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Niko

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    StakaNiko
  • Compleanno 02/05/1990

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    Uomo
  • Provenienza
    Napoli
  • Interessi
    Leggere, scrivere, viaggiare.

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  1. Niko

    Agenzia Dedalo

    Buongiorno a tutti. I preparativi per il Seminario sull'Editoria, che avrà luogo a maggio 2020, sono conclusi. Per tutte le informazioni del caso lascio il link all'evento qui sul WD. Per qualsiasi domanda, scriveteci pure a info@agenziadedalo.it
  2. Niko

    Editor napoli

    Ciao, @mcor Esiste la sezione Freelance, dedicata allo scopo. Dalle un'occhiata Chiudo.
  3. Niko

    Pseudo case editrici

    Intervento di moderazione @Foolwriter Forse sei un po' confuso, e hai risposto in malo modo quotando uno Staffer che ti ha gentilmente chiesto di non usare parolacce e moderare il linguaggio, come da regolamento. Fermo restando che la tua reazione non se la merita nemmeno l'utente con cui stavi discutendo, mi pare fuori luogo questo atteggiamento ostile. Ti prego intanto di chiedere scusa al nostro @ElleryQ che col tuo alterco non c'entra nulla, e poi di moderare toni e approcci. Cerchiamo di discutere e dibattere in modi civili, per favore; e qui mi rivolgo all'utenza in generale e non solo a @Foolwriter. Grazie a tutti
  4. Niko

    Presentazioni &co. Come farsi conoscere?

    @Foolwriter hai ragione, però lì andiamo a parare su un altro discorso, e cioè quello della percezione della gente in generale e dei lettori in particolare. Le case editrici big le conoscono tutti ed è sicuramente ottimo pubblicare con loro, ma ti assicuro che ci sono tante persone che pubblicano un libro con una big e poi fanno flop, e magari nemmeno per colpa loro, perché il libro è effettivamente buono. Io parlavo invece della realtà dei fatti, che differisce da quello che la maggior parte delle persone giustamente pensa, senza avere il quadro del "backstage" chiaro in mente. Chiaro, questo è un discorso che necessiterebbe di tantissime parole e spiegazioni dei meccanismi che sottendono l'iter della pubblicazione, oggi, in Italia. Semplificare è il mio motto, di solito, ma in questo caso proprio non si può. Diciamo che alle volte bisogna fare anche ragionamenti controintuitivi per arrivare più vicini possibile alla verità. Faccio una domanda provocatoria. Tu pensi che tutti e 20 o 30 autori esordienti pubblicati da Mondadori ogni mese diventino poi famosi o campino di scrittura? Pensaci... Che poi tu possa farlo con maggiore probabilità che se pubblichi con una CE piccola, è pacifico. Ma esistono anche delle eccezioni.
  5. Niko

    Soggetti che fumano in un romanzo/racconto

    @Ugo1951 Stiamo parlando di scrittura creativa, e in quanto tale puoi scrivere quello che ti pare. Ragionando in questo modo, non si potrebbero più scrivere gialli oppure horror, visto che ci sono sempre morti o reati di mezzo. Inoltre, a quanto mi risulta, fumare non è un reato. In ogni caso stiamo parlando di un dubbio che non ha ragione d'esistere.
  6. Niko

    Il Filo di Arianna

    @Laura Gronchi Ciao! Preferiamo non fare recensioni su commissione o su richiesta, ma solo per i libri su cui abbiamo qualcosa da dire, senza alcun ritorno o scopo pubblicitario. Mi dispiace! A tal proposito, proprio oggi è partita la categoria lettura del nostro blog, con un interessante articolo di Ilaria Ferramosca, della squadra Dedalo. Gennaio è infatti il mese della Memoria e non potevamo esimerci dal dedicare uno spazio a questa tematica; specie in un’epoca come quella attuale, di nuovo funestata da episodi d’intolleranza e antisemitismo dopo ben ottant’anni. Buona lettura! La memoria del silenzio
  7. Niko

