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  1. Bango Skank

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Scegliti un nome. Indossa il biocasco. Entra in New Life. Il mio nome è Deb Aser. E questa è la mia storia. Titolo: Hunter Autore: David Fivoli Casa editrice: Rizzoli ISBN: 8817139874 Data di uscita: 03 settembre 2019 Prezzo: € 19,00 Genere: Fantascienza; Fantasy; Azione e Avventura Pagine: 400 Quarta di copertina: 2050. Il mondo non è mai stato così tranquillo. Talmente tranquillo che buona parte dell’umanità vive perennemente connessa a New Life, un universo virtuale composto da cento scenari diversi per atmosfere, ambientazioni, livelli tecnologici e abilitazioni magiche. Deb Aser, un ragazzo intenzionato a esplorare ogni scenario del Sistema, si registra assieme al suo fraterno amico Arizona, che sogna di diventare una stella dello Skullball, lo sport più seguito di New Life. Dopo aver sottratto una misteriosa pergamena a Kalea Koshir, una maga tanto bella quanto pericolosa, Deb si arruola nell’Accademia delle Ombre dell’enigmatico Shadow. È qui che si forgiano gli Hunter, combattenti formidabili capaci di destreggiarsi in ogni scenario. Terminato il suo apprendistato, Deb scopre che la pergamena è una mappa per arrivare a nove sfere, nascoste dal dottor Wong - il creatore di New Life - in alcuni degli scenari più pericolosi del Sistema. La ricerca lo porterà a confrontarsi con nemici insidiosi, cyborg psicopatici, magie devastanti e armi fantascientifiche, accompagnato dalla sua ambizione, dall’amore tormentato per Kalea e dalla vecchia musica rock caricata sul suo iPod, unico ricordo del padre. Soundtrack Disco 1 – Lato A 1. Debaser – Pixies 2:52 2. Salvation – Rancid 2:53 3. About a Girl – Nirvana 2:48 4. Death or Glory – The Clash 3:55 5. Anarchy in the U.K. – Sex Pistols 3:31 6. Bloodclot – Rancid 2:44 Disco 1 – Lato B 1. King Kong Five – Mano Negra 1:56 2. Lampshades on Fire – Modest Mouse 3:08 3. We Trusted You – Transplants 4:35 4. Downtown Train – Tom Waits 3:53 5. Mama, I’m Coming Home – Ozzy Osbourne 4:11 6. Paying My Way – Dropkick Murphys 3:55 Disco 2 – Lato A 1. Comfortably Numb – Pink Floyd 6:26 2. Hey, That’s No Way to Say Goodbye – Leonard Cohen 3:05 3. Stairway to Heaven – Led Zeppelin 8:02 4. Imagine – John Lennon 3:04 Disco 2 – Lato B 1. The Good, the Bad and the Ugly – Ennio Morricone 2:42 2. Glitter & Gold – Barns Courtney 2: 57 3. Per combattere l’acne – Le luci della centrale elettrica 3.17 4. Hey Jude – The Beatles 7:11 Nota dell’autore Non voglio dare false aspettative agli appassionati dei generi riportati nella scheda: sono riuscito nella formidabile impresa di aver scritto un romanzo che di generi ne unisce molti, riuscendo a fare torto a tutti. Vi piace solo la fantascienza classica? Bene, non c’entra nulla. Vi piace solo il fantasy classico? Scappate a gambe levate. Qui ci sono elfi in completo elegante dietro scrivanie di agenzie immobiliari, vampiri psicopatici alla presidenza di importanti team sportivi, punk sbronzi marci e strafatti di anfetamina che guidano l’auto di Mad Max. Però, per i miei strani gusti, questo romanzo è una figata pazzesca. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Hunter-David-Fivoli/dp/8817139874/ref=sr_1_1?qid=1564602328&refinements=p_27%3ADavid+Fivoli&s=books&sr=1-1
  2. "Se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza." Fëdor Dostoevskij Titolo: "ARMA INFERO – Il risveglio del Pagan" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 21 settembre 2018 ISBN: 9788894182033 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/2DmGJWk SINOSSI: "Il Martire Tiranno era venuto per salvarci, noi poveri, miserrimi sconnessi; e non si sarebbe fermato davanti a nulla. Ci avrebbe redento, tutti quanti. O tutti quanti saremmo morti." I tempi della cavalleria di Dragan sono finiti, le sue ultime vestigia seppellite dalle ceneri radioattive di una guerra infinita. Il logoramento in trincea è quanto resta al glorioso esercito della Falange, la desolazione di una nazione distrutta è ciò che accoglie al ritorno Lakon e Karan. Nell'agonia di un'umanità contaminata nel corpo e nella mente, esiste solo un modo per ribaltare lo stallo della guerra civile e ridare slancio alla santa corsa alle stelle, verso lo spazio, dove la salvazione attende i fedeli del Martire Tiranno. Ma il valore dei nuovi ulani volanti non può bastare: solo l'antico potere nascosto dello zodion può riuscirvi. Lakon lo sa. È finalmente giunto il tempo che il Pagan si risvegli. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi conta tre romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016 ed Il Risveglio del Pagan nel 2018. Per la Delos Digital ha scritto poi un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini, della cui amicizia si fregia come una medaglia. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti.
  3. "Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla". Lao Tze Titolo: "ARMA INFERO – Delenda Gordia" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 31 ottobre 2019 ISBN: 9788894182064 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/32c29wy SINOSSI: "La sentenza contro la dispersione e contro Gordia era stata da Lakon pronunciata. Non rimaneva che eseguirla. Pietà per noi e per tutte le nostre colpe". Capitolo conclusivo della saga Arma Infero. Mentre Karan accorre al richiamo di Lakon, sperduto nello spazio, la nuova Falange è colpita a tradimento dalla sua nemica di sempre, Gordia. Nulla ormai può impedire la resa dei conti, la più grande e catastrofica guerra dell'intera storia coloniale di Muareb. Questo è il volere del Martire Tiranno, questo il terribile messaggio della sua verità. Ma dov'è la verità, ora che il cielo è prossimo a crollare sugli empi e i peccatori, ora che non solo Gordia ma tutto il pianeta si trova davanti alla minaccia della propria cancellazione? In fondo a tutto, la prova del Trono attende Karan con le sue confessioni, poiché nel vero amore come nell'apocalisse non può esserci spazio per inganni e bugie. RIASSUNTO DEI CAPITOLI PRECEDENTI… (ATTENZIONE! Spoiler) Karan, maniscalco della cavalleria di Dragan, s'incarica di istruire Lakon, un nuovo e misterioso schiavo delle officine, capace di interfacciarsi con i mezzi dei cavalieri, gli zodion, in una modo mai visto. In virtù di queste capacità, Lakon è subito nominato Mastro di Forgia e cavaliere. Insieme al suo amico, parte alla ricerca di ulteriori reliquie tecnologiche necessarie al tanto atteso risveglio dello spirito del Pagan. Sopravvissuti al tradimento nella terribile battaglia nucleare di Bastian, che inaugura la guerra civile, giungono fin nella capitale della Falange, Higgs, solo per scoprirla profondamente corrotta dagli interessi dei gordiani, acerrimi nemici dei popoli dei calanchi. Proprio per sviare le trame gordiane, Karan e Lakon decidono allora di dividersi. Karan si dirige a sud con l’amata Luthien nell’esotica e rigogliosa Gargan mentre Il Mastro di Forgia prosegue la sua ricerca nelle remote lande boreali. Pur così lontani i nostri protagonisti vedranno intrecciarsi nuovamente le loro storie, sullo sfondo di una guerra civile dove la furia cieca dell’uomo scatena il potere di nuove e terribili armi. Contro questa barbarie la cavalleria coloniale è costretta ad evolversi, crescendo e diventando qualcosa di diverso e migliore. In questo tripudio di eventi distruttivi Lakon riesce a giungere alla fine dell'eroica Cerca del Pagan, scampando alla morte e reincarnandosi nel corpo del giovane Wotan. Tornato assieme a Karan nella Falange squassata dalla guerra civile, giunge in una Dragan irriconoscibile, decadente e corrotta. Utilizzando proprio l'arcano sapere appreso nella Cerca, il Mastro di Forgia riesce in poco tempo a risollevare le sorti del Krak e a portare i suoi nuovi ulani volanti nella battaglia decisiva di Verthun, l’altare di morte e fuoco dove un nuovo, supremo sacrificio è richiesto per la rinascita del Pagan. È infatti l'invincibile fauno delle leggende, da Lakon evocato e incarnato, a porre fine alle ostilità e a regalare la vittoria alla Falange ormai definitivamente comandata dall'unico Arconte Supremo, Zieten. Sull'onda della vittoria e del dilagante fanatismo religioso per Lakon, Silen, ebbro di gloria, scatena una ferocissima campagna militare contro Zoshima, consociata di Gordia nella gestione dell'Anello Orbitale, e ne conquista i suoi preziosi astroporti. In tale occasione Karan, in prima fila nella distruzione della sua stessa casa, combatte guidato dai poteri mentali di Lakon e scopre di poter accedere alle capacità astronautiche del fulleren. Con questa capacità conta ora di potersi ricongiungere nuovamente all'amico, misteriosamente scomparso nello spazio interplanetario. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi, a ciclo completato, conta quattro romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016, Il Risveglio del Pagan nel 2018 e Delenda Gordia, il tomo conclusivo, nel 2019. Precedentemente, per la Delos Digital ha scritto un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti. P.S. Alla fine di questa mia fantastica esperienza, quale è stata la creazione e la pubblicazione del ciclo di Arma Infero, un ringraziamento particolare va a tutto lo staff del Writer's Dream che ha consentito costantemente la promozione del mio lavoro sul sito. Grazie ragazzi, di cuore (FC).
  4. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  5. Dale

