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  1. mina99

    Giocattoli

    Commento 1 Commento 2 «Ti piace?», chiese lei. Lui mugolò un sì eccitato, incomprensibile a causa della ball gag. Jack Rothschild era prono sul tavolo delle riunioni, polsi e caviglie legati, mentre un’androide dall’aspetto di una giovane avvenente lo penetrava con uno strap-on. Jack osservava il panorama notturno della città dalla cima del suo palazzo, mentre una spolverata di bianco, come quella che ormai da qualche anno era comparsa tra i suoi capelli, scendeva da nuvoloni bui che erano una cosa unica con lo smog. Amava quel paesaggio, con le insegne al neon e gli ologrammi che pubblicizzavano i suoi prodotti. E più di tutto amava sentirsi dominato, una volta tanto. In fondo è il feticcio segreto di chi è abituato a dominare, pensò Jack, mentre il giocattolo gli sprofondava nel retto, su e giù, facendolo gemere di piacere. E per farsi dominare aveva scelto chi era stata costruire per servire. Dio, quanto lo eccitava questa cosa. Il suo membro durissimo premeva contro il tavolo di marmo a cui fino a poche ore prima stava discutendo con un gruppo di colletti bianchi. Ora l’edificio era deserto, fatta eccezione per lui. L’androide con cui si stava masturbando era tutto ciò che un uomo potesse desiderare da una donna: bella, con le forme al posto giusto, sensuale. Era del tutto simile a un essere umano, fatta eccezione per il led azzurro sulla fronte. «Ti sta piacendo, amore? Sei così bello quando godi», sussurrò lei. Lo eccitava così tanto quando lo chiamava “amore”, come se credesse che tra lui e quell’oggetto ci fosse un legame speciale. «Ho comprato gatto a nove code, vuoi provarlo?» Un gatto a nove code? Jack scosse la testa, e lei si fermò. “Chi le ha detto di fermarsi?”, pensò. Ora era di cattivo umore. Per colpa di un androide. «Perché no? Sei stato tu a dirmi che ti piacerebbe, amore, volevo farti una sorpresa...» Jack notò uno strano tono, come se fosse sul punto di piangere. Non fece in tempo a rispondere, perché in quell’istante le porte dell’ascensore si aprirono. Non se n’era accorto prima, preso com’era dall’androide. E ora era troppo tardi. La signora Rothschild uscì dall’ascensore e il sorriso smagliante le si spense in volto. Il vassoio di dolci di alta pasticceria le scivolò dalle mani e rovinò al suolo. Jack la guardò attraverso la vetrata della sala riunioni, gli occhi sgranati. Cercò di dire qualcosa, ma la ball gag gli impedì di articolare una frase. La donna avanzò a grandi passi verso di loro. L’androide scese dal tavolo e si fermò accanto a Jack. «Jack... Chi è questa donna?» La signora Rothschild si fermò davanti all’androide, scrutando il suo corpo nudo e soffermandosi sullo strap-on ancora legato alla sua vita. «Quindi è questo che fai quando mi dici che lavori fino a tardi, mh? Ti scopi gli androidi, Jack? È questo che fai?» Sua moglie era in piedi di fronte a lui, le mani sui fianchi. «Jack, ti ho chiesto chi è questa donna». Qual era il problema con tutte quelle domande, quando aveva una maledetta ball gag in bocca? Né quella microcefala di sua moglie, né quel catorcio dell’androide avevano afferrato che a lui non piacevano, le sorprese. Non c’era mosca che volasse in quella città che lui non desiderasse: come poteva un uomo come lui volere una sorpresa? L’androide fece un passo verso la donna. «Chi sei?» Lei la spinse via con uno schiaffo, facendola rovinare al suolo. Poi le sputò addosso. «Chi sono?», l’apostrofò. «Stupida, schifosa, perversa macchina. Sono la moglie di Jack Rothschild, sono Sophia Rothschild, la moglie dell’uomo più ricco di questa città, ecco chi sono.» Distolse lo sguardo, come disgustata dal fatto di aver perso tempo a parlare con un’androide, e lo rivolse a Jack, scuotendo la testa. Con la coda dell’occhio, Jack vide l’androide infilare una mano tra la pigna di vestiti al suolo. Provò a dire qualcosa, ma non ci riuscì. L’androide spostò le proprie mutandine rosa dalla pila, sollevò qualcosa e scattò in avanti, colpendo la donna in volto. Jack urlò per farla smettere, ma la macchina sembrava posseduta. Si mise a cavalcioni sopra la signora Rothschild, colpendola sul volto con il gatto a nove code, ancora e ancora. La donna urlava e piangeva, cercando di dimenarsi, ma la presa dell’androide era ferrea. La macchina lanciò via il giocattolo sessuale e afferrò la testa della donna con entrambi le mani. «Jack è solo mio! Bugiardo, bugiardo, bugiardo!» Jack vide delle lacrime rigare il viso dell’androide e cadere su quello della moglie. Poi la macchina sollevò la testa della donna e, urlando, la picchiò violentemente contro il pavimento, ripetutamente. Vide la testa di sua moglie rompersi come un melone, vide il sangue e le cervella schizzare sul pavimento. Quando gli arrivò il puzzo non riuscì a trattenere un conato di vomito. L’androide si alzò in piedi. Lo guardò dall’alto in basso, ansimante, le mani zuppe di sangue, gli schizzi sul volto che si mischiavano alle lacrime. Poi gli diede le spalle e si allontanò, svanendo all’interno dell’ascensore. Jack restò solo, legato al tavolo, nudo. I bellissimi capelli biondi della donna che aveva amato ora erano un groviglio sanguinolento che si mischiava con i pezzi di cervello. Doveva solo aspettare il lunedì, pensò. Che seccatura. Ripensò allo sguardo che gli aveva rivolto l’androide dopo aver ucciso sua moglie, mentre lo torreggiava. Per un motivo che neanche lui capiva fino in fondo, quello sguardo glielo aveva fatto diventare duro come il tavolo di marmo. «Oh, lo sai, amico, il mio rap ti sbrana, Lo sappiamo tutti che tua mamma è una puttana.» Tug Boi rise e diede un pugno sulla spalla a Jimmy. «Fai cagare a fare freestyle, vrp». «Diglielo sul beat, diglielo sul beat!» Gracchiò Puttanella, la boombox in mano che mandava la base a palla per tutto il quartiere. Erano appostati davanti alla stazione dei treni abbondonata, passando le lente ore della notte a rappare. Tug Boi alzò lo sguardo alle nuvole da cui sta nevicando, quando passò un dirigibile che proiettava ologrammi pubblicitari. Androidi di marchio RotCorp. Schiavi robotici all’ultimo grido, in tutto e per tutto simili a un essere umano, comprali alla modica cifra di non-basta-il-lavoro-di-una-vita! «Sì, diglielo sul beat!», fecero eco gli altri ragazzi. Tug Boi scosse la testa, tornando alla realtà. «Non ne vale la pena». «Okay, o-okay, facciamo così», ribatté Puttanella. Frugò nella tasca del giaccone e tirò fuori una pastiglietta verde. «Chi vince riceve questa». Tug Boi finì di scolare la birra e gettò la latta per strada. «Dammi quella roba», sbottò, strappando la pastiglia di mano a Puttanella e cacciandosela in bocca. Gli altri ragazzi risero, dando pacche di consolazione a Puttanella. Tug Boi si schiarì la voce. «Okay, ah, Jimmy, senti qua. Mia madre non è una puttana, ma fattura, non sei originale. Voglio vedere quanto dura il tuo rap senza mia madre da insultare. Lo sai, ogni ragazzino che si mette contro di me, Sembra solo un clown che vuole sfidare il re, ah.» Gli altri ragazzi presero a urlare e fischiare. Poi alzarono lo sguardo e ammutolirono. Dal fondo della strada una figura stava barcollando nella loro direzione. Si prepararono a scappare. Qualche passo ancora, e si accorsero della pulsante luce azzurra sulla fronte, più visibile di qualsiasi fascetta al braccio. «Oh cazzo, è un-», disse Puttanella, prima di ricevere una gomitata. Quella era la cosa più assurda che Tug Boi avesse mai visto in vita sua. Un’androide femminile, dall’aspetto di una giovane ragazza attraente, stava camminando per strada, fissando dritto avanti a sé. Era completamente nuda, nonostante il vento freddo e la neve, e aveva le mani e il viso sporchi di sangue. Aveva uno strap-on in vita. Arrivò accanto a loro e fece per tirare dritto. Ammirarono quelle curve mozzafiato. Tug Boi allungò una mano per fermarla. Il suo palmo toccò il ventre dell’androide. Era caldo. «Non così in fretta, bellezza». Lei gli rivolse uno sguardo spaesato. Gli altri fecero per avventarvisi, ma Tug Boi