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Trovato 218 risultati

  1. Kikki

    [MI 114] Manzo e verdure

    Commento Prompt di mezzanotte Bengi è un bel cane dalla coda folta e dalle orecchie dritte, gli piace giocare a palla e va matto per le scatolette con manzo e verdure. Se ne sta spaparanzato in una pozza di sole fuori dal nuovo supermercato. Non è mai stato in questa parte della città. Mentre venivano in macchina pungenti odori di spezie e molta spazzatura vecchia e ben fermentata gli ha solleticato il naso. Il suo amico Gianni ha legato il guinzaglio giallo a un albero proprio fuori dall'entrata e gli ha detto di aspettare. Mentre il venticello gli scompiglia i peli, il cane lupo si addormenta con la schiena appoggiata alla corteggia ruvida. Un brivido gli corre dalla punta delle orecchie alla cima della coda. “Fa freschino”, riflette Bengi mentre si stiracchia e si guarda in giro. Il pensiero della nuova scatoletta che Gianni ha sicuramente comprato gli fa scivolare la bava dagli angoli della bocca; ma l'immagine che gli si para davanti gli secca la lingua il palato: l'enorme spiazzo pieno di macchine colorate e brillanti di sole è deserto. Solo qualche cartaccia rotola pigra tra i carrelli abbandonati. “Dove sono finiti tutti?”. La porta di vetro del grande negozio è immobile e impolverata. Nessuno. Gianni? Da nessuna parte. Bengi comincia a sentirsi inquieto. Che fare? Lancia un guaito tra le chiazze di luce pallida dei lampioni. Nessuno risponde. Si riaccuccia deciso ad aspettare. Gianni tornerà di sicuro a prenderlo. Dopo qualche ora Bengi però sente brontolare lo stomaco con forza. Non si può più rimandare la decisione. Deve andare a cercare qualcosa da mangiare; tornerà più tardi ad aspettare Gianni. Parte deciso verso la porta, ma il guinzaglio lo strattona e ricade seduto per terra. “Adesso basta, però!” ringhia il lupo all'albero, al guinzaglio e al parcheggio vuoto. Apre le fauci e acchiappa il tessuto giallo che lo tiene prigioniero. Tira di qua, tira di là, lo incastra bene tra i canini e STRAP, è libero. “Più facile del previsto”, pensa il Bengi un po' spiazzato. Trotterella intorno al cubo grigio che è il supermercato, quando un odorino gli va direttamente nella pancia e lo costringe ad accelerare. Gira l'angolo e dei grossi cassonetti color rana lo aspettano con il coperchio sollevato. Due ratti grigi e panciuti spuntano dal bordo verde, fanno vibrare i baffi nella sua direzione e si rituffano tra l'immondizia. Bengi scatta all'attacco abbaiando come un vero colosso, ma i ratti sono impegnati a scegliersi la cena nella pancia della dispensa da cui proviene quel profumo che l'ha fatto volare, così non lo degnano di un minimo di attenzione. Deluso dalla poca reazione dei ratti, Bengi si rimette ad annusare fino al cassonetto a fianco. Due colate di grasso giallo e denso si sono rapprese su una fiancata di plastica. La pancia lo incita ad assaggiare. Ma il naso gli dice di fare attenzione. Il lupo però ha troppa fame e dà una leccata generosa. La sua lingua rugosa si appiccica alla colla e per un momento Bengi si ritrova a bocca spalancata e attaccato al bidone. Deglutisce e si rimette la lingua attaccaticcia tra le fauci, sputacchiando e tossendo disgustato. Decide essere più