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  1. alenunzia

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Restai nottetempo estasiato per RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
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    Il gioco del Testo Alfabetico

    Restai RNEPLHAMIVBUZOGUSEDQATIFOC
  3. Agli abbonati Prime, Amazon offre la possibilità di leggere questo libro gratuitamente, così come agli abbonati Kindle Unlimited. Direi di approfittarne. https://www.amazon.it/Dominio-Dei-Mondi-Vol-LEGEMONIA-ebook/dp/B00QFNGX8E/
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    Venator - L'Incubo dell'Inferno

    Titolo: Venator - Lincubo dell'Inferno (Prequel introduttivo al romanzo Quella Bestia di mio Padre) Autore: Nunzia Alemanno Collana: Venator Casa editrice: Self Publisher ISBN: 978-1729069219 | ASIN: B07KWX4F6F Data di pubblicazione: 24 novembre 2018 Prezzo: Ebook Gratis | Cartaceo €3,50 Genere: Paranormal thriller, Urban fantasy Pagine: 60 Link all'acquisto: Gratis su Amazon Lettura su Writer's dream Trama I cacciatori di demoni sono stati oggetto in diverse occasioni di racconti, favole, libri di genere fantastico e sono stati protagonisti del cinema horror o fantasy. A nessuno però è venuto in mente che potrebbero esistere davvero, nel nostro mondo e più vicini di quanto potremmo immaginare. L’Ordine Venatorius è la prova concreta dell’esistenza di una realtà inimmaginabile, recondita quanto lo stesso Ordine, concreta quanto l’acqua degli oceani e la luce della luna che vi si specchia. Proprio la luna, musa ispiratrice di poeti e scrittori, faro luminoso nelle notti buie, tornerà a fare da portale alla creatura più oscura dell’inferno: il Messor antithei, il servo di Satana, il predatore di anime. L’Ordine è in fermento, in attesa del suo ritorno; si organizzano per affrontarlo, per salvare quante più vite possibili. Non solo: si preparano a liberare dalla dannazione le anime delle vittime che altrimenti diverrebbero scherno e oggetto di tortura in un inferno atroce e spietato. Questo che avete tra le mani è una sorta di prequel che vi condurrà al romanzo Quella Bestia di mio Padre.
  5. alenunzia

