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  1. Fabio1143

    Babbaluci a Mosca

    Titolo: Babbaluci a Mosca Autore: фабио Casa editrice: Amazon Kindle self publishing ASIN: B07NNQJG7V Data di pubblicazione (o di uscita): 14 febbraio 2019 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale) 0,99 Genere: Fantascienza Pagine: 120 Quarta di copertina: Simona è una studentessa italiana immersa in una Mosca-metafisica, sospesa tra il 1962 e un tempo indefinito. Nelle sue avventure, Simona si imbatterà in un marinaio senza nave, un uomo-lumaca, una bambola giapponese, un vecchio kirghiso, strani matematici cecoslovacchi e altri paradossali arnesi umani. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B07NNQJG7V
  2. taxidriver

    Edizioni Jolly Roger

    Nome: Edizioni Jolly Roger Generi trattati: Tutti Modalità di invio dei manoscritti: https://info9377839.wixsite.com/jollyroger/invio-manoscritti Distribuzione: LibroCo Sito: http://www.edizionijollyroger.it/ Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniJollyRoger/ Dovrebbero essere free, visto che le persone che gli hanno dato vita sono le stesse de La Signoria editore. Il progetto editoriale sembra il medesimo (sito quasi identico, stesse collane, stessa grafica) e personalmente non so dirvi quanto sia ancora in piedi il progetto precedente. Sono stato in contatto con loro per qualche settimana, il mio romanzo era stato da loro selezionato con il precedente marchio editoriale, poi non se n'è più fatto niente. Loro sono migrati verso questo nuovo progetto e io ho trovato un altro editore.
  3. Jonas Abelton

    La Finestra sull'Inferno (Hell Patrol)

    Immagine di copertina: Titolo: La Finestra sull'Inferno (Hell Patrol) Autore: Alex F. Penni ISBN: ebook (ASIN) B07NDVC4HP, cartaceo: 978-1796204728 Data di pubblicazione (o di uscita): 06/02/2019 Prezzo: ebook 0,99 €; cartaceo 5,16 € Genere: Horror Pagine: 173 Quarta di copertina o estratto del libro: Per perseguire la vittoria del Bene contro il Male a volte bisogna scendere a terribili compromessi... La vita di un tranquillo paesino del Monferrato viene sconvolta dall’arrivo di uno strano personaggio, Jonas Abelton. Apparentemente scrittore in cerca di ispirazione, che ben presto metterà in pratica il suo diabolico piano per soggiogare prima gli abitanti del paese, poi il Mondo intero, creando il proprio Esercito del Male. Uno scrittore fallito, Jack Fox, e la sua compagna Cinzia, tenteranno di ostacolarlo, ma la vittoria del Bene sul Male non è sempre così scontata e soprattutto, a volte, richiede uno scotto molto duro da pagare. Link all'acquisto: Amazon ebook Amazon cartaceo Seconda edizione del romanzo già pubblicato col titolo di Hell Patrol per Delos Digital. Dopo l'ottimo riscontro della prima edizione firmata Delos, esce questa seconda autoprodotta con nuova copertina e nuovo titolo principale. Jonas Abelton è tornato...
  4. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Generi valutati: fantasy, fantascienza Invio manoscritti: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=49 Distribuzione: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=102 Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  5. libero_s

    1 Gennaio 2019

    Commento a WIMPIES: Prologo e Pick Up verde 1 Gennaio 2019 Non pioveva nemmeno. Le mie lacrime erano destinate ad evaporare dal cemento sporco di un cantiere abbandonato. Ma forse era meglio così, non c’era poesia nei miei ricordi: solo fallimenti. Meglio lasciarli evaporare; ricordi che fuggono dagli occhi dell’ennesima tossica in overdose. Niente lacrime nella pioggia. Appoggiai la schiena al muro e frugai fra gli stracci e l’immondizia in cerca di una sigaretta. «Maledizione!» L’avevo pianificato da mesi mettendo da parte la dose necessaria, l’ultima, quella che mi avrebbe liberato per sempre. Avevo fallito anche lì. Qualche bastardo aveva trovato il mio nascondiglio e si era fregato tutto, sigarette comprese. Mi soffiai il naso e mi avvolsi in una coperta dura come la carta di vetro, le più schifose non se l’erano portate via, ma tanto a me non faceva più schifo nulla. Dall’orbita vuota di una finestra, sul muro a sinistra, entrava di taglio la luce della città. Puzzava più della mia coperta; era luce di grattaceli e vetrine e di insegne colorate, e quella luce puzzava di persone, delle loro storie, delle loro vite del cazzo. Socchiusi gli occhi; il cemento armato, i muri sbrecciati, i pilatri incompleti rivestiti a metà, pelle sbriciolata di finto marmo da cui spuntavano tendini d’acciaio spezzati, tutto mutava, si ammorbidiva fra le ciglia imperlate. Era il mio gioco preferito, l’unico che mi restava: guardare il mondo fra le lacrime per inventarlo migliore. Mi accorsi di lui un po’ alla volta. Ne avvertii la presenza, ma come un ronzio, in sottofondo da molto tempo, che solo a un certo punto inizi davvero a sentire: forse è diventato più forte o forse sei meno distratto, ma all’improvviso è lì e non puoi più evitare di notarlo. L’ombra nera di fronte a me era un po’ meno profonda, il muro grigio che sapevo essere lì, a venti metri da me, pronto a mostrare il suo squallore se una luce l’avesse sfiorato, sembrava emanare una luminescenza azzurra. E c’era un uomo. Spalancai gli occhi. Lui era in piedi, addossato a quel muro, una sagoma scura davanti a una serie di piastrelle luminose che si andavano spegnendo. Mi alzai anch’io, scrollandomi di dosso la coperta ammuffita e feci qualche passo verso di lui. Quasi a metà strada fra noi, il cemento lercio del pavimento sembrava mutarsi in una superficie lucida, ma non con una linea netta: c’era il cemento e c’era quel materiale lucido, ma nemmeno sfiorandolo con la mano avresti potuto dire con certezza a quale regione apparteneva un determinato punto del pavimento. E c’erano scintille azzurre. Come se i due materiali rifiutassero di amalgamarsi pacificamente. Cristalli che litigano. «Vuoi vedere i cristalli che litigano?» «Cosa sono, papà?» «Corri a prendere una zolletta di zucchero, ma non mangiarla.» «Ok papà.» Corsi a frugare nella dispensa finché non trovai il barattolo con le zollette. Ne presi un paio per sicurezza, se una non fosse servita potevo sempre mangiarmela. «Bravissima, adesso dobbiamo fare buio.» «Non mi piace il buio. E a cosa ti serve quella pinza?» «Lo so che non ti piace, ma se vuoi vedere i cristalli che litigano dobbiamo essere al buio. E poi il papà è qui con te.» Chiuse le tapparelle e spense la luce. «Che state combinando voi due?» La voce della mamma giunse attutita dalla porta chiusa. «Vieni mamma, il papà vuole fare una magia.» «Entra, ma chiudi la porta.» Mio padre attese che ci raggiungesse anche la mamma. «Ora guardate bene.» «È buio papà, non vedo niente.» «Pazienza, guardate qui, verso di me, ora prendo una zolletta di zucchero e la stringo forte con la pinza.» Non vidi nulla, finché d’improvviso apparve la zolletta circondata da scintille azzurre; fulmini in miniatura scaturivano dallo zucchero stretto fra le mascelle della pinza. Cristalli che litigavano fra loro, come minuscoli stregoni, scagliandosi saette e maledizioni. Poi la zolletta esplose riempiendoci volti e capelli di briciole dolci e appiccicose. Feci qualche passo, con le suole attorniate da scintille furiose. L’uomo alzò una mano. «Fermati, è pericoloso.» La sua pronuncia era strana, ma sembrava capire ciò che stava accadendo. Fece qualche passo verso di me, guardandosi attorno come non avesse mai visto un cantiere abbandonato. «Credo di essere stato incredibilmente fortunato.» Agitò le mani. «C’è aria qui.» «Sì. Sai, non ci sono le finestre. Hanno abbandonato tutto prima di terminarlo. Ma almeno c’è un tetto.» Fece ancora qualche passo e ripresi ad avvicinarmi anch’io, le scintille sul pavimento non facevano male e non vedevo pericoli. Era più giovane di quanto avessi pensato, sembrava avere cinque o sei anni più di me. Aveva i capelli biondi e la pelle scura, come fosse molto abbronzato. Era il ragazzo più bello che avessi mai visto. O forse negli ultimi tre anni avevo abbassato parecchio i miei standard. Gli unici ragazzi che frequentavo erano tossici senza denti dalle ossa spigolose e appuntite. Cercai di sistemarmi addosso il maglione sdrucito e riaggiustai la minigonna che mi era salita fino all’inguine scoprendo la calzamaglia di lana bucata. Avrei potuto essere bella, perfino bellissima. Sapevo di non esserlo più, magra e con la pelle incrostata di sporco, ma non riuscivo a rinunciare a quel pizzico di civetteria. Il ragazzo allunò una mano a sfiorarmi i capelli. Li lasciava scorrere fra le dita, come sabbia. «Chi sei tu?» «Keira.» Gli tesi la mano un po’ imbarazzata, ma lui la prese la fra sue, accarezzandola, se la portò davanti agli occhi come per sincerarsi che fosse reale, tenne la sua mano destra accanto alla mia e poi la sovrappose. «È incredibile. Una probabilità infinitesimale che accada una cosa come questa.» «Quale cosa?» Indicò tutto attorno. «Tu, io. Tutto questo. Una fortuna inaspettata.» Probabilmente era il ragazzo più svitato che avessi incontrato fino a quel momento, ma era anche il più bello. Ed era l’unico che mi avesse mai guardata in quel modo, come fossi una cosa preziosa. «Una fortuna che non va sprecata.» Mi alzai sulle punte dei piedi e gli sfiorai le labbra con le mie. Si ritrasse, ma nei suoi occhi c’era solo stupore, non disgusto. «Ma io non sono qui.» Feci spallucce e il collo troppo largo del maglione si aprì, scoprendomi una spalla fino all’omero. «Non è un buon motivo per non scopare.» Non era certo la prima volta che mi scopavo uno sconosciuto: l’avevo fatto per scaldarmi, in cambio di qualcosa, per disperazione, a volte semplicemente perché non c’era altro da fare, ma si era sempre trattato di disperati come me. Mi sfilai il maglione, presi le sue mani e le appoggiai sui miei seni; sentii i capezzoli rizzarsi per il freddo e per il tocco delle sue dita scure. Lo baciai di nuovo e questa volta non si ritrasse. Ci ritrovammo sul pavimento, circondati da scintille azzurre che sfioravano i nostri corpi senza bruciare la pelle. Fu una cosa veloce, quasi frenetica, ma allo stesso tempo folle e onirica. I bagliori azzurri accompagnavano i nostri movimenti e a ogni sua spinta il mio corpo sprigionava fulmini. Restammo sdraiati su un fianco, guardandoci negli occhi. «Ora mi porterai all’inferno?» «Inferno?» Mi fissò sgranando gli occhi. «Non credo di meritarmi il paradiso e se tu non sei un angelo devi essere per forza un demone.» Scoppiò a ridere, ma subito si coprì la bocca con una mano. «Scusa. Non volevo prenderti in giro.» Si guardò attorno, come cercasse qualcosa, ma dopo un po’ si arrese e tornò a guardarmi negli occhi. «Tutto questo è pazzesco. Io sono un motorista, lavoro su una nave Alcubierre.» Ciò che diceva non significava nulla per me e lui dovette capirlo dalla mia espressione. «Una nave spaziale. Funziona distorcendo lo spaziotempo. Comprime lo spazio davanti a sé e stira quello dietro, in questo modo è come se si muovesse più in fretta. I motori hanno avuto un sovraccarico e questo comporta un sacco di conseguenze...beh» agitò le mani in aria «...strane. Se stiri troppo lo spaziotempo rischi di scollegare parti vicine e collegare fra loro parti altrimenti separate. È successo altre volte, ma nessuno è mai sopravvissuto. Sei tranquillo nella sala motori e d’improvviso ti ritrovi nello spazio vuoto. La probabilità di entrare in connessione con un luogo abitabile è quasi nulla, un luogo abitato poi. Ancora non riesco a crederci.» Lo guardai in silenzio, non m’importava che fosse matto, era il ragazzo più dolce che avessi mai incontrato. «Di solito servono alcune ore perché il motore esca dalla fase autoscillante e l'universo qui attorno riprenda la su configurazione stabile. Tra un po’ dovrei sparire.» «Sparire?» Mi drizzai seduta e mi rimisi il maglione, iniziavo a sentire freddo. «In realtà non sono proprio qui, ora. Sono ancora nella sala motori, solo che lo spaziotempo della nave è connesso a quello di questo luogo. Fra non molto si separeranno e tutto tornerà normale.» «Portami con te. Dovunque sia, non mi importa.» «Non posso. Non credo si possa fare. Tu appartieni a questo luogo.» Un serie di lampi abbaglianti e di scoppi lo interruppero. Il ragazzo si alzò in piedi di scatto. La città intera sembrava esplodere. «Che succede?» Scoppiai a ridere, ma mi interruppi portando una mano alla bocca in un’inconsapevole imitazione del suo gesto di poco prima. «È capodanno.» Mi fissò con aria interrogativa. «È appena scoccata mezzanotte. Ora è il primo Gennaio 2019. Ed è anche il mio compleanno.» Continuava a fissarmi senza capire. «Sono nata diciannove anni fa. E oggi è il giorno che ho scelto per morire.» Gli occhi mi si riempirono di lacrime. L’aria iniziò a tremolare e le scintille sul pavimento scoccarono più forti. Lui fece un passo indietro, poi mi prese una mano e mi tirò verso di sé. Continuò a indietreggiare sul pavimento lucido tenendomi fra le braccia finché la sua schiena non toccò la parete. Mi strinse così forte da farmi male, mentre il cemento svaniva dietro di me e appariva al suo posto un’enorme sala piena di gente che correva e gridava. Mi strinse così forte da farmi male e mai avrei creduto che il dolore potesse essere così dolce.
  6. Scarpanto

