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  1. Lil

    Leggere Distopico

    Blog nato dal Gruppo Facebook dedicato al fantastico mondo della Distopia. Per scoprire e approfondire insieme i romanzi Distopici più belli che il panorama Letterario ha da offrire! In questo blog troverete gli articoli che riassumono, racchiudono, riportano, tutto ciò che accade nel gruppo Facebook dal quale nasce. Quanti di voi di fronte al termine Distopico hanno storto il naso, per poi scoprire invece di essere innamorati di questo genere fantastico? E se siete già stati nel nostro gruppo, quanti di voi si sono resi conto di leggere romanzi Distopici solamente dopo aver consultato i titoli presenti nel nostro album “Letture Distopiche”? Ecco. Le risposte che avete dato a queste domande sono il motivo che ci hanno spinto ad aprire questo gruppo! Vogliamo rendere giustizia alla Letteratura Distopica, portare questo termine sulla bocca di tutti, e dare la giusta visibilità a opere che vengono lasciate nell’ombra perché prive di una trasposizione cinematografica o perché considerate "di nicchia". Il genere Distopico è adrenalina, sentimento e genialità. Il nostro obbiettivo è quello di diffondere il verbo Distopico, attraverso approfondimenti ma soprattutto interviste. All'interno della nostra programmazione sono infatti previste delle giornate autore in cui mettiamo in risalto il lavoro di autori conosciuti (tartassandoli di domande ed estercendogli copie autografate), ma anche di autori meno noti che cercano di raggiungere i Lettori amanti del genere. Oggi, inauguriamo ufficialmente il Blog Leggere Distopico, e lo facciamo pubblicando un'intervista Oltreoceano che ci ha permesso di conoscere un po' di più una delle icone della Fantascenza. Spero di aver fatto cosa gradita nel mettervi al corrente della nascita di questo Blog. https://leggeredistopico.wordpress.com/
  2. Riccardo Zanello

    Blog Tempesta Editore

    Il blog letterario di Tempesta Editore: racconti, recensioni, estratti, editoriali e pensieri di Lady Tora. Tempesta Editore è per la laicità dello Stato; è per la libertà di pensiero; è per la parità dei diritti senza distinzione di età, sesso, “razza” o estrazione religiosa; è contraria a ogni forma di estremismo religioso ed è critica nei confronti dei movimenti religiosi e non della fede; è per l’autodeterminazione dell’individuo per tutto ciò che riguarda il proprio corpo; è per i matrimoni tra persone dello stesso sesso; è per l’adozione da parte di persone dello stesso sesso; è a favore del testamento biologico. Non ci importa la bandiera politica, ma solo se il percorso è comune al nostro. Questo è Tempesta Editore: nulla di più. Sito: https://tempestaeditore.it/blog/
  3. serena.jandra

    [FdI 2017-2] - Principessa fai da te

    Incipit 13: C'era una volta una principessa che viveva in un castello incantato. Era bella, buona e gentile e tutti vivevano in pace e armonia. Poi la principessa impazzì e diede inizio al massacro. Finale 2: Rilesse quelle poche righe un'ultima volta. Poi si avviò a passi lenti, senza più voltarsi. C'era una volta una principessa che viveva in un castello incantato. Era bella, buona e gentile e tutti vivevano in pace e armonia. Poi la principessa impazzì e diede inizio al massacro. No, non fu una pioggia di sangue e viscere che imbrattavano il suolo, ma qualcosa di più sottile e meno scontato. Fu il massacro di una tradizione antica. La principessa era cresciuta con una sola prospettiva: prepararsi ad essere salvata da un valoroso cavaliere e non appena ebbe compiuto quattordici anni, fu condotta in pompa magna sino alla Torre Delle Principesse e lì venne rinchiusa. Poi fu assoldato un drago affinché facesse la guardia, in attesa che un cavaliere la liberasse, aggiudicandosi così il diritto di diventare re. All'interno della torre tutti gli oggetti erano dotati di vita e si adoperavano per soddisfare ogni suo bisogno. In vista della propria liberazione, la fanciulla trascorreva le giornate allenandosi nell'arte dei sospiri. Adorava immaginare il momento in cui il cavaliere stringendola tra le braccia, l’avrebbe baciata con passione incontenibile. Nel frattempo curava il proprio aspetto in modo maniacale e interrogava ripetutamente il suo specchio magico per sapere fra quanto si sarebbe avverato quel sogno. Trascorsero gli anni e la fanciulla divenne adulta. Da molti giorni ormai una spiacevole sensazione l’avvolgeva, facendola sentire malinconica e vulnerabile: nutriva l’insidioso timore di essere stata dimenticata. Ogni mattina all’avvicinarsi di quel pesante groviglio di emozioni, si sforzava di trovare un motivo per cui essere felice ma non riusciva a pensare a nulla che le infondesse speranza. Un giorno indugiando su quei pensieri, un’improvvisa ondata di panico l’assalì. Digrignò i denti cercando di trattenere un urlo. Non appena si rese conto di quel che stava facendo, si tappò la bocca con le mani, sorpresa da quella incontrollata esibizione di emotività. Spaventata da se stessa, cominciò a camminare avanti e indietro per la stanza. Poi, facendosi coraggio, si avvicinò al grande specchio magico e gli chiese: “Gentile specchio che tutto sai, oggi incontrerò il mio cavaliere?” “Non oggi mia cara...” “Uffa, ma quando allora?” Sbottò, sentendo montare una nuova ondata di emozioni. “Non è dato saperlo principessa... sono uno specchio incantato non l’oracolo di Delfi! Vivo per compiacerti non per aiutarti!” “Dannato specchio...”Mugugnò in risposta. Qualche giorno dopo, davanti all’ennesima risposta negativa, un improvviso tremolio all’occhio sinistro la costrinse a distogliere lo sguardo. Indugiò sul panorama fuori dalla torre: il sole sorgeva trionfante sopra le alte vette dell'est donando un fulgore dorato alle pendici innevate. Quella vista mozzafiato era un continuo rigirare il coltello nella ferita. Sentendo crescere nuovamente il pesante fardello di disperazione e timore che si portava dentro, uscì dalla camera alla ricerca di una soluzione. Scese le ripide scale a chiocciola e oltrepassò la porta della caotica cucina. Dal suo interno si udivano chiaramente il rumore delle stoviglie costantemente al lavoro. Raggiunse il primo piano,e si affacciò alla finestra da cui poteva parlare con il drago che trascorreva la maggior parte del tempo dormendo. “Ps ps…Ehi drago! Che fai, batti la fiacca?” Chiese la fanciulla, ma il drago non diede segni di vita. “E allora drago! Vuoi svegliarti?” Insistette spazientita. Dopo un lungo silenzio, la voce cavernosa del drago si riverberò nell’aria: “Che cosa c'è principessa…” Rispose sbuffando, senza nemmeno aprire gli occhi. “Allora cosa facciamo? Ormai sei stanco anche tu di questa situazione...non è vero?” “Ti ho già detto di no.” Udendo quella risposta l’occhio della principessa tornò a tremare. Senza darsi per vinta proseguì: “Eh dai...solo una volta! Sarà il nostro segreto.” Aggiunse con aria complice. “No! ti ho già detto mille volte che non intendo andare a cercare un cavaliere per te! Ne tanto meno farmi sconfiggere!” “Drago, parliamoci chiaro: se qua non facciamo qualcosa, moriremo soli e dimenticati!” “Ma lo sai quanto dura la vita di un drago? Io ho molto tempo a disposizione... Non vedo problemi.” Un nuovo tic comparve sul viso della principessa: un angolo del labbro cominciò a muoversi con piccoli scatti incontrollati. Tremando di rabbia, pestò i piedi a terra. Il suo volto divenne paonazzo e un grido a denti stretti le sfuggì dalle labbra. Lanciando scintille dagli occhi, risalì le scale. Le emozioni accumulate durante tutti quegli anni, esplosero: “Basta! E’ ora di finirla con questa stupida attesa! Ora farò a modo mio!” Si diresse in cucina e spalancò la porta. Tutti gli utensili al lavoro si arrestarono a mezzaria sorpresi. Indifferente al caos, si guardò attorno determinata. Appena vide la grossa mannaia sospesa sopra una fetta di manzo, l’agguantò al volo prima che potesse fuggire. Poi soddisfatta tornò sui suoi passi, pronta a compiere una strage. Stava giusto per uscire, quando un tintinnio metallico la indusse a voltarsi. Una padella in ghisa tremava impaurita sbattendo contro quella vicina. La soppesò con la mano: era pesante e robusta, l’ideale. Così armata tornò dal drago: “Drago! Se non vuoi aiutarmi, farò da sola!” La creatura aprì un grande occhio dorato e la scrutò. Quando vide le armi che si era procurata, si immobilizzò sorpreso. Dopo un lungo silenzio, la sua risata esplose mandandolo zampe all’aria. “Che fai, non mi credi?” Chiese la fanciulla mortalmente offesa. Lasciò cadere a terra la povera mannaia, poi sollevò in aria la pesante padella e prese la mira. Con un’inaspettata combinazione di precisione e forza, centrò in pieno il naso del drago. L’immenso muso della bestia venne sospinto di lato e improvvisamente la sua risata si interruppe lasciando un inquietante silenzio. I suoi occhi divennero rossi e lucidi. Digrignò i denti sfoggiando una dentatura letale che indusse la fanciulla a compiere un passo indietro. Infine proruppe in un potente guaito. Incoraggiata dal risultato, la principessa raccolse la mannaia, si issò sul balcone e con un urlo da valchiria, si lanciò puntando il collo del drago. Il sangue schizzò ovunque, un fiotto improvviso la centrò in pieno volto. La principessa chiuse gli occhi sputacchiando disgustata.Si aggrappò con tutta la forza di cui era capace alle scaglie iridescenti e prima che il drago riuscisse a disarcionarla, risalì lungo il suo corpo. L’animale si dimenava ma nulla poteva contro la principessa che si era incredibilmente tramutata nella più temibile delle donne. La fanciulla si sistemò a cavalcioni sul suo dorso e gridò trionfante: “Ora comando io! Io sono padrona di me stessa!” Udendo quelle parole il drago perse improvvisamente ogni energia e si accucciò a terra. La principessa si guardò attorno fiera. Ammassati alle finestre i suppellettili della torre la osservavano. Uno a uno gli oggetti uscirono volteggiando sino a terra. In un turbinio di luce, mutarono e la giovane si ritrovò circondata da uomini e donne che la lodavano entusiasti. Con crescente gioia comprese di aver operato un prodigio: non aveva solo conquistato la propria libertà ma l’aveva donata anche a tutti loro. Solo il drago era ora prigioniero: “Drago perdonami se ti ho ferito. Ho dovuto compiere una scelta: tu non mi avresti mai lasciata libera, così ho deciso di combatterti” Gli disse. La bestia si voltò ad osservarla con occhi carichi di emozione. Il suo corpo cominciò a sussultare, la creatura scomparve e la principessa si ritrovò in piedi. A terra apparve una pergamena avvolta da scintille di magia. La raccolse e la lesse: Ora che hai guadagnato la libertà, sei pronta per conquistare il tuo futuro. Io ti attenderò e anche se sono prigioniero, non avrò paura perché non esiste al mondo nulla di più potente di una donna determinata. Principe Dei Draghi. La principessa, per la prima volta davvero felice, si voltò ad osservare il sentiero che l’avrebbe condotta verso il futuro che l’attendeva. Rilesse quelle poche righe un'ultima volta. Poi si avviò a passi lenti, senza più voltarsi.
  4. Marco Giacomin

