Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Risultati per i tag 'horror'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per Autore

Tipo di contenuto


Il mondo dell'editoria, senza filtri.

  • Inizia qui la tua avventura nella community
    • Regolamento del Forum
    • Ingresso
    • Bacheca
  • Il mondo dell'editoria
    • Case Editrici
    • Piattaforme Print on Demand
    • Agenzie Letterarie
    • Freelance
    • Questioni legali
    • Concorsi ed Eventi esterni
    • Varie ed eventuali
  • Officina
    • Narrativa
    • Poesia
    • Contest del Writer's Dream
    • I migliori racconti del WD
    • I nostri libri
  • Documentazione
    • Scrivere
    • Leggere
  • Area Relax
    • Agorà
    • WD Club
    • Il blog del Writer's Dream

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione e avventura
  • Biografie, diari, memorie
  • Fantascienza, Horror, Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura non di genere
  • Letteratura erotica
  • Letteratura Rosa
  • Bambini e ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione, avventura
  • Biografia, diari e memorie
  • Fantascienza, Horror e Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura Erotica
  • Letteratura Rosa
  • Letteratura non di genere
  • Bambini e Ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Calendari

  • Presentazione in Libreria
  • Concorso Letterario
  • Corso di scrittura
  • Altro
  • Evento del Writer's Dream

Cerca risultati in...

Cerca risultati che...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Sito personale


Skype


Facebook


Twitter


Provenienza


Interessi

Trovato 180 risultati

  1. albertopanicucci

    XXVII Trofeo RiLL, il miglior racconto fantastico

    Fino a
    Il Trofeo RiLL è un concorso letterario per racconti di genere fantastico, organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e patrocinato dal festival internazionale Lucca Comics & Games. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 marzo 2021. Possono partecipare al Trofeo RiLL storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, racconti di ogni tipo, purché siano (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”. I racconti partecipanti sono oltre 250 a edizione (nel 2020: 430 racconti), scritti da autori/ autrici residenti in Italia e non (nel 2020 oltre che dall’Italia sono arrivati racconti da: Australia, Giappone, Hong Kong, Russia, USA, Germania, Inghilterra, Malta, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera). La partecipazione al concorso è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Ogni autore/ autrice può partecipare con una o più opere, purché inedite, originali ed in lingua Italiana. Tutti gli autori/ autrici partecipanti devono però iscriversi all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (costo: 10 euro a racconto). Inoltre, dal 2015, non possono più partecipare al concorso gli autori/ autrici cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). I racconti partecipanti possono essere spediti, alternativamente e a discrezione di ciascun partecipante, in modalità cartacea oppure elettronica. Per i/le partecipanti residenti all’estero, la spedizione in modalità elettronica è obbligatoria. I dieci racconti finalisti del XXVII Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori/ autrici) nel prossimo e-book della collana Aspettando Mondi Incantati, curata da RiLL e in uscita a ottobre 2021. Inoltre, i migliori racconti fra quelli finalisti saranno pubblicati (sempre gratuitamente) nell’antologia del concorso (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books), che sarà presentata durante il festival internazionale Lucca Comics & Games (novembre 2021). Il racconto primo classificato del XXVII Trofeo RiLL sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente: – in Spagna, su Visiones, l’antologia dell’associazione Portico (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror); – in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One; – in Sud Africa, su PROBE, il magazine dell’associazione SFFSA (Science Fiction and Fantasy South Africa). All’autore/autrice del racconto primo classificato andrà, infine, un premio di 250 euro. La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL. I racconti partecipanti saranno valutati in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome degli autori/ autrici), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2020 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti. Tutti i partecipanti al XXVII Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell’antologia OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (ed. Acheron Books, 2020, collana “Mondi Incantati”), che prende il nome dal racconto vincitore del XXVI Trofeo RiLL, scritto dal bolognese Valentino Poppi. Il libro propone tredici storie: i migliori racconti del XXVI Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio organizzato da RiLL nel 2020) e i racconti vincitori di tre concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Spagna, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato. Tutte le antologie della serie “Mondi Incantati” sono disponibili per l’acquisto su Amazon e Delos Store, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it La cerimonia di premiazione del XXVII Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2021, all’interno del festival internazionale Lucca Comics & Games. Per maggiori informazioni si rimanda al regolamento del concorso (vedi sotto), al sito e all’e-mail di RiLL: trofeo@rill.it www.rill.it (sul sito è on line anche un’ampia pagina di FAQ sul regolamento e sul concorso) REGOLAMENTO 1) Il Trofeo RiLL è un concorso per racconti fantastici: possono partecipare racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni storia che sia, per trama o personaggi, “al di là del reale”. Saranno comunque esclusi i romanzi e i racconti di lunghezza superiore a quella indicata (vedi punto 9). 2) Ogni autore/autrice può partecipare con uno o più racconti, purché inediti, originali ed in lingua Italiana. 3) La partecipazione è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Non possono però partecipare al concorso gli autori/autrici cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). 4) Per partecipare al XXVII Trofeo RiLL è necessario essere soci dell’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. La quota di iscrizione è di 10 euro (socio ordinario, che può partecipare al concorso spedendo un racconto). Nel caso di invio di più testi, la quota è di 10 euro a racconto (socio sostenitore). La quota si può versare sul conto corrente postale n° 1022563397, intestato a RiLL Riflessi di Luce Lunare, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma (in caso di bonifico bancario, l’IBAN è: IT-72-U-07601-03200-001022563397; per bonifici dall’estero, il BIC number è: BPPIITRRXXX). È possibile pagare anche con carta di credito (o PostePay, o conto Paypal), dal sito Trofeo.rill.it (il sito con cui RiLL gestisce i concorsi che organizza). In caso di partecipazione con più racconti è gradito il versamento unico. 5) Le iscrizioni sono aperte sino al 20 marzo 2021. I racconti inviati in formato elettronico dovranno essere caricati sul sito Trofeo.rill.it entro la mezzanotte di tale data (vedi punto 7). Tutti i file che saranno caricati dal 21 marzo in poi non saranno presi in considerazione. Per le opere inviate in formato cartaceo (vedi punto 6), farà fede il timbro postale; in ogni caso, tutti i testi in formato cartaceo rcevuti dopo il 30 marzo 2021 non saranno presi in considerazione. 6) Ciascun partecipante può scegliere fra due modalità alternative di spedizione dei racconti: cartacea (cioè per posta tradizionale) oppure elettronica (cioè tramite upload dei file sul sito Trofeo.rill.it). Vista la pandemia in corso, RiLL raccomanda l’invio in modalità elettronica (vedi punto 7). In caso di spedizione postale, i racconti dovranno essere inviati in triplice copia e in busta anonima a: Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma. È gradito che le copie siano stampate in fronte-retro. In una busta chiusa, allegata ai racconti inviati, ciascun autore/autrice dovrà inserire le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, CAP, telefono, e-mail) e la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (vedi punto 4), firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo (visionabile sul sito RiLL.it, nella pagina omonima). La busta chiusa sarà aperta solo dopo che i racconti finalisti saranno stati selezionati; sull’esterno della busta chiusa va riportato il titolo dei racconti inviati. Le spese di spedizione sono a carico di ciascun partecipante e non sono comprese nella quota di iscrizione. RiLL non si fa carico di disguidi postali di sorta. 7) Per inviare i racconti in modalità elettronica, i/le partecipanti devono registrarsi sul sito Trofeo.rill.it, fornendo le proprie generalità. La registrazione è gratuita. Una volta registratisi, i/le partecipanti potranno (nella sezione “XXVII Trofeo RiLL” di Trofeo.rill.it) inviare i propri racconti in formato elettronico, dalla pagina “Carica la tua opera”. All’interno dei file dei racconti caricati non vanno indicati i dati anagrafici degli autori/autrici. Sempre nel sito Trofeo.rill.it si potrà caricare la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL (firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo) e pagare la quota di iscrizione (con carta di credito, conto Paypal o Postepay, vedi punto 4). L’elenco degli autori/autrici che avranno caricato i file dei racconti sarà consultato solo dopo che i testi finalisti saranno stati scelti, mantenendo così l’anonimato dei lavori nella fase di lettura e selezione. 8) I/le partecipanti residenti all’estero possono inviare racconti nel solo formato elettronico (vedi punto 7). Per farlo, i/le partecipanti residenti all’estero devono registrarsi su Trofeo.rill.it e caricare sia il racconto sia la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL, firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo. 9) Ciascun racconto partecipante non dovrà superare i 21.600 caratteri, spazi tra parole inclusi. L’impaginazione dei racconti è libera (in via indicativa, 21.600 caratteri spazi inclusi equivalgono a 12 cartelle dattiloscritte di 30 righe per 60 battute). Per i testi più vicini alla lunghezza massima consentita è gradita l’indicazione del numero di battute totali. 10) Tutti gli autori/autrici partecipanti al XXVII Trofeo RiLL riceveranno una copia omaggio di “OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, l’antologia dei racconti premiati del 2020 (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books). 11) Il materiale inviato non sarà restituito. Gli autori/autrici sono pertanto invitati a tenere una copia delle proprie opere. Inoltre, finché la rosa dei finalisti non sia stata resa pubblica (luglio 2021), i/le partecipanti sono tenuti a non diffondere il proprio racconto e a non prestarlo per la pubblicazione. 12) Ciascuna opera partecipante al Trofeo RiLL resta di completa ed esclusiva proprietà dei rispettivi autori/autrici. La pubblicazione dei racconti selezionati nell’antologia del concorso (collana Mondi Incantati), nell’e-book del concorso (collana Aspettando Mondi Incantati) e sulle riviste/antologie che collaborano al Trofeo RiLL è comunque per tutti gli autori/autrici obbligatoria (non rinunciabile) e non retribuita, oltre che ovviamente gratuita. 13) In caso di pubblicazione, l’autore/autrice concorderà eventuali ottimizzazioni della sua opera con RiLL e con le riviste/ case editrici interessate. 14) Le decisioni di RiLL e della Giuria Nazionale in merito al concorso e al suo svolgimento sono insindacabili e inappellabili. 15) La partecipazione al Trofeo RiLL comporta l’accettazione di questo regolamento in tutte le sue parti. Eventuali trasgressioni comporteranno la squalifica dal concorso.
  2. Nightafter

