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  • Come Calamite - Prologo


    Chiara Proietti

    Sento la sirena dell'ambulanza sempre più vicina e apro gli occhi. Davanti a me vedo solo l'airbag aperto che, probabilmente, mi ha salvato la vita. Non so quanto tempo sia passato e chi abbia chiamato i soccorsi, credo di essere svenuta. Mi volto verso il mio compagno e lo vedo inerme, tra il sedile e l'airbag; lo chiamo con voce flebile, ma non mi risponde. Entro nel panico e comincio a piangere, continuando a gridare il suo nome e a scuoterlo.

    All'improvviso sento una mano sulla spalla e una voce profonda: «Signorina, sta bene? Adesso la tiriamo fuori di qui.»

    Mi giro e vedo un uomo in uniforme. Finalmente sono arrivati i soccorsi, mi guardo intorno e noto i vigili del fuoco con più di un'ambulanza poco distanti.

    «Vi prego, il mio ragazzo non risponde, aiutatelo» dico terrorizzata, mentre mi aiutano a uscire fuori dall'auto.

    «Stia tranquilla, andrà tutto bene» afferma.

    Ma perché sento che non andrà affatto così?

    Con il sostegno dell'uomo raggiungo l'ambulanza, dove vengo affidata alle cure di un paramedico che mi aiuta a salire e mi fa stendere sulla lettiga.

    «Chiama l'eliambulanza, non possiamo trasportare il ragazzo via terra!» esclama con fare frenetico un altro uomo comparso all'improvviso.

    «Subito» risponde il paramedico, allontanandosi da me e afferrando il telefono.

    Comincio a tremare, nella mia mente in questo momento ci sono mille pensieri. Mi alzo di scatto, rivolgendomi all'ultimo arrivato: «Per chi è l'eliambulanza? È per il mio fidanzato?» chiedo impaurita.

    «Signorina, si metta giù e ci lasci lavorare.»

    «La prego...» ma prima che possa finire di parlare, si volta e si allontana senza degnarmi di troppe attenzioni.

    Torno a stendermi, ancora tremante e sotto shock, sentendomi così impotente dinnanzi a tutto quello che sta accadendo. Il paramedico torna da me e con un gesto affettuoso, mi tocca la spalla.

    «Cerca di calmarti, lo so che è difficile, ma non serve a nulla agitarsi. Vedrai, faremo tutto il possibile.»

    Le porte dell'ambulanza si chiudono e sento il motore accendersi; l'autista parte, guidando a tutta velocità verso l'ospedale, mentre una fitta mi trapassa il cuore...

    Non voglio allontanarmi da lui, non voglio lasciarlo qui.


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