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Trovato 214 risultati

  1. arabafelix

    Watson Edizioni

    Nome: Watson edizioni Generi: Horror e gotico, Fantascienza, Fantasy e fantastico, Narrativa, Racconti Invio dei manoscritti: http://watsonedizioni.it/pubblicare/ Contratto standard: http://watsonedizioni.it/wp-content/uploads/2015/12/contratto_watson_2015.pdf Distribuzione: DirectBook e librerie fiduciarie http://watsonedizioni.it/watson-in-libreria/ Sito web:http://www.watsonedizioni.it Facebook: https://it-it.facebook.com/WatsonEdizioni/ Ho ricevuto una mail in cui mi comunicano di essere disposti alla pubblicazione di un mio romanzo. l'ho trovata su Internet. Qualcuno la conosce?
  2. Ospite

    Edizioni Della Vigna

    Nome editore: Edizioni della Vigna Generi pubblicati: Fantastico, fantasy, gialli, fantascienza, thriller Metodo di ricezione dei testi: http://www.edizionidellavigna.it/autori/collabora.htm Distribuzione: diretta, attraverso il sito http://www.edizionidellavigna.it/altrepag/ordini.htm Sito: https://lnx.dellavigna.com/13-fantasy-e-fantastico Facebook: https://it-it.facebook.com/pages/Edizioni-Della-Vigna/128954663879647 Facebook group:https://www.facebook.com/groups/100893109126/ Dal 2016 valutazioni sospese fino a data da destinarsi. Vautano ancora racconti e articoli inediti di genere fantastico/fantascientifico per la rivista Quasar.
  3. Kikki

    Saggese editori

    Nome: Saggese editori Catalogo: https://www.saggeseeditori.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.saggeseeditori.it/pubblica-il-tuo-libro/ Distribuzione: non specificato Sito: https://www.saggeseeditori.it/ Facebook: https://www.facebook.com/saggeseeditori/
  4. mauro longo

    Acheron Books

    Nome: Acheron Books Generi: Fantastico, Fantasy in ogni sua declinazione, Pulp, Weird, Horror, Thriller soprannaturale, Fantascienza Modalità invio manoscritti: https://www.acheron.it/submission-contatti/ Sito web: https://www.acheron.it/
  5. Ospite

    Lite Editions

    Nome: Lite Editions Generi valutati: storia (antichi amori), cucina, narrativa romantica, pulp: racconti hard boiled, gotico, poliziesco, dark e horror, gialli, fantasy e fantascientifico Invio manoscritti: https://liteeditions.wordpress.com/2011/10/24/per-proposte-informazioni-e-contatti/ Distribuzione: digitale. E' possibile acquistare i loro libri direttamente dal sito Sito: https://liteeditions.wordpress.com/ Facebook: /
  6. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.plesioeditore.it/it/manoscritti/ Distribuzione: https://www.plesioeditore.it/it/distribuzione/ Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  7. Ale Pedretta

    Weirdlands

    Titolo: Weirdlands Autore: Alessandro Pedretta Casa editrice: Weord Book ISBN: 978-88-31373-32-6 Data di pubblicazione (o di uscita): 20 dicembre 2020 Prezzo: 15 euro Genere: Weird Quarta di copertina o estratto del libro: Cinque racconti negli oscuri e bizzarri territori di confine che disegnano una nuova mappatura dell’Apocalisse. Cinque racconti di Alessandro Pedretta che attraversano un unico binario morto, la transiberiana dell’uomo nuovo. Tra chirurghi impazziti sulla via dell’ibridazione e il prototipo di un uomo-pesce prigioniero in un bunker nazista. Da un inquietante museo di storia naturale, cornice perfetta al travaglio di una mente compulsiva, a un futuro distopico soffocato dal ciclopico Dio della zona industriale. Per finire in una fredda grotta della Lapponia, dove nasce silente l’inevitabile connubio tra uomo e macchina. Link all'acquisto: http://www.weirdbook.it/prodotto/weirdlands/
  8. Ale Pedretta

    Gli dei lumaca - Alessandro Pedretta

    Titolo: Gli dei lumaca Autore: Alessandro Pedretta Collana: Horror Story Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413557 Data di pubblicazione (o di uscita): 3 novembre 2020 Prezzo: 1,99 Genere: Horror, Weird, Fantascienza Pagine: 28 Quarta di copertina o estratto del libro: Alcuni medici chirurghi provenienti da diverse zona d’Europa si ritrovano accomunati dalla stessa idea: creare l’Uomo Nuovo. Inizialmente cominciano a operare sugli animali, cercando di creare ibridi che possano elargire l’input per le loro operazioni future. Poi si dedicano alle operazioni sui malati mentali, finché il tutto prenderà una piega sorprendente e inaspettata… Musica di Wagner, medici nazisti, droghe, oscure presenze. Che cosa è andato storto? Link all'acquisto: Amazon: http://www.amazon.it/dp/B08MBMZ9CQ Editore: https://delos.digital/9788825413557/gli-dei-lumaca
  9. dfense

    Ambrosia Libri

    Nome: Ambrosia Libri Sito: https://www.ambrosialibri.it/ Catalogo: https://www.ambrosialibri.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.ambrosialibri.it/contatti-ambrosia-libri/ Distribuzione: non specificato Facebook: https://www.facebook.com/AmbrosiaLibriFantascienza Si propone anche come "agenzia di Self Publishing e Servizi Editoriali" (https://www.ambrosialibri.it/servizi-editoriali-ambrosia/), non mi è chiaro, però, se sia soltanto questo o anche editore vero e proprio.
  10. Plata

    [N20-1 - F.C.] N.E.

