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  • CANTO DELL’AMORE DELLE DONNE


    Domenico De Ferraro

     

    CANTO DELL’AMORE DELLE DONNE

     

    MICHELLE  AMORE MIO

     

    Dedicato A Tutte Le Donne

     

     

     

    La città dorme, la campagna dorme, i vivi dormono il loro tempo, i morti dormono il tempo loro, Il vecchio marito dorme accanto alla moglie, il giovane sposo dorme accanto alla sua. E tutti convergono verso di me, e io mi espando verso di loro, E quale sia il loro essere; più̀ o meno così sono io. E di tutti, dal primo all'ultimo, io intesso il canto del me stesso. Cosi inizia  il  mio canto,  rivolto a tutte le donne del mondo ,il canto dell‘uomo qualunque con questa voce che mi trascina  verso il  fondo dell’essere ,  verso l’incredibile slancio creativo , verso altre avventure nella mia matura morte. Osservo le donne ,  passeggiare  per strade , fiorite con i loro lunghi sorrisi , le loro  candite mani , i loro corpi solinghi,  steli  curvi , eretti verso il cielo , sparse  tra la folla , tra chi entra ed esce in questa metro,  dalla forma di serpente ,strisciante veloce sulle rotaie all’interno della città dei morti .Osservo generazione  di donne  vittime della crudeltà maschile    dall’aspetto di  gallina  sgozzata  nel bagno da un vecchio orco .  L’amore tutto trascende e nulla   ha più  significato , neppure  la mia  voce  gracchiante come un corvo nero in un altro giorno intriso di poesie , sepolte  nell’animo .  Osservo  il mio  vivere , questo   mio modo di guardare  le donne che ho amato , sognato , rincorso attraverso i mie versi , attraverso l’ossesso delle mie passione , attraverso me stesso ,  frutto di molti amori e di molte nottate , passate da solo  nella tarda ora della notte stellare , abbracciato al ricordo di mia   madre nel cantico delle creature,  nella bellezza  di mille melodie sefardite,  in questo ammore  a volte senza alcun domani , dimenate la coda che spazia verso un altra dimensione in se stessa ed in altri giochi onirici di premature amori giovanili   io rinasco .  Sono figlio di  questo ordine naturale ,  io sono tra le tue braccia ,  amo,  vivo, muoio , dormo , oltre ogni altra ipocrisia , sono il frutto del tuo ventre ,  sono il nesso logico , solo in questo patire , in  mille idee , in mille dimensioni che s’aprono ad altri intendimenti.

    Michelle  amava un  ragazzo che sapeva alzare tanti pesi , sapeva alzare il mondo con un dito,  sapeva amare come pochi e  nelle sue illusioni femminili  lo cercava spesso nel vento delle sue sconfitte .

    Era alta Michelle , bella da farti perdere la testa , con una cascata di ricci biondi  sul suo pallido viso, con un naso quasi uncino,  una bocca carnosa  , labbra  gonfie rosse come il sangue degli innocenti ,  non aveva madre ne padre era un punto interrogativo,  era la voce di un popolo  antico, di mille genti , di mille domande mai risolte. Tutto era Michelle  con quel suo sguardo intriso di strane passioni , mi sembrava Giovanna d’arco che combatte gli invasori , trascinante  la folla verso i confini della comune immaginazione ed ella era  fragile come un fiore , un fuscello nel vento del mattino, limpida  come l’acqua   azzurrine  lasciva e scrosciante sopra i sassi dei fiumi .  

     

     

    Michelle aveva vinto  nella sua infanzia la paura dell’uomo  come padre e padrone ed era partita  un bel giorno dal suo paesello , situato sopra i monti . Con un zaino zeppo di libri , molte voglie stipate tra fogli di carta mai scritti figlia e madre,  espressione surreale di infinite esperienze. Tanto sesso consumato dentro un vicolo scuro  alle spalle , ella  cercava i sacri rotoli,  il libro della vita che gli avrebbe rivelato  ogni segreto dell’amore coniugale . Una rivelazione in suo possesso  con  cui il mondo non avrebbe più deriso la sua stirpe di donna , unica nell’universo e nel suo  moderno divenire nel suo amore di  eterna madre . Era  grassoccia  Michelle e portava sempre lo stesso pantalone . Come una rosa  o figlia  dei fiori stava davanti ad un immagine  sacra, come se fosse una piega creata  nel tempo delle mite passioni  . E cercava ad ogni costo  di acciuffare quell’amore pagano , come se fosse una stella luccicante a prima sera , come se fosse una sorte  decisamente migliore  che l’avrebbe resa felice per sempre.

