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Floriana

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  1. Floriana

    Rag ball - Capitolo 2

    Commento: Alfio parte 2 Secondo capitolo Mark Nelson «Ma sul serio?» Chiese il sergente Sergey. «Ti dico di si, l'ho visto con i miei occhi» Esclamò grintosa Nancy. «Se lo dici tu ci credo ma la Learn cosa dice?» «La lezione è sempre una lezione...» «Su non fare la stupidina...» Si udirono nel corridoio i primi passi della Learn, perfetti tintinnii calpestavano il pavimento come se fossero calici di cristallo. In realtà, la femminilità dell’ispettrice Lenox Learn si “decantava” nonché sul numero 18. Tutti ne erano al corrente, chiunque se ne sarebbe accorto in ufficio; spuntava in alto l’unica testa possibile, la sua. Un eccezionale chignon novizio castano su una fronte color perla. «Zitto che sta arrivando...» L’ispettrice Learn aprì inaspettatamente la porta dell’ufficio del sergente Sergey. Una pila di scartoffie nascondeva il suo viso sempre imbronciato col mondo. Nel braccio destro penzolava la sua preziosa borsa firmata O-bag color arancione. Lenox Learn era un misto tra eleganza e gelosia. «Forza ragazzi a lavoro!» Ordinò la Learn. «Caso Nelson?» Domandò Sergey. «Già...» «Il caso enigmatico...» Commentò Nancy. «Tu fai il tuo lavoro...» La riprese l’ispettrice. «Va bene...» Tra l’ispettrice Lenox e la dottoressa Nancy William non scorreva del buon sangue anzi, erano due personalità differenti. Due donne dal carattere forte, l'eleganza dell’ispettrice si scontrava spesso con la spirito sportivo e libertino della dipendente. La ragazza era una dark convinta, aveva teschi dappertutto; tra anelli, collane e orecchini il suo corpo sembrava di metallo. La William era una ragazza inconfondibile, eccentrica e lunatica. Aveva sempre un nastro nero di velcro avvolto intorno al collo, disarmante per il suo team. Lei stava bene solo nel suo tiburio tra corpi freddi e lenzuoli chirurgici. L’ispettrice questo lo sapeva. «Al lavoro ragazzi... » Ripeté con un tono seccato. Il sergente Sergey si mise a studiare le prove del caso di Mark Nelson, in controluce tra la polvere della sua scrivania spulciava ogni foglio con attenzione cercando più informazioni possibili e utili. Quando era sotto pressione aveva il vizio di inumidire il pollice per girare i fogli. Tutti notavano come quell’atteggiamento faceva innervosire la capa, soprattutto perché quelle indagini poi dovevano essere riconsegnate a lei. «Sergey ti ho detto mille volte di non leccare i fogli...» Disse seccata Lenox mentre accavallava le gambe sotto la scrivania per farsi notare da qualche collega. Il sergente udì ma non disse nulla, non aveva mai avuto orecchie per le donne. Scapolo da una vita, pizzetto bianco ma non stanco, bocca buona e pancia larga. Gli amici lo prendevano in giro dicendo che il suo “coso” non si vedeva neanche. Sergey faceva una risata sarcastica e passava oltre. Quando si metteva, lavorava sodo. «Nancy sappiamo già com’è morto?» Domandò la Lenox. «Dai primi rilievi, sembrerebbe per soffocamento ma...» «Cosa ma… Sono ventiquattro ore che lavoriamo a questo caso… Cosa aspettiamo?» Rispose severa Lenox. Nancy rimase in silenzio. «La salma si trova per terra, nessun segno di aggressione» Si intromise il sergente credendo di fare la sua bella figura. «Questo lo so già...» Disse Lenox. Mark Nelson era inspiegabilmente morto nella sua abitazione all’età di quarantotto anni. Felpa blu e pantaloni a scacchi erano perfettamente integri, non avevano nemmeno una grinza. «Aveva proprio dei giusti del cavolo!» Esclamò l’ispettrice mentre guardava le prime foto scattate dal suo collega. Nancy fece una smorfia di disapprovazione, sapeva che la schiettezza del suo capo non si fermava neanche davanti ad un corpo inerme. «Altre informazioni?» Domandò Lenox ai suoi. «...Nessuna...» Risposero in coro. «Forza muovetevi datevi da fare… Le prove non arrivano da sole!» L’ispettrice Lenox se ne andò sbattendo furiosamente la porta lasciando una scia di profumo intenso: una fusione tra pile di carta e una fragranza di violetta. L’eco dei suoi tacchi nel