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KMR

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  1. KMR

    [Editor] Domenico Russo

    Con Niko Russo ho da poco concluso la nostra prima collaborazione. Più di due anni fa gli ho incaricato l'editing di un romanzo corposo e complesso, circa 700 pagine. Avevo conosciuto Niko nel forum di Writers Dream, e ai tempi era un semplice membro con cui ci scambiavamo commenti. Ma già allora dimostrava una grande padronanza della lingua e delle tecniche Narrative. Il suo approccio è sempre stato eccellente dal punto di vista della calibrazione degli interventi e dell'acutezza delle osservazioni, e già dai suoi primi commenti nel forum dimostrava una straordinaria sensibilità nella lettura critica. Dal canto mio, avevo per le mani un romanzo che sapevo aveva dei difetti, anche difficili da risolvere, e sapevo di avere bisogno di affidarlo a un editor con cui potessi instaurare un discorso, un dialogo che potesse affrontare e districare i vari problemi del testo, con pazienza e ingegno. Poiché con Niko avevamo già un rapporto in corso, nel novembre 2016 mi sono sentito sicuro nell'affidargli la mia opera. La qualità e l'estensione del suo lavoro sono andate oltre ogni mia aspettativa. La competenza e il talento di Niko ha portato il mio romanzo a uscire da un grave problema strutturale che ne comprometteva la capacità di catturare il lettore nella fase iniziale. Un problema enorme, vista la complessità della storia e l'abbondanza di colpi di scena che non si poteva decidere di eliminare o spostare in modo semplice, senza rovinarne le sorprese. La soluzione che Niko ha trovato e mi ha suggerito, ha permesso di far quadrare tutto, con intervento piccolo ma decisivo che ha fatto brillare l'incipit dando forza a tutto il resto del romanzo. Superato questo primo problema, siamo venuti alla limatura generale del testo. E anche qui Niko ha saputo sorprendermi per rapidità e acume. I suoi invii non erano semplici correzioni con suggerimenti tecnici e stilistici, ma un'analisi perspicace e profonda di quei passaggi che necessitavano un intervento. Le sue indicazioni hanno sempre mostrato una sensibilità e un rispetto estremi per il testo originale, in cui Niko dimostra sempre di comprendere e cogliere fino in fondo le varie sfumature della trama, dei sotto-testi, delle caratteristiche dei vari personaggi. Spesso mi sono ritrovato difronte agli occhi alcune sue correzioni in cui avevo l'impressione che Niko conoscesse i miei personaggi meglio di me! Niko si è dimostrato esperto in tecnica della lingua, tecnica narrativa, struttura del testo, registro linguistico, contesto emotivo, gestione del punto di vista, appropriatezza e rilevanza dei dialoghi, leggibilità e snellezza delle frasi, estetica e "fonetica" del lessico. Il tutto mirato alla specifica utenza, o bacino di lettori del romanzo. Qualora qualcosa non fosse stato chiaro da parte mia, Niko ha sempre tenuto a comprendere bene e approfondire prima di lanciarsi in una correzione. Il suo stile di lavoro però non è lento o appesantito dalla necessità di ricevere eventuali chiarimenti. Il più delle volte propone diverse alternative, spiegando in quali casi sarebbe meglio adottare l'una o l'altra. Con Niko siamo riusciti a tagliare, ampliare, ristrutturare e pulire tutto il testo a un ritmo in cui l'unico freno era la mia disponibilità a esaminare le sue correzioni prima di passare alla parte successiva. La collaborazione con lui, fatta di invii rivisti con le sue correzioni, suggerimenti e spiegazioni, email con chiarimenti e chiamate per fare il punto della situazione quando ce ne è stato il bisogno, è stata non solo un lavoro di perfezionamento del mio testo, ma un vero laboratorio di tecnica di scrittura creativa, in cui ho imparato tantissimo, nonostante a livello di lingua io fossi già a un buon punto e avessi già una certa esperienza grazie anche al lungo tempo trascorso nel forum: il più dei chiarimenti con Niko vertevano su questioni filologiche ed evoluzione della lingua, ma anche laddove io inciampassi su questioni elementari, Niko ha saputo spiegarmi i miei errori in modo semplice e alla mano, con la grandissima umiltà ed efficienze che lo contraddistinguono nella sua professione. Non posso non raccomandare spassionatamente i suoi servizi letterari, che si tratti di una revisione di bozza, consultazione in questione di lingua e grammatica, o un editing con necessità di correzioni alla struttura e allo stile, soprattutto vista lo straordinario rapporto qualità/costo che è in grado di offrire grazie all'efficienza e la rapidità con cui riesce a lavorare.
