy Casa editrice: Watson edizioni ISBN: 978-8887224177 Data di pubblicazione: 10/05/2018 Prezzo: 15,00 (della versione cartacea) Genere: Fantasy/Horror Pagine: 444 p., ill. , Brossura Quarta di copertina: L’inverno in Norvegia non offre grandi distrazioni, e le poche ore di luce sembrano non bastare agli abitanti di Bergen. Lo sanno bene Anders e il suo migliore amico Ingo, che cercano di spezzare la monotonia con la passione per l’horror e il metal. I due ragazzi non sanno però che presto dovranno mettere da parte i loro interessi per far posto a qualcuno di ben più strano, qualcuno che sceglie la terra dei fiordi proprio per la sua propensione alle tenebre. È così che, dopo aver assistito al misterioso incidente di un carro funebre, la loro vita si intreccia a quella di Agnes, la più bella ragazza mai vista da quelle parti, che però nasconde “tra i denti” un terribile segreto. Agnes infatti è una vampira e si trascina dietro una terrificante famiglia che si opporrà in tutti i modi al legame con i due umani. Ma neanche la terribile famiglia è al sicuro, un oscuro pericolo incombe su di loro: l’Ordine Arcano, una spietata setta di cacciatori di vampiri che minaccia la loro permanenza sulla terra. Link all'acquisto: Sito editore: http://watsonedizioni.it/prodotto/damnation-notte-eterna-simone-volponi/ IBS: https://www.ibs.it/damnation-notte-eterna-libro-simone-volponi/e/9788887224177?inventoryId=109831120 Amazon: https://www.amazon.it/Damnation-Notte-eterna-Simone-Volponi/dp/888722417X/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1527971215&sr=1-2&keywords=simone+volponi Feltrinelli: https://www.lafeltrinelli.it/libri/simone-volponi/damnation-notte-eterna/9788887224177 Libreria Universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/damnation-notte-eterna-volponi-simone/libro/9788887224177
  10. Francesca Maria Pagano

    WriteUp Site

    Nome: WriteUp Site Generi trattati: narrativa non di genere, romanzo di formazione, saggio, fantasy, manuale, letteratura per ragazzi, cucina, autoproduzione Modalità di invio dei manoscritti: http://www.writeupsite.com/pubblica.html Distribuzione: fornitura diretta alle librerie Sito: www.writeupsite.com Facebook: https://www.facebook.com/writeupsite/ Casa Editrice No Eap. Per le proposte, è possibile inviare il manoscritto in formato .doc, .rtf., .pdf all'indirizzo redazione@writeupsite.com, completo di sinossi e recapiti autore/autrice
  11. zazeli80

    I Destinatari - Elisa Piccinelli

    Titolo: I Destinatari Autore: Elisa Piccinelli Autopubblicato: Amazon Formato: ebook ISBN: 979-12-200-3398-5 Data di uscita: 27.06.2018 Prezzo: € 2.99 Genere: Fantasy Quarta di copertina: L’incredibile avventura di Emily comincia alla sua morte quando, catapultata in un mondo del quale ignorava l’esistenza, viene messa davanti a tre possibilità: Reincarnarsi, rimanere Anima Semplice o diventare Destinatario. Scelta la terza opzione, Emily si trova fra le mani la vita di un essere umano da monitorare, il suo Protetto Alexander. Una volta scoperto che anche un sistema apparentemente perfetto può avere le sue falle, Emily imparerà ad affrontare le prove che la sua nuova esistenza le presenterà, tra mille difficoltà, nuove amicizie, cambiamenti drastici e un amore impossibile. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/I-Destinatari-Elisa-Piccinelli-ebook/dp/B07F1V6T17/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1530199108&sr=8-1&keywords=elisa+piccinelli
  12. Luca Morandi - Aratak

    La Ruota Edizioni

    Nome: La Ruota Edizioni Generi trattati: Casa editrice generalista, ha collane per: - Romanzi di narrativa; - Fantasy; - Horror; - Antologie; - Sillogi poetiche; - Narrativa per l'infanzia Modalità di invio dei manoscritti: Inviare proposte a: proposte@laruotaedizioni.it Distribuzione: Directbook Sito: http://www.laruotaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/laruotaedizioni/
  13. I RACCONTI DI HOLLIVERT - 2\21 Sogno di taverna in mattina d'autunno Bertrand entrò nella taverna nello stesso momento in cui il sole emergeva pallido al di sopra della nebbia. Le chiome scure degli alberi sul lungofiume spuntavano anch’esse come tante mezzelune tagliate in orizzontale. Il ragazzo aveva da poco compiuto vent’anni. I capelli erano chiari e lunghi, raccolti e legati sulla sommità del cranio come usavano a Plan Moundelle gli stessi uomini che lo avevano introdotto all’uso della spada e del coltello. Indossava una logora camicia di tela grezza rosata, pantaloni e stivali robusti, fatti per durare in condizioni avverse. Aveva un bel viso giovanile che non si addiceva alla luce torva degli occhi. Lui e i suoi compagni erano scesi dall’imbarcazione nel crepuscolo di quella mattina. Il cavallo di Andreas aveva creato qualche problema al momento dello sbarco, rischiando di scivolare dalla passerella e finire in acqua con il suo padrone. Il viaggio doveva protrarsi fino agli insediamenti a sud della contea, senonché il capitano dell'Acquatrice era stato colto da un malore quella notte stessa e il secondo aveva deciso di interrompere il viaggio affinché fosse visitato da un dottore. Date le condizioni dell’uomo, era presumibile che la barca non avrebbe ripreso il fiume prima di due o tre giorni. Il gruppo sedette a un tavolo vicino al palcoscenico dove gli attori, due uomini e due donne, recitavano una scanzonata commedia infarcita di allusioni sessuali. Una delle donne, quella bionda, era ubriaca. L’altra cantava una canzone che sembrava non avere nulla a che fare con lo spettacolo. Al centro della sala si imponeva un massiccio camino, con la bocca larga almeno due metri, aperta su due lati. Il fuoco, proteso verso la canna, creava nello stanzone suggestioni ammalianti che avviluppavano tutti i presenti in un unico vivido quadro di calore e torpore. I mercenari non avevano mai sentito parlare di quella cittadina e chiesero informazioni su Hollivert ad alcuni vecchi avventori a cui offrirono da bere. La birra cominciò a scorrere. Dopo i primi tre boccali lo sguardo di Lea si appannò, appoggiò il gomito sul tavolo e la testa sul palmo della mano e fissò la mediocre rappresentazione teatrale senza vederla veramente. Andreas, invece, dopo un viaggio in barca durato suppergiù venti ore, fu l’unico dei tre a ordinare qualcosa da mangiare. Oziarono nel locale per buona parte della mattinata. Gli attori proseguirono indolenti a recitare. A turno si producevano in lunghi monologhi dal tono altalenante, ora pieno di fervore, ora scemando in un sussurro sognante. A un certo punto entrò nel locale una zingara con un corsetto di cuoio e una gonna nera ricamata di foglie dorate. Cullava un violino come se fosse un neonato. Vicino al camino si tolse le calzature e avanzò a piedi nudi. Sedette in un angolo sotto il palco e cominciò a suonare lo strumento. Da lì in avanti la rappresentazione assunse un carattere ancora più ondivago e sonnolento. Tutti e tre i mercenari sprofondarono in una sorta di letargia, ognuno immerso nei propri pensieri tra gli spifferi del passato e i brevi respiri del loro futuro. Bertrand allungò le gambe e incrociò le braccia sul petto. Chiuse gli occhi e parve addormentarsi, anche se invece era ben sveglio. Andreas finì il proprio pasto, spinse in là il piatto, si piegò sul tavolo, posò la testa sulle braccia e in capo a pochi minuti si addormentò sul serio. Lea rimase immobile nella sua posizione, come una statua funebre. Nessuno dei tre si accorse della comparsa del piccolo orso sul palco. Indossava una tunica rossa e un cappello a cono dello stesso colore con due appendici di lana intrecciata che scendevano ai lati del muso. La veste gli copriva i piedi, sicché sembrava muoversi scivolando come uno spettro vermiglio. Eseguiva movimenti circolari con le zampe anteriori e fu presto abbastanza chiaro che gli attori erano soggiogati dalla sua volontà. La recita assunse lentamente un indirizzo e un coordinamento preciso. A un gesto della creatura, sui pannelli che separavano le quinte dal palcoscenico comparve uno scenario naturale in movimento: l’immagine di una pianura di campi coltivati e più lontano, sull’orizzonte, una tagliola di picchi azzurri. L’atmosfera nel locale, a quel punto, era così bizzarra e avvolgente che nessuno degli spettatori rimase stupito dal prodigio di quello scorcio, in cui l’erba oscillava davvero e le nuvole correvano da un lato all’altro del cielo azzurro. La zingara ai piedi del palco continuava la sua nenia ipnotica e di quando in quando alzava gli occhi su Bertrand, guardandolo come spesso lo guardavano le donne. Comparve un cavallo di legno, a dondolo, sulla sinistra. Altri due sulla destra. Nel primo salirono insieme una delle attrici, quella bruna e sobria, e uno degli attori, quello più giovane e attraente. Sugli altri due cavalli, a coppie, salirono invece quattro brutti ceffi comparsi dal nulla. Gli altri due attori rimasero a guardare tenendosi in disparte, insieme all’orsetto che continuava a muovere le zampe e a dirigere la scena. Le dimensioni ridotte delle cavalcature conferivano ai cavalieri un’aria ridicola, ciò nonostante era chiaro come la pantomima raffigurasse un inseguimento di cui l’uomo e la donna a sinistra rappresentavano le vittime. Gli inseguitori si avvicinarono sempre di più alla preda, fino a che attori e comparse non si ritrovarono tutti in piedi e il ragazzo fu costretto a inginocchiarsi dagli energumeni con il ventre sporgente e i baffi spioventi. Un terzo sopraggiunse da dietro, brandendo una spada con entrambe le mani, e fu in quel momento che Lea si drizzò sulla schiena e spalancò gli occhi terrorizzata. «Non fategli del male!» urlò con tutto il fiato che aveva, mentre il carnefice piegò all’indietro la spada e poi la fece scivolare in avanti, orizzontale. La testa del ragazzo volò nell’aria e per un lunghissimo istante rimase sospesa sul palco, come una luna di riccioli biondi. Infine ricadde bruscamente in un angolo della sala e Lea si alzò di scatto, rovesciando la sedia, e si precipitò a cercarla. Si gettò carponi e gemette in preda all’angoscia, spostando tavoli e sedie. Bertrand le andò vicino e la prese per un braccio, cercando di farla rialzare. «Che stai facendo?» «Lo hanno ucciso di nuovo…» singhiozzò, e poi ruppe in un pianto disperato. «È solo un’illusione. Guarda…» Lei alzò il volto rigato di lacrime verso il palco e vide con i suoi occhi che il ragazzo aveva ancora la testa sul collo. Ciò nonostante si disperò ancora di più, piegandosi sul pavimento fino a toccarlo con la fronte, picchiando col pugno sul tavolato di quercia. Tutti i presenti la guardarono attoniti e silenziosi. Bertrand gli rimase accanto, piegato, senza sapere cosa fare. Fu allora che il piccolo orso vestito di rosso comparve al suo fianco e le posò una zampa sulla testa. A quel tocco lieve, la ragazza alzò il volto inondato. Gli occhi della creatura, come due lune nere, catturarono i suoi e l’attirarono a sé. La ragazza suggellò l’estemporaneo sodalizio stringendo lo strano animale in un forte abbraccio che sortì l’effetto immediato di alleviare il grande dolore che la sconvolgeva. Lea affondò il viso nell’incavo morbido e peloso tra la spalla e la testa, e lì esaurì gli ultimi singhiozzi, mentre il sole freddo di quella mattina riluceva sui tetti della cittadina e le foglie rosse soffiate dal vento sbattevano sui vetri come palmi insanguinati.
  14. Torba

