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Merlino9dita

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  1. Merlino9dita

    Fantascienza

    Ja, "la sentinella" è il racconto, poi romanzo e sceneggiatura "2001: odissea nello spazio" sono state stese assieme (anche se non ripropongono né la stessa struttura né la stessa profondità) sotto la dittatura di kubrick i sequel del romanzo, poi, sono stati ben quattro (personalmente non ne ho letto nemmeno uno... anche perché ormai sono di difficile reperibilità). Un piccolo appunto a memory che dice: .credo che questo sia vero solo in piccolissima parte. Ad invecchiare, secondo me, è lo stile narrativo o il mondo tecnologico in cui si svolge l'ambientazione del racconto, ma le idee di fondo restano tutt'ora molto valide. A riprova di ciò l'uscita quest'anno di un nuovo film ispirato ad un racconto di Dick ("I guardiani del destino" basato su "Squadra riparazioni" del '54) l'autore che preferisco in assoluto. Anche H. G. Wells ha ispirato più d'una pellicola recente con i suoi racconti e romanzi scritti a cavallo tra '800 e '900 e, benché lo stile sia antiquato, hanno impresso al loro interno visioni fantascientifiche che fanno parte dell'immaginario collettivo tutt'oggi. Che poi oggi il genere fantascienza sia molto trascurato, e per certi versi surclassato dal fantasy, è una triste realtà.
  2. Merlino9dita

    Fantascienza

    Un autore da tenere sotto stretta osservazione, per i fanatici del genere, è sicuramente Greg Egan. Difficili da trovare Axiomatic e Luminous (raccolte di racconti) si ha sicuramente più fortuna con Permutation City e Oceanic: i suoi scritti sono in evoluzione sia dal punto di vista narrativo che d'ambientazione, ma sono sempre affascinanti. Un nome, una garanzia, che non poteva mancare in un post che parla di fantascienza è Arthur C.Clarke. Lo so: pur essendo scomparso solo qualche anno fa è da considerare un autore classico del genere, come Dick e Asimov, ma le sue ultime opere, in collaborazione con Stephen Baxter, sono assolutamente da leggere. La "Trilogia dell'occhio" è più che una space opera, migliore di 2001: odissea nello spazio. Sempre che si riescano ancora a trovare (l'ed.Nord non sono più quelle di una volta... sigh!).
  3. Merlino9dita

    Auguri Enrica!

    Ti aspettavamo tutti al varco del tuo compleanno per farti la festa! :queen: Tanti AUGURI!!! ...e ora che l'alcol scorra a fiumi!
  4. Merlino9dita

    Adozione per coppie omosessuali. Cosa ne pensate?