    La Ponga Edizioni

    Nome: La Ponga Generi pubblicati: narrativa, mainstream o di genere: fantascienza, noir, fantasy o qualsiasi altra forma un romanzo possa prendere. Modalità di invio testi (se disponibile): Sito in lavorazione Distribuzione: Sito in lavorazione Sito: https://www.lapongaedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/lapongaedizioni Dal loro Facebook: vi comunichiamo che il piano editoriale per il 2017/2018 è pieno e che, attualmente, non valutiamo proposte fino a data da destinarsi. --------------------------------------------------------------------- Mi chiamo Omar e volevo segnalare la mia esperienza (positiva) con questa casa editrice. Ho trovato il nominativo su Internet e vedendo che è vicino a casa (Monza), ho deciso d'inviare la sinossi di un mio lungo racconto, insieme al primo capitolo. Dopo una decina di giorni sono stato contattato via mail da Valerio, che diceva di essere interessato e d'inviare l'intero manoscritto. L'ho fatto e dopo circa un mese mi ha inviato una valutazione completa del testo. Essendo che abitiamo vicini, ci siamo trovati per un caffè per parlare della pubblicazione. Valerio è stato chiaro fin dall'inizio. Non vogliono contributi di nessun genere ma la loro politica aziendale è la seguente: Pubblicano in ebook, poi passano al cartaceo solo se il riscontro del mercato è positivo. Preferiscono stampare poche opere ma che ritengono valide. Ho accettato e così mi ha inviato un contratto editoriale che ho fatto valutare. Seri, non chiedono nessun contributo. Dopodichè ho lavorato con l'editor per quanto riguarda la correzione del testo ed abbiamo impiegato quasi due mesi di contatti pressochè quotidiani. Si sono occupati di tutto, dalla copertina all'impaginazione, coinvolgendomi però in tutto quello che facevano. Tra pochi giorni uscirà il mio racconto, "Notturno Parigino". PRO Non chiedono contributi; Editing serio e curato; Velocità di risposta; Contatto molto personale (per la firma del contratto ci siamo trovati per bere un mirto); Vendono sugli store italiani ed internazionali (IBS; Unilibro, Amazon ecc..) Tengono conto delle opinioni dell'autore; CONTRO Inesperienza (devono farsi le ossa); Pubblicano solo su ebook e poi passano al cartaceo (però lo mettono bene in chiaro al primo contatto); Stampano poche copie e le piazzano sul mercato in modo calibrato; Sono ancora poco conosciuti. La mia esperienza è stata positiva, dopo aver conosciuto altre CE (tra cui Albatros) che mi volevano solo spennare. Credono in quello che fanno e hanno passione. Quando avrò pubblicato vi dirò come si sono comportati in fatto di promozione e se hanno mantenuto le promesse. Saluti Omar
  7. Adiaphora Edizioni

    Adiaphora Edizioni

    Nome: Adiaphora Edizioni Sito web: www.adiaphora.it Generi trattati: tutti tranne erotico e storico. Modalità di invio dei manoscritti: Allegare il manoscritto completo all'indirizzo email manoscritti@adiaphora.it con oggetto: "Proposta editoriale". Non saranno accettati romanzi di genere esclusivamente erotico o storico, né racconti, poesie o raccolte. Distribuzione: fornitura diretta alle librerie interessate https://www.adiaphora.it/librerie/ Distribuzione Digitale a cura di StreetLib - Simplicissimus Book Farm Srl Facebook: https://www.facebook.com/adiaphoraed/
  8. Oscar Santini

