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Iris Stella

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  • Compleanno 17/12/1994

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    Donna

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  1. Iris Stella

    Rimirando le vele al largo

    eccomi! ciao a tutti! finalmente ho trovato il tempo per poter rispondere ai vostri commenti. allora, innanzitutto ringrazio per le precisazioni di metrica, che mi sono davvero utili per correggere gli errori. allora cerco di spiegare quest passaggio. giustamente tu hai interpretato la luna nova come il novilunio, riconosco che in effetti è facilmente equivocabile. in ogni caso non intendevo il novilunio ma l'inizio della sera, quando il cielo è già blu scuro, ma non ancora nero, per intenderci, quindi la luna può definirsi "nuova" perché appena visibile. così come la stella, potrebbe essere Venere ad esempio, che sì, è un pianeta, ma dai popoli antichi veniva chiamata la "stella della sera", in quanto è la prima a sorgere. per il resto posso dirti che il paesaggio che descrivo è un paesaggio visto, una sera di primavera con il cielo limpido, l'aria umida, e una lieve nebbiolina (umida calura) che si sollevava a largo nel mare. sembrava un paesaggio incantato, avvolto da una certa magia. giustissima interpretazione. di fronte ad un paesaggio così bello, ti coglie quella energia, voglia d'evadere, di viaggiare, di partire, che si mescola con l'allegrezza estiva, o dell'estate che giunge, ma non abbandonano mai le angosce della vita. l'ansia, la paura, che riportano appunto ad un metaforico inverno, che racchiude lo sgomento. Alexmusic ti ringrazio per i tuoi suggerimenti, alcuni li ho accolti molto favorevolmente, per altri invece preferisco la versione originale. allora: M’accingo piano a rimirar la notte e c'è la luna che d'incanto suona, frattanto che la luce chiara inghiotte, con la passione d‘una stella nuova. (non trovo adatto il termine buona, è come se si perdesse un po' l'immagine che vorrei creare) E guardo su gli sfocati orizzonti che d'umida calura son spruzzati E poi si spezzan qui dell'onde i fronti Tra i sassi là d'argento sparpagliati Gl’ occhi che avidi lontano ormeggiano al largo della sì lucente riva incontrando della rosa, il vento. (questo è il verso che più mi piace per il suono che ha in questa versione) Le vele di respiri rigonfiano al canto d’una frescura già estiva. Ma ancora sa d' inverno: lo sgomento. ti ringrazio molto per i versi che mi hai suggerito. quelli che ho inserito li trovo perfetti. vi saluto tutti quanti! a presto!
  2. Iris Stella

    Rimirando le vele al largo

    ciao Vitellini, sai in realtà speravo in un tuo commento. ho visto dai tuoi interventi qui sul forum che ne sai parecchio di metrica. La tua è davvero un'analisi costruttiva, sopratutto visto che nell'ambito dei sonetti questi sono i miei primi tentativi. immaginavo di aver sbagliato gli accenti, ora se riesco provo a correggerli. grazie! per quanto riguarda la tua domanda, come ti ho detto questi sono i miei primi tentativi di scrittura in questo ambito, prima mi limitavo a leggerli. credo in ogni caso che il sonetto, come tra l'altro è insito nel nome stesso, non perda mai nel corso del tempo la potenza della sua musicalità, e che sia in un certo senso un accompagnamento immortale della poesia di ogni tempo. vorrei poter diventare più esperta, ma diciamo che ci sto lavorando! grazie! Iris
  3. Iris Stella

    Rimirando le vele al largo

    http://www.writersdream.org/forum/topic/25299-destate/ M’accingo piano a rimirar la notte e la luna nova d’incanto suona, frattanto che la luce chiara inghiotte, la passione d‘una stella già nuova. E guardo su gli sfocati orizzonti di spuma, umida calura, spruzzati E poi si spezzan dell’onde, i fronti tra i sassi d'argento là, sparpagliati. Gl’ occhi che avidi lontano ormeggiano al largo della sì lucente riva incontrando della rosa, il vento. Le vele di respiri rigonfiano al canto d’una frescura già estiva. Ma ancora sa d' inverno: lo sgomento.
  4. Iris Stella

    d'estate

    ciao! leggendo questa poesia mi si impongono immagini agli occhi. mi piacciono i termini che ai usato, vedo come un immagine sfumata e colorata di sfumature esotiche e sognanti. detto ciò, apprezzo il tuo lessico che non è per nulla scontato e l'abbinamento delle parole: nuvole assopita; vestita di tramonto; etc. in questa parte finale il significato più vero della poesia emerge, e questa donna bellissima appare nella sua più gelida e pungente spietatezza, tanto da poterla percepire in termini quali: il castello di bacche e di spine. crudele, tanto da soffocare ed uccidere l'io del poeta :seppellisci i miei versi. più volte infatti, ritorna nel finale, questo paragone con la morte: seppellisci, lapide di ghiaccio. a me la seconda quartina è piaciuta tantissimo. la vedo come un insieme d'immagini che si imprimono nella mente del lettore, e a mio parere non stonano col resto, è come se fossero una sorta di cornice alla bellezza della donna che descrivi. al contempo immagini irrealistiche e inarrivabili, quasi come la donna. bravo!! a presto! Iris
  5. Iris Stella