     

     

    Più  il tempo passava più Michelle diveniva  donna, l’idea di se stessa  sotto forma di un personaggio riassumente i tratti di tutte le donne di questo mondo , amante , creatura e creatrice  , principio e fine , fiore seme ,  simile ad un lungo cordone ombelicale che tiene unito,  uomini e donne  nell’ intendere  ogni altra libertà di espressione.  E vennero  cosi mille gendarmi  ed il mondo non sapeva più chi fosse in vero Michelle cosa ella portava in grembo , cosa stesse succedendo dall’Asia e nelle Americhe. Sulla terra madre dove nacque ogni albero  ove ogni uomo e donna  s’ eleva  nel suo comprendere trascendere , l’illusione fugace che ti conduce verso altri mondi surreali , verso quel timido tentativo di essere un solo corpo,  un solo spirito,  un solo grido di dolore  in una morte lenta ,  contagiosa    oscurante   il velo di maya posato su ogni viso di donna amata .  Cosi giunse il tempo in cui la terra  ad un certo punto,  reagì  al male che aveva generato quella civiltà . Un male antico nato  tanto tempo addietro si mostrò  nella sua  logica dei fatti ,  nel  filo conduttore di tutti gli errori commessi . Il  vivere come il morire  erano un germe patogeno,  inglobato  in mille rime astratte ,  sepolte nel campo dei morti. Mille lapide  ora erano fiorite,  in quel cimitero  situato ai confini della città e mille ,  mille lacrime , bagnavano  in silenzio quei marmi  con su scolpiti tanti diversi nomi di uomini e donne . E tutto era surreale , uno slancio , un intenso profumo  intriso dall’odore delle gialle mimose , una lunga strada  conduceva  la  nostra  mite eroina per altri mondi . Cosa  Michelle cercò  nelle sue parole prive di senso  il fatto ed il vero e fu assai  difficile capire  cosa siamo alla fine di ogni discorso. E vagò a lungo per il mondo senza mai incontrare l’anima gemella,  senza mai incontrare il frutto dei suoi sogni di fanciulla , instancabile , viaggiatrice  nell’atto logico  impresse  una sana accelerazione ed era nervosa  quel giorno Michelle quando seppe che suo padre era morto di nuovo .  Ma la morte è  solo l’inizio di una altra storia , di un altro soffrire in fondo ad un rigo in fondo alle mille domande , Michelle  continuò a crescere  e non seppe mai chi fosse per davvero suo padre . Quando giunse  il giorno  dedicato alle donne  immagine del focolaio domestico , scodella di pane raffermo,  con tanti fagioli  ben cotti  annegati nel sugo ,  la forma dell’amore del creare prese il sopravvento al  mondo svelato nello scorrere dei giorni accanto ad una donna.

    Era grande la  città in cui viveva  Michelle  fatta di tanti , palazzi , piena di  pazzi e  canzoni allegre , cantate ad ogni angolo di strada  nell’inverosimile trascendere gli attimi decisivi , attratti da  un  vivere felice , oltre ogni pregiudizio.

     

    Michelle  avrebbe voluto essere un principio primordiale  , una frase  d’amore scritta sopra un biglietto di auguri  , una frase riassumenti tante passioni  e cercò  per diverso tempo dove aggrapparsi cosi s’innamorò di un cameriere. Alcuni  dicevano assai  dotato  che lavorava in una pizzeria frequentata di solito da tutti gli scansafatiche del luogo  .  Il cameriere era un tipo ideale,  serviva panini ed hamburger con tripla farcitura ed erano assai  deliziosi . Molti clienti erano vittime dei luoghi comuni  del suo lungo cercare del suo esprimersi .

     

    Cosa  ci fai   qui?

    Realizzo il mio domani

    Ti credevo a Londra in cerca di un vestito nuovo da comprare

    Non diciamo baggianate se no finisco per ubriacarmi ancora di più

    Senti a me piglia il tuo soffrire  e scappa via  sull’ ali del  vento

    Se mi lascio andare ,  poi come faccio a ritornare indietro ?

    Beh ti puoi dopo   pigliare il tram

    Ma io avevo intenzione di parlare del più e del meno

    Non ci sono scusanti , l’amore è  cieco

    Come questo vicolo ?

    Certamente come questa storia che sogni

    E proprio vero il mondo non mi ha mai amato

    Non fartene una colpa,  siamo passati tutti per queste  delusioni

    Si però bucare la gomma davanti casa del mio ex  e non essere neppure aiutata  mi sembra una crudeltà .

