Vai al contenuto

Cerca nel Forum

Risultati per i tag 'fantascienza'.

  • Cerca per Tag

    Tag separati da virgole.
  • Cerca per Autore

Tipo di contenuto


Il mondo dell'editoria, senza filtri.

  • Inizia qui la tua avventura nella community
    • Regolamento del Forum
    • Ingresso
    • Bacheca
  • Il mondo dell'editoria
    • Case Editrici
    • Piattaforme Print on Demand
    • Agenzie Letterarie
    • Freelance
    • Questioni legali
    • Concorsi ed Eventi esterni
    • Varie ed eventuali
  • Officina
    • Narrativa
    • Poesia
    • Contest del Writer's Dream
    • I migliori racconti del WD
    • I nostri libri
  • Documentazione
    • Scrivere
    • Leggere
  • Area Relax
    • Agorà
    • WD Club
    • Il blog del Writer's Dream

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione e avventura
  • Biografie, diari, memorie
  • Fantascienza, Horror, Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura non di genere
  • Letteratura erotica
  • Letteratura Rosa
  • Bambini e ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Categorie

  • Arte, cinema e fotografia
  • Azione, avventura
  • Biografia, diari e memorie
  • Fantascienza, Horror e Fantasy
  • Gialli e Thriller
  • Letteratura Erotica
  • Letteratura Rosa
  • Letteratura non di genere
  • Bambini e Ragazzi
  • Società e Scienze sociali
  • Storia
  • Poesia

Calendari

  • Presentazione in Libreria
  • Concorso Letterario
  • Corso di scrittura
  • Altro
  • Evento del Writer's Dream

Cerca risultati in...

Cerca risultati che...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo Aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per...

Iscritto

  • Inizio

    Fine


Gruppo


Sito personale


Skype


Facebook


Twitter


Provenienza


Interessi

Trovato 243 risultati

  1. albertopanicucci

    XXVII Trofeo RiLL, il miglior racconto fantastico

    Fino a
    Il Trofeo RiLL è un concorso letterario per racconti di genere fantastico, organizzato dall’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare e patrocinato dal festival internazionale Lucca Comics & Games. Le iscrizioni sono aperte fino al 20 marzo 2021. Possono partecipare al Trofeo RiLL storie fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, racconti di ogni tipo, purché siano (per trama e/o personaggi) “al di là del reale”. I racconti partecipanti sono oltre 250 a edizione (nel 2020: 430 racconti), scritti da autori/ autrici residenti in Italia e non (nel 2020 oltre che dall’Italia sono arrivati racconti da: Australia, Giappone, Hong Kong, Russia, USA, Germania, Inghilterra, Malta, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera). La partecipazione al concorso è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Ogni autore/ autrice può partecipare con una o più opere, purché inedite, originali ed in lingua Italiana. Tutti gli autori/ autrici partecipanti devono però iscriversi all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (costo: 10 euro a racconto). Inoltre, dal 2015, non possono più partecipare al concorso gli autori/ autrici cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). I racconti partecipanti possono essere spediti, alternativamente e a discrezione di ciascun partecipante, in modalità cartacea oppure elettronica. Per i/le partecipanti residenti all’estero, la spedizione in modalità elettronica è obbligatoria. I dieci racconti finalisti del XXVII Trofeo RiLL saranno pubblicati (senza alcun costo per i rispettivi autori/ autrici) nel prossimo e-book della collana Aspettando Mondi Incantati, curata da RiLL e in uscita a ottobre 2021. Inoltre, i migliori racconti fra quelli finalisti saranno pubblicati (sempre gratuitamente) nell’antologia del concorso (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books), che sarà presentata durante il festival internazionale Lucca Comics & Games (novembre 2021). Il racconto primo classificato del XXVII Trofeo RiLL sarà tradotto e pubblicato, sempre gratuitamente: – in Spagna, su Visiones, l’antologia dell’associazione Portico (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror); – in Irlanda, sulla rivista di letteratura fantastica Albedo One; – in Sud Africa, su PROBE, il magazine dell’associazione SFFSA (Science Fiction and Fantasy South Africa). All’autore/autrice del racconto primo classificato andrà, infine, un premio di 250 euro. La selezione dei racconti finalisti sarà curata da RiLL. I racconti partecipanti saranno valutati in forma anonima (cioè senza che i lettori-selezionatori conoscano il nome degli autori/ autrici), considerando in particolare l’originalità della storia e la qualità della scrittura. La giuria del Trofeo RiLL sceglierà poi, fra i racconti finalisti, quelli da premiare e pubblicare nell’antologia “Mondi Incantati”. Fra i giurati dell’edizione 2020 del Trofeo RiLL: gli scrittori Donato Altomare, Pierdomenico Baccalario, Mariangela Cerrino, Giulio Leoni, Gordiano Lupi, Massimo Pietroselli, Vanni Santoni, Sergio Valzania; gli accademici Luca Giuliano (Università “La Sapienza”, Roma) e Arielle Saiber (Bowdoin College, Maine – USA); la poetessa Alessandra Racca; i giornalisti ed autori di giochi Andrea Angiolino, Renato Genovese e Beniamino Sidoti. Tutti i partecipanti al XXVII Trofeo RiLL riceveranno copia omaggio dell’antologia OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni (ed. Acheron Books, 2020, collana “Mondi Incantati”), che prende il nome dal racconto vincitore del XXVI Trofeo RiLL, scritto dal bolognese Valentino Poppi. Il libro propone tredici storie: i migliori racconti del XXVI Trofeo RiLL e di SFIDA (altro premio organizzato da RiLL nel 2020) e i racconti vincitori di tre concorsi letterari per storie fantastiche banditi all’estero (in Spagna, Australia e Sud Africa) e con cui il Trofeo RiLL è gemellato. Tutte le antologie della serie “Mondi Incantati” sono disponibili per l’acquisto su Amazon e Delos Store, oltre che (a prezzo speciale) su RiLL.it La cerimonia di premiazione del XXVII Trofeo RiLL si svolgerà nel novembre 2021, all’interno del festival internazionale Lucca Comics & Games. Per maggiori informazioni si rimanda al regolamento del concorso (vedi sotto), al sito e all’e-mail di RiLL: trofeo@rill.it www.rill.it (sul sito è on line anche un’ampia pagina di FAQ sul regolamento e sul concorso) REGOLAMENTO 1) Il Trofeo RiLL è un concorso per racconti fantastici: possono partecipare racconti fantasy, horror, di fantascienza e, in generale, ogni storia che sia, per trama o personaggi, “al di là del reale”. Saranno comunque esclusi i romanzi e i racconti di lunghezza superiore a quella indicata (vedi punto 9). 2) Ogni autore/autrice può partecipare con uno o più racconti, purché inediti, originali ed in lingua Italiana. 3) La partecipazione è libera e aperta a tutti (uomini, donne, maggiorenni, minorenni, italiani, stranieri, residenti in Italia o all’estero). Non possono però partecipare al concorso gli autori/autrici cui RiLL ha dedicato un’antologia personale (collana Memorie dal Futuro). 4) Per partecipare al XXVII Trofeo RiLL è necessario essere soci dell’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare. La quota di iscrizione è di 10 euro (socio ordinario, che può partecipare al concorso spedendo un racconto). Nel caso di invio di più testi, la quota è di 10 euro a racconto (socio sostenitore). La quota si può versare sul conto corrente postale n° 1022563397, intestato a RiLL Riflessi di Luce Lunare, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma (in caso di bonifico bancario, l’IBAN è: IT-72-U-07601-03200-001022563397; per bonifici dall’estero, il BIC number è: BPPIITRRXXX). È possibile pagare anche con carta di credito (o PostePay, o conto Paypal), dal sito Trofeo.rill.it (il sito con cui RiLL gestisce i concorsi che organizza). In caso di partecipazione con più racconti è gradito il versamento unico. 5) Le iscrizioni sono aperte sino al 20 marzo 2021. I racconti inviati in formato elettronico dovranno essere caricati sul sito Trofeo.rill.it entro la mezzanotte di tale data (vedi punto 7). Tutti i file che saranno caricati dal 21 marzo in poi non saranno presi in considerazione. Per le opere inviate in formato cartaceo (vedi punto 6), farà fede il timbro postale; in ogni caso, tutti i testi in formato cartaceo rcevuti dopo il 30 marzo 2021 non saranno presi in considerazione. 6) Ciascun partecipante può scegliere fra due modalità alternative di spedizione dei racconti: cartacea (cioè per posta tradizionale) oppure elettronica (cioè tramite upload dei file sul sito Trofeo.rill.it). Vista la pandemia in corso, RiLL raccomanda l’invio in modalità elettronica (vedi punto 7). In caso di spedizione postale, i racconti dovranno essere inviati in triplice copia e in busta anonima a: Trofeo RiLL, presso Alberto Panicucci, via Roberto Alessandri 10, 00151 Roma. È gradito che le copie siano stampate in fronte-retro. In una busta chiusa, allegata ai racconti inviati, ciascun autore/autrice dovrà inserire le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, CAP, telefono, e-mail) e la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL Riflessi di Luce Lunare (vedi punto 4), firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo (visionabile sul sito RiLL.it, nella pagina omonima). La busta chiusa sarà aperta solo dopo che i racconti finalisti saranno stati selezionati; sull’esterno della busta chiusa va riportato il titolo dei racconti inviati. Le spese di spedizione sono a carico di ciascun partecipante e non sono comprese nella quota di iscrizione. RiLL non si fa carico di disguidi postali di sorta. 7) Per inviare i racconti in modalità elettronica, i/le partecipanti devono registrarsi sul sito Trofeo.rill.it, fornendo le proprie generalità. La registrazione è gratuita. Una volta registratisi, i/le partecipanti potranno (nella sezione “XXVII Trofeo RiLL” di Trofeo.rill.it) inviare i propri racconti in formato elettronico, dalla pagina “Carica la tua opera”. All’interno dei file dei racconti caricati non vanno indicati i dati anagrafici degli autori/autrici. Sempre nel sito Trofeo.rill.it si potrà caricare la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL (firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo) e pagare la quota di iscrizione (con carta di credito, conto Paypal o Postepay, vedi punto 4). L’elenco degli autori/autrici che avranno caricato i file dei racconti sarà consultato solo dopo che i testi finalisti saranno stati scelti, mantenendo così l’anonimato dei lavori nella fase di lettura e selezione. 8) I/le partecipanti residenti all’estero possono inviare racconti nel solo formato elettronico (vedi punto 7). Per farlo, i/le partecipanti residenti all’estero devono registrarsi su Trofeo.rill.it e caricare sia il racconto sia la richiesta di iscrizione all’associazione RiLL, firmata e comprensiva di dichiarazione di accettazione dello Statuto associativo. 9) Ciascun racconto partecipante non dovrà superare i 21.600 caratteri, spazi tra parole inclusi. L’impaginazione dei racconti è libera (in via indicativa, 21.600 caratteri spazi inclusi equivalgono a 12 cartelle dattiloscritte di 30 righe per 60 battute). Per i testi più vicini alla lunghezza massima consentita è gradita l’indicazione del numero di battute totali. 10) Tutti gli autori/autrici partecipanti al XXVII Trofeo RiLL riceveranno una copia omaggio di “OGGETTI SMARRITI e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni”, l’antologia dei racconti premiati del 2020 (collana Mondi Incantati, ed. Acheron Books). 11) Il materiale inviato non sarà restituito. Gli autori/autrici sono pertanto invitati a tenere una copia delle proprie opere. Inoltre, finché la rosa dei finalisti non sia stata resa pubblica (luglio 2021), i/le partecipanti sono tenuti a non diffondere il proprio racconto e a non prestarlo per la pubblicazione. 12) Ciascuna opera partecipante al Trofeo RiLL resta di completa ed esclusiva proprietà dei rispettivi autori/autrici. La pubblicazione dei racconti selezionati nell’antologia del concorso (collana Mondi Incantati), nell’e-book del concorso (collana Aspettando Mondi Incantati) e sulle riviste/antologie che collaborano al Trofeo RiLL è comunque per tutti gli autori/autrici obbligatoria (non rinunciabile) e non retribuita, oltre che ovviamente gratuita. 13) In caso di pubblicazione, l’autore/autrice concorderà eventuali ottimizzazioni della sua opera con RiLL e con le riviste/ case editrici interessate. 14) Le decisioni di RiLL e della Giuria Nazionale in merito al concorso e al suo svolgimento sono insindacabili e inappellabili. 15) La partecipazione al Trofeo RiLL comporta l’accettazione di questo regolamento in tutte le sue parti. Eventuali trasgressioni comporteranno la squalifica dal concorso.
  2. TIZIANA CURTI