corridoio lasciarono presto sgomento nel suo team. «Ed ora che facciamo?» Domandò Sergey alla giovane tanatoprattrice. «L’hai sentita no? Dobbiamo impegnarci... » Disse Nancy con un tono stufato. «Andiamo sul luogo del delitto?» Domandò Sergey. «...Ti devo anche rispondere?» I due collegi presero l’auto di servizio e si misero in viaggio verso la casa di Mark Nelson, una villetta a schiera nel quartiere “Ridge Queen”, l’angolo paradisiaco del New Leeds. «Allora come stai?» Domandò Sergey mentre teneva il volante con due dita. La sua guida sportiva faceva sempre colpo sulle donne. «Non si fanno queste certe domande sul posto di lavoro» Rispose Nancy. «...Ah no...?» Chiese il sergente con sbigottimento. Nancy William si sistemò i tre bottoni del cappotto, lì strinse a tal punto da stritolare il suo girovita gracile. «No...Dai concentriamoci sul caso Nelson...» Replicò la ragazza. Il sergente scese dalla macchina con il piede sbagliato, in silenzio stampa per colpa di quella risposta scontrosa di Nancy. La sua scarpa lucida affosso' nel giaietto del vialetto ben curato della villetta, un atterraggio del tutto morbido per un uomo della sua tazza. La sua pancia pareva una grossa mela divisa in due: tonda ma non succosa. Intanto la giovane collega prese la sua borsa dal bagagliaio, sul lavoro era abituata a fare tutto da sola. Pochi piccoli attrezzi avvolti in un astuccio in pelle assieme ad un rilevatore di impronte. Aveva deciso che quel giorno non avrebbe fotografato lei. Intanto Sergey mise rassegnato gli occhiali da sole e la macchina fotografica a tracolla e seguì la collega. «Dove si trova il copro?» Chiese l’uomo. «Seguimi... È in salotto» I due entrarono nell'abitazione, un tappeto persiano accoglieva ogni loro passo attuando il calpestio. La salma di Mark Nelson era ancora sul pavimento, sembrava un vecchio burattino gettato senza alcun scrupolo. Aveva le gambe piegate e divaricate come a voler simulare una corsa mal riuscita. L'inciampo era perfettamente in una pozza rossa. quel pantalone a scacchi faceva la sua figura inusuale. «Certo che aveva ragione la Learn, sono proprio orribili queste braghe» Disse con un tono schifato la ragazza. «Ah...Ah...» Annuì il sergente mentre era intento a fotografare ogni piccolo particolare. «Un corpo, una chiazza di sangue, dei pantaloni bizzarri, un tavolino ancora intatto...Bene qui nessuna prova utile!» Esclamò Nancy sulle punte dei piedi. Iniziava a danzare sul posto di lavoro quando era nell’incertezza. «Che fai balli?» Si stupii il sergente. «Si ballo, ti dà fastidio?» Chiese lei. «La solita permalosa….Nancy guarda qui...» Il sergente indicò di guardare sotto il divano. «E quella cos’è?» Domandò la ragazza. «Una palla di pezza..della chicco» «Ecco la prova del delitto...» Disse sarcastica la dottoressa. «Si, si non mi prendere in giro» Brontolò Sergey. La pezza di palla sembrava rintanata nella penombra del sofà color acqua, era ferma sul quadrante viola. Iella a dir il vero. «Mark Nelson era sposato?» Chiese stupita la donna. «No, non mi sembra e nessuno ha segnalato la presenza di bambini» Disse Sergey con un tono da saccente. -Che saputello! - Pensò la collega. Il sergente si inchinò per guardare meglio la palla di pezza. Il suo occhio affino non vide nulla di particolare. Il soggetto era intatto, non aveva nemmeno una virgola fuori posto. «Che faccio, la prendo?» Domandò Sergey. «Vedi tu, aspè che ti passo un guanto...» Disse Nancy. Guanti in lattice blu, questo passava il convento… e che convento! Il sergente odiava profondamente mettere i guanti, diceva che era una piccola ghigliottina per la propria pelle. Era come mettere qualcosa sottovuoto, compattare il proprio dna. «La prendo aspetta… Non ci arrivo... Ah si, Eccola qui!» Sergey era poco abile nel muoversi, la sua stazza gli impediva nel fare certi movimenti. Si inginocchiò a fatica, la sua pancia era troppo ampia e ingombrante. «E’ molliccia...» Sostenne l’uomo. «E’ una palla per i bambocci...» Disse Nancy in modo bisbetico. «Non mi ero accorto...» Rispose Sergey. Analizzarono assieme il giocattolo alla luce del sole. (Continua...)
  2. Floriana

