Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Risultati per i tag 'fantascienza'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per Autore

Tipo di contenuto


Il mondo dell'editoria, senza filtri.

  • Inizia qui la tua avventura nella community
    • Regolamento del Forum
    • Ingresso
    • Bacheca
  • Il mondo dell'editoria
    • Case Editrici
    • Piattaforme Print on Demand
    • Agenzie Letterarie
    • Freelance
    • Questioni legali
    • Concorsi ed Eventi esterni
    • Varie ed eventuali
  • Officina
    • Narrativa
    • Poesia
    • Contest del Writer's Dream
    • I migliori racconti del WD
    • I nostri libri
  • Documentazione
    • Scrivere
    • Leggere
  • Area Relax
    • Agorà
    • WD Club
    • Il blog del Writer's Dream

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione e avventura
  • Biografie, diari, memorie
  • Fantascienza, Horror, Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura non di genere
  • Letteratura erotica
  • Letteratura Rosa
  • Bambini e ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione, avventura
  • Biografia, diari e memorie
  • Fantascienza, Horror e Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura Erotica
  • Letteratura Rosa
  • Letteratura non di genere
  • Bambini e Ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Calendari

  • Presentazione in Libreria
  • Concorso Letterario
  • Corso di scrittura
  • Altro
  • Evento del Writer's Dream

Cerca risultati in...

Cerca risultati che...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Sito personale


Skype


Facebook


Twitter


Provenienza


Interessi

Trovato 243 risultati

  1. Bango Skank

    "Hunter - Disconnettiti o muori" di David Fivoli

    Scegliti un nome. Indossa il biocasco. Entra in New Life. Il mio nome è Deb Aser. E questa è la mia storia. Titolo: Hunter Autore: David Fivoli Casa editrice: Rizzoli ISBN: 8817139874 Data di uscita: 03 settembre 2019 Prezzo: € 19,00 Genere: Fantascienza; Fantasy; Azione e Avventura Pagine: 400 Quarta di copertina: 2050. Il mondo non è mai stato così tranquillo. Talmente tranquillo che buona parte dell’umanità vive perennemente connessa a New Life, un universo virtuale composto da cento scenari diversi per atmosfere, ambientazioni, livelli tecnologici e abilitazioni magiche. Deb Aser, un ragazzo intenzionato a esplorare ogni scenario del Sistema, si registra assieme al suo fraterno amico Arizona, che sogna di diventare una stella dello Skullball, lo sport più seguito di New Life. Dopo aver sottratto una misteriosa pergamena a Kalea Koshir, una maga tanto bella quanto pericolosa, Deb si arruola nell’Accademia delle Ombre dell’enigmatico Shadow. È qui che si forgiano gli Hunter, combattenti formidabili capaci di destreggiarsi in ogni scenario. Terminato il suo apprendistato, Deb scopre che la pergamena è una mappa per arrivare a nove sfere, nascoste dal dottor Wong - il creatore di New Life - in alcuni degli scenari più pericolosi del Sistema. La ricerca lo porterà a confrontarsi con nemici insidiosi, cyborg psicopatici, magie devastanti e armi fantascientifiche, accompagnato dalla sua ambizione, dall’amore tormentato per Kalea e dalla vecchia musica rock caricata sul suo iPod, unico ricordo del padre. Soundtrack Disco 1 – Lato A 1. Debaser – Pixies 2:52 2. Salvation – Rancid 2:53 3. About a Girl – Nirvana 2:48 4. Death or Glory – The Clash 3:55 5. Anarchy in the U.K. – Sex Pistols 3:31 6. Bloodclot – Rancid 2:44 Disco 1 – Lato B 1. King Kong Five – Mano Negra 1:56 2. Lampshades on Fire – Modest Mouse 3:08 3. We Trusted You – Transplants 4:35 4. Downtown Train – Tom Waits 3:53 5. Mama, I’m Coming Home – Ozzy Osbourne 4:11 6. Paying My Way – Dropkick Murphys 3:55 Disco 2 – Lato A 1. Comfortably Numb – Pink Floyd 6:26 2. Hey, That’s No Way to Say Goodbye – Leonard Cohen 3:05 3. Stairway to Heaven – Led Zeppelin 8:02 4. Imagine – John Lennon 3:04 Disco 2 – Lato B 1. The Good, the Bad and the Ugly – Ennio Morricone 2:42 2. Glitter & Gold – Barns Courtney 2: 57 3. Per combattere l’acne – Le luci della centrale elettrica 3.17 4. Hey Jude – The Beatles 7:11 Nota dell’autore Non voglio dare false aspettative agli appassionati dei generi riportati nella scheda: sono riuscito nella formidabile impresa di aver scritto un romanzo che di generi ne unisce molti, riuscendo a fare torto a tutti. Vi piace solo la fantascienza classica? Bene, non c’entra nulla. Vi piace solo il fantasy classico? Scappate a gambe levate. Qui ci sono elfi in completo elegante dietro scrivanie di agenzie immobiliari, vampiri psicopatici alla presidenza di importanti team sportivi, punk sbronzi marci e strafatti di anfetamina che guidano l’auto di Mad Max. Però, per i miei strani gusti, questo romanzo è una figata pazzesca. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Hunter-David-Fivoli/dp/8817139874/ref=sr_1_1?qid=1564602328&refinements=p_27%3ADavid+Fivoli&s=books&sr=1-1
  2. FiammaBlu

    Presentare una trilogia

    Buongiorno a tutti Ho necessità di un consiglio da parte vostra. Ho scritto una trilogia e l'ho completata a marzo del 2019 (dopo 6 anni), compresa la revisione dei tre manoscritti. Sebbene avessi ascoltato le testimonianze negative di chi c'era già passato, ho provato ad inviarli ad una decina di CE seguendo le direttive sui loro siti web, verificando che pubblicassero libri simili al mio nelle loro collane. Ho ricevuto alcune risposte positive, ma non ho gradito particolarmente il tipo di approccio. Vorrei trovare un agente, ma non conosco per niente quel mondo e qui ho letto decine di messaggi e commenti in merito. Avrei bisogno di un'agenzia che sia disposta a leggere la storia - basata sulla Divina Commedia di Dante e in cui ho mescolato avventura, azione, fantascienza e fantasy -, ma anche consigliarmi cosa potrei eventualmente migliorare (ci sono delle cose che vorrei cambiare io stessa ^O^) oppure se non vale proprio la pena perderci tempo. Nel secondo caso potrei comunque provare la pubblicazione in self. Ci sono circa una quarantina di personaggi, una trama principale e una ventina di trame secondarie che si intrecciano nei tre libri. È una storia particolare (so bene che è stato scritto di tutto nel fantasy e nella fantascienza, perché io stessa leggo assiduamente quei generi, ma vorrei dare una possibilità a questa storia) e in base alle vostre esperienze/conoscenze sapete indicarmi qualcuno che lavori seriamente e possa indirizzarmi? La gratuità o meno dei servizi non è una discriminante fondamentale: perferisco qualcuno che sappia lavorare e valutare se l'investimento può essere proficuo anche per me (oltre che, ovviamente, per l'agenzia). Grazie per le vostre risposte Cecilia
  3. Titolo: Il Cerchio della Luce - Parte 1: I Quattro Fronti Autore: Simone Gambineri & Aligi Pezzatini Collana: Il Cerchio della Luce Casa editrice: Independently published ASIN: 1676848924 Data di pubblicazione: Febbraio 2020 Prezzo Cartaceo: € 13,00 Prezzo Ebook: € 3,99 (Gratis con Amazon Kindle Unlimited) Genere: Science Fantasy Link all'acquisto NUOVA EDIZIONE CON NUOVA COVER IN ESCLUSIVA PER AMAZON!! ROMANZO VIETATO AI MINORI (18+) Nel mondo di Saresia, la potente tecnologia fondata sui Bios rende la vita della gente tranquilla e pacifica; tuttavia ogni venticinque anni l’antico Bios ribelle Nocturnis si risveglia per distruggere con le sue Ombre tutto ciò che è stato creato. A difesa dell’umanità si erge il Cerchio della Luce, l’organizzazione che custodisce i quattro Bios, suddivisa in altrettanti Fronti. Ciascun Fronte addestra il proprio campione, denominato Incarnazione, che si unirà al Bios e al suo immenso potere. Ciascuna Incarnazione è affiancata da un Custode, che lo proteggerà anche a costo della vita.Tutto ha funzionato così per oltre mille anni; questa volta, però, i Bios si sono misteriosamente risvegliati due anni prima del tempo: il Fronte degli Elementi viene attaccato a sorpresa da androidi ribelli e la Teca che custodisce il Bios Xeras viene distrutta. Questo risveglio anticipato trova tutti impreparati, soprattutto le Incarnazioni e i Custodi, ma essi dovranno comunque partire per la loro vitale missione. Riusciranno a portarla a termine vittoriosamente, tra giochi di potere, trappole, ombre assassine ed androidi ribelli? «Anche se spesso lo ignoriamo, c’è sempre un po’ di oscurità in ciascuno di noi!» ATTENZIONE: Il romanzo contiene descrizioni di violenza e di sesso esplicito!
  4. Emy