li fermò. «Secondo voi quanto può valere un gioiellino del genere?», chiese. «Lo vedi tutto quel sangue, Tug Boi? Cristo! Questa ha ammazzato qualcuno.» Rispose Jimmy. «Aiutatemi, per favore». Un sussurro appena percettibile al di sopra del beat. «Come?» Puttanella si sporse in avanti, sorridendo. «Aiutatemi, ho freddo». Gli altri scoppiarono a ridere. «Ha freddo, questa è bella». Puttanella estrasse un coltello. «Urla pure se vuoi, così la polizia può venire a ritirarti.» L’androide non urlò. Le sfilarono lo strap-op e la costrinsero in ginocchio, e lei li lasciò fare, docile. «Che cazzo state facendo, vrps? Se la toccate con un dito vi apro il culo a calci. Se riusciamo a piazzarla sul mercato siamo a posto per tutta la vita, cazzo! Per tutta la vita. Pensateci.» «Non lo so, non guardo così in là come te, Tug Boi. E anche se fosse, perché non divertirci un po’? Dimmi, da quant’è che ti è spuntata la fica, Tug Boi?» Gli altri ragazzi risero, dando ragione a Jimmy. «Fatelo e vi ammazzo». «Provaci, fichetta». Jimmy si avvicinò a Tug Boi, pronto a fare a botte. Intanto gli altri ragazzi si slacciarono le cinture. «Non fatelo, per favore». La voce dell’androide era piatta e apatica. I ragazzi risero. «Ah no? Allora perché sei stata costruita, mh? Sei un oggetto, ecco cosa.» «Quindi infilereste l’uccello nel tostapane?» Li canzonò lei. «Che cazzo hai detto, puttanella?», disse Puttanella. «Adesso ti insegno io le buone maniere». Afferrò una mano dell’androide e i ragazzi acclamarono. Tug Boi intanto aveva steso con un pugno alla mandibola il gracile Jimmy, ma non fece in tempo a fermare Puttanella. Tagliò con un colpo secco il mignolo dalla mano dell’androide, che urlò di dolore. Tug Boi osservò il pezzo di carne cadere sull’asfalto sporco della città, e invece di cavi elettrici vide muscoli, tendini, sangue. «Wow, hanno riprodotto anche il dolore in questi cosi. A che cazzo serve?» «Per gli stronzi sadici che li comprano, te lo dico io». Tug Boi non ci vide più dalla rabbia e si avventò su Puttanella, dando inizio alla rissa. «Hey, hey, stronzi!» Una voce tonante li fece fermare. Alzarono lo sguardo e videro un uomo vecchio e grasso affacciato a una finestra illuminata. «Se non la finite con questo casino scendo giù e vi ammazzo come capretti, è chiaro?» A riprova di ciò, dalla finestra sbucò una doppietta. «Oh cazzo, è il vecchio Rin, è impazzito!» «Puoi giurarci se lo sono!» Sbraitò lui, sparando un colpo in aria. «Scappiamo, veloci, veloci, vrps!» Disse Tug Boi. Gli altri ragazzi presero a correre a perdifiato, un po’ inciampando, un po’ scivolando sulla neve. Tug Boi lanciò un’ultima occhiata all’androide, accucciata a terra, tremante, e incrociò il suo sguardo terrorizzato. Sospirò, si sfilò la giacca e la lanciò alla macchina. Poi si voltò e prese a correre, raggiungendo gli altri e sparendo tra i vicoli bui. Mentre scappavano, il beat continuava a pompare a tutto volume dalla cassa. «Spegni quella cazzo di boombox, Puttanella». Il vecchio Rin osservò la ragazza seduta dall’altra parte del tavolo della squallida cucina. «Grazie per avermi aiutato», disse lei. Ora che era pulita Rin poté constatare quanto fosse carina. Le aveva medicato anche il dito, alla bell’e meglio. «Dovresti coprire quella cosa», disse Rin, indicando con il coltello che teneva in mano il led azzurro in fronte alla ragazza. Poi con la lama tagliò uno spicchio di mela e gliel’offrì. Lei scosse la testa. «È importante, definisce chi sono.» «E chi sei?» «Un’androide». «Non esistono androidi, ragazzina.» Sospirò e si mise in bocca lo spicchio di mela. Gli faceva così pena. «Come?» Sembrava turbata, come Rin aveva immaginato. «Non esistono androidi. I tuoi genitori ti hanno venduto alla RotCorp prima ancora che tu fossi nata. È quello che la gente fa, quando l’unico potere che gli è rimasto è quello di generare prole.» La ragazza si ritrasse sulla sedia, scuotendo la testa, gli occhi lucidi. «No, non capisco. Non capisco cosa stai dicendo. Sei pazzo, ti stai prendendo gioco di me. Io sono un’androide. Io sono un...» Il vecchio Rin picchiò il pugno sul tavolo e la ragazza sussultò. Iniziava a stancarsi. «No che non lo sei. Tu sei una persona, una persona sottoposta a lavaggio del cervello dal primo giorno che è nata per essere il prodotto più adatto per ubbidire a qualsiasi padrone.» Rin sospirò, scuotendo la testa e alzando lo sguardo oltre la finestra. «Ci passiamo tutti quanti, qui nei bassifondi, prima o poi: la scelta è vendere i propri figli o morire di fame. Io stesso ho venduto mio figlio alla RotCorp. Io e mia moglie volevamo mettere i soldi da parte per garantire un futuro al secondo bambino, che volevamo tenere. Ma non è mai arrivato. Pochi mesi dopo, mia moglie è morta di cancro. Lavorava in fabbrica, tutti i giorni a contatto con prodotti tossici, perciò...» «Ma, ma, se è veramente come dici tu, allora perché nessuno sa nulla? Dovremmo...» «Secondo te io come so queste cose? Lo sanno tutti, ragazzina.» Lei lo guardò, la bocca spalancata. «Quello che dici non ha senso...» Fece per alzarsi, ma Rin con un’occhiata le fece cenno di stare seduta. «Insomma, perché nessuno fa niente? Nel mio database, nella sezione sui diritti umani, viene detto che...» «Non hai nessun maledetto database, è il tuo cervello, e i diritti umani sono quelli che ti sono stati insegnati all’allevamento di “androidi”. Ma quello che non ti è stato insegnato è che non tutti possono permettersi il privilegio dei diritti fondamentali. Due pesi, due misure. Lo sai perché la gente non fa niente? Perché tutti sperano di arrivare a essere abbastanza ricchi da permettersi un androide, un giorno. È intrinseco nella nostra società: l’egoismo ci viene insegnato come un valore. A nessuno frega un cazzo se ci sono persone che muoiono di fame per strada, persone usate come schiavi, persone costrette a vivere da miserabile. Se qualcuno è in queste condizioni, be’, è perché se lo è meritato.» La ragazza ascoltò lo sproloquio di Rin con gli occhi sgranati, scuotendo la testa, stringendo i braccioli della sedia fino a farsi diventare le nocche bianche. «Meritato? Ma io non ho fatto nulla...» «Lo so, lo sanno, lo sanno tutti, ma non gliene frega un cazzo a nessuno! Lo vuoi capire? Alle persone interessano solo due cose: mangiare il banchetto che hanno davanti a sé, o arrivare un giorno ad averne uno da poter mangiare.» La ragazza rimase qualche attimo in silenzio. «Quindi anche a te interessa questo?» «A me interessa solo raggiungere mia moglie per dirle di aver vissuto una vita dignitosa». Finì di mangiare la mela con calma, lo sguardo alzato alla finestra, ripensando alla gioventù e ai momenti passati con la donna che aveva amato. Ingoiato l’ultimo boccone, si voltò nuovamente verso la ragazza. «Sei una persona», affermò, con voce piatta, come dicendo un’ovvietà. «Mh». «E le persone hanno un nome. Come vuoi chiamarti?» «Io...» La ragazza fissò un punto al centro del tavolo, pensierosa. Dopo qualche attimo, alzò gli occhi a quelli del vecchio. Rin sorrise alla determinazione che lesse in quello sguardo e un brivido percorse la sua schiena. «Sophia. Mi chiamo Sophia.» Sophia si guardò attorno. Avere un nome era una sensazione che non aveva mai provato. Rivolse lo sguardo alla luce gialla del lampadario, al tavolaccio di legno, ai fornelli da cui ancora saliva odore di aglio, all’uomo anziano di fronte a lei assorto nei suoi pensieri. Non sapeva ancora se credere alle sue parole. Ma in ogni caso... Che cosa cambiava? Si portò una mano alla fronte, al led incastonato nella sua carne, e per la prima volta lo percepì come un corpo estraneo, così come il suo amore per Jack. Alzò lo sguardo al cielo freddo, al di là del vetro. Un pallido raggio di sole stava iniziando a squarciare le nubi, ma non accennava a smettere di nevicare. La coltre bianca scendeva sulla città, inesorabile, e Sophia rabbrividì. Si sentì soffocare sotto tutta quella neve, si sentì senza via di uscita, si sentì piccola, fragile, impotente. Sophia sorrise. Per la prima volta, si sentì umana.
  2. arabafelix