    Non esiste  un male ed e un bene,  ci sei tu in questo universo il resto e pura illusione.

    Se fossi nata nelle vesti di un  angelo , adesso potrei volare

    Se fossi nata  asina  avresti ragliato , rifletti su questo

    Non voglio inferire ma sono cresciuto assai ultimamente

    La colpa e che voi donne,  amate senza alcun rimosso

    Io  amavo cantare e cullare le mie illusioni

    Sei bella da morire

    Sono il mare e l’ altre stelle non ricordi

    Rammento il tuo divenire

    Sei solo con me,  sei tu il mio amore?

    Lo vorrei tanto ma non ho la forza di esserlo

    Sei legato al tuo passato

    Forse sono solo un cretino

    Io ti comprendo e vorrei perdonarti

    Non c’è perdono per il dolore provato

    Sei  rimasto un bambino che gioca con le  sue macchinine

    Si ma adesso guido la macchina e vado dove mi pare senza perdere alcuna bussola.

    Sei certo di capire ogni cosa , se fossi morto e non t’accorgi

    di esserlo

    Amore io ti ho sempre amata e questa la mia verità

    Io credevo di essere uguale a te

    Siamo alle solite , sono io non sono io

    Questo vivere m’intenerisce e cresce con la sorte di altri milioni

    di persone come me.

     

    Dialogo con se stessa

     

    Ecco cosa vorrei dire , sei tu il ventre materno.

    Quest'erba è troppo scura per uscire dal bianco capo delle nonne,

    Più̀ scura della barba scolorita dei vecchi.

    È scura per spuntare dal roseo palato delle bocche.

    Lo so non ci sono scusanti tutto la limpidezza del cielo trascolora nello scrivere nello svolgersi in molti dilemmi , mi sarai vicino?

    Certo  ti aiuterò a cambierà la ruota bucata

    Perché poi io debbo ascoltare le tue stupidaggini  che mi legano ancora di più  al  tuo fragile intelletto.

    Non è  la confusione a fare di me il  protagonista,  ma la certezza di riuscire un giorno a legare capre e cavoli al carro  del condannato.

    Poverino eri cosi grazioso,  lo scacciato come se fosse un appestato

    Non disperare  vedrai ogni cosa lo condurrà di nuovo a te.

    Un bel tuffo nel tuo  passato

    Sono  sull’orlo di un giudizio universale

    Era l’amore che cercavo

    Oggi  sono  in piazza alla manifestazione delle donne

    Ti ho vista nuda girare tra la folla

    Ti sbagli  era mia sorella

    Avete una somiglianza impressionante

    Io ero a casa e giocare con la mia gatta

    Sei  mai stata mai sulla luna ?

    Tempo addietro sono stata su Marte ed ho fatto l’amore con un marziano.

    Incredibile e come amano  i marziani ?

    Come gli umani

    Veramente non ci posso credere,  raccontami i particolari.

    Ero su Marte ed era libera  nel divenire  di un dio , ero  una donna innamorata della vita , incontrai lui era un Dio o forse un uomo una essere astrale , un desiderio ultraterreno ,  una mia immagine  del sesso in genere . Quello che era , fu il mio amore per una lunga notte.

    Beata  te che puoi amare cosi intensamente

    L’amore ha le gambe lunghe,  ti conduce dove vuoi

    Come vorrei sapere amare come te

    Noi donne possiamo tutto

    Siete il principio e la fine di ogni storia umana.

    Siamo te e l’immagine della tua ragione

    Sei veramente bella cosi vestita

    Andiamo vieni con me verso altre dimensioni

    Non posso sono occupato a pensare

    Pensare fa male,  abbi fede

    Sono stanco di voltare pagina

    Cerca  di seguire il tuo cuore

    Adesso sono in fondo alla mia storia

    Io vado a letto, t’aspetto

     