    [Racconto fuori concorso] Traccia: La nuova generazione nasce con un senso in piú e questo cambia la quotidianitá del genere umano. Quale senso? Perché? E i vecchi che questo senso non ce l'hanno? *** Distretto di Kweneng, Botswana anno 0, giorno del primo caso accertato «… E sapete cosa gli ho risposto al mio capo?» Eze guardava il liquido schiumoso attraverso il vetro della bottiglia che aveva in mano. «Cosa?» chiese qualcuno degli uomini seduti al tavolo del bar. Il sole aveva smesso di bruciare la savana, diretto verso occidente, lasciando che la sua scia arancione riposasse gli occhi degli uomini stanchi prima che la notte venisse a chiedere loro di chiuderli. «Di andare a farsi fottere» rispose Eze, quando fu soddisfatto del livello di attenzione che gli prestavano bevve un lungo sorso di birra per sugellare. I compagni lo imitarono con dedizione, qualcuno disse «Hai fatto bene!» «Ehi, Eze! Tua moglie al… telefono?» Urlò il proprietario del bar dall’entrata. Eze non aveva il telefono, come tutti quelli seduti vicino a lui. L’uomo si alzò e corse a rispondere. «Dimmi, che succede? Da dove chiami?» «Eze, stai tranquillo… niente di grave» rispose la donna. «Sono alla stazione di polizia più vicino al villaggio, mi ha accompagnato mio cognato col motorino.» «Polizia? Vuoi dirmi cosa diavolo succede?» «Non è successo niente di grave… » La donna pareva stordita, forse distratta da ciò che avveniva intorno a lei, «si tratta di nostro figlio Coffie.» Eze non sapeva se spaccare la cornetta o urlare, disse solo «Cosa?» «Amore, è difficile da spiegare.» Sobborghi di Busan, Corea del Sud Poche ore dopo; caso numero… impossibile da conteggiare Kim leggeva sul giornale di un ragazzino a Seoul che era precipitato dall’undicesimo piano del palazzo dove viveva. La madre era stata fermata a titolo precauzionale per l’accertazione degli eventi. Il procuratore che giudicava il caso aveva sospetti sul fatto che si potesse trattare di omicidio. Kim richiuse il giornale. La figlia davanti a lui mentre facevano colazione: gli occhi puntati sullo schermo colorato dalle immagini che scorrevano. «Maledetto coso… Chun-ja, fa’ presto a finire, poi vestiti che facciamo tardi a scuola.» «Sì, papino.» Kim lanciò il giornale sul divano, prese il suo caffè ormai tiepido e guardò lo schermo della tv che fino a quel momento era rimasta muta: le immagini di un bambino dalla pelle scura che cavalcava un leone della savana. Alzò il volume: “... Il piccolo Coffie vive in un piccolo villaggio nel sud Africa e da ieri sembra essere stato accolto da un branco di leoni che aveva sconfinato il parco nazionale nel quale vivevano» Kim accesse una sigaretta, preso da ciò che ascoltava disse «Chun-ja, guarda che storia incredibile, quel bambino avrà la tua età e guarda cosa è capace di fare.» «Papino, non voglio guardarla» rispose la bambina con sempre lo sguardo incollato al piccolo schermo. L'uomo tornò alla tv: adesso il bambino era vicino a quelli che potevano essere i genitori mentre un giornalista faceva delle domande che la voce del servizio traduceva. Sognò ad occhi aperti di trovarsi al posto del bambino africano, nudo dalla cintola in giù, a nutrirsi di quello che riusciva a cacciare, a cavalcare bestie feroci; Kim sognò di essere libero. Una vampata di calore lo assalì, guardò la sigaretta ma era ancora nel portacenere. Poggiò lo sguardo di nuovo sulla bimba. «Davvero non ti interess…» Lei non era più seduta e stava in piedi davanti la tv. La lampada della cucina si spense e la luce chiusa fuori dalle tapparelle ancora abbassate lasciava il posto alla penombra. «Cazzo, si è fulminata.» «Papà, non dire parole brutte.» La luce si riaccese. «Scusa. E poi non pare fulminata.» La bambina prese a muovere la manina, come per salutare qualcuno. «Non ti può vedere, piccolina» disse Kim sorridendo. Il bambino africano smise di rispondere al suo interlocutore, spostò lo sguardo sulla telecamera fino ad allora ignorata, cominciò a muovere la manina come per salutare qualcuno e in perfetto coreano disse «Ciao, Chun-ja.» Sei mesi dopo (il luogo non ha più importanza) La donna seduta sulla vecchia sedia a dondolo: oltre al cigolio del legno erano i suoi sensi ancora attivi che le permettevano di percepire il movimento. La nipotina era seduta a terra, vicina, in un posto della stanza che lei poteva solo immaginare. Disse «Il buio mi è sempre piaciuto, ma col passare del tempo è diventato un problema. La luce mi da fastidio, agli occhi. La luce mi da. La luce…» «Nonna, sono io i tuoi occhi.» La donna smise d’imprimere forza con le gambe e poco dopo la sedia a dondolo si fermò. La bimba poggiò la mano sulla sedia e sentì la voce del legno vecchio che parlava. La donna chiese cos’é che sentiva e lei rispose che non sapeva spiegarlo. «Cosa vedi, tu?» disse la piccola. «Quasi niente.» «Dici così perché una volta vedevi. Se fossi stata cieca dalla nascita avresti risposto diversamente.» La donna sorrise ma gli occhi stanchi erano ancora capaci di lacrimare. «Cosa senti, adesso?» La donna e la bimba rimasero in silenzio per un pò, il legno vecchio della sedia continuava a sussurrare. «Niente» rispose la nonna. La piccola alzò lo sguardo anche se non era importante dove lo indirizzava: «Io sento tutto.» E chiuse gli occhi anche lei. Tre anni dopo in quella ormai classificata come Nuova Era (3 d.N.E) Il dottor K sedette sulla poltrona del suo ufficio. Era esausto, avvicinò le mani al petto e ne accertò il tremolio. Si concentrò e respirò a fondo. Le dita adesso erano ferme. Bene, pensò. Infilò una mano nel camice bianco, prese il prezioso pacchetto e ne estrasse la sigaretta. L’ultima, smetterò di fumare solo perché non ne esistono più visto che non sono mai riuscito a farlo. Mi è sempre mancata la forza. Accese, aspirò e sbuffò. Bruci all’inferno chi afferma che l’importante è il risultato, che in fondo conta solo quello. Non è vero, il come lo si ottiene è importante quanto il risultato stesso… Aspirò e sbuffò altro fumo… se hai uno straccio d’anima. “Dottor K, venga subito in sala parto, la paziente sta per partorire spontaneamente! Corra!” K svuotò i polmoni fino a che rimase senza fiato e si alzò per precipitarsi fuori. Come è possibile, pensava mentre attraversava il corridoio quasi correndo. In anticipo, troppo in anticipo. Ma cosa pensano di poter gestire, oltre tutti noi… pure quelli che ancora devono nascere? Già è un abominio far partorire una ragazzina così giovane… Hanno fretta, solo quella. Saranno in grado di fare quasi tutto quello che vogliono ma sono pur sempre poco più che bambini. Si gettò dentro l’ascensore e schiacciò il numero del piano corrispondente. Uno dei primi figli, non vedono l’ora di sapere cosa accadrà. Stupidi. Hanno appena cominciato a conoscere sé stessi. Andrebbero ancora a scuola se non fosse successo tutto questo, la verità è che ci disprezzano e non vedono l’ora di poter definitivamente fare a meno di noi… K si fiondò in pre sala: lavò le mani, mise i guanti, la mascherina ed entrò. Due infermiere si davano da fare tra le cosce della ragazza. Il dottore la guardò in viso: lei, impassibile come un polena che attraversa la tempesta, ricambiò lo sguardo e K la odiò. Nemmeno mezza smorfia, o una goccia di sudore. Per un attimo rivide migliaia di piccoli visi, uno per ogni bambino che aveva fatto nascere nel corso della sua carriera, e le facce delle donne che li generavano. Sei un mostro. Il padre era anche lui lì, il dottore lo notò solo dopo: stessa maschera da ragazzino che nasconde l'arroganza di un dio. «Muoviti» sentì dire K, anche se quello non aveva mosso le labbra. «E stai più attento a quello che pensi.» K stava per maledire anche lui quando una delle infermiere urlò. L’altra sussultando lo chiamò per nome, la prima volta in anni che la conosceva. K si avvicinò, capì che il bambino stava per nascere. Nessun pianto, nessuna sofferenza, ma la pancia della ragazza si era abbassata sotto le lenzuola. «Dottore, guardi» sentì dire, la voce atona e gli occhi dell’infermiera gli trasmisero qualcosa che non sapeva decifrare e che lo spaventò. K tolse gli occhiali appannati e sciolse la mascherina. «Ma cosa... » Gli occhiali scivolarono dalle dita e caddero a terra. Una delle lenti si era incrinata. «Mio Dio.»
  11. Bestemmiavo continuamente