    Watson Edizioni

    Nome: Watson edizioni Generi: Horror e gotico, Fantascienza, Fantasy e fantastico, Narrativa, Racconti Invio dei manoscritti: http://watsonedizioni.it/pubblicare/ Contratto standard: http://watsonedizioni.it/wp-content/uploads/2015/12/contratto_watson_2015.pdf Distribuzione: DirectBook e librerie fiduciarie http://watsonedizioni.it/watson-in-libreria/ Sito web:http://www.watsonedizioni.it Facebook: https://it-it.facebook.com/WatsonEdizioni/ Ho ricevuto una mail in cui mi comunicano di essere disposti alla pubblicazione di un mio romanzo. l'ho trovata su Internet. Qualcuno la conosce?
  3. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    commento Neurokiller Capitolo 1.1 La vittima era stata colpita da tre colpi di pistola, uno allo sterno, uno alla spalla sinistra, e il terzo, quello fatale, in fronte, esattamente al centro. Tre colpi esplosi da circa due metri. Era riverso sul letto, vestito, gli occhi chiusi, come dormisse. La camera da letto dove venne trovato il cadavere di Matteo Polegus, cardiologo di fama, era in disordine, avevano frugato dappertutto. Virgilio era arrivato subito, aveva fatto tardi la sera prima, al pub a bere una birra col collega Gavinus, un evento che avrebbe preferito evitare, ma aveva rimandato troppe volte e alla fine, per non essere scortese, aveva ceduto, anche se avrebbe preferito restare a casa a guardare un film ed andare a dormire presto come al solito. Non voleva che Gavinus ci rimanesse male, doveva avere buoni rapporti con lui, sarebbe tornato utile in seguito. L’avevano svegliato alle tre di notte ma c’era abituato, essere detective della Dipartimento della Milizia Urbana di Latina Polis Primis significava avere molto lavoro, poco tempo per svolgerlo vista la quantità di reati commessi, e non essere pagato abbastanza per quello che faceva. Guadagnava quanto un qualsiasi impiegato, cioè poco per le sue esigenze e per i suoi meriti, aveva risolto già sette casi di omicidio nel primo semestre, nessuno aveva un rendimento migliore del suo nella Milizia. Latina Polis Primis, dopo la Grande Guerra del 2245 era una delle tre Polis Primarie degli Stati Uniti d’Europa che si dividevano il vecchio continente nelle rispettive aree di competenza. La Polis aveva da anni superato i dieci milioni di abitanti e un quorum-sales, cioè un volume di movimentazione economica annua superiore ai tre miliardi di Conius, la moneta che aveva sostituito dopo centoventi anni il disastroso euro. A Latina Polis Primis, detta anche brevemente LPP, aveva sede la Synapsys Corporation Ltd, azienda farmaceutica produttrice di impianti biomeccanici per l'uomo, i loro settori di ricerca erano arrivati a risultati eccezionali, epocali per il genere umano: la creazione dei neuroni sintetici. Con quelli generati in laboratorio, molto più efficienti e di durata pressoché illimitata, si potevano sostituire i neuroni danneggiati dell’organismo. La Synapsys Corporation dopo aver creato per anni protesi perfette per ogni arto, muscolo, osso o tessuto era arrivato all’organo più prezioso e complesso: il cervello. Anche la mente diveniva riparabile e assemblabile. Il sogno dell’immortalità sembrava raggiunto, al costo di sembrare sempre più una copia di sé stessi, dove l’originale si perdeva di vista. Che fosse quella copia, o la copia di una copia, a spingersi verso l’eterno, oltre il tempo, e non l’individuo, che volendo sconfiggere la morte aveva dato inizio a tutto, non sembrava avere importanza, rimaneva solo un inquietante dubbio di sottofondo per chi voleva cercare il pelo nell’uovo. Raggiungere l’immortalità non era semplice: i neuroni artificiali erano di facile uso, poteva impiantarseli chiunque seguendo il manuale d’istruzioni, e sostituivano automaticamente quelli danneggiati, ma erano cari e pochi potevano permettersi di acquistarli. Erano un bene di lusso e, come sempre nella storia dell’umanità, i più ricchi potevano permettersi una vita lunga e salutare, eterna se si fossero potuto prevenire anche morti accidentali o violente, come quella di Matteo Polegus. Il proiettile di una pistola spappolava facilmente anche i neuroni artificiali. Nella cassaforte mancavano proprio quelli: Virgilio aveva trovato l’inconfondibile involucro viola e nero della Synapsys Corporation, quello contenente le fiale di Neurosys, il composto che generava i neuroni artificiali, vuoto, sotto tre mazzette da cento Conius, che erano rimaste lì, senza destare l’interesse dei colpevoli. Nella cassaforte c’era il terminale di connessione telematica che permetteva di accedere alla rete globale ed effettuare ogni genere di operazione, e ne teneva traccia. Inserì la sua chiave Codex, il documento di sintesi personale che, nel suo caso, aveva i diritti di accesso e operativi di detective della Milizia, e avviò lo scarico dei dati che durò pochi secondi. Il tecnico della scientifica tornò da lui per dirgli che i colpi non potevano essere stati esplosi da una distanza minore di due metri, altrimenti la loro potenza avrebbe permesso ai proiettili di oltrepassare il corpo, invece i proiettili erano ancora tutti lì dentro. Lui lo sapeva, non era un tecnico balistico ma aveva l’esperienza necessaria, acquisita sul campo, per riconoscere quelle cose con un’occhiata, senza averne la dimostrazione scientifica, sapendolo e basta. Lo lasciò parlare, si vedeva che gli piaceva il suo lavoro e aveva bisogno di dimostrarlo a qualcuno, che fosse il miglior detective della Polis tanto meglio. Aggiunse che in tarda mattinata, dopo l’autopsia, gli avrebbe potuto dire il tipo di arma e molte altre cose utili all'indagine. Virgilio lo ringraziò e rimase ad osservarlo mentre lui, e altri tre agenti, finivano i rilievi del caso, prendendo misure, cercando nei mobili, esaminando finestre, porte, e ogni altro oggetto. Poi li accompagnò assicurandogli che avrebbe messo lui i sigilli all'appartamento: sarebbe stato compito loro ma a lui piaceva rimanere solo nel luogo del delitto per raccogliere quelle informazioni che spesso erano determinanti nella soluzione del caso. Non era una procedura corretta ma lo lasciavano fare: il suo intuito era eccezionale ed aveva bisogno di essere lasciato libero, a costo di infrangere le regole.
  4. ChristianM