    Fly me to the moon - La Soffitta, 1

    Com'era mio padre? Mio padre era una persona semplice: lavoro, casa, famiglia. Si alzava presto la mattina, beveva un caffè, prendeva la macchina, andava in fabbrica, poi tornava. D'inverno usciva e rientrava con il buio, spesso addormentandosi in quel breve spazio tra il ritorno a casa e la cena. Era un uomo metodico e senza troppi fronzoli. La più profonda realizzazione della sua vita eravamo io, mia madre e mio fratello, anche se dovevamo dividere il suo amore con un hobby che coltivava fin da quando era ragazzo: collezionava vinili da 33 e 45 giri in un'epoca in cui, diceva lui, il significato della musica era andato quasi del tutto perduto. L'unico modo per ascoltarla era facendo roteare un disco sotto una testina. Mp3, wav, aac non erano formati audio, ma modi di dire la stessa cosa; ovvero che la musica era stata compressa, ingabbiata in megabyte e resa immateriale. Si trattava, diceva lui, di una delle forme peggiori di decadimento di quell'arte. La fisicità dell'esperienza musicale, quello stare insieme all'artista attraverso un gesto era stata spazzata via da un doppio click e un lettore multimediale. L'integralismo analogico di mio padre aveva però anche un'altra spiegazione, legata ai suoi specifici gusti musicali. Amava la musica del XX secolo, soprattutto quella composta tra gli anni trenta e gli anni settanta, anni in cui il vinile era il formato per eccellenza. Sarebbe quindi stata una mancanza di rispetto nei confronti di quel periodo storico, diceva lui. Sarebbe stato come riprodurre un quadro di Rembrandt con la tavoletta grafica. Il rumore della puntina sul disco, il fruscio del vinile che gira su sé stesso, solo attraverso questi rumori si poteva rivivere l'esperienza d'ascolto che altri avevano vissuto prima di lui. C'era da dire che, considerate queste spiegazioni, l'hobby di mio padre rischiava di sconfinare nel territorio dell'ossessione, ma mia mamma con garbo e con forza lo teneva sulla terra. E comunque, ripensandoci oggi, la sua passione era una cosa bellissima, che illuminava tutta la casa. Inoltre mi è capitato poche volte di incontrare persone capaci di coltivare passioni piccole e durevoli. Spesso invece ho incontrato grandi sognatori a tempo determinato. Tornando a mio padre, bisogna però dire che il suo integralismo analogico portava con sé tutta una serie di aspetti negativi: il primo era di tipo economico. Erano trascorsi molti anni dall'uscita di quei dischi e molti di questi erano diventati pezzi da museo. Trovarli senza strapagarli era quindi un lavoro lungo e frustrante. Ne sapevamo qualcosa io e mio fratello, perché almeno un sabato al mese ci trascinava con sé al mercato delle pulci sulla Dora. Avevamo entrambi meno di dieci anni. Ci teneva strette le mani e si buttava nella folla di persone che ingrossavano le strade ciottolate del mercato. Sui due lati erano sistemate bancarelle fisse e venditori con solamente una coperta dove esponevano tutta la loro merce. Era un habitat con poche regole non scritte e confusionario. Noi due venivamo strattonati da una parte all'altra da papà, che quando intravedeva uno scatolone di dischi appena usciti da una cantina sgomberata, si fiondava verso la bancarella e noi dietro a rimorchio. Aveva fatto una lista dei pezzi che gli mancavano, su un foglio protocollo piegato quattro volte su sé stesso e che teneva sempre nella tasca del giubbotto. Era metodico. Ogni volta che aggiungeva un disco alla sua collezione prendeva un nuovo foglio protocollo e lo compilava con la lista aggiornata. Quando non trovava niente per mesi e il foglio si sgualciva un po', riscriveva la stessa identica lista su un nuovo pezzo di carta, e lo infilava di nuovo in tasca. Alcune ricerche erano estenuanti, duravano tutte le ore della mattina. Ora che sono passati tanti anni, però, non mi ricordo più la fatica di aver camminato per ore, ma la bellezza di andare a mangiare insieme a lui e mio fratello un pezzo di pizza alla panetteria magrebina che stava alla fine del mercato. Succedeva ogni volta, alla fine delle ricerche, qualsiasi fosse l'esito. Ci comprava piccoli pezzi, ché la mamma a casa stava preparando il pranzo e non dovevamo rovinarci l'appetito. Ce le portava mezze incartate poi si portava l'indice al naso perché quello era un nostro segreto. Altrimenti si sarebbe arrabbiata. Spesso non trovavamo niente, ma quando ci imbattevamo in uno dei vinili mancanti era una vera festa. Tornavamo a casa e facevamo un primo ascolto di prova. Tutti quanti seri e con la ruga della fronte corrucciata per la concentrazione, cercavamo di capire se il disco avesse qualche riga o difetto che facesse saltare la puntina. Se l'ascolto scorreva liscio fino alla fine mio padre esultava gridando "Sì!" e battendo due volte le mani. Se era un lento riportava la puntina all'inizio del vinile, andava a prendere la mamma e se lo ballavano in cucina, rischiando di andare a sbattere contro i mobili perché non era tanto grande. Dopodiché la canzone diventava la colonna sonora della giornata: pranzavamo ascoltandola, con mio padre che ci raccontava tutto quello che sapeva sull'artista e sull'opera. Aspettavamo poi che il pomeriggio si consumasse del tutto, ognuno facendo le proprie cose, ma con sempre lei di sottofondo.
  9. Phabyosh

    Ambrose - Fabio Carta

    "Qualsiasi cosa di importante e significativo troverete in queste pagine, voi l’avrete letta. Perché io non l’ho scritta." FC Titolo: Ambrose Autore: Fabio Carta Casa editrice: Scatole Parlanti Collana: Mondi ISBN: 978-88-3281-027-1 Data di pubblicazione: 07 giugno 2017 Formato: cartaceo 16x22 Prezzo: 15,00 € Genere: fantascienza Pagine: 212 Link all'acquisto: http://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/ Quarta di copertina: Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte. L’autore: Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.
  10. mauro longo

    Acheron Books

    Nome: Acheron Books Generi: Fantastico, Fantasy in ogni sua declinazione, Pulp, Weird, Horror, Thriller soprannaturale, Fantascienza Modalità invio manoscritti: https://www.acheronbooks.com/index.php?id_cms=1&controller=cms Sito web: https://www.acheronbooks.com Salve a tutti, Scrivo a nome di Acheron Books e ci piacerebbe presentarci a questa comunità che io stesso (da utente) seguo da anni. Ad Acheron Books ci occupiamo di narrativa italiana di genere e lo facciamo in un modo del tutto nuovo nel panorama del nostro paese: selezioniamo i migliori autori italiani e proponiamo loro contratti d’eccellenza; li guidiamo e formiamo per far loro realizzare opere spendibili all’estero; traduciamo in lingua inglese i libri tramite localizzatori madrelingua; li distribuiamo in tutto il mondo in formato e-book e con il print-on-demand. I nostri titoli sono disponibili principalmente in lingua inglese; una selezione degli stessi è distribuita anche in italiano per il mercato nazionale. Contatti: info@acheronbooks.com Siamo nati da poche settimane, eppure i traguardi raggiunti sono già tanti e le iniziative in cantiere ancor di più! I primi autori che abbiamo proposto al mercato internazionale sono già esemplificativi del nostro modo di lavorare, che coinvolge professionisti già noti e pubblicati, scrittori indipendenti ed assoluti esordienti, purché tutti accomunati da indubbia qualità di scrittura e ottime idee. *Editato dallo Staff, no pubblicità ad autori* Come si diventa autori Acheron? So che questa è forse la domanda più interessante a cui rispondere in questo forum. In questo momento abbiamo un programma di autori e opere schedulato per il prossimo futuro e stiamo ponderando nuovi casi per i mesi successivi, ma non accettiamo proposte e manoscritti. I nostri esperti stanno già scandagliando il mercato editoriale italiano in cerca di talenti noti e meno noti, che abbiano già pubblicato o meno e che siano in grado di realizzare con noi quello che abbiamo in mente. Acheron cerca autori italiani moderni, abili e intelligenti, che ben conoscano l’elevato livello qualitativo dei loro colleghi anglosassoni e siano pronti alla sfida - ma allo stesso tempo orgogliosamente figli della grande tradizione storica, culturale e letteraria italiana che ha radici in opere celeberrime come l’Orlando Furioso e la Divina Commedia. Vi aspettiamo per conoscervi e farci conoscere: sul nostro sito: https://www.acheronbooks.com sul nostro blog: http://bit.ly/1xIjyas sulla nostra pagina facebook: http://on.fb.me/15jJbGB su Twitter: https://twitter.com/Acheron_Books A presto e buona scrittura/lettura!
  11. DanZac

    Il piacere di scrivere (collana PubMe)

    Nome: Il piacere di scrivere (PubMe editore) Generi trattati: poesia, fantascienza, fantasy, raccolte di racconti e testi per bambini Modalità di invio dei manoscritti: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#download Distribuzione: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#services Sito: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/ Facebook: https://www.facebook.com/IlPiacerediScrivere1/ Ho ricevuto il contatto da parte della Dark Twin, poiché quest'ultima non tratta fantasy. Ho inviato il primo capitolo della mia opera e la responsabile, dott.ssa Faggioni, mi ha subito contattato. Purtroppo per me per il 2018 sono già pieni (dovevano pubblicare 5 libri, ne hanno preparati 7!). Per il 2019 ne hanno già pronto uno e mi hanno chiesto di inviare sia cartaceo, sia digitale. Il primo lo valuterà la stessa editrice, per "calarsi nel ruolo del lettore" (fantastico). Il digitale sarà di competenza di una equipe di collaboratori. Che dire? I presupposti ci sono tutti, anche l'entusiasmo. Si professano totalmente free. Se ci saranno ulteriori sviluppi vi terrò aggiornati.
  12. simone volponi