    [Sfida 27] Ester e il barbone

    commento Genere: distopico Tema: illusione ottica Boa: (almeno) uno dei personaggi parlerà di sé soltanto in terza persona Limite caratteri: 8000 Sfidante: @AlexComan Arbitro: @Black Il giorno della Sua elezione, il popolo si riversò per le strade esultante di gioia: donne, uomini, bambini, tutti in marcia verso il Palazzo del Potere per festeggiare l'eroe nazionale. Dalla Sua prima apparizione pubblica, durante la campagna elettorale, avevano capito che era uno di loro: semplice, modesto, umile. Parlava in modo così confidenziale che lo consideravano ormai uno di famiglia. L'idilio, però, durò poco e si infranse con il primo divieto: non parlare, che infuriò soprattutto il sesso femminile. La norma successiva toccò il bene più prezioso degli uomini: libertà, soppressa con dei microchip salvavita. L'ultima delle carognate, come le avrebbe chiamato Ester più avanti, fu l'introduzione di regole comportamentali che vietavano alle donne, tra le altre cose, di leggere e studiare. Dall'adorazione all'avversione il passo fu breve. Una volta al mese, Ester lascia il villaggio natale ai pendii delle Dolomiti e si teletrasporta nella Capitale approfittando di un lasciapassare speciale. Il suo corpo ondeggia come una fiammella al vento, fasciato in una lunga tunica nera, mentre raggiunge le Porte, poi s'arresta e attende. «Chi sei e dove vai?» grida la Guardia scattando sull'attenti e le punta il fucile atomico al petto. La bocca della ragazza si schiude lentamente fino a mimare il pensiero. Come in un fumetto d'altri tempi, le parole escono fuori in una nuvoletta. Ester va in chiesa. La Guardia abbassa l'arma, il volto impassibile, gli occhi di ghiaccio. «Le mani, donna!» Obbediente, Ester allunga i palmi e aspetta con stoicismo la fine dello scan oculare. In un'ologramma circolare escono la sua foto e i dati principali: nome, cognome, provenienza e numero di matricola. «La visita è stata autorizzata. Devi lasciare la Capitale dopo la funzione.» Ester annuisce e s'affretta a raggiungere la Piazza che ospita il Palazzo del Potere e il Tempio eretto in Suo onore. Oltre a essere il Capo dello Stato, Lui è anche la massima autorità religiosa. Piccolo dit… Ester si morde la lingua appena in tempo e invece di andare dritta verso la chiesa, va a sinistra e prende la via che porta alla scuola elementare "Maria Montessori", dove ogni primo del mese si incontra con il gruppo delle Resistenti fregandosene di Lui e delle Sue microspie del cazzo. All'altezza dell'edificio, sempre all'erta, i sensi di Ester captano la presenza di un individuo seduto per terra a gambe incrociate. Dall'abbigliamento — una tunica marrone bucata in più punti e un cappello di paglia poggiato su una parte del volto — sembra un barbone. Lo deduce soprattutto dalla cesta di vimini con dentro un cartoncino scarabocchiato in fretta che grida aiuto. Incuriosita, Ester si avvicina e vi fa cadere un paio di spiccioli. È soltanto un attimo, il tempo di stare faccia a faccia con l'uomo, che una vibrazione di media intensità le attraversa il corpo facendolo barcollare. Non ricorda dove, ma ha già visto quel naso. Ester scuote la testa ripetutamente e si allontana a grandi falcate, fermata subito dopo da una voce che rimbomba alle sue spalle, accompagnata da una risata a intermittenza: «Ermete ha fame. Ermete ha sete. Ermete odia il Presidente.» Ester si gira sui tacchi e sgrana gli occhi: il barbone è sempre nella stessa posizione e la bocca non si vede nemmeno, nascosta sotto uno scialle nero che prima non aveva notato. Dev'essere stata una suggestione. Fa le spallucce e s'affretta a raggiungere il portone aperto, segno che le ragazze sono già ai loro posti, a discutere delle ultime carognate del piccolo ditta… Il sospiro uccide il pensiero sul nascere. Non Gli piace essere chiamato così e oggi non è in vena di sopportare la solita ramanzina. Le Resistenti sono sedute intorno a un tavolo rettangolare con in mano dei fogli bianchi. Si sono allenate per anni per riuscire a tenere la mente sgombra dai pensieri rincorrendo all'arte antica della scrittura creativa. Patrizia, la più grande delle cinque, alza la penna e comincia a imprimere sulla carta i segni segreti; le altre la seguono a ruota. Dopo una mezz'oretta di intensa attività, si scambiano i fogli e ne adocchiano il contenuto in meno di venti secondi — oltre i cui scatta la registrazione mentale automatica —, prima di appallottolarli e inghiottirli come fossero gommose tolte dal comercio nei primi anni della Sua presidenza. All'uscita Ester ritrova il barbone allo stesso posto. È come una calamita, non riesce a starne alla larga. Gli si avvicina di nuovo e lo osserva da debita distanza. Il cappello ora copre la bocca e il naso, proprio quando voleva dargli un'occhiata approfondita, e le sopracciglia folte sembrano disegnate con la matita, come si usava fare in passato. I capelli radi denotano il principio delle calvizie ed è troppo in carne per uno che vive per strada. Non parla più. Non le invia messaggi telepatici. Una parte di lei ne è sollevata, altra vorrebbe approfondire il discorso a cui l'uomo ha accennato. Uno che ammette apertamente di odiare il Presidente, infischiandosi dei rischi che corre, non può che esserle simpatico. Il mese dopo il barbone è ancora lì, davanti alla scuola, nei suoi vestiti logori e in compagnia di un cane lupo. Quando Ester si abbassa per lasciare le monete, l'animale abbaia e l'uomo schiocca la lingua passandosi le dita sotto il naso, prima di abbassare il cappello. Ester sbuffa e si allontana a braccia conserte, infastidita dal comportamento infantile. Il gioco a nascondino continua anche al prossimo incontro e a quello successivo. Il naso c'è, poi sparisce. La bocca c'è, poi scompare. Gli occhi, sempre chiusi, poi aperti e di un azzurro così intenso che sembrano due biglie. Il quinto mese, lo sconosciuto indossa il solito cappello e la tunica forata, ma a differenza degli incontri precedenti porta i grandi occhiali scuri e ha i baffi. Appena sente i passi di Ester, dalla sua bocca, distorta in un ghigno, esce chiara e potente la voce: «Ermete ha fame. Ermete ha sete. Ermete odia il Presidente.» Allarmata, la ragazza lo zittisce con la mano e contravvenendo a tutte le regole del buon senso, prende l'uomo sottobraccio e lo porta dentro con sé. «Ester adesso pensa a Ermete» gli dice sottovoce. Le Resistenti ora sono sei: cinque donne coraggiose e un uomo speciale. Ester non ha ancora capito il suo gioco, la sua pantomima. Il nasone, come lo chiama, è ancora un'incognita, ma non è che le importi più di tanto a chi somiglia. Per lui parlano i suoi gesti eroici e la dedizione alla loro causa. Chiunque odi quanto lei il piccolo dittat... — prima o poi lo griderà al mondo intero —, è un suo grande amico. Anzi, un fratello. Insieme sono una miniera di idee: creative, folli, rischiose. Se Lui le scoprisse — per fortuna Ermete ha dato loro una mano per modernizzare il linguaggio segreto — finirebbe male per entrambi. Ester però non ha paura di morire. Se ne infischia delle torture fisiche e mentali a cui le sottoporrebbe piccolo dittato… La tentazione di lasciar passare più di venti secondi è forte. Lui si affaccia al balcone e saluta la folla davanti al Palazzo del Potere: da una parte gli uomini, dall'altra le donne, in piedi e a capo chino. Sorride compiaciuto mentre pensa al giorno in cui l'hanno eletto. Poveri ingenui. Bevevano dalla Sua bocca come fosse acqua santa. Inutile che cerchino ora di portarsi le mani alle orecchie e a incurvarsi la schiena dalla rabbia. La telepatia: che grande arma! Un ultimo pensiero, un'ultima immagine da proiettare nelle loro teste vuote, di un uomo dai mille volti seduto per terra a gambe incrociate. Via il cappello… via gli occhiali scuri… via i baffi finti. Di vero resta solo il ghigno, lo stesso che sfoggia Lui in quel momento e ride di gusto. Non è semplice resistere alla Sua provocazione. Il primo che cede e spara la nuvoletta, va dritto in pasto ai leoni. Scommette che sarà una donna. Scommette, anche, di sapere il suo nome. Le concede per un'ultima volta di chiamarlo piccolo dittatore.
  5. Daniele79

