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T.Chiara

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Tutti i contenuti di T.Chiara

  1. T.Chiara

    Di ritorno dal nulla!

    Grazie a tutti quanti!
  2. T.Chiara

    Di ritorno dal nulla!

    Buona sera a tutti, Alcuni di voi mi conoscono poichè nel 2015, una volta conosciuto il forum, per un certo periodo ne sono diventata assidua frequentatrice. Comunque, per chi non ha presente chi io sia, piacere di nuovo: mi chiamo Tania Chiara, e ho appena raggiunto la soglia degli "enta". Dopo quasi due anni di pausa dalla scrittura ho deciso di ripresentarmi e ricominciare da capo. Cosa ho fatto in questo lasso di tempo? Prima di tutto ho scritto, cose personali e totalmente prive di logica; poi come Miss Annie Wilkes insegna, mi sono ributtata sulla lettura di racconti e soprattutto dei miei libri preferiti. Beh, che dire, se volete qualche info in più... cercate sul forum la mia vecchia presentazione! A presto!
  3. T.Chiara

    [N2017 - F] E profesor

    Capisco, quindi il personaggio lo hai concepito proprio così, non ha vere motivazioni è solo... lamentoso. Interessante! Grazie per la tua risposta, a presto!
  4. T.Chiara

    La sera giusta

    Allora complimenti, obbiettivo centrato: la purezza dell'odio trasuda da ogni frase. Sono identici
  5. T.Chiara

    [N2017 - F] E profesor

    Da ex barista, operaia edile ed elettricista posso dirti che in effetti, soprattutto nell'edilizia, per la fatica e il logorìo a cui si è sottoposti quei mille euro sono davvero quattro soldi. Detto questo, passiamo al racconto. Non è sicuramente il mio genere ma secondo me hai descritto in maniera efficace una situazione comune un po' a tutti in poche righe: il senso di non avere e di non fare abbastanza, la frustrazione nel vedere i propri obbiettivi sempre più lontani, quasi irraggiungibili. Ho apprezzato l'idea della rapina in banca... all'inizio; dopotutto chi crede di non aver nulla da perdere è in grado di compiere qualsiasi gesto inconsulto. Solo che tutta questa difficoltà economica in una coppia dove entrambi i componenti lavorano e non hanno figli non riesco sinceramente a immaginarla. Per questo la figura di Andris mi risulta ambigua e un po' scialba. Va al bar una sera sì e una no, e il perché sta racchiuso in questa frase - e nella conferma del professore: Ecco riassunti i classici modi di fare delle persone abitudinarie - come Andris. E questo secondo me cozza un po' con l'idea del ragazzo incastrabile in qualche atto illegale - a meno che non abbia quindici anni, certo. Mh. Non possono nasconderti la mia perplessità. Mi torna un po' difficile immaginare una persona adel genere che improvvisamente, senza aver perduto il lavoro, la donna, la casa o più semplicemente senza avere una vera situazione di disagio, decide di punto in bianco di partecipare a una rapina. Andris a parte (che come avrai capito non è che mi abbia colpito particolarmente), il racconto risulta piacevole da leggere e la figura del professore è ben costruita e credibile! Dai, in conclusione... sicuramente leggerò con piacere gli altri tuoi lavori!
  6. T.Chiara

    [N2017 - F - Fuori Concorso] Tipi strani, gli scrittori

    Completamente d'accordo. Non vorrei andare off topic, ma... quanto è brava?! Le descrizioni dei corpi, della reazione dei tessuti a diversi agenti ambientali... mi sembrava quasi di sentirne l'odore!
  7. T.Chiara

    [N2017 - F - Fuori Concorso] Tipi strani, gli scrittori

    "Stecchiti: le vite curiose dei cadaveri". Ricordo perfettamente il mio disgusto misto a curiosità nel leggere quel libricino dalla copertina decisamente meno esplicita del contenuto. La dissezione, i corpi donati alla scienza, i livelli di decomposizione... incredibile. Lo conservo ancora, e adesso mi è tornata voglia di rileggerlo (colpa tua)! Ora, per quanto riguarda il tuo racconto, la parte che ho apprezzato di più si tratta indubbiamente del finale: l'autocitazione mi ha strappato un sorriso. Le parti da approfondire ti sono già state segnalate, quindi posso solo dirti che il racconto è leggero, scorrevole, non stanca e anzi incuriosisce. Spero davvero di leggere la versione editata!
  8. T.Chiara