    Alfio Pt. 2

    Buon pomeriggio @Nightafter, rieccomi di nuovo. Un pò lenta ma ci sono proseguo a leggere la lezione del piffero... Non mi fa impazzire: alla, impensabile prima d'allora, Non mi piace: in taluni. Suona male In questa frase ci sono troppe congiunzioni. Direi: ad ogni Questa frase è molto scorrevole. Per curiosità: che cos'è un megafono a nastro? Suona male l'inizio. Scriverei: Sapere che la registrazione restava sul .... Non si bestemmia... Suona meglio: mi giustificai Che acido il signor Giulio. Eliminerei: in. Suona meglio: incisione live Eliminerei un quasi. Troppe virgole. Pezzo di musica storica. Questa frase è molto scorrevole. Cos'è il brand di fabbrica? Che significa questa frase? Indecisione Variazioni: non potevamo vederci come un gruppo , il che a ben vedere non era il massimo per pensarci come una rock band. Suona male. Non mi piace ego Refuso: quindi II°Conclusione: trama carina, un pò piatta perchè narra la formazione ipotetica di una band, il signor Giulio è un personaggio acido e autorevole. Sento i toni dei dialoghi anche se la loro struttura non mi piace. Nel testo ci sono pochi invii. Bravo Ci sono molti accenni storici, interessanti. Continuerò a leggere, ansia permettendo. Buona serata. - Flo-
  3. Floriana