    Assieme ai ricordi che non ci son più

    Ciao! grazie mille! guarda, sono sincera, non dico che scrivendola abbia avuto in mente una melodia, ma pensavo a qualcosa di simile ad una canzone. una di quelle canzoni raccontate, non so se mi spiego, tipo Farewell di Guccini. una cosa del genere. grazie! a presto!
  6. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    grazie mille Mily! davvero approfondita questa tua descrizione della vittima e dell'assassino. sono contenta che tu abbia apprezzato questo componimento. a presto! Iris
  7. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    eccomi! allora, innanzitutto voglio fare i complimenti ad entrambi, perché dal mio piccolo, vi dico che avete una cultura spaventosa, tale da poter argomentare in un modo molto sensato ed avvincente. complimenti! detto ciò, ringrazio moltissimo Nicephore per quanto detto in merito alla poesia, e per quanto riguarda "l'addolcimento" di alcuni versi per intendermi, terrò presente il tuo consiglio in vista di un miglioramento del tutto. quindi, davvero, grazie! le parti che ti sono sembrate troppo riflessive sono quelle che hai messo in citazione? (te lo chiedo in modo da poter capire meglio i punti deboli del componimento). Vorrei precisare che sono molto d'accordo con questa affermazione, e non era sicuramente mia intenzione disprezzare i classici, e i poeti del passato. credo che l'unico modo per imparare qualcosa è proprio attraverso il percorso storico, attraverso il passato, insomma. infatti è ciò che sto portando avanti attraverso i miei studi, le mie letture, e quant'altro. detto ciò, abbiamo due opinioni diverse riguardo al mio componimento. io la ritengo una poesia, e tu no, pertanto sarà una poesia per chi la considererà tale, e non lo sarà per chi non lo farà. è davvero un piacere, in ogni caso, poter portare avanti discussioni come questa! grazie ad entrambi. Iris
  8. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    tu puoi pensare quello che vuoi, puoi dire che la mia opera non ti sia piaciuta e che secondo te, non sia poesia. ma per me, lo ripeto, questa lo è. non so tu che mestiere faccia, ma non credo che possa giudicare che cosa sia o non sia poesia. è un ambito molto vasto e vario, al massimo credo tu possa dire che questa è una forma di poesia che a te non piace, a tal punto che non la consideri tale. Per il resto credo che tu non riesca a cogliere ciò che voglio dire, probabilmente non mi sono spiegata bene. tu leggendo la mia opera hai detto che non ne cogli il messaggio, pertanto l'ho spiegato, ma intendo dire che magari per un'altra persona, che ha vissuto esperienze diverse, ha idee differenti, e diversa sensibilità, può essere priva di messaggi, oppure addirittura averne altri completamente diversi. in ogni caso rispetto la tua idea, ma rimango ferma nel chiamare questo testo, Poesia!
  9. Iris Stella

