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  • Intanto, in piedi


    novemai

    Mi hai smontata

    come un castello di mattoncini di legno.

    La coda, le zampe di ciò cui darà vità il cuore.

    Mi hai messa in piedi, sulle ginocchia fragili,

    ho visto la strada, un attimo, dalla pozza dello stagno

    un attimo e non so quanto durerà.

    Non so che forza rimane per rispondere alla tua eco, quanta forza rimane

    sulle coscie di canna.

    Ma ancora ricordo il tuo soffio, la tua mano inaspettata,

    gli occhi fermi, le parole robuste,

    il mio corpo immobilizzato si è scosso profondo, scosso con l'occhio,

    sotto lo sguardo di foglie e il tetto di vino.

    Ti voglio bene, bene come ora ho capito i misteri dei tuoi silenzi, pesanti, consapevoli, bolle della mia presenza.

     

    Come ora ho capito quello che mi serve

     

    Intanto, in piedi.

     


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