    VESNA - Il sogno dell'odio - Pt 7

    Finalmente è domani - Racconti - Writer's Dream - Community Nota dell’autore: Per una più facile comprensione della ragione d’esistere di questo racconto apparentemente senza capo né coda, mi è d’obbligo avvisare gli eventuali lettori che esso fa parte in prosieguo dei racconti di genere Thriller-orrorifico a puntate, nati e già pubblicati su queste pagine (con vari episodi) sotto il titolo: “Il sogno dell'odio”, ai quali si aggiunge. Inoltre, a questa nuova storia, è intimamente legata al racconto (singolo), pubblicato (a suo tempo) col titolo: “La rusalki” . Che pur non indicato come appartenente al più generale racconto a puntate di cui sopra, contiene le premesse per la comprensione di questo odierno nuovo episodio. Preso da rinata passione per questa romanzesca vicenda, rimasta incompiuta da quasi un biennio, oggi torno ad occuparmene con rinnovato vigore narrativo. Scusate la lunga premessa e buona lettura ai pochi coraggiosi che avranno la temerarietà di prenderne visione Un caro saluto.. VESNA - Il sogno dell'odio - Pt 7 Aveva 18 anni compiuti da sei mesi Vesna, quando la vecchia nonna morì lasciandola sola al mondo, nella koliba in riva al torrente che si gettava impetuoso nel Bistica, diversi chilometri più a valle. Lo stesso torrente che scorreva sfiorando Kozjansko, il piccolo paese con le sue pietre bianche di modeste abitazioni in calce e lastroni di roccia carbonica, che neppure il sole d’estate riusciva a scaldare, lasciandole fredde come i cuori di chi le abitava. La nonna raccoglieva fiori ed erbe officinali che essiccava e conservava in vasi di terracotta, con cui creava pozioni, polveri per infusi e unguenti balsamici che offriva alla gente del posto. Talvolta accompagnate dai suoi riti di preghiera segreta. Ne riceveva in cambio vivande e le modeste cose che occorrevano alla loro vita in quella piccola capanna al limite de bosco. In molti giungevano fino a loro per richiedere il lavoro dalla vecchia: lo facevano con l’aria circospetta di chi non desidera che altri sappiano, poiché i loro bisogni non si esaurivano nelle tisane e pomate dal profumo aromatico e dagli effetti medicamentosi, ma richiedevano ben altri generi di ausilio. Quel genere di pratiche che la nonna assolveva, nel corso di certe notti di novilunio, alla luce di una candela nera, nella stanza della koliba a cui Vesna non aveva accesso. Nel compierle si avvaleva di un antico libro con ideogrammi e parole che davano il potere di influenzare le energie invisibili della terra, delle acque e dell’aria. Presto la bambina si interrogò su quale fosse l’arte esercitata di colei che le faceva da madre, glielo svelarono le parole mormorate a bassa voce e segnandosi a croce dalla gente del villaggio: “veštica”, si dicevano parlando di lei, uno dei tanti vocaboli nelle lingue slave per indicare le fattucchiere o le streghe. Quella verde zona della Slovenia, dove nelle primavere nascevano il giglio carniolico e il trifoglio, che rigogliosa di fiori come i bucaneve, le primule e l’elicriso dorato, simile nella sua fragranza alla liquirizia, Vesna era cresciuta in solitudine, bella e selvatica come un fiore sbocciato nella penombra del sottobosco, lontana dalla gente del posto e dai giochi in comune con i loro figli. Tutti nel villaggio la sfuggivano, come da qualcosa di cui si ha timore, similmente a un morbo che contamini o all’influsso inesorabile di un malocchio. Perché Vesna era segnata: veniva da una progenie maledetta, la sua vicinanza si diceva portasse sventura. Sua madre incarnava l'anima dannata delle leggende slave, la “rusalki”, lo spirito maligno che tormentava gli uomini conducendoli alla pazzia o al suicidio, rendeva sterili le donne e il bestiame, faceva marcire il raccolto dei campi, prosciugava le sorgenti e i pozzi, poichè vagava senza pace in seguito a una morte violenta. La madre fu ripescata nel fiume a tre giorni dalla propria scomparsa. Dissero che si fosse tolta la vita per la perdita dell'uomo amato, altri insinuarono che fu lui a ucciderla: annegandola nelle acque del Bistica per gelosia. Ma la cosa non fu mai chiarita: l’uomo era scomparso, forse fuggito dopo il delitto, o partito a cercare fortuna in una paese lontano, fuori dalla Jugoslavia governata da Tito, dopo un anno nessuno più lo cercò e se ne disinteressarono. La bimba, venuta al mondo da pochi mesi, fu allevata dalla nonna con grande amore: giorno dopo giorno, le insegnò i nomi e le qualità delle piante, la loro utilità per alleviare i mali del corpo o dare ristoro all’ anima. Anche lei, ma solo al tempo giusto, avrebbe avuto accesso allo stanzino vc hiuso della koliba: avrebbe conosciuto i segreti delle erbe, le preghiere e le parole per mutare l'ordine delle cose, i riti per favorire guarigione o causare malattia, le invocazioni alle forze oscure che hanno potere sulle cose e le anime dei vivi e dei morti. A sedici anni Vesna apprese l’arte di mescolare le sostanze vegetali per ottenere pozioni, uccidere pipistrelli e vipere per i riti che richiedevano il loro sangue essiccato, a ricavare dalle ghiandole del corpi dei rospi un veleno denso e bianco, che il batrace trasudava come arma di difesa contro animali nemici: chiamato anche "latte di rospo", un allucinogeno usato dagli sciamani per aprire la strada ai viaggi extracorporei della mente, nel cercare il contatto con gli spiriti dei defunti. Ma sopratutto conobbe le formule arcane per muovere le energie nascoste agli occhi e ai sensi degli uomini. Alla morte della nonna, lasciò la capanna e il minuscolo paese che mai l'aveva amata: decise di prendere in mano il proprio futuro. Al casello dell’ autostrada che portava al nord, con le sue poche cose raccolte in uno zaino, chiese un passaggio a un Tir diretto oltre il confine: passò la frontiera a Lubiana e proseguì il suo viaggio in terra italiana fino alla città tra i due fiumi, posta ai piedi delle Alpi. Giunse a Torino in una notte di pioggia battente: ad accoglierla nel freddo e nel buio trovò solo una via periferica, dove il camionista che l’aveva raccolta la lasciò, prima di procedere alla consegna del suo carico. Quel capoluogo di provincia, non l'accolse con maggior calore ed empatia del luogo da cui era venuta: presto avrebbe compreso che la grande città era solo una matrigna più estesa del piccolo villaggio natio. La vita all' ombra della Mole, riservava agli stranieri la stessa fredda diffidenza della gente di Kozjansko e sovente mostrava, ai suoi ospiti maggiormente deboli e bisognosi, il volto più arcigno e cinico di cui era in possesso. Non possedeva denaro la ragazza, il pedaggio per quel lungo viaggio, pagato al conducente del Tir fu la sua verginità, perduta in un sesso frettoloso e sordido, consumato sullo squallido strapuntino della cabina di guida del veicolo. (Continua)
  3. Torba

    La casa dell'odio - Flavio Torba

    Titolo: La casa dell'odio Autore: Flavio Torba Collana: Horror Story Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413984 Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2020 Prezzo: 1.99€ (ebook) Genere: Horror / Weird Pagine: 45 Quarta di copertina: Connor è un parlamentare inglese travolto dallo scandalo. Piuttosto che affrontare la vergogna, si rifugia in una villetta sulle sponde di un lago in Italia. Deve fare i conti con se stesso e il passato, ma nel bosco intorno alla casa c'è qualcosa che lo stava aspettando. Link all'acquisto: Delos Store - Amazon - Kobo
  4. Ale Pedretta

    Weirdlands

    Titolo: Weirdlands Autore: Alessandro Pedretta Casa editrice: Weord Book ISBN: 978-88-31373-32-6 Data di pubblicazione (o di uscita): 20 dicembre 2020 Prezzo: 15 euro Genere: Weird Quarta di copertina o estratto del libro: Cinque racconti negli oscuri e bizzarri territori di confine che disegnano una nuova mappatura dell’Apocalisse. Cinque racconti di Alessandro Pedretta che attraversano un unico binario morto, la transiberiana dell’uomo nuovo. Tra chirurghi impazziti sulla via dell’ibridazione e il prototipo di un uomo-pesce prigioniero in un bunker nazista. Da un inquietante museo di storia naturale, cornice perfetta al travaglio di una mente compulsiva, a un futuro distopico soffocato dal ciclopico Dio della zona industriale. Per finire in una fredda grotta della Lapponia, dove nasce silente l’inevitabile connubio tra uomo e macchina. Link all'acquisto: http://www.weirdbook.it/prodotto/weirdlands/
  5. Ngannafoddi

    Gli esseri oscuri - Fernando Camilleri

    Titolo: Gli esseri oscuri Autore: Fernando Camilleri Collana: Horror Story Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413724 Data di pubblicazione: 17 novembre 2020 Prezzo (digitale): € 1,99 Genere: Horror - Weird Pagine: 33 Quarta di copertina o estratto del libro: Le creature ombrose che appaiono nel ripostiglio di Fur sono buone o cattive? Fur ha undici anni, anche se ne dimostra settanta. La sindrome di cui è affetto lo limita nelle attività fisiche e nelle relazioni sociali, ma non gli impedisce di vivere una vita tranquilla. Quando nel suo ripostiglio appariranno tre creature oscure, tutto cambierà. Per sempre. Link all'acquisto: Amazon - Clicca qui Delos Store - Clicca qui
  6. Elle87