    Rag ball - Capitolo 1

    Commento: Alfio Capitolo 1 Charlotte Una foglia gialla cadde dal ramo. Tempestivamente. Ondeggiò leggera fino a scontrarsi con una pozzanghera ancora viva. Charlotte si meravigliò per quell’incanto, era talmente bello vedere qualcosa di nuovo che si appoggiò con le sue manine alla grande vetrata della scuola materna. I suoi occhi color nocciola si riflettevano nel vetro scalfito dalla pioggia. Il riflesso della bambina scorreva come un pianto senza fine. Il suo taglio corvino sbarazzino si confondeva con i colli del Winchester. L’autunno nell'Inghilterra meridionale era da sempre così piovoso. «Charlotte vieni qui...» Disse prontamente la maestra Wendy. La bimba non parlava ancora, rimaneva incollata al vetro tappezzato di goccioline fredde. Osservava stupefatta la pioggia cadere. Il suo viso pallido imbrogliava il suo vero stato d’animo. Nessuno sapeva se Charlotte in quell’istante era felice o triste. «Dai vieni…Non vuoi giocare con me??» Wendy la incoraggiò. Charlotte Castler era l'enigma della yellow class. Lei era la più fragile tra ventiquattro bambini misti tra maschi e femmine. Le sue maestre la consideravano una bambola di cera, nivea come la neve in pieno inverno. «Dai, guarda che bella palla colorata che ho, vuoi prenderla?» Wendy lanciò una palla di pezza vicino al corpo di Charlotte come un gomitolo di lana che rotolò accanto al proprio modello che doveva essere risistemato. «Dai Charlotte prendi la palla...Forza...» I due corpi rimanevano immobili, la palla di pezza mostrava il suo lato più caldo: l’arancione come il riflesso di un tramonto mentre Charlotte continuava a fissare la pioggia e le foglie cadere. Le sue mani aperte sembravano parare ogni goccia. Wendy non si rassegnò a quella situazione immutata e priva di senso. Voleva capire, andare a fondo, scavare in profondità quel mondo silenzioso e infantile. Così sconfinò il suo spazio e andò vicino al corpo indifeso di Charlotte. Si avvicinò senza far rumore, come una piuma delicata che voleva accarezzare la pelle di una bambina. Charlotte non si accorse di nulla, continuava a guardare fuori dalla finestra con quegli occhi grandi come le praterie inglesi. La sua maestra amava profondamente vedere quel verde accendere il suo viso, gli ricordavano i fili d’erba in primavera: forti e sani. Man mano che si avvicinava, la giovane maestra poteva sentire il profumo della bimba: un improvviso abbraccio di latte riscaldò il camice di Wendy. «Ciao piccola, come stai?» Il sorriso meraviglioso di Wendy la sorprese. Charlotte si girò di scatto, il suo volto pareva imbronciato come ogni volta che si sentiva circondata da qualcosa di estraneo. I suoi occhioni persi in una nebbia autunnale, fissavano i numerosi quadretti disegnati sul grembiule materno della maestra. Scioccata da quel colore così inteso, Charlotte si rimise a guardare fuori dalla finestra. «Ehy Charlotte, guarda che bella palla che ho? La vuoi?» Disse con tenerezza. La voce di Wendy in quell’istante poteva rassicurare il mondo intero, era stata assunta proprio per la sua tenera devozione per i bambini. La giovane maestra prese Charlotte a cuore, sapeva che Charlotte Castler era un caso tosto. Nelle varie riunioni se n’era parlato, tutte le sue colleghe erano a conoscenza della sua condizione famigliare. Charlotte era la figlia di due tossici dipendenti, la più piccola di tre maschi. Tra mille battaglie viveva ancora con i suoi genitori, non fu possibile allontanarla da casa perché più volte la madre reclamò la sua potestà con atti molto violenti. Charlotte finì nella yellow class grazie a Wendy che si impegnò personalmente nel suo inserimento in classe, l’obbiettivo principale era far interagire la bambina con gli altri bambini. Un compito abbastanza arduo. «Dai Charlotte prendi la palla, forza!» Wendy incitò la bambina. Intanto continuava a piovere interrottamente, oltre il vetro non c’era nessuna speranza di un sorriso. Per terra, le pozzanghere riflettevano occhi spenti e tristi ma truccati in modo permanente da colori accesi autunnali. Questa era la vera forza della natura, resistere alle tempere. Charlotte era come un albero senza foglie e senza obiettivi. Quando Wendy la sfiorò delicatamente con una carezza, apparì gelida più della neve. Per Charlotte, il calore umano era qualcosa di estraneo. In quel momento, il suo corpicino era contratto, specialmente le sue labbra bianche e screpolate. «Ehy piccola, come stai?» Le sussurrò dolcemente. Charlotte girò nuovamente il capo, non incrociò mai gli occhi di Wendy. Con una timida smorfia allungò la manina e afferrò la palla colorata che cercò di mordere all’istante. «No, non è da mangiare Charlotte… Dai lascia, da brava...» Il mento della piccola si rilassò in un secondo e immediatamente lasciò la presa. Un tonfo ovattato fece felice la maestra che prontamente raccolse la palla da terra. Per lei i giocattoli non dovevano avere nessun batterio, Wendy era rigorosa in questo. «Ora questa palla la puliamo un po', che ne dici?» Disse la maestra. Charlotte inclinò la testa all’indietro in segno di dissenso. Su suo collo, quei strani segni sulla pelle nivea preoccuparono da sempre la maestra Wendy. Eritema alimentare presumevano i colleghi, i genitori confermavano sfacciatamente. Sembravano tutti esperti tranne Wendy. No Wendy non se la beveva. Un eritema alimentare si risolveva col tempo, i coniugi Castler si sarebbero attivati e in poche settimane avrebbero trovato una soluzione. Invece no, i “problemi alimentari” della piccola non scomparivano anzi aumentavano sempre di più. Le macchie sul collo di Charlotte in realtà sembravano schiaffi netti in superficie. Ogni tanto qualche piega la decorava con un bordino color viola. Gli occhi di Wendy sapevano riconoscere un pizzicotto da uno schiaffo altroché, erano attenti ad ogni dettaglio su quella pelle delicata ma sfregiata con violenza da chi le era indifferente. «Fa bibi qui, Charlotte?» Chiese Wendy. Gli occhi della bimba rimanevano incollati sul camice quadrettato della maestra, chissà cosa vedeva Charlotte in quei profili così perfetti. Forse cavalli volanti? Oppure la perfezione materna che lei stessa sognava? Si, perché in un quadrato c’è un contorno rassicurante. Forse Charlotte si voleva sentire al sicuro? Wendy attese a lungo una risposta che non arrivò. Il silenzio della bambina diventò sempre più fitto e disarmante ma mimato da piccoli gesti. Charlotte muoveva le braccia a vuoto, alzate al soffitto. Sembravano che volesse essere presa in braccio ma ogni volta che la maestra tentava di prenderla tra le sue braccia, Charlotte si irrigidiva. «Su Charlotte, non fare così» Disse demoralizzata la maestra. I minuti passavano senza nessun cambiamento, la bimba continuava ad essere seduta per terra, ogni tanto fissava la vetrata. Dopo un po' la pioggia cessò, le ultime goccioline trattenute dalle foglie sembravano di cristallo: rigide e scalfite dal freddo. In quell’istante anche Charlotte assomigliava ad una goccia trattenuta dalla vita, fredda e inflessibile. La maestra fece un altro tentativo con la bimba, prese la palla colorata e la rimise accanto a Charlotte. Non mutò nulla in quella circostanza, due corpi freddi continuavano a restare vicino ignorandosi a vicenda. Una bambina e una palla di pezza colorata. I colori accendevano la fantasia ai bambini, questo era un dato di fatto attestato da ogni psicologo. Le maestre dell’asilo avevano partecipato con interesse ad un convegno che trattava il tema: - Colore ed Emozione infantile -. Un equipe di psicologi specializzati in comportamenti puerili spiegavano come una qualsiasi forma colorata andasse a stimolare la creatività di ogni bambino. Un tono vivace stimola felicità, invece un tono cupo provoca tristezza. Questo era alla base di tutto, il mondo dei bambini doveva essere pitturato con colori tenui e allegri. Questo aveva imparato Wendy e sperava tanto che Charlotte rispondesse a questo stimolo, invece era stato tutto invano. Gli occhi di Charlotte rimanevano incollati alla vetrata, persi come ogni giorno.
  4. Floriana

