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Kuno

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Su Kuno

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    Ferro da stiro chiodato
  • Compleanno 07/07/1996

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    Uomo
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    Sacco nero

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  1. Kuno

    I racconti della Nona luna - Quinto ciclo

    Settimana 33 Stanotte scrivi per me Bocciofila La scoperta La principessa Angelica I giorni contati (Shakespeare fino alla fine del mondo)
  2. Kuno

    I racconti della Nona luna - Quinto ciclo

    In ritardo, ma ci siamo. Come sempre, voi non dovete far altro che pubblicare i vostri racconti in Officina, ma se siete nuovi e volete saperne di più potete leggere qui. Il calendario della Nona Luna: settimana 33 (13 agosto / 19 agosto) - staffer: @Kuno settimana 34 (20 agosto / 26 agosto) - staffer: @Black settimana 35 (27 agosto / 2 settembre) - staffer: @Anglares settimana 36 (3 settembre / 9 settembre) - staffer: @Marcello Giudice: @wyjkz31
  3. Salve,

    vorrei segnalare allo staff questo messaggio appena ricevuto dall'utente basilia02.

    È normale?

    Grazie:

     

    Greetings my dear
    My name is Basilia lady from Jackson to US, i saw your profile and become interested in knowing you please contact
     me at my email address as a friend
              basiliajackson028@gmail.com

    1. Kuno

      Kuno

      Ciao, l’utente che ti ha scritto è già stato bannato per spam questa mattina. Quando hai ricevuto il messaggio, di preciso?

    2. Mariner P

      Mariner P

      Ieri alle 11.26.

       

    3. Kuno

      Kuno

      Allora tutto ok, è stato bannato subito dopo :) 

