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mithraglia

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    Maschio
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    Mithra ha scritto il libro di poesie "Shhchiuma" (2010), ed ha pubblicato l'album musicale "Unghie Come Lame" (2008) per la Killerpool Records, esempio di elettronica alternativa e disturbante.

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  1. mithraglia

    Distruzione di Massa

    grazie.. il fattore della musicalità ho volutamente abolirlo, in quanto, andando a toccare un tema "distruttivo" penso che di musicale non debba esserci nulla.. apprezzo molto i commenti
  2. mithraglia

    Tutto.

    La trovo poco scorrevole come frase, proverei a costruire in maniera diversa, tipo: Le sue scarpe alla moda misura 42 avevano calpestato molti luoghi della terra: luoghi particolari, diversi dalle solite mete turistiche della gente comune. grazie.. seguirò il consiglio
  3. mithraglia

    Tutto.

    Ho visto che hai utilizzato molte volte delle ripetizioni. Immagino siano volute però alcune a mio parere sono evitabili. Per esempio al posto di scrivere ancora : Era simpatico perchè sapeva scherzare e trattare molti argomenti Potresti togliere quell' '"era simpatico" perchè sarebbe la quarta volta in poche righe. Questo ti capita anche più avanti nel racconto, poi vedi tu se preferisci lasciarle o se provare a togliere qualcosa. Comunque il racconto è buono, è crudo ma realistico. E il personaggio viene caratterizzato bene, in linea con quello che dici all'inizio "ha tutto e perde tutto". si le metto come enfatizzazione ed esasperazione.. forse esagero e non le controllo.. sarò piu attento. grazie
  4. mithraglia

    Tutto.

    grazie e scusate
  5. mithraglia

    10 minuti in macchina valgono più di ogni serata

    è chiaro che volevi porre in opposizione l'anima della persona in macchina col personaggio a cui ti rivolgi con 'folla di morti' che è fuori. Però così com'è, il testo non la trasmette questa opposizione: le espressioni sono troppo piane e piatte, per nulla poetiche. Di fatto sono una prosa. Più in particolare: nei primi tre versi, potevi usare una metafora invece che una similitudine, e tutto il periodo rimane comunque povero come espressività per i termini cui sei ricorso; nei versi seguenti, medesimo problema: è una frase piana, sgombra di ogni secondo livello di significato, il senso è delineato fin troppo chiaramente e per esteso con uno stile che, di nuovo, risulta prosastico. Questi sono difetti che si ritrovano anche nel resto del componimento. Sebbene, come ho detto, ci sono dei concetti che potrebbero trovare una buona espressione in poesia, qui siamo ancora troppo vicini alla prosa e al suo stile. Un altro punto che mi convince poco è la metrica. Ho riletto la poesia più volte, anche a voce alta, e non riesco a trovare una coerenza nella suddivisione in versi che hai praticato. A tratti (specie nella prima parte) si sente che hai cercato un certo ritmo cadenzato e singhiozzante, ma, come è evidente anche senza leggere, ci sono dei versi con delle sillabe di troppo (anche solo una o due) che lo spezzano senza un vero motivo (ad esempio, lo spezzarsi del ritmo non sottolinea nessun passaggio importante né sottintende alcun significato simbolico). In realtà, l'impressione è che a volte tu sia andato semplicemente a capo, senza davvero tener conto del ritmo della frase. Altre volte invece hai seguito bene il ritmo. Ad esempio: qui il ritmo c'è, si sente e l'hai seguito. Qui c'è qualche problemino. Mentre è chiaro e va bene che hai voluto isolare il 'Tu' in un unico verso per farlo risaltare anche spezzando il ritmo, "che la sua anima" è un verso troppo lungo (di poco, appena una sillaba, ma si sente) e spezza nuovamente il ritmo, stavolta senza motivo, ingarbugliando anche tutti i versi che seguono. Così com'è non funziona: sembra più tutto un verso (o quattro versi: vorresti/che quei/10/minuti). Qui siamo in prosa praticamente, anche se l'interruzione del ritmo per porre la domanda centrale ci stava. La parte finale tenta di recuperare il ritmo di quella iniziale, ma, anche qui, senza troppa coerenza né successo. Insomma quindi, questa poesia non mi ha convinto molto. Forse riusciresti ad esprimere meglio i medesimi concetti in un frammento di prosa, oppure cerca di potenziarne l'aspetto e la forma poetica, perché così com'è è un po' piatto come componimento in versi. A rileggerti! grazie comunque
  6. mithraglia