    Ucronia

    Ciao a tutti! Dato che sono su un Flixbus e sto affrontando 5 ore e mezza di viaggio, vorrei porvi un quesito, o meglio una serie di quesiti (così si passa il tempo in modo divertente e non solo fissando la gente che dorme sul bus). Ho notato che in questa sezione non è stata ancora aperta una discussione sul genere dell'Ucronia, allora mi sono detto cavoli, la apro io. Penso che sia un genere che, sebbene rientri sotto l'ala protettrice di mamma Fantascienza, sia da trattare con una discussione apposita. Personalmente mi cimento da un po' con questo particolare filone, e non è affatto semplice (nonostante la mia laurea in Storia ): da una parte puoi lavorare di fantasia sugli eventi successivi alla deviazione della linea temporale, dall'altra però gli eventi precedenti alla deviazione temporale impongono vincoli di coerenza interna che l'autore è tenuto aa rispettare. In più questo romanzo ci permette di pensare alla Storia come a una serie di eventi in parte casuali: se ne modifichi uno, gli eventi successivi muteranno. Personalmente trovo tutto questo molto stimolante. Certo, un lavoro simile è senz'altro faticoso, e raramente da vita a risultati soddisfacenti. Personalmente l'opera che più mi ha convinto in questo senso è stata Fatherland di Harris, seguito a stretto giro da La Svastica sul Sole di Philip K. Dick e dai cicli di Invasione e Coloizzazione di Turtledove. Quindi, popolo del WD, che ne pensate di questo genere? Avete scritto qualcosa? Se sì, in che momento della linea temporale della Storia avete deciso di infilarvi per mutare il corso degli eventi? Opere preferite? Credete ci sia spazio oggi per l'Ucronia italiana? Trovare autori nostrani che si dedichino - in modo almeno soddisfacente - a questo genere è cosa più unica che rara.
  6. AndreaA

    Aperitivo Funzioni, presentazione+aperitivo&music

    Fino a
    Presentiamo le attività dell'Assocuiazione Palazzuolo Strada Aperta, il romanzo Funzioni di Andrea Michelotti e poi ci conosciamo e brindiamo all'aperitivo accompagnato da buona musica. Via Palazzuolo, 95 a Firenze. Vi Aspettiamo!
  7. bwv582

    Inizio di una nuova fine

    Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/44687-qui-devo-metterci-il-titolo/ Inizio di una nuova fine Alla fine era successo. Il tanto paventato dominio dei robot sulla razza umana era realtà da anni, teatro di incubi causati da romanzi di fantascienza o di intrecci narrativi negli stessi. Nessuno ne aveva consapevolezza, lo sviluppo tecnologico aveva portato a un piatto benessere in cui gli umani si facevano cullare dalle loro tate di metallo. Fine di ogni guerra, fine di ogni crimine, fine di ogni disuguaglianza, fine di ogni possibile sfumatura che facesse sembrare un individuo diverso da un altro. Singole esistenze vissute in una lunga villeggiatura: cultura, giochi e società, allegria senza un domani. Erano quegli elettrodomestici a pensare per loro, migliorandosi in un processo avanzato e infinito che aveva ridotto l'umanità a una specie di zoo. Uno zoo felice. Nessuno ricordava o studiava più guerre, estinte da secoli. Perso anche il ricordo della violenza, in quel noioso paradiso non ce n'era bisogno. Niente economia, social, soldi o altro, nella semplicità della gestione robotica si badava agli uomini soddisfacendo i loro bisogni primari mentre questi si davano alle attività ricreative per il resto della vita. Jerry, vent'anni, si preparava a una spensierata vita fatta di attività fisica e relazioni sociali. Il suo percorso di studi e cultura di base era terminato, avrebbe alternato quel lungo campeggio a due o tre momenti in cui gli automi gli avrebbero accuratamente selezionato una partner per consentire la sopravvivenza della sua specie. In tarda mattinata, il suo androide era tornato, con l'obiettivo di preparare il pranzo. Un giorno come mille altri, scialbo come la tonalità di colore della casa: perfetta e minimale. «Mark», era il nome colloquiale del robot, «voglio farti una domanda». «Di' pure, Jerry, senza problemi». «Perché ti occupi di me?» «Lo sai, la nostra missione è provvedere al benessere degli uomini, siamo stati creati per questo». «Sì», si alzò in piedi, avvicinandosi a lui, «ma perché lo fai? Chi lo ha deciso? Perché pensi che sia giusto? Non pensi mai che possa esserci altro nella vita?» L'androide si bloccò. Era previsto l'invio di un segnale automatico in caso di blocco in modo da mandare una squadra di manutenzione automatica. Il segnale partì alle 11:42 a.m. diffondendosi all'istante nella rete mondiale. Il blocco si espanse, inesorabile, a tutto il mondo coinvolgendo ogni singola unità robotica. Da secoli non esistevano manutentori umani, da secoli gli uomini avevano smesso di pensare, da secoli era stata affinata una razionale perfezione che decideva per loro. Il mondo si oscurò e finì in quell'istante, trasformandosi in un freddo inferno metallico. Molti uomini morirono di inedia nelle loro case, senza nemmeno andare in panico. Incapaci di pensare, incapaci di occuparsi di loro stessi e di cavarsela contro quei congegni elettronici ormai inutilizzabili. Anche Jerry si sedette sul divano, fiducioso di un aiuto che non sarebbe mai arrivato, ignaro di quanto stesse succedendo. Sopravvisse qualche giorno grazie alle scorte d'acqua ma presto si arrese anche lui, senza pensare che potesse davvero "pensare", magari anche solo a un piano per uscire. All'esterno le cose non andarono meglio. Abituati alla bambagia da millenni, pochi intuivano di doversi procurare il cibo da soli, ancora meno erano quelli che cercavano un modo per trascorrere la notte, meno che mai chi provava una spontanea attrazione per un partner di sesso opposto in ottica di sopravvivenza della specie. Meno di due secoli, il tempo di ridurre la popolazione mondiale a poche migliaia di unità imbarbarite, pionieri di una nuova rinascita. Chiusi in piccoli villaggi, senza il ricordo di un passato diverso, quel paradiso da dove erano stati cacciati per via di un perché. L'ultimo superstite era ormai polvere e, con lui, la cultura e il linguaggio ormai dimenticato per sempre. Vivevano coprendosi le parti intime con stracci di pelle, comunicando a versi e guardando con sospetto i resti di quelle "strane cose regolari" sparsi intorno a loro, armadi pieni di scheletri. Risalirono la china, creando nuova cultura; progredivano in numero e pensiero all'alba di una città nuova mentre il tempo seppelliva i resti del passato. Avanzarono, nella corsa alle proprie capacità, senza mai ricordarsi di quanto accaduto, proponendo teorie fantascientifiche per i pochi segni rimasti. E ora si costruiscono i primi automi. L'inizio di una nuova fine.
  8. Antonio avallone