    Il mondo oltre (3 di 3)

    Commento a La coda della volpe Alzando lo sguardo, vide uno dei suoi spettatori che fissava intensamente una pipetta. L’aveva tenuta in mano fino a quel momento ma, dopo averla esaminata come fosse un oggetto alieno, decise che non meritava il suo interesse e la gettò via, per poi ripensarci. Raccolse la pipetta da terra e se la mise in tasca. Roma non si disintossica in un giorno, pensò Roberta. Una mano le strinse il polso, facendola raggelare. Era il tossico senza età. Le si era avvicinato approfittando della sua distrazione e ora le soffiava il suo alito fetido sulla faccia. Visto da vicino, era l'immagine stessa della morte in vita, condensata nella pelle spaccata e nei pochi denti, marci oltre ogni speranza di salvezza. Roberta quasi iniziò a urlare, nonostante non avesse più fiato nei polmoni, ma l'uomo iniziò a parlare. "Lui ti conosce" sibilò, con gli occhi rivoltati verso l'interno a mostrare il bianco. "Lui ti ha sentita e ti vuole." "Lasciami!" "Lui può mostrarti il mondo che c'è oltre questo. Le meraviglie! Il livello superiore! Le porte sono ovunque." Roberta smise di dimenarsi. La presa dell'uomo si addolcì sul suo polso, ma continuava a trasmetterle una strana sensazione, come una scarica elettrica a basso voltaggio. "Ah!" fece quello. "Vuoi anche tu un mondo oltre questo. Vuoi fuggire... Lo sento. Va' da lui e unisciti agli altri come te!" "Come si trovano queste porte?" Il ragazzo della pipetta era seduto a gambe incrociate, intendo a sondare l'oggetto come se non l'avesse mai visto prima. "È la domanda sbagliata. Quello che dovresti chiedere è il prezzo." "Quanto?" sospirò la ragazza. Ma l'uomo si stava già allontanando. Roberta lo rincorse e lo raggiunse quando stava per adagiarsi sul suo giaciglio di cartone. "Quanto?!" ripeté, strattonandolo. Ma quegli occhi erano tornati normali: era di nuovo un tossico qualunque. Roberta rinunciò. La stazione degli autobus era un formicaio di gente in attesa di partire o fuggire. In quel momento, i suoi genitori probabilmente stavano già scampanellando sotto casa sua, preoccupandosi per quella figlia che non rispondeva a citofono e cellulare, proprio il giorno in cui avrebbe dovuto discutere la tesi. Con il cappuccio della felpa tirato sulla testa e gli auricolari nelle orecchie, Roberta era isolata da quel mondo che non aveva mai voluto e che non l'aveva mai messa a suo agio. L'antipatia era reciproca. Mentre ascoltava Armstrong, tormentava il biglietto che teneva in tasca, piegandolo e arrotolandolo in un origami d'ansia. Prima che riuscisse a renderlo illeggibile, l'autobus arrivò e l'autista, una volta sceso dal mezzo, invitò i passeggeri a posizionare i propri bagagli nello scompartimento inferiore. Roberta aveva solo uno zaino, con dentro quelli che erano i suoi averi irrinunciabili, e nella mano teneva la custodia del sax. Non sapeva ancora come avrebbe potuto procurarsi da vivere. Forse curare la gente per strada con il sax sarebbe stata una soluzione praticabile. Oppure avrebbe dovuto vendere lo strumento e trovarsi un posto da cameriera. Mentre stava per abbandonare il sax nel portabagagli, iniziò a sentire un suono di flauto che si insinuava tra le note della tromba di Armstrong. Roberta conosceva a memoria il pezzo, ma non aveva mai sentito nulla del genere neanche nelle diverse versioni non ufficiali. Mise in pausa il lettore e si tolse gli auricolari. Il flauto continuava a suonare una melodia che le faceva venire gli occhi umidi. Sentiva che di lì a poco si sarebbe messa a piangere per quanto era dolce. Il suo cuore si stava velocemente colmando di gioia: non sarebbe passato molto tempo prima che traboccasse e lei iniziasse ad abbracciare gli sconosciuti. Iniziò a seguire le note, trasognata. In seguito, alcuni testimoni affermarono di averla vista mollare zaino e custodia sul marciapiede come sacchi della spazzatura. Dissero che sembrava ubriaca o in acido. Il flauto la condusse via dalla stazione degli autobus, le tenne la mano mentre percorreva vie piene di gente che la urtava e di clacson incazzati che le suonavano contro. Ma lei non sentiva altro che le carezze ai timpani. Quando imboccò un vicolo ingombro di cartoni da riciclare, le note morirono e lei si trovò davanti il musico. L'uomo stava seduto contro il muro di mattoni scrostati, avvolto in una giacca militare. Il cappuccio di una felpa gli riparava la testa. Senza neanche voltarsi verso di lei, le fece cenno di avvicinarsi. Senza musica, Roberta riprese coscienza di sé e notò che il flauto da cui si era originata la dolcezza era di una fattura che non aveva mai visto. Almeno cinque fori in più rispetto a quelli regolamentari. Davanti al musicista c'era un cappello con dentro qualche monetina. Centesimi, residui di carità raschiati via dall'insensibilità di chissà chi. E chi mai verrebbe in questo vicolo, pensò la ragazza. Subito però si rese conto di come era arrivata al cospetto del flautista. "Suona ancora, ti prego" gli disse e le dita dell’uomo ripresero a percorrere quello strano strumento. Man mano che la musica diventava più dolce e complessa, intricata come una foresta pluviale ancora vergine, i movimenti si facevano sempre meno visibili e Roberta faticava a seguirli con lo sguardo. Voleva imparare a produrre anche lei quelle armonie celestiali e sapeva che non le avrebbe mai trovate su alcuno spartito terreno. Le sue composizioni curative, al confronto, impallidivano per la vergogna. Le note rallentarono di nuovo e le dita ridivennero visibili, solo che non erano più le stesse. Le falangi si erano moltiplicate e assottigliate. Allo stesso modo, il numero di articolazioni era notevolmente aumentato. L'impressione era quella di osservare le zampette di un astice o di un'aragosta, ma ormai Roberta non ci badava più. Potrei volare, pensò. Anche per questo, quando il musicista si fermò di nuovo, lei sentì che stava davvero per mettersi a piangere. "Continua, ti prego." "Volare costa, cara" le rispose l'uomo. "Ah, certo! Mi scusi" esclamò Roberta, prendendo a frugare nelle tasche alla ricerca di qualche moneta, ma lo sconosciuto la fermò con un gesto. Si alzò. Le sbottonò due bottoni della camicetta e, mentre si apriva un varco in mezzo ai suoi seni, Roberta sentì un brivido di piacere percorrerla, farla vibrare come la corda di una chitarra. Le dita da crostaceo affondarono nella carne, ma non ci fu sangue né dolore. Era cosa giusta, il tributo per quello stato di beatitudine. "Il prezzo per la porta" mormorò la ragazza. "Per il mondo oltre" la corresse l'uomo. Tirò fuori le dita dal torace, portandosi dietro il cuore pulsante. Roberta attese con le palpebre socchiuse e frementi che l'uomo tornasse a sedere. Il flautista lasciò cadere il cuore dentro il cappello e si accomodò, riprendendo in mano il suo strumento. "È abbastanza?" chiese Roberta, sognante, ma conosceva già la risposta. La musica riprese a danzare nelle orecchie della studentessa e a riempire il vuoto lasciato dal suo cuore. Roberta aprì gli occhi e guardò dentro il cappello. C'erano dentro stelle e comete, galassie, esplosioni di supernove. Vide pianeti circondati da strascichi di asteroidi, come teste di spose incoronate, e buchi neri in cui poté abbandonarsi priva di peso. Mentre volava, partecipò alla scissione della prima cellula, nuotò con pesci preistorici e insieme a loro uscì dall'acqua per conquistare la terra. Era una landa sconosciuta, immacolata, scevra di conoscenza. Accogliente. Il mondo fatto per lei. Si incamminò sul nuovo continente e si perse nella gioia. La sera portò con sé il primo freddo. Il musicista ripose il flauto nella tasca della giacca e si sfregò le mani per riscaldarle. Il suo unico desiderio era di andare a riscuotere la paga e chiudersi in un pub per la serata. Guardò il cappello e i pochi spiccioli che conteneva. Scrollò le spalle e se li mise in tasca. Non aveva di che preoccuparsi perché Lui pagava bene: il miglior principale che avesse avuto da secoli. Si calcò il cappello sulla testa e si allontanò fischiettando.
  15. Torba

