Vai al contenuto
  • Blue note


    Vonnettesheim

    I pensieri compaiono, ora, solo per qualche breve istante, per dissolversi subito, come fiocchi di neve che, cadendo, toccano la superficie di uno specchio d’acqua immobile. La luce del crepuscolo che arriva dalle grandi finestre della palestra, attenuandosi, lascia sempre più spazio ai bagliori intermittenti di un addobbo natalizio – montato su un albero in giardino – e gli ultimi secondi di zazen scorrono fluidi, al ritmo del respiro, che lascia ormai andare tutto. O quasi. Alla mente si manifestano, ora, solo pure sensazioni o fotogrammi passati: un tratto di strada di montagna percorso in macchina, nel silenzio di un altipiano innevato, fendendo una nebbia fitta ed abbagliante, la giusta risposta a una domanda in un dialogo lontano, un orologio perso, l’odore di cloro sulla pelle, le vaghe impressioni di un sogno notturno. Il dolore a gambe e ginocchia che si fa sempre più forte.
    Poi qualcuno spalanca la porta della palestra facendolo sobbalzare.
    Eco: “Oddio è lei mi scusi!” quasi urlando.
    Candido “No, no. Non si preoccupi. Anzi sono io fuori posto. Ho nuotato un pò in piscina e, rientrando, mi sono fermato qui, ma ho finito. Avete lezione?” chiede alquanto frastornato.
    Eco: “ Si fra poco c’è lo stage di Jorge di bachata. Si balla!” richiudendo, sorridente, la porta.
    Candido: “Scappo” mentre comincia a sciogliere le gambe troppo a lungo incrociate.
    Eco: “Ma no faccia con calma c’è tempo!” soggiunge avvicinandosi. “Allora lei non passa solo ore giocando a tennis, sulla cyclette o in piscina? Cos’è che faceva? Yoga?”
    Candido: “Si… Insomma. Non è proprio yoga. E’ meditazione seduta. Si chiama zazen” osserva ancora stordito.
    Eco: “E su cosa meditava?”
    Candido ride.
    Eco: “Perchè ride?”
    Candido: “Scusi ma è la classica domanda che fanno tutti” massaggiandosi piedi e ginocchia
    Eco: “Ho sbagliato? Torno indietro di due caselle?” sorridendo e sfilando il giaccone.
    Candido: “No, no assolutamente. Senta sia gentile mi accenda la luce così non mi guarda mentre tento di rialzarmi. Sono un filo spinato vivente” sempre ridendo.
    La luce bianca delle lampade a led si accende improvvisa spazzando via tutto, lasciando indenne solo la bellezza di Eco, il cui viso splende ora in quel bagliore accecante, mentre Candido tenta di allungarsi il più rapidamente possibile. Nel mentre, osserva stupito quella Ava Gardner nostrana, sbucata dal nulla, inguainata in un una tuta da ballo nera, aderente, che disegna un corpo esuberante e sinuoso, acceso da occhi verdi intensi, molto truccati.
    Eco: “Ma quanto è rimasto seduto?” chiede mentre ripone la sacca sulla panca all’entrata.
    Candido: “Mezz’ora, non tanto” ora in piedi ancorché dolente.
    Eco: “Non tanto? Non credo che resisterei più di due minuti seduta così!” scuotendo la testa.
    Candido: “Chissà, non è detto. Potrebbe riuscirle facile. Di sicuro è più sciolta di me. Poi è sufficiente smettere di pensare e fare attenzione al respiro” mentre ruota il collo, come per scioglierlo.
    Eco: “Però se me da del lei io me deprimo, glielo dico” osserva ridendo ed armeggiando con un elastico per capelli.
    Candido: “Hai ragione. Allora anche tu però”.
    Eco: “Bravo. Ma se non pensi a qualcosa che fai quando mediti?” legando i capelli.
    Candido: “Si interrompe il dialogo interiore e si osserva quello che succede intorno: il respiro, i piccoli rumori, le sensazioni del corpo, i battiti del cuore … Le visite improvvise”
    Eco: “Non potrei. No proprio non potrei. Io me devo move, devo agitarmi, per questo ballo. E poi perché? A che serve?” mentre sistema i fuseaux.
    Candido: “Mah, direi che fa bene alla salute. Fa vivere meglio, da un benessere duraturo, costante. Ha effetti benefici sulla funzione cardio circolatoria, sulla pressione, sul sistema nervoso para simpatico, sui reni e il fegato. Eccetera eccetera. Ma soprattutto aiuta a non sbriciolarsi” mentre rinfila le ciabatte.
    Eco: “In che senso sbriciolarsi?” mentre, col viso reclinato su un lato, fa distendere i bei capelli neri, pettinandoli con le dita.
