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JenniferStrife

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Tutti i contenuti di JenniferStrife

  1. JenniferStrife

    Lorem Ipsum

    Scusate, una precisazione: mi sembra di capire che si sta parlando di servizi editoriali che sono stati offerti al di fuori della rappresentanza, cosa che è indicata sul sito come possibilità. Dunque non capisco lo scandalo; per gli autori rappresentati, non c'è nessun costo per il lavoro sul testo. A me non è stato chiesto un euro.
  2. JenniferStrife

    Lorem Ipsum

    Aggiungo un dettaglio, perdonatemi per il doppio post, ma credo conti: al momento io vengo letta sul secondo romanzo. Il romanzo che è stato preso inizialmente non è più in gioco. Ne avevo un altro già concluso, e quindi i tempi, nel mio caso, si sono allungati per questo. In sostanza sono stata presa per la "voce", ma adesso stiamo proponendo la seconda opera. Quindi non è detto che debbano passare due anni per venire letti, insomma. Di certo anche questo va a favore dell'agenzia, perché mi hanno presa in considerazione anche con un dattiloscritto molto "strano" e difficile da piazzare. Tra l'altro, non vorrei dire idiozie ma mi è sempre sembrato che l'autrice di cui @JaV parlava secoli fa (quando diceva di dover andare a pranzo con lei) fossi io. Magari non è così (nel caso, scusate), però le date coincidono (e il pranzo è uno, mi pare). Quindi, ok: ci sono dei difetti. I tempi sono lunghissimi. Però questa agenzia ascolta, segue e ci prova. Non è poco, ve lo assicuro. Tutto qua. Poi l'editoria è fatta com'è fatta, lo sappiamo, ma al di là degli aspetti da migliorare che ci sono sempre… ci sono belle intenzioni, a mio parere.
  3. JenniferStrife

    Lorem Ipsum

    La prima mail che riesco a tracciare risale al dicembre del 2016. Ho firmato il contratto di rappresentanza nel febbraio del 2017. Però sì, appunto, erano agli inizi e mi sembra di capire che adesso serva più tempo.
  4. JenniferStrife

    Lorem Ipsum

    @Aspirante Scrittore, in realtà persone che hanno parlato della loro esperienza ci sono state, io tra loro. Chiedimi pure tutto ciò che ritieni utile. Premetto che io non ho usufruito del servizio dei trenta giorni (che, perdonatemi, non ricordo come si chiami di preciso). Sono stata presa in agenzia parecchio tempo fa, quando forse c'era meno affollamento. Per quanto mi riguarda, pur essendo appunto rappresentata sono ancora in attesa di risposte. I tempi sono lunghi (anche dopo la firma di un contratto di rappresentanza), e senza dubbio è difficile avere pazienza. Eppure, mi è stato riferito di essere in lettura da diversi editori niente male. Potrò dare un feedback più completo una volta conclusa l'esperienza, al di là del risultato. Per ora, il punto più significativo è, secondo me, l'effettiva disponibilità di @JaV. Risponde sempre, ha tanta pazienza, mi informa sui progressi. Su questo non posso lamentarmi. Che i tempi siano lunghi mi pare sia un dato di fatto, credo che chi intende proporsi dovrebbe prenderlo in considerazione. Che si possa consigliare all'agenzia di aggiornare più in fretta gli autori ci sta; l'impazienza di qualsiasi autore si fa sentire, anche la mia. Nonostante questo, devo dire che a ogni mia richiesta è seguita una risposta cortese e precisa.
  5. JenniferStrife