    Editori Americani che accettano manoscritti

    Salve ragazzi, dopo la seconda ristampa del mio primissimo libro ho avuto la fortuna di essere stato tradotto in lingua inglese gratuitamente da dei lettori ormai amici a che ringrazio di cuore a a cui devo tanto.. Per quello che riguarda il mercato Americano ho alcune difficolta nel trovare delle case editrici o agenzie a cui proporre il manoscritto tradotto. Potreste darmi alcune indicazioni su come muovermi , o se avete una lettera di presentazione standard in lingua inglese? Grazie mille carissimi Gianluigi Sio
  12. Ospite

    Gli algoritmi non sbagliano mai

    commento e commento «Un'altra birra?» Domandò l'uomo dietro il bancone. Tom avvicinò il Lifepad al polso sinistro, lesse il risultato e infilò l'apparecchio nella tasca della giacca. «Pare che abbia bevuto abbastanza. E poi è ora che mi muova, devo passare al Circolo Ricreativo Sessuale.» Il barista si disse che cominciava ad averne voglia anche lui, erano passati mesi dall'ultima volta, ma il suo Lifepad non sembrava vederne l'utilità. Sospirò e fece un gesto di saluto a Tom, che lo ricambiò, prima di alzarsi dallo sgabello e uscire. Guidò lentamente, non aveva voglia di sesso, quella sera, era stanco, avrebbe preferito una doccia calda e una bella dormita. Al Club, la receptionist gli scansionò il polso e lo accompagnò alla stanza preposta. «L'operatrice arriverà subito, desidera qualcosa da bere?» Tom fece segno di no con la testa e la ringraziò. Rimasto solo, tolse giacca e scarpe e si sedette sul letto. Non si sentiva decisamente in vena, quella sera, ma il Lifepad aveva decretato che ne aveva bisogno e gli algoritmi non sbagliavano mai. Osservò la stanza, una di quelle che preferiva. Erano anni che frequentava il Club. Dopo il concepimento e la nascita di loro figlia, sua moglie e lui non avevano più avuto rapporti. Erano stati abbinati per la loro alta compatibilità genetica e la conseguente probabilità di dare vita a figli sani e di buone doti psicofisiche, Ada ne era la prova: una ragazzina incantevole; per tutto il resto, però, erano due estranei che vivevano nella stessa casa, conducendo esistenze distaccate. Conosceva individui che avevano una grande empatia e sintonia con i partner a cui erano stati abbinati, ma non era il caso suo e di Elena. Non gli importava: non si sentiva solo, grazie all'affetto di Ada. Sapeva che dare troppo spazio ai sentimenti era sconsigliato, se non espressamente vietato: la razionalità doveva guidare la vita degli individui, era questa la base di una società sana e duratura; ma non poteva impedirsi di amare la figlia in modo assoluto e senza limiti. Nemmeno le massicce dosi di neurolettici prescrittegli dal Lifepad avevano potuto sedare questo suo eccesso di emotività. «Buonasera, sono la sua operatrice, vuole parlare un po', prima, o ha fretta di concludere? Ha richieste particolari?» La donna aveva pronunciato l'intera frase prima ancora di essersi richiusa la porta alle spalle; quando alzò gli occhi, Tom la riconobbe immediatamente. «Milena? Ma sei tu? Come... che fai qui?» «Lavoro. Ciao Tom, come stai?» Compagni di banco alle medie, avevano condiviso per anni le proprie fantasticherie sul futuro che l'Utilitypad avrebbe riservato loro. A tredici anni, Tom era stato indirizzato ai suoi studi di agronomia, seguiti dal lavoro di supervisore della rivegetalizzazione degli spazi urbani che occupava ora; ignorava quale fosse stato il destino di Milena. «Ma tu... eri così brava, voglio dire... questo è un lavoro necessario, certo, ma credevo facessi qualcosa di...» Milena si sedette sul tappeto ai suoi piedi. «Insegnante. Lo sono stata per alcuni anni. Poi hanno deciso che ero troppo... pericolosa: parlavo di libero arbitrio, di libertà di scelta, di ascoltare la propria indole, anche imperfetta, di sentimenti, di scegliere chi si vuole essere.» Tom la fissava sconvolto. «Ma tutto questo è inaccettabile, è antisociale! Sai come sono finite le società gestite dalla soggettività umana. Per questo ora l'Ufficio Demografico dirige la vita dei cittadini basandosi su algoritmi oggettivi, calcolati da processori evoluti e performanti. Unicamente su dati e caratteristiche certi. Ne va del futuro della Società, di noi tutti.» Milena scosse la testa. «Per questo ho perso lo status di insegnante, avrei dovuto andare in prigione, ma l'Utilitypad ha decretato che ero portata per il sesso e di operatrici in quel campo ce n'è sempre bisogno.» «Quindi continui ad essere utile alla società, è una buona cosa.» Replicò lui senza reale convinzione. «Tu non capisci – lo contraddisse – eppure ricordo che eri un ragazzo intelligente... ci hanno troppo indottrinato! Renditi conto, lasciamo dirigere le nostre vite dai calcolatori, siamo come insetti, formiche al servizio della nostra società-formicaio. Non decidiamo di nulla, subiamo il destino che ci viene assegnato.» Nello sguardo di Tom l'incomprensione era totale. «Ma è necessario: gli uomini sono incapaci di gestirsi! Pensa alle guerre, le epidemie, la disoccupazione endemica, i disastri ecologici... tutto quello che abbiamo studiato nei libri. Gli algoritmi sono l'unica soluzione. Grazie a loro abbiamo pace e prosperità.» «Ma la libertà? I sentimenti? La capacità di decidere? Certo, siamo imperfetti, ma non possiamo rinunciare a ogni possibilità di libera scelta. Significa rinunciare alla nostra umanità.» «È il prezzo da pagare, immagino.» Milena scosse la testa con un sospiro, si alzò e gli prese la mano. «Sei qui per una ragione, forza, facciamo ciò che l'algoritmo impone.» Tom ritrasse la mano, imbarazzato. «Non credo di potere, ti conosco da sempre... non ce la farei.» «Il Lifepad lo preconizza... e non sbaglia mai, no?» L'uomo si lasciò fare. La sua mente era attraversata da concetti nuovi e spaventosi, ma il corpo era presente e espletò la funzione che gli veniva richiesta. Nelle settimane successive, l'agronomo si sforzò di dimenticare l'incontro con Milena, le domande, i dubbi che aveva cercato di risvegliare in lui. Di giorno era abbastanza semplice ma la sera, sdraiato nel letto, quegli interrogativi gli tornavano alla mente, lo tormentavano, impedendogli di trovare sonno, nonostante le forti dosi di sedativi prescritte dal Lifepad. Con suo grande sollievo, non incontrò più l'ex compagna di banco: durante le sue visite successive al Club, furono altre operatrici a occuparsi di lui e Tom credette di aver ritrovato la serenità. Fino al giorno in cui anche per Ada, come per ogni tredicenne, arrivò il momento di essere scansionata e indirizzata al proprio ruolo nella società dall'Utilitypad. Per quanto non avesse mai eccelso a scuola e il risultato dell'esame finale delle medie fosse stato mediocre, Tom credeva in lei, la amava al di là di tutto, era certo che meritasse un futuro radioso. I genitori aspettavano nell'anticamera, come da regolamento. Quando Ada uscì, Tom fu dapprima stupito: non ricordava di averla mai vista piangere, se non da piccolissima. Era così sbalordito che non comprese subito ciò che tentava di spiegargli. «Madre surrogata. È l'unico ruolo in cui posso essere utile alla società. Non sono abbastanza intelligente né forte fisicamente per nessun lavoro, non sarei... abbastanza performante.» «Ma che...» tentò di interromperla, senza successo. «A quanto pare morirò prima di avere cinquant'anni, ho un'elevata probabilità di contrarre un cancro al cervello, il che mi rende inadatta anche per il ruolo di madre e moglie casalinga. Ma ho un buon apparato riproduttivo e sono di bell'aspetto. Probabilmente potrò portare a termine con successo tre o quattro gravidanze per conto di cittadini sterili. Poi, lavorerò come operatrice sessuale, per qualche anno, fino al deperimento fisico.» Il padre l'abbracciò. «Inaccettabile: sei bella, intelligente, dolce e sensibile, qualunque sia la durata della tua vita, non può essere quella la tua sola utilità. Che idiozie.» «Ma l'algoritmo...» «Stronzate! Si è sbagliato.» Intorno a loro, gli impiegati spiegavano ai genitori che avevano tre settimane di tempo per fare i loro addii ai figli e prepararne gli effetti necessari prima che partissero per il Centro di Formazione indicato. Sui volti di ciascuno, rassegnazione, sconforto o soddisfazione, secondo il responso ricevuto. Agenti armati sorvegliavano silenziosamente che tutto si svolgesse senza incidenti. Tom trascinò via la figlia, in silenzio. Nei giorni successivi, tentò in ogni modo di strapparla a quel destino segnato. Telefonò, scrisse, si trascinò implorante in tutti gli uffici, fino al ministero. La risposta era sempre la stessa. «Gli algoritmi non sbagliano. Ognuno deve svolgere il proprio ruolo per il bene della Società.» Tom ripensò alle parole di Milena: “abbiamo rinunciato alla nostra umanità”. Una società che disponeva dei propri individui come fossero pedine su una scacchiera. Come aveva potuto credere che fosse giusto? Che fosse la soluzione? Come potevano crederlo tutti? Avrebbe voluto scappare insieme ad Ada, ma dove? Non c'era protezione per chi andava contro il sistema. In un ultimo disperato tentativo, corse al Club: forse Milena sapeva qualcosa, poteva dargli consiglio. La donna non lavorava più là, né altrove. L'avevano portata via, gli spiegarono, i suoi discorsi sediziosi avevano spaventato i clienti, era stata denunciata. Non ci si opponeva alla Società, al bene comune. Deciso a difendere sua figlia a qualunque costo, rientrò a casa ma Ada non era più là. Durante la sua assenza, la moglie aveva avvertito le autorità. «L'hanno presa. È il suo destino. È nostro dovere accettarlo. È giusto così.» Tom si precipitò all'Ufficio Demografico alla sua ricerca. Agenti in tenuta antisommossa aspettavano il suo arrivo e lo intercettarono all'ingresso. Gli intimarono di fermarsi ma continuò ad avanzare. Il direttore dell'Ufficio intervenne. «Signor Tomasi, nessuno vuole farle del male, ma lo faremo se necessario. Ada deve compiere il suo destino, il ruolo in cui sarà più utile alla società.» «E a se stessa? Non smetterò di battermi, mia figlia ha diritto di scegliere il suo ruolo nella vita, dovremmo averlo tutti.» Urlava, fuori di sé. Spintonò l'agente che gli stava davanti e ricominciò ad avanzare, scandendo il nome della figlia. «Non potrete fermarmi, se non uccidendomi. Proteggerò Ada da questa follia. Non siamo formiche, dobbiamo poter scegliere.» Tutti i presenti osservavano la scena. Alcuni scuotevano la testa, inorriditi. Era giorno di partenze verso i Centri di Formazione, molti genitori accompagnavano i figli, valigia in mano, diretti al destino tracciato per loro dall'Utilitypad. Quel padre incapace di rassegnarsi risvegliava in loro strane sensazioni, sentimenti inconfessati. Il Direttore sapeva che doveva mettere un termine a quella scena: non si poteva sfidare impunemente la Società. «È l'ultimo avvertimento, signor Tomasi, per il bene comune, se ne vada o dirò agli agenti di sparare. Sa che è un mio diritto. Difendo la Società» «E io difendo mia figlia, il suo diritto di scegliere la propria vita... anzi il diritto di ognuno di scegliere. Ridateci la libertà di decidere.» La folla rumoreggiava. Tom avanzò ancora. Il Direttore diede il segnale. La raffica di mitra lo colpì alla schiena, Tom si accasciò al suolo. Le armi crepitarono ancora. Il rumore rimbombò nelle orecchie dei presenti, assordante. Non abbastanza. In molti di loro, genitori, ragazzi destinati a un avvenire imposto, risuonava più forte l'eco di quelle parole. “Diritto di scegliere, Libertà di decidere.”
  13. Daniele125