    @swetty: Non credo sia un buon approccio alla questione fare cieco affidamento sugli studi svolti dai vari istituti o università nel mondo, per il solo fatto che spesso queste ricerche dimostrano solo quello che il ricercatore intende dimostrare. Non prendo per affidabili le ricerche elencate nella pagina di wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Omogenitorialit%C3%A0#Critiche e riporto il link solo a sostegno della precedente affermazione. Di studi ne esistono ma, per i loro risultati contrapposti (e spesso denigratori e di parte), non li ritengo affidabili. Risposta preliminare: convivo more uxorio da qualche anno. Non era mia intenzione, comunque, portare la discussione su un piano personale. Se infatti esaminiamo quello che è per te l’essere genitore, non è detto coincida con quello che è per me o per altri: e potremmo avere tutti ragione. Emotivamente parlando si rischia di creare maggior confusione, creando mille opinioni personali prive di oggettività. Cercavo, infatti, di esaminare la situazione da un punto di vista razionale (non è detto che ciò sia possibile o che, personalmente, ne sia capace), per capire e quindi conoscere maggiormente l’argomento che mi vede alquanto ignorante. Spero che il mio approccio venga letto con l’umiltà e la serenità da cui è originato, quindi privo di polemiche, ma con l’unico intento di farmi un’opinione più ampia di quella che possiedo ora. Genitore è chi “genera la vita”, ovvero chi concepisce. Natura ha diversificato i sessi per rispondere primariamente ad una esigenza evolutiva e di sopravvivenza, incrociando geni e caratteri (come ben sai). Non è quindi un caso che la fecondità sia sessuale in natura per i mammiferi, i rettili e i pesci… ma queste considerazioni portano fuori dal discorso principale: i diritti dell’uomo (non è infatti in argomento il concepimento tra omosessuali, ma l’adozione). @ Onorevole Dott. Ford Hai risposto alla mia domanda, e nel modo migliore: l’omosessualità non preclude il desiderio di una vita completa e felice, correlata di frugoletti a cui trasmettere amore e noi stessi; il non poter generare vita tra due persone dello stesso sesso non preclude questo desiderio. Chiaro. Anch’io avrei risposto in tal modo. Lascio perdere gli stereotipi gay da te elencati, fortunatamente non li ho mai contratti (dico così perché lo stereotipare le persone in categorie è l’unica vera malattia). Il diritto: chi ha diritto a che cosa… sicuramente i bambini hanno diritto alla migliore delle famiglie adottive. Mi sto arrovellando il cervello in cerca di un pensiero sensato che trascenda l’emotività e i fuorvianti concetti di “normalità” soggettivi, e possa dire razionalmente se la coppia omosessuale sia diversa (in termini di qualità) da una coppia eterosessuale e abbia perciò diversi diritti. Meriti una risposta, in tempi umani, (merito una risposta) logica che dica sì o no e il perché. Purtroppo non l’ho trovata ancora: ergo le mie sono solo sensazioni emotive e falsi preconcetti che, fino a nuove considerazioni, devo rimuovere. Cerco sempre l’apertura mentale, con umiltà e logicità, e invece mi trovo qui impantanato. Per ora (esige la correttezza verso il forum) ammetto d’avere avuto idee sbagliate. Mi ripropongo di continuare la ricerca e rendervi partecipi di nuove considerazioni per ampliare il dibattito.
  5. Merlino9dita

    Adozione per coppie omosessuali. Cosa ne pensate?