  4. Un uomo saponetta entra in un caffè... Per fortuna sono un uomo saponetta e presto scivolerò via da questo bar e da Linda. Mi ha detto lei di chiamarsi così, io naturalmente non potevo ricordarlo: non rimaniamo mai appiccicati ai ricordi, noi. È stato poco carino da parte sua invitarmi a sedere, ma siccome sembrava così contenta di vedermi ho preferito accontentarla. Però ho scelto io il tavolino, quello più vicino all’uscita. Siedo sul bordo della seggiola e controllo spesso che le gambe siano ben lontane da ogni possibile impiccio, così non rischierò di rimanere incastrato quando sarà ora di scivolare via. E niente caffè per me. Ogni uomo saponetta è consapevole di quanto sia pericoloso un caffè bevuto in compagnia. Appiccica più di un sorriso e quasi quanto un abbraccio. Oh, Linda era a tanto così dall’abbracciarmi, qua fuori. Io scivolavo rapido lungo la via quando lei ha pensato bene di imporsi per dirmi ciao. Anche questa una mossa poco gentile: lo sanno tutti che non si deve mai tentare di ostacolare o frenare un uomo saponetta, neanche per avvertirlo che ha le scarpe slacciate o i capelli in fiamme. Noi scivoliamo più forte che si può e non vogliamo fermarci per alcuna ragione. Linda dovrebbe saperlo meglio degli altri, visto che per molto tempo è stata un uomo saponetta come me. Ai tempi ci incrociavamo spesso ma non ci salutavamo mai: gli uomini saponetta non lo fanno perché non si conoscono tra loro, non davvero. Nemmeno abbiamo un nome. Un nome è molto più appiccicoso di un caffè. Noi scivoliamo sul mondo e ogni cosa è poco più di una scia senza contorni che ci passa accanto molto veloce. Superiamo tutto e tutti in un istante: non abbiamo nulla da chiamare per nome. Niente genitori, amici, amanti, figli. Scivoliamo e basta. Non smetto di battere il piede sul pavimento mentre Linda mi parla della sua nuova vita da donna. Cioè, una donna lo era sempre stata, mi dice, solo che non lo aveva ancora capito. Anche il suo nome, Linda: lo aveva da sempre. È curioso perché in italiano Linda significa pulita, ma lei mi appare imbrattata di mondo come tutte le persone comuni. Ora che sono seduto tanto vicino al suo volto, noto che le pesano addosso tutti i solchi e le ombre che derivano da una vita sedentaria. Quel misto di meditazioni, rimpianti, analisi, routine, ritorni e immobilità che noi uomini saponetta non soffriamo. Linda mi racconta di non avere figli, ma di volerne. Studia all’università, la stessa ogni giorno, e si sveglia sempre nello stesso letto. Tutte le mattine fa colazione in questo caffè, ricorda il nome del proprietario e il colore dei suoi capelli. Sa dove si trova il bagno, anche se basterebbe leggere la scritta toilette sulla porta. Questo mi fa ridere: noi uomini saponetta non leggiamo. Le scritte sono solo macchie incomprensibili sugli oggetti che ci passano accanto. Lei continua a parlare, ma io non afferro ogni parola. È così brutta, con tutto quel mondo addosso, che faccio fatica a guardarla. Sposto gli occhi qua e là nel locale e sento una strana fitta al petto quando resto su un oggetto per più di pochi secondi. Fissare qualcosa significa imprimerlo nella memoria e la memoria è quanto di più appiccicoso ci sia al mondo. Linda si ricorda il giorno in cui per lei è cambiato tutto. La interrompo subito: per un uomo saponetta tutto cambia di continuo e doveva essere così anche per lei, prima. Lei replica che è proprio questo il punto: da quel giorno le cose hanno cominciato a cambiare meno. Scivolava sul mondo da quasi ventisei anni quando è inciampata su un gradino ed è caduta a terra. Qualcuno voleva aiutarla a rialzarsi, sapere come stava, controllare lo stato del suo ginocchio. Da bravo uomo saponetta, Linda aveva respinto tutte quelle attenzioni ed era scivolata via senza neanche ringraziare, ma ormai era troppo tardi. Aveva sentito troppo. Innanzitutto sapeva di avere un ginocchio gonfio e sanguinante, perché così le avevano detto, e il solo saperlo le dava ora un dolore come mai ne aveva sofferti. E poi aveva scoperto di essere una donna: i suoi soccorritori si erano rivolti a lei declinando al femminile. Una donna, mi spiega ora, è una cosa molto diversa da un uomo. Ha pensieri, debolezze, forze e bisogni tutti suoi. Una donna può partorire, per esempio, ma rende meno nella corsa e nella lotta. Tiene i capelli più lunghi, ma niente baffi o peli sulle braccia. E non è costretta a truccarsi, ma è meglio di sì. Mentre prosegue con il suo elenco di differenze io devo trattenermi dal ridere. Noi uomini saponetta scivoliamo sul mondo e il trucco, i capelli, i baffi… sono al massimo macchie più scure o più chiare sulle scie che ci passano accanto. Provo di nuovo a guardare Linda: è così contenta di aver trovato se stessa che le sono venuti gli occhi lucidi. È felice anche di aver ritrovato me e adesso vuole farmi un regalo. Le chiedo se ha intenzione di darmi un po’ di quel rossetto che si è messa sulle labbra, perché a guardarlo da vicino mi sembra molto carino, in effetti. Lei si mette a ridere, scuote la testa e mi dice che io non devo usare il rossetto, perché sono un uomo. Era una parte del suo regalo per me, a dire il vero: voleva rivelarmi che sono un maschio, che in questo momento ci troviamo in una città chiamata Pesaro. Che mi stanno bene i baffi e quei dieci minuti di mondo che mi pesano addosso. Che prima non mi ricordavo il suo nome, ma evidentemente non mi ero mai scordato di lei e questo deve significare qualcosa. Che neanche gli uomini saponetta scivolano sempre: a volte restano impantanati, per così poco che neanche se ne rendono conto, finché qualcuno non gli fa notare il fango sulle scarpe. Ecco il suo regalo. Mette una mano sulla mia. Lo sanno tutti che non si deve mai toccare un uomo saponetta. Cerco di ritirare la mano, ma lei la stringe più forte e chiede a qualcuno di portare un caffè per il signore. Mi guarda. Due lacrime scure scendono le guance intagliate dal mondo. È una donna, lei: rovina il trucco piangendo e indossa scarpe che non scivolano. Non può fare la lotta ed è molto contenta di aver trovato se stessa. Di aver trovato me, un uomo con i baffi e i peli sulle braccia. Quanto vorrebbe restare impantanata con me, fare la donna con me. Pagare una casa e vivere tra quattro mura, su un pavimento coperto di tappeti, con dei bambini a cui dire attenti a non scivolare, se scivolate vi fate male. Come sarebbe bello stare fermi e chiamare le cose per nome, un nome solo per ogni cosa. Un nome che significa tante cose e ne esclude molte di più. Una lacrima nera tocca le labbra rosse, che si schiudono. E tu come ti chiami?, riesce a chiedere, prima di trasformarsi in una scia colorata che mi passa accanto mentre scivolo sul mondo. Una scia senza nome, con delle macchie rosse e nere che sto già dimenticando.
  5. Kuno

    [MI 128] Un uomo saponetta entra in un caffè...