cauto. Pensa con nostalgia alla sua scatoletta con manzo e verdure e lo stomaco gli raccomanda di non perdersi d'animo. Il terzo cassonetto ha un odore più promettente. Bengi si alza sulle zampe posteriori. Controlla che nessuna sostanza sospetta sia colata lungo i fianchi e spicca un salto. Ma è troppo alto e riesce solo a intravvedere delle mele marce senza però afferrarsi al bordo. Con il muso spinge delle cassette di legno, piano piano, per non farle crollare. Ci sale sopra con con la leggiadria di una farfalla. “Finalmente si mangia”, pensa Bengi rimirando il contenuto multicolore e umidiccio del bidone. «Ehi, cagnaccio, via di lì!» Un uomo tutto vestito di nero e con una torcia in mano sta correndo nella sua direzione. Bengi acchiappa tra i denti la prima cosa che gli capita a tiro, salta fuori dal cassonetto come un vero atleta e scappa a zampe levate. “Una mela! Pensa te se dovevo pescare una mela tra tutte quelle belle cose”, Bengi è afflitto, ma ha fame e, a quanto pare, questo è il risultato della sua caccia serale. “Sono un cane, mica un coniglio!” L'immagine dei bocconcini sugosi nella sua ciotola arancione non si smuove di un millimetro dai suoi pensieri. Con un sospiro rassegnato affonda i denti nella polpa marroncina e dolciastra pensando al manzo. Per dormire Bengi sceglie un ammasso di cartoni fuori dal perimetro del supermercato. Niente si muove e il posto sembra abbastanza protetto da guardiani improvvisi e ratti affamati. Si fa spazio con le zampe e cerca di mettersi il più comodo possibile. Abbassa il muso uggiolando e si abbraccia con la coda. “Cosa sarà successo a Gianni?” «Ma guarda che sorpresa! E tu chi sei? Ti sei perso?» Un uomo barcolla verso Bengi con le falde del cappotto che ondeggiano seguendo i suoi inciampi. Il lupo si stringe nell'angolo e sente il pelo della schiena che si alza minaccioso. Le labbra si arricciano mettendo in mostra due file di denti possenti e un basso brontolio di avvertimento gli esce dalla gola. «Non ti arrabbiare, cane. Questa è casa mia in fondo, ma se vuoi puoi essere mio ospite». Per niente preoccupato della dimostrazione di forza di Bengi, l'uomo si lascia cadere pesantemente sui cartoni e ne tira fuori delle coperte. «Guarda, ho anche una coperta in più». L'appoggia ai piedi del lupo e rimane a guardarlo. Bengi l'annusa senza ricoprire i denti e senza staccare gli occhi dall'uomo. In effetti l'odore è lo stesso, non c'è paura, solo sporco. «Bravo, cane! Facciamoci una bella dormita e domani pensiamo a che fare di te». Soddisfatto l'uomo si avvolge nelle coperte coprendo bene la testa e si accomoda sotto ai cartoni. Bengi si sistema senza perderlo d'occhio, ma pare inoffensivo e gli sembra passato molto tempo dall'ultima gentilezza. Si addormenta sognando scatolette di manzo e Gianni che corre e lui dietro che lo insegue, ma per quanto si sforzi, non riesce mai a raggiungerlo. I suoi stessi lamenti lo svegliano e si ritrova ad ansimare come se avesse appena finito di correre per davvero. È ancora notte e l'uomo di fianco a Bengi russa sommesso. Lo guarda meglio e, tra le rughe e lo sporco, non sembra avere una faccia cattiva, profuma di sicurezza e di sorrisi. Infila il muso sotto la mano dell'uomo che borbotta senza muoversi, poi si addormenta.
  2. Komorebi