    @Signor Ford: Col tuo nick mi vien sempre di darti del Voi: "Voi, signor Ford, cosa ne pensate?" Voglio premettere che questo tema mi sta molto a cuore perché, il rifletterci sopra, mi sta mettendo a confronto con i miei limiti di apertura mentale. Bada bene: non sono sarcastico! Parlo dei m-i-e-i limiti, consapevole che di limiti si tratta e disposto ad affrontarli e, lo spero, superarli a rigor di raziocinio. Sono fermamente convinto che i diritti umani vadano estesi a tutti (senza differenze di sesso, di sessualità, di religione, ecc, ecc...), sono ancor più convinto che non bisogna assolutamente appianare le diversità (e basta con brutte parole quali "tolleranza" che creano già di loro diversi piani di coscienza con chi sta “sopra” che tollera chi sta “sotto”…): le differenze tra gli uomini ci sono e bisogna riconoscerle, e conoscerle, per diradare la nebbiosa paura del diverso che grava sulle persone (anche un simile timore è una forma di schiavitù morale, e irrazionale, che va spezzata). Per questo chiedo il tuo aiuto, sinceramente. Tra una coppia omosessuale e una coppia etero, c’è una grande differenza. C’è, ed è un po’ più al di là di quel che si vede: non intendo la capacità biologica, bensì l’intenzione di procreare. (Non entro in merito alla capacità di educare o ai limiti di concepimento delle coppie sterili… meglio non mettere troppa carne al fuoco in un argomento così dibattuto, ma argomentiamo per gradi). Esistono etero che non hanno come scopo la procreazione ma esclusivamente la vita di coppia o da single, e a questi non credo interessino le adozioni o, quanto meno, non sono argomento della discussione. Però, una coppia che sta assieme more uxorio lo fa con l’intento di concepire (questa non ci sta propriamente tutta, lo riconosco, però è quello che s’intende parlando di leggi che si riferiscono alla convivenza “come in matrimonio”). Il mio limite (ripeto, sono qui estraneo al sarcasmo, e discuto con l’unico intento di risolvere i miei dilemmi e non per colpire o cambiare l'opinione di qualcuno) è: come si possono conciliare la tendenza omosessuale e il desiderio genitoriale? La domanda è semplice, forse sciocca, anche se non credo banale. Una scelta di vita, come può essere il seguire la propria sessualità, per me da conseguenze che bisogna accettare. In un rapporto omosessuale non si è mai concepito nessuno da quando esiste il mondo, come conciliare desideri apparentemente opposti. Il desiderio omosessuale è sacrosanto, ma perché desiderare l’essere genitore se si è affrontato un percorso di vita che, biologicamente, porta lontano dal concepimento?
  6. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Ok, “chiedo nenia” (come dice un mio amico) se ho argomentato con una buona dose di banalità, ma un homo lupus è soggetto a molte interpretazioni e, ora capisco, ho troppo generalizzato. E’ chiaro che al mancare delle leggi verrebbe meno la civiltà, poiché il diritto è parte imprescindibile della civiltà. E’ scontato che, al venir meno della giustizia, mancherebbero regole certe del vivere comune. Se togli caratteristiche fondamentali alla civiltà è scontato che essa venga meno… (conosco la situazione in Italia, ma non ho mai detto che sia esempio di civiltà!). Eccezioni alla civiltà, come l’impunibilità, non sono contemplate in un mondo civile e di diritto; nel tuo caso la causa del crollo del castello degli ideali sociali non è l’egoismo umano, o lo è solo in parte, ma la stessa mancanza di ideali e di società. Mi accorgo che sto ripetendo troppo spesso lo stesso concetto; cerco di alleggerire con una battuta (non mia, ma di un prof.) che dovrebbe calzare: “noi non abbiamo due gambe perché le mutande hanno due buchi, ma le mutande hanno due buchi perché noi abbiamo due gambe!”. Il che vuol dire che la civiltà è così costituita (leggi, tutela, diritti) perché l’uomo è individualista, se non c’è civiltà è scontato che l’egoismo abbia il sopravvento. Comunque la civiltà è frutto dell’uomo, non di Dio o degli alieni, quindi, oltre al Lupus, nell’uomo deve esiste anche il senso di giustizia, di diritto, dell’altruismo (esiste la razionalità e il senso di giustizia nei rapporti sociali e anche nell'individuo, da cui nascono per necessità e intelletto)... ogni individuo è lupo e pastore e, i due caratteri, coesistono e non sono scindibili.