    Il teletrasporto

    Alessio era un ragazzino come tantissimi altri. Aveva tredici anni da quasi un anno, amava giocare con il pallone, guardare la tv e leggere i fumetti, più che leggerli gli piaceva osservare i disegni colorati che invadevano le pagine, ma comunque li leggeva. I supereroi erano i suoi unici amici, purtroppo gli altri ragazzi della sua età avevano interessi diversi. Gli altri amavano la musica, andare a ballare, baciare sulla bocca le ragazze, lui no. Preferiva sfogliare quegli albi multicolore e ricopiare i disegni più facili sul quaderno a righe che gli aveva comprato sua mamma affinché facesse i compiti di italiano. La madre lo aveva portato da diversi psicologi nell'arco degli anni, era profondamente preoccupata dall'alienazione che il figlio aveva subito dai suoi compagni di classe e dalle conseguenze che questa avrebbe potuto avere sul suo figlioletto. Il padre invece, un uomo d'altri tempi, cercava di tranquillizzare la moglie con le solite frasi che gli uscivano dalla bocca. Fino ai nove anni il piccolo Alessio era convinto che quelle fossero le uniche cose che suo padre sapesse pronunciare. "E' un ragazzino", "Crescerà", "Sono cose che succedono" "Vedrai che starà bene". Eppure sua mamma lo aveva trascinato da almeno sette dottori in tre anni. - Mamma, basta portarmi dai dottori, non ho voglia di parlare con uno sconosciuto- si lamentava Alessio agitando per aria le mani, in una della quali teneva stretto un fumetto di Flash. - Lo faccio per il tuo bene, voglio che tu abbia degli amici - rispondeva in maniera automatica la mamma ogni volta che sentiva quelle parole, ormai era diventata una routine. Il dottore parlò per mezz'ora con Alessio. Il ragazzo gli aveva dato risposte casuali che non rispecchiavano i suoi veri pensieri, lo faceva per dare fastidio alla mamma. Nel tragitto di ritorno verso casa nessuno dei due proferì parola. La mamma guidava fissando la strada attraverso le spesse lenti, rette da una montatura rossa cosa sottile che sembrava non riuscire a reggere i grossi vetri da vista. Il bambino invece faceva scattare i vivaci occhi color nocciola da una parte all'altra dell'albo di Flash, gli piaceva vedere l'effetto della corsa del supereroe in tutina rossa. Una volta a casa il ragazzino corse al piano di sopra e si rifugiò in camera. I muri erano tappezzati di poster. Batman, Wonder Woman, Flash, Superman, Spiderman, I Fantastici Quattro. Ne aveva comprati molti altri ma lo spazio sui muri iniziava a scarseggiare, così li aveva riposti momentaneamente all'interno dell'armadio di camera sua. Per un attimo ebbe l'idea di essere osservato mentre sfogliava i poster che erano stati arrotolati e ordinati dalla mamma. Si lanciò sul letto e lesse un fumetto di Superman. Era circa a metà dell'albo quando la mamma lo chiamò per cena. - E' prontooooo. Alessio corse giù per le scale immaginando che dietro di lui ci fosse una scia simile a quella che seguiva Flash. A tavola la madre era visibilmente imbronciata. Il padre aveva ancora il giornale aperto sulle ginocchia, la mamma lo fulminò con lo sguardo e lui capì di dover riporre il giornale. - Non sono felice Alessio. Sembrava tanto l'inizio di un rimprovero. - Io faccio tanto per cercare di aiutarti a crescere e tu mi ricambi il favore prendendo i giro gli esperti che pago. Il dottore coi baffoni aveva sicuramente spifferato. - Vorrei che provassi ad ascoltarmi, io e tuo padre teniamo a te. Ora la mamma aveva allungato la mano per cercare quella del marito che, una volta accortosi della ricerca di sostegno della moglie, lasciò cadere la forchetta e gliela strinse distrattamente. - Va bene mamma, prometto che cercherò di migliorare. Una risposta completamente costruita, ma a sua mamma bastava. La donna sorrise e consumò la cena con un'espressione decisamente più rilassata. Una volta terminata la cena Alessio si sentì stranamente stremato, si diresse in bagno e, dopo una breve doccia, infilò il pigiama e si appoggiò sul letto. Le coperte di superman erano le sue preferite, gli davano sicurezza. Chiuse gli occhi per sbadigliare e nel mentre la testa gli fece un male tremendo, come se qualcuno gliela scuotesse e gli facesse sbattere il cervello contro le pareti craniche. Quando li riaprì si ritrovò nello studio del dottore. Il tempo di lanciare un urlo terrificato e si ritrovò di nuovo nella sua cameretta, la testa gli aveva fatto nuovamente malissimo. Dopo questo inusuale e strano evento Alessio crollò come svenuto per la stanchezza. Quando si svegliò dovette pensare che fosse un sogno perché non gli diede molta importanza. Una volta a scuola, nella pausa tra una lezione ed un'altra, si diresse in bagno per svuotare la vescica. Abbassata la zip sentì nuovamente quel mal di testa del sogno, il cervello parve tremare e si ritrovò nella sua camera a fissare i poster sul muro. Corse in bagno per far fuoriuscire l'urina che aveva trattenuto durante il salto spaziale dalla scuola alla camera. Tornò nella stanza e si sedette sul letto. Dunque era vero, aveva i superpoteri. Provò a tornare a scuola con il pensiero, ma ogni volta che apriva gli occhi vedeva sempre il poster di Batman, appeso davanti al letto, in camera sua. Aspettò il ritorno a casa della mamma e le raccontò tutto. La madre lo fissò per un attimo per poi scoppiare a ridere. Lui cercò di farle capire che non stava mentendo in ogni modo. - Chiama a scuola se non mi credi. Stamattina c'ero e al pomeriggio non c'ero più, il mio zaino è ancora lì. Lo sguardo della madre mutò da divertito a preoccupato. Corse a comporre il numero della scuola con il telefono, quando ricette la risposta del preside scoppiò a piangere. - Mamma perché piangi? Ho i superpoteri, non sei felice? Devo solamente imparare ad usarli e poi potrò salvare il mondo dai criminali. Dovresti sorridere! - Si tesoro - la mamma lo guardò con le lacrime agli occhi, accarezzò le guance del figlio, allargate da un enorme sorriso- sono lacrime di gioia queste. Quella notte Alessio andò a letto più felice che mai, dal giorno seguente avrebbe iniziato ad affinare le proprie tecniche di teletrasporto. Il mattino dopo fu sorpreso dagli uomini vestiti di bianco che lo infilarono in un furgone chiedendogli di stare tranquillo. Sentì da lontano la voce del padre alle sue spalle mentre abbracciava la mamma disperata "Vedrai che starà bene" disse. Forse la mamma aveva fatto la spia e ora lo stavano portando nella casa in cui vivevano tutti i supereroi, così avrebbe imparato a gestire i suoi nuovi poteri.. L'ospedale era gremito di pazienti che andavano avanti inghiottendo medicine. A distanza di anni luce un giovane essere, Xyblor, si divertiva a smanettare con la macchina del Trasporto Spaziale Veloce. Nei momenti in cui i suoi genitori erano assenti gli piaceva sconvolgere le vite degli umani, così patetici. Quando il padre arrivò lo rimproverò e lo mise in punizione. Non doveva più teletrasportare umani a caso, avrebbe creato problemi, non erano pronti.
  9. Fino a
    Giovedi 31 presso la libreria dell'editore Ensemble presenteremo il romanzo distopico "Funzioni", dalle ore 19 in via Giovanni Novelli 5, metro A Cornelia. Al termine sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.
  10. bwv582

    Un dottorato spaziale

    Immagine di copertina: (immagine che ho preso direttamente da laFeltrinelli) Titolo: Un dottorato spaziale Autore: Giovanni Mignini Casa editrice: MontaG ISBN: 9788868923709 Data di pubblicazione (o di uscita): 20 settembre 2019 Prezzo: 18 euro Genere: fantascienza (soprattutto) Caratteri: circa 495 mila Pagine: 263 Quarta di copertina: La vita apatica di Gianluca, liceale giunto al quinto anno, si interrompe quando nella sua classe arriva Irene. L'inizio dell'anno scolastico permette ai due di conoscersi. La ragazza si presenta fin da subito per quello che è: strana, insolita ed estranea alla normalità. Mostra interesse nei confronti di Gianluca, sebbene riceva attenzioni da altri compagni e venga ignorata da molti di loro. Gianluca, invece, è attratto dalle sue stranezze e dai comportamenti inconsueti. Tra i due nasce una sincera amicizia che li guiderà, un passo dopo l'altro, in un viaggio ai confini della conoscenza. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/886892370X https://www.ibs.it/dottorato-spaziale-libro-giovanni-mignini/e/9788868923709 https://www.lafeltrinelli.it/libri/giovanni-mignini/un-dottorato-spaziale/9788868923709 https://www.mondadoristore.it/Un-dottorato-spaziale-Giovanni-Mignini/eai978886892370/
  11. Scarpanto