    Michelle continuò  a dialogare per ore con un sua idea  di donna,  di come si può essere libere , di come si possa amare,  nascere crescere,  volare,  essere donna , essere madre e tutte le donne del mondo erano dentro di lei , un immagine,  un personaggio  nato dalla sua immaginazione  di donna e mentre attraversava la strada e percorreva il grande viale dei morti , Michelle  apri le ali e s’alzo in volo sulla città . Era una sera scura , cupa , fatta di tante domande intuitili, perduta in  quelle sere false nel loro trascendere l’inverosimile e la vita  e qualcuno  strada facendo provò a  regalargli un fiore un  nuovo amore , una nuova esistenza  , un nuovo nome. Michelle  continuò  a volare verso i suoi ideali  indisturbata , nella storia di milioni  di persone oltre quel  cerchio  di reincarnazioni,  di formalismi su generis  che producono in se uno strano effetto  . Una filosofia , fatta ad immagine del vivere moderno,  assai simile alla coda di un  topo , assai simile al signore che ama dormire nel suo letto con il suo cane di nome jack.  Michelle era buona ,  come il pane ed era l’immagine di donna  che ogni uomo desidera avere accanto , la donna ideale che avrebbe  voluto sposare. Era questo suo essere diversa ed unica a rendere Michelle unica come un fulmine a ciel sereno,  come un fiore sopra una tomba dimenticata.  Ella era capace di condurti  oltre il comune  vivere , aldilà dell’apparenze era la donna ideale la compagna dei propri sogni ,  era la figlia di Eva  ,  scampata  al flagello influenzale,  era una donna  libera  e sapeva volare ed andare oltre ogni pregiudizio,   verso il cuore della verità. Michelle più sciocca  dei suoi interrogativi , bella , brutta , figlia  della madonna non l’avresti mai compresa per davvero  anche se avresti letto le sue stupide poesie. Poiché  ella era il succo di ogni discorso , campato in aria   che lega  il dire al fare  e ti rende  libero da ogni  male in genere.

     

    Non voglio finire dentro una fossa comune

    Tieni chiusa  la bocca e lavati le mani prima di mangiare

    Ma queste sono raccomandazioni o intimidazioni

    Sono precetti  che ti faranno capire di che pasta siamo fatti

    Va bene ora ritorno da dove sono venuta

    Mettiti la mascherina , l’epidemia sta decimando milioni di scarafaggi

    Ed  io  che mi volevo comprare un nuovo cappellino

    Meglio una mascherina senti a me

    Che tempi , siamo diventati tutti delle maschere di dolore 

    Le maschere esprimono il nostro modo  di vivere e sognare

    Si ma noi siamo donne e le donne sono l’artefice di questa vita

    Io sono una maschere e l’uso quando provo ad amarti

    Mi sembra ingiusto ed ipocrita

    Se è cosi , la tolgo subito

    Da quando aspetti l’autobus ?

    Saranno ore

    Io un secolo ed oltre , aspetto di partire per il nuovo mondo.

    Sei mio amico ?

    Certo che lo sono

    Mi daresti un passaggio

    Salta su

    Dove mi siedo

    Dietro al sedile

    Io so volare

    Non preoccuparti  la mia moto va veloce

    Se mi vedono seduta con te sulla moto , diranno che io sono una poco di buona.

    Non badare alle dicerie e l’amore che  fa girare il mondo

    Sei forte , come ti chiami ?

    Gianni

    Gianni il motorista

    Si propri cosi

    E tu ?

    Michel

    Bel nome

    Sai sono stata  in paradiso , ed un angelo mi ha mostrato l’intero creato

    Una bella avventura

    Lo puoi dire forte

    Che dici ci facciamo una canna

    Una canna,  sono allibita

    Io ti ringrazio per esistere

    Sei gentile potresti essere migliore

    Lo so ci provo da tempo

     

    Michelle dopo quell’incontro , continuò a viaggiare per altri mondi , attraversò profondi  silenzi  continuò  ad aiutare tante persone in difficolta. Chiunque incontrasse , versasse nella più cupa disperazione , portava  una parola di conforto. Era un angelo,  era una donna con i coglioni , tanto bella da farti togliere il respiro ,  chi sa , chi  era mai  per in vero,  Michelle una  strana  tipa ,  una topa ,  una mantide ,  un usignolo ,  un interrogativo dalle molte risposte. E la vita ha molte forme per racchiudere l’aspetto  di chi siamo e la sorte degli uomini , si rivela nell’amore della donna che scegli di amare . E Michelle ebbe tanti amori e pochi onori , ebbe la bellezza sopra le sue gambe, ed ella  la cullò gli cantò il suo dolore,  la sua vita  divenne  divina come  quella di molte donne a lei simile,  un lungo tragitto verso la salvezza. Michelle  dalle gambe lunghe,  dalle labbra rose , dagli occhi chiari come lo scorrere delle rime che compongo io  in silenzio . Michelle  bambina  ,  gioca con il suo destino e con mille destini  ,  mille  perché ,  momenti deducibili dalle imposte comunali . Ma  ella  continuò   a scherzare  con le sciagure a prendere sotto gambe la sorte ed il destino era una fisarmonica , era tutto quello che  ella  aveva imparato , amato,  odiato . E venne il tempo in cui s’innamorò  di  un uomo , un pizzicagnolo che aveva bottega nel borgo degli orefici, questo  faceva il guappo ed aveva un sacco di soldi  e la  portava a mangiare tutte le sere sopra Posillipo , all’antica osteria di Marcello. Il pizzicagnolo aveva   lo sguardo magnetico come una serpe gli  mordeva il calcagno,  la  trascinava nel suo inferno , ne faceva uno scendiletto,  uno starnuto,  una lunga sua malattia. E l’amore di Michelle per lui , andò scemando con i tanti starnuti  , ed ella s’accorse che  non era un  santo  a cui rivolgersi  anche se aveva quella lunga  coda di topo che  gli era cosi simpatica ed amava toccare  come fanno   tutti gli  innamorati. E sembrerà  strano ma Michelle  avrebbe volto fermare il tempo del suo innamoramento , avrebbe voluto fermare   la città  intera nel suo abbraccio  tra i suoi baci di donna sedotta.