    "Il diario segreto" di Lavinia Morano

    Titolo: Il diario segreto Autore: Lavinia Morano Casa editrice: Brè Edizioni ISBN: 979-1280065919 Data di pubblicazione (o di uscita): 6 Novembre 2020 Prezzo: €3.99 (ebook), €13.00 Genere: Horror/Rosa Caratteri: 289 pagine Quarta di copertina: “Il diario segreto” è, nel contempo, un romanzo d’amore e di terrore. Il messaggio principale di questa storia è quello di non lasciarsi sfuggire, finché si è in vita e finché se ne ha la possibilità, gli attimi di gioia che l’esistenza ha da offrire, e di imparare a scorgere la bellezza che si cela nelle piccole cose di ogni giorno, molte delle quali vengono spesso date per scontate. Il romanzo si incentra sulle vicende di più personaggi, che si vanno via via intrecciando fra di loro. Le storie principali sono tuttavia due. La prima è quella di Ivan e Kalìa. Ivan è un ragazzo di ventisei anni che ha sempre vissuto in un paesino dell’Italia meridionale con la propria famiglia, alla quale è molto legato, e con la sua ragazza, Lena, con la quale è fidanzato dai tempi delle superiori. La sua vita viene stravolta nel momento in cui incontra un’altra ragazza, Kalìa, della quale si innamora in un istante, perdendo la testa per lei. Kalìa ha un passato doloroso (e un po’ misterioso) alle spalle e, nel corso del racconto, sarà costretta a pagare le conseguenze di una colpa non sua ma della quale una persona a lei vicina si era macchiata. La seconda storia è quella di Sofia e del suo gruppo di amici. Sofia è la sorella di Ivan e, per il suo dodicesimo compleanno, riceve in dono un diario. La sua vita prende una svolta inaspettata quando la ragazzina si rende conto che questo non è un semplice diario, bensì un oggetto magico in grado di rivelare i pensieri più intimi di qualsiasi essere umano. Si rivelerà un oggetto utile e diabolico al tempo stesso e metterà in moto una serie di eventi che porteranno Sofia e i suoi amici a una macabra scoperta e, contemporaneamente, intrecceranno le vicende di Sofia con quelle di Ivan e Kalìa. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/diario-segreto-Lavinia-Morano-Edizioni-ebook/dp/B08MWJ7N47/ref=tmm_kin_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1605302327&sr=1-1
  7. Nightafter

    L' ospite - Pt. 4 [NNI20- Fuori concorso]

    L' ospite - Pt. 4 [NNI20- Fuori concorso] Tornò nel soggiorno portando un vassoio con due tazze fumanti della bevanda che aveva approntato, lo posò sul tavolino accanto alla zucca ghignante, sulla sponda del divano lasciò la maglietta e i boxer del pigiama con l'accapatoio per il bagno. - Bevi il tuo tè, spogliati e cambiati, intanto recupero quello che serve per prepararti un letto. - Mandò giù due sorsi dalla sua tazza di tè, non attese risposta, sapendo che sarebbe stato tempo perso, poi lasciò il soggiorno per terminare le cose che restavano da fare: nella stanza degli armadi, prese da quello della biancheria l'occorrente per allestire il giaciglio dell' inaspettato ospite, Rientrando nella sala vide che il ragazzino si era liberato degli indumenti e aveva indossato l'accappatoio, su quel corpo minuto cascava abbondante come il saio di un francescano. Sedeva nella identica posizione in cui l'aveva lasciato, non aveva toccato una sola goccia della bevanda ormai fredda nella tazza. Anche gli occhi e lo sguardo non erano mutati, continuavano a fissarlo con l'espressione di chi osservi il vuoto. Fino a quel momento non ci aveva fatto caso, ma ora che l'accappatoio aperto sul petto lasciava in evidenza lo sterno, gli parve che non si ampliasse per il respiro: appariva immobile, dava l'idea che il ragazzo non respirasse. Era di certo solo una illusione ottica, di certo inspirava ed espirava, non poteva essere diversamente, evidentemente lo faceva in maniera del tutto impercettibile. A questo pensiero se ne aggiunse un secondo: notò che non erano rimaste tracce dei passi fatti dall'ospite nel percorso compiuto sul pavimento della stanza, inoltre stranamente, non se ne vedevano neppure nel punto su cui ora poggiavano le scarpe ancora intrise di umidità. Ernesto decise che la casa era più calda di quanto gli pareva, sicuramente le aveva fatte asciugare. Davvero sembravano troppe le stranezze che si sommavano intorno a quel bambino, pensò che se ne stava lasciando impressionare più del dovuto, considerò che aveva fatto bene a non frequentare quelle strane creature se non per motivi artistici. Fortuna che si trattava di una cosa episodica e transitoria, entro le dieci del mattino dopo, quella parentesi si sarebbe chiusa e in due giorni non avrebbe neppure più ricordato il colore di quegli occhi assenti. - Vedo che non hai bevuto il tè - disse - mi spiace perché avrebbe giovato a toglierti il freddo da dosso. - Pensò che era veramente invecchiato: ora si stava prendendo cura di quello strano sbarbatello con la premura di un nonno, roba da non crederci. Un tempo avrebbe avuto cure ben diverse per un ragazzetto come quello: vederselo girare mezzo nudo per casa, mentre si apprestava a fare il bagno, gli avrebbe destato pensieri ben diversi, sarebbe stata una delle situazioni più alettanti. Un brivido sensuale gli balenò nella mente come un flash, ma il suo corpo restò insensibile a quel richiamo carnale. "Meglio così. Meglio che l'età abbia sopito certi stimoli" pensò, non provava alcuna attrazione per lui, anzi gli generava una sorta di pena, di compassione: pareva così sperso, come se il mondo fosse un luogo sconosciuto, insomma pareva un disadattato, un alieno caduto sulla terra. Il bagno era pronto: verificò che la temperatura dell'acqua fosse ottimale, poi versò un poco di bagnoschiuma nella vasca e agitò la superficie dell'acqua per montare la schiuma candida, un profumo tiepido di vaniglia si diffuse nell'ambiente. Soddisfatto per come era riuscito a organizzare l'insieme di quelle operazioni, tornò nel soggiorno a chiamare il ragazzo. Lo trovò come l'aveva lasciato: ora la zucca in foggia di teschio posta sul tavolino era illuminata dal'interno, il ragazzo teneva lo zainetto sulle ginocchia, ne aveva aperto la sommità, probabile che avesse cercato al suo interno l'accendino per accendere la candela o un lumino all'interno della zucca, come di solito avveniva quando le si voleva conferire quell'aria sinistra tipica degli aggeggi che caratterizzavano questa stupida festa, del tutto estranea alle nostre tradizioni. - Bravo! Abbiamo anche la luce nella zucca, ora non ci manca più nulla, Contento? - Disse con stanca ironia, di certo quella strana notte di fine ottobre se la sarebbe ricordata finché avrebbe avuto vita, anche a volerla raccontare non ci avrebbe creduto nessuno. Il ragazzino ebbe un tremito, qualcosa mutò nello sguardo, sembrava che ora lo vedesse per la prima volta: i carboni neri delle pupille si fissarono in quelle di Ernesto, le labbra si distesero come in un sorriso privo di allegria. Di colpo fu come se l'energia che lo aveva sostenuto fino a quel momento si fosse esaurita: si sentì profondamente stanco, il sonno che aveva rimandato fino a quel momento era tornato prepotente a pesargli sulle palpebre e a tagliargli il vigore delle gambe. - Il bagno è pronto. - mormorò con un refolo di voce, gli sembrava che l'aria stessa gli mancasse. Quegli occhi erano il punto focale della stanza, non gli riusciva di guardare altro: erano immobili come lo sguardo delle vecchie bambole di porcellana, gli riempivano il campo visivo, le cose intorno sfumavano in una nebbia nera che avvolgeva la camera. Lentamente si sentì invadere da un torpore incontrollabile, gli pareva che le membra fossero divenute rigide e insensibili, per un attimo pensò agli occhi immensi e freddi del ragno che si avvicina lento, come li avrebbe visti la mosca catturata nella sua tela e provò l'incontenibile terrore della preda. Non sapeva di cosa e perché ma una paura folle lo attanagliava: volle gridare per spezzare quell'incantesimo incomprensibile e soffocante, ma dalla sua bocca uscì solo un sibilo spezzato. Poi le palpebre si chiusero e fu il buio. Non sapeva dire se si fosse addormentato o avesse perso coscienza per un tempo che non sapeva stimare, ma a ridestarlo fu un bruciore cocente alla gola, gli venne da tossire, l'aria penetrava e usciva dai polmoni con un fischio doloroso e un gorgoglio sinistro si levava dal centro della sua carotide. Non riusciva a muoversi, con uno sforzo immane aprì gli occhi, vide la mano del ragazzo che impugnava una lunga lama: seguire i programmi culturali in TV poteva tavolta giovare, l'aveva vista in un documentario sulle armi bianche degli antichi samurai. Con sorpresa scoprì di rammentare ancora il nome dell'oggetto: era un "tantò", uno di quei pugnali giapponesi, lunghi una trentina di centimetri, dalla lama lievemente ricurva e acuminata, affilata come un rasoio su entrambi i lati. L'acciaio lucido del coltello brillava vivida nella luce, qualcosa di rosso ne aveva sprcato la superficie. Avvertì una sensazione liquida di umido e caldo sullo sterno: comprese che era il suo sangue. Poi il buio, lo richiamò nuovamente a sé. (Fine)
  8. Nightafter

    L' ospite - Pt. 3 [NNI20- Fuori concorso]

