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Trovato 27 risultati

  1. Aneddoti dal cuore

    Fino a
    Aneddoti dal cuore - REGOLAMENTO Bando ufficiale: http://www.archiviospettacolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=110:regolamento-concorso-aneddoti-dal-cuore&catid=41:concorsi&Itemid=164 Art. 1 - Presentazione L’Associazione Archivio Spettacolo, allo scopo di favorire la condivisione delle proprie esperienze personali, indice la prima edizione del concorso a tema: Aneddoti dal cuore. Art. 1.1 - Il Tema Il concorso tratta di storie vere, di persone normali con un’anima speciale. È facile ricordare la vita di persone importanti, un po' meno ricordare quella di persone normali che fanno cose importanti. Attraverso i tuoi ricordi creeremo un percorso di emozionanti memorie, ricordando persone che, con i loro piccoli gesti, hanno cambiato la vita dei propri cari e forse anche di molti altri… o forse involontariamente anche di tutti noi. Art. 1.2 - Quote d’iscrizione Il concorso è completamente gratuito. Art. 2 - Racconti ammessi Sono ammessi solo racconti scritti in lingua italiana, di vita vera e inediti; non saranno ammessi racconti già presentati ad altri concorsi letterari, o pubblicati in rete. Art. 3 - Partecipanti La partecipazione è aperta a tutti, cittadini italiani e stranieri ambosessi, purché l’opera sia scritta in lingua italiana da autori emergenti o persone comuni. Per i partecipanti che non hanno compiuto la maggiore età è richiesta un’autorizzazione scritta e firmata dei propri genitori o tutori legali. Art. 4 - Tempi e modalità I racconti vanno inviati tramite posta elettronica all’indirizzo: info@archiviospettacolo.it entro e non oltre la mezzanotte del 24/06/2018. Nell’oggetto della email va indicato: Partecipazione ad Aneddoti del cuore, nel corpo della email va espressamente indicato di comprendere e accettare il regolamento nella sua integrità, e di accettare nello specifico gli articoli 6 e 6.1. I racconti vanno inviati in un unico file di testo (.doc / .txt). In calce al racconto dovranno essere riportati i seguenti dati: NOME, COGNOME, DATA E LUOGO DI NASCITA, INDIRIZZO (completo di C.A.P.) , NUMERO DI CELLULARE , INDIRIZZO E-MAIL. Art. 5 - Premi e premiazione Al 1° classificato verrà fatta una video-intervista gratuita, dove potrà parlare del soggetto del suo racconto. Gli altri partecipanti ritenuti idonei verranno inseriti gratuitamente sul portale web www.ArchivioSpettacolo.it , con la possibilità di essere ricontattati in futuro per eventuali collaborazioni. L’associazione Archivio Spettacolo si riserva la possibilità di pubblicare un E-book a diffusione gratuita con i racconti migliori; in questo caso gli autori verranno tempestivamente avvisati via E-mail. Resta comunque inteso che l'associazione Archivio Spettacolo nulla dovrà agli scrittori e che i diritti intellettuali dei racconti resteranno dei rispettivi autori, che li potranno utilizzare come meglio credono senza alcun vincolo con l’Associazione. Art. 6 - Accettazione del regolamento La partecipazione al concorso implica il completo comprendimento del regolamento e quindi l’accettazione integrale, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle modalità che regolano la validità dell’iscrizione, determina l’immediata esclusione al concorso, senza che l’organizzazione sia tenuta a informare il diretto interessato. Art. 6.1 - Dichiarazioni Con l’invio dei racconti i partecipanti dichiarano: di avere preso visione del presente regolamento e di accettarlo e sottoscriverlo integralmente; di essere gli autori del racconto inviato, che è unicamente frutto del proprio ingegno ed esperienza reale della propria vita, che il racconto è inedito e che non lede i diritti di nessuno; di sollevare l'associazione Archivio Spettacolo e tutto lo staff organizzativo del concorso dalle responsabilità derivanti da dichiarazioni mendaci. di accettare insindacabilmente tutte le decisioni assunte in merito al concorso da Archivio Spettacolo; di acconsentire alla pubblicazione dei racconti proposti nell’antologia (E-book), come precisato all’art. 5; di essere consapevoli che non percepiranno dall'associazione Archivio Spettacolo alcun compenso per la partecipazione al presente concorso, né da eventuali pubblicazioni; di acconsentire il trattamento dei dati personali ai sensi del DLgs 196 del 30/06/2003; di rinunciare quindi a qualsivoglia pretesa, anche economica, per profitti derivanti da diritti TV, o altra fonte. Art 6.2 - Privacy I dati personali saranno trattati secondo il DLgs n.196/2003 , solamente ai fini del concorso.
  2. Questa mattina mi sono svegliato presto, ho fatto la doccia e ho messo il profumo quello buono, quello che non uso mai. Mi sono vestito come quando ci si prepara a primo appuntamento. Io volevo solo sapere se c'eri. L'assenza di peso è una condizione che generalmente si sperimenta nello spazio, quando non c'è gravità; io l'ho provata qui sulla terra quando ti ho sentito e quel rumore non lo scorderò mai. Da quel momento tutto è diventato così bello e inutile, così leggero e difficile. Alle persone che mi dicevano cose, convinte che quelle cose fossero davvero importanti, avrei solo voluto dire: "scusami, veramente, non prendertela... ma di quello che mi stai dicendo non me frega un cazzo". Sono certo che nessuno se la sarebbe presa perché l'avrei detto con il sorriso più dolce, semplice e consapevole del mondo. Magari pure appoggiandogli una mano sulla spalla. E poi nient'latro, sarei andato via e avrei solo lasciato che l'universo continuasse ad espandersi dentro me perché in fondo sentivo di poterlo contenere tutto. *le mie emozioni alla tua prima ecografia.
  3. Casa editrice tedesca / Agente letterario tedesco

    Salve, apro questa nuova discussione perché mi frulla in testa una idea strampalata. Ho la traduzione in tedesco di un mio lavoro. Ora, vorrei provare a inviarlo in Germania. Avete mai letto/sentito nominare delle case editrici e/o agenti letterari tedeschi? Ah, secondo voi sarebbe possibile? Grazie Astenersi perditempo.
  4. Funky Puppets

    Ahi! Sono scivolata sul bagnato e ho sbattuto contro la vasca, mi rialzo in fretta perché, come al solito, sono in ritardo. Abito in una stradina un po’ ripida e se corro ci impiego 3 minuti a percorrerla, però devo ignorare le gambe che, sveglie da una sola mezzora, iniziano a intorpidirsi e a diventare sempre più pesanti. L'aria è fredda e umida, sento il fiato che si spezza, ecco l'autobus! Non so come sia possibile ma quando sono in ritardo è sempre Peppe a guidare, lui si ricorda di me, sono quella che arriva alle 9.00 e non trova quasi mai le monetine per il biglietto e che per questo fa partire tutti in ritardo di uno o due minuti, ma lui mi aspetta divertito dalla solita scena. Sono seduta, ho il naso congelato e respiro forte mentre cerco di far entrare nello zaino strapieno un sacco di oggetti che ho lanciato a caso in una busta. Per un attimo mi vedo dall'esterno e vedo una ragazza ansimante e agitata che non riesce a sistemare le proprie cose, mi ordino di calmarmi e mi guardo in giro.. l’avranno vista anche gli altri così? Respiro profondamente e finisco di ordinare con più calma di prima, prendo le cuffie e inizio ad ascoltare i Red Hot Chilli Peppers, nel frattempo l'autobus è già partito da un paio di minuti ma neanche me ne sono accorta. Inizio ad essere cosciente di quello che ho attorno: per ora ci sono pochi posti occupati, due signore chiacchierano tra di loro di pomodori e medicine e tra gli ultimi sediolini c'è un ragazzo che si guarda in giro con aria ebete e superficiale, io sono quella seduta vicino al finestrino in un posto singolo, sulla destra, così posso vedere meglio il panorama mentre scendiamo dalla mia collina. L’autobus si ferma e salgono una famiglia di turisti e due donne che abitano lì intorno, non li guardo, sto di nuovo perdendo la percezione dell'esterno quando colgo con la coda dell'occhio un movimento ritmico che decido di guardare meglio: una delle donne che è appena entrata ha delle unghie lunghissime e picchietta quella dell'indice sulla sua borsa. Sale altra gente, l’ambiente diventa un po' affollato, stretto e sembra che qualcuno si sia svuotato addosso un’intera boccetta di un profumo terribile. La signora continua a battere quell'unghia sulla borsa, mi sembra di sentire il rumore nonostante le cuffie, l'aria è pesante, lo spazio è poco, il ritmo è scandito da quel movimento e così passano 5 minuti, mi sembra di impazzire totalmente, potrei chiederle di smettere di muovere quel maledetto dito? O potrei aprire tutti i finestrini di questo autobus? Non credo riuscirei a muovermi però.. e poi rischierei che tutte queste signore, che con il tempo son diventate solo più acide e chiacchierone, diano vita ad un movimento di liberazione dalla corrente. A quelle dei pomodori miracolosi se ne sono aggiunte altre due e parlano le une sulle altre, nessuna ascolta ma tutte vogliono parlare dei loro problemi che sono chiaramente i più importanti. Mi sento sempre più piccolina in questo sediolino, cavolo, prima mi sembrava più grande, ora non so dove spingere lo zaino, devo scendere di qui, non riesco a respirare, guardo fuori dal finestrino, mi sono persa il panorama, sono passati solo altri 5 minuti? Oddio! quella donna deve avere il dito più allenato del mondo, come riesce a batterlo senza fermarsi mai? Come riesce a fare qualsiasi altra cosa con quelle unghie cadavericamente lunghe? Oh sì! Ecco la fermata prima della mia, mi alzo per prenotarla ma sono lenta, però Peppe accosta comunque perché mi ha visto in piedi dallo specchietto retrovisore, mi faccio strada tra tutti questi corpi e ricevo qualche piccola spinta e uno sguardo torvo da una di quelle acide signore, forse dovrei imparare a nascondere meglio le mie impressioni o forse dovrei smettere di essere giovane per far piacere a tutte queste bisbetiche. Esco con un salto e un "Grazie!" all'autista. Sono fuori e posso riprendere aria, chiudo gli occhi e abbasso leggermente la testa indietro, sento di nuovo il naso che si raffredda, è piacevole ma, ancora, mi vedo dall'esterno e vedo una persona strana, apro gli occhi e salgo sul marciapiede, l’autobus è sparito e anche stavolta non me ne sono accorta. Mi guardo in giro cercando di orientarmi, sono in perfetto orario ma inizio a correre lo stesso alzando il volume dei Metallica, sempre più veloce sperando di arrivare più lontano.
  5. Ronzani Editore

