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  1. Titolo: Siamo in ballo – storie di tormento e di speranza Autore: Marcello Nucciarelli Collana: Le Ossidiane Casa editrice: Alcheringa Edizioni ISBN: 9788894897265 Data di pubblicazione : 23 Giugno 2018 Prezzo: 12,90 (cartaceo) Genere: Antologia di racconti, generi vari Pagine: 275 Quarta di copertina: Un tormentato amore adolescenziale, il sapore acidulo di un liquore slovacco, un solitario dai risvolti filosofici, l'incredibile avventura capitata a una senzatetto: non sono che alcune delle storie raccontate nelle pagine di “Siamo in ballo”. Le popolano persone qualsiasi e personaggi di grande spessore, come Lech Wałęsa e Sandro Pertini, ma non mancano una gatta dal pelo fulvo e un cane che soffre di nostalgia. Li accomuna il trovarsi di fronte a scelte difficili, spesso dolorose, che decideranno del loro futuro. In questi racconti l'autore trova spazio per sviluppare temi e sentimenti soltanto accennati nei romanzi che compongono la serie poliziesca di Gretije de Witt, i cui protagonisti ritornano nei due più corposi dei trentotto che compongono l'antologia. Dai ringraziamenti: Buona parte dei racconti presenti in questa raccolta sono nati per partecipare ai contest che si tengono periodicamente sul forum e in particolare a quello più longevo: il Mezzogiorno d'inchiostro, una gara dove in dodici ore, da mezzogiorno a mezzanotte, si deve comporre un racconto di massimo ottomila caratteri, rispettando una traccia che si apprende soltanto all'inizio della gara. La caratteristica che distingue Writer's Dream da altri siti analoghi è l'accuratezza dei commenti che si ricevono, utili in un secondo tempo per rielaborare i racconti, seguendo suggerimenti e consigli degli altri utenti. Per questo motivo i ringraziamenti vanno estesi a tutti gli iscritti al forum, vecchi e nuovi: grazie ragazzi, se almeno qualcuno di questi racconti sarà piaciuto, il merito è soprattutto vostro. Un grazie speciale va a Chiara, per aver ideato l'isolotto di Ruca e per la mappa dettagliata che trovate a pag. 79 Link all'acquisto: Alcheringa IBS Libreria Universitaria Amazon Unilibro Feltrinelli negli altri store seguirà a breve
  2. Ecco un frammento del mio primo libro fantasy intitolato "James Biancospino e le sette pietre magiche" Fatemi sapere cosa ne pensate. Grazie a tutti per il vostro contributo. Non era la prima volta che James si svegliava angosciato da strani sogni. Visioni oniriche così autentiche, concitate e moralmente preoccupanti da alterare il ritmo cardiaco e togliere il respiro. Per calmarsi scese in cucina e prese dal frigo mezzo vuoto una bottiglia d’acqua. Dopo qualche sorso, si diresse in bagno per sciacquarsi la faccia. Riempì il lavandino fino all’orlo e ci ficcò la testa trattenendo il fiato. Alcune ciocche dei lunghi capelli biondo scuro sfuggite al codino finirono in acqua insieme al viso. Riemerse di scatto per non bagnarsi il resto della testa e prese a scrutare l’immagine riflessa dallo specchio. Gli occhi azzurro cielo brillavano alla luce opaca dei faretti sospesi palesando agitazione e smarrimento. Sentì un dolore acuto alla spalla sinistra, la solita sensazione che lo assaliva dopo quel tipo di sogni, insieme a un bruciore improvviso e opprimente, come di un fuoco interno. Proprio non riusciva a spiegarselo quel male, ma non aveva il coraggio di parlarne con un medico. Su internet aveva scoperto che sintomi del genere potevano essere legati a un conflitto subacromiale, o a una patologia chiamata fibromialgia, ma informandosi meglio venne a sapere che si trattava di un disturbo prettamente femminile… Il battito frenetico del cuore si stava lentamente calmando per lasciare spazio a lunghi sospiri di sconforto. Tornato in camera e tolta la maglietta sudata, si sedette per terra con la schiena nuda contro il muro, freddo e ruvido. Infilò le cuffie alle orecchie e iniziò a fissare le stelle dalla finestra mentre le prime note di The Unforgiven III dei Metallica si misero ad accompagnare le sue preoccupazioni. Quel buco di camera era il suo piccolo angolo di vita disordinata. Sui muri erano affissi i poster dei suoi gruppi preferiti e, a lato della scrivania piena di libri, giacevano il suo amplificatore e la chitarra. A suonare James non era quello che si dice un portento, ma riusciva a trovare nella musica la forza per affrontare gli ostacoli e i limiti con cui doveva quotidianamente scontrarsi. Isolandosi e viaggiando con la fantasia riusciva a trovare quella serenità e quella gioia che a detta di molti avrebbero dovuto caratterizzare il suo essere adolescente. Soprattutto di serenità aveva bisogno, James Biancospino. Specie in quell’ultimo periodo. Non pretendeva pace, felicità, o fortuna: voleva solo imparare a godersi i suoi anni e le esperienze della vita senza tanti turbamenti, angosce e paranoie. Il mattino seguente aprì gli occhi malvolentieri, allertato da un rumore prima ovattato poi più distinto. Si era svegliato nel letto, ma non ricordava come e quando ci fosse entrato, dopo aver passato quasi tutta la notte in bianco. C’era qualcosa di strano. Quella che sentiva non era la suoneria della sveglia con cui era abituato alzarsi. Qualcuno lo stava chiamando al cellulare. Dopo che Always, Wu dei Volbeat terminò di ruggire, realizzò il significato di quella chiamata … «Merda! Sono in ritardo.»
  3. Folco osservò il sentiero immerso nella boscaglia, tra lamine di tenebra che risucchiavano ogni colore, intimidite soltanto da flebili fiaccole. Celava l’ansia con lo sguardo fermo. Il petto poderoso, inorgoglito dal gambersone di lino nascosto sotto la maglia, il fornimento brisato che sballottava contro l’anca destra ad ogni passo, e le cinquanta ombre dallo sguardo gelido che lo circondavano, erano solo maschere carnevalesche sgualcite, futili travestimenti per celare l’eterna insicurezza umana. I mercenari, uomini avvezzi ai metodi del Folco, avanzavano in una grotta di cortecce, sotto una volta sconsacrata di lecci, castani e cerri. Marciavano da circa un’ora su sentieri sdrucciolevoli, che annaspavano sul lato sud-orientale dei monti Corona. Due flave lanterne, addolcite da un’animalesca smorfia di pietà, scrutarono perplesse gli uomini. Anche il gufo malediceva l’idea d’avvicinarsi a Lago Incastrato nella stagione delle piogge, quando si credeva che la Principessa delle Acque sfruttasse il Gargo ingrassato per risalire il Tröbbia, prima di giungere al lago. “Quanto manca a Incastrato? Sono stufo di camminare nel fango” brontolò Diego da Rotofredo sistemando i lunghi capelli castani inamidati dal sudore “Questa strada non finisce mai ed io non ne posso più. Non potevamo prendere i cavalli? Avremmo fatto prima” terminò corrucciando il volto spigoloso. “Sarei venuto anche con carri, catapulte e trabucchi; così il Demonio non ci avrebbe notato!” replicò ironicamente Rollone Cornaccho increspando le folte sopracciglia “Vuoi attirare tutte le attenzioni su di noi, razza di idiota? Invece di piagnucolare, cammina e la prossima volta tagliati i capelli. Sembri unto come quei bifolchi di Avangard” Rollone scatenò le risa dei compagni di viaggio “Qui a Tali siamo civili e gli uomini non tengono i capelli come le femmine” terminò l’uomo tarchiato dai corti capelli brizzolati “Come osi offendere” replicò offeso Diego, portando la mano all’elsa della spada “io….” “State fermi e tenete gli occhi aperti” sbraitò Folco alzando un pugno al cielo. Sovrastava con il suo metro e novanta le teste dei soldati. Pareva un eroe degli antichi poemi di Lemŭropolos, dallo sguardo fiero ed il corpo vigoroso. Per questo lo chiamavano il Bello. “L’ultimo problema sono cavalli e capelli. Tenete pronte le balestre, figli di baldracche per orchi, e non fatevi sfuggire nulla d’insolito. Razza di idioti dal cervello pieno di sterco! Litigare per queste inezie con un pericolo così grande che s’aggira attorno a noi. Vi giuro sul Mysterium e sul blasone dei Tegalliano che se litigate ancora sarete passati con l’artiglio del gatto. I palvesari si dispongano avanti e dietro gli altri” La voce graffiante del nobile spense il mormorio dei litiganti, tra l’incessante frusciare delle foglie scosse dal vento. Solo uno strofinio di passi osò sfidare il silenzio. Il nobile si voltò. Una faccia flaccida poggiava su rotoli adiposi che soffocavano il collo, accompagnata da un respiro rantolante. Il ventre scoppiava ristretto da una sgualcita camicia di lino, sfuggendole all’altezza dell’ombelico per mostrare rotoli di carne cosparsi di peluria. “Mio signore” agonizzò l’uomo posando gli occhi limacciosi in quelli del Folco “Ho visto una piccola casa isolata, più in alto a destra a circa due stadi da qua. Se mi date quattro uomini, potrei vedere se c’è qualcuno da offrire alla Signora come gesto di amicizia. Presentarsi armati e a mani vuote non è un bel segno” concluse mentre asciugava il sudore che inondava il volto. Un alito putrefatto inondò le narici del Folco facendogli storpiare il naso “Prendi quattro uomini e recupera un dono” replicò il Tegalliano facendo un passo indietro “se è possibile, vedi di rispettare il Codice. Il Senato vuole il successo ma anche la massima discrezione. Se il Codice non viene rispettato, sarà difficile controllare le voci. Ora vai e fai presto. Ti aspetteremo ad Incastrato” Decenza distolse gli occhi verde melma dal suo signore. Era una montagna di lardo e muscoli che ondeggiava ad ogni passo, come se da un momento all’altro dovesse cadere. Fece segno a quattro uomini di seguirlo e sparì nelle oscurità della foresta. Folco lo osservò disgustato. Era deforme e puzzava come una porcilaia, eppure in tutta Tali non si trovavano uomini come lui. Coraggioso, leale e tremendamente efficace, una triade che mancava anche ai migliori ammiragli della Repubblica Marittima di Tali. Scosse la testa, poi assetato afferrò la borraccia. L’acqua scivolava pura nella gola spegnendo il fuoco che la divorava, un fuoco di complotti, calcoli e omicidi. Non aveva neppure risparmiato la sua prima moglie. Si chiamava Caterina: una fanciulla diciannovenne dai fluenti capelli castani, il seno prosperoso e due occhi languenti. Dannatamente bella ma anche dannatamente Galbajo. Quando le due famiglie erano entrate in lotta per l’elezione del Doge, lei aveva tramato contro i Tegalliano. Era stato “costretto “a bruciarla viva, richiudendola in un fienile per evitare le spese di un esoso ripudio. Un terribile incidente che non aveva convinto il suocero Aldovino il Bastardo, soprannome perfetto che andava oltre la nascita “peccaminosa”. I Galbajo inferociti avevano atteso il momento propizio per giocare le loro carte. E proprio mentre il senato vagliava la sua candidatura al Consiglio dei Dieci, il Bastardo aveva chiesto una prova per saggiare “…la nobiltà e la fierezza del mio amato cognato per un compito sì arduo nel Consiglio dei Dieci. Ed è per questo, Empirei Senatori, che propongo una missione di siffatta virilità, che l’amato cognato affronterà con il suo valore e la sua nota rettitudine spirituale. Le nostre rotte commerciali richiedono protezione in questi anni convulsi, in cui infimi briganti assaltano le nostre navi dirette alle Sette Isole ed alla Placca Orientale. Ogni anno la nostra amata Repubblica perde 300.000 lire d’oro a causa della pirateria. Ma se riuscissimo a stipulare un’alleanza con la Signora, le nostre navi sarebbero protette. E chi meglio dell’amato cognato è degno di questa missione?” Folco trattenne a stento un conato di vomito al ricordo di quelle parole. Nelle sue orecchie risuonavano ancora gli applausi del senato, dove Faier e Gargonesi s’erano dimenticati delle somme ricevute per eleggere Ludovico III di Averna alla carica di Doge. Dieci battiti di campana riecheggiarono tra i colli Corona, scendendo come brividi per le schiene degli uomini. La Commenda di Tali rintoccava l’Ultima Ora, l’avviso finale. Il Mistero della Notte non amava i mortali, non apparteneva agli uomini. Lui bramava altre creature, astute e pericolose, potenti e vendicative. Sulle mura di Tali i balestrieri riverivano le cerulee vesti del Sodalitas Oceanum, che come ogni notte avrebbe scacciato le creature con i suoi streghi, mentre i miseri delle campagne sprofondavano nel terrore, dimenticati da quei nobili che millantavano di volerli difendere. Un odore di salsedine si diffuse nell’aria. A Folco pareva d’essere sulla riva del mare, tra barche cariche di pesce e l’eco del mare in risacca. Sentì l’ansia avvinghiarsi al gargarozzo, strangolando ogni speranza. In quegli istanti avrebbe preferito una noiosa routine, da trangugiare con disgusto nell’attesa di succhiare i seni speziati di qualche cortigiana.
  4. Ospite

