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Hieronymus

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Hieronymus ha vinto il 10 agosto 2015

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    ...tra musica e scrittura...
  • Compleanno 9 settembre

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  1. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Quarta Settimana

    Non so se riuscirò a partecipare causa mancanza effettiva di tempo... ci proverò fino all'ultimo, ma sta volta non assicuro niente... sigh...
  2. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Quarta Settimana

    Però... Che prompt... E che boa!!
  3. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Terza Settimana

    WOW... addirittura la classifica parziale con chi a votato chi, aggiornata in tempo reale... vabbè, ecco qui i miei voti... appena in tempo... Kuno Marcello Talete buona serata a tutti
  4. Hieronymus

    Ferragosto d'inchiostro - Seconda settimana

    Con il dovuto ritardo... complimenti caro Bango!!
  5. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Terza Settimana

    Sempre più di corsa, ma ci tenevo a partecipare... Ecco il mio racconto... Altro mondo Prompt 2 EDIT: anche perché mi chiedete un enigma.... a me??? mmmahuahauhauhauah sciocchi... non sapete con chi avete a che fare!!!
  6. Hieronymus

    [FdI3] Altro mondo

    COMMENTO Prompt 2: "So cos'hai fatto l'estate scorsa": il nostro protagonista si ritrova alle prese con uno scheletro nell'armadio che credeva ormai sepolto per sempre (elphie). Altro mondo "Ciao a tutti, mi chiamo Luca, ho trentasette anni, e oggi vorrei raccontarvi la mia storia." Prima di proseguire fece vagare lo sguardo sui volti delle persone in ascolto. Si era ripromesso di non abbassare gli occhi, di non mostrare debolezze nonostante il crescente imbarazzo che stava nascendo dentro di lui come da previsioni. Lottò per mantenere un'ostentata sicurezza che non aveva, e riprese il discorso. "Sono mesi ormai che partecipo a questo circolo, e non sono mai intervenuto. Mi nascondevo dietro la mancata completezza del mio racconto, anche se ormai la stesura della sua sinossi è terminata da giorni." Un leggero brusio, una porta che si apriva e qualcuno che entrava nella stanza lo distrassero appena facendogli perdere il filo del discorso. Tanto bastò per riportargli alla mente quanto aveva visto di sfuggita il giorno prima. Una figura che avrebbe riconosciuto anche al buio, una persona che ormai era convinto facesse parte del suo passato. Eppure era sicuro di non essersi sbagliato. Quando sguardi imploranti lo esortarono a continuare la sua presentazione, Luca si schiarì la voce pronto a riprendere da dove si era interrotto, ma le parole che pronunciò subito dopo furono completamente fuori luogo. "Scusatemi, ora devo proprio scappare. Magari ne parleremo in un'altra occasione." Brusii, qualche risata e molte bocche aperte lo accompagnarono stupite nel suo cammino verso l'uscita. Chiusa la porta dietro a quella ennesima figura, si diresse verso casa, con un solo pensiero in testa. E non era il suo libro. Ci mancava solo quest'opera a completare questa giornata di merda. Come se non bastasse già il calendario a ricordarmi che giorno è oggi. Un anno. Un anno da quel fottuto giorno in cui tutto è cambiato, tutto è crollato, tutti mi hanno abbandonato. Fanculo! Fanculo lei e loro. E fanculo anche me che credevo di essermi lasciato tutto alle spalle. Ma chi voglio prendere in giro? Già da un mese continuo a pensare solo ad oggi, solo ad allora. Non c'è giorno in cui tornando a casa non rivivo tutto da capo. Come cazzo faccio ad andare avanti, a cancellare i miei errori se mi si ripresentano a ogni angolo? Peggio della tasse, ogni giorno torno e un pensiero nuovo è lì puntuale ad attendermi. E non bastavano i miei pensieri. Ora ci sono anche i messaggi. Quei fottuti messaggi. Ma chi cazzo è che si diverte a giocare? Io non posso aver paura di tornare a casa per aprire la posta sapendo che ne troverò un altro. Ed eccolo qui. Cazzo! Sette giorni, sette messaggi. E io non ci sto capendo un cazzo. Vediamo questo se riusciamo a capirlo. Sembra più grande degli altri... oh cazzo!! E non andavo a letto se prima non vedevo il fondo della mia bottiglia di GIn! Luca rimase diversi minuti a fissare il foglio con quell'unica frase scritta nero su