    Nome: Ronzani Editore Generi trattati: Narrativa non di genere, Saggistica, Poesia, Tipografia ed Editoria: https://www.ronzanieditore.it/le-collane Modalità di invio dei manoscritti: contatto diretto attraverso la sezione "contatti" Distribuzione: https://www.ronzanieditore.it/punti-vendita/punti-vendita Sito: https://www.ronzanieditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/RonzaniEditore/ Dalla sezione "La Casa Editrice": La nascita di una nuova Casa Editrice richiede la compresenza di ingredienti precisi: l'amore per il libro come mezzo di espressione e come occasione di divulgazione del pensiero, un programma editoriale chiaro e coerente con il messaggio culturale che si intende offrire, un'altrettanto chiara idea del pubblico a cui ci si rivolge, una solida organizzazione d'impresa, la sensibilità per la scelta dei titoli e degli autori, la voglia di scovare nuovi autori e opere inedite che possano entrare in un catalogo uniforme, organico, dove i libri si “parlino l'un l'altro”, per sviluppare un pensiero e una narrazione coerente; infine – ed è una peculiarità che intendiamo sottolineare - la capacità tecnica di produrre libri belli: tipograficamente, graficamente, e per i materiali che si utilizzano nel farli. In altre parole la necessità che un gruppo di persone apporti la propria sensibilità e le proprie competenze al progetto: è un evento raro, ma quando accade genera una specie di magia. La Ronzani Editore, fondata nel 2015, nasce da questo felice incontro tra persone che condividono queste idee, da questa sentita esigenza di diffondere, divulgare l'amore per la lettura e per i bei libri, ma vorrebbe essere anche qualcosa di più: un “progetto culturale” che veda il libro come meraviglioso pretesto: per rendere concreta questa moderna e attualissima forma di resistenza, che si dispone partendo da tre collane classiche per una casa editrice di cultura, narrativa – poesia – saggistica, oltre a una quarta dedicata alla cultura tipografica ed editoriale.
  6. Fino a
    Settimo appuntamento con le presentazioni di "D’Ä MÊ RIVA – Il linguaggio mediterraneo di De André" Reading teatrale: Andrea Martina (autore) Voce e chitarra: Giuseppe Fiorante LIBRO Nel 1984 Fabrizio De André sorprese critici e appassionati con la pubblicazione di Crêuza de Mä, un disco cantato interamente in dialetto genovese. Un'esigenza più che un'ispirazione, combinata a meraviglia dall'incontro tra il cantautore genovese e Mauro Pagani (arrangiatore e polistrumentista) che, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la PFM verso la metà degli anni '70, era impegnato da diverso tempo in una lunga ricerca sugli strumenti e le sonorità mediterranee. Crêuza de Mä viaggia nel Mar Mediterraneo e nei sogni di chi lo naviga o aspetta dalla propria riva il momento di partire, racconta storie dimenticate e muove il suo obiettivo tra gli emarginati delle città portuali, cerca una radice comune che attraversa secoli e generazioni passando dalle scie disegnate dalle barche sull'acqua. Il disco abbraccia il Mediterraneo nella forma attraverso lingua e musica e rispetta questo spirito anche nell'essenza, cercando di essere cosmopolita, mistico e sfuggente come ogni realtà marittima. AUTORE Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e attore teatrale. Ha pubblicato i romanzi "Fratelli di Strada" (ed. Il Filo, 2012) e "C'è chi dice No" (Lupo editore, 2015). È autore e interprete di otto spettacoli teatrali tra cui "Il Gigante" e "Amata Terra Mia" Nel 2017 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università del Salento con una tesi in linguistica italiana su Fabrizio De André, tesi che è stata pubblicata nel novembre dello stesso anno.
  7. Fino a
    Ottavo appuntamento con le presentazioni di "D’Ä MÊ RIVA – Il linguaggio mediterraneo di De André" Appuntamento a venerdì 5 gennaio 2018, Mesagne (BR) - Crema&Cioccolato Reading teatrale: Andrea Martina (autore) Voce e chitarra: Giuseppe Fiorante LIBRO Nel 1984 Fabrizio De André sorprese critici e appassionati con la pubblicazione di Crêuza de Mä, un disco cantato interamente in dialetto genovese. Un'esigenza più che un'ispirazione, combinata a meraviglia dall'incontro tra il cantautore genovese e Mauro Pagani (arrangiatore e polistrumentista) che, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la PFM verso la metà degli anni '70, era impegnato da diverso tempo in una lunga ricerca sugli strumenti e le sonorità mediterranee. Crêuza de Mä viaggia nel Mar Mediterraneo e nei sogni di chi lo naviga o aspetta dalla propria riva il momento di partire, racconta storie dimenticate e muove il suo obiettivo tra gli emarginati delle città portuali, cerca una radice comune che attraversa secoli e generazioni passando dalle scie disegnate dalle barche sull'acqua. Il disco abbraccia il Mediterraneo nella forma attraverso lingua e musica e rispetta questo spirito anche nell'essenza, cercando di essere cosmopolita, mistico e sfuggente come ogni realtà marittima. AUTORE Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e attore teatrale. Ha pubblicato i romanzi "Fratelli di Strada" (ed. Il Filo, 2012) e "C'è chi dice No" (Lupo editore, 2015). È autore e interprete di otto spettacoli teatrali tra cui "Il Gigante" e "Amata Terra Mia" Nel 2017 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università del Salento con una tesi in linguistica italiana su Fabrizio De André, tesi che è stata pubblicata nel novembre dello stesso anno.
  8. Fino a
    #9. Presentazione di "D’Ä MÊ RIVA – Il linguaggio mediterraneo di De André" Appuntamento a venerdì 5 gennaio 2018, Mesagne (BR) - Crema&Cioccolato Reading teatrale: Andrea Martina (autore) Voce e chitarra: Giuseppe Fiorante LIBRO Nel 1984 Fabrizio De André sorprese critici e appassionati con la pubblicazione di Crêuza de Mä, un disco cantato interamente in dialetto genovese. Un'esigenza più che un'ispirazione, combinata a meraviglia dall'incontro tra il cantautore genovese e Mauro Pagani (arrangiatore e polistrumentista) che, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la PFM verso la metà degli anni '70, era impegnato da diverso tempo in una lunga ricerca sugli strumenti e le sonorità mediterranee. Crêuza de Mä viaggia nel Mar Mediterraneo e nei sogni di chi lo naviga o aspetta dalla propria riva il momento di partire, racconta storie dimenticate e muove il suo obiettivo tra gli emarginati delle città portuali, cerca una radice comune che attraversa secoli e generazioni passando dalle scie disegnate dalle barche sull'acqua. Il disco abbraccia il Mediterraneo nella forma attraverso lingua e musica e rispetta questo spirito anche nell'essenza, cercando di essere cosmopolita, mistico e sfuggente come ogni realtà marittima. AUTORE Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e attore teatrale. Ha pubblicato i romanzi "Fratelli di Strada" (ed. Il Filo, 2012) e "C'è chi dice No" (Lupo editore, 2015). È autore e interprete di otto spettacoli teatrali tra cui "Il Gigante" e "Amata Terra Mia" Nel 2017 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università del Salento con una tesi in linguistica italiana su Fabrizio De André, tesi che è stata pubblicata nel novembre dello stesso anno.
  9. Fino a
    Ottavo appuntamento con le presentazioni di "D’Ä MÊ RIVA – Il linguaggio mediterraneo di De André" Appuntamento a venerdì 5 gennaio 2018, Mesagne (BR) - Crema&Cioccolato Reading teatrale: Andrea Martina (autore) Voce e chitarra: Giuseppe Fiorante LIBRO Nel 1984 Fabrizio De André sorprese critici e appassionati con la pubblicazione di Crêuza de Mä, un disco cantato interamente in dialetto genovese. Un'esigenza più che un'ispirazione, combinata a meraviglia dall'incontro tra il cantautore genovese e Mauro Pagani (arrangiatore e polistrumentista) che, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la PFM verso la metà degli anni '70, era impegnato da diverso tempo in una lunga ricerca sugli strumenti e le sonorità mediterranee. Crêuza de Mä viaggia nel Mar Mediterraneo e nei sogni di chi lo naviga o aspetta dalla propria riva il momento di partire, racconta storie dimenticate e muove il suo obiettivo tra gli emarginati delle città portuali, cerca una radice comune che attraversa secoli e generazioni passando dalle scie disegnate dalle barche sull'acqua. Il disco abbraccia il Mediterraneo nella forma attraverso lingua e musica e rispetta questo spirito anche nell'essenza, cercando di essere cosmopolita, mistico e sfuggente come ogni realtà marittima. AUTORE Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e attore teatrale. Ha pubblicato i romanzi "Fratelli di Strada" (ed. Il Filo, 2012) e "C'è chi dice No" (Lupo editore, 2015). È autore e interprete di otto spettacoli teatrali tra cui "Il Gigante" e "Amata Terra Mia" Nel 2017 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università del Salento con una tesi in linguistica italiana su Fabrizio De André, tesi che è stata pubblicata nel novembre dello stesso anno.
  10. Fino a
    Settimo appuntamento con le presentazioni di "D’Ä MÊ RIVA – Il linguaggio mediterraneo di De André" Reading teatrale: Andrea Martina (autore) Voce e chitarra: Giuseppe Fiorante LIBRO Nel 1984 Fabrizio De André sorprese critici e appassionati con la pubblicazione di Crêuza de Mä, un disco cantato interamente in dialetto genovese. Un'esigenza più che un'ispirazione, combinata a meraviglia dall'incontro tra il cantautore genovese e Mauro Pagani (arrangiatore e polistrumentista) che, dopo aver interrotto la sua collaborazione con la PFM verso la metà degli anni '70, era impegnato da diverso tempo in una lunga ricerca sugli strumenti e le sonorità mediterranee. Crêuza de Mä viaggia nel Mar Mediterraneo e nei sogni di chi lo naviga o aspetta dalla propria riva il momento di partire, racconta storie dimenticate e muove il suo obiettivo tra gli emarginati delle città portuali, cerca una radice comune che attraversa secoli e generazioni passando dalle scie disegnate dalle barche sull'acqua. Il disco abbraccia il Mediterraneo nella forma attraverso lingua e musica e rispetta questo spirito anche nell'essenza, cercando di essere cosmopolita, mistico e sfuggente come ogni realtà marittima. AUTORE Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e attore teatrale. Ha pubblicato i romanzi "Fratelli di Strada" (ed. Il Filo, 2012) e "C'è chi dice No" (Lupo editore, 2015). È autore e interprete di otto spettacoli teatrali tra cui "Il Gigante" e "Amata Terra Mia" Nel 2017 consegue la laurea in Scienze della Comunicazione presso l'Università del Salento con una tesi in linguistica italiana su Fabrizio De André, tesi che è stata pubblicata nel novembre dello stesso anno.
  11. Diario di Emilia

