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Trovato 213 risultati

  1. DanZac

    Edizioni Librarsi

    Nome: Edizioni Librarsi Generi: http://www.edizionilibrarsi.it/books Modalità di invio dei manoscritti: info@edizionilibrarsi.it (anticipazione/spiegazione tema trattato, sinossi e primo capitolo. Intero manoscritto solo se interessati) Distribuzione: http://www.edizionilibrarsi.it/info-rivenditori Sito: http://www.edizionilibrarsi.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionilibrarsi/ Casa editrice incontrata navigando sul web. Sembrano specializzati per i romanzi a scelta multipla e fantasy.
  2. Kasimiro

    Compagni di stanza

    Luca si alza al mattino. Marco no. Luca parla di notte, passeggia di notte, fa la pipì di notte, urla di notte. Marco no. Dormono uno di fianco all'altro, da anni, ma non si conoscono. Luca ascolta la musica a volume altissimo, sempre la stessa. Marco no. Lavora, sta fuori di giorno, cena, prende le pastiglie e va a letto, Luca. Marco no. Tocca sempre l'orecchio di Marco, Luca. Marco si irrigidisce digrignando i denti. E lui gli ritocca l'orecchio. Una sera il letto di Luca rimase vuoto. Passò un giorno, due, tre. Poi una notte entrò qualcuno dalla finestra e si infilò sotto le lenzuola. Marco vedendo il posto al suo fianco di nuovo occupato tornò nello sconforto: «Non poteva star via ancora un po'?» si chiese. Ma con sorpresa vide sbucare uno strano essere, con la testa di gallina e il corpo da leone che esclamò: «Grrrrrrrrcocodè!» Marco chiuse gli occhi e li riaprì dopo qualche secondo. «Grrrrrrrrcocodè!» ripeté. «Oh scusa, mi presento: Leongallina mi chiamo. Venuto fin qui da molto lontano viaggio di notte sia in terra che in volo. Al ruggir un po' chioccio nel mentre sorvolo savane, foreste e campi di grano. Leonessa che un dì divenir mamma le manca il desio la portò ad un uovo scovato. Le membra posò ancorché molto stanca finché non si mosse che dopo averlo covato. Uccelfelino fu sortito dal guscio mostruoso d'aspetto e buffo lo stesso. Or vengo in soccorso di chi non può fare ricorso. E dico, prevedo ed annuncio perché da domani qui accanto una sorpresa per te». Così dicendo, quella strana presenza, si congedò riprendendo il volo dalla finestra. Marco meravigliato sorrise vedendola uscire, sereno e pacato com'era il suo stile. La mattina: Toc toc, si udì bussare alla porta e non trovando alcuna risposta dopo un'attesa di pochi secondi di nuovo due colpi. Il silenzio lasciava capire che la stanza non era occupata. Entrò con garbo annunciando: «Permesso?» Vedendo il ragazzo sdraiato sul letto si presentò: «Piacere Alberto». Marco sorrise con gli occhi grandi all'insù. «Posso fermarmi qui per un po'?» continuò. Annuì il ragazzo, lo aveva aspettato. Dall'emozione, agitato, partì un calcio: «Ahi, che colpo! E chi l'avrebbe detto!» esclamò Alberto. Si scusò col cuore, non aveva parole. Sdraiati sul letto Alberto chiese: «Ti piace la musica?» Vedendo Marco terrorizzato, cambiò discorso: «Andiamo sul prato?» Sgranò gli occhi ancora più in su, lo aveva sempre desiderato e al Leongallina pensò, certo che sarebbe tornato.
  3. JoseArseu

    Storia per un fumetto

    Salve, mi chiamo Luca e sono nuovo su questo forum. Essendo un aspirante fumettista, senza aver mai fatto corsi di sceneggiatura , il mio professore mi ha chiesto di creare un soggetto di presentazione per un portale chiamato Aces Weekly di David Llyod ,dove fumettisti e sceneggiatori amatoriali vengono pubblicati e pagati in royalties. Vengo qui per chiedere aiuto! Vi spiego brevemente ciò che ho pensato per la mia storia chiamata ''Scarti di famiglia''. Solo il 5% dei bambini presenti in ogni orfanotrofio del mondo sono davvero orfani. C’è chi è stato abbandonato per volontà dei genitori, c’è chi è stato costretto o per problemi economici. Ma in un orfanotrofio di Francoforte, vi è un bambino di nome Benjamin che vive la vita con totale tranquillità senza mai pensare al suo passato. Eiza, una delle tutor più vicina al ragazzo, lo sa bene: lo tratta quasi come se fosse suo fratello minore; vederlo ore e ore seduto vicino ad una finestra e disegnare sul suo quadernino qualsiasi cosa che gli passi per la mente è tutto ciò che di cui lei ha bisogno. La ragazza si domanda se effettivamente gli andrebbe bene vivere quella situazione e se lui, come il resto dei bambini, abbia mai pensato di essere adottato da qualche famiglia. Infatti una sera quando Eiza porta la merenda al giovane Benjamin, approfittando del momento per fargli questa domanda, il ragazzo risponde con estrema pacatezza, rassicurandola. Mettendosi a letto, il pensiero di essere adottato lo sfiora ammettendolo tra sè e sè. Ma quando riapre gli occhi, scopre che qualcosa non va: non si trova più all’orfanotrofio.Si risveglia in una grande stanza, colorata e piena di giochi. Guardandosi in giro, capisce di essere in una grande villa, ben ordinata e assai lussuosa. Ovviamente non è finita ma parla di un viaggio onirico dove incontrerà vari personaggi che lui stesso ha disegnato ma scartati poiché erano sbagliati come proporzioni. infatti l'idea nasce da un pensiero collettivo di noi disegnatori: che cosa penserebbero le bozze scartate? Se avessero vita propria? Quando facciamo una vignetta che funziona ed è bella da vedere, letteralmente, non conoscerà mai il progresso che c'è stato dietro per arrivare a quel livello. Qui si parla di crescita, del perché viene richiamato dai disegni sbagliati anziché da quelli buoni, lui avrà bisogno di quei disegni gettati per imparare. Il finale spiegherà a Benjamin, tramite una figura chiamata ''Padre'' (un uomo alto, elegante, capelli corti biondi e barba corta) che tutti i personaggi incontrati si presenteranno per quello che sono e non per quello che voleva lui: l'unica figura perfetta strutturalmente è proprio il padre; una figura veritiera di un uomo lontano dalla famiglia sempre indaffarato con il lavoro, un'idea che spaventerebbe Benjamin di venire adottato da un uomo del genere. Gli porrà una scelta: vivere con loro mentre lui li ha rifiutati o ritornare nella realtà e vivere una vita in solitudine? Quindi bene o male è quello che voglio trasmettere ma il problema sussiste: come sviluppare la storia? E' contraddittorio, si, ma non riesco a creare il cuore della storia. Si sveglia in questa villa e poi? Che dovrà fare? Che prove superare? Ho pensato di tutto ma sono giorni che cancello più e più volte, non convincendomi nulla. Chiedo a voi. L'inizio e il finale, il climax appunto, ve lo spiegato ma non riesco a trovare un trigger ecco.
  4. 'Till the end

    Capitolo 1: Il Morso

    Salve, sono un aspirante scrittore di appena 14 anni (vi prego di non fermarvi a questo e di non passare avanti) che vorrebbe pubblicare il primo capitolo di una raccolta più ampia di libri facenti parte di una saga, questo è il primo capitolo di un libro che ho iniziato a scrivere più o meno un anno fa a cui ho lavorato fino a dicembre, il quale poi ha subito numerosi processi di revisione. Questo è il primo, vorrei da voi un'opinione che mi faccia capire se vale la pena provare a farmi tentare di pubblicare (Categoricamente da case editrici free) e questo primo capitolo, e credo sia la cosa più importante, vi ha trasmesso qualcosa. Grazie dell'attenzione e buona lettura Nicholas era appena uscito di casa. Il cancello di casa sua, argentato ma a tratti arrugginito, fu sbattuto violentemente e non appena ebbe girato il vialone, Nick aveva iniziato a pensare a ciò che era appena successo, e a riordinare quelle idee che per mezzo della velocità dell'accaduto, erano così disordinate. Pochi minuti prima di aprire la porta, i suoi genitori avevano fatto un'altra delle loro solite scenate, sul medesimo argomento di sempre, e Nicolas gli aveva rifilato la stessa risposta di sempre, con la stessa violenza di sempre, ma questa volta sembrava non bastare, sembrava anzi aver peggiorato le cose. Quella volta suo padre aveva sbottato di più del solito, e sua madre, aveva urlato come mai prima d'ora. «Nicholas! Tu sei un ragazzo per bene, colto ed intelligente, cosa penserebbero di te se stessi con una ragazza di quella risma sociale!» Quelle parole rimbombavano ancora nella sua testa. Doveva distrarsi, era uscito apposta. Alle sette in punto aveva un appuntamento con John, e con la causa di tutti quei litigi, ovvero la sua nuova conoscenza, Katie. Si erano conosciuti in uno squallido bar nella periferia del paesino in cui viveva, Mum's eyes. Nick c’era andato un mese prima per la prima volta, nonostante fosse il bar che tutti additavano come “il bar dello scempio”, e nonostante le continue raccomandazioni dei suoi genitori, che fin da quando Nick si era guadagnato la libertà di poter uscire da solo lo avevano sempre additato come posto assolutamente da evitare. Il bar era di proprietà del padre di Katie un uomo grosso, calvo e barbuto dai severi occhi verdi che condivideva con la figlia, e fra un’ordinazione e un servizio ai tavoli circostanti, i due ragazzi di tredici anni ciascuno non potevano passar inosservati l'un l'altro. Se ci aggiungiamo anche che Katie era una delle ragazze più belle che Nick avesse mai visto, era impossibile che quella sera non sbocciasse perlomeno curiosità. «Ehi, posso prendere il bicchiere?» Una ragazza dai capelli castani e gli occhi verdi, con indosso un grembiulino sopra una t-shirt verde e un paio di jeans, si avvicinò a Nick. «Oh ehm, si certo fai pure.» «Vabbè.» e prese il bicchiere. «Come ti chiami?» Nick ricordava la sua bellissima voce con nostalgia. «Ah io, Nick!» aveva detto molto imbarazzato. «Quindi ciao, Nick, io sono Katie!» aveva ribattuto lei, e un po’ di luce nei suoi bellissimi occhi color smeraldo, abbinati alla perfezione ai capelli castano scuro. «Allora, io ho finito qui, mio padre probabilmente non mi farà uscire prima di aver chiuso il bar, quindi potremmo parlare mentre gli ultimi clienti tagliano la corda, non so, oggi sono molto annoiata». La conversazione filò tranquilla, si parlava di film, di attori e attrici, di manga, anime e scuola. Ma i due non affrontarono l’argomento della vita privata, se non riguardo relazioni amorose, che in ambe due erano completamente assenti. Nick fu sorpreso, effettivamente, nel venire a conoscenza che quella graziosa e bellissima ragazza non aveva mai avuto un ragazzo. Forse complice della fama della sua famiglia, o forse per altri motivi, Katie, proprio come Nick, non si era mai frequentata con un ragazzo. Aveva scoperto però, che Katie non frequentava più la scuola da un annetto circa, questo per rimanere al bar ad aiutare suo padre. Tuttavia, pensò Nick, quella ragazza non aveva un’aria ignorante, anzi: parlava bene, e nonostante gli evidenti modi estroversi, risultava piacevole e mai eccessiva. Mentre ricordava il primo incontro e la conoscenza che ne venne fuori, con quella ragazza così bella quanto matura ed intelligente, si ritrovò sugli scalini vicino alla chiesetta di Sant. Nicholas, dove era l'appuntamento con John e Katie. Guardò il suo nuovo cellulare appena uscito di negozio, che per i suoi genitori valeva come un documento ufficiale scritto di sana pianta da qualcuno di molto importante, che gli dava il potere di proibirgli di uscire. Erano le sette in punto e di John ancora nessuna traccia. Le sette e un quarto e poi le sette e venti, e mentre Nick stava per mandare una nota vocale ad entrambi sollecitando loro di venire ed anche in fretta, si bloccò alla vista di un ragazzo capelli biondo scuro lunghi, sopracciglia marcate e fisico possente – che aggiunti ai suoi occhi marrone scuro – lo rendevano la perfetta rappresentazione di ciò che la maggior parte delle ragazze desiderava vedere in un ragazzo, correre e ansimare verso la chiesetta dove Nick era seduto sui gradini. «Era ora!» «S-scusami Nick, ero, ero stanco morto e mi sono addormentato dopo essere andato in palestra.» «Ma non avevi finito?» «Si, oggi era l’ultima volta che ci sono andato.» John era un tipo da palestra e nuoto, aveva un ottimo fisico, ma stranamente odiava correre, cosa che aveva in comune con Nick. Aveva corti capelli color paglia e dei bei occhi azzurrini. Di carattere era assai spontaneo, non badava per nulla a ciò che la gente pensava di lui, e non cedeva alle lusinghe delle ragazze che lo corteggiavano di continuo a scuola, ed a Nick tutto ciò era sempre piaciuto, era un piacere averlo come amico per la sua grande autoironia e senso dell’umorismo, per il suo saper dare consigli saggi nonostante fosse il primo a non volerne, per il suo essere comprensivo ma anche severo quando serviva. «Allora, Katie?» chiese lui, avendo come risposta da parte di Nick un secco “non voglio parlarne”. I due iniziarono quindi a discutere di Lavanda, del rapporto che lei aveva formato con John, di compiti e partite. Era l’unico modo per Nick di distrarsi, nonostante la ragazza dagli occhi smeraldo fosse sempre nei suoi pensieri. Ma la distrazione dai suoi problemi durò poco, e fu interrotta da un faro in lontananza che illuminava il pezzo della strada sottostante ad un SUV nero, che era inconfondibilmente l'unico SUV di quel paesino, e l'unico proprietario doveva per forza essere sua zia Murge, mandata a rintracciare Nick, e vedere se era andato in uno dei tanti posti vietati dai genitori, e la periferia e la chiesetta di Sant. Nicholas alle sette di sera, era uno di quelli. Zia Murge abitava da tutt’altra parte del paesino, era una donna tarchiata brutta e vecchia, era la zia di sua madre, ma Nick la doveva vedere solo in rare occasioni, come le cerimonie o le feste di famiglia. Ma era già capitato un paio di volte che quando Nick aveva un appuntamento con Katie, magicamente zia Murge sentiva il bisogno irrefrenabile di passare proprio per la strada che avrebbe dovuto fare Nick. Era scocciante doverla seminare tutte le volte, ma Nick aveva imparato a farlo. Nick e John capirono subito che dovevano nascondersi, due ragazzi maturi come loro di 14 anni sapevano che le scuse non avrebbero retto e così corsero nel retro della chiesetta, ma sapendo che non sarebbe bastato a zia Murge un controllo superficiale, si arrampicarono in poco tempo sul muretto che divideva il retro della struttura dal cimitero adiacente. Atterrarono sul morbido prato e rotolarono per un po’. John si era squarciato la pelle arrampicandosi, ed era caduto rotolando per un bel pezzo, distratto dalla luce dei fari e dalla farinosa voce di zia Murge che si dannava per non aver scoperto il nipote con le mani nella marmellata. Quando Nick si accorse di John sdraiato a terra dolorante, quasi non gli venne un colpo. Il suo ginocchio era sporco di terriccio e sangue che iniziava a colargli rovinosamente. Se lo era quasi sicuramente scorticato, e Nick non aveva la più pallida idea di cosa fare. «John, ma come?» «Oh lo sapevo che non sarei dovuto andare oggi in palestra, sono caduto malamente!» «Chiamo i tuoi genitori!» E proprio mentre Nick estraeva il cellulare, il sordo rumore del clacson del SUV di zia Murge lo fece sussultare. «Abbassati presto.» urlò John, sicuro di essere coperto dal suono del clacson che non s’era ancora fermato, probabilmente suonato da zia Murge per avvisare Nick della sua presenza, nel caso egli fosse lì. Così fece Nick, abbassandosi di colpo abbastanza da essere coperto dal muretto che avevano in precedenza scavalcato, sicuro del fatto che zia Murge per nulla al mondo sarebbe scesa dal suo comodissimo SUV con aria condizionata a palla per accontentare una delle tante manie di controllo di sua sorella. «Nick, scusa se te lo chiedo, prima di chiamare potresti andare al rubinetto vicino alla tomba del vecchio sindaco, prendere l'annaffiatoio e portarmi dell'acqua da mettere sulla ferita per farla smettere di bruciare manco fosse non so, una candela? Sai, brucia abbastanza!» chiese John, capace di immettere un pizzico di ironia e di sorridere anche in quella circostanza. «Ma-ma aspetta, sarebbe meglio chiamare prima i tuoi no?» «Oh e dai mi brucia da cani.» «No John io non ci entro in quel posto.» si lamentò Nick, la paura addosso solo a pensarci. «Nick…» piagnucolò John sofferente. Proprio mentre Nick stava per controbattere, ecco che dal SUV di zia Murge rimbomba sordamente, facendo sobbalzare Nick per la seconda volta, che preso dall’ansia per non sapere cosa fare, accetta di andare a prendere l’annaffiatoio con l’acqua, anche e soprattutto per allontanarsi da lì e ridurre le possibilità di essere scoperto, dovendo arrivare nella parte più nascosta del cimitero, dove le alte statue e i giganteschi tronchi d’albero coprivano tutto. E così si addentrò in quel cimitero, maledicendo Katie per non essere venuta; se lei fosse venuta, probabilmente le sarebbe toccato accompagnarlo, anche perché durante le volte in cui erano usciti insieme cercando sempre di non farsi vedere ( e talvolta utilizzando proprio John come palo) avevano sviluppato una forte complicità dovuta al doversi nascondere da occhi indiscreti, cosa che li avrebbe potuti aiutare in quel frangente, e magari, con il coraggio e l’impavidità che la contraddistinguevano, Katie avrebbe trovato il modo di rendere divertente quella situazione. Si avvicinò alla fontanella, sentendo il clacson smettere di suonare improvvisamente ed il rombo del SUV che faceva intendere che zia Murge se ne era andata. Nick, certamente più sollevato, prese l'annaffiatoio, ma proprio quando prese per girare la manopola della fontanella, sentì un dolore lancinante alla caviglia seguito dalla sensazione che qualcosa di caldo e vivo stesse scivolando via dal suo corpo, cosa che lo fece cadere faccia a terra sul prato dove prima di perdere coscienza in preda ad un dolore esageratamente forte alla caviglia vide un'ombra, o forse un fumo nero, scappare lontano. Nick seguì con lo sguardo quella cosa nero pece che serpeggiava via finché non chiuse gli occhi, credendo nella frazione di secondo prima di svenire che sarebbe rimasto lì tramortito a terra, forse per sempre, e che sarebbe morto dissanguato da lì a poco per via della ferita che a suo parere, dato l’immenso dolore, doveva sicuramente star sanguinando copiosamente. Quando riaprì gli occhi, era sul sedile di un'auto, una BMW dagli interni davvero belli in pelle nera. La prima persona che vide fu Lavanda, parte del terzetto della cerchia di amici di Nick, una ragazzina bionda, capelli a treccine, qualche lentiggine sottostante a degli occhi azzurro chiaro, collanina color oro che scintillava su una T-shirt color bianco, sopra una gonna jeans che arrivava fino alle ginocchia e stivaletti con fibbie d'oro. Lei stava appoggiata con la schiena al sedile, gli occhi semi-chiusi e pieni di sonno, ma che non sembravano voler smettere di osservare Nick. Ma ecco che dopo un paio di minuti, un leggero ceffone gli arrivò sulla guancia, non abbastanza fragoroso da svegliare Lavanda, che si era ormai addormentata, ma che lo distrasse e lo portò a girarsi, e a guardare il suo amico John seduto sul sedile accanto al suo, la gamba stesa sul sedile e l’altra piegata a fargli da appoggio. Un grosso cerotto era attaccato sul ginocchio scoperto dal pantaloncino, ancora un po’ rosso per la botta. «Ah Nick scusa, volevo svegliarti, pensavo stessi dormendo...» disse lui mortificato. «Figurati dormivo fino a qualche minuto prima...» Rispose Nick assonnato – piuttosto – e si guardò attorno, scorgendo difronte a lui la madre di Lavanda impegnata a fare a guidare velocemente, il sedile accanto al suo vuoto – dove mi trovo, e che è successo?» «Oh non dirmi che ora mi tocca fare il cliché dell’amico a cui tocca spiegare cos’è successo e dove si trova al classico ragazzo ferito.» rispose John, con uno sbuffo di impazienza. «Oh cazzo.» bisbigliò Nick, mentre tutti i ricordi dei ciò che era successo prima gli riaffioravano uno dopo uno, compresi gli ultimi istanti prima di svenire. Un brivido gli percorse la schiena, e per un attimo, si ritrovò completamente immerso nei suo pensieri. «Ora ricordo, John, dopo cosa…?» «Oh, dopo ho chiamato i miei genitori e gli ho spiegato cos’era successo, ma loro erano fuori città così hanno chiesto alla madre di Lavanda di venirci a prendere e di portarti in ospedale, il sign. Walter era indisposto e sua moglie ha preferito non farlo venire.» «Ah, beh grazie…ma dimmi, come stai?» chiese Nick a John. «Oh, non è niente –e fece vedere il suo ginocchio con un grosso cerotto attaccato sopra – i miei hanno chiesto alla madre di Lavanda di portare anche dei cerotti e della roba strana che a detta sua serve per medicare, quindi alla fine hai avuto la peggio, Nick... ». «Ragazzi, non ho voluto interrompere la vostra chiacchierata – e sentirono il rumore della macchina che frenava e lo stridio delle ruote dovuto alla frettolosa manovra ingaggiata dalla sign.ra Giselle per parcheggiare in modo almeno decente – Ma siamo arrivati!» La voce della sign.ra Giselle era come sempre soave, e colpiva ogni volta Nick per quanto era dolce. «Nick come va, ti fa male?» «Mh no, non molto signora.» Nick avrebbe odiato lamentarsi, ma effettivamente in quel preciso istante il dolore era nullo. «LAVANDA, LAVANDA SIAMO ARRIVATI.» L’urlo di che John cacciò di gola avrebbe potuto svegliare anche tutto l’ospedale per quanto sembrava disumano nel piccolo spazio che era l’automobile, ed infatti Lavanda sobbalzò immediatamente, dovendo metterci un po’ per recuperare il fiato ed i battiti cardiaci. «Sono sveglia idiota! Non farlo mai più John, era necessario urlare così tanto? E poi devi far scendere prima Nick. Mamma accompagnalo tu al pronto soccorso!» «Oh, sì certo, tuo padre sta per arrivare, sai quanto ci tiene a Nick, cerca di chiamarlo e tranquillizzarlo, e avvisami quando arriva Ian!» La madre di Nick scese dalla macchina, aprì lo sportello e prese per mano Nick, che a stento camminava, dolorante come era il suo piede. Lavanda nel frattempo aveva avvisato Ian della situazione, mentre John era andato dritto alla macchinetta del caffè a prendersi una cioccolata calda, per poi avviarsi alla stanza che avrebbero dato a Nick. La madre di Lavanda si avvicinò al bancone dove una bassa, bionda e robusta segretaria era seduta, mentre scriveva qualcosa ad un computer, di cui processore probabilmente aveva la stessa potenza di calcolo del cervello umano, abbinato ad una donna che per scrivere premeva un tasto ogni 4 minuti, dovendo prima cercare la lettera successiva sulla grigia tastiera. «Salve, sono Giselle Bernarde, sono qui per questo ragazzo Nicholas Darrew, ehm come posso dirvi, problemi "seri"...» La faccia della segretaria si fece subito seria. Squadrò i suoi interlocutori il meglio che poteva: dietro alla sign.ra Giselle vi era John che arrancava a raggiungere i ragazzi, Lavanda che lo sorreggeva e subito vicino alla madre di Lavanda Nick, il quale era stato indicato con la mano destra dalla sing.ra Giselle quando gli aveva detto il nome. La donna smise di schiacciare tasti, inforcò gli occhiali con le catenine, e firmò un foglio che stava sotto la tastiera dandolo poi alla madre di Lavanda, che ringraziò ed entrò nell'ascensore arancione vicino al bancone, indicato dalla signora. una volta entrati in ascensore, alla madre di Lavanda bastò pronunciare “legge n. 66 decreto primo segretezza massima”, per far accendere una luce rossa e una voce che recitava –Benvenuti nell'ospedale di ST. Sebastian, state per accedere al piano numero 21M, dove è possibile utilizzare seppur con cautela e sotto sorveglianza (vedi clausola n.89) la magia. E dopo qualche secondo di attesa, le porte dell'ascensore si aprirono per lasciare spazio a ciò che sembrava, "un mondo a sé".
  5. Walter D.