    Concorso Corti Teatrali Mara Chiarini

    Accademia Vittorio Alfieri - Firenze Poesia – Teatro – Arte – Cultura Premio per Corti Teatrali “Mara Chiarini”- 2021 Scadenza INVIO OPERE 31 GENNAIO 2021 La partecipazione è aperta ad autori solo maggiorenni, che dovranno inviare un testo (edito o inedito) a tema libero in lingua italiana tassativamente non superiore ai 20.000 caratteri. (per il conteggio dei caratteri è possibile utilizzare gratuitamente: https://www.contarecaratteri.com/) Ogni autore può concorrere con un massimo di 2 elaborati. Sono previste le seguenti due categorie: Monologhi (che costituiscano in sé storie compiute) Brevi pieces a due personaggi I testi con il titolo dell’opera (non in formato jpeg), accompagnati da una nota riportante nome, cognome, indirizzo, telefono dell’Autore, unitamente a copia della ricevuta del pagamento della quota di iscrizione, debbono essere inviati esclusivamente per email a: gioia.gua@outlook.it. Gli Autori cedono il diritto di pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritti d’autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori. I vincitori, durante la cerimonia di premiazione, potranno interpretare il loro testo personalmente e, nel caso di opera a due voci, accompagnati da altro attore, (oppure, previa comunicazione alla Segreteria del Premio, la recita delle opere vincitrici potrà essere assegnata ad altri interpreti indicati dall’autore o delegata all’Organizzazione del Premio). La quota di iscrizione è di € 15,00 per ogni opera messa a concorso. (Per i Soci dell’Accademia Alfieri la quota è ridotta ad Euro 10 per ogni opera messa a concorso.) *** Il versamento può essere fatto presso un ufficio postale o una ricevitoria sulla carta PostePay intestata a: Tiziana Curti 5333 1710 5024 4124, (Codice Fiscale CRTTZN55C43D612T). Oppure tramite bonifico bancario intestato a: Tiziana Curti, codice IBAN IT80Y3608105138271323271328 . N.B.: Dopo aver effettuato il versamento, per una corretta registrazione,i concorrenti sono pregati di comunicarlo a Leonora Fabbri (347.4097458, fabbri9536@gmail.com) o a Tiziana Curti (339.5904072, tizianacurt1@virgilio.it ) Premi: Sono previsti per ogni Sezione i seguenti Premi: COPPA “Concorso teatrale Mara Chiarini” ai primi tre classificati. DIPLOMA D’ONORE fino al quinto classificato. (I Premi saranno consegnati personalmente o su delega, ma non verranno in ogni caso spediti). I primi 3 lavori premiati saranno pubblicati gratuitamente nell’Antologia “I Gigli d’Oro - 2021”, di cui gli autori riceveranno in omaggio 3 copie. I nomi dei vincitori saranno inoltre pubblicati sulla rivista letteraria “L’Alfiere” e sul sito http://www.accademia-alfieri.it/. La cerimonia di premiazione è prevista a Firenze nella Primavera del 2021. Tutti i Vincitori e Segnalati saranno tempestivamente avvisati a mezzo posta elettronica o telefonata. Privacy: Partecipando al concorso il concorrente, ai sensi dell’art. 13 D.L. 196/2003 e successive modifiche, in ottemperanza al GDPR regolamento U.E. 679 del 2016, il concorrente acconsente all’utilizzo e al trattamento dei suoi dati da parte dell’ “Accademia V. Alfieri” ai fini di tutto ciò che concerne i concorsi organizzati dall’Associazione (compresi servizi fotografici nel giorno della Premiazione) e alla corrispondenza anche elettronica fra l’Associazione e concorrente. La partecipazione al concorso implica la piena accettazione di tutte le indicazioni del presente bando. L’autore con la partecipazione solleva gli organizzatori da qualsiasi responsabilità.
  3. dfense

    Ambrosia Libri

    Nome: Ambrosia Libri Sito: https://www.ambrosialibri.it/ Catalogo: https://www.ambrosialibri.it/catalogo/ Modalità di invio dei manoscritti: https://www.ambrosialibri.it/contatti-ambrosia-libri/ Distribuzione: non specificato Facebook: https://www.facebook.com/AmbrosiaLibriFantascienza Si propone anche come "agenzia di Self Publishing e Servizi Editoriali" (https://www.ambrosialibri.it/servizi-editoriali-ambrosia/), non mi è chiaro, però, se sia soltanto questo o anche editore vero e proprio.
  4. Plata

    [N20-1 - F.C.] N.E.