    @Joyopi @Ele Lio @Domenico Santoro Grazie anche a voi per i commenti
  6. Kuno

    I racconti dell'Ottava Luna - Quinto ciclo

    In piena estate si scrive poco, i lettori di queste quattro settimane non avevano un’ampia scelta e per questo credevo avrei letto quattro racconti non proprio eccelsi. Invece tutti e quattro i testi mi sono piaciuti. Alla fine ho deciso di premiare: Un corpo e un’anima di @Adelaide J. Pellitteri Ero molto molto molto indeciso. Quello di Adelaide è il racconto più “classico”. Tanti eventi, tanti dettagli, tanti personaggi... tanta roba. Ci sono errori e scelte formali che mi lasciano perplesso, ma ho voluto comunque premiare questo testo perché presenta belle idee e affronta in modo intelligente alcuni temi importanti. Con lo stesso punteggio in classifica, ma condannato al secondo posto dal criterio della differenza reti, segue Aurora di @Domenico Santoro. Il testo di Adelaide e quello di Domenico sono come il giorno e la notte. Aurora è estremamente breve ed è praticamente privo di trama. È sicuramente il testo più “delicato” tra quelli in lista. Mi ha colpito la prosa pulita e precisissima ma mai fredda o telegrafica; la capacità di Domenico di evidenziare i dettagli fondamentali in un testo privo di lunghe descrizioni; la caratterizzazione dei personaggi e in particolare il rapporto tra i due protagonisti, che emerge sempre da piccoli dettagli, poche parole. Bravi entrambi, anche se la medaglietta se la piglia Adelaide.
  7. Kuno

    alta marea

    Regolarizzato
  8. Kuno

    Lista, Giuria e Annunci

    Per il mese di giugno i giudici @Joyopi e @Ton hanno scelto: Un uomo saponetta entra in un caffè... di @Kuno Sì, lo so, è facile pensare male. Io ho la coscienza pulita ma, siccome non voglio che si spalli alle mie sparle, ho deciso di lasciare il ruolo di supervisore. Da oggi la selezione del migliore racconto del mese sarà gestita da mio cugino Bruno, uomo onesto e che sicuramente io non ho corrotto.
  9. Kuno

    alta marea

    Ciao @solidea Abbiamo chiuso. Domani potrai fare un nuovo commento approfondito e mandarlo per messaggio a privato a uno staffer online, che riaprirà la discussione.
  10. Kuno

    Guanto di Sfida

    @ITG resta il campione. @Lauram ha sette giorni di tempo per sfidarlo.
  11. Kuno

    Incursori o rifinitori?

    Ho iniziato ora a scrivere con un un minimo di impegno, ma so già di appartenere a una terza categoria che può essere confusa con quella dei rifinitori: la categoria dei temporeggiatori. Se io concedo un'ora della mia fatica a ogni frase, tanto che alla fine la frase intrisa del mio sudore va strizzata come un asciugamano e stesa ad asciugare su un file doc apposito, è solo perché non ho voglia di pensare a come andare avanti. Ritoccare una frase è una rottura, ma pensare a come dire quello che succede dopo (o addirittura inventarsi lì per lì quello che succede dopo) può essere ben più faticoso per un accidioso patologico come il sottoscritto. Ritoccare di continuo una frase, in alcuni casi, è come stiracchiarsi nel letto la mattina: io lo faccio per guadagnarmi qualche secondo in più di posizione orizzontale, mica perché sento davvero il bisogo di prendermi cura dei miei muscoli.
  12. Kuno

    La promessa di un sorriso

    Apro e sposto in Racconti lunghi. @Rivalry2701 ha scritto in tempo un secondo commento valido, qui.
  13. Kuno

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Votazioni chiuse, siamo sul 4 a 3 per @ITG, che resta quindi il campione. Voto anche io 1 (si chiude quindi sul 5-3). Nessuno dei due racconti mi ha fatto piegare dalle risate, onestamente. La cosa più divertente è che @Edu ha forse postato uno dei suoi racconti meno divertenti. La sua trama mi sembra parecchio confusa e in più punti il narratore si impone per spiegare battute e trovate. ITG mi scade prendendosela con Maria De Filippi, uno dei bersagli più facili e preferiti dagli umoristi italiani che non hanno troppa voglia di impegnarsi. L'idea di base del cornuto che per rimandare la vendetta trova colpevoli sempre nuovi mi piace e mi sembra orifginale, anche se alla fine poteva essere sfruttata meglio. Non trovo il testo di ITG più divertente di quello di Edu, ma come racconto breve autoconclusivo mi pare che funzioni meglio.
  14. Kuno

    La promessa di un sorriso

    @Rivalry2701 mi spiace, ma devo chiudere. Il testo supera abbondantemente il limite di 8000 caratteri. Ti consiglio di leggere attentamente i regolamenti specifici che trovi in cima a ogni sottosezione dell’Officina (Frammenti, Racconti, Racconti lunghi, Racconti a capitoli...). Sposterò la discussione in “Racconti lunghi” se farai un altro commento entro la mezzanotte, come richiesto dal regolamento della sezione. Mandami pure un messaggio privato quando lo avrai fatto o per ulteriori spiegazioni.
  15. Kuno

    Cosa state leggendo?

    Ho letto per la prima volta L’amore ai tempi del colera (in lista di attesa da due anni) che naturalmente mi è piaciuto molto.
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