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Tina Crawford

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Tutti i contenuti di Tina Crawford

  1. Tina Crawford

    Lettera di raccomandazione

    COMMENTO: http://www.writersdream.org/forum/topic/23524-51-minuti-interminabili/ LETTERA DI RACCOMANDAZIONE: Carissima amante di mio marito, sono sua moglie, o meglio, la sua ex moglie. Ho avuto la gran fortuna di sposarlo, di passarci insieme i momenti belli e i momenti brutti della vita e, che dire, siamo sempre sopravvissuti. Venticinque anni di matrimonio sono tanti, sicuramente più delle notti che avrete passato insieme, ma vede, adesso mi chiedo in cos’ho sbagliato. Forse lei è riuscita a capire Robert davvero per com’è… Oppure, semplicemente, cercava qualcosa di meno scontata di me. Eppure, abbiamo avuto tre bellissimi figli e le notti insonni in cui facevamo l’amore non sono mai mancate. Con questo non voglio farla sentire in colpa, signorina. Posso darle del tu? Dopotutto, abbiamo avuto la confidenza di condividere lo stesso uomo. Ma veniamo ai fatti: ho scritto questa lettera per darti un sincero in bocca al lupo. Sì, l’ho cacciato di casa. E sì, non ha nessun altro posto dove andare, quindi deduco che il prossimo alloggio sia casa tua… Tenevo ad avvertirti che, ahimè, Robert non sa fare la lavatrice, il letto e nemmeno mettere l’acqua sul fuoco per fare la pasta! Lo so, probabilmente adesso penserai “Quale razza di donna non insegna a suo marito a fare queste cose?”. Ai nostri tempi i ruoli fra uomo e donna erano ben distinti; ho ugualmente provato a farmi dare una mano, ma invano. Spero vivamente che questa sia la sua occasione per riscattarsi e rendersi finalmente autonomo. Un’altra cosa a cui devi assolutamente prepararti, è la sua mania per i calzini: devi ordinarglieli nel cassetto per colore e tipo di tessuto, altrimenti il mattino seguente rischia di non trovarli e, in base a ciò, potresti metterlo di malumore; i medicinali per il colesterolo sono nella tasca interna della valigia (se non li trovi, puoi chiamarmi, il numero è *********), tanto è inutile che chiedi a lui: ti risponderebbe con la sua solita faccia da ebete che non si ricorda. Beh, credo di averti detto tutto. Ah, no! Dimenticavo: il giovanotto ha un problema all’anca sinistra, perciò avevo pensato tempo fa di prenotargli qualche seduta da un qualificatissimo fisioterapista. Dovrebbe cominciare il prossimo martedì. Per favore, convincilo ad andare, altrimenti rischia di compromettersi l’intera spina dorsale e addio partite di calcetto il giovedì! Quanto al resto, spero davvero che sarai in grado di badare a lui, perché da solo dubito proprio che ci riesca. Mi affido completamente a te, mi raccomando. Buona vita e buona relazione! P.S.: Da domani sarò irreperibile per tre settimane: finalmente avrò l’occasione di andare in Tibet, come ho sempre desiderato. Dunque, per qualsiasi dubbio o chiarimento, puoi liberamente contattare uno dei nostri figli e, magari, stringerci un rapporto di amicizia, data la vostra vicinanza d’età. Sinceramente grata, una moglie finalmente riscattata
  2. Tina Crawford

