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Kuno

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4.533 Più unico che raro

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  1. Kuno

    Cosa state leggendo?

    Mi chiedo spesso per quale motivo io non legga americani e britannici in lingua originale, dato che che conosco l'inglese non proprio da madrelingua ma piuttosto bene. Così ho deciso che da ora in poi cercherò di leggere americani/inglesi/australiani/ecc in lingua inglese e tedeschi/austriaci/svizzeri/ecc in lingua tedesca (col tedesco me la cavo meno bene, ma con un po' di pazienza...). Inizio col primo libro del ciclo di Dune, di cui si parla spesso sul forum. @Alberto Tosciri mi ha incuriosito in modo particolare, perché lo ha citato più volte negli ultimi anni.
  2. Kuno

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Vince lo sfidante che riesce a leggere più caratteri di fila prima di correre in bagno. Scusa Niko, ma capiti raramente in Officina e dobbiamo sfogarci finché siamo in tempo.
  3. Kuno

    [Off Topic] Telecronaca delle Sfide

    Sticazzi!
  4. Kuno

    [MIXL2] La grande scoperta

    Ciao @Alessandro1982 L’idea della Terra come eccezione alla regola in un universo dove a estingersi sono sempre i mammiferi, non i rettili, mi ha divertito molto. L’unico pezzo che mi ha convinto meno è il dialogo sui difetti dei terrestri. Qualunque fosse la tua intenzione, quel botta e risposta mi sembra un po’ finto. Non so se è perché è scritto male e l’autore umano emerge troppo, tanto da mostrare dita e fili che manovrano i personaggi, o se invece è solo perché la scenetta degli alieni increduli davanti alla tendenza autodistruttiva degli umani è stata usata così tante volte, che ti fa alzare gli occhi al cielo ovunque la trovi, anche quando magari l’intenzione dell’autore non è farci la morale (come in questo caso). Carina invece la scenetta in cui il dinosauro spaziale, così sicuro di aver capito tutto sulla nostra razza, prende in giro gli umani cercando di convincerli a mangiare un fiore. Non è l’unica trovata simpatica del racconto. La cosa che invece non ti perdono? Questa: Stiamo cercando di immedesimarci in un lucertolone spaziale, cosa già abbastanza difficile, visto che dall’altra parte ci siamo noi. Perché mai convertire in umanese le unità di misura aliene? Se dobbiamo pensare da alieni, parlaci come fossimo alieni. Tanto se dici che l’uomo raggiunge in media i 23 Flichi, il lettore lo capisce da solo che 23 Flichi devono corrispondere al nostro 1,75-1,80m, perché sappiamo tutti che quella è più o meno l’altezza media di un esemplare maschio di essere umano. Non posso continuare perché vorrei commentare tutti e devo risparmiare tempo. Mi fermo qui. Per me è una buona prova! Ciao.
  5. Kuno

    [MIXL2] Werwolf

    Ciao @Alberto Tosciri Ho una pessima memoria, ma mi pare che non sia il primo tuo racconto costruito intorno al confronto tra due “nemici”. Mi piace come approccio perché pur mancando l’azione, la storia e la tensione emergono dai dialoghi, così il racconto non risulta morto come un lago. In questo caso in realtà non abbiamo un vero e proprio confronto tra due avversari, perché uno dei due personaggi parte chiaramente sconfitto, sia perché ci dici subito che il ragazzo è spacciato, sia perché il ragazzo è poco più di un bambino. Un ragazzo di quindici anni, in generale, non ha una personalità solida come quella di un adulto. Questo poi è un quindicenne indottrinato. È a malapena una persona. Non fraintendere: voglio dire che è un prodotto e una vittima del gruppo al quale appartiene, e parla e “ragiona” come tutti i ragazzi nella sua stessa situazione. Molto bello quindi il modo in cui ci mostri le dinamiche del gruppo di cui parlava la traccia, ma senza spiegoni o descrizioni. Usi i gesti e le parole del ragazzo come un filtro. Mi fermo qui perché vorrei lasciare un commento a tutti e non ho tempo per analizzare fino in fondo ogni testo. Il tuo comunque mi è piaciuto. Ciao.
  6. Kuno

