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  • Il ciondolo d'oro di Cleotassis - Il faraone Atur II


    Simona1973

    Cap. 3 Il faraone Atur II

     

    Erano trascorsi dieci giorni durante i quali, la città di Tebe aveva vissuto il lutto per la morte del faraone Atourak e della regina Ashani. I loro corpi erano stati mummificati e deposti nelle rispettive tombe con tutti gli onori possibili, con moltissimi oggetti in oro e pietre preziose. I loro organi erano stati posti nei vasi canopi.

    Adesso la vita doveva proseguire, adesso era tempo che Atur diventasse faraone dell’alto e basso Egitto, ma in seguito a tutti gli avvenimenti, non aveva ancora preso moglie, non c’era stato il tempo, per i suoi genitori, di completare la ricerca della sposa adatta.

    Atur decise di rivedere la ragazza di cui si era innamorato a prima vista; chiamò due dei suoi servitori e ordinò loro di andarla a prendere.

    Non appena gli fu davanti, pensò che fosse ancora più bella della prima volta.

    “Ragazza avvicinati per favore!”, le disse e lei si avvicinò impaurita.

    “Non temere, non voglio farti alcun male! Ti prego dimmi come ti chiami!”

    Lei prese un briciolo di coraggio e iniziò a parlare.

    ” Mi chiamo Namir, signore”.

    “Sei figlia del contabile di palazzo, vero?”, le domandò allora.

    “No, mio signore, il contabile e sua moglie mi hanno allevata come fossi figlia loro, ma in realtà i miei genitori sono altri e io non so chi siano. Ho solo questo medaglione, che portavo quando mi hanno trovata davanti alla loro porta di casa. Dei miei veri genitori mi resta soltanto questo e spero che voi non vogliate portarmelo via!”, Atur le sorrise.

    “Ma no, che dici! Non mi permetterei mai di farti questo torto, io vorrei solo…”

    “Solo cosa, mio signore?”

    “Vorrei solo che diventassi mia moglie e la mia regina!”

    “Ma, mio signore, la legge è chiara, io non posso. Non sono nobile!”, rispose dispiaciuta.

    “Mia dolce Namir, la legge dice che io devo sposare una nobile, tu dici di non esserlo, ma questo medaglione che porti racconta un altra storia. Per me tu sei nobile, solo che non sapevi di esserlo, faremo delle ricerche e vedrai che scopriremo da dove provieni. Quindi adesso vuoi rendermi felice diventando mia moglie?”

    “Mio signore, ne sono onorata e accetto con gioia, vi amerò con tutto il cuore e vi donerò una discendenza sana e forte!”.

    Il matrimonio fu celebrato circa quindici giorni più tardi e nella stessa cerimonia Atur e Namir furono proclamati: faraone e regina dell’alto e basso Egitto.

    Malik e i suoi complotti erano ormai alle spalle, nessuno avrebbe interferito ancora.


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