    [Racconto fuori concorso] Traccia: La nuova generazione nasce con un senso in piú e questo cambia la quotidianitá del genere umano. Quale senso? Perché? E i vecchi che questo senso non ce l'hanno? *** Distretto di Kweneng, Botswana anno 0, giorno del primo caso accertato «… E sapete cosa gli ho risposto al mio capo?» Eze guardava il liquido schiumoso attraverso il vetro della bottiglia che aveva in mano. «Cosa?» chiese qualcuno degli uomini seduti al tavolo del bar. Il sole aveva smesso di bruciare la savana, diretto verso occidente, lasciando che la sua scia arancione riposasse gli occhi degli uomini stanchi prima che la notte venisse a chiedere loro di chiuderli. «Di andare a farsi fottere» rispose Eze, quando fu soddisfatto del livello di attenzione che gli prestavano bevve un lungo sorso di birra per sugellare. I compagni lo imitarono con dedizione, qualcuno disse «Hai fatto bene!» «Ehi, Eze! Tua moglie al… telefono?» Urlò il proprietario del bar dall’entrata. Eze non aveva il telefono, come tutti quelli seduti vicino a lui. L’uomo si alzò e corse a rispondere. «Dimmi, che succede? Da dove chiami?» «Eze, stai tranquillo… niente di grave» rispose la donna. «Sono alla stazione di polizia più vicino al villaggio, mi ha accompagnato mio cognato col motorino.» «Polizia? Vuoi dirmi cosa diavolo succede?» «Non è successo niente di grave… » La donna pareva stordita, forse distratta da ciò che avveniva intorno a lei, «si tratta di nostro figlio Coffie.» Eze non sapeva se spaccare la cornetta o urlare, disse solo «Cosa?» «Amore, è difficile da spiegare.» Sobborghi di Busan, Corea del Sud Poche ore dopo; caso numero… impossibile da conteggiare Kim leggeva sul giornale di un ragazzino a Seoul che era precipitato dall’undicesimo piano del palazzo dove viveva. La madre era stata fermata a titolo precauzionale per l’accertazione degli eventi. Il procuratore che giudicava il caso aveva sospetti sul fatto che si potesse trattare di omicidio. Kim richiuse il giornale. La figlia davanti a lui mentre facevano colazione: gli occhi puntati sullo schermo colorato dalle immagini che scorrevano. «Maledetto coso… Chun-ja, fa’ presto a finire, poi vestiti che facciamo tardi a scuola.» «Sì, papino.» Kim lanciò il giornale sul divano, prese il suo caffè ormai tiepido e guardò lo schermo della tv che fino a quel momento era rimasta muta: le immagini di un bambino dalla pelle scura che cavalcava un leone della savana. Alzò il volume: “... Il piccolo Coffie vive in un piccolo villaggio nel sud Africa e da ieri sembra essere stato accolto da un branco di leoni che aveva sconfinato il parco nazionale nel quale vivevano» Kim accesse una sigaretta, preso da ciò che ascoltava disse «Chun-ja, guarda che storia incredibile, quel bambino avrà la tua età e guarda cosa è capace di fare.» «Papino, non voglio guardarla» rispose la bambina con sempre lo sguardo incollato al piccolo schermo. L'uomo tornò alla tv: adesso il bambino era vicino a quelli che potevano essere i genitori mentre un giornalista faceva delle domande che la voce del servizio traduceva. Sognò ad occhi aperti di trovarsi al posto del bambino africano, nudo dalla cintola in giù, a nutrirsi di quello che riusciva a cacciare, a cavalcare bestie feroci; Kim sognò di essere libero. Una vampata di calore lo assalì, guardò la sigaretta ma era ancora nel portacenere. Poggiò lo sguardo di nuovo sulla bimba. «Davvero non ti interess…» Lei non era più seduta e stava in piedi davanti la tv. La lampada della cucina si spense e la luce chiusa fuori dalle tapparelle ancora abbassate lasciava il posto alla penombra. «Cazzo, si è fulminata.» «Papà, non dire parole brutte.» La luce si riaccese. «Scusa. E poi non pare fulminata.» La bambina prese a muovere la manina, come per salutare qualcuno. «Non ti può vedere, piccolina» disse Kim sorridendo. Il bambino africano smise di rispondere al suo interlocutore, spostò lo sguardo sulla telecamera fino ad allora ignorata, cominciò a muovere la manina come per salutare qualcuno e in perfetto coreano disse «Ciao, Chun-ja.» Sei mesi dopo (il luogo non ha più importanza) La donna seduta sulla vecchia sedia a dondolo: oltre al cigolio del legno erano i suoi sensi ancora attivi che le permettevano di percepire il movimento. La nipotina era seduta a terra, vicina, in un posto della stanza che lei poteva solo immaginare. Disse «Il buio mi è sempre piaciuto, ma col passare del tempo è diventato un problema. La luce mi da fastidio, agli occhi. La luce mi da. La luce…» «Nonna, sono io i tuoi occhi.» La donna smise d’imprimere forza con le gambe e poco dopo la sedia a dondolo si fermò. La bimba poggiò la mano sulla sedia e sentì la voce del legno vecchio che parlava. La donna chiese cos’é che sentiva e lei rispose che non sapeva spiegarlo. «Cosa vedi, tu?» disse la piccola. «Quasi niente.» «Dici così perché una volta vedevi. Se fossi stata cieca dalla nascita avresti risposto diversamente.» La donna sorrise ma gli occhi stanchi erano ancora capaci di lacrimare. «Cosa senti, adesso?» La donna e la bimba rimasero in silenzio per un pò, il legno vecchio della sedia continuava a sussurrare. «Niente» rispose la nonna. La piccola alzò lo sguardo anche se non era importante dove lo indirizzava: «Io sento tutto.» E chiuse gli occhi anche lei. Tre anni dopo in quella ormai classificata come Nuova Era (3 d.N.E) Il dottor K sedette sulla poltrona del suo ufficio. Era esausto, avvicinò le mani al petto e ne accertò il tremolio. Si concentrò e respirò a fondo. Le dita adesso erano ferme. Bene, pensò. Infilò una mano nel camice bianco, prese il prezioso pacchetto e ne estrasse la sigaretta. L’ultima, smetterò di fumare solo perché non ne esistono più visto che non sono mai riuscito a farlo. Mi è sempre mancata la forza. Accese, aspirò e sbuffò. Bruci all’inferno chi afferma che l’importante è il risultato, che in fondo conta solo quello. Non è vero, il come lo si ottiene è importante quanto il risultato stesso… Aspirò e sbuffò altro fumo… se hai uno straccio d’anima. “Dottor K, venga subito in sala parto, la paziente sta per partorire spontaneamente! Corra!” K svuotò i polmoni fino a che rimase senza fiato e si alzò per precipitarsi fuori. Come è possibile, pensava mentre attraversava il corridoio quasi correndo. In anticipo, troppo in anticipo. Ma cosa pensano di poter gestire, oltre tutti noi… pure quelli che ancora devono nascere? Già è un abominio far partorire una ragazzina così giovane… Hanno fretta, solo quella. Saranno in grado di fare quasi tutto quello che vogliono ma sono pur sempre poco più che bambini. Si gettò dentro l’ascensore e schiacciò il numero del piano corrispondente. Uno dei primi figli, non vedono l’ora di sapere cosa accadrà. Stupidi. Hanno appena cominciato a conoscere sé stessi. Andrebbero ancora a scuola se non fosse successo tutto questo, la verità è che ci disprezzano e non vedono l’ora di poter definitivamente fare a meno di noi… K si fiondò in pre sala: lavò le mani, mise i guanti, la mascherina ed entrò. Due infermiere si davano da fare tra le cosce della ragazza. Il dottore la guardò in viso: lei, impassibile come un polena che attraversa la tempesta, ricambiò lo sguardo e K la odiò. Nemmeno mezza smorfia, o una goccia di sudore. Per un attimo rivide migliaia di piccoli visi, uno per ogni bambino che aveva fatto nascere nel corso della sua carriera, e le facce delle donne che li generavano. Sei un mostro. Il padre era anche lui lì, il dottore lo notò solo dopo: stessa maschera da ragazzino che nasconde l'arroganza di un dio. «Muoviti» sentì dire K, anche se quello non aveva mosso le labbra. «E stai più attento a quello che pensi.» K stava per maledire anche lui quando una delle infermiere urlò. L’altra sussultando lo chiamò per nome, la prima volta in anni che la conosceva. K si avvicinò, capì che il bambino stava per nascere. Nessun pianto, nessuna sofferenza, ma la pancia della ragazza si era abbassata sotto le lenzuola. «Dottore, guardi» sentì dire, la voce atona e gli occhi dell’infermiera gli trasmisero qualcosa che non sapeva decifrare e che lo spaventò. K tolse gli occhiali appannati e sciolse la mascherina. «Ma cosa... » Gli occhiali scivolarono dalle dita e caddero a terra. Una delle lenti si era incrinata. «Mio Dio.»
  5. Bestemmiavo continuamente

    Editori Americani che accettano manoscritti

    Salve ragazzi, dopo la seconda ristampa del mio primissimo libro ho avuto la fortuna di essere stato tradotto in lingua inglese gratuitamente da dei lettori ormai amici a che ringrazio di cuore a a cui devo tanto.. Per quello che riguarda il mercato Americano ho alcune difficolta nel trovare delle case editrici o agenzie a cui proporre il manoscritto tradotto. Potreste darmi alcune indicazioni su come muovermi , o se avete una lettera di presentazione standard in lingua inglese? Grazie mille carissimi Gianluigi Sio
  6. Ale Pedretta

    Weirdlands

    Titolo: Weirdlands Autore: Alessandro Pedretta Casa editrice: Weord Book ISBN: 978-88-31373-32-6 Data di pubblicazione (o di uscita): 20 dicembre 2020 Prezzo: 15 euro Genere: Weird Quarta di copertina o estratto del libro: Cinque racconti negli oscuri e bizzarri territori di confine che disegnano una nuova mappatura dell’Apocalisse. Cinque racconti di Alessandro Pedretta che attraversano un unico binario morto, la transiberiana dell’uomo nuovo. Tra chirurghi impazziti sulla via dell’ibridazione e il prototipo di un uomo-pesce prigioniero in un bunker nazista. Da un inquietante museo di storia naturale, cornice perfetta al travaglio di una mente compulsiva, a un futuro distopico soffocato dal ciclopico Dio della zona industriale. Per finire in una fredda grotta della Lapponia, dove nasce silente l’inevitabile connubio tra uomo e macchina. Link all'acquisto: http://www.weirdbook.it/prodotto/weirdlands/
  7. Daniele125

