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Vanessa_G

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  1. Vanessa_G

    Ditelo con i meme

    Bellissima la tua Matt! Quelle in inglese valgono? Perché ne ho a tonnellate! Questa è la mia preferita:
  2. Vanessa_G

    La Scintilla

    Da studentessa di lettere mi sento in dovere di replicare. La citazione era esplicita, persino in corsivo, non credevo ci fosse bisogno di smascherarla, in caso contrario ti rassicuro Alex: è stata perfettamente colta.
  3. Vanessa_G

    L'ultimo film che avete visto

    Pure io l'ho visto in 2D! sono l'unica che non poteva fare a meno di pensare ad "una mamma per amica" ogni volta che entrava in scena quella specie di flash? Io l'ultimo film che ho visto è stato fast and furios 7. Con tanto di piantarello finale. T_T
  4. Vanessa_G

    25 aprile 2005

    @Zana Grazie per essere tornata ed avermi spiegato meglio il tuo punto di vista. Sì, la brevità mi ha sicuramente spinta a scegliere di dedicarmi di più alla dimensione psicologica, ma non nascondo la mia inesperienza, che forse mi ha spinto a trascurare troppo il resto. La prossima volta cercherò di fare meglio! @Caro Marcello, vorrei poterti dire che hai ripetuto tutte cose già dette, ma ahimè non è così! Il che vuol dire che ci sono ancora più errori.... A parte gli scherzi, ti ringrazio per il tuo tempo! Su tutta la parte tecnica non posso ribattere, mi hai fatto notare tutte cose giustissime. Qui la ripetizione, forse contestabile, è voluta. Non fa differenza, lo so, però volevo dirlo. Sì, i fatti sono tutti veri; il carattere e la voce interiore del protagonista, invece, sono una mia invenzione, una ricostruzione sulla base dei pochi ricordi che ho di mio nonno. Quindi provo un po' a spiegare quel che tu chiami contraddittorio. Innanzi tutto disprezzare implica un atteggiamento di superiorità non necessariamente presente nell'odio, trovo siano parole molto diverse e non sinonimi. Il proverbio dice: la lingua batte dove il dente duole: Odia quel giorno e quei ricordi NON perché non abbiano un valore, anzi, ma perché fanno riaffiorare un dolore schiacciante. Inoltre a questo genere di ferite, secondo me, per quanto razionalmente si possa cercare di reprimerle, non si potrà mai sfuggire del tutto. Mi dispiace sia passato un idea di disprezzo o scarso valore non era questa la mia intenzione, era proprio l'opposto: il valore è tanto grande da non essere esprimibile. Infine il brano non nasce propriamente con l'intento celebrativo per la festa della liberazione, ma più nei confronti di una persona che ho imparato a capire davvero solo da adulta, molto tempo dopo che se n'era andata. Grazie ancora per il tuo commento, non smettere di essere pignolo! Ciao
  5. Vanessa_G

    25 aprile 2005

    Ciao Zana, Ti ringrazio per il tuo commento, accetto con entusiasmo la tua idea sul mostrare la funzione della televisione e naturalmente sul correggere il flashback. Mi dispiace il protagonista ti sia sembrato poco caratterizzato, se hai il tempo e la voglia mi piacerebbe conoscerne i motivi! Era una delle cose a cui avevo cercato di dare più attenzione. Sui due punti sventolo bandiera bianca! XD che mi ha dato l'idea di un ricordo ripercorso innumerevoli volte e a cui ogni volta è stato aggiunto un dettaglio. Grazie mille Wyjkz, ho letto alcuni tuoi racconti e detto da te è un complimento che ha ancora più valore!
  6. Vanessa_G

    Il vizio della sincerità

    Ciao, Non ho tempo e competenze sufficienti per farti un commento come quello di wyjkz, ma ti lascio le mie impressioni da lettrice, sperando possano esserti utili. Per come la vedo io la donna è morta, e lui ha portato i fiori sulla sua tomba, c'è voluto un po' ma alla fine l'ho capito. Qualche volta mi sono persa tra le amanti anonime che si susseguivano una dopo l'altra, penso l'effetto elenco fosse voluto, ma l'attenzione ogni tanto calava. Infine mi sfugge il motivo per cui quest'uomo decide di ripercorrere tutte le donne avute, mi è sembrato un pochino debole il pretesto iniziale che l'ha causato. Comunque a me un messaggio è arrivato! Non scoraggiarti! ciao
  7. Vanessa_G