    Cavie: Aedis episodio 7 - Daniele Missiroli

    Autore: Daniele Missiroli Autopubblicato: Amazon ISBN: 979-8553332433 Data di pubblicazione: Novembre 2020 Prezzo eBook: 2,99 Prezzo cartaceo: 9,99 Genere: Fantascienza Azione e Avventura Caratteri: 300.000 (211 pagine) Quarta di copertina: Samira ha salvato suo padre e fatto arrestare la banda che lo ricattava. Philip ha rivelato di essere in possesso di abilità straordinarie e di aver indagato a fondo sulla nave aliena che nasconde, ma siamo sicuri che non ci siano manufatti sfuggiti al suo controllo? Quando Samira scopre che le figlie della sua migliore amica Flora si trovano in pericolo, rischierà la vita senza indugi per salvarle, anche se non potrà chiedere aiuto a Daniel o alle forze dell'ordine, per via di oscure minacce da parte di misteriosi individui. Grazie al suo nuovo amico Herbert, a Philip, e a una pistola in ogni mano, l'adrenalina tornerà a scorrere veloce nelle vene di Samira, e questa volta non avrà pietà di chi considera sacrificabili delle ragazzine innocenti. Samira adesso è armata e l'avventura più pericolosa della sua vita inizia qui. Link all'acquisto: eBook: https://www.amazon.it/dp/B08LTQ7SRM Carta: https://www.amazon.it/dp/B08LPQK6G8
  14. Pennywise

    La Finestra sull'Inferno (Hell Patrol)

    Immagine di copertina: Titolo: La Finestra sull'Inferno (Hell Patrol) Autore: Alex F. Penni ISBN: ebook (ASIN) B07NDVC4HP, cartaceo: 978-1796204728 Data di pubblicazione (o di uscita): 06/02/2019 Prezzo: ebook 0,99 €; cartaceo 5,16 € Genere: Horror Pagine: 173 Quarta di copertina o estratto del libro: Per perseguire la vittoria del Bene contro il Male a volte bisogna scendere a terribili compromessi... La vita di un tranquillo paesino del Monferrato viene sconvolta dall’arrivo di uno strano personaggio, Jonas Abelton. Apparentemente scrittore in cerca di ispirazione, che ben presto metterà in pratica il suo diabolico piano per soggiogare prima gli abitanti del paese, poi il Mondo intero, creando il proprio Esercito del Male. Uno scrittore fallito, Jack Fox, e la sua compagna Cinzia, tenteranno di ostacolarlo, ma la vittoria del Bene sul Male non è sempre così scontata e soprattutto, a volte, richiede uno scotto molto duro da pagare. Link all'acquisto: Amazon ebook Amazon cartaceo Seconda edizione del romanzo già pubblicato col titolo di Hell Patrol per Delos Digital. Dopo l'ottimo riscontro della prima edizione firmata Delos, esce questa seconda autoprodotta con nuova copertina e nuovo titolo principale. Jonas Abelton è tornato...
  15. synth7