    Cavie: Aedis episodio 7 - Daniele Missiroli

    Autore: Daniele Missiroli Autopubblicato: Amazon ISBN: 979-8553332433 Data di pubblicazione: Novembre 2020 Prezzo eBook: 2,99 Prezzo cartaceo: 9,99 Genere: Fantascienza Azione e Avventura Caratteri: 300.000 (211 pagine) Quarta di copertina: Samira ha salvato suo padre e fatto arrestare la banda che lo ricattava. Philip ha rivelato di essere in possesso di abilità straordinarie e di aver indagato a fondo sulla nave aliena che nasconde, ma siamo sicuri che non ci siano manufatti sfuggiti al suo controllo? Quando Samira scopre che le figlie della sua migliore amica Flora si trovano in pericolo, rischierà la vita senza indugi per salvarle, anche se non potrà chiedere aiuto a Daniel o alle forze dell'ordine, per via di oscure minacce da parte di misteriosi individui. Grazie al suo nuovo amico Herbert, a Philip, e a una pistola in ogni mano, l'adrenalina tornerà a scorrere veloce nelle vene di Samira, e questa volta non avrà pietà di chi considera sacrificabili delle ragazzine innocenti. Samira adesso è armata e l'avventura più pericolosa della sua vita inizia qui. Link all'acquisto: eBook: https://www.amazon.it/dp/B08LTQ7SRM Carta: https://www.amazon.it/dp/B08LPQK6G8
  8. Ale Pedretta

    Gli dei lumaca - Alessandro Pedretta

    Titolo: Gli dei lumaca Autore: Alessandro Pedretta Collana: Horror Story Casa editrice: Delos Digital ISBN: 9788825413557 Data di pubblicazione (o di uscita): 3 novembre 2020 Prezzo: 1,99 Genere: Horror, Weird, Fantascienza Pagine: 28 Quarta di copertina o estratto del libro: Alcuni medici chirurghi provenienti da diverse zona d’Europa si ritrovano accomunati dalla stessa idea: creare l’Uomo Nuovo. Inizialmente cominciano a operare sugli animali, cercando di creare ibridi che possano elargire l’input per le loro operazioni future. Poi si dedicano alle operazioni sui malati mentali, finché il tutto prenderà una piega sorprendente e inaspettata… Musica di Wagner, medici nazisti, droghe, oscure presenze. Che cosa è andato storto? Link all'acquisto: Amazon: http://www.amazon.it/dp/B08MBMZ9CQ Editore: https://delos.digital/9788825413557/gli-dei-lumaca
  9. Deborah Zan.

    Sacrificium

    commento Sacrificium L'edificio dell'Ecclesia, al suo interno, ha tutto l’aspetto di una chiesa dallo stile gotico. Venticinque sedie sono divise in due gruppi e disposte in file parallele; l'altare è decorato con forme che richiamano la natura e intorno ad esso sono stati sistemati quattro alti sostegni in ferro battuto posizionati seguendo i punti cardinali. Ognuno di loro sorregge un particolare oggetto. Vi è una scodella con del sale disposta a Nord, una boccetta di incenso a Est, una candela bianca a Sud e un recipiente con dell’acqua a Ovest. Venticinque studenti incappucciati sono ordinatamente seduti e il piccolo rosone dai vetri dipinti dona all'ambiente un aspetto macabro. Il rito è iniziato da una decina di minuti e l’uomo che lo sta celebrando ha una voce tonante, tanto da sovrastare il rumore della pioggia che ha ripreso a scendere, facendone da sottofondo. Mi sistemo dietro ad una colonna, sicura che da lì nessuno baderà a me. Trovarmi all’interno di quella stanza mi causa una sensazione strana. Un turbinio di emozioni negative mi avvolge, ma la curiosità è più forte e mi impedisce di fuggire. Non posso più tornare indietro. Il celebrante sta ringraziando gli alunni per il periodo trascorso. «Il vostro arrivo è stato determinante per l’Accademia. A differenza degli alunni giunti qui prima di voi avete dimostrato da subito una certa predisposizione all’anarchia. Non è un atteggiamento da lodare, ma vi faccio ugualmente i miei complimenti per i risultati acquisiti. Come accade ogni anno durante il Rito Propiziatorio cediamo un corpo in sacrificio agli Dei, dimostrando così la nostra devozione». Accende quindi la candela posta a Sud, ma viene interrotto da un ragazzo privo dell’indumento rituale che, arrivato da uno stanzino secondario, gli sussurra qualcosa all’orecchio. Il suo viso si accartoccia presto in un’espressione che di primo acchito non comprendo a pieno. È abile, tuttavia, a riacquistare la compostezza perduta. Si schiarisce quindi la voce e riprende a parlare. «Ho appreso una notizia imprevista». Non sa bene cosa dire. «Forse voi non lo sapete, ma il soggetto sacrificale è sempre stato un una pecora o una lepre». Sembra stia scegliendo le parole giuste mentre si massaggia concitatamente il polso. «Questa volta le cose andranno diversamente» informa non del tutto preparato a ciò che sta per succedere. Come vesponi gli studenti prendono a mormorare fra loro. Alex, seduto in seconda fila, fa spallucce a Thara che dalla prima fila si è girata verso di lui, perplessa. Il celebrante sbatte il pugno sull’altare, riportando l'attenzione su di lui. Attende che vi sia assoluto silenzio prima di proseguire. «Che entri il corpo sacrificale!». Gli occhi di tutti sono ora puntati sulla figura di un corpo incappucciato del quale non si riesce a distinguere l'identità. Due ragazzi, uno di questi è colui che ha riportato la notizia al celebrante, lo accompagnano ai piedi dell’altare. La curiosità generale è alle stelle. L’uomo ordina alla vittima sacrificale di togliersi il mantello per potersi sdraiare sulla superficie marmorea. Il giovane abbassa il cappuccio e un boato si espande in tutta la Ecclesia. Ho gli occhi fuori dalle orbite e temo di svenire da un momento all'altro. È Victor. Alex e Thara si guardano confusi e impauriti mentre il suo mantello scivola a terra. Indossa solamente un paio di pantaloni. I muscoli ben evidenti, la pelle risplende sotto la luce che proviene dal rosone. Le lacrime scendono senza preavviso e una morsa mi attanaglia lo stomaco. Nessuno dei presenti riesce a credere a ciò che sta accadendo. Victor si siede sull’altare e alcuni studenti cominciano ad indignarsi col celebrante, in disaccordo sul soggetto da sacrificare. «Non vi è regola alcuna che vieti tutto questo» delucida l'uomo. «Il sacrificio deve compiersi e lui ha scelto». Una scelta stupida! Alex cerca di dissuadere Victor con lo sguardo, ma lui si sdraia ugualmente. Il contatto col marmo gelido lo fa irrigidire. Thara si chiude il viso con le mani, incapace di sostenere quella visione. Il celebrante estrae dal suo mantello un pugnale con l’impugnatura d’oro e lo solleva in aria, pronto a scagliarla contro il torace di Victor che immobile attende la sua fine. Nessuno degli altri venticinque studenti interverrà. Nessuno impedirà la sua morte. Un’energia vorace si manifesta prepotente dentro di me. Muovo un passo fuori dal mio nascondiglio. Il celebrante abbassa il pugnale senza esitazione e la lama si conficca nel torace di Victor. Il suo gemito spezza il mio cuore in mille schegge acuminate che mi bucano l’anima. «No!» urlo d'istinto. Gli studenti si voltano all’unisono, richiamati dalle mie grida, mentre Alex mi raggiunge con uno scatto sovrumano, coprendomi prontamente col suo mantello. Abbandonare Victor è impensabile, ma sono costretta a chiudere immediatamente gli occhi. In un attimo ci ritroviamo a casa di Jessica, nella camera da letto. Aggrappata al mantello di Alex scoppio a piangere. «Sei una stupida! Non avresti dovuto essere li!» mi rimprovera. «Riportami da lui!» sbraito battendogli i pugni sul petto. «Allison, no». «Voglio andare da lui!» insisto, strattonandolo. «Basta!» esclama afferrandomi le spalle. «No, no, no. Non può averlo fatto». «Victor, è morto». Il fiato gli si ferma nelle corde vocali, le lacrime gli stanno appannando lo sguardo. Si smaterializza subito dopo, vergognandosene. Cado in ginocchio sul pavimento, sola, e scorgo la giacca di Victor rimasta a terra. L’afferro energicamente e scoppio in un pianto straziante. Se prima la ripudiavo ora la desiderio. Desidero stringere Victor ancora una volta. La indosso e cerco di proteggermi il più possibile da quest’indescrivibile sensazione di vuoto che mi opprime. Victor si è sacrificato per onorare gli Dei. No, non è questa l'esatta motivazione. Victor ha scelto di morire per salvare me. Per dimostrarmi che mi amava davvero. Ho un fremito convulso al termine del quale mi alzo di scatto e in un impeto d’ira comincio a scaraventare per aria qualsiasi cosa mi capiti a tiro. Distruggo i cuscini, dai quali si libera una nuvola di piume. Poi lancio in aria i libri e successivamente i soprammobili. Urlo e piango. Piango e urlo. Sono colpevole della sua morte. Colpevole della mia sopravvivenza. Victor non doveva morire. Io non devo morire. Prendo la sedia girevole e la scaglio contro la parete, causando su quest’ultima un solco delle dimensioni di un pallone da rugby. Caccio un verso nervoso, mi asciugo le lacrime con la manica della giacca di Victor e smetto di piangere. Deve esistere una spiegazione valida a tutto questo.
  10. Ngannafoddi