    Il pirata Blue Smiley (Capitolo 3)

    Commento Capitolo 2 Capitolo 1 Fuga «Balene dai mille corpi! Lo sapevo che dovevo muovere l’alfiere!» Pher corre per l’astronave agitando le braccia : troppe spie luminose accese, troppi allarmi che risuonano, troppi circuiti che mandano scintille. Non è mai stato più felice. «Una cosa non ho capito, però» sposta la regina bianca sulla scacchiera e mi mangia il cavallo, accidenti a lui, «come facevi a sapere dove trovare il dottor Due Vi?». Non faccio in tempo a rispondergli che se n’è già andato: ha una chiave inglese dietro l’orecchio e la cassetta degli attrezzi legata in vita come cintura. Indossa la maschera da saldatore e accende la fiamma ossidrica su un pezzo di lamiera staccato. Tre secondi dopo è sdraiato sotto il pannello di controllo a collegare cavi. «Non dimenticare che sono pur sempre un computer!» sposto la torre di due caselle «Ho dentro di me tutte le informazioni che mi servono». «Sarà,» Pher siede ai comandi e digita un paio di decine di codici sulla tastiera. Gli allarmi si silenziano all’unisono «comunque non mi convince!». Viene verso di me, adocchia la scacchiera con fare critico e sposta la regina. «Scacco» sospira «spero che Amy stia bene». «Oh, non preoccuparti! Sono certo che se la caverà». «Non credere di cavartela, piccola.» Il pirata Blue Smiley si erge di fronte a lei, mutandoni rosa e pancia putrescente. L’upupa dagli occhi malvagi poggia sulla spalla sinistra, la cresta azzurra alzata in segno di sfida. Amy indietreggia. «Uomini!» grida il pirata, una voce da far tremare l’intero pub «Adunata!». Le porte alle spalle della bambina si spalancano, ne escono tre pirati armati di spada, un uraniano e un gormengausto, di quelli con la faccia da polipo. Sarebbe potuta essere l’inizio di una barzelletta, non fosse stato un momento tanto brutto. «Cosa volevi fare con quella pistola, eh?» Il foro sulla fronte del pirata emette ancora fumo. Amy si porta spalle contro il muro di legno marcio. Carica il cane. «Non puoi uccidermi, piccola!» «Non voglio farlo.» Amy spara ai propri piedi. Svuota il caricatore descrivendo una semi-circonferenza sotto di sé. Il legno scricchiola, si rompe. La bambina precipita al piano inferiore nell'istante in cui il gomengausto allunga un tentacolo per afferrarla. Flette le ginocchia, rotola sulla propria spalla e si rialza in piedi. Il barista la guarda sorpreso, i pirati canterini interrompono la strofa. «E comunque eravate stonati!» urla e si getta fuori dal locale. «Sai, Ferfaroffo, a volte penso che la vita non sia altro che attesa: noi aspettiamo di crescere, di essere ricchi, di essere arrivati. E in questa attesa continua non viviamo mai. Vogliamo qualcosa che deve ancora venire, ci affanniamo per raggiungere un obiettivo che ci condurrà a nuove fatiche, nuove attese…» Resto sdraiato sulla poltrona reclinabile mentre Pher si affanna in giro. Un circuito dentro di me mi suggerisce che potrei dargli una mano, ma poi mi rendo conto che si tratta solo di una piccola anomalia di sistema: la silenzio e il senso di colpa svanisce. Che piacere! Il portellone si apre in un sibilo, Amy si tuffa alla sua postazione. «Amy sei viv…!» «Non ora, Pher» muove la leva, accende i motori, «partiamo, presto». Dalle porte del pub di Tremebonda escono figuri dalla pelle grassa e barba folta, alcuni dei quali in mutande. Tra loro, a parte due gormengausti che agitano i tentacoli, si distingue per la mole e per il mezzo ventre in decomposizione il pirata Smiley. «Balene dai mille corpi! Presto, partiamo! Pher, ai comandi! Amy, la mappa?» «Ce l’ho la mappa, ce l’ho! Adesso muoviamoci!» I motori sono al massimo, molliamo gli ormeggi e, nella manovra, distruggiamo una pietra di ossigeniana. I pirati alzano i pugni contro di noi, quelli armati di fucile ci