    Fineterra: il mio primo romanzo

    Immagine di copertina: Titolo: Fineterra Autore:Marco Giacomin Collana: Autopubblicato: Streetlib ISBN: 9788826088853 Data di pubblicazione (o di uscita):18/07/2017 Prezzo: 2,99 Genere: fantastico Pagine: 435 Quarta di copertina o estratto del libro: A Fineterra, una tranquilla cittadina del nord Italia, nulla è ciò che sembra. La Foresta delle Anime nasconde un terribile segreto: un misterioso raggio verde che penetra nelle profondità del Lago Doppio. Mentre l'estate trascorre con una pioggia torrenziale che sembra non finire mai, gli interessi di un sindaco cinico e spietato confluiscono nel piano della mente diabolica del Signore delle Nuvole. Spetta a Gaspare, un giovane dalle spiccate doti deduttive, seguire la flebile traccia del raggio fino ad una sconcertante rivelazione. Con lui, il fedele amico Tito e i suoi nuovi compagni d’avventura. Assieme, guidati dalla forza della Sfera Nera, sfideranno la Grande Onda e s’inoltreranno alla ricerca della verità in un viaggio senza ritorno. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Fineterra-Sfera-Nera-Marco-Giacomin-ebook/dp/B0722XJG22/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1500540908&sr=8-1&keywords=fineterra https://www.ibs.it/fineterra-ebook-marco-giacomin/e/9788826088853?inventoryId=74061586 https://www.kobo.com/it/it/ebook/fineterra
  5. Fino a
    COMUNICATO STAMPA - PROROGATA AL 31 LUGLIO 2017 LA SCADENZA DEL BANDO DEL PREMIO DI POESIA, NARRATIVA E TEATRO “MEMORIAL GIOVANNI LEONE” – I VALORI DELLA FAMIGLIA 1^ EDIZIONE! Carissimi Amici Artisti, vi comunichiamo che per dare l’opportunità di aderire con le proprie opere poetiche o prosastiche anche ad alcuni autori che sono molto indietro con stesura elaborati, abbiamo stabilito di prorogare fino al 31 Luglio 2017 il bando del Premio scaricabile in PDF su www.lucedellarte.altervista.org La Cerimonia di premiazione ci sarà Domenica 8 Ottobre 2017 presso un’accogliente Sala a Roma, zona Piazzale delle Gardenie. Ulteriori info da richiedere a associazionelucedellarte@live.it o al n. 3481184968.
  6. Vincibosco

    Ikanos la Gazza. La corona spezzata

    Titolo: Ikanos la Gazza. La corona spezzata Autore: Chiara Orlando Casa Editrice: EKT Edikit ISBN: 9788898423477 Data di pubblicazione: 23 giugno 2017 Prezzo: 12 euro cartaceo, 2,99 euro kindle Genere: Fantasy Pagine: 81 Quarta di copertina: Nella città di Mabre vige una ferrea gerarchia. A governare è la famiglia dei Leoni, aiutati dai nobili della Città Alta e dai Lupi Bianchi, feroci militari. Le famiglie più umili, come le Pecore, i Maiali, i Conigli e le Galline vivono nella Città Bassa. Poi c’è il Recinto che separa la civiltà dal Margine, area desolata e pericolosa alla quale sono stati relegati i criminali, gli emarginati, i dissidenti, i mendicanti e gli storpi. Questo è il regno dei Ratti, padroni incontrastati di Sottomabre, città nata nei cunicoli fognari sotto il Margine, cuore pulsante del crimine di Mabre, popolata da Serpent, Volpi e Gazze Ladre. Ikanos è proprio una Gazza Ladra. Abbandonato appena nato dai genitori, sopravvive di espedienti al Margine, insieme ad altri Cuccioli di Strada; un fortunato incontro con le sorelle Chioccia però gli offre l’opportunità di mettere la testa a posto e sfruttare le sue capacità per un lavoro onesto: trovare per altri le cose smarrite. Procede tutto bene, fino a quando in ufficio non si presenta un misterioso personaggio in cerca di una mappa che sostiene gli sia stata rubata. Ikanos non è convinto da questo nuovo cliente;il suo istinto gli dice che sta nascondendo qualcosa. Tra misteri e colpi di scena, la Gazza Ladra, insieme ai suoi amici, si metterà alla ricerca della mappa, ritrovandosi catapultato in un’incredibile avventura. link acquisto: http://www.ektglobe.com/prodotto/ikanos-la-gazza-la-corona-spezzata/ https://www.amazon.it/Ikanos-Gazza-corona-spezzata-Fantasie-ebook/dp/B07333JZG3/ref=sr_1_fkmr0_1?ie=UTF8&qid=1498427600&sr=8-1-fkmr0&keywords=ikanos+la+gaza
  7. Fino a
    L’Associazione culturale e teatrale “Luce dell’Arte” indice la IV^ Edizione del Concorso di Poesie, Filastrocche, Racconti e Fiabe “Libera la fantasia” ideato per tutti coloro che hanno voglia di dare sfogo alla potenza dell’immaginazione. News. Introdotta per le Poesie e Filastrocche la sezione a tema libero ed aggiunta la sezione Racconti e Romanzi a tema libero, per chi vuole mettere in rilievo ogni tipo di tematica! Inoltre, c’è la possibilità di mandare illustrazione con opera poetica o prosastica per le sezioni a tema fantasy. Inoltre, Quattro Prestigiosi Premi Speciali, ossia “Premio Miglior Testo a tema fantasioso Giuria Popolare”, “Premio Miglior Testo a tema libero Giuria Popolare”, un “Premio Assoluto della Critica” fra tutti i testi in gara e “Premio Miglior Giovane Autore”. Art. 1: Il concorso è articolato in quattro sezioni ed è aperto a giovani ed adulti italiani o stranieri. Età minima per partecipare: 16 anni. Età massima: nessun limite. Per ogni sezione è ammesso aderire con opere premiate o no in altri concorsi letterari. A) Sezione Poesie e Filastrocche a tema fantasy: si può partecipare con poesie o filastrocche edite o inedite in lingua italiana o vernacolo con traduzione che decantino la fantasia o che abbiano comunque come filone portante qualcosa di fantastico. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. N.B. E’ possibile inviare illustrazione con annessa poesia o filastrocca, in tal caso allegare copia disegno in formato jpeg 13 x18. B) Sezione Poesie e Filastrocche a tema libero: si può partecipare con testi editi o inediti in lingua italiana o vernacolo con traduzione a tema libero. Sono ammessi anche libri editi di poesia o e-book. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. C) Sezione Racconti e Fiabe a tema fantasy: si può partecipare con racconti fantastici e fiabe editi ed inediti. Sono ammessi anche libri editi di racconti e fiabe o e-book. E’ possibile aderire peraltro con sceneggiature, purché fantasy. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. N.B. E’ possibile inviare illustrazione con annesso breve racconto o fiaba, in tal caso allegare copia disegno in formato jpeg 13 x18. D) Sezione Racconti e Romanzi a tema libero: si può partecipare con racconti e romanzi editi ed inediti. Sono ammessi anche libri editi o e-book. E’ possibile aderire peraltro con sceneggiature a tema libero. Non ci sono limiti di lunghezza per gli elaborati. Il numero massimo di opere da inviare è di tre. E’ possibile seguire tutte le novità sul Concorso alla Pagina Facebook e alla Pagina Google entrambe intitolate: Concorso di Poesie, Filastrocche, Racconti e Fiabe “Libera la fantasia”. Pagina Facebook Ass: Associazione culturale e teatrale Luce dell’Arte. Prevista quota di partecipazione base di 10 euro. Scadenza bando il 31/03/2017. Per richiesta del bando completo, contattare il Presidente dell'Associazione, la dott.ssa Carmela Gabriele, al seguente indirizzo e-mail: associazionelucedellarte@live.it. Recapito: 3481184968. Il sito dell'Associazione da visitare è: www.lucedellarte.altervista.org
  8. Ladra di Libri