    21lettere

    Nome: 21lettere Sito: https://www.21lettere.it/ Catalogo: https://www.21lettere.it/ Modalità di invio dei manoscritti: manoscritti@21lettere.it Distribuzione: non specificato Facebook: assente
  11. Daniele125

    KIDNAPPING: Aedis episodio 6

    Autore: Daniele Missiroli Autopubblicato: Amazon ISBN: 9798689930374 Data di pubblicazione: 15 Ottobre 2020 Prezzo eBook: 3,99 Prezzo cartaceo: 9,99 Genere: Fantascienza Azione e Avventura Caratteri: 300.000 (199 pagine) Quarta di copertina: Samira Sulyman è sposata con Daniel Sung e hanno adottato Peter, un piccolo androide. Dopo cinque avventure con Daniel come protagonista, questa volta il nostro eroe sarà costretto dagli eventi a mettersi da parte e a lasciare che sia Samira a risolvere la situazione, grazie alla sua iniziativa, al suo coraggio e alla sua determinazione. Cercare di scoprire chi vuole uccidere suo padre, e perché, la metterà in serio pericolo, ma lei non si arrenderà, e con l'aiuto delle sue amiche, tenderà a tutta la banda una sottile trappola. Il sesto episodio della serie cambia radicalmente prospettiva: un punto di vista femminile che aggiunge profondità alla trama e ai rapporti fra i personaggi. Samira ha trent'anni e la storia più drammatica della sua vita inizia qui. Link all'acquisto: eBook Carta
  12. Aporema Edizioni

    Prokeitai - Dentro la luce

    PROKEITAI - Dentro la luce Claudio Macarelli Aporema Edizioni ISBN Cartaceo 9788832144482 ISBN Ebook 9788832144581 Giugno 2020 Prezzo versione cartacea € 14.90 Prezzo ebook € 3,49 Genere: Fantascienza - Storico Pagine: 412 Link all'acquisto versione cartacea Link all'acquisto ebook Kindle Link all'acquisto ebook epub Quarta di copertina Un unico lampo accecante solca i secoli, dalle colonie dell’antica Grecia al Medioevo, dalla Seconda Guerra Mondiale fino all’alba del nuovo millennio, celando segreti che forse l’umanità non è ancora pronta ad accogliere. Una misteriosa iscrizione e il fortuito ritrovamento di un libro spingono Marco, sommozzatore professionista e appassionato di Storia, a indagare, approfittando di un lavoro che gli viene offerto a Procida: la stupenda isola sembra infatti l’unico punto d’unione tra alcuni strani episodi, accaduti in epoche diverse. Spingersi sempre più a fondo, sia nel mare, da lui tanto amato, sia nella ricerca della verità, diviene così per il protagonista una vera e propria ossessione, che lo condurrà a incredibili sorprese. Al suo fianco, due splendide donne e un variopinto gruppo di amici, compagni di un viaggio verso l’ignoto.
  13. Ale Pedretta

    Golgota souvenir

    Titolo: Golgota souvenir Autore: Alessandro Pedretta Casa editrice: Industria Tipografica Novocarnista ISBN: 979-8624528864 Data di pubblicazione (o di uscita): 13 marzo 2020 Prezzo: (della versione cartacea e/o digitale): 7,28 / 0,99 Genere: Fantascienza, cut-up, non di genere Pagine: 119 Quarta di copertina o estratto del libro: Un flusso incontenibile che mette insieme le radiazioni postatomiche di Akira, la desertificazione sociale di Ballard, lo stiloso cazzeggio di Bukowski, l'ossessione alla Cronenberg, il basso futuro di Gibson/Sterling, la logorrea filoso-fica di Miller, tenuto tutto insieme dal cut-up del reverendo Burroughs, che sminuzza come un Minipimer il testo e la logica. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Golgota-souvenir-Alessandro-Pedretta/dp/B085RTHNKS/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1600763676&sr=1-3
  14. Leorio27

    Gate of Souls - consigli e pareri

    Salve a tutti, Sono da poco iscritto nel forum quindi mi scuso se questa non e' la sezione giusta. Sono anni che poco a poco sto scrivendo un racconto nato da una piccola idea che man mano e' cresciuta nella mia testa e adesso mi ritrovo ad aver scritto quasi 400 pagine. Ho il grande desiderio di completarlo per pubblicarlo ma non ritengo di avere le competenze adeguate. Lascio qui sotto un po' di trama della storia e spero che qualcuno possa darmi un consiglio e se l'idea vale. Inoltre se c'e' qualcuno con piu' esperienza di me interessato alla trama non esiti a contattarmi per una possibile collaborazione. " Prima legge della fisica nulla si crea nulla si distrugge. tutto muta, la matera è in trasformazione...e se fosse così anche per l'anima? L'uomo vive numerose volte senza ricordare le vite passate ne è consapevole delle vite future. Nasce cresce e muore secondo il cilco naturale degli esseri viventi. Nel limbo tra la morte e la nascita l'anima carica di esperienze della vita passata si trasforma, viene purificatra per poi nascere di nuovo e vivere una nuova esisteza. A volte però per motivi sconosciuti, l'anima impregnata della vita precedente non viene purificata e ritorna a vivere in un nuovo corpo...il bambino che nascerà sarà consapevole, l'anomalia potrà vedere il ciclo...il cerchio "imperfetto" dell'universo. deja vu non è solo una sensazione, uno scherzo giocatoci dal nostro cervello, è l'attuarsi dell'anomalia, sono i ricordi della vita passata che vengono fuori dopo essere stati assopiti per tanto tempo. Questo capita quando ci si trova per coincidenza a vivere la stessa situazione, a provare la stessa emozione che è stata già provata in precedenza.... ma in un'altra vita. Col passare degli anni le anime anomale diventarono più frequenti, "i reincarnati" si riunirono e formarono un ordine con lo scopo di trovare ogni loro simile che sarebbe nato sulla terra per istruirsi amplificare il dono, assorbire le esperienze passate elevarsi per ricevere la conoscenza di centinaia di vite concentrate in pochi uomini. Tutto questo per scorgere un frammento del meccanismo e rispondere alla suprema domanda "perchè esistiamo?" e arrivare all'orginie, l'anomalia che fa cadere l'infallibile legge della dinamica, la creazione della materia. Un altro ordine però naque, il Deus rex, con scopi ben diversi...dominare. Sentendosi dei sulla terra vogliono ad ogni costo elevarsi e prendere il posto che gli spetta usando il potere del Gate of Souls. -ti sei mai chiesto dove vanno i ricordi? e dove va tutta l'esperienza delle anime purificate? se la materia non si crea ne si distrugge esiste un posto dove vanno i ricordi di milioni di vite? Questo posto esiste, un potere inimaginabile, un'esperienza quasi infinita al limite dell'onniscenza che nelle mani sbagliate potrebbe causare la fine dell'universo. Questo posto si trova dietro il Gate of Souls, il cancello delle anime.- Il racconto si basa sulla storia di un ragazzo di nome Aaron, trasferitosi a Londra per iniziare una nuova vita. Da quando e' li' pero', e' tormentato da incubi ogni notte che lo portano a svegliarsi nel cuore della notte senza ricordare niente dei suoi sogni. Anche se la cosa e' molto strana non gli da importanza e continua la sua vita, fino a che una sera tornando da lavoro viene aggredito e perde conoscenza. Scopre al suo risveglio che era stato salvato dallo stesso uomo che lo stava seguendo da quando era a Londra, gli racconta che era stato aggredito dagli uomini dell'ordine Deus Rex e del loro interesse a reclutarlo. Infine gli offre una veritá sconcertante e la libertà di scegliere se fidarsi di lui e unirsi ai reincarnati." Vi ringrazio per l'attenzione, spero che dagli spunti dati si possa intravedere il potenziale, i concetti esperessi sono stati solo lo spunto per lo sviluppo della storia. Grazie in anticipo per qualsiasi commento
  15. synth7