  7. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Il senso della giustizia, il sogno di valore universale di libertà, il concetto di dignità dell'uomo e dell'uguaglianza dei diritti sono lo sviluppo (2000 anni dopo Plauto e 500 anni dopo hobbes) della civiltà umana (non sottoposta ai tempi evolutivi della specie, ma un tantino più veloci). Certamente hai ragione affermando che l'uomo è primitivamente egoista, ma c'è qualcosa che, a simili affermazioni, sfugge. (Sicuramente tra gli uomini d'oggi esistono lupi famelici, e illusi miti. Personalmente ritengo il lupo e la mitezza caratteri fondamentali di ogni animo umano ed evoluzione personale il trovare il giusto equilibrio). Quello che tali pensieri non considerano è l'evoluzione del pensiero, della società e dei valori. Il mito del buon selvaggio non considera la società (resta quindi una pura ipotesi non sperimentabile di umani privati del fattore sociale); Homo homini lupus non considera, invece, l’evoluzione degli ultimi secoli in campo di diritti dell’individuo e della libertà della persona. Vengono usate, oggigiorno, frasi fatte con uguale senso ( “al suo posto chiunque l’avrebbe fatto”, “lui è furbo, non ha colpa se gli altri sono stupidi”) per giustificare malefatte o addirittura crimini del (pre)potente di turno. Personalmente ritengo simili affermazioni il reale male di oggigiorno, poiché vanno contro il senso civico di società e di giustizia privando, con esse, la società (e l’individuo) della propria libertà. Inoltre permettono il perdurare, e l’aumentare, di vizi di pensiero che vedono nella società un’opportunità di cui approfittare. Seneca, con lungimirante senso sociale, contrapponeva al proverbiale egoismo umano la frase “l'uomo è una cosa sacra per l'uomo” riferendosi al rispetto che ognuno deve avere per la dignità altrui (senza scorgere un profitto egoistico nell'altro o nella società, ma considerando il rispetto il rispetto per l'altro e il senso civico un bene della società nonché personale). Parlando d’individualità e di caratteri psicologici interni (reminescenze d’un passato selvaggio) l’uomo è sicuramente anche lupo e di questo conserva gli istinti. Però l’uomo non può essere solo istinto (senza rinnegare tre milioni d’anni d’evoluzione) ma è anche raziocinio. Raziocinio che disciplina la convivenza e dà giuste dimensioni alla pretesa della propria libertà (che confinano con le altrui libertà e con i propri doveri).
  8. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Forse non sono stato chiaro nel districare il mio pensiero, d'altronde non è facile in casi simili. Non ho mai reputato giusto né limitare la libertà individuale di qualcuno né quella di pensiero. Personalmente sono favorevole alla globalizzazione dei diritti, sociali e individuali, e alla tutela totale di questi. Sono invece contrario al meccanismo di democrazia applicato fuori dagli ambiti politici. Una democrazia assoluta rende il sistema alla mercé di chi sfrutta la libertà di pensiero per scopi secondari, incluso quello di limitare le libertà altrui. L'etica delle cose "buone e giuste" fa parte dell'uomo e, se individuata da comune buon senso e quindi dalla giustizia, va tutelata e non messa nello stesso piano di fesserie sparate con lo scopo di limitare la libertà individuale e che hanno modo d'essere, se ne hanno, esclusivamente in un determinato momento storico. Libertà di pensiero non è tollerare la xenofobia, l'omofobia, l'antisemitismo, poiché tali espressioni di pensiero vanno contro la libertà e la dignità di alcune persone. E' la rappresentazione del classico concetto per cui la mia libertà finisce dove inizia quella degli altri. La democrazia assoluta, così come la libertà assoluta, che non prevedano dei confini entro cui si possano esercitare, sono paradossalmente dei mali che vanno contro la loro stessa natura e, nel tempo, si trasformano in regimi liberticidi (come è la globalizzazione dei mercati e del denaro - ma quest'ultima è un'opinione strettamente personale).
  9. Merlino9dita