    L'eremita

    Titolo: L'eremita Autore: Ignazio Frenda Casa editrice: Autopubblicazione (Amazon KDP) ISBN: 979-8606431458 Data di pubblicazione: 30 gennaio 2020 Prezzo: eBook € 2.99 - Cartaceo € 9.99 Genere: Mistero--Fantasy-Fantascienza Pagine: 308 Trama: Su un'altura alla periferia di una grande città vive un misterioso eremita. Egli abita abusivamente un ex osservatorio borbonico posto sulla vetta di un promontorio a strapiombo sul mare: da lassù attende il compimento letterale dell'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse di Giovanni. Negli ultimi vent’anni l’uomo ha trasformato il suo eremo in un tempio religioso, adornando le pareti con mosaici, stucchi e pitture dal forte richiamo simbolico, esoterico ed apocalittico. Tre ragazzi, molto giovani e molto diversi tra loro, mossi da impavida curiosità decidono di incamminarsi verso la vetta di Monte Sferrello: Lorenzo è la parte scettica e razionale del trio, nonché ateo e dichiaratamente antiteista. Con piglio provocatorio si diverte spesso a punzecchiare Alberto, amico fin dall'infanzia, che, viceversa, è fieramente cattolico. Chiara, ragazza solare, spigliata e avventuriera, è l'elemento allegro del gruppo e la sua presenza, da anni, tiene unito il rapporto oramai logoro tra i due. Quando i tre consumano l’incontro con il misterioso eremita, degli eventi terrorizzanti iniziano a scandire la loro avventura: il bosco e la borgata ai piedi della montagna offrono loro un’esperienza orrorifica e un viaggio inquietante e visionario, anche se, alla fine, sarà la realtà a superare ogni immaginazione. Il lettore viene introdotto in una classica avventura per ragazzi, con delle venature horror, che via via prende forma in un disturbante oniroviaggio ai confini della realtà, sfogando la curiosità e la tensione accumulate in uno spartiacque fantascientifico-esistenziale. Esiste un determinismo cosmico oppure è tutto governato dal caso? Dio esiste o è solo un’invenzione per sopperire alle paure umane? La fede è solo un’illusione per chi crede o racchiude diverse sensibilità e diversi approcci al senso del mistero? Non poche domande di rilievo filosofico verranno affrontate in questo racconto, il cui fulcro centrale rimane il grande tema sulla dicotomia Ragione e Fede. Link all'acquisto: eBook https://www.amazon.it/dp/B084BYCW1V - Cartaceo https://www.amazon.it/dp/B084DH32C1
  16. Deborah Zan.

    Sacrificium

    commento Sacrificium L'edificio dell'Ecclesia, al suo interno, ha tutto l’aspetto di una chiesa dallo stile gotico. Venticinque sedie sono divise in due gruppi e disposte in file parallele; l'altare è decorato con forme che richiamano la natura e intorno ad esso sono stati sistemati quattro alti sostegni in ferro battuto posizionati seguendo i punti cardinali. Ognuno di loro sorregge un particolare oggetto. Vi è una scodella con del sale disposta a Nord, una boccetta di incenso a Est, una candela bianca a Sud e un recipiente con dell’acqua a Ovest. Venticinque studenti incappucciati sono ordinatamente seduti e il piccolo rosone dai vetri dipinti dona all'ambiente un aspetto macabro. Il rito è iniziato da una decina di minuti e l’uomo che lo sta celebrando ha una voce tonante, tanto da sovrastare il rumore della pioggia che ha ripreso a scendere, facendone da sottofondo. Mi sistemo dietro ad una colonna, sicura che da lì nessuno baderà a me. Trovarmi all’interno di quella stanza mi causa una sensazione strana. Un turbinio di emozioni negative mi avvolge, ma la curiosità è più forte e mi impedisce di fuggire. Non posso più tornare indietro. Il celebrante sta ringraziando gli alunni per il periodo trascorso. «Il vostro arrivo è stato determinante per l’Accademia. A differenza degli alunni giunti qui prima di voi avete dimostrato da subito una certa predisposizione all’anarchia. Non è un atteggiamento da lodare, ma vi faccio ugualmente i miei complimenti per i risultati acquisiti. Come accade ogni anno durante il Rito Propiziatorio cediamo un corpo in sacrificio agli Dei, dimostrando così la nostra devozione». Accende quindi la candela posta a Sud, ma viene interrotto da un ragazzo privo dell’indumento rituale che, arrivato da uno stanzino secondario, gli sussurra qualcosa all’orecchio. Il suo viso si accartoccia presto in un’espressione che di primo acchito non comprendo a pieno. È abile, tuttavia, a riacquistare la compostezza perduta. Si schiarisce quindi la voce e riprende a parlare. «Ho appreso una notizia imprevista». Non sa bene cosa dire. «Forse voi non lo sapete, ma il soggetto sacrificale è sempre stato un una pecora o una lepre». Sembra stia scegliendo le parole giuste mentre si massaggia concitatamente il polso. «Questa volta le cose andranno diversamente» informa non del tutto preparato a ciò che sta per succedere. Come vesponi gli studenti prendono a mormorare fra loro. Alex, seduto in seconda fila, fa spallucce a Thara che dalla prima fila si è girata verso di lui, perplessa. Il celebrante sbatte il pugno sull’altare, riportando l'attenzione su di lui. Attende che vi sia assoluto silenzio prima di proseguire. «Che entri il corpo sacrificale!». Gli occhi di tutti sono ora puntati sulla figura di un corpo incappucciato del quale non si riesce a distinguere l'identità. Due ragazzi, uno di questi è colui che ha riportato la notizia al celebrante, lo accompagnano ai piedi dell’altare. La curiosità generale è alle stelle. L’uomo ordina alla vittima sacrificale di togliersi il mantello per potersi sdraiare sulla superficie marmorea. Il giovane abbassa il cappuccio e un boato si espande in tutta la Ecclesia. Ho gli occhi fuori dalle orbite e temo di svenire da un momento all'altro. È Victor. Alex e Thara si guardano confusi e impauriti mentre il suo mantello scivola a terra. Indossa solamente un paio di pantaloni. I muscoli ben evidenti, la pelle risplende sotto la luce che proviene dal rosone. Le lacrime scendono senza preavviso e una morsa mi attanaglia lo stomaco. Nessuno dei presenti riesce a credere a ciò che sta accadendo. Victor si siede sull’altare e alcuni studenti cominciano ad indignarsi col celebrante, in disaccordo sul soggetto da sacrificare. «Non vi è regola alcuna che vieti tutto questo» delucida l'uomo. «Il sacrificio deve compiersi e lui ha scelto». Una scelta stupida! Alex cerca di dissuadere Victor con lo sguardo, ma lui si sdraia ugualmente. Il contatto col marmo gelido lo fa irrigidire. Thara si chiude il viso con le mani, incapace di sostenere quella visione. Il celebrante estrae dal suo mantello un pugnale con l’impugnatura d’oro e lo solleva in aria, pronto a scagliarla contro il torace di Victor che immobile attende la sua fine. Nessuno degli altri venticinque studenti interverrà. Nessuno impedirà la sua morte. Un’energia vorace si manifesta prepotente dentro di me. Muovo un passo fuori dal mio nascondiglio. Il celebrante abbassa il pugnale senza esitazione e la lama si conficca nel torace di Victor. Il suo gemito spezza il mio cuore in mille schegge acuminate che mi bucano l’anima. «No!» urlo d'istinto. Gli studenti si voltano all’unisono, richiamati dalle mie grida, mentre Alex mi raggiunge con uno scatto sovrumano, coprendomi prontamente col suo mantello. Abbandonare Victor è impensabile, ma sono costretta a chiudere immediatamente gli occhi. In un attimo ci ritroviamo a casa di Jessica, nella camera da letto. Aggrappata al mantello di Alex scoppio a piangere. «Sei una stupida! Non avresti dovuto essere li!» mi rimprovera. «Riportami da lui!» sbraito battendogli i pugni sul petto. «Allison, no». «Voglio andare da lui!» insisto, strattonandolo. «Basta!» esclama afferrandomi le spalle. «No, no, no. Non può averlo fatto». «Victor, è morto». Il fiato gli si ferma nelle corde vocali, le lacrime gli stanno appannando lo sguardo. Si smaterializza subito dopo, vergognandosene. Cado in ginocchio sul pavimento, sola, e scorgo la giacca di Victor rimasta a terra. L’afferro energicamente e scoppio in un pianto straziante. Se prima la ripudiavo ora la desiderio. Desidero stringere Victor ancora una volta. La indosso e cerco di proteggermi il più possibile da quest’indescrivibile sensazione di vuoto che mi opprime. Victor si è sacrificato per onorare gli Dei. No, non è questa l'esatta motivazione. Victor ha scelto di morire per salvare me. Per dimostrarmi che mi amava davvero. Ho un fremito convulso al termine del quale mi alzo di scatto e in un impeto d’ira comincio a scaraventare per aria qualsiasi cosa mi capiti a tiro. Distruggo i cuscini, dai quali si libera una nuvola di piume. Poi lancio in aria i libri e successivamente i soprammobili. Urlo e piango. Piango e urlo. Sono colpevole della sua morte. Colpevole della mia sopravvivenza. Victor non doveva morire. Io non devo morire. Prendo la sedia girevole e la scaglio contro la parete, causando su quest’ultima un solco delle dimensioni di un pallone da rugby. Caccio un verso nervoso, mi asciugo le lacrime con la manica della giacca di Victor e smetto di piangere. Deve esistere una spiegazione valida a tutto questo.
  17. Ciao a tutti! Volevo chiedervi questo: quanti di voi utilizzano wattpad, sono registrati, leggono e/o pubblicano li'? E cosa ne pensate?
  18. Ale Pedretta