    Il mondo oltre (2 di 3)

    Commento a Osservarsi All'epoca, Roberta non aveva ancora composto neanche "Analisi Matematica I" - i corsi non erano ancora iniziati - e quindi attaccò un pezzo di Coltrane, mentre dalla cucina arrivava il rumore della ceramica che si infrangeva. Quando le note iniziarono a prendere vigore e passione, diffondendosi per l'appartamento, il fracasso cessò. Dopo un primo momento di pesante silenzio, attraverso il blues Roberta sentì i passi di Marco in corridoio. La porta si spalancò con violenza e lei si trovò davanti lo sguardo allucinato di Marco. Roberta chiuse gli occhi. Continuò a suonare, con la schiena che aderiva alla parete. Passarono tre minuti, mentre Coltrane raccontava la sua storia e Marco faceva chissà cosa oltre lo schermo delle palpebre. La ragazza aprì gli occhi solo quando sentì il folle che spalancava la finestra. Forse era un'illusione, ma avrebbe giurato che qualcosa era stata liberata verso l'esterno. Non era cambiato nulla nell’aspetto esteriore di Marco, ma il suo respiro era diventato regolare. Uscendo dalla stanza, le aveva mormorato addirittura un “grazie”. La parola riecheggiava ancora nella mente di Roberta, mentre adesso l'oscurità faceva sembrare il ponte come la bocca di una caverna: nulla si vedeva al di là dei piloni. E come da un pozzo di un romanzo gotico, non appena avvertirono la sua presenza, le creature della notte iniziarono a strisciare fuori. Malconce, con i vestiti luridi e a brandelli. Residui di una Midian di scarti. Gengive ormai abbandonate dai denti. Pelli irrigidite dai buchi. Quello che si stava avvicinando più velocemente aveva indosso un paio di calzoni puzzolenti di piscio e solo un impermeabile a coprire la parte superiore del corpo. Sotto la barba aggrovigliata e insozzata dall'indigenza, poteva avere qualsiasi età. Come uno zombie in un film degli anni Settanta, trascinava una gamba e faceva penzolare la mascella. Non morto, tendeva la mano verso di lei. La ragazza posò a terra la custodia e fece scattare la serratura. Il sax riflesse il bagliore di un lampione lontano e per un attimo sembrò che una cometa fosse passata sopra quello squallore. Iniziò a suonare "Geometria II". L'attacco era lento, un'alternanza di tre dolci note ripetute fino a diventare un mantra. Poi la musica acquistò leggerezza e consistenza. L'armata delle tenebre prima tentennò, poi si fermò del tutto. Il tossico senza età serrò le mascelle e raddrizzò la schiena, come un cane in presenza di un estraneo. Dietro di lui, gli altri diseredati rimanevano immobili come statue. Mentre le dita volavano sullo strumento, Roberta percepiva al di là delle sue palpebre chiuse la bolla di benedizione che si era creata. Un'oasi di guarigione per gli straziati dalla malattia. Per la prima volta, sentì la sicurezza che non gli era mai appartenuta veramente, neanche dopo le esibizioni di Fra Martino o dopo le lacrime della madre di Marco. Lei aveva il potere. Nella sua cameretta, la Roberta bambina era stata solita specchiarsi prima di suonare. Le cuffie erano troppo grandi per la sua testolina e la tastiera era invece troppo piccola. Di solito avrebbe cominciato a pigiare i tasti nel silenzio, con la musica che zoppicava solo per lei, ma Quella-Famosa-Sera si sentiva coraggiosa: aveva tirato via il jack dalla tastiera e aveva iniziato a suonare Fra Martino Campanaro. Aveva sbagliato dopo tre note. La melodia era riconoscibile, ma l'esecuzione era quella che ci si poteva aspettare da una comune bambina di prima elementare. Dopo aver martoriato il povero frate per una decina di volte, aveva sentito gli occhi inumidirsi e aveva spento la tastiera. Poi aveva alzato lo sguardo. Lalla era seduta sul tappeto davanti al lettino della sorella, mentre i genitori litigavano in cucina, inconsapevoli dell'allontanamento dell'oggetto del contendere. "Il vaccino?" chiedeva suo padre, ma non sembrava una domanda. "Ma non dire cazzate!" Anche Roberta raccontava un mucchio di cazzate. La firma del professore era rimasta per un bel po' in solitudine sul libretto, mentre sulla copia - quella che Roberta aveva richiesto dopo la denuncia di smarrimento - le falsificazioni si riproducevano al ritmo di circa quattro materie a semestre. Roberta ricopiava in bella gli spartiti di "Fisica" e "Composizione Architettonica", ma a casa sua erano convinti che stesse preparando la tesi. "Progettazione di uno spazio multifunzionale per esposizione artistica e bocciodromo". Un paio di volte al giorno il senso di colpa prendeva il sopravvento. Il sollievo era nel sax e così il repertorio si allargava. Non aveva mai voluto deludere i suoi con un abbandono o un cambio. "Certo che se oggi non riesci a laurearti sei uno sfigato" diceva sua madre davanti al telegiornale, commentando con le ultime notizie dal Ministero. "Ai miei tempi, sì che era dura, ma non ho fatto un giorno di fuori corso. Come va tesi cara?" "Bene" rispondeva Roberta, arrotolando spaghetti. "Il plastico l'hai fatto?" "Quando torno all'Uni faccio una foto così vedi come sta venendo". Sua madre la credeva alle prese con balsa e colla. Lei suonava e ammansiva la colpa. I suoi colleghi diventavano architetti abilitati e già iniziavano a farsi sfruttare. Provando l'attacco di "Disegno Artistico e Modellazione", Laura si chiedeva se non esistesse altro nella vita. L'obbligo di crescere. La dittatura della responsabilità. Prolungare quel limbo oltre la sua naturale scadenza aveva solo contribuito a escluderla dai giochi della vita reale. Ma si poteva chiamare vera vita? C'era un'alternativa? E se sì, dove si trovava? Quella-Famosa-Sera, Lalla stava guardando proprio Roberta. Teneva le gambe grassocce rilassate in avanti e le mani aggrappate al pelo folto del tappeto. Non era una novità. A quanto sembrava, l'unica cosa che suscitava l'interesse di Lalla era strappare quei peli sintetici e fare ammattire la madre. Quella sera però stava guardando dritto verso la sorella. Non c'erano possibilità di errore. Roberta aveva espirato con cautela: aveva trattenuto il fiato quando aveva scoperto di avere un pubblico. Lalla le era sembrata un branco di tigri del Bengala, invece che un’infante con un sospetto di autismo. Quello era un termine che ultimamente aveva sentito spesso da suo padre. Roberta non sapeva cosa significasse, ma non sembrava nulla di buono. Aveva riacceso la pianola e aveva riprovato la melodia, questa volta sbagliando solo una nota, quella prima di "suona le campane, suona le campane". Lalla lisciava il pelo del tappeto. Da quel momento Roberta aveva continuato a esibirsi davanti alla sorella ogni sera, aggiungendo al repertorio anche Jingle Bells. Due anni dopo, durante un'appassionata esecuzione di "Imagine" su una Yamaha di seconda mano, Lalla aveva battuto le mani. Ora faceva le superiori. Quando leggeva, confondeva solo un po' le parole. Con quel ricordo in testa, Roberta aprì gli occhi e vide nel buio qualcosa che si muoveva tra i drogati. Ombre di petrolio strisciavano via in sordina, come parassiti dopo la morte del corpo. Una aveva una testa enorme e floscia. Si muoveva strisciando aiutandosi con i lunghi tentacoli. Un'altra, quella che fuggiva dal tossico senza età, sembrava uno gnomo gobbo con l'andatura da primate. Roberta non riuscì a distinguere la forma delle altre presenze, ma poté vedere che non si erano allontanate di molto. Erano tutte riunite nell'antro creato dal cavalcavia e la guardavano con occhi maligni, come punte di spillo. La melodia di "Geometria II" finì, lasciando il posto al resto del repertorio di Roberta. Per tutta la mezz'ora in cui suonò, il suo pubblico rimase immobile. Quando i primi raggi del sole la raggiunsero, la ragazza si sentiva ormai svuotata e dovette staccare le labbra dal sax. Mai in vita sua si era sentita così esausta, come se si fosse privata di un organo per donarlo a qualcuno più bisognoso di lei.
  16. Torba