    http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/36330-the-revenge/ Sono partita da Bulgaria per Italia, per lavorare, Io: Preghiera per Dio: Però, non sapevo che cosa mi aspettava: loro, mi hanno fatto prostituta. Loro, mi ha minacciato che prendono mia bambina. Dio, tu proteggi lei. Me anche. A casa tu, riporta me, dalla mia figlia. Voglio di abbracciarla, anche la mia sorella, i miei cugini: in Bulgaria! Solo tu, puoi riportare me a casa, Amen. Cara figlia mia, quanto vorrei abbracciarti. Però sono molto lontana, cara mia Loni, questo te lo scrivo solo per te: Loni, amore, tu sei tutto per me, come vorrei che tu sappia e capisca che in questo mondo, di nessuno ti devi fidare. Non sei più piccola bambina mia. Ti dirò che è successo con me quando sono partita per Italia. Questo che non sono andata per lavare piatti in questo buco qui, questo non è vero. Però dopo, tu non sai, loro hanno fatto di me una prostituta, finché la polizia mi ha trovato. Un uomo che lavora con prostitute nella strada mi portato in appartamento insieme con Galja. Ti ricordi Galja che vive in palazzo giallo quasi nuovo? Lei anche partito insieme con me. In questo appartamento dove siamo andate, c’erano altre tre ragazze. Anche loro venivano da lavoro a strada, anche loro sono di paesi come Bulgaria, dove c’è tanta campagna e tanta fabbrica ma pochi soldi. Anche loro aveva pensato andare a Italia a lavare piatti. Quanti piatti ci sono in Italia? Tutte le ragazze di Est, come dicono qui, pensano che ci sono abbastanza piatti per tutte. Loni quando torno? Ogni giorno mi alzo e bevo caffè con Galja. Fuori c’è sole, è primavera. Sento uccelli cantare e vedo alberi verdi. Però sto male, mi pesa, per la mia figlia e mia sorella, i miei nipoti e padre di figlia anche. Io non dimentico mai, sole è fuori non è dentro, dentro sempre piove. Non posso ridere più. Quando sarò a Bulgaria tutto sarà bene, io sarò bene. Sicura. Qui, a Bologna non sento sicura. Non so che succede qui in Italia con noi, solamente voglio che Dio mi riporta a casa da te bambina mia. Io penso che tanto tempo sono in questa casa con Galja. Ci sono tante persone qui, vengono per fare cose insieme con noi, parlano con noi italiano, vogliono che noi sta bene. Non si può fumare qui, andiamo sempre in balcone e, quando è notte, io paura che viene qualcuno perché balcone è vicino di strada. Non so che succede, se questo uomo è buono. Tutte notti esce con macchina, fazzoletti, preservativi, tè; porta tutto a prostitute su strada. Dice tutto va bene, che dobbiamo aspettare un poco ancora perché deve passare processo poi dopo possiamo andare a casa, ritornare a Bulgaria. Io con Galja diciamo va bene, noi aspetta processo, andare con tanta paura e dire chi hanno colpa per questo. In processo di nuovo sarò in una stanza con donna che porta me con Galja a Italia. Donna che teneva noi come mio marito è in prigione. Non poteva uscire mai. Vedeva solo Galja e quando portava di mangiare vedeva anche quella che ha mentito per farci venire a Italia. Nella casa c’era anche voce di uomo però io non l’ho visto mai fino a sera quando siamo state a strada prima volta. Lui ci porta con macchina, io non so dove andiamo. Lui dice andiamo e noi camminiamo con lui fino a macchina. In macchina c’è già seduta donna che si chiama Marina, donna che ha mentito di lavoro. Quella era prima notte di lavoro, noi aveva paura. Non sapeva dove andiamo. Andiamo con macchina tanto tempo poi fermiamo. Strada è grande e passano tante macchine. Tante luci. Noi stiamo in un posto dove c’è anche buio per macchina. Donna dice che noi ora siamo prostitute, dice che dobbiamo andare fuori vicino a macchine che passano e fermare gente poi scopare con loro. Io con Galja piange. Io non voglio fare prostituta. Io voleva solo lavare piatti. Anche scale, non importa ma non voleva fare prostituta. Quella donna ci dice cosa dire: 30 euro, 50 euro, 10 euro, scopare, bocchino, culo, tette. Non serve altre parole in nostro nuovo lavoro. Uomo ci mette cerchietto con luci sopra la testa. Io luci rosse, Galjia luci gialle. Così i clienti quando passano ci vede bene. Io sento tanta vergogna e tanta paura. Solo notte, scuro, strada grande e molte macchine. Io insieme con Galja su strada. Come si fa ora per essere normali? Dopo una settimana Marina e l’uomo non sta più in macchina per controllare noi che lavoriamo. Dopo prima volta che siamo sole non abbiamo fatto niente scopare, solo siamo state in buio fuori di luce. Aveva tanta paura. Fa freddo noi piange ma non si può andare a casa. Dobbiamo stare fino a mattino quando ci viene a prendere. Però quando è venuto uomo per portare noi a casa e non avevamo soldi per lui, ha picchiato anche con cintura. Lui ha fatto con noi sesso perché dice noi dobbiamo imparare. Tante lacrime, tanto urlare. Prima io, dopo Galja. Giorno dopo ancora, poi lavoro, però con lui che controlla. Ma dopo va via perché noi lavoriamo. Siamo brave. Una notte però entro nella macchina di uomo vecchio, lui sembra buono, ha occhi buoni. Sorride. Io dico aiuto, paura, dico che sono prostituta ma che volevo lavare piatti e anche scale. Dico aiuta e piango molto. Uomo anziano però non capisce niente. Io non sa parole giuste per dire aiuto. Io conosco solo scopare, bocchino, culo, tette. Lui non capisce cosa grido, cosa piango e mi fa scendere, apre sportello e spinge me fuori. Io tengo suo braccio però lui forte. Mie lacrime fanno paura a lui. Forse capito ma buoni solo sono occhi. Quando scendo si apre borsa e tutto cade fuori. Preservativi, fazzoletti, telefono. Altro non c’è. Quando noi andate di Bulgaria tante lacrime, ma c’era anche felicità. Noi andava in paese ricco per lavorare per cambiare nostra vita e di nostri figli. Anche Galja ha bambino, piccolo solo 2 anni. Anche Galja e sua famiglia non ha soldi. Uomo buono dice che basta piangere, tutto finito ora, ora passato male. Ma ora c’è male nuovo. Male vecchio ancora qui. Mio paese piccolo, case tutte vecchie. Sta vicino di Sofia, di città grande. Vai per strada grande tra i fiori gialli e alti, sono solo fiori per tanto tempo, poi dopo curva vedi piccola montagna e sopra molte case grige, vicine con tante finestre. Questo è Bobo v Dol, mio paese. Io amo Bobo v Dol è mia casa, mia gente. Tutti mi conosce e io conosce tutti. Lì io sicuro. Anche Galja sicuro. Però niente da fare. Niente lavoro, niente soldi. Solo famiglia. Forse meglio stare poveri che essere prostituta. Deve passare tre mesi, ancora tre mesi poi torno a casa. No so come farò a passare questi tre mesi senza di te e di mia sorellina e di nipoti e di tuo padre. Voglio molto ritornare a casa da voi, Loni, ti prego moltissimo di essere sempre con zia, con persone che amano te, che proteggono, quando sei in bisogno che lei sia il tuo conforto e tu il suo rifugio. Voi tutti siete in miei pensieri, giorno e notte. Sempre. Mi chiedo se mangiate, se avete tranquillità. Se sapete che cosa è successo con me. Ora con me va bene, devo solo aspettare il tempo del processo così sono libera dopo di venire. Preghiera per Dio: Dio mio, ti prego di proteggerli da tutto il male. Io ti prego di essere con mia figlia, sorella, padre e nipoti, proteggili, padre mio, loro sono tutto per me. Aiutali, e me da loro riporta. Dio tu hai detto: chiedi e ti sarà dato, e io voglio che tu mi riporti a Bulgaria, Amen.
  12. Black Wolf Edition & Publishing Ltd.

