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  1. Writer's Dream Staff

    Plesio Editore

    Nome: Plesio Editore Sito: http://www.plesioeditore.it/ Generi valutati: fantasy, fantascienza Invio manoscritti: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=49 Distribuzione: http://www.plesioeditore.it/index.php?id0=0&id1=102 Facebook: https://www.facebook.com/Plesio-Editore-121575227944615/
  2. SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Comooppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri Piera Cattaneo Sonia Molteni Franca Giossi Pinuccia Nogara Lorenza Calcaterra BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  3. "Se il diavolo non esiste, ma l’ha creato l’uomo, l’ha creato a sua immagine e somiglianza." Fëdor Dostoevskij Titolo: "ARMA INFERO – Il risveglio del Pagan" Autore: CARTA Fabio (alias Phabyosh su WD) Editore: Inspired Digital Publishing Data di uscita: 21 settembre 2018 ISBN: 9788894182033 Genere: Fantascienza (sub: distopico, military sci-fi, hard sci-fi, space opera, planetary romance) Prezzo: € 1,99 (€2,49 su Google Playstore) Formato: ebook (ePub, Mobi) Pagine: 700 ca Link: https://amzn.to/2DmGJWk SINOSSI: "Il Martire Tiranno era venuto per salvarci, noi poveri, miserrimi sconnessi; e non si sarebbe fermato davanti a nulla. Ci avrebbe redento, tutti quanti. O tutti quanti saremmo morti." I tempi della cavalleria di Dragan sono finiti, le sue ultime vestigia seppellite dalle ceneri radioattive di una guerra infinita. Il logoramento in trincea è quanto resta al glorioso esercito della Falange, la desolazione di una nazione distrutta è ciò che accoglie al ritorno Lakon e Karan. Nell'agonia di un'umanità contaminata nel corpo e nella mente, esiste solo un modo per ribaltare lo stallo della guerra civile e ridare slancio alla santa corsa alle stelle, verso lo spazio, dove la salvazione attende i fedeli del Martire Tiranno. Ma il valore dei nuovi ulani volanti non può bastare: solo l'antico potere nascosto dello zodion può riuscirvi. Lakon lo sa. È finalmente giunto il tempo che il Pagan si risvegli. SULL'AUTORE: Fabio Carta, nato a Roma nel 1975, appassionato di fantascienza ma anche dei classici della letteratura, come i romanzi del ciclo bretone e cavallereschi in generale; laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha sviluppato uno spiccato interesse per le convulse vicende che dall'evo moderno alla contemporaneità hanno visto le evoluzioni, gli incontri e gli scontri tra i popoli e le culture. Ha esordito nel 2015 pubblicando il primo volume della saga fantascientifica "Arma Infero" con la Inspired Digital Publishing che a oggi conta tre romanzi: Il Mastro di Forgia nel 2015, I Cieli di Muareb nel 2016 ed Il Risveglio del Pagan nel 2018. Per la Delos Digital ha scritto poi un racconto lungo intitolato "Megalomachia" unitamente alla finalista del premio Urania 2016, Emanuela Valentini, della cui amicizia si fregia come una medaglia. Ha avuto inoltre l'onore di partecipare con diverse, importanti firme della fantascienza italiana – tra cui Dario Tonani, il pluripremiato autore di Cronache di Mondo9 – all'iniziativa "Penny Steampunk" del 2016 da cui è nato un volume di racconti fantastico weird a tema steampunk a cura di Roberto Cera (ed. Vaporosamente). Infine ha pubblicato nel 2017 il romanzo cyberpunk "Ambrose" per i tipi di Scatole Parlanti.
  4. Dale

    Ucronia

    Ciao a tutti! Dato che sono su un Flixbus e sto affrontando 5 ore e mezza di viaggio, vorrei porvi un quesito, o meglio una serie di quesiti (così si passa il tempo in modo divertente e non solo fissando la gente che dorme sul bus). Ho notato che in questa sezione non è stata ancora aperta una discussione sul genere dell'Ucronia, allora mi sono detto cavoli, la apro io. Penso che sia un genere che, sebbene rientri sotto l'ala protettrice di mamma Fantascienza, sia da trattare con una discussione apposita. Personalmente mi cimento da un po' con questo particolare filone, e non è affatto semplice (nonostante la mia laurea in Storia ): da una parte puoi lavorare di fantasia sugli eventi successivi alla deviazione della linea temporale, dall'altra però gli eventi precedenti alla deviazione temporale impongono vincoli di coerenza interna che l'autore è tenuto aa rispettare. In più questo romanzo ci permette di pensare alla Storia come a una serie di eventi in parte casuali: se ne modifichi uno, gli eventi successivi muteranno. Personalmente trovo tutto questo molto stimolante. Certo, un lavoro simile è senz'altro faticoso, e raramente da vita a risultati soddisfacenti. Personalmente l'opera che più mi ha convinto in questo senso è stata Fatherland di Harris, seguito a stretto giro da La Svastica sul Sole di Philip K. Dick e dai cicli di Invasione e Coloizzazione di Turtledove. Quindi, popolo del WD, che ne pensate di questo genere? Avete scritto qualcosa? Se sì, in che momento della linea temporale della Storia avete deciso di infilarvi per mutare il corso degli eventi? Opere preferite? Credete ci sia spazio oggi per l'Ucronia italiana? Trovare autori nostrani che si dedichino - in modo almeno soddisfacente - a questo genere è cosa più unica che rara.
  5. darktianos

    Oltre gli abissi della mente parte 2

    commento a Mara parte 2 Detto questo mi domandavo: quale interesse ha l'esercito in tale utilizzo della connessione neurale, perché, a meno di un controllo parziale e sgraziato da parte di Alice del corpo di Julien, non può fare molto altro e il tutto solo tramite una seduta di immersione consensuale.» «Per quale motivo il movimento del braccio è stato spasmodico, se può controllarne il corpo?» «La mente di Alice è nel corpo di Julien ma il cervello non è il suo. Secondo i molti rapporti che ci sono pervenuti con l'attrezzatura prototipo, molti erano i casi di distonie, di impulsi di analisti atti a muovere un arto che mettevano in moto un muscolo differente. Ogni persona ha il suo percorso nell'apprendere l'utilizzo di quella meravigliosa macchina che è il corpo umano, e per quanto Alice e suo marito siano in sintonia e si conoscano l'un l'altro, avere un controllo perfetto del corpo dell'ospite è in ogni caso un compito assai arduo. Questa è la ragione per la mia domanda di prima. Le applicazioni pratiche sono poche e limitate.» Il Colonnello si fece avanti e il Sergente si mise quindi sull'attenti senza proferire altro, aspettando che fosse lui a parlare. «Il nostro interesse è quello di poter leggere la mente dell'ospite, poter scartare la menzogna dalla verità, pensate sia possibile fare una cosa del genere?» Alice parlò tramite Julien, non con un certo fastidio da parte del marito. «Potrei penetrare la barriera emotica ed addentrarmi nel sub-conscio. Nel sotto-strato dei pensieri e facile portare alla luce emozioni ed idee nascoste.» «Fatelo!» Ordinò il Colonnello, non dando il tempo a Julien di replicare. «Bene, mi appresto ad immergermi ancor più in profondità. Caro, ti ridò pieno accesso alle funzioni del tuo corpo. Una volta passata la barriera che divide il pensiero razionale dal sub-conscio potrò parlarvi solo tramite i computer.» Sul monitor di Williamo i grafici che indicavano il passaggio dei dati iniziò a modificarsi e a salire ancora di più, mentre il monitor che indicava l'attività celebrale delle due persone indicava un cambiamento significativo dei processi neurali di Alice. «Cosa sta succedendo alla dottoressa Wilson?» «Sta addentrandosi nei processi più profondi della mente del signor Corsi: per farlo in modo razionale e non in stato di sonno, i macchinari che ci avete dato devono portare le sue onde celebrali, da onde beta con una frequenza di circa venticinque hertz, a cinque/sei hertz, la frequenza delle onde theta, quelle del sonno REM per intenderci.» «Il signor Corsi non ha nessuna modifica nelle suo encefalogramma.» «È una giusta osservazione.» Rispose lo stesso Corsi «Ma è solo mia moglie che sta entrando nel mio sub conscio, la verità è che alcune parti del cervello non smettono mai di sognare.» Ora il Colonnello si portò davanti a Julien «Dottoressa Wilson, riesce a sentirmi?» «Può parlarmi direttamente tramite il computer. Come vede, per ora, pur se il mio cervello è entrato in fase REM io sono ancora del tutto cosciente, del resto noi analisti siamo allenati ad avere sogni lucidi.» Sullo schermo centrale iniziarono a danzare immagini che riprendevano svariati argomenti, la colazione fatta la mattina, un leggero desiderio di andare in bagno, una stanza di piccole dimensioni, stretta e soffocante. Apparivano tutte sfocate per brevi istanti ma abbastanza per essere comprensibili. «Julien, ho trovato una certa resistenza a passare la barriera emotica, rilassati per favore.» La voce di Alice era contratta, accelerata mentre i picchi di dati sullo schermo di William continuavano a crescere. «Non ho mai sentito il termine barriera emotica, cosa vuol dire?» «È un termine che è nato tra noi operatori del settore, pur se lo usiamo ormai da più di vent'anni solo alcune riviste scientifiche ne hanno fatto brevi accenni. Per farla breve il termine nasce in riferimento alla barriera ematica del cervello, una barriera fisica naturale che permette il passaggio del sangue ma non di elementi che potrebbero danneggiarlo, una sorta di porta tagliafuoco o firewall. A livello di coscienza esiste qualcosa di simile: la dottoressa Wilson la percepisce come una zona densa , tanto più difficile da passare tanto più il paziente oppone resistenza, per questo deve esserci il consenso e l'apertura mentale. Nella nostra mente ci sono diverse di queste barriere più ci si immerge in profondità.» «Ma se la dottoressa è in uno stato REM con una frequenza celebrale cosi bassa come mai i dati trasmessi si stanno moltiplicando quasi in modo esponenziale.» «Sono processi della mente che ancora facciamo fatica a comprendere del tutto ma sembra che a livello razionale la parte di cervello che usiamo sia davvero esigua e selettiva, mentre durante la fase onirica, esso pur riposandosi, si...Riorganizza in tutte le sue componenti. Oltre agli impulsi più profondi del marito, la dottoressa, sta in un certo senso anche riorganizzando tutte le informazioni nel suo cervello.» «Una sorta di deframmentazione.» «Direi sia un esempio calzante.» «Bene signora Wilson...» Disse il Colonnello «Vorrei che provasse a estorcere una qualche informazione a suo marito.» L'encefalogramma di Julien schizzo quasi a quaranta hertz, mostrando così un elevato stato di tensione. «Caro...mi hai mai tradito?» Sullo schermo centrale comparve, anche se solo per un attimo, il fondo schiena di quella che sembrava essere una bella ragazza in fiore. «Lurido porco, quella è la tipa che avevamo davanti quando siamo andati a fare la spesa, per quanto tempo le hai guardato il culo?» Nuovamente sullo schermo centrale, apparve l'immagine di un orologio, le cui lancette vorticavano come impazzite. «Non mi piace questa situazione.» ribatte Julien, mentre i due militari si scambiarono uno sguardo perplesso a cui William cercò di replicare . «Credo il dottor Corsi sia abbastanza infastidito dal mostrare ad altre persone oltre a me e sua moglie i recessi della sua mente, la dottoressa Wilson naturalmente ora sta giocando con la mente del signor Corsi, e con le sue domande riesce a tirar fuori certi segreti, indipendentemente dalla volontà del marito.» Julien rilasso i muscoli del viso mentre William continuò. «Parlando per metafore, se quello con sua moglie può essere considerato un rapporto intimo, con voi lo potrebbe considerarlo un' orgia, oltretutto essendo tutti maschi tranne sua moglie...» La reazione fu alquanto bizzarra: dal computer usci la dolce risata della moglie, interrotta a singhiozzi dal marito stesso che cercava di dire qualcosa, poi non trovando le parole, sul monitor centrale si formo l'immagine di due mani che spingevano la testa di una persona in una vasca piena di liquido, affogandolo. «È ancora per la storia di Xavier vero William...Questa te la faccio pagare.» Alla dottoressa Wilson venne chiesto di risalire e di terminare l'immersione. «Vorrei, dottoressa, che provasse lo stesso esperimento col Sergente Harris.» Julien si agito di impulso «Potrebbe essere pericoloso, quale motivo c'è per effettuare un'immersione in un paziente sconosciuto?» «Lei è un civile dottor Corsi, per quanto sia allenato nei sogni lucidi e nell'analisi delle menti, non ha il rigore e la disciplina di un soldato.» Julien capì che la rimostranza aveva una ragione precisa ma era anche la ragione per cui non voleva fosse la moglie a farlo. «Farò io, allora, l'immersione.» «Perché caro?» «Non sai quali orrori potresti trovare nella mente di un soldato.» «Ti ricordo che ho operato altre volte in passato anche con sindromi post traumatiche da evento subito o indotto, e poi a livello razionale non potrà il paziente influire sulla mia psiche ma solo io sulla sua.» Il Colonnello drizzò la schiena dalla sua posizione di riposo, quasi per guardare da ancora più in alto i presenti «Direi che le obiezioni date da sua moglie siano valide, sarà lei ad immergersi, mentre lei, dottor Corsi, mi farà da assistente e mi aggiornerà sulla situazione.» Julien non poté che fare un leggero cenno di diniego con la testa, ed accettare la situazione.
  6. MariaCarla

