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  • La prostituta tossica


    Darkett87

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    Quella sera nella discoteca alle porte di Roma vomitai nel tazzone del bagno l’ impossibile, qualche stronzo aveva sicuramente alterato il mio cocktail e quando uscii dal locale lo stronzo era sparito , mi costrinse così a fare l’ autostop per tornare a casa. Nel parcheggio della discoteca c’ era una coppia che stava per rientrare ma non volli darle fastidio e poi con la puzza d’ alcool che avevo addosso non mi avrebbero fatto sicuramente salire sulla loro auto, alla fine presi coraggio e chiesi ad un tipo che aveva la moto se poteva riaccompagnarmi gentilmente a casa . Il tipo scrutandomi dalla testa ai piedi  disse che non poteva per via dell’ unico casco che aveva per se . Alla fine quando ormai sembrava tutto perduto ecco che esce una persona che ho subito avvertito come fraterna e non  slumacona , poteva avere una quarantina d’ anni o forse anche di più, con quella poca lucidità che mi era rimasta gli spiegai la situazione e come per incanto mi ritrovai dentro la sua auto diretta verso la città . Ascoltavo la sua voce che mi chiedeva come mai il ragazzo che mi aveva accompagnato in discoteca mi lasciò lì da sola, gli risposi che avevo litigato con lui ma in realtà non gli dissi che quel ragazzo non era mio ma uno dei tanti stronzi che prima si fingono galanti e poi se non glie la sbatti in faccia ti mollano sul ciglio della strada, mi chiese come mai non avevo chiamato la polizia per farmi venire a prendere non gli risposi e finsi di ricevere una telefonata al cellulare, una volta arrivati sotto casa mia non ricordavo più nulla, mi ritrovai sola dopo tre ore sul divano del mio soggiorno vestita come la sera prima. Mi alzai da quel giaciglio dove penso di aver dormito ma senza sapere chi mi ci aveva messo sopra era domenica mattina , precisamente le ore 9 e io frugando nella mia mente ricordai che un tipo mi aveva accompagnato a casa dopo che quel bastardo di Simone l’agente della Public actors mi aveva mollata sola in discoteca , mentre bevevo acqua fredda direttamente dalla bottiglia vidi un biglietto sopra il tavolo lo presi in mano e lessi quello che c’ era scritto sopra “ Non arrabbiarti se non ti ho neanche salutata ma sei crollata a dormire, ti ho dovuto riportare io in braccio a casa! La prossima volta vai con persone fidate in disco magari con me, ciao Claudio. Ripiegai il biglietto e ricordai quest’ uomo che con gentilezza mi fece montare sulla sua macchina senza pretendere nulla in cambio , senza la pretesa di mettermi neanche un solo dito addosso , senza slumare guardando tra le mie gambe è bello che per una volta un uomo si sia preso cura di me , e ora che un laccio emostatico stringe il mio braccio destro avverto che non ho bisogno di droga che cestino insieme al laccio  e decido di farmi una doccia, acqua mista a bagnoschiuma alla vaniglia scoscia sul mio corpo fluida, calda e delicata , esco dalla doccia mi asciugo mettendo il mio accappatoio rosa, mi accendo una sigaretta e penso che se solo volessi la mia vita potrebbe cambiare in meglio da un momento all’ altro. Mi distendo di nuovo sul divano mi slaccio l’accappatoio e con la punta delle dita disegno un semicerchio tra il mio seno sinistro fino al pube e pensando a Claudio emetto un gemito che mi fa addormentare iniziando a percorrere sogni molto sensuali… All’ aperto di un mercato compravo frutta estiva che profumava di mare mi sedevo sulla pietra sporgente di un muro e iniziavo a gustare un’ albicocca che mi deliziava e stuzzicava in me il desiderio di mangiarla guardando il figlio del fruttivendolo che consumava una colazione con una brioche che inzuppava nel cappuccino ,mentre la brioche entrava nella tazza il succo dell’ albicocca mi colava sulla maglia che faceva intravedere trasparenze  che non credevo fossero così per lui interessanti tanto da fargli cadere la brioche di mano buttare il cappuccino a terra e avanzare verso di me per dirmi  che la mia maglia si era macchiata e come se niente fosse mi ritrovo con lui che baciando il mio seno mi fa sentire sua sulla sabbia della spiaggia vicino al suo chioschetto della frutta… il suono del mare è così delicato che il suo fiato ansimante aumenta dal desiderio di me … mi sveglio guardandomi nuda ed indifesa e pronuncio un esausto e sibilante “Ti amo”. Decido di uscire in questa domenica mattina d’ estate, mentre sono sul balcone il sole solletica i miei occhi e guardando di sotto vedo due adolescenti baciarsi appoggiati al portone di casa. Mi vesto con pantaloni blu e t-shirt bianca con una stampa del canarino Titti ed esco in cerca di qualcosa di nuovo. Menttre apro il portone per uscire i due innamorati già erano andati via, mi sarebbe piaciuto vedere come si baciavano, con che ritmo le loro labbra e le loro lingue si intrecciavano. Decido di prendere un thè freddo in un bar mi siedo ad un tavolino fuori ed ecco che dopo non pochi minuti arriva da me il cameriere e mi chiede cosa può portarmi, ordino il mio thè freddo al limone , scrive su un blocco la mia ordinazione e ritorna dentro . Bevo la bevanda ed ecco che subito lo sguardo di un venticinquenne che essendo molto più gipvane di me non fisso troppo ma lui senza pensarci mi guarda infilandosi una mano nei pantaloni , io per niente imbarazzata chiedo il conto, pago e vado via. Oggi non ho voglia di imbattermi in litigi e invettiva cercando di non fare caso al tipo di prima ricevo un messaggio al cellulare , e vedo che è la mia migliore amica a mandarmelo, lo apro e leggo:” Ciao Monica ho urgente bisogno di parlarti vieni a casa entro questa mattina massimo oggi pomeriggio ok?”. Le direi tranquillamente che me ne sarei voluta stare da sola almeno per un giorno ma lei è la mia migliore amica e ci devo essere sempre se ha bisogno di me e le rispondo :  “Oggi alle 3 sono a casa tua “. Invio il messaggio a Simona e rimetto in tasca il cellulare. Ritornando verso casa mi domando cosa le sarebbe potuto succedere magari qualche sua infatuazione per l’ ennesimo delinquente che non poteva altro che finir male e la mia comprensione sarebbe stata giusta e gradita sicuramente , sono sotto casa apro il portone entro e mentre tolgo la chiave dalla toppa vedo che i due fanciulli che avevo visto prima baciarsi litigavano come dannati “che ci posso fare” mi dicevo non posso essere sempre la paciera delle coppie entro in casa mia chiudo la porta , mi svesto e mi fumo una sigaretta pensando che l’ amore è un candido gioco che può avere risvolti inaspettati.


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