    Origami Edizioni

    [Attualmente si occupano di videogames] Nome: Origami Edizioni Generi valutati: fantasy, fantascienza, horror Invio manoscritti: http://www.origamiedizioni.com/presenta-un-progetto/ Distribuzione: http://www.origamiedizioni.com/librerie-2/ Sito: http://www.origamiedizioni.com Facebook: https://www.facebook.com/origamiedizioni/ Salve a tutti, come già accennato nell'altro topic presento qui Origami Edizioni, che si appresta a diventare una nuova casa editrice che punterà moltissimo sul formato elettronico per le sue pubblicazioni, distribuirà tramite un sito proprietario e in maniera innovativa (per ora non posso dire di più), non solo romanzi, ma anche racconti, graphic novel e altri prodotti correlati alla narrativa. Saremo on line presto, appena il catalogo si sarà arricchito di ulteriori opere, è per questo che ora siamo alla ricerca di nuovi manoscritti da valutare. Altre informazioni le potete trovare nel sito ufficiale, ma non esitate a scrivere anche qui per qualsiasi domanda, anzi questo topic potrebbe essere un buon modo per avere una linea diretta con noi e per noi di sentire le vostre esigenze. Man mano che ci saranno novità, le inserirò sempre in questo topic. Saluti.
  6. albertopanicucci

    XXVI Trofeo RiLL - il miglior racconto fantastico

    Fino a
    Sono aperte sino al 20 marzo 2020 le iscrizioni per il XXVI Trofeo RiLL per il miglior racconto fantastico, organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, col supporto del festival internazionale Lucca Comics & Games. Bandito dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare, attiva dal 1992, il Trofeo RiLL è un premio per racconti di genere fantastico. Possono partecipare storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, racconti di ogni tipo, purché siano (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”. I racconti partecipanti sono oltre 250 a edizione (nel 2019: 345 racconti), scritti da autori residenti in Italia e non (nel 2019 oltre che dall'Italia sono arrivati racconti da: Australia, Brasile, USA, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Svizzera, Ungheria). La partecipazione al concorso è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Ogni autore può partecipare con una o più opere, purché inedite, originali ed in lingua Italiana. Tutti gli autori/ autrici partecipanti devono però iscriversi all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (costo: 10 euro a racconto). Inoltre, dal 2015, non possono più partecipare al concorso gli autori cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). I migliori racconti del XXVI Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun contributo/ costo per i rispettivi autori) nell’antologia 2020 della collana Mondi Incantati – Racconti fantastici dal Trofeo RiLL e dintorni, che sarà presentata in occasione del festival internazionale Lucca Comics & Games 2020. Inoltre, il racconto primo classificato sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente: – in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One; – in Spagna, su Visiones, l’antologia annuale dell’AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror); – in Sudafrica, su PROBE, il magazine dell’associazione Science Fiction and Fantasy South Africa. L’autore del racconto primo classificato riceverà 250 euro da RiLL. La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL. I racconti partecipanti saranno valutati in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome degli autori), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2019 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Francesco Dimitri, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti. Tutti i partecipanti al XXVI Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell’antologia “LEUCOSYA e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” (ed. Quality Games, 2019, collana “Mondi Incantati”), che prende il nome dal racconto vincitore del XXV Trofeo RiLL, scritto dalla romana Laura Silvestri. Il libro propone dodici storie: i migliori racconti del XXV Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio organizzato da RiLL nel 2019) e i racconti vincitori di quattro concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Inghilterra, Irlanda, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato. Tutte le antologie della serie “Mondi Incantati” sono disponibili per l’acquisto su Amazon e Delos Store, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it La cerimonia di premiazione del XXVI Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2020, all’interno del festival internazionale Lucca Comics & Games. Per maggiori informazioni si rimanda al sito e all’e-mail di RiLL: www.rill.it trofeo@rill.it
  7. Salve a tutti, ho deciso di aprire questo post perché potrebbe essere utile non solo a me, ma anche ad altri autori, specificatamente di fiabe e favole. Insomma agli autori di tutte quelle opere in cui l'aspetto visivo è fondamentale. Il mio deficit consiste nel non saper disegnare, tanto meno illustrare, quindi le mie fiabe potrebbero solamente essere pubblicate in antologie prive di illustrazioni, come è già successo. Alla luce di questo, chiedo se qualcuno conosca case editrici (ovviamente free) che abbiano anche illustratori loro. Voglio dire case editrici che, una volta aver accettato le fiabe, si occupino di tutto, anche di farle illustrare. Grazie della vostra cortese attenzione. Paola
  8. Ngannafoddi

    Kappalab

    Nome: Kappalab Catalogo: http://www.kappalab.it/4-libri Modalità di invio dei manoscritti: http://www.kappalab.it/content/7-contatti Distribuzione: Messaggerie Libri Sito: http://www.kappalab.it/shop Facebook: https://www.facebook.com/kappalabedizioni
  9. Vinicio Dolfi

    Esperienza di Presentazione.

    Vorrei parlare della mia prima esperienza di presentazione del mio libro; a dire il vero, non è la prima in senso cronologico, ma la prima sostanziale. Io ho pubblicato con un piccolo editore emergente con il quale ho un' ottimo rapporto. Non ho mezzi per promuovere il mio libro, e io stesso di copie ne ho acquistate poche non potendo fare di più. Tuttavia, due mesi dopo la pubblicazione ottengo una importante recensione su una rivista scientifica online di alto livello. Questo mi sprona a tentare una presentazione; la faccio in una piccola libreria, ma non viene gente. Tento di farla in biblioteca, ma non me la accettano con la motivazione che l'ho già fatta e non vogliono replicare eventi. Prendo allora accordi con un'associazione di astrofili, diretta da astronomi professionisti, che opera nell'ambito del Museo della Scienza di una città vicina. Nel frattempo scrivo un secondo libro che invio all'editore. Dopo 7 mesi di trattative, la presentazione si tiene infine in una sala adiacente al Museo; mi assiste un giovane astrofisico. E' prevista al termine della serata l'osservazione della Luna. Viene fatta pubblicità online. Una mia amica viene da lontano per assistere; ma interviene il maltempo di questo Maggio strano. Non sarà possibile osservare il cielo, quindi viene meno gente del previsto. Saranno stati, oltre ai miei 4 amici che già hanno preso il libro, una decina di persone. Le 15 copie del libro per la presentazione mi vengono fornite dall'editore tramite un accordo extracontrattuale. Io mi sono preparato un discorso che ho memorizzato; sono eccitato ma anche timoroso perchè io, per tutta la vita, sono stato un timido. Comincio a parlare a briglia sciolta. Molto sciolto. Sicuro, anche perchè con il proiettore negli occhi non vedo le facce dei presenti. Resto un pò indeciso quando l'astrofisico interviene, interrompendomi, per frami cambiare argomento. Ma non ho difficoltà a cambiare argomento, almeno per i primi cambi. Parlo in modo fluido. Ad un certo punto vengono proiettate le diapositive. Discuto con l'astrofisico. Verso la fine, con gli ultimi argomenti, la cui agenda viene decisa sempre dall'astrofisico, mi sembra di essere un pò incerto, un pò meno efficace, anche se i miei amici dicono di no. Non ho mai parlato così a lungo in pubblico fino a quel momento; soprattutto, non con quella sicurezza. Anche l'astrofisico è alla prima esperienza in questo campo. Concludo, dopo l'ultima dritta dell'astrofisico, con parole diverse da quelle che avevo previsto e forse pure un pochino più incerte ma che comunque arrivano a focalizzare i concetti che voglio trasmettere. Alla fine l'astrofisico chiede se ci sono domande del pubblico e se qualcuno vuole può comprare il libro. Io dico "Si, se avete domande fatele". Non aggiungo altro però. C'è solo una domanda. Un signore, che poi andrà pure a vedere il libro ma senza comprarlo, chiede se nel libro c'è tutto quello che viene descritto. Io dico di si, che ho voluto combinare insieme romanzo e riflessione storico-filosofica, senza descrivere come. Questo lo spiega parzialmente l'astrofisico che interviene nella risposta. Non essendoci altre domande, l'astrofisico dichiara chusa la serata, e a mio modo lo fa in modo un pò brusco perchè la gente resta per un pò immobile sulle sedie, con aria meditabonda, e lui ripete che è finita. Credo dipenda dall'inesperienza di questo giovane scienziato a cui comunque io devo molto. Copie vendute: zero. Il giorno dopo lo dico all'editore il quale mi dice che le posso tenere per gli eventi futuri. Io e i miei amici stiamo infatti tentando di organizzare altre presentazioni. Ecco, loro, i miei amici, mi dicono che ho fatto bene; tuttavia io, a causa della mia timidezza (che in me è sempre stata forte, anche se adesso meno di alcuni anni fa) credo di non essere stato del tutto coinvolgente con il pubblico. Magari, qualcuno mi ha detto che sono "un'enciclopedia umana". Certo, immagino che potevo fare di più; devo guardare avanti e la prossima la farò ancora meglio. Il maltempo ha contrastato sicuramente l'evento.
  10. Dale