    Nord

    Nome: Casa editrice Nord (Gruppo GEMS) Sito: http://www.editricenord.it Genere valutati: Azione e avventura, Gialli e mystery, Letteratura, Narrativa fantastica, Narrativa non di genere, Thriller Invio manoscritti: http://www.editricenord.it/invio_manoscritto.php Distribuzione: non specificata Facebook: https://www.facebook.com/CasaEditriceNord/?fref=ts
  5. Mercante di Rarità

    Chance Edizioni

    Nome: Chance Edizioni Generi trattati: Narrativa, Thriller, Viaggi, Cucina, Fiabe Catalogo: https://chanceedizioni.com/negozio/ Modalità di invio dei manoscritti: chanceedizioni@gmail.com Distribuzione: https://chanceedizioni.com/distribuzione/ Sito: www.chanceedizioni.com Facebook: https://www.facebook.com/ChanceEdizioni/
  6. Alba Artemide

    Geeko Editor

    Nome: Geeko Editor Generi trattati: narrativa, senza esclusione di generi, comprese le raccolte di racconti. Modalità di invio dei manoscritti: https://www.geekoeditor.it/proponi-la-tua-opera/ Distribuzione: I libri sono pubblicati in e-book (pdf, epub e formato per kindle) e scaricabili dal sito geekoeditor.it; sono inoltre scaricabili in formato pdf sulle principali piattaforme di distribuzione, attraverso il circuito di BookRepublic. Sito: https://www.geekoeditor.it/ Facebook: https://www.facebook.com/GeekoEditor/ Instagram: https://www.instagram.com/geekoeditor
  7. TheFenris11

    Scrivere Interfaccia grafica PC

    Buongiorno, sto scrivendo una scena del mio romanzo in cui un personaggio scrive al terminale dell'astronave. Volevo sapere se esiste una sorta di "grammatica" nel rappresentare le parole che compaiono sullo schermo del pc. Non so se mi sono spiegato bene, ad esempio io l'ho reso così: </__<ATTENDERE ___ ATTENDERE___ AVVIO COMUNICAZIONE CIFRATA</ </___ ANALISI DATABASE IN CORSO ___ATTENDERE</ e così via... Secondo voi può essere reso bene? Esistono altri modi? Grazie mille
  8. opinem