    Il fulcro dell'universo- Maria Carla Mantovani

    Titolo: Il fulcro dell'universo Autore: Maria Carla Mantovani Autopubblicato: Amazon ISBN: 978-1731033437 Data di pubblicazione: 01 dicembre 2018 Prezzo: 15,60 euro (versione cartacea) Genere: Fantascienza Pagine: 349 Quarta di copertina: In un futuro in cui il genere umano ha potuto viaggiare attraverso le galassie e colonizzare pianeti lontani, il controllo della Terra e delle sue colonie ruota intorno al conflitto tra Christopher Bianchi, il controverso presidente del Governo Terrestre, e l'ordine monastico-militare degli Zhi, incaricato di vigilare sulla bioetica. I protagonisti, Edith e Conrad, si trovano in fazioni opposte in questa lotta sanguinosa. Sullo sfondo di un universo futuristico dove nulla è quello che sembra, passione e etica, scienza e potere, amore e politica si affrontano senza esclusione di colpi. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/1731033435
  7. Fino a
    SCADENZA DEL BANDO DELLA VI EDIZIONE: 20 GIUGNO 2019 Per agevolare il lavoro della Giuria e del Comitato di lettura, si consiglia vivamente di spedire gli elaborati con ampio anticipo rispetto alla scadenza del Bando. Il Premio Città di Como è libero, autonomo, indipendente e riconosce pari dignità a tutti i partecipanti garantendo la totale imparzialità di giudizio. Il Premio Città di Como opera in ambito nazionale ed internazionale: gli elaborati in lingua originale non italiana dovranno pervenire corredati di traduzione in lingua italiana. SEZIONE EDITI POESIA in omaggio ad ALDA MERINI: partecipano a questa sezione le opere edite di poesia a tema libero. NARRATIVA in omaggio a GIUSEPPE PONTIGGIA: partecipano a questa sezione le opere edite di narrativa a tema libero di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono previsti premi speciali per la narrativa di genere. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SAGGISTICA: partecipano a questa sezione opere edite di saggistica, a carattere scientifico o divulgativo, di qualsiasi argomento senza limiti di ambito di trattazione. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE INEDITI Partecipano a questa sezione opere mai pubblicate in versione cartacea o digitale in versione ebook nei vari formati o sui siti internet, blog o social network. Opere di Poesia: sia una singola poesia, sia una raccolta di poesie, sia un’antologia di più autori. Opere di Narrativa di ogni genere: romanzo, raccolta di racconti, fiabe, memorialistica, biografie, libri per ragazzi, testi teatrali. Sono richieste una breve sinossi dell’opera e una breve nota biografica dell’autore. SEZIONE MULTIMEDIALE Partecipano a questa sezione opere multimediali, sia edite che inedite: A) “Raccontano”: un testo letterario (in prosa o in poesia, edito o inedito, di qualsiasi autore), un paesaggio o un viaggio raccontato attraverso immagini e/o testo e/o musica. B) “Espressioni del volto”: volti ed emozioni (di uno o più soggetti) che esprimano delle emozioni attraverso immagini e/o testo e/o musica. C) “Videopoesie”: un testo poetico recitato attraverso il libero abbinamento di immagini e/o testo e/o suoni. D) “Book-trailer”: audiovisivo di breve durata per promuovere una pubblicazione. E) “Reportage fotografico” di qualsiasi genere. PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI La partecipazione al Premio avviene tramite la presentazione degli elaborati. Qui di seguito le indicazioni per la presentazione. SEZIONE EDITI Per le opere edite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie del volume stampato. Per le opere edite in formato elettronico: inviare per e-mail e-book in formato pdf con accesso libero. SEZIONE INEDITI Per le opere inedite in formato cartaceo: inviare n. 2 copie stampate in formato A4, in b/n o a colori. Per le opere inedite in formato elettronico: inviare per e-mail l’elaborato in un unico file in formato pdf con accesso libero. SEZIONE MULTIMEDIALE Per le opere realizzate come sequenze fotografiche digitali: inviare la sequenza – costituita da un minimo di 5 e da un massimo di 10 immagini, progressivamente numerate, in formato JPG, peso massimo 2 MB l’una – per e-mail (per invii superiori a 5 MB, utilizzare modalità WeTransfer o simili). Per i reportage da un minimo di 30 a un massimo di 50 immagini. Per le opere realizzate come video: inviare il video – realizzato in un unico file, in formato Wav-Avi-Mp4-Mov della durata massima di 10 minuti – per e-mail (con modalità WeTransfer o simili). I video pervenuti saranno inseriti sul canale YouTube del Premio. Tutte le lavorazioni audio-video saranno ammesse se nel rispetto delle normative di YouTube. Con l’invio, si autorizza la pubblicazione del video sul sito www.premiocittadicomo.it e sui social network di riferimento. NORME DI PARTECIPAZIONE I partecipanti (Autori e Case editrici) possono concorrere a una o più Sezioni del Premio, senza limiti. Ogni partecipazione richiede un’iscrizione separata. Le case editrici concorrono con volumi di loro pubblicazione, garantendo l’autorizzazione alla partecipazione da parte dell’autore. Alle case editrici si raccomanda di dotare di idonea fascetta l’opera che risulterà vincitrice del Premio per le sezioni editi e speciali. INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA CARTACEA Gli elaborati in forma cartacea dovranno essere inviati per posta – secondo le modalità indicate in “Presentazione degli Elaborati” – unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (fotocopia della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) a: C.P. n°260 c/o Poste Centrali, via Gallio, 6 – 22100 Como oppure Associazione Eleutheria, via Oriani 8 – 22100 Como (per la Svizzera: Fermo Posta 6830 – Chiasso 1). INVIO DEGLI ELABORATI IN FORMA DIGITALE Gli elaborati in forma digitale potranno essere anche inviati – secondo le modalità indicate al punto “Presentazione degli Elaborati” – per e-mail unitamente alla scheda di iscrizione (SCHEDA ISCRIZIONE scaricabile e compilabile dal sito) e alla certificazione (scansione in pdf della ricevuta) del pagamento della quota di partecipazione (vedi “Quota di Partecipazione”) all’indirizzo: Per le sezioni letterarie editi e inediti: info@premiocittadicomo.it Per la sezione multimediale (sequenze fotografiche e video): sezioneimmagine@premiocittadicomo.it ATTENZIONE: Per motivi organizzativi – sia per invio in forma cartacea sia per invio in forma digitale – la scheda di iscrizione (o uno scritto equivalente), l’opera in concorso e la certificazione del versamento della quota di partecipazione devono giungere uniti e contemporaneamente. Non verranno ammessi al concorso elaborati spediti non unitamente alla scheda di iscrizione e alla certificazione del pagamento della quota di partecipazione. QUOTA DI PARTECIPAZIONE La quota di partecipazione – per tutti i partecipanti, autori e case editrici – è di € 20,00 – Euro Venti/00 (ogni partecipazione richiede una quota separata). Gli scritti provenienti da istituti penitenziari sono esenti. La quota potrà essere versata: tramite assegno o contanti presso la Segreteria del Premio; tramite versamento sul c/c postale n°1016359752 intestato ad Associazione Eleutheria tramite bonifico bancario: BPS – IBAN: IT 72M0569610901000009091X44 – BIC / SWIFT: POSOIT22 Filiale: 073 Como- ag.1 intestato ad Associazione Eleutheria. DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI Al termine del Concorso, gli elaborati non verranno restituiti. Le opere edite verranno donate a Biblioteche del territorio insubrico. Le opere inedite verranno distrutte a tutela del Copyright. COMUNICAZIONE DEI FINALISTI, VINCITORI E CERIMONIA FINALE Gli elaborati pervenuti entro la data di scadenza del bando (vedi “Scadenza Bando del Concorso”) verranno puntualmente esaminati. Dopo la prima selezione si determinerà una rosa di selezionati. Nella rosa dei selezionati, i finalisti verranno scelti e avvisati dalla Segreteria del Premio. Tra i finalisti verranno scelti i vincitori. Gli elenchi della rosa dei selezionati e, successivamente, l’elenco dei finalisti verrà reso noto tramite pubblicazione sul sito del Premio. La Cerimonia di Premiazione si svolgerà nel mese di Ottobre (presumibilmente sabato 19/Ottobre) a Como, in una sede di prestigio e sarà aperta al pubblico a ingresso libero. Tutte le informazioni relative alla data e l’ora della cerimonia di premiazione saranno consultabili sul sito. I vincitori verranno proclamati all’atto della Cerimonia e saranno tenuti a parteciparvi per la riscossione dei premi. I premi in denaro non ritirati personalmente o tramite delegato durante la Cerimonia, rimarranno a disposizione del Premio per l’edizione successiva. Le spese di trasferimento e di soggiorno per la presenza alla Cerimonia di Premiazione saranno a carico dei singoli partecipanti. Il Premio ha tuttavia stipulato apposite convenzioni con alberghi per pernottamenti a prezzi speciali (informazioni presso la Segreteria o sul sito del premio). ACCORDI EDITORIALI, CONSULENZE L’Associazione si riserva la possibilità di stipulare accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere inedite ritenute più meritevoli di pubblicazione. Gli autori di inediti che desiderassero una valutazione puntuale del testo, potranno richiederla contestualmente all’invio del loro manoscritto in regola con la sottoscrizione (20 euro). Il Premio Città di Como si appoggerà quindi, per questa prestazione allo Studio Pym di Via G.Pascoli 32, Milano, che leggerà e analizzerà entro la data di premiazione i testi più brevi (fino a un massimo di 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) al costo di € 100, mentre per i testi più lunghi (oltre le 100 cartelle da 2000 battute spazi inclusi) il costo salirà a € 200. TALI COSTI, SARANNO VERSATI DALL’AUTORE DIRETTAMENTE ALL’AGENZIA CHE PROVVEDERA’ ALLA RELATIVA FATTURA. Oltre alla valutazione, nella scheda di lettura lo Studio Pym includerà dei consigli di lavorazione per migliorare il manoscritto. L’autore potrà in seguito decidere se commissionare un vero e proprio lavoro di editing all’agenzia. La partecipazione al Concorso deve essere formalizzata entro la data di scadenza del Bando. La Segreteria del Premio, a chiusura del Bando, resta a disposizione per un periodo tassativo di giorni 15 per eventuali avvisi, omissioni, refusi o segnalazioni: oltre il suddetto periodo non verrà presa in esame alcuna richiesta in merito alle opere oggetto del Concorso. A chiusura del Bando verranno pubblicati sul sito del Premio gli elenchi dei partecipanti al concorso. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento. Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione ed utilizzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. I partecipanti dichiarano di esseri autori delle loro opere. La partecipazione al concorso comporta automaticamente da parte dell’Autore la concessione all’Ente Promotore il diritto di riprodurre le immagini presentate al concorso su cataloghi ed altre pubblicazioni che abbiano finalità di propagandare la manifestazione e i luoghi dove ambientata l’immagine, senza fini di lucro. Ai sensi della Risoluzione n.8/1251 del 28/10/1976 il Premio non verrà assoggettato a ritenuta alla fonte. Resta pertanto a carico del percettore del premio l’obbligo di comprendere il valore del riconoscimento e le somme complessive a tale titolo conseguite nella propria dichiarazione annuale alla fine della determinazione del reddito. Per i minorenni occorrerà la firma di un genitore o di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione. Tutti i dati sensibili pervenuti da quanti partecipano al Premio verranno trattati nel rispetto del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali, noto anche come “Testo unico sulla privacy”) ed utilizzati esclusivamente per i fini del Premio stesso. I CONCORRENTI, SOTTOSCRIVENDO LA SCHEDA DI ISCRIZIONE, ACCETTANO TUTTE LE CONDIZIONI DEL PRESENTE BANDO. PREMI SEZIONE EDITI VOLUME EDITO DI POESIA Primo classificato € 2.000 VOLUME EDITO DI NARRATIVA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Romanzo storico € 500 Romanzo d’avventura € 500 Romanzo thriller € 500 Romanzo per ragazzi € 500 Romanzo fantastico (fantasy, horror, fantascientifico) € 500 Volume edito di genere teatrale € 500 VOLUME EDITO DI SAGGISTICA Primo classificato € 2.000 Premi speciali per generi: Divulgazione scientifica € 500 Libro di inchiesta € 500 SEZIONE INEDITI Il testo inedito che risulterà vincitore – sia esso romanzo o raccolta di racconti, per adulti o per ragazzi – verrà pubblicato dall’Editore Francesco Brioschi di Milano o da altri, con il consenso dell’autore e dopo un accurato Editing al fine di migliorare se necessario la struttura del testo. Potranno essere pubblicati anche altri inediti ritenuti meritevoli di attenzione. La segreteria del premio dovrà essere tempestivamente avvisata qualora un testo inedito inviato in partecipazione raggiungesse accordi editoriali nel periodo del concorso.Alla data di premiazione le opere vincitrici, pena l’esclusione, dovranno risultare inedite e svincolate da qualsiasi diritto di terzi. POESIA SINGOLA O FINO A 5 POESIE INEDITE Primo classificato € 1.000 SEZIONE RACCONTO SINGOLO EDITO O INEDITO Primo classificato € 1.000 Miglior racconto a tema il lago, qualsiasi lago e in ogni sua eccezione € 500 SEZIONE MULTIMEDIALE PREMIO UNICO Primo classificato € 1.000 OPERA PRIMA (Sezione a scelta della Giuria) Primo classificato € 1.000 OPERA DALL’ESTERO O TRADOTTA IN ITALIANO DA LINGUA STRANIERA Primo classificato € 1.000 OPERA SUL TEMA “IL VIAGGIO” (saggistica, narrativa, reportage) Premio Unico € 500 Il Premio e la Giuria potranno: conferire riconoscimenti con diplomi e targhe, premi speciali della Giuria e assegnare ulteriori premi in denaro o equivalente ai secondi e terzi classificati o al romanzo inedito, in caso di impossibilità alla pubblicazione. Assegnare premi speciali, per opere di prosa o poesia, a persone in regime di detenzione. Referente per gli scritti provenienti da istituti penitenziari: Avv. Marcello Iantorno assegnare Soggiorni Premio nei primari alberghi del territorio elencati sul sito del Premio. accrescere il montepremi. Durante la Cerimonia verranno assegnati: un premio alla memoria del Prof. Augusto Cirla, già eminente clinico dell’Ospedale Sant’Anna di Como. un premio a una personalità o a un Ente che si siano distinti per la diffusione della cultura o per particolari meriti in campo umanitario. GIURIA TECNICA Presidente Andrea Vitali Scrittore Edoardo Boncinelli Scienziato e scrittore Francesco Cevasco Già Responsabile delle Pagine Culturali del Corriere della Sera Milo De Angelis Poeta e critico Giovanni Gastel Fotografo Giulio Giorello Filosofo Dacia Maraini Scrittrice Armando Massarenti Giornalista e scrittore Pierluigi Panza Giornalista del Corriere della Sera e docente universitario Flavio Santi Scrittore e docente all’Università Insubria Laura Scarpelli Editor Mario Schiani Responsabile pagine culturali quotidiano La Provincia LE DELIBERAZIONI DELLA GIURIA SONO INSINDACABILI ED INAPPELLABILI. COMITATO DI LETTURA (SEMPRE AGGIORNATO) Marco Albonico Fiorella Bianchi Mafalda Bianchi Anna Falezza Boracchi Paola Linda Pedraglio Luciana Schnyder Giorgio Albonico Lorenzo Morandotti Sergio Mestrinaro Daniela Baratta Greta Albonico Marielina Confalonieri Raffaella Rizzo STUDENTI LICEO VOLTA: I nomi degli studenti qui Insegnante di riferimento: Prof.ssa Marina Doria coordinatrice progetto “Leggere per davvero” RETE DI BIBLIOTECHE DELLA PROVINCIA DI COMO: Fabio Della Valle Paolo Cadenazzi Carlo Romanò Simona Molteni Stefania Molteni Maddalena Bellini Eva Cariboni Silvia D’Arrigoni Nicoletta Sterlocchi Daniele Bianchi Maria Ida Pozzoli Alessandra Scansiani Lorenza Calcaterra Barbara Mascarucci Alessandra Rossini Francesca Trabella Iris Bellini Monica Neroni Gabriele Nuttini Silvia Bonfanti Laura Furlanetto Celestina Lietti Donatella Gaetani Marcel Paolini Leila Laze Maria Emilia Peroschi Maria Giovanna Bullock Elisabetta Beltrami Silvana Selva Christiane Colombo Cristina Mauri BIBLIOTECA DI BORMIO Cinzia Sosio Luisa Pozzi Massimo Favaron Maurizio Favaron Maria Bruna Peruviani Federica Bormetti Consuelo Peccedi Sabina Colturi Assunta Giacomelli Franca Colturi Federica Lumina Assunta Giacomelli BIBLIOTECA DI CREMONA Consuelo Cabrini Sabrina Pamela Miglio Maria Anita Pasquale Rebecca Rossi Marinella Seghizzi Annamaria Sorgente Nicoletta Trovato Laura Vincenzi LIBRERIA TORRIANI DI CANZO Luigi Torriani Massimo Autieri Monica Galanti Nello Evangelisti Margherita Conforti Alberto Riolo Daniela Cattaneo Riolo Piera Polti STUDIO PYM DI MILANO (Via G.Pascoli n° 32, Milano 20129) www.studiopym.com: lavora con tutti i principali gruppi editoriali italiani (Gruppo Mondadori, Giunti, Feltrinelli, HarperCollins, Gruppo GeMS, DeA Planeta, San Paolo, Amazon Publishing) LIBRAI DEL TERRITORIO INSUBRICO Ennio Monticelli (Libreria Ubik) Paola Cattaneo (Libreria Via Mentana Como) Debora Aloi (Libreria Mondadori) Silvia De Carli (Nonsololibri) LEGGER-MENTE (Cesenatico) Marco Bazzocchi Monica Biselli Patrizia Borgioli Maria Farnedi Anna Lelli Mami Elena Naldi Graziella Nasolini Dina Paganelli Alma Perego Alessandra Senni COMITATO ESECUTIVO Ideatore e organizzatore premio: Giorgio Albonico – giorgio.albonico@premiocittadicomo.it Per informazioni: Segreteria Organizzativa Daniela Baratta Via Oriani 8 – Como Telefono: 031 241.392 Cellulare: +39 334 5482855 – +39 340 9439256 – +39 329 3336183 ORARIO UFFICIO 9:00-12:00 15:00-17:30 Email: info@premiocittadicomo.it URL: www.premiocittadicomo.it Responsabile sezione fotografica: Greta Albonico – gretaalbonico@yahoo.it In collaborazione con Guido Taroni Responsabile Comunicazione – Eventi: Barbara Sardella barbara.sardella@ubiklibri.it Promozione e contenuti digitali : Lorenzo Morandotti lorenzomorandotti@gmail.com Progettazione grafica e realizzazione sito internet: Partners.co.it
  8. simone volponi

