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  • Finalmente una famiglia


    Michele Profeta

    Travis ha sedici anni, è un ragazzo a prima vista normale, con il volto pallido e i primi peli sul viso, e generalmente è vestito con felpa e tuta.

     Non è particolarmente attratto dalle ragazze , cosa molto importante nella sua scuola, e molti compagni lo prendono in giro definendolo 'frocio'; quando succede, Travis sorride timidamente e fa finta di niente.
     Possiamo definirlo il classico ragazzo con dei problemi a socializzare: non ha nessun rapporto con i compagni e anche in famiglia non si trova particolarmente a suo agio, anzi, si sente strano quando la madre lo obbliga ad andare con lei a casa delle amiche, quasi fosse una ragazza.

    L'unico spiraglio di felicità, dove crea il suo mondo, lo trova davanti al computer nella sua camera; il computer è il suo migliore e unico amico, dove passa la maggior parte del tempo, addirittura al buio. Quando il padre o la madre passano davanti alla sua camera completamente buia, vedono la luce abbaiante dello schermo che lo illumina, quasi fosse davanti ad una figura divina.

    Un giorno come gli altri, avendo finito di giocare all'ultima versione di un gioco in ascii, scrisse sulla barra di ricerca del computer: ' Un asociale speciale', in quel momento qualcosa lo spingeva a cercare quella dicitura dal nulla. Forse per noia, forse per caso. 

    Vorrei rendere noto che tutti i messaggi e le ricerche sono stati reperibili grazie ai tabulati informatici ottenuti dalla polizia postale.

    Migliaia di forum comparvero sull'argomento. Scorrendo tra i risultati venne colpito dal nome del forum 'Entra nella nostra dolce famiglia'. Interessato da questo strano nome, clicco, e si trovo davanti ad una chat pubblica, dove sei persone stavano discutendo sui problemi della loro vita, e in particolare, sulla deficienza dei loro compagni di classe. 

    Travis vedendo certe frasi si sentiva a suo agio, qualcuno che lo capiva. ' Imbecilli, faccio bene a non parlargli', 'Metti  le cuffiette, pensano che senti la musica e nemmeno si avvicinano'. Rimase ore a leggere quello che si scrivevano, estasiato dal fatto di non essere l'unico in quella situazione.
    Il giorno seguente, spinto dal desiderio di far parte di quella 'famiglia', prese coraggio, non essendo abituato a fare nuove amicizie o ad avere qualsiasi tipo di contatto con altre persone, e inserì un nickname. Gli venne subito in mente 'I_AM_ASOCIAL'. Scrisse 'Ciao fratelli, mi chiamo Travis, e sono il nuovo membro della famiglia'.
    Tutti diedero il benvenuto e lo accolsero, quasi adottandolo.

    Da quel momento la sua vita cambiò completamente. Passava cinque ore al giorno a parlare con i suoi fratelli e sorelle; poi divennero otto ore, che poi diventarono anche le ore notturne. Era ormai chiaro che avesse messo da parte i suoi genitori, che pensavano fosse solamente una fase dell'adolescenza lo stare chiusi in camera.

    I ruoli all'interno della sua famiglia speciale iniziarono piano piano ad essere distinti: l'utente Luke7861 era il padre, perché era quello che si imponeva sul quando connettersi e gestiva le eventuali discussioni; anna_love era la madre, perché assecondava sempre le idee di Luke, ed era evidente un certo feeling tra i due. Poi c'era Travis, anzi, I_AM_ASOCIAL, che era l'unico figlio rimasto, visto che gli utenti lasciarono la chat pensando che fossero giunti ad un punto di non ritorno. Le ultime parole di uno di loro furono: ' Voi siete matti, la vita non è questa, io me ne vado'. Erano quindi rimasti in tre, madre padre e figlio.
    I_AM_ASOCIAL si fece comprare uno smartphone, così da poter parlare con mamma e papà anche quando era a scuola, mentre pranzava, di notte, senza svegliare più nessuno per accendere il computer.

    Ci fu un periodo nel quale il nostro protagonista non parlava più. I genitori preoccupati, almeno per una volta, lo fecero vedere da uno psicologo, dove si decise di portarlo al CRGB, Centro di Recupero per Giovani Problematici. Qui gli venne assolutamente proibito l'uso di ogni tipo di mezzo tecnologico; possiamo immaginare la sua reazione.Appena saputa la notizia scoppiò in urla e andò in preda a crisi, ed ebbe cambiamenti della personalità. A tutto ciò si aggiunsero pianti isterici e scioperi sia della fame che del sonno per ottenere indietro telefono e computer.

    I genitori decisero così di riportarlo a casa. Quando tornò era come se fosse stato drogato e messo in gabbia. Continuava a ripetere frasi sconnesse, ' Papà, a scuola con le cuffie, facciamolo'.

     

    ...Travis venne trovato in mezzo alle sterpaglie sulle sponde di un fiume, morto, e con accanto il suo cellulare, con dei messaggi relativi ad una riunione familiare. Fu ritrovato senza vestiti. Gli stessi vestiti furono riconosciuti dai genitori quando andarono a parlare con uno dei suoi professori per avere delle notizie, due giorni dopo la scomparsa. I vestiti uscivano a malapena dalla sua valigetta, insieme ai compiti. Quando il professore, un ex giudice di cinquantacinque anni che insegnava diritto, disse dove abitava alla polizia per l'interrogatorio, disse di abitare al 7861 di Luke street...


     


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