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  • Il bancone della notte


    Chiara1981

    Meno un grado segna il display.
    E la mia pelle nuda è una squama ghiacciata, gettata lì, sul bancone della notte.
    Un’auto e la sua scia viscida porta con sé la fatale domanda.
    :- Quanto vuoi?
    Ecco, io muoio dentro i suoi occhi che come fauci divorano il mio corpo e scartano l’anima.
    La butto giù, più giù che posso, così so che non si potrà sporcare.
    :-Venti.
    Un gesto decreta il sì.
    Apre lo sportello dell’auto e ci scivolo dentro, almeno è caldo qui e posso scaldarmi un po’.
    Un’estasi prelibata, pagata niente e gustata meno perché da consumare velocemente con avido stordimento, prima che arrivi quel brivido di cosciente e sentenzi che insegui improbabili tracce di umano calore
    Poi via, verso il marciapiede, davanti la fabbrica di cioccolato.
    Il mio posto nel mondo.
    Si riapre lo sportello e lo sento.
    Come sempre.
    E’ il puzzo del senso di colpa, quello che mi viene scaricato tutto addosso con rabbia.
    E con disprezzo e calcolata cattiveria, tentenna prima di tirare fuori dal portafogli le venti euro.
    Me le sventola sotto il naso.
    Non sono un cane che aspetta l’osso! Dammi quel che mi spetta, maledetto!
    :-Ecco.
    Le prendo e le nascondo nel reggiseno.
    Stanno vicino al cuore e le scaldo perché non sentano freddo.
    Ad un tratto mi sento mancare!
    Non la trovo più, dov’è?
    Cerco, tra i meandri delle viscere.
    Dov’è? Piango e mi dispero!
    Non darei mai a nessuno la mia anima per venti euro!
    La venderei minimo per comprarmi la libertà!
    No, no eccola! Ti sei smarrita per sbaglio in mezzo ai soldi? Chissà, forse cercavi anche tu un riparo dal freddo? O volevi diventare come una di quelle fottute banconote? Che non hanno odore e sapore? Che sono ignoranti e vivono solo di loro stesse? Sei forse ignorante e senza Dio tu?! E’ vero sto dimenticandomi com’è essere una persona con un’anima perché sono a digiuno di dignità da troppo tempo.
    Ma ne è rimasta ancora, poca, solo sul fondo.
    Cerco di proteggerti come meglio posso, cara anima mia.
    Ora pronta, nasconditi, vai giù, ancora di più dentro me.


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