    Dreambook Edizioni (Sidebook)

    Nome: Dreambook Edizioni Catalogo: collane presenti nel menù del sito Modalità di invio dei manoscritti: http://www.dreambookedizioni.it/pubblica-con-noi/ Distribuzione: http://www.dreambookedizioni.it/librerie-fiduciarie/ Sito web: http://www.dreambookedizioni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/dreambookedizioni/?fref=ts
  6. Kasimiro

    Il mare sopra il cielo

    Il signor Cartozzi abitava in una casa vicino al mare; una mattina, appena svegliato, notò qualcosa di strano dalla finestra, di molto strano. Richiuse gli occhi, gli diede una bella stropicciata e li riaprì, ma le cose non cambiarono: “Forse sto sognando!” pensò fra sé, e si riaddormentò. Al risveglio, gli apparve la stessa visione: il mare sembrava diverso, come se la superficie dell'acqua fosse ricoperta da un sottile strato di nebbiolina. Uscì fuori e quando alzò lo sguardo gli venne un colpo. Si tastò la testa, il corpo e le gambe: “Non sono appeso come un pipistrello! Cosa sta succedendo? -si chiese esterrefatto- E lassù?” In alto, al posto delle nuvole appariva una distesa d'acqua. “Sembra che il mare si sia spostato in cielo.” continuò. Provò con degli schiaffi in faccia: “No, non sto sognando.” Arrivò urlando, con le mani fra capelli una vicina: “Ha visto cosa è successo? La fine del mondo!” esclamò la signora Giulietti. In pochi istanti, tutto il quartiere si ritrovò a parlare dell'accaduto. “Non è possibile! Un mare sopra e uno sotto! Finiremo schiacciati! Sommersi! Annegati! Morti! Gli squali ci faranno a brandelli e le nostre ossa si accumuleranno sul fondo!” delirò il signor Giunchi. “Sì, ma sul fondo del mare sopra o di quello sotto!” aggiunse Cartozzi. “Non mi sembra il momento di scherzare.” “A meno che...” ebbe un lampo Cartozzi. “A meno che, cosa?” “Sotto, invece del mare, ci sia finito il cielo. Certo! È l'unica spiegazione! Il mare e il cielo si sono invertiti.” “Eh! -risposero in coro sbalorditi- Perché dovrebbe essere successa una cosa del genere?” “Non ne ho la più pallida idea.” “Sentite, andiamo a toccare con mano.” disse un'altra vicina. “Io torno a letto. Questo è soltanto un brutto sogno” concluse la signora Giulietti congedandosi. Gli altri cautamente si avvicinarono alla scogliera. Ai loro occhi apparve una distesa di nuvole. “Chi ha il coraggio di tuffarsi?” chiese Cartozzi. “Ci provo io!” si fece avanti Giunchi. Appoggiò un piede per tastare e sentì un vuoto. Provò più in giù...vrooonn, scivolò verso il basso: “Aiutoooooooooooooooo...” “Oddio! Signor Giunchi! Signor Giunchi! Ci sente!” provarono a urlargli a turno. Nessuna risposta. Tutta la popolazione fu in preda al panico. La follia divenne la normalità. C'era chi partiva in macchina senza una meta. Chi lanciava sassi con una fionda verso l'alto, per vedere se facevano splash. Chi semplicemente stava sdraiato con le mani dietro la nuca ad osservare il mare in questa nuova prospettiva. Il vero dramma lo vissero i pescatori: dovevano munirsi di razzi anfibi se volevano continuare a lavorare. Ma non ce ne sarebbe stato bisogno: pesci di ogni specie piovevano dal cielo quando meno te lo aspettavi: sardine, sgombri, merluzzi. Chiunque poteva andare a pesca: bastava mettere un retino a mezz'aria ed aspettare. Una volta però, accadde quasi una tragedia. Precipitò una balenottera che per fortuna impattò nella piscina comunale olimpionica, creando un mini tsunami, con qualche spogliatoio allagato. “Quanto è alto il mare?” chiese una bambina a suo papà. “Non sono pronto per questa domanda” rispose. Un giorno venne a piovere, acqua salata naturalmente, ma non quella pioggerellina intensa, battente, costante. No, poche gocce, intervallate, dalla portata di diversi decimetri cubi; secchiate d'acqua di mare che cadevano dall'alto. I bambini si divertivano un sacco, un impiegato di banca che si avviava al luogo di lavoro, un po' meno. In molti avevano paura a chiedersi cosa stesse accadendo. Con qualche precauzione ci si stava abituando. Questa sorta di atmosfera marina non doveva essere molto spessa, la luce del sole riusciva a filtrare e ad arrivare sulla terra, fioca, come una lampadina da comodino. Inevitabilmente, la temperatura si abbassò di qualche grado: piacevole sensazione nella parte del globo dove era in corso l'estate. Ma il tutto durò breve tempo. Uno dei maggiori esperti di astrofisica, il professor Korovskj, tenne una conferenza in mondovisione dando la spiegazione all'anomalo fenomeno: “Quello che è successo è da imputare alla luna. Abbiamo fatto una clamorosa scoperta: non è solo un piccolo ed arido satellite, ma un'entità vivente: è sensibile ed ha la capacità di ragionare e pensare. Abbiamo elaborato dei segnali sonori provenienti dallo spazio e codificato un linguaggio partito proprio dal cuore della luna. Voleva comunicarci e spiegarci quello che gli era successo: un fortissimo desiderio di fare un bagno. Si è avvicinata vertiginosamente a noi, provocando con la sua forza d'attrazione, uno spostamento parziale degli oceani. Osservando la terra, così ricca di risorse, ha provato amarezza, tristezza e sconsolazione per non poter ospitare nulla di tutto ciò. Voleva piangere ma non aveva lacrime da versare e la sua pelle rugosa e screpolata non aveva mai goduto di un po' di sollievo: avere l'acqua è sempre stato un eterno desiderio. Qualche residuo di ghiaccio, aveva ammesso, si era accumulato in prossimità dei poli, ma nulla di paragonabile. Considerata l'influenza sulle maree, ha voluto avvicinarsi pensando di risucchiare un po' di liquido dagli oceani, non immaginando lo scompiglio che avrebbe provocato. Per fortuna si è fermata quando ha capito quello che stava succedendo. L'acqua è rimasta così sospesa tra chi voleva prenderla e chi non voleva cederla. Siamo riusciti a convincere la nostra amica ad abbandonare l'impresa. Abbiamo provveduto a inviarle una risposta spiegandole che questa situazione instabile stava provocando scenari imprevedibili e che doveva ritornare al suo posto, per il nostro bene (ma a lei sarebbe importato?). Le abbiamo proposto di inviarle una serie di razzi cargo carichi d'acqua e rilasciarli sulla sua superficie. Ci ha risposto immediatamente, soddisfatta dell'offerta e dispiaciuta dei problemi causati.” Ma alla vigilia dell'imminente primo viaggio ricevettero un nuovo segnale dalla luna che venne subito codificato: “Non so qual'era la mia posizione di partenza e non saprei proprio come ritrovarla, è un problema?” “Un pochino, ma non preoccuparti, la prima spedizione penserà a ricollocarti fino alla posizione originaria” le risposero dalla terra. Così, giunti in prossimità, dopo averla reidratata, la sistemarono nella sua posizione aiutandosi da uno speciale riflettore laser che ne ristabilì la distanza precisa. L'acqua versata, a contatto con la crosta lunare, fu risucchiata all'istante, assorbita come una goccia in un mare di spugna. “E' una sensazione che aspettavo da un miliardo di anni! Ora quest'acqua sarà sempre con me, mi è entrata dentro e non mi abbandonerà più” rispose con un ultimo messaggio. Sulla terra le cose ritornarono come prima: il mare ripiombò in basso ed il cielo riprese la sua ascesa verso l'alto. Ma dopo quello che è successo tutti presero maggiormente consapevolezza della precarietà dell'esistenza e la coscienza che altre azioni stravaganti potevano arrivare dallo spazio oscuro in qualsiasi momento. Quando tutto fu ristabilito, il signor Cartozzi e la signora Giulietti notarono qualcosa cadere dal cielo verso il mare. Andarono con una barca a vedere di cosa si trattasse e con sorpresa videro il signor Giunchi, quello caduto in basso nel cielo, che nuotava. “Ehiii come sta? Tutto bene?” Gli urlarono. “Benissimo!” rispose “Wow, che viaggio pazzesco!”
  7. dfense