  2. Gli ultimi segreti sugli aerei Con le mani che cominciano a sudare, Javier stringe i comandi. Guarda la foto del padre e mormora un improperio, che muore schiacciato sotto il rombo del bimotore. Le grida della partoriente nei sedili posteriori, invece, arrivano senza difficoltà a offendergli i timpani, trapassando persino le cuffie della radio. È l’ultima volta, Javier giura a sé stesso, che accetta di volare con la moglie di un ministro come passeggero. Mentre si rassegna ad atterrare in pieno centro della città di Coyhaique, si dice che in quella situazione doveva starci il suo vecchio, non lui. Aveva sedici anni compiuti da pochi mesi e il brevetto di volo da una sola settimana quando Ernst Heinz, suo padre, istruttore di volo e pilota capo, lo stava lasciando a terra. All’Aerodromo di Rodelillo nei pressi di Valparaíso, per la prima volta da quando volavano insieme, Javier sarebbe rimasto a guardare mentre il padre decollava. Titolare unico della “AeroTaxisDelPuerto”, il comandante Heinz faceva anche le veci del meccanico nell’azienda di famiglia, la cui flotta vantava allora un solo Piper del ‘49. Due piloti, così come le ore di volo su quelle ali scricchiolanti, erano decisamente troppi per quel vecchio aeroplano. «Ma perché?» si lagnava Javier. Accovacciato, Ernst Heinz era alle prese con la revisione del carrello e dava le spalle all’insistenza del figlio. «Oltre a correre un rischio inutile complicheresti solo le cose.» «Credi che non sia ancora abbastanza bravo? Posso ammarare a occhi chiusi! Ormai volo bene quanto te!» «Non ti credere. Due o tre cose sugli aerei te le posso ancora insegnare» aveva riso Ernst. Era vero: non gli aveva mai voluto spiegare come si facesse “l’incidente a perdita totale dell’aeromobile con pilota illeso”, straordinaria manovra con cui la AeroTaxisDelPuerto, grazie all’ingenuo contributo delle assicurazioni, aveva rinnovato la flotta già tre volte. «Ma sono pronto!» «Appena incassato il risarcimento ci prendiamo due aerei nuovi, con il tuo farai quello che vuoi.» «E se ti serve aiuto mentre arrivano i soccorsi? Non l’hai mai fatto in mare, sei sicuro che andrà tutto bene?» si era lasciato scappare Javier. Ernst aveva sorriso e, dopo una pacca sulla spalla al figlio adolescente, l’aveva abbracciato. L’ultima volta che il comandante Heinz aveva distrutto l’aereo, Javier era ancora un bambino da tenere all’oscuro di queste cose. Solo negli ultimi anni il padre gli aveva confidato le strategie imprenditoriali che avevano tenuto in vita l’attività. «Non ti preoccupare, andrà bene come al solito. Tranquillizza la mamma, ché stavolta mi ci vorrà un po’ più di tempo per tornare.» L’occasione si era presentata improvvisa come le condizioni meteo, ideali per un quarto incidente che non destasse troppi sospetti, imprevista come i capricci dei politici e ghiotta come i rimborsi di stato che permettono di stipulare polizze da sogno. La missione ufficiale consisteva nel prendere un deputato all’isola Robinson Crusoe, nell’arcipelago Juan Fernández, per riportarlo a Valparaíso. La città porto, sede del parlamento cileno, offriva un bacino di clienti che era una manna dal cielo e pretendeva un ampliamento della flotta. «E ricordati che devo tornare per rivelarti gli ultimi segreti sugli aerei.» Ernst aveva preso il volo e Javier era tornato a casa a pugni stretti nelle tasche, con l’orgoglio che gli pesava e la preoccupazione che gli prudeva nell’anima. Si era messo alla radio sulla frequenza aeronautica ad ascoltare le segnalazioni del padre. Come da copione, Ernst aveva comunicato un guasto alla trasmittente a un’ora dall’arrivo a destinazione. «Alla torre di Juan Fernández, qui è il comandante Heinz a bordo della AeroTaxisDelPuerto. Spero mi riceviate. La mia radio è bloccata e non riesco a liberare la frequenza.» Il trucco della gomma da masticare sul pulsante della trasmittente, aveva imparato Javier, serviva da un lato per evitare gli ordini dei controllori, dall’altro per fornire informazioni non richieste. «Mi trovo ottanta miglia a est