    Il mondo oltre (1 di 3)

    Commento a Il fantasma "Dovresti sfruttare la cosa" le aveva detto Marco, una sera che si erano messi a fumare sul balcone. La serata era calda e l'indomani ci sarebbe stato un altro esame al quale non presentarsi. La sinfonia in onore di "Urbanistica" era quasi pronta, mancavano solo un paio di passaggi da definire. "A cosa ti riferisci?" "Alle tue capacità. Potresti aprire uno studio tipo, che so, da terapeuta. Curare le persone come hai fatto con me." "Io non ti ho curato." "Ma va. Mia madre neanche mi salutava più, per paura che la pestassi. A proposito, ti piace la collana?" Roberta la portava al collo in quel momento. La madre di Marco era arrivata un sabato pomeriggio, mentre lei era da sola nell'appartamento. Quando Roberta aveva aperto la porta lei era già in lacrime, con il trucco tutto disfatto. Le si era lanciata al collo e l'aveva stretta tanto da toglierle il fiato. Aveva continuato a ringraziarla tra un singhiozzo e un altro. "Me l’hai restituito" aveva detto. Poi aveva aperto la borsa, ne aveva tirato fuori un pacchetto e, ignorando le proteste della ragazza, gliel'aveva fatto scartare. Non era riuscita a dire altro e dopo un paio di minuti era sparita. Roberta aveva passato il pomeriggio a guardarsi allo specchio, giocherellando con la collana. Da allora l'aveva tolta solo per dormire e fare la doccia. "Sì, mi piace. Ma tua madre non doveva. Io non ho guarito nessuno." "E tua sorella allora?" Nelle loro nottate sul balcone si erano scambiati racconti sulla loro vita e Roberta, in quei momenti di confessioni, non aveva potuto tenere per sé il miracolo di Fra Martino Campanaro. Salvo poi ritrattare. "Neanche con lei ho fatto nulla. Aveva dei problemi quand'era piccola, ma si sono risolti con il tempo. Sono cose che succedono, con i bambini: c'è chi ci mette di più per iniziare a parlare, ma poi diventa comunque normale, no?" "Forse hai ragione." Il cielo era completamente sgombro e le costellazioni aspettavano di essere riconosciute e ammirate, ma nessuno dei due era mai stato forte in astronomia. Un vero peccato. "Secondo me ti servirebbe una prova suprema, per fugare ogni dubbio. Qualcosa di estremo." "Non eri già abbastanza estremo tu?" "Allora vedi che mi dai ragione?" Quale migliore notte per rispondere alla domanda, se non quella? L'indomani. un'Aula Magna gremita di parenti si sarebbe comunque chiesta come mai lei non figurasse nell'elenco dei candidati. Roberta camminava avvolta nella luce asettica dei lampioni, con il peso del sax che le gravava dolcemente sulla spalla, dentro la custodia. Sul marciapiedi opposto, le prostitute mercanteggiavano con i clienti di passaggio davanti al banco della carne. Una di loro fischiò, indirizzando verso Roberta qualcosa che fece ridere le altre. La sedicente studentessa passò oltre. Quello non era un posto per una come lei, ma c'erano luoghi ben più pericolosi ad attendere nella notte. Quelli che lei stava cercando. Una strada secondaria si staccava dal viale e si dirigeva verso i margini esterni della città, laddove le case si diradavano e si moltiplicava l'immondizia, non necessariamente inerte e chiusa in sacchetti di plastica. Roberta si rese a malapena conto che dopo un po' l'asfalto cedeva il posto prima a un malconcio fondo di cemento e poi alla terra battuta. Mentre le sue scarpe da tennis si lordavano di fango, si avvicinava al punto in cui il sentiero passava sotto al ponte dell'autostrada. Le avevano parlato di quel posto, e le opinioni andavano tutte in un unico senso: meglio essere da un'altra parte. Ma lì serviva aiuto, come ne avevano avuto bisogno Marco e Lalla. Far finta di niente non era facile, quando si trattava di sua sorella. Sua madre si era accorta che qualcosa non funzionava e il primo segnale era stato appunto l'ostinazione con cui affermava che andava invece tutto alla perfezione. La sua bambina era perfettamente normale, aveva solo bisogno di tempo. "Dov'è la mamma? Dov'è la mamma? Cucù!" Roberta aveva imparato a non intromettersi nei tentativi di comunicazione, una scena quotidiana - quasi a cadenza fissa - che andava in onda poco prima di cena, quando entrambi i genitori tornavano dal lavoro. "Non ti sta minimamente considerando" era stata la frase tipica di suo padre. Osservava la figlia con aria desolata, appoggiato allo stipite della porta, con ancora indosso i vestiti sporchi di intonaco. Come un falso fornaio o uno smisurato cocainomane. "È ancora troppo piccola. Cosa vuoi che dica, che ancora non ha un anno?" "Ma porc... Non si tratta di parlare. Guarda, neanche si è accorta di te." A quel punto Roberta sapeva che i toni sarebbero saliti gradualmente. Sua madre si sarebbe chiusa nella sua campana di negazione e suo padre avrebbe continuato a martellare, ma ogni giorno lo faceva con meno energia. Sembrava destinato anche lui ad abituarsi e fare finta di niente. Quella-Famosa-Sera, la ragazzina aveva spento come ogni volta il televisore e si era rintanata in camera sua. Dodici anni dopo, il primo brano composto da Roberta al sax veniva intitolato "Analisi Matematica I". Aveva preso vita durante il primo semestre di architettura e si era nutrito sin dalle prime lezioni di tedio e disinteresse. Il professore esponeva gli argomenti in maniera chiara e Roberta, sul momento, afferrava i concetti al volo, a differenza dei suoi colleghi presi da sudori freddi e deliri mistici, salvo restituirli alla libertà dell’etere ogni volta che tornava nella sua minuscola stanza presa in affitto, dove seppelliva gli appunti sotto chili di spartiti scarabocchiati con la Bic nera. "Analisi Matematica I" non le sembrava un capolavoro. Però le piaceva come, nella sua desolazione, rispecchiasse il primo scoglio reale che aveva incontrato. "Va bene diciotto?" le aveva chiesto il professore, un magnanimo cinquantenne con la faccia da bambino. "Sì." "Non sarebbe meglio se tornasse al prossimo appello? In aula l'ho vista interessata. Forse si è confusa..." "Mi va bene il diciotto." L'appartamento in cui Roberta aveva trovato una camera era già occupato da due ragazze - una perennemente in doposbronza, un'altra che non si vedeva mai - e da un unico ragazzo. Lo stesso giorno in cui Roberta si era trasferita, mentre apriva gli scatoloni, aveva sentito del trambusto provenire dalla cucina. Rumore di piatti che si rompevano, versi strozzati. Si era precipitata, già ripassando mentalmente i numeri da chiamare in caso di emergenza. Pronto soccorso. Carabinieri. Guardia Costiera. "Porca troia!" la accolse Marco. "Ma che è successo?" Per tutta risposta, il ragazzo prese un altro piatto dal mobile della cucina e lo spaccò a terra. I cocci raggiunsero i piedi di Roberta. Erano blu all'esterno e bianchi dentro. Svedesi. "Quella puttana di Elisabetta mi ha di nuovo finito il caffè! Ma io stavolta l'ammazzo!" Marco parlava digrignando i denti. Effettivamente non si poteva più considerare parlare, ma soffiare pensieri truculenti attraverso la dentatura. Nel giro di qualche secondo, aveva elencato tutta una serie di modi poco puliti in cui avrebbe fatto fuori la coinquilina fantasma, quella che non si vedeva mai. "Vabbé, dai. Mi sembra un po' esagerato fare..." aveva azzardato Roberta. "Ma tu che cazzo vuoi? Chiccazzosei?!" Roberta aveva fatto marcia indietro, come un felino di fronte a un avversario di gran lunga più forte e pericoloso. La battaglia per il territorio era persa e iniziava quella per la sopravvivenza. Con gli occhi bassi e le spalle curve, era tornata fino alla sua porta e l’aveva richiusa una volta in stanza. Mancava la chiave nella toppa. Poco prima si era riproposta di parlarne con la padrona di casa, ma adesso era tardi e non era abbastanza forte da spostare il letto per barricarsi dentro. Il comodino non avrebbe certamente fermato il ragazzo, se avesse deciso di inseguirla. Aveva cercato il cellulare, ma nella stanza c'era troppo casino. Come in trance, aveva preso il sax dalla custodia e si era messa con le spalle al muro.
  17. Plata