    Golgota souvenir

    Titolo: Golgota souvenir Autore: Alessandro Pedretta Casa editrice: Industria Tipografica Novocarnista ISBN: 979-8624528864 Data di pubblicazione (o di uscita): 13 marzo 2020 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale): 7,28 / 0,99 Genere: Fantascienza, cut-up, non di genere Pagine: 119 Quarta di copertina o estratto del libro: Un flusso incontenibile che mette insieme le radiazioni postatomiche di Akira, la desertificazione sociale di Ballard, lo stiloso cazzeggio di Bukowski, l'ossessione alla Cronenberg, il basso futuro di Gibson/Sterling, la logorrea filoso-fica di Miller, tenuto tutto insieme dal cut-up del reverendo Burroughs, che sminuzza come un Minipimer il testo e la logica. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Golgota-souvenir-Alessandro-Pedretta/dp/B085RTHNKS/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1600763676&sr=1-3
  19. Aporema Edizioni

    Prokeitai - Dentro la luce

    PROKEITAI - Dentro la luce Claudio Macarelli Aporema Edizioni ISBN Cartaceo 9788832144482 ISBN Ebook 9788832144581 Giugno 2020 Prezzo versione cartacea € 14.90 Prezzo ebook € 3,49 Genere: Fantascienza - Storico Pagine: 412 Link all'acquisto versione cartacea Link all'acquisto ebook Kindle Link all'acquisto ebook epub Quarta di copertina Un unico lampo accecante solca i secoli, dalle colonie dell’antica Grecia al Medioevo, dalla Seconda Guerra Mondiale fino all’alba del nuovo millennio, celando segreti che forse l’umanità non è ancora pronta ad accogliere. Una misteriosa iscrizione e il fortuito ritrovamento di un libro spingono Marco, sommozzatore professionista e appassionato di Storia, a indagare, approfittando di un lavoro che gli viene offerto a Procida: la stupenda isola sembra infatti l’unico punto d’unione tra alcuni strani episodi, accaduti in epoche diverse. Spingersi sempre più a fondo, sia nel mare, da lui tanto amato, sia nella ricerca della verità, diviene così per il protagonista una vera e propria ossessione, che lo condurrà a incredibili sorprese. Al suo fianco, due splendide donne e un variopinto gruppo di amici, compagni di un viaggio verso l’ignoto.
  20. Daniele125

    KIDNAPPING: Aedis episodio 6

    Autore: Daniele Missiroli Autopubblicato: Amazon ISBN: 9798689930374 Data di pubblicazione: 15 Ottobre 2020 Prezzo eBook: 3,99 Prezzo cartaceo: 9,99 Genere: Fantascienza Azione e Avventura Caratteri: 300.000 (199 pagine) Quarta di copertina: Samira Sulyman è sposata con Daniel Sung e hanno adottato Peter, un piccolo androide. Dopo cinque avventure con Daniel come protagonista, questa volta il nostro eroe sarà costretto dagli eventi a mettersi da parte e a lasciare che sia Samira a risolvere la situazione, grazie alla sua iniziativa, al suo coraggio e alla sua determinazione. Cercare di scoprire chi vuole uccidere suo padre, e perché, la metterà in serio pericolo, ma lei non si arrenderà, e con l'aiuto delle sue amiche, tenderà a tutta la banda una sottile trappola. Il sesto episodio della serie cambia radicalmente prospettiva: un punto di vista femminile che aggiunge profondità alla trama e ai rapporti fra i personaggi. Samira ha trent'anni e la storia più drammatica della sua vita inizia qui. Link all'acquisto: eBook Carta
  21. taxidriver

    Edizioni Jolly Roger

    Nome: Edizioni Jolly Roger Generi trattati: Tutti Modalità di invio dei manoscritti: https://info9377839.wixsite.com/jollyroger/invio-manoscritti Distribuzione: LibroCo Sito: http://www.edizionijollyroger.it/ Facebook: https://www.facebook.com/EdizioniJollyRoger/ Coloro che gli hanno dato vita sono gli stessi de La Signoria editore. Il progetto editoriale sembra il medesimo (sito quasi identico, stesse collane, stessa grafica). Sono stato in contatto con loro per qualche settimana, il mio romanzo era stato da loro selezionato con il precedente marchio editoriale, poi non se n'è più fatto niente. Loro sono migrati verso questo nuovo progetto e io ho trovato un altro editore.
  22. Eudes