    La sera giusta

    Buonasera Flavio, ho davvero pochissimi suggerimenti, il racconto è ben scritto, coinvolgente e soprattutto lo stile narrativo che hai utilizzato non solo funziona, ma anzi avvicina il lettore al protagonista sul piano empatico. Ovvero: si parla di uno psicopatico stile Light Yagami*, cioè lucido ed egocentrico, ma con un pizzico di vittimismo in più. Chi mai potrebbe provare simpatia o anche solo tifare per lui? Ma ovviamente noi tutti! E questo credo sia perché in qualche modo lo hai reso reale. Lui è reale, l'incipit è una bomba e soprattutto non ho trovato "frasi a caso": anzi, in poco hai raccontato tanto, e questo è un talento mica da poco. L'unica cosa, visto il livello del racconto, avrei sicuramente gradito che Diego, Ale, Bobo e Giulia fossero appena appena più delineati. Grazie per aver postato questo racconto, mi hai alleggerito un po' la giornata! A presto! *Protagonista del fenomenale manga Death Note
  9. T.Chiara

    Di ritorno dal nulla!

    Grazie mille per il link! Una rinfrescata non fa mai male! A presto.
  10. Io sono in quarta posizione (Patty)! Complimenti a Bango!
  11. T.Chiara

    Mezzogiorno d'inchiostro nr. 62

    Sono passata di corsa giusto per complimentarmi con tutti i partecipanti e in particolare con Mari ed Ink per la vittoria stra-meritata!!! Un bacione, al prossimo MI!
  12. T.Chiara