    Tutto.

    http://www.writersdream.org/forum/topic/24137-la-fuga/page-2#entry422766 Attento che perdi tutto. Glielo dicevano sempre. Forse come monito. Forse per invidia. Hai tutto. Perdi tutto. E’ come un gioco. Come una partita a carte. In effetti tutto ce l’aveva realmente. Beh innanzitutto era simpatico. E questa è già una grande qualità. Simpatico nel senso che non trattava mai male nessuno, simpatico perché era più che un amico, era anche un grande confidente. Era simpatico perché sapeva scherzare e trattare molti argomenti. Si. Aveva molti argomenti, perché aveva molti interessi. Dalla politica, allo sport, alla musica. Poi se ne intendeva di opinione pubblica, moda, tv, cinema, letteratura e le arti in genere. Beh insomma aveva tutto. Viaggiava ovunque per di più. Molti luoghi della terra, luoghi particolari, oltre alle solite mete turistiche della gente comune, erano state calpestate dalle sue magnifiche scarpe alla moda misura 42. Con il tempo aveva sviluppato un forte spirito critico in fatto di viaggi. Gli amici. Tanti e ovunque. Sparsi nel mondo. E le amicizie non si fermavano mai, aumentavano e diventavano subito profonde e sincere e genuine. Non era quasi mai solo. Tranne quando voleva esserlo. Si, perché chi aveva tutto aveva anche la solitudine: non quella becera da emarginato, ma quella scelta come stile di vita. Lui, la solitudine, la controllava, la gestiva. Sceglieva di essere solo. Sceglieva di staccare la spina per un po’. Poi la moda, il vestiario, il taglio di capelli, il tatuaggio al posto giusto che ricordava l’occasione giusta e le feste, le rimpatriate, il lavoro come passione e non come sacrificio. Quanto può essere importante nella vita di un uomo fare un lavoro che gli piace? Le donne? Quelle a fiumi, neanche a parlarne.. beh ecco.. non aveva l’omosessualità, quella no, non ce l’aveva. Però se il futuro per lui fosse stato diverso, magari l’avrebbe anche avuta. Il traguardo è il tutto, il limite è l’uomo e l'uomo è una condizione mentale. Poverino.. fu ucciso per sbaglio durante una sparatoria in strada tra bande di mocciosi che per le mani non avevano niente: solamente delle Smith Wesson usate, comprate a prezzi vantaggiosissimi. Fu colpito in pieno volto mentre passeggiava lungo un marciapiede dei Viali dello Shopping. Il suo volto si disintegrò. I denti schizzarono. Il sangue se ne scivolò tutto via fino a mescolarsi con i passanti che urlavano in strada: "un'ambulanza, chiamate un'ambulanza". La sua storia finì su tutti i telegiornali. Non poteva di certo meritare una fine diversa. Non poteva morire come tutti.
  7. mithraglia

    La fuga

    Giulia corre giù per le scale lanciandosi fuori dal portone. E' quasi l'alba. Col cuore in gola a percuotere il cervello, si ritrova in strada, in un bagno di sudore. bello il passaggio fisico gola-cervello-sudore Non solo Giulia non si accorse dei fiori. Li calpestò condivido con un altro commento.. dovevano essere laceri per non vederli. o è una cosa voluta dall'autore questa del calpestare? per il resto mi sembra ottimo tutto il testo personalmente avrei sviluppato di più il finale. andando piu sullo specifico L'idea del sequestro non mi piace.. avrei optato per qualcosa di più "estremo" e meno "giàsentito" comunque.. complimenti
  8. mithraglia