    [MI 118] Big Fox in the big trouble

    Traccia di mezzanotte. Big Fox in the big trouble Cazzo, che tette! Sotto la foto di Animasolaeumida2000, Fox scorse la gamma di faccine che si aprivano magicamente al passaggio della freccetta del mouse e cliccò sul cuoricino. Gli piaceva il cuoricino, gli ricordava un culo, perfetto nella sua simmetria color pesca. Me la bomberei di brutto, ponderò bavoso. Non era più un pensiero, da decenni, quello: era un'abitudine. Oooh, non deve avere neanche diciotto ann... Din... Don... Un suono registrato di campana annunciò l'entrata nel negozio di arredi sacri e oggetti devozionali: una ottugenaria cliente, archetipo puntuale di quello spazio angusto e sacro. «Buongiornoh. È arrivata quella croce d'osso giallo intarsiato?» Ma porco di quel «... Buongiorno cara, l'ordine è stato inviato ieri pome. C'è un tempo fisiologico da rispettare.» Se sei fortunata arriverà che sei ancora viva, Dio Cris... «Ho capito» rispose la vecchia nervosa come un tossico che si è appena accorto di aver finito il metadone. «Mi dai quindici santini di Padre Pio, dieci di Sant'Anna e due rosari?» «Oggi niente ceri? Stamane me n'è arrivata una partita con l'immagine di Papa Francesco.» Chissà quante volte il Bergo si sarà toccato i coglio... «Va bene, dammene un paio. Tu sì che sei un venditore nato...» sentenziò la donna mentre mettendo i ceri con l'immagine santa nel sacchetto di plastica si dirigeva fuori... … Dai coglioni. Fox tornò al PC, il suo mondo. Aprì la pagina Youtube, riavviò la playlist e il cantante dei Sangue Avariato, band metal con influenze californiane ma originaria di Latina, riprese il suo canto: “Il mio cavallo per una forcaaaah/ il mio gilet di pelle per una sorc...” Il Nokia squillò con un riff di chitarra. Fox rispose bestemmiando. «Amen» disse Mina. «Dimmi, ho da fare» sputò Fox mettendo in pausa il video musicale. Mina, l'androgino, il suo migliore amico. Giovine universitario con la passione per Bafometto e le chiese sconsacrate. «Hai sentito di Lupoh? È di nuovo in galera: ha dato fuoco all'auto di un tizio...» «Perchè?» «Il tipo diceva che Baudolino è un romanzo fantasy. Sai com'è fatto il vecchio Lupoh...» “Hai una nuova notifica!” apparì sul PC e Fox tagliò corto: «Scusa, Minuzzo, devo andare...» Chiuse la chiamata e cliccò sulla notifica: “Hai un messaggio da J. Punzo.” 'Cazzo vuole ora Joy? “Fox, ho una brutta notizia.” “Ma porca... Perché aspetti che te la chieda? Dimmi!” picchiò sulla tastiera. “Sei stato bannato dal sito degli scrittori per aver inviato foto sconce ad alcune utenti...” Fox smise di respirare. Era piccolo. L'età della preadolescenza, quella in cui sui pubi lisci e morbidi dei bambini non sono ancora spuntate quelle orribili barbe caprine di torto fil di ferro, quando fece l'ultima volta il bagno in mare. Era una bellissima mattina d'inizio settembre, bella quasi quanto la bambina per cui il piccolo Fox aveva preso una cotta. Dieci anni avevano entrambi; dieci estati erano passate perché i loro sguardi potessero incrociarsi e innamorarsi del primo amore che è insieme un'attesa e una promessa. «Facciamo il bagno?» chiese la bimba con pudica malizia. Era la prima volta che gli rivolgeva la parola. Fox non aveva mai imparato a nuotare ma passarono tre secondi prima che si gettasse in acqua. Anche quella volta la piccola volpe era rimasta senza fiato. Dove sono? pensò, sentendosi uno stereotipo. «FOooKs!» urlò una voce. «Chi è?» «SoNO la TUa coScIenZA. FigLIo dELLa MerdA, noN mi RIcoNoscI?» «No.» «BastArdO! È InutiLE chE FaI fINTa DI niEnTE. Il DaDo È TraTTO!» Fox aprì gli occhi e disse «Porca troia» perché il buio rimase buio. Eddie il teschio cantava sul PC “I'm a man who walks alone” quando si risvegliò. Esiliato. Come un Gesù qualsiasi, pensò. I quarantenni di oggi sono i trentenni di allora, riflettè, e si toccò il pacco. «Vieni, voglio farti vedere una cosa» aveva detto lei prendendolo per mano. Il bimbo divenne duro più degli scogli che riposavano nel fondo del mare. «Sì.» I due correvano; le onde cancellavano subito le orme che lasciavano sulla spiaggia ed era come se non fossero mai passati da lì. «Ecco» gli disse una volta che furono occultati dalle dune di sabbia. «Guarda...» La bambina infilò i pollici nell'elastico del costume e pizzicandolo con le dita lo abbassò. Il piccolo Fox guardò estasiato. E rise.
  18. Estelwen