    Wormhole (non definitivo) - capitolo 1

    1. Risveglio sulla Galileo “Dlen!!!…Dlen!!!…Dlen!!!… Dlen!!!…”. Il suono di una campanella in lontananza, una di quelle che si trovano sulle scialuppe di salvataggio. Cosa ci faceva lì una scialuppa, dove mi trovavo io? Soprattutto, cosa ci facevo in quel posto di desolazione? Il mio viso era in parte ricoperto da un sottile strato di ghiaccio, i capelli, quelli che fuoriuscivano dal cappuccio del giaccone, erano rigidi e frammisti a neve. Le labbra, screpolate, bruciavano per il gonfiore, cotte dal gelo; tentai di coprirle con la mano, ma il guanto si sporcò di sangue. Ero riverso a terra, dolorante, su un’immensa lastra di ghiaccio polare. Mi incuriosiva quel pallido cerchio azzurro nel cielo bianco. Era il sole. Ma perché quel colore? Quella pallida luce rendeva più fantasmagorico l’intero paesaggio. Il sole si intravedeva a fatica, saliva poco sull’orizzonte. Era chiaramente il periodo comunemente definito “inverno antartico”. Ma l’inverno antartico era finito, lo deducevo dal fatto che un leggero tepore, anche se impercettibile, mi accarezzava le mani irrigidite. Le temperature erano meno rigide, questo era vero, l’ambiente era a -36° (lo seppi dopo), di certo non un posto dove si potesse vivere. Sei mesi di buio e sei mesi di luce; l’inverno, lì, era terminato. Le temperature così basse ed il contatto con il ghiaccio mi avevano congelato gli arti inferiori, riuscivo a malapena a muovermi. Risultava difficile anche solo alzare un braccio per segnalare la mia posizione. Ero solo, ma non sapevo da quanto tempo ero rimasto lì incosciente. Ruotai la testa di qualche centimetro, una fitta nel collo bloccò il movimento per qualche istante. Attorno a me c’era solo un deserto bianco, avvolto dalla penombra, il cielo era angosciante, così striato di nubi biancastre, che creavano strani giochi nell’etere: lontano, i massicci ghiacciati, su cui imperversavano venti gelidi. Il suono della campanella si faceva più forte, potevo percepirlo molto più vicino rispetto a qualche istante prima, così come potevo distinguere delle voci concitate in avvicinamento. Non ero solo. C’era qualcun altro con me, in quel limbo. Forse ero morto e quello era l’inferno. Non vi era traccia di Lucifero, altrimenti avrei sentito le sue sei ali sbattere e produrre un vento gelido. Un vento gelido d’altronde spirava, non proveniva da Lucifero, ma dai monti alle mie spalle, su cui evidentemente si stava scatenando una tempesta di neve. Il dolore che provavo era così reale da darmi la certezza che fossi ancora vivo. Mi rendevo conto di non essere morto, ma di essere vivo, e la campanella che si avvicinava, quella scialuppa che si dirigeva verso di me mi aveva avvistato e si avvicinava sempre di più Sì, erano uomini, marinai, ed erano lì per me. Un uomo davanti a tutti coloro che stavano remando, cercando di scostare per quanto potesse i piccoli blocchi di ghiaccio che galleggiavano nel mare congelato, dinanzi alla scialuppa, guardava verso di me puntando l’indice, segnalando agli altri marinai l’obiettivo da raggiungere. Aveva in mano uno strano affare, mentre la scialuppa aveva uno strano aspetto. Non avevo mai visto delle scialuppe così. Aveva le fiancate color argento, due occhi luminosi davanti, i quali emettevano una forte luce abbagliante. Cosa potevano essere? Sentivo anche uno strano ronzio nell’aria, forse che si trattasse di una scialuppa a vapore? Ma non vedevo fumo attorno ad essa. Inoltre viaggiava veloce, come sospinta da una forza invisibile. La leggera brezza, che sul viso sembrava una miriade di spilli d’acciaio, faceva giungere alle mie orecchie le parole degli uomini sulla scialuppa. Non capivo nulla di cosa si stessero dicendo. Di una cosa ero sicurissimo: non erano americani, né inglesi, né francesi. Insomma, non sembravano essere di una nazionalità da me conosciuta, almeno quella era la mia impressione. L’uomo che segnalava la mia posizione, non appena la scialuppa si arenò sulla banchisa, mise piede sulla calotta di ghiaccio e corse da me. Mi sollevò il busto da terra, cercando di parlarmi. La mia testa girava ed era dolorante; in tre cercarono di sollevarmi, ma io non ero in grado di offrire loro nessun aiuto. Per di più, il giaccone, mezzo congelato e umido, aumentava il mio peso in maniera eccessiva. Dai gesti che facevano capii che avrebbero provato a sollevarmi in cinque. Ci riuscirono. Sentii una leggerezza immediata, non più il contatto con il ghiaccio. Avevano uno strano abbigliamento, sembrava una stretta divisa color argento, con riflessi colorati, sul petto un simbolo che ricordava vagamente un sole azzurro e avevano dei piccoli fili che da una scatola fissata sul petto arrivavano fin dentro le orecchie. Una piccola sfera di stoffa vicino la bocca. Spesso parlavano da soli, come stessero comunicando a distanza con qualcuno. I miei ricordi sono molto offuscati, in quel momento ero in forte stato confusionale. Uno dei miei trasportatori provò a dirmi qualcosa nella sua lingua: era norvegese o svedese. Mi era capitato di udirne qualche parola, non so dove e quando, ma il mio intuito mi diceva doveva trattarsi della lingua di qualcuno proveniente dai paesi scandinavi. Qualunque fosse la loro nazionalità, era chiaro che erano dell’Europa settentrionale. Di peso mi collocarono sulla scialuppa. L’ultima cosa che ricordo è il morbido rollio di quella velocissima scialuppa ed il grido dell’uomo a capo della piccola barca: «Kom igjen, la oss gå!» L’uomo invitava tutti a tornare sulla nave. Dai segni che faceva con le braccia, doveva far un gran freddo lì fuori, era meglio tornare indietro. Il recupero era stato effettuato. Riaprii gli occhi in quella che sembrava una stanza. Il soffitto però era curvo e dai profili dolci, tanto da apparire una sorta di volta a botte. Pallide luci sparse qua e là sulle pareti. Dove ero finito? Dentro di me avvertivo un profondo disagio. Ma continuavo a non ricordare. Il rollio lieve, percepibile, il rumore dei motori, mi fecero capire che ero su una nave più moderna di quelle che avessi mai visto, così come l’odore di salmastro. Sollevai la testa, ancora pesante. Seduto su una sedia davanti al mio letto, con le gambe accavallate ed un camice bianco, un uomo calvo, con occhiali tondi e barba folta. Aveva in mano un taccuino. Mi disse di stare sdraiato, che avevo perso molto sangue, dovevo ristabilirmi, mangiare, bere. Insomma, recuperare le forze e, soprattutto, recuperare la memoria. Cercava di farsi capire a gesti. Intanto una strana melodia girava nell’aria: era musica. Ma chi era a suonare? Sulla parete di fronte al mio giaciglio vedevo un riquadro nero, lucido e sicuramente liscio al tatto, piatto, che emanava delle scritte. Erano numeri arabi. Da quell’arnese capii che la temperatura fuori era scesa di poco oltre i -30 gradi. Nella nave vi erano 20 gradi. Qualcosa iniziava a riaffiorare, ma era tutto così confuso. Sentivo che molte cose non erano al posto giusto. Sulla parete notai una bandiera, i cui colori mi erano del tutto ignari. La bandiera assomigliava a quella norvegese, rossa, con una croce blu al centro, bordata di bianco. Mi trovavo forse su una nave norvegese. Se non fosse per un solo particolare. La bandiera aveva un sole azzurro nel mezzo, sopra la croce. Una nazionalità sconosciuta. L’uomo accompagnava i gesti con qualche parola in inglese. Riuscivo perciò a capirlo, concentrandomi sul suo strano accento. «Ben risvegliato, signor…» «Adam. Credo di chiamarmi Adam.» «Crede? Non ne ha la certezza?» «Ricordo solo questo. Il mio nome. Almeno, su questo, posso essere sicuro. Adam Price.» «Mmm, un cognome inusuale…da dove proviene? Paesi Uniti? Nuova Europa? Emisfero Sud? O dalla Grande Cina? Di certo, conciato com’era su quel pack, non viene dall’Impero Unito del Nord…» mi chiese, senza che io riuscissi a capire il suo farneticare. A quali terre stava alludendo? «Dalla Virginia, in America. Ma perché fa queste domande? Lei chi è?» «Il mio nome è Frederik Claus, medico della Galileo, una delle ultime baleniere dell’Impero Unito del Nord, anche se in realtà facciamo parte di una nuova comunità da poco sorta. Avrà sentito sicuramente parlare della Comunità del Nuovo Sole. Siamo partiti dalla nostra patria nordica qualche mese fa, per una lunga ricognizione in queste terre meridionali. Se poi vogliamo chiamarle terre…i marinai sono a caccia di foche adesso. Le ultime specie rimaste sul globo…Come ha detto? Virginia? America?» Claus mi guardava attonito e con aria sbigottita, come di qualcuno che sente parlare per la prima volta di qualcosa. «Se non sbaglio, negli Stati Uniti d’America vi era uno Stato con quel nome! Ho studiato un po’ di storia…» «Vi era? Ne parla come se non esistesse più una Virginia in America!» «Giovanotto, ascoltami, evito ogni formalità! Sei in un forte stato di shock. Ti consiglio di riposare. Vedrai, piano piano riuscirai a ricordare sia cosa ti è successo sia le altre cose! Il primo ufficiale Peterson starà già dirigendo le operazioni di caccia sul ponte, poi si farà rotta verso nord, e tu avrai tutto il tempo di ristabilirsi. A bordo c’è anche il secondo ufficiale Nickerson, in compagnia di una manciata di uomini.» «Una fortuna che mi abbiate visto!» «E’ stata una fortuna che il capitano Hansen ti abbia visto con il suo cannocchiale. Ed è stato proprio Nickerson a guidare la lancia che ti ha tratto in salvo.» «Una nave norvegese…» «Ja, esatto! Questa bagnarola è stata varata a Nantucket nel 2089. Ma batte bandiera norvegese, lo siamo tutti qui su» disse il medico, continuando «non sapevamo di quale nazionalità fossi. Dai tuoi deliri abbiamo capito che si trattava di un inglese, di qualcuno della Paesi Uniti. Forse un marinaio? Vittima di un naufragio.» «Cosa ha detto? 2089?» E qui feci un balzo dal lettino. «Cosa c’è? Ricordi qualcosa, damn?!» «Dottore, non ho mai sentito parlare della Comunità del Nuovo Sole, poi, perché il sole è azzurro? Se chiudo gli occhi vedo onde che si rovesciano su altre onde, sento grida. Potrebbe trattarsi di suggestione. Ma non è questo! Piuttosto non riesco a comprendere. E poi…poi mi sembra di vedere nella mia mente una sagoma sbiadita, femminile…una donna…E’ certo che ricordo un sole giallo e molto luminoso. Lei ha detto che gli Stati Uniti non ci sono più, la Virginia non c’è più, nomina strani continenti, la sua nave è strana, così come lo è la bandiera che battete. In che anno siamo?» chiesi in completa confusione. «Non ricordi a causa del trauma subito. Con le giuste cure ti tornerà la memoria. Con la giusta calma e il dovuto riposo ricorderai tutto, Adam. Quando si verificano forti traumi è logico non ricordare nulla, avere ricordi confusi, dimenticare addirittura in che anno si è.» «Lo spero! Perché da quel poco che ricordo, questo non è il mondo in cui vivevo. Anzi, mi vien da dire che non è il tempo in cui vivevo!» «Come dici? Non è il tempo in cui vivevi? In che anno credi che siamo in realtà?» mi domandò Claus avvicinando al letto lo sgabello su cui era seduto. «Mi scusi dottore, non dovremmo essere nel 1891? » «Come dici?» «1891…» ribadii. «Ragazzo mio, è evidente che negli ultimi giorni devi averne passate davvero tante per non ricordare nulla e per credere di essere addirittura nel 1891! Stiamo parlando di esattamente 200 anni fa! So che il mondo ha raggiunto un livello tale in fatto di sviluppo e tecnologie ma…» «Mi creda, dottore! Ricordo Dark Bay, ricordo la casa in cui vivevo, ricordo la scogliera ed il porto! Dove diavolo sono finito? E Carter? E Clara?» «Calmati Adam! Stai sudando, sei in preda al delirio, ti farò portare qualcosa di caldo. Eri solo su quel pack. Non c’era nessun altro lì con te. Nessun uomo. Nessuna donna. Cerca di riposare!» «Sì dottor Claus, va bene. Sappiate che tutto è avvolto nella nebbia, adesso ancor di più. Ho un forte mal di testa, anche se inizio a ricordare qualcosa, quelle che ho sono solo sensazioni. Vi è una ragione per cui mi trovassi su quel pack, in terra antartica. Sento che è accaduto qualcosa. Malgrado ciò, ancora non ricordo.» «Bene. Il mio compito per ora è finito, Adam. Ti aiuterò a ricordare. Adesso devi assolutamente riposare dopo questa chiacchierata. Domattina il capitano Hansen ti attende nella sua cabina, per fare il punto. A presto! Passeremo molti giorni assieme! Hei, se deg snart» mi salutò il dottor Claus, nella sua lingua, mentre mi voltava le spalle e si accingeva ad uscire dalla mia cuccetta. Mi aspettavo di sentire i cardini cigolare e il rumore della porta che si chiudeva dietro il dottore norvegese, ma tutto ciò non avvenne. Dalla parete liscia si aprì un varco. Un’apertura si materializzò davanti al dottore con un leggero ronzio, per poi richiudersi. Sembrava magia nera. Il silenzio che regnava nella mia bizzarra stanza mi fece capire che ora ero solo. Quella strana musica che avevo udito poco prima non si sentiva più. Come diavolo ero finito lì? Chi ero veramente? A tutte queste domande non trovavo risposta e per di più un forte mal di testa mi attanagliava. ‘Non ragionare solo a livello di spazio, ma anche di tempo’ diceva una voce nella mia testa, solo che non sapevo chi fosse a parlare. So che mi terrorizzava. Era evidente che non ricordavo. Mi sentivo come se la mia testa fosse all’interno di una gigantesca morsa e ogni mio tentativo di ricordare qualcosa facesse fare un giro al manubrio, stringendo ancor di più le ganasce sulle mie tempie. Decisi di non pensarci e pian piano un velo nero coprì i miei occhi.
  5. Writer's Dream Staff