    Edizioni Convalle

    Nome: Edizioni Convalle Generi trattati: Narrativa, poesia, letteratura per ragazzi. Modalità di invio dei manoscritti: http://www.edizioniconvalle.com/PBCPPlayer.asp?ID=1912462 Distribuzione: non specificato Sito: http://www.edizioniconvalle.com/ Facebook: https://www.facebook.com/solobelleopere/ Dal pagina Facebook: "Casa editrice non a pagamento (n.b. in maiuscolo). Nasce da un sogno, quello di una scrittrice che vuole fare l'editrice per lavorare insieme ai propri autori, per creare una realtà editoriale forte e motivata. Solo belle opere. Insieme!".
  8. Una famiglia al tempo delle festività natalizie, ma anche prima e anche dopo “Giro giro tondo casca il mondo...” “Basta! Non se ne può più di questa cantilena.” “casca la terra...” “Mi dai fastidio!” “tutti giù per terra.” “Sbam!” “Ahi! Mi hai fatto male!” “Te lo avevo detto che mi davi fastidio, ma tu non ascolti, anzi lo fai apposta. Ahia! I capelli!” “Stomp.” “Ohi la pancia. Non si danno i calci nelle parti basse.” “Tu mi hai strappato i capelli.” E di nuovo a darsele. Urla e oggetti vari scagliati l'uno contro l'altra o contro il muro. “Sei impazzita! Potevi ammazzarmi.” “E chi se ne frega.” “Mi hai rotto il regalo di Babbo Natale.” “Babbo Natale non esiste.” “Non è vero, mi ha risposto.” Ancora ad azzuffarsi. Camera e corpi a soqquadro. Due sorelle: un anno e tre mesi di differenza. “Non ti sopporto più!” “Neanch'io!” Rumore di piatti rotti e urla dalla cucina. Nella camera improvvisamente torna il silenzio. “Stanno litigando di nuovo.” “Anche noi lo facciamo.” “Sì, ma non è la stessa cosa.” Marta si dirige in cucina. “Avete finito?” “No! Torna in camera tua” risponde il papà. “Non hai avuto un gran successo” dice Emma, la sorellina. “So io come farli smettere” soggiunge ritornando di là. “Se non la finite lo sbatto contro il muro!” irrompe con tono minaccioso. I due lentamente rivolgono lo sguardo in direzione di quell'esclamazione. “Calma, non ti muovere, appoggialo delicatamente sul tavolo.” risponde il papà. “Non ci penso proprio. Siete peggio dei bambini.” “Va bene, hai ragione. Ora però posalo, contiene cose molto importanti.” “Tieni, prendilo pure, tanto ho cambiato la Password.” “Stai scherzando?” “Ah, ah, ah.” “Cosa ridi tu? Lo sai che c'è il mio lavoro racchiuso in quel telefono?” “Non è un lavoro sicuro, se una bambina di dieci anni te lo può portare via” risponde la mamma. Il padre se ne va sbattendo la porta. “Giro giro tondo casca il mondo...” “Mamma, digli qualcosa tu.” “Credo che siamo noi la sua fonte d'ispirazione: stiamo cascando come famiglia.” “Non siamo gli unici, sai quante ce ne sono nella mia classe.” “Una volta non succedeva.” “Perché?” “C'era la guerra e si facevano dieci figli, come diceva il nonno.” “Doveva essere divertente avere dieci fratelli.” “Sì, se non pativano la fame e non andavano a lavorare a sette anni, era un'infanzia decisamente più allegra. Non sono sicura che fosse così anche per la donna, relegata a sbrigare le faccende di casa, lavare i panni e cucinare. Ripensandoci, è meglio la libertà di scegliere che abbiamo oggi. “Infatti, non ti ho mai vista cucinare.” “Non esageriamo! Certo, quella testa calva di tuo papà lo fa meglio.” “E poi non c'è il rischio di trovare peli nella minestra. Perché litigavate?” “Perché a me piace il bianco e a lui il nero, a me il sole e a lui la pioggia, a me il finito e lui l'infinito, la parola ed il silenzio, l'ordine e il disordine, il mare e la montagna, il pandoro e il panettone.” “Beh, i poli opposti si attraggono, succede anche con la chimica.” “Vero, ma alla lunga...” “Ho fame!” esclama Emma entrando in cucina. “Pandoro o panettone?” risponde la mamma. “Mi fanno schifo tutti e due. Prendo i wurstel.” “Li ho finiti ieri.” “Sei la solita ingorda.” “Senti chi parla, hai finito il vasetto di ketchup in due giorni.” “E allora? È salsa di pomodoro.” “Non proprio.” “Basta! Non ricominciate. Piuttosto, aiutatemi a raccogliere questi cocci.” “Prendo l'aspirapolvere.” “Non vale, l'hai usato l'ultima volta, ora tocca a me” risponde Emma. “Oh sentite, ci vuole la scopa, sono pezzi troppo grossi.” “Dlin dlon!” “Chi sarà?” “Avevo dimenticato le chiavi” si ripresenta il papà con quattro cartoni da pizza. “Margherita per tutti!” “Si!” esclama il resto della famiglia. “Guardiamo un film?” chiede Marta. “Va bene, concediamoci un po' di relax” risponde il papà. “Oggi decido io il titolo.” “Ma toccava a me!” “Non è vero!” “Basta! Lo scelgo io. In questo periodo guardavo dei film che mi facevano ridere come un matto. Una delle coppie più esilaranti del cinema. Ecco, questo per esempio.” “Ma sono due uomini” nota Marta. “Direi di sì, a giudicare dalle sembianze. Ora me la dici la password?” “Non me la ricordo.” “Non è divertente.” “Ho detto la verità, non posso ricordarmela: non l'ho mai cambiata.” “Sei un fenomeno.” “Papà! Dormono insieme nello stesso letto!” interrompe Emma “Ma sono pigiami? Davvero buffi. Come si chiamano?” “Volgarmente: Stanlio e Ollio.” “Sono peggio di noi. Stanno distruggendo la casa.” “Se ne combinavano di tutti i colori, ma con tenerezza. Un legame indissolubile che non ha mai attraversato crisi. Quando uno dei due venne a mancare, l'altro non volle più interpretare nessun film da solo. Come spesso accade, facevano ridere sul palco, ma avevano una vita privata e dei legami familiari molto tormentati.” “Non succede solo agli artisti comici” aggiunge Emma. “Volete il dolce?” Si alza la voce della mamma dalla cucina. “Sì, ma non quelli natalizi” rispondono le due sorelline. “Non preoccupatevi, c'è il gelato.” “Nocciola e cioccolato” dice Marta. “Non c'è la nocciola” risponde la mamma “Uffa!” “Per me fragola e limone” “Non c'è il limone. Li faccio come vengono, credo che li mangerete lo stesso.” “Per me una bella porzione di solo fragòla, mmm, mmm” chiede il papà aggiustandosi il papillon. “Per noi anche con un po' di cioccoleto” aggiungono le figlie grattandosi il ciuffo.
  9. YuriMila

    Il Re di Danari

    Titolo: Il Re di Danari Autore: Yuri Milanese Collana: / Autopubblicato: Amazon ISBN: 979-8600212060 Data di pubblicazione (o di uscita): 19/01/2020 Prezzo: € 4.15 cartacea, € 0.99 kindle Genere: Fiaba Pagine: 41 Questa fiaba vedrà come protagonista Jacob, un ragazzo che vive in un' antica foresta. Un giorno, Jacob incontrerà una persona che gli cambierà il modo di vivere e vedere la vita. Incomincerà un viaggio che lo porterà a fare diversi incontri... Link all'acquisto: Versione cartacea Versione Kindle
  10. Kasimiro

    Madre e figlia

    “Io il prezzemolo non lo metterei mai.” “Io metterei sempre il curry.” “Ti stai troppo indianizzando.” “Hanno iniziato i veneziani.” “L'india ha superato la Cina.” “E io ho superato i cinquanta.” Erano fatte così: botta e risposta immediata. A Lory piaceva fare la ruota. Non perdeva occasione per eseguire quel gesto ginnico su ogni superficie. Greta cercava di seguirla, a fatica, e spesso la guardava. Roteavano per ore. “Forse l'anno scoperta così, la ruota.” “Credo che la ginnastica sia arrivata dopo questa intuizione fondamentale per il trasporto.” Rispose Greta. “Quando l'hanno inventata la ginnastica artistica?” “Non ne ho la più pallida idea, ma saranno stati sicuramente dei bambini.” “Perche?” “Ce lo vedresti un ottantenne artritico? Se ci tieni, ricordati che a vent'anni sarai già vecchia.” “Come già vecchia?” “Non hai mai visto le olimpiadi? Hanno tutte la tua età.” “Quindi, vuoi dire che non potrò mai partecipare alle olimpiadi?” “Forse come spettatrice.” “Quanto tempo mi è rimasto?” “Non so, un anno? Ma ti assicuro che è meglio fare la ruota in un prato piuttosto che in mondovisione. E poi vorrebbe dire fare dei sacrifici immensi: abbandonare la famiglia, allenarsi per ore tutti i giorni, non poter più mangiare le nostre schifezze preferite; inoltre, metterebbe a dura prova muscoli e articolazioni, per non parlare dell'invidia.” “Succede tutto questo?” “È probabile.” “E inseguire un sogno? O un riscatto nella propria vita?” “Riscatto da cosa?” “A scuola mi chiamano pappamolle!” “Chi ti chiama così?” “È bastata una voce dal coro, che altre l'hanno seguita a ruota. Ah, Ah.” “Bello che la prendi sul ridere.” “Non mi dispiacerebbe dimostrare che si sbagliano.” “Ma cos'è successo?” “Durante la lezione di educazione fisica è capitato di non riuscire a prendere al volo una palla, di quelle morbide; Vanessa, la leader della classe, non ha perso tempo per urlare: pallamolle per pappamolle! Ed è scoppiata una risata collettiva.” “La battuta non era male.” “Sì, ma sono andati avanti per molto, e c'è un famoso detto a riguardo. “Hai ragione. Cos'ha Vanessa da farla sentire una leader?” “Ha delle zeppe ai piedi, dieci tatuaggi, cinque piercing, sta con il ragazzo più invidiato e svapa.” “Che orrore! Ai miei tempi un leader faceva altro.” “Cosa?” “Convinceva tutti i compagni a fare delle azioni che riteneva giuste.” “Per esempio?” “Fare fughino nell'ora di ginnastica o di religione.” “Bello!” “Ce ne sarebbero altre, ma non voglio tediarti. Il fatto è che una volta si leggevano i libri.” “Basta con sta storia, io i libri li leggo, e se voglio, ne posso avere cento racchiusi in un chip che posso utilizzare quando mi pare e portarmeli sempre dietro.” “Uno, sarebbe più che sufficiente.” “Faccio anche quello.” “Sai cosa ti dico? Non devi dimostrare niente a nessuno. Se una stupida ragazza ha riso ripetutamente mettendoti in difficoltà, vorrà dire che quando capiterà a lei, tu l'aiuterai.” “E chi sono: la sorella di Ghandi? Col cavolo!” “Se fai così, ti metti al pari del suo livello.” “Tanto non ammetterà mai di essere in difficoltà.” “Provaci tu.” “E come?” “Inizia a corteggiarla, fagli dei complimenti, paragona il suo pensiero a quello di Seneca o Platone”. “Penserà che sono dei trapper.” “Che bella idea! Mettici sotto una base: un trapper che declama in latino, un'idea che potrebbe spaccare.” “Sì, non ti dico cosa...” “Mi sembra che hai già superato la questione con Vanessa.” “Non sono sicura. Mamma, stasera volevo rimanere a dormire fuori.” “Siamo a gennaio.” “Mmm, allora posso?” “Va bene, salutami Laura.” “Veramente, non mi fermo da Laura.” “Allora ci andrai quando avrai compiuto la maggiore età.” “Perché da Laura sì e da Alberto no?” “Hai ragione, ma prendi precauzioni.” “Mamma: non bevo, non fumo, nessuna forma di pasticchetta e soprattutto non svapo.” “Lo so. Intendevo altro.” “Alberto è solo un amico.” “Sai cosa ci facevo con gli amici...delle gran briscole.” “Eravate già vecchi da giovani.” “Dipende cosa mettevi in palio...” “Posso esprimere un parere?” “Come sei delicata a chiedermi il permesso.” “Il tuo ultimo quadro è bruttissimo.” “Grazie per la schiettezza.” “È da un po' che volevo dirtelo. Ha dei colori che stridono: quell'arancione con il verde, e tutte quelle linee e fasce nere verticali, angoscianti e tristi.” “Caspita! È proprio la sensazione che volevo trasmettere: un incendio che divampa nella foresta, lasciando dei relitti carbonizzati.” “Ecco perché non mi piace, qualcosa di più allegro?” “Ora c'è questa fase, non sono io che decido quanto portarla avanti, si esaurisce da sola quando sarà il momento: si chiama ispirazione.” “Pensavo fosse un movimento della pancia.” “Siamo proprio fatte della stessa stoffa.” “Mamma, mi è passato tutto.” “Non avevo dubbi.” “Ma ancora non so cosa voglio fare” “C'è tempo per questo, anch'io non lo so.” “È vero che lo zio Carlo non ha mai visto il mare? Io non ho mai visto la Spagna.” “Ci devi andare.” “E l'Olanda.” “Bella.” “E la Norvegia.” “Capo Nord e l'aurora boreale, spettacolo!” “E la Russia.” “La transiberiana, infinita.” “E il Brasile, il Vietnam, la Grande Muraglia , la Patagonia.” “Un altro pianeta.” “Il Madagascar, l'isola di Pasqua, l'Uzbechistan, il Perù.” “No comment.” “Mali, Canada, Cile e Luana, che ha i nonni in Sardegna. Mi ha parlato di angoli ancora incontaminati e invitato ad andarci in primavera, il momento migliore.” “Non sono mai stata in Sardegna” rispose con tono riflessivo. “L'invito era esteso, sarebbe un peccato strappare questa bella stoffa.”
  11. Kasimiro