    [MI 62] Komm, Süsser Tod

    commento Prompt di mezzogiorno: Komm, Süsser Tod Danzava, sotto lo sguardo dell’intera platea. Era il secondo atto e lei, “l'étoile”, la stella, stava dando vita ad un’incredibile Giselle: sullo sfondo, le luci cupe e la scenografia ben curata risaltavano la perfezione del momento. Il vestito che indossava – dall’ampia gonna bianca in tulle al bustino impreziosito di cristalli e ricami - ad ogni movimento di Giselle brillava nel punto giusto, o creava un drappeggio degno di essere immortalato in ogni quadro. Su quel palco, con i biondi capelli raccolti in un’elegante crocchia e la corona di fiori ad adornarle la testa, era perfetta. Adrian, dalla prima fila, guardava ammirato la moglie: non era mai stato un grande appassionato di opere teatrali o del balletto classico, ma si era ritrovato più volte a fare ricerche, a leggere libri sull’argomento e a partecipare, come osservatore esterno, alle prove generali. Amare una donna come Claudia, viverla, avere il privilegio di svegliarsi con lei ogni mattina, lo aveva reso una persona diversa: i desideri, gli interessi e il lavoro di Claudia erano diventati anche per lui una priorità. Vederla lì, sul palco, ad esprimere la sua tecnica acquisita con sudore, lacrime e ore infinite di prove, lo rendeva orgoglioso. La fine dell’ultimo atto fu un qualcosa di così memorabile che tutto il pubblico in platea, senza aspettare il consueto calo del sipario, esplose: quando Giselle si adagiò nella propria tomba, con il principe affranto accanto a lei, distrutto dal dolore, tutto il pubblico si alzò in piedi a battere le mani e lanciare fiori, acclamando Giselle. Adrian fu uno degli ultimi, a smettere di battere le mani. Lo spettacolo terminò a mezzanotte inoltrata. Adrian si alzò di fretta dalla sua poltrona, e si diresse nel back stage: aveva voglia di stringere Claudia, di baciarla, di farle capire quanto l’aveva amata come Giselle. Solitamente Adrian l’aspettava in auto, per darle il tempo di struccarsi e tornare ad essere lei. Ma quella sera, voleva Claudia. E voleva Giselle. Salutò, nella sua corsa, delle persone a caso del corpo di ballo, senza fermarsi. Arrivato alla porta del camerino di Claudia, pensò bene di entrare per farle una sorpresa. Ma quello che vide, una volta aperta la porta, lo spiazzò così tanto da rendergli quasi difficoltoso parlare: lei era ancora vestita da Giselle, con tanto di scarpette: le sue mani, le sue gambe, erano avvinghiate alla schiena di Erik, il primo ballerino. Lei era seduta sulla toilette, i suoi trucchi erano sparsi a terra e delle ciocche di capelli le si erano selvaggiamente districate dalla crocchia a causa di quello che senza ombra di dubbio era l’amplesso più animalesco ed orribile su cui Adrian avesse mai posato gli occhi. Ci volle qualche secondo, prima che lei si rendesse conto che, oltre le spalle del suo amante, suo marito la stava fissando. Adrian era sotto shock: l’unica cosa che la sua mente riuscì ad elaborare fu: “il Principe affranto si scopa mia moglie”. Ma era troppo scosso, e quel pensiero rimase nella sua testa. Claudia, con occhi spaventati e colpevoli lo fissava, così sconvolta da non riuscire neppure ad avvertire Erik di fermarsi, il quale, del tutto ignaro, continuava a morderla, stringerla e possederla. Adrian, finalmente, riuscì a parlare. -Ti aspetto in auto. – disse, lapidario. -Adrian… -Non metterci molto, Giulia ci aspetta a casa. - Il viaggio in macchina fu quasi surreale: Adrian guidava, cercando di non pensare alla scena orribile alla quale aveva assistito; Claudia, colpevole, guardava fuori dal finestrino, incapace di giustificarsi, riflettendo su cosa dire. -Adrian… -Metto un po’ di musica, ti dispiace?- La interruppe lui, allungando una mano verso l’autoradio. Lei lo fermò. -Adrian! Devi ascoltarmi, va bene? -No, non va bene. Cristo, NON VA BENE! – Adrian fermò la macchina in mezzo alla strada; la loro casa, con la loro splendida bambina, era a poco meno di dieci minuti di distanza. L’idea di sua figlia lo calmò quel tanto da permettergli di prendere fiato e spostare l’auto dalla carreggiata. Si parcheggiò sotto un castagno, ed accese le quattro frecce. -Non mi sono fermato qui per ascoltarti, – Disse, - ma solo perché non vorrei che oltre ad una madre troia, Giulia si ritrovasse con un padre menomato a causa di un incidente evitabile. -Hai ragione a darmi della troia. Non volevo tu vedessi quello che... -Da quanto tempo va avanti? – Domandò Adrian, senza lasciarla finire di parlare. – E non dirmi, non ti azzardare a dire, che questa è stata l’unica volta. Vi ho visti, voi... Cristo, se penso a tutte le volte che ho dato un passaggio a quello stronzo! Claudia lo guardò: l’unica volta che l’aveva visto così sconvolto era stato al funerale di suo padre, quattro anni prima. Ed in quel momento decise di essere sincera; perché, anche se lei stessa faticava a capire come, lo amava. Lo amava così tanto da farla stare male. -Io ed Erik stiamo assieme, Adrian. -Da quanto tempo va avanti? -Sono quasi due anni. Adrian incassò il colpo. -Caso strano, da quanto è diventato il primo ballerino, giusto? -Si. -La grande “Ètoile” non può permettersi di stare con un uomo come me, così da meno!- disse Adrian, mortificato e deluso. -Tu non meriti una figlia e un misero contabile come marito, tu meriti il meglio! – -Ti sbagli! Non sai quanto ti sbagli! Io ti amo... -E Giulia? -È stata un errore. Lo sai tu, e lo so io. – confessò lei. Se quello doveva essere il momento della verità, allora tanto valeva essere sinceri fino in fondo. - Era troppo presto. Se non... se non mi fossi fermata, a quest’ora sarei da tutt’altra parte! Per amore tuo, ho deciso di rallentare. Ma ora… Ad Adrian tremavano le mani. Prese un gran respiro, ed appoggiò la testa sul volante. -Senti. Lasciamo Giulia fuori da questa discussione. Lei non... Sei tu, Cristo! Sei tu, mi fai schifo Claudia. Tua figlia ti ama. IO TI AMO! E a te... -A me non basta. No. È vero. Con voi io mi sento in trappola, Adrian. Ed Erik ha ragione: merito di volare. -Che razza di stronzo. E quanto sei stupida, Claudia! Avevi tutto, tutto! Ora non riesco neanche a guardarti. Mi fai vomitare. -Adrian. Io ti amo, lo sai? -Cosa... -Aspetta! Sono sincera! Perché dovrei mentire, ora che sai tutto? Avrei potuto farlo fin da subito ed inventarmi una storia. Credimi. - Adrian alzò la testa dal volante, e si girò verso di lei. La guardò negli occhi, studiandone l’espressione: cercò di imprimersi nella mente ogni sfumatura, ogni pagliuzza dorata presente nelle sue iridi. Sapeva che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe visto sua moglie. -Mi ami si... ma non abbastanza. Non credo serva dirlo, ma è finita, Claudia. -Già. -Avrò cura di Giulia. – Disse, senza un preciso motivo -So che lo farai. Manderò qualcuno a prendere le mie cose. - Adrian aspettò che la moglie scendesse dall’auto, poi ripartì, verso casa. Accese l’autoradio, e, ancora sotto shock, lasciò che la musica gli riempisse il cuore e la testa: “it all returns to nothing, it all comes tumbling down, tumbling down”
  13. T.Chiara