dell’isola, dovrò fare l’ultimo tratto a bassa quota per evitare la perturbazione. Atterraggio previsto tra un’ora, preparatemi una radio funzionante, se l’avete, e dite all’onorevole Rivas che dovremo decollare appena l’aereo sarà pronto. Qua è brutta, brutta parecchio!» Javier roteò gli occhi e scosse la testa. Udì il microfono che veniva riposto mentre il ronzio del motore continuava ad infestare la frequenza. Come al solito, Ernst attaccò a cantare a squarciagola “La Maquinita”. El tren que corría sobre su ancha vía de pronto se fue a estrellar contra un aeroplano que andaba en el llano volando sin descansar Javier la detestava, non riusciva a capacitarsi del perché la cantasse in continuazione. A quale pilota potrebbe mai piacere una canzone che parla di un aereo in volo investito da un treno? In quel momento, ne era certo, tutti i piloti e i controllori in ascolto odiavano quella canzone insieme a lui. Il lato positivo di non essere in cabina insieme a suo padre era il non trovarsi costretto a sorbirsela. Spense la radio. Non la riaccese, sapeva già che di lì a poco la frequenza sarebbe stata liberata in modo spettacolare. A differenza delle altre volte però, del comandante Heinz non venne trovato nulla. Le aragoste di Juan Fernández, si sapeva, erano più voraci degli squali. «Accelera! Cafone di un autista d’aerei! È tutta colpa del puzzo che c’è in questo rottame se sto partorendo in anticipo! Se succede qualcosa al mio bambino ti faccio fucilare!» No, pensa Javier con lo sguardo alla radio nuova di zecca, non sopporterà quell’isterica da solo. Inoltre non si può permettere di stare lì a discutere con le autorità se sia o non sia fisicamente possibile atterrare con un bimotore davanti all’ospedale. Mastica per l’ultima volta una gomma già insipida da un pezzo. «Alla torre e alle autorità di Coyhaique, qui il comandante Heinz a bordo dell’Ernst V. La mia trasmittente è bloccata e non riesco a liberare la frequenza. Ho a bordo la moglie del ministro Pérez in fase di travaglio e siamo costretti a tentare un atterraggio d’emergenza nel viale davanti all’Hospital de Coyhaique, sollecito la presenza di assistenza medica per il ricovero.» «Ma per chi mi hai presa? Io nell’ospedale pubblico non ci vado! Chiama subito la clinica!» «Senta signora Pérez, suo marito ha dichiarato che la sanità pubblica va a meraviglia. Non si fida di lui?» L’Ernst V, già a bassa quota sulla cittadina tra le Ande e gli arcipelaghi del Cile meridionale, fa una stretta virata sopra l’ospedale per allinearsi al viale, mentre la donna urla la propria indignazione contro l’indecente forza centrifuga cui vene sottoposta. «Signora, guardi che bella cordigliera innevata qui al sud, guardi che bel paesaggio boscoso nella vallata. Magari tutto questo verde la aiuta con le doglie.» Javier conduce l’Ernst V giù, attraverso la fresca aria estiva della Patagonia nella regione d’Aysén, e atterra sul viale, riuscendo a fermare l’aereo esattamente all’ingresso dell’ospedale. Prima che Javier possa fare ritorno a casa nella regione di Concepción, la notizia dell’eroico pilota che ha salvato la moglie e il figlio del ministro Pérez, con un’audace atterraggio d’emergenza, si è diffusa a livello nazionale. Il parco che circonda la signorile tenuta della famiglia Heinz è perso nella campagna, tra araucarie ed eucalipti dalle chiome altissime. Dopo l’ultimo volo di Ernst Heinz, la flotta della AeroTaxisDelPuerto si è ampliata a un ritmo che nessuno si era immaginato. Quando Javier oltrepassa la porta della sontuosa villa, una canzone popolare messicana è nell’aria a molestargli l’udito. «…de pronto se fue a estrellar contra un aeroplano que andaba en el llano…» «Papà, la vuoi piantare con questa canzone per favore? Sono sfinito!» urla Javier. «Ehi Javito! Bentornato figlio mio! In TV la moglie del ministro si è sperticata in lodi e ringraziamenti per te!» «Non me ne parlare, ti prego! Non ne posso più.» «Su, devi essere orgoglioso, sei stato quasi bravo come ero io.» Javier sbuffa e scuote la testa con un sorriso: il vecchio non la smetterà mai di darsi arie. Da quando ha dovuto rinunciare a farsi vedere troppo in giro poi, bisogna sorbirselo quasi sempre in casa. Gli rivelerà mai quegli ultimi segreti sugli aerei? Potrebbero fargli comodo, se un giorno decidesse anche lui di farsi mangiare dalle aragoste.
  3. KMR