    I bootleg del folle

    Titolo: I bootleg del folle Autore: Simone Volponi Collana: Infamia project ISBN: B07KCRKBS6 Data di pubblicazione: Novembre 2018 Prezzo: 2,99 (solo digitale) Genere: Antologia racconti horror-sci-fi Pagine: 110 Link all'acquisto: https://www.amazon.it/BOOTLEG-DEL-FOLLE-Simone-Volponi-ebook/dp/B07KCRKBS6/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1543176135&sr=1-3 Un'antologia dei principali racconti pubblicati in varie raccolte di genere fantastico. Viaggi all'interno dell'immaginario horror e sci-fi, dal sapore pulp e con un'escursione nello steampunk. Una banda criminale romana che si ritrova a lottare per la vita mentre il Vaticano crolla; un monaco folle alle prese con una invasione zombie; liquidi rossi che causano terribili mutazioni e bombe celate nell'utero di un'innocente; il più celebre cowboy italiano calato in piena ambientazione steampunk; un uomo finito prigioniero in casa si nasconde da una bestia mostruosa; qualcuno brama nell'oscurità una pelle nuova...
  13. Ospite

    Pseudonimo Inglese

    Buongiorno a tutti, mi trovo nella posizione, come è capitato ad altri autori di questo forum, di dover pubblicare sotto pseudonimo. Non si tratta di un vezzo, ma di ragioni strettamente personali ed imprescindibili. Presa questa decisione, pur riconoscendo che si tratterebbe del famoso segreto di Pulcinella, mi domandavo: meglio sceglierne uno italiano o inglese? Credo che per alcuni generei non faccia molta differenza, visto che nella nostra letteratura abbiamo avuto vari autori di successo che hanno pubblicato gialli, thriller, romanzi rosa o storici ecc. Su altri invece ho l'impressione di pancia che da un lettore medio su generi tipo fantasy o horror sarebbe visto meglio un nome anglofono. Magari funziona anche, ovviamente in minimissima (issima!) parte, come leva marketing. Del tipo: "Boh non so chi sia questo tal Max Power (cit), ma se lo hanno tradotto proprio schifo non deve fare!" che ne pensate? Grazie, Marco
  14. DoubleD

    La svastica sul sole, di Philip K. Dick

    Cosa sarebbe accaduto se... ? Questa domanda può essere considerata alla base di quel genere letterario definito come Ucronia: immaginare una linea temporale alternativa, esplorarne le possibili dinamiche sociali, calare nel suo contesto la quotidianità della gente comune. "La Svastica sul Sole" (titolo italiano decisamente stonato rispetto all'originale "The Man in the High Castle", Fanucci Ed.) è un romanzo di Philip K. Dick, autore statunitense di fantascienza (avete presente film come Blade Runner, Minority Report, Atto di Forza? Beh, sono tutti ispirati, assieme a diversi altri, a sue opere...), ed è, decisamente, un'opera ucronica. La linea temporale immaginata da Dick vede la Germania nazista ed il Giappone vincitori del secondo conflitto mondiale (tra le pieghe del romanzo appare chiaro come all'Italia loro sodale nel Patto Tripartito siano state lasciate le briciole della conquista), gli Stati Uniti sconfitti e divisi in tre macroaree, una orientale sotto il controllo dei tedeschi, una occidentale sotto il governo nipponico, una centrale che funge da zona cuscinetto. In questo universo narrativo gli anni '60 sono caratterizzati da un lato dalla micidiale miscela di conquiste tecnologiche e follie ideologiche del Reich, che è in possesso delle armi nucleari e della capacità di portare esseri umani su altri pianeti del Sistema Solare, della volontà di annessione e assoggettamento, della pulsione di sterminio di quelli che sono considerati "inferiori", dall'altro dalla egemonia culturale dei giapponesi, che soppianta inesorabilmente e sottilmente il modo di vivere e pensare degli autoctoni, privandoli di ogni residua identità di popolo. In questo contesto due libri orientano pensieri, percorsi e scelte dei protagonisti: uno reale, il Libro dei Mutamenti, l' I-Ching, testo cinese di millenaria saggezza, fatto proprio dai conquistatori nipponici e diffuso come elemento di cultura a cui aggrapparsi come unica possibilità di verità in un mondo di dilagante follia, l'altro, "La cavalletta non si alzerà più", immaginario, vietato nei territori del Reich e ucronico a sua volta, che descrive una linea temporale parallela in cui la Germania ed il Giappone hanno perso la Guerra, ed il mondo è diviso tra due sfere egemoniche, una sotto l'influenza degli Stati Uniti, l'altra sotto quella dell'Impero Britannico, a loro volta destinate a confliggere. Il testo di Dick esplora il concetto della Storia scritta dai vincitori nel racconto che diviene verità acquisita dai cittadini comuni, ma che in realtà sembra avvitarsi, qualunque premessa venga posta, su un binario di conflitto permanente, a volte solo sopito sotto le ceneri di una vittoria; l'Autore inevitabilmente ha delineato il suo romanzo osservando gli equilibri di un mondo nato dalle ceneri di un Conflitto mondiale vinto dagli Alleati e già minacciato dalla contrapposizione nucleare tra USA e URSS, e tuttavia, anche oggi, forse ancor di più oggi, a quasi sessant'anni dalla pubblicazione non è possibile sfuggire alla inquietante sensazione di un filo sottile ed indistruttibile che collega la linea temporale fittizia di un mondo dominato dai nazisti e votato all'autodistruzione a quella che costituisce la realtà che ogni giorno sperimentiamo... "Vogliono essere gli agenti, non le vittime della Storia. Si identificano con la potenza di Dio e credono di essere simili a dèi. Questa è la loro pazzia di fondo. Sono sopraffatti da qualche archetipo; il loro ego si è dilatato psicoticamente a tal punto che non sanno più dire dove cominciano loro e dove finisce la divinità. Non è hybris, non è orgoglio; è l'ego gonfiato a dismisura, fino all'estremo..."
  15. Dale

    Ucronia

    Ciao a tutti! Dato che sono su un Flixbus e sto affrontando 5 ore e mezza di viaggio, vorrei porvi un quesito, o meglio una serie di quesiti (così si passa il tempo in modo divertente e non solo fissando la gente che dorme sul bus). Ho notato che in questa sezione non è stata ancora aperta una discussione sul genere dell'Ucronia, allora mi sono detto cavoli, la apro io. Penso che sia un genere che, sebbene rientri sotto l'ala protettrice di mamma Fantascienza, sia da trattare con una discussione apposita. Personalmente mi cimento da un po' con questo particolare filone, e non è affatto semplice (nonostante la mia laurea in Storia ): da una parte puoi lavorare di fantasia sugli eventi successivi alla deviazione della linea temporale, dall'altra però gli eventi precedenti alla deviazione temporale impongono vincoli di coerenza interna che l'autore è tenuto aa rispettare. In più questo romanzo ci permette di pensare alla Storia come a una serie di eventi in parte casuali: se ne modifichi uno, gli eventi successivi muteranno. Personalmente trovo tutto questo molto stimolante. Certo, un lavoro simile è senz'altro faticoso, e raramente da vita a risultati soddisfacenti. Personalmente l'opera che più mi ha convinto in questo senso è stata Fatherland di Harris, seguito a stretto giro da La Svastica sul Sole di Philip K. Dick e dai cicli di Invasione e Coloizzazione di Turtledove. Quindi, popolo del WD, che ne pensate di questo genere? Avete scritto qualcosa? Se sì, in che momento della linea temporale della Storia avete deciso di infilarvi per mutare il corso degli eventi? Opere preferite? Credete ci sia spazio oggi per l'Ucronia italiana? Trovare autori nostrani che si dedichino - in modo almeno soddisfacente - a questo genere è cosa più unica che rara.
  16. Oscar Santini