    Mezzogiorno d'inchiostro nr. 62

    Ok. È stata dura, ma ecco i miei tre voti: 1) “Asereje”, di Ink. L’idea è originale, e il racconto in se mi ha fatto veramente sorridere. 2) "Jenny è pazza", di _Mari_ Che dire, perfetto: racconto ben costruito, ben scritto e con un personaggio caratterizzato alla perfezione. 3) “Perché esisti”, di Niko. L'ultimo voto è stato quello che mi ha creato più difficoltà, perché avrei voluto votare a pari merito Niko e Matt... alla fine, ho preferito premiare il racconto di Niko perché, nel complesso, l'ho trovato molto intenso.
  14. T.Chiara

    [MI62] Luce d'ombra

    Ottimo racconto, mi è piaciuto soprattutto il finale, per nulla banale o scontato. A parte la questione nome (David/ Davide) non ho nulla da segnalarti, anzi! Il racconto è scorrevole e piacevole da leggere, malgrado la tematica delicata. Complimenti, a rileggerti!
  15. T.Chiara

    [MI62] Poster

    Curioso, è il primo scritto del MI che leggo con il testo della canzone amalgamato al racconto. Come scelta stilistica non l'ho apprezzata molto, perché mi ha reso la lettura un po' più lenta. Ma è proprio una questione di gusti. Infatti, la seconda parte del racconto, in cui entra in scena la ragazza, l'ho trovata molto bella e ben costruita! In generale, ho trovato il tuo scritto comunque piacevole Complimenti!
  16. T.Chiara

    [MI 62] Innuendo

    No dai! Finisce così? Peccato, perché proprio nel momento in cui avrei voluto saperne un po' di più, il racconto si conclude. Ammetto che all'inizio, tutto quel descrivere, ha rallentato un po' la lettura. Però rimane la curiosità, sembra davvero, come già detto da altri, un'introduzione. Insomma, mi hai lasciata così, proprio sul più bello! Perché non pubblichi una seconda parte (giusto per approfondire) ?
  17. T.Chiara

    [MI62] Perché esisti?

    Ciao! Allora, dato che gli altri hanno già avuto modo di segnalarti tutto il segnalabile , parto direttamente con le mie considerazioni personali. Il tuo stile è molto interessante, così come il racconto in sé: l’ho trovato piacevole e scorrevole (malgrado qualche ripetizione) e il finale, anche se forse un po’ scontato, mi è sembrato perfetto. Quindi che dire... ti faccio i miei complimenti, secondo me hai centrato perfettamente il Prompt di Mezzanotte!
  18. T.Chiara

    Mezzogiorno d'inchiostro nr. 62

    No, non ho ancora deciso chi votare, ma ci sono quasi. Volevo solo avvisarvi che Il link al racconto di Matt porta a youtube!
  19. T.Chiara

