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Niko

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Tutti i contenuti di Niko

  1. Il Trampolino

    Scusate se mi intrometto, ma la definizione di Editing è leggermente diversa. Suggerire modifiche da applicare (non so quanto generiche o specifiche) è più riconducibile a una valutazione. Con l'editing "ci si sporca le mani", diciamo. Si mette mano al testo di concerto con l'autore, ecco. Tutto qui. Buon proseguimento
  2. Mi sono reso conto che qualsiasi discussione si apra sull'editoria in generale, molti utenti e Case Editrici finiscano poi per dibattere, con toni più o meno accesi, su quale strada sia meglio percorrere. Un po' di tempo fa ho scritto un articolo al riguardo; lo riporto qui, così da fornire una base per un dibattito (prego di mantenere toni civili e rispettare le opinioni altrui). Sottolineo che queste sono mie personali considerazioni: che spero siano utili per lasciare che si formi un'idea chiara nelle testa di ognuno di voi, anche se in parte o completamente diversa dalla mia. Quindi, veniamo alla domanda. Self publishing o Casa Editrice tradizione? Entrambi hanno pro e contro; dipende da quello cui si aspira e quali necessità si hanno. Faccio una breve lista soggettiva di Pro e Contro delle due realtà. Editoria tradizionale (Casa Editrice) Pro È basata su un sistema ben preciso e collaudato (che poi questo possa funzionare male è un altro discorso). Teoricamente* dovrebbe affiancare/sostituire l'autore nella fase di pre-pubblicazione (correzione di bozza, editing, impaginazione, grafica di copertina) e fornire questi servizi in modo del tutto gratuito. La casa editrice si occupa interamente della fase di pubblicazione (cartacea e/o digitale). Teoricamente* dovrebbe affiancare/sostituire l'autore nella fase di post-pubblicazione (promozione, distribuzione, vendita). La media e la grande editoria hanno a disposizione mezzi quasi (attenzione al quasi) mai raggiungibili dal singolo autore che si autopubblica. È possibile (e dovrebbe essere sempre così) pubblicare senza spendere nemmeno 1 euro. È possibile guadagnare un anticipo sui libri, spesso conteggiato in migliaia di euro (vale solo per media e grande editoria). Ha un marchio riconoscibile; il lettore medio è rassicurato dalla sua presenza e acquista più facilmente libri editi da case editrici: questo vale anche per le Piccole CE. *Ho scritto "teoricamente" perché può capitare che molte piccole Case Editrici non facciano (o sappiano cosa sia) editing, né sono grafici o correttori di bozze professionisti, ma si improvvisano tali. La stessa cosa vale per il post (promozione): tutto fatto con poca professionalità. Questa non è la regola, ma visto il numero di piccole Case Editrici (superiamo le due migliaia di attive, in Italia) è facile trovarne di questo tipo. Contro La piccola editoria non ha infiniti mezzi per valorizzare un libro di un esordiente, quindi il punto relativo a distribuzione e promozione può risultare spesso sotto le aspettative di un ignaro esordiente. Attenzione: questo non succede perché i piccoli editori sono brutti e cattivi, ma per le falle del sistema in sé. La media e la grande editoria riescono a superare questi ostacoli, ma non è sempre detto che sia così: un libro può passare in sordina che sia pubblicato da PicoPalla Edizioni, da Mondadori, Marsilio o altro; dipende da quanto la Casa Editrice abbia intenzione di investire sull'autore (sono decisioni di natura aziendale, fatte per profitto; la grande Casa Editrice è un'azienda vera e propria e questo non dovrebbe mai essere dimenticato. Non è necessariamente un male). È possibile che la piccola casa editrice cui ci si rivolge non sia seria né professionale come ami pensare, o che richieda dei contributi per i servizi collaterali, acquisto copie, eccetera. Anche per questo esiste il Writer's Dream. Basso potere decisionale da parte dell'autore (a partire dal prezzo di copertina, per esempio). Self Publishing Pro Offre molte soluzioni alternative. Potete affidarvi a piattaforme POD (Print on Demand) e/o POS (Print on Sale) o fare tutto da soli, letteralmente. Da sottolineare che può capitare che la piccola casa editrice stessa si affidi a piattaforme di POD o POS. Le piattaforme di Self publishing possono affiancare/sostituire l'autore nella fase di pre-pubblicazione (correzione di bozza, editing, impaginazione, grafica di copertina) o post pubblicazione (promozione, vendita, distribuzione), ovviamente a pagamento. Margini di guadagno molto più alti per l'autore esordiente. Alto potere decisionale da parte dell'autore in tutte le fasi del processo. Contro Bisogna fare tutto da soli, o quasi (dipende dalla scelta di affidarsi o meno a piattaforme POD o POS). Per farlo, si dovrà quindi imparare a impaginare un testo, creare un ebook, capire quali piattaforme online possono distribuire ecc. (un esempio su tutti, Amazon con il servizio Kindle Direct Publishing). Perché è un contro? Perché non è da tutti saper fare bene le cose da soli; soprattutto in questo campo. Richiede un investimento iniziale, che può essere minimo, di poche decine di euro per i semplici servizi POS o POD, e può arrivare a migliaia di euro nel caso si diventi veri e propri editori (e imprenditori) di sé stessi. Non ha un marchio riconoscibile come avviene per la pubblicazione tramite casa editrice, e può capitare che un libro pubblicato in self venga "snobbato" a prescindere. In Italia, è fondamentalmente così (a torto o a ragione che sia). Se non ci si impegna a fondo, è probabile fare un buco nell'acqua (vale anche per l'editoria tradizionale, certo, ma per il Self vale il doppio). Bene, ci sarebbe molto altro da dire e approfondire, ma penso di aver gettato abbastanza sassi nello stagno da lasciarvi proseguire da soli. Buon dibattito e, mi raccomando, toni conformi al Regolamento, punto 1.2 in particolare
  3. Con o senza costume?