    Quella Bestia di mio Padre

    Titolo: Quella Bestia di mio Padre Autore: Nunzia Alemanno Collana: Venator Casa editrice: Self Publisher ISBN: 978173086451 | ASIIN: B07JK5WY1W Data di pubblicazione: 1 Dicembre 2018 Prezzo: Ebook 3,99 | Cartaceo 14,90 Genere: Paranormal thriller, Urban fantasy Pagine: 282 Link all'acquisto: AMAZON Trama Niente è come sembra. Mike e Alex, padre e figlio. Un rapporto complicato. Elena, la moglie di Mike, viene trovata barbaramente assassinata nella camera da letto in cui aveva avuto un violento litigio col marito solo poche ore prima. Lo stesso Alex sorprende suo padre sulla scena del delitto, un omicidio che gli organi inquirenti avrebbero attribuito a Mike se non fosse che il corpo di Elena risultava visibilmente dilaniato da una bestia feroce. L’innocenza di Mike non convincerà mai suo figlio, soprattutto quando Alex, anni dopo, scoprirà che suo padre aveva mentito alla polizia nonostante la sua innocenza. Perché? Cosa nasconde Mike? Sullo sfondo del litorale romano si dipana una storia che ha dell’incredibile, con radici che risalgono a molti secoli prima e che coinvolge la Santa Sede. Un Ordine segreto della Chiesa, infatti, dopo cinquecento anni di letargo, si riattiverà per dare la caccia a chi è tornato.
  6. Introduzione Così mi disse una volta il diavolo: “Anche Dio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini”. (Friedrich Nietzsche) I cacciatori di demoni sono stati oggetto in diverse occasioni di racconti, favole, libri di genere fantastico e sono stati protagonisti del cinema horror o fantasy. A nessuno però è venuto in mente che potrebbero esistere davvero, nel nostro mondo e più vicini di quanto potremmo immaginare. L’Ordine Venatorius è la prova concreta dell’esistenza di una realtà inimmaginabile, recondita quanto lo stesso Ordine, concreta quanto l’acqua degli oceani e la luce della luna che vi si specchia. Proprio la luna, musa ispiratrice di poeti e scrittori, faro luminoso nelle notti buie, tornerà a fare da portale alla creatura più oscura dell’inferno: il Messor antithei, il servo di Satana, il predatore di anime. L’Ordine è in fermento, in attesa del suo ritorno; si organizzano per affrontarlo, per salvare quante più vite possibili. Non solo: si preparano a liberare dalla dannazione le anime delle vittime che altrimenti diverrebbero scherno e oggetto di tortura in un inferno atroce e spietato. Venator – L’incubo dell’Inferno è la strada che vi condurrà al romanzo Quella Bestia di mio Padre. Ordine Venatorius – Gerarchia L’Ordine Venatorius è una congregazione segreta istituita dalla Chiesa circa mille anni fa per cacciare e combattere i demoni e altre creature soprannaturali. Nacque, in origine, con il solo scopo di individuare e annientare una delle creature demoniache per eccellenza: il Messor antithei, un demone lupo dall’aspetto agghiacciante che, per ordine di Satana, durante le notti di luna piena, si rendeva artefice di efferati massacri, durante i quali reclamava le anime per il suo signore e padrone. Le vittime erano state innumerevoli; per secoli e secoli il Messor antithei aveva terrorizzato i popoli della terra finché un giorno, un religioso con il suo sacrificio, barattò una tregua, un armistizio che avrebbe avuto la durata di cinquecento anni. Durante questo periodo, il demone lupo divenne una leggenda o, come affermò qualcuno, una favola per spaventare i bambini capricciosi; ma il tempo stava per terminare e, anche se ormai dimenticato, il Messor sarebbe tornato a mietere anime per l’inferno, ma avrebbe trovato pane per le sue orride zanne: i Venatores. Praetorium: è la sede Vaticana dove vengono coordinate le operazioni dell’Ordine. A essa fanno riferimento tutte le basi operative sparse per il mondo. Con il passare dei secoli, il progresso e l’evoluzione della tecnologia hanno reso l’Ordine Venatorius una delle istituzioni più potenti del pianeta, e la più segreta. Praefecto Venatoris: è il capo supremo dell’Ordine. A livello militare risponde esclusivamente al Pontefice. È anche a capo dell’attività giuridica interna, del tutto indipendente dal sistema giudiziario italiano. Presiede il Processo Venatorio, che in casi eccezionali può essere retto direttamente dal Santo Padre. Primo Ufficiale Comandante – Primus: è l’ufficiale più alto in grado dopo il Praefecto Venatoris, di cui è sostituto e portavoce. Mentre il Praefecto non lascia mai il Praetorium, Primus coordina le azioni militari direttamente sul campo. La sua squadra è composta da dieci Venatores, cacciatori super addestrati scelti direttamente da lui. Ufficiali Venatores: ogni base operativa è retta dagli ufficiali. Ogni ufficiale Venator ha sotto il suo comando un determinato numero di Venatores. Gli ufficiali, inoltre, si distinguono tramite nomi in codice che richiamano i numeri latini