    La Ponga Edizioni

    Nome: La Ponga Generi pubblicati: narrativa, mainstream o di genere: fantascienza, noir, fantasy o qualsiasi altra forma un romanzo possa prendere. Modalità di invio testi (se disponibile): Sito in lavorazione Distribuzione: Sito in lavorazione Sito: https://www.lapongaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lapongaedizioni Dal loro Facebook: vi comunichiamo che il piano editoriale per il 2017/2018 è pieno e che, attualmente, non valutiamo proposte fino a data da destinarsi. --------------------------------------------------------------------- Mi chiamo Omar e volevo segnalare la mia esperienza (positiva) con questa casa editrice. Ho trovato il nominativo su Internet e vedendo che è vicino a casa (Monza), ho deciso d'inviare la sinossi di un mio lungo racconto, insieme al primo capitolo. Dopo una decina di giorni sono stato contattato via mail da Valerio, che diceva di essere interessato e d'inviare l'intero manoscritto. L'ho fatto e dopo circa un mese mi ha inviato una valutazione completa del testo. Essendo che abitiamo vicini, ci siamo trovati per un caffè per parlare della pubblicazione. Valerio è stato chiaro fin dall'inizio. Non vogliono contributi di nessun genere ma la loro politica aziendale è la seguente: Pubblicano in ebook, poi passano al cartaceo solo se il riscontro del mercato è positivo. Preferiscono stampare poche opere ma che ritengono valide. Ho accettato e così mi ha inviato un contratto editoriale che ho fatto valutare. Seri, non chiedono nessun contributo. Dopodichè ho lavorato con l'editor per quanto riguarda la correzione del testo ed abbiamo impiegato quasi due mesi di contatti pressochè quotidiani. Si sono occupati di tutto, dalla copertina all'impaginazione, coinvolgendomi però in tutto quello che facevano. Tra pochi giorni uscirà il mio racconto, "Notturno Parigino". PRO Non chiedono contributi; Editing serio e curato; Velocità di risposta; Contatto molto personale (per la firma del contratto ci siamo trovati per bere un mirto); Vendono sugli store italiani ed internazionali (IBS; Unilibro, Amazon ecc..) Tengono conto delle opinioni dell'autore; CONTRO Inesperienza (devono farsi le ossa); Pubblicano solo su ebook e poi passano al cartaceo (però lo mettono bene in chiaro al primo contatto); Stampano poche copie e le piazzano sul mercato in modo calibrato; Sono ancora poco conosciuti. La mia esperienza è stata positiva, dopo aver conosciuto altre CE (tra cui Albatros) che mi volevano solo spennare. Credono in quello che fanno e hanno passione. Quando avrò pubblicato vi dirò come si sono comportati in fatto di promozione e se hanno mantenuto le promesse. Saluti Omar
  12. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.plesioeditore.it/it/manoscritti/ Distribuzione: https://www.plesioeditore.it/it/distribuzione/ Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  13. Gloria Silipigni

    Il Treno Fantasma e altri Racconti del Parallelo

    Titolo: Il Treno Fantasma e altri Racconti del Parallelo Autore: Gloria S. Casa editrice: (solo Case Editrici Free, oppure pubblicato tramite Pod) ASIN: B07XTMRJDL Data di pubblicazione (o di uscita): 12 Settembre 2019 Prezzo: 1.99 € Genere: Horror/Fantasy/Mystery/Sci-fi Pagine: 125 Il Treno Fantasma e altri racconti del Parallelo è una raccolta di 5 racconti più o meno brevi dove mistero, horror, mondi soprannaturali e distopia si distinguono e talvolta si intrecciano per rendere ciascuno di loro unico nel suo genere. Il Treno Fantasma: un gruppo di giovani videoamatori uniti dalla passione di scovare le truffe dietro i misteri del soprannaturale decidono di indagare su un treno scomparso anni prima e ricomparso inspiegabilmente nello stesso identico luogo. Non sanno ancora quale catastrofica avventura li aspetta... Antiche Maledizioni: un giovane si risveglia rinchiuso in uno scantinato fatiscente e scoprirà molto presto che alcune leggende metropolitane sono più reali di quanto ci si possa immaginare... L'Evoluzione delle Specie: cosa succederebbe se il nostro pianeta e l'umanità stessa fossero sull'orlo dell'estinzione? Cosa sareste disposti a fare, con i giusti mezzi, per evitare la fine della nostra specie? Certi limiti non andrebbero mai oltrepassati... Scomparsa di Massa: una cittadina come tante altre si risveglia e... Tutto è esattamente dove dovrebbe essere. Tranne gli abitanti. Riflessi: una giovane si ritrova improvvisamente intrappolata dall'altra parte dello specchio e osserva il suo corpo vivere la propria vita. Link all'acquisto: https://amzn.to/2B4NcBD
  14. Pulsar