    I bootleg del folle

    Titolo: I bootleg del folle Autore: Simone Volponi Collana: Infamia project ISBN: B07KCRKBS6 Data di pubblicazione: Novembre 2018 Prezzo: 2,99 (solo digitale) Genere: Antologia racconti horror-sci-fi Pagine: 110 Link all'acquisto: https://www.amazon.it/BOOTLEG-DEL-FOLLE-Simone-Volponi-ebook/dp/B07KCRKBS6/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1543176135&sr=1-3 Un'antologia dei principali racconti pubblicati in varie raccolte di genere fantastico. Viaggi all'interno dell'immaginario horror e sci-fi, dal sapore pulp e con un'escursione nello steampunk. Una banda criminale romana che si ritrova a lottare per la vita mentre il Vaticano crolla; un monaco folle alle prese con una invasione zombie; liquidi rossi che causano terribili mutazioni e bombe celate nell'utero di un'innocente; il più celebre cowboy italiano calato in piena ambientazione steampunk; un uomo finito prigioniero in casa si nasconde da una bestia mostruosa; qualcuno brama nell'oscurità una pelle nuova...
  9. lean

    Ghiaccio infernale

    “Il sonno della ragione genera mostri” Francisco Goya Le urla della ragazza dai capelli rossi giungono fino alla sala d'attesa del dipartimento medico X51, al trentesimo piano sotterraneo della Torre Bianca. L'ho vista poco fa, mentre due soldati la trascinavano a forza verso il laboratorio: aveva gli occhi allucinati, il corpo tremendamente smagrito e un colorito giallognolo tipico di chi, avendo contratto il contagio, è già in una fase avanzata della malattia. Sarebbe morta di sicuro ma, per sua fortuna, l'avevano destinata al recupero. Eppure non era felice. Scuoto la testa con stizza, non riesco a comprendere come ci possa essere gente così ingrata nei confronti del Sistema, ma forse non sono ingrati, sono semplicemente incapaci di comprendere, di andare oltre le chiusure mentali. L'ultima guerra contro il regime orientale aveva lasciato una tale devastazione che l'umanità intera era arrivata a un passo dalla fine. Le nuove armi batteriologiche avevano sterminato milioni di persone e chi era sopravvissuto, grazie ai rifugi sotterranei, si era infettato non appena uscito all'aria aperta. Anche a mia madre era successo ed era morta dopo un anno di agonia. Così siamo tornati sottoterra. In questo clima terribile è nato il nuovo regime. Le menti più eccelse si sono riunite per dare a tutti una nuova speranza e, grazie a loro, adesso tutto cambierà. Nessuno più morirà o, quanto meno, non morirà veramente. Hanno compiuto il miracolo, proprio qui nella Torre bianca, ribattezzata dai più Torre Fenice, come segno della rinascita che renderà ognuno di noi un essere nuovo, immortale. Tutto ciò che abbiamo di infetto verrà rimosso e, una volta curati, potremo nuovamente tornare in superficie. Sono trascorsi sei mesi da quando il Sistema supremo ha mandato in onda i filmati sui sani, è così che chiamiamo i fortunati che si sono salvati dal contagio. Vedere quei visi abbronzati e sorridenti correre su un vero manto erboso, divertirsi tra i flutti delle onde, mi aveva provocato una terribile invidia e così mi sono consegnata. Sì, consegnata, perché qui sono molti che non accettano la procedura, non solo la rossa. Dicono che preferiscono morire anziché diventare dei mostri. Stupidi idioti! La cura è quasi pronta, ma il male dentro di me avanza e io devo fermarlo. Le menti eccelse hanno messo a punto una tecnica perfetta: la criogenesi. Non so bene di cosa si tratti, ma mi hanno garantito che il corpo rimarrà integro e al sicuro per tutto il tempo che ci vorrà e questo mi basta. Ho visto cosa fa la malattia, ho visto la gente andare in giro con la carne a brandelli, come fosse stata dilaniata dalle fauci di un terribile mostro, contorcersi dal dolore e invocare la morte come una sorta di liberazione. Un corpo sano mi assicurerà una nuova vita fuori da queste dannate cripte, lontano dai sepolti vivi. Finalmente la rossa ha smesso di urlare e un'infermiera esce dal laboratorio spingendo un carrello pieno di strani arnesi. «Hanno finito? Quando potrò entrare?» La donna mi lancia uno sguardo strano che mi mette a disagio. «Pazienta ancora un po', tra poco ti verranno a prendere.» Lo dice distogliendo lo sguardo e la voce le trema un po'. Sta per andare via, ma poi ci ripensa. «Quanti anni hai?» mi chiede. «Diciassette.» «Non sembri malata...» «Perché sono solo al primo stadio.» La donna guarda me, poi la porta alle sue spalle. «Non è detto che la malattia avanzi, potrebbe fermarsi, potrebbe...» «Io non voglio più stare qua! Voglio andare in superficie! Ma tu che diavolo vuoi?» Di colpo capisco e la guardo con disprezzo. Deve essere una delle tante simpatizzanti dei reazionari, un movimento ostile al Sistema che fomenta rivolte e malumori. Credono che non esista alcuna cura e che la criogenesi sia solo un abominio. «Sparisci!» La donna scuote il capo, riprende il suo carrello e si allontana. ****** Le porte del laboratorio si aprono e io ormai non ho più voce. Non ho smesso di lottare un solo momento e ho le braccia ricoperte da lividi, ma non è servito a nulla. «Ehi, rossa, finalmente siamo arrivati, sei contenta?» L'uomo col capo rasato sbotta in una risata fragorosa, seguito a ruota dal suo compare. Mi trascinano verso un grande tubo nero, da cui esce una base di ferro con i cinturini di cuoio ai lati, mi fanno sdraiare legandomi ben stretta. C'è un pungente odore di disinfettante, così forte che mi dà la nausea. Le pareti bianche della stanza sono rese ancora più accecanti dai grandi fari che ricoprono il tetto. Fatico a tenere gli occhi aperti e ciò che riesco a intravedere è distorto dalle lacrime che ancora mi bagnano gli occhi. I due soldati sono andati via e al loro posto arrivano un'infermiera e tre uomini col camice nero, il viso nascosto da una voluminosa mascherina. Non mi guardano, non mi parlano, è come se non esistessi e tra poco questo è quello che mi accadrà. «Ciao Rose.» La voce alle mie spalle la conosco molto bene. «Adam.» Grazie a Dio ho parlato con voce ferma, non voglio che capisca quanto mi turbi saperlo lì. Compare nella mia visuale e io riconosco subito la divisa rossa dei capi del Sistema. «Vedo che hai fatto carriera» lo provoco. «Avresti potuto avere le stesse cose, invece hai rovinato tutto» lo dice guardandomi con commiserazione, come se fossi una povera stupida per cui provare pena. «Tu sei un assassino» urlo con disprezzo. «No! Non è così. Noi diamo speranza!» lo dice come se ci credesse per davvero. Una risata amara mi esce dalla bocca. «Questo puoi raccontarlo agli altri non a me. Ho lavorato abbastanza qua dentro da saperne più di quel che vorrei e non sai quanto me ne vergogno.» «Vergognarti? Di cosa? Dimentichi la cura.» « La cura? Non esiste nessuna cura e tu lo sai benissimo, così come sai che le “menti eccelse” sono in realtà un manipolo di folli esaltati che a una cura non è nemmeno vicino.» La mascella di Adam s'indurisce. «Non ancora, ma presto accadrà, grazie anche a questi ragazzi che si offrono per la causa.» Lo guardo come fosse impazzito. «Si offrono? Voi li state ingannando! Lì fuori è una landa deserta così intrisa di veleni che ci vorranno ancora chissà quanti anni prima di potervi tornare senza morire. E intanto sperimentate, provate, giocate con le vite di questi disperati che non vogliono arrendersi alla morte e si aggrappano a una vita che non avranno mai. Prova a dire loro dove finiranno: in dei silos pieni di azoto liquido, immersi in un lungo sonno che, se mai avrà fine, restituirà solo corpi senz'anima e vedremo quanti ancora faranno la fila!» Ho parlato con foga, riversando su di lui tutto il disprezzo verso il Sistema, sperando di leggere nei suoi occhi un minimo di dubbio o pentimento, ma non c'è nulla di tutto questo. «Generale, dobbiamo iniziare.» Adam si volta verso uno dei medici che finora sono rimasti in disparte, poi mi guarda un'ultima volta e si allontana. Incredibile pensare che fino a qualche mese fa diceva di amarmi. Ma ormai non ha più importanza, tanto tra poco tutto questo finirà. Mi uccideranno, per poi procedere alla criogenesi. Il mio cuore smetterà di battere e inizierà il processo di congelamento. Vedo l'infermiera avvicinarsi con la siringa stretta tra le mani tremanti, la riconosco subito. Lavoravamo insieme e avevamo le stesse idee sull'orrore scoperto qua dentro, ma lei ha preferito restare. Era sicura che ci avrebbero trovato e sottoposte alla procedura e il fatto che io stia per morire e lei no, le ha dato ragione. Non so perché penso alla ragazza che ho visto in sala d'attesa. Le ho letto negli occhi, la speranza, la trepidazione per il sogno di una vita migliore, illusa dai finti slogan montati dal Sistema in una squallida area dei sotterranei. La donna si avvicina, scoprendomi il braccio martoriato. «Procediamo.» Sussulta all'ordine perentorio del medico e m'infila l'ago nel braccio, regalandomi un accenno di sorriso e io capisco... capisco che manterrà la promessa che ci eravamo scambiate prima che io fuggissi: in caso fossi stata presa mi avrebbe uccisa, uccisa davvero, salvandomi dalla mostruosa prospettiva di diventare una sorta di zombie vivente. Ricambio il sorriso, adesso sono felice. Poi tutto si ferma e il freddo mi avvolge.
  10. stefia