    Fanucci Editore

    Nome: Fanucci Editore Generi trattati: Avventura, fantasy, fantascienza, thriller, noir, rosacrime, narrativa per ragazzi, narrativa Modalità d'invio manoscritti: http://www.fanucci.it/pages/aspiranti-scrittori Sito web: http://www.fanucci.it/ NB: Pare che la casa editrice in questione preferisca trattare perlopiù con agenzie.
  6. Kikki

    Saggese editori

    Nome: Saggese editori Sito: https://www.saggeseeditori.it/ Catalogo: https://www.saggeseeditori.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.saggeseeditori.it/pubblica-il-tuo-libro/ Distribuzione: non specificato Facebook: https://www.facebook.com/saggeseeditori/
  7. Bango Skank

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Scegliti un nome. Indossa il biocasco. Entra in New Life. Il mio nome è Deb Aser. E questa è la mia storia. Titolo: Hunter Autore: David Fivoli Casa editrice: Rizzoli ISBN: 8817139874 Data di uscita: 03 settembre 2019 Prezzo: € 19,00 Genere: Fantascienza; Fantasy; Azione e Avventura Pagine: 400 Quarta di copertina: 2050. Il mondo non è mai stato così tranquillo. Talmente tranquillo che buona parte dell’umanità vive perennemente connessa a New Life, un universo virtuale composto da cento scenari diversi per atmosfere, ambientazioni, livelli tecnologici e abilitazioni magiche. Deb Aser, un ragazzo intenzionato a esplorare ogni scenario del Sistema, si registra assieme al suo fraterno amico Arizona, che sogna di diventare una stella dello Skullball, lo sport più seguito di New Life. Dopo aver sottratto una misteriosa pergamena a Kalea Koshir, una maga tanto bella quanto pericolosa, Deb si arruola nell’Accademia delle Ombre dell’enigmatico Shadow. È qui che si forgiano gli Hunter, combattenti formidabili capaci di destreggiarsi in ogni scenario. Terminato il suo apprendistato, Deb scopre che la pergamena è una mappa per arrivare a nove sfere, nascoste dal dottor Wong - il creatore di New Life - in alcuni degli scenari più pericolosi del Sistema. La ricerca lo porterà a confrontarsi con nemici insidiosi, cyborg psicopatici, magie devastanti e armi fantascientifiche, accompagnato dalla sua ambizione, dall’amore tormentato per Kalea e dalla vecchia musica rock caricata sul suo iPod, unico ricordo del padre. Soundtrack Disco 1 – Lato A 1. Debaser – Pixies 2:52 2. Salvation – Rancid 2:53 3. About a Girl – Nirvana 2:48 4. Death or Glory – The Clash 3:55 5. Anarchy in the U.K. – Sex Pistols 3:31 6. Bloodclot – Rancid 2:44 Disco 1 – Lato B 1. King Kong Five – Mano Negra 1:56 2. Lampshades on Fire – Modest Mouse 3:08 3. We Trusted You – Transplants 4:35 4. Downtown Train – Tom Waits 3:53 5. Mama, I’m Coming Home – Ozzy Osbourne 4:11 6. Paying My Way – Dropkick Murphys 3:55 Disco 2 – Lato A 1. Comfortably Numb – Pink Floyd 6:26 2. Hey, That’s No Way to Say Goodbye – Leonard Cohen 3:05 3. Stairway to Heaven – Led Zeppelin 8:02 4. Imagine – John Lennon 3:04 Disco 2 – Lato B 1. The Good, the Bad and the Ugly – Ennio Morricone 2:42 2. Glitter & Gold – Barns Courtney 2: 57 3. Per combattere l’acne – Le luci della centrale elettrica 3.17 4. Hey Jude – The Beatles 7:11 Nota dell’autore Non voglio dare false aspettative agli appassionati dei generi riportati nella scheda: sono riuscito nella formidabile impresa di aver scritto un romanzo che di generi ne unisce molti, riuscendo a fare torto a tutti. Vi piace solo la fantascienza classica? Bene, non c’entra nulla. Vi piace solo il fantasy classico? Scappate a gambe levate. Qui ci sono elfi in completo elegante dietro scrivanie di agenzie immobiliari, vampiri psicopatici alla presidenza di importanti team sportivi, punk sbronzi marci e strafatti di anfetamina che guidano l’auto di Mad Max. Però, per i miei strani gusti, questo romanzo è una figata pazzesca. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Hunter-David-Fivoli/dp/8817139874/ref=sr_1_1?qid=1564602328&refinements=p_27%3ADavid+Fivoli&s=books&sr=1-1
  8. Scarpanto

    La Ponga Edizioni

    Nome: La Ponga Generi pubblicati: narrativa, mainstream o di genere: fantascienza, noir, fantasy o qualsiasi altra forma un romanzo possa prendere. Modalità di invio testi (se disponibile): Sito in lavorazione Distribuzione: Sito in lavorazione Sito: https://www.lapongaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lapongaedizioni Dal loro Facebook: vi comunichiamo che il piano editoriale per il 2017/2018 è pieno e che, attualmente, non valutiamo proposte fino a data da destinarsi. --------------------------------------------------------------------- Mi chiamo Omar e volevo segnalare la mia esperienza (positiva) con questa casa editrice. Ho trovato il nominativo su Internet e vedendo che è vicino a casa (Monza), ho deciso d'inviare la sinossi di un mio lungo racconto, insieme al primo capitolo. Dopo una decina di giorni sono stato contattato via mail da Valerio, che diceva di essere interessato e d'inviare l'intero manoscritto. L'ho fatto e dopo circa un mese mi ha inviato una valutazione completa del testo. Essendo che abitiamo vicini, ci siamo trovati per un caffè per parlare della pubblicazione. Valerio è stato chiaro fin dall'inizio. Non vogliono contributi di nessun genere ma la loro politica aziendale è la seguente: Pubblicano in ebook, poi passano al cartaceo solo se il riscontro del mercato è positivo. Preferiscono stampare poche opere ma che ritengono valide. Ho accettato e così mi ha inviato un contratto editoriale che ho fatto valutare. Seri, non chiedono nessun contributo. Dopodichè ho lavorato con l'editor per quanto riguarda la correzione del testo ed abbiamo impiegato quasi due mesi di contatti pressochè quotidiani. Si sono occupati di tutto, dalla copertina all'impaginazione, coinvolgendomi però in tutto quello che facevano. Tra pochi giorni uscirà il mio racconto, "Notturno Parigino". PRO Non chiedono contributi; Editing serio e curato; Velocità di risposta; Contatto molto personale (per la firma del contratto ci siamo trovati per bere un mirto); Vendono sugli store italiani ed internazionali (IBS; Unilibro, Amazon ecc..) Tengono conto delle opinioni dell'autore; CONTRO Inesperienza (devono farsi le ossa); Pubblicano solo su ebook e poi passano al cartaceo (però lo mettono bene in chiaro al primo contatto); Stampano poche copie e le piazzano sul mercato in modo calibrato; Sono ancora poco conosciuti. La mia esperienza è stata positiva, dopo aver conosciuto altre CE (tra cui Albatros) che mi volevano solo spennare. Credono in quello che fanno e hanno passione. Quando avrò pubblicato vi dirò come si sono comportati in fatto di promozione e se hanno mantenuto le promesse. Saluti Omar
  9. taxidriver

    Edizioni Jolly Roger

    Nome: Edizioni Jolly Roger Generi trattati: Tutti Modalità di invio dei manoscritti: https://info9377839.wixsite.com/jollyroger/invio-manoscritti Distribuzione: LibroCo Sito: http://www.edizionijollyroger.it/ Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniJollyRoger/ Coloro che gli hanno dato vita sono gli stessi de La Signoria editore. Il progetto editoriale sembra il medesimo (sito quasi identico, stesse collane, stessa grafica). Sono stato in contatto con loro per qualche settimana, il mio romanzo era stato da loro selezionato con il precedente marchio editoriale, poi non se n'è più fatto niente. Loro sono migrati verso questo nuovo progetto e io ho trovato un altro editore.
  10. Adiaphora Edizioni

    Adiaphora Edizioni

    Nome: Adiaphora Edizioni Sito web: www.adiaphora.it Generi trattati: tutti tranne erotico e storico, né racconti, poesie o raccolte. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.adiaphora.it/contatti Allegare il manoscritto completo all'indirizzo email manoscritti@adiaphora.it con oggetto: "Proposta editoriale". Distribuzione: https://www.adiaphora.it/contatti/ Libro.Co per le librerie, in Digitale StreetLib - Simplicissimus Book Farm Srl Facebook: https://www.facebook.com/adiaphoraed/
  11. FiammaBlu