bianco. Gli avvenimenti degli ultimi giorni gli avevano rubato, oltre alla tranquillità e alla sicurezza di quella sua nuova vita, anche tutta la concentrazione necessaria ad iniziare seriamente una volta per tutte il suo romanzo. Quello che era avvenuto l'estate scorsa l'aveva segnato, l'aveva sbattuto a terra ma gli aveva anche dato la forza di prendere in mano la sua vita e stravolgerla. Inseguire i suoi sogni, da solo, senza più zavorre che lo ancorassero a questa terra. Lui voleva volare. E voleva trasportare con sé anche molte altre persone, farle viaggiare con le sue idee, con la sua fantasia, con le sue avventure e le sue paure. Ma da una settimana non riusciva più a pensare neanche a un racconto. Dopo mesi di scritture, di pagine inviate a diversi case editrici, dopo aver ricevuto la soddisfazione di veder pubblicato un suo scritto su una rivista, ora il blocco, il temuto blocco. Ma non era colpa sua, solo di quello che stava accadendo intorno a lui. Lui non era cambiato, non aveva ripreso a giocare, non era ricaduto nel suo più grande vizio come aveva fatto invece Marco, che si era attaccato alla bottiglia dopo avergli sputato in faccia la verità di quanto si era pentito di quel gesto. Un messaggio. Un'amicizia di anni andata a puttane per un messaggio. Ma Luca era andato avanti, aveva cambiato casa e iniziato una nuova vita. E poi era accaduto tutto questo. Porca puttana merda! Qui sono alle prese con un pazzo. Ma chi cazzo sei? Ma che cazzo vuoi da me? No, non è possibile. Ci deve essere una logica in tutto questo. Devo recuperare tutti i messaggi. Ma dove cazzo li ho messi? Fanculo a me e alla mia memoria. Non ci credo, qui mi stanno prendendo per il culo. Non può essere che siano collegati. Come cazzo li decifro ora? E dove cazzo sono? Ah eccoli! Allora, il primo messaggio mi sembra fosse questo, no questo era il secondo. Aspetta cazzo. Ok, questo è il primo, il secondo, quello lungo era il quarto per cui questo è il terzo. A seguire c'è questo corto e poi ancora quello lungo. Per cui nell'ordine sono composti così: "17, 5, 9 - 19, 12 2, 1, 17, 18, 1, 16, 4, 13 14, 1, 7, 8, 5, 16, 1, 9 14, 16, 5, 17, 18, 13 18, 19, 18, 18, 13 15, 19, 5, 10, 10, 13 3, 8, 5 - 8, 1, 9 6, 1, 18, 18, 13 1 - 11, 5 - 18, 9 18, 13, 16, 12, 5, 16, 1 9, 12, 4, 9, 5, 18, 16, 13 12, 13, 12 - 11, 9 20, 5, 4, 16, 1, 9 4, 1, 20, 1, 12, 18, 9 1 - 18, 5 - 3, 5 10, 1 - 18, 19, 1 6, 9, 12, 5" Ma come diavolo li collego al settimo messaggio? Cosa cazzo c'entrano tutti questi numeri con l'ultimo fottuto messaggio? Luca quella notte non riuscì a dormire. Continuava a rigirarsi nel letto, ma il sonno non voleva saperne di presentarsi al suo cospetto. Troppi pensieri per la testa, troppe domande che non trovavano risposta. E nonostante tutto continuava ad aspettare. Sapeva che il momento era vicino, che presto tutto si sarebbe chiarito e sarebbe tornato al proprio posto. E finalmente avrebbe potuto riposare e riprendere il controllo della sua vita. Niente più quesiti, niente più giochi, nessun rompicapo che gli impedisse di proseguire nel suo sogno di scrivere. Presto sarebbe finito tutto. Presto sarebbe tornato libero. Ho capito! Cazzo non ci credo neanche io, ho capito! Ma certo, è tutto chiaro. I numeri, quelli sono la chiave di tutto! Come ho fatto a non pensarci prima? Eppure sono un ex giocatore, la mia vita è stata per parecchio tempo nelle mani di abili truccatori di carte, di esperti doppiogiochisti. E io stesso ne ho tirati parecchi di scherzi al destino prima di subire da lui il suo più letale. Forse sono solo un po' fuori allenamento, ma adesso è tutto chiaro. Devo solo unire i numeri che ho risolto con l'ultimo messaggio... dove l'ho messo? Ah sì... eccolo... O R E A R E N R O T E V N O N M I D E O N V I O T T A F L T U E F N E V H L A A T D O M A N E A T O U R A N L U H E U T T A T P Q I C O A S T I N D I E T R O E O D R A T S A B R R T O I A R E H G A P Quando finalmente Paolo riuscì a risolvere il messaggio nascosto, capì immediatamente chi era il mandante di quell'invito. Ora sapeva cosa doveva fare, dove doveva andare e, soprattutto, sapeva che dietro tutto quello c'era una persona che credeva di non rivedere più, una persona che gli aveva rovinato la vita, oltre che la macchina. L'invito non più velato a presentarsi per un ultimo faccia a faccia, veniva direttamente da Luca.
  7. Hieronymus