    L' ospite - Pt. 3 [NNI20- Fuori concorso] Si chiese stupito chi mai potesse venire a rompergli le scatole a quell'ora tarda della sera, poiché non attendeva nessuno. Per altro, la casa era una delle villette unifamigliari, col solo piano terreno che si affiancavano in quella via periferica, quindi non vi era il rischio che una vicina di pianerottolo, rimasta senza sale o zucchero, ti bussasse alla porta per a chiederne in prestito. Smadonnando, mentre il campanello si faceva insistente, si apprestò all'uscio e cautamente sbirciò allo spioncino, per capire chi fosse lo scriteriato a strapazzargli il campanello con quella insistenza sul fare della notte. Stupefatto constatò che, sotto la debole luce del faretto posto alla sommità dell'ingresso, si presentava la figura di un ragazzino. Aprì la porta e alla maggiore luce, potè osservare meglio l'aspetto dell' improvviso visitatore: si trattava di un bambino che, per altezza e struttura fisica, poteva avere un'età tra i nove e gli undici anni, indossava un giubbotto di panno nero con cappuccio di due taglie più grandi della sua, non aveva ombrello né qualcosa di impermeabile a coprirlo, infatti appariva zuppo d'acqua. Calzava scarpe da tennis in tela, del tutto inadeguate per la temperatura di fine ottobre e per quel diluvio che veniva giù. Aveva un aspetto dimesso, da vagabondo, un visetto magro annegato nell'ombra dell'ampio cappuccio, portava appeso alle spalle uno zainetto, a culmine della bizzarria, teneva sotto un braccio una zucca vuota, sulla quale era stata intagliata una bocca dentata ridente e aperti due buchi come occhi, a simulare un teschio allegorico. Di colpo realizzò di cosa si trattasse: rammentò che quel giorno era il trentuno del mese di ottobre, la notte di quella cazzata americana chiamata Halloween che ormai aveva preso voga anche in Italia. Roba da non crederci: quel ragazzetto era in giro da solo a quell'ora, con quel tempo infame, per quella roba di "dolcetto o scherzetto". Santo cielo, che razza di stupidaggini potevano compiere i ragazzi di oggi per seguire le mode strambe promosse da TV e web: si era all'alienazione totale. Il ragazzo non chiedeva, stava sulla porta muto e grondante d'acqua, lo osservava senza espressione, come se dovesse assolvere un impegno del quale gli importava meno che niente, tremava anche per il freddo. - Sei qui per "dolcetto o scherzetto", per Halloween, giusto? - lo anticipò lui, visto che l'altro non si decideva a recitare quella richiesta di rito: forse era un po' imbranato e molto timido. Il bambino non rispose, sembrava assente, come in attesa di qualcosa che non lo riguardasse, non si curava neppure della pioggia che continuava a scorrergli lungo il corpo, formando una pozza lucida intorno ai piedi. Ernesto era fortemente perplesso, non sapeva esattamente che dire o fare, quel ragazzino aveva qualcosa di sconcertante che lo metteva a disagio: in casa non teneva dolciumi da offrirgli per liquidarlo, lui non era amante dei dolci. Per altro pensò che, se pure li avesse avuti, non se la sarebbe sentita di lasciarlo là fuori con quel tempo da lupi, chiudendogli la porta in faccia. - Cazzo! Ma tua madre è matta a lasciarti andare in giro a quest'ora e con questo diluvio? Domani come minimo avrai una polmonite. - Nessuna risposta: il piccolo cambiava di piede d'appoggio, sistemava la zucca che tendeva a scivolargli da sotto il braccio, senza mutare espressione. La situazione era in stallo ed Ernesto iniziava a spazientirsi. - Senti, non ho dolci o caramelle da darti, mi spiace, ma hai bussato alla porta sbagliata. Non puoi restare qui a marcire sotto quest'acqua, smettila con questa sciocchezza di Halloween e tornatene a casa, che questa non è notte da stare fuori alla tua età. - Esortazione inutile, visto l'ostinato mutismo del ragazzo. Con la porta spalancata, quell'umidità che penetrava le ossa e l'aria gelida, sentiva intirizzire la pelle: brividi di freddo lo assalivano a intermittenza, era meglio riparare dentro casa per cercare di sbloccare quella situazione. - Senti figliolo, non possiamo stare qui fuori a prenderci un malanno senza venire a capo di qualcosa: tu non parli e io non so come aiutarti, per ragionarci togliamoci almeno da questo maltempo. Vieni dentro, non ho dolci da regalarti ma possiamo farci un tè caldo, ti asciughi un poco gli abiti, poi ti darò un ombrello e te ne torni a casa con la testa coperta. - Arretrando dalla porta gli fece cenno d'entrare, il piccolo lo seguì silenzioso come un'ombra. Nel soggiorno gli indicò il divano su cui accomodarsi, il ragazzo sedette senza un cenno di ringraziamento, si limitò a poggiare la zucca sul tavolino basso davanti a sé, mantenne lo zainetto sulle spalle. Aveva calato il cappuccio del giubbotto, ora mostrava il capo scoperto: aveva l'aria di un pulcino con le penne arruffate e intrise di pioggia, i capelli gli scendevano sulla fronte come alghe nere gettate sulla battigia dalla mareggiata. La pelle, sul piccolo volto scavato, era livida come quella dei cadaveri di annegati. Solo gli occhi: grandi e scuri come la notte, apparivano, in quel pallore malsano del viso, fermi magnetici come negli uccelli. Il bambino, oltre al non parlare, aveva nell'insieme qualcosa di strano, di inquietante, faceva pensare a una qualche malattia. - Allora dai, davvero non vuoi dirmi il almeno tuo nome? Su dimmi quanti anni hai e dove abiti? Sei di qui del quartiere? - Nulla. Una statua di cera sarebbe risultata più espressiva. - Se conosci il numero di telefono dei tuoi, che certo saranno preoccupati, li chiamo per tranquillizzarli, magari poi ti riaccompagno a casa. - Inutile, sembrava sordo, continuava solo a fissarlo, lo stava mettendo seriamente a disagio, la situazione aveva una piega assurda, non era normale quel bambino. Gli occhi sembravano non vederlo, erano impenetrabili, non tradivano reazioni, come se non ci fosse alcun pensiero ad attraversargli la mente, si mosse solo per sfilare dalle spalle lo zainetto e posarlo al suo fianco sul divano. Iniziò a pensare che non capisse la lingua: forse era straniero, non capiva l'italiano, magari era figlio di qualche emigrato, o più verosimilmente aveva qualche disturbo mentale, forse era affetto da una forma di autismo, o di qualche altro disturbo cognitivo. Probabilmente era sgattaiolato fuori casa eludendo la sorveglianza dei famigliari per partecipare questa menata di Halloween, ansioso di emulare ciò che facevano in quella serata molti bambini della sua età. Di certo il ragazzino necessitava di aiuto, del resto come aveva pensato non poteva certo lasciarlo tornare in strada e andarsene a letto come nulla fosse. C'era rischio che, strambo di testa come era, finisse sotto qualche auto o che girovagando cascasse nel fiume che scorreva a meno di trecento metri da lì. L'unica soluzione era di farlo fermare a dormire per la notte. L'indomani mattina, con calma, lo avrebbe accompagnato alla stazione dei Vigili Urbani più vicina: avrebbe spiegato loro l'accaduto e lasciato che se ne occupassero con i servizi sociali. - Senti - disse - ora metto su l'acqua per il tè, così ci ristoriamo un poco, poi ti preparo un bagno caldo, ti togli 'sta roba fradicia da dosso e la mettiamo ad asciugare sul termo. Ti cerco una mia T-shit e i boxer di un mio pigiama per la notte, allestiamo questo divano letto con lenzuola e coperta e ne riparliamo domattiina. Ok? - Inutile attendere risposta, nel nero profondo di quegli occhi sembrò passare una fugace scintilla di attenzione, ma forse fu solo il riflesso dell'alogena a stelo che dava luce alla sala. Ernesto andò in cucina per la preparazione del tè: mise il bollitore con l'acqua sulla piastra elettrica, poi, in camera sua, prese nella cassettiera gli indumenti per rivestire il ragazzo, infine passò nel bagno, dove aprì l'acqua calda per riempire la vasca e recuperò dalla mensola dove li teneva riposti, un accappatoio fresco di tintoria. (Continua)
  9. Ale Pedretta

    Gli dei lumaca - Alessandro Pedretta

    Titolo: Gli dei lumaca Autore: Alessandro Pedretta Collana: Horror Story Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413557 Data di pubblicazione (o di uscita): 3 novembre 2020 Prezzo: 1,99 Genere: Horror, Weird, Fantascienza Pagine: 28 Quarta di copertina o estratto del libro: Alcuni medici chirurghi provenienti da diverse zona d’Europa si ritrovano accomunati dalla stessa idea: creare l’Uomo Nuovo. Inizialmente cominciano a operare sugli animali, cercando di creare ibridi che possano elargire l’input per le loro operazioni future. Poi si dedicano alle operazioni sui malati mentali, finché il tutto prenderà una piega sorprendente e inaspettata… Musica di Wagner, medici nazisti, droghe, oscure presenze. Che cosa è andato storto? Link all'acquisto: Amazon: http://www.amazon.it/dp/B08MBMZ9CQ Editore: https://delos.digital/9788825413557/gli-dei-lumaca
  10. Nightafter

    L' ospite - Pt. 2 [NNI20- Fuori concorso]