    Presentare una trilogia

    Buongiorno a tutti Ho necessità di un consiglio da parte vostra. Ho scritto una trilogia e l'ho completata a marzo del 2019 (dopo 6 anni), compresa la revisione dei tre manoscritti. Sebbene avessi ascoltato le testimonianze negative di chi c'era già passato, ho provato ad inviarli ad una decina di CE seguendo le direttive sui loro siti web, verificando che pubblicassero libri simili al mio nelle loro collane. Ho ricevuto alcune risposte positive, ma non ho gradito particolarmente il tipo di approccio. Vorrei trovare un agente, ma non conosco per niente quel mondo e qui ho letto decine di messaggi e commenti in merito. Avrei bisogno di un'agenzia che sia disposta a leggere la storia - basata sulla Divina Commedia di Dante e in cui ho mescolato avventura, azione, fantascienza e fantasy -, ma anche consigliarmi cosa potrei eventualmente migliorare (ci sono delle cose che vorrei cambiare io stessa ^O^) oppure se non vale proprio la pena perderci tempo. Nel secondo caso potrei comunque provare la pubblicazione in self. Ci sono circa una quarantina di personaggi, una trama principale e una ventina di trame secondarie che si intrecciano nei tre libri. È una storia particolare (so bene che è stato scritto di tutto nel fantasy e nella fantascienza, perché io stessa leggo assiduamente quei generi, ma vorrei dare una possibilità a questa storia) e in base alle vostre esperienze/conoscenze sapete indicarmi qualcuno che lavori seriamente e possa indirizzarmi? La gratuità o meno dei servizi non è una discriminante fondamentale: perferisco qualcuno che sappia lavorare e valutare se l'investimento può essere proficuo anche per me (oltre che, ovviamente, per l'agenzia). Grazie per le vostre risposte Cecilia
  12. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.plesioeditore.it/it/manoscritti/ Distribuzione: https://www.plesioeditore.it/it/distribuzione/ Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  13. Titolo: Il Cerchio della Luce - Parte 1: I Quattro Fronti Autore: Simone Gambineri & Aligi Pezzatini Collana: Il Cerchio della Luce Casa editrice: Independently published ASIN: 1676848924 Data di pubblicazione: Febbraio 2020 Prezzo Cartaceo: € 13,00 Prezzo Ebook: € 3,99 (Gratis con Amazon Kindle Unlimited) Genere: Science Fantasy Link all'acquisto NUOVA EDIZIONE CON NUOVA COVER IN ESCLUSIVA PER AMAZON!! ROMANZO VIETATO AI MINORI (18+) Nel mondo di Saresia, la potente tecnologia fondata sui Bios rende la vita della gente tranquilla e pacifica; tuttavia ogni venticinque anni l’antico Bios ribelle Nocturnis si risveglia per distruggere con le sue Ombre tutto ciò che è stato creato. A difesa dell’umanità si erge il Cerchio della Luce, l’organizzazione che custodisce i quattro Bios, suddivisa in altrettanti Fronti. Ciascun Fronte addestra il proprio campione, denominato Incarnazione, che si unirà al Bios e al suo immenso potere. Ciascuna Incarnazione è affiancata da un Custode, che lo proteggerà anche a costo della vita.Tutto ha funzionato così per oltre mille anni; questa volta, però, i Bios si sono misteriosamente risvegliati due anni prima del tempo: il Fronte degli Elementi viene attaccato a sorpresa da androidi ribelli e la Teca che custodisce il Bios Xeras viene distrutta. Questo risveglio anticipato trova tutti impreparati, soprattutto le Incarnazioni e i Custodi, ma essi dovranno comunque partire per la loro vitale missione. Riusciranno a portarla a termine vittoriosamente, tra giochi di potere, trappole, ombre assassine ed androidi ribelli? «Anche se spesso lo ignoriamo, c’è sempre un po’ di oscurità in ciascuno di noi!» ATTENZIONE: Il romanzo contiene descrizioni di violenza e di sesso esplicito!
  14. Emy

    [Sfida 27] Ester e il barbone

    commento Genere: distopico Tema: illusione ottica Boa: (almeno) uno dei personaggi parlerà di sé soltanto in terza persona Limite caratteri: 8000 Sfidante: @AlexComan Arbitro: @Black Il giorno della Sua elezione, il popolo si riversò per le strade esultante di gioia: donne, uomini, bambini, tutti in marcia verso il Palazzo del Potere per festeggiare l'eroe nazionale. Dalla Sua prima apparizione pubblica, durante la campagna elettorale, avevano capito che era uno di loro: semplice, modesto, umile. Parlava in modo così confidenziale che lo consideravano ormai uno di famiglia. L'idilio, però, durò poco e si infranse con il primo divieto: non parlare, che infuriò soprattutto il sesso femminile. La norma successiva toccò il bene più prezioso degli uomini: libertà, soppressa con dei microchip salvavita. L'ultima delle carognate, come le avrebbe chiamato Ester più avanti, fu l'introduzione di regole comportamentali che vietavano alle donne, tra le altre cose, di leggere e studiare. Dall'adorazione all'avversione il passo fu breve. Una volta al mese, Ester lascia il villaggio natale ai pendii delle Dolomiti e si teletrasporta nella Capitale approfittando di un lasciapassare speciale. Il suo corpo ondeggia come una fiammella al vento, fasciato in una lunga tunica nera, mentre raggiunge le Porte, poi s'arresta e attende. «Chi sei e dove vai?» grida la Guardia scattando sull'attenti e le punta il fucile atomico al petto. La bocca della ragazza si schiude lentamente fino a mimare il pensiero. Come in un fumetto d'altri tempi, le parole escono fuori in una nuvoletta. Ester va in chiesa. La Guardia abbassa l'arma, il volto impassibile, gli occhi di ghiaccio. «Le mani, donna!» Obbediente, Ester allunga i palmi e aspetta con stoicismo la fine dello scan oculare. In un'ologramma circolare escono la sua foto e i dati principali: nome, cognome, provenienza e numero di matricola. «La visita è stata autorizzata. Devi lasciare la Capitale dopo la funzione.» Ester annuisce e s'affretta a raggiungere la Piazza che ospita il Palazzo del Potere e il Tempio eretto in Suo onore. Oltre a essere il Capo dello Stato, Lui è anche la massima autorità religiosa. Piccolo dit… Ester si morde la lingua appena in tempo e invece di andare dritta verso la chiesa, va a sinistra e prende la via che porta alla scuola elementare "Maria Montessori", dove ogni primo del mese si incontra con il gruppo delle Resistenti fregandosene di Lui e delle Sue microspie del cazzo. All'altezza dell'edificio, sempre all'erta, i sensi di Ester captano la presenza di un individuo seduto per terra a gambe incrociate. Dall'abbigliamento — una tunica marrone bucata in più punti e un cappello di paglia poggiato su una parte del volto — sembra un barbone. Lo deduce soprattutto dalla cesta di vimini con dentro un cartoncino scarabocchiato in fretta che grida aiuto. Incuriosita, Ester si avvicina e vi fa cadere un paio di spiccioli. È soltanto un attimo, il tempo di stare faccia a faccia con l'uomo, che una vibrazione di media intensità le attraversa il corpo facendolo barcollare. Non ricorda dove, ma ha già visto quel naso. Ester scuote la testa ripetutamente e si allontana a grandi falcate, fermata subito dopo da una voce che rimbomba alle sue spalle, accompagnata da una risata a intermittenza: «Ermete ha fame. Ermete ha sete. Ermete odia il Presidente.» Ester si gira sui tacchi e sgrana gli occhi: il barbone è sempre nella stessa posizione e la bocca non si vede nemmeno, nascosta sotto uno scialle nero che prima non aveva notato. Dev'essere stata una suggestione. Fa le spallucce e s'affretta a raggiungere il portone aperto, segno che le ragazze sono già ai loro posti, a discutere delle ultime carognate del piccolo ditta… Il sospiro uccide il pensiero sul nascere. Non Gli piace essere chiamato così e oggi non è in vena di sopportare la solita ramanzina. Le Resistenti sono sedute intorno a un tavolo rettangolare con in mano dei fogli bianchi. Si sono allenate per anni per riuscire a tenere la mente sgombra dai pensieri rincorrendo all'arte antica della scrittura creativa. Patrizia, la più grande delle cinque, alza la penna e comincia a imprimere sulla carta i segni segreti; le altre la seguono a ruota. Dopo una mezz'oretta di intensa attività, si scambiano i fogli e ne adocchiano il contenuto in meno di venti secondi — oltre i cui scatta la registrazione mentale automatica —, prima di appallottolarli e inghiottirli come fossero gommose tolte dal comercio nei primi anni della Sua presidenza. All'uscita Ester ritrova il barbone allo stesso posto. È come una calamita, non riesce a starne alla larga. Gli si avvicina di nuovo e lo osserva da debita distanza. Il cappello ora copre la bocca e il naso, proprio quando voleva dargli un'occhiata approfondita, e le sopracciglia folte sembrano disegnate con la matita, come si usava fare in passato. I capelli radi denotano il principio delle calvizie ed è troppo in carne per uno che vive per strada. Non parla più. Non le invia messaggi telepatici. Una parte di lei ne è sollevata, altra vorrebbe approfondire il discorso a cui l'uomo ha accennato. Uno che ammette apertamente di odiare il Presidente, infischiandosi dei rischi che corre, non può che esserle simpatico. Il mese dopo il barbone è ancora lì, davanti alla scuola, nei suoi vestiti logori e in compagnia di un cane lupo. Quando Ester si abbassa per lasciare le monete, l'animale abbaia e l'uomo schiocca la lingua passandosi le dita sotto il naso, prima di abbassare il cappello. Ester sbuffa e si allontana a braccia conserte, infastidita dal comportamento infantile. Il gioco a nascondino continua anche al prossimo incontro e a quello successivo. Il naso c'è, poi sparisce. La bocca c'è, poi scompare. Gli occhi, sempre chiusi, poi aperti e di un azzurro così intenso che sembrano due biglie. Il quinto mese, lo sconosciuto indossa il solito cappello e la tunica forata, ma a differenza degli incontri precedenti porta i grandi occhiali scuri e ha i baffi. Appena sente i passi di Ester, dalla sua bocca, distorta in un ghigno, esce chiara e potente la voce: «Ermete ha fame. Ermete ha sete. Ermete odia il Presidente.» Allarmata, la ragazza lo zittisce con la mano e contravvenendo a tutte le regole del buon senso, prende l'uomo sottobraccio e lo porta dentro con sé. «Ester adesso pensa a Ermete» gli dice sottovoce. Le Resistenti ora sono sei: cinque donne coraggiose e un uomo speciale. Ester non ha ancora capito il suo gioco, la sua pantomima. Il nasone, come lo chiama, è ancora un'incognita, ma non è che le importi più di tanto a chi somiglia. Per lui parlano i suoi gesti eroici e la dedizione alla loro causa. Chiunque odi quanto lei il piccolo dittat... — prima o poi lo griderà al mondo intero —, è un suo grande amico. Anzi, un fratello. Insieme sono una miniera di idee: creative, folli, rischiose. Se Lui le scoprisse — per fortuna Ermete ha dato loro una mano per modernizzare il linguaggio segreto — finirebbe male per entrambi. Ester però non ha paura di morire. Se ne infischia delle torture fisiche e mentali a cui le sottoporrebbe piccolo dittato… La tentazione di lasciar passare più di venti secondi è forte. Lui si affaccia al balcone e saluta la folla davanti al Palazzo del Potere: da una parte gli uomini, dall'altra le donne, in piedi e a capo chino. Sorride compiaciuto mentre pensa al giorno in cui l'hanno eletto. Poveri ingenui. Bevevano dalla Sua bocca come fosse acqua santa. Inutile che cerchino ora di portarsi le mani alle orecchie e a incurvarsi la schiena dalla rabbia. La telepatia: che grande arma! Un ultimo pensiero, un'ultima immagine da proiettare nelle loro teste vuote, di un uomo dai mille volti seduto per terra a gambe incrociate. Via il cappello… via gli occhiali scuri… via i baffi finti. Di vero resta solo il ghigno, lo stesso che sfoggia Lui in quel momento e ride di gusto. Non è semplice resistere alla Sua provocazione. Il primo che cede e spara la nuvoletta, va dritto in pasto ai leoni. Scommette che sarà una donna. Scommette, anche, di sapere il suo nome. Le concede per un'ultima volta di chiamarlo piccolo dittatore.
  15. Daniele79