    Ladra di Libri

    Sito: http://laladradilibri.blogspot.it/ Ladra di Libri è un LIt-Blog, ma anche di più. Perché ogni libro è un milione di vite da vivere. Mi chiamo Mariana, sono una Ladra, compulsiva, ossessiva e ripetitiva. E sono una ladra di libri. Non chiedetemi perché ma ogni volta che entro in una libreria, apro uno shop on line, non posso fare a meno di “rubare” libri di qualsiasi tipo e di qualsiasi argomento. Prima di tutto perché, mi dico, ogni lettura potrebbe tornarmi utile, anche quella sulla storia degli ascensori da carico. Poi perché penso di essere letteralmente dipendente dal leggere. Perché leggere un libro è, un po’, come andare a trovare un amico. Ci sono amici che lasciano nelle nostre vite un segno profondo. Ci sono amici che entrano nelle nostre vite senza chiedere il permesso, vivono accanto a te e condividono un pezzo di strada insieme. Sono amici silenziosi, che ogni tanto si impolverano un po’ ma sicuramente non ti abbandonano mai, sanno ascoltare i tuoi pensieri e consigliare, suggerire, aiutare. Sanno anche raccontare storie, moltissime storie: tristi, allegre, assurde, vere, fantastiche. Così è nato Ladra di Libri. A novembre 2016 era solo un semplice book blog, in cui parlavo con i miei amici libri. Oggi, invece, siamo una piccola redazione di appassionati: da Loredana Amodeo che pubblica ogni mese una vignetta dedicata al mondo dei libri, ad Alan Suarez che scrive di letteratura latina americana, a Paolo Boriani che scrive di letteratura americana e cinema. Ai podcast del lunedì e del mercoledì, in diretta su Spreacker e Soundcloud, in cui le voci si moltiplicano, ospitando anche chi i libri li scrive, li edita o li vende. Siamo tutti Ladri, liberi e indipendenti e crediamo che "I libri sono un patrimonio di tutti e, come tali, devono circolare liberamente. Ogni Ladro di Libri è paladino di questa libertà e si impegna a difenderla ad ogni costo. Ogni Ladro è chiamato a dire solo la verità. Le sue parole non possono dire menzogna e la sua penna scrive solo il vero, oppure tacere." Si, ci piace essere epici, ma dopo tutto, perchè no? Ci guadagniamo da vivere vendendoli i libri e odiamo chiedere in omaggio le copie a scrittori ed editori. Sul nostro blog troverete dalle novità ai grandi classici: nessuno viene dimenticato perchè ognuna delle storie raccontate, vale la pena di essere vissuta. Buona lettura amici! Mariana "una ladra"
  9. Riddle Seeker

    [MI98] Conduttura del sonno

    Commento: Prompt di mezzanotte Conduttura del sonno Oscurità. Incertezza. Rottura. Fallimento. Dolore. Depressione. Alberto aprì gli occhi. Si sentì soffocare dal buio, la testa schiacciata su un lato del cuscino. A poco a poco tornava cosciente, il corpo percorso da brividi di freddo e tremori, le mani sudate. Si alzò di colpo e sentì il cuore pulsare nelle orecchie, nel cervello, affannoso, veloce. Cercò l’interruttore e accese la luce. Alla vista del letto disfatto si calmò e trasse un profondo respiro. Andò in bagno a risciacquarsi il volto. La sveglia appoggiata sul lavandino segnava l’una. Erano passati solo pochi minuti da quando aveva tentato di addormentarsi, anche se gli sembrava di aver trascorso un’eternità sdraiato a letto, con gli occhi chiusi. Si asciugò e tornò in camera, grattando i capelli con forza. L’esperimento non sembrava funzionare. Aprì il cassetto di un comodino, frugò in mezzo ai libri di scuola e tirò fuori il suo diario. Continuò a grattare i capelli. 20/04 Ce la posso fare da solo. So che posso uscire da questo periodo di merda. Lo farò di soppiatto, nel cuore della notte, mentre tutti dormiranno, io comincerò a cambiare. Diventerò più sicuro. Più forte. Più intelligente. Ho trovato un sacco di persone che nel corso della storia sono state in grado di cambiare. Basta dare una direzione ai miei pensieri, proprio come loro… Larry Page – co-fondatore di Google, ha avuto l’idea del motore di ricerca in seguito a un sogno lucido; Stephen King ha scritto Misery dopo un sogno avuto in aereo; Friedrich Kekulé sognò un serpente che si mordeva la coda e al risveglio capì che la molecola del benzene era esagonale; “Il trillo del diavolo”, di Giuseppe Tartini, e Frankenstein di Mary Shelley sono nati da sogni… La strada del sonno è quella giusta. La depressione non è razionale, può essere risolta solo a un livello inconscio. Insisterò e non mi lascerò via di scampo. Ogni mattina che uscirà una risposta dal mio cervello io la ributterò dentro, la notte successiva, come in una conduttura… Dovrò cambiare per forza. Prima notte, primo impulso Questo è l’impulso al cambiamento. Dovrà essere abbastanza forte da creare un effetto domino. Farò crescere la mia autostima. Non mi tirerò indietro di fronte alle difficoltà. Non sono una nullità, posso fare qualsiasi cosa. Non mi importa di quello che pensano gli altri, nessuno è in grado di ostacolarmi. 21/04 Prima mattina, sogno: Scrivo su un diario. Mi viene strappato dalle mani e cado a terra, immobile. Mi sveglio. Sono deluso, ma non demordo. Seconda notte, secondo impulso Anche se sono caduto, posso sempre rialzarmi. Devo stringere i denti e resistere. È solo all’inizio, ho ancora tanta strada da fare. 22/04 Seconda mattina, sogno: Mi sono rialzato, ma chiuso dentro una gabbia. Ho aperto la bocca e da lì sono uscito. Ho lasciato il mio corpo dietro le sbarre, l’espressione vuota. Volteggio nello spazio nero. Mi sveglio. Terza notte, terzo impulso Sta funzionando. Mi sto staccando dalla persona che ero, è il momento giusto per cambiare 23/04 Terza mattina, sogno: Alberto chiuse il diario, ansioso. Non sarebbe mai riuscito a far sviluppare il risultato della terza notte, a ricacciarlo dentro la testa. Il blocco era troppo forte. Dopo tre giorni, si era già arreso. Era la fine dell’esperimento. Perché doveva andare così? Sapeva che il suo cervello poteva riorganizzarsi e cambiare. Se desiderava migliorare, con il tempo ce l’avrebbe fatta. Tornare indietro era inutile, oltre che dannoso e di starsene senza fare nulla non se ne parlava. La volontà di agire era ciò che aveva dato il via all’esperimento e non vi avrebbe rinunciato. Si ritrovò con le gambe addormentate, sentì un formicolio ai piedi. Smise di grattarsi la testa, vide le dita sporche di sangue: aveva grattato troppo. Prese il telefono: erano le due. Doveva riaddormentarsi in fretta, sarebbe servita almeno qualche ora di sonno prima si raggiungere uno stadio REM, parte fondamentale di quel progetto, in cui venivano piantati i semi del cambiamento. Più si ripeteva di dormire, meno ci riusciva. Tentare di mandare giù quel ricordo amaro, quel sogno della terza notte non era d’aiuto. Prese a girarsi compulsivamente da un lato all’altro, ma non riuscì a trovare nessuna posizione comoda. Riprese a grattare la fronte. Un aiuto esterno era l’unica soluzione. Una camomilla, la valeriana, qualunque cosa ci fosse stata in casa… Si alzò in un mare di sudore. Erano le quattro del mattino. Le lenzuola erano umide e sgualcite, le coperte buttate giù da un lato del letto. Stando attento a non svegliare nessuno, si diresse in cucina. Sua mamma doveva tenere delle gocce di valeriana da qualche parte. Aprì una credenza, ci rovistò dentro. Estrasse un piccolo flacone. Vuoto. Tornò in camera, sconsolato. Ormai la notte stava passando, così come il sonno. Da una certa ora in poi qualsiasi tentativo sarebbe stato vano. Nonostante tutto pensò a un’ultima mossa, molto rischiosa, che poteva metterlo nei guai. Ricordò quello che aveva letto una settimana prima, sull’importanza degli stimoli durante il sonno profondo, in grado di riattivare porzioni di memoria e di rinforzarle. Così, avrebbe potuto semplicemente ricevere uno stimolo che rievocasse il ricordo della terza notte, anziché pensarlo intensamente prima di dormire. Prese di nuovo il diario e lo aprì. Fissò la pagina per qualche minuto, poi fece partire il registratore sul telefono. Lesse ad alta voce: 23/04 Terza mattina, sogno: Ho vagato nell’oscurità per un tempo infinito, se di tempo si può parlare. Ho rivisto molte persone del mio passato, tante storie dimenticate… fino all’inizio. Ho riesumato quel giorno. Il primo. Non credevo fosse possibile tornare così tanto indietro. Ero appena uscito dal mare, verso la luce. Ho pianto. E poi ho visto. Il volto disgustato di mia madre. Disse di gettarmi via, come un rifiuto. Disse che l’avevo distrutta. Il volto deluso di mio padre. Eppure non era colpa mia… io non volevo nemmeno uscire dal mare, non volevo vedere la luce. Concluse la registrazione. La impostò come audio sveglia un’ora più tardi, il volume al minimo in modo da non essere svegliato, ma solo stimolato. Sarebbe andato a dormire senza pensarci. Si sentiva stanco, senza più forze. Rileggere quelle parole era stata una tortura. Si chiese come il cervello avesse dato vita a quel sogno e a come lo avrebbe processato. Rimandò tutte le domande all’alba. Si stese. La porta della camera si aprì. «Alberto…» disse sua mamma, in vestaglia «cosa stai facendo?» «Io… hai sentito qualcosa? Hai origliato dalla mia porta?» «Ho sentito tutto. Alberto… ti prego, non un’altra volta.» Si allontanò per qualche secondo. La sentì parlare con suo padre, ma non distinse nessuna parola. Quando fu di ritorno, teneva in mano altri due diari. «Perché continui a farlo?» «Fare cosa?» «Questa storia ti sta facendo male. Avevi promesso di non provarci più, a me e al dottore.» «Io non ricordo, mamma. Te lo giuro… No!» Aveva preso il suo diario, quello nuovo. «Ti sto aiutando, credimi.» Chiuse la porta, senza aggiungere altro. Alberto strinse i pugni. Non riusciva più a muoversi. Come poteva aver riempito altri due diari? Quella era la prima volta che tentava l’esperimento. O forse no. Cancellò la registrazione dal telefono, ormai era inutile. Rimase sveglio a torturarsi, fino a che non vide la flebile luce dell’alba farsi strada attraverso le fessure dei balconi. Erano le cinque del mattino. Pensò di dimenticare quella notte. Avrebbe ostruito la conduttura del sonno, per sempre. L’unico modo era darsi pensieri opposti a quelli delle sere precedenti. Dare comandi inversi al cervello. Un reset. Chissà, forse non sarebbe più ricaduto in brutti periodi. Da piccoli semi nascono grandi cambiamenti. Speranza. Fiducia. Luce. Usò quei semi per chiudere il condotto. Con un po' di fortuna non ci sarebbe stato più bisogno di aprirlo.
  10. Fino a
    Il 29 Aprile avremo l'opportunità di apprezzare le forme d'arte di giovani talenti. L'appuntamento è dalle ore 10.30 alla biblioteca comunale "G. Siani", sita a Caravita. Al piano terra verrà allestita la mostra di dipinti dell'artista Vincenzo Gallo, mentre al primo piano si susseguiranno presentazioni di libri e del nuovo album de "Il Sogno di Ilse". Chiuderemo la giornata con l'esibizione dei TheLegati. Ecco la scaletta della giornata: - ore 10.30 presentazione del libro "CENTOMILA COPIE VENDUTE" di P. Catanzaro; - ore 12.30 presentazione dell' album "Nekyia" de Il Sogno di Ilse; - ore 16.00 presentazione del libro "SCEGLI ME" di M. Coccorese; - ore 18.00 presentazione del saggio "CHE LINGUA PARLA IL COMICS?" di S. M. Ottaiano; - ore 20.00 esibizione dei TheLegati.
  11. dri