    L' ospite - Pt. 2 [NNI20- Fuori concorso] Ovviamente pensare a un assassino incorporeo era pura follia, ma di fatto questa situazione rendeva l'indagine estremamente complicata. - Ci troviamo di fronte a un killer fantasma dunque? - Azzardò, non senza un intento ironico, il vispo giornalista alla ricerca dell'argomento sensazionale con cui alzare di qualche punto lo share della trasmissione. - Non siamo qui per giocare con le ipotesi di fantasia. - Lo freddò caustico il Vice Questore, che già ne aveva piene le tasche di tutte quelle chiacchiere buone solo a nutrire le curiosità morbose di certo pubblico e alimentare timori di sicurezza. Concludendo aggiunse: - L'indagine è complessa, ma ci stiamo muovendo in ogni direzione, posso in questo rassicurare la cittadinanza. Siamo impegnati a tempo pieno nella ricerca del colpevole, sono certo che in tempi brevi riusciremo a fermare questo criminale. Inoltre abbiamo raddoppiato la rete di vigilanza a protezione della comunità: le nostre forze sono attive nel pattugliare il territorio ventiquattro ore su ventiquattro. - La trasmissione si chiuse con il congedo dalla diretta e le rassicuranti parole di circostanza del conduttore. Ernesto caccio l'ennesimo sbadiglio e cliccò sul telecomando per spegnere la TV: aveva sonno, si sentiva stanco e le palpebre gli pesavano come le saracinesche dell'officina di un meccanico che, alle nove di un venerdì sera, non sia ancora riuscito a calarle e chiudere bottega, per via di una riparazione che aveva richiesto il triplo del tempo. Nelle appannate riflessioni del sonno incombente pensò che ormai era diventato tutto un casino: non se ne capiva più niente. Una volta i serial killer davano la caccia alle appetitose ninfette con le cosce di fuori, oppure alle milf in fregola che, in succinti déshabillé, aprivano incautamente la porta di casa a maniaci camufatti da idraulici o elettricisti, agognando una conclusione pruriginosa a fine riparazione. Erano tutti delitti a sfondo sessuale: originati da una psiche malata che non riusciva a trovare il suo sfogo in una sana trombata, ergo doveva cercarlo attraverso un complicato rituale che prevedeva la morte della vittima prescelta. Tutti schifosi pervertiti: dei sadici e talvolta pure necrofili o per giunta cannibali. Delle vere bestie in veste umana, ma in ciò almeno avevano modalità chiare, obiettivi che li accomunavano: erano in questo prevedibili e se ne poteva tracciare un preciso profilo. Che cazzo! Erano dei depravati assassini, ma, a modo loro dotati di una rigorosa coerenza. Questo no, questo usciva da ogni schema, se la prendeva con dei vecchi babbioni in prossimità di pensione, con una vita piatta e regolare, senza nulla che li rendesse speciali: uomini che uscivano al mattino per andare al lavoro, rientravano al tramonto, vivevano soli, cenavano in compagnia della TV e poi andavano a dormire, pronti il mattino dopo a replicare una giornata identica a quella conclusa. In sostanza uomini come lui. Che mai ci trovava a far fuori dei soggetti simili? Non si era mai visto uno che ci prendesse gusto ad ammazzare maturi maschi in andropausa. Questa cosa dell'età e del sesso gli dava un certo fastidio. Ovvio che in una città di quasi un milione di anime, l'eventualità di divenire una vittima di questo maniaco era pari a quella di imbroccare una cinquina al lotto: ci sarebbe voluta una bella botta di culo per essere scelti. La considerazione lo rassicurava, ma sapere di essere nel target di un serial killer era parecchio antipatico, quasi quanto fare parte di una categoria di contribuenti nel mirino del fisco, intenzionato a verificare le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi cinque anni. Quei tre avevano in comune il buon rapporto con i bambini: li frequentavano per istruirli o farli divertire. In questo, almeno, lui si differenziava da quelli: i bambini non rientravano nei suoi gusti, con loro non aveva empatia. Quanto meno nel frequentarli assiduamente e con finalità educative o ricreative di quel genere. I mocciosi di quell'età lo annoiavano a morte, non li reggeva. Odiava quei discorsi futili e strampalati sugli eroi dei cartoni TV o dei giochi sulle console elettroniche di cui erano fanatici dai cinque ai dieci anni d'età. Non era mai stato tagliato per badare a quei petulanti rompiscatole. Quella parmigiana era tanto deliziosa quanto micidiale da digerire: nonostante la generosa dose di liquore alle erbe, continuava a bloccargli lo stomaco come un monolite di piombo. Non poteva mettersi a nanna in quelle condizioni, benché pieno di sonno rischiava di rigirarsi nel letto e non trovare requie per tutta la notte: decise di prendere due pasticche di quel disgustoso Diger seltz. Se non avesse avuto quella pesantezza agli occhi, per favorire la digestione avrebbe potuto dedicarsi per mezz'oretta al suo unico passatempo: riguardarsi la collezione di immagini che teneva occultate in una cartella criptata del pc. Ne possedeva più di un migliaio, catalogate per tema e suddivise in una lunga lista di sottocartelle: foto per lo più raccolte in rete, in certi siti segreti specializzati, a cui accedevi solo con password o navigando in quello che chiamavano "deep web". Erano comunity online frequentate unicamente da amatori di quel genere di soggetti, come lui. Sovente cambiavano di server e di indirizzo per non farsi individuare dalla polizia postale, continuamente a caccia di siti simili sulla rete, per chiuderli e individuare chi li gestiva e frequentava. Bisognava essere molto accorti, muoversi in quegli spazi virtuali era assai rischioso, la legge era durissima: potevi farti decine di anni di galera per quelle immagini di minori, anche quando non mostravano atti sessuali espliciti, ma solo pose di nudo artistico. Molte delle immagini possedute le aveva realizzate personalmente, erano ricordi di viaggi bellissimi compiuti molti anni prima. Aveva visitato paesi dove era facile procacciarsi i modelli per quegli scatti con cifre irrisorie: il Brasile, la Repubblica Dominicana, la Thailandia e diversi altri, erano un vero supermercato di quel tipo di mercanzia. I bambini ti venivano offerti da organizzazioni malavitose del posto, oppure li dragavi semplicemente per strada, invitandoli a seguirti con la promessa di cibo o un dolci, di qualche banconota di piccoo taglio della moneta locale. Non avevi bisogno di tante chiacchiere con loro, non rischiavi di annoiarti: non usavano giochi elettronici, sapevano cosa fare senza perdite di tempo. Erano figli del disagio e della fame, dello squallore sub urbano, bambini cresciuti in fretta, senza infanzia e innocenza, piccoli professionisti di quel mestiere, appreso nell'età in cui avrebbero dovuto solo imparare a leggere, scrivere e far di conto. Quei ricordi gli si risvegliava una sottile emozione, non l'eccitazione dei sensi come un tempo, ma una struggente tenerezza, una sorta di nostalgia di momenti felici e ormai lontani. Con l'età stava diventando sentimentale, la sensibilità diveniva più acuta e rendendolo permeabile ai rimpianti del passato. Aveva appena terminato di bere il liquido effervescente prodotto dalle due pasticche di digestivo che sentì trillare con insistenza il campanello della porta di casa. (Continua)
  11. Nightafter

    L'ospite - Pt. 1 [NNI20- Fuori concorso]

    L' ospite - Pt. 1 [NNI20- Fuori concorso] Era il terzo omicidio che accadeva nel giro di due mesi: le vittime erano tutte maschi singoli di mezza età, uomini che vivevano soli, senza una vita sociale o famigliare granché vivace. L'ultimo era il contabile di una piccola cartotecnica che produceva imballi per la grande distribuzione organizzata: nella foto aveva un'aria anonima e uno sguardo spento dietro lenti spesse un dito, vestiva una orribile camicia color aragosta, portata senza cravatta, dal colletto troppo largo per quel collo sottile da struzzo, la piccola testa, spuntava come il batacchio di una campana. Anche gli altri due dalle immagini non apparivano più interessanti, nulla che li rendesse particolarmente appetibili per un assassino seriale. Ernesto, seduto in poltrona, smaltiva il difficile dopocena di una mezza teglia di ottima parmigiana mangiata con ingordigia: un intingolo cucinato dalla signora Lucia, la donna che tre volte alla settimana veniva a rigovernargli la casa e come sovente accadeva, gli lasciava in frigo qualcosa di pronto per cena. In seguito al caffè si era bevuto un corposa dose di amaro alle "dodici erbe", ora boccheggiava tra un rutto e uno sbadiglio mentre seguiva le immagini del servizio d'approfondimento nella seconda serata della tivù. Si era messo uno scialle di lana sulle spalle, la casa era appena tiepida perché si era dimenticato di regolare l'ora d'accensione del termostato, così quando era rientrato dal lavoro, zuppo d'acqua e infreddolito per la pioggia battente che stava scendendo sulla città: aveva dovuto far partire manualmente il sistema di riscaldamento nella casa gelida come una tomba. Un intervistatore, eccessivamente pimpante e galvanizzato per l'argomento che trattava, poneva una serie di stucchevoli domande al Vice Questore che, affiancato da una coppia di agenti in divisa dall'aria rassegnata, rispondeva paziente. Gli omicidi avvenivano in modalità assai cruenta e a questo punto, benché la parola fosse poco desiderabile a essere pronunciata dagli operatori dell'Ordine Pubblico, si poteva parlare di delitti attuati da un "omicida seriale". Del resto era da settimane che i giornali, alla luce dell'efferatezza dei primi due crimini, avanzavano l'ipotesi del "serial killer". Non si vedevano, infatti, al momento, ragioni diverse che giustificassero tanta ferocia: le vittime apparivano come persone dalle vite lineari e irreprensibili, senza alcuna nota caratteriale o abitudine che li portasse oltre una tranquilla esistenza ruotinaria, fatta di casa e lavoro e poco svago. Le immagini del servizio si susseguivano rapide, mostrando le vie e i condomini di residenza delle vittime, venivano intervistati i loro vicini:qualcuno intimorito si defilava opponendo la mano aperta all'obiettivo della telecamera, ribadendo di non conoscerli. I più parlavano di loro come persone discrete e di assoluta affidabilità:uno dei tre dedicava il sabato pomeriggio a seguire i piccoli impegnati in una attività di bricolage organizzata dalla parrocchia. Il secondo, dedicava i pomeriggi domenicali a tenere un corso per i ragazzi delle scuole primarie, nel quale insegnava a costruire colorati burattini di cartapesta, dando poi vita con i piccoli allievi a divertenti rappresentazioni nel teatrino per marionette, allestito nello spazio messo a disposizione dall'Assessorato alle Iniziative Culturali per la Gioventù del Comune. Il terzo era il meno impegnato socialmente dei tre, ma anche lui aveva un buon rapporto con l'infanzia, diverse mamme intervistate ne dicevano un gran bene: lo ricordavano spesso ai giardini pubblici nei pomeriggi del week-end, contornato da un nugolo di bambini festanti. I pargoli lo amavano perché generosamente offriva loro biglietti per giri gratuiti sulla giostrina col trenino presente nel giardino, per le storie fantasiose e divertenti che sapeva raccontare, nonché per i dolciumi che distribuiva ai suoi piccoli amici. All'interno di una sportina che si portava dietro, non gli mancavano mai: leccalecca, marshmallow, bastoncini di liquirizia e caramelle assortite, di cui era sempre ampiamente fornito. Non risultavano inimicizie nell'ambito del lavoro o del vicinato, mai una parola di troppo con nessuno, non risultava avessero una relazione sentimentale fissa, non frequentavano locali notturni, némai li si era visti accompagnarsi con una lucciola, non gli si conoscevano vizi. I loro conti bancari contenevano i giustificati risparmi delle rispettive attività di lavoro di una vita, nulla di più: piccole formiche previdenti e morigerate. L'assassino nel suo modus operandi era di una brutalità estrema: sgozzava le vittime con una lama sottile come un rasoio, incidendo a fondo la carne del collo fino a raggiungere la colonna vertebrale, in sostanza la testa restava attaccata al corpo solo attraverso le vertebre messe a nudo della spina dorsale. I corpi erano stati rinvenuti nelle proprie abitazioni, una sul pavimento della camera da letto, l'altra su quello del bagno, il terzo, più recente, nella piccola stanza da letto che era appartenuta fino a un decennio passato alla madre del contabile, quando era in vita. A rivelare la loro morte erano stati i rispettivi vicini di casa e i responsabili dei luoghi di lavoro: i primi messi in allarme dal non vederli più comparire alle ore consuete in cui uscivano per raggiungere i loro impieghi o per far rientro a casa, i secondi, per le assenze ingiustificate protratte da una decina di giorni. Ma soprattutto a rivelare la cosa era stato il fetore pestilenziale che proveniva dalle porte dei loro appartamenti e iniziava a spandersi per le scale del palazzo. L'omicida li aveva scelti con apparente casualità: vivevano in angoli opposti della città, non risultava si conoscessero o frequantassero luoghi comuni, neppure per una spesa nello stesso supermercato, infatti, salvo prendere un bus o tram e farsi quaranta minuti di percorso per raggiungerne uno frequentato da uno dei tre, il fatto non avrebbe potuto aver luogo Questo perché, cosa per altro insolita, nessuno di loro possedeva un automobile, ognuno raggiungeva il proprio lavoro usando un mezzo pubblico. Insomma rivoltando la loro esistenza come un guanto, l'unico elemento che li accomunava era il buon rapporto che sapevano coltivare con i fanciulli, questo forse dovuto a compensare la mancanza di affetti nella loro vita: il non essersi sposati e aver avuto una famiglia e dei figli loro, trovava nel contatto con i bimbi il surrogato a una paternità inespressa. Del resto questo accadeva anche a molti sacerdoti catechisti, nell'applicare l'esortazione biblica del Cristo: "Lasciate che i bambini vengano a me" Ciò che rendeva quel caso particolarmente difficile per le indagini, era poi l'incredibile mancanza di impronte o tracce di qualsiasi genere, reperibili sulla scena del delitto. Non si poteva neppure parlare di un killer tanto astuto e accorto da cancellarle, poiché anche il cancellare una traccia, lasciava di per sé una traccia. Se avesse impiegato della candeggina o qualsiasi altro sistema per ripulire a fondo il luogo del delitto, si sarebbe compreso dai rilevamenti compiuti dalla ma nessuno aveva impiegato alcunché per cancellare le tracce. I luoghi dei delitti erano"puliti": ovvero anche al vaglio del luminol e delle altre moderne tecniche d'indagine scientifica, gli unici elementi rilevabili erano di stetta appartenenza delle vittime. Questo rappresentava uno degli aspetti enigmatici di maggior rilevanza comuni ai tre delitti: cosa realmente inspiegabile, a meno di ritenere che ogni morto si fosse praticamente decapitato da solo, o che l'assassino levitava sul pavimento senza sfiorarlo e senza toccare nulla nelle abitazioni, non contaminando neppure l'aria che aveva respirato. (Continua)
  12. Aporema Edizioni