    Robby il Ragno

    http://www.writersdream.org/forum/topic/24082-occhi/ Era diventato un ragazzo da appena cinque ore e già aveva toccato terribilmente tutto. Otto braccia che vorticosamente roteavano nell’aria in cerca di vite da rubare come mille ladroni. Borseggiava, bussava e gridava all’allarme inutilmente. Un Guarda Cani gli palesò davanti la torre della sua vita: non era nato in uno sciame e quindi non poteva volare. Gli si intaccò la memoria. La sua vera vita si trovava altrove… laggiù, in India. Poteva e doveva prendere il primo volo per l’Asia o, in alternativa, capire il funzionamento dei motori. Si recò in agenzia. Il primo volo verso quel luogo magico e misterioso dove avrebbe trovato la sua vera identità ci sarebbe stato l’indomani a mezzogiorno. “Cosa devo fare?” chiese Robby il Ragno non conoscendo la lingua “Avanti il prossimo, le ho già detto tutto” Non aveva bisogno di dormire così decise di passare la nottata in un bar prima di gettare via tutto da una finestra. Sperava che qualche tamburo potesse strombazzare per il grande lancio. Era nel luogo più affollato e frequentato dagli esseri umani. Gli bastò poco per ambientarsi. L’uomo è così. Ti accetta velocemente e poi ti rigetta con ancora più velocità. Verso le sei di mattina aveva già conosciuto tutti. “Un momento.. sono già le sette” si guardò intorno. Stava da solo al Bancone che sembrava l’altare di una Chiesa. Si erano dileguati tutti. Tutti ballavano. Cominciò ad ordinare per otto. Un drink per ogni braccio. E buttava giù. Continuava a buttare giù. Una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto bevute. Si fece mezzogiorno ed il sole spaccava il cielo come a dire “Hey, stronzo, te lo trovo io un posto in questo mondo, non ti preoccupare, resta dentro”. Resto con le sue mani nelle sue mani, ma restò dentro. Il barista lo cacciò perché non si decideva a ballare come tutti gli altri. Vagabondò in strada per un po’, vedeva lingue giganti spuntare da uomini piccoli piccoli che speravano in un futuro più redditizio. Non pensò più all’India, non pensò più a nulla. Restò per una vita lì, rimpiangendo le sue origini da ragno e bevendoci un po’ su. Era diventato un ragazzo da appena otto ore e già aveva toccato terribilmente il fondo.
  9. mithraglia

    Distruzione di Massa

    http://www.writersdream.org/forum/topic/24008-defecazione/ Imponi al futuro l'impellente necessità di cadaveri. I tuoi contenuti speciali preoccupano le mie volontà di vendita. Sono pronto come un navigatore davanti al mare in furia. L'attacco all'esistenza senza guardie del corpo non è questione legale. ... e parlo con gli animali: "Voi mi venerate...e se la vostra venerazione cadrà?"
  10. mithraglia

    Defecazione

    poca poesia molto cinismo... non so se mi piace o meno.. sono molto cinico anche io nella scrittura.. mi piacciono personaggi un po' auto.. però, senza offesa, non so se si cade nella banalità o meno con questa poesia. Sulle stile niente da dire, sono amante e sostenitore del verso libero! Saluti e buon istinto!
  11. mithraglia

    10 minuti in macchina valgono più di ogni serata

    grazie era proprio quello che volevo trasmettere
  12. mithraglia

    10 minuti in macchina valgono più di ogni serata

    Grazie... sono onorato di ciò a presto
  13. mithraglia

    La cravatta rossa

    Humm, tu non c'entri molto, è una affermazione del personaggio. Se leggi un libro su un serial killer i suoi pensieri non riflettono quelli dell'autore. il narratore/protagonista sono io... "io e erle"... poi durante il racconto c'è un cambio di "io".. e divanta il "deambulante" l'io narrante...
  14. mithraglia

    La cravatta rossa

    se vuoi ho messo una poesia
  15. mithraglia

    10 minuti in macchina valgono più di ogni serata

    Tutti quanti che passeggiano come morti. Tu resti in macchina e senti che la sua anima è più forte di tutte le anime che vagano li fuori. Vorresti che quei 10 minuti diventassero 20 poi 30 e poi una serata e poi ancora tutte le serate. Ma… come si può rendere l’attimo eterno? Non si può. Per l’eternità bastano 10 stupidi minuti con un vetro sporco che ti nasconde dal mondo, un volante fermo che non ti porta in nessun posto e qualcuno che un'anima ancora ce l'ha. http://www.writersdream.org/forum/topic/24074-tutto-sembra-difficile/page-2#entry421503
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