    Nome: Black Wolf Edition & Publishing Ltd. Generi trattati: Tutti e sono sempre valutati Modalità di invio dei manoscritti: https://www.blackwolfedition.com/ (in contatti c'è il form informazioni o inviare gli allegati a e-mail: edition@blackwolfedition.com) Distribuzione: INGRAM Sito: https://www.blackwolfedition.com/ Facebook: https://www.facebook.com/people/BlackWolf-Edition-Publishing/100010216301416 ---------------------------------------- Il loro About: https://www.blackwolfedition.com/about/
  13. Cassandra - primo capitolo

    Commento Sembra strano come le cose passino veloci. La mente è sempre pronta ad accantonare il passato per far spazio a un presente sempre più ingombrante: studia questo, impara quello, e la poesia, e l’impegno del sabato sera (beh, in realtà questo non dispiace). Ebbene, alla veneranda età di (quasi) diciannove anni, credo di avere un bagaglio immane sulle spalle, un bagaglio che nessun uomo ha mai avuto o pensato di poter avere. Esistono gli storici: ma volete mettere che differenza tra sapere perché si è studiato e sapere perché si è vissuto? Io faccio parte della seconda categoria, e posso affermare con orgoglio di essere l’unico del gruppo ancora vivente: a quanto ne so, tutti gli altri sono morti e sepolti da un pezzo. Dato che non ci crederà mai nessuno, ho pensato di metter giù qualche pagina per qualcuno che vorrà leggere, qualcuno che proprio non ha niente da fare ed è disposto a scendere a patti con un buffone come me, un buffone che racconta solo la verità. La verità, sì. Tanto penserete che sono tutte fantasie, esattamente come vi ho detto. Non voglio anticiparvi nulla: era l’anno scorso, l’anno dei diciotto. In più, da secondogenito ero diventato praticamente figlio unico da quasi due anni, da quando mio fratello aveva pensato bene di togliersi dalle scatole sposando la sua ragazza e uscendo definitivamente di casa. Alleluia! Non pensate a un inizio mozzafiato. La mia era la vita che fanno tanti adolescenti: andavo a scuola, nel week-end calcetto con gli amici, teoria di scuola guida qualche pomeriggio alla settimana. Non mi annoiavo quasi mai, avevo sempre qualcosa da fare insomma. È così ancora adesso che di anni ne ho quasi diciannove. Probabilmente a questo punto vi starete seriamente chiedendo cosa ci sia da scrivere allora, cosa ci sia da raccontare... Forse avete la mia stessa età o press’a poco, e non ci trovate niente in qualcosa che vi racconti la vostra vita per filo e per segno. Ma è qui che interviene l’elemento straordinario del racconto: io non l’ho cercato, non l’ho voluto. Me lo sono beccato. E non è che ne fossi tanto entusiasta. È capitato, è capitato a me. Per questo adesso sento l’esigenza di raccontarlo. Tutto cominciò da una tenda da campeggio. Io e Mich, cioè Michele, il mio vicino di casa, che siamo coetanei, eravamo di strada per andare al liceo. Era una mattina di aprile, poco dopo le vacanze di Pasqua. I cartelloni pubblicitari erano tappezzati con i manifesti degli sconti del vicino supermercato di attrezzature sportive. La vedemmo, e fu nostra: la tenda cinque posti azzurro turchino con finiture cobalto e cerniere doppie interne ed esterne e quattro sezioni separate (cinque se contiamo quella centrale). Modello CLIOpro pt5. E come ho detto si trattava di sconti megagalattici. «Fiiiiiiico!» aveva detto Mich, senza nemmeno valutare il problema portafogli. Ma a quello avevo pensato io: erano 50 euro ciascuno se si aggiungeva alla èlite di proprietari della fantastica tenda CLIOpro cinque posti azzurro turchino eccetera anche il resto della compagnia, vale a dire Flà (Flavio), Lostè (Stefano) e Ben (Alberto). Ne parlammo e naturalmente tutti risultammo d’accordo. Si presentava subito l’occasione di usarla: mio papà aveva categoricamente asserito, come dice lui, che se volevamo andare in vacanza tutti assieme per festeggiare l’ingresso nell’età adulta c’era solo una possibilità per me. La casa in collina. Cavolo, la casa in collina no, dai. Sai che noia, sbuffavo. C’ero stato due volte prima che i nonni passassero a miglior vita e non ne ero rimasto per niente contento. E poi che vai a raccontare alla classe? Sì, abbiamo fatto serata come se non ci fosse un domani... nella casa in collina dei nonni. Sai le risate? Ma quello era (per questioni economiche) e già da mesi ci eravamo accontentati. Esigevamo, a questo punto, di rendere le cose un pochettino, ma poco, più interessanti. Una tenda faceva al caso nostro. Una bella notte fuori di casa ce l’eravamo meritata affrontando eroicamente gli ostacoli come gli Spartani alle Termopili. Riuscimmo a convincere i nostri genitori dopo qualche giorno di preghiere e carinerie (perché siamo tutti dei gran ruffiani), e cominciammo a preparare il programma con annessa lista di cose da comprare: immancabili birra e schifezze varie che non sto ad elencare. Il tempo da allora sembrava non voler passare più. La scuola sembrava non voler finire più. Mich e Flà si beccarono l’affezionato debito in matematica. Giugno passò alla velocità di una tartaruga. Ed ecco finalmente luglio: e una bella mattina di luglio (abbiamo anche dovuto aspettare che mia mamma arrivasse alle settimane di ferie) ci dividemmo tra la macchina di mio padre e quella del padre di Mich e partimmo con la tenda legata saldamente sopra il tettuccio della nostra auto, chiamati dall’avventura. Inutile insistere per passare subito la prima nottata all’aperto. Papà disse categoricamente no, e aggiunse categoricamente che avevamo una settimana. Che aspettassimo, insomma! La solita gioventù impaziente. E va bene, niente tenda la prima notte... ma un bel giretto per il paese era d’obbligo. Col poco che mi ricordavo fui un pessimo cicerone per i miei amici. Ma a loro non importava un fico secco, come neanche a me, di Cicerone, della storia del paese, di quali parenti abitassero in una casa piuttosto che in un’altra. Che alla fine poi le porte erano tutte sbarrate, perché qui la gente ci arriva in agosto, mica in luglio. Sospettavamo che mio padre l’avesse fatto apposta per fare in modo che meno gente possibile ci conoscesse per quei vandali che lui pensava che fossimo. Simpatico, vero? Ma conoscendolo lo avrà di certo fatto apposta. La poca gente che incontrammo sulla strada aveva superato la soglia dei settanta, parlava in dialetto con la bocca sdentata e, vi giuro, in cinque capivamo sì e no le stesse tre parole. Non c’era molto da fare, oltre che andare su e giù per l’unica vera via asfaltata (per il resto la strada era fatta di ciottoli di fiume incastrati, se andava bene, altrimenti direttamente di terra battuta). Questa via finisce in una piazza abbastanza spaziosa, su cui si affacciano le uniche vetrine del paese, esattamente dirimpetto alla chiesa: nell’ordine il panettiere/pasticcere, la drogheria, il bar. Ma non aspettatevi nulla di più di un tavolino per giocare a carte: niente musica, niente ragazze, niente vita. Mentre eravamo in piazza, seduti su una panchina, raccontai quello che sapevo della storia del paese: in passato era stato un centro modestamente importante e popolato, con tanto di podestà o come si chiama. Aveva poi avuto il suo castello e il suo conte, tutta roba che ormai si stava dimenticando. Solo i più vecchi di tanto in tanto saltavano fuori a raccontare qualche storia che sembrava più una leggenda che un racconto di storia vera e propria. Mi era capitato, da piccolo, di ascoltarne qualcuna, ma dissi, ridendo, che ero già abbastanza intelligente a cinque anni per capire che erano tutte favole per spaventare i bambini e non farli andare a curiosare nei ruderi. Cosa che effettivamente mi sarebbe sempre piaciuto fare, perché mi dava l’idea di sfidare le regole. Diciamo che il castello sarebbe stata l’unica cosa davvero interessante in quel paesino, se solo si fosse potuto arrivare fin là: fino a qualche decennio fa c’era una strada che vi portava, e ci si poteva arrivare comodamente in macchina, tanto era ben tenuta. Poi, il proprietario dei campi vicini era morto e i suoi figli erano andati ad abitare in città, lasciando tutto alla grazia di Dio. Erano cresciuti i rovi e le piante più varie, e ora ci si lamentava solo per i fantastici funghi che si trovavano lì intorno, ormai fuori portata perché sarebbe servita troppa fatica a raggiungerli. Ecco, questo era l’unico rimpianto della gente del posto. I funghi. Ma anche ai miei amici interessava poco di quanto dicevo. Tornammo in casa e ci piazzammo davanti alla televisione della nostra camera. Ecco: questo fu il nostro primo deludente giorno.
  14. Keller editore

