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  • Alcuni voglion fare Jazz


    Rouz

    Era già il quarto bicchiere di brandy per Big Smoke, la più nera tra le voci nere del jazz dei nostri tempi.

    In realtà la pelle di Big Smoke tendeva più al color caramello che al nero vero e proprio, ma questo a noi non interessa. Big Smoke era un regolare cittadino americano, con tanto di tessera della NRA in tasca e pistola nel cassetto.

    Dicevo..

    Il noto cantante stava già versandosi il quinto bicchiere, chiuso nel suo camerino.

    "Sono nel più famoso locale di New Orleans e la mia band è sparita. Porca PENTATONICA!!"

     

    (Nota dell'autore: Non condividendo il linguaggio scurrile del mio personaggio, censurerò ogni parolaccia con "PENTATONICA" per mantenere una certa creanza e serietà).

     

    Louis, il manager del "Big Smoke Quintet", entrò trafelato nella stanza.

    "Non ti hanno insegnato a bussare? Testa di PENTATONICA"

    Alcool e nervosismo iniziavano ad alterare il carattere solitamente quieto e "swing" del cantante.

    "Non c'è tempo Smoke. Il pubblicò è già in sala! Dobbiamo subito trovare dei musicisti o ci salta la serata più importante della vita"

    "Quanti ne hai contati?"

    "Più di quanti se ne siano mai visti ad un jazz club negli ultimi anni, credimi"

    "Oh PENTATONICA! La faccenda è davvero PENTATONICAMENTE seria"

    Big Smoke si alzò in piedi con uno scatto. Afferrò il brandy e lo mandò giù senza neanche prender fiato, sbattendo poi il bicchiere sul tavolo.

    "Questa serata non può saltare Louis. Vai in sala e trovami dei musicisti! Iniziamo con un trombettista, corri!"

    Louis annuì ed uscì a perdifiato nel corridoio.

    Big Smoke non fece in tempo a sedersi, che Louis si presentò accompagnato da un biondo giovanotto, munito di tromba luccicante.

     

    "Buonasera. Il mio nome è Matthew e per me sarebbe un grande onore accompagnare la sua voce in questa serata!"

    "Tanto piacere Matthew" disse Smoke sbrigativo "Andate ora a cercarmi un PENTATONICO chitarrista! Presto!"

    I due annuirono. Uscirono e tornarono con un anziano ispanico, tale Carlos, pronto a sfoderare la sua Gibson su quell'ambito palco.

    "Eccellente ragazzi, siamo già un trio!" esclamò entusiasta. "Ce la possiamo fare, mannaggia alla PENTATONICA! Mancano solo contrabbasso e batteria!"

    Tutta la band seguì il manager Louis. Insieme avrebbero trovato gli ultimi membri in poco tempo, mentre Big Smoke rimaneva nel camerino a ripassare i pezzi.

     

    Una ragazzina dai capelli color ramato si presentò alla sua porta. Un secondo dopo arrivò anche il resto della combriccola.

    "Mi chiamo Anatoliya e suono contrabbasso" disse con marcato accento russo.

    "Sicura?? Credo che quello strumento ti superi di almeno due spanne in altezza".

    "Mi chiamo Anatoliya e suono contrabbasso" 

    "Ho capito, ma io intendevo sapere se..."

    "Mi chiamo Anatoliya e suono contrabbasso"

    Big Smoke si morse entrambe le mani per trattenere la sua ira.

    "Va bene, va bene! Mi fido! Louis, dov'è il batterista?"

    "Ci sta già aspettando sul palco, amico. Sarebbe ora che ci dessimo anche noi una mossa! Il concerto comincia tra due minuti esatti"

    Il cantante si sistemò la cravatta e attraversò a grandi falcate il lungo corridoio.

     

    Tutti quanti accordarono i propri strumenti e raggiunsero Andrew, il nuovo batterista, sul palco.

    Big Smoke sfoderò il suo più smagliante e carismatico sorriso ai presenti sotto il palco.

    Ad ammirarlo vi erano il barman, la donna delle pulizie ed un turista entrato per usare la toilette.

    "Louis, dov'è il pubblico? Avevi detto che c'erano tan-..." Si girò verso il manager, che gli indicò con un cenno il resto del quintetto.

    "Oh PENTATONICA!!"

     

     


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