    Ucronia

    Ciao a tutti! Dato che sono su un Flixbus e sto affrontando 5 ore e mezza di viaggio, vorrei porvi un quesito, o meglio una serie di quesiti (così si passa il tempo in modo divertente e non solo fissando la gente che dorme sul bus). Ho notato che in questa sezione non è stata ancora aperta una discussione sul genere dell'Ucronia, allora mi sono detto cavoli, la apro io. Penso che sia un genere che, sebbene rientri sotto l'ala protettrice di mamma Fantascienza, sia da trattare con una discussione apposita. Personalmente mi cimento da un po' con questo particolare filone, e non è affatto semplice (nonostante la mia laurea in Storia ): da una parte puoi lavorare di fantasia sugli eventi successivi alla deviazione della linea temporale, dall'altra però gli eventi precedenti alla deviazione temporale impongono vincoli di coerenza interna che l'autore è tenuto aa rispettare. In più questo romanzo ci permette di pensare alla Storia come a una serie di eventi in parte casuali: se ne modifichi uno, gli eventi successivi muteranno. Personalmente trovo tutto questo molto stimolante. Certo, un lavoro simile è senz'altro faticoso, e raramente da vita a risultati soddisfacenti. Personalmente l'opera che più mi ha convinto in questo senso è stata Fatherland di Harris, seguito a stretto giro da La Svastica sul Sole di Philip K. Dick e dai cicli di Invasione e Coloizzazione di Turtledove. Quindi, popolo del WD, che ne pensate di questo genere? Avete scritto qualcosa? Se sì, in che momento della linea temporale della Storia avete deciso di infilarvi per mutare il corso degli eventi? Opere preferite? Credete ci sia spazio oggi per l'Ucronia italiana? Trovare autori nostrani che si dedichino - in modo almeno soddisfacente - a questo genere è cosa più unica che rara.
  11. AndreaA

    Aperitivo Funzioni, presentazione+aperitivo&music

    Fino a
    Presentiamo le attività dell'Assocuiazione Palazzuolo Strada Aperta, il romanzo Funzioni di Andrea Michelotti e poi ci conosciamo e brindiamo all'aperitivo accompagnato da buona musica. Via Palazzuolo, 95 a Firenze. Vi Aspettiamo!
  12. bwv582

    Inizio di una nuova fine

    *Racconto cancellato su richiesta dell'utente*
  13. Antonio avallone

    Il teletrasporto

    Alessio era un ragazzino come tantissimi altri. Aveva tredici anni da quasi un anno, amava giocare con il pallone, guardare la tv e leggere i fumetti, più che leggerli gli piaceva osservare i disegni colorati che invadevano le pagine, ma comunque li leggeva. I supereroi erano i suoi unici amici, purtroppo gli altri ragazzi della sua età avevano interessi diversi. Gli altri amavano la musica, andare a ballare, baciare sulla bocca le ragazze, lui no. Preferiva sfogliare quegli albi multicolore e ricopiare i disegni più facili sul quaderno a righe che gli aveva comprato sua mamma affinché facesse i compiti di italiano. La madre lo aveva portato da diversi psicologi nell'arco degli anni, era profondamente preoccupata dall'alienazione che il figlio aveva subito dai suoi compagni di classe e dalle conseguenze che questa avrebbe potuto avere sul suo figlioletto. Il padre invece, un uomo d'altri tempi, cercava di tranquillizzare la moglie con le solite frasi che gli uscivano dalla bocca. Fino ai nove anni il piccolo Alessio era convinto che quelle fossero le uniche cose che suo padre sapesse pronunciare. "E' un ragazzino", "Crescerà", "Sono cose che succedono" "Vedrai che starà bene". Eppure sua mamma lo aveva trascinato da almeno sette dottori in tre anni. - Mamma, basta portarmi dai dottori, non ho voglia di parlare con uno sconosciuto- si lamentava Alessio agitando per aria le mani, in una della quali teneva stretto un fumetto di Flash. - Lo faccio per il tuo bene, voglio che tu abbia degli amici - rispondeva in maniera automatica la mamma ogni volta che sentiva quelle parole, ormai era diventata una routine. Il dottore parlò per mezz'ora con Alessio. Il ragazzo gli aveva dato risposte casuali che non rispecchiavano i suoi veri pensieri, lo faceva per dare fastidio alla mamma. Nel tragitto di ritorno verso casa nessuno dei due proferì parola. La mamma guidava fissando la strada attraverso le spesse lenti, rette da una montatura rossa cosa sottile che sembrava non riuscire a reggere i grossi vetri da vista. Il bambino invece faceva scattare i vivaci occhi color nocciola da una parte all'altra dell'albo di Flash, gli piaceva vedere l'effetto della corsa del supereroe in tutina rossa. Una volta a casa il ragazzino corse al piano di sopra e si rifugiò in camera. I muri erano tappezzati di poster. Batman, Wonder Woman, Flash, Superman, Spiderman, I Fantastici Quattro. Ne aveva comprati molti altri ma lo spazio sui muri iniziava a scarseggiare, così li aveva riposti momentaneamente all'interno dell'armadio di camera sua. Per un attimo ebbe l'idea di essere osservato mentre sfogliava i poster che erano stati arrotolati e ordinati dalla mamma. Si lanciò sul letto e lesse un fumetto di Superman. Era circa a metà dell'albo quando la mamma lo chiamò per cena. - E' prontooooo. Alessio corse giù per le scale immaginando che dietro di lui ci fosse una scia simile a quella che seguiva Flash. A tavola la madre era visibilmente imbronciata. Il padre aveva ancora il giornale aperto sulle ginocchia, la mamma lo fulminò con lo sguardo e lui capì di dover riporre il giornale. - Non sono felice Alessio. Sembrava tanto l'inizio di un rimprovero. - Io faccio tanto per cercare di aiutarti a crescere e tu mi ricambi il favore prendendo i giro gli esperti che pago. Il dottore coi baffoni aveva sicuramente spifferato. - Vorrei che provassi ad ascoltarmi, io e tuo padre teniamo a te. Ora la mamma aveva allungato la mano per cercare quella del marito che, una volta accortosi della ricerca di sostegno della moglie, lasciò cadere la forchetta e gliela strinse distrattamente. - Va bene mamma, prometto che cercherò di migliorare. Una risposta completamente costruita, ma a sua mamma bastava. La donna sorrise e consumò la cena con un'espressione decisamente più rilassata. Una volta terminata la cena Alessio si sentì stranamente stremato, si diresse in bagno e, dopo una breve doccia, infilò il pigiama e si appoggiò sul letto. Le coperte di superman erano le sue preferite, gli davano sicurezza. Chiuse gli occhi per sbadigliare e nel mentre la testa gli fece un male tremendo, come se qualcuno gliela scuotesse e gli facesse sbattere il cervello contro le pareti craniche. Quando li riaprì si ritrovò nello studio del dottore. Il tempo di lanciare un urlo terrificato e si ritrovò di nuovo nella sua cameretta, la testa gli aveva fatto nuovamente malissimo. Dopo questo inusuale e strano evento Alessio crollò come svenuto per la stanchezza. Quando si svegliò dovette pensare che fosse un sogno perché non gli diede molta importanza. Una volta a scuola, nella pausa tra una lezione ed un'altra, si diresse in bagno per svuotare la vescica. Abbassata la zip sentì nuovamente quel mal di testa del sogno, il cervello parve tremare e si ritrovò nella sua camera a fissare i poster sul muro. Corse in bagno per far fuoriuscire l'urina che aveva trattenuto durante il salto spaziale dalla scuola alla camera. Tornò nella stanza e si sedette sul letto. Dunque era vero, aveva i superpoteri. Provò a tornare a scuola con il pensiero, ma ogni volta che apriva gli occhi vedeva sempre il poster di Batman, appeso davanti al letto, in camera sua. Aspettò il ritorno a casa della mamma e le raccontò tutto. La madre lo fissò per un attimo per poi scoppiare a ridere. Lui cercò di farle capire che non stava mentendo in ogni modo. - Chiama a scuola se non mi credi. Stamattina c'ero e al pomeriggio non c'ero più, il mio zaino è ancora lì. Lo sguardo della madre mutò da divertito a preoccupato. Corse a comporre il numero della scuola con il telefono, quando ricette la risposta del preside scoppiò a piangere. - Mamma perché piangi? Ho i superpoteri, non sei felice? Devo solamente imparare ad usarli e poi potrò salvare il mondo dai criminali. Dovresti sorridere! - Si tesoro - la mamma lo guardò con le lacrime agli occhi, accarezzò le guance del figlio, allargate da un enorme sorriso- sono lacrime di gioia queste. Quella notte Alessio andò a letto più felice che mai, dal giorno seguente avrebbe iniziato ad affinare le proprie tecniche di teletrasporto. Il mattino dopo fu sorpreso dagli uomini vestiti di bianco che lo infilarono in un furgone chiedendogli di stare tranquillo. Sentì da lontano la voce del padre alle sue spalle mentre abbracciava la mamma disperata "Vedrai che starà bene" disse. Forse la mamma aveva fatto la spia e ora lo stavano portando nella casa in cui vivevano tutti i supereroi, così avrebbe imparato a gestire i suoi nuovi poteri.. L'ospedale era gremito di pazienti che andavano avanti inghiottendo medicine. A distanza di anni luce un giovane essere, Xyblor, si divertiva a smanettare con la macchina del Trasporto Spaziale Veloce. Nei momenti in cui i suoi genitori erano assenti gli piaceva sconvolgere le vite degli umani, così patetici. Quando il padre arrivò lo rimproverò e lo mise in punizione. Non doveva più teletrasportare umani a caso, avrebbe creato problemi, non erano pronti.
  14. Fino a
    Giovedi 31 presso la libreria dell'editore Ensemble presenteremo il romanzo distopico "Funzioni", dalle ore 19 in via Giovanni Novelli 5, metro A Cornelia. Al termine sarà offerto un aperitivo a tutti i partecipanti.
  15. Gloria Silipigni