    Origami Edizioni

    [Attualmente si occupano di videogames] Nome: Origami Edizioni Generi valutati: fantasy, fantascienza, horror Invio manoscritti: http://www.origamiedizioni.com/presenta-un-progetto/ Distribuzione: http://www.origamiedizioni.com/librerie-2/ Sito: http://www.origamiedizioni.com Facebook: https://www.facebook.com/origamiedizioni/ Salve a tutti, come già accennato nell'altro topic presento qui Origami Edizioni, che si appresta a diventare una nuova casa editrice che punterà moltissimo sul formato elettronico per le sue pubblicazioni, distribuirà tramite un sito proprietario e in maniera innovativa (per ora non posso dire di più), non solo romanzi, ma anche racconti, graphic novel e altri prodotti correlati alla narrativa. Saremo on line presto, appena il catalogo si sarà arricchito di ulteriori opere, è per questo che ora siamo alla ricerca di nuovi manoscritti da valutare. Altre informazioni le potete trovare nel sito ufficiale, ma non esitate a scrivere anche qui per qualsiasi domanda, anzi questo topic potrebbe essere un buon modo per avere una linea diretta con noi e per noi di sentire le vostre esigenze. Man mano che ci saranno novità, le inserirò sempre in questo topic. Saluti.
  16. "Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla". Lao Tze Titolo: "ARMA INFERO – Delenda Gordia" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 31 ottobre 2019 ISBN: 9788894182064 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/32c29wy SINOSSI: "La sentenza contro la dispersione e contro Gordia era stata da Lakon pronunciata. Non rimaneva che eseguirla. Pietà per noi e per tutte le nostre colpe". Capitolo conclusivo della saga Arma Infero. Mentre Karan accorre al richiamo di Lakon, sperduto nello spazio, la nuova Falange è colpita a tradimento dalla sua nemica di sempre, Gordia. Nulla ormai può impedire la resa dei conti, la più grande e catastrofica guerra dell'intera storia coloniale di Muareb. Questo è il volere del Martire Tiranno, questo il terribile messaggio della sua verità. Ma dov'è la verità, ora che il cielo è prossimo a crollare sugli empi e i peccatori, ora che non solo Gordia ma tutto il pianeta si trova davanti alla minaccia della propria cancellazione? In fondo a tutto, la prova del Trono attende Karan con le sue confessioni, poiché nel vero amore come nell'apocalisse non può esserci spazio per inganni e bugie. RIASSUNTO DEI CAPITOLI PRECEDENTI… (ATTENZIONE! Spoiler) Karan, maniscalco della cavalleria di Dragan, s'incarica di istruire Lakon, un nuovo e misterioso schiavo delle officine, capace di interfacciarsi con i mezzi dei cavalieri, gli zodion, in una modo mai visto. In virtù di queste capacità, Lakon è subito nominato Mastro di Forgia e cavaliere. Insieme al suo amico, parte alla ricerca di ulteriori reliquie tecnologiche necessarie al tanto atteso risveglio dello spirito del Pagan. Sopravvissuti al tradimento nella terribile battaglia nucleare di Bastian, che inaugura la guerra civile, giungono fin nella capitale della Falange, Higgs, solo per scoprirla profondamente corrotta dagli interessi dei gordiani, acerrimi nemici dei popoli dei calanchi. Proprio per sviare le trame gordiane, Karan e Lakon decidono allora di dividersi. Karan si dirige a sud con l’amata Luthien nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. In questo tripudio di eventi distruttivi Lakon riesce a giungere alla fine dell'eroica Cerca del Pagan, scampando alla morte e reincarnandosi nel corpo del giovane Wotan. Tornato assieme a Karan nella Falange squassata dalla guerra civile, giunge in una Dragan irriconoscibile, decadente e corrotta. Utilizzando proprio l'arcano sapere appreso nella Cerca, il Mastro di Forgia riesce in poco tempo a risollevare le sorti del Krak e a portare i suoi nuovi ulani volanti nella battaglia decisiva di Verthun, l’altare di morte e fuoco dove un nuovo, supremo sacrificio è richiesto per la rinascita del Pagan. È infatti l'invincibile fauno delle leggende, da Lakon evocato e incarnato, a porre fine alle ostilità e a regalare la vittoria alla Falange ormai definitivamente comandata dall'unico Arconte Supremo, Zieten. Sull'onda della vittoria e del dilagante fanatismo religioso per Lakon, Silen, ebbro di gloria, scatena una ferocissima campagna militare contro Zoshima, consociata di Gordia nella gestione dell'Anello Orbitale, e ne conquista i suoi preziosi astroporti. In tale occasione Karan, in prima fila nella distruzione della sua stessa casa, combatte guidato dai poteri mentali di Lakon e scopre di poter accedere alle capacità astronautiche del fulleren. Con questa capacità conta ora di potersi ricongiungere nuovamente all'amico, misteriosamente scomparso nello spazio interplanetario. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi, a ciclo completato, conta quattro romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016, Il Risveglio del Pagan nel 2018 e Delenda Gordia, il tomo conclusivo, nel 2019. Precedentemente, per la Delos Digital ha scritto un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti. P.S. Alla fine di questa mia fantastica esperienza, quale è stata la creazione e la pubblicazione del ciclo di Arma Infero, un ringraziamento particolare va a tutto lo staff del Writer's Dream che ha consentito costantemente la promozione del mio lavoro sul sito. Grazie ragazzi, di cuore (FC).
  17. syllon

    Greco&greco Editori

    Nome: Greco&Greco Editori Generi valutati: giallo, fantascienza, politica, saggistica, narrativa, eros, memorie, letteratura classica e contemporanea e umoristica Invio manoscritti:http://www.grecoegrecoeditori.it/invio-manoscritti/ Distribuzione:http://www.grecoegrecoeditori.it/distributori/ Sito: http://www.grecoegrecoeditori.it/ Facebook: https://www.facebook.com/pages/GrecoGreco-editori-Official/1496908373913073?ref=bookmarks Dal loro sito (ottobre 2018): Al momento non prendiamo in esame testi da valutare.
  18. mauro longo

    Acheron Books

    Nome: Acheron Books Generi: Fantastico, Fantasy in ogni sua declinazione, Pulp, Weird, Horror, Thriller soprannaturale, Fantascienza Modalità invio manoscritti: https://www.acheron.it/submission-contatti/ Sito web: https://www.acheron.it/ Salve a tutti, Scrivo a nome di Acheron Books e ci piacerebbe presentarci a questa comunità che io stesso (da utente) seguo da anni. Ad Acheron Books ci occupiamo di narrativa italiana di genere e lo facciamo in un modo del tutto nuovo nel panorama del nostro paese: selezioniamo i migliori autori italiani e proponiamo loro contratti d’eccellenza; li guidiamo e formiamo per far loro realizzare opere spendibili all’estero; traduciamo in lingua inglese i libri tramite localizzatori madrelingua; li distribuiamo in tutto il mondo in formato e-book e con il print-on-demand. I nostri titoli sono disponibili principalmente in lingua inglese; una selezione degli stessi è distribuita anche in italiano per il mercato nazionale. Contatti: info@acheronbooks.com Siamo nati da poche settimane, eppure i traguardi raggiunti sono già tanti e le iniziative in cantiere ancor di più! I primi autori che abbiamo proposto al mercato internazionale sono già esemplificativi del nostro modo di lavorare, che coinvolge professionisti già noti e pubblicati, scrittori indipendenti ed assoluti esordienti, purché tutti accomunati da indubbia qualità di scrittura e ottime idee. *Editato dallo Staff, no pubblicità ad autori* Come si diventa autori Acheron? So che questa è forse la domanda più interessante a cui rispondere in questo forum. In questo momento abbiamo un programma di autori e opere schedulato per il prossimo futuro e stiamo ponderando nuovi casi per i mesi successivi, ma non accettiamo proposte e manoscritti. I nostri esperti stanno già scandagliando il mercato editoriale italiano in cerca di talenti noti e meno noti, che abbiano già pubblicato o meno e che siano in grado di realizzare con noi quello che abbiamo in mente. Acheron cerca autori italiani moderni, abili e intelligenti, che ben conoscano l’elevato livello qualitativo dei loro colleghi anglosassoni e siano pronti alla sfida - ma allo stesso tempo orgogliosamente figli della grande tradizione storica, culturale e letteraria italiana che ha radici in opere celeberrime come l’Orlando Furioso e la Divina Commedia. Vi aspettiamo per conoscervi e farci conoscere: sul nostro sito: https://www.acheronbooks.com sul nostro blog: http://bit.ly/1xIjyas sulla nostra pagina facebook: http://on.fb.me/15jJbGB su Twitter: https://twitter.com/Acheron_Books A presto e buona scrittura/lettura!
  19. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  20. albertopanicucci