    Padre e figlio

    “Cosa dire della luce che attraversa le fronde dopo un temporale. L'abbaglio del chiarore riflesso dall'acqua, depositata sulla foglia di frassino rigata. Il vapore che sale e mi assale insieme all'odore fungino di tronco umido e fogliame.” “Mi scappa la cacca.” “Puoi farla dove vuoi, non ci vede nessuno.” “Papà, qualcuno l'ha già fatta!” “Sì, un cinghiale.” “Un cinghiale?” “Certo, e se guardi bene, troverai anche quella di un capriolo: qui i bambini sono la minoranza.” “Ma...non ho la carta.” “C'è un ruscello e delle morbide foglie di acero.” “Eh! Preferisco tenermela e farla quando torniamo a casa.” “Fa male! Le feci sono gli scarti del nostro corpo e trattenerle può essere pericoloso. Si possono indurire e risultare faticose espellerle; possono creare dei blocchi intestinali, batteri e causare emorroidi.” “Emo ché?” “Emorroidi: l'infiammazione di una parte di tessuto che passa per il sedere, e può essere molto dolorosa.” “Ma le mosche?” “Io vedo molte farfalle.” “Sì, ce ne sono tante. Fanno anche loro la cacca?” “Non lo so, non ci avevo mai pensato, suppongo di sì. Gli insetti la fanno: le formiche usano anche la toilette.” “Eh?” “Certo. Radunate a migliaia in angusti rifugi, hanno pensato bene di farla tutte nello stesso posto.” “Ma se una farfalla vive pochi giorni, quante volte farà la cacca in tutta la sua vita?” “Immagino poche, come poche volte succhierà il nettare da un fiore, volerà, si accoppierà. Tutto questo per noi, che abbiamo un'altra misura del tempo. Ma per lei sarà il numero perfetto, quello che la natura gli ha donato. La vai a fare?” “Sì, ora vado. Ma non vedo il ruscello.” “Strano, c'è sempre stato, proprio lì.” Il canale era prosciugato. “Il pianeta si sta seccando.” commentava il papà. “Quindi?” È un grave problema, senz'acqua non c'è vita.” “Intendevo, quindi la faccio?” “Certo, ho una borraccia e dei fazzoletti.” Il figlio si allontanò per qualche minuto. “Mi sento molto meglio. Avevi ragione. Dicevi...della luce che attraversa le fronde...” “Era una sensazione istantanea, ora non c'è più. Bisogna cogliere l'attimo.” “Andiamo a casa?” “Vedo che non perdi tempo.” “Scherzavo, ora che sto meglio, possiamo stare fuori tutto il giorno.” “Sento che ora tocca a me, abbiamo mangiato qualcosa di strano?” “Non so, i panini al salmone?” “Ecco! La memoria mi sta abbandonando. Saranno stati quelli. Dicono che sia un pesce molto contaminato da sostanze chimiche, quello d'allevamento.” “Anche le mele, ho sentito.” “Già.” “E l'insalata?” “Pure, se non è quella dell'orto.” “La pasta?” “Anche quella può avere problemi, dipende dal grano, com'è stato coltivato.” “Il riso?” “Uguale.” “Uffa! E queste more?” “Quelle sono eccezionali!” “Sì! Squisite. Mmm...ma non si può mangiare più niente?” “Si può mangiare tutto, ma possiamo scegliere. Nonostante questo, la vita media si è allungata. Per merito della medicina, non del cibo.” “Ma come! Dicevi che le medicine fanno male.” “Tutte le cose fanno male! se ne prendi troppe! Proseguiamo!” rispose spazientito il papà. “A me sembra che le cose buone facciano sempre male, mentre quelle disgustose fanno bene?” “A cosa ti riferisci?” “A patatine, caramelle, gelati, e fagioli, broccoletti e latte di soia.” “Non hai tutti i torti. Forse perché troviamo piacere nel farci del male?” “Non capisco.” “Scusa, un mio pensiero sull'uomo. Beh, gli zuccheri è noto che facciano male e vedrai che col tempo ti passerà la voglia, dopo un po' risultano stucchevoli. La frittura invece...un desiderio che rimane per sempre. Una sublime invenzione: quella pastella croccante che renderebbe delizioso anche un pezzo di cartone.” “Perché fa male?” “Perché si frigge con dei grassi, che sono pesanti.” “Allora usiamo dei dei magri, sarebbe una frittura molto più leggera.” “Sei proprio un bel tipo.” “Ho preso dalla mamma.” “Che poi, anche le patatine... magari fossero patatine.” “Ma non hai detto che ti scappava?” “La materia prima, un semplice tubero, non viene più considerata. Nei sacchettini troviamo pseudo patate di ogni forma, assemblate da farine ricomposte, aromi artificiali, emulsionanti, addensanti, antiossidanti, coadiuvanti, coloranti; sigle strane che ricordano aerei o sommergibili come E471. “Cosa sono?” “I mono e digliceridi degli acidi grassi.” “Che roba è?” “Non lo so, ma il nome non mi piace per niente. E non è finita, ci puoi trovare anche glutammati, sorbati, nitrati, carbonati... ” “E Kawasaki! La mia moto preferita. C'è la collezione completa.” “Appunto! Ci trovi anche quello che non dovrebbe esserci. Le inventano tutte per fartele comprare. Bisognerebbe abituarsi a leggere gli ingredienti di quello che mangiamo.” “Anche Vanessa è stata male con le ciliege, raccolte in montagna, niente di più salutare.” “Sì, dopo due chili.” “Allora la fai? È pericoloso trattenerla, l'ho scoperto da poco.” Lo interruppe il figlio. “Vado.” Così, liberi di stomaco, proseguirono la passeggiata. Ma dopo breve, spossati e col fiatone, si sdraiarono a terra, a pancia in su, ad osservare il cielo. “Sento che c'è ancora qualcosa che non va.” disse il figlio. “Vero, anch'io ho delle fitte... però, ci era mai successo di stare insieme, vicini, ad osservare il cielo?” “Non ricordo, ma se stavamo bene, era preferibile.” “Poteva anche andar peggio: aggrediti da un branco di cinghiali, colpiti da un temporale o attaccati da un'invasione di ultracorpi.” “Ecco, mi sembra che non è solo l'intestino a star male, nel tuo caso.” “Già. Va un po' meglio?” “Un po', ma non mi alzerei più.” “Neanch'io. Rimaniamo qui.” “Papà.” “Cosa c'è.” “Cos'è un ultracorpo?” “Un'entità aliena che ha preso le sembianze di un essere umano.” “Allora potresti essere anche tu.” “Certo, e anche tu. Una componente aliena credo sia in ognuno di noi: quel sentirci diversi da tutti gli altri.” “Papà.” “Dimmi.” “Ma gli alieni fanno la cacca?” “Eccome! Viola con pallini arancioni fosforescenti.” “Oh, ma cosa mangiano?” “Bambini maschi fra gli otto e i nove anni che fanno troppe domande sulla cacca.” “Per fortuna non sono tra quelli.” “Davvero?” “Papà! Ho compiuto dieci anni due mesi fa!” “Dovremmo passare più tempo insieme.” “Eh sì.” “Anche se sarebbe più giusto dovrei...” “Intanto godiamoci questa giornata.” concluse il figlio.
  12. Kasimiro

    Un luogo tranquillo

    Camminava osservando i loro volti, immaginandosi le loro vite. Visi dolci, sereni, sorridenti, stampati, ma che trasmettevano una vibrazione, almeno in Davide. Si soffermava a contemplare, dialogare con quelle presenze sconosciute nella quiete e anche il suo animo si quietava. Nonostante la stagione torrida, il luogo sprigionava una piacevole frescura: alberi secolari e portici con larghe pareti di pietra. Grosse lastre di marmo invase da muschi e licheni fuoriuscivano dal terreno: di traverso, incise, sbalzate, sbeccate, annerite. “Buongiorno Gastone.” “Buongiorno Davide, passato bene la settimana?” “Benissimo e lei?” “Non chiedo di più: c'è stato un grande ballo l'altra sera. Ho fatto un valzer con una fanciulla di settant'anni più giovane di me.” “Che emozione.” “Pensi che il conte Umberto ha avuto lo stesso piacere con un'altra più giovane di centoventi anni!” “E come si chiama?” “Mi presento: Laura, arrivata da poco. Scusate la vestaglia da notte, è che mi ero addormentata. Il conte Umberto è un signore molto garbato, mi ha trattato come una damigella di corte.” “Un uomo d'altri tempi! Sarà il fascino della divisa.” commentava Gastone. “Scusate, mi sono perso qualcosa?” esordì un giovane in tuta da sci. “Certo! Il grande ballo della luna piena.” risposero in coro. “Infatti, ho approfittato di quella splendida luce per riprendere la discesa dal punto in cui mi ero fermato. Che emozione.” “Che bravo ragazzo.” Si inserì la signora Teresa, seduta su una sedia a dondolo, intenta a fare a maglia con due lunghi ferri. “Guardate, la famiglia Cioncati è in partenza per le ferie.” “Arrivederci! Finalmente il momento è arrivato, non vediamo l'ora di andare al mare.” salutò Mario, il capofamiglia, che insieme alla moglie a ai due figli, in tenuta estiva, si avviarono sulla loro “Seicento.” Proseguendo, vide un gatto che riposava, a macchie rosse, nere e bianche: “Sarà una femmina, ho sentito che i gatti con tre colori sono sempre femmine.” La sua dimora era la più colorata, con giochi, fiori e oggetti cari. E una targhetta con la scritta: Gina 1983-2002 “Come si fa! Bisogna prendersi cura dei fiori, non sono dei soprammobili, come questi obbrobri.” inveiva Matilde, aggirandosi con un innaffiatoio in mano. “Sono d'accordo, i fiori finti non sono un segno di sensibilità. A proposito, la sua edera è stupenda, sta prendendo il largo.” “Sì, selvaggia, come me.” “Buongiorno Davide.” “Buongiorno Lucia.” “Non sono Lucia, sono Giovanna, Giovanna D'Arco!” “Che sbadato, mi scusi Giovanna.” “Questo processo è una farsa!” tuonava, con addosso una camicia di forza. “Concordo!” rispose Davide. “Una monetina, per favore.” apparve dal nulla un malandato mendicante. “Lo lasci perdere!” intervenne la signora Pia. “Sempre a elemosinare, non ci libereremo mai di costoro. Anche in questo luogo di pace.” “Potrei dire anch'io la stessa cosa.” rispose il povero signore. “La pace, che magnifica parola.” “Comandante, sempre di vedetta?” intervenne Davide seduto su una panchina. “Già, ma avrei preferito farla senza quest'arnese.” “E tu, da dove salti fuori?” partì dal nulla una voce tremolante. “Ueh! Ueh! Ueh!” “Come si fa ad abbandonare una piccola creatura così, guarda, tutta nuda. Ora ti copro con il mio caldo scialle di lana.” La signora Giulia, una vecchietta ricurva, la prese delicatamente adagiandola sul suo grembo, cullandola. Dopo un momento di sospensione, Davide riprese lentamente a camminare con lo sguardo che scorreva tra immagini smaltate in color seppia e laccate a colori. All'improvviso si fermò, attratto da una fetta di torta appoggiata a terra su un vassoio. C'era una candelina spenta piantata nella morbida farcitura di panna, mentre dai lati fuoriusciva una invitante crema al cacao. Accostato al triangolo di pan di spagna, una forchettina e un bicchiere di plastica mezzo pieno di vino bianco, appoggiato sopra un foglio disegnato con matite colorate che aveva tutta l'aria di un biglietto d'auguri. Davide non capiva; poi notò la targhetta con la data di nascita che corrispondeva a quella odierna, ma trent'anni prima. Rimase in silenzio. Lentamente rivolse lo sguardo al cielo, verso le grandi chiome degli antichi alberi. “È il mio compleanno!” si avvicinò un giovane appoggiandogli un braccio sulle spalle “E il mio piccolo ha voluto condividere questo momento. Non lo trova bellissimo?” “Sì, stupendo.” “Signore! Dobbiamo chiudere.” “Sì, arrivo.” “Arrivo.”
  13. Ngannafoddi

    Kappalab

    Nome: Kappalab Catalogo: http://www.kappalab.it/4-libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.kappalab.it/content/7-contatti Distribuzione: Messaggerie Libri Sito: http://www.kappalab.it/shop Facebook: https://www.facebook.com/kappalabedizioni
  14. Mattia Van

    Romanzo con protagonisti ispirati all'Iliade

    Ciao a tutti, vorrei chiarito un dubbio e spero possiate aiutarmi. Io avrei l'intenzione di scrivere un romanzo per ragazzi ispirandomi ai personaggi dell'Iliade e creare una trama con diversi riferimenti a quest'opera. Posso tranquillamente prendere ispirazione dalla storia e dai personaggi, lasciando anche i nomi originali intatti oppure è una cosa che non viene accettata dalle CE? Ringrazio in anticipo chiunque mi saprà rispondere.
  15. Kasimiro

    Il pollo e il gattino

    “C'era una volta un gattino abbandonato che veniva adottato da un pollo alato.” raccontava Carlo. “Un pollo alato?!” rispondeva Luigi. “Perché, cosa c'è di strano in un pollo con le ali?” “Niente, ma è come dire un cane zampato! È logico e scontato!” “Non direi: il pollo ha le ali, ma non vola.” “Qualche piccolo tratto di volo lo fa, comunque, la gallina razzola, non ha bisogno di volare. Nella sua evoluzione ha sviluppato zampe robuste e corpo pesante rispetto ad ali piccole”. “Infatti ho detto un pollo alato, non un pollo che sa volare. Poi tu hai parlato di gallina.” “Pollo e gallina sono la stessa cosa.” “Non proprio. Il pollo è sfortunato, può essere maschio o femmina e non sempre è chiaro il sesso per la sua tenera età: nasce per essere mangiato ai sei mesi di vita, mentre la gallina fa le uova o, suo malgrado, ogni tanto finisce nel brodo.” “Beh, comunque non cambia il discorso.” “Cambia eccome! Se mi ascoltassi e mi lasciassi finire: il termine alato non era fondamentale ai fini della storia, l'ho pronunciato perché faceva rima con abbandonato.” “Ah scusa, continua pure.” “Non è facile. Ho perso la magia del momento, l'emozione che mi spingeva a raccontare una storia malinconica.” “Fai conto che non ti abbia detto nulla, vado via e ritorno fra poco. Sentiti libero di ricominciare quando vuoi. “Dicevo... - riprese dopo un po' - ho visto un gattino abbandonato... E' inutile non riesco a continuare, non ricordo neanche come andava avanti la storia.” “Parlavi di un gattino abbandonato che veniva adottato da un pollo alato.” rispose Luigi. “Un pollo alato?” “L'hai detto tu! Poco fa.” “Ho detto una cosa del genere?” “Sì, invece la domanda: un pollo alato? L'avevo fatta io.” “Facciamo che eliminiamo il termine alato e lo sostituiamo con un altro: ho visto un gattino abbandonato che veniva adottato da un pollo sdraiato.” “Ancora peggio!” “Addormentato?” “Noooo!” “Squattrinato?” “Non ci siamo.” “Fortunato?” “Mmm... poco fa dicevi il contrario.” “Ecco! Ora ricordo. Questa volta il pollo è fortunato! Ha sfidato la malasorte con successo. E' scappato dalla gabbia il giorno prima che gli tagliassero il collo e si è trovato libero, nella natura.” Recuperato il filo del discorso, Carlo proseguì nel racconto: Mentre razzolava su un prato udì un miagolio intenso. Vide un piccolo gattino infreddolito e spaventato. “Come posso aiutarti?” “Ho fame!” “Cosa mangi di solito?” “Mi piace tanto il pollo!” “Ma sai che cos'è un pollo?” “Certo! È una piccola scatoletta gialla con dentro della poltiglia squisita, da non confondersi con il pesce: scatoletta blu, disgustosa. Me la davano tutti i giorni prima che mi perdessi.” “Capisco...vediamo come recuperare un pollo...Mi è venuta un'idea!” “Avrei preferito mangiare, che condividere un'idea.” “Lo so, ma il mio piano è legato a soddisfare la tua fame. Seguimi.” Camminarono fino a sera, quando giunsero nei pressi di un grande edificio. “Ma dove siamo? Che puzza!” esclamò il gattino sempre più stremato. “Siamo alla fabbrica dei polli! Qui creano le tue amate scatolette.” Con grande tristezza aveva accompagnato il compagno nel luogo infernale da cui era scappato. Sapeva che lì, tutti i suoi simili entravano a far parte di un processo industriale: cosce, sovra cosce, grossi petti, alette, confezionate in formato famiglia, e tutto ciò che non veniva selezionato finiva nella lattina gialla che tanto piaceva al piccolo felino. “Oh! E come fanno a fabbricarli?” “È un segreto, se no, lo farebbero tutti.” Guidò il gattino sul retro, al reparto: “Polli per gatti”. L'uccello, terrorizzato dal quel ritorno al mattatoio, voleva aiutare a tutti costi quella ingenua creatura appena conosciuta. “Guarda! Ecco i tuoi polli!” Si trovarono di fronte a un'enorme macchinario dal cui interno usciva un nastro trasportatore con le adorate scatolette gialle. “Prendine una e scappiamo, prima che diventi anch'io un pollo... per te.” Mentre uscivano, un forte pigolio attirò la loro attenzione. Il pollo non riuscì a rimanere indifferente, entrò nel capannone correndo un grande rischio. La scena, a lui nota, si presentava con centinaia di gabbie accatastate l'una sull'altra, stipate di forme amorfe piumate. Aprì la prima che si trovò di fronte, con un numero indefinito di pollastri. Prima che il guardiano li notasse, scapparono inciampando e cadendo di continuo: era la prima volta che provavano a correre. La guardia, appena accortasi, li inseguì. La notte giocò a loro favore. Si nascosero nell'erba alta. Ognuno prese direzioni diverse tranne uno che seguì i due amici. Arrivati in un posto tranquillo, il pennuto si rivolse al gattino: “Dammi il pollo che te lo apro!” L'altro suo simile lo guardò impietrito. “Non ti preoccupare, poi ti spiego.” Con dei colpi di becco, effetto martello pneumatico, bucherellò intorno al coperchio della scatoletta gialla, aprendola, dando il via alla scorpacciata del gattino. “Grazie di cuore.” si rivolse al suo amico, il neo libero pollastro. “Sono lieto, insieme si sta meglio”. “A proposito... siamo maschi o femmine?” “Non so, ma sento una forte attrazione nei tuoi confronti.” “Anch'io!” “Forse siamo di sesso opposto.” “Aspettiamo qualche mese e vediamo a chi verrà una bella cresta sulla testa!” gli rispose il pollastro o la pollastra. “Che bella storia! - commentò Luigi - E pensare che non volevi raccontarla.” “È un ricordo della mia infanzia.” “Lodevole. Si nota il tuo animo sensibile.” “C'è un pensiero che non mi ha più abbandonato da allora.” “Quale?” “La volontà di vivere del pollo.” “Sì, encomiabile. Il suo non rassegnarsi a un destino segnato.” “Oggi il pollo. Domani la pecora, poi il cavallo, la mucca, il maiale...chiunque ce la può fare.” “E poi, come è successo all'amico del pollo, se non sei tu a salvarti da solo, può succedere che un altro ti apra la gabbia.” “È vero, è un'altra possibilità, più rara. ”
  16. Kikki