    Il Treno Fantasma e altri Racconti del Parallelo

    Titolo: Il Treno Fantasma e altri Racconti del Parallelo Autore: Gloria S. Casa editrice: (solo Case Editrici Free, oppure pubblicato tramite Pod) ASIN: B07XTMRJDL Data di pubblicazione (o di uscita): 12 Settembre 2019 Prezzo: 1.99 € Genere: Horror/Fantasy/Mystery/Sci-fi Pagine: 125 Il Treno Fantasma e altri racconti del Parallelo è una raccolta di 5 racconti più o meno brevi dove mistero, horror, mondi soprannaturali e distopia si distinguono e talvolta si intrecciano per rendere ciascuno di loro unico nel suo genere. Il Treno Fantasma: un gruppo di giovani videoamatori uniti dalla passione di scovare le truffe dietro i misteri del soprannaturale decidono di indagare su un treno scomparso anni prima e ricomparso inspiegabilmente nello stesso identico luogo. Non sanno ancora quale catastrofica avventura li aspetta... Antiche Maledizioni: un giovane si risveglia rinchiuso in uno scantinato fatiscente e scoprirà molto presto che alcune leggende metropolitane sono più reali di quanto ci si possa immaginare... L'Evoluzione delle Specie: cosa succederebbe se il nostro pianeta e l'umanità stessa fossero sull'orlo dell'estinzione? Cosa sareste disposti a fare, con i giusti mezzi, per evitare la fine della nostra specie? Certi limiti non andrebbero mai oltrepassati... Scomparsa di Massa: una cittadina come tante altre si risveglia e... Tutto è esattamente dove dovrebbe essere. Tranne gli abitanti. Riflessi: una giovane si ritrova improvvisamente intrappolata dall'altra parte dello specchio e osserva il suo corpo vivere la propria vita. Link all'acquisto: https://amzn.to/2B4NcBD
  16. Pulsar