    Lo ScivoL...UNghia - favola

    Titolo: Lo ScivoL...UNghia Autore: Andrea Andorivìr, illustrazioni di Rosathea Pontecorvo Collana: Siska Casa editrice: GoWare ISBN: 978-88-6797-725-3 Data di pubblicazione (o di uscita): 29 marzo 2017 Prezzo: ebook 6,99€, cartaceo 11,99 €. Genere: favola per bambini di 3-4 anni. Pagine: 36 Quarta di copertina: Bibilla scappa dalla mamma sul ramo più alto del baobab: non vuole tagliarsi le unghie. Ma infettata dal fungo Crescionillo, un’unghia si allunga, si allunga e si allunga… trascinando tutti in una rocambolesca avventura e insegnando alla scimmietta che è meglio obbedire alla mamma, senza troppi capricci. Link all'acquisto: http://www.goware-apps.com/lo-scivolunghia-andrea-andorivir/
  12. Commento a "Il Cantiere" Capitolo I suddiviso in 3 sezioni "La figura comparsa dal nulla" 1/3 Kansas, Ambassador, ore 1:00 del mattino, 11 Ottobre. Era una notte di tempesta in questa zona di aperta campagna del Kansas, a sei km dalla città di Leawood, precisamente sopra alla minuscola cittadina di Ambassador, le cui strade giacevano deserte sotto alle cupe nubi e all' oscurità causata da un malfunzionamento dei lampioni della zona Little Barley. La pioggia scrosciante stava formando una pozzanghera a forma di fungo in una buca nella strada, che necessitava di manutenzione da almeno cinque anni. Al piano di sopra di una abitazione sopra al ristorante locale Little Barley's Kitchen dormivano due bambini, su due letti posti l' uno affianco all' altro, il maggiore, Greyson, aveva lunghi capelli biondi a caschetto, e aveva 11 anni, mentre il piccolo Victor aveva 5 anni, e aveva anche lui i capelli biondi, ma più corti, e aveva la punta del pollice appoggiato ai denti, masticata inconsciamente. Greyson aveva la guancia destra sul cuscino, e il braccio sinistro che pendeva fuori dal bordo del letto. Parevano dormire indisturbati dal temporale che tuonava e dalla pioggia vomitata giù dal cielo a catinelle. La pozzanghera a forma di fungo era situata a circa un metro dal vialetto d' ingresso di casa Wild, la casa dei gestori di Little Barley's Kitchen, i genitori di Greyson e Victor. Ad un tratto, il fungo venne colpito da una scarica elettrica generata da un intenso fulmine, che per un istante illuminò la cameretta dei due piccoli Wild a giorno, facendo un frastuono che se ne andò tanto velocemente quanto era venuto, ma che bastò a svegliarli e a farli sobbalzare sotto le coperte. < Cos'è stato?! > esclamò Greyson. Mentre ansimava, tentando di riprendersi dallo spavento e cercando di razionalizzare la causa del gran rumore, e della forte luce biancastra, avvertì il suo corpo solleticare in modo appena percettibile, e i suoi capelli sollevarsi un pochino. E poi qualcosa si accense. Victor si morse l' unghia del pollice, spingendosi indietro con i piedi, mentre Greyson osservava rapito l' alone blu chiaro che divenne gradualmente una gigantesca bolla di sapone che andava da una parete all' altra della stanza. I due bambini continuarono a osservare senza emettere un suono. Si stava formando una immagine. Era come guardare la televisione, ma la visuale era offuscata da una specie di nebbia, come quella che si nota quando gli occhiali da vista sono sporchi. Apparve una faccia, un uomo sulla trentina con un' accenno di barba, i folti capelli castani, dall' aria stanca ma ancora attenta, che stava maneggiando con uno schermo, ogni tanto facendo dei gesti bruschi come a voler scacciare una mosca. < E' un notiziario alla tv? > chiese con la sua vocina il piccolo Victor. Greyson abbassò la testa e si voltò di scatto a guardarlo negli occhi < Fa silenzio, o ci sentirà! > poi fece saettare lo sguardo verso quell' uomo misterioso. < Ma come può sentirci? Sta in tv > . Greyson insistette, avvicinando il dito indice alla bocca, e continuò a osservare quell' uomo. In effetti era difficile pensare di non essere di fronte a un megaschermo, ma questa scena era impossibile, e Greyson era abbastanza grande da sapere che questa immagine era del tutto insolita. Per non dire assolutamente, completamente impossibile. Continuando a osservare, si calmò, capendo che nonostante Victor continuasse a chiamare < Greyson! Greyson! > quell' uomo sembrava non sentire nulla. Quindi cautamente si alzò, e raggiunse il letto del piccolo Victor, stringendogli una mano. < Non aver paura. Non è reale, Victor. E' soltanto un sogno >. In realtà Greyson sapeva di essere perfettamente vigile e sveglio, e che quella scena era del tutto reale e concreta, ma non voleva che Victor si agitasse, e facesse venire dentro i loro genitori, quasi che temesse che una volta giunti nella stanza, l' immagine si dissolvesse come una bolla di sapone. < Continua a dormire, Victor. Passerà tutto. Non è reale >. In effetti, Victor si sentiva chiudere gli occhi, e decise di accettare quella teoria. < Da bravo > sussurrò Greyson mentre gli rimboccava le coperte. Poi si sedette con la schiena appoggiata al cuscino, e le ginocchia fra le braccia, e le dita che si toccavano. Ammirando l' impossibile davanti a se'. Cinque minuti dopo la figura misteriosa cominciò a parlare, a voce calma e bassa, e Greyson notò che era notte nella scena. Ogni tanto agitava le dita come se stesse suonando un piano invisibile, oppure scrivendo su una tastiera che solo lui poteva vedere. Sembrava che stesse prendendo appunti di storia, storia di qualche luogo, come se dovesse descriverla successivamente a qualcun altro. Che sia un maestro? Si chiese Greyson. Non riusciva a riconoscere la storia della quale stava parlando quell' uomo. Sembrava tutto inventato di sana pianta. Greyson si fece coraggio e si mise seduto, cercò le ciabatte con i piedi e si diresse, piano, molto piano, verso la grande bolla. L' uomo era seduto a una scrivania, ma digitava parole agitando le dita nell' aria. Greyson si chiedeva come potesse farlo. Poi vide una tazza da cui si intravedeva sull' orlo del caffè. Allungò il braccio destro verso la bolla,e a quel punto poteva quasi toccare quella tazza. Ma aveva un brivido di paura. Stava trattenendo il respiro. Sollevò cautamente il dito indice, e la tazza cominciò a sollevarsi seguendo il dito. Ad un tratto l' uomo si fermò e guardò con la coda dell' occhio la tazza di caffè lievitare accanto a lui, cominciando a sbiancare. < Oh, caspita! > Greyson si lasciò scappare un' esclamazione ad alta voce, e tirò indietro il dito premendoci sopra come se avesse preso la scossa. La tazza si frantumò sulla scrivania, facendo sgorgare il caffè. Greyson si sentiva improvvisamente osservato. L' uomo aveva gli occhi un po' troppo allargati, e lo stava fissando. Seppur tremando da capo a piedi, capì che l' uomo era tanto spaventato e allarmato quanto lui, e quindi tentò un altro approccio: un saluto con la mano. L' uomo corrugò la fronte e imitò il suo gesto. E la bolla si dissolse senza fare alcun rumore, lasciando Greyson a bocca aperta, con una sensazione di dispiacere dentro di sé.
  13. new-Warrior