    Candido: “Hai presente, nei cartoni animati, quando Vilcoyote cade da uno strapiombo inseguendo lo struzzo e, picchiando a terra, prima si incrina tutto e poi si sbriciola in tanti pezzi?”
    Eco: “E chi è Vilcoyote?” sgranando gli occhi.
    Candido “Certo. Che scemo. Sei troppo giovane …” osserva deluso
    Eco: “Comunque ho capito che voi dì. Quando si crepano tutti dopo na’ botta. Tipo na’ mazzata in testa” ridendo.
    Candido: “Esatto. Ecco zazen serve a non farsi troppo male. Vivendo voglio dire” mentre ripone la maglia nella sacca
    Eco: “Ah. Ok. Si forse ho capito. Diciamo, allora, che io, modestamente, mi sbriciolo spesso. Forse troppo spesso. Però per rimontare i pezzi io uso la musica. E poi ballo” accennando un passo.
    Candido: “Hai ragione. Anche a me spesso la musica rimette a posto i pezzettoni. E cosa ascolti?”
    Eco: “Ed Sheeran, oppure i Muse, Sia, Drake, Ariana. Boh un po tutto. Anche Jovanotti. E lei? Anzi tu scusa?” mentre ripone il cellulare nella borsa.
    Candido: “No non te lo dico se no poi mi sfotti. Ma come ascolti questa musica e poi balli la bachata?” chiede ridendo mentre infila una felpa.
    Eco: “Anche salsa, merengue tango e portoricana se è per questo. Ma non c’entra è diverso. Ballare è un’altra cosa. Dai giuro che non ti sfotto. Che ascolti?”
    Candido: “Mah, intanto, deve esserci un bel sole grande, pomeridiano, tiepido. Poi ci deve essere l’acqua, intesa come mare, lago o piscina. E un bel cielo azzurro, meglio se con tante innocenti nuvolette che disegnano strane figure da inseguire.”
    Eco: “E vabbè e fino a qui siamo d’accordo. Poi?”
    Candido: “Un posto fresco dove sdraiarmi?” ammiccando.
    Eco: “Daje” commenta lei sorridendo.
    Candido: “Poi la musica di sempre, gli Steely Dan, Bill Evans, Pat Metheny, Miles Davis … Chet Baker, Ella Fitzgerald. Per dirne solo alcuni … Completo l’opera di sabotaggio di questa conversazione aggiungendo alla lista Vivaldi, Boccherini, Cimarosa, Bach, Haendel … Schubert … Basta” sollevando la sacca.
    Eco: “E sei un sabotatore coi fiocchi! Non ne conosco manco uno …” sgranando gli occhi e mimando la smorfia di un imbarazzo caricaturale che non nasconde l’ironia.
    Candido: “Ecco lo sapevo. Però ti invidio devi ancora scoprirli e sarebbe una sorpresa. Non so perchè ma sento che questa roba da nerd potrebbe piacerti molto. Con la loro musica vengono bene tante di quelle cose che neanche ti immagini. E non solamente guidare di notte. Poi quello che conta è l’effetto finale no?”
    Eco: “E secondo te qual è l’effetto che deve avere?” aggiustando le bretelle del body.
    Candido: “Non so. Tra i più ingenui metterei una stabile voglia di partire, forse. Saltare su una macchina, una moto, un treno o una bici e andare via. Per andare ovunque, col cuore leggero, aspettandosi però tanto, tante cose. Tante sorprese”. Le sorride. “L’effetto principale della musica, del resto, è togliere tutto ciò che non serve. Anche l’ego di chi la ascolta. Forse è per questo che fa stare bene due persone. Le unisce in una dimensione diversa, più vera, dove tutto è più naturale, una terra di nessuno sconosciuta e misteriosa. Il vero segreto del ballo no?”
    Eco: “Bravo si. Hai ragione. Forse questo che hai detto descrive bene l’effetto che mi fa. L’idea che ce la posso fare. Anzi Che je la posso fà! Che posso tornare ad avere una vita. In questo momento mi basterebbe riuscire a mettere tutto e tutti da parte e avere una vita. Ecco. Tutto qui. Una vita normale. Alla felicità potrei pensarci anche in un altro momento” aggiunge con tono più basso ma sorridente mentre infila una felpa.
    Candido: “Con la musica però il problema è che poi finisce. E si sa che quando la musica finisce gli amici se ne vanno e ti ritrovi ad affrontare una inutile serata”.
    Eco: “Già proprio così” aggiunge lei mentre si gira a controllare viso e capelli nel grande specchio alle loro spalle.
    Candido la osserva ora dallo specchio.
    Candido: “Se posso, cos’è che ti sbriciola? … Tanto da avere bisogno di stare fuori dai giochi, sola con la tua musica?”