    Reborn

    Ciao Questo è un racconto che ho realizzato ieri notte, giusto per buttare giù qualcosa. Spero vi piaccia! “Tu sei già morta, Megan”. A quelle parole trattengo il respiro involontariamente. Una sensazione di puro terrore mi assale. Guardo le mie mani tremanti e colme di sudore. “No” dice l’uomo davanti a me, accennando un qualcosa simile a un sorriso “non in questo momento, non in questa vita”. Sgrano gli occhi. Non so da dove cominciare, mi bagno le labbra: “Cosa stai dicendo? Non ti credo!” La stanza si riempie di uno scomodo silenzio. La situazione sta prendendo una piega imprevista. “Posso spiegarti tutto” prosegue lui “se sarai disposta a credermi”. Indica con un cenno la sedia. D’istinto sprofondo su di essa e porto le mani ai miei jeans, stringendo il tessuto fino a consumarlo. Non ho la più pallida idea di quel che sto facendo. “Molto bene” annuisce “Direi anche ai tuoi amici di unirsi a noi, ma temo che questo non sia possibile”. “Risparmiami la commediola e dimmi cos’ho che non va, per favore” sibilo con occhi minacciosi. Mi mordo subito la lingua: non voglio apparire vulnerabile. Il tempo sembra non passare mai, eppure so che ne stiamo sprecando fin troppo. “Sai perfettamente quel che sto dicendo, Megan. Tu hai un potere, se così possiamo chiamarlo. Ricordi delle cose che pensi di non aver mai fatto” ride con suono sprezzante “Ma il problema è proprio questo: le hai fatte, solo che in altre vite. Parallele a questa, certo, ma sempre con una te diversa”. Deglutisco. Non avrei mai pensato che tutto ciò avrebbe portato a una rivelazione del genere: “E che fine faccio in tutte queste vite, dunque?” So già la risposta. Chiudo gli occhi e serro i pugni. “Finisci di vivere” conclude lui con tono teatrale. I miei occhi scorrono ogni ruga del suo viso, fino ad abbassarsi ai lacci dei mocassini consumati. “Cosa significa?” chiedo con un filo di voce. “Significa che non sei la protagonista di questa storia, tesoro. Sei un problema della sua stessa stesura. E senza la tua uscita di scena niente funzionerà”. Quelle parole risuonano come schiaffi. Mi tornano in mente svariate cose, come quella di Lucas che mi vuole condurre fuori dal parcheggio, ma io lo trattengo appena in tempo da salvare la vita di entrambi da quella macchina. In qualche modo sapevo che non dovevamo svoltare l’incrocio. Fino a quel momento mi era sembrata una cosa di poco conto, ma ci sono state più occasioni dove la cosa si è ripetuta: a sei anni, durante una gara di nuoto, batto la testa sul muro della piscina. Perdo i sensi per svariati minuti, fino a che l’istruttore non mi tira fuori e mi rianima. In quel caso non ho fatto niente per evitare l’accaduto, ma a questo punto credo di aver inconsciamente fatto qualcosa di diverso che ha cambiato il corso degli eventi. La storia si ripete qualche giorno fa: io, in metro, con la borsa sotto il braccio e lo sguardo fisso al pavimento. Dei teppisti che arrivano. Mi annusano i capelli, mi sfilano il cappello e lo buttano a terra, per godere della mia reazione da ragazzina impaurita. La fortuna vuole che ciò si interrompe con l’arrivo di una coppia di agenti, al ritorno dal lavoro. I tipi se la danno a gambe. Già, la fortuna. Evidentemente mi ha salvata più spesso di quanto pensassi. O forse si è semplicemente stancata di vedermi sparire troppe volte. “Hai ragione”, ammetto io, “che senso ha disporre di un dono come la vita se poi mi deve essere strappata una, due, otto, mille volte?”. Noto una scintilla di stupore negli occhi del mio nemico. “Non sono utile allo scopo di questa missione”, continuo, “o forse non lo sono per la tua!” L’uomo spalanca la bocca e farfuglia qualcosa, e anche se non lo capisco ciò non mi preoccupa. Non ho altro a cui pensare. Finalmente ho compreso. “Tu sei la causa della mia repentina morte e ciò dovrebbe spaventarmi, credo, ma penso di avere un vantaggio su di te”. “Ah sì?” ride fortemente, si avvicina quel poco da permettermi di sentire il suo alito putrido “E quale sarebbe?” “Non abbiamo ancora vissuto questo momento” concludo con un sorriso trionfante nel vedere quell’attimo di sgomento nei suoi occhi. E tutto accade prima che lui possa replicare.
  3. Tina Crawford

    Dracula - Bram Stoker

    Ciao gente! Mi stavo domandando.. qualcuno ha visto al cinema la nuova versione di Dracula? Beh, io si. Sono partita col pensiero di andare a vedere un'emerita stronzata, ma mi sbagliavo: tutti parlano del conte impalatore, ma nessuno ci ha mai spiegato il perchè (non che questo possa giustificarlo, certo) dei suoi tremendi atti. In questo film, ogni dubbio ci viene svelato. Solo che volevo saperne di più... voi per caso sapete della sua vita precedente alla fantomatica trasformazione in vampiro? Mi piace molto parlare della sua legenda. Inoltre il flim è leggermente diverso alla fine: il conte, nell'epoca odierna (intorno al 2014, suppongo), ritrova la sua amata, Mina, anzichè nell'800, come previsto da Bram Stoker. Fatemi sapere, sono curiosa di condividere con voi questo argomento
  4. Tina Crawford