    Troppi personaggi

    Se si introducono bene e senza "correre troppo" ne puoi inserire quanti ne vuoi. Ti snocciolo qualche regoletta di base (utili per entrare nell'ottica giusta, e da ignorare una volta capito il meccanismo). Per storie brevi (racconti, per esempio) meglio non andare mai oltre i tre personaggi. Questo può valere anche per singole e brevi scene di un romanzo più corposo. Durante la scrittura di una storia più complessa e lunga come romanzi e saghe, puoi inserire anche molti più personaggi, l'importante è farlo con i tempi giusti. Il lettore dovrebbe avere a disposizione del tempo (= tot di pagine e scene) per assimilare nomi e caratteristiche dei personaggi prima di inserirne di nuovi. Se introduci Tizio, Caio e Sempronio all'inizio del libro, non ci sarà alcun problema a inserire altri personaggi pian piano, perché il lettore si ricorderà sempre di quelli già introdotti. Cerca di mantenere un numero di protagonisti del libro che sia esiguo. A tutti i lettori piace istintivamente avere vari livelli di complessità in scena: protagonisti, antagonisti, personaggi secondari, comparse, personaggi solo nominati e mai mostrati (Sauron ringrazia e ti fa l'occhiolino. Erm, l'occhiolone) e ogni possibile mix tra questi. Non inserire mille personaggi utili o inutili solo perché il mondo è grande (Martin? Chi ha detto Martin?). Ignora tutto quello che c'è scritto sopra quando necessario e quando il risultato è buono anche se "sulla carta" non sembra esserlo. Spero di essere stato un pochino utile. Buona scrittura, @leopard
  8. Niko

    Presentazioni &co. Come farsi conoscere?

    No, per niente. Con editori big le vendite minime che ci aspetta (lato editore, aziendale, intendo) vanno dalle 5 alle 10 mila copie, milioni non li fa più nessuno, se non i grandi scrittori internazionali. Le fasce pubblicitarie spesso mentono o sono volutamente ambigue. "Autore da milioni di copie" significa che nella sua carriera ha venduto tanto, non per forza con un solo libro! Quando parlo di 5-10 mila copie mi riferisco comunque al minimo sindacale per permettere all'editore big di turno di rientrare con le spese e l'anticipo dato all'autore. Ovvio che poi si punta a numeri più alti, ma il meccanismo editoriale di pubblicazione, costi e resi ha reso anche le Big (e non solo piccole e medie) dei fucili a mitraglia di centinaia di pubblicazioni da sparare nel mucchio, con il best seller di turno che ripaga tutti gli altri fallimenti. Le piccole invece si possono permettere altri tipi di politiche editoriali, se vogliamo anche di maggior qualità (se la piccola è seria e professionale, altrimenti parliamo del nulla...). In ogni caso i post di @L'antipatico trasudano grandi verità, e cioè che pubblicare con una big non significa assolutamente nulla se si fa parte di un mucchio indistinto. Molto meglio, a quel punto, pubblicare con una piccola seria ed essere uno degli autori di punta, per dire.
  9. Niko

    Rubbettino

    @José Quirce @Avv.Lenti In questa discussione si parla della Rubbettino e non dell'editoria in generale, quindi vi prego di tornare in topic o continuare la discussione altrove (in privato o in pubblico, ma in altre sezioni del forum più adatte, come Varie ed eventuali). Grazie a entrambi!
  10. Niko

    Algra Editore

    Intervento di moderazione Come chiaramente specificato nel mio primo messaggio, che cito: @GioSte è stata bannata dal sito per 30 giorni. Evitiamo di continuare con questo inutile scambio. Buon proseguimento a tutti.
  11. Niko

    Algra Editore

    Intervento di moderazione @cheguevara @GioSte consideriamo qui chiuso il poco costruttivo scambio dei vostri ultimi messaggi. Se volete continuare, fatelo altrove o in privato; in caso contrario provvederemo con l'immediato ban di 30 giorni dal sito. Vi ricordo che non è possibile rispondere al presente messaggio in questa discussione, per evitare di "sporcarla" ancora (in privato, invece, lo Staff rimane sempre disponibile). Buon proseguimento a tutti.
  12. Niko

    Richieste abilitazione Narrativa over 18

    Non so nemmeno io Fatto!
  13. Niko

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Fatto
  14. Niko

    Editing o editing(s)?