    L'eremita

    Titolo: L'eremita Autore: Ignazio Frenda Casa editrice: Autopubblicazione (Amazon KDP) ISBN: 979-8606431458 Data di pubblicazione: 30 gennaio 2020 Prezzo: eBook € 2.99 - Cartaceo € 9.99 Genere: Mistero--Fantasy-Fantascienza Pagine: 308 Trama: Su un'altura alla periferia di una grande città vive un misterioso eremita. Egli abita abusivamente un ex osservatorio borbonico posto sulla vetta di un promontorio a strapiombo sul mare: da lassù attende il compimento letterale dell'ultimo libro della Bibbia, l'Apocalisse di Giovanni. Negli ultimi vent’anni l’uomo ha trasformato il suo eremo in un tempio religioso, adornando le pareti con mosaici, stucchi e pitture dal forte richiamo simbolico, esoterico ed apocalittico. Tre ragazzi, molto giovani e molto diversi tra loro, mossi da impavida curiosità decidono di incamminarsi verso la vetta di Monte Sferrello: Lorenzo è la parte scettica e razionale del trio, nonché ateo e dichiaratamente antiteista. Con piglio provocatorio si diverte spesso a punzecchiare Alberto, amico fin dall'infanzia, che, viceversa, è fieramente cattolico. Chiara, ragazza solare, spigliata e avventuriera, è l'elemento allegro del gruppo e la sua presenza, da anni, tiene unito il rapporto oramai logoro tra i due. Quando i tre consumano l’incontro con il misterioso eremita, degli eventi terrorizzanti iniziano a scandire la loro avventura: il bosco e la borgata ai piedi della montagna offrono loro un’esperienza orrorifica e un viaggio inquietante e visionario, anche se, alla fine, sarà la realtà a superare ogni immaginazione. Il lettore viene introdotto in una classica avventura per ragazzi, con delle venature horror, che via via prende forma in un disturbante oniroviaggio ai confini della realtà, sfogando la curiosità e la tensione accumulate in uno spartiacque fantascientifico-esistenziale. Esiste un determinismo cosmico oppure è tutto governato dal caso? Dio esiste o è solo un’invenzione per sopperire alle paure umane? La fede è solo un’illusione per chi crede o racchiude diverse sensibilità e diversi approcci al senso del mistero? Non poche domande di rilievo filosofico verranno affrontate in questo racconto, il cui fulcro centrale rimane il grande tema sulla dicotomia Ragione e Fede. Link all'acquisto: eBook https://www.amazon.it/dp/B084BYCW1V - Cartaceo https://www.amazon.it/dp/B084DH32C1
  16. Dwarf Keeper

    [TW-3] Trax48

    Seguito di: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48415-tw-2-yuy/ Commento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48600-tw-3-la-cosa-giusta/?do=findComment&comment=853536 Il signor Kerk uscì in corridoio, recuperò un sensore oculare e lo agganciò alla serratura della porta della camera di Yuy, infine andò a controllare le condizioni della moglie: il reset neurale stava procedendo senza complicazioni, quindi aveva ancora un po' di tempo a disposizione prima che lei si riprendesse del tutto. Entrò nello studio, aprì un cassetto della scrivania e recuperò un piccolo cubo formato da diversi riquadri colorati; iniziò a manipolarlo, nella speranza che - nel frattempo - lo Spinnix dato al ragazzo facesse il suo dovere. «Distruggi tutto!» fu l'ultimo grido di colui che fino a quel momento aveva considerato come un figlio; il sensore registrò un breve lampo azzurro nella stanza, lo stesso colore dei nove riquadri presenti sulla faccia dell'oggetto che teneva tra le mani. Premette il riquadro centrale e attese il doppio bip di avvenuto collegamento con la sede centrale dei Tracciatori su Trax48. «Rescue Bay, Thomas Kerk here. Birthing Pod is ready.» Tornò dalla moglie, le raccolse i capelli sopra la nuca e controllò sul display, posto alla base del collo, che la memoria non riportasse alcun dato su Yuy. «Xusi!» la figlia, resettata la sera precedente, arrivò dopo un paio di minuti «Che c'è, papà?» «Ho un terribile mal di testa... potresti resettarmi, per favore?» Alla prima ora chiara uno sparuto gruppo di Elite arrivò a casa Kerk per recuperare Yuy e eliminare le tracce della sua presenza in tutta l'abitazione. Tornati alla navetta PGN-ZND, attivarono la modalità Stealth per non essere rintracciati e rientrarono alla base. «Nessuna nuova comunicazione ricevuta.» Xera si sentiva in colpa per come si era lasciata con Yuy, 48 lampi prima. "Però non è da lui non contattarmi dopo così tanto tempo!" Preoccupata, uscì di casa e andò dai Kerk. "Strano che la Ferrari sia ancora parcheggiata in giardino..." fu il pensiero che fece, mentre azionava l'avvisatore acustico a lato del cancello. «Ciao, Xera! Come mai da queste parti?» Il monitor a cristalli liquidi mostrava il viso di una ragazzina. «Ciao, Xusi. Tuo fratello Yuy è in casa?» «Mio... fratello? Scusa, Xera, ma io non ho fratelli!» La sincerità di Xusi fu confermata in un istante dall'analizzatore delle emozioni di Xera, che si accigliò: «C'è tuo padre in casa? Posso parlargli?» Poco dopo, Xera era seduta sul divano a tre piazze del salone dei Kerk. «A cosa devo l'onore della visita della figlia del signor Xenio?» chiese Thomas, offrendo una lattina di bibitilenex. «Sto cercando Yuy...» «E perché vieni a chiederlo a noi?» chiese la madre di Xusi, giunta in quel momento con un vassoio di pastellantz. «Perché è vostro figlio!» Xera esaminò lo sconcerto della famiglia Kerk: si accertò con un rapido controllo allo scanner cerebrale che i tre non avessero in funzione un valido programma dissimulatore e iniziò a temere il peggio. «La Ferrari parcheggiata in giardino...» «Oh, ma potevi dirlo che è tua! Prendila pure, cara, non le abbiamo torto nemmeno un bullone!» Xera ringraziò i signori Kerk e, una volta uscita, si avvicinò alla Ferrari: notò il dispositivo retrovisore in frantumi, poi vide la tuta e il casco lì vicino, a terra. Si accasciò a terra per qualche minuto: tutti i suoi apparati cibernetici si erano bloccati in "abnormal end". Una volta tornata operativa, salì sulla Ferrari, cercò sulla Rete Neurale Condivisa un corso di guida veloce, lo assimilò e tornò a casa. «Padre, aiutami! Yuy è sparito!» «Chi, il ragazzo che ti ha portato a fare un giro quattro lune fa?» intervenne sua madre, mentre recuperava la cena materializzatasi sul dispenser a centro tavola. «Sì, mamma. Non mi ha più contattata, quindi oggi sono andata a casa sua...» «Ma i suoi genitori non ti sono stati d'aiuto...» la interruppe il signor Xenio. «Già, sono convinti di non aver mai avuto un figlio! E pure Xusi è convinta di essere figlia unica! Erano sinceri, ne sono certa: non avevano dissimulatori in funzione! E dire che sono tornata a casa con la sua Ferrari...» «Finiamo la cena, poi me la farai vedere.» Diversi lampi dopo, padre e figlia erano nella cabina di pilotaggio della Ferrari. «Vedi? Il casco e la tuta sono suoi! E guarda lì: il dispositivo retrovisore è divelto! Papà, temo che lo abbiano rapito i Tracciatori!» Il signor Xenio si incupì e, incrociando lo sguardo della figlia, sospirò. «Te la senti di fare un giro con papà? Dobbiamo parlare...» Otto lampi più tardi, erano in stasi geostazionaria a diecimila metri sopra una vasta area costellata di crateri. "Lo stesso posto in cui mi ha portata Yuy..." pensò Xera, mentre il padre le prese la mano e gliela strinse. «Xera... sai che Yuy è diverso da tutti noi, vero?» «Sì, padre.» «E... ti sarai pure resa conto che non puoi scambiarti i fluidi neurali con lui, no?» L'espressione sorpresa e imbarazzata della figlia fu la risposta più eloquente. «Bene. Xera, stai tranquilla. In un certo senso, Yuy non può essere stato... "rapito" dai Tracciatori, perché è un Tracciatore egli stesso!» «Cosa, è un Tracciatore?» Xera, al cenno d'assenso del padre, rimuginò su tutto il tempo passato con Yuy e fece elaborare i suoi ricordi al coprocessore relazionale. «Beh, vorresti dirmi che è scappato su Trax48 senza nemmeno dirmi addio? Non ci credo padre, non ci credo!» Yuy non si sarebbe mai comportato così: questo fu il responso avuto dall'analisi di tutti i momenti, felici e non, passati insieme a lui. «Xera...» «No, io domani parto per Trax48! E chi se ne frega se incontro ladri, pirati o assassini!» Il padre dissimulò un minimo di costernazione nell'accettare la decisione della figlia. Un paio di lune più tardi, Xera arrivò sul pianeta Trax48: il viaggio e il conseguente atterraggio fu fin troppo agevole, alla faccia della nomea che aveva in patria questo corpo celeste e i suoi principali abitanti. Appena mise piede sulla piattaforma dello spazioporto, l'analizzatore sociale la avvertì che le persone presenti appartenevano a due sole categorie: alcuni civili Xeniani, come lei, che si dirigevano verso una zona chiamata "Genesis", e diversi membri dell'Elite, tutti in divisa militare, che scaricavano enormi container da una nave cargo. Ogni container presentava un codice inciso a caratteri cubitali, che iniziava sempre con "Earth". Incuriosita, si diresse verso il container più vicino, quando un ufficiale, o almeno così pareva dai galloni in bella mostra sulla divisa, apparve dal nulla e le si affiancò. «Lei è sola, signorina...» «Xera, mi chiamo Xera Xenio.» «Ah, la figlia del Maggior Rettore! Piacere, sono Leonidas, il reggente dello spazioporto. Direi che è giunta un po' troppo presto per venire a prendere suo "figlio". Mi dica quindi, come mai da queste parti?» «Sono venuta a cercare il mio ragazzo, Yuy. Gli devo delle scuse.» «Il suo ragazzo, qui? Si chiama solo Yuy... Sicura?» «Yuy Kerk. Si chiama Yuy Kerk.» «Oh, capisco. Venga con me.» Xera seguì l'ufficiale; dopo alcuni lampi, arrivarono in un corridoio stretto e buio, che terminava con una porta blindata su cui campeggiava un vecchio monitor a fosfori rossi con la scritta "Flayer". «Dietro quella porta, si cela il cuore pulsante di tutto il nostro sistema, signorina Xera. La avverto che non le piacerà.» Entrarono in un'enorme stanza circolare dal pavimento trasparente e si diressero alla postazione di controllo. «Yuy Kerk, ovvero Plotter 25-21-25.» «Cioè?» «Xera, guardi giù: vede quella polvere rossa, in fondo alla voragine? Cela l'arma di difesa più potente di tutta la nostra galassia, un Flayer.» «E questo cosa c'entra con Yuy?» «Beh, c'entra eccome! I terrestri sono gli unici esseri che possono entrare in simbiosi con i Flayer e possono scatenarne la loro vera essenza. Ci stiamo preparando a una guerra, signorina.» «Cosa? E dov'è adesso Yuy?» Leonidas porse un circuito cifrato a Xena. «Lui, come tutti i terrestri di classe 25-21, è entrato in simbiosi con un Flayer una luna fa e ora si trova nel sistema G14, quello di confine.»
  17. Ciao Ragazzi, come da titolo, cerco un'agenzia o un professionista che offra un servizio a pagamento di valutazione racconti lunghi (siamo sui 60k). Fin qui sono abbastanza certo che esistano e siano molteplici. Essendo però il mio un racconto strettamente di genere, il requisito fondamentale per me è che il soggetto/agenzia in questione abbia dimestichezza con la fantascienza, in modo da potermi fornire un giudizio (e anche qualche dritta) all'interno di un framework preciso. Mi anticipo un ringraziamento per chi vorrà aiutarmi.
  18. Silverwillow

