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  • Di fronte a una decisione


    Joyopi

    Rimane un paio di minuti a fissare lo schermo dello smartphone. Il suo giovane corpo comincia a tremare. Sul suo viso, leggermente sporcato da una fine peluria alla base del mento e intorno alla bocca, si susseguono diverse espressioni.

    La prima è perplessità: non capisce bene cosa sta leggendo.

    Subito dopo è incertezza: forse ha capito male, forse le cose non stanno così.

    Poi sopracciglia e guance si curvano accompagnando la riflessione: il suo cervello inizia a figurarsi le differenti posizioni e soluzioni sulla questione, fino a produrre un pensiero sicuro.

    Poco più avanti si fa strada lo sconforto: è così purtroppo, ha capito perfettamente. 

    Segue una violenta scarica di rabbia: non ha alcuna intenzione di accettare una cosa simile senza farsi sentire, senza quantomeno cercare di capire e farsi capire.

    La rabbia si sbollenta leggermente. Lui si calma e comincia a pensare al da farsi. 

    Le dita si muovono veloci sulla tastiera virtuale: scrive e legge risposte, consulta gli amici.

    Poi si ferma nuovamente per un istante a pensare. Forse è tutto inutile. Tanto non lo ascoltaranno. Chi ha preso quella decisione forse non ha alcun interesse per ciò che lui ha da dire; se lo ha fatto, è di certo per un interesse. E si sa, l'interesse è più forte delle parole, anche se si basa su di esse.

    Poi improvvisamente scoppia a ridere. Gli è venuta in mente un'idea. Può sfruttare a suo vantaggio quella loro decisione.

    Scrive un breve testo. Ci mette pochi minuti; adesso può pubblicarlo senza perdita di tempo d'altronde.

    Pubblica il testo, senza pensar più di tanto a forma e correttezza. Tanto potrà modificarlo dopo.

    "In ogni caso nessuno più mi leggerà, da adesso", pensa.

    Una volta fatto, muove il pollice sul display, verso l'alto. Schiaccia un pulsante.

    Esci.


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    Commenti raccomandati

    @Jackie

    Ciao. Con rispetto e senza alcuna volontà polemica, ma non ho ben capito il senso della tua "recensione".

    Tu dici che questa non è vita, ma diletto. Ti rispondo che quando trascorri anche un solo minuto del tuo tempo a scrivere o commentare qualcuno, è tempo della tua vita quello che impieghi. Il diletto è parte fondamentale della vita di ognuno di noi. Poi che fuori da questo spazio virtuale esistano tante ingiustizie, per debellare le quali tutti noi dovremmo combattere, non è in discussione. Nel mio piccolo provo a far qualcosa ogni tanto, oltre che scrivere in un forum, ma quello è un altro discorso.

    Personalmente, non ho alcuna intenzione né di nascondermi dietro un avatar né di sentenziare senza responsabilità, tantomeno calpestare sentimenti. 

    Il mio è un breve testo letterario. Come tale può piacere oppure no. E come tale ha un significato e un messaggio che chi legge può condividere o cestinare.

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