    Spettri al calar della sera

    «Pioggia del cazzo!» Non la smette più. Viene giù da ore, senza sosta. Scroscia sull’intrico di rami e foglie che è il tetto di questa giungla di merda, cola dal mio viso e dai miei abiti appiccicati. Ho bisogno di un riparo, ma non può essere il campo base: quella cosa potrebbe essere ancora lì. Chissà che fine ha fatto Yuri, se è riuscito a salvarsi. Mi sono rimasti 40 colpi nel mitragliatore e la Colonia è lontana. 10 giorni prima «Un mese fa non mi hai lasciato partire». Jimmy Crane, il Sindaco della colonia, inspira a fondo, poi poggia le mani sul piano della scrivania. Sembra invecchiato. «Un mese fa non avevamo perso i contatti con dieci dei nostri più valenti coloni» dice lentamente. «Per fortuna sappiamo dove cercarli: occorre qualcuno che li trovi o che riesca a darci notizie certe sulla loro sorte». Arcua le sopracciglia «Sei ancora interessato ad esplorare questo pianeta?» Annuisco. «Quanti saremo in squadra?» «Scegliti un compagno tra quelli che saranno disposti a venire con te: non posso rischiare la vita di altri uomini senza prima sapere con che cosa abbiamo a che fare!» Il fianco mi duole ancora mentre mi rialzo. Guardo da dove sono caduto: saranno stati almeno quattro metri di volo, fortuna che il fango ha attutito l’impatto! Un fulmine rischiara il panorama. L’intenso rumore d’acqua diventa una cascatella che precipita da un vicino sperone di roccia. Alle sue spalle, vedo quella che pare l’imboccatura di una caverna. Forse ho trovato un riparo per la notte. 9 giorni prima La parabola troneggia nella radura. È un’eredità dei coloni che stiamo cercando. «Ci siamo» dico fermando il mezzo. «Qui il segnale dovrebbe essere bello forte». Yuri armeggia con i comandi. Un ronzio e la parabola di bordo si muove fino ad allinearsi con quella nel campo. «Colonia mi sentite?» La sua voce ha il tipico accento dell’est Europa. «Vi sentiamo cacciatori. E vi vediamo anche!» La microcamera sulla mia spalla zooma prima sulla faccia di Yuri, poi sulla spianata. «Michelle, tesoro, ma che bella voce che hai» sento flirtare il mio compagno. «Devo assolutamente invitarti a bere qualcosa, al ritorno». Lei ride lusingata. «Non è detto che accetti, sai?». «Siamo arrivati al limitare della foresta» mi intrometto. «Inseriamo le coordinate del campo base nella piattaforma inerziale del Rover. Ci sentiamo quando saremo arrivati». Tolgo il contatto. «Guastafeste!» mi dice Yuri, ridendo. Lo schiocco di arbusti calpestati, poi il silenzio. Mi ha trovato, è fuori dalla grotta! Resto immobile nell’ombra, lo sguardo fisso all’ingresso, la destra stretta intorno all’impugnatura del fucile d’assalto. Può avvertire la mia paura? Riesce a sentire il battito impazzito del mio cuore? Nessun movimento. Lancio una sasso oltre la soglia: balzi leggeri si perdono in lontananza. Solo un animale! La tensione che si dissolve lentamente è come una camera d’aria bucata nello stomaco. È già l’alba, meglio muoversi da qui. 3 giorni prima Il campo base riflette la luce del tramonto. Un lungo strudel di poliestere, sorretto da uno scheletro metallico, è la sala comune. Tutt’intorno, le tende dei coloni, qualche serbatoio per l’acqua dolce e gli immancabili pannelli solari. «Non si muove foglia!» dice Yuri, appoggiato al roll-bar del rover. Ha ragione e lo spettacolo di quel luogo deserto ha un che di inquietante. «Vado a dare un’occhiata in giro; ci pensi tu alle batterie?» dico, indicando il 4x4. La sala comune è deserta, del tutto vuota. Anzi no: su una delle ultime panche vedo un flextab. È in carica sulla sua base. Funziona, segno che le celle fotovoltaiche continuano ad alimentare gli accumulatori della base. Il display, pieno di ditate, si apre sull’ultimo file lavorato. «L’Ignoto, traditore, ci ha chiamati a sé; L’Oscurità ci avvolge, ma non siamo figli della notte Moriamo prima di perire, sola consolazione la follia; Spettri, gli spettri!» «Trovato niente?» La voce di Yuri mi fa sobbalzare. Gli mostro il dispositivo. «Abbiamo un poeta, qui. Strafatto!» Ride. Poi, tornato serio «Ascolta, ho trovato la tenda delle scorte…» «E allora?» «Mucchi di scatolette: c’è cibo per settimane!» Ultimo sforzo, su! Sento i muscoli delle gambe e del braccio sinistro tendersi doloranti mentre mi isso più in alto. La mano libera è oltre il ciglio. Anche il gomito. Scavalco con tutta la persona. Ce l’ho fatta: sono in cima! Schiantato dalla fatica, rimango supino a fissare il cielo scuro della sera. «Dopo una giornata di cammino, ci voleva proprio questa scalata!» Rido, in risposta alla mia stessa ironia. Non potevo restare nella valle, sarei stato un bersaglio facile per un’imboscata e poi... E poi dovevo trovare una posizione sopraelevata da cui guardarmi intorno. Sono in fuga da due giorni, ma la verità è che non so dove sto andando. La bussola elettronica è muta e le nubi in cielo occultano le stelle. Un alito di vento lambisce la mia fronte sudata portando con sé un aroma dolciastro. Quell’odore… È un attimo, prima che il terrore mi assalga. 3 giorni prima “Il cadavere mostra numerose pugnalate al petto e all'addome e ha il collo squarciato; l’aggressore ha mostrato un accanimento feroce su Clijster”. Smetto di scrivere il rapporto e mi accascio contro lo schienale della poltrona. Primo colono trovato e primo morto, la missione comincia male. Clijster si trovava poco distante da noi: ci è bastato scendere il declivio che dal campo base porta al terrazzamento inferiore per trovarlo in un fosso, seminascosto dalla vegetazione. Dall'esterno della tenda filtra un rumore di passi: è Yuri, che ha iniziato il suo turno di guardia. Con un assassino che scorrazza qua intorno, le cautele non sono mai troppe. Torno a fissare il monitor; i caratteri sembrano avere vita propria, fatico a metterli a fuoco. Prima finisco qui, prima andrò a riposare. “Il campo è in buono stato e anche la sua collocazione è ottimale. Duecento metri più a valle, scorre un torrente che consente l’approvvigionamento d’acqua. Nota per i botanici tra noi, la riva è costellata da un gran numero di piante simili all'agave, con un grosso fiore arancione. Al tramonto questi fiori si schiudono rilasciando i pollini. L’aria, allora, si carica di un profumo dolciastro simile alla vaniglia.” Come adesso. Sudo, nonostante il condizionatore acceso. Il ronzio di un insetto. Vibrante. Con un gesto automatico mi ritraggo. Lo vedo atterrare sulla scrivania: è mostruoso, grosso come un pulcino, con un rostro lungo tre centimetri. Il pulcino-killer mi studia per un attimo poi parte all'attacco. Lo scanso e per la foga cado dalla sedia. «Chi c’è?» grida una voce da brividi. «Vieni fuori!» È distorta, rimbalza nel mio cranio come la biglia contro i respingenti di un flipper. Un’ombra prorompe nella tenda. I suoi contorni sono fumo e oscurità: ha occhi e capelli di fiamma, la bocca distorta in un ghigno malefico. «Muori bastardo!» urla appena mi scorge. Una raffica color oro e argento sembra squassare il mondo. «Mi senti, Miles?» Riapro gli occhi. Sono sul rover davanti alla parabola nella radura. «Miles?» insiste la voce. È quella di Michelle. «Ah, funziona di nuovo» dico, toccando la microcamera sulla spalla. «Cosa hai fatto, Miles?» Già, cos'ho fatto? I ricordi sono sfuggenti, come luccichii di gemme nell'oscurità. Poi ricordo. Ho ucciso lo spettro! Sì, ero al campo e quella cosa era lì. «Come hai potuto farlo? Era tuo amico!» la voce è rotta. Cosa dice? «Venga via, Michelle! Miles, mi sente, sono il sindaco Crane…» «Crane, c’era un… essere al campo, probabilmente ha trucidato Clijster e forse anche gli altri, ma l’ho ucciso. Ne sono quasi certo!» Silenzio. «Sì, abbiamo visto tutto». Sul display del rover scorre un video. È una soggettiva: si vede la canna di un fucile che erutta piombo. Fuori campo, un gemito e il rumore di qualcosa che si accascia. Del movimento, poi l’autore del video afferra la vittima per i capelli e la tira su. Oh, mio Dio: è Yuri! Il video termina sull’immagine di una lama seghettata che riempie il fotogramma. «Torni alla Colonia» continua Crane «penseremo a come disintossicarla».
  15. Adiaphora Edizioni

    Adiaphora Edizioni

    Nome: Adiaphora Edizioni Sito web: www.adiaphora.it Generi trattati: tutti tranne erotico e storico, né racconti, poesie o raccolte. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.adiaphora.it/contatti Allegare il manoscritto completo all'indirizzo email manoscritti@adiaphora.it con oggetto: "Proposta editoriale". Distribuzione: https://www.adiaphora.it/contatti/ Libro.Co per le librerie, in Digitale StreetLib - Simplicissimus Book Farm Srl Facebook: https://www.facebook.com/adiaphoraed/
  16. Ngannafoddi

    Kappalab

    Nome: Kappalab Catalogo: http://www.kappalab.it/4-libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.kappalab.it/content/7-contatti Distribuzione: Messaggerie Libri Sito: http://www.kappalab.it/shop Facebook: https://www.facebook.com/kappalabedizioni
  17. Ospite

    Edizioni Della Vigna

    Nome editore: Edizioni della Vigna Generi pubblicati: Fantastico, fantasy, gialli, fantascienza, thriller Metodo di ricezione dei testi: http://www.edizionidellavigna.it/autori/collabora.htm Distribuzione: diretta, attraverso il sito http://www.edizionidellavigna.it/altrepag/ordini.htm Sito: https://lnx.dellavigna.com/13-fantasy-e-fantastico Facebook: https://it-it.facebook.com/pages/Edizioni-Della-Vigna/128954663879647 Facebook group:https://www.facebook.com/groups/100893109126/ Dal 2016 valutazioni sospese fino a data da destinarsi. Vautano ancora racconti e articoli inediti di genere fantastico/fantascientifico per la rivista Quasar.
  18. fcwfex

    "Riparatori del tempo" - Federica Milella

    Titolo: Riparatori del tempo Autore: Federica Milella Casa editrice: Porto Seguro Editore ISBN: 9788832021929 Data di pubblicazione: 25 luglio 2019 Prezzo: 13,90€ Genere: Fantascienza Caratteri: 240.000 Quarta di copertina Viaggiare nel tempo è una questione complessa: solo una grande mente aliena, saggia e oltremodo intelligente - Entità - può gestire le missioni a ritroso nel tempo degli agenti speciali da lui reclutati nelle diverse epoche. Loro compito è quello di "riparare" le vite delle persone, stroncate da scelte sbagliate. Attraverso l'addestramento di uno di questi agenti, Eric, scopriremo come è possibile modificare la storia personale di una o più persone evitando paradossi disastrosi. Link di acquisto, Secondo link, Terzo.
  19. Ospite