    Tutto giusto, ma c'è un ma. A te piacerebbe che ti dicessero questo? Non penso, no. Perché non bisogna parlare solo "degli altri", ma parlare anche mettendosi nei panni dell'una e dell'altra sponda (scrittori o aspiranti tali e fornitori di servizi). Facciamo un gioco: proviamoci a mettere nei panni di entrambi! Lato scrittore o aspirante tale, a nessuno piacerebbe sentirsi dire di dedicarsi agli scacchi piuttosto che al suo sogno (o semplice passione, hobby). Non solo non piacerebbe sentirselo dire, ma spesso ce la si può prendere, perfino diventare aggressivi. "Questi non capiscono un cazzo!", oppure "Sono solo addetti ai lavori con la puzza sotto al naso!", "non mi capiscono!" e via discorrendo. Potrebbero anche infamare l'immagine di tizio o caio solo perché gli hanno detto di dedicarsi agli scacchi. Lato fornitore di servizi, agente o addetto ai lavori in genere, ci sono due fattori da tenere di conto: quello morale e quello economico (la famosa pagnotta di pane da portare a casa). Quello più spicciolo è quello economico. Se io ti dico di dedicarti agli scacchi perdo un potenziale cliente. Sarà anche brutto da dire, ma è così. Il fattore morale spinge dalla parte opposta: dovrei mentire per portare la pagnotta a casa...? No, non è mica tanto bello... anche se lo fanno in tanti. Allora entra in gioco la professionalità, per chi ce l'ha. L'etica professionale, per essere più precisi. Essere sinceri, senza per questo essere stronzi o irrispettosi. In questi anni mi è capitato di dare una versione molto più elaborata, gentile e giustificata del "datti agli scacchi". Alle volte ho perso potenziali clienti, certo... pazienza, però: sono stato sincero e rispettoso. Personalmente non mi va di ravanare nel portafoglio di un ignaro sognatore senza arte né parte per la scrittura. Altre volte, invece, la persona in questione ha ascoltato, rimuginato e infine capito, con un approccio che definire umile è poco. E pur essendo sincero e "brutale", il professionista che si comporta così, in questi casi, può portarsi anche la pagnotta a casa, perché quella persona magari capisce che quel libro è una ciofeca e che non arriverà mai da nessuna parte, ma vuole lavorarci lo stesso per capire, imparare, conoscere. E l'editing, come già suggerito, diventa un laboratorio di scrittura più per sé stesso che per il libro. Penso che la cosa migliore da fare sia mettere nella condizione il proprio interlocutore di scegliere con consapevolezza. Ti offro un servizio, magari caro per molti, ed è giusto che tu prenda la tua decisione in autonomia rispetto alle implicazioni economiche, pratiche, eccetera. Ma lo fai consapevole, e soprattutto trattato da persona, non da numero cliente. Resta inteso che tutto quanto sopra esposto rappresenta la mia filosofia e non per forza la cosa più giusta da fare. Si lavora ogni giorno per migliorare!
  15. Niko

    Editing o editing(s)?

    @Ace Sul lato economico non posso darti torto: è una questione tutta personale. Certo è che se un autore prende sul serio la sua passione o il suo lavoro (la scrittura può diventarlo, anche se è difficile) l'editing è sicuramente una possibile opzione d'investimento. Come ho già scritto, un buon editing non migliora solo il testo in sé, ma anche il portatore della penna In questo senso può essere visto anche come un vero e proprio laboratorio di scrittura. Resta inteso che ognuno bada ai propri affari e io ne sono consapevole, tanto che nella guida alla pubblicazione presente anche su questo portale ho dato consigli basilari per "editing" (chiamiamole "revisioni", meglio) a costo zero. Anche questa è verità. L'editing è un atto di natura teoricamente obiettiva adattata ad un quadro per forza di cose soggettivo.
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