    L'ultima serie tv che avete visto

    CSI è sempre una certezza, devo averli visti tutti almeno 3 volte, spoilero sempre la fine a mia mamma e mia sorella! Poi per rimanere in tema "delizie per gli occhi" io sono totalmente persa per Patrick Jane di The Mentalist, la dimostrazione che anche l'intelligenza è sexy. L'ultimo telefilm che io ho visto è stato True Detective, peggio di una droga, non mi sono fermata finché non l'ho finito. Paesaggi da paura, trama macabra, protagonista un po' psicotico, ha tutto.
  8. Vanessa_G

    La Scintilla

    Credo dipenda dal fatto che essere d'accordo o meno sul contenuto di un racconto sia secondario in questa sezione, sono certa che se aprissi una discussione in "agorà", avresti molte più risposte. In attesa del tuo nuovo topic ti lascio un riassunto delle mie obiezioni: -siamo animali, alcuni scienziati sostengono che scegliamo il partner in base al DNA più adatto a creare una prole forte, nulla di più lontano dalla libera scelta insomma! -quel che io intendevo con lavorarci è creare le situazioni affinché la "scintilla" si manifesti, aprirsi con l'altro e abbassare le difese; -perché parli di tutto il mondo femminile e solo una parte di quello maschile? La penso decisamente al contrario: il colpo di fulmine, che somiglia molto alla scintilla, è tipicamente maschile! Mentre le donne tendono ad essere più diffidenti. -se io fossi Federer perché dovrei cercare di giocare a calcio invece che seguire la mia scintilla per il tennis? Lo studio e la costanza da soli non sono abbastanza, come non è abbastanza il talento! Ma temo che stiamo finendo off topic! P.s. Ho ventitré anni, e preferisco mi si dia del tu anche di persona!
  9. Vanessa_G

    La Scintilla

    Ciao, Il racconto sembra fatto apposta per sollevare una bel vespaio! Mi ha coinvolto e mi veniva voglia di inserirmi nel dialogo dei personaggi, merito anche di quell'antipaticissima ragazza-segretaria. Ordinario non vedo perché debba essere virgolettato. Per gusto personale io toglierei le virgolette, appesantiscono troppo, e metterei in corsivo solo interessante, perché è l'unica parola che sia usata in modo non del tutto letterale. Non discuto sul contenuto, volutamente polemico immagino, ma quella "notte dei tempi" è davvero roboante. Credo che il tono profetico sia in linea con il carattere del protagonista, ma continua a non piacermi. Il dialogo mi è parso un pochino troppo formale, ho faticato a figurarmelo nella realtà. Per questo io eliminerei i vari "signorina" e "mi perdoni". Nella mia esperienza personale se proprio vogliono essere gentili mi danno del lei; ho sentito qualche professore dire signorina, ma mai rivolgendosi direttamente all'interlocutrice, sempre in modo indiretto. Lo trovo ancor più improbabile in un parco. Però questa è un'opinione personale. Per quanto riguarda il contenuto, io mi trovo un po' a metà strada tra i due estremi. Credo che sia necessario qualcosa di più della semplice fatica, ma non è detto che la scintilla debba arrivare subito, a volte ci mette un po' e bisogna lavorarci. La scintilla da sola poi non può mantenere un rapporto a lungo se non c'è uno sforzo continuo. Secondo il tuo ragionamento è possibile costringersi ad amare chiunque, oltre che a sembrarmi un'idea fredda e meccanica, io non sono d'accordo. L'amore si può fingere, spesso anche con noi stessi, ma tra il costringersi a preoccuparsi per il benessere di qualcuno e il non poter farne a meno, anche provandoci, c'è un enorme differenza. Ciao
  10. Vanessa_G

    25 aprile 2005

    Grazie per l'incoraggiamento, si sono proprio all'inizio! Non è vero. Si chiama sindrome dell'arto fantasma: non solo può prudere, ma anche dare dolori fortissimi e dare la sensazione di potersi muovere ancora. Una semplice ricerca te lo confermerà.
  11. Vanessa_G