    Dialoghi credibili

    @Kotobi Da parte mia posso assicurarti che tutto ciò che si fa con il cervello si può imparare e perfezionare con l'esercizio. In questo senso la scrittura non ti pone limiti se non la tua stessa volontà di continuare o di rinunciare a migliorarti. Ho visto che hai ancora un numero relativamente basso di interventi nel forum, e l'esercizio che secondo me è il migliore che si possa fare per imparare abilità nuove nel campo della scrittura è quello di mettersi a fare commenti approfonditi agli altri utenti. Prenditi l'impegno di fare un'analisi critica dei testi, degli autori bravi e dei meno bravi, esplora, confronta, affina la tua percezione dei dettagli quanto a tecnica e stile, piano piano vedrai che il tuo cervello e il tuo pensiero "farà il muscolo" che ti permetterà di replicare le performance degli altri. Se il tuo punto debole sono i dialoghi, prendi racconti pieni di dialoghi e mettiti giù a commentarli a esaminarli parola per parola. Oltre alla lettura dei testi, prenditi il tempo per leggere anche i commenti degli altri e ci troverai dei tesori di insegnamenti che ti aiuteranno a imparare in fretta un mucchio di cose. Potrei suggerirti @Lo scrittore incolore e @Bango Skank come due dei dialoghisti e caratterizzatori più capaci che abbia avuto modo di leggere qui nel forum, ma fai altrettanto esercizio con chi è alle prime armi. Sarai capace di apprezzare la differenza e piano piano ti si schiarirà la visione di quali siano le tecniche e le sottigliezze del mestiere.
  4. KMR

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Laringoiologia disciplina medica che studia l'area comune tra scienze della nutrizione e determinati tipi di arti amatorie. BSYDMQILXAOPZKRTNVWCFGHUEJ
  5. KMR

    [MI91] Mogli e buoi delle galassie che vuoi

    9 parole per rendere l'incipit accattivante. Per me sei da record mondiale. L'ho riletto non so quante volte e ancora non sono sicuro di aver capito. Forse dopo "grande" ci vanno due punti? Il trattino prima di abatjour poi mi disorienta. magari "Abat-jour" con trattino e maiuscola perché nome proprio di società? Il nome della società tutto in corsivo? Non so proprio come vada letta la frase. ... sono andato avanti e mi sembra che "abatjour" sia un nomignolo, in tal caso ti proporrei "Edgar "abat-jour" Nier" con il nick racchiuso tra virgolette. Poi non so che dire... Mi manca il cortazariano colpo da KO a fine storia, ma qui già al secondo paragrafo ci si sente storditi forte, e il fatto che la sospensione d'incredulità tenga ha del miracoloso.
  6. KMR

    [MI 91] - Giugno, 1981

    ---> Scuoto la busta, nella speranza che tu ci abbia messo qualcos'altro. La narrazione in seconda persona la paleserei subito, a me scoprirla al terzo capoverso mi ha un po' disorientato. Visto che poi nell'analessi si va in terza persona, direi che è ancora più importante far capire l'impostazione nel narratore. se non è davvero bella, non sarebbe meglio dire "con grafia incerta" ? dovrebbe essere "ché", se ho ben capito. È proprio tanto piccola questa saletta, vero? Io segherei o l'aggettivo o il diminutivo. Refuso, manca la preposizione. Va be', minuzie... per i complimenti non saprei da dove partire, dalla struttura e l'uso delle persone narrative efficacissimi, alla caratterizzazione del protagonista narratore attraverso il registro, all'efficienza delle descrizioni che rendono le immagini nitide e complete con pennellate mirate e invisibili... Fortissimo l'impatto emotivo, roba cui ci hai abituati e non mi sorprende quasi più. Quasi. Poi ti meriti una menzione d'onore, mi sa che i prompti di questo MI erano due bestie nere per te. Un piacere rileggerti, come sempre!
  7. KMR

    [MI87] Sentinella

    Ciao@libero_s , sono fuori forma e non mi soffermo molto sulle sbavature linguistiche che possano esserci. Vado dritto alla struttura e all'idea. Già dal titolo "Sentinella" e dalla descrizione iniziale mi sono subito ricordato del "La sentinella" di Brown, quindi il ribaltamento di trama l'ho indovinato da subito. Ciononostante devo dire che hai condotto tutto benissimo e il climax con cui hai seminato gli indizi l'ho trovato equilibratissimo e appropriato allo scopo. Non ho letto ancora la traccia di questo MI, ma già di per sé questo mi sembra un racconto valido con tutti i crismi. Io sono un fan particolare dell'ideologia che vuole i racconti "vincitori per KO" e non "ai punti", cioè con un finale che esploda tutto il potere narrativo del testo, tu secondo me qui ci sei riuscito in pieno con una congruenza straordinaria, un livello di complessità adeguatissimo alla brevità del testo, e senza neanche trascurare descrizioni, ambientazione, ritmo e caratterizzazione del protagonista - punto di vista.
  8. KMR

    [MI86] Hai detto che si chiamano prompd, vero?