    snowball capitolo1 parte1

    commento 0.1 -Morris mi senti… Morris rispondi… -Dimmi, veloce che sono incasinato. -Lascia quello che stai facendo, i servosterzi idraulici si sono bloccati di nuovo… Polvere maledetta. -Che palle, ok chiudo il carter dei freni e arrivo. -Si, ma sbrigati. -Quella merdosissima polvere, le guarnizioni che ci mandano fanno sempre più pena. -Smettila di lamentarti, se non ti va bene puoi sempre tornartene a casa. -Fanculo… La guarnizione principale era completamente incrostata di grasso e polvere, quello schifo elettrostatico ricopriva tutto. L'enorme draga sarebbe rimasta ferma per almeno sei ore, tanto avrebbe impiegato la squadra di Morris per sostituire il pezzo. Controllarono l'ossigeno a disposizione e iniziarono il lavoro. Le mani infilate nei grossi guanti si muovevano con fatica rendendo l’operazione di sostituzione della guarnizione più simile a un rompicapo che a un lavoro di routine, alzo lo sguardo verso le colline illuminate dal sole delineate in maniera surreale sotto il cielo nero. Le ombre nette e solide si allungavano all’interno del cratere mentre la Terra, a metà della sua fase crescente, si stagliava poco sopra l’orizzonte. 0.2 L'impianto di riciclo dell'aria ronzava in maniera fastidiosa impedendogli di leggere il libro che ormai tentava di finire da tre settimane, era stato un viaggio lungo e noioso. Un hostess inguainata in un tailleur nero di cotone elasticizzato gli porse un drink e le chiavi di accesso al server di comunicazione, fine definitiva della lettura, di fronte ai suoi occhi cartelle di dati e grafici sullo stato di avanzamento dei lavori, costi, contrattempi e imprevisti vari. Chiuse gli occhi e cominciò a lavorare. 1 -Morris vieni a vedere. Le stelle erano brillanti come sempre fuori dai vetri della base. La terra era poco sopra l'orizzonte a metà della sua fase crescente, un dischetto azzurro nel cielo nero, ma non era quello che Nadia voleva mostrargli. I giganteschi motori della John_Doe stavano per essere accesi per la prima volta. Una vibrazione sorda gli attraversò il corpo quando i reattori a fusione cominciarono a convogliare energia ai campi magnetici di poppa, appena furono a regime si intravide una luminescenza bluastro verdognola, durò solo una frazione di secondo poi la sensazione scomparve e il gigantesco scafo si stacco di un paio di metri dai supporti. -Yess! Funzionano. -Già. Rispose Morris assorto. I cinque chilometri abbondanti del vascello si avvicinarono dolcemente ai supporti, di nuovo la vibrazione una fiammata di scarico e i reattori tornarono a regime minimo. …Test concluso, tutti gli addetti al rifornimento tornino alle loro postazioni… Gracchiò l’altoparlante sopra le loro teste. Ecco riposo finito, abbiamo venti giorni per caricare tutto non dormiremo molto. Percorsero il corridoio che portava alle stive di precarico, dopo vari controlli cominciarono a caricare barre di combustibile sufficienti per venticinque anni di autonomia operativa. Viveri, armamenti e uomini sarebbero arrivati a breve, venti giorni e la John_Doe avrebbe avuto un nome, si sarebbe imbarcato e addio polvere maledetta, o almeno così sperava. Nadia non smetteva di parlare rendendo difficile a Morris concentrarsi sulle schede di carico. -Dicono che le armor-suit siano già a bordo, e anche le testate nucleari. -Non avrebbero testato i motori con un vascello armato, inoltre è senza nome. -Sembra abbiano fretta, si dice che Marte… -Basta, torna al lavoro. Morris non amava le chiacchiere, ne aveva sentite troppe nei suoi quarant’anni e ora si trovava bloccato su una stazione lunare a gestire carico e logistica di una nave che aveva in parte progettato, una carriera decisamente diversa da quella che si era immaginato. In dieci giorni finirono le operazioni di carico primarie, poi cominciò l'attruppamento, centocinquantamila marines, quindicimila avieri, diecimila marinai più un numero sconosciuto di ufficiali. Per ultimo arrivo l'ammiraglio William Boyle come tradizione prima di salire a bordo consegno al primo ufficiale un foglietto col nome della nave. La mattina dopo l'Octavius decollò con Morris sul ponte di volo numero tre a controllare le ganasce dei Fulcrum. Il lavoro sul ponte non mancava, la manutenzione ordinaria dei velivoli tattici era un’operazione continua, Morris doveva gestire una squadriglia di trecento Fulcrum da intercettazione, le esercitazioni giornaliere prevedevano un decollo e un atterraggio per ogni pilota, oltre a esercitazioni di squadriglia in volo e risoluzione di problemi che andavano dal crashdown fino a esplosioni nucleari. Dalla sua postazione vedeva le bocche da cui i caccia uscivano a oltre due volte la velocità del suono spinti dagli acceleratori magnetici dei tubi di lancio, la nave poteva svuotare i ponti di stazionamento in meno di quindici minuti liberando una nuvola di vespe pronte a colpire. Colpire chi non lo sapeva, ma erano pronti. Il ponte di atterraggio era invece una gatta da pelare, i piloti dovevano imparare ad atterrare senza svenire, si trattava di un tunnel lungo circa un chilometro e largo cinquantacinque metri, i Fulcron entravano a una velocità compresa tra mac uno e due, una volta entrati i sistemi di bloccaggio magnetici li agganciavano fermandoli in circa ottocento metri scaricandoli in fondo al ponte. La decelerazione era così potente da far perdere i sensi, nella prima settimana di esercitazione venticinque piloti finirono collassati nell'infermeria del ponte 12. -Mr. Wiles la prego di allacciare le cinture stiamo attraccando. -Grazie. Sei mesi di viaggio ma finalmente era arrivato, per i prossimi dieci anni avrebbe lavorato alla costruzione della sfera principale, poi a casa. Le operazioni al porto di Ganimede erano molto complicate, la stazione orbitale da cui partivano i cargo e su cui si effettuava la manutenzione ordinaria delle bolle di estrazione era la stessa su cui venivano assemblate le parti del Progetto, questo sovraccaricava i due ascensori orbitali costringendo a liste di attesa per il loro utilizzo. Mentre attendeva il proprio turno nella sala d’aspetto, gli si avvicinò un ragazzo in uniforme. -Mr. Wiles è desiderato dal comandante della stazione.
  9. Diego arricciò le narici “Cos’è questo strano odore? Mi sembra d’essere al porto di Tali, mancano solo navi e mercanti” si guardò intorno preoccupato. “Chi vuoi che sia?” Rollone lo guardava con spregio “Hai mai sentito l’odore del mare tra i colli? Chi avrà mai risalito il Gargo sfruttando le piogge, mia nonna?” le risa del gruppo inorgoglirono Rollone “Questo è il profumo della Signora” “Ma se manca ancora mezz’ora al lago!” Diego si sentiva offeso. Perdeva sempre i duelli verbali contro il rivale “Vuoi farmi credere che il suo odore arriva sino a qua? Pensi che sono imbecille?” “Sì, lo sei ed adesso taci” Folco era furioso “Forse non hai compreso il pericolo che corriamo. Stiamo parlando della Principessa delle Acque, non di un vampiretto o qualche stupido troll! Non sappiamo di che razza sia, non sappiamo in cosa si sia trasformata, e non sappiamo se accoglierà la nostra ambasciata o ci ucciderà. Sappiamo solo una cosa: che due occhi verde smeraldo iniettati di sangue si stanno domandando chi siamo e cosa vogliamo” I volti divennero tesi, gli sguardi cupi. Maledissero la brama di denaro che li aveva trascinati in quella missione da demonìa. Erano quei bastardi che avrebbero dovuto occuparsi degli affari sporchi con quelle creature, che il giorno dopo i nobili avrebbero millantato d’aver sconfitto in un prode duello. E tutti di solito ci credevano, abboccavano come pesci alla storia del cavaliere che con la nobile Durlindana decapitava il drago, senza mai averne visto il corpo! Folco cercò di pensare ad altro, ma ogni tentativo fu inutile. Perché Lei aumentava e lui rimpiccioliva, Lei s’imponeva e lui si nascondeva, Lei dominava e lui soccombeva. E con Lei crescevano i rumori del lago. I grilli frinivano irriverenti, assordandolo. Lo irridevano, lo umiliavano con il loro canto spensierato. Tanto a Lei non interessavano, non rientravano nei suoi gusti alimentari; ma lui sì, lo sapeva, lo sentiva. Deglutì. Si diceva che Lei fosse bellissima, la seduzione vivente. Qualunque forma assumesse, anche quella di un rospo, incantava ogni mortale. Sussurri di palazzo affermavano che persino un presunto omossessuale come il visconte di Algerio, vistala in forma umana, avesse provato una forte attrazione carnale. E la cosa non aveva stupito nessuno, neppure lo stesso visconte. Come avesse fatto a sopravvivere, restava un mistero che il visconte custodiva gelosamente per sé, sempre che quella storia fosse vera. Proseguirono per circa mezz’ora giungendo ad un ultimo gruppetto di betulle, le cui radici parevano delle zampe d’anatra. Di fronte a loro, notarono un pericolante ponticello in legno che s’estendeva per circa cinque metri nel lago. Alla sua estremità sinistra ondeggiava una piccola barca illuminata da uno sciame di lucciole che volteggiavano in una spirale policroma. Disegnavano un gorgo sfavillante che si spegneva obliquo sulla prua. Quella parte del lago era lunga circa seicento metri e larga poco più di quattrocento, racchiusa in una corona di monti dai declivi verdeggianti. Nessuna luce si vedeva su di loro. In quella stagione, quando Lei arrivava dal mare per riposarsi, pochi osavano vivere nei pressi di Incastrato, preferendo fuggire lontano. Sospettoso, Folco ordinò ai suoi uomini di fermarsi per attendere Decenza. “Tenete gli occhi aperti e state pronti con le balestre” ordinò sopprimendo all’ultimo il tremolio della voce “Rollone, voglio una linea di sette balestrieri difesi dai palvesi a tre passi doppi dal lago. Dovranno fare schermaglia in caso d’attacco della Signora. Diego, prendi tre uomini con te e perlustra l’intera spiaggia senza mai avvicinarti all’acqua, poi torna a riferire. In caso di pericolo, suona il corno. Il resto con me, stiamo vicino alle piante e guardiamoci bene le spalle. Non sappiamo in cosa la Signora potrebbe essersi trasformata. Attendiamo Decenza e nessuno prenda iniziativa senza il mio espresso consenso” Le betulle irrisero gli ordini del Folco con il fruscio delle foglie, scrutando gli uomini conficcare a terra gli ampi scudi palvesi per difendere i balestrieri. Per mezz’ora non accade nulla. Il lago taceva silenzioso scosso solo dai mormorii del bosco, mentre le lucciole disegnavano figure trapezoidi che d’incanto mutavano in cilindri e coni. Folco intuì l’invito della Signora, ma preferì attendere l’arrivo del dono. I suoi pensieri furono interrotti dall’ansimare di Decenza. Portava con sé dei poveri boscaioli legati selvaggiamente, faticavano persino a camminare. Si trattava d’un uomo sulla quarantina secco come un ramo d’autunno, una matrona tondeggiante, e due piccoli marmocchi che imploravano pietà con gli occhi. “Mio signore, ecco i possibili doni, scegliete voi il migliore per la Signora. Secondo me l’uomo è troppo secco, meglio la donna grassa che è pure incinta. Un ottimo pranzetto