    [TW-1] Il desiderio più grande

    Rimosso su richiesta dell'autrice
  19. bwv582

    Andata e ritorno [TW-1]

    Cancellato su richiesta dell'autore
  20. Daniele125

    Aedis: Le avventure di Daniel Sung

    Autore: Daniele Missiroli Autopubblicato: Amazon ISBN: 9798653485015 Data di pubblicazione: Giugno 2020 Prezzo cartaceo: 14,46 Prezzo eBook: 3,99 Caratteri: 1.100.000 (450 pagine) Quarta di copertina: Daniel Sung vive su un pianeta com'era la Terra cinquant'anni fa. Le avventure che vivrai insieme a lui ti porteranno a temere per la sua vita e per la vita di familiari e amici. Scoprirai come un'astronave sia riuscita ad arrivare fin là, superando insidie e ostacoli, e abbia fondato la prima colonia extra-mondo della storia. Daniel esplorerà la giungla, andrà in orbita, incontrerà un'intelligenza artificiale, viaggerà nel tempo e salverà tremila persone. E in mezzo a tutte queste avventure riuscirà anche a farsi una famiglia, poiché la fantascienza è solo un palcoscenico: i veri protagonisti sono i sentimenti. Un thriller drammatico, con sfumature romantiche, ispirato ai canoni della Golden Age della fantascienza. Dove un uomo normale risolve problemi e affronta minacce con lo stile della space opera e dell'avventura tecnologica. Daniel ha trentaquattro anni e la sua storia inizia qui. Link all'acquisto: Amazon cartaceo Amazon eBook
  21. Ciao a tutti! Sono un aspirante scrittrice del genere Fantasy/Fantascienza e sto cercando di capire come destreggiarmi tra tutte le possibilita' di pubblicazione che ci sono in Italia, in particolare, trovo molto interessante la piattaforma di Wattpad, dove alcuni aspiranti scrittori del mio genere si son fatti notare da agenzie importanti che poi gli hanno offerto un contratto di pubblicazione. Ho da poco finito di scrivere il primo libro di una saga e parallelamente una novella che introduce il personaggio principale. Una storia particolare, azzarderei simile a quella che racconta il film di Joker. Insomma, una storia che tenta di spingere il lettore a voler approdare nel vasto mondo che si apre con il primo libro della mia saga. Sempre se ci riesca. La cosa che non mi fa decidere il da farsi, e' se vale la pena pubblicarla su Wattpad o magari se lo faccio, ci saranno dei riscontri negativi a cui potrei andare incontro? P.S.Vorrei chiarire che questa novella fa parte di una raccolta di racconti (le storie delle vite passate dei protagonisti principali, prima di incontrarsi nella saga) che avrei voluto pubblicare successivamente.
  22. Ciao a tutti, mi chiedevo se qualcuno di voi e' riuscito ad ottenere una pubblicazione con una casa Editrice che pubblica Fantasy e sottogeneri? Dalla mia esperienza e dopo innumerevoli ricerche, mi sto rendendo conto che Fantasy e compagnia-bella sono generi davvero poco considerati ma specialmente sottovalutati. Confermate la mia conclusione o c'e' ancora speranza? No perché' io l'ho persa.
  23. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Commento Neurokiller Capitolo 1.2 Virgilio attese, seduto per terra, davanti il letto sfatto dove la sagoma lasciata dal cadavere portato via emanava l’odore tagliente del sangue. Fumò una sigaretta e bevve metà del contenuto della sua fiaschetta portatile: whisky irlandese preso allo spaccio della Milizia. Passata mezz’ora si affacciò alla finestra accertandosi che fossero andati via tutti, poi prese la custodia vuota della Synapsys Corporation e i trecento Conius, li mise in tasca e si guardò attorno un’ultima volta: era tutto a posto. Uscì, applicò i sigilli alla porta d’ingresso e si allontanò a bordo della sua Tesla X13. Prima di tornare a casa si fermò davanti il vecchio mercato annonario abbandonato, sapeva che riparato dell’atrio prospicente il portone d’entrata sigillato, dormiva un senzatetto, con il suo carrello pieno di vestiti e oggetti rimediate dalla spazzatura. Prese dal cassetto del cruscotto la Glock 936, una pistola molto diffusa ma non la sua preferita. Lui aveva una Glock 121, un gioiello di precisione per cui aveva risparmiato molto prima di poterla acquistare e registrare come arma d’ordinanza alla Milizia, ma ne era valsa la pena. Scese dall’auto, avvicinatosi gli diede due leggeri colpi sulla spalla: dormiva, non c’era rischio di svegliarlo. Prese un maglione puzzolente ed infeltrito dal carrello e ci avvolse i trecento Conius, poi lo rimise al suo posto, mise nel carrello anche un pacchetto di sigarette, nuovo, ancora da scartare, e la pistola. Risalito in macchina raggiunse Via Cicerone e fu a casa. Era mattina, aveva a disposizione un paio d’ore di sonno prima di essere di nuovo al Dipartimento per i risultati dell’autopsia. Mentre saliva le scale l’anziana signora Dotmann lo salutò col suo sorriso cordiale e la voce sottile, lui rispose con la solita cortesia ed attese che lei gli dedicasse qualche parola, come faceva sempre. - Anche stanotte abbiamo finito tardi, signor Lang? Oppure è il giorno che non le basta? Magari il tempo fosse come desideriamo, o forse non sapremmo cosa farcene, così abituati a farci comandare da lui. - Lo guardò con malinconia, l’esile figura ancora più piccola rannicchiata sulla borsa a cercare le chiavi di casa. Parlare con lei era sempre una piccola fuga dalla normalità. Alla signora Dotmann piaceva discorrere di cose poco pratiche e molto profonde. Virgilio l’aveva in simpatia, sentimento che provava per pochi, forse per nessuno. - Sarebbe già molto capire se il tempo non passa mai o se non ne abbiamo abbastanza per fare quello che vogliamo. Se decidessimo noi non avremmo più scuse e sarebbe tutto più difficile. Sarebbe insopportabile accorgersi di essere responsabili di noi stessi. - È un piacere parlare con lei, signor Lang. Posso chiederle una cortesia? Ho problemi con l’androide di casa: si spegne di continuo, non interpreta i comandi vocali, spesso rimane ore a lavare i piatti, sempre lo stesso piatto se non ce ne sono altri. Sono sicura che lei sa come ripristinarlo. - Posso provare, signora. Dev’essere un problema al sistema operativo, ma ho bisogno di vederlo. - Quando ha un po’ di tempo sarei lieta di invitarla per un the. - Certo, la verrò a trovare, allora. - Virgilio si allungò verso le scale. La signora Dotmann era riuscita trovare le chiavi e la porta si aprì lasciando filtrare il tepore della casa, misto all’odore di minestra già pronta per il pranzo. - Grazie, signor Lang, lei è una persona gentilissima. Le auguro una buona giornata, allora. Abbia cura di sé. - Buona giornata anche a lei signora Dotmann. A presto. L’appartamento di Virgilio era in un gran disordine, come al solito. Aprì la cassaforte, sistemò le tre fiale di Neurosys nella custodia che aveva recuperato e la richiuse. Si mise a letto senza cenare, non ne aveva voglia. Trovava conforto nel silenzio del suo appartamento, nel buio appena rischiarato dalle luci lontane della strada. Gli piaceva non sentire alcun rumore, alcuna voce. Soltanto lui e l’idea di aver portato a casa un altro po’ del suo tesoro. Al momento di prendere sonno i pensieri gli si accavallavano disordinatamente nella testa. Sperava di aver rimediato agli errori commessi e si riprometteva di fare di meglio in futuro. La mattina seguente avrebbe trovato il solito numero eccessivo di esseri umani al Dipartimento della Milizia e se ne sentì un poco in ansia. Poi dormì appena tre ore prima di svegliarsi per tornare al lavoro. Guardando la strada oltre il parabrezza della Tesla X13, Virgilio osservava il suo quartiere. Il Vecchio Villaggio Trieste era sempre più in degrado. Le strade erano dissestate, i locali che erano stati negozi, ristoranti, officine e tanto altro, avevano le vecchie saracinesche sbarrate, o murate, sporche e ammuffite che andavano a cancellarsi nei colori confusi dei lunghi muri scrostati. Le abitazioni erano abbandonate per metà, pochi umani erano rimasti e molti androidi di serie inferiore, il ceto sociale più basso. Era il vecchio centro storico: la circonvallazione, il Piccarello e il Villaggio Trieste, altre zone del centro, come il quartiere Isonzo, la zona dello Stadio Francioni e alcune di cui non si ricordavano più neanche i nomi, erano state bonificate, rase al suolo, per far spazio ad avioporti e centri di alimentazione. Lui era affezionato al suo vecchio quartiere, che gli permetteva di avere esigui rapporti sociali: a parte la signora Dotmann, non aveva occasione di parlare con altri umani e gli androidi salutavano per educazione dialogando solo se interpellati. Non cercava persone con cui condividere il tempo libero, che era poco e preferiva occupare da solo, senza distrazioni. Il Dipartimento della Milizia sorgeva nel quartiere Q47, l’attuale centro nevralgico della città, popolato da uffici, attività commerciali e abitazioni di lusso i cui residenti erano uomini benestanti dotati di androidi evoluti. La viabilità era garantita da strade perfette, la sicurezza dalla costante presenza delle forze dell’ordine. Delle originarie abitazioni di modeste dimensioni rimaneva poco: svettavano alti grattacieli dalle forme più diverse, uno skyline mozzafiato ammirabile da lontano, fin dalle valli romane e dal golfo di Gaeta. Chi si avvicinava alla Polis ne poteva ammirare la grandezza molto prima di essere sul posto. L’edificio del Dipartimento della Milizia era tra i più alti, solido e massiccio, ovale, assomigliava ad un ananas meccanica, con le finestre ad oblo che ne riempivano la superficie. Virgilio parcheggiò al terzo livello sotterraneo, al posto riservato di detective della sezione omicidi e salì in ascensore fino al settimo livello, dove c’era la sua postazione nell’open space dedicato. Odiava quello spazio aperto che opprimeva la sua indole solitaria ed asociale. Quella promiscuità di persone che parlavano tra di loro anche quando non era necessario, per salutarsi e dire cose inutili, gli era insopportabile. Se avesse potuto li avrebbe costretti a parlare solo per scambiarsi le necessarie informazioni sulle attività lavorative e basta. Accese il computer e Gavinus gli rivolse subito la parola della postazione davanti alla sua, tra di loro c’era solo un sottile divisorio di plastica rifinito in alluminio, e i monitor dei computer. Potevano guardarsi in faccia e parlare quando volevano, per Virgilio era faticoso da accettare. Gavinus era lì da quattro anni, ed era riuscito, giorno dopo giorno, a prendere confidenza con lui, non molta, certo, ma sempre più di chiunque altro. Virgilio si era dovuto rassegnare alla sua presenza, e al fatto che per lui fosse difficile restare in silenzio per molto tempo.
  24. gabrieleud