    Jimmy non molla mai - Le origini

    JIMMY NON MOLLA MAI - Le Origini Paolo Bulzi e Maria Patelmo Aporema Edizioni ISBN versione cartacea 9788894342987 ISBN versione ebook 9788832144123 2018 Prezzo versione cartacea € 14,90 Prezzo Ebook € 1,99Pagine: 334 Link all'acquisto cartaceo Link all'acquisto formato Epub Link all'acquisto formato Kindle Quarta di copertina Braccato dalla Polizia dopo una rapina, Jimmy Wolker teme di essere giunto al capolinea della sua carriera criminale e forse anche della vita. Sembra la fine di tutto, invece è solo l’inizio di una mirabolante avventura, di un viaggio fantastico, che lo porterà attraverso mondi surreali e inimmaginabili, animati da personaggi tanto grotteschi quanto inquietanti. Dispettoso, insolente, provocatore, ma anche carico di un’incredibile umanità e di un fascino che lo rende irresistibile alle donne, Wolker dovrà affrontare e superare prove di ogni sorta, senza mai scoraggiarsi, senza mai perdersi d’animo, senza mai tirarsi indietro… Perché Jimmy non molla mai.
  13. simone volponi

    Emanuelle e la vampira di Xochimilco

    Titolo: Emanuelle e la vampira di Xochimilco Autore: Simone Volponi Collana: Delos Passport Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413021 Data di pubblicazione (o di uscita): 22 settembre Prezzo: 2,99 Genere: Thriller, Azione e Avventura Pagine: 76 (stima) Quarta di copertina o estratto del libro: #payformypain. “Sì, questo funzionerà!” ragiona Emanuelle, nota influencer senza scrupoli. Certo, è solo un hashtag funzionale, mica vuole rischiare davvero. L’importante è che aumentino i follower. Peccato che nella sua trasferta messicana, a Xochimilco, la prevista finzione diventi letale realtà... Emanuelle è una rampante influencer che, per diventare famosa e vedere aumentato il suo "traffico", idea un progetto: viaggiare nei posti più horror e pericolosi del mondo e proclamarsi l'influencer del brivido. Prima tappa è Città del Messico, per il Dia de Los Muertos. La guida Hector conduce lei e i suoi due assistenti all'Isla De Las Muñecas, sul lago di Xochimilco. Un luogo inquietante, benché già oggetto della curiosità turistica, cimitero di bambole appese alla vegetazione, mutilate e variamente consunte dal tempo. Cinica e senza scrupoli, allo scopo di condividere immagini forti sul suo canale, Emanuelle ruba e poi oltraggia la bambola che la comunità di Hector ha creato per la nipote, morta affogata. Grosso e letale errore di valutazione. Perché, a quanto pare, vecchi miti aztechi e nuove credenze non sono propriamente tutte cazzate. Link all'acquisto: https://www.delosstore.it/ebook/53300/emanuelle-e-la-vampira-di-xochimilco/?fbclid=IwAR1k5F8kH6BXC2zurbFXZSTqhnpUvNWy5pEsyj0AMk6LfSXRH7jU0y6xyf8
  14. CorvoRosso

    Voodoo - Andrea Zanotti

    Immagine di copertina: Titolo: Voodoo Autore: Andrea Zanotti Casa editrice: Dark Zone Edizioni ISBN: B08DBSW37P Data di pubblicazione: 19 Luglio 2020 Prezzo: versione digitale Euro 2,99 - cartacea 14,99 Euro Genere: Weird Pagine: 165 Quarta di copertina o estratto del libro: Come ci è finito in quel saloon, e perché quel bruto col cappellaccio da cowboy lo sta aggredendo? Davide non ricorda nulla, né ha il tempo per rifletterci. Certo il cielo grigio nel quale brillano costellazioni rosse sangue non promette nulla di buono. Possibile che quel luogo alieno sia realmente l’oltretomba, un dannato purgatorio-western, così come gli vogliono far credere i bizzarri componenti del gruppo capeggiato dallo stregone voodoo che lo salvano dalle grinfie del suo aguzzino? Un macumbeiro al soldo di un Dio avvolto dall’anonimato, che gli promette, niente meno, di poter tornare alla sua vecchia vita e dai propri cari. Ogni atto magico però necessita di adeguate offerte di sangue, e Davide lo scoprirà a proprie spese, trovandosi innanzi a scelte che determineranno il futuro della sua stessa anima. Link all'acquisto: https://amzn.to/3hZNjRG
  15. Nemi

    Oltre Umano

    Immagine di copertina: Titolo: Oltre Umano Autore: Ida Auletta Autopubblicato: Amazon KDP ISBN: 979-8680493496 Data di uscita: 29/08/2020 Prezzo: 19€ (versione cartacea) / 4,27€ (versione ebook) GRATUITO (se iscritti a Kindle Unlimited e dal 1 Settembre al 5 settembre in qualsiasi caso) Genere: Dark Fantasy Pagine: 370 formato stampa Quarta di copertina: Le persone comuni non lo sanno, possono immaginarlo, qualcuna riesce ad intuirlo ma non hanno idea che tra loro esistono entità soprannaturali perfettamente integrate in società, come Ethan Marsh, Sharyl Arhen, Kurt Sanders, Jimmy Woodrow. Le loro vite, per quanto straordinari siano i loro poteri, non sono così dissimili da quelle dei tradizionali esseri viventi. Amore e odio determinano la loro esistenza esattamente come il bene ed il male determinano l'esistenza della vita sulla terra ed in ogni altra dimensione ultraterrena. Ma cosa succede quando un demone si innamora di una delle creature, a suo dire, più inutili del creato? Quando Ethan scopre di provare dei sentimenti particolari nei riguardi di Sharyl perfino Caos in persona ritiene opportuno disciplinare il proprio figlio infliggendogli la punizione peggiore che un demone possa ricevere. Eppure qualcosa di più forte del destino si adopera per stravolgere le esistenze di Ethan e Sharyl, al punto da ritenere necessario l'intervento di Kurt, l'angelo, e l'aiuto di Sydne la strega, perchè quando due creature sono destinate a stare insieme, in un luogo o in un altro, in un modo o nell'altro, forse lo saranno a prescindere da tutto. Link all'acquisto: trovate QUI sia il formato ebook che cartaceo
  16. synth7

    L'eremita

    Titolo: L'eremita Autore: Ignazio Frenda Casa editrice: Autopubblicazione (Amazon KDP) ISBN: 979-8606431458 Data di pubblicazione: 30 gennaio 2020 Prezzo: eBook € 2.99 - Cartaceo € 9.99 Genere: Mistero--Fantasy-Fantascienza Pagine: 308 Trama: Su un'altura alla periferia di una grande città vive un misterioso eremita. Egli abita abusivamente un ex osservatorio borbonico posto sulla vetta di un promontorio a strapiombo sul mare: da lassù attende il compimento letterale dell'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse di Giovanni. Negli ultimi vent’anni l’uomo ha trasformato il suo eremo in un tempio religioso, adornando le pareti con mosaici, stucchi e pitture dal forte richiamo simbolico, esoterico ed apocalittico. Tre ragazzi, molto giovani e molto diversi tra loro, mossi da impavida curiosità decidono di incamminarsi verso la vetta di Monte Sferrello: Lorenzo è la parte scettica e razionale del trio, nonché ateo e dichiaratamente antiteista. Con piglio provocatorio si diverte spesso a punzecchiare Alberto, amico fin dall'infanzia, che, viceversa, è fieramente cattolico. Chiara, ragazza solare, spigliata e avventuriera, è l'elemento allegro del gruppo e la sua presenza, da anni, tiene unito il rapporto oramai logoro tra i due. Quando i tre consumano l’incontro con il misterioso eremita, degli eventi terrorizzanti iniziano a scandire la loro avventura: il bosco e la borgata ai piedi della montagna offrono loro un’esperienza orrorifica e un viaggio inquietante e visionario, anche se, alla fine, sarà la realtà a superare ogni immaginazione. Il lettore viene introdotto in una classica avventura per ragazzi, con delle venature horror, che via via prende forma in un disturbante oniroviaggio ai confini della realtà, sfogando la curiosità e la tensione accumulate in uno spartiacque fantascientifico-esistenziale. Esiste un determinismo cosmico oppure è tutto governato dal caso? Dio esiste o è solo un’invenzione per sopperire alle paure umane? La fede è solo un’illusione per chi crede o racchiude diverse sensibilità e diversi approcci al senso del mistero? Non poche domande di rilievo filosofico verranno affrontate in questo racconto, il cui fulcro centrale rimane il grande tema sulla dicotomia Ragione e Fede. Link all'acquisto: eBook https://www.amazon.it/dp/B084BYCW1V - Cartaceo https://www.amazon.it/dp/B084DH32C1
  17. Gabri Montu

    Scena di violenza sessuale per horror

    Ciao a tutti, sto scrivendo una scena di violenza sessuale per il mio horror (è ancora incompleta) e vorrei un parere sincero. Credo sia inutile continuare a scrivere se poi la prima parte è brutta e trash. Si tratta di una donna che viene brutalmente violentata e nell'atto il suo seviziatore si trasforma in un'orrida creatura. *Editato dallo Staff*
  18. Aporema Edizioni