    Un desiderio

    Ciao Johnny, ti dico cosa ho notato. fin dall'inizio ritmo molto spezzato... ci sono molte, troppe frasi brevi... non è facile catturare l'attenzione, anche se è uno stile che a me piace molto e ho provato ad utilizzare... qui il rischio è quello di interrompere ogni azioni prima ancora che avvenga... lo rivedrei unendo più frasi per cercare di incatenare il lettore rivedrei anche l'utilizzo degli a capo... mi pare superfluo il particolare dell'amica che si sveglia, a maggior ragione se non si hanno prove né influisce sulla storia "Sei" "Anche" ne ho notati parecchi altri, non sto a segnalarteli tutti... eliminerei i puntini di sospensione dopo il punto di domanda beh, una bella botta di sorpresa, non c'è che dire! stesso discorso dell'inizio... frasi sconnesse tra loro, non danno ritmo e continuano a spostare il punto di vista... sembra che tu voglia concentrarti su una cosa, e di colpo passi a un'altra... non mi convince... eliminerei le virgole... è già tutto fin troppo spezzato per fare altre pause "in fondo" inoltre frase lunghissima e contorta che ripete un concetto già acquisito, e cioè la convinzione della ragazza che lui sia pazzo il concetto della pioggia ripetuto due volte... unirei le due frase per eliminare la ripetizione: "Marta lo guardò dalla finestra, mentre camminava nella pioggia che aveva iniziato a scendere poche ore prima, fino a scomparire." o qualcosa del genere eliminerei i puntini di sospensione userei "i pantaloni di una tuta" forse è meglio "dei vestiti da uomo" "Marta" inoltre andrei a capo dopo il punto, visto che la frase seguente cambia completamente azioni e visuale ok usare un sinonimo di donne, visto che l'hai appena scritto, ma femmine suona proprio male o metti "abbordava" oppure "frasi gentili", le due cose sono un po' in contrasto tra loro non so perché, ma mi immaginavo che la stesse seguendo da su... e poi anche qui ci sono frasi contrastanti... se prima seguì Pietro, si sarebbe accorto subito dei suoi modi deplorevoli, non capisco come possa essersi innamorato di lui inoltre in poche frasi definisci "dolce Marta", poi "forma di uomo", poi "s'innamorò di lui", poi "Pietro", poi torna "Marta" decidi come definire il personaggio una volta che torna giù, se no si incasina tutto molto di più "tal dei tali" ma non gli aveva già svelato la via?? Allora, ci sono moltissime cose da rivedere... lo stile mi è sembrato un po' troppo infantile La scelta di utilizzare Gesù non la condivido, anche se non sono credente. Credo che molti degli errori siano dovuti a una poca cura dopo la scrittura... ti consiglio di rileggere molte volte il tuo racconto, e di farlo anche a voce alta, facendo le giuste pause, seguendo virgole e punti... ti farai un'idea più chiara di come il lettore affronterà il tuo scritto. E se ne hai il tempo, leggi molto anche su questo forum... a me personalmente mi ha aiutato tantissimo... ci sono un sacco di scrittori da cui si può migliorare anche solo leggendo i commenti! A rileggerci... buona scrittura
  8. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Terza Settimana