    Fight a bit more

    Riporto i primi due capitoli. Vi chiedo di non essere troppo affrettati nel giudicare la storia. Sono consapevole che due capitoli sono pochi, ma vi assicuro che non si tratta della classica storia d'amore tra due protagonisti perfetti ecc... capitolo 1 Iniziò tutto in una mattinata come tante altre. Quella mattina, il cielo, era particolarmente nuvoloso. L'aria era umida e il freddo, trapassava senza pietà il mio maglione. L'unica cosa positiva era che quel giorno era dedicato agli studenti. C'erano diversi forum a cui partecipare e l'intero istituto, al suono della campanella delle nove, si riversò nei corridoi. Io, dal canto mio, non avevo fretta di arrivare prima e accaparrarmi un posto in prima fila. Non ero tipo da buttarmi tra la folla e spingere chiunque si mettesse tra me e il mio obbiettivo. Anche volendo, sarebbe stato impossibile, visto i miei modesti centosessanta centimetri. Posai, senza fretta, il mio libro di psicologia e il piccolo quaderno degli appunti. Mi sistemai lo zaino in spalla e andai anch'io alla ricerca della sala dove si sarebbe svolto il forum che avevo scelto. Una volta fuori dall'aula mi accorsi che c'era ancora molta gente in giro. " Perché c'è ancora così tanta gente per i corridoi? " chiesi ad una ragazza poco più bassa di me, capelli ricci e degli occhiali decisamente troppo grandi per il suo viso. " Abbiamo avuto qualche problema nel gestire gli spazi, ma abbiamo quasi risolto tutto. " rispose lei con una punta di nervosismo nella voce. Mentre la guardavo allontanarsi, mi ricordai il suo nome, Gaia. Era una delle addette alla sicurezza durante questo tipo di giornate. Ripresi a camminare tranquillamente verso il bar. " Buongiorno Aria. Il solito? " domandò con tono gentile Giacomo. " Sì, un caffè bello forte, grazie. " sorrisi gentilmente. Quasi tutte le mattine, avevo bisogno della mia dose di caffeina per iniziare a ragionare in modo più o meno lucido. " Aria! Eccoti finalmente! Non puoi capire che sfortuna che ho. Biologia, nonostante mancassero tre minuti alla fine della lezione, mi ha interrogata. Vecchia arpia frustrata! "sbuffò sbattendo i pugni sul bancone. " Com'è andata? " le domandai soffiando sulla superficie del liquido scuro, all'interno del piccolo bicchiere di plastica. " Meglio dell'altra volta, quattro. " scoppiammo a ridere, tanto lei era Giulia e ha sempre saputo cosa fare per non farsi bocciare. Giulia ed io ci siamo conosciute alle medie. È sempre stata una ragazza molto solare. Odia non essere alla moda, e spesso questa sua ossessione/passione per la propria immagine, la fa sembrare una ragazza non proprio seria. Studia più per la sua famiglia che per sé. Io invece ero e ancora adesso sono, il suo esatto contrario. Non sono mai stata sempre amichevole e sorridente con tutti. Se la insultavi se ne fregava. Io invece, rimuginavo per tanto tempo su ciò che mi veniva detto. " Ci vediamo all'uscita, Cris mi aspetta nell'aula affianco alla palestra per sistemare le ultime cose. " mi lasciò lì, a bere il mio caffè. Mentre guardavo le notifiche dei vari social sentii due ragazze che parlavano di un litigio. C'era molta confusione e non riuscii a capire molto. Due ragazzi avevano litigato in palestra, nessuno sapeva il motivo. Non so perché, forse per curiosità, andai in palestra per vedere se c'era ancora qualcuno. Superati gli spogliatoi sentii distintamente il rumore di un pallone. Sporsi appena la testa e vidi un ragazzo alto con capelli castani che ondeggiavano ad ogni suo spostamento. Mi avvicinai lentamente, con passo leggero, verso di lui. Tirava la palla contro il muro. Con rabbia. Quando ormai ero a pochi metri di distanza da lui, fermò il pallone e rimase a guardare il muro, leggermente affannato. " Che ti serve? " domandò senza voltarsi. Improvvisamente una strana sensazione si impossessò di me. La sua voce aveva un qualcosa di diverso. Era calda, dolce, ma allo stesso tempo fredda e, non so, sofferente quasi. " A dire il vero… non lo so. " ammisi sentendomi in imbarazzo. " Beh... " rise leggermente riprendendo a battere il pallone a terra con entrambe le mani. " Niente di importante immagino. Nessuno mi dice cose importanti." rimasi a guardarlo mentre si sfogava. " Perché nessuno ti dice cose importanti? " sospirò pesantemente per poi lasciar andare il pallone. " Senti, non so chi sei e non ci siamo mai visti. Perché dovrei parlarti di me? " domandò con aria scocciata. " Tu fallo, poi troverò un senso. " dissi senza neanche rendermene conto. Volevo solo restare lì ad ascoltarlo, senza un preciso motivo. " Come ti chiami? " chiese girandosi e guardandomi negli occhi. " Arianna. Ma preferisco Aria. " sentii un brivido correre lungo la mia schiena. " Mh. Okay. Io mi chiamo... " la porta si aprì bruscamente andando a sbattere contro la sedia che vi si trovava davanti. Chi è che ha bisogno di spalancare entrambe le porte per entrare se non la professoressa Domilli? " Voi non potete stare qui! Fuori, subito! " urlò interrompendo il ragazzo davanti a me. " Certo prof. " afferrai il ragazzo per la manica della felpa e lo trascinai con me. " Ma… tu trascini sempre le persone con te? " domandò, sistemandosi lo zaino che aveva lasciato sulla panchina, in spalla. " Non proprio. " si passò una mano tra i capelli e rimasi scossa nel constatare che aveva un occhio arrossato. " Oddio, allora le hai prese per davvero... cioè scusa, sicuramente anche tu avrai fatto del male a lui… però... " provai a toccargli l'occhio ma si tirò indietro bruscamente. " Non sono affari tuoi. " si avviò a passo svelto verso la segreteria. " Sì, certo... mi stavo solo preoccupando per te. " si fermò improvvisamente e io andai a sbattergli contro. " Ahia! " ricordo che accusai il colpo sul naso, probabilmente, nella parte più dura del suo zaino. " Ti sei fatta male? " tolsi la mano e del sangue rosso scarlatto brillava sulle mie dita. " Ehm... hai un fazzoletto? " domandai piegando la testa all'indietro. " Mio Dio... " posò lo zaino a terra e mi porse un fazzoletto che aveva in tasca. " Vado a prendere del ghiaccio al bar. " aggiunse per poi sparire in un attimo. Rimasi per un paio di minuti nel corridoio ormai deserto. Delle risate ovattate arrivavano alle mie orecchie. Tenevo stretto il fazzoletto sotto al naso da un po' ma il flusso di sangue non pareva volersi fermare. " Scusami se ci ho messo un po'. Il bar era pieno. " mi fece sedere su un banco lasciato in corridoio e mi aiutò a tenere il ghiaccio. " Va meglio? " domandò leggermente preoccupato. " Sì, diciamo che ci sono abituata. " lo tranquillizzai sorridendo. " Abituata? " un'espressione confusa apparve sul suo viso. " Già, capillari del naso troppo delicati. " " Ah... guarda il lato positivo, c'è chi sta peggio. " disse sorridendo leggermente. " Beh, sì. Sono stata abbastanza fortunata. " sorrisi a mia volta. " Comunque il mio nome è Davide. " guardai meglio i tratti del suo volto, pensando che quel nome, calzava a pennello con il suo viso. Capitolo 2 " Cosa dovevi fare in segreteria? " domandai sistemandomi lo zaino in spalla. " Firmare un permesso. " " Per andare via prima. " aggiunse " Quindi, hai diciotto anni? "si fermò e mi guardò sorridendo. " Molto perspicace. Watson" disse sarcastico " Ma non serve." " Cosa? Vuoi uscire senza permesso? " chiese stranito, al che feci cenno di sì con la testa. " E come? Sentiamo. " mi sfidò Afferrai la manica del suo cappotto e lo trascinai nei corridoi dei laboratori. " Sei qui da cinque anni e non hai mai visto questa porta? " indicai con un cenno della testa la porta d'emergenza in fondo al corridoio. " Sì, ma che ha di strano? " mi avvicinai senza dire nulla. " Non è mai chiusa. " abbassai con cautela le maniglie antipanico. La porta si aprì con un leggero cigolio. " Come fai a saperlo? " " Lo so e basta. " una volta fuori il freddo mi costrinse a stringermi nel mio cappotto. " In giorni come questi nessuno controlla le uscite d'emergenza. In realtà non controllano un accidente. " con la coda dell'occhio vidi che provò ad andare verso il cancello principale. " No, non li! " si bloccò di colpo tenendo le mani in alto. " Vieni con me. " facemmo il giro dell'edificio abbassandoci ogni qual volta c'era una finestra. Arrivammo davanti la casa del custode, con cautela spostai una piccola palma e sotto al vaso, apparve un piccolo mazzo di chiavi. " Mi spieghi come fai a sapere queste cose? " chiese titubante Sbuffai, mettendo le chiavi in tasca. " La mattina arrivo molto presto e mentre aspetto la mia amica giro intorno alla scuola. Una mattina vidi il custode lasciare lì le chiavi. " aprii il cancelletto sul retro. " Aspettami qui e assicurati che il cancello rimanga aperto. Vado a rimettere queste sotto al vaso. " tornai nuovamente dove avevo preso le chiavi e le rimisi a posto. " Possiamo andare. " chiusi il cancello alle mie spalle e ci avviammo a passo svelto verso il centro. " Ti va di dirmi cos'è successo? " chiesi cercando un'altra volta di ricavare informazioni. " Niente, roba di poco conto. Dove stiamo andando? " Cambiò discorso lui Ci pensai qualche secondo. " Da me. Hai bisogno di qualcosa per l'occhio, va a finire che diventi un panda. " " E cosa dirai ai tuoi? " chiese, e nel mentre mi sfuggì un sorrisetto amaro " Mio padre non lo vedo da un paio di mesi, mia madre è a lavoro, non tornerà prima delle cinque. " strinse le labbra in una linea sottile. " Divorziati? " domandò tentennando. " Legalmente no, ma è come se lo fossero. Quando capita che s'incontrano neanche si guardano. Si odiano... " sospirai infilando le mani in tasca. Rimase in silenzio e aumentò il passo affiancandomi. " Non volevo essere inopportuno. " si scusò una volta arrivati sotto casa mia. " Nessun problema. Spero tu sia un tipo allenato, ci sono ben cinque piani da fare a piedi. " dissi infilando le chiavi nella toppa del vecchio portone di ferro battuto e vetri azzurrini. " Ehm... d'accordo. " notai una strana espressione sul suo viso ma non ci pensai più di tanto. Arrivati al quarto piano mi girai a guardarlo. Teneva la testa bassa e si reggeva con forza al corrimano. " Un po' fuori allenamento? Stai bene? " alzò la testa tenendo gli occhi chiusi e annuì leggermente. Ripresi a camminare pensando a ciò che era successo. Quando mi ritrovai a dover aprire la porta di casa, un terribile senso di paura si fece spazio dentro di me. Frugai nel mio zaino ma le chiavi di casa, con il piccolo peluche, non erano lì. " Le hai in tasca. " mi fece notare Davide con ancora un po' di affanno nella voce. " Ah... Dio che spavento. " mormorai spalancando la porta dell'ingresso. " Accomodati. Vuoi qualcosa da bere? " urlai dalla cucina lanciando la cartella su una sedia. " Un bicchiere d'acqua andrà benissimo. " urlò di rimando. Presi la pomata per le contusioni dall'armadietto dei medicinali e tornai in soggiorno. " Ecco a te. " gli porsi il bicchiere pieno quasi fino all'orlo. " Siediti, forza. " si sedette senza protestare e si lasciò mettere la pomata. " Mi dirai mai cos'è successo? " Chiesi, ma ancora una volta, sviò il discorso " Sei del secondo anno? " mi fermai a fissarlo. " Come fai a saperlo? " domandai curiosa. " Diciamo che ho tirato a indovinare. " sorrise e riprese a bere. " Ah sì? Interessante. Non ti ho mai visto in giro. " " Sono al secondo piano, voi delle seconde invece state al primo piano. " mi sedetti piegando una gamba sotto al sedere non soddisfatta della sua risposta. " Neanche all'uscita. " ripresi con lo stesso tono curioso. " Esco sempre per ultimo. " spiegò tranquillo. " E all'entrata? " " Arrivo spesso in ritardo. " disse guardandomi con un sopracciglio sollevato. " Okay, okay. " " Arianna, è questo il tuo nome, giusto? " domandò passandosi una mano tra i capelli. " Preferisco Aria. " dissi prima di tornare in cucina. " Perché sei venuta in palestra? " chiese rimanendo sulla soglia della porta. " Tu perché hai fatto a botte? " replicai poggiando il libro di storia sul tavolo. " Non si risponde a una domanda con un'altra domanda. " cantilenò infilandosi le mani in tasca. " Beh, l'ho appena fatto. " risi aprendo il libro alla pagina dove avevo lasciato il segnalibro. " Ma come siamo simpatici! " aprì il suo testo di biologia. " Quindi è il tuo secondo anno al liceo? " annuii senza smettere di leggere. " Come te la cavi? " mentre parlava mi accorsi che il suo sguardo era posato sulle foto di famiglia alle mie spalle. " Abbastanza bene. " mi girai e vidi la foto che ritraeva me, mia mamma e mio padre in spiaggia. " Non hai sorelle o fratelli? "chiese e io scossi appena la testa. " Tu invece? " riprese a guardarmi. " Una sorella di qualche anno più grande. " iniziò a leggere per poi bloccarsi di colpo. " Devo andare in un posto, ti va di venire? " ci pensai su per un paio di secondi per poi annuire. " D'accordo, sarà sicuramente più interessante della storia. " feci per mettere il libro nello zaino. " Ma non adesso! " rise afferrando la mia mano. Alzai lo guardo vidi che stava guardando le nostre mani. " Ehm... " spostai la sua mano imbarazzata. " Allora ti va qualcosa da mangiare? " scosse lievemente la testa per poi tornare a sorridere. " D'accordo. " disse mentre infilava con naturale disinvoltura le mani nelle tasche della felpa. Mi voltai verso il frigo e sentii il viso andare a fuoco. Il suo comportamento era strano, ma non riuscivo ancora a capire perché. Scossi la testa nel tentativo di ritornare in me.
  14. Matteo Zanini