    Lorem Ipsum

    Salve. Seguo questa conversazione fin dall'inizio, e più volte mi è dispiaciuto vedere i toni alzarsi. Al di là delle opinioni che ognuno può avere sul modo di lavorare dell'agenzia, forse bisognerebbe considerare che questi spesso vengono in seguito alla partecipazione di @JaV, che nonostante tutto prova a rispondere anche da qui. Sarebbe facile per lui evitare di esporsi, per non dover poi rispondere a mille domande, eppure lo fa e continua a farlo. Devo dire che io questo lo apprezzo, e credo che la scelta meriti un minimo di rispetto. Comunque, non mi perdo in chiacchiere. Io sono un'autrice rappresentata dalla Lorem Ipsum, sono a conoscenza del percorso che l'agenzia sta portando avanti sui miei scritti (lo specifico perché qualcuno se lo domandava) e vengo seguita. Jacopo risponde sempre e anche in fretta, ci siamo incontrati più volte anche di persona e con me è in corso un bel lavoro, di cui ho apprezzato sia la scelta di un manoscritto "difficile" da piazzare e sia la gentilezza e la disponibilità dell'agenzia. Certo, i tempi sono lunghi, e comprendo perfettamente l'impazienza. Non voglio nemmeno dilungarmi sulla delusione di chi viene scartato, perché so cosa significa ed è ovvio che non sia piacevole, ma vi riporto semplicemente la mia esperienza sperando di non venire uccisa.
  6. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Grazie ancora a tutti.
  7. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Commento Mio padre è ancora in ospedale; sono tornata in Sicilia per vederlo. Sta sul letto con la testa tutta a destra. A volte confonde le parole e non si capisce se vuole acqua o latte, se parla di una persona o dell'altra. Strizza gli occhi come a spremere fuori il nome giusto, ma non ci riesce. Passo ore a versargli gocce in bocca perché non si ricorda come succhiare con la cannuccia. Il bicchiere non finisce mai, e anche se finisce lui ne chiede ancora. Poi chiede il ghiaccio e glielo faccio in piccoli pezzi perché non si strozzi. Gli scivola in gola e lui mi guarda. Hanno detto che non era un ictus, ma che ha delle metastasi nel cervello. «Apri» gli dico, perché dimentica che bisogna aprire la bocca per metterci qualcosa dentro. Lui schiude le labbra e inserisco il ghiaccio. «Inghiotti bene», dico poi. Lui deglutisce. Se interrompo la cantilena, fatta di gesti e delle stesse parole, dimentica come si fa. «Apri», dico. Lui apre la bocca e inserisco il ghiaccio. «Inghiotti bene», dico. Lui deglutisce. Il ghiaccio lo rende felice. «Apri», dico. «Uffa» dice lui, e apre. «Inghiotti bene», dico. «Uffa uffa» dice lui, e inghiotte. È tutto lì in quella stanza con solo me e lui. Tutto nel bicchiere del ghiaccio. Tutto nella cantilena e nelle dita che bruciano. «Apri», dico. «Aiutami» dice lui, e apre. «Inghiotti bene», dico. Lui mi guarda. «Non c'è bisogno che lo dici sempre» dice, indignato, come se non avesse mai smesso di parlare in modo normale. «Hai ragione» dico. Tutto quello che ha è nelle mie mani. Fuori inizia a far buio, ci sono persone che passano in fretta. Prendo un altro pezzo di ghiaccio, glielo poso sulle labbra ma non reagisce. «Apri» dico, e lui apre la bocca.
  8. JenniferStrife

    Un certo tipo di tristezza

    Convinta che il mondo lì fuori la rifiuti, Anna decide di chiudersi in una tana fatta di incertezze e fragilità. Un giorno, però, un'opportunità inaspettata la trascina in quello che impara a considerare il suo ambiente naturale: una casa isolata in montagna, con accanto un paesino in cui ogni persona ha una storia. Sarà in particolare una di queste storie, sigillata fra le pagine di vecchi diari ingialliti, che la porterà ad interrompere la sua staticità, le sue incessanti riflessioni e i suoi dubbi e incertezze, spronandola a reagire per cominciare, finalmente, a camminare con le proprie gambe.
  9. JenniferStrife