    Nome: Keller Editore Generi trattati: Letteratura, Romanzi, Memoir, Fiction, Non-fiction. Modalità di invio dei manoscritti: Al momento pubblica soltanto autori stranieri. Distribuzione: Consorzio Distributori Associati Sito: https://www.kellereditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/keller.editore/ Ieri in una libreria Feltrinelli ho trovato un loro libro. Era di un formato piccolo e carino. Tutto da coccolare. Mi sono così innamorato di quel libricino che l'ho subito rimesso sullo scaffale .
  15. Sei mesi all'ombra - Alessio Mautone

    "Non puoi raccontare una favola se non hai il coraggio di entrare nel bosco" Titolo: Sei mesi all'ombra Autore: Alessio Mautone ISBN: (Digitale) 9788892685932 Data di pubblicazione: Ottobre 2017 Formato: Ebook EPUB Prezzo: € 2,99 Genere: Biografia Pagine: 67 Link all'acquisto: http://www.mondadoristore.it/Sei-mesi-all-ombra-Alessio-Mautone/eai978889268593/ Quarta di copertina: Ho scoperto di essere malato di cancro per caso e sono guarito senza rendermene conto. Ho vissuto per molto tempo nella sala d'attesa della vita." L'esistenza di Alessio, un ragazzo cilentano come tanti, viene travolta quando gli viene diagnosticato il cancro. Inizierà cosi un lungo viaggio, vissuto tra le stanze di un ospedale e l'affetto delle persone care. Come il giorno, nasce sulle ceneri della notte, egli attraverserà il buio della malattia per ritrovare la luce. Un giorno incontrerà Margherita, una ragazza colpita dallo stesso male, e verrà travolto dalla sua fame di vita. La nostra esistenza è un miracolo e dobbiamo imparare a viverla e ad ammirarla con occhi diversi. L'autore: Alessio Mautone nasce a Vallo della Lucania il 25/02/1993. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, si iscrive all'accademia di recitazione di Giulio Scarpati denominata "Percorsi d'Attore". L'anno seguente entra nell'accademia "Teatro Azione" nella quale non conclude gli studi. Torna nella sua città natale, Vallo della Lucania, e fonda insieme ad un gruppo di amici la compagnia teatrale "Nuova compagnia Vallese". Oltre a recitare, è addetto stampa dell'A.S.D. Gelbison Vallo della Lucania militante nel campionato di Serie D e frequenta il secondo anno di Economia Aziendale. Una delle sue grandi passioni è scrivere. "Sei mesi all'ombra" è il suo primo romanzo autobiografico.
  16. Ponte alle Grazie

    Nome: Ponte alle grazie Generi trattati: saggistica e narrativa Modalità di invio dei manoscritti: proposte@ponteallegrazie.it Distribuzione: nazionale Sito: http://www.ponteallegrazie.it/ Facebook: https://www.facebook.com/PontealleGrazie Nel caso delle proposte di saggistica, si può inviare una sinossi (massimo 4000 battute). Se di nostro interesse, richiederemo poi l'intero manoscritto. Nel caso della narrativa, è bene inviare, assieme alla sinossi, l'incipit del romanzo (massimo 20000 battute). In tutti i casi, è benvenuta una breve notizia sull'autrice o l'autore, e in particolare sulle pubblicazioni precedenti. Se non fosse possibile inviare sinossi e incipit per posta elettronica, si può utilizzare l'indirizzo della casa editrice: via Gherardini, 10 - 20145 Milano. I manoscritti non verranno in nessun caso restituiti. Gruppo editoriale GeMS
  17. Goodbye Memories

    Commento a Firmato C.L. http://www.writersdream.org/forum/forums/topic/35549-firmato-cl/?do=findComment&comment=625395 L’orologio di legno appeso sul muro davanti al divano scandisce il ritmo dei nostri respiri eccitati. Come al solito siamo tutti pronti per il suo arrivo, eppure questa volta c’è qualcosa di più, l’aria del salotto sembra quasi vibrare insieme ai nostri corpi per l’eccitazione. Mio padre decide di alzarsi dal divano ed affacciarsi per quella che sarà almeno la decima volta alla finestra, intanto mia madre continua a torturarsi le unghie fresche di smalto viola. Io continuo a estrarre il cellulare dalla tasca per controllare l’ora anche lì ed essere sicuro che l’orologio sulla parete non si sbagli. Dovrebbe essere qui da un momento all’altro ormai. Il suono del campanello squarcia il silenzio e ci lascia storditi per un secondo, dopodiché mia madre si fionda ad aprire la porta per dare il benvenuto all’ospite così ansiosamente atteso. Mi muovo anche io verso la porta e lo vedo lì sulla soglia. È sempre lo stesso: magro, poco più alto di me anche se gli anni che ci separano sono tanti, coi capelli rasati, la barba corta e nera che evidenzia i lineamenti definiti del viso. Qualcosa è cambiato nel suo volto però. Gli occhi non sembrano luminosi come una volta e sembra che mantenere il solito sorriso benevolo gli stia costando una grande fatica. Saluta i miei genitori e poi la prima stranezza, al posto del solito abbraccio mi dona una semplice stretta di mano, sarà perché ormai mi considera un uomo proprio come lui. Eppure una parte di me rimane delusa da quella freddezza. Poco importa. Il pranzo è pronto e ci accomodiamo al grande tavolo in sala da pranzo insieme al resto della famiglia. Ognuno esegue la sua solita parte alla perfezione. È uno spettacolo che conosciamo tutti fin troppo bene ormai, mamma e papà chiedono come va a lavoro, a questo punto nonno non gli lascia il tempo di rispondere e sfodera uno dei suoi infiniti aneddoti della sua gioventù, nonna cerca di zittirlo con poca convinzione e così via per tutta la durata del rito. Io resto silenzioso come al solito e intanto lo osservo, cerco di capire con tutto me stesso cosa c’è che non va in tutto questo. Basta un secondo, un sonoro crack mi esplode nella mente e mi rendo conto della farsa in cui sono immerso. Mi alzo in fretta dal tavolo e senza dire niente corro in camera mia sbattendo la porta dietro di me per la fretta. Mentre rimango paralizzato, la schiena contro il muro, qualcosa di simile ad una scossa elettrica mi attraversa le gambe e le mani facendole tremare. Il resto del corpo rimane freddo, trasformato in ghiaccio dall’epifania di qualche minuto prima. Solo un sottile rivolo di lacrime si fa strada sulle guance per scaldare il volto e scendere fino al mento. Lui apre la porta lentamente, entra e la richiude subito dietro di sé. “ Non te la sei bevuta tu vero?” mi chiede, il sorriso cancellato sparito dal suo volto. Non ho la forza per parlare, le parole si rifiutano di uscire perciò scuoto semplicemente il capo. Gli occhi abbassati, non ho il coraggio per guardarlo in faccia. Lo sento avvicinarsi, mi prende fra le braccia e mi stringe a sé. Avvolgo anche le mie intorno a lui e per un istante mi sembra di tornare piccolo ed innocente come quando lo conobbi da bambino. Inspiegabilmente sembra che sia diventato molto più alto di me, affondo il viso nel suo petto ma cerco di non stringere troppo quel fragile miraggio. “ Che c’è? Non sai più abbracciare come una volta?” mi chiede lui singhiozzando. Respiro profondamente e con un filo di voce sottile rispondo “ Ho paura a farlo”. “ Anche io piccolo” mi risponde lui. “ Stai per andare via di nuovo non è vero?”. Mi solleva il viso e con un sorriso triste macchiato dalle lacrime mi dice “ Purtroppo si, ma giuro che tornerò a trovarti ancora”. Quella folle promessa mi strappa una risata nervosa ma sincera e lo saluto “ Ci conto”. Chiudo gli occhi, lo stringo un po’ di più e lentamente lo sento svanire tra le mie mani, come sabbia portata via dal vento. Esco fuori da camera mia,gli occhi ancora lucidi. I parenti mi chiedono che fine abbia fatto lui, rispondo che aveva un impegno ed era dovuto scappare. “Oh beh sarà stato qualcosa di importante, tornerà presto scommetto” dice mia madre speranzosa. “Già” rispondo io con un mezzo sorriso.
  18. Catartica Edizioni

