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  • Storie di un fuggiasco (L.)


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    È l'inizio d'ottobre e come tutti gli anni, in questo periodo, il mio umore non è dei migliori...

    meticolosamente ho stretto i denti per molti giorni prima di questo e finora è andato tutto nel verso giusto, ma le foglie gialle e la pioggia incessante scalfiscono il mio fragile umore ballerino, troppo incline ai cambiamenti come lo è il tempo e lo scorrere delle cose. Ciò che sto capendo è che forse dovrei adeguare questo mio fluire al fluire stesso del tempo, mutare pelle e cambiare forma mantenedomi saldo all'interno. Giovani forze si muovono in me ed io, pigro, non do loro lo spazio per consolidarsi, ma scrivere, forse, mi potrebbe aiutare.

     

    9.40, Ebbene si, frequento la scuola superiore, quinto anno, sarà proprio per questo motivo molti di voi, smetteranno di leggere ciò che segue, poco importa, dovrei essere lì tra i banchi in questo momento; me lo ero ripromesso, mi ero ripromesso di non saltare più un giorno, giuro, cari lettori che non scriverò più con la sensazione di dover fare altro sotto la pelle, perchè non c'è cosa più sgradevole...

     

    se tutto mi si rivelasse e io, L., non avessi più dubbi su chi e sul cosa vorrei essere probabilmente starei meglio, mi sentirei sollevato, alleggerito, come se togliessero la fiaccola alla statua della libertà e lei, dopo anni, si sgranchisse finalmente le dita e l'intero braccio, però se fosse così semplice non imparerei “l'arte della guerra”. E non in tendo il libro di Sun Tzu bensì l'arte del combattere gli imprevisti che ti si presentano, dal più piccolo e apparentemente innoquo al più cazzuto che ti viene in mente, l'arte del combattere a testa alta contro gli ostacoli e i nemici che la vita ti sprona a sfidare. Dico a testa alta non a caso... bisogna guardare al combattimento con umiltà e comprensione, bisogna conoscere i propri limiti e avere la consapevolezza di poterli oltrepassare se necessario. E se intendi sfidare un nemico devi tenere in considerazione che lui è come te potenzialmente, quindi non puoi e non devi abbassare la guardia o sottovalutarlo.

     

    È una lotta contro tutti e tutto, in primis è una lotta contro noi stessi che ci mettiamo, da soli, i bastoni fra le tuote, è una lotta contro il dolore, perchè chi fatica e conosce gli sforzi fisici e mentali che una sfida della vita può richiedere sa che lo sforzo per l'autoperfezionamento è infinito e che ci sarà sempre una nuova sfida o un nuovo lutto.

    E' forse questo il fluire di cui parlavo? Io lo interpreto così ma ciò non vuol dire che non possano esistere altri spazi, al di fuori della battaglia, fuori dallo scorrere incessante delle situazioni delle persone che vanno e vengono nella nostra vita, No!Esitono! l'arte del combattere ci insegna a dare il giusto peso ai momenti vuoti, quelli in cui magari ci annoiamo, quelli "morti" in realtà sono i momenti più vivi. Gli attimi in cui puoi recuperare le forze, rigenerarti e preparatri al meglio per la sfida successiva. Le situazioni di stallo in cui sbuffi e tiri fuori il cellulare per vedere Dio solo sa che cosa, questi frammenti di tempo ci si presentano come inafferrabili ma sono lì a un nonnulla da noi e noi, pigli, non diamo loro lo spazio per consolidarsi, ma scrivere forse, mi potrebbe aiutare.

     

    L.


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