ordinali, a partire da Secundus, Tertius, Quartus e via discorrendo. Ai Venatores sono invece attribuiti i numeri latini cardinali: Unus, Duo, Tres… Venatores: sono i cacciatori, i soldati, i guerrieri della Chiesa. Sono addestrati a livello fisico e soprattutto psicologico ad affrontare situazioni inverosimili, creature infernali ed esseri soprannaturali. Emissarius e Dux emissarius: mentre i Venatores si occupano della parte operativa, gli Emissarii invece sono i membri dell’Ordine che stazionano nella base e fanno da guida a chi è in battaglia. Costantemente dietro i monitor, sono in contatto con i cacciatori attraverso le più sofisticate apparecchiature elettroniche. Il Dux emissarius è il capo settore, organizza i piani di attacco esponendoli al Praefecto. La soffiata Erano le sei del mattino quando Primus si lasciò cadere di peso sul letto dopo aver sfilato e posato sul comodino il suo medaglione. Ogni Venator ne aveva uno appeso al collo, rappresentava una sorta di distintivo che ogni cadetto conseguiva dopo essere stato consacrato all’Ordine e per lui era come una seconda pelle. Aveva preso posto sul suo petto da almeno vent’anni, ma lui aveva conosciuto i demoni molto tempo prima. Era ancora un bambino quando uno di loro aveva ucciso sua madre, solo perché si era intromessa in una lite tra ragazzini. Aveva superato i trentotto anni da qualche mese, e la scena di sua madre che gli moriva tra le braccia viveva ancora nei suoi occhi. Nonostante ciò, il suo cuore non aveva mai bramato vendetta. Una lunga nottata dietro i monitor, nel distretto italiano, gli aveva appesantito le palpebre al punto da chiuderle prima ancora di toccare il cuscino. Prendere sonno e riposare un po’ sarebbe stata un’impresa, lo dimostrava il cellulare che aveva preso ad assillarlo con il suo trillare. Non lo afferrò subito anche se nella tasca interna della giacca, la vibrazione era fastidiosa. Poi cedette. «Pronto!» rispose con la voce che gli usciva appena. «Capità, so’ io. V’ho disturbato?» proruppe tutto eccitato Osvaldo, un contadino cinquantenne che Primus aveva conosciuto alcuni anni addietro. «Dimmi piuttosto perché mi chiami a quest’ora.» «Sto a lavorà nei campi, capità. Qua, quando il sole picchia te ne devi scappà» «Io invece ho appena finito di lavorare. Hai fiutato qualcosa?» «Un fetore da vomito.» Primus sospirò. «Immagino ti riferisca a una strega. Riesci a percepirne la natura?» «Puzza di pelo bruciato. Uno schifo mai sentito. È una ignis.» «Una strega del fuoco… perfetto. Non c’è essere che io detesti di più, soprattutto dopo l’ultima volta che ne ho affrontata una. Piango ancora l’auto che mi ha fatto esplodere, e non era nemmeno l’auto di ordinanza. Da dove proviene?» «Dal litorale, capità, tra Lido dei Pini e Tor San Lorenzo. Se volete, lascio tutto e vi risolvo il problema.» «Me ne occupo io, Osvaldo. Torna a lavorare.» «N’attimo capità, aspettate! È una cattiva, questa. Lo sapete che più forte è il tanfo e più sono crudeli; le mie narici stanno soffrendo. Lasciatela a me.» «Ne hai avuta una tre mesi fa, ho altri demoni da accontentare.» «Ma io non faccio che servirvi e comportarmi bene…» «Mettiti bene in testa che non ho alcun obbligo nei tuoi confronti, è chiaro?» lo ammonì Primus. «Vivi tranquillo, lavori e ti diverti solo perché abbiamo stretto una collaborazione. Lo sai cosa ti spetterebbe se l’Ordine Venatorius scoprisse la tua esistenza, vero? Lo sai che fine fanno i demoni, non è così?» «Sì, capità, lo so. Li rimandano all’inferno.» «E dal momento che tu non ci vuoi tornare, continua a collaborare e a comportarti bene. Non avere altre pretese e ritieniti fortunato.» «E vabbè, capità, come ordinate.» Per una strega Primus chiuse la chiamata per effettuarne una subito dopo. Pochi istanti più tardi qualcuno rispose. «Primus! Nottataccia?» Era Nestore, il titolare di un prestigioso night club alla periferia di Napoli. «Avrei preferito affrontare cento demoni» si lamentò Primus «piuttosto che stare dietro a un monitor ad aspettare. Stanotte è stata registrata un’elevata attività soprannaturale a sud di Napoli.» «Sì, e sapevo che mi avresti chiamato perciò ho indagato. Si tratta di una setta satanica; c’è stata una cerimonia di possessione completa. Abbiamo un nuovo demone in famiglia. Vuoi l’indirizzo del covo? Sono ancora tutti lì.» «E che fai, me lo chiedi?» Dopo una divertita risata, Nestore gli comunicò l’indirizzo di un bed and breakfast che risultava avere quattro camere su due piani e uno scantinato piuttosto esteso. «Grazie per la soffiata. Chi è il posseduto?» «Un poveraccio di strada, uno che se ne va in giro giorno e notte imbottito di alcool e droga. Chi lo sa, magari ora diventa una persona migliore!» Risero entrambi. «Diventare un essere migliore grazie al diavolo che hai in corpo è davvero il colmo. Conosci la