    Via Dei Fossi 35

    VIA DEI FOSSI 35 Patrizia Scialoni @caipiroska Aporema Edizioni ISBN Cartaceo 978-88-32144-61-1 ISBN Ebook 978-88-32144-71-0 Data di pubblicazione: 15-06-2020 Prezzo versione cartacea: € 14,90 Prezzo versione ebook: € 3,49 Genere: Giallo con venature Horror Caratteri: 613.850 - 420 pag. - Formato A5 - Brossura con alette Link all'acquisto: Via Dei Fossi 35 - Patrizia Scialoni Quarta di Copertina Lucca, estate 1974: da un appartamento al numero 35 di via Dei Fossi si sprigiona un tanfo insopportabile. Sul posto accorre una gazzella dei carabinieri, al comando del tenente Simone Morelli, che si trova di fronte all’enorme cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione. A complicare la vicenda, l’inspiegabile e misteriosa scomparsa del piccolo figlio della gigantessa. Più di quarant’anni dopo, una famiglia milanese, in cerca di una nuova vita e di tranquillità, si trasferisce nella splendida città toscana, ignara di dover recitare la propria parte all’interno di un caso che pareva chiuso per sempre. Tra fantasmi del passato e inquietanti presenze, i protagonisti si confrontano con un destino che pare già segnato, vittime delle proprie debolezze, ma spinti da una carica di profonda umanità. L’intricata matassa degli eventi e dei pensieri si riannoda ogniqualvolta sembra dipanarsi e solo alla fine sarà possibile trovarne il bandolo.
  19. simone volponi

    Urbe Ferox

    Titolo: Urbe Ferox Autore: Simone Volponi Collana: Ombre Casa editrice: Watson edizioni Data di pubblicazione: 22 giugno Prezzo: 14 e. Genere: Horror Un cadavere carbonizzato era stato crocifisso su un grosso cartello autostradale forato dai proiettili, e qualcuno, chissà se con amarezza o come subdolo invito a farsi sotto, aveva aggiunto una scritta tratteggiata con il sangue: “BENVENUTI NELL’URBE”. L’Urbe feroce è una mega-metropoli dove regna il caos post umano, tenuto nei ranghi solo dall’intrattenimento offerto nei club, dai combattimenti nel Colosseo e dalla droga Overkill. Una Roma post apocalittica abitata da sbroccati il cui governo è gestito virtualmente dalla piattaforma Source, dall’effimera presenza della Sindaca e dagli Affaristi. È il mondo dove vive Marzia, prostituta assuefatta alla rovina che si limita a svolgere il proprio lavoro e a osservare la cruda realtà, finché non scatta in lei il sogno di allontanarsi da tutto. È il mondo dove vive Sybil, giovanissima killer creata in laboratorio, costretta per uno sbaglio non suo alla fuga con l’aiuto di Rog, il “pischello guerriero” che si guadagna da vivere come gladiatore post-moderno. Ma c’è davvero una possibilità di scelta? Esiste una via di uscita? Link pre.order e acquisto: http://watsonedizioni.it/prodotto/urbe-ferox-di-simone-volponi/?fbclid=IwAR0nPZiKeEL81uvoDEd8jI8vAob-AZT1JJ03wKaZ9hgDrNwyrNPy2-E0pbE
  20. Ciao a tutti! Sono un aspirante scrittrice del genere Fantasy/Fantascienza e sto cercando di capire come destreggiarmi tra tutte le possibilita' di pubblicazione che ci sono in Italia, in particolare, trovo molto interessante la piattaforma di Wattpad, dove alcuni aspiranti scrittori del mio genere si son fatti notare da agenzie importanti che poi gli hanno offerto un contratto di pubblicazione. Ho da poco finito di scrivere il primo libro di una saga e parallelamente una novella che introduce il personaggio principale. Una storia particolare, azzarderei simile a quella che racconta il film di Joker. Insomma, una storia che tenta di spingere il lettore a voler approdare nel vasto mondo che si apre con il primo libro della mia saga. Sempre se ci riesca. La cosa che non mi fa decidere il da farsi, e' se vale la pena pubblicarla su Wattpad o magari se lo faccio, ci saranno dei riscontri negativi a cui potrei andare incontro? P.S.Vorrei chiarire che questa novella fa parte di una raccolta di racconti (le storie delle vite passate dei protagonisti principali, prima di incontrarsi nella saga) che avrei voluto pubblicare successivamente.
  21. Ciao a tutti, mi chiedevo se qualcuno di voi e' riuscito ad ottenere una pubblicazione con una casa Editrice che pubblica Fantasy e sottogeneri? Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa.
  22. Ngannafoddi

    La Bottega dell'Invisibile

    Nome: La Bottega dell'Invisibile Sito: http://www.labottegadellinvisibile.it/home Catalogo: http://www.labottegadellinvisibile.it/catalogoshop Modalità di invio dei manoscritti: http://www.labottegadellinvisibile.it/pubblica-con-mr-edgar Distribuzione: http://www.labottegadellinvisibile.it/emilia-romagna Facebook: https://www.facebook.com/LaBottegadellInvisibile/ Mr.Edgar è lieto di darvi il benvenuto nella sua Libreria e Casa Editrice: La Bottega dell’Invisibile Troverete avventure per ogni gusto: alcune vi immergeranno in foreste incantate, altre vi trascineranno negli abissi del terrore, altre ancora vi accompagneranno alla riscoperta di magiche tradizioni dimenticate. Dovrete solo scegliere un libro, sedervi comodamente su di una poltrona, preparare una buona tazza di tè da sorseggiare, chiudere il mondo fuori dalla porta ed iniziare a leggere…
  23. Domenico S.