    Nome: Catartica Edizioni Generi trattati: Narrativa, saggi, biografia e memoriale, storico, romanzo di formazione Modalità di invio dei manoscritti: Inviando una e-mail all'indirizzo di posta catartica.manoscritti@gmail.com Distribuzione: In fase di organizzazione. Attualmente presenti sulla piattaforma "Satellite libri". Sito: http://www.catarticaedizioni.com/ Facebook: https://www.facebook.com/catarticaedizioni/ Dal sito dell'editore: Catartica Edizioni [...] Vogliamo essere indipendenti e controcorrente, una casa editrice che non pone censure preventive e che punta a valorizzare tutte le forme di espressione che nella letteratura così detta “tradizionale” non trovano sufficientemente spazio. [...] Il Progetto [...] Un progetto indirizzato principalmente, ma non esclusivamente, alla Sardegna, della quale intendiamo raccogliere e valorizzare le principali tematiche che animano il dibattito socio-politico e culturale. Una piccola casa editrice indipendente indirizzata a valorizzare le realtà locali, le periferie, le culture e le espressioni d'arte alternative che vengono trascurate dalla grande editoria incline alla sola logica del profitto e delle grandi tirature. Un progetto svincolato dunque dalla crescente massificazione e dall'appiattimento culturale imposto dall'industria editoriale dominante. Alla base di tutto questo c’è il desiderio di prestare attenzione ad ogni percorso del libro, partendo dalla valutazione del testo sino a mettere l'autore al centro di un lavoro di redazione mirato non solo alla stampa della sua opera ma anche alla cura dei dettagli, alla promozione, che consideriamo essenziale, e alla sua distribuzione. [...] [...] Catartica Edizioni pubblica opere di vario genere (Raccolte di racconti, Romanzi, Saggi politico-sociali ecc.) di scrittori emergenti e non, con particolare attenzione alle tematiche sociali delle realtà urbane, delle periferie e alle espressioni d’arte alternative. [...] L’idoneità alla pubblicazione [...] comporta la sottoscrizione di un contratto di edizione che non prevede nessun costo a carico dell’autore. [...]
  19. [FdI 2017-1] W la gnagna. Chi non tromba va in montagna!