sparano addosso. «Virata, reggetevi!» Pher inclina il timone e la nave ruota su se stessa di centoottanta gradi. Blue Smiley e la sua ciurma salgono sulla navicella con gli emblemi dell’upupa. «Granata EMP in carica!» «Fuoco!» Il cannone spara l’arma a impulso elettromagnetico. «Vai, Fanfarone, Vai!» «È Pherfinfrenfarf!» La granata esplode dietro di noi, i motori della nave dell’upupa si spengono. Il vascello pirata oscilla e colpisce il pontile di ossigeniana. Lo spezza in due. «Spero non mi mandino il conto.» Partiamo attraverso i tunnel di Tremebonda, Pher alla guida e più veloci di quanto il buon senso consiglierebbe, ma l’impulso non durerà per molto e Smiley conosce l'asteroide come le sue tasche. Presto ci sarà alle costole. «Vi siete mai soffermati a pensare che si può dire sia alle costole che alle calcagna? Chissà perché proprio queste due parti del corpo e non altre?» «Non ora, capitano» Amy regola la velocità dei motori, dà informazioni a Pher su come sia meglio orientare la nave «siamo un po’ impegnati». Sbuchiamo dalla superficie a groviera di Tremebonda senza un’ammaccatura. Anche perché l’astronave non potrebbe reggerne altre. Non facciamo in tempo a tirare un sospiro di sollievo, che dietro di noi sbuca il vascello dell’upupa. «Come ha fatto a essere così veloce?» «Chissenefrega!» Ho sempre adorato il lato pragmatico di Amy. «Motori al massimo!» Sfrecciamo nello spazio, il pirata Immortale dietro di noi. «Dove? Dove?» Pher si sta agitando, non è abituato a non avere la situazione sotto controllo. Amy regola i motori, ma più di questo non può fare. C’è un motivo se, fra i tre, sono io il capitano. «Amy, usa il carbone verde.» «Sei sicuro? È l’ultima scorta.» «Se non la usiamo adesso, non la useremo mai più.» «Sì, capitano.» Un paio di pulsanti e i motori esplodono sotto un nuovo propulsore. Distanziamo i pirati, ma non è ancora sufficiente. «Pher, rotta verso il pianeta 2 della Confederazione.» «Ma così incroceremo la cintura di asteroidi!» «Lo so.» Quando siamo in vista della cintura, Blue Smiley ha di nuovo guadagnato terreno. O dovrei dire spazio. Dico a Pher di lasciarmi i comandi; Amy solleva un sopracciglio. «E ora…» Stacco la testa. L’attraversamento della fascia di asteroidi è una sfida adatta solo al mio cervello di pancia. «Capitano, sei sicuro?» Amy mi parla con preoccupazione e rispetto. Non ricordo sia mai successo. «La nostra navicella è malmessa:» Pher saltella da un piede all’altro, «un solo urto e siamo spacciati». Indirizzo la nave nella pioggia di rocce. Il mio secondo cervello è fatto così: non risponde alle domande. Agisce. Le mani inclinano il timone prima che la mente registri la posizione degli asteroidi. Mi muovo in base all’istinto: sovrasto un paio di rocce e subito dopo mi tuffo in picchiata ad evitare un flusso contrario. Pher mi tiene aggiornato sulla situazione di Smiley: è stato colpito una volta, due. La sua nave ha emesso scintille. Non m’importa, quello che conta è uscire vivi da qua. «Attento!» Amy grida, ma avevo già dato il comando di virare, prima ancora che lei scorgesse l’ostacolo. «Possiamo farcela!» Siamo quasi fuori, la nave dell’upupa è già scomparsa alle nostre spalle, distrutta presumibilmente. «Voglio proprio vedere come sopravvivrà a questo.» Sorvolo l’ultimo asteroide, è fatta! «Attento, capitano!» Dietro alla roccia ne era nascosta un’altra, più piccola. Nel momento in cui la nave sorpassa la prima, quella si solleva come guidata da una propria volontà. Ci colpisce sui motori, staccandone uno intero. La nave perde potenza, i motori danneggiati si spengono. Siamo nell’orbita del pianeta 2: precipitiamo descrivendo orbite sempre più strette. Di questo passo, ci sfracelleremo al suolo dopo oltre dieci minuti di caduta. «Che dite? Preparo il tè?»
  3. Natasha Bezuchova