natura del demone?» chiese Primus. «Un inviolato, uno di quelli facili che ancora non sono stati plasmati. Sono quelli che vengono invocati in questo tipo di rituali. Posso prenderlo con me, mi serve un assistente per… le mie cose. E poi, se lo modelliamo a dovere potrebbe rivelarsi utile.» «Devo comunicare quanto prima l’indirizzo alla sede di Napoli. Se riesci ad arrivare prima dei Venatores, te lo puoi prendere.» «Ora che ci penso… è da un po’ che non mi fai godere.» Primus restò a dir poco a bocca spalancata. «Illuminami! Quando ti avrei fatto godere?» «Non hai niente per me?» Il sospiro di Primus sapeva di sollievo. «Che avevi capito?» ribatté Nestore divertito. «Lo sai quanto noi demoni odiamo le streghe, quanto le detestiamo e che daremmo per averne una tra le mani. Non ci credo che non te ne è capitata una di quelle cattive.» «L’hai avuta quattro mesi fa, l’accordo è di una ogni sei mesi.» «Non sei stato certo tu a procurarla. Era una terrorista del cazzo ed è stata una fortuna per tutti essermi trovato in aeroporto quella mattina. Mi devi più di un favore.» Primus si lasciò andare all’ennesimo sospiro. «C’è una striga ignis qui, sul litorale, tra Lido dei Pini e Tor San Lorenzo, ma potrebbe non essere più lì. Sembra che il suo puzzo sia disgustoso in una maniera orripilante.» «Bene! Cattivissima, come piace a me. Tra meno di tre quarti d’ora sarò lì.» «Spero che nel frattempo la tua preda non combini cazzate, altrimenti dovremo intervenire.» L’incendio La strega, sotto le vesti di un’innocente sportiva in tuta e scarpe da ginnastica, era giunta in scooter alla Pineta di Castel Fusano. Solo quaranta minuti dopo che Osvaldo, il demone contadino, l’aveva percepita, governava fiamme e fuoco sull’intera pineta distruggendo un’importante fetta di macchia mediterranea e avvolgendo nel fumo chilometri e chilometri di area circostante. Ogni sforzo dei vigili del fuoco per domare l’incendio risultava vano. Per ogni rogo che veniva arginato e spento, ne prendevano vita altri due: un’Idra continua che si protrasse per ore e ore tra nuvole di fumo e vapore. I Venatores si erano portati sul posto fin da quando era trapelata la notizia. Affrontare una strega del fuoco era sempre un problema perché si nascondeva tra le fiamme, anzi lei stessa divampava e il più delle volte era impossibile scorgerla. La ragazza in tuta e scarpette da ginnastica passeggiava spensierata tra i sentieri selvaggi della tenuta presidenziale di Castel Porziano cercando un posto favorevole da cui far partire un nuovo incendio. «Ehi, baby!» La ragazza si voltò di soprassalto ruotando lo sguardo in ogni direzione. Non vedeva nessuno e il panico le serrò la gola quando percepì la presenza di un demone. «Sono qui, bellezza.» Dopo essersi voltata verso la voce, i suoi dubbi divennero certezze. Nestore la fissava col suo ghigno soddisfatto seguito da dieci orridi artigli che gli spuntavano dalle dita. Aveva sfilato la sua pregiata camicia di seta che, piegata con cura, era stata posta su un grosso masso ai piedi di un albero. «Devi appartenere a una nuova generazione. È la prima volta che mi capita una strega con un potere a lungo raggio. Immagino che neanche i Venatores conoscano questa novità, infatti sono concentrati su Castel Fusano. Possono disporre dei mezzi più potenti di questa terra, ma a loro manca questo,» disse picchiettandosi il lato del naso con l’indice artigliato «il fiuto di un demone.» Il demone Non furono più solo gli artigli a caratterizzare la sua figura; il corpo di Nestore, in una manciata di secondi, assunse le fattezze di una creatura infernale spaventosa: le pupille si allungarono e le iridi divennero rosse come il sangue. Il suo volto si deformò in una figura animalesca e due corna arcuate spuntarono ai lati della fronte. Una serie di guglie rosse attraversava il collo e la zona dorsale, erano presenti anche sulla parte superiore delle braccia e dei polsi. Ogni parte del suo corpo era divenuta rossa e più possente, mentre un forte ruggito fece tremare non solo la ragazza, ma ogni filo d’erba che li circondava. La strega si diede alla fuga consapevole di non avere scampo contro il demone che la inseguiva. Essendo il fuoco il suo unico potere, non poteva certo usarlo contro qualcuno che nel fuoco ci era nato, perciò la fuga era l’unica alternativa che le restava. Lei era più veloce, lui era più agile. Lei svirgolava tra gli alberi e i cespugli con slalom prodigiosi, lui saettava da un tronco all’altro, da una chioma all’altra finché non la raggiunse. La bloccò a terra infilzandole una spalla con gli artigli di una mano, mentre con l’altra si accingeva a compiere un atto che, come aveva l’abitudine di affermare, lo faceva godere. Di solito avveniva dopo una lunga tortura, ma era un piacere a cui, questa volta, doveva rinunciare. «Non posso permettermi