    Nello spazio nessuno può sentirti urlare

    Commento Dall’eco dei miei passi sul pavimento di pietra capisco di trovarmi un tunnel, ed è tanto grande che, anche allargando le braccia, non riesco a toccarne le pareti. Le falcate sempre più corte, le gambe pesanti e il respiro un po’ affannoso sono la misura del tempo che ho trascorso camminando in questo luogo misterioso. So di essere in un cunicolo e di doverlo percorrere fino alla fine ma, ancora, me ne sfugge il motivo. L’oscurità è densa e vellutata al punto di apparire quasi solida: tenere gli occhi chiusi o aperti non fa nessuna differenza. Improvvisamente il pavimento, da liscio e compatto che era, diventa irregolare e rumoroso: a ogni passo qualcosa scricchiola sotto i miei piedi. Lo strato di materiale friabile aumenta rapidamente di spessore arrivandomi fino alle caviglie e rendendo la camminata più faticosa. Mi chino e afferro una manciata di quelle ‘cose’ sperando che il tatto mi aiuti a capire di che cosa si tratta. Sembrano conchiglie o chiocciole, gusci vuoti sottili che si frantumano alla minima pressione. Come mai ce ne sono così tanti? Sono forse vicino al mare? Affondo ripetutamente la mano tastando quei piccoli oggetti e improvvisamente un guscio si muove. Poi un altro, e un altro ancora. Sulle prime non me ne rendo conto, ma presto il numero di gusci in movimento è tanto numeroso da produrre un ticchettio che aumenta di intensità fino a trasformarsi in un sibilo penetrante e continuo. In breve mi ritrovo coperto da gusci brulicanti di vita, sento il leggerissimo tocco delle loro zampette e realizzo che si tratta di insetti. Migliaia, milioni, miliardi di insetti che strisciano, camminano svolazzano e mi si infilano sotto gli abiti, dentro le orecchie, in mezzo ai capelli. Urlo. Urlo così forte da far tremare il buio; talmente forte da svegliarmi. Per fortuna sono stato riportato alla realtà non dai sibili degli insetti, ma solo dagli allarmi del monitor delle funzioni vitali e della bombola d’aria in esaurimento. Frastornato e con il cuore in gola succhio un lungo sorso d’acqua, apro la bombola d’emergenza e finalmente il silenzio torna a regnare nell’ ingombrante tuta spaziale che mi avvolge. Con l’aiuto del pannello di controllo sul braccio sinistro individuo una grossa stella in lento avvicinamento: la Canterbury ha agganciato il transponder della tuta e sta venendo a recuperarmi. Spero che non mi addebitino il costo del carburante per la deviazione dalla rotta, dato che avrei fatto volentieri a meno di essere colpito da quel maledetto detrito vagante. Mi sembra di essere alla deriva da giorni, ma se le bombole non sono ancora finite vuol dire che non è passato poi così tanto tempo. In queste situazioni è importante non farsi prendere dal panico e dormire per quanto possibile per risparmiare ossigeno. Peccato che l’incubo abbia intaccato le mie già scarse riserve e che adesso dovrò centellinare l’aria rimasta per farla durare fino all’arrivo dell’astronave. Rimpiango di non aver voluto seguire le lezioni di Yoga, in Accademia. Si dice che quell’antica tecnica di meditazione, se eseguita ad alti livelli, permetta addirittura di controllare la frequenza del respiro e dei battiti cardiaci. Mi avrebbe fatto comodo in questo momento, ma faccio comunque del mio meglio chiudendo gli occhi e concentrandomi sull’ ombelico. Non so se ho meditato o se mi sono riappisolato, so solo che quando riapro gli occhi il cuore salta un battito nel vedere un grosso scarafaggio marrone che cammina sul vetro del casco. Lo osservo per un lungo istante chiedendomi da dove arrivi e come sia possibile che sia ancora vivo e alla fine mi rendo conto che, per quanto impossibile, quell’insetto è all’interno e le sue lunghe antenne ricurve arrivano quasi a sfiorarmi il viso. Urlo colpendo istintivamente il visore nel tentativo di allontanarlo, ma il gesto produce l’effetto contrario e la creatura mi sbatte sul viso. Grido disperatamente agitandomi e scuotendo la testa a destra e a sinistra, ma è tutto inutile. Sento il tocco leggero di quelle zampette sottili sul collo e poi sulla guancia e quando arriva vicino alla bocca, la chiudo temendo che ci si possa infilare dentro. Mi rendo conto che il panico sta avendo la meglio e cerco di riprendere il controllo serrando gli occhi e visualizzando immagini rilassanti, ma ottengo solo di sentire il peso di quelle zampette sottili bruciare come fuoco sulla pelle del viso. Le voci allarmate dei miei compagni, dal comunicatore, chiedono spiegazioni, ma io non posso parlare o quella bestia schifosa mi entrerà in bocca e mi divorerà dall’interno, così mi limito a mugolare penosamente. La luce lampeggiante del monitor delle funzioni vitali mi avvisa che la pressione sanguigna ha raggiunto un valore impossibile, e subito dopo sono assordato dal sibilo della bombola in esaurimento. “Devo togliere quella cosa dalla mia faccia, devo togliere quella cosa dalla mia faccia, devo togliere quella cosa dalla mia faccia….” La mente, in loop, spinta dall’urgenza di trovare una soluzione veloce, e frastornata dagli stimoli degli allarmi non mi fornisce più nessun sostegno. Le antenne dell’insetto mi solleticano l’interno di una narice e a questo punto non mi rimane che una cosa da fare. Sotto lo sguardo annichilito dei miei compagni di viaggio, armeggio goffamente e finalmente riesco a sganciare il casco dalla tuta.
  11. Luca De le Selve

    La Coda della Volpe - Prologo - Parte 1/5

    “Signori e signore passeggeri, buonasera. È il vostro Comandante che vi parla, a breve inizieremo le procedure di atterraggio, siete pregati di rimanere seduti con le cinture allacciate fino...” Era ora cazzo. Sotto di me, l’Aeroporto Internazionale di Hong Kong ,accovacciato sulla sua bella isola artificiale. Ad accogliermi, enormi ologrammi pubblicitari svettano nel cielo, alti come palazzi. Le immagini di incantevoli hostess cinesi si alternano a pubblicità dell’ultimissimo modello di Tesla a guida autonoma e residence extralusso immersi nel verde come quello che mi sta aspettando. Dopo dieci ore di volo, non chiedo altro. Il mio vicino ha assunto un sonnifero poco prima del decollo, dorme ancora della grossa. Mi concedo una toccatina veloce, il mio contatto, Jie, mi ha promesso un’accoglienza di prima qualità al mio arrivo. Già mi si ingrossa nei pantaloni, basta il pensiero. La salivazione aumenta ed io sento il suo sapore in bocca. Io e Jie non ci siamo mai incontrati di persona ma avverto una certa affinità in gusti e appetiti. Mi garantisce che ad attendermi ci sarà la merce più fresca, che non avrà più di quattordici anni e, soprattutto, vergine. Dal canto mio spero solo che non sia una di quelle thailandesi dall’ imene rattoppato e ricucito, roba di seconda mano disponibile in qualsiasi mercato del sesso del mondo, o, peggio ancora, una di quelle bambole di silicone, mere simulazioni di adolescenza, pezzi di plastica in cui infilare il cazzo che vanno tanto in Russia di questi tempi. Io sono un professionista, e mi aspetto solo merce di prima qualità. “Le procedure di atterraggio sono state completate, vi preghiamo di restare seduti e di mantenere le cinture di sicurezza allacciate, la temperatura esterna è di diciannove gradi centigradi e troviamo ad accoglierci un cielo sereno. Ci auguriamo che la vostra esperienza a bordo abbia soddisfatto le vostre aspettative. Vi ringraziamo per aver scelto la Cathay Pacific Airline e vi auguriamo un meraviglioso soggiorno ad Hong Kong City, Il Porto Profumato.” Mi distendo e riattivo la luminosità dei Blackshades, sono certo che sarà un’ottima permanenza.
  12. Titolo: L'Ultimo Demone Autore: Mirco Tondi Casa editrice: autopubblicato Serie: I Tempi della Caduta ISBN: 9786050473728 Prezzo: 1.99 € Genere: fantasy post apocalittico/distopico Pagine: 410 Trama In un mondo in cui le civiltà sono implose sotto il peso dei propri eccessi, i superstiti si sono adattati a vivere fra le macerie. Pochi ormai ricordano cosa ha preceduto la caduta e gli umani conoscono soltanto un’esistenza votata al mero sopravvivere. In questo scenario fatto di polvere e detriti, gruppi di persone e viandanti solitari intrecciano le proprie strade, chi per caso e chi con un fine specifico. Ma sotto le spoglie umane si nascondono creature che di umano hanno poco: da gente con poteri soprannaturali fino a demoni e divinità. E sono i disegni di questi individui speciali a tessere l’intreccio della trama, divisa equamente fra chi la controlla e chi la subisce. Ciascun disegno è volto a un nuovo inizio, a una ricostruzione, e le divergenze fra le diverse visioni porteranno a un inevitabile scontro. Sì, perché un mondo da ricostruire è l’occasione perfetta per i Demoni. Lì possono gettare le basi di una nuova società che risponde interamente ai loro dettami. Eppure anche le vittime possono fare la propria parte. La storia de L’Ultimo Demone ruota attorno a loro, a un piccolo gruppo di individui eterogenei la cui odissea in una terra devastata li porta a scoprire gli intrighi dietro le sofferenze del presente, ma soprattutto a conoscere loro stessi. Contenuti L’Ultimo Demone è un testo denso di contenuti, veicolati attraverso un’impostazione marcatamente riflessiva. Da quelli più in superficie quali possono essere lo smarrimento e la distruzione, ci si addentra nei meandri del passato e delle visioni del futuro di ciascun personaggio. Nelle numerose digressioni si toccano temi sociali ed esistenziali, con ampio spazio per le critiche alla società odierna e ai suoi valori – o alla loro mancanza. Il futuro è rappresentato dai bambini, a cui è assegnato un ruolo centrale nello svolgimento. Da un lato la loro funzione è quella di catalizzatore per gli avvenimenti (nel bene e nel male), dall’altro si rivelano un tassello fondamentale per rilanciare l’umanità verso un domani migliore, il germoglio della speranza. Emerge con chiarezza il messaggio cristiano che fa da collante per tutti gli altri contenuti; cristianesimo negli aspetti teologici ma soprattutto nel suo impatto sociale, di cui l’autore denuncia la forte attenuazione (se non la scomparsa) nei costumi del giorno d’oggi. Ambientazione e personaggi L’ambientazione non è lì per ricoprire un ruolo di spicco: si tratta del consueto scenario post-apocalittico con immense distese desolate e metropoli soggiogate dalla rovina. La sua funzione è quella di sfondo e di cornice per gli avvenimenti, per i personaggi e per i vari messaggi che il romanzo si propone di convogliare. Ma è un’ambientazione tutt’altro che piatta, resa viva da coloro che ci interagiscono: gran parte del merito della riuscita del romanzo è infatti dei personaggi, tutti con le proprie peculiarità e dalle personalità tridimensionali. L’intreccio si delinea mediante l’alternanza ben calibrata di punti di vista, dai più umani – come quello di Naufrago – a quelli soprannaturali – demoni e divinità, ma anche donne e uomini dai poteri speciali come gli Usufruitori. E non mancano i passaggi in cui le vicende sono viste attraverso gli occhi dei bambini, in particolare di Lettore, un ragazzino stravagante in bilico fra comportamenti infantili e prese di coscienza da adulto. Stile e forma Lo stile si presenta compatto, pulito e pacato. Le riflessioni la fanno da padrone, con le scene più dinamiche, seppure efficaci, presenti in netta minoranza. Preciso l’uso del linguaggio, che si mantiene evocativo senza ricorrere ad arcaismi o soluzioni ricercate: è uno stile senza tempo, capace di far risaltare i contenuti e le voci dei personaggi nelle sequenze dialogiche. L’abbondanza di passaggi statici e riflessivi, però, risulta essere anche un difetto. Si riscontra infatti una buona dose di ridondanza, di concetti ribaditi, di pensieri diluiti che avrebbero potuto catturare con più efficacia se riportati in forma più asciutta. Discorso analogo per i flashback, che il più delle volte non sono davvero necessari o perlomeno non così nel dettaglio. L’effetto finale è l’appesantimento di sezioni dense di ottimi contenuti che purtroppo diventano più difficili da digerire. Da segnalare la cura nella correzione di bozze, dato che si tratta di self publishing: pochissimi refusi e coerenza nel rispetto delle norme editoriali scelte. Giudizio finale L’Ultimo Demone è un romanzo che coniuga il fascino della fantasia, nella sua veste post-apocalittica, e temi della sfera sociologica, psicologica e spirituale. Con una regia ingegnosa e personaggi carismatici, la trama coinvolge e lascia dietro di sé un buon gruzzolo di riflessioni. Proprio questa sua natura impegnata, però, si manifesta sotto forma di momenti di introspezione talvolta molto dilatati che appesantiscono la lettura; se si è disposti a passare sopra a questo difetto, rimane il piacere di un’ottima storia congegnata con intelligenza e dal sapore agrodolce.
  13. Phabyosh