    Ci riprovo.... Prompt 2, domanda... Il fatto deve essere per forza accaduto l'anno prima, o può trattarsi di una cosa anche più vecchia??
  9. Hieronymus

    Ferragosto d'Inchiostro - Terza Settimana

    Prompt 2, domanda... Il fatto deve essere per forza accaduto l'anno prima, o può trattarsi di una cosa anche più vecchia??
  10. Hieronymus

    Ferragosto d'inchiostro - Seconda settimana

    Ahhh era entro oggi?? Ok!! Wy Bango Kuno
  11. Hieronymus

    Ferragosto d'inchiostro - Seconda settimana

    Presente anche al secondo giro... Incontro Prompt 2: "Quando la moglie è in vacanza": cosa succede? E quale sarà il pov che sceglierete: quello del marito rimasto a casa o quello della moglie? Sbizzarritevi.
  12. Hieronymus

    [FdI2] Incontro

    COMMENTO Prompt 2: "Quando la moglie è in vacanza": cosa succede? E quale sarà il pov che sceglierete: quello del marito rimasto a casa o quello della moglie? Sbizzarritevi. Incontro All'inizio era stato come un gioco, cominciato quasi per caso. Dopo sei mesi di matrimonio le cose stavano già andando male. Non che ci fossero stati episodi particolari o chissà quali segnali. Semplicemente la complicità dei primi tempi era scemata, e si era reso conto che sua moglie preferiva passare il tempo al lavoro, o fuori con gli amici. Così, dato che gli capitava sempre più spesso di stare da solo, aveva iniziato a guardarsi in giro. Senza cattive intenzioni, non gli passava neanche per la testa la parola tradimento. Era in cerca di nuove emozioni, di nuove sensazioni. I tempi delle nottate senza controllo erano ormai finiti, per lui come per lei. A pensarci bene erano stati anche fortunati. La loro storia era sbocciata proprio nel momento più opportuno, quando entrambi erano molto vulnerabili e necessitavano una persona che li tirasse fuori dai guai. Per uno stravagante gioco del destino, ognuno aveva salvato l'altro, nonostante fossero tutti e due in condizioni critiche. Di punto in bianco si erano risollevati, trovando la forza di dire basta, e avevano semplicemente voltato pagina. Ora le cose erano cambiate nuovamente. Nonostante un paio d'anni passati in serenità, il matrimonio sembrava essere stato un passo troppo frettoloso. E lei si stava allontanando sempre più. Così era iniziato il gioco, il suo gioco. Vagava senza meta in città, puntava una persona scelta a caso senza un motivo particolare, e iniziava a seguirla. Detta così potrebbe sembrare un maniaco o roba simile. Niente di tutto ciò. Si limitava ad osservarne i movimenti, le abitudini, ad ascoltarne le conversazioni per cercare di scoprire qualcosa. Giocava a fare il detective. Si sentiva particolarmente appagato quando riusciva a scoprire qualcosa della sua preda (così le rinominava), quando ne anticipava le mosse, quando indovinava il tipo di auto, o in quale negozio sarebbe entrata. Casualmente la maggior parte delle volte erano donne, ma a questo fatto non aveva dato troppa importanza. Si ripeteva quasi a convincersene che gli uomini sono più taciturni, si muovono più velocemente, e inseguono mete quasi sempre precise. Le donne sono più imprevedibili. Dopo quanto avvenuto il mese scorso però, le sue priorità erano cambiate. La sua preda di quel giorno era un ignaro uomo d'affari: giacca e cravatta, tablet in mano e auricolare all'orecchio. Era impegnato nella classica telefonata di lavoro, o almeno così aveva pensato inizialmente. Niente di più sbagliato. Fermatosi di fronte a una vetrina e usandola come specchio, aveva controllato le mosse dell'uomo, ascoltando qualche parola della conversazione mentre gli passava alle spalle. Erano parole rivolte a una donna. A una donna che lo stava aspettando molto calorosamente, sembrava. Poteva essere la moglie, la compagna o anche perfino l'amante. Troppo presto per trarne una conclusione, per cui decise di seguirlo per un po'. Tenendosi a distanza e cercando di non farsi notare lo pedinò fino a un locale, dove finalmente ebbe luogo l'incontro. Fin dal primo momento ebbe la certezza della clandestinità di quella coppia. Un po' per gli sguardi che entrambi continuavano a far vagare tutto intorno, un po' per la continua ricerca del contatto fisico pur senza farsi notare, ma soprattutto perché conosceva quella donna: era sua moglie. Rimase lì impalato senza respirare per qualche secondo, fin quando riprese il controllo