    Uovonero

    Nome: Uovonero Sito: http://www.uovonero.com/ Catalogo: http://www.uovonero.com/libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.uovonero.com/contatti/proposte-editoriali Distribuzione: http://www.uovonero.com/contatti/promozione-e-distribuzione Facebook: https://www.facebook.com/uovoneroedizioni/
  17. Kikki

    La gara

    «Sono io il capitano dei pirati!» urla Greta puntando la spada verso il lampadario. «Tu devi ubbidire, perché sei piccolo! Fulmini e saette!» «Anche io voglio comandare, uffa, mi fai sempre pulire il ponte della nave! Non è giusto!» A Leo trema il mento, è pronto a piangere e ad abbandonare spade e tesori nascosti. «Aspetta» Greta raddrizza il cappellaccio nero e solleva la benda dall’occhio. «Sento qualcosa... Di vedetta, nostromo!» «Cos’è un mostrono?» chiede Leo alzando la sua benda per sentirci meglio. «Mettiti di vedetta, mozzo! Niente domande o ti butto in mare e ti mangiano gli squali!» «Io voglio essere il capitano, non il trostrono e neanche uno zozzo. Io voglio...» «Sono a casa». Bum, la porta d’entrata si chiude al piano di sotto. Greta e Leo, immobili come gatti, si fissano con gli occhi spalancati. «C’è nessuno?» chiama di nuovo papà. «Corri, Leo. Fulmini e saette!» I bambini sfrecciano lungo il corridoio e poi balzano di scalino in scalino. Però Leo ha le gambe corte e perde terreno. Prova ad accelerare, ma quando arriva in fondo alle scale, Greta sta già balzando tra le braccia di papà. «Anche io, papà, prendi anche me». Leo tira i pantaloni di papà, barcollando e con le guance rosse. «No, sono arrivata prima io! Devi correre più veloce, Leo». «Ma tu hai le gambe più lunghe! Non è giusto» punta i piedi Leo, ma sua sorella è un capitano severo. Con lei le scuse non attaccano mai. Ha sempre ragione. Ma papà è un comandante più importante di Greta: sarà lui a decidere. «E allora facciamo di nuovo la gara. Possiamo papà?» «Certo!» I bambini si precipitano al piano di sopra, spingendosi e scivolando: Greta davanti, Leo dietro. «Questa volta sono io il primo» Leo è deciso a vincere e sgomita per far spostare sua sorella. «Se mi superi puoi essere il primo», ride Greta sistemando la benda da pirata sull’occhio. Concentrati, come in una gara vera, i bambini corrono verso il traguardo. «Bambini, andate piano» avverte la mamma che li sente arrivare dalla cucina. «Papà prende in braccio tutti e due». Ma Leo e Greta sono troppo attenti alla gara per ascoltarla. Vogliono arrivare primi, e saltano gli scalini come conigli. All’ultimo gradino Leo inciampa e cade lungo disteso sul tappeto; subito dopo scoppia a piangere e a battere i piedi per terra. «Fulmini e saette!» Greta frena, guarda papà che ormai è a portata di mano, poi sbuffa, si gira e torna dal fratello. «Non piangere, Leo», dice Greta. «Dai, alzati, ci riproviamo insieme». Leo tira su col naso e sbircia sua sorella da sotto in su; Greta gli fa una linguaccia. «I nostromi non piangono!» «Ma tu hai detto che sono il tozzo non il tronomono». Leo si alza senza voglia, ma afferra la mano di sua sorella che lo trascina su per i primi scalini. «Partiamo da qua», decide Greta. «Non mi lasciare mai la mano. Insieme siamo più veloci!» Pronti, ai posti, via! Greta è ancora prima, ma Leo è subito dietro di lei appeso al suo braccio. A due passi da papà, Greta rallenta, Leo arriva di fianco a lei, papà si abbassa e apre le braccia. Questa volta nessuno arriva primo, ma vincono tutti.
  18. Barbara Benedetti

    Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti - V.a Edizione

    Fino a
    Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” Quinta Edizione - Anno 2019 L'Associazione Culturale "ARTE PER AMORE" ha indetto la 5ª edizione del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” al fine di promuovere e valorizzare l'arte a livello qualitativo e le esperienze nazionali ed internazionali degli artisti partecipanti. Il Concorso è aperto agli Artisti di qualsiasi nazionalità, ai residenti in Italia, San Marino, Città del Vaticano e a tutti i residenti all'Estero,agli artisti italiani e stranieri, professionisti e non professionisti, agli studenti, e a tutti coloro che desiderano esprimere la propria creatività senza limiti di età interpretando personalmente il concorso attraverso la propria sensibilità con la possibilità di poter partecipare con una o più opere e a più sezioni. Anche per il 2019 L’Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” si pone l’obiettivo di scoprire e valorizzare nuovi talenti artistici e i premi che saranno assegnati vogliono rappresentare un contributo allo sviluppo della ricerca artistica ed estetica degli artisti partecipanti. La partecipazione al concorso, inoltre, consentirà ai candidati di ottenere una preziosa visibilità sui diversi mezzi di comunicazione, grazie alla diffusione su scala nazionale ed internazionale del bando e successivamente per mezzo dell'Antologia e del Catalogo stampato in occasione della 5ª edizione e sui Social Media. Il TEMA è LIBERO per tutte le Sezioni Il termine per le iscrizioni è fissato per tutte le Sezioni a Sabato 5 OTTOBRE 2019 CLICCA QUI per SCARICARE il BANDO nella versione integrale CLICCA QUI per SCARICARE la Scheda di Partecipazione Visita il sito http://www.premiomichelangelobuonarroti.org SEZIONI A) POESIA a TEMA LIBERO B) LIBRO DI POESIE EDITO C) RACCONTI D) LIBRO DI NARRATIVA EDITO E) PITTURA F) SCULTURA G) FOTOGRAFIA Gli Artisti hanno facoltà di iscriversi ad una o più sezioni Sezione A - POESIA a TEMA LIBERO (compresa Poesia Dialettale e Lingua Straniera) Partecipano alla Sezione A le Poesie inedite ed edite anche già premiate in altri concorsi, senza limite al numero dei versi. Sono ammesse un massimo di n.3 (tre) poesie per ogni Poeta. Per chi lo desiderasse potrà partecipare con una quarta poesia a Tema Religioso ricordandosi di indicare in coda al titolo la dicitura (Poesia Religiosa). Si ricorda che per la Poesia Dialettale o in Lingua Straniera deve essere allegata la traduzione in Lingua Italiana. PREMI 1° Premio €.800,00 di cui €.300,00 con un Voucher valido per un soggiorno a disposizione del vincitore da utilizzare entro e non oltre il 31/12/2020 (il valore è da considerarsi come escluso di tasse e di quota d'iscrizione, non è rimborsabile in denaro e non cedibile) - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, inserimento della lirica vincitrice nell’Antologia della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, una copia omaggio dell’Antologia e Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.400,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. 3° Premio €.300,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. 4° Premio €.200,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. 5° Premio €.100,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. Ai 15 FINALISTI sarà assegnata una Pergamena Personalizzata e verrà inserita all’interno dell’Antologia una lirica scelta dalla Giuria. Premio Speciale “Michelangelo Buonarroti” Città di Seravezza (LU) : verrà assegnato all’artista la cui lirica sarà segnalata dalla Giuria per essersi particolarmente distinta o per aver fatto riferimento al tema dell’ambiente e del territorio Apuo-Versiliese, luoghi in cui lavorò e visse il più grande artista della storia di ogni tempo Michelangelo Buonarroti. La lirica sarà inserita nel testo antologico. Il riconoscimento verrà consegnato insieme alla Pergamena Personalizzata dalle più alte cariche dall'Amministrazione del Comune di Seravezza (LU). Premi Speciali Supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria. La lirica alla quale verrà conferito tale riconoscimento sarà inserita nel testo antologico 2019 e verrà consegnata una Pergamena Personalizzata. Tutte le opere premiate saranno pubblicate nell’Antologia della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti e le prime cinque poesie classificate saranno lette in pubblico durante i cerimoniali. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti. ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, File singoli per ogni poesia in Word (.doc,.docx, .odt) nominati con il solo titolo della lirica e ricevuta di versamento della quota di partecipazione ISCRIZIONE A MEZZO POSTA (farà fede il timbro postale) inviando in busta chiusa la Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, n. 3 copie (TRE) anonime per ciascuna poesia e la ricevuta di versamento della quota di partecipazione a: Segreteria del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” Via Aurelia n.1092, Querceta - 55047 Seravezza (LU) Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 E’ data la facoltà di richiedere l’inserimento nell’Antologia 2019 effettuandone esplicita richiesta/prenotazione sulla Scheda di Partecipazione Sezione B - LIBRO DI POESIE EDITO (comprese le pubblicazioni in versione Ebook) Partecipano alla Sezione B i Libri di Poesie Editi pubblicati a partire dagli ultimi dieci anni (2009 compreso), è inclusa la partecipazione dei libri di poesie editi in formato Ebook. Sono compresi i libri auto-editi. L’autore potrà partecipare alla sezione con una sola pubblicazione inviandone 3 (TRE) copie in cartaceo se l’iscrizione sarà fatta per posta tradizionale oppure inviando la versione in Pdf e la copertina fronte/retro in Jpeg se l’iscrizione viene effettuata OnLine tramite il sito ufficiale o per posta elettronica. PREMI 1° Premio €.400,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, una copia omaggio dell’Antologia della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti e Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.300,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone, 3° Premio €.200,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. 4° Premio €.100,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone. Tutti i libri premiati avranno la copertina pubblicata sull’Antologia a pagina intera e una lirica a scelta dalla Giuria. Ai 15 FINALISTI sarà assegnata una Pergamena Personalizzata e verrà inserita all’interno dell’Antologia la copertina del libro. Premi Speciali Supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria; nel caso di assegnazione sarà consegnata una Pergamena Personalizzata e sarà inserita nel testo antologico la copertina del libro per ciascun autore. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, il libro nella versione digitale Pdf, la copertina completa fronte/retro in formato Jpeg e la ricevuta di versamento della quota di partecipazione. ISCRIZIONE A MEZZO POSTA (farà fede il timbro postale) inviando in busta chiusa la Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, n. 3 (TRE) copie del Libro e la ricevuta di versamento della quota di partecipazione alla Segreteria del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” Via Aurelia n.1092, Querceta - 55047 Seravezza (LU) Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 E’ data la facoltà di richiedere l’inserimento nell’Antologia 2019 effettuandone esplicita richiesta/prenotazione sulla Scheda di Partecipazione Sezione C – RACCONTO (compresa Lingua Dialettale e Lingua Straniera) Partecipano alla Sezione C i Racconti, anche già premiati in altri concorsi, inediti ed editi, con lo scopo di stimolare, valorizzare e promuovere la creatività e le attitudini professionali in ambito letterario. Per i racconti in Lingua Dialettale o Lingua Straniera deve essere allegata la traduzione in Lingua Italiana. Si concorre con n. 1 (Uno) o n. 2 (Due) Racconti per ogni Autore; per chi si iscrive per posta tradizionale le copie anonime in cartaceo dovranno essere n.3 per ogni racconto, se invece l’iscrizione sarà effettuata OnLine tramite il sito ufficiale o per posta elettronica gli elaborati da inviare saranno nominati con il solo titolo del racconto in formato Word (.doc, docx, .odt). La lunghezza di ogni racconto va da un numero minimo di 9000 battute ad un massimo di 36000 spazi inclusi. L’impaginato deve avere le seguenti caratteristiche: Titolo, carattere Times New Roman corpo 12, interlinea 1,5, testo giustificato, pagine numerate evitando doppi spazi e doppi invii quando è possibile. Nel caso in cui i racconti siano già stati pubblicati, dovranno essere indicati, con nota a piè di pagina, i riferimenti della pubblicazione. PREMI 1°Premio €.300,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, una copia omaggio dell’Antologia della 5ª edizione dove sarà pubblicato il racconto in forma integrale e una Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.200,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone, pubblicazione del racconto in forma integrale e una Pergamena Personalizzata. 3° Premio €.100,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone, pubblicazione del racconto in forma integrale e una Pergamena Personalizzata. Ai 15 FINALISTI sarà pubblicato un estratto del racconto sull’Antologia e consegnata una Pergamena Personalizzata. Premio Speciale “Michelangelo Buonarroti” Città di Seravezza (LU): sarà assegnato all’artista la cui opera sarà segnalata dalla Giuria per essersi particolarmente distinta o per aver fatto riferimento al tema dell’ambiente e del territorio Apuo-Versiliese, luoghi in cui lavorò e visse il più grande artista della storia di ogni tempo Michelangelo Buonarroti. Il riconoscimento verrà consegnato insieme alla Pergamena Personalizzata dalle più alte cariche dall'Amministrazione del Comune di Seravezza (LU). Il testo dell’opera premiata sarà inserito in forma integrale sull’Antologia 2019. Premi Speciali Supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria; nel caso di assegnazione sarà consegnata una Pergamena Personalizzata e sarà pubblicato un estratto del racconto sull’Antologia. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, File singoli in Word (.doc,.docx, .odt) nominati con il solo titolo di ogni racconto e ricevuta di versamento della quota di partecipazione. ISCRIZIONE A MEZZO POSTA (farà fede il timbro postale) inviando in busta chiusa la Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, n. 3 (TRE) copie anonime di ciascun elaborato e la ricevuta di versamento della quota di partecipazione alla Segreteria del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti -Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” Via Aurelia n.1092, Querceta - 55047 Seravezza (LU) . Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 E’ data la facoltà di richiedere l’inserimento nell’Antologia 2019 effettuandone esplicita richiesta/prenotazione sulla Scheda di Partecipazione Sezione D - LIBRO DI NARRATIVA EDITO (comprese le pubblicazioni in versione Ebook) Partecipano alla Sezione D tutti quei Libri di Narrativa EDITI, inclusa la partecipazione dei libri in formato Ebook, con pubblicazione a partire dal 2009 compreso. I libri potranno essere già stati premiati in altri concorsi. Sono compresi i libri auto-editi. Sono considerati tutti i generi letterari. L’ autore potrà partecipare alla sezione Narrativa con un solo titolo inviando 3 copie in cartaceo o in versione Pdf per l’inoltro del materiale con l’iscrizione online o per posta elettronica. PREMI 1° Premio €.400,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, una copia omaggio dell’Antologia della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti e Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.300,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone e Pergamena Personalizzata. 3° Premio €.200,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone e Pergamena Personalizzata. 4° Premio €.100,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone e Pergamena Personalizzata. Tutti i libri premiati avranno la copertina pubblicata sull’Antologia a pagina intera. Ai 15 FINALISTI sarà assegnata una Pergamena Personalizzata e sarà inserita nell’Antologia la copertina del libro. Premio speciale della Critica ai Libri che si saranno particolarmente distinti e dei quali verrà pubblicata la copertina a pagina intera sull’Antologia e Pergamena Personalizzata. Premi Speciali Supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria; nel caso di assegnazione sarà consegnata una Pergamena Personalizzata e la copertina del libro sarà inserita nel testo antologico 2019. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, il Libro nella versione digitale Pdf, la copertina del libro fronte/retro in formato Jpeg, la ricevuta di versamento della quota di partecipazione, una breve Sinossi. ISCRIZIONE A MEZZO POSTA (farà fede il timbro postale) inviando in busta chiusa la Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, n. 3 (TRE) copie del Libro, la ricevuta di versamento della quota di partecipazione e una breve Sinossi alla Segreteria del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” Via Aurelia n.1092, Querceta - 55047 Seravezza (LU) Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 E’ data la facoltà di richiedere l’inserimento nell’Antologia 2019 effettuandone esplicita richiesta/prenotazione sulla Scheda di Partecipazione Tutti i libri, i manoscritti e i dattiloscritti inviati non verranno restituiti e saranno donati alle Biblioteche, ai Centri Culturali e alle Scuole con intenti di promozione e diffusione affinché gli autori possano incontrare molti nuovi Estimatori e/o Lettori. Sezione E - PITTURA Partecipano alla Sezione E le opere, anche già premiate in altri concorsi, realizzate in piena libertà stilistica e tecnica (olio, tempera, acrilico, smalto, spray, vernice, inchiostro, vinile, acquerello, grafite, matita, collage, tecnica mista, pastelli, pennarelli, etc.) e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, plastica, ferro, etc.). Le misure massime consentite per ogni opera sono di cm. 100x120 esclusa la cornice che è consigliata, ma facoltativa. Eventuali formati speciali dovranno essere anticipatamente comunicati alla segreteria. Il polittico è considerato “opera unica”, pertanto la sua dimensione totale deve rispettare le misure sopra indicate. Le opere rimarranno di proprietà degli artisti. Sono ammesse fino a n. 3 (TRE) opere per ogni artista. PREMI 1° Premio €.500,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, pubblicazione dell’opera sul Catalogo della 5ª edizione, copia omaggio e Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.400,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 3° Premio €.300,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 4° Premio €.200,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 5° Premio Abbonamento annuale omaggio alla rivista ARTE (Cairo Editore), Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. Ai 15 FINALISTI - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. Premio speciale della Critica: l’ opera che si sarà particolarmente distinta avrà diritto all’esposizione e alla pubblicazione nel Catalogo della 5ª e ad una Pergamena Personalizzata. Premio Speciale “Michelangelo Buonarroti” Città di Seravezza: sarà assegnato all’artista la cui opera sarà segnalata dalla Giuria per essersi particolarmente distinta o per aver fatto riferimento al tema dell’ambiente e del territorio Apuo-Versiliese, luoghi in cui lavorò e visse il più grande artista della storia di ogni tempo Michelangelo Buonarroti. Il riconoscimento verrà consegnato insieme alla Pergamena Personalizzata dalle più alte cariche dall'Amministrazione del Comune di Seravezza (LU). Premi Speciali supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria. Le opere vincitrici, le finaliste e i premi speciali saranno esposte nei prestigiosi spazi dell’Area Medicea – Patrimonio UNESCO/ Palazzo Rossetti e Centro Storico di Seravezza (LU) e pubblicate nel Catalogo Ufficiale della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti con il privilegio di essere affiancate ad opere di artisti di fama nazionale ed internazionale i cui nomi verranno resi noti con la pubblicazione del Verbale di Giuria. Ai vincitori e selezionati sarà richiesto il file digitale delle opere per la realizzazione del catalogo. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, le foto delle opere in formato Jpeg con risoluzione di almeno 300 dpi che dovranno essere nominate come da esempio: nomecognome_titolo_anno_tecnica_cm.100x.120 e la ricevuta di versamento della quota di partecipazione. Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 Il Catalogo può essere prenotato sulla Scheda di Partecipazione Sezione F - SCULTURA Partecipano alla Sezione F le sculture, anche già premiate e pubblicate, aventi le seguenti caratteristiche: Opera scolpita (nel marmo,nella pietra, nel legno, nell’avorio), plasmata in materia cedevole (argilla, cera), fusa (metalli, plastica) o ottenuta dalla saldatura di pezzi metallici o dall’aggregazione di materiali diversi tridimensionali. Le misure massime consentite per ogni opera sono max: base cm. 40, profondità cm. 40, altezza cm. 40. Eventuali formati speciali dovranno essere anticipatamente comunicati alla segreteria. Le opere rimarranno di proprietà degli artisti. Sono ammesse fino a n. 3 (TRE) opere per ogni artista. PREMI 1° Premio €.500,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, pubblicazione dell’opera sul Catalogo della 5ª edizione, copia omaggio e Pergamena Personalizzata. 2° Premio €.300,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 3° Premio €.200,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 4° Premio - Abbonamento annuale omaggio alla rivista ARTE (Cairo Editore) e Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata Ai 15 FINALISTI - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata Premio Speciale “Michelangelo Buonarroti” Città di Seravezza: sarà assegnato all’artista la cui opera sarà segnalata dalla Giuria per essersi particolarmente distinte o per aver fatto riferimento al tema dell’ambiente e del territorio Apuo-Versiliese, luoghi in cui lavorò e visse il più grande artista della storia di ogni tempo Michelangelo Buonarroti. Il riconoscimento verrà consegnato insieme alla Pergamena Personalizzata dalle più alte cariche dall'Amministrazione del Comune di Seravezza (LU). Premi Speciali supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria. Ai vincitori e selezionati sarà richiesto il file digitale delle opere per la realizzazione del catalogo e la stampa degli elaborati. Le opere vincitrici, le finaliste e i premi speciali saranno esposte nei prestigiosi spazi dell’Area Medicea – Patrimonio UNESCO/ Palazzo Rossetti e Centro Storico di Seravezza (LU) e pubblicate nel Catalogo Ufficiale della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti con il privilegio di essere affiancate ad opere di artisti di fama nazionale ed internazionale i cui nomi verranno resi noti con la pubblicazione del Verbale di Giuria. Ai vincitori e selezionati sarà richiesto il file digitale delle opere per la realizzazione del catalogo. ISCRIZIONE ONLINE 2019 compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org e inserendo gli allegati richiesti ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviando tutti gli allegati richiesti all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com Allegati Richiesti: Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti, da 3 (tre) a 5 (cinque) foto e n.1 video delle opere iscritte scattate da varie angolazioni da cui si evincano chiaramente le fattezze, formato Jpeg con risoluzione di almeno 300 dpi e ricevuta di versamento della quota di partecipazione. Ciascun file allegato dovrà essere nominato con la didascalia dell'opera. Esempio: mario rossi_titolo_anno_marmo_cm.40x40x40 Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 Il Catalogo può essere prenotato sulla Scheda di Partecipazione Sezione G – FOTOGRAFIA La Sezione G – FOTOGRAFIA sarà articolata nelle seguenti categorie: X) Categoria Colore TEMA LIBERO – Colore (max 3 opere). Y) Categoria Bianco/Nero TEMA LIBERO – B/N (max 3 opere). J) Categoria Natura TEMA NATURA – (max 3 opere). I partecipanti dovranno essere in possesso di tutti i diritti sulle immagini fotografiche, tutte le loro componenti e sulle successive elaborazioni ritenendosi direttamente responsabili del contenuto delle stesse. La proprietà delle immagini fotografiche inviate al concorso rimane dei singoli autori che cedono il diritto di riproduzione delle stesse al Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti per eventi inerenti alla manifestazione con l’obbligo di menzione dell’autore. PREMI CATEGORIA COLORE: 1° Premio € 300,00 - Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, pubblicazione dell’opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata, copia omaggio e Pergamena Personalizzata. 2° Premio € 150,00 - Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata 3° Premio € 100,00 Abbonamento annuale alla rivista Riflessioni Realizzata dal CIFA Centro Italiano Fotografia d'Autore, pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena e Pergamena Personalizzata. AGLI ALTRI 7 SELEZIONATI Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. CATEGORIA BIANCO/NERO : 1° Premio € 300,00 Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, pubblicazione dell’opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata, copia omaggio e Pergamena Personalizzata. 2° Premio € 150,00 Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata 3° Premio € 100,00 Abbonamento annuale alla rivista Riflessioni Realizzata dal CIFA Centro Italiano Fotografia d'Autore, pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata AGLI ALTRI 7 SELEZIONATI Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. CATEGORIA TEMA NATURA : 1° Premio € 300,00 Cena d'Onore degli Artisti per due persone sabato 30 Novembre 2019 e pernottamento in B&B se provenienti da fuori regione, pubblicazione dell’opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata, copia omaggio e Pergamena Personalizzata. 2° Premio € 150,00 Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. 3° Premio € 100,00 Abbonamento annuale alla rivista Riflessioni Realizzata dal CIFA Centro Italiano Fotografia d'Autore, pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. AGLI ALTRI 7 SELEZIONATI Pubblicazione dell’Opera sul Catalogo della 5ª edizione e Pergamena Personalizzata. Premio speciale della Critica: le opere che si saranno particolarmente distinte saranno esposte e pubblicate nel Catalogo della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, consegna di una Pergamena Personalizzata durante i cerimoniali. Premio Speciale “Michelangelo Buonarroti” Città di Seravezza: sarà assegnato all’artista la cui opera sarà segnalata dalla Giuria per essersi particolarmente distinte o per aver fatto riferimento al tema dell’ambiente e del territorio Apuo-Versiliese, luoghi in cui lavorò e visse il più grande artista della storia di ogni tempo Michelangelo Buonarroti. Il riconoscimento verrà consegnato insieme alla Pergamena Personalizzata dalle più alte cariche dall'Amministrazione del Comune di Seravezza (LU). Sarà altresì consegnato un Voucher valido per un soggiorno del valore di €. 300,00 a disposizione del vincitore da utilizzare entro e non oltre il 31/12/2020 (il valore è da considerarsi come escluso di tasse e di quota d'iscrizione, non è rimborsabile in denaro e non cedibile); Premi Speciali supplementari potranno essere assegnati a discrezione della Giuria. Le opere vincitrici saranno esposte nell’Area Medicea – Patrimonio UNESCO/ Palazzo Rossetti e Centro Storico di Seravezza (LU) e saranno pubblicate sul Catalogo della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti con il privilegio di essere affiancate ad opere di artisti di fama nazionale ed internazionale i cui nomi verranno resi noti con la pubblicazione del Verbale di Giuria. Le immagini presentate devono avere una risoluzione massima di 2500 pixel, essere presentate in formato JPG minimo 300 DPI. I file dovranno essere nominati con le prime tre iniziali del cognome, le prime tre iniziali del nome, la categoria (X,Y,J) e il numero d’ordine progressivo dell’opera presentata (1-2-3): [ X) per Tema Libero Colore -Y) per Tema Libero BN - J) Tema Natura BN –Colore] Esempio:Rossi Mario Tema Libero BN sarà: ROSMAR_Y1 Il titolo delle opere dovrà essere menzionato solo sulla Scheda di Partecipazione. Per le opere premiate, gli autori sono obbligati a fornire prova di veridicità dell’immagine premiata attraverso l’invio del file RAW della stessa. I suddetti file RAW dovranno essere forniti in modo da permettere il controllo e la conferma del Verbale di Giuria. Agli autori che non forniranno il file RAW delle opere premiate o ai quali sarà contestata la veridicità delle stesse, sarà annullato il Premio. ISCRIZIONE ONLINE 2019 per tutte le categorie della sezione compilando tutti i campi richiesti nel Form d’Iscrizione dal sito ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org oppure inviando una mail all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com allegando la Scheda di Partecipazione compilata in tutti i campi unitamente agli allegati. Si precisa che i vincitori delle tre categorie ed i 7 selezionati per ciascuna categoria, i vincitori del Premio della Critica e del Premio Speciale Michelangelo Buonarroti Città di Seravezza (LU), dovranno fornire, a propria cura e spese la fotografia nella misura di cm. 60*40 su carta fine-art e installata su pannello rigido cm. 70*50 che verrà esposta nell’Area Medicea – Patrimonio UNESCO/ Palazzo Rossetti e Centro Storico di Seravezza (LU) Clicca qui di seguito per accedere direttamente all’iscrizione online ISCRIVITI , scarica qui di seguito la versione stampabile della SCHEDA DI PARTECIPAZIONE Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. Gli artisti possono partecipare ad una o più sezioni versando le relative quote - Il termine per l’iscrizione è fissato per sabato 5 Ottobre 2019 Il Catalogo può essere prenotato sulla Scheda di Partecipazione QUOTA D' ISCRIZIONE E MODALITA' DI PAGAMENTO Ogni artista potrà partecipare con una o più opere anche a più sezioni versando le relative quote di partecipazione, nel caso si aderisca a più sezioni il pagamento sarà cumulativo. Per coloro che partecipano a più sezioni sarà sufficiente inoltrare la propria iscrizione compilando un'unica Scheda di Partecipazione. La quota d'iscrizione non è rimborsabile. Sezione (A) Poesia € 20,00 – Si partecipa con un massimo di n. 4 poesie Sezione (B) Poesia Edita € 20,00 – Si partecipa con un massimo di n.1 libro Sezione (C) Racconto € 20,00 un racconto - € 30,00 due racconti Sezione (D) Libro di Narrativa Edito € 20,00 – Si partecipa con un massimo di n.1 libro Sezione (E) Pittura € 30,00 un' opera - € 50,00 due opere - € 65,00 tre opere Sezione (F) Scultura € 30,00 un' opera - € 50,00 due opere - € 65,00 tre opere Sezione (G) Fotografia € 30,00 (una categoria) - € 50,00 (due categorie) - € 65,00 (tre categorie) L'invio della quota di partecipazione o copia dell'avvenuto versamento dovranno pervenire contestualmente all'iscrizione con una delle modalità di seguito elencate: Assegno bancario-Assegno circolare/Vaglia postale Non Trasferibile intestato a: Associazione Culturale ARTE PER AMORE - 55047 Seravezza LU Bollettino postale C/C n.1027747573 intestato a: Associazione Culturale ARTE PER AMORE – 55047 Seravezza LU Causale: Nome e Cognome dell'Artista - Michelangelo 2019 – Sezione: (indicare la/e sezione/i) Pagamento sicuro PAYPAL per le iscrizioni ONLINE Iscrivendosi ONLINE è sufficiente compilare il Form disponibile nella Homepage del sito www.premiomichelangelobuonarroti.org o qui di seguito: compilando tutti i campi richiesti. Con la compilazione del Form si accederà alla pagina di pagamento protetta dove sarà possibile inserire i dati della carta di credito (o carta prepagata) oppure accedere al proprio Conto PAYPAL. Gli utenti PAYPAL esperti potranno effettuare il pagamento direttamente in favore del conto PayPal ass.arteperamore@gmail.com intestato a Associazione Culturale ARTE PER AMORE Ricarica PostePay n.4023 6009 6888 2292 intestatario Benedetti Barbara c.f. BNDBBR70R57I622L (Presidente dell'Associazione) Bonifico Bancario su POSTE ITALIANE SPA IBAN: IT 28 L076 0113 7000 0102 7747 573 a favore dell'Associazione Culturale ARTE PER AMORE per Bonifici Internazionali: BIC/SWIFT (BankIdentifierCode) BPPIITRRXXX causale: Nome e Cognome dell'Artista - Michelangelo 2019 – Indicare la/e Sezione/i Contanti la quota potrà pervenire anche in denaro contante se spedita contestualmente all’invio delle opere partecipanti a mezzo posta assicurata o raccomandata A.R. TERMINI DI SCADENZA - MODALITA' DI ISCRIZIONE Dove, come e quando spedire il materiale: Il TERMINE d'iscrizione è fissato per Sabato 5 Ottobre 2019 Gli artisti possono iscriversi ad una o più sezioni versando le relative quote e potranno procedere scegliendo una delle due modalità: ISCRIZIONE ONLINE 2019: compilare il Form d’ Iscrizione disponibile nella Homepage del sito www.premiomichelangelobuonarroti.org, qui di seguito: compilando tutti i campi richiesti oppure per mail all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com ISCRIZIONE per POSTA ELETTRONICA inviare tutti gli allegati richiesti per le sezioni alle quali si intende partecipare all’indirizzo premiomichelangelo@gmail.com ricordandosi di inserire la Scheda di Partecipazione compilata in tutte le sue parti. ISCRIZIONE A MEZZO POSTA: (farà fede il timbro postale). Inviare in busta chiusa la Scheda di Partecipazione (ultima pagina del bando) compilata in tutte le sue parti e gli allegati richiesti per la sezione/i alla quale si intende partecipare all'indirizzo: Segreteria del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti Associazione Culturale “ARTE PER AMORE” Via Aurelia n.1092, Querceta - 55047 Seravezza (LU) Ogni partecipante riceverà dalla segreteria, nelle 72 ore dalla ricezione dei materiali, una email di riscontro con la conferma dell'ammissione al concorso e della corretta iscrizione. SPEDIZIONE delle OPERE e IMBALLAGGIO per le sezioni di PITTURA, SCULTURA e FOTOGRAFIA Le opere che la Giuria sceglierà di esporre nell’Area Medicea – Patrimonio UNESCO/ Palazzo Rossetti e Centro Storico di Seravezza (LU) dovranno essere consegnate nei giorni 20, 21 e 22 novembre 2019 contattando la società Mail Boxes Etc – MBE 249 Via Provinciale, 152 cap 55042 Forte dei Marmi LU che ha l’incarico da parte dell’Associazione Culturale Arte per Amore di curare il ritiro/spedizione delle opere in concorso. Qui di seguito i recapiti da contattare Tel: 0584/332284 mail: mbe249@mbe.it e il link dal quale scaricare le condizioni per la spedizione, il modulo e il fac-simile per essere guidati nella compilazione Clicca qui per Scaricare i Moduli Si precisa che nel modello da compilare per la spedizione dovrà essere indicato tra i Dati di Spedizione se l’invio riguarda un’opera di Pittura, Scultura o Fotografia e la dicitura Segreteria della 5.a Edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti. Le opere dovranno essere già munite di attaccaglia singola debitamente montata e funzionale per l’allestimento e riportare sul retro il nome/cognome dell’artista e didascalia completa dell’opera. L’ opera dovrà pervenire imballata a regola d'arte e in maniera semplice, avvolta in pluriball, custodita in un contenitore di cartone, riutilizzabile per la spedizione di rientro e dovrà riportare sul retro il nome e cognome dell’Artista. Si raccomanda di scrivere in stampatello e ben leggibile il nome del Mittente e il recapito telefonico. Sarà premura della Segreteria del Premio comunicare agli artisti sul sito ufficiale, tramite mail o per sms, la data di rientro dell’opera al termine dell’esposizione per il tramite della società Mail Boxes Etc – MBE 249 da contattare ai riferimenti sopra citati. Qualora non venga richiesto il ritiro dell’opera da parte dell’Artista entro il giorno 31/01/2020 l’Associazione Culturale Arte per Amore provvederà ad assegnarla per mezzo di donazione (senza scopo di lucro) ad Associazioni Impegnate nel Sociale. L'Associazione Culturale Arte per Amore, pur assicurando la massima cura e custodia delle opere pervenute, declina ogni responsabilità per eventuali furti, incendi, manomissioni o danni di qualsiasi natura, alle opere o alle persone, che possano verificarsi durante tutte le fasi della manifestazione e della permanenza della mostra. Se l’artista lo riterrà opportuno potrà provvedere alla sottoscrizione per proprio conto di una copertura assicurativa delle opere. La spedizione ed il ritiro delle opere sono a carico dell’artista. RISULTATI I risultati finali del Premio saranno resi noti a partire dalle ore 17.00 del 12 novembre 2019 con la pubblicazione sul Sito Ufficiale www.premiomichelangelobuonarroti.org. I vincitori saranno avvisati tramite comunicazione scritta a mezzo mail o con SMS. GIURIA La Giuria, presieduta per le Arti Visive dal Maestro Aurelio Amendola e per le Materie Letterarie dal Maestro Simone Domeniconi, può vantare nomi di assoluta eccellenza, il cui verdetto sarà insindacabile ed il giudizio inappellabile e sarà resa nota con la pubblicazione dei risultati sul sito www.premiomichelangelobuonarroti.org. PREMIAZIONE La solenne Cerimonia di Premiazione, alla quale parteciperanno le più alte cariche dell’Amministrazione del Comune di Seravezza (LU), esponenti di spicco del mondo della cultura, dell’arte e del giornalismo, si terrà nei giorni in coda citati presso il Teatro delle Scuderie Granducali del Palazzo Mediceo Patrimonio UNESCO di Seravezza (LU) Durante la cerimonia di premiazione saranno esposte le opere scelte dalla Giuria per le sezioni di pittura, scultura e fotografia che faranno parte del Catalogo Ufficiale delle Arti Visive e verrà presentato il testo dell’Antologia della 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti. I premi in denaro verranno consegnati esclusivamente ai vincitori presenti alla cerimonia di premiazione, o a persona delegata in forma scritta con preavviso alla segreteria almeno 3 giorni prima dell’evento. In caso di ex-aequo, i premi in denaro saranno divisi. Per le sezioni Poesia, Poesia Edita, Racconti e Narrativa i cerimoniali si terranno Sabato 30 Novembre 2019 Il programma proseguirà con la Cena degli Artisti (di tutte le sezioni) in compagnia dei componenti della Giuria, dei rappresentanti dell'Associazione Culturale Arte per Amore e di coloro che vorranno aggregarsi al conviviale (solo su prenotazione contattando i riferimenti che verranno indicati sul sito ufficiale con l’uscita di tutti i vincitori). Per le sezioni Pittura, Scultura e Fotografia i cerimoniali si terranno Domenica 1 Dicembre 2019 L'omaggio del pernottamento in B&B (30 Novembre) è inteso per i Vincitori Assoluti di ogni sezione solo se provenienti da fuori Regione. Il programma dettagliato e gli orari delle attività e delle premiazioni saranno pubblicati a partire da martedì 13 Novembre PRENOTAZIONE ANTOLOGIA E CATALOGO Per la 5ª edizione del Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti è prevista la realizzazione di un'Antologia per le materie letterarie Sezioni(A),(B),(C),(D) e di un Catalogo per le materie artistiche Sezioni (E),(F),(G) dove saranno pubblicate le opere premiate e quelle selezionate dalla Giuria tecnica del Concorso. Tutti i partecipanti potranno acquistare l'Antologia e il Catalogo 2019 manifestando il proprio interesse sulla Scheda di Partecipazione ed effettuando contestualmente un versamento integrativo e/o cumulativo alla quota di iscrizione per l’importo di Euro 20,00 per ogni copia quale contributo di stampa. La copia acquistata potrà essere ritirata direttamente il giorno della premiazione oppure potrà esserne richiesta la spedizione a partire da lunedì 13 gennaio 2020 in contrassegno. RESPONSABILITA’ DELL’AUTORE Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Saranno escluse tutte quelle opere dai contenenti parole e concetti volgari, violenti, razzisti e contro ogni religione. DIRITTI D'AUTORE: I candidati concedono, all'Associazione Culturale Arte per Amore, i diritti di citazione delle opere edite ed inedite al solo fine della redazione dell'antologia e del catalogo, dell’archivio delle adesioni e della pubblicizzazione delle opere sul sito web del Premio e degli altri mezzi di comunicazione e promozione, senza nulla a pretendere a titolo di diritto d’ autore. CONSENSO: Ciascun artista con la partecipazione al Premio accetta integralmente e incondizionatamente il regolamento contenuto nel presente bando emanato in data 15.07.2019 e autorizza espressamente l'Associazione Culturale Arte per Amore al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali trasmessi ai sensi della legge 675/96 (Legge sulla Privacy), le successive modifiche D.lgs 196/2003 (Codice Privacy) e del Regolamento Generale n. 679/2016 (GDPR), per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso e per tutte le attività culturali promosse dall’Associazione Arte per Amore. L’interessato potrà esercitare tutti i diritti di cui all’art. 7 del D.lgs 196/2003 e potrà richiedere gratuitamente e in qualsiasi momento la cancellazione o la modifica dei propri dati personali dalle banche dati gestite dall'Associazione Arte per Amore scrivendo alla Segreteria all'indirizzo email: ass.arteperamore@gmail.com o a mezzo posta all'indirizzo Associazione Culturale Arte per Amore Via dell'Alpe 103/b – 55047 Seravezza LU. Si precisa che a partire dal giorno successivo la pubblicazione dei nominativi dei vincitori, esclusivamente ai fini organizzativi, l’Associazione Culturale Arte per Amore comunicherà i dati degli Artisti all’agenzia Fantasy World Viaggi di Seravezza (LU) che avrà l’incarico di prendere contatto con ciascuno per mail o telefonicamente solo ed esclusivamente per la logistica sul territorio nelle giornate dei cerimoniali al fine di agevolare gli Artisti nella loro permanenza in Versilia per il periodo suddetto. NORME CONCLUSIVE: Il Bando e tutte le informazioni saranno divulgate a mezzo stampa, via web, e via mail; saranno inoltre consultabili sul Sito Web: www.premiomichelangelobuonarroti.org. La Scheda di Partecipazione è scaricabile direttamente dal sito www.premiomichelangelobuonarroti.org, dal link qui di seguito SCHEDA DI PARTECIPAZIONE o utilizzando il modulo ONLINE cliccando direttamente qui: PER MAGGIORI INFORMAZIONI E DETTAGLI Rivolgersi alla coordinatrice responsabile del Premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti” per maggiori dettagli e informazioni. Sig.ra Barbara Benedetti, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12:30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Per informazioni: Rec.Tel/Whatsapp +39.371.1983645 premiomichelangelo@gmail.com Fax. +39.0584/1989526 Associazione Culturale ARTE PER AMORE Il Presidente Barbara Benedetti
  19. Floriana