     

    Sono qui che osserva  me stessa

    Pigliate nà pastiglia

    Mo’ mi faccio una  mezz’ ora  di suonno

    T’abbandoni troppo spesso  ai tuoi desideri di donna    

    Che dici mi farà bene Mamma

    Figlia mia questa è la vita c’è  sempre da imparare

    Se fossi viva ancora ti porterei con me

    Dove mi vorresti portare

    Al santuario della divina misericordia

    Certo lassù , sull’aspro monte

    Sono qui madre

    Ed io vivo nei tuoi pensieri , sono la tua anima.

    Il mio animo agogna nei sogni e nell’inganno

    Oggi  siamo vivi , domani chi lo sa

    Ma questo virus è  veramente pericoloso ?

    Dicono  che tiene la  faccia di vecchia  zoccola

    Madonna allora è  brutta  assai

    Cosi dicono io per ora non lo mai visto  seduto fuori al bar

    Anche qui al camposanto non se fatto vedere ,qualcuno ha detto

    che se si presenta chiamano la polizia

    Io non voglio avere niente a che fare con questo virus

    Ci hanno impaurito a tutti , morti e vivi,  uomini e donne

    Con il  rossetto  o non  a me non mi fa nessuna impressione

    Sono d’accordo si spartissero pure  la città ci vogliono decimare per divenire i più forti

    Sono quelli dell’agenzia delle entrate

    Si è capito

    E un complotto

    Certamente un complotto  alla faccia del virus

    Queste sono  affermazioni precise   concise e sincere

    Lo diceva  sempre  la buon’anima di tuo padre

    I  versi  sono il frutto di un virus

    Madonna se avessi  il virus nella panza

    Non ti muovete ora cerco di tirarlo fuori

    Fai  presto che mi sento di morire

    Stai  ferma  farò  in un battibaleno

    Come sei  brava Mamma

    Grazie a te  io vivo di nuovo

    Il virus a noi , non ci mette nessuna paura

    Figlia mia , stai attenta quello e  amico di belzebù

     

     

    A lungo  Michelle  provò  ad innamorassi di nuovo  a dare un  senso  alla sua vita di donna  cercò  quell’amore in quella  sua dialettica di donna  , lo  cercò  in  molti versi  composto di sera in solitudine .  Lo cercò in ogni modo , certa di non farsi nemico nessuno,  cercò di essere se stessa  e a dispetto della morte e di quello strano virus che circolava indisturbato per le strade della città Michelle divenne stranamente immune ad ogni delusione . Ma la sua natura di donna e di madre generatrice della vita la condusse su una isola felice li incontrò Pasquale che non era poi un vero stinco di santo , però era affabile ed a volte  anche bello ,  portatore di un  nuovo germe . Ella arrivò  al punto da  chiamarlo amore mio,  bene mio , mia felicità . E tutti in città  furono contenti sapere  di Michelle  si fosse sposata  con Pasquale.  Dopo nove mesi  puntuali, nacque Filippo  e  Michelle madre fu per sempre  portatrice  di un germe  sano  figlio di una nuova generazioni di uomini dediti alla conoscenza  del libero amore  , frutto  della storia cosi come noi la concepiamo attraverso il nostro  singolo giudizio  individuale  di uomini e donne liberi di essere la sostanza del divino che vive in noi.

     


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