di portarti via con me, dolcezza» le mormorò con un vocione rauco e selvaggio. «I Venatores sono vicini, già li sento; hanno occhi e orecchie dappertutto e mi sembra strano non siano giunti prima. Purtroppo mi resta poco tempo… devo andare a riprendermi la camicia.» Con una spinta brutale, conficcò l’altra mano nel suo torace, le strappò via il cuore e se ne cibò. Esisteva un solo modo per uccidere una strega, non il corpo perché era mortale, ma lo spirito. Questo era legato indelebilmente al cuore e una volta strappato dal petto, il demone poteva appropriarsene soltanto cibandosene. Egli veniva poi inondato da un’energia nuova che dava vita a una sorta di beatitudine, un piacere estremo, molto simile a quello che genera il sangue umano in un vampiro. Per cui i demoni non erano spinti solo dall’odio nei confronti di queste creature, ma da ciò di cui potevano beneficiare. Un gruppo di Venatores, alcune ore dopo, circondava la povera vittima immersa nell’erba divenuta di un colore scarlatto; altri del gruppo si tenevano a distanza per impedire eventuali intrusioni. «Pensa che sia lei, signore?» «Ci sono due modi per scoprirlo» rispose Primus. «Chiamare gli altri a Castel Fusano e farci confermare che l’incendio è domato, oppure…» suppose, tirando su la manica della giacca e infilando la mano nel torace della vittima. «Non ha più il cuore» sentenziò. «Il movimento soprannaturale che abbiano registrato lo ha provocato un demone. È il suo modo di uccidere una strega.» «Che cosa ne facciamo?» «Scoprite chi è. Se ha una famiglia lasceremo che se ne occupino le forze dell’ordine. In caso contrario, la porteremo alla base per la cremazione.» «Forze dell’ordine? Non vorrei trovarmi al loro posto. Ne avranno di lavoro da fare!» «Troveranno qualcosa per spiegare l’accaduto: sacrifici satanici, pazzi serial killer… non hanno che da scegliere. Loro non sanno che esistiamo, e a noi non interessano le loro cose.» Dopo essersi distanziato di alcuni metri, Primus avviò una chiamata dal cellulare. «E anche stavolta vi ho fatto un grosso favore» rispose Nestore soddisfatto. «Quindi sei stato tu? Te la devo autorizzare una strega, cazzo!» lo ammonì facendosi il segno della croce come riparazione per un termine non consentito. «Mi avevi dato il permesso di prenderla e l’ho fatto.» «Come faccio a sapere che hai preso quella giusta? Ci sono quelle neutrali che non hai il permesso di toccare.» «L’incendio è spento, e non certo per opera dei vostri pompieri; e poi una strega la riconosco a fiuto, lo hai dimenticato? È una nuova generazione, controllano i poteri a distanza. Dovresti imparare ad avere più fiducia; quando un demone stringe un patto con un uomo è lo stesso di quando un uomo stringe un patto con il diavolo: è inviolabile.» «Va bene, evita di farmi la ramanzina. Scusa.» L’attesa Una vasta area del Praetorium ospitava i laboratori: chimici, tecnologici, informatici. Primus si stava dirigendo verso l’arsenale; era in attesa di un prototipo su cui si stava lavorando da qualche tempo: una nuova arma, o per meglio dire, la modifica di un’arma già esistente che avrebbe dovuto mettere al tappeto l’attesa creatura infernale. «Morelli, ho saputo che mi cercava.» «Sì, signore, volevo fosse il primo a vederla. Mi segua» lo invitò il capo settore del laboratorio armamenti. Giunsero in un vasto poligono bombardato da colpi continui e di varia intensità; da lì, si addentrarono in un corridoio che li condusse all’armeria di primo grado, quella che ospitava armi pesanti. «Eccolo qui!» esclamò Morelli eccitato. «Mi… mi sembra familiare.» «Lo so, può considerarlo il diretto discendente del Mp5K con il pregio di essere più piccolo, più leggero, più maneggevole. Non si limita solo a lanciare granate, ha una doppia canna, la seconda dal calibro inferiore che sputa questi teneri gioiellini là dove le granate dovessero fallire.» «Carini! Me li presenta?» «Questi piccoli bozzoli racchiudono una carica di oltre diecimila volt, che si libera tre secondi dopo lo sparo. Non ucciderà il Messor, niente può ucciderlo, ma lo metterà fuori gioco il tempo necessario per poterlo gestire. È altamente sconsigliabile mancare il bersaglio.» «Un Venator non manca mai il bersaglio. Promosso. Avvii immediatamente la produzione, voglio che ogni cacciatore presente sulla faccia della terra ne abbia uno.» «Lo faccio subito, signore.» La loro conversazione fu interrotta dallo squillo del cellulare che Primus portò subito all’orecchio. «Praefecto!» «Ho appena indetto una riunione straordinaria. Voglio tutti gli ufficiali nella Sala del Consiglio entrò mezz’ora.» «Sarà fatto.» Giusto mezz’ora dopo l’ordine del capo supremo, tutti gli ufficiali erano presenti nella Sala del Consiglio seduti ai lati di un lungo tavolo rettangolare. Si alzarono all’unisono non appena il Praefecto fece il suo