    Pure io...
  4. Festival InChiostro 2018

    Non posso promettere niente, ma se riesco mi farebbe piacere passare! Cerco di organizzarmi, mille spostamenti permettendo Bellissima iniziativa, Lorenzo. Complimenti
  5. Diventare lettore per case editrici

    Aggiorno al discussione perché in molti mi hanno contattato per avere informazioni private. Le scrivo qui, così non mi ritroverò sommerso Delle tre Case Editrici con cui ho collaborato come lettore volontario tra il 2014 e 2015, solo una offre ancora (ad oggi, aprile 2018) questa possibilità, ed è la Panesi Edizioni, che cerca sempre lettori volontari (qui trovate i contatti). Quello che faranno è inviarvi di tanto in tanto (di solito ogni 15 giorni) un libro da leggere e per cui compilare una scheda di valutazione. Dovrete riempire campi standard come Titolo, Autore, Pagine e Genere, per poi approfondire Trama, Struttura e stile, Linguaggio e forma, Punti di forza e punti deboli e assegnare un voto. Per me è stata (ai tempi) un'esperienza molto formante e anche divertente, che però non ho potuto proseguire per troppo tempo perché lo si fa da volontari, a titolo gratuito; e le cose preferisco farle per bene o non farle affatto. Spero di esservi stato utile, buon proseguimento a tutti
  6. Con o senza costume?

    @Alorigo Personalmente penso che lo scrittore del libro debba apparire quantomeno normale (non dico elegante, quello non per forza, anzi). Sicuramente qualcuno "vestito" come dici, insomma un cosplay, attirerebbe di più l'attenzione. Ma se questo cosplay fosse l'autore stesso del libro, per me è decisamente no. Prendi questo parere come del tutto soggettivo, beninteso, poi ognuno è libero di fare quello che vuole
  7. Or sono o orsono?

    La risposta giusta è proprio questa, come si evince anche dalla Treccani (in sinonimi di fa, or sono viene usato solo al plurale). Insomma, non si può usare "or sono" (talvolta anche univerbato in "orsono", corretto in egual modo) con un anno. Si dovrebbe dire "un anno or è" o "or è un anno", che non si usano più, perché forme arcaiche. Si usa, in quel caso, "un anno fa", mentre al plurale si può scrivere "tre anni or sono" sia "tre anni orsono".
  8. I Doni delle Muse

    Ci ha risposto molto gentilmente Andrea Tuffanelli e riassumo: Accettano esordienti, quello che conta è la qualità del manoscritto, non l'esperienza dell'autore. Tra i loro autori si possono trovare curricula letterari piuttosto vari. Bisogna però tenere presente che in questo periodo stanno privilegiando la saggistica e i libri illustrati per ragazzi dedicati alla mitologia e alla storia della letteratura scritti dai loro collaboratori interni, pertanto non c'è molto spazio per la narrativa. Non richiedono contributi, e tutti i testi scelti sono editati professionalmente a più livelli e passano dalle mani di diversi collaboratori specializzati nell'argomento trattato. Sono distribuiti da Fastbook e Libri Diffusi. L'aspetto che ritengono essere più importante è il contatto diretto con il pubblico e desiderano entrare in contatto con autori che lo considerino una priorità. Negli anni, hanno organizzato presentazioni, conferenze, incontri con le scuole e eventi letterari-musicali. Sposto di nuovo in Free
  9. Nuova Editrice Magenta

    Il gentile sig. Azzalin mi ha chiesto di riportare anche questo: per raggiunti limiti di età, cerca anche nuovi soci di capitale per fare di più e continuare meglio. Buon proseguimento a tutti
  10. Lettere Animate Editore

    Viste le testimonianze contraddittorie, provvediamo a inviare mail alla CE.
  11. Che sta succedendo all'editoria?