    Spettri al calar della sera

    «Pioggia del cazzo!» Non la smette più. Viene giù da ore, senza sosta. Scroscia sull’intrico di rami e foglie che è il tetto di questa giungla di merda, cola dal mio viso e dai miei abiti appiccicati. Ho bisogno di un riparo, ma non può essere il campo base: quella cosa potrebbe essere ancora lì. Chissà che fine ha fatto Yuri, se è riuscito a salvarsi. Mi sono rimasti 40 colpi nel mitragliatore e la Colonia è lontana. 10 giorni prima «Un mese fa non mi hai lasciato partire». Jimmy Crane, il Sindaco della colonia, inspira a fondo, poi poggia le mani sul piano della scrivania. Sembra invecchiato. «Un mese fa non avevamo perso i contatti con dieci dei nostri più valenti coloni» dice lentamente. «Per fortuna sappiamo dove cercarli: occorre qualcuno che li trovi o che riesca a darci notizie certe sulla loro sorte». Arcua le sopracciglia «Sei ancora interessato ad esplorare questo pianeta?» Annuisco. «Quanti saremo in squadra?» «Scegliti un compagno tra quelli che saranno disposti a venire con te: non posso rischiare la vita di altri uomini senza prima sapere con che cosa abbiamo a che fare!» Il fianco mi duole ancora mentre mi rialzo. Guardo da dove sono caduto: saranno stati almeno quattro metri di volo, fortuna che il fango ha attutito l’impatto! Un fulmine rischiara il panorama. L’intenso rumore d’acqua diventa una cascatella che precipita da un vicino sperone di roccia. Alle sue spalle, vedo quella che pare l’imboccatura di una caverna. Forse ho trovato un riparo per la notte. 9 giorni prima La parabola troneggia nella radura. È un’eredità dei coloni che stiamo cercando. «Ci siamo» dico fermando il mezzo. «Qui il segnale dovrebbe essere bello forte». Yuri armeggia con i comandi. Un ronzio e la parabola di bordo si muove fino ad allinearsi con quella nel campo. «Colonia mi sentite?» La sua voce ha il tipico accento dell’est Europa. «Vi sentiamo cacciatori. E vi vediamo anche!» La microcamera sulla mia spalla zooma prima sulla faccia di Yuri, poi sulla spianata. «Michelle, tesoro, ma che bella voce che hai» sento flirtare il mio compagno. «Devo assolutamente invitarti a bere qualcosa, al ritorno». Lei ride lusingata. «Non è detto che accetti, sai?». «Siamo arrivati al limitare della foresta» mi intrometto. «Inseriamo le coordinate del campo base nella piattaforma inerziale del Rover. Ci sentiamo quando saremo arrivati». Tolgo il contatto. «Guastafeste!» mi dice Yuri, ridendo. Lo schiocco di arbusti calpestati, poi il silenzio. Mi ha trovato, è fuori dalla grotta! Resto immobile nell’ombra, lo sguardo fisso all’ingresso, la destra stretta intorno all’impugnatura del fucile d’assalto. Può avvertire la mia paura? Riesce a sentire il battito impazzito del mio cuore? Nessun movimento. Lancio una sasso oltre la soglia: balzi leggeri si perdono in lontananza. Solo un animale! La tensione che si dissolve lentamente è come una camera d’aria bucata nello stomaco. È già l’alba, meglio muoversi da qui. 3 giorni prima Il campo base riflette la luce del tramonto. Un lungo strudel di poliestere, sorretto da uno scheletro metallico, è la sala comune. Tutt’intorno, le tende dei coloni, qualche serbatoio per l’acqua dolce e gli immancabili pannelli solari. «Non si muove foglia!» dice Yuri, appoggiato al roll-bar del rover. Ha ragione e lo spettacolo di quel luogo deserto ha un che di inquietante. «Vado a dare un’occhiata in giro; ci pensi tu alle batterie?» dico, indicando il 4x4. La sala comune è deserta, del tutto vuota. Anzi no: su una delle ultime panche vedo un flextab. È in carica sulla sua base. Funziona, segno che le celle fotovoltaiche continuano ad alimentare gli accumulatori della base. Il display, pieno di ditate, si apre sull’ultimo file lavorato. «L’Ignoto, traditore, ci ha chiamati a sé; L’Oscurità ci avvolge, ma non siamo figli della notte Moriamo prima di perire, sola consolazione la follia; Spettri, gli spettri!» «Trovato niente?» La voce di Yuri mi fa sobbalzare. Gli mostro il dispositivo. «Abbiamo un poeta, qui. Strafatto!» Ride. Poi, tornato serio «Ascolta, ho trovato la tenda delle scorte…» «E allora?» «Mucchi di scatolette: c’è cibo per settimane!» Ultimo sforzo, su! Sento i muscoli delle gambe e del braccio sinistro tendersi doloranti mentre mi isso più in alto. La mano libera è oltre il ciglio. Anche il gomito. Scavalco con tutta la persona. Ce l’ho fatta: sono in cima! Schiantato dalla fatica, rimango supino a fissare il cielo scuro della sera. «Dopo una giornata di cammino, ci voleva proprio questa scalata!» Rido, in risposta alla mia stessa ironia. Non potevo restare nella valle, sarei stato un bersaglio facile per un’imboscata e poi... E poi dovevo trovare una posizione sopraelevata da cui guardarmi intorno. Sono in fuga da due giorni, ma la verità è che non so dove sto andando. La bussola elettronica è muta e le nubi in cielo occultano le stelle. Un alito di vento lambisce la mia fronte sudata portando con sé un aroma dolciastro. Quell’odore… È un attimo, prima che il terrore mi assalga. 3 giorni prima “Il cadavere mostra numerose pugnalate al petto e all'addome e ha il collo squarciato; l’aggressore ha mostrato un accanimento feroce su Clijster”. Smetto di scrivere il rapporto e mi accascio contro lo schienale della poltrona. Primo colono trovato e primo morto, la missione comincia male. Clijster si trovava poco distante da noi: ci è bastato scendere il declivio che dal campo base porta al terrazzamento inferiore per trovarlo in un fosso, seminascosto dalla vegetazione. Dall'esterno della tenda filtra un rumore di passi: è Yuri, che ha iniziato il suo turno di guardia. Con un assassino che scorrazza qua intorno, le cautele non sono mai troppe. Torno a fissare il monitor; i caratteri sembrano avere vita propria, fatico a metterli a fuoco. Prima finisco qui, prima andrò a riposare. “Il campo è in buono stato e anche la sua collocazione è ottimale. Duecento metri più a valle, scorre un torrente che consente l’approvvigionamento d’acqua. Nota per i botanici tra noi, la riva è costellata da un gran numero di piante simili all'agave, con un grosso fiore arancione. Al tramonto questi fiori si schiudono rilasciando i pollini. L’aria, allora, si carica di un profumo dolciastro simile alla vaniglia.” Come adesso. Sudo, nonostante il condizionatore acceso. Il ronzio di un insetto. Vibrante. Con un gesto automatico mi ritraggo. Lo vedo atterrare sulla scrivania: è mostruoso, grosso come un pulcino, con un rostro lungo tre centimetri. Il pulcino-killer mi studia per un attimo poi parte all'attacco. Lo scanso e per la foga cado dalla sedia. «Chi c’è?» grida una voce da brividi. «Vieni fuori!» È distorta, rimbalza nel mio cranio come la biglia contro i respingenti di un flipper. Un’ombra prorompe nella tenda. I suoi contorni sono fumo e oscurità: ha occhi e capelli di fiamma, la bocca distorta in un ghigno malefico. «Muori bastardo!» urla appena mi scorge. Una raffica color oro e argento sembra squassare il mondo. «Mi senti, Miles?» Riapro gli occhi. Sono sul rover davanti alla parabola nella radura. «Miles?» insiste la voce. È quella di Michelle. «Ah, funziona di nuovo» dico, toccando la microcamera sulla spalla. «Cosa hai fatto, Miles?» Già, cos'ho fatto? I ricordi sono sfuggenti, come luccichii di gemme nell'oscurità. Poi ricordo. Ho ucciso lo spettro! Sì, ero al campo e quella cosa era lì. «Come hai potuto farlo? Era tuo amico!» la voce è rotta. Cosa dice? «Venga via, Michelle! Miles, mi sente, sono il sindaco Crane…» «Crane, c’era un… essere al campo, probabilmente ha trucidato Clijster e forse anche gli altri, ma l’ho ucciso. Ne sono quasi certo!» Silenzio. «Sì, abbiamo visto tutto». Sul display del rover scorre un video. È una soggettiva: si vede la canna di un fucile che erutta piombo. Fuori campo, un gemito e il rumore di qualcosa che si accascia. Del movimento, poi l’autore del video afferra la vittima per i capelli e la tira su. Oh, mio Dio: è Yuri! Il video termina sull’immagine di una lama seghettata che riempie il fotogramma. «Torni alla Colonia» continua Crane «penseremo a come disintossicarla».
  17. fcwfex

    "Riparatori del tempo" - Federica Milella

    Titolo: Riparatori del tempo Autore: Federica Milella Casa editrice: Porto Seguro Editore ISBN: 9788832021929 Data di pubblicazione: 25 luglio 2019 Prezzo: 13,90€ Genere: Fantascienza Caratteri: 240.000 Quarta di copertina Viaggiare nel tempo è una questione complessa: solo una grande mente aliena, saggia e oltremodo intelligente - Entità - può gestire le missioni a ritroso nel tempo degli agenti speciali da lui reclutati nelle diverse epoche. Loro compito è quello di "riparare" le vite delle persone, stroncate da scelte sbagliate. Attraverso l'addestramento di uno di questi agenti, Eric, scopriremo come è possibile modificare la storia personale di una o più persone evitando paradossi disastrosi. Link di acquisto, Secondo link, Terzo.
  18. Ospite

    "Robot, draghi, fantasmi" di Domenico Santoro

    Titolo: Robot, draghi, fantasmi Autore: Domenico Santoro ISBN: 1691376124 Data di pubblicazione: Settembre 2019 Prezzo: 0,99€ Kindle, 4,99€ cartaceo. Editore: Selfpublishing di Amazon Genere: Fantasy, fantascienza, horror Pagine: 155 Quarta di copertina: Un robot con un difetto di fabbrica viaggia per la galassia alla ricerca del senso della vita. Una principessa vuole svegliare il drago che dorme da secoli sotto il castello. Forse non è una buona idea. Una ragazza vive nell'ombra della madre defunta. Più di un'ombra? Questa raccolta offre al pubblico tre storie di genere fantastico che presentano un incontro di suggestioni esistenziali e scatenata immaginazione. Il libro è autopubblicato. L'autore si scusa per errori e refusi. Potete segnalarli scrivendo a dom.santoro@gmail.com. Link all'acquisto: Link alla pagina di Amazon di Robot, draghi, fantasmi
  19. Phabyosh

    Ambrose - Fabio Carta

    "Qualsiasi cosa di importante e significativo troverete in queste pagine, voi l’avrete letta. Perché io non l’ho scritta." FC Titolo: Ambrose Autore: Fabio Carta Casa editrice: Scatole Parlanti Collana: Mondi ISBN: 978-88-3281-027-1 Data di pubblicazione: 07 giugno 2017 Formato: cartaceo 16x22 Prezzo: 15,00 € Genere: fantascienza Pagine: 212 Link all'acquisto: http://www.scatoleparlanti.it/mondi/ambrose/ Quarta di copertina: Controllore Ausiliario – CA – è uno dei pionieri ad aver sposato la causa della missione Nexus, la frontiera virtuale dove scrivere un nuovo e pacifico capitolo della storia umana. Ma durante la preparazione terapeutica, il suo corpo rimane vittima di danni irreparabili. Logorato dalle metastasi, è costretto a vivere in una speciale tuta eterodiretta da pazzi esaltati, che combattono una guerra in bilico tra realtà e spettacolo. Il suo destino è la morte, mentre un suo gemello elettronico continuerà a simulare la sua esistenza nel ciberspazio. L’infelicità di CA – figlio delle stelle, alieno agli usi terrestri – subisce uno stravolgimento con la comparsa di Ambrose. Un’entità che si presenta come una rosa stillante ambra, una irriverente voce che lo guida verso sviluppi imprevedibili. Come ribellarsi al proprio destino e scoprire cosa si cela realmente dietro i grandi cambiamenti ai quali l’umanità dovrà far fronte. L’autore: Fabio Carta, classe 1975, è appassionato di fantascienza e dei classici della letteratura. Laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico, ha al suo attivo la saga fantascientifica Arma Infero, una serie che a oggi conta due romanzi (Il mastro di forgia, 2015 e I cieli di Muareb, 2016) e il racconto lungo Megalomachia (Delos Books, 2016), scritto unitamente alla finalista del premio “Urania 2016”, Emanuela Valentini. Ha inoltre partecipato con importanti firme della fantascienza italiana all’iniziativa benefica Penny Steampunk (2016), da cui è nato un volume di racconti fantastico-weird a cura di Roberto Cera.
  20. Riddle Seeker