    Hope Edizioni

    Nome: Hope Edizioni Generi trattati: La Hope Edizioni è aperta a ogni genere di romanzo, dal rosa con tutte le sue sfumature (erotico, dark romance, bdsm, storico) alla fantascienza, passando per New Adult, Young Adult e thriller e finendo con il fantasy (epico, contemporaneo, ma anche paranormal e urban) e gli M/M. Al momento NON si accettano saggi o poesie né altri tipologie di testi non presenti nella precedente lista. Modalità di invio dei manoscritti: tramite questo form: http://www.hopeedizioni.it/invio-manoscritti-editore.html o via mail all'indirizzo pubblicazioni@hopeedizioni.it Distribuzione: Non specificato Sito: http://www.hopeedizioni.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/HopeEdizioni/
  19. Roberto Ballardini

    I racconti di Hollivert - 1\21. L'incursione

    1\21 - L'incursione Kennard Bastille risalì il tortuoso sentiero intorno alla collina di Hollivert, scortato dai suoi sgherri. Al suo fianco cavalcavano Lewis e Carroll Gracier. Il primo aveva una risata facile che metteva in evidenza una bocca di denti storti come le lapidi di un cimitero abbandonato, il secondo tollerava a stento la sguaiata ilarità del fratello e gli lanciava lunghe occhiate disgustate. Il terzo cavaliere era una donna e si chiamava Julienne Reiner. Aveva i lineamenti perfetti di una dea, senonché la crudeltà che portava impressa sul volto ne minava la bellezza come un verme dentro una mela, scavandolo dall’interno. Il quarto e ultimo uomo, Manfred Jr Orbace, era piuttosto grasso ma dotato di una forza straordinaria. Arrivarono sull’altopiano poco prima di mezzogiorno. Dovettero attendere qualche minuto sul ballatoio esterno della villa e per Kennard furono pochi minuti di troppo. Quando la porta venne aperta si adirò con l’anziana domestica ed entrò con passo pesante, seguito dai tirapiedi. Annabelle Koubert Bastille andò loro incontro insieme alla figlia Marie, sbarazzina nella tenuta da cavallerizza. A seguire, una decrepita coppia di domestici e il mago bianco Avannon Grey, a servizio della famiglia da almeno vent’anni. Nella stanza degli ospiti, i cavalieri si accomodarono senza riguardo. Se l’impertinenza dei visitatori la indispettisse, lady Bastille non lo diede a vedere. Al contrario, sul viso della figlia passò un moto di stizza e li guardò con odio, uno per uno. Il mago rimase vicino alla porta, per avere una visuale completa della camera, tra le due imponenti e vuote armature negli angoli, l’una rossa e l’altra blu, i guanti di ferro incrociati sull’elsa della spada, immobili come una coppia di silenziosi attendenti. «Qual è il motivo della tua gradita visita, Kennard?». «Lo è davvero, Annabelle? È davvero gradita?». «Perché non dovrebbe? Sei il fratello di mio marito». «Perché mi trovi odioso, tanto per dirne una». La donna non disse nulla, mentre i due camerieri ritornavano con un vassoio pieno di bicchieri. Kennard vuotò d’un fiato il suo e lo scagliò contro gli alari del camino, mandandolo in frantumi. «Posso ricordarti che questa è la casa di tuo fratello, al quale dovresti portare rispetto in primo luogo per tutto ciò che ha fatto per te e in secondo per il titolo nobiliare che sei tenuto a servire?». Kennard strinse gli occhi. Il viso era lungo e affilato, il naso sottile e adunco. «Posso ricordare io a te, mia signora, che il lord tuo marito è assente e lo sarà ancora per diverso tempo, ammesso e non concesso che riesca a fare ritorno?». «Non vedo in che modo questo possa farti acquisire su questa proprietà diritti che non possiedi.» «Oh, un modo lo troveremo, mia cara» disse Kennard passandosi una mano fra i lunghi capelli. «Lloyd Masters e i suoi uomini saranno qui da un momento all’altro e non gradiranno la tua insolenza, esattamente come non la gradisco io». «Non ci contare. Il garzone che hai mandato troverà Masters e il suo piccolo esercito profondamente addormentati nella caserma ai piedi della collina. Opera mia, modestamente» disse facendo volteggiare una mano davanti al viso. Lewis rise senza nessun riguardo, trangugiando il vino e facendo fare al bicchiere la stessa fine. «Smettetela!» gridò Marie, con la rabbia che le strozzava la voce. Kennard la guardò freddo e storse la bocca in una smorfia di disgusto. Tra di loro non era mai corso buon sangue. La ragazza, fin da bambina, aveva sempre manifestato per lo zio in visita un evidente fastidio. «Lewis» disse ora fissandola bieco dal basso in alto, «porta mia nipote di sopra e fai di lei quello che più ti aggrada». «Ma sei impazzito?» esclamò Annabelle, inorridita. Lewis si alzò dal poggiolo e avanzò baldanzoso verso la ragazza. Annabelle si interpose tra di loro. «Dovrai uccidermi, prima!». «Oh, non sarà necessario» disse Kennard. «Ti voglio viva, Annabelle, e integra. Almeno dalle cosce in su». Alzò con noncuranza il braccio sinistro ed eseguì con le lunghe dita una serie di circonvoluzioni nell’aria. La donna emise un urlo di dolore e cadde sul pavimento, contorcendosi tra le braccia della figlia. Marie le sollevò la gonna, e inorridì: davanti ai suoi occhi le vene delle gambe gonfiarono e si ramificarono, al di sotto delle ginocchia. La carne scurì, avvizzì e si contorse come una pianta in rapida decomposizione. Lewis si fece avanti e non si accorse della lama che calava, mozzandogli la mano destra insieme a buona parte dell’avambraccio. Il sangue si versò sul pavimento e intrise i tappeti. Carroll fu subito accanto al fratello e ingaggiò un duello con il fantomatico avversario dai riflessi vermigli, mentre Reiner fece lo stesso con il suo omologo di colore blu. L’incantesimo di Avannon Grey vorticava dentro le armature vuote, riverberando dalle articolazioni e dalle calate di una spettrale luce violacea. Le mani del mago bianco fluttuavano nell’aria davanti al suo volto con grazia naturale, avvolte da un soffuso chiarore. Le ampie maniche della tunica scivolarono fino alla piega del gomito, lasciando scoperti gli avambracci sottili. Kennard si alzò e fronteggiò il vecchio. Le labbra esangui si sollevarono sulla chiostra di denti serrati, le mani salirono come artigli davanti al volto, illuminandosi in modo analogo a quelle dell’avversario. Alle sue spalle, Orbace si risolse ad agire, ma nella bocca spenta del camino divampò un fuoco dalla cenere con il ruggito di un animale. Lingue fluorescenti si allungarono nella stanza, lo avvilupparono e risucchiarono nel focolare, divorandolo come un osso lanciato a un cane. Per un attimo Avannon rivide in Kennard il ragazzino introverso al quale aveva insegnato i primi rudimentali incantesimi. Aveva recepito gli insegnamenti talmente bene da lasciargli presupporre che quella fosse la sua vocazione, ma l’adolescente aveva abbandonato la casa paterna per aggregarsi a una carovana di saltimbanchi e raggiungere la grande città di Perxpector, dove si era guadagnato da vivere come prestigiatore e incantatore di animali. Nessuno aveva saputo più nulla di lui fino a che non era riapparso a Hollivert, ormai adulto. In quell’occasione, Avannon