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  • Sociopsicopedagogico


    Massimiliano Lanza

    Stavo salendo sul treno, con molta difficoltà a percorrere gli alti gradini dei famosi treni italiani, littorine diesel a mo' di catorcio, eppure mezzo indispensabile affinché potessi raggiungere l'Istituto a Vercelli. Abitavo ed abito tutt'ora nella piccola provincid di Biella, 900 Km2 circa, tra montagne e la parte della pianura padana che collima con il nord Piemonte. Sopra di noi vi è la Val d'Ossola, il famoso VCO, Verbano Cusio Ossola e dopo il verbano si arriva in Isvizzera.

    Salivo sul treno e poi a metà strada cambio, Santhià, una piccola cittadina del Vercellese, della pianura vercellese, a ridosso e nelle vicinanze delle risaie vercellesi. Da Santhìa vi erano i sottopassaggi (che figata! sai che roba!) e da lì ti ritrovavi sul binario e i treni erano un poco meglio. Sia gli Interregionali ma anche i regionali, non scomode littorine ma treni veri e propri, come gli interr, treni elettrici vecchia moda. Poi salivi su un E444 e nel giro di dici minuti ti ritrovavi a vercelli, il treno arrivava da Torino e fermava, dopo Vercelli, a Novara, Magenta e Rho (città che esce spesso nella "Settimana Enigmistica".

    Sceso in stazione feci una fotocopia (vi era una macchina che funzionava a monete adiacente al Bar della Stazione) di un pagellino intermedio alla pagella e mi recai a scuola, 750 metri più avanti, in corso Italia 48 a Vercelli, dopo il CNOFS/Fap Sacro Cuore delle Figlie di Maria Ausiliatrice...


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