    Alfio - Pt.1

    Buon pomeriggio @Nightafter ritorno dopo tanto tempo con qualche acciacco Eliminerei: assai. Toglierei una congiunzione : da un suo zio sovente per... Due domanda: che cosa significa il simulacro? Preferirei una tecnica meravigliosa. Questa frase è poco chiara. Testo scorrevole ma ingiaccio è un refuso? Testo scorrevole. Refuso: fommi \ fammi Bella descrizione. Refuso: consulenziato Frasi scorrevoli. Non mi piace questa parte: la sua idea era che se riusciva ahia Parte molto scorrevole. Bel pezzo. Pezzo scorrevole. Conclusione: Ti chiamerò mister a capo spezzi troppo le scene. La trama è carina, mi ci vedo molto. Al posto del piffero io ho la tastiera, in questo periodo non l'ha sto usando, non sono più capace di scrivere e forse serve anche a me un Maestro che mi dia fiducia e speranza. Attento alle ripetizione e alle congiunzioni. La fine è veramente carina. Leggerò il seguito. Buona serata. -Flo -
  5. Non scrivo più

    1. ivalibri

      ivalibri

      Perché Floriana?

      Guarda, ti capisco. Ho passato anch'io un periodo così. Da qualche tempo mi sono forzata a scrivere, piccole cose, racconti brevi e mi ha fatto bene. Mi ha aiutato molto il WD e sto partecipando ai contest perché mi spronano a fare qualcosa. Ti aspettiamo in Officina!

    2. *Antares*

      *Antares*

      Anch'io ho passato quasi un anno a non toccare penna... ehm tastiera. Sto ricominciando adesso perché ho trovato una flebile motivazione, ma chissà come andrà in futuro. In questo periodo mi sembra di stare sulle montagne russe. In bocca al lupo per tutto.

  6. Floriana

    Richieste cancellazioni Racconti, Poesie o Storie

    Buona Domenica Staff, mi potete gentilmente cancellare questo racconto? Grazie mille -Flo-
  7. Floriana

    I Am

    Complimenti Dark
  8. Floriana

    Rag ball - Capitolo 1

    Cancellato su richiesta dell'autrice
  9. Floriana

    Andrea e Sofia, CAPITOLO 1.