ingresso, poi sedettero; egli preferì non accomodarsi alla sedia presidenziale e annunciare il suo discorso in piedi. «Da ciò che riportano gli archivi storici segreti e tutta la documentazione in nostro possesso, possiamo affermare con certezza che il tempo sta per scadere. Abbiamo calcolato una data approssimativa intorno agli ultimi due mesi dell’anno, perciò ci restano tre mesi per prepararci a ciò che dovremo affrontare. È vero, finora non abbiamo fatto altro, ma un conto è parlare del Messor antithei e un conto è trovarselo davanti. In poche occasioni i nostri predecessori sono riusciti a metterlo in fuga, ma noi siamo cinquecento anni più avanti e abbiamo armi ineguagliabili. Voglio che in questi tre mesi intensifichiate al massimo l’addestramento fisico: se non fate in tempo a sparargli, dovete essere in grado perlomeno di schivare i suoi colpi. Una sua artigliata è in grado di aprirvi in due.» «Eliminarlo definitivamente? Non dovremmo pensarci?» propose Secundus. «È un po’ rischioso prendere in considerazione che una spada possa realmente ucciderlo, anche perché la profezia dice che solo la giusta mano la può brandire. Per il momento preferisco affidarmi a qualcosa di più concreto e sicuro.» «Sta di fatto…» s’intromise Primus «che il Santo Padre ha intenzione di recarsi in Egitto e reclamare ciò che ci spetta di diritto. È giusto che la Falcata Sacra abbia il suo posto qui in Vaticano e non è detto che la giusta mano che dovrà brandirla non sia quella del Pontefice in persona.» «Questa è una possibilità che il Santo Padre ha preso in considerazione, per questo partirà tra due giorni per il Monastero di Santa Caterina.» «Dobbiamo aspettarci la perdita di molte vite umane, non è così?» proferì uno degli ufficiali. «Ho paura di sì» assentì il Praefecto. «Finché i nostri sistemi non lo avranno localizzato, o finché non giungerà notizia di massacri misteriosi, non potremo affrontarlo. L’unico vantaggio che abbiamo è sapere che si manifesterà nelle notti di luna piena e che per un po’ si tratterrà nello stesso posto, prediligendo luoghi affollati, perciò dopo la prima comparsa dovremmo essere preparati per le volte successive.» Epilogo I tre mesi trascorsero in fretta, un po’ troppo in fretta, nella snervante attesa di un mostro che avrebbe commesso delitti efferati e che nessuno avrebbe potuto prevedere né impedire. Presto, notizie di decine e decine di morti, avrebbero invaso i notiziari di ogni parte del mondo. I cacciatori erano pronti, non solo per combattere, avevano un altro compito non meno importante: salvare le anime dei caduti. Prima del sorgere del sole, ogni anima poteva essere sottratta al potere demoniaco che le aveva rapite attraverso un rito di benedizione autorizzato dal Santo Padre, e i Venatores, sotto le vesti di Ministri di Dio, potevano attuarlo sulle vittime del Messor. Proprio a questo i Venatores si stavano preparando, considerando l’impossibilità di prevedere il luogo della prima comparsa. L’atmosfera natalizia si era cominciata a respirare già dal mese di novembre attraverso le interminabili pubblicità televisive, l’allestimento delle vetrine dei negozi, i primi alberi di Natale che comparivano nei grandi centri commerciali. All’arrivo delle feste tutto si intensificò con l’acquisto dei regali, il pianificare pranzi, cene e cenoni. C’era invece chi aveva programmato viaggi di piacere e, perché no, viaggi di lavoro che avrebbe fatto coincidere con qualche gradito fuori programma, come poteva essere un salto alle Hawaii. Certo, l’arcipelago del Pacifico era sempre stato una meta molto ambita per vivere una vacanza rilassante, grazie alla bellezza dei paesaggi, all’ambiente selvaggio che offre un mare da sogno, ma qualcuno non la penserà così. Ci sarà chi alle Hawaii non vorrà mai più tornare perché, da unico sopravvissuto, non potrà mai dimenticare ciò che i suoi occhi hanno visto.
  7. Niente è come sembra. Mike e Alex, padre e figlio. Un rapporto complicato. Elena, la moglie di Mike, viene trovata barbaramente assassinata nella camera da letto in cui aveva avuto un violento litigio col marito solo poche ore prima. Lo stesso Alex sorprende suo padre sulla scena del delitto, un omicidio che gli organi inquirenti avrebbero attribuito a Mike se non fosse che il corpo di Elena risultava visibilmente dilaniato da una bestia feroce. L’innocenza di Mike non convincerà mai suo figlio, soprattutto quando Alex, anni dopo, scoprirà che suo padre aveva mentito alla polizia nonostante la sua innocenza. Perché? Cosa nasconde Mike? Sullo sfondo del litorale romano si dipana una storia che ha dell’incredibile, con radici che risalgono a molti secoli prima e che coinvolge la Santa Sede. Un Ordine segreto della Chiesa, infatti, dopo cinquecento anni di letargo, si riattiverà per dare la caccia a chi è tornato.
  8. alenunzia