e poi le consegniamo i due bambini. Carne fresca e tenera per digerire meglio. Vedrete mio signore che Lei sarà contenta” Una smorfia apparve sul volto del Folco. Le braccia incrociate sul petto formavano una barriera tra lui e Decenza. Era comunque un cavaliere legato da un giuramento al Codice, come poteva sacrificare la vita di due bambini innocenti? Provava ribrezzo per quella palla di lardo dagli occhi fetidi, eppure le sue parole avevano senso. Volse lo sguardo verso i due bambini. Il più piccolo doveva avere circa tre anni e non stava capendo nulla. Scrutava con i suoi occhi spaventati i volti freddi dei mercenari. Il moretto più grande si rendeva conto della situazione. Tratteneva l’angoscia cercando di far coraggio al fratellino. La donna sprofondava nella disperazione tra lacrime silenziose. E il suo uomo che faceva? Zitto, immobile, deformato dalla paura. Come osava? Era lui il padre di famiglia! Era solo una femminuccia incapace di portare il peso del Codice. Essere schifoso, meritava solo la morte! “Decenza, lascia libere donne e bambini, voglio quello sterco di mucca” ordinò con voce perentoria indicando l’uomo avvizzito” Lui sarà il dono per la Signora. Alcemone, Malocchio! Scortate la donna ed i suoi figli alla loro casa.” “Non possiamo lasciarli liberi” proruppe Diego, che aveva terminato la perlustrazione poco prima dell’arrivo di Decenza “ci hanno visto in faccia. Dobbiamo ucciderli o darli in pasto alla Signora” un mormorio d’approvazione seguì le sue parole. Folco non si scompose. Conosceva bene i suoi uomini e percepiva nei loro cuori la tensione. “Femmina dai capelli lunghi, taci se non vuoi che ti faccia cavare gli occhi! E voi tutti, razza di briganti, non sapete con chi state parlando? Secondo voi quei plebei oseranno sfidare un Tegalliano?” all’udire il nome del casato, i prigionieri sbiancarono dalla paura “Messeri” continuò recitando la parte della carogna dal cuore buono, che tanto piaceva ai suoi uomini “Siamo padri di famiglia e abili guerrieri che portano fieramente il fardello del Codice” “È vero” commentarono alcuni, “Abbiamo delle gravi responsabilità” replicarono altri Un ghigno si dipinse sui dolci lineamenti del Folco, sogno proibito delle dame di Tali “Uomini d’onore obbligati a lavorare nell’ombra per la gloria e per la giustizia. Ma non siamo degli assassini, dei luridi briganti che strisciano di notte stuprando donne e uccidendo bambini. Noi, tutti noi” compì un circolo su sé stesso squadrando le facce degli uomini “Siamo dei Tegalliano, lo splendore della Repubblica di Tali. Rispetteremo il Codice, in quanto l’onore scorre nelle nostre vene ed in quelle dei nostri padri. E per ringraziarvi, riceverete una lira d’argento” urla di gioia esplosero tra gli uomini “Alcemone, Malocchio! Eseguite gli ordini” terminò sgargiante. Il tumulto degli uomini assordò lago Incastrato. Sebbene conscio del pericolo, Folco lasciò sfogare gli uomini gustandosi la vittoria.Ogni perplessità era sparita dai volti, persino da quello di Diego che nella confusione generale s’era diretto verso il lago.
  10. Diego Superò i balestrieri che lo osservavano preoccupati. “Folco ha ordinato di non avvicinarsi all’acqua” esclamò uno di loro “Devi stare dietro i nostri scudi” “Ho sete” rispose Diego seccato. Si abbeverò dopo aver riempito la borraccia “Visto? “scimmiottò ironicamente al suo ritorno “Non è successo nulla. Pensa a controllare il lago invece di darmi ordini, se non vuoi assaggiare la mia spada. Balestrieri “commentò schifato” la vostra è l’arma dei deboli. Noi facciamo anni d’addestramento, non qualche mese come voi. Dovete pulirvi la bocca quando ci parlate” Gli interpellati mugugnarono senza rispondere nulla. Erano abituati ad essere considerati i vigliacchi del mestiere, sebbene nessuno osasse privarsi dei loro servigi. Diego si riunì al gruppo scherzando con i compagni, quando sentì una forte fitta allo stomaco, come se un torturatore lo stesse squartando vivo. Rovinò al suolo vomitando filamenti cinerei dalla bocca. Cominciò a contorcersi come una serpe. La pelle arida, le labbra sbiadite, i bulbi rosseggianti di capillari. L’uomo emise un rantolo agghiacciante spirando tra i soccorritori. L’ansia si impadronì del gruppo. Gli uomini bestemmiavano, i balestrieri scrutavano, Folco ansimava. La voce roca di Decenza riportò la calma. “È normale che qualcuno di noi muoia. Dobbiamo accettare la fatalità degli eventi, non dipende da noi” si schiarì la voce con un colpo di tosse “Lei è affamata, ha fame. Io la capisco” alcuni scoppiarono in risa nevrotiche osservando la mole dell’uomo “Ha avvelenato l’acqua per potersi nutrire. State tranquilli, prenderò quella barca e porterò il dono. Dobbiamo farle intendere che La capiamo” Folco scosse il capo incredulo. Il coraggio di Decenza compensava il suo aspetto ripugnante. “Esegui il mio comando e fai quello che ti ho detto” Folco s’appropriò della risolutezza di Decenza “E voi, porci da macello, dimostrate d’essere uomini, mostratevi pronti a morire in battaglia. Questa missione è benedetta dal Mysterium! L’Insondabile darà ad ognuno di noi oro, donne e figli maschi.” terminò alzando la spada verso il cielo. Folco a grandi passi s’accostò a Decenza “Un giorno dovrai dirmi da dove viene tutto il tuo coraggio” sussurrò alle sue orecchie. “Un giorno lo scoprirete mio signore” rispose Decenza con un’espressione mefitica “ma sappiate che il mio coraggio lo devo a voi. Mi avete infuso l’orgoglio dei Tegalliano” Nonostante l’elogio, quelle parole suonarono orribili al Folco, ma come suo solito sorvolò sulla sensazione di pericolo che sempre sorgeva quando parlava con Decenza. Decenza spinse il prigioniero sulla piccola imbarcazione, poi vi montò facendola quasi inabissare con il suo peso. Slegò l’uomo ordinandogli di remare. Il povero boscaiolo ubbidì terrorizzato, sforzandosi con tutto sé stesso. Forse per l’angoscia o per la fatica, non riuscì a comprendere se Decenza avesse sussurrato qualcosa alle lucciole, ma s’accorse stupito che quei piccoli insetti seguivano la barca. Il prigioniero mostrava quarant’anni. Aveva un volto scarno e scavato che faceva risaltare gli zigomi e la mascella costellata da un mosaico scomposto di peli. Una lacrima cadde lentamente bagnando la guancia sinistra. “Vi prego padrone, vi scongiuro. Sono solo un povero boscaiolo, padre di due figli ed uno in arrivo. Sono molto malato e la mia famiglia dipende da me. Se solo avessi ancora un po’ di forza avrei difeso la mia famiglia, ma ahimè una maledizione sconosciuta mi divora. Lavorerò per voi come schiavo, ma vi prego lasciatemi andare” Decenza inclinò il capo verso l’alto, mostrando il grasso mento al piccolo uomo “Come ti chiami?” chiese quasi cordialmente “Gabriolo di Monte Vecchio” esclamò il boscaiolo, rivolgendo gli occhi illuminati da una scintilla di speranza in quelli freddi di Decenza. “Bene Gabriolo” continuò con voce conciliante l’aguzzino “Vedo che sei malato e non mi hai mentito durante il tuo discorso. Sappi che ho apprezzato la tua sincerità. Io ti avrei risparmiato, ma il mio signore ha deciso che devi morire. Quindi” come uno psicopatico Decenza mutò il tono di voce, facendo sobbalzare dalla paura Gabriolo “Taci e muori senza infastidirmi. E vedi di remare stando zitto” Gabriolo terrorizzato abbassò il capo di fronte ai due metri di Decenza, che ora pareva una belva feroce pronta squartarlo vivo. Stremato dall’avanzare della peste polmonare, non riusciva a reagire alla grande ingiustizia. Aveva sempre lavorato onestamente, senza rubare e ripagando i prestiti. Cosa aveva fatto di male? Quale colpa sua o dei suoi avi generava quella condanna? E poi quel grassone era il doppio di lui, non costituiva un pasto migliore per la Principessa? In quel momento un lampo attraversò la sua mente, un intuizione che neppure i mercenari accecati dai soldi avevano avuto. La situazione era assurda! Il trippone sedeva calmo e tranquillo, ma logicamente parlando doveva essere lui la preda preferita. In quel momento comprese il segreto di Decenza, segreto che da sempre sfuggiva alla mente del Folco. “Tu…” balbettò terrorizzato “Tu sei…” Lo scatto di Decenza fu fulmineo nonostante la massa. Si lanciò su Gabriolo, ma il suo peso fece oscillare terribilmente la barca scaraventando entrambi nell’acqua. Garbriolo riemerse per primo e cominciò a nuotare disperatamente verso la riva orientale. Distava ancora circa duecento metri, ma una folle speranza sosteneva il suo sforzo. “Scappa idiota, scappa. Tanto Lei è qua e tu sei la sua preda. Tu devi solo morire” la voce di Decenza lo fece tremare, sembrava provenire dagli inferi. La luna lo osservava immobile. Una chiazza nera imbrunì le acque del lago. Era impossibile comprenderne la forma, ma era lunga almeno sei metri. L’ombra si mosse verso Gabriolo poi d’un tratto sparì. Il prigioniero continuava a nuotare sentendo il cuore battere forte. Vide uno scenario terribile: un enorme granchio dai sei occhi, che spappolava con le chele i suoi figli tra spume di sangue. In quel momento udì una voce suadente e terribile. Era come se dieci donne parlassero in una caverna e le loro voci riecheggiassero contemporaneamente. “Scegli Gabriolo. O loro o te” Gabriolo s’arrestò scrutando terrorizzato il lago. Le acque erano placide. La macchia nera s’estese sotto di lui. Si sentì risucchiare verso il fondo da un mulinello. Provò a lottare, ma la forza dell’acqua era troppo forte. Un dolore atroce lo fece urlare, delle pietre aguzze erano penetrate nei fianchi. L’acqua si colorava di rosso. Sentì scricchiolare le ossa del bacino, un dolore lancinante e poi il buio. Il resto non può essere raccontato con parole di questo mondo. Nel frattempo, Decenza nuotava verso i balestrieri. Aveva bevuto qualche sorso d’acqua, ma non sembrava particolarmente scosso. Ciò che lo angosciava era l’ombra nera che dopo aver ingoiato Gabriolo si dirigeva verso di lui. Accelerò al limite delle sue possibilità, ma la distanza tra lui e l’ombra diminuiva ad ogni bracciata. D’improvviso la Signora s’arrestò e la barca, perfettamente asciutta e contornata dal misterioso sciame di lucciole, si diresse verso Decenza. L’uomo comprese, o s’illuse di comprendere. Comprese che la Principessa aveva accettato il suo dono, comprese che voleva parlare con loro, ma soprattutto comprese che altre vite dovevano essere sacrificate. S’issò faticosamente sulla barca prima di dirigersi alla riva. Non v’era nessuna forma di vita animale. Né pesci, rane o salamandre si scorgevano nelle acque scure. Persino i moscerini avevano abbandonato il lago. Passò la mano sull’enorme ventre. Sentiva un piccolo disturbo, come se non avesse digerito bene. Sputò nell’acqua e cominciò a remare verso riva. Giunto presso le sponde notò i tenieri delle balestre puntati verso di lui. Alzò lo sguardo notando le incupite espressioni degli uomini. Il suo fine udito sentì le sicure delle balestre levarsi, mentre dita nervose si poggiavano sulla leva di sgancio pronte a scoccare le frecce.
  11. Valerio Dalla Ragione