    [MIXL2] Riconoscere non è conoscere

    Ciao @Poeta Zaza Ognuno di questi cinque piccoli episodi potrebbe diventare un breve racconto autonomo, perché le idee sono carine e ognuna potrebbe essere sviluppata e ampliata. Solo l’episodio ambientato in chiesa mi sembra più debole. A parte il dettaglio del fazzoletto non aggiunge molto al testo, l’episodio raccontato è poco significativo. Credo che manchi il contrasto che invece è presente negli altri episodi: il derubato che terrorizza il ladro prima di lasciarlo andare con tutto il bottino, il nonno in visita al nipote carcerato a cui porta i fumetti e viene scambiato per un detenuto in uscita, lo sconosciuto che prende in giro la gente al semaforo, l’ubriacone matto che in realtà non tocca alcol da una vita. Nell’episodio dello scout punterei di più sul fazzoletto e sulle reazioni del ragazzo, che immagino trovi ridicolo il vecchietto così vestito . In fondo deve esserci un motivo se il ragazzo, poi, va a raccontare agli amici di questo incontro. Sempre in quell’episodio, la citazione di Baden-Powell è molto lunga, prende molto spazio e forse basterebbe una breve parafrasi riassunta dal narratore. E in generale non capisco il collegamento tra la lunga citazione dedicata a Don Pippo e l’episodio delle tasche vuote. Ero sicuro che stessi descrivendo una persona diversa in ogni episodio. Invece è sempre lui. Quando ho capito di essermi sbagliato la cosa mi ha infastidito. Potrebbe non essere un difetto, però. Magari non l’hai fatto di proposito, ma in questo modo il lettore si ritrova nella stessa situazione dei ragazzi: solo alla fine scopriamo che tutti quei personaggi un po’ strambi sono in realtà una persona sola.
  7. Kuno

    [MIXL2] Salad of People

    Ciao @Lo scrittore incolore, vedo che anche questa volta ci presenti l’universo social, uno dei tuoi temi più cari. Anzi, i temi cambiano di volta in volta, con ogni testo che descrive una faccia differente del mondo virtuale. Qui ti butti completamente sul comico e rinunci a una trama vera è propria. Unico difetto: stai invecchiando! Un racconto che parla di gruppi alla facebook ormai è vecchio come un romanzo vittoriano.
  8. Kuno

    [MIXL2] Spy Story

    @Macleo Mi pare di non aver mai lasciato un commento decente sotto a un tuo racconto e questo non farà eccezione. Il problema che incontro con i tuoi testi è che mi fanno ridere, e quando rido io sto a posto così, è il mio capolinea. Vale anche per i film, di cui potrei discutere per ore pur non capendo nulla di cinema: sceneggiatura, regia, trucco, fotografia, peso degli attori, eccetera. Ma se si tratta di un film comico, il massimo che riesco a dire è: "Me piega" o, se mi ha fatto ridere davvero tanto: "Me sdraia". Fine. Quindi bravo, me pieghi.
  9. È lunedì, il giorno in cui le cose belle finiscono e quelle brutte ricominciano da capo. Prima però festeggiamo i due campioni di questo Mezzogiorno d’Inchiostro EXTRA-LARGE 2: il primo contest per racconti curvy approvato dalle mamme iperprotettive italiane ® @Alberto Tosciri e @Edu Complimenti a loro, che vincono la solita medaglietta adesiva da appiccicare sulla capa. Di seguito la classifica completa: @Alberto Tosciri 7 @Edu 5 @Alessandro1982 e @Macleo 4 @Befana Profana @@Monica* e @Poeta Zaza 3 @Solitèr 2 @Ilaris @Lo scrittore incolore e @Ippolita2018 1 @Emy** 0 * 4 voti meno 1 punto di penalità ** 1 voto meno 1 punto di penalità Nei prossimi giorni cercherò di passare per qualche commento. Il MIXL è finito, ma attenti al calendario del forum ché prima o poi dovrebbe ripartire il MI tradizionale. La versione Extra-Large tornerà la prossima volta che in staff non sapremo che diavolo organizzare. Per ora grazie a tutti, bravi tutti e liberi tutti. Ciao.
  10. Ricordo a tutti che avete fino a stasera per votare.
  11. Kuno

    Cosa state leggendo?

    Però La casa degli spiriti è uno dei suoi lavori più vecchi, ho letto che poi la Allende ha sviluppato uno stile suo e ha cominciato ad affrontare temi nuovi. Magari proverò qualcos’altro.
  12. Kuno

    Cosa state leggendo?