    Al mercato

    Faccio scorte. Sono convinta che quando tornerò a Milano la casa si svuoterà dei viveri, di quel che è necessario. Compro pacchi di carta da cucina, biscotti, confezioni da due in offerta di caffè. Sono al mercato di Ortigia, dove la gente si stringe nei cappotti anche se io sto bene con solo un maglione. Loro non conoscono il freddo vero; mi sento superiore, anche se non lo conosco nemmeno io. Chiedo due chili di calamari. Li metterò in freezer, così mia madre avrà del cibo da consumare man mano. Non ho mai comprato del pesce: di solito si materializzava in casa per le feste. Non ho idea di quanto costerà. In tasca, nel borsellino, ci sono quaranta euro che dovranno bastare. «Glielo pulisco?» chiede un ragazzone sudato. Dico di sì, e lui appoggia i calamari viscidi su un tavolino di legno. Ha una sigaretta in bocca, non usa guanti. Le sue mani sono enormi e scure. Aspetto lì. Un uomo anziano, forse il padre del ragazzone, urla parole che non capisco ad intervalli regolari. Me ne stupisco ogni volta: sembra che parli con me, mi guarda. Sto per chiedergli se ha bisogno di qualcosa, quando una ragazza mi urta da dietro. «Scusi» dico, anche se non è colpa mia. «Viene a sedersi vicino a me» dice lei. «In chiesa.» «Come?» «In chiesa.» Si afferra una ciocca di capelli e la tira. Ha addosso i vestiti che avrebbe una persona povera. «Ha il coraggio di sedersi vicino a me. Vive come una prostituta.» Cerco un senso nelle sue frasi, poi capisco: è pazza. Assumo l'aria del compatimento. «Vicino a me, viene» continua lei. Si vede che la cosa l'ha sconvolta. «Via, via» dice l'uomo anziano. La ragazza continua a camminare, parlando a chiunque si accorga di lei. Ora guarda una signora che tiene la mano di una bambina. «Ha questo coraggio» le dice. «In chiesa!» La signora scappa. Il ragazzone butta via la sigaretta e la pesta. Sotto il tavolo ci sono molte cicche. Poi continua a infilare le dita nel pesce. «È sempre qui» mi fa sapere. «Ogni tanto chiamiamo la polizia, ma non ci possono fare niente.» «Ah.» «Diventa volgare» dice. E mi guarda, per vedere se ho capito. «Spaventa i clienti. Ma fa pena, sa. Quando vengono a prenderla si ribella, la devono tenere. E tanto la riportano qua, alla fine. Non possono fare niente.» Annuisco. Lui riprende il suo lavoro, io mi volto per cercare la ragazza. Sta ferma in un angolo, dietro una bancarella di frutta, con le mani in tasca. Ad un certo punto si rianima, prende a camminare e canta a voce alta. «Io, un giorno crescerò...» «Ma quando devi crescere, tu» dice l'uomo anziano mentre mi mette i calamari in busta. Visualizza il frammento
  10. JenniferStrife

    Un certo tipo di tristezza - Sara Gavioli

    @JMC Grazie! Vi ricordo che su Amazon potete leggere gratuitamente l'inizio. Fatemi sapere cosa ne pensate! Giungo a segnalarvi un'altra intervista, a cura del blog "Voce ai libri". Mi sono state poste domande interessanti. Potete leggerla qui. Sto anche ricevendo commenti in privato da chi lo ha già comprato, e vi ringrazio. Il confronto con i lettori aiuta a migliorare e dà senso alla scrittura. E finora ho avuto tanti pareri positivi! Grazie a chiunque vorrà darmi una possibilità.
  11. JenniferStrife

    Un certo tipo di tristezza - Sara Gavioli

    Immagine di copertina: Titolo: Un certo tipo di tristezza Autore: Sara Gavioli Casa editrice: Inspired Digital Publishing ISBN: 9788894002195 (e-book) Data di pubblicazione (o di uscita): 24/02/2016 Prezzo: 1,99 Genere: Romanzo di formazione Pagine: 350 Sinossi: Convinta che il mondo lì fuori la rifiuti, Anna decide di chiudersi in una tana fatta di incertezze e fragilità. Un giorno, però, un’opportunità inaspettata la trascina in quello che impara a considerare il suo ambiente naturale: una casa isolata in montagna, con accanto un paesino in cui ogni persona ha una storia. Sarà in particolare una di queste storie, sigillata fra le pagine di vecchi diari ingialliti, che la porterà ad interrompere la sua staticità, le sue incessanti riflessioni ed i suoi dubbi ed incertezze, spronandola a reagire per cominciare, finalmente, a camminare con le proprie gambe. Link all'acquisto: Amazon, Kobo, Streetlib Estratto: Si fa così con tutto. Si ridipingono le pareti, si cambiano i quadri, i vestiti, le scarpe. Si cambia casa, e le tazze a volte si rompono. Cadono sul pavimento e diventano un insieme di pezzi taglienti. A quel punto è tardi. La maturità arriva quando sei disposto a raccoglierli e buttarli via invece che piangere. Quando ti guardi intorno e la gente muore, si allontana, si rompe, e tu sei lì chino con la paletta e la rassegnazione.
  12. JenniferStrife

    Al mercato

    @pioggia Hai ragione. Grazie.
  13. JenniferStrife

    Ghiaccio

    @Giusi Curreri Grazie. La frase "inserisco il ghiaccio" pare non abbia convinto, ne tengo conto.
  14. JenniferStrife