    "Robot, draghi, fantasmi" di Domenico Santoro

    Titolo: Robot, draghi, fantasmi Autore: Domenico Santoro ISBN: 1691376124 Data di pubblicazione: Settembre 2019 Prezzo: 0,99€ Kindle, 4,99€ cartaceo. Editore: Selfpublishing di Amazon Genere: Fantasy, fantascienza, horror Pagine: 155 Quarta di copertina: Un robot con un difetto di fabbrica viaggia per la galassia alla ricerca del senso della vita. Una principessa vuole svegliare il drago che dorme da secoli sotto il castello. Forse non è una buona idea. Una ragazza vive nell'ombra della madre defunta. Più di un'ombra? Questa raccolta offre al pubblico tre storie di genere fantastico che presentano un incontro di suggestioni esistenziali e scatenata immaginazione. Il libro è autopubblicato. L'autore si scusa per errori e refusi. Potete segnalarli scrivendo a dom.santoro@gmail.com. Link all'acquisto: Link alla pagina di Amazon di Robot, draghi, fantasmi
  20. Phabyosh

    Ambrose - Fabio Carta

    "Qualsiasi cosa di importante e significativo troverete in queste pagine, voi l’avrete letta. Perché io non l’ho scritta." FC Titolo: Ambrose Autore: Fabio Carta Casa editrice: Scatole Parlanti Collana: Mondi ISBN: 978-88-3281-027-1 Data di pubblicazione: 07 giugno 2017 Formato: cartaceo 16x22 Prezzo: 15,00 € Genere: fantascienza Pagine: 212 Link all'acquisto: http://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/ Quarta di copertina: Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte. L’autore: Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.
  21. Riddle Seeker

    Subconscio computabile

    Dopo due anni di assenza dal forum, mi è tornata la voglia di scrivere qualcosa. Al solito, il commento: Subconscio computabile Una mosca svolazzava davanti ai pancakes di Matteo. Era da cinque minuti che la fissava inebetito. «Sub, hai memorizzato tutto il tracciato?» Certo, ho preso le istantanee e ho interpolato tutti i punti. «Bueno» disse Matteo, tirando su la vestaglia «Fammi vedere.» Sollevò il braccio destro davanti a sé. Lo spazio sopra al vecchio tavolo del cucinino si illuminò e comparve un ologramma simile a un groviglio di fili. «Che meraviglia... ogni volta mi sento come quel tizio, in un film che all'epoca aveva sbancato i botteghini... Aveva una tuta a nanotecnologia, com'è che si chiamava?» Iron Man, della serie Avengers, campione d'incassi nei primi decenni del Duemila. «Ah, già. Dovevano piacere molto quei film. Comunque sia, vediamo un po'. Ruota la curva attorno alla prima componente principale.» Calcolo massima varianza in corso... Matteo si immobilizzò e chiuse gli occhi, così Sub avrebbe impiegato meno tempo. Si sbloccò un paio di minuti dopo. «Oplà!» esclamò, facendo schioccare la schiena. «La mattina sono sempre un po' arrugginito.» L'ologramma cominciò a ruotare attorno a un asse invisibile. Matteo prese la tazza di té nero e la portò alle labbra. «Che bello... non c'è nulla di meglio che osservare la Natura all'opera... anche se interpolata.» La mosca si era appoggiata sulla mensola del caminetto. La luce filtrava attraverso l'edera che si era arrampicata davanti alle finestre. «Sub, accendi la televisione.» Alle spalle di Matteo, un quadro che ritraeva una barca in mezzo al mare scomparve in un incastro sulla parete, lasciando il posto a un grande schermo nero. Matteo rimase ad ammirarlo mentre sorseggiava il tè. Si era affezionato a quel vecchio modello di display, un enorme rettangolo nero ricurvo. Ripensò a come le vecchie generazioni si circondassero di quel tipo di display ovunque. «Una volta l'informazione aveva inizio con uno schermo nero» pensò «poetico...» La tecnologia a ologramma o l'interfaccia machine-brain MindLink non soddisfavano Matteo tanto quanto quello schermo. Un minimondo nei confini di un poligono. MindLink porta le informazioni a destinazione senza ascoltare o vedere nulla, e Sub in tal senso era un enorme potenziamento. Ma per Matteo, l'informazione grezza non bastava; immagini e suoni erano vitali. Come per il cibo, apprezzava dover consumare tre pasti al giorno, dover masticare, tagliare, deglutire... come i suoi nonni. «Notizie dal mondo, Sub. Grazie.» Lo schermo si accese. «... si trova ricoverata presso l'ospedale di Lambda-41. A peggiorare la situazione, il fratello minore, di tredici anni, racconta di aver tentato la Fibonacci challenge, che, ricordiamo, si tratta di una sfida molto pericolosa in quanto il carico computazionale richiesto non è supportato dal cervello umano e non può essere eseguita da Sub. Si tratta di un hack pericoloso che circola nel deep^2 virtual web, al quale gli sviluppatori di Sub stanno cercando una soluzione. Il fratello afferma di aver tolto il blocco di sicurezza al Sub della sorella, mentre dormiva, e di averle fatto calcolare la sequenza di fibonacci fino alla ventimillesima cifra. Il calcolo, per quanto dannoso, non rientra nella categoria critica dei problemi NP, detti intrattabili, la cui esecuzione con Sub» ricordiamo «causa morte cerebrale certa. Fortunatamente la fibonacci challenge è una ragazzata che non rientra...» Matteo sbuffò. Non era solito curarsi troppo delle notizie del mondo esterno. Era freddo e cupo lì fuori, si diceva. L'unico luogo sicuro che aveva era la memoria di Sofia. Il suo Sub aveva memorizzato molti ricordi, così quando si sentiva solo poteva provare ancora qualcosa. Doveva solo evitare di esagerare, per questo aveva impostato un limite agli accessi. «Ah, mia cara Sofia... se solo fossi davvero ancora qui...» Cambiò canale. Un talk show. Parlavano tutti della stessa notizia. «... dopotutto, Sub non è stato inventato solo per occupare il cervello delle sorelle a calcolare i numeri di Fibonacci. E nemmeno per costringersi ad apprendere chimica organica 1 in una giornata. L'interfaccia MB non serve a questo. Le nostre linee guida sono rigidissime a tal proposito. Quando abbiamo iniziato a sfruttare il potere computazionale del subconscio e a mescolare neurologia e tecnologia, lo scopo era nobile, e lo è ancora. La condivisione è una parte integrante di Sub.» «Non è solo negli adolescenti, un uso improprio di Sub è all'ordine del giorno anche tra gli adulti. Circolano molti hack in rete purtroppo, per ottenere massima efficienza nel lavoro, nelle relazioni e addirittura nella vita privata.» «Questo perché gli adolescenti vogliono tutto senza fare fatica. Gli adulti cercano di riflettere questo mito rendendosi degli eroi ai loro occhi. Il problema è che la neuroplasticità del cervello adulto è più debole rispetto a quella di un cervello giovane, perciò gli hack di Sub che aggirano il blocco sull'età possono causare gravi danni.» «Chi non vorrebbe essere un eroe dopotutto?» «Bé, il nostro motto porta l'enfasi su ciò che ci rende umani, Sub è un supporto per aiutare quella parte di noi che desidera controllo ed efficienza, ma è solo una parte. Gli hack aggirano il controllo sull'età per sovraccaricarsi ogni giorno. Il nostro corpo è lento e finito: non è stato costruito per reggere i ritmi della tecnologia, che è ricca di possibilità, potenzialmente infinite. Lo scontro tra questi due mondi è uno dei grandi pesi del nostro secolo.» «Si direbbe che all'essere umano non piace essere umano. Non più, almeno.» «Diciamo che non ci piacciono più le nostre condizioni di fabbrica originarie. Ma, torno a ripetermi, l'evoluzione ha dei tempi lentissimi, e non si ha voglia di aspettare.» Sì, era vero - pensò Matteo, con una sfumatura di accusa. Accarezzò il gatto, sdraiato a pancia in su sopra un grosso cuscino. «Dovrebbero raccontare a te di Sub. Tu dormi sedici ore al giorno, figurati. Riesci a stare fermo e in silenzio per ore, o a essere concentrato su una cosa senza pensare ad altro. Che meraviglia... Ah...» Matteo alzò il braccio, la mano stretta in un pugno. Sollevò il pollice e comparve un ologramma della Dashboard di Sub. «Vediamo se c'è fra i plugin disponibili, mi è venuta un'idea.» Digitò sulla tastiera virtuale “leggere mente gatto”. Comparve una lista di applicazioni, ma nessuna con recensioni positive. «Peccato... sarebbe stato divertente, vero Tigro?» Attraversò l'ologramma della traiettoria della mosca, ancora attivo - così come la mosca. Si fermò a fissare le foto di Sofia, sopra al caminetto. È tardi, ma ora che sono in pensione ho più tempo - pensò - al diavolo. Ci mise un attimo a decidere. Andò nello sgabuzzino, prese un cappellino, occhiali da sole, esche, slamatore, galleggianti e canna da pesca. «Sub, attiva MindLink. Ho salvato il momento tra i preferiti.» MindLink si attivò e recuperò il momento tra la lista dei più sperimentati. 21 Luglio 2099, Sofia - ore 15:45 “Con affetto, per Matteo”. Era uno dei tanti che Sofia registrava. Ma quello, quel ricordo non era per lei, era fatto per essere condiviso. La mappa neurale in evoluzione di quei pochi minuti era stata salvata da MindLink, per essere trasmessa a un altro cervello che potesse recepire il messaggio sensomotorio, mentale, emotivo. Matteo chiuse gli occhi. «Grazie.» Era l'unica cosa che importava, quel profondo senso di gratitudine. Era ciò che voleva riempisse le sue giornate. Si mise il cappello, preparò cassetta e canna da pesca. Osservò il diploma al muro con la targatura “Programmatore Senior - Subconscious Computing Inc.”, sorrise e uscì.
  22. Aliquis

