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  • LA FAVOLA CAPOVOLTA


    Domenico De Ferraro

    LA FAVOLA CAPOVOLTA

     

    ACHILLE E L’INVERSE DIMENSIONI

     

    C’era una volta un uomo di nome  Achille dall’aspetto assai trasandato  che  amava sognare sopra le nuvole,  andare a zozzo per il cielo perdersi nella sua infantile  immaginazione . Amava  vivere come un uccello sopra un ramo.  In molti lo  ritenevano  molto stupido, un tipo  rozzo, poco simpatico che tramava all’ombra dell’amore. Achille  era un uomo tutto d’un pezzo nato  dal paradosso delle sua storie  . Un sillogismo  atipico   lo spingeva  a riassumere un  suo certo modo di vivere  con quell’aspetto di contadinotto con cui  zappava  la terra fino a   scendere  in fondo ad essa. Capace di  trovare mille tesori nascosti, una volta  trovò  una  magica radice con cui dopo averla a lungo  masticata ti poteva cambiare l’aspetto, farti divenire addirittura   migliore. Achille era  come il  figlio di un sogno  primordiale ,vulnerabile  , fragile come  l’amore verso un ideale  perduto  per sempre come la melodia  di una canzone cantata a voce bassa nell’oscurità della propria esistenza. Il fatto singolare  che egli    credeva d’essere  assai furbo,  aveva imparato a   pensare in modo inverso  a discapito di ogni convenzione ,  aveva imparato a  camminare    a  testa in giù. Aveva imparato a guardare il mondo da un’altra visione ad osservarlo da un'altra angolazione. Ora egli  credeva d’essere l’unico uomo di questa terra a poter vedere cose oltre ogni suo divenire , attraversare  mondi fantastici,  capace di  volare lontano. Achille sognava in cuor suo d’ andare oltre questa gretta vita come tanti pinguini nucleari in fila canticchianti canzoni insolite. Ed il mondo continuava a ruotare e fregarsi di cosa egli era , un minuscolo essere,  una  rotellina ruotante dentro se stessa. Comprendere  Achille è il suo ingegno non era  facile. Achille piè veloce era  la rappresentazione di quella parte  del  mondo poco amata . In molti  rimanevano  impressionati  dalle  sua capacita anche se tutto il male di questa società si concentrava  nell’essenza di un concetto , di un essere e divenire di poche note  composte in fretta  pronte ad essere lanciate nella mischia . E  Achille  era basso, tarchiato , sapeva cantare,  sollevare pesi  con il  passare del tempo , questa  sua capacità  ne fece una virtù.

     

    Un uomo insolito  Achille capace di possedere la vita in pochi commenti ma la vita a volte lo rifiutava,  lo gettava nel baratro delle parole insignificanti , in quei amori cruciali che ti tengono per il collo ti fanno soffrire in lungimiranti concetti dolenti come  fistole anali. Momenti cruciali di cui  non hai  una certezza   come la morte,  la vita che scorre con le nostre parole. Comprendere  e  amare  come è difficile percorrere le molte strade i molti significati di un essere  cresciuto troppo in fretta che   cerca di sopravvivere all’avidità , alla lussuria intrisa in  quella nera sorte che come un arpia ti sta accanto. Ed il mondo di Achille era dolce fatto di marzapane di ciaccolato , dolce come le caramelle gustose a menta e fragola , succhiate avidamente dietro un muro , dietro questo vivere  trascinato  verso il fondo. Il prode  Achille sapeva volare,  vedere l’indefinito che vive in noi . L’incerta  minuscola conclusione di un soggetto atavico  capace di raccogliere le arie e le melodie di un mondo in continua evoluzione.  La morte  non gli era amica e la sorte era la tragica conclusione di un periodo grammaticale pieno di errori. Molte volte  Achille cadde in  questa follia di frasi fatte messe a cucinare a fuoco lento , perduto in  quel suo  slancio creativo, condotto  spesso  oltre ogni altra compressione,  verso una altra dimensione E l’amore può essere molte volte letale se non capito nel suo nascere , nel suo tentare di cambiare l’ anima del  tuo mondo. Ed  Achille a dispetto di tante malelingue ,  sapeva guardare l’altra parte   della verità delle cose,  sapeva dove andare oltre  se stesso.

     

     

    Decise  così  di trarne vantaggio da questa sua  peculiarità di poter cambiare la verità   con il capovolgere ogni cosa dal  reale  nel suo essere  irreale ,  così prese a invertire ogni cosa, girare  sopra ,sotto  ogni concetto , ogni  fatto ,  altresì ogni modo  di fare,  ogni modo di concepire   , amori, discorsi ,   logica ,  legge . Si diede da fare,  nello sconvolgere , cambiare il modo di fare di talune persone, figlie della loro grigia esistenza , spiccante  il volo verso un mondo nuovo  , scoprendo a volte per caso   nelle tasche di costoro  qualcosa di buono o di cattivo.  

     

     

    Achille con il passare attraverso l’inverso ,  preso coraggio , conscio  della  sua capacità di poter cambiare la realtà  , pensò  di   capovolgere   il governo locale,  ed ogni pubblica  istituzione  non conforme alla sua visione dell’esistenza. Nel giro di un battito di ciglio,  di un volo verso l’orizzonte , Achille   divenne l’uomo  più importante  di tutta la città.  Ed in questa veste,  ammirato, invidiato , vezzeggiato,  cambio nome e si rese ridicolo come un ricordo fatto in una notte fonda. Esule della sua esistenza,  figlio delle sue disgrazie , avanzò il piede gigantesco verso quel mondo piccolo. E  come il grande gigante delle fiabe giunse in  ogni luogo  ed  in  molte   contrade  o paese   andasse   tanta  gente  invidiosa dei  suoi risultati  raggiunti    prese   a pensare all’inverso   nei versi   come aveva fatto lui . In breve tempo    capovolto  il mondo  sotto , sopra,  l'unico ancora  a camminare   con la testa  fra le nuvole  rimase solo  lui quell’uomo  ritenuto quasi insignificante  di nome Achille , frutto   delle  sue favole  capovolte.


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