    Corpo Vitreo

    Titolo: Corpo Vitreo Autore: Valerio Dalla Ragione Casa editrice: Elison Publishing ISBN: 9788869631979 Data di pubblicazione (o di uscita): 18 Febbraio 2019 Formato: Digitale Prezzo: 2,99€ Genere: Assurdo, Thriller, Fantascienza, Surreale Caratteri: 130 000 Pagine: 80 circa Quarta di copertina: Capitale del regno danese. Stato sociale, biciclette, automobili elettriche - e qualcosa mi dice che non sono sobrio. Nemmeno lo è il ricercato che sta guidando questa macchina rubata, ma non ha molta importanza: non so se siano milioni di occhi nascosti, o forse il mio semplice timore di essere osservato. Qualcuno mi parla di nuove religioni nei cantieri della metro, di intelligenze artificiali e polizia violenta sulle nostre tracce, ma a pensarci un attimo è poco o niente, nell'assurdo di questa notte di cui non riesco ancora a immaginare la fine. Link all'acquisto: Amazon: https://www.amazon.it/Corpo-vitreo-Valerio-Dalla-Ragione-ebook/dp/B07NW12DJN/ref=sr_1_3?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1551290519&amp;sr=1-3&amp;refinements=p_n_date%3A510380031 Mondadori: https://www.mondadoristore.it/Corpo-vitreo-Valerio-Dalla-Ragione/eai978886963197/
  12. Toy