    Subconscio computabile

    Dopo due anni di assenza dal forum, mi è tornata la voglia di scrivere qualcosa. Al solito, il commento: Testo rimosso su richiesta dell'autore
  21. Aliquis

    Più ricco dell'univero

    Dunque, eccomi alla mercè di ogni buon critico... #così dicendo si nascose a lato del portatile, lontano dall'occhio silenzioso della webcam integrata Immagine di copertina: Titolo: Più ricco dell'universo. Autore: Barone Trappist Collana: (nessuna) Casa editrice: (Amazon KDP?) ASIN: B07X8QQJPS Data di pubblicazione: 3 Settembre 2019 Prezzo: 2,99 € Genere: Fantascientifico Pagine: 61 Quarta di copertina o estratto del libro: Giovani senza futuro, desideri infranti, falsità mascherate da sogni utopici. In un futuro come il nostro trova ancora posto la ricchezza individuale? Questa è la storia di un uomo che riuscì a trovare la sua risposta seguendo i propri sogni. In questa autobiografia l'autore spiega come riuscì a diventare il più ricco dell’intero universo. Buona lettura alla guida per la ricchezza del Barone Trappist. Link all'acquisto: Amazon
  22. Bango Skank

    Romics - Presentazione romanzo Hunter

    Fino a
    Cosa Presentazione del romanzo Hunter Quando Sabato 5 ottobre dalle ore 12:00 alle ore 12:40 Dove Presso l’area incontri bookshop del Romics – presentazioni in libreria, pad.8 Relatore Domenico @Niko Russo Varie ed eventuali Nel pomeriggio ci faremo un giro per la fiera!
  23. glrbn

    autori per raccolta di racconti di natale benefica

    Fino a
    Stiamo cercando autori per i racconti di Natale 2019. La nostra iniziativa rientra nell'ambito della banda dei libri dove sono coinvolti la libreria Carrara, handling onlus e Accademia della chitarra, attive sul territorio di Pontedera (PI) Siamo un collettivo di scrittori (aspiranti tali), il nostro nome è scrittori sbandati proprio per il legame con la banda dei libri, in ordine: Benedetta Giovannoni, Simone Maioli, Elena Marrassini, Francesca Masi, Gloria Rubino. La pubblicazione non avrà editore, ma verrà distribuita dalla libreria Carrara di Pontedera (PI) e in varie iniziative di promozione soprattutto in Toscana. La partecipazione è gratuita ed è aperta a tutti coloro che hanno la passione della scrittura. I racconti dovranno avere tema natalizio o essere ambientati in Dicembre e possono essere di qualsiasi genere. Numero di battute dovrà essere tra 3500 a 4500 spazi esclusi. Nel file dovranno esserci nome dell'autore e titolo dell'opera ( da non considerarsi nel numero di battute) ed inviati a info@labandadeilibri.it, verrà data conferma di lettura. Il nostro tecnico salverà i file in pdf e li invierà senza alcun riferimento dell'autore al collettivo di scrittura che selezionerà ad insindacabile giudizio i meritevoli. I partecipanti possono inviare anche più di un racconto, ma in quel caso ne verrà scelto soltanto uno. Coloro che passeranno la selezione, saranno avvisati entro il 15 ottobre 2019. Per tutte le specifiche invito a visitare la pagina www.labandadeilibri.it Il racconto del 25 dicembre sarà scritto da un giovane autore che è venuto a presentare il suo libro mesi fa, quindi si prega di non fare riferimento soltanto a questa giornata per l'ambientazione dei racconti e focalizzarsi anche sugli altri giorni dell'Avvento e su tutto ciò che ruota intorno al tema natalizio. La ricerca è rivolta a tutto il territorio nazionale e si invitano i partecipanti ad essere coinvolti anche nelle successive fasi di promozione e di eventi che affiancheranno la distribuzione. Gli autori toscani sono ben accetti, visto la vicinanza geografica! I diritti sull'opera rimarranno ai singoli autori, visto che sarà una stampa e non una pubblicazione con codice isbn. Gli autori delle opere selezionate non avranno nessun corrispettivo economico, ma verrà dato risalto alla pubblicazione e ai singoli autori tramite stampa e social network. Il ricavato delle vendite sarà donato in beneficenza all'associazione AIL per le attività di ricerca contro le leucemie. Speriamo che lo scopo benefico dell'iniziativa spinga molti autori a partecipare.
  24. Roberto Ballardini

    I giorni contati (Shakespeare fino alla fine del mondo)