    Fly me to the moon - La Soffitta, 2

    Ma il costo dei dischi non era l'unico problema. Un altro scoglio con cui bisognava confrontarsi era la difficoltà nell'ascoltarli fuori di casa. Era un problema logistico non indifferente. Per risolverlo mio padre aveva recuperato e aggiustato due vecchi Sound Burger, lettori portatili di vinili. Funzionavano sia con i 33 che con i 45 giri. Erano per certi versi una soluzione, ma condannavano chi li portasse a subire le stimmate sociali. Mio papà lo sfoggiava fiero a lavoro, ma i suoi colleghi lo prendevano in giro chiamandolo tra loro "lo strambo". Io non so se lui non se ne accorgesse oppure se non gliene fregasse nulla. Provai comunque una volta a portarlo a scuola e i miei compagni risero di me per tutta la mattina e nelle settimane successive. Non l'ho più riportato. A mio fratello invece gli altri non interessavano. Spesso perdeva l'ultimo pullman utile per arrivare in orario a scuola perché si attardava a scegliere il disco da portarsi. E dal mio punto di vista era meglio che non ci arrivasse proprio in classe perché mi accorgevo della derisione collettiva. Una volta mi picchiai con un altro ragazzo per fare il fratello maggiore protettivo. Lo stava prendendo in giro in cortile durante l'intervallo. Io me ne accorsi per caso, perché fumavo dove stava lui. Quando capii che stava parlando di mio fratello andai fuori di testa: il sangue mi schizzò al cervello e mi avventai su di lui appendendolo al muro. Era più grande di me in tutti i sensi: più alto, più muscoloso e più grande, ma per un istante gli feci paura per davvero. Aveva gli occhi inebetiti di chi viene colto di sorpresa, ma il mio momento di gloria durò poco. Si liberò facilmente della mia presa, poi mi spinse via. Io corsi all'indietro rischiando di cadere in modo ridicolo. Ripresi l'equilibrio, serrai i pugni e cominciai a insultarlo e a urlargli che non si doveva permettere di prendere in giro mio fratello. Non la prese bene. Mi venne incontro veloce e mi diede un pugno sulla bocca dello stomaco. Mi piegai senza fiato e lui ne approfittò per afferrarmi e prendermi a ginocchiate e pugni. Nel frattempo attorno a noi si era formato un capannello di studenti, tutti tifavano per lui. Dopo una decina di colpi si sentì appagato, mi lasciò cadere a terra e se ne andò portandosi dietro il codazzo di supporter. Pensavo mi avesse rotto tutte le ossa. Riuscii solo a girarmi con la faccia verso le nuvole. In bocca sentivo il sapore del sangue che spilava dal labbro inferiore spaccato. Passarono alcuni minuti, il tempo di prendere una nota sul registro perché non ero tornato in classe dopo l'intervallo, scoprii più tardi. A un certo punto un'ombra si allungò tra il mio corpo e il sole. Era mio fratello. Il disco girava nel sound Burger, ma non lo ascoltava, dalle cuffie che teneva attorno al collo si intuiva una canzone blues. - Cosa è successo? - Ho picchiato uno! - Ah, sì? E lui dov'è? All'obitorio? in paradiso? - Io ti difendo e tu fai l'ironico? Grazie Albi - Tu cosa?!? - Ti stava prendendo in giro per quel coso lì che ti porti sempre dietro - E tu ti sei sentito in dovere di rimediare all'onta della casata? - Ah ah Mi aiutò a mettermi seduto e si sedette vicino a me, mi passò una cuffietta, premette play e ci fumammo una sigaretta, in silenzio. Pinetop Perkins, How long blues. C'era anche un problema di spazio. I vinili erano voluminosi e non potenzialmente infiniti da archiviare come la musica digitale. Ma quello, diceva mio padre, era il bello della musica analogica: bisognava scegliere. Per quel motivo conservava una lista nella tasca del giubbotto. Aveva dedicato ai dischi la soffitta che affittavamo insieme all'appartamento. Era un posto inospitale: senza piastrelle, male illuminato, caldo d'estate e freddo d'inverno. L'unico termosifone serviva soltanto a ridurre l'umidità e favorire la conservazione della collezione. Molte domeniche pomeriggio mio papà le passava lì, fino a quando la cena non era pronta. Mia mamma urlava minacciosa dalla cucina e, dopo qualche minuto, le sue gambe spuntavano dal soffitto e scendevano dalla scaletta. A noi due quel luogo era precluso, quindi era il più grande dei nostri desideri. D'estate, quando sia mamma che papà erano a lavoro e noi a casa da scuola, ci intrufolavamo su e attaccavamo i dischi. Eravamo bambini. Una volta, inaspettatamente, papà tornò a casa prima e ci trovò in soffitta. "Andrea! Alberto!", urlò. Ci acchiappò impietriti e ci trascinò giù nell'appartamento, ci sculacciò e ci mandò in punizione in camera. "Non provateci mai più!", gridò dall'altra parte del vetro della porta. Aveva paura che rovinassimo qualcosa o, peggio, che rovinassimo noi giù dalla scaletta. Tornammo comunque in soffitta di nascosto fino a quando non diventammo abbastanza grandi da non poter fare danni, secondo lui. È lassù che io e mio fratello abbiamo costruito il nostro universo. Fumavamo le prime sigarette in soffitta, ascoltando la musica e parlando la musica. Non eravamo mai d'accordo su niente e finivamo quasi sempre per litigare: - Se dovessi descrivere la felicità con una canzone quale sceglieresti? - Perfect Day di Lou Reed - Ma che dici, quella è la canzone più triste del mondo probabilmente - Non è vero! È la storia di due innamorati al parco. Non c'è niente di più felice di due innamorati al parco. - Sì, certo. Lou Reed parla del suo rapporto con la droga: è semplicemente un giorno perfetto, sono felice di passarlo con te. È l'eroina, come fai a non capirlo? Ingenuo. - è proprio questo il bello. Immaginati Lou Reed, tossicodipendente, mezza vita ad emarginarsi perché non sapeva che farsene di quella società. Poi a un certo punto capisce che anche dare da mangiare agli animali allo zoo può essere perfetto. E allora sì che capisce veramente che cosa sia la felicità. - Musica triste + voce greve = pessimismo cosmico e tanta ironia. Mi sembra assurdo che tu non colga banalità del genere. Comincio a sospettare che tu abbia dei ritardi mentali. - Vaffanculo Alberto - ok Lo lasciavo solo e mi chiudevo in camera maledicendolo. Però anche litigare così era stato un ottimo modo per conoscerlo. Quando rientravo a casa mi bastavano poche note per capire come stesse. E così per lui. E gli altri? Estranei e lontani da quella soffitta. La musica ricopre un posto centrale nella vita di un quindicenne e a noi quella contemporanea era preclusa.
  17. commento Arrivarono la sera della vigilia di Natale, ma ce ne rendemmo conto quando era già troppo tardi. Tutto sembrava normale. L’unica cosa strana l’aveva fatta papà, comprando un piccolo proiettore da mettere in giardino, un aggeggio che con una lucetta verde, una rossa e una lente speciale proiettava uno sciame di puntini luminosi e intermittenti su tutta la casa e sulle piante in giardino. «Serve per risparmiare sugli addobbi» aveva detto papà. In effetti c’era crisi, peggio del solito. Nel quartiere non è che si vedevano chissà quanti addobbi e festoni luminosi. Giusto i pendenti e le ghirlande appese alle porte della case – nemmeno tutte –, qualche balcone illuminato alla meglio, i led che attraversavano la strada principale e poco altro. A me stava bene, a quattordici anni non mi fregava un cazzo di luci, feste, colori: i regali, contavano solo quelli. Speravo che papà sganciasse almeno 50 euro, e che i nonni facessero altrettanto. La mamma sarebbe rimasta sul classico: una sciarpa di merda e via. Mi dispiaceva giusto per il mio fratellino Michele. Cacchio, a otto anni forse ancora te l’aspetti un albero di Natale fatto bene e tante belle luci colorate e scintillanti. Comunque non sarebbe stato un granché come serata se non fosse arrivato quel dannato Babbo Natale. E con lui tutti gli altri Klaus. La cena aveva fatto pena. C’eravamo sbafati una teglia di cannelloni comprati surgelati e cotti al forno, un vassoio di frittelle (gustose e fatte come si deve, almeno quelle) preparate da nonna Iole e avevamo bevuto Coca Cola prima che papà stappasse lo spumante. Un bicchiere per il brindisi e mamma era già brilla. Poi, al momento dei regali, quando avevo già adocchiato una busta rossa con un bigliettino per me, qualcuno si era messo a bussare alla porta con insistenza. Papà aprì, e in piedi nel giardino trovammo un tipo vestito da Babbo Natale con un grosso sacco nero sulla spalla destra. Mi ricordo che papà si girò a guardarci con due enormi punti di domanda negli occhi, per poi tornare a fissare il tipo. Michele cominciò a urlare tutto contento: «C’è Babbo Natale!» Io pensai fosse il nonno. Era sparito da mezz’ora dicendo che doveva andare al gabinetto – e conoscendolo poteva restarci chiuso un paio d’ore e uscire dopo aver creato un’area contaminata peggio di Chernobyl –, inoltre, il giorno prima, lo avevo beccato in camera da letto con indosso un costume da Babbo Natale. Era di spalle e aveva i calzoni rossi abbassati, così mi ero beccato una visuale sulle sue chiappe grinzose e arrossate. Nonna Iole era in ginocchio davanti a lui, e non ero del tutto sicuro che lo stesse aiutando a tirarsi su le braghe. Comunque non era il nonno. Il Babbo Natale lì fuori nel nostro giardino era grande e grosso, con un bel pancione, e aveva la faccia strana. La barba bianca, così candida che quasi riluceva nella notte, gli copriva tutti i lineamenti tranne che per la vaga macchia verdognola del contorno occhi e dello spicchio di fronte che si intravedeva sotto il cappello. Accanto a lui c’era una sedia a dondolo che noi non avevamo mai messo in giardino. Babbo Natale mollò il sacco sulla ghiaia, lo trascinò e si sedette nella sedia con un movimento appesantito. Una volta seduto sbuffò e dal suo stomaco venne fuori un rantolo sordo. Poi, con la manona inguantata di bianco, fece cenno di avvicinarsi. «Credo sia Antonio» disse la mamma. Lo disse facendo un saltello, come fosse contenta che si trattasse di Antonio. Antonio era il nostro vicino, un tipo grosso, ex ristoratore, sempre allegro e con la voglia di scherzare. La corporatura era simile, ma il Babbo Natale lì nel giardino, seduto sulla sedia a dondolo, che invitava a sedersi sulle sue ginocchia e verso il quale la mamma si avvicinò sorridente, mi sembrava parecchio più grosso. La mamma si mise seduta composta sulla coscia sinistra di Babbo Natale, e disse: «Ciao, Antonio. Mi hai portato un regalo?» Lo disse piano, con un che di smorfioso. Cinse le spalle di Babbo Natale e accavallò le gambe, sorridendo come una cretina. Era un po’ fuori per via dello spumante, ma secondo me c’era dell’altro. L’ombra che scese sul volto di papà me lo confermò. Non ci fu però il tempo per fare congetture. Vidi infatti la manona di Babbo Natale accarezzare la schiena di mamma attraverso il maglione bordeaux, e fino a lì mamma se la rideva. Avevo raggiunto l’età giusta per rendermi conto che mia madre, a quarantacinque anni, con quei bei capelli mori e lisci e il fisico ancora asciutto, era davvero una donna ancora sexy. Poi vidi scivolare la mano di Babbo Natale sul di dietro dei jeans, in piena zona culo della mamma, e farsi ancora più grande, tanto da abbrancarle l’intera natica. Strizzai gli occhi pensando di aver avuto una specie di allucinazione, e quando li riaprii vidi la lingua di Babbo Natale tesa verso la mamma – che nel frattempo era saltata in piedi dopo la palpatina –, una lingua verde, spessa e glassata come un Mars, dall’apparenza gommosa. Il ceffone che mamma stava per rifilargli (forse si era resa conto che non si trattava di Antonio) si fermò a mezz’aria quando vide quella lingua schifosa roteare oscena sulla faccia di Babbo Natale, che si imbrattò di bava verde. Si era sentito anche un ciaff ciaff umido che aveva grattato i peli della barba. Da lì ci fu chiaro che qualcosa non andava. La mamma tornò di corsa verso di noi e restammo tutti in piedi sull’uscio. Babbo Natale aprì le fauci – chiamarla bocca non darebbe un’idea corretta – e si mise a ridere di noi digrignando delle zanne gialle e affilate grandi come quelle di uno xenomorfo. «Ma che cazzo…» sibilò la nonna dietro di me. «Babbo Natale! Babbo Natale!» Michele era l’unico felice di vedere quel coso. Babbo Natale prese il sacco, lo aprì, infilò dentro il braccio destro, rovistò per un attimo e tirò fuori un pacchetto nero bell’infiocchettato. Se lo accostò all’orecchio e lo scosse come per sentire cosa c’era dentro. Dalla bocca gli uscì un «Oh-Oh-Oh!» Disse proprio questo: «Oh-Oh-Oh!» Lo disse con una voce cavernosa, quasi come un ringhio. Poi tirò il pacchetto nero vicino ai piedi di papà. Il pacchetto esplose e papà saltò in aria circondato da luci sfolgoranti come quelle dei fuochi d’artificio, viaggiò verso l’alto per un centinaio di metri e ripiombò giù, finendo schiantato sul tetto spiovente della casa accanto. Osservai il corpo di papà scivolare sulle tegole come una bistecca che si stacca da una padella piena d’olio, per poi cadere nel giardino e non rialzarsi più. «Ma che succede, si può sapere?» disse il nonno. Era appena uscito dal bagno e si stava ancora allacciando la cintura. «Mi sa che sono vedova» fece la mamma. Mentre Babbo Natale riprese a rovistare nel sacco, capii che era il caso di rientrare. Spinsi via Michele, anche se lui voleva restare lì e aspettare il regalo. «No! Babbo Natale deve darmi il regalo!» «Vuoi un pacchetto come quello che ha regalato a papà?» Ci fu un altro scoppio. Mi girai in tempo per vedere la mamma fare la fine di papà, con lo stesso sfolgorio luminoso. «Nonni, volete chiudere quella cazzo di porta!» urlai. La nonna, che ci stava ancora con la testa e aveva un pessimo carattere, bestemmiò ritirandosi in casa, ma esitò a chiudere la porta perché il nonno era partito all’attacco. Vibrava il bastone in aria camminando contro quel fottuto Babbo Natale, e sbraitava cose del tipo: «Sono stato sul Carso, io! Ho preso a calci nel culo nazisti e fascisti! Non mi faccio mica impressionare da un coglione vestito da coglione! Ora ti purgo!» Babbo Natale si alzò in piedi. Era più alto di prima, molto più alto di un qualsiasi essere umano avessi mai visto, wrestler compresi. Ringhiò il suo «Oh-Oh-Oh», capovolse il sacco, lo scosse e non ne uscì nulla. «Ah! Hai finito le sorprese?» disse il nonno, il bastone di mogano stretto nelle mani, pronto a colpire come un perfetto battitore. «Beccati questa!» Il bastone colpì Babbo Natale sul fianco destro – era troppo alto per mirare alla testa – e si spezzò in due. Il nonno rimase a fissare il moncherino di legno che gli era rimasto nelle mani. Babbo Natale lasciò cadere il sacco in terra. Il sacco si animò, si gonfiò, si tirò su come un serpente gigante, l’apertura era diventate una bocca tempestata di zanne in tutta la sua circonferenza. Calò sul nonno, lo inghiottì e la bocca si chiuse come se le estremità della corda fossero state tirate con violenza da una forza invisibile. «Benito!» disse la nonna in un risucchio. La trascinai dentro, tenendo d’occhio il sacco che si contorceva sul terreno con il nonno che si agitava dentro di lui. Il resto della scena la seguii da dietro una finestra. Babbo Natale si chinò sul sacco come se facesse uno sforzo noioso. Afferrò il sacco e se lo caricò sulla spalla destra, si girò e cominciò ad allontanarsi. Il nonno era vivo, si dibatteva, potevo vedere le sue mani, i suoi calci e la sua faccia deformare la pelle del sacco. Nonna Iole quasi si strappò gli occhialoni dal naso e si accasciò sul divano, e per un attimo temetti che mi morisse di infarto. Insomma, lei era una tosta, ancora arzilla e piena di energie, ma aveva pur sempre settant’anni. In quel momento mi resi conto che la nonna era davvero vecchia, la classica vecchietta che potrebbe fare da modella per una di quelle statuine da tenere sul camino, con i capelli bianchi raccolti in una crocchia e le rughe profonde sul viso dolce. E la statuina forse stava per cadere in terra, a pezzi. Il petto le si sollevava veloce sotto il maglione bianco, e pensai di portarle un po’ di spumante. «Sto bene, sto bene» disse dopo aver svuotato il bicchiere di carta. «Dov’è Michele?» «Gli ho detto di andare in camera e aspettare la mamma.» La nonna annuì, poi indicò verso la cucina. «Aiutami ad alzarmi e accompagnami.» Obbedii. Mentre, con la nonna sottobraccio, puntavo verso la cucina, alle mie spalle ci fu uno schianto di vetri mandati in frantumi. Mi raggiunse un ruggito. Mi voltai di scatto e vidi la testa di una renna gigante spuntare dalla finestra.
  18. MariaCarla