    Edizioni Maddali e Bruni

    Nome: Edizioni Maddali e Bruni Generi trattati: Narrativa non di genere, Narrativa per ragazzi, Saggistica, Manualistica Modalità di invio dei manoscritti: via e-mail, solo nei mesi di gennaio, luglio e novembre (info@edizionimaddaliebruni.it). Al manoscritto vanno allegate sinossi e notizie dell'autore. Distribuzione: Libro Co. Italia Sito: http://www.edizionimaddaliebruni.it/ Facebook: https://www.facebook.com/MaddalieBruniEdizioni
  4. Teresa_00

    Nel riflesso di un dipinto

    Mi sveglio da questo sogno fugace che divora le mie membra. È già mattino. Un filo di vento passa oltre i buchi della finestra, la tenda rossa si muove leggiadra nelle sue delicate grazie. Fuori piove, il cielo è ricoperto da nuvole bianche e fitte, le montagne ormai in autunno hanno alberi color arancio, rosso, viola e color prugna, alte e formose ricoperte da un pesante strato di nebbia che le coccola come una tenera coperta. Mi alzo dal letto e vado ad aprire la finestra, l’aria è fresca e pulita. L’odore della pioggia padroneggia l’aria. Si sentono le foglie strusciare per terra e gli uccellini cantare. Mi chiedo sempre cosa ci sia oltre quelle montagne, oltre questo cielo, oltre questa vita, oltre questa incompleta essenza dell’essere liberi. Mi muovo nelle mie vesti bianche ornate di pizzo, camminando a piedi nudi sul pavimento ghiacciato, mi giro su me stessa a braccia aperte. Gira tutto e sorrido. Perché la mia follia è la mia pazzia, perché quel che sono per me vale più di mille maschere, felice nelle mie braccia, nelle braccia della mia follia, perché l’arte è la mia Dea, perché la mia speranza è il mio elisir quotidiano, perché vivo e oso immaginando di essere libera da questa gabbia di matti, ricoperti dalle loro odiose regole, odiose routine, odiosi esseri incapaci di vedere oltre ciò che non si vede, esseri vuoti che vietano a loro stessi di vivere l’arte. Bussano alla porta. Mia mamma entra con la sua graziosa delicatezza, ricoperta dal quel vestito verde che ondeggia ad ogni suo passo. Le sorrido – Madre buongiorno- vado verso di lei. – Buongiorno Ilenia. Questa mattina vedo che sei di buon umore?- sorrise come sempre, le si accendono gli occhi ogni volta che lo fa. – Si madre!. Ho fatto un bellissimo sogno. Io non ero qua, ero oltre i prati e cavalcano il mio cavallo nero. Mi dirigevo verso ovest nella città del Re Leon De Las Purders, ero una pittrice che stupiva la corte. Davanti a me un pubblico di nobili osservava i miei quadri con l’espressione meravigliata. Ero felice- le dissi appoggiando le mani sul petto. -Non ricominciamo con la solita storia, non puoi rovinare la reputazione della tua famiglia- disse severamente. -Ma madre sapete meglio di me che queste pareti premono la mia vita, non riesco a vivere chiusa dentro questo palazzo. Sono diventata grande, perciò ho il diritto di vivere la vita- le risposi avvicinandomi a lei. -Arriverà un giorno dove sarai libera di essere ciò che desideri, ma ora non puoi. Ti ho dato la possibilità di esprimerti con la pittura e lo hai fatto. Ora dai me l’opportunità di proteggerti- disse con gli occhi lucidi. -Madre da cosa dovete proteggermi ancora? Mi avete tolto tutto- dissi con un nodo alla gola. -Ti proteggo dall’arte, fuori da queste mura la gente lo vede come un atto di stregoneria. Io non voglia che la tua vita finisca per un dipinto. So che sei bravissima, ma le persone hanno il veleno negli occhi. Ti vedrebbero come una strega- disse sfiorandomi una guancia con la sua mano calda. -Madre perché dicono questo della pittura? Gli artisti non sono demoni, ma angeli che liberano i propri sogni- gli confessai guardando l’orizzonte. -Non sei tu sbagliata né la tua arte, ma lo sono le persone che con la loro ignoranza rovinano i miracoli- disse sospirando. -Quanto tempo ancora dovrò aspettare prima che io possa diventare una pittrice che vive il mondo?- domandai sentendo il dolore che premeva nel petto. -Quando tuo fratello Albero salirà al trono del regno metterà fine a questa ingiustizia, sai che tuo padre non te lo permetterà mai di fare ciò che vuoi. È un re che ignora ciò che ha attorno, non vede valore nelle cose. Ma arriverà un giorno dove potrai essere libera e vera- disse abbracciandomi. Era cosi confortante il suo calore sulla pelle, affondai il viso sulla sua spalla e il profumo invase il mio cuore. Le voglio bene e finché lei sarà al mio fianco a sostenermi i sogni non voleranno via.
