Vai al contenuto
  • dove cazzo sono i miei soldi?!


    scrittricepazza

    Era una villa in mezzo alle ville

    per il ladro era una delle mille

    Il ladro entrò il cancello scavalcando

    tirò fuori la pistola e chiese ridendo

    “Dove cazzo sono i soldi? gomme belle”

    il proprietario era in sedia a rotelle.

     

    “perdio!” esclamò il vecchio esterrefatto

    “ perché mi minacci? cosa io ti ho fatto?”

    “niente, è giunta l'ora di una redistribuzione”

    “ in sala, è dietro al quadro la mia pensione”

    ribaltò la sala ma trovò polvere e nient'altro

    tornò e il vecchio alzò le spalle contratto.

     

    “Non ho detto in sala! Forse in camera c'è?

    Non mi ricordo! Intanto le va un caffè?”

    L'Alzheimer galoppava forte in lui,

    il ladro era ammutolito davanti a costui

    “mi prendi in giro? Voglio la cassaforte!”

    disse puntandogli la pistola in fronte.

     

    “come osa?” rispose il vecchio arrabbiato

    “sono paralitico e vengo pure minacciato!”

    il ladro disse “ io con pungo ti sotterro!”

    “va bene, seguimi è di qua se non erro”

    il vecchio passò salotto, e prese l'ascensore

    passò diverse stanze insieme al supervisore.

     

    Ma si accorse che la situazione era precaria;

    perché egli della mèta non aveva memoria

    il ladro chiede della stanza, e lui rispondeva

    “era... dove tengo la boccia, come si chiamava”

    non avrebbe trovato i soldi se lo avesse ucciso,

    dopo trenta sale, si sarebbe sparato col sorriso.

     

    Finalmente, in cantina trovarono lo scrigno

    era stato svuotato, lo guardò con cipiglio

    il ladro esclamò “qualcuno è già passato!”

    “ah!, li ho celati per non esser derubato”

    il ladro lo perquisì e minacciando lo serrò ,

    preso dall'avarizia nella ricerca si tuffò.

     

    Trovò mille euro in cucina, nel forno;

    cinquemila nel frigobar in soggiorno,

    tre mila nei libri, spari nella biblioteca

    dieci mila in giardino, sotto alla pineta

    poi va dal vecchio per avere un riscontro

    egli li contò ma ogni cento, perdeva il conto.

     

    Il ladro ne prese il posto, tranquillo e prono

    alzò gli occhi, e vide il vecchio con un telefono

    lo prese e lo ruppe, “la pula hai chiamato?”

    “la polizia!” esclamò “Me ne son dimenticato!”

    il ladro di sollievo sospirò, si era preoccupato

    "merda, avrei dovuto legarti mentre contavo”

     

    Lo guardò e si disse che lo aveva sopravalutato,

    era un paralitico demente se ne era scordato

    ma il telefono dove lo aveva nascosto?

    Al ladro venne solo uno sconcio posto.

    Ma era tardi per il vecchio stregone

    era l'ora di far sparire il testimone.

     

    Punto la pistola ma si fermò, non era necessario,

    il vecchio avrebbe detto poco al commissario

    era confuso, gli occhi fissi su una vecchia piantina

    poi disse: “ tu chi sei? Che ci fai in casa mia?”

    “papa,” rispose “son venuto per il prestito,

    se ti chiedono di me, dì che son partito”

     

    Il vecchio incredibilmente fu convinto

    gli diede la benedizione quasi d'istinto

    ma quando il ladro aprì il portone

    della polizia c'era uno squadrone

    la vicina aveva chiamato il capitano

    era la decima volta che lo derubavano.


    Libro Collegato: Capitolo Precedente: Capitolo Successivo:


    Feedback utente

    Commenti raccomandati

    Non ci sono commenti da visualizzare.



    Per favore accedi per lasciare un commento

    Potrai inserire un commento dopo aver effettuato l'accesso.



    Accedi Ora

×