    Buondì @Daria Mele piacere di leggerti. Questo verso ha un ritmo troppo veloce. Cambierei: o comunque distrattamente, Aggiungerei :Alla fine tanto con te Qui è un controsenso? Descrizione interessante. Eliminerei i punti di sospensione. Questa parte non la scriverei. mi piace. che cervo? Bellissima frase. idem questa. Questa frase è stupenda Questa parte non mi convince molto Cioè? Conclusione: testo abbastanza scorrevole, curioso e strano. Due vecchi innamorati? Alla ricerca? I fantasmi di Sofia è la chiave di tutto forse. Rispettare i tempi cioè? Sembra una cura per entrambi scrivere...sbaglio? Flo
  10. Floriana

    Kikki

    Grazie a tutti per i commenti ma toglietemi una curiosità: Kikki si è offesa perchè le ho dedicato un racconto?
  11. Floriana

    Altromondo editore

    Buonasera ragazzi, brevemente la mia esperienza. Contratto di otto pagine. Complesso. Inizia con la solita frase gentile: Floriana,siamo lieti di comunicarle che il manoscritto che ha recentemente sottoposto alla nostra casa editrice ha ricevuto una valutazione positiva e siamo pertanto interessati a procedere con la pubblicazione. A tale scopo le alleghiamo un file contenente il contratto di pubblicazione e altri informazioni riguardanti la distribuzione e la promozione del suo libro. - Fin qui tutto bene, poi inizia la vera incomprensione, otto pagine di contratto. Ammetto che, sono una frana in materia, ma a vedere 1.200,00 + un aumento per un altro anno, questo mi risulta un po' strano. Ma vado avanti a leggere, la mia vera perplessità inizia quando mi fermo a visionare una tabella con i servizi (Promozione Global + Promozione Web + Promozione Top + Sito Web Dedicato e Book trailer) tutte voci con rinnovo di due anni obbligatorio. Ora non so cosa pensare, scusate lo sfogo ma per pubblicare un libro, il desiderio di una vita, bisogna solo pagare??? magari il mio romanzo XXXX non è neanche un potenziale...Sono così amareggiata, io le sto provando davvero tutte.. Flo
  12. Floriana

    La messa - Pt. 10

    Rieccomi @Nightafter, buon pomeriggio. Scusa per il ritardo. Mi ricordo benissimo la fine del nono capitolo. Marco è all'uscita della messa che aspetta Nella ma di lei non c'è traccia. Il racconto mi è rimasto in mente, è un buon segno. Manca un ' di chiusura Pezzo carino ma non brillante. Qui secondo me, racconti troppo velocemente. Frase scorrevole e interessante. Immagine desolata ma bella. Non elencare cosa fa, narra: Modificherei: poi svogliatamente si accese una nuova sigaretta Questa frase risulta forse troppo pesante sorpresa! La guardò chi? Poco chiaro: una camicetta di seta crème le strabordava dalla cintura della gonna, Frase interessante ma che significa: poi l’adrenalina esplose nel plesso solare invadendogli l’intera persona, ? Questa frase non mi piace: ripeti gelido, il mondo all'intorno suona male. Cancellerei: inutilmente Cancellerei: in un volo Bella descrizione ma eviterei di scrivere poi Refuso: quel colore. Chissà cosa avrà fatto.. Molto scorrevole questa parte. Seee ti amo... Refuso: rispose Non si picchia una donna, anche se è .... Non mi piace:di colpo si involarono insieme oscurando il sole, Preferirei: volarono verso il sole, oscurandolo ad una strada Finale che non dice molto Conclusione Finale: ho letto con attenzione il tuo lungo racconto, ogni capitolo mi catturava sempre di più, la protagonista appare come una donna fragile che ha bisogno di essere capita, Marco e Filippo sono personaggi in continuo conflitto anche quando non lo sanno. Il colpo di scena della trama è che Nella alla fine si rivela una super donna senza cuore, che lascia Marco a bocca asciutta, cornuto e marziato e (non riesco a comprendere) se si diverte ancora con Filippo. In questo capitolo noto molte descrizioni interessanti, alcuni refusi che ti ho segnato e frasi da sistemare. Eviterei di scrivere poi, mi dà l'impressione di descrivere cose da fare. Non ho ancora capito il senso del titolo ma nel complesso la trama è carina, lascia tracciata una scia da seguire. A rileggerti. - Floriana-
  13. Floriana

