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  • SAN VALENTINO BLUES


    Domenico De Ferraro

    SAN VALENTINO BLUES

     

     

     

    L’ amore  attraverso l’animo , lo sorregge , lo solleva dal male dei giorni passati , incalzante  nel caldo abbraccio  tra baci e carezze ,  speranze intrise  nella comune sofferenza.

    Lo core , fa bum bum,  dentro allo pietto , si ammoscia scurnuso , fiorisce nelle difficoltà   della vita , si fa creature , diavulillo si fa piccirillo , figlio della lupa , figlio di giorni senza ricordi  e senza domani

     

    Le  preghiere s’elevano nell’immutabilità  del tempo che passa e giungono  in questo animo  afflitto nel fluire nell’idea ,  conforme all’essere .  San Valentino  giovani amori  ,  solitari amori   nascono   di nascosto .  Oscuro ed impervio nell’alito di vento si dissolvono le intime passioni     per  poi giungere in  luoghi  irraggiungibili

    su monti e valli,   in paesi ,città affollate nel cuore d’ ognuno. Un soffio di calde note ,  un fluire  nella propria intimità ,sussurrando caduche   frasi d’amore .

    Il  tempo  racchiude in se tanti  fatti  pubblici e privati   da cui   emergono  esseri  che litigano ,si cercano ,s’amano ,s’odiano ,  cantano ,combattono , lavorano , muoiono .

    Passano oltre sognando , vanno verso un domani migliore.

     

    Amore e morte due facce , due occhi , due anime  legate alla morsa della sofferenza ,  corrono verso un precipizio , aggrappati ad una tenera passione ad una solitudine  galoppante , interiore , disperata , si diviene  strada facendo ciò che si desidera divenire. Un ricordo ,  racchiude  un tenera storia  , un anima migrante,  un occhio  osserva dal buco della serratura  la nostra storia e tutti sono fuori la chiesa in attesa della dolce  sposa.  In attesa , scendono dal cielo angeli e cherubini , una gioia piccina ,  grandi  anime, grandi passioni ,  attraverso se stessi nel silenzio , si discute , scettiche idee  , scuotono  le genti,  eccitano gli animi . Felice questo  uomo  ,  salta lo steccato,   prima d’entrare in paradiso ,  uno sparo s’ode , lontano dal  tempo per uccidere,  sorridere  intriso nel sangue  ,  scorre   in se stessi , fino a giungere a tarda  sera.

     

     

    Ed il peccato  ed il sangue,  hanno macchiato questa terra. Strappato questo fiore , reciso nelle sue radici , pendulo nell’aria popolare , fiorito   nella forma di un dialogo in questo andare , oltre ogni dubbio,  oltre ogni  dire , presa per mano,  portato  oltre il tempo,  trascorso,  oltre il male , attanagliante  l’animo.

     

     

    In calde alcove o chiusi in macchina ,giovani coppie  s’abbracciano davanti    a un  estatico panorama , la città cangia colore  , s’apre a dolci meraviglie.   San valentino un ultimo ballo,  sboccia , rosa rossa  macchiata  di sangue innocente   goccia dopo goccia  scivolata da una profonda ferita ,  goccia di sangue

    scorre insieme ai propri  sogni,  desideri , poesie , epilessie , vecchie canzoni d’amore . Nuovi  amori  s’affacciano all’orizzonte,  timidi , incompresi , presi dal fremito del pensare , dall’atto , precedente  l’atto  logico. Ed ignaro di ciò , siamo diventati .  Le poesie  tingono  di rosa il  mondo , cambiano  , ti rendono giovane   sempre più . San Valentino sotto la pioggia in lacrime , ed il cielo notturno  sorride  tra sé  illuminato da  una falce di  luna elladica , incantevole a vedersi , forse  nasconde  oscuri  presagi , altri amori , altri idiozie, l’ inizio  di una nuova canzone d’amore.

     


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