    Eco: “Tante cose che non vanno come vorrei, come mi aspettavo che sarebbero andate. E c’è ben poco da fare ora. Compresa la mia pupetta, che da qualche tempo mi fa stare molto preoccupata” aggiunge lei guardandolo negli occhi, improvvisamente cupa, attraverso lo specchio.
    “Capisco” riesce a dire Candido, sapendo di essere ai limiti di una zona rossa nella quale preferisce non entrare.
    Eco: “E questa meditazione seduta, invece, come funziona a che serve?” imitando, di nuovo sorridente, il tono di una specie di giornalista televisiva.
    Candido: “Intanto, al contrario della musica, i suoi benefici continuano nel tempo,dopo che è terminata, non si esauriscono con la pratica. E poi in realtà è un meccanismo semplice. La consapevolezza dei propri stati d’animo cosituisce, da sola, la medicina che aiuta a disinfettare tutto. Come guardarsi in uno specchio fedele, che non nasconda nulla. Questa consapevolezza del disagio “cuoce” le emozioni negative e le per disattiva o le attenua almeno, naturalmente, riconoscendole.
    Eco: “Cuocerle?” continuando a guardarlo tramite lo specchio.
    Candido: “Si. Accettarle col corpo e la parte più profonda di sè e digerirle. Disinnescarle invece di combatterle. Esiste una via diversa per gestire paura, rabbia, risentimento, tristezza, nostalgia.”
    Eco: “Non capisco” mentre estrae dalla sacca le scarpe da ballo.
    Candido: “Stare in silenzio ed osservare queste emozioni, abbracciarle, sentire come si sono trasferite nel nostro corpo e quali effetti permanenti su di esso hanno generato nel tempo. Seduti, accogliamo tutto così com’è. Il silenzio della mente quindi è come il coperchio di una pentola dove questi sentimenti cuociono, appunto, al calore della consapevolezza che, nel tempo, ci restituisce il sapore della libertà. Sedendoti tutti i giorni, potresti accorgerti, un giorno, che le emozioni negative, pur non sparendo, non ti tiranneggiano, non ti incrinano più, non ti sbriciolano più. Anzi, potresti ritrovarti a sentire che le pieghe del cuore, quelle che ti accompagnano da sempre, anche nei momenti più piacevoli della tua vita, si sono distese, come per opera di un vento amico, che gonfia la tua vela per farti attraversare un nuovo tratto di mare, anche lungo, con acque sconosciute e minacciose. Anche per questo, misteriosamente bello”
    Eco: “Cavoli … Sembra impossibile sinceramente. Ma detta così è bella. Suona bene. Sembra vero …” ora triste.
    Candido: “Eppure succede” piegando gli altri suoi panni bagnati.
    Eco: “Posso provare un giorno con te? Io se vuoi ti insegno qualche passo di bachata. Dai. Così muovi ste’ gambette che secondo me hanno bisogno di far circolare molto il sangue” ride.
    Candido ride fuori controllo, mentre continua ad accennare esercizi di allungamento delle gambe.
    Eco: “Allora ci stai?” sorridendo e con aria di sfida scherzosa.
    Candido: “Va bene. Come potrei dire di no”
    Eco: “Grande! Dammi il cinque!” alzando la mano destra.
    Candido batte timidamente il palmo della sua mano.
    Candido: “Allora ci vediamo su questi schermi”.
    Eco: “Certo. Non mi dare buca eh!” guardandolo di traverso
    Candido: “Non posso certo. Anche se hai già distrutto buona parte della mia pratica” aggiunge raccogliendo la sacca ed avviandosi verso l’uscita della palestra.
    Eco: “Perchè?”
    Candido esita a rispondere, sino a quando la vocina interiore da un via libera condizionato.
    Candido: “Se devo descrivere una sensazione di felicità, mi viene subito in mente l’immagine di una donna sconosciuta che mi si siede accanto, senza alcun motivo.”

    EXEUNT


    Libro Collegato: Capitolo Precedente: Capitolo Successivo:


    Feedback utente

    Commenti raccomandati

    Non ci sono commenti da visualizzare.



    Crea un account o accedi per lasciare un commento

    Devi essere un utente per inserire un commento.

    Crea un account

    Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

    Registra un nuovo account

    Accedi

    Sei già registrato? Accedi qui.

    Accedi Ora

×