    Ambrose - Fabio Carta

    "Qualsiasi cosa di importante e significativo troverete in queste pagine, voi l’avrete letta. Perché io non l’ho scritta." FC Titolo: Ambrose Autore: Fabio Carta Casa editrice: Scatole Parlanti Collana: Mondi ISBN: 978-88-3281-027-1 Data di pubblicazione: 07 giugno 2017 Formato: cartaceo 16x22 Prezzo: 15,00 € Genere: fantascienza Pagine: 212 Link all'acquisto: http://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/ Quarta di copertina: Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte. L’autore: Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.
  14. Fino a
    A ccademia Vittorio Alfieri - Firenze Poesia , Teatro, Arte, Cultura P remio teatrale “Mara Chiarini” BANDO DI CONCORSO Per Corti Teatrali Gli Autori dovranno inviare i loro testi, a tema libero, per una o entrambe le seguenti categorie: Monologhi (che costituiscano in sé storie compiute) Brevi pieces a due personaggi Le opere, frutto della propria creatività, possono essere di teatro drammatico convenzionale, teatro comico, teatro sperimentale, e dovranno avere ciascuna una durata “recitata” tassativamente non superiore ai 15 minuti. (Ogni autore può inviare un massimo di 2 testi). I testi debbono essere inviati (in formato doc, docx, o pdf) per email all’indirizzo gioia.guarducci@alice.it entro il 31 DICEMBRE 2018, completi delle seguenti informazioni: Nominativo, Indirizzo, Telefono, Email dell’Autore, con Titolo e durata recitativa dell’opera, unitamente alla copia della ricevuta del pagamento della quota di iscrizione. (Il Curriculum personale è facoltativo e non costituisce titolo di merito rispetto a chi non lo presenta). Oppure debbono pervenire entro la stessa data, in tre copie cartacee anonime, corredati a parte dei dati personali, unitamente alla copia della ricevuta del pagamento della quota di iscrizione, all’ Accademia Vittorio Alfieri - Premio “Mara Chiarini”- c/o Centro Età Libera Caboto, via Caboto 47/2, 50127 Firenze. Si pregano gli autori, se loro possibile, di inviare le composizioni con CONGRUO ANTICIPO, onde facilitare le operazioni di segreteria. L’organizzazione non risponde di inconvenienti attribuibili a mancati recapiti o smarrimenti da parte dei servizi postali. La quota di iscrizione al Concorso è di € 15,00 per ogni opera messa a concorso, per diritti di segreteria, corrispondenza e varie. La quota dovrà essere versata presso un ufficio postale o una ricevitoria sulla carta PostePay intestata a: Tiziana Curti 5333 1710 5024 4124, (Codice Fiscale CRTTZN55C43D612T). O ppure tramite bonifico bancario intestato a: Tiziana Curti, codice IBAN IT80Y3608105138271323271328 (NUOVO IBAN DAL 1 OTTOBRE 2018). La ricevuta del pagamento dovrà essere inviata (SEMPRE) insieme ai propri testi e al modulo di partecipazione. Si prega coloro che hanno effettuato il versamento di voler cortesemente comunicare per e-mail la modalità scelta ed i propri dati completi a: : gioia.guarducci@alice.it o gioia.gua@outlook.it . La Direzione Artistica esprimerà un giudizio insindacabile sulle opere presentate. Gli Autori cedono il diritto di pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori. I testi cartacei inviati non verranno restituiti: gli autori autorizzano l’Accademia Alfieri a conservare presso i propri archivi copia del testo inviato ai fini di conservazione, consultazione, conoscenza e studio, senza scopo di lucro. Premiazione: Ai primi 3 classificati di entrambe le categorie verranno assegnate coppe o targhe, mentre ai successivi 5 segnalati di ogni categoria saranno assegnati diplomi di merito personalizzati. I vincitori, durante la cerimonia di premiazione, potranno interpretare il loro testo personalmente e, nel caso di opera a due voci, accompagnati da altro attore, (oppure, previa comunicazione alla Segreteria del Premio, la recita delle opere vincitrici potrà essere assegnata ad altri interpreti indicati dall’autore o delegata all’Organizzazione del Premio). I premi non ritirati verranno spediti con tassa a carico a tutti i vincitori che li richiederanno espressamente entro 30 gg dalla data della Premiazione. I nomi dei vincitori saranno pubblicati sulla rivista letteraria “L’Alfiere” e sul sito http://www.accademia-alfieri.it/ La cerimonia di premiazione è prevista a Firenze nel mese di Maggio del 2019, presso la Sala dei Marmi, Parterre – Piazza della Libertà. Tutti i Vincitori e Segnalati saranno tempestivamente avvisati a mezzo posta elettronica o telefonata.
  15. Alice Bassi

    Strane Creature - vol. 1

    Titolo: "Strane Creature - vol. 1" Autori: Giovanna Repetto, Davide Schito, Nicoletta Vallorani, Emanuela Valentini, Alice Bassi, Danilo Arona, Joe Hill, Laura Scaramozzino, Andrea Viscusi, Richard Larson Collana: TrueFantasy Casa editrice: Watson Edizioni ISBN/EAN: 8887224390/9788887224399 Data di pubblicazione: 10 ottobre 2018 Prezzo: 15 € Genere: antologia di racconti weird/fantastici/horror/fantascientifici/fantasy Pagine: 236 pp. Quarta di copertina: "È vero che esiste una particolare salamandra in grado di rigenerare intere parti del corpo perdute? È vero. Ed è vero che dopo la seconda guerra mondiale una sgangherata coppia di agenti segreti è stata incaricata di sottrarre l'ultimo esemplare vivente a un folle scienziato nazista, per evitare che nuovi abomini si riversassero sul mondo? Può darsi. È un dato di fatto che i corvi amano banchettare con le parti molli delle carogne, ma è vero che alla fine del tempo degli uomini, quando le città saranno ridotte a grandi cimiteri, un corvo stringerà una strana amicizia con un grosso insetto robotico incaricato delle sepolture? Beh. Chi sono io per dire di no? Quello che avete in mano è il primo di una coppia di volumi in cui venti autori straordinari ci offrono altrettante sorprendenti visioni di confine, venti reinterpretazioni della realtà. A cura di Lorenzo Crescentini" Link all'acquisto: Sul sito dell'editore: http://watsonedizioni.it/prodotto/strane-creature-vol-1-antologia-racconti/ Su Ibs: https://www.ibs.it/strane-creature-vol-1-libro-vari/e/9788887224399 Su LaFeltrinelli: https://static.lafeltrinelli.it/libri/strane-creature-vol-1/9788887224399 Su Libreria Universitaria: https://www.libreriauniversitaria.it/strane-creature-watson/libro/9788887224399
  16. DanZac

    Il piacere di scrivere (collana PubMe)

    Nome: Il piacere di scrivere (PubMe editore) Generi trattati: poesia, fantascienza, fantasy, raccolte di racconti e testi per bambini Modalità di invio dei manoscritti: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#download Distribuzione: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/#services Sito: http://ilpiacerediscrivere.pubme.me/ Facebook: https://www.facebook.com/IlPiacerediScrivere1/ Ho ricevuto il contatto da parte della Dark Twin, poiché quest'ultima non tratta fantasy. Ho inviato il primo capitolo della mia opera e la responsabile, dott.ssa Faggioni, mi ha subito contattato. Purtroppo per me per il 2018 sono già pieni (dovevano pubblicare 5 libri, ne hanno preparati 7!). Per il 2019 ne hanno già pronto uno e mi hanno chiesto di inviare sia cartaceo, sia digitale. Il primo lo valuterà la stessa editrice, per "calarsi nel ruolo del lettore" (fantastico). Il digitale sarà di competenza di una equipe di collaboratori. Che dire? I presupposti ci sono tutti, anche l'entusiasmo. Si professano totalmente free. Se ci saranno ulteriori sviluppi vi terrò aggiornati.
  17. Titolo: L'Ultimo Potere Autore: Mirco Tondi Editore: Autopubblicato con Streetlib Genere: fantasy postapocalittico/distopico Pagine: 486 Formato: ebook ISBN: 9788892521940 Prezzo: € 1,99 Trama In un mondo dominato da demoni e infestato da creature mostruose, il genere umano è sull’orlo dell’estinzione. I sopravvissuti si dividono fra chi ha perso ogni speranza e sopravvive in attesa della morte e i pochi che ancora combattono, sperano e cercano di costruire un futuro diverso. Se il potere necessario per sconfiggere i demoni è alla portata di tutti, non tutti sono in grado di attingervi fino ai massimi livelli. Il viaggio del protagonista lo porterà a incontrare i pochi che ancora combattono, a conoscere i propri limiti e a sviluppare la propria forza fino al duello risolutivo. Contenuti L'autore Immagina un futuro distopico in cui la società si è autodistrutta a causa dei propri difetti ingigantiti fino alle estreme conseguenze. La soluzione per ricominciare daccapo, evitando gli errori del passato, sembra essere rifuggire da ogni forma di organizzazione gerarchica e di potere istituzionalizzato (stato, religione ecc) in favore di una cooperazione spontanea fra gli uomini. Non è chiaro in quale modo dovrebbe avvenire il passaggio dal vecchio al nuovo: l’autore è parco di informazioni in proposito e si dilunga invece nella descrizioni delle cause che hanno portato alla distruzione. Un maggiore equilibrio fra queste due parti avrebbe a mio avviso alleggerito la narrazione e migliorato la credibilità della storia. Vizi, virtù e demoni sono gli elementi essenziali e caratteristici del romanzo che mescola al suo interno riferimenti religiosi oltre a elementi new age, fantastici e distopici in un mix gradevole. Buona la costruzione della trama che non lascia questioni irrisolte. I demoni di questo romanzo non sono entità malvagie arrivate dall’inferno o da un altro pianeta ma la manifestazione dei vizi che trasformano gli uomini. Per sconfiggere i demoni bisogna controllare i propri vizi e conoscere le proprie virtù: questo in sintesi il messaggio che trasmette il romanzo. Purtroppo, il forte messaggio morale che permea la narrazione spesso prende il sopravvento sulla vicenda e diventa pesante. Ambientazione e personaggi Il mondo in rovina in cui si muovono i personaggi è di stampo occidentale e buona parte del romanzo si svolge fra ruderi di città abbandonate descritti con dovizia di particolari. A volte le descrizioni aiutano a far percepire al lettore l’atmosfera, altre, specialmente nelle parti che precedono l’azione e in cui l’autore dovrebbe cercare di far aumentare il senso di attesa, distraggono e rallentano il ritmo. Di norma efficaci, invece, le descrizioni degli scontri. I personaggi sono funzionali alla storia, ma non rimangono impressi per le loro peculiarità e mi è risultato difficile immedesimarmi nel protagonista, o sviluppare affetto o avversione per gli altri personaggi. Questo a mio avviso dipende in parte dall’impostazione che l’autore ha voluto dare alla storia - e può piacere o meno, questione di gusti - ma in parte è l’effetto di una gestione a volte poco accurata dei punti di vista. Stile e forma La scrittura è di norma corretta e con pochi refusi ma con occasionali svarioni grammaticali e parole usate impropriamente. Il ritmo narrativo alterna periodi ben organizzati per lunghezza e struttura ad altri poco scorrevoli e ridondanti. Alcune scelte di organizzazione dei contenuti mi hanno lasciata interdetta: flash back o salti temporali non ben indicati costringono il lettore a fermarsi per collegare e riordinare le sequenze distraendo dalla lettura. Giudizio finale Ho trovato interessante l’idea alla base della storia e anche lo sviluppo della trama, tuttavia a mio parere il romanzo avrebbe bisogno di essere rivisto per riequilibrare e organizzare con maggiore precisione le varie componenti.
  18. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  19. BramStoker