    La notte delle fate

    Titolo: La notte delle Fate Autore: Matteo Zanini Casa editrice: Amazon ISBN: 978-1523940448 Data di pubblicazione (o di uscita): 8 febbraio 2016 Prezzo: cartaceo 5€ // ebook 0.99 (o gratuito se iscritti a Kindle Unlimited) Genere: raccolta di racconti Fantasy Pagine: 116 Quarta di copertina o estratto del libro: È una notte magica, quella che state per vivere. Nel cuore di una foresta, protetto dallo scrosciare fascinoso di una cascata, il popolo fatato si è riunito per celebrare l’annuale festa del racconto. A turno, dieci Fate, si cimenteranno nel racconto di una favola, una leggenda, una storia tipica del loro magico mondo. Hanno un’ora di tempo ciascuna e saranno accompagnate da canti, musica e danze. Incantesimi, avventure, storie d’amore e affascinanti personaggi saranno protagonisti dei loro racconti, gli stessi nei quali vi immergerete. Perciò avvicinatevi e tendente le orecchie e i cuori... la notte delle Fate sta per cominciare. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/notte-delle-fate-Matteo-Zanini-ebook/dp/B01BK5D1VI/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1486597072&sr=8-1&keywords=la+notte+delle+fate
  15. GinevraR

    Case Editrici con collane Young Adult

    Ciao a tutti! Sono una studentessa della laurea magistrale in Editoria e Giornalismo dell'Università degli Studi di Verona. Prevedo di laurearmi a luglio e sto attualmente lavorando alla mia tesi che sarà incentrata sulle possibili applicazioni dello storytelling transmediale all'editoria italiana per ragazzi. Parlerò soprattutto di Young Adult. Per questo ho bisogno dell'aiuto di lettori esperti del genere o di conoscitori delle principali case editrici italiane! La prima domanda che vi pongo è se esistano altre collane YA oltre a queste che ho trovato: - Chrysalide Mondadori - Stile Libero Mood Einaudi - DeAgostini Young Adult - Giunti Y - Newton Compton Young Adult - Freeway Piemme - LainYA Fazi Editore E se sapete se esiste un archivio o anche una persona da contattare per avere informazioni sulla storia di queste collane. So che le prime collane lanciate che potrebbero essere ricondotte al genere Young Adult sono Supertrend di Mondadori e Frontiere di Einaudi. Ne conoscete altre? E, infine, avete idea di quali siano i primi autori ITALIANI di YA? Ogni suggerimento è ben accetto e vi ringrazio da subito per l'aiuto. Spero possiate dare una mano a una studentessa in difficoltà!
  16. Laura Capone Editore

    V ed. Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea

    Fino a
    Ogni anno è possibile partecipare al Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea bandito dalla Laura Capone Editore, per la divulgazione del talento letterario ed artistico contemporaneo. Pubblicazione delle Opere Vincitrici nell’ anno di edizione del Premio e a seguire, e promozione delle opere attraverso un ciclo di Presentazioni del premio in tutto il territorio nazionale con la collaborazione di Enti, Amministrazioni ed associazioni. Nota: ad esclusione della quota di iscrizione, ai vincitori e partecipanti tutti non sarà mai richiesto alcun pagamento per la pubblicazione delle opere in nessun modo, in alcuna forma, né sarà mai richiesto obbligo di acquisto copie, in alcun modo in alcuna forma, lo stesso vale per le presentazioni, per la promozione, ecc. Sezioni partecipanti: A) Poesia inedita B) Racconto breve inedito (tutti i generi letterari) C) Sillogi poetiche edite e inedite D) Romanzo inedito (tutti i generi letterari) E) Romanzo edito (tutti i generi letterari) F) Illustrazioni inedite (fotografie, dipinti, creazioni artistiche, ecc.) G) Favole e Fiabe
  17. Licia Oliviero