    Il potere delle ombre

    Presentazione presso Mondadori Bookstore Asti del libro Il potere delle ombre, ultimo thriller di Luca Cozzi. Ambientato tra Piemonte, Spagna, Turchia e Africa, il romanzo prende spunto dal ritrovamento di un antico manoscritto risalente al XIV secolo. Un’avventura straordinaria che porterà il lettore attraverso le tenebre di misteri senza tempo e diventa la metafora dell’eterno duello tra bene e male dove, questa volta, il bene dovrà attingere al male per poterlo sconfiggere. È proprio questo lo spunto di riflessione che l’autore lascia ai propri lettori: è giusto che il bene attinga al male per vincerlo?
  13. JohnnyBazookaBic

    Ordinaria Amministrazione(Capitolo 1)

    Commento a "Neon" La vallata si estendeva per un ampio palmo di terra che comprendeva diversi rilievi montuosi. Verdi campi in pianura erano perfetto pascolo per la fauna locale. L’erba cresceva rigogliosa bagnata dalle acque del fiume che, come in quel caso, diventava quasi un torrente per la sua impetuosa forza donata dalla pioggia. La foresta si affacciava ai limiti della piana e saliva sulle montagne circostanti. La ipsilon che formavano le confluenze dei due corsi d’acqua dividevano perfettamente la montagna più alta di tutte, il Dente Aguzzo. Fino a pochi anni prima questa era zona di caccia per i Nativi Americani del luogo. Lentamente, con l’arrivo della polvere da sparo e dell’uomo bianco, le cose erano cambiate. Gli indiani avevano dovuto lasciare quella piana rigogliosa, chiamata da loro Lacrima Verde, per ritirarsi in luoghi più sicuri per i loro popolo. Così le montagne erano diventate casa di molte tribù che, protetti dalla roccia e dagli alberi, potevano sopravvivere per lungo tempo al passaggio di sempre più folti gruppi di cacciatori di pelli e altre prelibatezze. Così, a diverse miglia di distanza dalla valle della Lacrima Verde, era nato il primo avamposto militare che ospitava qualche mercante in cerca di fortuna e una nutrita guarnigione per proteggere la zona dal pericolo degli indiani. Quella era diventata una perfetta oasi di pace e riposo per tutti i cowboy e gli uomini che cercavano fortuna nel nuovo West. In molti avevano solcato quel mare. In molti ne avevano colto i frutti. Proprio alle pendici della montagna più grande si trovava una piccola costruzione in legno. Una locanda. L’insegna di legno pitturato di rosso recitava “Il ristoro di Harry”. Quella notte quell’asse ballava davanti alla porta urtando spesso il muro. Lampi e fulmini sferzavano il cielo. Non si vedeva un tempo così da molti anni. La forza di acqua e vento era così tanta da aver costretto a chiudere le finestre per proteggersi dal freddo pungente. Il comignolo buttava fuori placidamente il fumo. All’interno c’erano quattro lunghi tavoli con altrettante sedie. Solo uno era occupato. Sedevano due uomini. I cappotti ancora indosso tenevano in mano un boccale di birra e guardavano il fuoco scoppiettare allegramente, quasi non si rendesse conto del tempo che correva fuori. Il più vecchio, che dava le spalle alla porta, aveva una folta barba bianca e una cicatrice che correva sotto l’occhio destro fino alla guancia. Uno sguardo torvo. Le guance scavate dalla fatica e dal poco cibo che poteva consumare. L’altro avventore del locale era un giovane. Aveva capelli neri corti e due paia di baffi, ma non sembrava molto vecchio. Forse li usava per nascondere l’età. Somigliava molto a quello che doveva essere suo padre, seduto di fronte a lui. Il locandiere stava pulendo bicchieri al bancone. Ogni tanto, quando tuonava, dava un’occhiata fuori come se potesse vedere oltre il legno. Aveva pochi capelli che facevano il giro delle tempie come il mare fa con un’isola. Ancora di un buon color castagna. Due paia di lunghi baffi incorniciavano il viso pieno. “Credo di essere passato qui tre o quattro anni fa. E non ricordo la tua locanda” disse all’improvviso il vecchio mentre guardava la sua birra. “Oh, be’. Questo è vero. Sono qui da un paio di anni al massimo.” “Come mai hai scelto un posto così sperduto per una locanda?” “Avevo bisogno di stare tranquillo. Ma non disdegno un po’ di compagnia. Quindi ho pensato, tanto vale farsela pagare” disse ridendo Harry. “Hai ragione. Questa è una buona birra. Ragazzo, bevi, così ti scaldi” ammonì il figlio guardandolo torvo. “Non mi piace il sapore della birra” rispose il ragazzo stizzito. “Non rispondermi in quel modo. Bevi e non fare storie, Paul.” “Va bene, va bene” disse Paul mentre guardava il bicchiere con poca voglia. “Ho deciso di offrirvi qualcosa” proseguì il locandiere mentre spariva sotto il bancone. Uscì poco dopo con tre sigari in mano. Il sorriso indicava che erano di buona qualità. Il vecchio lo guardò con occhi luccicanti. Erano esemplari di ottima fattura. Color cioccolato. L’uomo avanzò verso il tavolo e si sedette accanto al vecchio. “In notti come queste un sigaro in compagnia è la cosa migliore che esista” disse mentre prendeva i fiammiferi dalla tasca del grembiule. “Sono d’accordo. Non capita tutti i giorni di vederne di così belli.” “Tenga.” “Grazie. Paul, accendi tu.” Il ragazzo sospirò e prese un sigaro e un fiammifero. Lo mise tra le labbra e strusciò con violenza il fiammifero sul legno del tavolo. Lentamente avvicinò la fiamma e cominciò a girare. Quando il tabacco si fu annerito per bene prese a tirare con forza. Boccate di fumo uscivano dalla sua bocca formando volute sinuose. Gli altri due seguirono il suo esempio. In un attimo la stanza si era riempita di caldo e dolce profumo di sigari. “Era da molti anni che non fumavo qualcosa di così buono. Ma, devo dire, era da molti anni che non capitava una pioggia del genere” disse il vecchio mentre guardava il fuoco. “Questa notte, per chiunque si trovi di fuori all’addiaccio, sarà molto dura. Speriamo che non muoia nessuno. Solo qualche indiano, se possibile.” “Hai ragione. Quando portavo il bestiame d’inverno per i pascoli, qualche volta, mi è capitato di dover dormire all’aperto durante la notte. Con questo tempo è una vera tortura. L’acqua ti entra nelle ossa fino a fartele dolere.” “Verissimo. Anche cavalcare non è facile.” “Hai sempre fatto il locandiere?” domandò il vecchio guardando le mani di Harry. “No. Questa è un’occupazione che ho intrapreso di recente, a dire il vero. Prima avevo una vita più avventurosa ma decisamente meno sicura. Ormai sono troppo vecchio per stare giorni a cavallo. Per non parlare delle creature maligne che si aggirano da queste parti ultimamente. Inoltre la mia gamba destra non è più tanto buona da quando sono stato ferito alla tibia da un proiettile” disse sollevando il pantalone per far vedere la cicatrice obliqua. “Cristo santo. Ora capisco.” “E voi. Per quale motivo siete passati da queste parti?” “Mio fratello ha una fattoria non lontano da qui. Era un sergente dell’esercito. Se l’è costruita da solo quando non era ancora territorio americano. Non è diventato ricco ma vive degnamente, da quanto dice. Qualche settimana fa ho ricevuto una lettera da parte sua. Mi chiedeva aiuto. Sta molto male in seguito ad una caduta da cavallo. Ha bisogno di una mano fino a quando non si riprende per gestire la fattoria. Così siamo partiti lasciando mio figlio, il più grande, a badare a tutto.” “Capisco. Capisco molto bene. E tu ragazzo. Come ti senti? Ti piace viaggiare?” domandò il locandiere abbozzando un sorriso. “Non molto. Fa freddo di notte. E quando non troviamo locande bisogna stare attenti ai lupi, o peggio. Casa era più calda e accogliente.” “Questi ragazzi diventano più pigri ogni giorno” rise Harry. “Imparerà presto che il sudore della fronte rende un uomo libero e degno di essere chiamato tale.” Il locandiere stava per ribattere quando, improvvisamente, qualcuno bussò tre volte alla porta. All’inizio pensarono che si trattasse del vento. Ma dopo alcuni istanti l’evento si ripetè. Harry, a quel punto, si alzò e andrò verso il bancone. Si piegò e ne uscì con un fucile in mano. “Non si sa mai chi potrebbe essere a quest’ora della notte” disse guardando gli avventori. “Hai ragione. Prendo anche la mia pistola” rispose il vecchio mentre estraeva un vecchio revolver. Si alzarono insieme e si diressero alla porta. Harry guardò l’uomo che stava per sollevare la sbarra di legno che chiudeva la porta. Puntò il fucile dritto sull’entrata, pronto a sparare. “Apra.”
  14. pietroc67