    Il fulcro dell'universo- Maria Carla Mantovani

    Titolo: Il fulcro dell'universo Autore: Maria Carla Mantovani Autopubblicato: Amazon ISBN: 978-1731033437 Data di pubblicazione: 01 dicembre 2018 Prezzo: 15,60 euro (versione cartacea) Genere: Fantascienza Pagine: 349 Quarta di copertina: In un futuro in cui il genere umano ha potuto viaggiare attraverso le galassie e colonizzare pianeti lontani, il controllo della Terra e delle sue colonie ruota intorno al conflitto tra Christopher Bianchi, il controverso presidente del Governo Terrestre, e l'ordine monastico-militare degli Zhi, incaricato di vigilare sulla bioetica. I protagonisti, Edith e Conrad, si trovano in fazioni opposte in questa lotta sanguinosa. Sullo sfondo di un universo futuristico dove nulla è quello che sembra, passione e etica, scienza e potere, amore e politica si affrontano senza esclusione di colpi. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/1731033435
  19. Massimo Galatone

    La Prima Guida Dell'Antico Astronauta - Massimo Galatone

    https://goo.gl/images/j3MoXF Titolo: La Prima Guida Dell'Antico Astronauta Autore: Massimo Galatone Autopubblicato: YouCanPrint ISBN: (cartacea 9788827860311 / digitale 9788827862247) Data di pubblicazione: 12/2018 Prezzo: ( cartacea 12,00 / digitale 2,49) Genere: Fantascienza / Storico Pagine: 162 Prefazione: Un giovane ragazzo per sfuggire ai suoi guai familiari, si reca su di un isola dove può svolgere la sua attività preferita. L'investigatore privato. Insoddisfatto delle sue vicende da pochi soldi si imbatte in qualcosa di più grande di lui e con cui dovrà fare i conti. Un disastro planetario lo porterà a scoprire verità celate sulla sua specie e le sue origini. Link all'acquisto: https://www.youcanprint.it/fiction-fantascienza-generale/la-prima-guida-dellantico-astronauta-9788827862247.html https://www.mondadoristore.it/prima-guida-dell-antico-Massimo-Galatone/eai978882786031/?fbclid=IwAR1Zem-rbb_Nii1pGNXNJ3BvhfbHB27fEkxofGhGeGteLQCIfCvB1QbI2mo https://www.libreriauniversitaria.it/prima-guida-antico-astronauta-galatone/libro/9788827860311?utm_source=google-shopping&utm_medium=cpc&utm_term=9788827860311&utm_content=Libri+Italiani&utm_campaign=google-shopping-lib&gclid=CjwKCAiA9K3gBRA4EiwACEhFe-qP01Aax2Np9ljuOZl05cL4_ipcIuO1ssP0KrBBs4vmkbWxxTaPyxoC5AQQAvD_BwE&fbclid=IwAR3hfI7IVE_oatxcVU_njewBfldxQa3Aznm5F_HlBivSV1G-aHJamdGijD0 https://www.unilibro.it/libro/galatone-massimo/la-prima-guida-dell-antico-astronauta/9788827860311?idaff=googlebase-05&fbclid=IwAR0Gn9Er8DrNbXf8qxv7WsqW_3EhKjLFQ8KZKb3jWSS7-HHsJuI5tZWTxO0 https://www.ibs.it/prima-guida-dell-antico-astronauta-libro-massimo-galatone/e/9788827860311?lgw_code=1122-B9788827860311&gclid=CjwKCAiA9K3gBRA4EiwACEhFe_sM3-9FRJFrifjP2hu1T43I_4OkFd5AnPa5VsTSJc_hrZ0tnsKCDhoC3eMQAvD_BwE&fbclid=IwAR1d9DOfbzQUcXmdTxjyVcaO43zahdNTiA1b0F96zCgUb6KKIJY0bGRnQw0
  20. "Se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza." Fëdor Dostoevskij Titolo: "ARMA INFERO – Il risveglio del Pagan" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 21 settembre 2018 ISBN: 9788894182033 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/2DmGJWk SINOSSI: "Il Martire Tiranno era venuto per salvarci, noi poveri, miserrimi sconnessi; e non si sarebbe fermato davanti a nulla. Ci avrebbe redento, tutti quanti. O tutti quanti saremmo morti." I tempi della cavalleria di Dragan sono finiti, le sue ultime vestigia seppellite dalle ceneri radioattive di una guerra infinita. Il logoramento in trincea è quanto resta al glorioso esercito della Falange, la desolazione di una nazione distrutta è ciò che accoglie al ritorno Lakon e Karan. Nell'agonia di un'umanità contaminata nel corpo e nella mente, esiste solo un modo per ribaltare lo stallo della guerra civile e ridare slancio alla santa corsa alle stelle, verso lo spazio, dove la salvazione attende i fedeli del Martire Tiranno. Ma il valore dei nuovi ulani volanti non può bastare: solo l'antico potere nascosto dello zodion può riuscirvi. Lakon lo sa. È finalmente giunto il tempo che il Pagan si risvegli. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi conta tre romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016 ed Il Risveglio del Pagan nel 2018. Per la Delos Digital ha scritto poi un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini, della cui amicizia si fregia come una medaglia. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti.
  21. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  22. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  23. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 2