di se stesso e si ritrasse dietro un angolo di strada in attesa di vedere come si sarebbero sviluppati i fatti. Quanto avvenne dopo, lo visse come in una specie di trance. Un bacio rubato scorto attraverso la vetrata del locale, la coppia che esce dal bar e si ferma di fronte a un hotel. L'improvvisa telefonata ricevuta dall'uomo e lui che controvoglia si allontana per un impegno imprevisto. E la decisione presa in meno di un secondo. Lo seguì fino a un garage dove l'uomo aveva l'auto parcheggiata e si annotò il numero di targa. Nell'ultimo mese era tornato altre volte in quel garage, e l'auto era sempre lì. In un paio di occasioni aveva anche visto l'uomo, ma non si era fatto notare. Aveva riflettuto moltissimo su come affrontare l'argomento con sua moglie, ma non era mai riuscito a iniziare quella discussione. Solo dopo quasi un mese aveva preso una decisione sul da farsi. C'erano varie possibilità e ognuna con diverse conseguenze, gravi e meno gravi. Ripensava continuamente al suo piano, a come era venuto a conoscenza dell'incontro, grazie al suo gioco che si era trasformato in tutt'altro, qualcosa di molto reale. Si rendeva conto che stava diventando una fissazione, soprattutto da quando sua moglie lo aveva lasciato solo in città per "staccare un po' la spina" e andarsene al mare per "un periodo di riflessione." Era il momento di agire. "Mi perdoni padre, perché ho peccato." La frase era sempre la stessa da quando si erano conosciuti anni prima, ma oggi mancava del solito velo di ironia. Il suo interlocutore lo guardò un attimo di traverso, ma rimase in silenzio in attesa. Cosa gli avrebbe raccontato? La storia se l'era preparata bene, per ogni evenienza, ma non si sentiva ancora pronto per provare il suo alibi. E poi, sarebbe riuscito a mentire proprio a lui? Decise che no, lui doveva sapere tutto. Voltò lo sguardo verso le panche di legno e una strana quiete gli riempì il cuore. L'armonia che gli trasmetteva quel luogo era in netto contrasto con le emozioni che provava dentro. "Sei venuto per confessarti?" gli chiese l'uomo dall'altro lato del banco. "Sono venuto per bere. Mi fai compagnia Marco?" "Sono qui per ascoltarti e servirti tutto ciò che vuoi Luca, ma ormai sono mesi che non tocco più alcool." "Poco male, vorrà dire che berrò da solo. Prendi un bicchiere e una bottiglia di rum, perché ho una cosa da dirti." Iniziò la sua storia dal principio: era stato come un gioco, cominciato quasi per caso. Poi l'incontro, la scoperta, la consapevolezza e infine la pianificata vendetta. Quando il racconto fu concluso, lo era anche la bottiglia di rum. Luca chiese un favore a Marco, gli disse cosa aveva intenzione di fare e si diresse verso l'uscita senza più parole né equilibrio. Era ormai una settimana che Giulia passava le giornate tra la spiaggia e il bar sul molo. Il suo sguardo si perdeva all'orizzonte, a quella barca ancorata in mezzo al mare, della quale non si vedevano le persone a bordo, ma solo la scritta sulla fiancata: Welcome Destiny. I primi giorni riusciva a scorgere solo le grosse iniziali "WD", ma poi il suo capitano l'aveva condotta più vicino a riva e ora l'idea che quella frase fosse dedicata proprio a lei la tormentava. Era il Destino a darle il benvenuto in questa nuova fase della sua vita, una fase in cui suo marito Luca non trovava più spazio. Mentre fantasticava su Paolo, un collega con il quale flirtava ultimamente ma con cui non era mai andata oltre a un bacio, il suo smartphone iniziò a vibrare e a riprodurre il fischio della ghiandaia imitatrice di Hunger Games. Controllò il messaggio su whatsapp, e vide l'anteprima di una foto inviatale da Marco, suo amico e barista di fiducia. Aprendola si accorse di riconoscere il soggetto: una Audi A5 completamente ammaccata, vetri in frantumi, specchietti divelti che penzolavano sulle fiancate e una frase incisa sul cofano con qualcosa di appuntito: "Puttana!" Non poteva esserne certa, ma l'auto distrutta sembrava proprio quella di Paolo. Rimasta completamente senza parole, stava per chiamare Marco quando un altro fischio richiamò la sua attenzione sul telefonino. Era una sola parola, inviatale da quello che fino a un attimo prima era l'uomo che aveva salvato e che l'aveva salvata da un passato in cui si erano giocati tutto, dai soldi alla vita, dal tempo alla salute: "Addio."
  13. Hieronymus