    Commento Incipit 7 Finale 2 W la gnagna. Chi non tromba va in montagna! (7999 caratteri) Quella mattina non era cominciata nel migliore dei modi. Enzo sentiva il cuore pulsargli nelle tempie e in contemporanea esplodergli nel petto, tanta era la foga nell'arrancare sui gradini dell'ufficio a due per volta; ma il ritardo era notevole e l'ascensore al suo ennesimo "fuori servizio" nello stesso mese. – Porcaccia di quella zozza, proprio oggi che c'è lo sciopero dei mezzi doveva rompersi la cinghia dell'auto? Non amava il turpiloquio e s'inventava imprecazioni bislacche nella maggior parte dei casi. Oggi, però, non era uno di quelli. Troppo stremato e grondante di sudore per essere anche creativo, nonostante quello fosse il suo ruolo in azienda. Aveva un brutto presentimento, Enzo. E infatti appena entrò nell’ufficio della “B&N Literary Agency” sentì una voce tuonargli contro. La voce del padrone. – Enzo, lo sai che ore sono? – Mi scusi dottor Nuwanda, ma la cinghia dell’auto mi si è… – Ma per carità, cosa vuoi che me ne freghi? Piuttosto, è pronto lo slogan per il libro di Lapetto Pistacchio? Enzo sbiancò. Lapetto Pistacchio! Un vero cane. Uno scrittore infame. Scrittore poi… l’ultimo degli scribacchini. Il suo romanzo d’esordio, “W la gnagna”, era una porcata immensa. Le avventure adolescenziali di due idioti in vacanza sulla riviera romagnola, tra gare di rutti, ubriacature e, ovviamente, la costante ricerca di qualche disperata così disperata da voler far sesso con loro. Il tutto scritto con le K al posto delle C, perché fa figo, moderno e tutto quanto. La B&N era riuscita a piazzarlo a un vecchio editore di Gubbio. Costui, ricchissimo di famiglia, ultimamente non c’era più molto con la testa e Bango Skank – il socio di Nuwanda – lo aveva convinto a sganciare 50mila euro d’anticipo per “W la gnagna”. Lapetto, manco a dirlo, di quei soldi non avrebbe mai visto un centesimo, grazie a una clausola scritta in piccolo nel contratto che specificava come, nel caso di anticipi, l’agenzia avrebbe trattenuto il 100% della somma, niente dovendo all’autore. Enzo avrebbe dovuto occuparsi dello slogan da inserire sulla copertina, sotto al titolo. E se ne era scordato. Ed entro due ore in copisteria dovevano andare in stampa. E poi a mezzogiorno l’agenzia chiudeva per ferie. In realtà dovevano chiudere il giorno prima, ma Nuwanda aveva preteso che tutti i dipendenti si facessero qualche ora di straordinario non retribuito, quella mattina. Così, giusto per ricordare a tutti chi comandava. – Io… io… certo che è pronto! Vado in bagno a rinfrescarmi e le porto tutto in ufficio. – Portalo a Bango – rispose Nuwanda tirando fuori un gatto a 9 code da un armadietto, – io devo andare a controllare gli stagisti. Vorrebbero essere addirittura pagati, quei vermi! Gli sto dando la possibilità di scoprire un best seller, e loro vorrebbero essere pagati. Ingrati. Ma gli faccio vedere io, gli faccio vedere. Nuwanda urlò queste ultime parole facendo schioccare la frusta in aria. Poi aprì la porta blindata da cui si accedeva alle “stanza delle torture”, dove una decina di stagisti, incatenati, valutavano le sinossi e gli incipit dei romanzi che gli aspiranti scrittori inviavano all’agenzia. Solo i migliori potevano ambire a un contratto di rappresentanza, come era appunto successo a Lapetto Pistacchio. “Accidenti alla sciatica del nonno di Mao Tse Tung” pensò Enzo mentre si sciacquava il viso. “E ora che mi invento?” Buttò giù qualche slogan su un foglietto stropicciato e bussò all’ufficio di Bango. – See, è aperto – rispose una voce impastata. Enzo entrò. Bango Skank si stava fumando un cannone d’erba, in mutande. Era stravaccato su una sedia posizionata davanti al ventilatore, che girava al massimo della potenza. Dei due soci, Bango era senz’altro il meno esigente. Mentre Nuwanda pensava a tagliare le spese e a cercare degli esordienti con tanti follower sui social da lanciare sul mercato per “svoltare” – come Enzo lo aveva sentito spesso dire al suo socio – Bango negli anni si era specializzato nel ramo “truffe e affini”. Certo, non era sempre stato così. Quando avevano aperto l’agenzia, cinque anni prima, erano davvero convinti che avrebbero trovato il nuovo Tolkien, o la nuova Rowling. Ma il mercato editoriale italiano era quello che era, e così si erano trovati a rappresentare autori come Lapetto. – Ascolti, dottor Bango, io avrei pronto lo slogan per il romanzo “W la gnagna”. – Ah sì, quella porcata immonda. Spara, Fulvio! – Io… io mi chiamerei Enzo. – Ma sì, ma sì… Fulvio, Enzo, Ernesto… che differenza fa? Tu sei il nostro creativo, vero? Forza allora. Enzò arrossì un po’. – Ecco, sì… in effetti ho pensato a degli slogan d’impatto. Il primo è: “W la gnagna. Il più letto in Franza e Spagna!” Poi avrei: “W la gnagna. Buono come una lasagna!” e infine: “W la gnagna. Chi non tromba va in montagna!” – Il terzo – rispose Bango convinto. – Il terzo è perfetto, visto che quella schifezza è ambientata al mare. E adesso… Enzo vide il suo principale fare un balzo in avanti, per poi mettersi a pestare sui tasti del pc come un dannato. – …e adesso voglio proprio rispondere a quella discussione sul Wd. ‘Spetta che li taggo… ecco. “@swetty, @Plata. “W la gnagna. Chi non tromba va in montagna!” Vi piace? Questo è lo slogan del nuovo libro di Lapetto, il nostro scrittore. SCRITTORE, ca–pi–to? Salcazzo se non mi ci compro l’erba direttamente da Amsterdam grazie al romanzo di Lapetto, io. Altro che le sigarette turche di contrabbando di Plata. Ca–pi–to?” Poi Bango piantò i suoi occhi in quelli di Enzo. – Allora? Che ne dici, Leandro? Li ho sistemati, eh? – Io… io penso che lei sia un grande oratore. E, per la barba del cugino di Odino, oserei dire, anche a rischio di sembrarle sfacciato, che lei è un grande filosofo. In ogni caso mi chiamerei sempre Enz… – Ah! – lo interruppe Bango, – ma tu mi stai adulando! Non che mi dispiaccia, intendiamoci. Ora vai nel tuo ufficio, prepara la copertina inserendo lo slogan e invia tutto alla copisteria. Trova tu l’indirizzo, fatti dare il nome dall’editore, che io l’ho scordato. A questo punto il principale di Enzo, visibilmente alterato, prese in mano il teschio di un orco ghignante in pietra artificiale, ordinato dal sito della EMP, e si alzò in piedi sulla scrivania. – Sì, sono invero un grande filoso – disse. – Essere o non essere? Questo è il dilemma! Come continuava poi? È forse più giusto credere… no, non era così, vediamo… Enzo uscì, un po’ perplesso. Passò davanti alla porta della stanza delle torture, dove le urla disumane degli stagisti rincorrevano le imprecazioni di Nuwanda e il suono della frusta che fendeva l’aria in un terribile, doloroso e poco armonico valzer. Poi, finalmente, raggiunse il proprio ufficio. Prima si fece dare una mano dal grafico per sistemare la copertina, aggiungendo lo slogan. Poi chiese alla segretaria il numero dell’editore di “W la gnagna” e lo chiamò. – Pronto? Il signor Carciofolo? – Sì, sono io – rispose una voce fioca. – Salve, sono il creativo dell’agenzia letteraria “B&N” e la chiamo per avere il nome della sua copisteria di fiducia. Sa, per lo slogan del romanzo di Lapetto Pistacchio… – Ah, ma sì, ma sì! La copisteria Pisolotti, di Gubbio. Bango mi ha ben detto che questo “W l’Italia” è un vero capolavoro! E che ha già contatti con la RAI per farne un film di denunzia sulla condizione socio politica in cui il nostro bel paese versa! – Mm... sì. “W l’Italia”, dice? Ma lei lo ha letto? – Oh no… i miei occhi non sono più quelli di una volta. Mi fido ciecamente di Bango, io! – E fa... ehm, benissimo – annuì con poca convinzione Enzo. Poi salutò il vecchio, chiamò la copisteria e inviò il file. Era fatta. E mezzogiorno era arrivato. Enzo poteva andarsene a casa, finalmente. In ferie no, non poteva, che con i 400 euro al mese che guadagnava alla “B&N” riusciva a malapena a sopravvivere. Prima di uscire gli occhi si posarono sul foglietto stropicciato che aveva davanti. “W la gnagna. Chi non tromba va in montagna!” Enzo sospirò. Rilesse quelle poche righe un'ultima volta. Poi si avviò a passi lenti, senza più voltarsi.
  20. Presentazione di "Come fiori tra le macerie"

    Fino a
    Sabato 27 Maggio ci sarà la presentazione del mio romanzo "Come fiori tra le macerie" nella scuola media di Sant'Apollinare (Fr), paese dove è stato ambientato il mio romanzo. Sarò omaggiata dalla presenza del Sindaco, dei professori , ovviamente da quella dei ragazzi e dei loro genitori. Possibile, ma non certa, presenza della giornalista di Ciociaria oggi.
  21. Fino a
    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” di Roma indice il Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” – I valori della famiglia 1^ Edizione, in onore del rag. Giovanni Leone, un“uomo di grande spessore culturale”, ricco di una rara nobiltà d’animo, distintosi per l’impegno e l’ardore messi nel suo lavoro di impiegato postale, ma soprattutto per la forte sete di conoscenza che l’ha portato a studiare sempre libri di svariate discipline, costruendosi in casa un’enorme biblioteca, ed il senso di sacrificio, amore per la famiglia che l’ha accompagnato fin da giovanissimo, dandogli la forza di vincere ogni battaglia esistenziale. Ecco perché abbiamo voluto sottolineare il tema “I valori della famiglia”, ritenendolo il motore principale di questo uomo che ha lasciato tanto interiormente a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo o averlo vicino. Il premio è suddiviso in Tre sezioni ed è aperto ad autori italiani e stranieri. Età minima autori per partecipare 18 anni; età massima nessun limite. Sezione A) Poesia a tema Libero: si può partecipare con poesie edite o inedite in lingua italiana o vernacolo con traduzione che trattino qualsiasi tematica. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book e raccolte poetiche inedite. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annessa breve poesia o piccola raccolta poetica, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sezione B) Narrativa e Teatro a tema “I valori della famiglia”: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti con tema “I valori della famiglia”, in larga misura opere che trattino qualsiasi situazione e sentimento legato alla famiglia. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Sez. C) Narrativa e Teatro a tema Libero: si può partecipare con racconti, romanzi e testi teatrali editi o inediti che trattino qualsiasi tematica. Nel genere testi teatrali precisiamo che oltre a commedie e tragedie, sono ammessi per la partecipazione monologhi, corti teatrali e brevi sceneggiature. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Si possono inviare anche e-book. Nessun limite di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione o dipinto di propria creazione con annesso racconto breve o monologo, in questo caso allegare copia opera artistica in formato jpeg 13 x18. Premi per i Primi Quattro classificati, Premio Assoluto della Critica, Premio Miglior Giovane Autore, Menzioni Speciali, Segnalazioni di Merito e Diplomi d’Onore. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando il 10/07/2017. Per richiesta di bando completo, contattare il Presidente dell'associazione, la dr.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: associazionelucedellarte@live.it. Recapito telefonico Ass. Luce dell'Arte: 3481184968. Il sito da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte Pagina Facebook Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone” Pagina Google Premio: Premio di Poesia, Narrativa e Teatro “Memorial Giovanni Leone”- I valori della famiglia
  22. Fino a
    Invito alla presentazione della silloge poetica "I Giardini Incantati" di Stefano Labbia (Talos Edizioni) Giovedì 12 Maggio, ore 18.00 Libreria L'Orto dei Libri Viale dei Lincei 31 – Roma Invito alla presentazione della silloge poetica di Stefano Labbia "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni) Insieme all'autore intervengono: Silvia Carone Fabiani Poetessa Pietro Scagliarini Poeta - Scrittore Maura Gancitano Filosofa Introduce Silvia Carone Fabiani Poetessa Stefano Labbia - I Giardini Incantati La magia della vita. «La poesia è vita. Tutta la vita è poesia.» STEFANO LABBIA «(...) La sua scrittura (del Labbia) snella, diretta e giovane come i suoi trent’anni è una breccia che sconvolge il lettore. Una lettura sulla quale specchiarsi e scombinare i capelli alle convinzioni preesistenti sull’amore, sul tempo, sulle occasioni e sulla natura di certi amori. (...)» L'altrove. Appunti di poesia. «Stefano Labbia è un vero paroliere della poesia.» Michela Cenci – Giornalista – Eventi Culturali Magazine «(Labbia usa) La poesia come motore del mondo e mezzo tramite cui esprimere grandi verità.» Cristina Biolcati – Giornalista – Oubliette Magazine «Stefano Labbia canta i tormenti dell’essere umano e si fa portavoce di inquietudini che potrebbero essere universali.» BlaBlaBook «Stefano Labbia è un artista entusiasta. Sa esprimere se stesso attraverso la scrittura, in ogni sua forma, e tramite essa definisce il linguaggio della sua essenza.» Valerio Di Lorenzo – filosofo, autore, sceneggiatore, scrittore Scheda del libro: Seconda silloge poetica del giovane autore romano Stefano Labbia: i versi di questa nuova raccolta, più maturi ed importanti, rispetto ai precedenti, ci trascinano in un giardino incantato fatto di sfumature vivaci e tinte forti: l'autore ci mette di fronte ad un afflato piuttosto originale, tanto che sembra coraggiosamente poco curarsi della lezione ermetica e avanguardista del Novecento rifacendosi forse ai crepuscolari (Corazzini, Gozzano, Govoni, ecc.) e recuperando l’intimismo e la “semplicità” a fronte del modernismo a tutti i costi. Versi, quelli presenti ne “I Giardini Incantati”, che sono il frutto di varie esperienze di vita e di rapporti umani contrastanti, fra sentimenti e risentimenti, amarezze e dolcezze, comuni a tutti noi esseri umani, figli dei tempi antichi e moderni. Per cui la poesia del Labbia è, come ella stessa dice della vita, “severa e ilare al tempo stesso”. Dicono de "I Giardini Incantati": «(...) è una lettura che infervora con sentimento per le sfavillanti emozioni che la sua scrittura ha sortito così bene. (...) (Stefano Labbia è) Un poeta, un cantautore che mediante versi si è avvicinato alle cose, sottolineandole nel modo più accurato possibile. » Gocce d'inchiostro - Gresi Vitale Link: Scheda libro: http://www.talosedizioni.it/?pagina=dettagli&id=107 Pagina Facebook non ufficiale del libro: https://www.facebook.com/pages/I-Giardini-Incantati/1917033081859059 Autore: Twitter - @StefanoLabbia Casa Editrice: Facebook https://www.facebook.com/talosedizioni Twitter @TalosEdizioni Sito internet www.talosedizioni.it/ Contatti Libreria: Libreria L'Orto dei Libri Via dei Lincei 31 - Roma (RM) Telefono 06 51607095 Email ortolibri@gmail.com
  23. Centauria Libri