Grey aveva avvertito subito come la sua potenza magica fosse accresciuta a dismisura di pari passo con l’arroganza. Il carico di sentimenti negativi aveva impresso ai suoi poteri quell’inversione di tendenza di cui il vecchio mago era già stato testimone diverse volte nel corso della sua vita. Kennard era diventato, a tutti gli effetti, un mago nero. Per questo la sortita di quel giorno non lo aveva colto alla sprovvista. Ciò nonostante era solo contro un suo pari di eguale potenza e quattro giovani e robusti cavalieri. Marie capì all’istante come stavano le cose: il vecchio Avannon era destinato a soccombere e lei era l’unica in grado di aiutarlo. Quando vide le mani di suo zio librarsi nell’aria e la luce generarsi tra le sue dita, spiccò un balzo in avanti e gli si lanciò addosso, spingendolo contro la vetrata che dava sulle montagne dell’inverno. Kennard era leggero e perse l’equilibrio. Lo schianto dell’infisso riempì la stanza insieme all’aria frizzante dell’autunno imminente. Le armature incalzarono i cavalieri rimasti. Julienne Reiner e Carroll Gracier indietreggiarono fino alla banchina, incalzati dai colpi, vi salirono sopra e si buttarono giù. Due metri più sotto, Kennard era ancora in ginocchio e si teneva il braccio sinistro, rotto nella caduta. Lewis, un laccio di fortuna stretto vicino al gomito per fermare l’emorragia, attraversò la stanza barcollando e raggiunse i suoi amici. Manfred Jr. Ombrace rimase nel camino, ridotto a un tizzone nero e fumante. Appena gli intrusi furono all’esterno della casa, il mago allestì un incantesimo di protezione tutt’intorno al perimetro che neanche Kennard sarebbe riuscito a penetrare, quel giorno. Marie si rialzò, scrollandosi i pezzetti di vetro che le erano piovuti addosso, e corse di nuovo vicino a sua madre.
  20. Titolo: L'Ultimo Demone Autore: Mirco Tondi Casa editrice: autopubblicato Serie: I Tempi della Caduta ISBN: 9786050473728 Prezzo: 1.99 € Genere: fantasy post apocalittico/distopico Pagine: 410 Trama In un mondo in cui le civiltà sono implose sotto il peso dei propri eccessi, i superstiti si sono adattati a vivere fra le macerie. Pochi ormai ricordano cosa ha preceduto la caduta e gli umani conoscono soltanto un’esistenza votata al mero sopravvivere. In questo scenario fatto di polvere e detriti, gruppi di persone e viandanti solitari intrecciano le proprie strade, chi per caso e chi con un fine specifico. Ma sotto le spoglie umane si nascondono creature che di umano hanno poco: da gente con poteri soprannaturali fino a demoni e divinità. E sono i disegni di questi individui speciali a tessere l’intreccio della trama, divisa equamente fra chi la controlla e chi la subisce. Ciascun disegno è volto a un nuovo inizio, a una ricostruzione, e le divergenze fra le diverse visioni porteranno a un inevitabile scontro. Sì, perché un mondo da ricostruire è l’occasione perfetta per i Demoni. Lì possono gettare le basi di una nuova società che risponde interamente ai loro dettami. Eppure anche le vittime possono fare la propria parte. La storia de L’Ultimo Demone ruota attorno a loro, a un piccolo gruppo di individui eterogenei la cui odissea in una terra devastata li porta a scoprire gli intrighi dietro le sofferenze del presente, ma soprattutto a conoscere loro stessi. Contenuti L’Ultimo Demone è un testo denso di contenuti, veicolati attraverso un’impostazione marcatamente riflessiva. Da quelli più in superficie quali possono essere lo smarrimento e la distruzione, ci si addentra nei meandri del passato e delle visioni del futuro di ciascun personaggio. Nelle numerose digressioni si toccano temi sociali ed esistenziali, con ampio spazio per le critiche alla società odierna e ai suoi valori – o alla loro mancanza. Il futuro è rappresentato dai bambini, a cui è assegnato un ruolo centrale nello svolgimento. Da un lato la loro funzione è quella di catalizzatore per gli avvenimenti (nel bene e nel male), dall’altro si rivelano un tassello fondamentale per rilanciare l’umanità verso un domani migliore, il germoglio della speranza. Emerge con chiarezza il messaggio cristiano che fa da collante per tutti gli altri contenuti; cristianesimo negli aspetti teologici ma soprattutto nel suo impatto sociale, di cui l’autore denuncia la forte attenuazione (se non la scomparsa) nei costumi del giorno d’oggi. Ambientazione e personaggi L’ambientazione non è lì per ricoprire un ruolo di spicco: si tratta del consueto scenario post-apocalittico con immense distese desolate e metropoli soggiogate dalla rovina. La sua funzione è quella di sfondo e di cornice per gli avvenimenti, per i personaggi e per i vari messaggi che il romanzo si propone di convogliare. Ma è un’ambientazione tutt’altro che piatta, resa viva da coloro che ci interagiscono: gran parte del merito della riuscita del romanzo è infatti dei personaggi, tutti con le proprie peculiarità e dalle personalità tridimensionali. L’intreccio si delinea mediante l’alternanza ben calibrata di punti di vista, dai più umani – come quello di Naufrago – a quelli soprannaturali – demoni e divinità, ma anche donne e uomini dai poteri speciali come gli Usufruitori. E non mancano i passaggi in cui le vicende sono viste attraverso gli occhi dei bambini, in particolare di Lettore, un ragazzino stravagante in bilico fra comportamenti infantili e prese di coscienza da adulto. Stile e forma Lo stile si presenta compatto, pulito e pacato. Le riflessioni la fanno da padrone, con le scene più dinamiche, seppure efficaci, presenti in netta minoranza. Preciso l’uso del linguaggio, che si mantiene evocativo senza ricorrere ad arcaismi o soluzioni ricercate: è uno stile senza tempo, capace di far risaltare i contenuti e le voci dei personaggi nelle sequenze dialogiche. L’abbondanza di passaggi statici e riflessivi, però, risulta essere anche un difetto. Si riscontra infatti una buona dose di ridondanza, di concetti ribaditi, di pensieri diluiti che avrebbero potuto catturare con più efficacia se riportati in forma più asciutta. Discorso analogo per i flashback, che il più delle volte non sono davvero necessari o perlomeno non così nel dettaglio. L’effetto finale è l’appesantimento di sezioni dense di ottimi contenuti che purtroppo diventano più difficili da digerire. Da segnalare la cura nella correzione di bozze, dato che si tratta di self publishing: pochissimi refusi e coerenza nel rispetto delle norme editoriali scelte. Giudizio finale L’Ultimo Demone è un romanzo che coniuga il fascino della fantasia, nella sua veste post-apocalittica, e temi della sfera sociologica, psicologica e spirituale. Con una regia ingegnosa e personaggi carismatici, la trama coinvolge e lascia dietro di sé un buon gruzzolo di riflessioni. Proprio questa sua natura impegnata, però, si manifesta sotto forma di momenti di introspezione talvolta molto dilatati che appesantiscono la lettura; se si è disposti a passare sopra a questo difetto, rimane il piacere di un’ottima storia congegnata con intelligenza e dal sapore agrodolce.
  21. LupoNero