    Tempesta Eterna

    Era, credo, la notte del 21 Dicembre, anzi, ne sono sicuro, la fredda e umida notte del solstizio d’inverno. Aprendo la finestra che dava sulla mansarda, la mia testa si alzò quasi meccanicamente e si affacciò in alto, ammirando all’orizzonte un lenzuolo di stelle che luccicavano ad intermittenza e si stagliavano per chissà quanti chilometri in quello spazio infinito di puntini eburnei che a me sembrava tanto un mantello di velluto maculato di verniciature biancastre appena fresche. Tutto quello spettacolo mi trasmise un nonsoché di magico; stetti parecchi minuti, incantato da quell’ombra scura del cielo sfavillante, ad osservare come, quelle stelle immobili, non ostentassero alcun movimento. Il cielo quella notte sembrava più luminoso di come io lo ricordavo, e quel teatrino di stelle mi tenne attanagliato alla finestra come un chiodo arrugginito. Mi destò d’un tratto una specie di vento pungente e freddo, che mi picchiò in fronte facendomi svolazzare i lunghi capelli qua e là; sono certo che mi fece trasalire in quell’istante. Quella folata di vento sembrava arrivare da quei reconditi angoli di cielo che io fino a quel momento avevo ammirato ― trascinò con sé uno strano profumo, un profumo di terra, proveniente molto probabilmente dai larghi campi e dalle lunghe distese di prateria giù a nord, e, vivacissimo, attraversò il canaletto del mio naso facendomi conoscere parti di terra dimenticate al buio di quella mirifica notte di seta. Cercai di capire come era stato possibile come quella raffica di vento si fosse alzata tutt’a un tratto, di come, misteriosamente, si fosse liberata in quell’aria che a me sembrava tanto secca e arida. La risposta ancora una volta mi venne dal cielo, che sormontava la terra in tutta quella sua gelante imponenza. Conserti le braccia e mi abbandonai completamente al buio di quella notte. Con la luce della fiamma del candelabro che baluginava dietro la mia schiena, quel cielo sembrava spegnersi. Il vento sciorinò adesso tutta la sua veemenza, facendo danzare irrequiete le foglie degli aranceti e della gramigna che poco d’allora dormiva sotto il peso greve di quel cielo ammaliante. Io ovviamente non mi mossi. La mia curiosità ebbe il sopravvento, ed imperiosa, mi fece acquietare ancora una volta in quella mia vista, la quale stava diventando ormai una difficile, ma bella impotenza di resistere all’apoteosi della bellezza, che si snodava tramite i suoni di quella natura mobile e irrequieta. Così io guardai il paesaggio cambiare: nugoli di vapori scuri cominciarono a stagliarsi all’orizzonte, obnubilando la magnifica luminosità stellare con la quale mi ero abbandonato, come un sogno. Caterve di nuvoloni neri, come valanghe in piena notte, stormivano pesanti, e, carichi di folgori sfavillanti, abbuiarono il cielo, accerchiandolo, premendolo, come in una rissa. Adesso, io, come il cielo, mi sentivo addosso un’insana tristezza mista ad amarezza, che mi fece pervenire un’irrazionale voglia di chiudere la finestra e sprofondare tra le coperte, piangendo tra il cashmere del cuscino. Ma rimasi lì, ancora, quasi sconcertato, ma ancora incuriosito, a guardare come il paesaggio avrebbe reagito. Scoccai un’occhiata fugace ad est, dove pigolavano, seppur spenti, gli ultimi raggi di mezza luna, la quale non era riuscita a distinguersi in mezzo al tepore di quelle stelle; le quali, però, adesso, quasi inconsapevolmente, si stavano spegnendo come soffi su fiammelle di candele. E fu: il cielo si spense. Il nero di velluto inondò l’epidermide di tutte quelle piantine, che si sfasciavano sotto l’impetuosità di quel ventaccio rigido e ghiacciato. Io mi voltai di scatto come se qualcosa si fosse mossa sotto il letto. Trasalii quando mi accorsi che era stata solo la mia fervida immaginazione. La stanza in cui mi trovavo, nella notte di Dicembre, sembrava brancolare sotto ombre vacillanti, che danzavano nei muri come tribù africane, nel gelo della luce baluginante del candelabro. D’un tratto il paesaggio sembrò percorso da un’inquieta calma, silenziosa, che mi fece accapponare la pelle. Mi voltai ancora una volta verso quel buio fitto e opprimente del cielo, e, tra lo schioccare celere d’un battito di ciglia e l’inaspettata dilatazione delle pupille, vidi un’accecante saetta sfavillare in mezzo a quel buio smaniante. Tutto intorno sembrò fermarsi. Le piante, immobili; gli animaletti, tentennanti, zitti… silenzio. Un orrendo silenzio si riverberò in mezzo a quel buio inquietante. E poi, non so spiegarlo, perché credo di non essermene mai imbattuto, un inaudito frastuono così rombante sconquassò il cielo a due metà e fece tremare tutto. Io non so se il cuore mi batté nei successivi secondi, ma sapevo che mi trovavo per terra con la faccia che lambiva il pavimento freddo. Un tuono così fragoroso io non l’avevo mai sentito, e, ne sono certo, neanche un altro essere umano al mondo. Le finestrelle tremarono così fortemente che poco a lì si sarebbero sfracellate, i mobili traballarono, e quel piccolo cerchio di luce nella mia stanza si spense. Dopo seguì una strana quiete; e, vi giuro, io, appiattato su quel legno frigido, con le guance schiacciate a terra, vidi la mia stanza imbiancarsi di una strana luce, così accecante che per la prima volta nella mia vita sentì il cuore in gola, anzi, al cervello. Il bagliore lampeggiò per circa due o tre volte, per poi spegnersi proprio nel momento in cui mi accingevo a guardare da dove arrivasse. Adesso era tutto buio. Tutto. Mi girai e mi rigirai per cercare un fulcro su cui appoggiarmi. Cominciò a piovere, a piovere forte; io chiusi la finestra, istintivamente, per l’assurda e illogica protezione della specie umana che si difendeva da quel tuonante spettacolo. Non feci a meno di sentire il forte scroscio dell’acqua strapazzarsi sulle tegole sopra la mia testa e dedurre che una tempesta dalle dimensioni perplessamente enormi era arrivata alle porte. Tutto, dico tutto, intorno a me, era buio, ed io, accecato dal nero più assoluto, brancolai in mezzo alle ombre della mia stanza. Mi appropinquai caparbiamente allo scrittoio dove ricordavo che ci fosse il candelabro, ma inciampavo qua e là con le mani tese a mo’ di zombie per cercare di imbattermi contro qualche oggetto. Fu un respiro di sollievo quando le mie mani si smaltarono di cera. Le candele ancora fumavano, e per riaccenderle necessitavo della scatola di fiammiferi. Agguantai il candelabro con entrambe le mani. Mi feci strada tramite la luce abbarbagliante delle saette, le quali riuscivano a filtrare in su fino alle tendine vermiglie che coprivano la finestrella. Si stamparono sulle pareti strane ombre, più inquietanti, che oscillavano a ritmo di pioggia con movimenti davvero psichedelici, sullo sfondo rosso della tendina. Sentii un altro frastuono, stavolta più leggero, ma che comunque mi scosse e fece alzare un po’ di polvere dal linoleum. Trovai la scatola, mi avvicinai alla finestra per un po’ di luce, presi un fiammifero e lo sfregai contro la superficie ruvida dell’incarto, si accese e mi sentii subito sollevato. Un fuocherello, un fuocherello che mi faceva sentire protetto da non so quale entità o forza della natura… se ora ci penso mi fa ridere; ma ridere di tristezza, perché, oggettivamente, quello fu un primo segno di cedimento; e come ho già detto prima, non mi ero mai, e dico mai, nella mia vita, imbattuto in uno scenario così strano, misterioso e terrificante allo stesso tempo. La luce fioca intanto continuava a vacillare in quel lembo di buio pesto. Le ombre sulle pareti si dileguavano per poi riapparire, nascondersi per poi assumere sagome più orrende, che somigliavano tanto a fumi leggeri, forme geometriche irregolari, animaletti tentennanti ― tutto, insomma, sembrava muoversi sotto l’incanto di quel tiepido cerchio di luce. Infuocai tutte e tre le candele e soffiai il fiammifero. Mi chiedevo cosa stesse facendo tutta la mia famiglia dall’altra parte. Mi avvicinai alla porta, antica e acerba, la schiusi e me la lasciai alle spalle, non senza un cigolio raccapricciante. Il lungo corridoio, tale e quale come mi appariva davanti, così polveroso che non si puliva mai, sempre sudicio, dal quale non si vedeva la fine, mi trasmise un senso di misteriosa inquietezza che non mi seppi spiegare. Camminai in punta di piedi, furtivo, sul tappeto persiano che si srotolava per parecchi metri. C’era un odore di chiuso che l’aria sembrava quasi irrespirabile. Oltre la luce del candelabro segmenti di sguardi trapassavano i miei occhi, incrociandosi inspiegabilmente con quegli orrendi ritratti genealogici, propri delle nostre più antiche radici. Cercai di stare più appiccicato possibile alla luce e a fuggire da quelle occhiate che mi premevano. Si sentivano sulla mia testa colpetti di pioggia fastidiosi che naufragavano sulle tegole, le quali, tuttavia, sembravano trapassarle e gocciolare fin dentro casa. Visi vetusti, antichi, pieni di rughe, facce sbiadite, parevano fissarmi dietro le fioche fiammelle del candelabro d’argento. Ancora camminavo, sconcertato, lungo l’androne di casa. Accorsi il passo. Quel corridoio mi sembrò stranamente più lungo per qualche ragione di cui non mi riuscii a raccapezzare. Corsi, sfrecciando tra i quadri, cercando di sfuggire a quelle occhiate che mi comprimevano sempre di più. Mi lasciai dietro una mole incontenibile di buio… le pupille che si rimpicciolivano come quelle di un gatto… sembrava che quel corridoio non terminasse più. Il cuore mi batté più forte all’improvviso e le mani mi si intinsero di sudore. La gola divenne più secca d’un corpo privo