    XXVI Trofeo RiLL - il miglior racconto fantastico

    Fino a
    Sono aperte sino al 20 marzo 2020 le iscrizioni per il XXVI Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games. Bandito dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, attiva dal 1992, il Trofeo RiLL è un premio per racconti di genere fantastico. Possono partecipare storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, racconti di ogni tipo, purché siano (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”. I racconti partecipanti sono oltre 250 a edizione (nel 2019: 345 racconti), scritti da autori residenti in Italia e non (nel 2019 oltre che dall'Italia sono arrivati racconti da: Australia, Brasile, USA, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Svizzera, Ungheria). La partecipazione al concorso è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Ogni autore può partecipare con una o più opere, purché inedite, originali ed in lingua Italiana. Tutti gli autori/ autrici partecipanti devono però iscriversi all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (costo: 10 euro a racconto). Inoltre, dal 2015, non possono più partecipare al concorso gli autori cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). I migliori racconti del XXVI Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun contributo/ costo per i rispettivi autori) nell’antologia 2020 della collana Mondi Incantati – Racconti fantastici dal Trofeo RiLL e dintorni, che sarà presentata in occasione del festival internazionale Lucca Comics & Games 2020. Inoltre, il racconto primo classificato sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente: – in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One; – in Spagna, su Visiones, l’antologia annuale dell’AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror); – in Sudafrica, su PROBE, il magazine dell’associazione Science Fiction and Fantasy South Africa. L’autore del racconto primo classificato riceverà 250 euro da RiLL. La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL. I racconti partecipanti saranno valutati in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome degli autori), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2019 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Francesco Dimitri, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti. Tutti i partecipanti al XXVI Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell’antologia “LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” (ed. Quality Games, 2019, collana “Mondi Incantati”), che prende il nome dal racconto vincitore del XXV Trofeo RiLL, scritto dalla romana Laura Silvestri. Il libro propone dodici storie: i migliori racconti del XXV Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio organizzato da RiLL nel 2019) e i racconti vincitori di quattro concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Inghilterra, Irlanda, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato. Tutte le antologie della serie “Mondi Incantati” sono disponibili per l’acquisto su Amazon e Delos Store, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it La cerimonia di premiazione del XXVI Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2020, all’interno del festival internazionale Lucca Comics & Games. Per maggiori informazioni si rimanda al sito e all’e-mail di RiLL: www.rill.it trofeo@rill.it
  21. Salve a tutti, ho deciso di aprire questo post perché potrebbe essere utile non solo a me, ma anche ad altri autori, specificatamente di fiabe e favole. Insomma agli autori di tutte quelle opere in cui l'aspetto visivo è fondamentale. Il mio deficit consiste nel non saper disegnare, tanto meno illustrare, quindi le mie fiabe potrebbero solamente essere pubblicate in antologie prive di illustrazioni, come è già successo. Alla luce di questo, chiedo se qualcuno conosca case editrici (ovviamente free) che abbiano anche illustratori loro. Voglio dire case editrici che, una volta aver accettato le fiabe, si occupino di tutto, anche di farle illustrare. Grazie della vostra cortese attenzione. Paola
  22. Ngannafoddi

    Kappalab

    Nome: Kappalab Catalogo: http://www.kappalab.it/4-libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.kappalab.it/content/7-contatti Distribuzione: Messaggerie Libri Sito: http://www.kappalab.it/shop Facebook: https://www.facebook.com/kappalabedizioni
  23. Vinicio Dolfi

    Esperienza di Presentazione.

    Vorrei parlare della mia prima esperienza di presentazione del mio libro; a dire il vero, non è la prima in senso cronologico, ma la prima sostanziale. Io ho pubblicato con un piccolo editore emergente con il quale ho un' ottimo rapporto. Non ho mezzi per promuovere il mio libro, e io stesso di copie ne ho acquistate poche non potendo fare di più. Tuttavia, due mesi dopo la pubblicazione ottengo una importante recensione su una rivista scientifica online di alto livello. Questo mi sprona a tentare una presentazione; la faccio in una piccola libreria, ma non viene gente. Tento di farla in biblioteca, ma non me la accettano con la motivazione che l'ho già fatta e non vogliono replicare eventi. Prendo allora accordi con un'associazione di astrofili, diretta da astronomi professionisti, che opera nell'ambito del Museo della Scienza di una città vicina. Nel frattempo scrivo un secondo libro che invio all'editore. Dopo 7 mesi di trattative, la presentazione si tiene infine in una sala adiacente al Museo; mi assiste un giovane astrofisico. E' prevista al termine della serata l'osservazione della Luna. Viene fatta pubblicità online. Una mia amica viene da lontano per assistere; ma interviene il maltempo di questo Maggio strano. Non sarà possibile osservare il cielo, quindi viene meno gente del previsto. Saranno stati, oltre ai miei 4 amici che già hanno preso il libro, una decina di persone. Le 15 copie del libro per la presentazione mi vengono fornite dall'editore tramite un accordo extracontrattuale. Io mi sono preparato un discorso che ho memorizzato; sono eccitato ma anche timoroso perchè io, per tutta la vita, sono stato un timido. Comincio a parlare a briglia sciolta. Molto sciolto. Sicuro, anche perchè con il proiettore negli occhi non vedo le facce dei presenti. Resto un pò indeciso quando l'astrofisico interviene, interrompendomi, per frami cambiare argomento. Ma non ho difficoltà a cambiare argomento, almeno per i primi cambi. Parlo in modo fluido. Ad un certo punto vengono proiettate le diapositive. Discuto con l'astrofisico. Verso la fine, con gli ultimi argomenti, la cui agenda viene decisa sempre dall'astrofisico, mi sembra di essere un pò incerto, un pò meno efficace, anche se i miei amici dicono di no. Non ho mai parlato così a lungo in pubblico fino a quel momento; soprattutto, non con quella sicurezza. Anche l'astrofisico è alla prima esperienza in questo campo. Concludo, dopo l'ultima dritta dell'astrofisico, con parole diverse da quelle che avevo previsto e forse pure un pochino più incerte ma che comunque arrivano a focalizzare i concetti che voglio trasmettere. Alla fine l'astrofisico chiede se ci sono domande del pubblico e se qualcuno vuole può comprare il libro. Io dico "Si, se avete domande fatele". Non aggiungo altro però. C'è solo una domanda. Un signore, che poi andrà pure a vedere il libro ma senza comprarlo, chiede se nel libro c'è tutto quello che viene descritto. Io dico di si, che ho voluto combinare insieme romanzo e riflessione storico-filosofica, senza descrivere come. Questo lo spiega parzialmente l'astrofisico che interviene nella risposta. Non essendoci altre domande, l'astrofisico dichiara chusa la serata, e a mio modo lo fa in modo un pò brusco perchè la gente resta per un pò immobile sulle sedie, con aria meditabonda, e lui ripete che è finita. Credo dipenda dall'inesperienza di questo giovane scienziato a cui comunque io devo molto. Copie vendute: zero. Il giorno dopo lo dico all'editore il quale mi dice che le posso tenere per gli eventi futuri. Io e i miei amici stiamo infatti tentando di organizzare altre presentazioni. Ecco, loro, i miei amici, mi dicono che ho fatto bene; tuttavia io, a causa della mia timidezza (che in me è sempre stata forte, anche se adesso meno di alcuni anni fa) credo di non essere stato del tutto coinvolgente con il pubblico. Magari, qualcuno mi ha detto che sono "un'enciclopedia umana". Certo, immagino che potevo fare di più; devo guardare avanti e la prossima la farò ancora meglio. Il maltempo ha contrastato sicuramente l'evento.
  24. "Se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza." Fëdor Dostoevskij Titolo: "ARMA INFERO – Il risveglio del Pagan" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 21 settembre 2018 ISBN: 9788894182033 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/2DmGJWk SINOSSI: "Il Martire Tiranno era venuto per salvarci, noi poveri, miserrimi sconnessi; e non si sarebbe fermato davanti a nulla. Ci avrebbe redento, tutti quanti. O tutti quanti saremmo morti." I tempi della cavalleria di Dragan sono finiti, le sue ultime vestigia seppellite dalle ceneri radioattive di una guerra infinita. Il logoramento in trincea è quanto resta al glorioso esercito della Falange, la desolazione di una nazione distrutta è ciò che accoglie al ritorno Lakon e Karan. Nell'agonia di un'umanità contaminata nel corpo e nella mente, esiste solo un modo per ribaltare lo stallo della guerra civile e ridare slancio alla santa corsa alle stelle, verso lo spazio, dove la salvazione attende i fedeli del Martire Tiranno. Ma il valore dei nuovi ulani volanti non può bastare: solo l'antico potere nascosto dello zodion può riuscirvi. Lakon lo sa. È finalmente giunto il tempo che il Pagan si risvegli. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi conta tre romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016 ed Il Risveglio del Pagan nel 2018. Per la Delos Digital ha scritto poi un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini, della cui amicizia si fregia come una medaglia. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti.
  25. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
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