    Lager

    Sostituirei "No" con "Niente" Qui ti bruci subito l'effetto sorpresa... Sposterei il punto per dividere le due frasi, dato che nella prima parte sottolinei un concetto, e nella seconda un altro. Una cosa tipo: "Servono per differenziarci: io sono io, tu sei tu. Quindi io sono diversa da te e ho un compito diverso dal tuo. Quando avrò lavorato come si deve, sarò premiata." Sostituirei "muoviti" oppure "mossa", troppo vicini e simili Personalmente avrei lasciato la scoperta delle "mucche" sul finale, dato che sia dal titolo che dalle prime righe, uno si aspetta chiaramente tutt'altro argomento... ma è solo un mio gusto di stile di scrittura. Nel complesso, vista anche la tua giovane età, non posso che farti i miei complimenti e incitarti a continuare su questa strada... avessi iniziato io così giovane!!! A rileggerci Ehi Hieronymus Grazie di essere passato e grazie di avermi fatto notare alcune accortezze! A rileggerci
  5. Tina Crawford

    Lager

    COMMENTO: http://www.writersdream.org/forum/topic/23498-il-dubbio-12/?p=409758 LAGER: Cos’è stato? No. È solo il camion che ha preso un’altra buca. Io e le mie compagne ci soffermiamo a guardare cosa avviene fuori, grazie a delle fessure che lasciano passare una fievole luce. Non vedo più i prati dove un tempo correvamo; sono sostituiti da canali artificiali e pozzi. Il terreno si fa improvvisamente liscio, la vettura prosegue senza turbolenze e man a mano noto che il paesaggio cambia. Adesso il verde delle colline è nascosto da case grigie. Ci sono persone che coltivano a valle la terra. Non fanno caso al nostro passaggio: probabilmente vedranno gli stessi camion passargli davanti ogni giorno. Cerco di mettere a fuoco, facendomi bastare quella piccola fessura che mi è stata concessa, ma tutto accade troppo velocemente perché io possa vedere ogni singola cosa. Siamo troppo veloci. Scappiamo da non si sa quale cosa. Intravedo i colori che sbiadiscono e il sole delle cinque che pian piano scende verso le montagne. Qualcuno alle mie spalle mi chiama. Così distolgo lo sguardo da fuori e mi volto verso le mie compagne. Non c’è bisogno di parole per esprimere la paura che abbiamo. Alcune di noi abbassano lo sguardo, incapaci di sostenerlo. Sappiamo dove ci stanno portando. Altre, prima di noi, ci sono state. E non sono più tornate. Probabilmente saremo assegnate a un nuovo padrone. Sì, deve essere assolutamente così. Altrimenti non ci avrebbero messo un’etichetta all’orecchio, no? Servono per differenziarci: io sono io, tu sei tu. Quindi io sono diversa da te. Ho un compito diverso dal tuo e quando avrò lavorato come si deve, sarò premiata. Funzionava così alla vecchia casa. Mi è dispiaciuto non vedere il nostro padrone prima della partenza, ma ho sentito dire da qualcuno che si era rintanato a piangere. Non dovrebbe essere triste. Sicuramente potrà venirci a trovare e portarci quei fantastici panelli di cui andiamo ghiotte tutte quante. Ecco. Il grosso carro si ferma di nuovo. Sentiamo un rumore secco, probabilmente la chiusura della portiera, e pochi istanti dopo ci invade una potente luce. I miei polmoni si riempiono di aria pulita. L’uomo che ha aperto lo sportello ci fa scendere una alla volta, stando attento a farci rispettare la fila. Ora è il mio turno. Vengo imbracata e scendo dalla vettura. “Avanti bella, muoviti” dice lui, dandomi due colpetti sulla schiena. Così mi do una mossa, e vengo posizionata dietro la numero cinque. Ci portano dentro una di quelle case grigie, l’interno è spettrale quanto rovinato. Attraversiamo un lungo corridoio e poi ci dividono. La numero cinque va a destra, io tento di seguirla ma un altro uomo mi ferma e mi studia da capo a fondo: “No, questa va al reparto latte”. Non so cosa significhi. Mi conducono al corridoio di sinistra e poco dopo mi rinchiudono in una stanza con altre compagne di lavoro. Solo che queste non le ho mai viste in vita mia. Noto i loro occhi, stanchi e supplichevoli, i loro muggiti che chiedono aiuto, le loro mammelle ingrossate e piene di ghiandole. Indietreggio fino a che non tocco l’asse di legno che delimita la nostra prigione. Così questa è la mia fine, la nostra fine. Mi affaccio fra le due assi di legno e faccio quello che fanno tutte le centinaia di altre mucche di questo posto: mangio e piango il mio destino.
  6. Tina Crawford