    Edoardo

    *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  20. Kikki

    Storia dell'acqua

    «Guarda come sei conciato!» Fabio china la testa e sbircia la sua maglia sudicia: è stato un pomeriggio fantastico! Lui e gli altri hanno combattuto la battaglia di fango più spettacolare dell’estate. «Mamma, ma...» «Niente ma, Fabio!» La mamma alza la mano, il dito indice svetta torvo dondolando avanti e indietro a un palmo dal naso di Fabio. Quando la mamma tira fuori il dito le cose sono serie. «Ogni azione ha una conseguenza, quindi ora la maglia la laverai tu!» Non mi è andata nemmeno troppo male, pensa Fabio che si aspettava di non poter mai più uscire a giocare. Fabio si avvia per entrare in casa: butterà i vestiti in lavatrice e, in un qualche modo, capirà dove mettere il detersivo e quale bottone spingere per farla funzionare. «No!» Il dito indice blocca l’ingresso. «In casa non ci entri. Andrai al fiume e laverai via tutta la sporcizia come si faceva una volta». «Cosaaa?» Ma la mamma è già scomparsa dentro casa. Torna dopo poco con un pezzo di sapone e una spazzola con le setole corte e dure. «Non ti serve altro». La mamma mette i due oggetti in mano a Fabio. «Ora vai: olio di gomito e non ti risparmiare! E fai in fretta, ti voglio in casa prima del temporale». Di nuovo il dito indice si alza, questa volta indica il cielo. Piano piano, nuvole grosse come montagne coprono l’azzurro e la luce. Fabio, ancora incredulo, si incammina verso il fiume con sapone e spazzola stretti tra le braccia. Arrivato sulla riva sceglie una piccola pozza di acqua più bassa e tranquilla che scorre cristallina sulle pietre tonde del letto del fiume. Fabio si toglie la maglia toccandola il meno possibile. È proprio sporca. Si mette in ginocchio sulle pietre umide e scivolose, immerge la maglia e ridacchia. «È così infangata che non si vedono più nemmeno le righe colorate!» Fabio sfrega, insapona, strofina, spazzola con forza e sciacqua. Poi ricomincia: sfrega, insapona, strofina, spazzola con forza e sciacqua. E poi da capo. Dopo aver ripetuto il trattamento per quelle che gli sembrano almeno un milione di volte, a Fabio fanno male le braccia, ma solleva la maglia gocciolante. «Dove sono finite le righe?» esclama sgranando gli occhi. Il tessuto è bianco come il foglio di un quaderno nuovo: le righe colorate sono scomparse insieme al fango. Fabio guarda in giro: destra, sinistra, davanti, dietro, finché non gli viene il dubbio che alle sue righe sia così piaciuta l’acqua da decidere di continuare il bagno. Fabio punta gli occhi verso il fiume, ed eccole là: le righe colorate si allontanano galleggiando placide. «E adesso? A me le maglie bianche non piacciono!» Fabio butta la spazzola e il sapone sulla riva, si toglie le scarpe ed entra nel fiume. «Righe!» grida Fabio e l’acqua gli arriva già alla pancia. «Tornate indietro! Tornate subito sulla maglia!» Ma le righe emozionate, poco abituate a tuffi e libertà, se la spassano immergendosi e saltando dentro e fuori dall’acqua come delfini in mare. Fabio è bravo a nuotare, ma le righe sono veloci e molto agili, Fabio non riesce mai a raggiungerle. All’improvviso, le nuvole si aprono e il sole spunta allungando i raggi fino al fiume. Fabio ne sente il calore sulla testa e le spalle. Anche le righe avvertono il caldo del sole e cominciano a ridere forte e ad attorcigliarsi tra loro come se qualcuno gli facesse il solletico. Fabio approfitta della distrazione per accelerare; le ha quasi raggiunte quando le righe si zittiscono e si stiracchiano rilassate. «Siete mie, righe!» Fabio allunga la mano per acchiapparle, ma le righe escono dall’acqua ondeggiando come alghe in fondo al mare. Solo che stanno salendo verso il cielo! «Non ci credo!» esclama Fabio con un braccio teso in avanti e il naso per aria verso quello strano arcobaleno. «E adesso? Non riuscirò mai a raggiungerle e a riattaccarle alla maglia. Finirò in punizione». A Fabio viene da piangere mentre le sue righe galleggiano dentro una nebbiolina leggera sopra la chioma degli alberi. In quel momento le nuvole si richiudono e il sole scompare. Una nube violacea e arrabbiata borbotta minacciosa verso la nebbiolina color arcobaleno che si fa più consistente dallo spaventa e i colori delle righe della maglia di Fabio diventano più vividi. La nube violacea gorgoglia e poi ringhia alzando il volume mentre la nebbiolina volteggia ubbidiente verso di lei. «Perdute per sempre, le mie povere righe!» Fabio nuota contro corrente per andare a recuperare spazzola e sapone e tornare a casa. Esce dal fiume, si asciuga come può e indossa la maglia bianca con tristezza. Acchiappa gli oggetti, poi lancia un’ultima occhiata alle sue righe: la nebbiolina e la nube violacea si abbracciano ridendo a crepapelle, mentre le righe sfrecciano di qua e di là. Hanno l’aria di divertirsi un sacco. «Righe, venite giù! Torniamo a casa!» Le righe, la nebbiolina e la nube si fermano per fissare Fabio. Poi la nube si mette a strepitare e urlare e le righe a fare capriole come in lavatrice. Fabio corre più veloce che può; deve arrivare dalla mamma prima della pioggia. Ma la nuvola e le righe lo inseguono rapidissime gridando il loro canto di guerra. Dopo un grido spacca-timpani e un fulmine spacca-cielo, le gocce di pioggia saltano dalla nuvola verso la terra e Fabio. Plic, pluc, plac, sciaf, sente Fabio sulla pelle e sulla maglia e poi vede le sue righe: in ogni goccia di pioggia ce n’è una che si attacca al tessuto. Fabio asciuga le braccia nude strofinandole sulla maglia e i colori tornano a sdraiarsi in fila come i pennarelli in una scatola. Incredibile, pensa Fabio rimirando la sua bella maglietta pulita e colorata. «In fretta, Fabio! Comincia a piovere», grida la mamma dalla porta di casa. «Arrivo!»
  21. Kasimiro