    commento a Mara parte 2 Detto questo mi domandavo: quale interesse ha l'esercito in tale utilizzo della connessione neurale, perché, a meno di un controllo parziale e sgraziato da parte di Alice del corpo di Julien, non può fare molto altro e il tutto solo tramite una seduta di immersione consensuale.» «Per quale motivo il movimento del braccio è stato spasmodico, se può controllarne il corpo?» «La mente di Alice è nel corpo di Julien ma il cervello non è il suo. Secondo i molti rapporti che ci sono pervenuti con l'attrezzatura prototipo, molti erano i casi di distonie, di impulsi di analisti atti a muovere un arto che mettevano in moto un muscolo differente. Ogni persona ha il suo percorso nell'apprendere l'utilizzo di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano, e per quanto Alice e suo marito siano in sintonia e si conoscano l'un l'altro, avere un controllo perfetto del corpo dell'ospite è in ogni caso un compito assai arduo. Questa è la ragione per la mia domanda di prima. Le applicazioni pratiche sono poche e limitate.» Il Colonnello si fece avanti e il Sergente si mise quindi sull'attenti senza proferire altro, aspettando che fosse lui a parlare. «Il nostro interesse è quello di poter leggere la mente dell'ospite, poter scartare la menzogna dalla verità, pensate sia possibile fare una cosa del genere?» Alice parlò tramite Julien, non con un certo fastidio da parte del marito. «Potrei penetrare la barriera emotica ed addentrarmi nel sub-conscio. Nel sotto-strato dei pensieri e facile portare alla luce emozioni ed idee nascoste.» «Fatelo!» Ordinò il Colonnello, non dando il tempo a Julien di replicare. «Bene, mi appresto ad immergermi ancor più in profondità. Caro, ti ridò pieno accesso alle funzioni del tuo corpo. Una volta passata la barriera che divide il pensiero razionale dal sub-conscio potrò parlarvi solo tramite i computer.» Sul monitor di Williamo i grafici che indicavano il passaggio dei dati iniziò a modificarsi e a salire ancora di più, mentre il monitor che indicava l'attività celebrale delle due persone indicava un cambiamento significativo dei processi neurali di Alice. «Cosa sta succedendo alla dottoressa Wilson?» «Sta addentrandosi nei processi più profondi della mente del signor Corsi: per farlo in modo razionale e non in stato di sonno, i macchinari che ci avete dato devono portare le sue onde celebrali, da onde beta con una frequenza di circa venticinque hertz, a cinque/sei hertz, la frequenza delle onde theta, quelle del sonno REM per intenderci.» «Il signor Corsi non ha nessuna modifica nelle suo encefalogramma.» «È una giusta osservazione.» Rispose lo stesso Corsi «Ma è solo mia moglie che sta entrando nel mio sub conscio, la verità è che alcune parti del cervello non smettono mai di sognare.» Ora il Colonnello si portò davanti a Julien «Dottoressa Wilson, riesce a sentirmi?» «Può parlarmi direttamente tramite il computer. Come vede, per ora, pur se il mio cervello è entrato in fase REM io sono ancora del tutto cosciente, del resto noi analisti siamo allenati ad avere sogni lucidi.» Sullo schermo centrale iniziarono a danzare immagini che riprendevano svariati argomenti, la colazione fatta la mattina, un leggero desiderio di andare in bagno, una stanza di piccole dimensioni, stretta e soffocante. Apparivano tutte sfocate per brevi istanti ma abbastanza per essere comprensibili. «Julien, ho trovato una certa resistenza a passare la barriera emotica, rilassati per favore.» La voce di Alice era contratta, accelerata mentre i picchi di dati sullo schermo di William continuavano a crescere. «Non ho mai sentito il termine barriera emotica, cosa vuol dire?» «È un termine che è nato tra noi operatori del settore, pur se lo usiamo ormai da più di vent'anni solo alcune riviste scientifiche ne hanno fatto brevi accenni. Per farla breve il termine nasce in riferimento alla barriera ematica del cervello, una barriera fisica naturale che permette il passaggio del sangue ma non di elementi che potrebbero danneggiarlo, una sorta di porta tagliafuoco o firewall. A livello di coscienza esiste qualcosa di simile: la dottoressa Wilson la percepisce come una zona densa , tanto più difficile da passare tanto più il paziente oppone resistenza, per questo deve esserci il consenso e l'apertura mentale. Nella nostra mente ci sono diverse di queste barriere più ci si immerge in profondità.» «Ma se la dottoressa è in uno stato REM con una frequenza celebrale cosi bassa come mai i dati trasmessi si stanno moltiplicando quasi in modo esponenziale.» «Sono processi della mente che ancora facciamo fatica a comprendere del tutto ma sembra che a livello razionale la parte di cervello che usiamo sia davvero esigua e selettiva, mentre durante la fase onirica, esso pur riposandosi, si...Riorganizza in tutte le sue componenti. Oltre agli impulsi più profondi del marito, la dottoressa, sta in un certo senso anche riorganizzando tutte le informazioni nel suo cervello.» «Una sorta di deframmentazione.» «Direi sia un esempio calzante.» «Bene signora Wilson...» Disse il Colonnello «Vorrei che provasse a estorcere una qualche informazione a suo marito.» L'encefalogramma di Julien schizzo quasi a quaranta hertz, mostrando così un elevato stato di tensione. «Caro...mi hai mai tradito?» Sullo schermo centrale comparve, anche se solo per un attimo, il fondo schiena di quella che sembrava essere una bella ragazza in fiore. «Lurido porco, quella è la tipa che avevamo davanti quando siamo andati a fare la spesa, per quanto tempo le hai guardato il culo?» Nuovamente sullo schermo centrale, apparve l'immagine di un orologio, le cui lancette vorticavano come impazzite. «Non mi piace questa situazione.» ribatte Julien, mentre i due militari si scambiarono uno sguardo perplesso a cui William cercò di replicare . «Credo il dottor Corsi sia abbastanza infastidito dal mostrare ad altre persone oltre a me e sua moglie i recessi della sua mente, la dottoressa Wilson naturalmente ora sta giocando con la mente del signor Corsi, e con le sue domande riesce a tirar fuori certi segreti, indipendentemente dalla volontà del marito.» Julien rilasso i muscoli del viso mentre William continuò. «Parlando per metafore, se quello con sua moglie può essere considerato un rapporto intimo, con voi lo potrebbe considerarlo un' orgia, oltretutto essendo tutti maschi tranne sua moglie...» La reazione fu alquanto bizzarra: dal computer usci la dolce risata della moglie, interrotta a singhiozzi dal marito stesso che cercava di dire qualcosa, poi non trovando le parole, sul monitor centrale si formo l'immagine di due mani che spingevano la testa di una persona in una vasca piena di liquido, affogandolo. «È ancora per la storia di Xavier vero William...Questa te la faccio pagare.» Alla dottoressa Wilson venne chiesto di risalire e di terminare l'immersione. «Vorrei, dottoressa, che provasse lo stesso esperimento col Sergente Harris.» Julien si agito di impulso «Potrebbe essere pericoloso, quale motivo c'è per effettuare un'immersione in un paziente sconosciuto?» «Lei è un civile dottor Corsi, per quanto sia allenato nei sogni lucidi e nell'analisi delle menti, non ha il rigore e la disciplina di un soldato.» Julien capì che la rimostranza aveva una ragione precisa ma era anche la ragione per cui non voleva fosse la moglie a farlo. «Farò io, allora, l'immersione.» «Perché caro?» «Non sai quali orrori potresti trovare nella mente di un soldato.» «Ti ricordo che ho operato altre volte in passato anche con sindromi post traumatiche da evento subito o indotto, e poi a livello razionale non potrà il paziente influire sulla mia psiche ma solo io sulla sua.» Il Colonnello drizzò la schiena dalla sua posizione di riposo, quasi per guardare da ancora più in alto i presenti «Direi che le obiezioni date da sua moglie siano valide, sarà lei ad immergersi, mentre lei, dottor Corsi, mi farà da assistente e mi aggiornerà sulla situazione.» Julien non poté che fare un leggero cenno di diniego con la testa, ed accettare la situazione.
  24. Fino a
    SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Como oppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
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    Ghiaccio infernale