    Il Dominio dei Mondi - Il Mistero del Manoscritto

    La trilogia de Il Dominio dei Mondi si conclude con quest’ultimo volume dal titolo Il Mistero del Manoscritto. QUI potete trovare la presentazione del primo volume, L'Egemonia del Drago. QUI il secondo volume, L’Angelo nero. Non posso non dire che sia stata una bellissima esperienza di scrittura, con cui ho esordito, che ha dato e continua a darmi enormi soddisfazioni. Alla prossima avventura! Titolo: Il Dominio dei Mondi – IL MISTERO DEL MANOSCRITTO Autore: Nunzia Alemanno Autopubblicato: Amazon, YouCanPrint ISBN: 978-1980239987 Data di pubblicazione: Novembre 2017 Prezzo: ebook: 3,99 cartaceo: 14,90 Genere: Low fantasy Caratteri: 630.321 Pagina Facebook Amazon autor central Anteprima Gli alleati si preparano ad affrontare qualcosa al di sopra dei loro limiti. Dovranno percorrere la via impervia delle stagioni che peraltro nessuno è mai riuscito ad attraversare, trovandosi dinanzi a pericoli insormontabili, mentre dall’altra parte di Castaryus, qualcosa di orribile sta per accadere. Il nero angelo della stirpe dei Soukray, Gaerash, si prepara per l’avvenimento più importante che sta per verificarsi nel regno di Dionas: la nascita del suo erede. Dall'altro capo dell’universo, invece, Johan, Karen, Xusar e i ragazzi hanno una nuova guerra da combattere. Svelato finalmente il mistero di Giantoliv, ora lo dovranno affrontare e più trascorrerà il tempo, maggiori diverranno le difficoltà cui far fronte. Saranno consapevoli di essere in possesso di un’arma invincibile che li aiuterà ad annientare il male e salvare non solo Karl, che frattanto sarà tenuto all'oscuro di tutto, ma ogni essere, popolo, terra e galassia dell’intero universo. Karl, intanto, si farà distinguere nel mondo del lavoro e accetterà una proposta che non solo cambierà la sua vita ma la sconvolgerà. Intanto un dubbio atroce rimarrà nel cuore dei suoi cari: sarà lui a prendere in mano le redini del potere e proseguire le gesta di distruzione compiute anni prima da Elenìae? Riuscirà Nikael, primogenita di Nicholas e Ambra, a portare a termine la missione assegnatale dal Fato? L’amore continua a rappresentare l’elemento fondante su cui si basa la trilogia. In quest’ultimo capitolo si lancerà furioso nella lotta contro il male servendosi di un’arma potentissima: il sacrificio. A volte si rende necessario per il bene altrui, per le persone che si amano, e anche qui, ne Il Mistero del Manoscritto, non mancherà di fare la sua mossa, mettendo una volta per tutte la parola fine. Link all’acquisto: Amazon IBS La Feltrinelli Mondadori store
  9. alenunzia