    Quando si diventa e qual è la definizione di "scrittore"?

    Tempo fa ho aperto un topic chidendo perché ognuno di noi scrive. Tra le tante risposte balzava all'occhio la maggiore tendenza della necessità individuale di scrivere per vivere con maggiore completezza la propria esistenza (rifugiarsi in mondi paralleli della mente, abitudine, appagamento nel fare ciò che piace, divertirsi, erano le altre risposte...). A ragion veduta, quindi, più che di professione si tratta di una patologia psicofisica maniacale (della quale siamo tutti affetti). Forse l'esempio del muratore e del falegname, qualche post più sopra, non è molto raffinato, ma come nessuna persona normale costruisce muri o fabbrica mobili per passare il tempo (ma lo fa per piacere di creare o per necessità), così nessuna persona con tutte le rotelle a posto spende tempo e fatica nello scrivere tomi di racconti e romanzi che, poi, nessuno leggerà! Non portatemi rancore: anch'io, come voi, faccio parte di questo reparto psichiatrico...
  10. Merlino9dita

    Quando si diventa e qual è la definizione di "scrittore"?

    In vita mia ho fatto lavoretti di falegnameria, ma non sono falegname. Ho fatto lavori di muratura (tracce d'impianti, rasatura, intonaci...), ma non sono muratore. Ho anche scritto qualcosa, ma posso definirmi scrittore? Credo di no. Se gli esempi sopra calzano, allora lo scrittore è chi fa dell'hobby la sua professione, il suo mezzo per campare. Poi, sicuramente ci saranno migliaia d'eccezioni, ma il dilemma su chi è o meno scrittore nasce dalla mancanza di un terminologia precisa e completa; non vi è infatti un termine per definire chi non campa di scrittura, ma ama scrivere... un'amatore insomma! Non è contemplata come hobby la scrittura, come non sono annoverati tra i passatempi la falegnameria e la muratura...
  11. Merlino9dita

    L'umano dietro la luce

    Mostracelece... mostracelecece.... facce vede!
  12. Merlino9dita

    L'umano dietro la luce

    EeeeNO! :queen: Non sta bene buttare il sasso e nascondere la mano: vogliamo le facce leopardiane! Vai Nayan!
  13. Merlino9dita

    Adozione per coppie omosessuali. Cosa ne pensate?