    [MI 62] Komm, Süsser Tod

    Che dire, ringrazio tutti sia per i complimenti che per gli ottimi consigli! Il personaggio di Claudia è, forse, un personaggio che avrebbe avuto bisogno di qualche parola in più per essere spiegato. Claudia è semplicemente una donna sociopatica. È egoista, e crede che il marito e la figlia le abbiano "tarpato le ali" e rubato del gran tempo. Ama Erik, ma nel modo in cui una donna come lei può amare: cioè non abbastanza. Vive per amare sé stessa. Dopotutto, è “la stella” Il resto è solo un contorno, una cornice, che alle volte le sta bene e alle volte no. Per questo, la decisione di lasciare la figlia non l'ha turbata poi così tanto: non vedeva l'ora che il suo matrimonio finisse, per potersi lasciare alle spalle quei legami che lei viveva come “ancore”. Però, come detto in precedenza, se l'autore del testo deve spiegare i comportamenti dei propri personaggi vuol dire che "qualquadra non cosa" Farò tesoro delle vostre perplessità e cercherò di migliorare il mio stile di scrittura! PS: Ink, ho appena letto un tuo racconto. Ora capisco cosa intendeva dire Chinotto ahahahaha!
  20. T.Chiara

    Asereje [MI 62]

    Ahahaha! Racconto ben scritto, e soprattutto davvero molto originale! Mi hai strappato più di un sorriso! Non ho praticamente nulla da segnalarti, hai fatto un ottimo lavoro e sono onorata che abbiano paragonato il mio metodo di scrittura al tuo No, anzi, sai cosa? Mi sarebbe piaciuto da matti un approfondimento sulla canzone “El perizoma o el tanga?” Complimenti, Ink!
  21. T.Chiara

    [MI 62] Komm, Süsser Tod

    Grazie Chinotto per aver speso tempo nel commentare il mio scritto. Che dire, non conosco questo "Ink", ma evidentemente abbiamo uno stile simile Cercherò sul forum qualche suo scritto, anche perché in genere non faccio mai caso ai nomi degli utenti e sono così smemorata che ci sta anche che io abbia già letto qualcosa di suo e non me ne ricordi In quanto alle tue perplessità, sono tutte dovute dal fatto che evidentemente non sono riuscita a caratterizzare Claudia come volevo, il che è un grandissimo buco nella storia, visto che le decisioni prese da lei e l'evoluzione del rapporto con suo marito si basano proprio sul suo carattere da prima donna. Cercherò di prestare più attenzione agli errori da te segnalati, in futuro! Grazie ancora!
  22. T.Chiara

    Mezzogiorno d'inchiostro nr. 62

    Ed ecco il mio racconto! Prompt di Mezzogiorno!
  23. T.Chiara

    [MI 62] Komm, Süsser Tod

    La canzone da cui mi sono ispirata fa parte della colonna sonora del celebre anime "Evangelion" Il link,
  24. T.Chiara

    Lost in the supermarket

    Eccomi qui in veste di commentatrice (anche se ammetto che commentare gli scritti degli altri utenti mi mette sempre un po’ in soggezione, in quanto io stessa ho ancora molto da imparare e temo di non essere d’aiuto quanto in realtà vorrei). Ho letto il tuo racconto tutto d'un fiato. Meraviglioso. Lo stile che hai utilizzato, per come hai impostato il racconto, è stato più che efficace: hai creato l’atmosfera giusta, un buon mix di delirio, insensatezza e paura. Posso assicurarti che io ero lì, con Burt e il nostro protagonista, a seguirne le follie nei vari reparti del supermercato. Se questo era il tuo intento, quindi, complimenti! Mentre leggevo mi immaginavo ogni scena! Perfettamente credibile la pazzia generale che attanaglia un po’ tutti i vivi. Ma soprattutto i due protagonisti li hai caratterizzati meravigliosamente. Questa scena, in particolare, mi ha fatto venire i brividi: Unico neo, forse, il "chissà" troppo ripetuto. Poi, subito dopo, scrivi nuovamente: Mi ha fatto un po' storcere il naso, perché avevi appena utilizzato la stessa identica frase per introdurre la storia delle ragazzine. Nel complesso, ripetizioni comprese, tutto funziona alla grande! Tant'è che, proprio quando mi stavo chiedendo se le pistole avessero o meno munizioni infinite, tu hai aggiunto: Quindi, che dire... è stato un piacere leggerti!
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