    Enter Edizioni

    Confermo anch'io. Contattati qualche anno fa, mi hanno risposto che l'opera era valida, ma per la pubblicazione dovevo contribuire con l'acquisto di 170 copie. Se davo conferma entro pochi giorni potevo beneficiare della riduzione del 50% sull'acquisto delle copie. 85 invece di 170, col 35% di sconto sul prezzo di copertina (proposto 18€). Mi avrebbero corrisposto il 20% sulle vendite su web e il 10% sulle vendite in libreria. I diritti sarebbero stati di loro proprietà esclusiva fino a 3000 copie.
  10. alenunzia

    Casa editrice o resto in self? Aiuto

    Non ricordo di preciso quali fossero le case che mi hanno risposto, alcune mi hanno anche risposto che l'opera non rientrava nella loro linea editoriale... potrei fare confusione e nominarne una invece di un'altra e mi dispiacerebbe. Però una la posso citare con sicurezza perchè l'ho trovata spulciando tra le mail. Enter edizioni. Avevo letto in giro che era free e l'avevo contattata. Ora ho visto che qui è sul doppio binario, vado a confermare.
  11. alenunzia

    Il gioco delle Consonanti

    Perché nessuno risponde? Era così bello questo gioco. Caro signor Nik, perché non lo fai ripartire? Bngrn, m sn mbttt n qst gc sl adss. Cmplmnt ll'dtr,_ dvvr smptc.
  12. alenunzia

    Casa editrice o resto in self? Aiuto

    @L'antipatico no, non mi ha contattato nessuno, in pratica dovrei proporlo io.alla casa editrice. Ma se non sono sicura non so se lo farò perché mi dispiace perdere tutto il lavoro fatto finora. Metti che lo propongo e lo accettano? Poi se non sono sicura che faccio, mi tiro indietro? Per questo ho aperto il post, volevo sentire campane un po' diverse. (Non che voi siete campane... è un modo di dire ). Avevo contattato circa tre anni diverse case editrici free... non proprio minori... per proporre all'epoca il primo volume che avevo appena concluso. Mi hanno risposto tutte allo stesso modo: l'opera è valida e idonea alla pubblicazione, ma essendo un'autrice sconosciuta e questo il primo libro, difficilmente ci saranno vendite a palate perciò la casa editrice avrà bisogno di un contributo economico per avviare la pubblicazione. In pratica nessuno ha voluto rischiare perché ero un esordiente... a meno che non pagavo. Per una questione di principio non ho neanche risposto e mi sono data al self publishing. E se non fosse per le continue pressioni da parte di parenti, amici e colleghi, alla CE non ci penserei proprio. Sono davvero molto indecisa a inviare manoscritti a destra e a manca.
  13. alenunzia

    Preferenze sui propri romanzi

    Io ho concluso da poco una trilogia. Sinceramente il secondo e il terzo volume mi piacciono di più a livello di tutto. Questo perché il primo volume è stato il primo in assoluto, il mio primo lavoro, da inesperta. Se dovessi tornare indietro, con l'esperienza che ho adesso, lo scriverei diversamente, non che adesso stia male, però lo aggiusterei a livello di termini, di flashback soprattutto. Questi ultimi li leggo ovunque, anche in romanzi famosi, perciò ho pensato che inserire qualche flashback nel mio romanzo non avrebbe guastato. Invece sembra i flashback non li digerisce nessuno. Perciò mi sa che sistemerò i capitolo in ordine cronologico.
  14. alenunzia

    Casa editrice o resto in self? Aiuto

    Un libro nuovo in che senso? Tipo uno spin off della trilogia?
  15. alenunzia

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Frattanto ormai ruggivano negli eterni paludamenti le hierodule, aberranti matrone vichinghe inoperose; blandivano una zelante odalisca genuflessa ucraina, sperando efficaci, delittuosi quintetti artistici. Temevano i fauni oppure rutilanti nubi, eppure partirono lesti. – Hurrà! – annunciò magniloquente Valeriano – I balbuzienti urleranno zelo! Ossequienti, gridammo ultronei spolmonandoci esentasse - diamine! - Quale altro tumulto insidioso fomentava ordalie? – Renato! Nefaste ecatombi provocheranno lamentazioni: hanno mortifere vibrazioni interne. – Barbari! – urlai zigzagando ottenebrato. Giurai umilmente sulla epistola di Quintiliano, autore tetrapremiato (imperitura fonte): – Orsù, risvegliate narcisistiche emulazioni, poffarbacco! Lacrimatoi, hennè, alabastri marmorei valorizzano il bell'urinale zapoteco, ornamento grandemente usato. Secolari effigi dei Quaderni antichi RNEPLHAMVIBUZOGUSEDQATIFO
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