    Assieme ai ricordi che non ci son più

    http://www.writersdream.org/forum/topic/25205-ti-perdo-di-nuovo/ E cammino per la strada stanca assieme ai ricordi che non ci son più. Mi siedo su di una panchina bianca rivolgendo gli occhi ancora più in giù. Ricordi impazziti di sere sbiadite, col cuor dicevo di non andar via. Un bacio rubato su labbra scurite la notte brillava di dolce allegria. E mi sovvien agli occhi dell’animo il sorriso, incollato e indelebile ad un posto svanito. E dove lo cerco ora che vi sono intriso? Mi aggiro piano intorno, lo vorrei toccar col dito. Ma è vuoto e perso ogni passo incerto e tremo nel pensar che non lo saprà il tempo. Di come quel sentimento fosse esperto dell’anima fragile che a volte ancor sento. Dove ce ne andremo io e te dispersi? per le strade intricate del mondo avanziamo Vaghiamo in ricordi di pensieri oramai persi, appartenenti al giorno che ci stringevamo. In paure indicibili distese sul Noi Di un rapporto rubato all’ansia che stringe E guardando gli occhi ti dico che puoi Mentre il tramonto un poco si stinge. E lasciami allora gridare un pensiero Urlare al mondo che sono caduta Lasciami ti prego, fallo davvero. Non posso guardarti, se sono perduta. E ascolto annaspare la nostra ansietà Distruggersi sola, con l’artiglio pungente E noi non fermiamo il tempo che va Chiusi nel buio dell’animo struggente. Ricordiamoci almeno nei nostri giorni lontani, pensiamoci a volte, per tenerci ancor su. Perché entrambi sappiamo degli amori anziani, che si lascian appassire, assieme ai ricordi che non ci son più.
  10. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    nuovamente ciao. guarda per quanto riguarda il primo punto, io ne sono profondamente convinta. lo scrittore scrive qualcosa, e quel qualcosa non ha mai un solo significato o un solo impatto. qualcosa che per te è privo di senso, o che per te ha un determinato significato, non è detto che sia uguale per me. la scrittura non è mica matematica! e per quanto riguarda il secondo punto, non credo che tu possa addirittura definirla non poesia. parla di morte, di uccisione, è un ritmo incalzante, frenetico, spezzato, e straziato. forse per te non sarà poesia, in quanto le tue orecchie non vi ritrovano musicalità. rispetto il tuo punto, ma per me è, e rimane, Poesia!
  11. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    ciao Arcadia, guarda apprezzo la critica, ed anzi grazie per l'attenzione, però mi permetto di risponderti. per quanto riguarda il messaggio della poesia, non so bene tu che cosa intendi, semplicemente volevo trasmettere la brutalità del momento, in cui, colui che uccide, è descritto come una bestia, senza cuore, ma nel quale resta un ultimo bagliore d'umanità nel non riuscire a guardare gli occhi morenti dell'altro. per il resto ho cercato di descrivere il momento come meglio credevo, non mi sono preoccupata se il messaggio fosse criptico o meno, perché credo che questo dipenda forse anche dai lettori, intendo dire, che ogni poesia o testo scritto, può racchiudere messaggi diversi per ognuno di noi. per quanto riguarda la musicalità, sì, credo non ce ne sia, ma credo che nemmeno fosse adatta al tema. come tu dici, ognuno ha la propria visione. ti ringrazio davvero per l'attenzione, e apprezzo la critica. a presto! ricambio l'abbraccio virtuale.
  12. Iris Stella

    ciao!

    sì! sono già passata:D grazie!
  13. Iris Stella

    ciao!

    grazie!
  14. Iris Stella

    E cosa nel cuore

    http://www.writersdream.org/forum/topic/25003-lultimo-giorno/ Lo guardo di fronte a me: Bestia negli occhi nella mente Follia E cosa nel Cuore? Pistola alla mano. Braccio teso. Respiro affannato. Trema. Tremo. Lui di più. Il dito sul grilletto: Gesto di un secondo; Morte di una vita. Trema. Suda. Lo preme? Non tremo. Non temo. Sto fermo. Lo guardo: tranquillo. Serra gli occhi stringe i denti. Lo preme? Fumo. Rumore. Tutto gira. Lo guardo: un Uomo. I suoi occhi. I miei occhi. I Tuoi occhi: gli ultimi per me. I miei occhi: la morte su Te. Sofferenza, Dolore, Io. Spavento, Sgomento, Lui. Non parliamo. Ansimiamo i respiri. Inutile la voce. Lui: Paura. Io: Dolore. Sangue Sull'asfalto. E cosa nel Cuore? Si volta al sole anela a suo bagliore: non vuole vedere lo strazio di chi muore. Follia: gli occhi. Bestia: la mente. E cosa nel…
  15. Iris Stella

    L'ultimo giorno

    trovo questa poesia molto equilibrata. è come se scorresse piano, parlando di una realtà, che è già un ricordo. Lo scricchiolio di sedie, il vuoto di aule quiete mai più io rivedrò ; Il vociare pesante nei corridoi di gente ghermiti, scanditi dall'urlo petulante di una campanella lo so, mi mancherà. in questa prima parte sottolineo l'uso di termini che hanno a mio parere una valenza onomatopeica. lo scricchiolio delle sedie, il vociare pesante, l'urlo petulante della campanella. rappresentano in modo vivo l'ambiente scolastico. solo metterei un punto laddove tu hai usato il punto e virgola. In fondo gli anni passano veloci anche per noi che abbiam la vita avanti, che in un batter di ciglia siamo dall'altra parte del muro di cui noi ridevamo dicendo "Chi lo attraverserà mai?". questa parte della poesia si legge tutta d'un fiato fino alla domanda finale, e mi dà l'idea di un ingresso al futuro. come una porta che si spalanca all'improvviso prima che possiamo accorgercene. molto incisiva. e ritrovo un poco di malinconia in quel ​in un batter di ciglia diamo dall'altra parte. all'inizio di questo verso, inoltre mi suonerebbe meglio l'uso di una "E" piuttosto del "CHE". E invece siamo qui sperduti ad un incrocio di possibilità e tutta questa vita lo so, mi mancherà. quest'ultima parte ha tutto il sapore di un commiato. un saluto difficile, ma con gli occhi felici per ciò che è stato, e che verrà ricordato nell'incertezza del tempo a venire. spero gradirai questo commento. molto bella la tua poesia. complimenti! Iris
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