    La Principessa degli Elfi - La Rivolta di Licia Oliviero

    Titolo: La Principessa degli Elfi – La Rivolta Autore: Licia Oliviero Serie: Trilogia "La Principessa degli Elfi" ("La Principessa degli Elfi"; "La Principessa degli Elfi - La Rivolta"; "La Principessa degli Elfi - La Maledizione”) Casa editrice: StreetLib Self Publishing ISBN ebook: 9786050328295 ISBN cartaceo: 9788822896155 Data di pubblicazione: 19 ottobre 2014 (ebook); 20 gennaio 2017 (cartaceo) Prezzo ebook: 2,99€ Prezzo cartaceo: 14,99€ Genere: Fantasy Pagine: 335 Quarta di copertina: L’Oscurità sembra aver vinto ed eclissato la Luce. Layra e Ally sono prigioniere e sfruttate dai loro nemici, mentre Anter è libero in un regno prostrato e in catene. Catene che iniziano a cedere, forzate dagli Elfi della Luce ribelli che, sfuggiti ai rastrellamenti nemici, intendono combattere per riprendersi la propria patria. Si avvicina una nuova battaglia: mettere al sicuro i prigionieri e le persone amate non è sufficiente, nascondersi non è più un’opzione valida, per quanto allettante possa sembrare. La sfida è assolutamente impari, ma ciò che spinge Layra e i suoi alleati è l’amore per la propria casa, per la propria famiglia e per il proprio futuro, di gran lunga superiore alla sete di potere e vendetta. Estratto del libro: «Combatterai, Layra?» Appena riuscì a incontrare lo sguardo della ragazza, sorrise spietato. «Rammenta che fino adesso hai tentato e fallito. La semplice verità è che non puoi combattere contro di me. Sarebbe inutile, non trovi? Non dimenticare il piccolo incantesimo che ti lega a me. E, se non bastasse, ricorda che io ho molta più esperienza di te, so come vanno a finire queste cose.» Layra si sentiva quasi paralizzata, era incredibile come con il solo tocco della mano lui riuscisse a controllarla. Doveva scuotersi da quello stato d’intorpidimento, non poteva permettergli di farle tutto ciò che voleva, ma il solo pensiero di muoversi la lasciava senza forze. Era stremata e questo la spaventava, anzi terrorizzava. Perché non poteva muoversi? Perché lui aveva tanto potere su di lei? «Vedi, Layra?» le chiese lui con dolcezza artefatta. «Non puoi opporti a me, non lo senti? Senti che non ce la fai? Ne vale davvero la pena, lottare contro di me?» La voce di Amos era in un certo senso ipnotica, sembrava quasi che la stesse avvolgendo in una densa nube, che le stesse annebbiando la mente. Per un secondo si rese conto che il suo diadema si era fievolmente illuminato, restituendole un lieve frammento di lucidità, presto però la voce suadente e al contempo autoritaria di Amos tornò ad imprigionarla nel suo giogo. «Non lottare, Layra. Non sarebbe molto più facile arrendersi?» “Sì, è decisamente più facile.” pensò lei però poi un’immagine le balenò nella mente. C’era qualcuno per cui doveva lottare. “Che cosa sto facendo? Cosa mi succede?” La nube iniziò a diradarsi e Layra provò debolmente a ribellarsi. «Attenta Layra, non opporti. Questa è la tua ultima possibilità. Tirati indietro. Arrenditi. È facile, vedi?» le sussurrò ancora lui con quella calma ipnotica. Layra sentiva ancora quella strana nube avvolgerla e soffocarla, come le spire di un serpente, tuttavia, nel fumo che le permeava la mente, si fece strada una voce o forse un ricordo. Torna da me. Era Anter, con quegli intensi occhi scuri che la imploravano e la guardavano come se lei fosse stata il sole, l’aria, la vita stessa. Sempre. Aveva risposto lei sincera, perché non c’era altro che desiderasse al mondo se non tornare da lui. O almeno, questo desiderava prima che quella nube la avvolgesse. Eppure quello stato di calma e di pace, quasi di apatia… a cosa serviva? A cosa serviva se non poteva stare con le persone che amava? A cosa sarebbe valso vivere, se poi non avesse veramente vissuto? Link all'acquisto: Amazon (ebook e cartaceo): https://www.amazon.it/Principessa-degli-Elfi-Rivolta/dp/8822896157/ StreetLib Stores (ebook e cartaceo): https://stores.streetlib.com/it/licia-oliviero/la-principessa-degli-elfi-la-rivolta/ Kobobooks (ebook): https://www.kobo.com/it/it/ebook/la-principessa-degli-elfi-la-rivolta Google play (ebook): https://play.google.com/store/books/details/Licia_Oliviero_La_Principessa_degli_Elfi_La_Rivolt?id=aGHeBAAAQBAJ&hl=it (Solo su questo store il prezzo dell'ebook è di 3,37€) Sito web: http://laprincipessadeglielfi.weebly.com/ Pagina Facebook: www.facebook.com/LiciaOliviero Profilo G+: https://plus.google.com/u/0/+LiciaOliviero Link Goodreads: https://www.goodreads.com/book/show/23843760-la-principessa-degli-elfi-la-rivolta
  18. Fino a
    Presentazione del libro SCEGLI ME di Marianna Coccorese presso Abbazia Studios (Pozzuoli, NA). Saranno presenti: l'autrice Marianna Coccorese e l'editore Bruno Puzone Bifulco.
  19. Pouzinha

    Un gattino timoroso

    Titolo: Un gattino timoroso Autore: Giusy Mammana Casa editrice: autopubblicato ISBN: 9788822884114 Data di pubblicazione: 02/01/2017 Prezzo: 2,99 euro Genere: Narrativa per ragazzi (libri per bambini) Pagine: 26 Quarta di copertina o estratto del libro: Questa è la storia del gattino Minuetto, che viveva in una casetta in mezzo al bosco insieme a Mamma Gatta e Papà Gatto. Poco lontano dalla sua casetta c'era il giardino più bello del mondo e per arrivarci Minuetto doveva saltare il piccolo rigagnolo che divideva il bosco dal giardino. Però il micio aveva una gran paura perfino di quattro gocce d'acqua e guardava tristemente gli altri gatti giocare. Ma la vita di un gatto è piena di sorprese e Minuetto dovrà imparare a diventare un vero gatto. link all'acquisto https://play.google.com/store/books/details/Giusy_Mammana_Un_gattino_timoroso?id=9fnSDQAAQBAJ&hl=it http://www.omniabuk.com/scheda-ebook/giusy-mammana/un-gattino-timoroso-9788822884114-400787.html ps: a causa di errori tecnici durante la correzione della bozza della quarta di copertina, quest'ultima ha finito per essere pubblicata nella sua anteprima errata, ho provato a rieditarla più volte nel sito di autopubblicazione (che ha un programma che lo permette), ma qualcosa non è andato peril verso giusto, in ogni caso qui ho postato quella definitiva, in attesa che si verifichi l'adeguamento anche negli store. Il numero di pagine (26) è quello che appare su play store. e-book trailer:
  20. Licia Oliviero

    La Principessa degli Elfi - Licia Oliviero

    Titolo: La Principessa degli Elfi Autore: Licia Oliviero Serie: Trilogia "La Principessa degli Elfi" ("La Principessa degli Elfi"; "La Principessa degli Elfi - La Rivolta"; "La Principessa degli Elfi - La Maledizione”) Casa editrice: StreetLib Self Publishing ISBN ebook: 9786050320756 ISBN cartaceo: 9788892598379 Data di pubblicazione: 07 settembre 2014 (ebook); 30 giugno 2016 (cartaceo) Prezzo ebook: 0,99€ Prezzo cartaceo: 13,99€ Genere: Fantasy Pagine: 303 Quarta di copertina: Layra ha vissuto i primi dieci anni della sua vita completamente all’oscuro delle sue origini e del suo retaggio, consapevole solo di essere diversa da tutti gli altri, per il diadema azzurro che le cinge la fronte come un tatuaggio. Quel simbolo la contraddistingue come Principessa degli Elfi della Luce e il suo destino è riscattare il suo popolo dalla tirannia degli Elfi Oscuri, che hanno usurpato il suo trono. Appena scopre la verità, tuttavia, è rapita dai demoni e, nonostante lei tenti più volte la fuga, solo quattro anni dopo ritrova la libertà. La prigionia l’ha marchiata e la sua fiducia nel prossimo è quasi scomparsa, eppure riuscirà a trovare l’amore e l’amicizia che le resteranno accanto, sebbene il suo destino sia incerto, costellato di tradimenti, fughe e nemici potenti. Un racconto magico capace di evocare le forze del Bene e del Male sovrane del destino di ognuno di noi. Estratto del libro: Layra stavolta non riuscì a controllare la propria furia. Sentì il gelo del suo ciondolo e il calore del diadema e tutto quel potere che ribolliva dentro di lei. Amos rise. «Non ti servirà a nulla, principessa. Fallo luccicare quanto vuoi!» Aveva ragione. Non uscì nessun fascio di luce dal diadema azzurro sulla fronte di Layra, si limitò a brillare. Amos vi passò sopra il dito, partendo dalla tempia destra e arrivando a quella sinistra, percorrendo tutte le curve del diadema che dopo il suo tocco smetteva di brillare. Layra si sentì svuotata e, anche se non l’avrebbe mai ammesso, spaventata. Come poteva Amos, con un solo dito, spegnere tutto il potere che lei aveva avvertito dentro di sé? E perché non riusciva a usare quel potere? Quasi le avesse letto nel pensiero, Amos le spiegò: «È grazie a me che non puoi usare il potere del diadema. Sono più forte di te, ricordalo sempre.» Il cuore di Layra saltò un battito e senza accorgersene lei si morse le labbra. Non sopportava tutta quella situazione. Le faceva paura. Amos le sussurrò a un orecchio: «Non sei costretta a stare così sulla difensiva. Puoi semplicemente arrenderti. Puoi rendere le cose più facili a entrambi. Non sono costretto a farti del male...» Per un secondo solo Layra temette di farsi plagiare, di arrendersi, ma qualcosa la riportò alla ragione, qualcuno... Anter. Se c’era qualcuno per cui lei doveva combattere e resistere era lui e sarebbe stato un affronto verso se stessa, se si fosse lasciata piegare da quelle parole. Link all'acquisto: Amazon (ebook e cartaceo): https://www.amazon.it/Principessa-degli-Elfi-Licia-Oliviero/dp/8892598376/ Kobobooks (ebook): https://store.kobobooks.com/it-it/ebook/la-principessa-degli-elfi Google play (ebook): https://play.google.com/store/books/details/Licia_Oliviero_La_Principessa_degli_Elfi?id=tstxBAAAQBAJ&hl=it (Solo su questo store il prezzo dell'ebook è di 1,49€) Sito web: http://laprincipessadeglielfi.weebly.com/ Pagina Facebook: www.facebook.com/LiciaOliviero Profilo G+: https://plus.google.com/u/0/+LiciaOliviero Link Goodreads: https://www.goodreads.com/book/show/23843567-la-principessa-degli-elfi
  21. ILPIERPO