    Cuore d'androide

    Caro Idiota, non faccio altro che pensarti. Per colpa tua ho i transistor in fibrillazione, i circuiti avariati, l'olio in ebollizione, il software impallato e la memoria sovraccarica di te, di te, soltanto di te. Sono in tilt e incapace di eseguire anche le più semplici operazioni di manutenzione. E tu? Da quando hai scoperto la mia vera natura non mi degni più neanche di uno sguardo, come non esistessi. Mi fai una rabbia, guarda! Vorrei infilarti tre chili di tritolo tra le chiappe e farti esplodere in miliardi di piccoli pezzi, affinché l'unico modo per resuscitarti sia ricostruirti artificialmente, almeno avrei una piccola speranza che le tue parti meccaniche si innamorassero di me. Teneramente tua, Lily Maledetti uomini, capaci di farmi provare le sensazioni più belle e più brutte nel giro di neanche 24 ore. È successo tutto il mese scorso. Finite le lezioni, diluviava, Marco e io abbiamo iniziato a parlare, ridere e scherzare sotto i portici della scuola, in attesa dell'astro-bus che ci portasse a casa. Da cosa nasce cosa, è finita che ci siamo baciati. Momento bellissimo: il mio primo e, ahimè, finora unico bacio. Il giorno dopo il prof di cibernetica sensoriale distrugge i miei sogni, svelando alla classe: “In questo trimestre avete avuto modo di conoscere Lily. Per qualcuno è diventata un'amica, una confidente, avrete copiato i suoi compiti, forse ci avete anche litigato. Insomma, l'avrete trattata da pari, come una qualsiasi altra ragazza di quindici anni. Ma Lily è molto più di questo, o se vogliamo, qualcosa di meno. È un'androide, un essere totalmente artificiale, anche se sembra, si muove e comporta da umana. Il pianeta sta diventando un luogo sempre più cosmopolita, aperto ai cyborg, friborg, alieni, alienati, ibridi, muta-forme e androidi, qual è appunto la nostra bella Lily” spiegò aggirandosi tra i banchi con le mani dietro la schiena ed esibendo orgoglioso la sua cravatta a pois – dio, nel 2327 esistono ancora le cravatte a pois! troverà mai fine il cattivo gusto? - quasi aspettandosi che a quel punto mi alzassi per essere ammirata e raccogliere un applauso. “Scopo del nostro corso è imparare a distinguerli” concluse il prof, e da quel giorno per i più smisi di essere una compagna per diventare oggetto di analisi. “Ma te, puoi davvero fare tutto quello che fa una donna?” mi ha chiesto Tom, uno studente ciccione e brufoloso con il cervello di una gallina elettronica venuta male. “Allora fammi vedere come fai questo” fa, provando a sbottonarsi la patta, finendo col ritrovarsi a terra con le mani tra le cosce per il dolore. Posso fare tutto quello che fa una donna, compreso darti una ginocchiata tra le palle, stronzo! Da allora la mia vita è cambiata. Io mi tormento per Marco e lui, con una sensibilità da patata lessa, ha persino avuto il coraggio di dirmi “Sai, dovrei essere arrabbiato con te, per aver tentato di sedurmi. Ma ti perdono. Immagino che un androide non sappia cosa siano i sentimenti.” E come gli altri, non mi vede più e ha quasi smesso di salutarmi. Solo la mia compagna di banco, a cui ho confidato le mie pene, mi è rimasta vicina. “Che vuoi farci, Lily, gli uomini non vedono al di là del loro pisello. In erezione avrebbero la vista più acuta di qualche centimetro, ma a quel punto hanno il cervello in tilt e non serve a nulla. Mia madre dice che sono come le luci di Natale: a intermittenza. Qualche volta volta gli funziona il cuore, altre il cervello, altre l'uccello e così via. Certo, come per le luci, qualche volta funziona tutto nello stesso momento, ma dura solo un attimo, poi torna l'intermittenza.” Questa è la mia triste vita di androide modello, studente al secondo ginnasio di tecnologie ultra avanzate. L'unica cosa che potrei aggiungere è che passo molto del mio tempo libero al Museo del Tempo. È un posto bellissimo: dai le coordinate spazio temporali del giorno che vuoi rivivere e lo rivedi. Certo, in forma di ologramma, non puoi modificare il passato o interagire con esso. C'è gente che torna indietro nel tempo ad assistere alla resurrezione del Cristo, la battaglia di Waterloo, il parto della moglie. Io torno sempre a quel primo bacio, visto che nel momento in cui accadde avevo gli occhi chiusi! “Spero di vederti sempre meno qui, sai?” mi ha detto oggi una graziosa bigliettaia. “Lo vedi quel vecchio? È stitico, e non fa altro che tornare al giorno in cui è andato di corpo senza problemi. Nella speranza che rivedersi gli stimoli qualcosa. Potrebbe farti sorridere, ma è quel che fanno quasi tutti. Tornare a quanto erano sposati, o single, o ricchi, o bambini, o avevano ancora un lavoro, o ai giorni che ricordano come eventi. Stanno così tanto nel passato che si dimenticano di aver ancora un futuro. E che in realtà non fan altro che guardare la propria merda scivolata via.”
  23. Ospite