  5. Titolo: Le memorie di Roksteg - il risveglio di Lephisto Autore:Federico Fubiani Editore: Argento Vivo edizioni Pagine: 332 ISBN: 9788894249644 Genere: fantasy, avventura Formato: cartaceo Prezzo: 15 € Trama Dopo una rapida descrizione del “cattivo” e delle vicende legate alla nascita dei cinque protagonisti, che sono accomunati da un simbolo impresso sulla pelle, il narratore li riprende ormai adolescenti e desiderosi di esplorare il mondo al di fuori del loro piccolo paese. L’esplorazione inizia dalla foresta che circonda Roksteg nella quale affronteranno la loro prima avventura che cementerà l’amicizia che li lega. In seguito i cinque protagonisti si troveranno a investigare su misteriose uccisioni e sparizioni avvenute nella foresta. Come in ogni buon fantasy che si rispetti, i protagonisti dovranno lottare con tutte le proprie forze per risolvere il mistero, contrastare i piani del folle studioso che mira a risvegliare Lephisto e far trionfare il bene. La costruzione della trama è lineare e chiara con credibili rapporti di causa/effetto fra le diverse parti; a mio avviso c’è qualche forzatura nell’ultima parte ma nulla che pregiudichi la resa complessiva tenuto conto del genere di appartenenza (se fosse stato un romanzo giallo, la valutazione sarebbe stata diversa) Per contro, rimane inspiegata la funzione del simbolo impresso sulla pelle dei protagonisti e che li contraddistingue dalla nascita: poiché all’inizio della narrazione era stato presentato come un particolare rilevante, si tratta di una mancanza fastidiosa. Contenuti La lotta fra il bene e il male, tipica del fantasy, e il passaggio dall’adolescenza all’età adulta dei protagonisti sono i temi sviluppati nel romanzo. La predilezione per le parti d’azione a scapito dell’approfondimento dei contenuti e alcune particolarità dei personaggi, che riprenderò in seguito, rendono il libro adatto a un pubblico giovanile o a chi desidera una lettura d’evasione. Ambientazione e personaggi La caratterizzazione dei personaggi è molto graduale e ho cominciato ad affezionarmi ai protagonisti solo dalla metà circa del romanzo, complice anche il fatto che tutta la prima parte è una specie di lunga introduzione all’intreccio che prenderà il via solo nella seconda parte. Nella seconda parte l’attenzione e l’empatia aumentano e si legge con il desiderio di scoprire cosa accadrà e come andrà a finire. L’ambientazione presenta i canoni tipici del genere con elementi di carattere medievale, come i castelli, l’assenza di tecnologia, la presenza di nani ed elfi. Un guizzo di originalità c’è per quanto riguarda le “abilità” dei personaggi, che sono tipiche dei giochi di ruolo: abbiamo il guerriero, la ladra, il mago, la chierica e la ranger. Per chi conosce i giochi di ruolo è un aspetto simpatico che dà la sensazione di “leggere un videogioco” ma forse potrebbe lasciare disorientato chi non li conosce. Stile e forma La scrittura è semplice e molto lineare. L’assenza di fronzoli va più che bene nelle scene d’azione, che si visualizzano facilmente, mentre al di fuori di queste la scrittura spesso risulta piatta e poco coinvolgente. Non aiuta la presenza di alcuni refusi e una tendenza a bistrattare il congiuntivo che avrebbero potuto essere corretti in fase di editing senza grosse difficoltà. Giudizio finale In conclusione si tratta di un romanzo fantasy ibridato con elementi tipici dei giochi di ruolo in un mix che ho trovato molto simpatico. Si tratta di una lettura leggera e che consiglio solo agli amanti del genere che non si focalizzano troppo sulla forma.
  6. Ametista