    Al mercato

    @JMC "Calamari" non è male. Bella Ortigia, eh? Anch'io sono un po' perplessa dalle critiche morali, ma in fondo ogni parere è utile. E ovviamente spero siano rivolte al personaggio e non a me. XD Anche osservazioni con cui non concordo (tipo il dire che sia impossibile trovare una persona con dei problemi che gira in strada. A me capita di continuo) mi dicono cosa un lettore ha pensato leggendo. Siamo tutti diversi, abbiamo reazioni diverse. Se venti persone mi dicessero di essere disgustate dai pensieri del personaggio, capirei che l'ho reso poco simpatico. Grazie di nuovo a chi legge e commenta, ogni parere è prezioso.
  15. JenniferStrife

    Al mercato

    @Jakie Non preoccuparti. Anzi, ti ringrazio per aver speso del tempo nel leggerlo nonostante non ti sia piaciuto. Posto qui proprio per ricevere pareri. Grazie del tuo.
  16. JenniferStrife

    Un certo tipo di tristezza - Sara Gavioli

    Prima intervista, per il blog "Distratta-mente": http://orianatardo.altervista.org/un-certo-tipo-di-tristezza/ Approfitto per segnalarvi la pagina Facebook e la categoria del mio blog dedicata al libro.
  17. JenniferStrife

    Al mercato

    @Healing Grazie di aver letto. Sono contenta che non ti sia dispiaciuto. @Rewind Grazie per i suggerimenti. In particolare per aver fatto notare che la protagonista non potrebbe vedere chi la urta: non ci avevo pensato.
  18. JenniferStrife

    La bambina nella foresta

    Quello che noto prima di tutto è che sei andata a capo praticamente ad ogni frase. Non mi convince. Forse è voluto, proprio per accentuare il senso di vaghezza e il tono onirico, ma credo sia un po' eccessivo. Ti segnalerei che la "è" maiuscola va sempre scritta "È" (alt+0200 dal tastierino). Anche io ho l'impressione che manchi un vero senso al frammento. Non è brutto e leggerlo è piacevole, ma cosa vuol dire? Tu sai che storia c'è dietro (ho letto il commento in cui ne parlavi), ma il lettore no. Se l'idea era di scrivere un semplice commento, magari da consegnare all'autrice del quadro, ok. Altrimenti, il problema è che il brano lascia un po' il tempo che trova. Mi è comunque piaciuto il tono che usi. Forse, partendo dallo spunto del dipinto, potresti però arricchire un po'.
  19. JenniferStrife

    Inspired Digital Publishing

    Ho pubblicato il mio romanzo con questa casa editrice, e confermo: Luigi è molto disponibile, crede nelle opere che pubblica e segue molto gli autori. Il contratto è a posto ed i tempi di selezione, preparazione e pubblicazione non sono stati biblici. Luigi mi è anche stato a sentire mentre andavo in crisi per la copertina e per vari motivi (la normale ansia da gestazione, diciamo), con molta pazienza. Ha letto attentamente il mio romanzo più volte, cercando spunti e idee per la sua promozione e discutendone sempre con tranquillità. Insomma, sta rendendo piacevole questa bella esperienza e ne sono grata.
  20. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Grazie. Sono davvero contenta dei vostri pareri, è un frammento che conta molto per me.
  21. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Grazie mille, Des.
  22. JenniferStrife

    Auguri sioux!

    Auguri in ritardo! XD
  23. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Grazie anche a voi per aver letto e per i commenti. In realtà si tratta di un frammento che fa parte di una raccolta: il lettore, iniziando a leggerlo, ha già altre informazioni sulla situazione. Non ho capito cosa volevi dire esattamente, però.
  24. JenniferStrife

    Ghiaccio

    Grazie a voi per aver letto. Ogni volta che torno a controllare trovo commenti che mi commuovono. *piange* ^^
  25. JenniferStrife

    Ghiaccio

    @Nexa Quella che poni è una questione importante e sulla quale sto riflettendo molto. Sono incerta sulla punteggiatura nei dialoghi. Non ho messo la virgola in quel punto perché mi sembrava che, senza, la frase venisse più come la intendevo. In passato non l'ho mai usata dopo le frasi del discorso diretto, ed ora sto tentando di imparare. Tu che ne dici? Sono sempre parecchio insicura sulla cosa. Darò un'occhiata al post che indichi. @Daniele125 Grazie a te. ^^ Sapere di aver trasmesso delle emozioni è meraviglioso.
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