    Adiaphora Edizioni

    Nome: Adiaphora Edizioni Attività cessata.
  24. Leorio27

    Gate of Souls - consigli e pareri

    Salve a tutti, Sono da poco iscritto nel forum quindi mi scuso se questa non e' la sezione giusta. Sono anni che poco a poco sto scrivendo un racconto nato da una piccola idea che man mano e' cresciuta nella mia testa e adesso mi ritrovo ad aver scritto quasi 400 pagine. Ho il grande desiderio di completarlo per pubblicarlo ma non ritengo di avere le competenze adeguate. Lascio qui sotto un po' di trama della storia e spero che qualcuno possa darmi un consiglio e se l'idea vale. Inoltre se c'e' qualcuno con piu' esperienza di me interessato alla trama non esiti a contattarmi per una possibile collaborazione. " Prima legge della fisica nulla si crea nulla si distrugge. tutto muta, la matera è in trasformazione...e se fosse così anche per l'anima? L'uomo vive numerose volte senza ricordare le vite passate ne è consapevole delle vite future. Nasce cresce e muore secondo il cilco naturale degli esseri viventi. Nel limbo tra la morte e la nascita l'anima carica di esperienze della vita passata si trasforma, viene purificatra per poi nascere di nuovo e vivere una nuova esisteza. A volte però per motivi sconosciuti, l'anima impregnata della vita precedente non viene purificata e ritorna a vivere in un nuovo corpo...il bambino che nascerà sarà consapevole, l'anomalia potrà vedere il ciclo...il cerchio "imperfetto" dell'universo. deja vu non è solo una sensazione, uno scherzo giocatoci dal nostro cervello, è l'attuarsi dell'anomalia, sono i ricordi della vita passata che vengono fuori dopo essere stati assopiti per tanto tempo. Questo capita quando ci si trova per coincidenza a vivere la stessa situazione, a provare la stessa emozione che è stata già provata in precedenza.... ma in un'altra vita. Col passare degli anni le anime anomale diventarono più frequenti, "i reincarnati" si riunirono e formarono un ordine con lo scopo di trovare ogni loro simile che sarebbe nato sulla terra per istruirsi amplificare il dono, assorbire le esperienze passate elevarsi per ricevere la conoscenza di centinaia di vite concentrate in pochi uomini. Tutto questo per scorgere un frammento del meccanismo e rispondere alla suprema domanda "perchè esistiamo?" e arrivare all'orginie, l'anomalia che fa cadere l'infallibile legge della dinamica, la creazione della materia. Un altro ordine però naque, il Deus rex, con scopi ben diversi...dominare. Sentendosi dei sulla terra vogliono ad ogni costo elevarsi e prendere il posto che gli spetta usando il potere del Gate of Souls. -ti sei mai chiesto dove vanno i ricordi? e dove va tutta l'esperienza delle anime purificate? se la materia non si crea ne si distrugge esiste un posto dove vanno i ricordi di milioni di vite? Questo posto esiste, un potere inimaginabile, un'esperienza quasi infinita al limite dell'onniscenza che nelle mani sbagliate potrebbe causare la fine dell'universo. Questo posto si trova dietro il Gate of Souls, il cancello delle anime.- Il racconto si basa sulla storia di un ragazzo di nome Aaron, trasferitosi a Londra per iniziare una nuova vita. Da quando e' li' pero', e' tormentato da incubi ogni notte che lo portano a svegliarsi nel cuore della notte senza ricordare niente dei suoi sogni. Anche se la cosa e' molto strana non gli da importanza e continua la sua vita, fino a che una sera tornando da lavoro viene aggredito e perde conoscenza. Scopre al suo risveglio che era stato salvato dallo stesso uomo che lo stava seguendo da quando era a Londra, gli racconta che era stato aggredito dagli uomini dell'ordine Deus Rex e del loro interesse a reclutarlo. Infine gli offre una veritá sconcertante e la libertà di scegliere se fidarsi di lui e unirsi ai reincarnati." Vi ringrazio per l'attenzione, spero che dagli spunti dati si possa intravedere il potenziale, i concetti esperessi sono stati solo lo spunto per lo sviluppo della storia. Grazie in anticipo per qualsiasi commento
  25. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    commento Neurokiller Capitolo 1.1 La vittima era stata colpita da tre colpi di pistola, uno allo sterno, uno alla spalla sinistra, e il terzo, quello fatale, in fronte, esattamente al centro. Tre colpi esplosi da circa due metri. Era riverso sul letto, vestito, gli occhi chiusi, come dormisse. La camera da letto dove venne trovato il cadavere di Matteo Polegus, cardiologo di fama, era in disordine, avevano frugato dappertutto. Virgilio era arrivato subito, aveva fatto tardi la sera prima, al pub a bere una birra col collega Gavinus, un evento che avrebbe preferito evitare, ma aveva rimandato troppe volte e alla fine, per non essere scortese, aveva ceduto, anche se avrebbe preferito restare a casa a guardare un film ed andare a dormire presto come al solito. Non voleva che Gavinus ci rimanesse male, doveva avere buoni rapporti con lui, sarebbe tornato utile in seguito. L’avevano svegliato alle tre di notte ma c’era abituato, essere detective della Dipartimento della Milizia Urbana di Latina Polis Primis significava avere molto lavoro, poco tempo per svolgerlo vista la quantità di reati commessi, e non essere pagato abbastanza per quello che faceva. Guadagnava quanto un qualsiasi impiegato, cioè poco per le sue esigenze e per i suoi meriti, aveva risolto già sette casi di omicidio nel primo semestre, nessuno aveva un rendimento migliore del suo nella Milizia. Latina Polis Primis, dopo la Grande Guerra del 2245 era una delle tre Polis Primarie degli Stati Uniti d’Europa che si dividevano il vecchio continente nelle rispettive aree di competenza. La Polis aveva da anni superato i dieci milioni di abitanti e un quorum-sales, cioè un volume di movimentazione economica annua superiore ai tre miliardi di Conius, la moneta che aveva sostituito dopo centoventi anni il disastroso euro. A Latina Polis Primis, detta anche brevemente LPP, aveva sede la Synapsys Corporation Ltd, azienda farmaceutica produttrice di impianti biomeccanici per l'uomo, i loro settori di ricerca erano arrivati a risultati eccezionali, epocali per il genere umano: la creazione dei neuroni sintetici. Con quelli generati in laboratorio, molto più efficienti e di durata pressoché illimitata, si potevano sostituire i neuroni danneggiati dell’organismo. La Synapsys Corporation dopo aver creato per anni protesi perfette per ogni arto, muscolo, osso o tessuto era arrivato all’organo più prezioso e complesso: il cervello. Anche la mente diveniva riparabile e assemblabile. Il sogno dell’immortalità sembrava raggiunto, al costo di sembrare sempre più una copia di sé stessi, dove l’originale si perdeva di vista. Che fosse quella copia, o la copia di una copia, a spingersi verso l’eterno, oltre il tempo, e non l’individuo, che volendo sconfiggere la morte aveva dato inizio a tutto, non sembrava avere importanza, rimaneva solo un inquietante dubbio di sottofondo per chi voleva cercare il pelo nell’uovo. Raggiungere l’immortalità non era semplice: i neuroni artificiali erano di facile uso, poteva impiantarseli chiunque seguendo il manuale d’istruzioni, e sostituivano automaticamente quelli danneggiati, ma erano cari e pochi potevano permettersi di acquistarli. Erano un bene di lusso e, come sempre nella storia dell’umanità, i più ricchi potevano permettersi una vita lunga e salutare, eterna se si fossero potuto prevenire anche morti accidentali o violente, come quella di Matteo Polegus. Il proiettile di una pistola spappolava facilmente anche i neuroni artificiali. Nella cassaforte mancavano proprio quelli: Virgilio aveva trovato l’inconfondibile involucro viola e nero della Synapsys Corporation, quello contenente le fiale di Neurosys, il composto che generava i neuroni artificiali, vuoto, sotto tre mazzette da cento Conius, che erano rimaste lì, senza destare l’interesse dei colpevoli. Nella cassaforte c’era il terminale di connessione telematica che permetteva di accedere alla rete globale ed effettuare ogni genere di operazione, e ne teneva traccia. Inserì la sua chiave Codex, il documento di sintesi personale che, nel suo caso, aveva i diritti di accesso e operativi di detective della Milizia, e avviò lo scarico dei dati che durò pochi secondi. Il tecnico della scientifica tornò da lui per dirgli che i colpi non potevano essere stati esplosi da una distanza minore di due metri, altrimenti la loro potenza avrebbe permesso ai proiettili di oltrepassare il corpo, invece i proiettili erano ancora tutti lì dentro. Lui lo sapeva, non era un tecnico balistico ma aveva l’esperienza necessaria, acquisita sul campo, per riconoscere quelle cose con un’occhiata, senza averne la dimostrazione scientifica, sapendolo e basta. Lo lasciò parlare, si vedeva che gli piaceva il suo lavoro e aveva bisogno di dimostrarlo a qualcuno, che fosse il miglior detective della Polis tanto meglio. Aggiunse che in tarda mattinata, dopo l’autopsia, gli avrebbe potuto dire il tipo di arma e molte altre cose utili all'indagine. Virgilio lo ringraziò e rimase ad osservarlo mentre lui, e altri tre agenti, finivano i rilievi del caso, prendendo misure, cercando nei mobili, esaminando finestre, porte, e ogni altro oggetto. Poi li accompagnò assicurandogli che avrebbe messo lui i sigilli all'appartamento: sarebbe stato compito loro ma a lui piaceva rimanere solo nel luogo del delitto per raccogliere quelle informazioni che spesso erano determinanti nella soluzione del caso. Non era una procedura corretta ma lo lasciavano fare: il suo intuito era eccezionale ed aveva bisogno di essere lasciato libero, a costo di infrangere le regole.
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