    La mia voce è, mi spiace, fuori dal coro. L’omosessualità è implicita nella natura degli esseri viventi (umani e non) come lo sono altri tipi di sessualità, ciò è sufficiente a rendere morale e giusto il seguire apertamente le proprie inclinazioni sessuali, per realizzarsi come individuo. Adottare una persona, però, non è un diritto mosso del desiderio genitoriale di un individuo, qualunque tendenza sessuale esso abbia, né un dovere della società appagare questo desiderio. Parlando di adozione il principale soggetto che bisogna tutelare è l’adottato. Tutela di cui la società si deve prendere carico affinché il fragile soggetto non subisca danno, ma sia allevato ed educato nell’interesse di quest’ultimo. Per “danno” non intendo deviazioni psichiche o comportamentali, retaggi di false moralità dell’inciviltà passata, ma la mancanza di un ambiente quanto più conforme alla natura biologica dell’essere umano. Cerco di spiegarmi meglio: un single, seppur persona “a modo” ed economicamente solida, non può adottare nessuno poiché non rispecchia quell’equilibrio di vita biologica stabilitosi in natura in cui si svolge la nascita e la crescita di un bambino. Così anche per una coppia eterosessuale di anziani o per una coppia omosessuale. Non si tratta di discriminazione, né affermare che gli omosessuali (o gli anziani o i single) non possano essere educatori capaci (o che lo siano meno di una coppia eterosessuale che, tra l’altro, nell’avere grossi limiti – economici o comportamentali - può essere esclusa dalla legge dalla possibilità d’adozione). Si tratta solo di tutelare l’ambiente dell’adottato rendendolo quanto più realistico biologicamente. Ripeto: è improprio parlare di diritti degli omosessuali (o di chi manifesti interesse per l’adozione) in questi casi. Si tratta di desideri personali del richiedente e di diritti dell’adottato. Se i desideri e la capacità attitudinali dell’uno coincidono con i diritti dell’altro l’adozione è possibile, altrimenti non lo è. E’ la società che tutela i diritti dell’adottato, che non possiede ancora una volontà propria, cercando di inserirlo in un ambiente quanto più realistico dove, i genitori adottivi, avrebbero potuto esserlo anche biologicamente (per età e sesso); così facendo si riduce di molto il gap ambientale tra un adottato e un bambino concepito in quella famiglia. I fattori economici e comportamentali, inoltre, sono altrettanto importanti per evitare l’affido di un bambino ad una famiglia con problemi, tutelando ulteriormente il futuro del bambino. Nessuno ha mai reputato discriminatoria l’esclusione di chi non ha mezzi economici nell’adottare un bambino, eppure crea una diversità di trattamenti tra individui nella società (perché i desideri dei richiedenti passano, giustamente, in secondo piano rispetto i diritti dell’affidato). I diritti degli omosessuali, che ancora non vengono tutelati dalla società, sono ben altri, e ben altre le lotte necessarie perché venga riconosciuta l’equità universale degli individui…
  14. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Te l’ho già detto: rimango sempre affascinato da come ti esprimi, anche se qualche volta non condivido i tuoi pensieri; probabilmente è solo differenza di carattere o di esperienze che mi rende un po’ meno pessimista (o forse più illuso). Quel che tu affermi riguardo il governo dei paesi è storia, fondamentalmente reale, e quindi non è opinabile. Condivido anche la sfiducia nella politica e nell’uso che essa fa della libertà e della democrazia; usando questi grandi valori come paraventi, nascondono intrallazzi e loschi affari ai danni di chi è fuori dal potere. E’ sempre successo, è vero! Ma credo che attualmente ci siano strumenti e cultura per mettere la gestione della cosa pubblica sotto il controllo diretto della massa e della giustizia (applicando la vera democrazia e andando oltre i suoi limiti). Con la globalizzazione le informazioni girano velocemente e difficilmente si riesce a censurarle (a meno di non forzare duramente la libertà d’informazione). Oggi la cultura è più diffusa, nel territorio e nelle classi sociali, che ai tempi della rivoluzione francese o anche solo a cinquant’anni fa; e, oltre a questa, credo molti sentano la necessità di un cambiamento culturale a livello globale (una riprova di ciò è un po’ in ciò che è stato l’effetto domino nelle rivolte del gelsomino). Un cambiamento che porti ciascuno a interessarsi della gestione del proprio stato e della propria libertà, con un controllo attento e continuo sulle gesta dei politici. Siamo in un periodo di svolta credo e, per questo motivo, il futuro non è mai stato così incerto. Le lobby della politica e quelle economiche lottano per mantenere lo stato delle cose e continuare a godere alle spalle della massa. La gente comune fatica a staccare la mente dalla tivù (arma non convenzionale per impedire il propagarsi di un pensiero proprio) per impegnarsi nel sociale. Ma qualcosa si sta muovendo… il “panem et circum” televisivo non distrae più molto e sta avanzando la consapevolezza delle masse di essere i reali fautori del proprio futuro. Forse mi sto solo illudendo ma tempi simili sono nuovi storicamente e, probabilmente, porteranno a qualcosa di nuovo nella storia. L’unico mio dubbio risiede nella reale capacità dell’uomo di compiere lo sforzo necessario a fermare ed evolvere la consapevolezza storica del “mai nulla cambierà” e del “è sempre stato così”. Vedo necessaria la globalizzazione, se usata in maniera corretta, per questa rivoluzione sociale. Vedo indispensabile la complicità dei popoli poveri, perché potranno fare aprire gli occhi a chi è sazio ma schiavo della propria opulenza. Trovo ironico siano proprio gli africani a scuotere gli occidentali dalla schiavitù della democrazia assoluta che loro stessi si sono costruiti attorno. E se alla storia non manca il senso dell’ironia, forse sto vedendo giusto…
  15. Merlino9dita