    La supplente

    Commento a "Il sole non scalda" di Alberto Tosciri Non tutti erano d’accordo con me, ma che se ne andassero al diavolo. La nuova prof era sexy. Okay, forse era fin troppo magrolina, e non curava tantissimo il suo aspetto fisico. Però era giovane, fresca d’università e con un’aria dolente ed emaciata che a me piaceva molto. Aveva gli occhi cerchiati, ma che occhi. Di un grigio argenteo che non ho mai più visto in un’altra donna. Inoltre era competente. Questo per me aumentava molto il suo sex-appeal. Sono sempre stato appassionato dell’ora di lettere, ed era bello avere una professoressa con quegli occhi (e che occhi) che spiegava con asciutta competenza la poesia di Dante Alighieri. Trudy questo lo sapeva benissimo e continuava a lanciarmi palline di carte durante l’ora della prof di lettere. Non era il suo vero nome, ma una volta, in modo malaccorto, ci aveva confessato che dormiva ancora col suo orsacchiotto Trudy. Da quel giorno il suo destino era stato segnato. Era anche grande, grosso e ciccioso, come un orso, per questo il soprannome gli era rimasto appiccicato. Trudy. Gli volevo molto bene, ma era un discreto rompi. Inoltre, aveva una forza sproporzionata rispetto alla mira. Una delle sue palline di carta arrivò fino alla cattedra. La prof aprì. La lesse e sorrise, quindi riprese a spiegare. Io mi girai, per vedere Trudy che sghignazzava. Cosa diavolo avevo scritto? Aprii uno dei bigliettini che era arrivato a me. Diceva: Se della prof vuoi vuoi essere l’amante devi studiare bene il tuo Dante. Un rima baciata. Da qualche giorno, da quando eravamo su Dante, Trudy s’era scoperto poeta. Mi chiesi se il bigliettino arrivato alla prof fosse altrettanto compromettente. La guardai, presi appunti. Mi sentivo bruciare. Mi chiesi se mi stesse venendo la febbre, ma forse ero proprio innamorato di lei. Col senno di qualche anno dopo, mi sarei accorto che ho sempre avuto una passione per le donne irraggiungibili. Dopo la lezione, mentre gli altri sciamavano in cortile per l’intervallo, la prof chiamò alla cattedra me e Trudy. «Chi di voi è il poeta?» disse. Entrambi arrossimmo. Temevamo ci mettesse una nota. Di Trudy si possono dire molte cose, ma una è certa: è una persona leale. «Il biglietto è mio» confessò. La prof continuò a sorridere. «Vedo un’ombra di talento. Per punizione, perché non si lanciano bigliettini in aula, dovrai scrivermi un sonetto. Lo abbiamo studiato due settimane fa, rivedi gli appunti. E lo dovrai leggere di fronte all’intera classe.» «Okay» disse Trudy, sempre più rosso e confuso. «E io?» chiesi. «Tu non lanciavi bigliettini.» «No.» «Allora sei assolto. Andate a divertirvi» disse, prendendo in mano un libbricino di poesie consumato. Cosa m’aspettavo? Che assegnasse anche a me una poesia? Che avrei scritto qualcosa talmente ispirato da conquistare il suo cuore? Sono un po’ sciocco, come avrete capito. In cortile, Trudy s’accese una di quelle sue sigarette puzzolentissime. «Complimenti, sei il cocco della prof» dissi. «Ne farei volentieri a meno» fece lui. «Vuoi un tiro?» «No, faccio a meno anch’io» dissi, sconsolato. «Dovresti metterti con Ramona Casiraghi.» «Che c’entra la Casiraghi?» «Ha occhi solo per te. Così ti togli dalla testa strane idee.» Pensai agli occhi della prof. Al suo aspetto emaciato e al suo fare nevrotico. La Casiraghi aveva tutte le sue cose a posto ed ero contento di piacerle, ma era solo una banale quindicenne. Non passava le sue pause fra le lezioni vuotando tazze di plastica di caffè e leggendo libbricini di poesia. Non aveva nulla da dire. «Andiamo» dissi. «Due ore di algebra. Toglierà dalla mia mente qualsiasi strana idea.» Comunque credo Trudy avesse veramente aspirazioni poetiche. La settimana dopo portò effettivamente un sonetto che lesse alla classe. Confesso che non era male. La prof gli mise un bel “nove” sul registro. Mi sentivo bruciare d’invidia. Se ne tornò soddisfatto al posto, ricevendo dagli altri ragazzi pacche sulle spalle. Con mio grande scorno, notai una luce, negli occhi della prof, accesa dalla poesia di Trudy. Una volta a casa, mi scoprii alla scrivania dello studio di mio padre, dove facevo i compiti nel pomeriggio, con un bloc-notes giallo e una matita in mano. Stavo cercando di scrivere una poesia. Mia madre entrò con una tazza di cioccolato mentre mi fumavano le meningi. «Studi?» «Più o meno...» «Che studi?» «Dobbiamo scrivere una poesia» mentii. «È un compito a casa.» «Fa’ vedere.» Normalmente sarei stato restio, ma mia madre legge molto. La sua opinione doveva contare qualcosa. «Chi è questa donna dagli occhi grigi?» disse, restituendo il bloc-notes. «Nessuna.» «Una tua compagna di classe?» «Me la sono inventata.» «Okay, ti credo.» «Com’era la poesia?» «Va bene.» Pensai a Trudy, col suo nove. “Va bene” non è una poesia da nove. Ahimè, non sarei mai entrato nel cuore della prof. Rinunciai, quel giorno e per sempre, a scrivere versi. Il mattino dopo, il mio grosso amico non venne a scuola, e neppure in quelli successivi. Un pomeriggio telefonai a casa di Trudy e sua madre mi disse che era in Australia. «In Australia?» «È in visita dalla zia.» «Per quanto sarà lì?» «Finirà l’anno.» Ed era partito così, senza dirmi nulla? Provai a scrivergli una mail, ma non mi ripose. Intanto, la prof andava avanti a bere caffè (non faceva altro, nelle pause) e a spiegarci la letteratura e io, lo confesso, ne ero sempre più innamorato. A volte, ma doveva essere soltanto la mia immaginazione, mi sembrava guardasse me quando parlava d’un passo d’amore. La mia infatuazione non faceva che crescere. Intanto, la nostra classe non faceva che diminuire. Dopo Trudy, smisero di venire a scuola Giovani Scacciapreti, per via di un’interminabile mononucleosi, Lorenzo Giovannirana, suo padre era stato trasferito per lavoro in un’altra città, Federico Sminuzzamerletti, cause ignote (era sempre stato quello della classe più discontinuo nel venire a scuola e frequentava cattive compagnie, perciò la sua scomparsa non fu una sorpresa.) Come avete notato, sparivano i maschi, finché in classe non rimanemmo che io e le ragazze e l’anno stava per finire. L’ultimo giorno di lezione, fui l’unico a presentarmi. «Fammi un piacere» mi disse la prof «vammi a prendere un bicchiere d’acqua.» «Agli ordini» dissi io, ormai ammaliato. In corridoio, vedevo capannelli di persone che mi guardavano e parlottavano fra di loro. Poggiai il bicchiere d’acqua sulla cattedra. La prof si tolse gli occhi e li mise dentro, quindi cominciò a massaggiarsi l’incavo delle orbite vuote. La prof aveva occhi finti? «È stato un anno duro» disse lei. «Le sue lezioni mi sono piaciute tanto.» «Adesso toccherebbe a te» disse «ma mi dispiace. Ho capito che ti sei affezionato.» «Io la amo» dissi, guardando nel vuoto delle orbite. D’improvviso, cambiò espressione. Il suo viso si rigò di sangue e lacrime. Era diventato un mostro. Provò ad avventarsi con le zanne su un mio braccio, ma io mi divincolai. Presi una sedie e la colpii. «Pro, perché fai così? Ti amo.» «È la mia natura.» «Cosa sei?» «Siamo un po’ deboli in mitologia, a quanto pare.» «Spiegami, ti prego.» «Sono una lamia. Mi nutro di giovani vittime maschili.» «Perciò, il resto della classe…» «I loro resti sono ancora nel mio frigorifero.» «Perché nessuno l’ha denunciata?» «Lancio una malia impenetrabile. Nessuno s’accorge di me, fino a quando non mi svelo.» «Perciò sto per morire.» «Sei l’ultimo. Sono solo una supplente, l’anno prossimo m’assegneranno a un’altra scuola.» «Potrei rivedere i tuoi occhi, come ultima cosa?» Il mostro fece una specie di sorriso. Quindi, andò a prendere il bicchiere, per rimettere gli occhi grigi al loro posto. Incredibile a dirsi, l’amavo ancora. «Ti prego» dissi. «Fammi un’ultima lezione, prima di morire. Cos’è una lamia?» Il suo volto si rilassò, si distese. Tornò la nevrotica intellettuale dagli occhi grigi di cui m’ero innamorato. «Davvero t’interessa saperlo?» «Voglio sapere che mi sta uccidendo.» «Perché?» «Sei una brava insegnante. Mi piace imparare cose nuove da te.» «Il tuo amico… quello succulento. Come si chiamava?» «Trudy.» «Sai, m’aveva colpito. Pensavo fosse un bravo studente. Un poeta. Invece, quando mi sono svelato a lui, non ha fatto altro che trillare come una femminuccia. Non ha svelato la tua avidità di sapere.» Pensai a Trudy, divorato vivo da quel mostro. Deglutii. Lei continuò. «Credevo tutti voi foste… banali, insulsi. Vedevo i vostri occhi appannati, durante le mie lezioni, e pensavano che vi meritaste di essere divorati da me. Tu sei sempre stato diverso, lo confesso.» «Parlami delle lamie» dissi, poggiando la mano su un banco. «Lamie. Che dirti. Siamo in giro da tanto, ma in pochi ci conoscono. Non andiamo molto di moda, di questi tempi. Spesso ci confondo coi vampiri, ma essi, vedi, sono soltanto un calco fatto su di noi. Noi siamo le originali.» «Hai molte sorelle?» «Più di quanto immagini.» «Anche loro insegnano?» La prof sorrise. «Facciamo ogni genere di lavoro, che ci permette di venire a contatto con ragazzi di cui nutrirci.» «Anche voi avete paura delle croci, come i vampiri?» «No, solo il sale può ucciderci…» Si morse la lingua. Era infantilmente caduta nella mia trappola. Scappai dall’aula, in cerca di sale da lanciarle contro. Forse nel laboratorio di scienza c’era qualcosa di utile. Corsi a più non posso, ma poi mi resi conto che nessuno m’inseguiva. Trovai del sale in laboratorio e, titubante, tornai di sopra per affrontare il mostro. Dovevo vendicare Trudy, e tutti gli altri. In classe, però, non c’era nessuno. Solo un bicchiere d’acqua e un registro aperto sulla cattedra. Al fianco del mio nome, un bel “dieci.”
  24. Titolo: Il Sacro Ordine del Mistero della Notte Autore: Fantom Caligo & The Dark Show Casa editrice: Pubblicazione Indipendente ISBN: B084QLMXP1 Data di pubblicazione : 3/2/2020 Prezzo: ebooK 2,99, cartaceo 5,42 Genere: Dark Fantasy/ Grimdark Pagine: 211 Tutti temevano i Razin, eccetto loro, tutti s’angustiavano per le spie di Lemŭropolis, eccetto loro, tutti erano terrorizzati dai principi delle tenebre, eccetto loro. Si diceva che persino i licantropi li venerassero e che avessero sovente rapporti carnali con loro” Nella Purissima Repubblica Marittima di Tali, i nobili fanno affari con le forze delle tenebre per mantenere il loro potere. Ma nelle ombre si muove anche il Sacro Ordine del Mistero della Notte, l’ordine di monaci guerrieri che detengono la corporazione di banche più potente del Vaalàbra.Due uomini dal passato oscuro, Kesner e Roderigo, e il loro allievo Williamson sono assunti dai monaci per due missioni speciali. Ma ben presto i loro destini si incroceranno con gli intrighi di potere del Ducato di Lemŭropolis, dell’Impero d’Accipĭter e della Lega di Avangard che stanno muovendo le loro spie per controllare Tali. Assieme alla guida Daina si troveranno ad affrontare una situazione sempre più esplosiva dove le spie fanno saltare gli equilibri delle tenebre e i fanatici della setta dei Razin si preparano a colpire. E mentre affrontano la missione più pericolosa, guidata dal misterioso Esorcista, l’eterna faida tra liquorsolvo e virushanelitum raggiunge il suo apice… Nota degli Autori Si tratta di un intrigo dark-fantasy autoconclusivo, con alcuni elementi horror e voodoo. Per i temi trattati, il linguaggio, l’ambientazione e la totale assenza di eroine, prescelti, nani e signori oscuri, il libro è destinato ad un pubblico adulto. Abbiamo creato un mondo che potesse ospitare elementi mitologici extra-europei e rivisto alcune creature classiche. Il libro tratta i temi del fallimento e della redenzione, della doppiezza umana e dei giochi di potere. Link acquisto: https://www.amazon.it/Sacro-Ordine-Mistero-della-Notte-ebook/dp/B084G7MJ4Q/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&keywords=il+sacro+ordine+del+mistero&qid=1585581674&sr=8-1
  25. Titolo: Il Cerchio della Luce - Parte 1: I Quattro Fronti Autore: Simone Gambineri & Aligi Pezzatini Collana: Il Cerchio della Luce Casa editrice: Independently published ASIN: 1676848924 Data di pubblicazione: Febbraio 2020 Prezzo Cartaceo: € 13,00 Prezzo Ebook: € 3,99 (Gratis con Amazon Kindle Unlimited) Genere: Science Fantasy Link all'acquisto NUOVA EDIZIONE CON NUOVA COVER IN ESCLUSIVA PER AMAZON!! ROMANZO VIETATO AI MINORI (18+) Nel mondo di Saresia, la potente tecnologia fondata sui Bios rende la vita della gente tranquilla e pacifica; tuttavia ogni venticinque anni l’antico Bios ribelle Nocturnis si risveglia per distruggere con le sue Ombre tutto ciò che è stato creato. A difesa dell’umanità si erge il Cerchio della Luce, l’organizzazione che custodisce i quattro Bios, suddivisa in altrettanti Fronti. Ciascun Fronte addestra il proprio campione, denominato Incarnazione, che si unirà al Bios e al suo immenso potere. Ciascuna Incarnazione è affiancata da un Custode, che lo proteggerà anche a costo della vita.Tutto ha funzionato così per oltre mille anni; questa volta, però, i Bios si sono misteriosamente risvegliati due anni prima del tempo: il Fronte degli Elementi viene attaccato a sorpresa da androidi ribelli e la Teca che custodisce il Bios Xeras viene distrutta. Questo risveglio anticipato trova tutti impreparati, soprattutto le Incarnazioni e i Custodi, ma essi dovranno comunque partire per la loro vitale missione. Riusciranno a portarla a termine vittoriosamente, tra giochi di potere, trappole, ombre assassine ed androidi ribelli? «Anche se spesso lo ignoriamo, c’è sempre un po’ di oscurità in ciascuno di noi!» ATTENZIONE: Il romanzo contiene descrizioni di violenza e di sesso esplicito!
×