    Stralcio del primo capitolo

    Ciao a tutti! Ero curioso di condividere con voi le prime righe del mio libro, giusto per capire se suscitassero la giusta curiosità E suonassero bene. L’ ambientazione è pseudo storica, non immaginatevi un fantasy classico pieno di orchi, elfi e magia. Buona lettura. Su ciò che sia un cavaliere si è discusso ampiamente: taluni credono che si tratti di uomini devoti a principi ormai desueti e polverosi, mentre altri diffondono l’idea che non vi sia onore al di fuori della vita cavalleresca. Sir Richard la pensava diversamente. Erano settimane che arrancava verso Ristoro del Guerriero e, finalmente, era in vista del piccolo borgo. Il suo cavallo lo guardava perplesso e Rick non poteva dargli torto: tutta quella strada, tutti quei giorni in nave per giungere, infine, ad un semplice, per quanto grazioso, villaggio. Quattro case, alcuni edifici leggermente più grandi, ammassati con grande pragmatismo sulle sponde nord orientali del Lago dei Fiori: era da lì che si perdevano le tracce di Sir Lawrence. Appena la chiatta si fermò Richard ebbe i brividi: il profumo del muschio umido, l’odore di legno, l’aria satura degli aromi vivi dei boschi. Finalmente terra.
  22. Fino a
    A ccademia Vittorio Alfieri - Firenze Poesia , Teatro, Arte, Cultura P remio teatrale “Mara Chiarini” BANDO DI CONCORSO Per Corti Teatrali Gli Autori dovranno inviare i loro testi, a tema libero, per una o entrambe le seguenti categorie: Monologhi (che costituiscano in sé storie compiute) Brevi pieces a due personaggi Le opere, frutto della propria creatività, possono essere di teatro drammatico convenzionale, teatro comico, teatro sperimentale, e dovranno avere ciascuna una durata “recitata” tassativamente non superiore ai 15 minuti. (Ogni autore può inviare un massimo di 2 testi). I testi debbono essere inviati (in formato doc, docx, o pdf) per email all’indirizzo gioia.guarducci@alice.it entro il 31 DICEMBRE 2018, completi delle seguenti informazioni: Nominativo, Indirizzo, Telefono, Email dell’Autore, con Titolo e durata recitativa dell’opera, unitamente alla copia della ricevuta del pagamento della quota di iscrizione. (Il Curriculum personale è facoltativo e non costituisce titolo di merito rispetto a chi non lo presenta). Oppure debbono pervenire entro la stessa data, in tre copie cartacee anonime, corredati a parte dei dati personali, unitamente alla copia della ricevuta del pagamento della quota di iscrizione, all’ Accademia Vittorio Alfieri - Premio “Mara Chiarini”- c/o Centro Età Libera Caboto, via Caboto 47/2, 50127 Firenze. Si pregano gli autori, se loro possibile, di inviare le composizioni con CONGRUO ANTICIPO, onde facilitare le operazioni di segreteria. L’organizzazione non risponde di inconvenienti attribuibili a mancati recapiti o smarrimenti da parte dei servizi postali. La quota di iscrizione al Concorso è di € 15,00 per ogni opera messa a concorso, per diritti di segreteria, corrispondenza e varie. La quota dovrà essere versata presso un ufficio postale o una ricevitoria sulla carta PostePay intestata a: Tiziana Curti 5333 1710 5024 4124, (Codice Fiscale CRTTZN55C43D612T). O ppure tramite bonifico bancario intestato a: Tiziana Curti, codice IBAN IT80Y3608105138271323271328 (NUOVO IBAN DAL 1 OTTOBRE 2018). La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata (SEMPRE) insieme ai propri testi e al modulo di partecipazione. Si prega coloro che hanno effettuato il versamento di voler cortesemente comunicare per e-mail la modalità scelta ed i propri dati completi a: : gioia.guarducci@alice.it o gioia.gua@outlook.it . La Direzione Artistica esprimerà un giudizio insindacabile sulle opere presentate. Gli Autori cedono il diritto di pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori. I testi cartacei inviati non verranno restituiti: gli autori autorizzano l’Accademia Alfieri a conservare presso i propri archivi copia del testo inviato ai fini di conservazione, consultazione, conoscenza e studio, senza scopo di lucro. Premiazione: Ai primi 3 classificati di entrambe le categorie verranno assegnate coppe o targhe, mentre ai successivi 5 segnalati di ogni categoria saranno assegnati diplomi di merito personalizzati. I vincitori, durante la cerimonia di premiazione, potranno interpretare il loro testo personalmente e, nel caso di opera a due voci, accompagnati da altro attore, (oppure, previa comunicazione alla Segreteria del Premio, la recita delle opere vincitrici potrà essere assegnata ad altri interpreti indicati dall’autore o delegata all’Organizzazione del Premio). I premi non ritirati verranno spediti con tassa a carico a tutti i vincitori che li richiederanno espressamente entro 30 gg dalla data della Premiazione. I nomi dei vincitori saranno pubblicati sulla rivista letteraria “L’Alfiere” e sul sito http://www.accademia-alfieri.it/ La cerimonia di premiazione è prevista a Firenze nel mese di Maggio del 2019, presso la Sala dei Marmi, Parterre – Piazza della Libertà. Tutti i Vincitori e Segnalati saranno tempestivamente avvisati a mezzo posta elettronica o telefonata.
  23. dfense

    Bakemono Lab

    Nome: Bakemono Lab Generi trattati: Modalità di invio dei manoscritti: progetti@bakemonolab.com Distribuzione: Non specificato. Sito: https://www.bakemonolab.com/ Facebook: https://www.facebook.com/bakemonolab/ Dal sito: "La collana Classic è indirizzata ai più piccoli. Attraverso storie musicali, filastrocche bilingue e racconti multiculturali i giovani lettori possono confrontare linguaggi diversi e chiavi di lettura non consuete per imparare ad esprimere la propria interiorità. La collana Deluxe è rivolta a un pubblico più adulto. In questi volumi sono le illustrazioni a parlare, a invadere le pagine e a suggestionare la fantasia dei lettori. I romanzi brevi che compongono la Collana di narrativa Tanabata raccontano quotidianità crude e spiazzanti ma, al contempo, sono ricchi di sfumature oniriche e surreali, di tinte noir e gotiche. La Collana Eiga è dedicata agli amanti del cinema. Attraverso saggi critici e monografici i lettori entrano nel mondo delle immagini in movimento, riscoprendo film classici, autori di nicchia e non. Potete spaziare dalla commedia al dramma, dal musical all'horror. Sul sito, scrivono: "La valutazione è gratuita, la pubblicazione anche". Passo la palla agli amministratori per i contatti di rito.
  24. Alice Bassi

    Strane Creature - vol. 1

    Titolo: "Strane Creature - vol. 1" Autori: Giovanna Repetto, Davide Schito, Nicoletta Vallorani, Emanuela Valentini, Alice Bassi, Danilo Arona, Joe Hill, Laura Scaramozzino, Andrea Viscusi, Richard Larson Collana: TrueFantasy Casa editrice: Watson Edizioni ISBN/EAN: 8887224390/9788887224399 Data di pubblicazione: 10 ottobre 2018 Prezzo: 15 € Genere: antologia di racconti weird/fantastici/horror/fantascientifici/fantasy Pagine: 236 pp. Quarta di copertina: "È vero che esiste una particolare salamandra in grado di rigenerare intere parti del corpo perdute? È vero. Ed è vero che dopo la seconda guerra mondiale una sgangherata coppia di agenti segreti è stata incaricata di sottrarre l'ultimo esemplare vivente a un folle scienziato nazista, per evitare che nuovi abomini si riversassero sul mondo? Può darsi. È un dato di fatto che i corvi amano banchettare con le parti molli delle carogne, ma è vero che alla fine del tempo degli uomini, quando le città saranno ridotte a grandi cimiteri, un corvo stringerà una strana amicizia con un grosso insetto robotico incaricato delle sepolture? Beh. Chi sono io per dire di no? Quello che avete in mano è il primo di una coppia di volumi in cui venti autori straordinari ci offrono altrettante sorprendenti visioni di confine, venti reinterpretazioni della realtà. A cura di Lorenzo Crescentini" Link all'acquisto: Sul sito dell'editore: http://watsonedizioni.it/prodotto/strane-creature-vol-1-antologia-racconti/ Su Ibs: https://www.ibs.it/strane-creature-vol-1-libro-vari/e/9788887224399 Su LaFeltrinelli: https://static.lafeltrinelli.it/libri/strane-creature-vol-1/9788887224399 Su Libreria Universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/strane-creature-watson/libro/9788887224399
  25. DanZac

    Il piacere di scrivere (collana PubMe)

    Nome: Il piacere di scrivere (PubMe editore) Generi trattati: poesia, fantascienza, fantasy, raccolte di racconti e testi per bambini Modalità di invio dei manoscritti: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#download Distribuzione: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#services Sito: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/ Facebook: https://www.facebook.com/IlPiacerediScrivere1/ Ho ricevuto il contatto da parte della Dark Twin, poiché quest'ultima non tratta fantasy. Ho inviato il primo capitolo della mia opera e la responsabile, dott.ssa Faggioni, mi ha subito contattato. Purtroppo per me per il 2018 sono già pieni (dovevano pubblicare 5 libri, ne hanno preparati 7!). Per il 2019 ne hanno già pronto uno e mi hanno chiesto di inviare sia cartaceo, sia digitale. Il primo lo valuterà la stessa editrice, per "calarsi nel ruolo del lettore" (fantastico). Il digitale sarà di competenza di una equipe di collaboratori. Che dire? I presupposti ci sono tutti, anche l'entusiasmo. Si professano totalmente free. Se ci saranno ulteriori sviluppi vi terrò aggiornati.
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