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  • Fuga in America - 01 L'inizio


    Tian

    Eccomi qua, davanti alla casa dove tutto doveva cominciare. Beh, perché c’è sempre un inizio per ogni cosa e il brutto è che di solito c’è anche una fine. Nel mio caso la fine e l’inizio coincidono.


    In questo momento mi trovo davanti a una casettina bianca, con tante finestre distribuite su due piani, una porta sormontata da un ventaglio e un comignolo che spunta da un tetto nero a spiovente. Sulla porta, divisi da un battente, ci sono due coppie di numeri: 15 a sinistra di chi guarda e 13 alla destra. E fa caldo, qui sulla 34esima strada di Georgetown a Washington, nel distretto di Columbia, dove adesso si superano i 30 gradi.

    Quella che sto fissando (fissare è proprio il termine giusto) è la casa dove abitò Beppe Severgnini quando passò un anno nella capitale degli Stati Uniti, a metà degli anni ’90. Il giornalista raccontò la sua esperienza in un libro: “Un italiano in America”, che fu un successo tradotto in diverse lingue.

    Quel libro finì, a suo tempo, anche nelle mie mani, oltre che in quelle di una ragazza che qualche anno più tardi sarebbe diventata mia moglie. Galeotto fu proprio Beppe Severgnini, perchè ci incontrammo a Pavia durante la presentazione di un altro suo libro: “Italiani si diventa”, in un freddo dicembre del 1998. Io arrivai con largo anticipo e, come al solito, occupai il posto di fianco al mio perchè cerco sempre di evitare che qualcuno si sieda vicino a me, occupando il mio spazio vitale e il mio bracciolo. O peggio: cercando di parlare con me. La sala era quasi piena, quando mi sentii toccare la spalla; era lei, che chiedeva candidamente se il posto dove era accomodato il mio cappello fosse libero. Io la guardai con la bocca aperta, senza riuscire a dire niente. In men che non si dica si fece spazio, prese il mio cappello, lo poggiò sulle mie ginocchia sfoderando un sorriso da pubblicità del dentifricio e si sedette.


    Fu allora che tutto cominciò, tra commenti sul libro e chiacchiere del più e del meno. Decidemmo di concludere la serata insieme davanti a una pizza, continuando a parlare anche del libro di Beppe. Nessuno di noi due era mai stato in America ed entrambi ci eravamo ripromessi di andarci quanto prima. Magari insieme. E perchè non cominciare proprio dal 1513 34th St NW Washington, District of Columbia?


    Ecco, da qui sarebbe dovuto iniziare il nostro primo viaggio insieme negli Stati Uniti. Nello stesso posto, invece, finisce qualcosa e ricomincia un’altra vita. Da qui prende il via la Fuga in America, il racconto di un viaggio, di una ricerca e di se stessi.

     

    https://raccontiperte.altervista.org/


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