    “Il sonno della ragione genera mostri” Francisco Goya Le urla della ragazza dai capelli rossi giungono fino alla sala d'attesa del dipartimento medico X51, al trentesimo piano sotterraneo della Torre Bianca. L'ho vista poco fa, mentre due soldati la trascinavano a forza verso il laboratorio: aveva gli occhi allucinati, il corpo tremendamente smagrito e un colorito giallognolo tipico di chi, avendo contratto il contagio, è già in una fase avanzata della malattia. Sarebbe morta di sicuro ma, per sua fortuna, l'avevano destinata al recupero. Eppure non era felice. Scuoto la testa con stizza, non riesco a comprendere come ci possa essere gente così ingrata nei confronti del Sistema, ma forse non sono ingrati, sono semplicemente incapaci di comprendere, di andare oltre le chiusure mentali. L'ultima guerra contro il regime orientale aveva lasciato una tale devastazione che l'umanità intera era arrivata a un passo dalla fine. Le nuove armi batteriologiche avevano sterminato milioni di persone e chi era sopravvissuto, grazie ai rifugi sotterranei, si era infettato non appena uscito all'aria aperta. Anche a mia madre era successo ed era morta dopo un anno di agonia. Così siamo tornati sottoterra. In questo clima terribile è nato il nuovo regime. Le menti più eccelse si sono riunite per dare a tutti una nuova speranza e, grazie a loro, adesso tutto cambierà. Nessuno più morirà o, quanto meno, non morirà veramente. Hanno compiuto il miracolo, proprio qui nella Torre bianca, ribattezzata dai più Torre Fenice, come segno della rinascita che renderà ognuno di noi un essere nuovo, immortale. Tutto ciò che abbiamo di infetto verrà rimosso e, una volta curati, potremo nuovamente tornare in superficie. Sono trascorsi sei mesi da quando il Sistema supremo ha mandato in onda i filmati sui sani, è così che chiamiamo i fortunati che si sono salvati dal contagio. Vedere quei visi abbronzati e sorridenti correre su un vero manto erboso, divertirsi tra i flutti delle onde, mi aveva provocato una terribile invidia e così mi sono consegnata. Sì, consegnata, perché qui sono molti che non accettano la procedura, non solo la rossa. Dicono che preferiscono morire anziché diventare dei mostri. Stupidi idioti! La cura è quasi pronta, ma il male dentro di me avanza e io devo fermarlo. Le menti eccelse hanno messo a punto una tecnica perfetta: la criogenesi. Non so bene di cosa si tratti, ma mi hanno garantito che il corpo rimarrà integro e al sicuro per tutto il tempo che ci vorrà e questo mi basta. Ho visto cosa fa la malattia, ho visto la gente andare in giro con la carne a brandelli, come fosse stata dilaniata dalle fauci di un terribile mostro, contorcersi dal dolore e invocare la morte come una sorta di liberazione. Un corpo sano mi assicurerà una nuova vita fuori da queste dannate cripte, lontano dai sepolti vivi. Finalmente la rossa ha smesso di urlare e un'infermiera esce dal laboratorio spingendo un carrello pieno di strani arnesi. «Hanno finito? Quando potrò entrare?» La donna mi lancia uno sguardo strano che mi mette a disagio. «Pazienta ancora un po', tra poco ti verranno a prendere.» Lo dice distogliendo lo sguardo e la voce le trema un po'. Sta per andare via, ma poi ci ripensa. «Quanti anni hai?» mi chiede. «Diciassette.» «Non sembri malata...» «Perché sono solo al primo stadio.» La donna guarda me, poi la porta alle sue spalle. «Non è detto che la malattia avanzi, potrebbe fermarsi, potrebbe...» «Io non voglio più stare qua! Voglio andare in superficie! Ma tu che diavolo vuoi?» Di colpo capisco e la guardo con disprezzo. Deve essere una delle tante simpatizzanti dei reazionari, un movimento ostile al Sistema che fomenta rivolte e malumori. Credono che non esista alcuna cura e che la criogenesi sia solo un abominio. «Sparisci!» La donna scuote il capo, riprende il suo carrello e si allontana. ****** Le porte del laboratorio si aprono e io ormai non ho più voce. Non ho smesso di lottare un solo momento e ho le braccia ricoperte da lividi, ma non è servito a nulla. «Ehi, rossa, finalmente siamo arrivati, sei contenta?» L'uomo col capo rasato sbotta in una risata fragorosa, seguito a ruota dal suo compare. Mi trascinano verso un grande tubo nero, da cui esce una base di ferro con i cinturini di cuoio ai lati, mi fanno sdraiare legandomi ben stretta. C'è un pungente odore di disinfettante, così forte che mi dà la nausea. Le pareti bianche della stanza sono rese ancora più accecanti dai grandi fari che ricoprono il tetto. Fatico a tenere gli occhi aperti e ciò che riesco a intravedere è distorto dalle lacrime che ancora mi bagnano gli occhi. I due soldati sono andati via e al loro posto arrivano un'infermiera e tre uomini col camice nero, il viso nascosto da una voluminosa mascherina. Non mi guardano, non mi parlano, è come se non esistessi e tra poco questo è quello che mi accadrà. «Ciao Rose.» La voce alle mie spalle la conosco molto bene. «Adam.» Grazie a Dio ho parlato con voce ferma, non voglio che capisca quanto mi turbi saperlo lì. Compare nella mia visuale e io riconosco subito la divisa rossa dei capi del Sistema. «Vedo che hai fatto carriera» lo provoco. «Avresti potuto avere le stesse cose, invece hai rovinato tutto» lo dice guardandomi con commiserazione, come se fossi una povera stupida per cui provare pena. «Tu sei un assassino» urlo con disprezzo. «No! Non è così. Noi diamo speranza!» lo dice come se ci credesse per davvero. Una risata amara mi esce dalla bocca. «Questo puoi raccontarlo agli altri non a me. Ho lavorato abbastanza qua dentro da saperne più di quel che vorrei e non sai quanto me ne vergogno.» «Vergognarti? Di cosa? Dimentichi la cura.» « La cura? Non esiste nessuna cura e tu lo sai benissimo, così come sai che le “menti eccelse” sono in realtà un manipolo di folli esaltati che a una cura non è nemmeno vicino.» La mascella di Adam s'indurisce. «Non ancora, ma presto accadrà, grazie anche a questi ragazzi che si offrono per la causa.» Lo guardo come fosse impazzito. «Si offrono? Voi li state ingannando! Lì fuori è una landa deserta così intrisa di veleni che ci vorranno ancora chissà quanti anni prima di potervi tornare senza morire. E intanto sperimentate, provate, giocate con le vite di questi disperati che non vogliono arrendersi alla morte e si aggrappano a una vita che non avranno mai. Prova a dire loro dove finiranno: in dei silos pieni di azoto liquido, immersi in un lungo sonno che, se mai avrà fine, restituirà solo corpi senz'anima e vedremo quanti ancora faranno la fila!» Ho parlato con foga, riversando su di lui tutto il disprezzo verso il Sistema, sperando di leggere nei suoi occhi un minimo di dubbio o pentimento, ma non c'è nulla di tutto questo. «Generale, dobbiamo iniziare.» Adam si volta verso uno dei medici che finora sono rimasti in disparte, poi mi guarda un'ultima volta e si allontana. Incredibile pensare che fino a qualche mese fa diceva di amarmi. Ma ormai non ha più importanza, tanto tra poco tutto questo finirà. Mi uccideranno, per poi procedere alla criogenesi. Il mio cuore smetterà di battere e inizierà il processo di congelamento. Vedo l'infermiera avvicinarsi con la siringa stretta tra le mani tremanti, la riconosco subito. Lavoravamo insieme e avevamo le stesse idee sull'orrore scoperto qua dentro, ma lei ha preferito restare. Era sicura che ci avrebbero trovato e sottoposte alla procedura e il fatto che io stia per morire e lei no, le ha dato ragione. Non so perché penso alla ragazza che ho visto in sala d'attesa. Le ho letto negli occhi, la speranza, la trepidazione per il sogno di una vita migliore, illusa dai finti slogan montati dal Sistema in una squallida area dei sotterranei. La donna si avvicina, scoprendomi il braccio martoriato. «Procediamo.» Sussulta all'ordine perentorio del medico e m'infila l'ago nel braccio, regalandomi un accenno di sorriso e io capisco... capisco che manterrà la promessa che ci eravamo scambiate prima che io fuggissi: in caso fossi stata presa mi avrebbe uccisa, uccisa davvero, salvandomi dalla mostruosa prospettiva di diventare una sorta di zombie vivente. Ricambio il sorriso, adesso sono felice. Poi tutto si ferma e il freddo mi avvolge.
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