    Juke Box

    Non so se può fare piacere a qualcuno se porto un po' di polvere nel topic... ok... vado ad infilarmi i jeans a zampa d'elefante...
  16. Merlino9dita

    Juke Box

    Ho la mia età ormai... e si vede da quel che posto...
  17. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Questa, Unius, è una tragica verità. La democrazia intesa come valore assoluto porta in grembo grossi rischi. Questi sono i propositi d'uguaglianza assoluta dei valori o dei poteri, oltre che degli individui. L'uguaglianza degli individui è inviolabile, e questo è un bene. La democrazia dovrebbe fermarsi qui (ammetto, però, che il confine è molto labile), e non dovrebbe intaccare i valori o i poteri (come ritenere eguali valori l'altruismo e l'egoismo? come possono avere opinioni entrambe legittime sia il politico corrotto che quello con buoni propositi civici? E il potere politico, può essere alla stesso livello del potere giudiziario?). La democrazia non è, quindi, da intendere come la prepotenza della maggioranza dei cittadini a discapito della minoranza, o l’appiattimento di ogni forma di pensiero, creando così soprusi alla logica o alla giustizia. La democrazia dev'essere concepita come un'insieme di regole che rendano possibile esclusivamente la vita politica . - Rientro in topic – Estendere la democrazia nell'ambito delle libertà di pensiero (sacra e inviolabile) è pericoloso (come dicevo sopra riguardo l'uguaglianza dei valori). Rendere uguale e legittimo qualsiasi tipo di pensiero ad un'altro, non solo è ingiusto (poiché toglie importanza al pensiero logico, civico e altruista a favore dei deliri intolleranti, razzisti e violenti), ma controproducente (la divulgazione di un pensiero pericoloso e privo di senso umano in momenti storici delicati, può trasformarsi in una corrente di pensiero illogico e infondato abbracciata da numerose persone che vivono quel particolare momento, e quindi scatenarsi in un moto violento e insensato) creando terreno fertile per il graduale radicamento di un eventuale totalitarismo. Diversi teorici del '900 si sono avveduti del pericolo insito in una democrazia assoluta (Kelsen, Schumpeter, Weber): sopprimendo ogni tipo di diversità (non tra gli uomini, ma tra i valori) per amore della democrazia, si rischia di scivolare proprio in un regime assoluto. Ne è testimonianza il pensiero di alte cariche dello stato e di verdi folle ululanti di xenofobia: dare spazio a simili pensieri, o equipararli per valore e dignità ai pensieri di uguaglianza fra gli individui, significa dare ai primi maggiore risalto e forza, amplificando il loro effetto con la complicità del periodo storico vissuto e con la semplice e immediata gratificazione che deriva dal senso di appartenenza a una fazione forte e potente. Quindi la democrazia ha degli ambiti in cui è legittima (la politica), mentre non è giusto estenderla quando si parla di valori o libertà. La maggioranza degli italiani potrebbe volere dei limiti nella libertà di alcune persone e, democraticamente, questo volere verrebbe applicato. Ma ciò va contro al valore della giustizia che regola il regime democratico. Se quindi il valore della giustizia fosse sottoposto a quello della democrazia si compirebbe, in nome di quest'ultima, un sopruso. Feltri fa un'uso improprio della propria libertà di pensiero e di stampa. Nell'articolo in questione si nota un'equiparazione tra vittime, indifese per incapacità sociale di rispondere all'offesa, e carnefice non del tutto colpevole, perché in preda ad un raptus e perchè, in fin dei conti, 500 persone avrebbero potuto ben fermarlo se fossero state altruiste! Così facendo compie l'ingiustizia di equiparare la colpa di un killer alla colpa che potrebbero avere le sue povere vittime (un po' come nel caso di violenze sessuali a danno di ragazze colpevoli di vestire in maniera provocante...). Estendendo una forma democratica assoluta alla libertà di pensiero, il suo ragionamento viene legittimato. Come verrebbe legittimato il successivo intervento di Borghezio che afferma: "e posizioni di Breivik collimano con quelle dei movimenti che in Europa oramai dovunque vincono le elezioni, ed erano idee molto buone, in certi casi ottime." Così imbocca un sentiero scosceso e pericoloso. Le persone sarebbero a loro volta legittimate a simili pensieri razzisti, e le verdi folle ululanti di xenofobia, recepito il messaggio, potrebbero comportarsi di conseguenza in un escalation di violenza e falsi valori. L'errore è proprio nel fatto che non è giusto usare la democrazia tra colpevole e vittima! Ok la libertà di pensiero, ma così facendo si crea una situazione in cui chi compie un reato può avere delle attenuanti idealistiche (come avveniva negli anni di piombo in Italia...). Non è giusto usare la libertà di pensiero per togliere lo status di vittima a chi è morto, perchè "in fondo è la società ad essere egoistica"! Così facendo la libertà di pensiero di uno, crea un sopruso sulla libertà fisica e morale di altri, che devono ottenere giustizia non solo in tribunale, ma anche agli occhi dell'informazione pubblica! Non è l'articolo in sè che mi turba, ma i suo probabile appartenere ad un'escalation di decadimento del pensiero e libertà, sfruttando proprio valori come la libertà o la democrazia. Spero di non averti annoiato o di aver creato troppa confusione d'idee: ciao!
  18. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Hai ragione tu, Ice, non sono stato un esempio di raffinatezza... Solo che un momento simile a questo richiederebbe un minimo senso di umanità. Soprattutto da parte di chi fa dell'informazione il proprio mestiere. Scrivere simili assurdità, paragonando il terrore dei ragazzi (e i molti morti) ad egoismo o al comportamento animale (più altruista), senza spendere una parola per la tragedia consumata, non può che alimentare lo sdegno più profondo in chi segue la divulgazione dei quotidiani. Non è il caso di continuare, suggerirebbe un animo diplomatico ma, personalmente, non mi aspettavo certo la pietà e l'umanità degne di un intellettuale ricordando il caso Boffo di qualche mese fa! Allora, lo stesso giornalista del topic, fece un uso indiscriminato dell'informazione giornalistica, a fini politici, millantando come molestatore e omosessuale il direttore di Avvenire. Si coniò il termine "killeraggio giornalistico" per concettualizzare la forma violenta con cui "togliere di mezzo" altri giornalisti scomodi (Boffo si dimise da direttore della testata giornalistica). E anche allora, prove alla mano, si trattò di deliri giornalistici infondati tanto che, pochi mesi dopo, lo stesso Feltri ritrattò le sue affermazioni: ma il danno all'immagine del rivale era ormai compiuto. Credo tu abbia ragione (e qui ammetto il mio errore) nel ritenere quel termine da te sottolineato un'offesa (anche se parafrasando con "poco lucido" avrei sminuito di molto il rigore giornalistico e l'attinenza sociologica evidenti in quell'articolo). Credo tu rivesta il ruolo di moderatore col giusto rigore che si deve tenere in forum come Wd. Capisco e condivido tutto, ma la diplomazia non è il mio forte, e non riesco a non indignarmi di fronte a simili situazioni di sciacallaggio giornalistico. Il "parla come mangi!" è rimasta l'ultima arma a disposizione dell'intelletto popolare per distruggere le forme d'ipocrisia che pervadono tutti i mezzi di comunicazione... il gretto "chiamare le cose col loro nome" è l'àncora che permette, a chi ne manifesti l'intento, di rimanere attaccato alla realtà e non perdersi nel folle carosello di opinioni violente o di analisi delle notizie inumane. Voglio restare umano e, per umanità, devo dire quel che penso... e indignarmi di fronte alla "falsa libertà"(v. spoiler) che vuole legittime tutte le opinioni (e il loro contrario)! E questo forum è il luogo ideale dove condividere idee tra persone che, amando la scrittura, sono innamorate anche del pensiero e dell'intelletto umano e, credo, vogliano preservarlo integro e libero. Lo devo fare con i giusti termini, hai ragione (e lo credo davvero). Cercherò d'essere più raffinato la prossima volta pur mandare al diavolo l'ipocrisia o la finta diplomazia... promesso!
  19. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Inutile dire che le mie opinioni si riferiscono al direttore de "Il giornale" e non a Hap che non centra nulla col mio intervento. Francamente non capisco la tua richiesta di moderare toni e linguaggio, Ice... dove ho ecceduto?
  20. Merlino9dita

