Vai al contenuto

  • Andrea Bedo Bedin

     

    A distinguersi dalle grottesche convulsioni edilizie del grumo, come io nominavo il mio paese, c'era l'obitorio, un cubo di cemento bianco armato, tutto spigoli vivi, con due finestroni che scrutavano gli astanti della piazza decidendo se entravano per restarci, ed un portone di ferro leggero che apriva la sua bocca per inghiottire noi bifolchi. Fu piazzato al centro del nostro mondo nemmeno fosse stata la cattedrale di Notre-Dame, ma nella sua bruttura cementizia ci rammentava ogni giorno che saremmo potuti diventare tutti suoi visitatori stabili in qualsiasi momento. Così, nei giorni migliori, poteva tramutarsi da cattedrale di morte a chiesa di vita. Il tempo ed io avevamo l'obitorio come comune compagno. Quel monolite di cemento ci inghiottiva tutti i giorni, con la stessa voracità con cui si mangiava le vite dei paesani. Ma comprensione che io fossi un bimbo allacciato senza attenzioni alla vita di mio padre si accese all'età di cinque anni, quando proprio entrando e uscendo dall'obitorio, cominciai a credere che quel mostro comprendesse il mio disagio e mi rigurgitasse dal suo stomaco con benevolenza.

    «Francois! Ti ho detto mille volte di togliere le mani da quella faccia!».

    «Scusa Papà. Lui non odora affatto di buono però...».

    «Eh, certo. È morto. Ma l'ho appena incipriato. Se ci metti sopra le mani, poi devo rifare tutto, devo rifare!».

    Papà mi trascinava sempre con sé, non avrebbe potuto fare altrimenti visto che perse mamma dopo che lei mi lasciò il suo posto sulla terra. Da quel momento, e per ogni attimo restante, lessi in quegli occhi poco paterni le pagine del suo intimo libro intitolato: Che diavolo sei venuto a fare al mondo?. Ma io ormai ero lì, io con lui, io con lui tutti i giorni, io con lui affamato di vita, io con lui abbracciato alla morte.


    Libro Collegato: Capitolo Precedente: Mortorio Capitolo Successivo:


    Feedback utente

    Commenti raccomandati

    Non ci sono commenti da visualizzare.



    Per favore accedi per lasciare un commento

    Potrai inserire un commento dopo aver effettuato l'accesso.



    Accedi Ora

×