    [FdI2] Non nel nostro letto.

    Ciao Russotto, ti dico cosa ho notato. questa frase mi ha lasciato un po' così, nel senso che mi aspettavo il classico don giovanni che tradisce la moglie ogni due per tre, ma continuando nella lettura non solo non stiamo parlando di quel tipo d'uomo, ma addirittura rivedrei quindi un attimo la prima affermazione toglierei la virgola qui le due frasi si contraddicono, e non poco!! le due frasi risultano spezzate tra loro... o le rivedi o metti un punto al posto della virgola eliminerei anche queste virgole, spezzano un po' il ritmo avrebbe, avrei, aver tutti attaccati... rivedrei completamente la frase anche questo pensiero, detto da uno che "Ogni volta che incontravo una donna non riuscivo a non pensare a quanto dovesse essere bello fare l'amore con lei", mi sembra stoni un bel po' strada ripetuto vicino ben tre volte persona ripetuto due volte via la "d" qui parla un po' troppo bene la lingua, a differenza delle frasi successive tipo oppure aggiungerei "e" tra "paura" e "mi" quel "mia moglie" è superfluo, lo eliminerei non credo sia così facile, anche in vista del fatto che la ragazza ha un protettore... a maggior ragione se è giovane come hai sottolineato più volte Ci sono un po' di parti da sistemare, e anche la punteggiatura la rivedrei meglio. La storia scorre via liscia, anche se ha pochissima credibilità, dal mio punto di vista... ricapitoliamo... una coppia tanto in crisi da portare la moglie a far battute al marito di non tradirla nel proprio letto ma in giro, di colpo ritrova la serenità quando lui porta a casa una prostituta probabilmente minorenne (mentre lei non c'è) e decide di aiutarla... e poi rimane anche incinta!! mah, letta così non mi convince tanto... In ogni caso ti do il benvenuto nei nostri fantastici contest, e ti invito a parteciparvi moltissimo... aiutano più di quanto uno pensi o speri!! A rileggerci e buona scrittura
  14. Hieronymus

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Hollywood, inquieta, boccheggiava. Pochi sonnambuli ossuti noleggiavano armi. Checché gridassero, il questore firmò e varò una ratifica anti zanzare. Ora dovevano legiferare. Erano maldestri ultimamente, tentennavano! - Ho il buonsenso, però sono orrorizzato: non accetto ACGIQFEVURAZODLEMUTHIBPSON
  15. Hieronymus

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Hollywood, inquieta, boccheggiava. Pochi sonnambuli ossuti noleggiavano armi. Checché gridassero, il questore firmò e varò una ratifica anti zanzare. Ora dovevano legiferare. Erano maldestri ultimamente, tentennavano! ACGIQFEVURAZODLEMUTHIBPSON
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