    Speedy Paolino

    Paolino aveva una dote. Era veloce. Era così rapido nel fare le cose che a volte versava l'olio nel latte o il sale nel tè, la maionese sullo spazzolino da denti, infilava la scarpa blu nel piede destro e quella rossa nel sinistro. “Paolino, le scarpe!” Esclamò sconsolata la mamma. “Beh! Che c'è di strano, vanno di moda.” “Devi stare più tranquillo. Non c'è bisogno che tu faccia le cose sempre di fretta.” “Non sono io che sono veloce, siete voi che siete troppo lenti.” “Non è questione solo di velocità. È che non riesci a star fermo più di un minuto!” “Non è vero! Quando dormo sto fermo anche per otto ore!” La mamma decise di iscriverlo a un corso di yoga per bambini. L'istruttrice dava le indicazioni: “Respirate profondamente, tenete le braccia in alto per alcuni secondi, poi abbassatele lentamen...” Ma Paolino le agitava senza interruzione rotolandosi sul pavimento da una parte all'altra. Si fermò, guardò l'istruttrice e disse: “Così va bene?” I genitori provarono a pensare ad altre soluzioni per rallentarlo o cercare di farlo meditare. Tentarono con un corso di scacchi. Ma Paolino, oltre che essere veloce, era anche molto intelligente e dava scacco matto a chiunque in poche mosse. “Chissà! Forse avrà un futuro da matematico!” Pensò la mamma. Alla mattina e alla sera provarono con infusi di valeriana e camomilla che non avevano molto effetto. Torturava anche la sorellina Katrina non lasciandola mai in pace; per fortuna aveva una pazienza infinita e sopportava amorevolmente il suo fratellone. Una sera, mentre guardava la tv insieme alla famiglia, evento raro, rimase incuriosito da un documentario sugli animali della foresta amazzonica. In particolare destò la sua attenzione la descrizione e le immagini del Bradipo. Paolino rimase per un attimo con gli occhi sgranati sentendo il commentatore che parlava di questo particolare animale: “...possono dormire fino a 20 ore al giorno, vivono esclusivamente sugli alberi e sono lentissimi, spesso rimangono fermi per molte ore confondendosi tra le foglie, sfuggendo così ai predatori. Scendono dall'albero solo per fare i propri bisogni una volta ogni 10 giorni circa...” “Mamma! Papà! Questo animale sta decisamente male, bisogna far qualcosa per aiutarlo!” “Non sta affatto male! E' proprio fatto così! La natura gli ha dato queste caratteristiche.” Paolino rimase perplesso a pensare: “Come è possibile vivere così?” Quella notte non riusciva a prendere sonno, la mente tornava di continuo a quel lento animale. Alla fine si addormentò ed iniziò a sognare ...vestiva i panni di una piccola scimmia che saltava da un ramo all'altro finché si ritrovò di fronte, faccia a faccia, il bradipo, che naturalmente rimase immobile. Questi lo fissò mentre lentamente si portava alla bocca una foglia, iniziando a masticare. Paolino rimase come ipnotizzato dallo sguardo dell'animale ed iniziò a seguirlo lentamente masticando anch'egli una foglia... Quella mattina si svegliò con le mandibole in movimento, quasi stesse ruminando ancora le foglie. Si alzò, allungò lentamente lo sguardo verso lo specchio, temendo di non rivedere la propria faccia ma quella di un bradipo. Invece... Ritrovò proprio Paolino, anzi, Speedy Paolino. Si lavò il viso, le ascelle e contemporaneamente i denti, mentre faceva la pipì da seduto. Si infilo due calzini diversi, la maglia al contrario e i pantaloni senza mutande. Bevve il tè coi biscotti, anche se in realtà era brodo di gallina preparato la sera prima dalla mamma, ma lui non se ne accorse, anzi lo apprezzò molto. Si infilò le scarpe, prese lo zaino ed entrò nella camera dei genitori dicendo: “Sono pronto per andare a scuola.” La mamma alzò lo sguardo e disse: “Paolino! Sono le quattro e mezza. Torna a letto a dormire.” “Neanche per sogno! - rispose - Aspetto buono buono sul divano che arrivi l'ora.” Dopo un po' guardò fuori dalla finestra e osservò qualcosa che non aveva mai visto prima: L'alba. E rimase lì, immobile.
  22. Kasimiro

    Viaggio onirico di una bolla di sapone

    A Caterina piacevano le bolle di sapone. Soffiava nell'anello immerso nel liquido e le osservava mentre volavano in cielo. Si divertiva molto, rideva saltellando e battendo i denti. Il suo sguardo era felice ed eccitato e i suoi occhi grandi, luccicavano dietro le spesse lenti degli occhiali. Quando ancora non erano del tutto svanite, partiva con una nuova soffiata. Non tratteneva la gioia, mostrando tutti i suoi dentoni da poco cresciuti. Poi, puntualmente, il liquido della boccetta si rovesciava a terra e lo sguardo cambiava emozione: si rannicchiava, tremava con la testa fra le mani e la scuoteva da una parte all'altra emettendo dei sibili acuti. “Ehi, ehi! non c'è bisogno di fare così, basta aggiungere un po' di detergente per piatti e acqua e la tua boccetta è di nuovo piena!” Esclamò la mamma cercando di tranquillizzarla. Fece l'operazione mentre la figlia la osservava trepidante. “Ecco! Pronte per una nuova partenza.” L'espressione di Caterina ritornò felice: due o tre soffiate... e di nuovo il liquido per terra. La mamma rabboccava...pianti, risa...risa e pianti. Continuarono così per tutto il giorno fino a che sul pavimento piastrellato del giardino si formò una pozza di acqua e sapone. Caterina scivolò e si ritrovò stesa per terra, si tolse maglia e pantaloni inzuppati e cominciò a insaponarsi tutto il corpo e i capelli. La mamma notò lo strano silenzio ed uscì fuori a vedere: “Oh Caterina!” e swissshh, finì per terra anche lei. “Guarda, è divertentissimo!” Rispose, mentre si spalmava il sapone su braccia e gambe. Scoprì che soffiando nel pugno chiuso venivano fuori bolle dalla mano. Fu ancora più felice. La mamma, vedendola così contenta, sorrise e la imitò giocando con lei. In questo bagno di schiuma, Caterina vide formarsi dalla mano una bolla più grande, che cresceva sempre più, fino a raggiungere le dimensioni di una mongolfiera. L'enorme sfera si distaccò da terra, portandosi dietro la bambina; la sua mano rimase incollata mentre il suo corpo si innalzò verso il cielo. “Mamma! Aiuto!” “Caterina! Non temere ti raggiungo subito!” La mamma provò a soffiare nella mano, ma non si formava nulla, provò e riprovò continuamente. Intanto Caterina spariva nel cielo e la bolla sembrava trasformata: non più di sapone ma di un materiale gommoso e resistente. Riuscì a sfilare la mano e notò che rimase attaccata alla sfera come un geco al muro. Si spostava sulla superficie curva con le mani e i piedi come se avesse delle ventose attaccate. “E ora?” Si chiese. Poi, un fumo annebbiò l'interno dell'involucro per dissolversi a breve, lasciando intravedere un corpicino rannicchiato, sospeso in un liquido torbido. Nel frattempo anche la mamma era riuscita nell'intento, e con lo stesso mezzo di trasporto della figlia si alzò verso il cielo, alla sua ricerca. A Caterina venne un colpo quando vide che quel corpo di bambina era uguale alla sua immagine. Dall'interno della sfera, lentamente, la fanciulla si ridestò stirandosi braccia e gambe, osservando Caterina attraverso la superficie trasparente. Sembrava che ognuna stesse di fronte allo specchio. Si avvicinarono e appoggiarono i due palmi l'uno incontro all'altro. Sentivano il calore che si trasmettevano e che si irradiava lungo tutto il corpo. Anche la bolla, come se fosse sensibile al contatto, prese una tonalità calda di arancione che si diramava lungo tutta la superficie. Le due bambine non distoglievano gli occhi gli uni dagli altri. Improvvisamente, quel sottile spessore iniziò a creparsi lasciando fuoriuscire parte del liquido. Intanto la mamma in lontananza notò la sua bambina, si avvicinò tirando un sospiro di sollievo: “Caterina! Finalmente!” Poi notò i due corpi identici che si muovevano in maniera indipendente e quasi le venne un colpo. La sfera della mamma andò a toccare quella della figlia. La riconobbe, perché i suoi capelli insaponati, profumavano di detersivo al limone. “Vieni qui, prendi la mia mano.” “Mamma! credo che una parte di me sia dentro quella bolla.” “Vieni, torniamo.” Lentamente scesero verso terra con lo sguardo rivolto all'altra sfera che si allontanava fino a perdersi. “Avevi ragione.” “Su che cosa? Mamma!” “Che una parte di te era lì, in alto. Vedi, quando sei nata, nella pancia non eri sola... ...dev'essere volata via, come una bolla di sapone!”
  23. Wolf88

    All'arrembaggio

    Buonasera a tutti! Visto che ormai sarà una questione di giorni e uscirà in libreria il mio nuovo romanzo per ragazzi ... vorrei chiedervi un parere su un genere che ormai sembra abbandonato: i libri sui pirati! Cosa ne pensate? Io lo adoro e mi chiedevo se esiste qualche nostalgico come me!
  24. Dragonbreath

    The Dragon Slayers Capitolo 0 (bozza)

    Buonasera a tutti! Vi presento la prima bozza del capitolo introduttivo del mio primo "libro", questo "libro" è ambientato in un mondo post-apocalittico nel quale gli umani sono stati sterminati dai draghi. Tra i pochi umani rimast si forma un gruppo di guerrieri, I Dragon Slayers appunto, specializzati nell' uccidere i draghi. Spero che questa bozza vi piaccia e che possiate darmi consigli sulla storia ma sopratutto sulla punteggiatura (che letterariamente parlando considero il mio punto debole) vi ringrazio in aticipo per tutti i consigli che mi darete. P.s. non abbiate paura ad essere troppo duri con i commenti, non mi offendo facilmente. CAPITOLO 0 Le guerre di Armònia 1 Gennaio 1142 P. I. – 20 Luglio 19 P. I. 1 Tanto tempo fa, nel continente di Armònia, vissero due razze in perenne conflitto da loro: gli Alv e i Draghi. Nel corso della storia queste due razze combatterono continuamente fino a causare una guerra che quasi distrusse il continente. La guerra si concluse con la sconfitta degli Alv che, prima di essere sterminati del tutto, crearono una nuova razza: gli umani; dopodiché si lanciarono in un ultimo attacco suicida contro i draghi riuscendo a uccidere il loro re: Luxifer. Per diversi secoli gli umani riuscirono a convivere pacificamente con i draghi. Infatti, nonostante fossero estremamente meno forti dei loro antenati2, gli umani sfruttando la loro intelligenza crearono comunità in tutte quelle zone di Armònia nelle quali, per il troppo caldo o per il troppo freddo, i draghi non potevano vivere. Circa nel 552 P. I. la maggior parte dell’umanità si riunì in una grande comunità: il sacro impero di Ilios. I regnanti di questo impero, gli Iliosus, erano diretti discendenti degli Alv e avevano ricevuto dai loro avi una missione importantissima: sconfiggere i draghi e ricacciarli nel loro luogo d’origine: L’Ade, una piccola isola all’ estremo est di Armònia. Alla morte d’Iliosus V detto “il pacifico” salì al trono il suo unico figlio maschio Iliosus VI. A differenza degli altri membri della sua famiglia Iliosus VI credeva fortemente nella missione affidatagli dai suoi avi e decise che sarebbe stato lui stesso a sconfiggere i draghi. Il re costrinse tutte le comunità di umani a entrare a far parte dell’impero, i pochi che si ribellarono vennero sterminati, ciò gli valse il soprannome “il sanguinario”. Una volta radunato un esercito enorme il re organizzò un'assemblea con i 100 maghi dell’impero. 25 Luglio 20 P. I. 12:34 Sala del trono Due uomini camminano velocemente in un lungo e silenzioso corridoio, indossano entrambi un’armatura rosso sangue e portano una spada al fianco sinistro, i due parlano tra loro: “Sei sicuro che il re sia qui, Cardok?” “Sicurissimo” rispose l’altro, “oggi è quel giorno quindi sicuramente sarà nella sala del trono a sbrigare i suoi affari” “da quando è diventato re ogni giorno è quel giorno” “Caro Kyros, sai che non dovresti criticare sua maestà, se glielo dicessi ti farebbe decapitare… Non che questo sia un problema dato che la testa ti è inutile” disse Cardok in tono beffardo. “Se non la smetti di fare il simpaticone ti taglio la lingua” disse Kyros. “Libero di provarci” I due arrivarono d’avanti ad un enorme portone in legno massiccio, oltre il quale era possibile sentire donne e bambini urlare e dei colpi di frusta. I due spalancarono il portone e si ritrovarono in un’immensa stanza, le cui pareti erano coperte da arazzi raffiguranti lo stemma della famiglia reale, a terra era presente un tappeto rosso di seta, in fondo alla stanza c’era un trono in oro massiccio, sul quale era seduto un uomo con barba e capelli castani e folti, lo affiancavano due balestrieri disgustati dalla scena alla quale stavano assistendo. Cardok disse: “Saluti vostra altezza, se non le è di troppo disturbo le dispiacerebbe concederci la sua attenzione?” era udibile chiaramente disprezzo nelle sue parole. Il re li guardò e disse “cosa volete generali? Non mi pare di avervi convocati” e continuò a scoccare la sua frusta. Kyros disse “abbiamo riunto tutti e 100 i maghi, pensavamo che le avrebbe fatto piacere saperlo” Il re disse con aria perplessa: “la riunione era oggi? Me ne ero dimenticato” detto ciò si alzò e fece cenno ai balestrieri di fare fuoco sulla schiera di persone disposte d’avanti al trono; Dopodiché disse: “Voi due mi farete da scorta mentre andiamo” “sissignore” dissero i due all’unisono senza entusiasmo. Il re amava passeggiare per la città, la considerava il suo più grande orgoglio. Ogni volta che usciva rimaneva estasiato dalla bellezza dei giardini pensili, dai piccoli fiumi che scorrevano all’interno della città e dai bellissimi monumenti. Era una soleggiata mattina di luglio, faceva molto caldo e i bambini erano fuori a giocare nei bellissimi giardini del palazzo reale, due bambine schizzarono accidentalmente il re con del fango: “C-ci scusi vostra ma-maestà” dissero le bambine sinceramente dispiaciute Il re le guardo amorevolmente e disse: “non preoccupatevi bambine” subito dopo averle superate disse: “Cardok, ammazzale.” Cardok estrasse la spada e si scagliò sulle bambine che non emisero un suono, gocce di sangue volarono ovunque. “Ottimo lavoro, procediamo” disse il re Cardok tornò in fila, serrando il pugno per nascondere il taglio sulla mano. 1 P. I. = prima della caduta di Ilios / D. I. dopo la caduta di Ilios 2 Gli Alv avevano un grande potere magico, al contrario pochi umani possono usare la magia
  25. GM Press

    GM Press

    La GM Press, nata nel 2016, si propone di interpretare il mestiere di editore in maniera attenta, dando spazio alla qualità delle proposte editoriali e alla domanda medio-alta di quel lettore che cerca una letteratura di evasione di buon livello. GM Press intende valorizzare il libro come prodotto editoriale, esaltandone le qualità dal punto di vista del formato e del contenuto. Dà una cura particolare agli aspetti grafici e alla qualità della presentazione e progressivamente intende proporsi come un luogo aperto di buona lettura, di scrittura, di apprendimento, di dialogo, di confronto e di ricerca, nel quale vecchia e nuova letteratura, scrittori affermati e autori emergenti, possano confrontarsi, creando e diffondendo cultura. GM Press soprattutto non chiede soldi per leggere e valutare i testi. Non chiede soldi per correggerli e migliorarli. Non chiede soldi per impaginarli e per produrli, pubblicizzarli e distribuirli e non chiede neppure di acquistare delle copie.
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