di vita. Mi salì da non so quale parte del corpo un fetentissimo affanno che mi mondò quel minimo si sicurezza che custodivo dentro quelle mura di casa. Ansimai. Mi brillarono gli occhi. Il respiro diveniva ancora più difficile e come spine mi stringeva forte i polmoni. Quei quadri sembravano fissarmi minacciosamente, astiosi, forse, al baluginante barlume del candelabro. Sentii il corridoio stringersi, le mura chiudersi contro le mie ossa, i ritratti orripilanti che, ostili, mi guardavano come su una lettiga di morte vagante i quali mormoravano un qualcosa di demoniaco che mi fece perdere il lume della ragione. Chiusi gli occhi e mi affidai alla sorte, brancolando nel buio delle pupille, spaventato, irrazionale, e sbattei tutt’a un tratto la testa contro una superficie di legno, che, certamente, doveva essere la porta d’ingresso della cucina. Precipitai atterrito sulla pelliccia del tappeto, col candelabro che ora si era spento, flebile, perdetti i sensi. Mi svegliai con un fortissimo mal di testa. Davanti a me, facce sfocate mi osservavano, accoccolate sulle mie gambe molli. Dovevo essermi svegliato dopo qualche minuto, a giudicare dalla posizione delle lancette dell’orologio che segnava la mezzanotte. Mi alzai sui gomiti e cercai di sgranare gli occhi. Davanti a me mio padre e mia madre, che sorridevano. Chiesi loro con voce roca e distrutta cosa ci trovassero di tanto divertente. Loro lì, ancora, seduti vicino ai miei piedi, mi guardavano dritto negli occhi con quel sorrisetto che, adesso, ritornando appieno delle mie facoltà mentali, mi sembrava un po’ inquietante. La risposta non arrivò alle mie orecchie e adesso mi chiesi se fossi ancora stordito, o se quelle facce, toccandole, fossero vere. Così posi la domanda ancora una volta facendo attenzione a non essere troppo petulante:<<Insomma, che c’è da ridere?>> ― domandai imbarazzato con un segno chiaro d’imbranataggine. Un silenzio che mi fece rabbrividire percosse la stanza; dietro quei sorrisetti un qualcosa di davvero stravagante e raccapricciante sembrava racchiudere tutta l’alacrità di quel silenzio. Gli occhi di mia madre sembravano profondi, di un grigio spento, persi nel vuoto ― quelle labbra sterili e secche, prive di colore. Mio padre aveva la fronte corrugata, le sopracciglia arcuate, e quelle rughe, con gli occhi grandi e spalancati assieme a quel sorriso, sembravano nascondere una ferocia famelica che non aveva niente di umano e che non gli avevo mai visto. Ingoiai un brivido che mi fece tremare la pelle ed asciugare quel poco di saliva che mi rimaneva sulla lingua. Allora mi scattò impervio il pensiero di toccare quelle facce per constatare la reale condizione dei miei sensi, che mi sembravano tanto fiacchi quanto la botta che presi alla testa quando questa sbatté contro la porta della cucina. Ma qualcosa, dentro di me, mi diceva di non avvicinare il dito: mi ricordava tanto, da piccolo, il rossore del sangue che versai quando, senza saperlo, avvicinai una mano per accarezzare il pelo di un cane che ringhiava, con la schiuma in bocca. Quell’incubo mi si accavallò, mi imperversò le membra e, quando lo rievocai, mi accese un brivido proveniente da sotto, sotto la colonna vertebrale, fin su al collo. Mi feci forza. Dovevo toccare quelle facce. La mia vista tuttavia si sgranò completamente, e, solo adesso, potei distinguere con nitidezza tutto quello che mi circondava. Quei due corpi, ancora, fermi, mi guardavano opprimenti, i sorrisetti che sembravano ghigni feroci, le rughe delle sopracciglia che solo un pazzo poteva avere. Dovevo toccare quelle facce. La più vicina a me, proprio a cavallo delle mie costole, era quella di mia madre. Guizzai l’indice dal cuscino. Tremante, percorse uno spazio vuoto che sapeva di una terribile concezione di uno sbaglio incombente, di fronte alla terribile scena che i miei occhi rievocavano, di quel cane schiumeggiante, rabbioso, feroce. Avevo paura che questi si voltasse di scatto, non appena avvicinato il dito, o comunque dopo aver sentito la presenza di quest’ultimo. Il dito tremolava, lentissimo. Mi ero rassegnato che se fosse successa qualcosa, dopo quel mio avvicinarmi, mi sarebbe venuto un infarto dallo spavento. La tensione saliva, e con questa, le goccioline di sudore. Guardai gli occhi di mia madre con circospezione, al fine di poter intercettare qualsiasi mossa che ella, o meglio quella cosa, si fosse immaginata. L’indice sfiorò la sua guancia. Per fortuna non si era girata. L’unghia grattò la superficie della pelle, ma non sprofondò oltre. Cercai di spingere più in giù il dito, ma questo si fermò come in una pista di pattinaggio, con la sottile differenza che questa mi ricordava tanto le gocce del candelabro che mi avevano bruciato le mani. Gridai di paura e mi alzai di scatto. Un tremolio mi imperversò la colonna vertebrale. Ora, a due piedi dal divano, mi accorgevo di come le due figure guardassero, con un sorrisetto bianco e demoniaco, verso il posto su cui ero disteso, avendo ignorato il mio movimento istintivo di fuga. Gli gridai contro ancora una volta, con un brillio agli occhi e una voce confusa, ma niente; mi pizzicai le guance per constatare se quella scenetta, inquietante e spaventosa, fosse solo uno strano, terribile incubo, ma niente; ero sveglio, io ― io, da solo, davanti a quelle due figure ferme come statue, inclinate verso il divano, con espressioni astruse che facevano vacillare il senso di normalità a cui era abituato il mio stato d’animo. Li toccai ancora una volta, picchiettando l’indice contro la pelle dura, e mi raccapezzai scoprendo che avevo davanti due statue di cera! Mi misi le mani nei capelli per pensare e snebbiare la mente, doveva esserci un nesso logico con tutto quello che mi stava capitando, un collegamento trasversale con quelle scene in cui mi stavo imbattendo: quella tempesta rombante imbattutasi tutta di colpo, quel corridoio che sembrava interminabile, quelle due statue di cera posizionate di fronte al divano e… dov’era mio fratello? Quel bambinone precoce e testardo? Questi furono i dubbi che mi sormontarono in quel momento… <<Ashtooon!>> <<Ashtooooon!>> Gridai. Mi guardai attorno. Mi trovavo in cucina. C’era un pancarré con la martellata alla fragola sulla tovaglia. C’erano piatti e posate sporche ancora sul tavolo e una strana puzza di bruciato. Contai le sedie. Tre. Tre sedie. Le contai di nuovo. Tre sedie. Mi domandavo dove fosse l’altra, c’era sempre stata la quarta. Mi girai e mi rigirai, in cerca di quella sedia. Mi affacciai dalla finestra, ancora pioveva. Il paesaggio sembrava percorso da una calma silenziosa che faceva venire voglia di uscire e bagnarsi. Dal cortile non si vedevano che montagne oscurate e alberi frascheggianti. Uno strano luccichio che doveva essere probabilmente la luce della città rischiarava il fianco ovest dell’Etna. Lo ignorai e ricominciai la mia ricerca. La stanza di mio fratello era di fronte alla mia, e per arrivarci dovevo attraversare nuovamente quel corridoio cui avevo maturato un brutto ricordo. Mi ero ripromesso però che l’avrei trovato anche se fossi stato incerettato misticamente da qualcosa di paranormale che, adesso me ne resi più conto, vagheggiava nelle stanze di casa mia. Senza, e dico senza alcun problema attraversai il corridoio (perché prima sì e ora no?) e arrivai sull’uscio della porta che collegava questo alla stanza di Ashton. Il candelabro avvinghiato saldamente alle mie mani traballava qua e là, e la luce che si proiettava sui quadri era molto irregolare e deforme. Adesso, un dipinto alla mia destra, non mi guardava più come prima; tuttavia non vi nascondo che fui percorso dentro da una paura irrefrenabile che sarebbe esplosa in un grido se questo avesse roteato le pupille e quindi averle incrociate alle mie. Non ci feci caso come prima, immerso completamente nel fardello dell’azione, di scoprire il significato travolgente di quel mistero davvero enigmatico e labirintico. Lo chiamai da dietro il legno della porta, accentuando il suo nome con un tono di voce più acuto del solito, che rasentava paura e confusione. Nessuna voce accorse al richiamo. Picchiettai le nocche innumerevoli volte, bussando con energica portata. Ancora il nulla si sentiva, mentre il silenzio procrastinava già da sé un pensiero di rassegnazione davvero inquietante. Preso sempre di più dall’impazienza, cercai di sfondare la porta, scaraventandovi contro potenti calci e spallate. Dopo esattamente tre tentativi, la porta cedette e cadde oltre la soglia, dall’altra parte. Non riuscii a vedere niente; buio pesto e opprimente relegava le mura di quella stanza, che, naturalmente, non era grande quanto le altre. Superai la porta camminandoci su e la luce del candelabro, ad ogni mio passo, rischiarava, seppur in modo contenuto, la stanza. Una luce, una luce, filtrò dalla finestra: era quella di un fulmine. La stanza si illuminò di blu in un baleno, anzi, d’azzurro; tutto quello che mi ero immaginato era, tra la celerità di quel barbaglio in un battito di ciglia, davanti a me… la sedia, la sedia… la sedia era s-sistemata l-là… sssul piedistallo… lacci di scarpe sciolti dondolavano… le sscarpe, le scarpe vacillanti nel buio, u-un corrrpicino appppeso sssul tetto ― un capppio, un fottutissimo cappio stringeva il collo del mio fratellino. Strinsi i pugni. Gridai. Mi cadde il cuore a terra. Piansi. La pioggia fuori per dispetto ballava assieme al corpicino del mio fratellino. Guarda, un altro lampo. Un’altra luce, un altro grido silenzioso. Guarda, la fine della vita inspiegabile, maledetta e bastarda. E piansi ancora.
  20. syllon