    Lettera di raccomandazione

    Il trucco è tutto qui, nel dubbio dei sentimenti. Moglie ed ex moglie sono la stessa persona contemporaneamente. Così parte il tuo racconto e, forse inconsciamente, tutto ruota attorno all'equivoco (voluto?): da un lato l'affetto che rimane, nonostante la separazione, e dall'altro il rancore per i colpevoli di tradimento. Che il prossimo sarà casa tua... altrimenti difficilmente potrebbe essere prossimo. Mi piace. Sono il tipo imbranato che ha questo genere di problema: forse anche tuo padre? E' vero, è vero, è vero! I maschi (antico e imbarazzante!) della mia età (forse quella di tuo padre...) stentano a mettere le mani e il cervello in cucina e nelle faccende di casa: per voi ragazzi ci comportiamo e siamo come dinosauri! Mi sono divertito. A parte qualche errorino già evidenziato da altri più bravi di me, ti trovo originale, simpatica e sensibile. Al contrario di chi mi ha preceduto, io (e ribadisco io!) trovo che i rapporti tra ex siano sempre più civili, e che dovrebbe abbastanza nella norma che una moglie (o un marito), passato forse il primo bollore, possa giudicare l'abbandono contemporaneamente con sofferenza e soddisfazione. Soprattutto dopo 25 anni. Sai quale è la differenza tra chi scrive bene e un vero scrittore? Non è la forma originale, e neppure la capacità di utilizzare un vocabolario ampio ed (eufonico!) appropriato. Uno scrittore di successo può benissimo commettere disastrosi errori grammaticali, comporre frasi lunghe, contorte e poco musicali, oppure brevissime e basiche (orrendo inglesismo che ti invito ad evitare!). Il salto di qualità è la trama, cioè la storia che tu racconti. Se uno scrive benissimo e non racconta nulla, genera un inevitabile effetto soporifero. Un cagnaccio sgrammaticato, invece... Ecco. Tu scrivi benino, con qualche ingenuità, e hai la fortuna di essere originale (non male anche il tuo precedente racconto) e di cogliere aspetti che altri non si aspettano. Mi spiego: improbabile che una moglie raccomandi il marito all'amante? Sì, per molti sì... (o dovrei dire per molte?). Certo, improbabile! Perlomeno insolito e originale al punto che il tuo racconto si legge tutto di un fiato, errori o non errori non importa. Sai, questo bel forum, purtroppo, si chiama Writer's Dream. Noi scriviamo in volgare italiano, discutiamo di letteratura, grammatica, narrativa, poesia e quant'altro (ma perché tutti abusano di quant'altro?) e partecipiamo a Writer's Dream... Ho già esagerato criticando chi, come te, ritiene più esotico utilizzare nomi foresti. Robert potrebbe essere benissimo Roberto o, meglio ancora, Berto. Ragazzi, i personaggi stranieri non nobilitano stile, trama e racconto! Sinossi della mia critica: brava!!! Scrivi bene, sei originale, trovi argomenti furbini e mi hai proprio divertito. Ancor più brava considerando la tua giovane età. Una notula per gli scettici: un mio amico abita, con la giovane compagna e due figli piccoli, in un appartamento sotto quello dove sta la moglie, con il nuovo compagno, ed i due figli grandi. Meditate, gente, meditate... Ciao Fraudolente! Ti ringrazio davvero tanto per il commento: non mi reputo nessuno, ma sentirsi dire da qualcun altro che ho originalità mi dà una gioia infinita, credimi! Ciò che hai detto sul vero scrittore lo sostengo anche io. Credo fermamente che l'inventiva sia un aspetto molto importante dello scrivere: o ce l'hai o non ce l'hai. Io sono ancora "piccola", ma spero un giorno di raggiungere una maturità tale da saper utilizzare originalità e correttezza grammaticale insieme! Il tuo giudizio non mi sarà mai indifferente, te lo assicuro. Grazie di essere passato! Ci vediamo P.S.: W le nuove generazioni di matrimoni falliti che continuano a nutrire rispetto!
  7. Tina Crawford