    Runa Editrice

    Nome: Runa editrice Genere: Noir, Giallo, Avventura, Narrativa, Saggistica Invio manoscritti: non specificato (contatti: http://www.runaeditrice.it/index.php/contatti.html) Sito web: http://www.runaeditrice.it/ Distribuzione: http://www.runaeditrice.it/index.php/promozione.html Facebook: https://www.facebook.com/runaeditrice
  15. Writer's Dream Staff

    Salani Editore

    Nome: Salani editore Sito: http://www.salani.it/ Genere valutati: azione e avventura, fantasy, horror, giallo, mistery, saggistica, letteratura per bambini e ragazzi Pubblicazione: Senza contributo. Distribuzione: Non si trovano informazioni riguardo la distribuzione. Invio manoscritti: segreteria-letteraria@salani.it Facebook: https://it-it.facebook.com/AdrianoSalaniEditore/?ref=page_internal Questa è l'unica pagina dove ci sono dei dati: http://www.salani.it/chi_siamo.php
  16. Alexmusic

    Sibrium

    Titolo: Sibrium Autore: Alessandro Cuccuru Editore: Aporema Edizioni ISBN 978-88-942182- 1-3 Prezzo € 15,90 Romanzo di ambientazione storica Pagine 496 Link all'acquisto Disponibile anche nella versione E-book, in formato Epub e in formato Kindle. Siamo nell'ottobre del 476: Romolo Augusto, ultimo imperatore romano d'Occidente, è stato deposto dal generale barbaro Odoacre e Marco Terenzio Ambusto, ufficiale romano comandante della guarnigione di stanza nell'avamposto dell'odierna Castelseprio, è rimasto senza ordini. Sui suoi soldati e sugli abitanti del circondario incombono due angoscianti attese: l'arrivo dei guerrieri di Odoacre, guidati da Edecon, suo nipote, a reclamare un terzo delle terre coltivabili e la probabile calata dei Burgundi nella pianura padana. Il romanzo si dipana attraverso le vicende e le avventure dei vari protagonisti, tra cui spiccano le figure di due donne: la coraggiosa Clelia, la vedova che da sola manda avanti la sua villa e gestisce i suoi abitanti, e Lavinia, la deliziosa giovanetta, figlia del fabbro Vulcano. E poi molti personaggi, romani e germanici: Unter, Panezio, Ariete, i gemelli Silvio e Claudio, il presbitero Marcello, il diacono Giovanni, il possidente Paolo Massenzio, Odric e Gudal, tutti rappresentati nella loro umanità, con i loro pregi e i loro difetti e per questo così vicini a noi, nonostante i secoli che ci separano. In "Sibrium" c'è tutto: intrighi, spedizioni diplomatiche, strategie militari, combattimenti, amore, invidia ed odio. È scritto in modo scorrevole, con espressioni gergali decisamente "moderne" che possono suscitare perplessità, ma che l'autore ha deciso di utilizzare per avvicinare alla lettura anche i più giovani. Si legge con piacere ed è collocato in una realtà locale precisa dal punto di vista geografico, ma in un periodo per il quale mancano documenti e fonti univoche, rendendo così legittime licenze e libertà di narrazione.
  17. Nowhere Books

    Selezioni Progetto Breaking Book > ANIMA LIQUIDA

    Fino a
    A breve avranno inizio le selezioni dei prossimi 8 autori da inserire all'interno del Progetto Breaking Book per la produzione del terzo romanzo della serie: ANIMA LIQUIDA. Non sai così è un Breaking Book? Qui tutti i dettagli.
  18. Ospite

    Leggereditore

    Nome: Leggereditore Generi pubblicati: Letteratura femminile di vari generi, dallo storico, all’erotico, passando per il paranormal, l’avventura, il thriller, il romance, ma anche la letteratura tout-court. Modalità d'invio manoscritti: http://www.fanucci.it/pages/aspiranti-scrittori Tempi di lettura: dai 6 agli 8 mesi, rispondono unicamente in caso di interesse. Sito web: http://www.leggereditore.it/index.php Attualmente appartenente al GE Fanucci.
  19. Massimo Galatone

    La Prima Guida Dell'Antico Astronauta - Massimo Galatone

    https://goo.gl/images/j3MoXF Titolo: La Prima Guida Dell'Antico Astronauta Autore: Massimo Galatone Autopubblicato: YouCanPrint ISBN: (cartacea 9788827860311 / digitale 9788827862247) Data di pubblicazione: 12/2018 Prezzo: ( cartacea 12,00 / digitale 2,49) Genere: Fantascienza / Storico Pagine: 162 Prefazione: Un giovane ragazzo per sfuggire ai suoi guai familiari, si reca su di un isola dove può svolgere la sua attività preferita. L'investigatore privato. Insoddisfatto delle sue vicende da pochi soldi si imbatte in qualcosa di più grande di lui e con cui dovrà fare i conti. Un disastro planetario lo porterà a scoprire verità celate sulla sua specie e le sue origini. Link all'acquisto: https://www.youcanprint.it/fiction-fantascienza-generale/la-prima-guida-dellantico-astronauta-9788827862247.html https://www.mondadoristore.it/prima-guida-dell-antico-Massimo-Galatone/eai978882786031/?fbclid=IwAR1Zem-rbb_Nii1pGNXNJ3BvhfbHB27fEkxofGhGeGteLQCIfCvB1QbI2mo https://www.libreriauniversitaria.it/prima-guida-antico-astronauta-galatone/libro/9788827860311?utm_source=google-shopping&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_term=9788827860311&amp;utm_content=Libri+Italiani&amp;utm_campaign=google-shopping-lib&amp;gclid=CjwKCAiA9K3gBRA4EiwACEhFe-qP01Aax2Np9ljuOZl05cL4_ipcIuO1ssP0KrBBs4vmkbWxxTaPyxoC5AQQAvD_BwE&amp;fbclid=IwAR3hfI7IVE_oatxcVU_njewBfldxQa3Aznm5F_HlBivSV1G-aHJamdGijD0 https://www.unilibro.it/libro/galatone-massimo/la-prima-guida-dell-antico-astronauta/9788827860311?idaff=googlebase-05&amp;fbclid=IwAR0Gn9Er8DrNbXf8qxv7WsqW_3EhKjLFQ8KZKb3jWSS7-HHsJuI5tZWTxO0 https://www.ibs.it/prima-guida-dell-antico-astronauta-libro-massimo-galatone/e/9788827860311?lgw_code=1122-B9788827860311&amp;gclid=CjwKCAiA9K3gBRA4EiwACEhFe_sM3-9FRJFrifjP2hu1T43I_4OkFd5AnPa5VsTSJc_hrZ0tnsKCDhoC3eMQAvD_BwE&amp;fbclid=IwAR1d9DOfbzQUcXmdTxjyVcaO43zahdNTiA1b0F96zCgUb6KKIJY0bGRnQw0
  20. Fraudolente

    Hadriaticum di Pio Bianchini

    Titolo: Hadriaticum Autore: Pio Bianchini Casa editrice: Augh! (Gruppo Edizioni Alter Ego) Collana: Frecce ISBN : 978-88-9343-153-8 Data di pubblicazione: maggio 2017 Prezzo: 15,00 € Genere: Azione e avventura, Storico Pagine: 282 Quarta di copertina: Un romanzo storico, un intreccio di storie che parte dai sottoportici della Venezia del XIII secolo e si apre alle vie dell’Adriatico, tra le sponde di Almissa e di Portonovo. Lunardo e Marin, gemelli nati dall’unione clandestina tra il nobile Jacopo Polani e una meretrice, crescono ignari delle loro blasonate origini. Divenuti ragazzi, la loro somiglianza col padre non passa inosservata. Rimasti orfani e caduti in disgrazia a causa delle trame ordite contro di loro, si imbarcano come rematori su una galea diretta verso la Grecia. A bordo ci sono due fanciulle in procinto di conoscere i loro sposi, ma durante il viaggio l’equipaggio diviene preda della sagitta capitanata da Siniša, fiero pirata di Almissa. Le vite dei protagonisti vengono stravolte; eventi tragici accomunano aguzzini e vittime, conducendo infine alla necessità di ricostruire le rispettive esistenze alle porte delle terre riminesi. Che si rivelano una polveriera pronta a esplodere… Link all'acquisto: http://www.aughedizioni.it/frecce/hadriaticum/ https://www.libreriauniversitaria.it/hadriaticum-pirati-almissa-bianchini-pio/libro/9788893431538?utm_source=google-shopping&utm_medium=cpc&utm_term=9788893431538&utm_content=Libri%20Italiani&utm_campaign=google-shopping-lib&gclid=CM7cipecq9QCFUtsGwodsjcCiA https://www.ibs.it/libri/autori/Pio%20Bianchini https://www.amazon.it/Hadriaticum-Pirati-Almissa-Pio-Bianchini/dp/889343153X/ref=sr_1_2?s=books&ie=UTF8&qid=1496820918&sr=1-2&keywords=pio+bianchini
  21. Giuliano G.

    Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo

    Titolo: Alter Ego: Memorie di un viaggiatore ultracorporeo Autore: Giuliano Golfieri Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 1521594414 Data di pubblicazione: 10/07/2017 Prezzo: Carteceo € 16,00 - Digitale: € 4,99 Genere: Avventura/Fantascienza/Esoterico/Storico Caratteri: 500.000 Quarta di copertina o estratto del libro: Francia, 1745. Un ragazzo si sveglia in un bosco alle porte di Parigi senza memoria del suo passato. Tramite un fortuito incidente, scopre di possedere un inspiegabile potere in grado di farlo trasmigrare nel corpo di altre persone, smettendo di esistere e invecchiare durante la permanenza nei suoi ospiti. Grazie a questa capacità, la vita del protagonista si intreccerà con quella di famosi personaggi dell’epoca e trasformerà il suo singolare dono in una sinistra professione al servizio della massoneria e dei potenti della Francia settecentesca. Un’avventura lunga più di un secolo che in un crescendo sempre più ritmato gli farà vivere in prima persona un'escalation di momenti storici, tra cui la rivoluzione francese. Attraverso viaggi esotici, sesso, amori dannati, amicizie altolocate e nemici potenti che tramano nell’ombra, culminando in un colpo di scena finale Alter Ego racconta uno scorcio su una delle epoche più buie della storia, con un vivo retrogusto esoterico. La realizzazione di Alter Ego ha richiesto un lavoro di ricerca storica di oltre due anni. Molti dei personaggi, anche quelli secondari, sono realmente esistiti e vengono accuratamente raccontati grazie al loro coinvolgimento diretto nella trama, lasciando al lettore il gusto di approfondire i dettagli e scoprire legami e sotterfugi nascosti nel racconto. Link all'acquisto: Versione cartacea: https://goo.gl/TnHUy1 Versione e-book Kindle: https://goo.gl/wTsf53
  22. Toy

    Il Potere delle ombre

    Luca Cozzi presenta "Il potere delle ombre", terzo libro della saga di Luke McDowell, presso il Mondadori Store di Alessandria. Oscuri poteri, le cui radici affondano nell’abisso dei tempi, non possono permettere che l’ordine delle cose sia messo in pericolo. Sulla via del sale, in preda a funesti presagi, un fedele servitore decide di affidare alle vestigia di un santo le sorti del proprio padrone. Sette secoli dopo, un volume dimenticato e antiche reliquie innescano una caccia al tesoro che coinvolgerà le persone sbagliate: una miscela esplosiva che solo un pugno di uomini disposti a tutto sarà in grado di affrontare. Un’altra missione per l’ex ufficiale degli U.S Navy SEALs Luke McDowell e il manipolo di uomini al suo comando. Un’avventura straordinaria porterà il lettore attraverso le tenebre di misteri senza tempo fino allo scontro finale…
  23. Toy

    "Il potere delle ombre"

    Il potere delle ombre, terzo thriller della saga di Luke McDowell è ambientato tra Italia, Spagna e... (non ve lo dico). Oscuri poteri, le cui radici affondano nell’abisso dei tempi, non possono permettere che l’ordine delle cose sia messo in pericolo. Sulla via del sale, in preda a funesti presagi, un fedele servitore decide di affidare alle vestigia di un santo le sorti del proprio padrone. Sette secoli dopo, un volume dimenticato e antiche reliquie innescano una caccia al tesoro che coinvolgerà le persone sbagliate: una miscela esplosiva che solo un pugno di uomini disposti a tutto sarà in grado di affrontare. Un’altra missione per l’ex membro degli U.S Navy SEALs Luke McDowell e il manipolo di uomini al suo comando. Un’avventura straordinaria porterà il lettore attraverso le tenebre di misteri senza tempo fino allo scontro finale…
  24. Sarah Cameron

    Corbaccio Editore

    Nome editore: Corbaccio Editore Generi pubblicati: narrativa, romance, benessere, avventura,brivido, business Invio manoscritti: non viene specificato Distribuzione: Messaggerie Italiane Contatti: info@corbaccio.it Sito: http://www.corbaccio.it/ Facebook: https://www.facebook.com/corbaccio.fanpage È tra gli editori "big", e quindi presumo free, ma se volete mandare una mail standard per sicurezza fate pure Nata nel 1923 pubblica diversi generi: alpinismo, autobiografia, avventura, biografia, esplorazione, manuali, narrativa, poesia, saggistica, self-help, testimonianza, varia, thriller. Distributore: Messaggerie. Dal 2005 fa parte del gruppo editoriale Mauri Spagnol. Insomma, tanto di cappello. Tra aprile e maggio ho mandato loro due mail per chiedere un'informazione sulle modalità di invio dei manoscritti (perché nel loro sito non sono riuscita a trovare nulla al riguardo), ma non mi hanno mai risposto.
  25. Titolo: Yohnna e il Baluardo dei Deserti Autore: Andreina Grieco Casa editrice: EKT Edikit Data di pubblicazione: 4 ottobre 2018 Prezzo: 14 euro cartaceo, 2,99 digitale Genere: Fantasy con ambientazione Mille e una Notte, Azione, Avventura Pagine: 208 Sinossi: Yohnna, giovane arrotino siriano, stappa una bottiglia trovata tra le sabbie e libera Horèb, il malefico Jinn protettore del deserto. Dovrà imparare a conviverci, perché lo spirito lo perseguiterà con la scusa di un terzo desiderio ancora da esprimere Estratto: La porta del Caffè si aprì con violenza. Quando sei me e una porta si apre in quel modo, non sai mai chi, o cosa, e in che forma entrerà. Mi aspettavo però che fosse Jamaal, un pastore beduino con cui ogni tanto trascorrevo un po’ di tempo giocando a carte. C’era vento nel deserto da cinque giorni di fila e il pastore, in quelle situazioni, passava in paese per rinfrescare la gola arida e ritemprarsi con una bella fumata di narghilè. Ma ciò che vidi quella sera, invece, non fu lui: un uomo dalla barba brizzolata, vestito di stoffe ricercate, mentre abituava la vista alla penombra del locale, posò lo sguardo su tutti gli avventori, uno ad uno. Con passi lenti e misurati si avvicinò al bancone e ordinò un tè alla menta, poi si diresse verso il tavolo a cui ero seduto. «Posso?» chiese indicando una sedia di vimini di fronte alla mia. Gli feci cenno col capo di accomodarsi. «Sto facendo un lungo viaggio nel deserto per giungere a Damasco con la mia carovana di spezie, ma più mi avvicino alla meta e più mi arrivano alle orecchie strane storie su un uomo dai capelli lunghi che frequenta questo Caffè. Sei tu quell’uomo?» Un sorriso incontrollabile mi incurvò labbra. «Dipende da quali storie hai sentito.» «Di furbizia e di paura. Di sangue e di magia. Di Jinn.» Link all'acquisto: Amazon: https://amzn.to/2OBszFm Sito editore: http://www.ektglobe.com/prodotto/yohnna-e-il-baluardo-dei-deserti/
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