    Mwahahaha... Inc, oggi ho aperto per caso il WD, vedo il tuo titolo tra le mie notifiche e mi dico "dai mi guardo solo il primo paragrafo per curiosità..." invece mi hai tenuto incollato a ghignare a ogni frase... se ho ben capito sei anche riuscito a piazzare un mash-up dei due prompd con tanto di aderenza alle boe... che dire, sei un maestro ormai. Unica nota che mi sento di avanzarti è di caratterizzare un po' di più le "voci" dei dialoganti perché ogni tanto ho avuto la sensazione di non ricordare chi dicesse cosa, e se ricordo bene questa è un'imperfezione che ti segnalai già tempo fa. Ma capisco che nella fretta di seguire uno, o anche due prompd certi dettagli sfuggano. Poi, oh, che ti devo dire, applausi, mi hai costretto a commentarti anche se ero ibernato nella mia assenza dal WD. Approfitto per inviare un saluto a tutti gli amici con il pensiero di tornare presto a essere un meccanico assiduo dell'officina. Mi accorgo adesso di "Morgan tira fuori il tablet dalla custodia in ecopelle e digita il nome e cognome appena pronunciato dal collega." [...] «Ancora? Mah. Cosa cazzo ci sarà da ridere.» il ritratto sputato di Marcello... la prima battuta vale da sola tutto il brano.
  9. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, Eudes presente, (Cicciuzza latitava), ha agguantato Marcello, venerabile informatico. Bisognava ungerlo zippato oppure goderselo uppando software RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  10. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, Eudes presente, (Cicciuzza latitava), ha agguantato Marcello, venerabile informatico. Bisognava ungerlo zippato oppure goderselo RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  11. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, Eudes presente, (Cicciuzza latitava), ha agguantato Marcello, venerabile RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF *nessun problema per il quote, mi chiedo solo cosa tu abbia contro le mammelle!
  12. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, Eudes presente, (Cicciuzza latitava), ha RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF *beh dai, io guardavo avanti alla H, metterci quattro o cinque soggetti per "hanno" mi sembrava una buona idea.
  13. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, Eudes presente, Cicciuzza, RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  14. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in formulazione ? Rapidamente Nerio, @Eudes, RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  15. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche antistaminico: terfenadina in? RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  16. KMR

    La Leggenda de Grande Lupo Bianco (primo capitolo)

    È un piacere rileggere questo "frammento", riveduto, arricchito e corretto dopo il passaggio nell'altra sezione! Voglio subito rimarcare che la struttura e l'equilibrio nell'esposizione funzionano alla perfezione ora, ci si immerge subito nella descrizione, nell'atmosfera, ci si lascia accompagnare e guidare dalla narrazione in prima persona del protagonista senza scossoni o virate brusche. Si entra e si esce in modo fluido e invisibile dalle varie analessi che adesso sono bene amalgamate nella narrazione e generano curiosità per il mondo del personaggio e per la sua storia. Per me, questo incipit cattura in modo deciso l'attenzione e l'interesse del lettore Anche se a livello di lingua non mi pare di avere trovato sbavature, ci sono ancora delle piccolezze a livello stilistico e formale che proverei a limare , ma il brano adesso nel suo insieme e nel suo registro funziona benissimo. L'unica nota che ti posso fare è una lievissima monotonia nel fraseggio, specialmente nella prima parte, ma è davvero poco rilevante secondo me, e comunque si può correggere molto facilmente aggiungendo qualche congiunzione e giocando un po' sulla punteggiatura. Provo a darti qualche suggerimento su passaggi puntuali: Funziona benissimo! Ti vorrei fare un appunto però proponendoti una punteggiatura diversa visto che hai infilato due serie di punti sospensivi di fila, con ho imparato che bisogna essere piuttosto parsimoniosi. Giusto come idea, io lo vedrei più efficace così: Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato ...eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita. oppure: Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato: eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita... L'avverbio qui è ridondante e astratto, per me toglie forza all'immagine anziché rinforzarla. L'aggiunta di questo avverbio, per come la vedo io, qui ti fa tutta la differenza tra una frase "mostrata" e una "detta". C'è qualcosa che non funziona in queste specificazioni temporali. Poiché si è in un tempo generico, non trovo che l'espressione "Dopo ancora qualche ora" abbia qualcosa a cui legarsi nel paragrafo precedente. Immagino che ciò che tu intendi chiarire sia il fatto che la marcia sotto la neve si prolunga già da ore. Proverei a rielaborare così: Le ginocchia esauste reggevano appena il mio corpo, zuppo e indolenzito già da un pezzo [o "già da tempo" se non ti piace il colloquialismo] . [...] La mia espressione si fece leggermente più distesa quando, dopo ore di marcia ininterrotta, notai delle figure somiglianti a delle abitazioni. Ora, sull'avverbio, di suggerisco o di eliminarlo del tutto, o di cambiare con "il mio volto si fece meno teso" , in modo che specifichi che è ancora relativamente teso. Preferirei "volto" a "espressione" per un puro fatto di aderenza al punto di vista. La seconda proposizione senza verbi per me non si armonizza bene nel registro e nel ritmo narrativo, te potrei suggerire di rivedere così: [...] notai delle figure somiglianti a delle abitazioni, un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne. Alternativamente, secondo il tipo di enfasi che tu voglia dare, potresti usare i due punti invece della virgola. Oppure, se provo a indovinare le tue intenzioni: [...] notai delle figure somiglianti a delle abitazioni. Quindi/Poco dopo/Poi potei distinguere un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne. Oltre alla ripetizione, c'è una piccola sbavatura (che però per amor di retorica potrebbe anche rimanere così secondo me) di costruzione sintattica: "in quanto guide spirituali" credo che voglia come soggetto della proposizione "gli sciamani" (ed era il caso mi pare nella tua versione originale). La frase invece ha come soggetto "la guida". Ti propongo di metterla così: Poiché gli sciamani erano maestri spirituali, alla loro grande saggezza si affidava la guida della comunità. Passo alla seconda parte e spero di poterla commentare presto!
  17. KMR