    Ho letto poco quest’estate, perché non mi andava. Sono stato anche poco contento di ciò che ho pescato. Riassunto: La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Murakami Arrivato a metà ho pensato di abbandonarlo, poi mi sono convinto ad andare avanti. E proprio nella seconda metà il libro cambia marcia, acquista un senso, una solidità, e diventa un buon libro. Ho avuto un’esperienza più o meno (ma non proprio) simile con “L’uccello che girava eccetera”. Centinaia di pagine annacquate, poi all’improvviso si entra nella storia. È come se l’autore ci mettesse parecchio ad ingranare. Va avanti a tentoni, prende tempo, aggiunge una frase dopo l’altra senza sapere di cosa parlerà nel prossimo paragrafo. Quando non sa che dire divaga in modo fastidioso. Tira fuori elenchi, ricama sul dettaglio di un cappotto. Routine, descrizioni, chain smoking di pippe mentali: ne accende una mentre ne spegne un’altra. La storia non avanza per pagine e pagine. Solo routine e osservazioni banalotte, aneddoti non troppo brillanti. Poi qualcosa scatta e la macchina va. Tutto diventa molto più godibile. In questo libro in particolare, la prima metà avanza per somma di assurdità nate, a mio parere, dalla pigrizia. Murakami è surreale, sempre, ma qui mi è sembrato di annusare quel surreale usato per saltare gli ostacoli della narrazione. Quello comodo, quello delle figure facili, quello che manco ci prova a nascondere la metafora e che permette all’autore di cavarsela sempre con un “e vabbeh, dai, è un romanzo surreale, no? Può succedere di tutto.” Ma il problema vero è un altro. Non voglio fare spoiler, quindi sarò vago. Più o meno a metà strada il protagonista affronta un viaggio assurdo e spaventoso che lo porterà al nascondiglio di un suo alleato. Toni ed elementi pseudo-lovecraftiani, per presentare un ambiente e dei personaggi mostruosi che non c’entrano assolutamente nulla con i toni della storia principale. È un surreale diverso, quasi horror da ragazzini. Era proprio necessario inserire degli antagonisti tipo dissennatori di Harry Potter in una trama del genere? Assolutamente no, che c’azzeccano? Peccato perché le idee alla base della vera storia mi sono piaciute moltissimo. Alcune molto originali. Sono quelle che una volta rivelate da uno spiegone (necessario) tengono in piedi la seconda metà del romanzo, che ho trovato affascinante e davvero lontana dalla prima parte. L’isola del dottor Moreau, Wells. Un naufrago finisce per sbaglio su un’isola deserta dove uno scienziato pazzo crea mostruosità umanoidi. Sembrava interessante. In realtà il libro non mi è piaciuto. Il racconto parte bene ma poi diventa una storia di inseguimenti e nascondino da bambini. “Avvincente” non è tra le parole che userei per definire queste scene d’azione (d’azione?) L’autore affronta anche alcuni temi sociali, ma ‘nsomma. Forse quel secoletto che ci divide dalla data di pubblicazione ha qualche colpa. Forse ne ha tante. Di sicuro la storia rimane, a tratti, schiacciata sotto i suoi 120 anni di età e una dose diluita del “morbo di Lovecraft”, anche detto “sindrome delle cose indicibili”, toglie vigore all’orrore che il lettore vorrebbe poter percepire in un libro del genere. Diciamo che mi è sembrato proprio moscio. Forse è solo invecchiato male. O forse sono nato male io. La macchina del tempo, sempre Wells Ho un’edizione che riunisce questo e il racconto di cui ho parlato qua sopra. Questo è il più famoso. Se non sbaglio la macchina del tempo di “La macchina del tempo” è la prima vera macchina del tempo di tutti i tempi. Poi ne abbiamo viste un altro miliardo, alla televisione e al cinema, quindi l’idea difficilmente può sorprendere un lettore del 2020. Però questo libro me lo sono goduto di più, rispetto all’isola del dottor Moreau. Certo, mi ha lasciato comunque abbastanza indifferente. Direi che Wells non mi piace un granché come scrittore. La casa degli spiriti, Allende. Potrei riassumere in una frase: Cent’anni di solitudine è forse il mio libro preferito. Per ampliare un pochino, diciamo che questa saga familiare che la Allende ha scelto di raccontare con uno stile quasi-epico mi ha lasciato perplesso, perché Cent’anni di solitudine è una saga familiare raccontata con uno stile quasi-epico. E sempre di realismo magico latinoamericano si tratta. Che poi... i personaggi sono diversi e gli avvenimenti pure, infatti resta un libro che ho letto fino in fondo senza mai gridare al plagio. Però i punti in comune con il capolavoro di Marquez sono davvero tanti e io ne esco confuso: forse il libro della Allende mi è piaciuto solo perché è Cent’anni di solitudine mascherato. E forse non mi è piaciuto per lo stesso motivo. La casa degli spiriti sembra un omaggio. Anche omaggio avanzato, primi di ogiugno. Il nome della rosa, Eco Mai letto prima perché Eco mi spaventa, preti e monaci anche, il latino idem con patate. Mi è piaciuto moltissimo. Essendo una capra e una bestia di satana, ho faticato qua e là, quando i protagonisti parlavano in latino (ero tra i peggiori al liceo) o discutevano di papi. Ovviamente la storia è alla portata di tutti e molto bella. È l’ultimo che ho letto e l’unica mia lettura estiva che mi ha soddisfatto davvero.
  13. Kuno

    Diventa Sostenitore

    Ho riportato la tua richiesta in Staff. @Hearts ciao. Sì, ogni tanto facciamo pulizia, togliendo la carica di sostenitore agli utenti che non si fanno vedere da parecchio. Chi torna attivo ovviamente può richiedere di tornare blu. Intanto ti rimando alla prima pagina di questa discussione, perché da qualche tempo chiediamo uno sforzo in più ai sostenitori. Ti prego di leggere le informazioni riportate nel primissimo post.
  14. Benissimo. Presto ci sarà la versione standard del Mezzogiorno d’inchiostro, per racconti da 8000 caratteri. Se ne tiene uno ogni due settimane. Per pubblicare in Officina basta incollare il link al commento in cima al racconto. Poi lo staff valuta se il commento è valido o troppo scarno. Per questo magari ci sentiamo via messaggio privato.
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