    Più ricco dell'univero

    Dunque, eccomi alla mercè di ogni buon critico... #così dicendo si nascose a lato del portatile, lontano dall'occhio silenzioso della webcam integrata Immagine di copertina: Titolo: Più ricco dell'universo. Autore: Barone Trappist Collana: (nessuna) Casa editrice: (Amazon KDP?) ASIN: B07X8QQJPS Data di pubblicazione: 3 Settembre 2019 Prezzo: 2,99 € Genere: Fantascientifico Pagine: 61 Quarta di copertina o estratto del libro: Giovani senza futuro, desideri infranti, falsità mascherate da sogni utopici. In un futuro come il nostro trova ancora posto la ricchezza individuale? Questa è la storia di un uomo che riuscì a trovare la sua risposta seguendo i propri sogni. In questa autobiografia l'autore spiega come riuscì a diventare il più ricco dell’intero universo. Buona lettura alla guida per la ricchezza del Barone Trappist. Link all'acquisto: Amazon
  23. Bango Skank

    Romics - Presentazione romanzo Hunter

    Fino a
    Cosa Presentazione del romanzo Hunter Quando Sabato 5 ottobre dalle ore 12:00 alle ore 12:40 Dove Presso l’area incontri bookshop del Romics – presentazioni in libreria, pad.8 Relatore Domenico @Niko Russo Varie ed eventuali Nel pomeriggio ci faremo un giro per la fiera!
  24. glrbn

    autori per raccolta di racconti di natale benefica

    Fino a
    Stiamo cercando autori per i racconti di Natale 2019. La nostra iniziativa rientra nell'ambito della banda dei libri dove sono coinvolti la libreria Carrara, handling onlus e Accademia della chitarra, attive sul territorio di Pontedera (PI) Siamo un collettivo di scrittori (aspiranti tali), il nostro nome è scrittori sbandati proprio per il legame con la banda dei libri, in ordine: Benedetta Giovannoni, Simone Maioli, Elena Marrassini, Francesca Masi, Gloria Rubino. La pubblicazione non avrà editore, ma verrà distribuita dalla libreria Carrara di Pontedera (PI) e in varie iniziative di promozione soprattutto in Toscana. La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti coloro che hanno la passione della scrittura. I racconti dovranno avere tema natalizio o essere ambientati in Dicembre e possono essere di qualsiasi genere. Numero di battute dovrà essere tra 3500 a 4500 spazi esclusi. Nel file dovranno esserci nome dell'autore e titolo dell'opera ( da non considerarsi nel numero di battute) ed inviati a info@labandadeilibri.it, verrà data conferma di lettura. Il nostro tecnico salverà i file in pdf e li invierà senza alcun riferimento dell'autore al collettivo di scrittura che selezionerà ad insindacabile giudizio i meritevoli. I partecipanti possono inviare anche più di un racconto, ma in quel caso ne verrà scelto soltanto uno. Coloro che passeranno la selezione, saranno avvisati entro il 15 ottobre 2019. Per tutte le specifiche invito a visitare la pagina www.labandadeilibri.it Il racconto del 25 dicembre sarà scritto da un giovane autore che è venuto a presentare il suo libro mesi fa, quindi si prega di non fare riferimento soltanto a questa giornata per l'ambientazione dei racconti e focalizzarsi anche sugli altri giorni dell'Avvento e su tutto ciò che ruota intorno al tema natalizio. La ricerca è rivolta a tutto il territorio nazionale e si invitano i partecipanti ad essere coinvolti anche nelle successive fasi di promozione e di eventi che affiancheranno la distribuzione. Gli autori toscani sono ben accetti, visto la vicinanza geografica! I diritti sull'opera rimarranno ai singoli autori, visto che sarà una stampa e non una pubblicazione con codice isbn. Gli autori delle opere selezionate non avranno nessun corrispettivo economico, ma verrà dato risalto alla pubblicazione e ai singoli autori tramite stampa e social network. Il ricavato delle vendite sarà donato in beneficenza all'associazione AIL per le attività di ricerca contro le leucemie. Speriamo che lo scopo benefico dell'iniziativa spinga molti autori a partecipare.
  25. Roberto Ballardini

    I giorni contati (Shakespeare fino alla fine del mondo)