    De Ferrari Editore

    Nome: De Ferrari Editore Generi trattati: saggistica, cataloghi, manualistica, narrativa, poesia, fumetto, ragazzi, periodici Modalità di invio dei manoscritti: http://www.deferrarieditore.it/pubblica-con-noi/ Distribuzione: http://www.deferrarieditore.it/i-nostri-distributori/ Sito web: http://www.deferrarieditore.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionideferrari/?fref=ts
  7. Ezbereth

    In viaggio con Amir

    Fino a
    Presso la libreria La Vela di Viareggio, i bambini presenti potranno ascoltare alcuni brani tratti dalla storia di Amir. Leggeremo insieme, parleremo di diversità, di accoglienza, di avventure e amicizia, ma soprattutto di sogni... Non mancate!
  8. Kikki

    Il pozzo di Giacobbe

    Nome: Il pozzo di Giacobbe Generi trattati: spiritualità, cultura cristiana, libri per bambini, saggistica, multimedia, testi religiosi rivolti ai bambini Modalità di invio dei manoscritti: non specificato Distribuzione: Diffusione San Paolo srl Sito: http://www.ilpozzodigiacobbe.it/ Facebook: https://www.facebook.com/ilpozzodigiacobbe/
  9. Kikki

    Edizioni Curci

    Nome: Edizioni Curci Generi trattati: spartiti, libri per bambini e ragazzi sulla musica, illustrati Modalità di invio dei manoscritti: proposte.editoriali@edizionicurci.it Distribuzione: non specificato Sito: http://www.edizionicurci.it/ Facebook: https://www.facebook.com/edizionicurci
  10. Kikki

    Edizioni Corsare

    Nome: Edizioni Corsare Generi trattati: libri di teatro per adulti e ragazzi: drammaturgie per la scuola, percorsi e laboratori, romanzi e racconti per bimbi dagli 8 ai 12 anni Modalità di invio dei manoscritti: non specificato Distribuzione: Messaggerie Sito: http://www.edizionicorsare.it/index.html Facebook: https://www.facebook.com/edizioni.corsare/
  11. Kikki

    Linda e i kalikatzari-Cap10-Epilogo

    *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  12. *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  13. Fino a
    Il Comune di Ripa Teatina, con la Scuola Macondo – l’Officina delle Storie, e con il contributo di Saquella Caffè, Azienda Leone 1947, Infinito Edizioni, Lions Club Pescara Ennio Flaiano, Il Centro Quotidiano d'Abruzzo e Libreria Mondadori Francavilla al Mare, e il patrocinio di Regione Abruzzo, CONI Abruzzo, Proloco Ripa Teatina e Siedas, indice la II edizione del Premio Letterario Rocky Marciano “Storie di sport”, con il fine di diffondere i valori ed i principi dello sport considerato nei suoi molteplici aspetti, con particolare evidenza su principi e valori quali diritti umani, salute, cultura, educazione e integrazione. DESTINATARI: studenti della Scuole Primaria e Secondaria di primo e secondo grado presenti su tutto il territorio italiano, e ai Giovani under 35 GENERI LETTERARI AMMESSI: Tutti ISCRIZIONE GRATUITA ELABORATI: un unico racconto di propria produzione, edito o inedito, in lingua italiana, anche già premiato in altri concorsi. SCADENZA: entro le 24.00 del giorno 15 maggio all’indirizzo mail premioletterariostoriedisport@gmail.com SITO UFFICIALE, SCHEDA ISCRIZIONE E REGOLAMENTO qui: http://www.scuolamacondo.it/iniziative/storiedisport.html
  14. *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  15. *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  16. Ezbereth

    In viaggio con Amir

    Fino a
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