    Greco&greco Editori

    Nome: Greco&Greco Editori Generi valutati: giallo, fantascienza, politica, saggistica, narrativa, eros, memorie, letteratura classica e contemporanea e umoristica Invio manoscritti:http://www.grecoegrecoeditori.it/invio-manoscritti/ Distribuzione:http://www.grecoegrecoeditori.it/distributori/ Sito: http://www.grecoegrecoeditori.it/ Facebook: https://www.facebook.com/pages/GrecoGreco-editori-Official/1496908373913073?ref=bookmarks Dal loro sito (ottobre 2018): Al momento non prendiamo in esame testi da valutare.
  21. libero_s

    A nord

    A nord Il disco del sole, rosso e deforme come il ferro incandescente nella fucina di un fabbro, si rifletteva sullo specchio d’acqua piatto e immobile come un felino in agguato, che contrastava con l’atmosfera densa e vorticosa in perenne movimento. La vegetazione lussureggiante combatteva la sua lenta battaglia per conquistare ogni spazio libero. Migliaia di specie diverse di piante lottavano con tenacia spietata superandosi, avvolgendosi, rubandosi vicendevolmente luce e nutrimenti nell’apparente calma della foresta, come eserciti spietati e dalle risorse infinite, incuranti delle perdite inflitte o subite. La silenziose armate vegetali progredivano senza sosta, fagocitando nella loro marcia ogni zolla di terra, ogni pietra, ogni superficie disponibile, insinuandosi, scalzando, spaccando ed infine macinando ogni cosa come un mostro proteiforme dall’appetito insaziabile, paziente e inarrestabile. Il ragazzo corse nell’erba tagliente che gli arrivava alla vita fino alla riva del lago. Un uomo sedeva immobile, con lo sguardo rivolto al sole. Maestro, dobbiamo andare. Siamo gli ultimi. L’uomo si girò a fissarlo. Perché sei rimasto? Per stare con voi. Te l’hanno detto loro? Il ragazzo scosse la testa. L’uomo si alzò e lo guardò con maggior interesse. Non mi ricordo di te, non sei uno di quelli a cui insegnavo. Ero nel villaggio, ci siamo uniti a voi solo tre giorni fa. Da quanto sono partiti? Quando il sole era alto, disse il ragazzo alzando il braccio. L’uomo annuì e lo prese per mano. Camminarono per un breve tratto, immergendosi nell’erba sempre più alta, fino a una radura dove gli steli schiacciati e calpestati iniziavano a rialzarsi. L’uomo raccolse una lancia con la punta di metallo e uno zaino di pelle logora e si infilò gli spallacci consunti. Hai preso le tue cose?, chiese. Il ragazzo indicò una borsa di stoffa grezza che gli pendeva sul fianco. Andiamo, disse l’uomo. Si avviarono seguendo le tracce di erba calpestata che si perdevano nell’intrico di un muro vegetale. Come facciamo a trovare la strada nella foresta?, chiese il ragazzo. Seguiamo gli altri. Il loro passaggio è impresso nel terreno, sul muschio, nei ramoscelli spezzati. E loro come fanno a sapere la strada? Non ti sei mai allontanato dal tuo villaggio prima d’ora? No. Nessuno di noi si allontanava mai. L’uomo sospirò. Basta guardare il sole, disse. A mezzogiorno, quando il sole è più alto devi voltargli le spalle e andare sempre dritto. Ora è laggiù, disse il ragazzo indicando verso destra. Qualche raggio rosso penetrava a stento, quasi orizzontalmente, l’intricata volta di foglie che si attorcigliavano in una complicata danza di guerra. Quando il sole è al tramonto devi tenerlo alla tua destra. Ovest È la direzione del sole che scompare. Noi andiamo a nord. Perché a nord? Perché sei rimasto?, chiese l’uomo. Dicono che voi sapete tutto. Dei vecchi tempi, di dove bisogna andare, perfino del futuro. Lui rise. E a te cosa importa? Voglio imparare, disse il ragazzo guardandosi i piedi. L’uomo gli appoggiò una mano sulla spalla. È una buona cosa, disse. Un enorme tronco caduto ricoperto di muschio sbarrava il percorso, avviluppato in un intrico di cespugli cresciuti in fretta per approfittare dell’inaspettata fortuna di un frammento di cielo lasciato libero dal crollo del gigante. L’uomo si fermò, imitato dal ragazzo. Un cenno della mano smorzò sul nascere le sue domande e osservò l’uomo con attenzione cercando di indovinarne i pensieri. La tensione muscolare nel braccio che reggeva la lancia lasciava intuire la vicinanza di un pericolo. L’uomo annusò l’aria e lasciò vagare lo sguardo nella muraglia vegetale. Attesero a lungo, immobili lasciarono che il sole scivolasse oltre l’orizzonte. Andiamo, disse l’uomo. Si infilarono nell’intrico di cespugli spinosi, l’uomo strappò pezzi di muschio fino a sentire la corteccia ruvida del tronco caduto sotto le dita. Si afferrò alle rugosità del legno e si issò, poi si girò e tese la mano al ragazzo. Vieni, disse. Non c’è più pericolo adesso? No. E prima c’era? Si, prima c’era. Come lo sai? L’uomo si toccò il naso. L’ho annusato, disse. Un orso rosso. È ancora lì, da qualche parte, ma non attaccano mai dopo il tramonto. Non ci farà nulla? No, ma sbrighiamoci, sta diventando buio e ci sono altre creature che cacciano di notte. Dobbiamo fare un fuoco. E gli altri? Non li raggiungeremo oggi. Domani, forse. L’uomo raccolse qualche ramo spezzato e fece cenno al ragazzo di fare altrettanto. Non è legno secco, disse, ma brucerà lo stesso. Camminarono nella luce sempre più incerta finché la foresta non si diradò lasciando intravvedere enormi blocchi di pietra ricoperti di muschio e rampicanti, illuminati da una luna opalescente che faticava a perforare la densa atmosfera rossastra. Cosa sono?, chiese il ragazzo. Case. Edifici, grattaceli. Una volta ci abitavano le persone. Persone come te e me? Persone come te e me. L’uomo si addentrò fra le case trasformate in un intrico vegetale e si accucciò fra le radici di un albero dal tronco così grosso che sarebbero serviti dieci uomini per farci il giro, cresciuto dentro un palazzo scoperchiato. Appoggiò lo zaino a terra e ne estrasse due pezzi di pietra e una manciata di paglia e di licheni essiccati. Sfregò le pietre fra di loro producendo una pioggia di scintille che si smorzarono rimbalzando sulla paglia. Insisté con pazienza finché un filo di fumo scaturì dall’esca. Vi soffiò sopra con dolcezza, covando il fuoco fra le mani. Una fiammella incerta prese vita, l’uomo attese che si rinforzasse prima di posarvi sopra ramoscelli via via più grossi. Il ragazzo sedette accanto a lui fissando il fuoco. L’uomo estrasse dallo zaino un involto di foglie che posò a terra e lo aprì mostrandone il contenuto. Prese il coltello e tagliò alcune strisce che diede al ragazzo. Carne essiccata, disse. Ne tagliò dell’altra che tenne per se. Che altro hai nello zaino? L’uomo prese con delicatezza uno strano aggeggio di metallo e lo mostrò al ragazzo. È un astrolabio. È uno strumento antico, lo usavano una volta per determinare la posizione. Il ragazzo annuì senza capire. Mangiarono in silenzio. Alla fine il ragazzo si girò verso l’uomo. Perché a nord? Credevo te ne fossi dimenticato. Una volta c’erano persone ovunque. Città, case, strade. E nessuno si preoccupava di ciò che stavano facendo al mondo. Inquinavano, sporcavano, bruciavano fuochi che facevano nuvole di fumo così grandi da oscurare il sole. Sapevano cosa sarebbe accaduto, ma nessuno voleva rinunciare a nulla e così andarono avanti come niente fosse. La Terra diventò calda, i ghiacci si sciolsero, vi furono inondazioni, terremoti, uragani che duravano anni spazzarono il mondo tempestandolo di piogge torrenziali. Le piante furono quelle che se la cavarono meglio. Acqua e calore era ciò che serviva loro. E anche se il cielo divenne sempre carico di nuvole e vapore la cosa non impedì loro di crescere. Guardati attorno. Le piante stanno vincendo, non c’è posto per noi qui. Non possiamo vivere sotto questo cielo sempre gravido di nubi. E a nord cosa c’è? Guarda, disse l’uomo alzandosi in piedi. Afferrò la mano del ragazzo e si allontanarono dal fuoco. Guarda il cielo, da quella parte. Non vedo niente. Non fissare lo sguardo altrimenti non la vedrai. Guarda un po’ di lato, ma sempre di là, verso nord. Aspetta, vedo una lucina. Forse è un fuoco su una montagna. Non è un fuoco, disse l’uomo. È una stella. L’ultima stella che si vede in cielo. Cos’è una stella? È come un sole lontano. Ma non è questo che conta. Quello che conta è che riusciamo a vederla. Vuol dire che il cielo lassù è più pulito, libero dalla cappa di umidità che nasconde tutte le altre stelle. L’uomo chiuse gli occhi e parlò con voce sognante. A nord è più freddo, le piante non ci sconfiggeranno. Ci basterà seguire l’ultima stella. E se dovesse sparire anche quella?, chiese il ragazzo. Non sparirà. Andrà tutto bene, te lo prometto.
  22. arabafelix

    Watson Edizioni

    Nome: Watson edizioni Generi: Horror e gotico, Fantascienza, Fantasy e fantastico, Narrativa, Racconti Invio dei manoscritti: http://watsonedizioni.it/pubblicare/ Contratto standard: http://watsonedizioni.it/wp-content/uploads/2015/12/contratto_watson_2015.pdf Distribuzione: DirectBook e librerie fiduciarie http://watsonedizioni.it/watson-in-libreria/ Sito web:http://www.watsonedizioni.it Facebook: https://it-it.facebook.com/WatsonEdizioni/ Ho ricevuto una mail in cui mi comunicano di essere disposti alla pubblicazione di un mio romanzo. l'ho trovata su Internet. Qualcuno la conosce?
  23. Marc Dumont

    In un mucchio di cenere

    Non ho mai visto Ray così, sembra un involucro vuoto adagiato sulla sedia. Un uomo con quelle occhiaie non deve dormire da giorni e continua a muovere le labbra senza emettere alcun suono, come se avesse finito le parole. Gli ho portato al tavolo il solito whisky, ma non lo ha ancora toccato. Il bicchiere è li, fermo dove l’ho lasciato, e lui lo contempla, perso nei pensieri, mentre il corpo non si muove se non per qualche rapido respiro. Tutto d’un tratto le sue braccia iniziano a tremare, prima in modo impercettibile poi sempre più violentemente. Si aggrappa ai lati del tavolo, come se cercasse un appiglio per non volare via e, alzando la testa verso il soffitto, inizia a parlare. Comincia a bassa voce, mormorando in continuazione “È la fine”, “Siamo finiti”, poi alza il tono e urla “Mio padre lo sapeva, lo aveva predetto!”. Scuote la testa, forse per cercare di scacciare i demoni che lo torturano e gocce di lacrime e sudore lasciano il viso per cadere silenziose a terra. Su un altro tavolo Jake, il figlio di Fabrice, e un paio di amici stanno consumando il loro stipendio a suon di birra e vodka. Non c’é da biasimarli, d’inverno lavorare alle miniere non deve essere una passeggiata, e quando sono arrivati avevano ancora la barba incrostata dal ghiaccio. L’alcool gli ha scaldato le membra ma sembra anche che abbia fatto riemergere vecchi rancori e ora i tre stanno urlando insulti al vecchio Ray, senza alcun rispetto. Jake dice qualcosa ai due amici e ciondola verso Ray con uno sguardo che non promette nulla di buono. “È la fine di cosa, vecchio?” dice, spingendo la spalla di Ray, che è ancora ancorato al tavolo. Il vecchio non reagisce, come se fosse un muro colpito da una mosca. “Hai perso le parole? Scarto della natura” continua, colpendolo con una sberla alla nuca che fa ondeggiare la testa di Ray. Ma anche in questo caso lui non reagisce, il corpo è li ma la mente è da un’altra parte. Dico al ragazzo di levarsi di torno, che non voglio casini nel mio locale, ma lui mi ignora e gli altri due mi urlano di portare ancora da bere. Mentre riempio i boccali, Jake trascina una sedia di fronte a Ray e si siede. Scende il silenzio mentre si toglie i guanti e gli stringe le guance con la mano sporca di grasso. Lo guarda dritto negli occhi e poi, avvicinando il viso a quello di Ray, dice: “Che ci fai qui vecchio? Non è ora di andare in cantina a evitare la fine del mondo?” Scoppia a ridere e si guarda intorno compiaciuto, cercando lo sguardo dei due amici che lo scherniscono a loro volta: “Salvaci tu, Ray!”, “Salvaci tutti!” e girano le sedie per godersi meglio lo spettacolo. Tutto d’un tratto il vecchio Ray si libera con forza dalla stretta di Jake e si alza in piedi, allargando gli occhi, come in preda a una visione. Ha il corpo rigido e con il braccio teso indica l’uscita. “Andate via, è la fine!” urla e si guarda in giro per un attimo, come nella speranza che qualcuno lo ascolti. Ma nessuno da peso alle parole di un vecchio pazzo. Crolla di nuovo sulla sedia, continuando a ripetere la stessa frase a bassa voce, premendosi le tempie come in preda a una forte emicrania. Da’ uno sguardo al bicchiere di whisky, lo prende dal tavolo ma il figlio di Fabrice gli colpisce la mano e il bicchiere si infrange a terra a pochi passi. Urlo a Jake di farla finita, ma le mie parole si perdono nella stanza semi-deserta. “Come ha fatto mia madre ad andarsene per una nullità come te!” urla Jake mentre scarica un pugno sul volto di Ray, che finisce a terra a far compagnia ai frammenti di vetro. Appoggio i boccali e salto al di là del bancone per andare a soccorrere Ray che non sembra in grado di difendersi. Grido al branco di levarsi minacciandoli e mi inginocchio ad aiutare il vecchio: è freddo, bagnato fradicio e sembra avere uno zigomo spaccato. Ma con la mente non è qui con me, delira e pronuncia parole scollegate, che sembrano sgorgargli dalla bocca senza controllo. “Una sola distrazione” mormora, “un solo ritardo”, “il cancello è aperto”, “arrivano”. Cosa ti è successo amico mio? La solitudine deve averti pian piano divorato e ora sembra non esserci più nulla da fare. Avrei dovuto capirlo prima, tutte quelle frasi sull’oscuro segreto che custodivi e che noi prendevamo come uno scherzo. Non erano uno scherzo, erano la tua mente che iniziava a delirare. Faccio per alzare Ray da terra quando un suono elettrico attraversa l’aria e di colpo cade il silenzio. Nessuno parla più. I tre ragazzi sono immobili, un grosso buco fumante dove prima avevano il cervello. Un brivido mi attraversa il torace e faccio fatica a respirare. Guardo verso il basso ma non riesco più a tenermi in piedi e crollo a terra, con Ray che mi guarda contorcendo il viso come se avesse visto un mostro. Faccio giusto in tempo a vedermi il braccio e il torace diventare polvere, prima che un purulenta zampa mi si appoggi sul cranio. Ray si è alzato ed è già con un piede fuori dalla porta posteriore. Proverà a salvarsi. Fuori dal locale, immense navi solcano il cielo e un fuoco acciecante come il sole d’estate sta inghiottendo il mondo. La vita ridotta a un mucchio di cenere. Un secondo passo e Ray sparisce dietro la porta secondaria, senza guardarsi indietro, nemmeno per un attimo. Sento premermi la faccia verso il terreno e la zampa mi fracassa la testa. Prima di cadere nel nulla, l’ultimo pensiero va al mio amico Ray: spero che anche lui, come tutti, non riesca a salvarsi.
  24. Federico Aviano

    Imlestar

    Ciao a tutti, Mi chiamo Federico Aviano, ho ventidue anni e ho creato da una settimana il mio blog personale, il cui indirizzo è https://imlestar.wordpress.com Il blog tratta di fantasy, fantascienza, romanzi storici e giochi da tavolo. Vi aspetto!
  25. Vinicio Dolfi

    Rinascita sulla Luna

    Titolo: Rinascita sulla Luna Autore: Vinicio Dolfi Casa editrice: Montag Collana: Altri Mondi ISBN: 9788868922344 Data di pubblicazione: 20 Febbraio 2018 Formato: cartaceo 15X21 Prezzo: 18,00 € Genere: fantascienza Pagine: 179 Link all'acquisto: http://www.edizionimontag.com/shop/scheda.asp?id=647 https://www.mondadoristore.it/Rinascita-sulla-Luna-Vinicio-Dolfi/eai978886892234/#galleria Link dell'articolo sul libro apparso in "Global Science" rivista oline dell' Agenzia Spaziale Italiana, il 28 Maggio 2018: https://globalscience.globalist.it/pianeta-terra/2018/05/28/rinascita-sulla-luna-la-fuga-dal-mondo-tossico-un-libro-di-vinicio-dolfi-2025096.html QUARTA DI COPERTINA: Nella seconda metà del XXI secolo il cambiamento climatico provocato dall'uomo innesca un processo distruttivo; la Terra si trasforma in una seconda Venere completamente inabitabile. Le massime autorità scientifiche danno il via a un ambizioso piano di salvataggio. Sulla Luna le enormi caverne sotterranee create miliardi di anni fa dalla lava (i lavatube) vengono sigillate e rese abitabili. La guida del progetto cade nelle mani di due personaggi che condividono la medesima visione: sulla Luna bisognerà creare un società nuova e diversa. Sarà una lotta impari e tenace ma lo scopo è fra i più importanti: crescere nuove generazioni e proiettarle nell'Universo per far sì che l'umanità paghi il suo debito col passato. L'Autore: Vinicio Dolfi, appassionato di lettura, scrittura, astronomia e fantascienza, vive e lavora in Toscana.
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