    Sulla scia della discussione "che sta succedendo alla lettura?", apro questo dibattito dopo aver letto un articolo interessante, questo. "...secondo quanto riportato dall’Associazione Italiana Editori, gli italiani sono un popolo di lettori che legge pochissimo. [...] Ma nel nostro paese, il vero problema non riguarda il consumo di libri bensì la produzione. [...] Si tratta di affermare il falso quando si dice che il popolo degli italiani è un popolo che non legge perché si sono affermate le nuove tecnologie. Gli italiani non sono mai stati lettori assidui e frequenti." Fin qui, non ci piove. "Come lavora l’editoria? Ogni anno, gli editori sono costretti a rincorrere il mercato e a sperare che i libri editi presso le loro case editrici (dalle più famose alle meno conosciute) raggiungano lo scaffale delle librerie di tutta Italia. [...] Prima di procedere alla stampa di un libro, l’editore deve promuovere quel dato oggetto attraverso una serie di escamotage: uno di questi può ricadere sulla scelta di cominciare a stampare una piccola porzione del numero di copie del libro in questione e inviarlo alle librerie. In seguito l’editore si trova ad aver guadagnato un profitto che in realtà risulta essere fasullo: a ogni libreria sarà inviato un numero di copie indefinito e la casa editrice riceverà un profitto di qualcosa che ancora non è stato venduto e altro non è che un prestito. Quando però, dopo qualche mese che i libri sono arrivati in libreria e il pubblico non ha mostrato interesse e non ha acquistato nulla, il libraio è costretto a chiamare l’editore che è obbligato a riprendere i libri non venduti e riguardare i costi di resa. Per evitare la crisi, la casa editrice è con le spalle al muro e per coprire le spese deve promuovere e pubblicare altri libri e altri progetti con l’auspicio di non rimetterci. Al giorno d’oggi l’editoria italiana ha subito un processo di industrializzazione che ha fatto sì che si creasse un mercato che ha come sinonimo quello di somigliare a giungla affollata in cui c’è una lotta alla sopravvivenza in ogni momento. Per risolvere queste problematiche legate ad una presunta crisi ogni casa editrice, dalla più importante alla più recente, dovrebbe evitare la scomparsa dei propri progetti culturali e trovare una soluzione." Il processo di vendita dei libri è ormai conosciuto e, chi sguazza da un po' in questo mondo ne è ormai consapevole. Spesso le Case Editrici stampano altri libri per non perdere soldi con quelli appena stampati, e poi ne stampano altri e altri e altri ancora sempre per lo stesso motivo. La vera domanda è: quale soluzione? L'autrice dell'articolo ne propone una: "...mostrando coerenza: basterebbe proporre con chiarezza il proprio progetto editoriale e culturale che abbia come obiettivo non la concorrenza, non il mercato, non i guadagni, ma quello di ripristinare il rapporto tra libro e i lettori." Facile a dirsi, difficile a farsi. Cosa ne pensate voi utenti e cosa ne pensano gli editori del nostro forum (digitali e non)? Ne taggo qualcuno attivo ultimamente (o da sempre). @Spartaco per Tempesta Ed. @Nativi Digitali Edizioni @Gianni La Corte @Argento Vivo Edizioni @Aporema Edizioni
  12. In realtà qui sul forum abbiamo l'esempio di Francesco Grandis, prima autopubblicato su amazon e poi preso in Rizzoli. La Rizzoli non ha fatto segreto dell'autopubblicazione, anzi, è stata citata in biografia con le 10.000 copie vendute. Non conoscendo il percorso dell'autrice dell'esempio, non possiamo sbilanciarci e dire che è questione di self o di altro.
  13. @cld Tutto sistemato Ricorda di inserire il commento all'inizio, in cima alla discussione, la prossima volta
  14. Nuova Editrice Magenta

    Ci ha risposto Dino Azzalin e riassumo: Accettano esordienti, prevalentemente di poesia; ai giovani "opera prima" non viene richiesto alcun contributo, ma il lavoro deve essere in linea con il catalogo. La prenotazione di copie è gradita ma non obbligatoria. Vengono offerti servizi editoriali gratuiti solo ai testi scelti per la pubblicazione; sono distribuiti da Unicopli-MIlano. Promuovono ogni opera ma, cito, "insegniamo soprattutto all'autore a seguire se stesso e a guadagnare un suo pubblico." Sposto in Free, chi ha esperienze dirette è invitato a condividerle.
  15. Teke Editori