    Asha

    Titolo: Asha (Storia di un'adolescente che desiderava solo ciò che avevano tutte le sue amiche...) Autore: Pierpaolo Maiorano (Il Pierpo) Collana: - Casa editrice: Youcanprint (PoD) e StreetLib (ebook) ISBN: 9788892641723 (cartaceo) - 9788822875419 (digital) Data di pubblicazione: 10/12/2016 (cartaceo) 09/12/2016 (digital) Prezzo: €16,00 e €6,99 Genere: Real-Life Stories Pagine: 230 Si parla quasi esclusivamente della forma costrittiva del fenomeno; giustissimo visto che è la parte drammatica e riguarda giovanissime vittime inconsapevoli, e dev’essere contrastata con tutte le nostre forze. Non bisogna però dimenticare che esiste anche l’aspetto volontario. Un fenomeno molto più diffuso di quanto non si creda fra gli adolescenti di oggi che, per ottenere ricariche, telefonini di ultima generazione, piuttosto che un vestito firmato o soldi, scelgono di vendere il proprio corpo… consapevolmente. E non sempre, come nel caso della protagonista, spinti dalle precarie condizioni economiche della famiglia. Anche questa è da contrastare, a monte. Nel libro, i due aspetti s’incrociano, procedono paralleli, sviluppando una trama fitta, senza pause, avvincente. Asha è la terzogenita di una famiglia di immigrati albanesi, in Italia da vent’anni. Persone perbene, oneste, lavoratrici, ben integrate nel tessuto sociale, ma che a stento riescono ad arrivare a fine mese. Vedere le amiche vestire bene, avere belle case e tutto ciò che desiderano, mentre lei è costretta a vestire abiti lisi e abitare in una casa fatiscente, le fa provare invidia. Trascinata da un’amica senza scrupoli, accecata dalla prospettiva di avere ciò che i genitori non possono darle, scappa e decide di vendere il suo corpo per ottenerle. Questa scelta però, se da un lato le permette di appagare tutti i suoi desideri, ben presto le fa rimpiangere il non poter avere una vita da normale adolescente, coltivare amicizie, ridere, scherzare, innamorarsi. Venduta a un’organizzazione criminale, segregata e costretta ai loro voleri, scappa più volte, ma viene sempre ritrovata. Scoperto di essere incinta, non riuscendo a trovare il ragazzino con il quale lo ha concepito, tenta di far credere a un uomo di mezz’età, incontrato durante una delle sue fughe, di essere lui il padre del bambino. Fallito anche questo tentativo, stanca di scappare, con quei criminali che non le danno tregua… decide di farla finita. Il ritrovamento della lettera d’addio che lascia sul tavolino di un bar, dà l’avvio alla storia. Link all'acquisto: store.ilpierpo.it
  22. Apro il thread perché vorrei un' opinione da chi si è già trovato a dover decidere o magari solo un parere e basta. Mi trovo a dover pubblicare un libro di storie per ragazzi sotto il periodo natalizio. Tenendo presente che si tratta di un'auto pubblicazione e che il periodo è favorevole al libro, mi trovo con i seguenti dubbi: 1) Pubblico solo il cartaceo e rimando la pubblicazione dell'ebook a dopo l'epifania 2) pubblico ebook e cartaceo insieme e metto l'ebook a un prezzo congruo in modo da incentivare anche l'acquisto del cartaceo (con l'opzione dell'ebook gratuito in caso di acquisto del cartaceo) 3) pubblico ebook gratuito e cartaceo a prezzo di stampa e chissene? I bambini hanno bisogno dei libri cartacei ma non vorrei che siccome esiste anche il formato elettronico, si preferisse l'uno all'altro. D'altro canto l'ebook fuori dal periodo natalizio incentiva la lettura. Qualcuno ha idee o consigli? Rispondete al sondaggio e sperimentiamo insieme? Grazie mille! P.s. Faccio intanto presente che in questa sezione manca completamente il Tag letteratura per ragazzi, per cui non ho potuto taggare.
  23. Marta Cirelli

    Victa

    Per ora è ancora una bozza <<Certe volte dici proprio cose senza senso… Secondo te una bicicletta rotta potrebbe fare tutto quel chiasso? E muoversi?!>> replicò Pearl. Elliott aprì la bocca per risponderle, ma la ragazza lo fulminò con lo sguardo. <<Era qualcosa di vivo, ne sono certo>> disse Caesar. <<O qualcuno…>> suggerì Pearl. Continuarono a tracciare e bocciare ipotesi finché non giunsero all’intrico di vicoli antistante la casa della signora Wind. <<Ci vediamo dopo Pearl>> mormorarono all’unisono Elliott e Caesar, allontanandosi. Erano trascorsi solamente pochi istanti quando, mezzi nudi, sentirono la voce di Pearl. <<Caesaaaar! Venite subito!>> Si rivestirono in fretta e furia e si precipitarono sulla strada principale. Pearl era davanti alla casa della signora Wind, con un’espressione disorientata dipinta sul volto. Si avvicinarono e notarono che la porta d’ingresso era accuratamente accostata, circostanza inusuale per la signora Wind, notoriamente diffidente. <<Signora Wind! Sono Caesar…>> Nessuno rispose. <<Forse è andata a fare una passeggiata e ha dimenticato la porta aperta…>> ipotizzò Elliott. <<Sì, forse…>> Caesar non ne era pienamente convinto. Aprì la porta e rimase a bocca aperta. La casa era completamente vuota. Non c’erano mobili, tende, tappeti, nemmeno il letto. Era come se nessuno ci abitasse o ci avesse mai abitato. Caesar entrò per primo, seguito dagli altri due, un po’ titubanti. Controllarono in ogni angolo alla ricerca di un biglietto o di qualcosa che potesse far trasparire che cosa fosse accaduto, ma anche la polvere sembrava scomparsa. Uscirono, chiudendosi la porta alle spalle. Non sapevano cosa fare e, tantomeno, che cosa pensare. <<Non capisco… Dov’è finita la signora Wind? E tutte le sue cose?>> chiese Pearl. <<Questo sì che è veramente strano!>> disse Elliott. Caesar rimase in silenzio. Le urla, quei due uomini loschi e adesso la signora Wind. Cosa stava accadendo? Era necessario andare a fondo della faccenda. <<Dobbiamo perlustrare il deposito>> affermò tutto d’un tratto. <<Ma come? Solo il personale governativo ha il permesso di entrarci e noi non abbiamo le chiavi…>> fece notare Pearl. <<Lo so… ma sono sicuro che la risposta a tutte le nostre domande si trovi là dentro>>. <<Beh… un modo, in verità, ci sarebbe…>> intervenne Elliott. <<E sarebbe?>> rispose Pearl, con aria scettica. <<Vi ricordate quando eravamo bambini? Alla mensa della Crusca? Avevo sempre una fame da lupi e quelle mini porzioni mi lasciavano un buco nello stomaco>> <<Molto difficile da riempire anche adesso>> lo interruppe Pearl, con un sorriso beffardo. <<Simpatica…>> le rispose. <<Comunque, stavo dicendo, ero sempre affamato e quindi mi portavo qualche spuntino… Ricordate?>> <<Sì e quindi? Vuoi scassinare la porta con un piatto di lasagne Elliott?>> lo schernì Pearl. <<Con un piatto di lasagne no ma… con le tue forcine sì>> concluse in tono compiaciuto. <<Ecco che fine hanno fatto! Mamma e papà hanno passato anni a sgridarmi! Sapevo di non averle perse! Sei proprio uno stronzo Elliott! Tu lo sapevi e non hai detto niente!>> <<Beh, tu non me l’hai mai chiesto…>> <<E poi scusa, sono tua sorella, perché non hai mai condiviso niente con me?!>> <<Perché ad un certo punto qualcuno deve essersene accorto e hanno cambiato la serratura…>> I toni si stavano surriscaldando e Pearl spintonava Elliott con forza. <<Piantatela! Basta!>> li interruppe Caesar. <<Pensi di poter forzare la porta del deposito quindi?>> <<Penso di sì… la serratura è ancora una di quelle vecchie>>
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