    comm1 comm2 …Ma se è buono, perché mi suggerisce così orrende immagini da drizzarmi i capelli, perché il cuore mi si disloca e batte innaturale contro le costole? L’orrore del reale è nulla contro l’idea dell’orrore… William Shakespeare, Macbeth. I giorni contati (Shakespeare fino alla fine del mondo) Le gemelline dei Parker morirono all’alba del 21° giorno. Quando Elaine entrò insieme al poco che restava della squadra di prima assistenza, le si strinse il cuore. La casa era diventata un immondezzaio. Il padre delle bambine era morto tre giorni prima e la madre, seduta nel divano, guardava in tv la settantaduesima edizione dei Grammy Awards con un sorriso assente e una mosca che le girava tra i capelli. Un’altra donna, la suocera, sedeva nell’angolo della cucina, vicino alla stufa, e con una mano pescava pistacchi sgusciati dall’altra. Li guardò con un’espressione torva, due piccoli occhi rotondi e acquosi che sembravano aver rinunciato a interagire con la realtà e ora si limitavano a sorvegliare il perimetro ristretto del palmo ricolmo, scortando le dita e i pistacchi alla bocca fino a consegna avvenuta, e poi daccapo. Una terza donna, madre della madre, sedeva sul water con le mutande a mezza gamba, in fondo al corridoio. Aveva le mani sporche di merda e tracciava spirali contorte sui vetri opalescenti della finestra. Lo sguardo folle e l’aspetto sudicio che accomunava le tre figure femminili, a Elaine fecero venire in mente le tre streghe del Macbeth. Insieme a Michael e Charles, i due infermieri, avanzò nell’appartamento. Nessuna delle tre donne fece obiezione mentre infilavano il corridoio e raggiungevano la stanza in fondo. L’odore non era disgustoso. Di più. Gli uomini porsero le maschere ed Elaine versò il Dicotan nei boccagli, anche nella sua. La sostanza azzurra aggredì il tanfo quasi fisicamente con la pseudo-fragranza che, mescolandosi al puzzo della decomposizione, assunse una bizzarra connotazione chimica vagamente simile al profumo dei gelsomini. Si fermarono appena oltre la porta. Le bambine erano stese nei loro letti, ma il virus aveva aggredito con violenza la carne, liquefacendola e riducendo i corpi a tra disgustose pozzanghere marroni che ora avrebbero impregnato i letti per l’eternità. Per portare fuori ciò che restava dei cadaveri, dovettero requisire le coperte, sollevandone i quattro angoli e usandole a mo’ di sacco, sul fondo del quale i poveri resti si raccolsero tutti in una zuppa fangosa. Tornando in soggiorno, guardarono le donne con un senso di rassegnazione, poi uscirono mestamente dall’appartamento, senza voltarsi. Elaine guidò l’ambulanza attraverso le strade deserte di Stratford-Upon-Avon. Aveva lo sguardo velato e mantenne un’andatura distratta. Ciò che restava delle bambine, raccolto negli ormai tristemente familiari contenitori di plastica adibiti alla raccolta cadaveri, non aveva nessuna fretta di finire sottoterra, e lungo Henley Street non c’erano passanti o auto in movimento a cui prestare attenzione. I soldati se n’erano andati da due settimane, abbandonando la cittadina al suo destino come tutte le altre del Warwickshire e delle contee limitrofe. Si erano ritirati per lo stesso motivo per cui loro si erano lasciati alle spalle quelle tre donne: perché non c’era nulla che potessero fare per loro. Michael tossì nella mano e quei tre colpi brevi e soffocati esplosero all’interno del veicolo come colpi di fucile. Lei lo guardò di sottecchi, mentre l’ansia che covava dentro costantemente - ogni maledetto giorno di quel nuovo, tragico, probabilmente ultimo capitolo della storia umana -, si impennò di colpo. Per un momento pensò di distogliere lo sguardo, sicura di non poter tollerare altro dolore, poi si rilassò un poco quando lui controllò il palmo e non diede segno di preoccupazione. Tirò un sospiro di sollievo e pensò che se avesse perso anche Michael sarebbe impazzita. Il calore del suo corpo nel letto, la notte, era rimasto l’unico reale piacere della sua vita, l’unico reale appiglio di sanità mentale e fisica nel baratro di disperazione e decomposizione in cui quel mondo stava precipitando a rotta di collo. Lo perse undici giorni dopo, in effetti, ma lui le parlò a lungo prima. Dopo aver fatto l’amore con lei per l’ultima volta, le diede tutte le indicazioni sufficienti per condannarla alla sopravvivenza. A nulla valsero le sue lacrime di ribellione infantile, rivolte alla sorte, a Dio, o a qualunque altra entità responsabile di quella colossale ingiustizia perpetrata nei suoi confronti. L’uomo l’aveva assecondata, addirittura consolata, fino a che Elaine stessa si era resa conto di quanto fosse stronza e crudele. Lui stava per morire e lei si arrabbiava per quanto fosse bastarda la vita. Lui stava male e lei non riusciva a pensare ad altro che a sé stessa, a quanto enorme e devastante sarebbe stata la solitudine che presto l’avrebbe afflitta. Quando se ne rese conto, comprese come le lacrime versate per una persona cara in procinto di morire fossero una pura e semplice manifestazione di egoismo. In quel momento di grande consapevolezza, intuì di dover mettere da parte all’istante tutte le ansie e le preoccupazioni che l’angustiavano in merito al proprio futuro e di doversi dedicare anima e corpo ad alleviare il dolore dell’uomo che amava. Col senno di poi, avrebbe ricordato quel momento come uno dei più significativi della sua crescita morale. Ne avrebbe avute tante altre di occasioni di quel genere, in seguito, ma quella fu il primo, reale passo avanti verso quel ruolo di leadership che avrebbe rivestito negli anni a venire fra i suoi simili. Michael fu senz’altro l’esempio vivente su cui modellò la sua futura determinazione, ma in quel momento specifico in cui l’Elaine\adulta si trovò costretta ad abbandonare brutalmente qualsiasi indulgenza potesse aver nutrito nei confronti della Elaine\bambina, Michael fu soprattutto l’uomo coraggioso e pratico che riusciva sempre a trovare le parole giuste per farle fare quello che voleva. Lo odiò per questo, anche se lo avrebbe amato per sempre, persino da morto. Appena lui ebbe lasciato andare l’ultimo respiro, cremò il suo corpo sopra una grande pira di legna, dietro la casa in cui avevano vissuto. Lo ridusse in cenere prima che il virus lo trasformasse in fango. Rimase a guardare il fuoco tutta la notte, seduta nel dondolo sotto la veranda. Stappò due bottiglie di birra e ne bevve una, dopo averle fatte tintinnare in un ultimo brindisi immaginario. Lasciò l’altra aperta sul pavimento, e scese gli scalini barcollando un po’ per l’alcool a cui non era abituata, e un po’ per la grande paura che le serrava il petto. Elaine e Charles raccolsero intorno a loro i sopravvissuti e all’alba del 38° giorno da che era scoppiata l’epidemia, uscirono dalla città a bordo dell’auto della donna. Gli altri veicoli si misero in colonna dietro di loro. Guidò l’infermiere mentre lei, esausta, raccolse le ginocchia al petto nel posto accanto al guidatore e maledisse la vita, gli uomini, l’amore. Maledisse sé stessa. Passando davanti alla casa dei Parker vide la luce del televisore e rabbrividì. Pensò alle streghe del Macbeth, le immaginò nel soggiorno di quella casa intente a chiamare a raccolta le altre potenze soprannaturali per consegnare loro quel mondo vituperato, offeso, oltraggiato. Le piacque l’idea che un qualche potente demone connaturato alla terra da epoche antiche, potesse ora ergersi e spazzare via con il fuoco quella deturpante malattia, ma anche tutto il degenerato culto del progresso umano e le aberrazioni chimiche e tecnologiche delle quali un tempo nessuno sembrava poter fare a meno. A un certo punto, cancellò dalla sua mente tutte quelle fantasie e si sforzò di concentrarsi su poche cose che avessero una valenza positiva, come le aveva suggerito Michael. Pensò alla strada che avevano davanti e al sole che sarebbe sorto di lì a poco. Una nuova determinazione, fredda e lucida come una spada, le attraversò il corpo e cominciò a prendere forma. Elaine l'avrebbe vista crescere un poco alla volta, senza accorgersene. Incontrò la ragazza poco prima del tramonto, il 51° giorno. Aveva gambe e braccia istoriate di tatuaggi, un AK47 imbracciato e uno Stetson grigio con la penna gialla. Quando le chiese di provare il cappello, lei ci dovette pensare su, poi la guardò fisso negli occhi per una decina di secondi e infine acconsentì, rivelando una testa ben modellata e calva. Maldive - così si chiamava o aveva voluto chiamarsi – era sopravvissuta al virus, ma le era costato i suoi bei capelli morbidi color miele e quattro dita dei piedi. Era una tosta e di lì a qualche settimana sarebbe diventata il suo inseparabile braccio destro. A quel punto, la comitiva guidata da Elaine contava già duecentoventicinque anime. Avevano mezzi, provviste, armi. Persino quattro unità sanitarie mobili in cui erano in grado di tenere in quarantena almeno una ventina di pazienti. Qualcuno diceva che Londra si stesse parzialmente ripopolando e che alcuni laboratori fossero vicini a realizzare una cura. Si stavano dirigendo lì, per verificare quanto ci fosse di vero. Il giorno dell’incontro con Maldive, lei e la ragazza si fermarono a parlare in un McDonald's abbandonato, e mangiarono snack al cioccolato. Maldive aveva perso l’abitudine a socializzare, ma poi si sciolse un poco e fecero conversazione. Parlarono del giorno zero, dell’attacco biologico, del virus, delle rispettive famiglie, di tutto ciò che avevano prima e ora non più. Parlarono degli uomini che avevano dovuto uccidere per difendersi, come Michael aveva previsto. Era stato lui a dire a Elaine di armarsi e imparare a difendersi. Maldive aveva appena sedici anni e si era trovata costretta a sparare a un gruppo di ragazzini infetti che non potevano averne più di undici o dodici, secondo lei, e avevano cercato di sorprenderla nel sonno per tagliarle la gola e prenderle il fucile. Ne aveva ammazzato un paio. Gli altri erano scappati. «Cosa facciamo?» chiese Maldive. Elaine guardava gli alberi del parco dall’altra parte della strada. Aveva come l’impressione che la natura stesse esprimendo una nuova vitalità, un rigoglio fin lì soffocato. Il sole accendeva le foglie come lampadine ma senza bruciarle, anzi, come se infondesse loro una nuova energia. Cosa aveva detto Michael? Non spezzare il filo della tua storia, Elaine. Mai. Solo così potrai trovare la forza. Le aveva raccomandato tra le altre cose di portarsi dietro Shakespeare, il meglio delle stagioni teatrali che avevano visto fiorire il talento e la voce di Elaine, quando il mondo era ancora quello che tutti loro conoscevano. «Voglio sedermi al sole. Vieni anche tu?» Le lesse il Macbeth, ai piedi di un pioppo gigantesco. Maldive le strinse il braccio e posò la testa contro la sua spalla, malgrado la conoscesse da nemmeno un’ora. «Fico cominciare una storia con le streghe» disse, mezza addormentata. «Mica tanto» sussurrò Elaine, pensando all'inizio della sua storia e a tutto ciò che l'aspettava ancora. Cosa aveva detto Michael? Conta i giorni. Uno alla volta. Così avrebbe fatto.
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