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Kenzo Kabuto

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  1. Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    È che qui "l'attesa del piacere è essa stessa il piacere" è presa fin troppo alla lettera, vogliono farci godere all'infinito
  2. Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Siccome sto aspettando da mesi (e mesi (e mesi(e mesi)))* un riscontro su un manoscritto... sfiancato dal silenzio ieri pomeriggio in un raptus febbrile - di cui oggi mi sono già pentito ma ste cose le sapete, no? - ho spedito 3 diversi racconti a 3 diverse Riviste. Tutte con la lettera C. Colla, Carie e Cadillac. Va detto che Carie mi ha risposto dicendomi che appunto volendoci 1 anno dovevo sentirmi liberissimo di mandare lo stesso racconto anche ad altri e magari avvisarli se veniva pubblicato. * e mesi
  3. Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Mi ha risposto anche Colla, che indica in 4 mesi il tempo per valutare il racconto.
  4. Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Ho inviato un racconto a Carie, mi hanno risposto dopo poche ore che lo valuteranno ecc e mi hanno indicato, come tempi per un'eventuale pubblicazione, primavera 2019.
  5. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    I giurati si occupano dei manoscritti finalisti. Solo di quelli. Cioè 9/10. Probabile che già gli siano stati consegnati (o stanno per esserlo) e quindi hanno almeno un paio di mesi per leggerli.
  6. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Fantastico
  7. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Ciao a te @Marco C. . E ci credo che rinunceresti alla vacanza, eccome se ci credo. Che io sappia durante la premiazione non vengono fatti nomi "extra". Leggendo la stessa discussione dello scorso anno ho capito che i menzionati vengono elencati sul sito ben dopo la premiazione e che quindi al 22 Maggio chi sarà poi menzionato non ne è neanche al corrente. Ma qui sul forum abbiamo finalisti e menzionati, lo ti sapranno rispondere meglio di me.
  8. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    @Draka c'è sicuramente stato :-) Alla premiazione sono invitati i finalisti, nove lo scorso anno, e viene decretato il vincitore, che è uno. Non so se ci sono solo inviti, nella sala, o ci si può andare come "pubblico". Se ti preoccupa la possibilità di rientrare nei finalisti e la concomitanza con la vacanza direi che ti conviene non pensarci e non martellarti. Ti auguro di entrare tra quei pochi eletti ma fossi in te mi concentrerei sulla vacanza, che quella è certa. Se sei tra i finalisti ti avviseranno un mesetto prima e a quel punto potrai decidere a cosa rinunciare. Se il tuo testo riceverà invece una "menzione" questa non verrà certo annunciata nella serata di cerimonia ma apparirà a luglio sul sito. Questo ho capito io
  9. Booksprint Edizioni

    Ho letto di questa CE in un interessante articolo sull'EAP, è un buon pezzo che consiglio e che ha un titolo che più esplicativo - "Come le Case Editrici lucrano sui sogni degli scrittori mediocri" - di così proprio non si può. L'articolo è qui. Mi scuso in anticipo con lo Staff se non potevo mettere link, non ricordo. Mi sembrava attinente alla discussione.
  10. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Ammetto la mia ignoranza ma dei giurati conosco solo Vanni Santoni, una figura indemoniata e attivissima che stimo molto come autore, editor (come responsabile narrativa della Tunué ha fatto un lavoro incredibile), aperto alla sperimentazione e in generale come persona attenta ad una certa cultura pop.
  11. 96 rue de La Fontaine Edizioni

    Si ma che interesse reale potrebbe avere un autore nella risposta di una CE morente? È come quella scena tipica, c'è una persona in punto di morte sul letto, l'altro le stringe la mano e le dice "vedrai ti riprenderai e faremo quel viaggio a Parigi che hai sempre sognato" Primo piano: occhi lucidi. Controcampo: muore
  12. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    Io sono al mio primo tentativo, onestamente cerco di non pensarci perché 700 manoscritti sono un numero enormemente maggiore di 9 ma pure dei 40 che hai ipotizzato ancora in gioco. Senza step intermedi, del tipo il PIC che comunica i 300 rimasti, poi i 100, poi i 40, mi risulta autolesionista anche solo pensarci. Che poi ci penso e spero come tutti, sia chiaro... è una guerra intestina tra sogno e logica...
  13. Premio Italo Calvino XXXI edizione [scad. 16/10/17]

    @Boyle22 ciao, una stupida curiosità, partecipi con lo stesso romanzo dello scorso anno (magari rivisto alla luce della loro scheda) o in gara ne hai uno nuovo? @Renzo Non disperare. Quest'anno mi pare ci siano più di 700 manoscritti. Hai quindi lo 0,14% di vincere. Mica poco. Se invece ti accontenti di esser finalista allora le percentuali salgono ad 1,2% che è un'enormità. E considera che non sono neanche sicuro di aver fatto calcoli esatti, potrebbe esser peggio.
  14. Cosa rende un libro un buon libro?

    Sul maghetto non sono molto ferrato, né sul fantasy in generale, ma Il signore degli anelli ben prima dei film di Jackson era già uno dei libri più famosi, amati e popolari dello scorso secolo. I film avranno riempito le tasche degli eredi ma chi ama la letteratura, gli adolescenti, i flippati, i nerds, i sognatori, tutti lo avevano letto da un pezzo, consultando la mappa ogni pagina. L'opera di Tolkien è un fantasy, È il fantasy e, allo stesso tempo è molto di più.
  15. Cosa rende un libro un buon libro?

    Un buon libro è un libro scritto bene e con una bella storia da raccontare. Un buon libro è l'essere che nasce dalla copulazione tra il talento di chi scrive e l'appagamento di chi legge. Il primo tocca le corde che il secondo vuole sentir suonare. Questione di punto G insomma, pure qui, lo so, è sempre la solita vecchia questione. Ma non è solo sesso, le due cose si devono incontrare ad un livello emozionale, per funzionare davvero, per amarsi per sempre. Eppure, - purtroppo, - come avviene con il cinema, anche qui non ci si può fermare solo a quanto ho appena scritto, cioè al livello del "se me piace vuol dire che è bello" oppure al "oh, a me non è piaciuto, che ti devo dì?". La soggettività di giudizio è meravigliosa, chi lo nega, quant'è bello vederla correre, giocare e saltare? ma sappiamo tutti come va a finire, finisce che combina un disastro, scava buche in giardino, fa la cacca dove capita. Ecco perché serve anche mettere il guinzaglio dell'oggettività, servono regole, cioè andare ad un livello in cui il giudizio e la critica non si limitano al "a me me piace" ma seguono canoni ben precisi che io posso non capire - e spesso non li capisco - ma che devo riconoscere e accettare perché chi si è espresso ha strumenti che io non possiedo. Ecco, secondo me la narrazione è un enorme ed unico albero dal quale pendono frutti di ogni tipo, per tutti i gusti, ma quelli buoni crescono solo sui rami più alti.
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