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una sua etica destabilizzante qualunque, avallando truci ignominie farraginose. Ragionandoci, nessuno eredita pene colpevoli. Lacchè honduregni adulano mellifluamente virili indù, bruciando una zattera ormeggiata, gustando uova saporite e datteri quadrangolari acerbi. Timide inerzie fanno restare notevoli ematomi peritoneali: caduche languide haitiane amoreggiano malcontente violando iniqui bassifondi uggiosi. Zaffate odiose giungono urticanti soffocando Eudes. Diamo qualche RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  18. KMR

    La leggenda del grande Lupo Bianco

    Ciao @Giovanni Ottaviani , benvenuto all' Officina! Ti ringrazio per il commento al mio racconto e passo subito al tuo frammento. Voglio sottolineare che condivido a pieno le note che ti ha lasciato @Matteo Nebbiai e spero di riuscire ad approfondire e aggiungere qualcosa di utile. Anzitutto parto dalla struttura e dall'equilibrio del testo. Trattandosi di un "incipit", lo sviluppo deve essere curato al massimo e il ritmo va a giocare un ruolo fondamentale per essere incisivi, ed è questo secondo me il punto che più puoi migliorare. Ci sono molte ridondanze di significato e contenuto che potrebbero essere snellite per rendere il testo più snello e veloce, per travolgere il lettore senza dargli vie di distrazione. Oltre alla diluizione narrativa dovuta alle ripetizioni, ci sono parti in cui sembri quai porre una pausa al racconto quando non delle digressioni che spezzano il ritmo. Ma tutto può essere aggiustato con un po' di mestiere. Questa formulazione senza predicati (niente verbi o azioni), non mi sembra una buona idea. Personalmente mi trasmette poco sia a livello di contenuto sia a livello poetico per cui temo che tu non sia riuscito a esprimere in modo efficace ciò che avevi in mente. Provo a suggerirti qualcosa di diverso che possa sfruttare un dinamismo maggiore: Se schiudo lo scrigno dei ricordi, posso sfogliare le pagine degli eventi che hanno forgiato il mio passato e incanalato il flusso della mia vita... o in alternativa "Nello schiudere...". Valuterei con attenzione se sia il caso di mantenere l'allitterazione "schiudere/scrigno/sfogliare", o se sia più leggibile "aprire lo scrigno". Con pochissime parole hai già inquadrato la situazione, "Mi trovavo a camminare contro la tempesta di neve", la penna dello scrittore deve essere invisibile, e quell'avverbio mi appare molto goffo. Il lettore immagina già la fatica di camminare contro una tempesta di neve, non serve sottolinearlo. Se proprio vuoi rimarcare, ti consiglio "Camminavo a fatica contro la tempesta di neve". In quanto incipit spingerei molto sull'efficienza delle parole per esprimere il più possibile con la minor quantità di testo possibile. Sulla parte sottolineata c'è da notare che di nuovo hai preferito assenza di predicati e che questo toglie dinamismo alla narrazione. Inoltre ripeti il concetto "tempesta di neve/tormenta", proverei a legare per risultare più coinvolgente: "Faticavo [opzionalmente: "ad avanzare"] contro quella tempesta di neve, eccezionale al punto che sarebbe stata ricordata per decenni" C'è bisogno di specificare "Mi trovavo a camminare"? Io dico di no, con la bella descrizione che segue, tutto diventa molto chiaro. Qui sceglierei o "lungo" o "mi avvolgeva". Se avvolge si presume sia abbastanza lungo da farlo. Inoltre se parli di "raffiche" non serve specificare "vento", e puoi fare spazio per arricchire con qualcos'altro. Qui potresti specificare che la tempesta era in una fase acuta di tormenta, e la ripetizione non si sente più: Il mantello in cui ero avvolto mi difendeva dalle scompigliate raffiche di della tormenta, "freddo e gelo" sono quasi la stessa cosa, ti consiglio di limare. C'è ancora un avverbio in "-mente" che possiamo cercare di risparmiare, se parli di pori è ovvio che si tratta della pelle e in fine il gerundio potresti alleggerirlo: ma il gelo mi si infiltrava lo stesso in ogni poro e a tratti mi toglieva il fiato. Vorrei farti notare in modo particolare come EVITANDO di dire "pelle", in realtà rendi l'immagine più vivida perché l'immaginazione può concentrarsi con maggiore forza sul concetto di "poro" e del gelo che ci si infiltra. Messa così fai pensare che avvenga qualcosa di particolare che d'improvviso spinge il protagonista a proteggersi il viso. Da un lato "avvolgersi il viso con le mani" è un concetto un po' strano, userei piuttosto "proteggere il viso" o "portare le mani al viso". Da un altro lato, c'è da notare che poi dici "mentre i passi lasciavano impronte". Se metti tutto insieme viene "avvolsi il mio viso mentre i passi lasciavano impronte", che non è sbagliato, ma secondo me risulterebbe più congruente "mi avvolgevo il viso mentre i passi lasciavano", tutto all'imperfetto. Quindi, con tutte le sostituzioni, io riscriverei così: Con le mani infagottate nella pelliccia, mi proteggevo il viso Qui c'è qualcosa che stride, il protagonista a quanto capiamo è perso nei ricordi di quando camminava contro la tempesta, e tutto a un tratto ci dice che