    25 aprile 2005

    Grazie mille per le vostre dettagliate opinioni! Sono davvero molto approfondite e utilissime. Come ha capito giustamente queffe i fatti sono ispirati ad una storia vera, quella di mio nonno, a cui ho solo cercato di dare una voce interiore. Da questo deriva il velo di cui parla Francys, totalmente intenzionale. La parte in flashback sicuramente ora la rivedrò tenendo conto dei vostri consigli, credo di essere rimasta legata all'atmosfera del resto della narrazione, e così facendo ho tolto forza al capoverso. @Alexmusic: Come vedi, io e i due punti non andiamo molto d'accordo! Non mancherò di leggere ancora Hemingway, di cui per ora ho conosciuto solo "addio alle armi", cercando di imparare il più possibile. Mi fa piacere che tu mi abbia letto nuovamente, mi dispiace solo che il finale non ti abbia convinto! @Francys Le tue parole da un lato mi hanno fatto molto piacere, dall'altro mi hanno spinta a riflettere. Il velo e la delicatezza di cui parli rappresentano esattamente il filtro della mia immaginazione: è un racconto a cui sono molto legata e la sensazione che volevo far passare era quella di uno struggimento, più che una testimonianza di guerra. Però non va bene che a parlare sembri una donna! E come giustamente hai indicato anche tu il flashback va rivisto. Ti ringrazio tantissimo per avermi letto e per aver notato una cosa per me molto importante. @Queffe Il modo in cui hai spiegato con rigore scientifico quel nodo di emozioni che sentivo, e che ho cercato di trasmettere, merita un enorme ringraziamento. Hai colto davvero tutto, non ho nulla da aggiungere. Per quanto riguarda la credibilità: -Sì, esistono auto per chi non ha una mano. -I partigiani maneggiavano spesso bombe e mine. Vedi i quotidiani dell'epoca. Nel caso specifico di mio nonno, era per recuperare il ferro da rivendere. All'epoca non si buttava davvero niente! Le tue obiezioni sono comunque legittime e vedrò di rendere più chiaro quel che può interrompere la lettura.
  12. Vanessa_G

    Amore prudente cap. 1

    No dai, sono solo realista. Ho imparato tardi ad apprezzare il mio dialetto e le mie radici, fino all'adolescenza ero convinta che non ci fosse nulla di più bello del toscano, ma vedere la velocità con cui stavano (e stanno) scomparendo le tradizioni locali mi ha fatto riflettere sul fatto che era anche colpa del mio atteggiamento se stava succedendo. Per questo non ho alcuna intenzione di rinnegarlo.
  13. Vanessa_G