    Vesta Shutdown (librogame)

    Titolo: Vesta Shutdown Autore: Gabriele Simionato Collana: Nuovi Mondi Casa editrice: Edizioni Aristea ISBN: 9788832259025 Data di pubblicazione: Lucca Comics 2019 Prezzo: € 15,90 Genere: (Librogame) Fantascienza Pagine: 400 Quarta di copertina: È l'anno 2156. Nello spazio profondo oltre Marte, i coloni di Vesta stanno per affrontare il momento più critico della loro storia. A guidarli sarai tu: il betatenente Niklas Chavallane, della Divisione Spaziomineraria. Questo è un librogioco: si legge come un libro, si gioca come un gioco. Fa' le tue scelte e vivi la tua avventura nel ruolo di protagonista. Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Vesta-Shutdown-Gabriele-Simionato/dp/8832259028
  25. Leoc

    Torno a prenderti - 1

    il commento -1- Guardando fuori dalla finestra del suo “ufficio” si sarebbe visto l'imponente profilo di Nuova Roma in tutta la sua vorticosa altezza. Il suo proprietario, un tale di nome Mattia, amava passare il tempo strisciando l'indice contro la vetrata e disegnando i contorni della città. Quando la segretaria si affacciava dalla porta vedeva un uomo basso e paffuto (qualcuno avrebbe detto “sovrappeso”, andando contro il Nuovo Regolamento Verbale delle Nazioni Unite), prossimo a festeggiare il mezzo secolo, con pochi capelli in testa trascinati verso destra, un paio di occhiali rotondi e dei larghi baffi neri con qualche pennellata di bianco. Da tanti anni lavoravano insieme e ormai lei lo conosceva come il palmo delle sue mani (o qualcuno avrebbe detto “come le sue tasche”, se anche quelle non fossero state abolite), sapeva ogni dettaglio di lui, partendo dalle perdite notturne nel letto dell'infanzia fino ai problemi di colesterolo degli ultimi anni. Va precisato che la signora Angelina aveva quasi novant'anni ed aveva servito all'agenzia sin dai tempi del padre di Mattia, tale Leonardo, a sua volta figlio del fondatore Alessandro. Per questo motivo, oltre a una prolifica confidenzialità con la moglie del precedente capo, Angelina esercitava una sottile forma di controllo tanto su Mattia quanto su Leonardo; mentre su quest'ultimo infatti controllava l'andamento della relazione matrimoniale (qualcuno avrebbe detto che “ricattava” il marito poco fedele, quel qualcuno ha ragione), su Mattia invece assunse ben presto un'ascendente reverenziale di sostituzione della figura materna, poco presente e per la maggior parte del tempo impegnata in attività che non contemplavano alcun figlio. Eppure Angelina, nonostante il notevole curriculum, proseguiva nella sua mansione di segretaria del capo senza particolari interessi per salti di carriera, forse eccessivamente affezionata alla sua scrivania; tra l'altro non aveva ancora raggiunto l'età pensionabile e lei stessa si riteneva ancora giovane abbastanza da prendere marito (qualcuno avrebbe avuto da ridire, ma quel qualcuno non ha voce in capitolo). “Mattia...” disse invano al pittore digitale tutto concentrato nella sua opera. “Mattia!” urlò con un colpo secco, come di una madre che sorprende il figlio con le dita nel naso in una cena di raccolta fondi. Mattia si girò con la solita flemma, tratto dominante del DNA della sua famiglia, lanciando uno sguardo perso alla segretaria. “C'è un cliente in sala d'attesa, posso farlo entrare?” disse lei. “Si, si, fallo entrare” rispose con pacatezza. Angelina sparì dietro la porta per poi riapparire con un giovane sulla trentina vestito secondo le norme del nuovo Canone Estetico Secolare (qualcuno avrebbe detto semplicemente “in giacca e cravatta”, quel qualcuno farebbe bene a non intromettersi più nella narrazione). “Prego si accomodi pure” disse Mattia “e mi dica cosa possiamo fare per lei” “Si salve, avrei bisogno di reperire, ecco si... insomma... un oggetto” disse il giovane grattandosi la nuca e chinando il capo. “Bene, conosce la procedura?” disse Mattia annoiato; tutti, infatti, che fosse la prima o la terza volta che reperivano un oggetto, avevano sempre imbarazzo a fare la loro richiesta, colti da una vergogna che cominciò ben presto a diventare noiosa e ripetitiva. “Ehm … no...” disse il giovane abbassando sempre di più lo sguardo. “Alla prossima frase avrà il mento talmente nello sterno che potrà guardarsi dentro” pensò Mattia accennando un sorriso di facciata. “Partiamo dalle basi” disse Mattia con gentilezza “Per ritrovare il suo oggetto lei deve indicarmi con precisione cos'è, dove si trova, che forma ha e in che anno esiste”.
×