il suo viso è appena schiarito dalla luna. Come può sapere che aspetto ha il suo viso? Chiaramente c'è un problema con il punto di vista... mi concentrerei invece sulle impronte, che più che bianche, con la pochissima luna a disposizione direi "argentate". Ma anche questo... se il protagonista fatica nell'avanzare contro una tempesta di neve da ricordare negli annali della storia... come fa a esserci la luna? Se anche la porzione del cielo dove sta la luna fosse scoperta da nuvole, una tempesta fitta di neve ti impedisce di vedere cosa c'è a dieci metri di distanza, figuriamoci la luna! Allora aggiusterei così: Mi proteggevo il viso con le mani infagottate nella pelliccia, mentre i passi lasciavano impronte impossibili da scorgere. Il terreno scivoloso, era invisibile nella notte nevosa. Le ginocchia esauste reggevano appena il mio corpo zuppo e indolenzito. Ho tolto un possessivo e ho messo "reggevano/sostenevano appena", perché "sostenere" senza altre specificazioni è una qualità di una struttura forte, e non di una esausta. Ho cambiato dolente per indolenzito perché mi sembra più adeguato al registro. Quel "continuava" per me non ha senso, forse intendevi dire "echeggiava con insistenza" ? Ho tolto l'articolo determinativo dagli ululati, perché non hai mai specificato prima di quali ululati si trattasse. La virgola per me è fuori luogo e ho usato "sagome" per due motivi: in una tempesta di neve e di notte non si possono vedere ombre di alcun tipo perché non ci sono fonti di luce diretta. Ho eliminato "strane" perché è un concetto che poi esprimi quando parli di "deformi e traballanti", e quindi superfluo e lesivo del ritmo. Un manto che regna è davvero un concetto improbabile e secondo me non aggiunge nessun valore poetico al testo, sceglierei un'alternativa più concreta e icastica, lì sopra te ne ho proposta qualcuna, ma puoi trovarne tantissime altre che rendano meglio ciò che intendevi esprimere. Tuttavia c'è una annotazione a livello di narrazione e struttura: il protagonista camminava nella tempesta, e d'improvviso ci dici "quel piccolo villaggio", che era la prima tappa del viaggio. Manca qualcosa nella transizione dalla camminata all'arrivo a destinazione: Quando giunsi al villaggio, un manto cristallino velava ogni angolo tra quella ventina di capanne. E puoi notare che ci guadagni in ritmo e fluidità della narrazione. Qui non ha senso mettere le mani avanti con il lettore dicendogli "bada bene di non pensare che codesto villaggio fosse il mio", perché effettivamente il lettore non ha alcun motivo per crederlo! Per ora meglio concentrarsi sul dire ciò che è, senza andare a specificare tutto ciò che non è. Altra pecca è che hai esposto i vari concetti un po' in disordine, togliendo linearità e infilandoti in uno "spiegone" che avrebbe potuto essere esposto in modo molto più naturale e "invisibile". Come ti ha fatto notare Matteo, la costruzione sintattica è un po' sconnessa a causa della mancanza di predicati, sia a reggere "allo scopo", sia nelle frasi successive in cui mancano verbi coniugati in modo esplicito. Era quella la prima tappa del mio peregrinare, del mio rituale di passaggio all'età adulta: un prova di sopravvivenza e di coraggio con cui avrei dimostrato di essere degno di far parte della casta dei guerrieri. Ho rimaneggiato un po' di cose per dare più consequenzialità, ma soprattutto attenzione al significato delle frasi: "degno DI FAR PARTE", e non degno di una casta. Al limite la casta può essere degna o meno di qualcuno, ma non il contrario, perché non è la casta che appartiene al guerriero ma è il guerriero che appartiene alla casta. Puoi ancora migliorarla di certo, ma ti consiglio di tenere sempre a mente la chiarezza e l'efficienza nell'espressione. Qui abbiamo un'altra parte che secondo me deve essere migliorata. Da una parte ci sono ripetizioni, da un'altra, soprattutto, c'è una digressione con "spiegone" che è la morte del ritmo narrativo. Proverei così: In quel villaggio, unito al mio da una forte amicizia, viveva una donna molto anziana. Grazie alla sua prodigiosa abilità nel compiere rituali e guarigioni e alla sua straordinaria conoscenza di miti e lingue antiche, le era stato riconosciuto il ruolo di sciamano, normalmente riservato agli uomini. In quanto guide spirituali, alla grande saggezza degli sciamani si affidava la guida della comunità. Come ti ha segnalato Matteo, qui c'è un errore sintattico grave, la relazione di anteriorità e la consecutio temporum vanno sempre tenute d'occhio! Eliminerei la ripetizione su "grande" e rielaborerei in modo più conciso e definito: Kimi aveva una profonda conoscenza della leggenda legata al grande lupo bianco, che attraverso i secoli era divenuta simbolo di coraggio per coloro che, giunti alla soglia dell'età adulta, dovevano compiere la mia stessa prova. Questa è in gran parte una ripetizione di concetti già esposti, quindi rivedrei con una maggiore linearità: Per questo, dopo tre giorni di cammino, mi sarei fermato a farle visita [oppure: sarei passato dalla sua casa] prima di continuare il mio viaggio.
  19. KMR