    25 aprile 2005

    Commento Parcheggio l’auto lungo la strada e scendo a fatica, appoggiandomi al bastone. Mi guardo intorno, ma con gli occhi vedo un posto che non esiste più: attraverso gli edifici di cemento dai colori sgargianti la mia mente ricostruisce le strade di sessant’anni fa, mi pare persino di risentire il sole scottare sulla nuca. Metto in fila un passo incerto dopo l’altro, fino a raggiungere il luogo che sono venuto a cercare. Il portone di legno grigio è sempre lo stesso, ma l’intonaco del muro è integro, perfetto. Lo tocco con la mano. Niente fori di proiettile, al loro posto più alto è appesa una targa. Qui morì Luigi Dal Molin. Partigiano caduto mentre lottava per la libertà. Mi chiedo come mai non abbiano lasciato i buchi nel muro, raccontavano la guerra molto meglio di quella fredda iscrizione di metallo. Tanto nulla potrà mai trasmettere quel che vale davvero la pena ricordare. Il modo in cui Luigi storceva la bocca mentre smontava il fucile, l’ironia con cui rendeva le serate tra uomini più sopportabili, i suoi occhi vuoti e morti che fissavano quella stessa strada. Il pensiero mi riempie ancora di nausea, per questo mi allontano continuando verso l’incrocio pochi metri più avanti. Quando vi giungo svolto a sinistra, dove trovo la seconda e ultima tappa del mio pellegrinaggio. La casa porta i segni di una ristrutturazione recente: ha un piano in più, c’è un garage a sinistra, e il giardino sembra fatto da un architetto, tanto è preciso. Mi avvicino al tombino che sta vicino alla siepe, anche questa non c’era nel ’44, e osservo ciò che ha fatto la differenza per me tra la vita e la morte. Il dolore alla gamba è terribile, eppure pensavo facesse più male una pallottola. Lascio andare la testa di Luigi, non riesco a pensare lucidamente, ma so che devo muovermi. Correre è impossibile, così mi limito a zoppicare. All’incrocio giro a sinistra, per approfittare della protezione momentanea che offre l’angolo. Una donna mi prende per un braccio e mi butta a terra, la testa mi gira e non riesco a reagire, per un momento penso che mi voglia consegnare, poi invece mi rendo conto che sta cercando di farmi entrare nel tombino. Mi decido a collaborare e mi ci calo dentro, mentre lei posiziona di nuovo la grata sopra di me e la ricopre con qualcosa. Sono le piante di zucche del suo orto. Quando ho registrato quel dettaglio? Intorno a me, tutto è buio e il dolore sembra più forte ora che sono fermo. Cerco di chiudere la mente, non voglio sentire, ma in lontananza sento delle voci e dei colpi sordi. Poi il silenzio. Controllo il campanello della casa, il cognome non è lo stesso della donna che mi ha salvato, i figli devono aver venduto la casa. Ho provato a sdebitarmi con lei, le ho regalato l'anello di mia madre, eppure sento ancora di non aver fatto abbastanza. Nè lo farò mai, quella donna è morta più di vent’anni fa. Sono le due del pomeriggio e il parcheggio del bar è più affollato del solito. Quando entro qualcuno mi dà una pacca sulla schiena, il verde e il rosso fanno capolino da tutte le parti: da una medaglia, da un fazzoletto legato al collo, dalla bandiera appesa alla parete. Ogni anno siamo sempre meno, e quelli che restano sono sempre più vecchi. Mentre buttiamo giù un’ombra dopo l’altra ricominciano i soliti discorsi: vecchi aneddoti, la politica, gli acciacchi. Le bestemmie scandiscono la conversazione, ma nessuno ci fa caso, non oggi. Odio questo giorno. Odio ricordare. Il ricordo porta con sé solo dolore, o al massimo nostalgia. E cos’altro è la nostalgia se non dolore per la mancanza di ciò che non può tornare? La mano destra mi prude, eppure lì non c’è più niente da grattare, la mano è saltata via insieme alla mina che stavo cercando di disinnescare sessantuno anni fa. Intorno a me tutti si alzano ed io li imito, il solito brindisi risuona “Alla resistenza!” Il mio bicchiere tintinna contro quello degli altri, ma le parole non riescono ad uscire dalla mia gola, dalle finestre vedo delle famiglie passare in macchina, dirette ai loro divertimenti. Un’ora dopo sono di nuovo a casa. Finalmente mi siedo davanti alla tv: l’unico anestetico rimastomi che funzioni ancora. *ombra: bicchiere di vino
  14. Vanessa_G

    Dovevo essere un uomo

    Ciao, Ti hanno già segnalato quasi tutto, l'unico refuso che ho trovato è Immagino sia "via" Il tuo racconto mi ha coinvolto moltissimo. Mi ha colpito l'effetto dei mini racconti, che tutti insieme compongono un quadro più grande. E mi è piaciuto anche come hai caratterizzato il marito: prima l'ho compatito e poi disprezzato. Così come il miscuglio di amore e odio nella reazione della protagonista quando viene salvata da Sean. Hai mantenuto un buon equilibrio senza dipingere figure completamente bianche o completamente nere. Sono d'accordo con chi mi ha preceduto che il corsivo, quando è troppo, stanca un pochino, ma è una cosa che puoi modificare in un attimo. Complimenti! É la prima volta che ti leggo ma sicuramente non l'ultima.
  15. Vanessa_G

    Amore prudente cap. 1

    Non so, ma personalmente preferisco un amico con cui condividere i momenti più brutti. Io invece personalmente trovo che, per quanto le persone possano starti accanto, nei momenti brutti sei solo, mentre è davvero difficile essere felici senza condividere, poi è questione di carattere c'è chi guarda il bicchiere mezzo pieno chi quello mezzo vuoto. Ho scelto la prima opzione per il racconto. Tranquillo, come vedi, ce n'è per tutti! É veneto, decisamente molto veneto. Adesso mi sembra ovvio, ma non mi ero nemmeno mai posta il problema, l'ho sentito dire persino dai professori! Quando è travestito da italiano il dialetto è davvero insidioso... Soggettivo! Non dico in estate, ma in primavera ti sfido a trovare una panchina soleggiata che sia libera. Il sole libera la serotonina, che dà una sensazione di benessere, e ho visto moltissime persone leggere al sole. Grazie mille per avermi letto Alex e per le preziose correzioni, sono proprio una principiante e si vede! Ho sempre letto moltissimo, ma non ho mai scritto sul serio, né tantomeno mi sono mai fatta leggere o correggere, abbiate pazienza.
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