    La messa - Pt. 9

    Eccomi di nuovo @Nightafter buonasera, mi fa piacere se i miei commenti ti siano utili. Questo pensiero è molto confuso. Preferirei: di buon senso Sei un pò distratto. Perchè C di chiesa maiuscola? Attenzione: infine Cancellerei questa parte: sul temine della messa: Perchè infiocchettato? Cosa significa questa parte: o giocandosi a ligia delle figurine? Questa parte mi convince poco Cancellerei: in forma rockettara Troppe virgole Vedo la scena. Bellissima questa frase. Refuso: capigliatura Era una scena da film ma perchè: e dopo la gioia della sorpresa forse avrebbe abbassato gli occhi, come un muto rimprovero per quel tempo di silenzio trascorso.? Poco chiaro Tenera Nella Vedo bene questa immagine. Mi è venuta l'ansia anche a me Tenera immagine Suona male: avevo cose da chiedere a Direi: avevo una cosa da chiedere a Oggi son pignola, se è un racconto a capitoli, è logico che continua. Io non lo scriverei IX° Conclusione: in questo capitolo il protagonista cerca la sua amata all'uscita della messa ma non la trova, trasmetti l'ansia di Marco al lettore. Noto con dispiacere però che sei distratto, molte frasi sono imperfette e poco chiare, ho trovato anche dei refusi banali. La storia c'è e anche un filo che collega i vari capitoli, basterebbe più attenzione. Rimane al lettore la voglia di trovare Nella. La struttura del testo può andare anche se inserisci troppi invii e così facendo spezzi le scene e alcune frasi le sovraccarichi di virgole . Finora non capisco il collegamento del titolo con la trama. A rileggerti all'ultimo capitolo. BuonaSerata
  14. Floriana

    La messa - Pt. 8

    Buongiorno amico mio rieccomi di nuovo, dove eravamo rimasti... L'incipit è collegato al finale del capitolo 7 Ti suggerirei: Si erano conosciuti al capodanno, un anno prima, Eliminerei di perchè stona Pensiero molto esplicito. Questa frase non mi piace. Bella descrizione ma perchè occhi viola? Scriverei meglio questa frase: ma la cosa sorprendente fu lo scoprire che nel canto fosse dotata di una voce davvero bella e intonata, di quelle che riescono a emozionare. Vedo quest'immagine. Scorrevole questa frase. Bellissima l'ultima frase. In questa frase sono presenti troppe virgole, Cancellerei: d'insieme Preferirei: Marco sentiva la testa libera da pensieri e tensioni, avvertiva il corpo caldo percorso da ecct... Tenera questa descrizione. L'amour Bellissima descrizione. Secondo me si sta allargando troppo. Troppo frettoloso secondo me. Bella descrizione Questa frase è splendida. Erano entrambi feriti. Straordinaria questa frase, complimenti. La frase va sistemata: al suo risveglio.... Questo pezzo mi risulta poco chiaro. Refuso: offendere. Non mi piace il termine: maialata a quel litigio stona Bel finale! VIII°Conclusione: qui narri di come si sono conosciuti Marco e Nella, sono presenti molte descrizioni straordinarie ma anche frasi meno chiare. Ti suggerisco di leggere con più attenzione. Alcuni termini non mi piacciono. Continuerò a leggerti...Ciao-ciao
  15. Floriana

    La Messa - Pt 7

    Ciao @Nightafter spero che stai bene. Scusa per il ritardo, spero di fare ancora in tempo. Ben ritrovato. So di cosa parli, il tuo racconto mi è rimasto impresso Qui non mi piace l'inizio di questa frase, mi sembra troppo pesante ma ammetto che sono gusti personali. Bravo Marco! Due osservazioni: non mi piace: quale che fosse la ragione che lo aveva generato ; bell’e morta lì. suona male, proverei a spiegare Bel tono della madre ma perchè dici: Poi ripetuta? per me suona male La prima parte della frase, suona male Questo pensiero pare un pò confuso. Perchè inizi col Si era? Preferisco: Era un pomeriggio del Alcune frasi stonano, ti ho suggerito delle piccolezze. Prova a vedere. Pensiero molto scorrevole. Pensiero scorrevole e strutturato Che cos'è pacchetto di ”Nazionali Esportazione” senza filtro? Finale saggio VII°conclusione: testo più chiaro, noto che sei più concentrato. Sento forte e chiaro i tono dei protagonisti. L'unica cosa che non m piace è che separi le frasi e di conseguenza le scene con invio. Continuerò a leggere. Buona giornata - Floriana -
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