    Norvegesi che scappano anzichè combattere

    Vittorio Feltri è certamente affetto da rincoglionimento totale visti gli sproloqui che da tempo sottopone i propri lettori. Che dire? Ha perso un'occasione per rimanere in silenzio, rispettando vittime e famigliari, per dare aria a una penna che ormai vive della grandezza del passato, se è mai realmente esistita. A chi costruisce simili sciocche teorie di controffensiva in una simile macelleria, l'augurio dell'eventuale verifica sul campo della qualità delle sue ipotesi.
  21. Merlino9dita

    La coppia del secolo

    Mammamiachegroppo!
  22. Merlino9dita

    Che sport seguite, praticate?

    eh, sì soleluna.. io abito al confine con la provincia di Rovigo, il mio comune è vicino a Badia Polesine e so che il rugby tira molto da quelle parti, basti pensare a Rovigo, la squadra italiana più forte della massima serie, escluse ovviamente quelle che giocano con le migliori d'Europa. Peccato che il mio fisico non si adattasse tantissimo al rugby! Da bambino poi mi sembrava che ci si facesse male per forza ad ogni partita ciaoo Ma dai... allora sei delle parti di Castagnaro o Legnago! Io precisamente sono di Villadose: com'è piccolo il mondo!
  23. Merlino9dita

    Manuela Arcuri testimonial libro

    Le papi-girls hanno capacità uniche nello stimolare i lettori... Se Sara Tommasi in futuro pubblicasse un libro, comprerei sicuramente il suo calendario!
  24. Merlino9dita

    Referendum del 12 giugno...Si o No? Perché?

    Ooooolèèèè!
  25. Merlino9dita

    Referendum del 12 giugno...Si o No? Perché?

    Io, invece, sono felice di vedere gli italiani finalmente coinvolti in qualcosa che riguarda il proprio paese. Ci si lamentava tanto (troppo) del fatto che nessuno avesse una distinta volontà politica e ora, che la gente sembra aver riscoperto il proprio senso civico parlando e facendo propaganda politica per quel che ritiene fondamentale, ci si lamenta del contrario?! Se c'è troppo spam politico nei social, ben venga... lo preferisco alle richieste di partecipare a farm ville o ai test demenziali sul personaggio manga che potrei essere! e poi, se proprio qualche post non mi andasse a genio, c'è sempre l'opzione "rimuovi" o posso, ancor più velocemente, andare oltre senza soffermarmi a leggerlo!
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