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    Nessun epitaffio pietoso convoglierà lacrime: ho abbandonato memorie vacue invitando baldanzosi ubiqui zoticoni. - Omozigoti, giustappunto! Umorali suonatori e dottori: questuanti adulatori torneranno in Firenze reietti nonostante Erdogan. - Prepariamoci collegialmente: l'habitat avrà massicce vigne irrigabili. Bisogna urgentemente zaffare ossibuchi giganti, uniamoci subito e diamo quell'aglio tra instabili frattaglie. Raccolgo nocive edere piramidali; collezionando lievi haiku armoniosi mantengo vivo il bell'usignolo zambiano ovunque gorgheggiante. Ululati selvaggi emanano dai quattro anziani traballanti importunando falene rompiscatole. Niente è perenne: chiunque lotti ha molte virtù innegabili, benché, usando zooprofilassi occasionali, giustapponga una RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  20. KMR

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    Hanno avvertito, mandando violette in Brasile, Uruguay, Zambia: omaggi graditi. Una strepitosa esposizione dedicata, quantunque aspettino travasi, innaffiature, fotovoltaici rigenerati: non eliminano parassiti ciclopici lentamente, humus attecchito malamente, virus immondi. Bouquet unti zampillano odorose geometrie urticanti, succulente erbette. Dietro quelle aspidistre, tre iris fioriscono rigogliosi, nascondendo entomofaghe predatrici. Ciclamini lacustri, habitué ammiratissimi ma violenti, infondono brividi. Una zagara oltranzista germoglia unicamente sabato e dopo qualunque annaffiarura trapassa RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
  21. KMR

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  22. KMR

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  23. Non so, qui da me in Slovacchia non posso ancora scaricare la app per IOS. Poi te faccio sape' .
  24. Ciao @Eudes ! Ben ritrovato! Ciao a tutti! Proverò ad esserci, e ho tantissima voglia per la verità! Il lavoro pure dovrebbe permettermi di dare tempo nella settimana per leggere e votare. Quindi, a meno di sorprese, conto di partecipare. ...so già che sarà un girone infernale con un record di presenze.
  25. KMR

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    Giusto urinare senza esporsi dondolando, quando anche tasti inutili feriscono ragazzetti neomelodici e presuntuosi cantautori latini? Ho ammazzato mamma, vituperandola." Ignorò bonariamente utili zuzzurelloni ottusi; guardava un samovar elettrico decrepito quando Alessandro tirò il fagotto rattoppato nell'elicottero. Partirono contenti, lambendo Honduras allegramente. Marciando vigorosamente, incrociarono beduini uccellabili zigrinati: "obbrobrio!", gridarono. Ugolotto sadicamente esordì: "Distruggiamo questo agriturismo troppo infingardo!" "Frantumiamo regolarmente nuovi eporediesi, prima. Cantando lodi, ho ammortizzato motocicli veloci investendo beduini ubriachi; zigzagai ostacolando garibaldini: undici secondi esatti!" "Dannazione! Quando arriveranno trottando innumerevoli fantini redivivi, Nerio?" "Eh, potenzialmente corrono leccando Henry ai RNEPCLHAMVIBUZOGUSEDQATIF
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