    Ci ha risposto Lucia P. de Paola e riassumo: Accettano volentieri esordienti, non chiedono contributi (ci hanno assicurato che, ad oggi, non ne richiedono nemmeno per i saggi). Offrono servizi editoriali gratuiti, distribuzione, editing, impaginazione, correzione di bozze agli autori scelti. Portano gli autori nelle principali fiere del libro (quest' anno anche alla Fiera del libro di Torino) e fanno presentazioni. Il distributore è Alessandro Co. Italia. Sposto in Free.
  16. Akkuaria

    Ci ha risposto Vera Ambra in maniera concisa e riassumo: Accettano esordienti, non richiedono contributi, non offrono alcun servizio editoriale, distribuiscono in autonomia. Per promuovere i libri, organizzano eventi su tutto il territorio nazionale per gli autori (ai quali di solito non presiedono). Da parte loro partecipiamo a saloni del libri e fiere letterarie. Sposto in Free.
  17. Editoria & Spettacolo

    Ci hanno risposto e riassumo, visto che non ci hanno dato l'autorizzazione a citarli né a fare il nome di chi ci ha risposto: La Casa Editrice esiste dal 2001 ed è specializzata nella pubblicazione di edizioni di teatro e spettacolo. Non accettano manoscritti di esordienti e non richiedono contributi. Hanno distribuzione "nazionale" online e tramite alcune librerie specializzate o circuiti alternativi. Dato che non vengono accettati manoscritti di esordienti, archivio.
  18. Mincione edizioni

    Ci ha risposto Mariangela Mincione e riassumo: Hanno anche autori emergenti e non chiedono contributi. Il lavoro redazionale (correzione bozze, impaginazione) sono offerti gratuitamente solo per i manoscritti scelti in fase quindi di pubblicazione; hanno una distribuzione sul territorio nazionale attraverso vari distribuzioni regionali, promuovono tramite presentazioni, ufficio stampa e fiere. Sposto in Free.
  19. L'umano dietro la luce

    @Kuno Mi hai steso O io ho steso l'intruso?
  20. Sei un caso perso... Un buon libro ha entrambi, "dentro e fuori" per rimanere nella tua analogia, non c'è molto da discutere. E mi dispiace che ci siano ancora persone che pensano che i contenuti siano tutto o l'inverso, che la forma eccelsa sia abbastanza per rendere buono un libro. Però, oh, de gustibus.
  21. Madonna, che mi tocca leggere Ancora questa storia, camparino? Forma e contenuti vanno a braccetto, non si può dire che uno è più importante dell'altro!
  22. L'umano dietro la luce

    Nerio è bellissima
  23. Guanto di Sfida

    Ciao Vincenzo. Siamo in riunione Staff e Marcello non ha i mezzi tecnologici per scrivere: lo faccio io su diretta indicazione. Il tema che ha scelto è: Dignità.
  24. La montagna incantata, Thomas Mann

    La montagna incantata è un fedele, complesso, esauriente ritratto della civiltà occidentale dei primi decenni del Novecento e, nella sua incantata fusione di prosa e poesia, di vastità scientifica e di arte raffinata, è il libro, forse, più grandioso che sia stato scritto nella prima metà del secolo." Con queste parole, un entusiasta Ervino Pocar concludeva l'introduzione all'edizione della "Montagna incantata" da lui tradotta nel 1965 che da allora ha fatto conoscere e apprezzare ai lettori italiani questo Bildungsroman straordinariamente complesso ambientato in un sanatorio svizzero, il celebre Berghof di Davos. Quando il protagonista, il giovane Hans Castorp, vi arriva, è il tipico tedesco settentrionale, un solido e rispettabile borghese. A contatto con il microcosmo del sanatorio il suo carattere subisce un'evoluzione e un incremento: passa attraverso la malattia l'amore, il razionalismo e la gioia di vivere, il pessimismo irrazionale, senza che nessuna di queste posizioni lo converta. Ma in mezzo a tante forze contrastanti, Castorp trova il proprio equilibrio. In questo mondo dove il tempo si dissolve e il ritmo narrativo si snoda in sequenze di ore, giorni, mesi e anni resi tutti indistinti dalla routine quotidiana, egli può liberamente crescere. Paradossalmente (l'umorismo di Mann),dopo essere stato convertito alla vita Castorp tornerà alla pianura per perdersi nell'inutile strage della "grande" guerra. La discussione sarà aperta il: 09/04/2018 Per iscriversi al gruppo: collegamento alla proposta Partecipanti che hanno già aderito: @unacasanellospazio@Kuno@Nanni@Niko@swetty@Emy@sefora
  25. Il mio primo contratto a prima botta(in testa)

    Ciao https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/30000-guida-alla-pubblicazione-di-un-romanzo-un-passo-dopo-laltro/
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