    Nome: Centauria Libri Generi trattati: narrativa, manuali, biografie, varia Modalità di invio dei manoscritti: non specificato, nella sezione contatti c'è un indirizzo email generico: redazione@centaurialibri.it Distribuzione: non specificata Sito: http://www.centaurialibri.it/ Facebook: https://www.facebook.com/CentauriaLibri/
  24. Ti faranno del male - Andrea Ferrari

    Ti faranno del male – Andrea Ferrari. Titolo: Ti faranno del male Autore: Andrea Ferrari Casa editrice: Edizioni Leucotea (Leucotea Project) ISBN-10: 8899067767 ISBN-13: 978-8899067762 Data di pubblicazione: 20/04/2017 Prezzo (cartaceo): 12.90 euro, scontato su alcuni siti. Prossimamente anche l' e-book. Genere: Narrativa, Biografico, Noir Pagine: 102 Quarta di copertina: Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L'uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l'arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell'uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L'opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall'autore. Per l'acquisto: Il romanzo sarà a breve (una settimana circa dopo la pubblicazione) disponibile in tutte le librerie. Le più veloci a farlo arrivare in caso di prenotazione, saranno Le Feltrinelli. Altrimenti è disponibile ai seguenti link: Amazon IBS Link utili: Edizioni Leucotea - Pagina del libro Pagina Facebook del libro Sito dell'autore Comunicato stampa
  25. Fino a
    In occasione del Festival (virtuale) del Libro e delle Culture in Campania 2017, l’Associazione Felix Cultura, in collaborazione con la casa editrice Marotta&Cafiero, istituisce il seguente concorso: PREMIO LETTERARIO FELIX 2017 “Famiglie diverse” Ritratti di famiglie, tra vecchie e nuove realtà 1. Organizzatore: Associazione Felix Cultura Via Generale Adalgiso Amendola n. 38, Salerno – 84123 www.festivalibrocampania.it, contatti@festivalibrocampania.it 2. Tema: famiglie tradizionali, famiglie allargate, famiglie monogenitoriali, famiglie omogenitoriali, famiglie miste di provenienza geografica diversa, figli naturali, figli illegittimi, figli adottati, figli in provetta ecc. 3. Opere ammesse: si prenderanno in considerazione opere inedite di drammaturgia, di narrativa (racconto lungo) o di poesia (sillogi complete, ossia raccolta di almeno 20 poesie. NB: candidature con una sola poesia non saranno prese in considerazione). 4. Lunghezza: - Opera drammaturgica – min 60.000, max 80.000 battute - Racconto singolo lungo – min 60.000, max 80.000 battute - Sillogi poetiche – min 20, max 50 cartelle 5. Modalità di partecipazione: Si può partecipare con una sola opera per autore. La partecipazione è gratuita. Chi desidera diventare socio dell’Associazione Felix Cultura per l’anno 2017, per contribuire allo sviluppo dell'associazione e usufruire di uno sconto del 50% sulle iniziative organizzate in Campania, può versare la quota di 5 euro sul conto corrente dell’Associazione Felix, IBAN: IT58P0316901600CC0011333676 intestato ad Amalia Maria Amendola e Claudio Nassisi. 6. Invio e allegati: spedire il manoscritto in formato Doc o Pdf via e-mail all’indirizzo contatti@festivalibrocampania.it specificando nell’oggetto “Rif. Famiglie diverse”. Allegare in formato Doc o Pdf: - sinossi dell’opera (breve riassunto, max 2000 battute) - recapiti personali (nome, cognome, indirizzo, indirizzo email, numero di telefono) - breve presentazione dell’autore in forma discorsiva, riportando: data e luogo di nascita, luogo di provenienza, esperienze professionali o di studio, eventuali riconoscimenti letterari, eventuali pubblicazioni - l’autorizzazione all’Associazione Felix a trattare i dati personali per le finalità del Concorso e per le comunicazioni dell’associazione (newsletter, avvisi ecc.) - la seguente dichiarazione: “Dichiaro che l’opera allegata, dal titolo “ **** ” è inedita. Consapevole che la pubblicazione comporta l’esclusione dal concorso, nelle more della procedura concorsuale mi impegno a non pubblicarla e, in caso contrario, a darne tempestiva comunicazione all’associazione Felix”. Non usare come modalità di invio email che prevedono una scadenza temporale per scaricare gli allegati (es. Jumbomail, Wetransfer ecc.). Non riportare opere, sinossi, dati biografici nel corpo dell’email. In caso di invii multipli da parte dello stesso autore, sarà preso in considerazione il più recente in ordine cronologico. 7. Termini: entro il 15 luglio 2017 8. Opera vincitrice: una sola opera (senza distinzione tra opera drammaturgica, racconto lungo o silloge di poesie) sarà proclamata vincitrice entro la fine di dicembre 2017. Una menzione speciale verrà data alle opere che prendono in considerazione opere ambientate in Campania. 9. Premiazione: l’elenco degli Autori finalisti sarà pubblicato sul sito Internet www.festivalibrocampania.it, dove si darà comunicazione della modalità e della data della premiazione. 10. Giuria: la Giuria – composta da Amalia Maria Amendola, Elvira Sessa, Monica Vicinanza e Luisa Emilia Nusco (Associazione Felix Cultura), Rosario Esposito (Marotta&Cafiero Editore), Raffaella Cortese De Bosis (autore/co-autore di documentari RAI), Carlo Serafini (docente universitario di Giornalismo culturale e di Letteratura italiana contemporanea), Laura Tanchis Manconi (docente di materie letterarie e latino), Maurizio Cotrona (scrittore, membro dell’associazione culturale BombaCarta e maestro della scuola di lettura per ragazzi Piccoli maestri), Giampaolo Cassitta (scrittore e blogger) e presieduta dal Professor Michele Rak, teorico della letteratura, accademico e scrittore – assegnerà i premi, a suo insindacabile giudizio, all’opera ritenuta meritevole. 11. Premio in palio: pubblicazione con Marotta&Cafiero Editore e promozione dell’opera a cura dell’Associazione Felix Cultura. L’editore si riserva di valutare la modalità di stampa (cartaceo e/o digitale) sulla base del genere (drammaturgia, narrativa o poesia) e della qualità dell’opera vincitrice. 12. Note: Non saranno prese in considerazione opere presentate in modalità difformi da quelle richieste dal presente bando, che si invita a leggere attentamente in ogni sua parte (specialmente i punti 3, 4 e 6). SCARICATE QUI IL BANDO IN PDF
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