    comm1 comm2 …Ma se è buono, perché mi suggerisce così orrende immagini da drizzarmi i capelli, perché il cuore mi si disloca e batte innaturale contro le costole? L’orrore del reale è nulla contro l’idea dell’orrore… William Shakespeare, Macbeth. I giorni contati (Shakespeare fino alla fine del mondo) Le gemelline dei Parker morirono all’alba del 21° giorno. Quando Elaine entrò insieme al poco che restava della squadra di prima assistenza, le si strinse il cuore. La casa era diventata un immondezzaio. Il padre delle bambine era morto tre giorni prima e la madre, seduta nel divano, guardava in tv la settantaduesima edizione dei Grammy Awards con un sorriso assente e una mosca che le girava tra i capelli. Un’altra donna, la suocera, sedeva nell’angolo della cucina, vicino alla stufa, e con una mano pescava pistacchi sgusciati dall’altra. Li guardò con un’espressione torva, due piccoli occhi rotondi e acquosi che sembravano aver rinunciato a interagire con la realtà e ora si limitavano a sorvegliare il perimetro ristretto del palmo ricolmo, scortando le dita e i pistacchi alla bocca fino a consegna avvenuta, e poi daccapo. Una terza donna, madre della madre, sedeva sul water con le mutande a mezza gamba, in fondo al corridoio. Aveva le mani sporche di merda e tracciava spirali contorte sui vetri opalescenti della finestra. Lo sguardo folle e l’aspetto sudicio che accomunava le tre figure femminili, a Elaine fecero venire in mente le tre streghe del Macbeth. Insieme a Michael e Charles, i due infermieri, avanzò nell’appartamento. Nessuna delle tre donne fece obiezione mentre infilavano il corridoio e raggiungevano la stanza in fondo. L’odore non era disgustoso. Di più. Gli uomini porsero le maschere ed Elaine versò il Dicotan nei boccagli, anche nella sua. La sostanza azzurra aggredì il tanfo quasi fisicamente con la pseudo-fragranza che, mescolandosi al puzzo della decomposizione, assunse una bizzarra connotazione chimica vagamente simile al profumo dei gelsomini. Si fermarono appena oltre la porta. Le bambine erano stese nei loro letti, ma il virus aveva aggredito con violenza la carne, liquefacendola e riducendo i corpi a tra disgustose pozzanghere marroni che ora avrebbero impregnato i letti per l’eternità. Per portare fuori ciò che restava dei cadaveri, dovettero requisire le coperte, sollevandone i quattro angoli e usandole a mo’ di sacco, sul fondo del quale i poveri resti si raccolsero tutti in una zuppa fangosa. Tornando in soggiorno, guardarono le donne con un senso di rassegnazione, poi uscirono mestamente dall’appartamento, senza voltarsi. Elaine guidò l’ambulanza attraverso le strade deserte di Stratford-Upon-Avon. Aveva lo sguardo velato e mantenne un’andatura distratta. Ciò che restava delle bambine, raccolto negli ormai tristemente familiari contenitori di plastica adibiti alla raccolta cadaveri, non aveva nessuna fretta di finire sottoterra, e lungo Henley Street non c’erano passanti o auto in movimento a cui prestare attenzione. I soldati se n’erano andati da due settimane, abbandonando la cittadina al suo destino come tutte le altre del Warwickshire e delle contee limitrofe. Si erano ritirati per lo stesso motivo per cui loro si erano lasciati alle spalle quelle tre donne: perché non c’era nulla che potessero fare per loro. Michael tossì nella mano e quei tre colpi brevi e soffocati esplosero all’interno del veicolo come colpi di fucile. Lei lo guardò di sottecchi, mentre l’ansia che covava dentro costantemente - ogni maledetto giorno di quel nuovo, tragico, probabilmente ultimo capitolo della storia umana -, si impennò di colpo. Per un momento pensò di distogliere lo sguardo, sicura di non poter tollerare altro dolore, poi si rilassò un poco quando lui controllò il palmo e non diede segno di preoccupazione. Tirò un sospiro di sollievo e pensò che se avesse perso anche Michael sarebbe impazzita. Il calore del suo corpo nel letto, la notte, era rimasto l’unico reale piacere della sua vita, l’unico reale appiglio di sanità mentale e fisica nel baratro di disperazione e decomposizione in cui quel mondo stava precipitando a rotta di collo. Lo perse undici giorni dopo, in effetti, ma lui le parlò a lungo prima. Dopo aver fatto l’amore con lei per l’ultima volta, le diede tutte le indicazioni sufficienti per condannarla alla sopravvivenza. A nulla valsero le sue lacrime di ribellione infantile, rivolte alla sorte, a Dio, o a qualunque altra entità responsabile di quella colossale ingiustizia perpetrata nei suoi confronti. L’uomo l’aveva assecondata, addirittura consolata, fino a che Elaine stessa si era resa conto di quanto fosse stronza e crudele. Lui stava per morire e lei si arrabbiava per quanto fosse bastarda la vita. Lui stava male e lei non riusciva a pensare ad altro che a sé stessa, a quanto enorme e devastante sarebbe stata la solitudine che presto l’avrebbe afflitta. Quando se ne rese conto, comprese come le lacrime versate per una persona cara in procinto di morire fossero una pura e semplice manifestazione di egoismo. In quel momento di grande consapevolezza, intuì di dover mettere da parte all’istante tutte le ansie e le preoccupazioni che l’angustiavano in merito al proprio futuro e di doversi dedicare anima e corpo ad alleviare il dolore dell’uomo che amava. Col senno di poi, avrebbe ricordato quel momento come uno dei più significativi della sua crescita morale. Ne avrebbe avute tante altre di occasioni di quel genere, in seguito, ma quella fu il primo, reale passo avanti verso quel ruolo di leadership che avrebbe rivestito negli anni a venire fra i suoi simili. Michael fu senz’altro l’esempio vivente su cui modellò la sua futura determinazione, ma in quel momento specifico in cui l’Elaine\adulta si trovò costretta ad abbandonare brutalmente qualsiasi indulgenza potesse aver nutrito nei confronti della Elaine\bambina, Michael fu soprattutto l’uomo coraggioso e pratico che riusciva sempre a trovare le parole giuste per farle fare quello che voleva. Lo odiò per questo, anche se lo avrebbe amato per sempre, persino da morto. Appena lui ebbe lasciato andare l’ultimo respiro, cremò il suo corpo sopra una grande pira di legna, dietro la casa in cui avevano vissuto. Lo ridusse in cenere prima che il virus lo trasformasse in fango. Rimase a guardare il fuoco tutta la notte, seduta nel dondolo sotto la veranda. Stappò due bottiglie di birra e ne bevve una, dopo averle fatte tintinnare in un ultimo brindisi immaginario. Lasciò l’altra aperta sul pavimento, e scese gli scalini barcollando un po’ per l’alcool a cui non era abituata, e un po’ per la grande paura che le serrava il petto. Elaine e Charles raccolsero intorno a loro i sopravvissuti e all’alba del 38° giorno da che era scoppiata l’epidemia, uscirono dalla città a bordo dell’auto della donna. Gli altri veicoli si misero in colonna dietro di loro. Guidò l’infermiere mentre lei, esausta, raccolse le ginocchia al petto nel posto accanto al guidatore e maledisse la vita, gli uomini, l’amore. Maledisse sé stessa. Passando davanti alla casa dei Parker vide la luce del televisore e rabbrividì. Pensò alle streghe del Macbeth, le immaginò nel soggiorno di quella casa intente a chiamare a raccolta le altre potenze soprannaturali per consegnare loro quel mondo vituperato, offeso, oltraggiato. Le piacque l’idea che un qualche potente demone connaturato alla terra da epoche antiche, potesse ora ergersi e spazzare via con il fuoco quella deturpante malattia, ma anche tutto il degenerato culto del progresso umano e le aberrazioni chimiche e tecnologiche delle quali un tempo nessuno sembrava poter fare a meno. A un certo punto, cancellò dalla sua mente tutte quelle fantasie e si sforzò di concentrarsi su poche cose che avessero una valenza positiva, come le aveva suggerito Michael. Pensò alla strada che avevano davanti e al sole che sarebbe sorto di lì a poco. Una nuova determinazione, fredda e lucida come una spada, le attraversò il corpo e cominciò a prendere forma. Elaine l'avrebbe vista crescere un poco alla volta, senza accorgersene. Incontrò la ragazza poco prima del tramonto, il 51° giorno. Aveva gambe e braccia istoriate di tatuaggi, un AK47 imbracciato e uno Stetson grigio con la penna gialla. Quando le chiese di provare il cappello, lei ci dovette pensare su, poi la guardò fisso negli occhi per una decina di secondi e infine acconsentì, rivelando una testa ben modellata e calva. Maldive - così si chiamava o aveva voluto chiamarsi – era sopravvissuta al virus, ma le era costato i suoi bei capelli morbidi color miele e quattro dita dei piedi. Era una tosta e di lì a qualche settimana sarebbe diventata il suo inseparabile braccio destro. A quel punto, la comitiva guidata da Elaine contava già duecentoventicinque anime. Avevano mezzi, provviste, armi. Persino quattro unità sanitarie mobili in cui erano in grado di tenere in quarantena almeno una ventina di pazienti. Qualcuno diceva che Londra si stesse parzialmente ripopolando e che alcuni laboratori fossero vicini a realizzare una cura. Si stavano dirigendo lì, per verificare quanto ci fosse di vero. Il giorno dell’incontro con Maldive, lei e la ragazza si fermarono a parlare in un McDonald's abbandonato, e mangiarono snack al cioccolato. Maldive aveva perso l’abitudine a socializzare, ma poi si sciolse un poco e fecero conversazione. Parlarono del giorno zero, dell’attacco biologico, del virus, delle rispettive famiglie, di tutto ciò che avevano prima e ora non più. Parlarono degli uomini che avevano dovuto uccidere per difendersi, come Michael aveva previsto. Era stato lui a dire a Elaine di armarsi e imparare a difendersi. Maldive aveva appena sedici anni e si era trovata costretta a sparare a un gruppo di ragazzini infetti che non potevano averne più di undici o dodici, secondo lei, e avevano cercato di sorprenderla nel sonno per tagliarle la gola e prenderle il fucile. Ne aveva ammazzato un paio. Gli altri erano scappati. «Cosa facciamo?» chiese Maldive. Elaine guardava gli alberi del parco dall’altra parte della strada. Aveva come l’impressione che la natura stesse esprimendo una nuova vitalità, un rigoglio fin lì soffocato. Il sole accendeva le foglie come lampadine ma senza bruciarle, anzi, come se infondesse loro una nuova energia. Cosa aveva detto Michael? Non spezzare il filo della tua storia, Elaine. Mai. Solo così potrai trovare la forza. Le aveva raccomandato tra le altre cose di portarsi dietro Shakespeare, il meglio delle stagioni teatrali che avevano visto fiorire il talento e la voce di Elaine, quando il mondo era ancora quello che tutti loro conoscevano. «Voglio sedermi al sole. Vieni anche tu?» Le lesse il Macbeth, ai piedi di un pioppo gigantesco. Maldive le strinse il braccio e posò la testa contro la sua spalla, malgrado la conoscesse da nemmeno un’ora. «Fico cominciare una storia con le streghe» disse, mezza addormentata. «Mica tanto» sussurrò Elaine, pensando all'inizio della sua storia e a tutto ciò che l'aspettava ancora. Cosa aveva detto Michael? Conta i giorni. Uno alla volta. Così avrebbe fatto.
  25. Fabio1143

    Babbaluci a Mosca

    Titolo: Babbaluci a Mosca Autore: фабио Casa editrice: Amazon Kindle self publishing ASIN: B07NNQJG7V Data di pubblicazione (o di uscita): 14 febbraio 2019 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale) 0,99 Genere: Fantascienza Pagine: 120 Quarta di copertina: Simona è una studentessa italiana immersa in una Mosca-metafisica, sospesa tra il 1962 e un tempo indefinito. Nelle sue avventure, Simona si imbatterà in un marinaio senza nave, un uomo-lumaca, una bambola giapponese, un vecchio kirghiso, strani matematici cecoslovacchi e altri paradossali arnesi umani. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/dp/B07NNQJG7V
×