    Lettera di raccomandazione

    Il soggetto del primo periodo è "lei", inteso come amante. Nel secondo è "lui" inteso come marito. Ma come l'hai messa giù, cioè senza inserire il soggetto nuovo nel secondo periodo, il verbo "cercava" pare riferito al soggetto del primo, cioè "lei". Tutto questo pippotto per dirti che devi mettere il soggetto nel secondo periodo: Oppure, semplicemente, lui cercava qualcosa di meno scontata di me. Quoto queste due frasi per farti notare che i puntini di sospensione mi sembrano superflui, meglio un punto fisso; e ne approfitto per farti notare che difficilmente il marito della signora arriverà dopo la lettera. Insomma, se l'intenzione di questa missiva era, tra le altre cose, informare l'amante dell'arrivo dell'ominide in casa sua non credo abbia adempiuto al suo compito. A meno che non sia una mail. Una curiosità superflua: perché Robert e non Roberto? Sì, vabbuò, non esagerare. Non sa cucinare, ma mettere una pentola sul fuoco piena d'acqua non è saper cucinare, scommetto che se gli si fa un disegnino ci riesce Ai nostri tempi? E quanti anni hanno? Settanta? Questa virgola è un errore. Trovarli li trova, sono nel cassetto appunto, forse non sa scegliere quelli giusti e questo lo irrita. A rileggerti con piacere Ciao Tiferet Sono d'accordo sulle prime due quote. Quanto al resto: 1) Hmmm, perchè Robert? Non lo so nemmeno io. In realtà, nei miei racconti è difficile trovare nomi italiani.. non so.. trovo che siano meno affascinanti. 2) Sì, hanno su per giù un'età simile. Infatti 25 anni di matrimonio non sono pochi... Da notare che l'amante è molto più giovane di Robert! 3) Assolutamente d'accordo con il resto delle correzioni A rileggerci!
  8. Tina Crawford

    Lettera di raccomandazione

    Se è l'amante del marito, mi viene logico pensare che lei sia la moglie, però, potrebbe esserci qualcosa che non colgo in questa frase. Nel finale abbiamo: Qui sembra contraddirsi, non è più un ex moglie? Non lo so, questo racconto non mi convince pienamente. Perchè diventare amica dell'amante? Tante attenzioni? Le lascia anche il numero... ma poi delega tutto ai figli. A rileggerti. Ciao Non sono una cima con i titoli; ho pensato alla prima cosa che mi è venuta in mente, ma credo che 'Lettera di raccomandazione' possa avere, appunto, più significati e quindi abbastanza appropriato. Effettivamente la prima osservazione che hai quotato ha senso: era ovvio che a parlare fosse la moglie, quindi non era da specificare di nuovo. Quanto al resto, la lettera doveva ironizzare la situazione, renderla quasi comica: in realtà la moglie si sente liberata dal fatto che il proprio marito se la faccia con un'altra. Ha solo colto il momento giusto per levarselo di torno, nonostante comunque si faccia delle domande sul loro matrimonio... L'amicizia che la ex moglie vuole instaurare con l'amante dell'ex marito è, ovviamente, una cosa quasi irreale. Chi socializzerebbe con una rivale?! Semplicemente, si rende conto che, nonostante Robert abbia sbagliato, ciò non le impedisce di volergli bene ugualmente (le raccomandazioni sulla sua salute sono solo un esempio). Questo, a parer mio, dovrebbe essere un matrimonio che, seppur finito, dà e pretende rispetto da entrambi i diretti interessati. Dopotutto, venticinque anni di matrimonio devono essere serviti a qualcosa, no? Mi spiace che il racconto non ti abbia molto convinto, spero che la prossima volta andrà diversamente
  9. Tina Crawford

    Rifiuti

    Ciao Irene Wow, è molto angosciante quanto realistico. Mi è piaciuto molto: ho immaginato un luogo grigio, disastrato, dove migliaia di bambini scalano montagne di rifiuti per lavorare... che brutta realtà! Ma penso che tutto ciò debba essere raccontato, per aiutare il mondo e soprattutto le persone più bisognose. Nel nostro piccolo, tutti dovremmo contribuire alla salvaguardia del pianeta! Alla fine ci rimetteremo tutti... Comunque non ho capito bene questa frase (probabilmente sono io che non ho compreso, però speravo che me la spiegassi): Tutto il resto mi sembra scritto correttamente e il testo lo trovo scorrevole, il lessico semplice ma conciso. Davvero, ottimo lavoro
  10. Tina Crawford

    Lager

    Grazie Mattia :D
  11. Tina Crawford

    Lager

    Grazie Soldato, confido nel tuo giudizio
  12. Tina Crawford

    51 Minuti Interminabili

    ahahah carinissimo Voglio solo darti un consiglio: ho notato che usi spesso frasi breve, spezzate. A me questo tipo di lettura piace molto, tant'è che anch'io lo utilizzo spesso, ma effettivamente a volte può stufare.. dovresti sfruttare questa cosa alternandola con frasi leggermente più lunghe e complesse, altrimenti rischi di fare la classica 'lista della spesa'! Tranquillo comunque, anche a me poco tempo fa hanno dato lo stesso consiglio, spero ti sia utile Inoltre mi è piaciuto molto il finale, dove, lessicamente parlando, ti sei un po' "lasciato andare". Mentre mi dirigo verso la mia vittima, pronto a sbudellarla in mille pezzi... stupendo, funziona! Mi piace! E' il classico serial killer precisino e ordinato che, nel momento in cui deve 'lavorare', ci dà tutta l'anima di questo mondo. Poi parli con una che è appassionata di questo genere di cosa (casi omicidi, sangue e sbudellamenti)! Quindi hai tutto il mio appoggio
  13. Tina Crawford

    Ciao!

    Ciao a tutti, spero che questo sito sia utile per realizzare il mio sogno Mi chiamo Martina, ho 17 anni e studio scienze umane.
  14. Tina Crawford

    Lager

    tranquilla, io ti credo e grazie!
  15. Tina Crawford

    Lager

    ahahah vabbè dai
  16. Tina Crawford

    Lager

    Floriana, misà che non hai proprio capito i personaggi del racconto... sono mucche, non donne! L'effetto era quello di lasciar basiti i lettori nel leggere che alla fine erano degli animali a subire quelle cose.. ma poi al finale ho proprio scritto "mucche"... Per quanto riguarda l'etichetta all'orecchio, il problema risale proprio al soggetto: sono animali, appunto, non persone Ti consiglio di rileggerlo, forse adesso avrai più chiara la cosa
  17. Tina Crawford

    Lager

    Non parlare di orecchio. Scrivi semplicemente un'etichetta. Con "orecchio" dai un indizio e sfumi l'effetto sorpresa. Anche qui non specificherei "reparto latte". L'uomo può semplicemente dire: "No, lei va a sinistra". Scrivendo "reparto latte" stai già dicendo al lettore che la protagonista è una mucca. Continua a tenere alta la curiosità del lettore e non parlare di "muggiti". Esempio: Noto i loro occhi stanchi e supplichevoli, sento le loro grida d'aiuto e osservo le loro mammelle ingrossate e piene di ghiandole. L'ultimo indizio lo puoi anche lasciare, non è netto come "muggiti". Aggiungo delle riflessioni da animalista convinta qual sono. Ci sono mucche che non sanno proprio cosa voglia dire "prato" e "correre". Vorrei tanto crederci e magari ci saranno pure allevatori fatti in questa maniera. Io non ne ho mai conosciuti. Il tuo racconto mi ha ricordato "Un'eterna Treblinka". Credo tu l'abbia letto. Se non l'hai fatto, non lo leggere: è di una tristezza infinita. Se calibri meglio il punto di vista della mucca, così come ti è già stato consigliato, ne viene fuori un buon racconto. Ciao Sissi! No, non l'ho mai letto questo racconto, però mi hai messo un po' di curiosità (anche se, da come già mi hai anticipato, sarà abbastanza deprimente)! Ad ogni modo, condivido a pieno TUTTO quello che hai detto: ho un po' bruciato l'effetto sorpresa, devo dargli qualche ritocco.. grazie veramente
  18. Tina Crawford

    Lager

    La risposta: no, a questa domanda non mi pare pertinente. Lo sarebbe stato nel caso la domanda fosse stata, che so: è stato un colpo di fucile? è stato un terremoto? In questo caso potresti scrivere: Cosa è stato? Niente, solo il camion che eccetera... Mmm, perché prima la mucca è convinta di scappare se invece è certa della sua destinazione? La virgola va tolta, oppure è corretto anche così: ho un compito diverso dal tuo e, quando avrò lavorato come si deve, sarò premiata. A rileggerti Ciao Tiferet Accetto le tue osservazioni: per una 'matricola' come me sono consigli preziosi! Per quanto riguarda il titolo, però, penso tu non abbia ben compreso il senso che volevo dargli.. ti spiego: si parla spesso di violenza umana e c'è chi, a volte, scredita sempre quella inflitta agli animali. Ora, tralasciando il fatto che sono animalista, il messaggio era quello di far immedesimare voi lettori nella protagonista (che a primo impatto può sembra una deportata ebrea, una clandestina, oppure una prostituta sfruttata).. nel momento in cui ogni lettore avesse provato la minima emozione, il mio obiettivo era proprio quello di lasciarli senza parole, della serie: "Sì, sono una mucca, non un essere umano. Anche quello che state facendo a me è un crimine". Riguardo l'alternanza di 'logica e non logica' dell'animale hai assolutamente ragione: mi sono impicciata più e più volte, ma non essendomi cimentata mai in un racconto simile ho voluto osare Apprezzo di cuore la tua sincerità, davvero. Alla prossima
  19. Tina Crawford

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Potete cancellare questo racconto? http://www.writersdream.org/forum/topic/23519-lager/ Me lo avevate bloccato per mancanza di commento, quindi l'ho riscritto con il link di quest'ultimo, ma mi è arrivata una notifica in cui mi diceva di aver pubblicato lo stesso brano.. è stato per un semplice errore, sono nuova e ancora devono prendere la mano con questo sito, scusate! ad ogni modo, spero che questo racconto venga cancellato, per dar spazio all'altro (provvisto di commento) di essere letto dagli altri utenti. Grazie
  20. Tina Crawford

    Lager

    Grazie mille, apprezzo davvero tanto il tuo giudizio!
  21. Tina Crawford

    Il dubbio 1/2

    La grammatica..?! "forse, hai tempi, etc." Non ci va l'acca! Ad ogni modo, il contenuto mi sembra buono, anche se penso dovresti lavorarci più a fondo. Ma tranquilla, siamo tutti alle prima armi, è giusto confrontarsi
  22. Tina Crawford

    Ciao!

    ciao a tutti grazie per la vostra calorosa accoglienza! Scrivo un messaggio unico per rispondere alle vostre numerose domande: studio nel liceo del liceo delle scienze umane (sarebbe il vecchio magistrale, solo che con la nuova riforma Gelmini è diventato a tutti gli effetti un liceo, con qualche cambiamento). Il mio obiettivo primario sarebbe studiare criminologia, ma il mio vero sogno sarebbe quello di diventare una scrittrice a tutti gli effetti. Mi piacciono i romanzi, tra cui quelli gotici e gli urban fantasy, ma in generale leggo qualsiasi cosa! Sono felice quindi di cimentarmi, per la prima volta, in un sito come questo perchè voglio mettermi in gioco e anche migliorare come pseudo-scrittrice (: grazie a tutti, spero di poter leggere qualcosa di vostro al più presto!
  23. Tina Crawford

    Lasciarsi

    Ciao allora, comincio col dire che il frammento è molto semplice quanto orginale: una scena realistica! Mi ha fatta persino pensare ad una mia esperienza personale.. Quanto alla forma, credo che il passaggio: Poi la donna delle pulizie bussò alla porta e furono riportati nell’altra realtà sia un tantino poco curato. Io avrei messo: Poco dopo la donna delle pulizie bussò alla porta, interrompendo quegli strazianti silenzi alternati a brutte parole da parte di Louis. Comunque davvero: ottimo lavoro!
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