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L.K.Brass

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  1. Thèsis content

    Il sito loro contiene tutto, ma non è facile trovare gli autori con la navigazione normale. Inserendo "autori" nella casella di ricerca, si arriva alle pagine che interessano: http://www.thesis.it/?s=autori Gli "Autori in libreria" sono quelli gestiti dall'agenzia, mentre gli "Autori in digitale" sono quelli di GoWare. Ne hanno anche altri in libreria, ma forse sul sito espongono solo quelli di cui hanno già piazzato qualcosa. Posso confermarti che l'agenzia è seria, molto attiva e cerca veramente nuovi autori . Non è una di quelle che vivono piuttosto da AAP, sempre più numerose .
  2. Donzelli Fietta

    Posso solo dire che fa parte di quelli che hanno la casella e-mail simile a un buco nero. Non rispondono nemmeno alle domande (richieste di informazioni, non pretese sfrontate di far leggere qualcosa gratuitamente) di autori già pubblicati. Forse nelle mie e-mail mancava la frase "Desidero acquistare il servizio Valutazione inedito 1". Col senno del poi, il loro sito la dice tutta .
  3. [Editor] Domenico Russo

    Leggendo "una mole considerevole", mi sento coinvolto e ne approfitto per ringraziare Niko per il lavoro che ha svolto per me. Non si è trattato di un compito facile o usuale, ma di un’analisi e un raffronto di due versioni di un romanzo, con l’obiettivo di individuare quanto meritava di essere approfondito, i punti di forza e le debolezze della stesura originale su cui lavorare nei prossimi testi. Non gli ho chiesto aiuto per caso. I suoi contributi mi sono sempre piaciuti e gli articoli che pubblicati sul suo sito – convincenti e concreti - sono stati il fattore decisivo. Il risultato è stato superiore a ogni aspettativa. Niko ha chiarito tutti i miei dubbi, mostrando una sensibilità straordinaria per gli aspetti più complessi legati al carattere e alla profondità dei personaggi. Sono proprio quelli a cui tengo di più anche come lettore. Ho alle spalle diversi editing, anche fatti due volte da persone diverse per ragioni editoriali. Non lo dico per vantare esperienza, ma per mostrare che il mio entusiasmo per la collaborazione con Niko è fondato. Non mi succede spesso, ma ho trovato positivi tutti gli aspetti, dall’approccio diretto alla precisione delle osservazioni, dal rigore dell’analisi all’utilità dei suggerimenti. Non da ultimo mi ha infuso nuova motivazione. Ho trovato l’interlocutore ideale per il mio lavoro futuro. Qualcuno con cui interagire, discutere, analizzare le alternative e infine arrivare all’editing, cosciente che Niko lo farà con la stessa passione che io ho infuso nella scrittura. Possa colpirmi il “blocco dello scrittore” se non onorerò questa promessa. Cosa dire di più?
  4. Dubbi sui Contratti editoriali

    @ElleryQ Hai ragione, l’educazione non si può imporre per contratto. Peccato, perché la maleducazione non è mai palesata al momento della stipula. Doppia ragione nell’aver pubblicato la forma più completa di contratto diffusa attualmente. Sarà un aiuto importante per verificare i contenuti delle proposte degli editori. La mancanza di precisione – forse voluta per assicurarsi la massima flessibilità - genera solo una cascata di problemi. Faccio un esempio teorico, in cui ogni riferimento a persone esistenti o a contratti realmente stipulati è puramente casuale. Prendiamo la vostra clausola che stipula un termine preciso: “9) L’Editore s’impegna a pubblicare l’Opera entro il termine di … mesi dalla data della firma del presente contratto, il termine potrà però essere prolungato in considerazione di …” a fronte di una formulazione vaga come: “ [...] CasaEditrice s’impegna a stampare e pubblicare, salvo imprevisti, cause di forza maggiore e/o inadempienze da parte dell’Autore degli impegni assunti, l'opera suddetta entro i termini di legge.” Quali sono i termini di legge? Quando l’autore è ancora in vita? Entro la scadenza del contratto? Le pulizie di primavera nell’ufficio narrativa quando ritrovano per caso un romanzo già acquisito? Solo con un termine tanto vago si potrebbe arrivare a “dimenticare” di comunicare all’autore la data della prima pubblicazione. Da lì, in cascata, si potrebbe perfino arrivare a una sorpresa per l’autore quando la redazione si risveglierà dal letargo e deciderà di fare l’editing. Anche in questo caso, una clausola precisa come la vostra: 6) [...] L’Autore s’impegna a consegnare copia definitiva del dattiloscritto su supporto digitale, secondo le indicazioni ricevute dall’Editore e secondo i tempi dell’Autore, completo, corretto e pronto per la stampa, entro … (data) avrebbe risolto la cosa, se non fosse stata sostituita da impegni ferrei per l’autore e vaghi per l’editore come: [...] L’Autore s’impegna a consegnare il testo completo e definitivo per la pubblicazione dell'opera alla firma del presente … [...] L’Autore s’impegna a concordare e realizzare, d'intesa con la redazione di CasaEditrice, tutte le integrazioni, le modifiche, le sostituzioni e gli adattamenti al testo completo e definitivo dell'opera in argomento che la nostra Casa Editrice ritenga opportuni. [...] L’Autore s’ impegna inoltre ad apportare alle nuove edizioni o ristampe dell’Opera, eventuali aggiornamenti ritenuti necessari da CasaEditrice, senza altro compenso oltre quanto qui previsto. In caso di impedimento o di rifiuto da parte dell’Autore, CasaEditrice avrà diritto di incaricare altra persona, segnalando nella nuova edizione il contributo dell’aggiornatore. [...] L’Autore curerà la lettura diligente delle bozze di stampa e sarà tenuto a porre il proprio benestare alla stampa sulle bozze in pagina finali. Infine, se mancasse anche l'impegno per annunciare l'uscita di una nuova edizione con un preavviso di tre mesi (vostro art.15) i problemi potrebbero solo aumentare. Ne traggo una triste morale: solo la precisione può rimpiazzare l’educazione
  5. Dubbi sui Contratti editoriali

    @ElleryQ @Niko Grazie per l'iniziativa, che mi sembra utilissima . Che poi i rapporti di forza mi facciano temere che potrà aiutarci più come una verifica dei contratti imposti dalla parte "forte" è un altro discorso. In quest'ottica, ricordiamoci che i contratti servono anche per gestire le situazioni in cui i due partner non vanno più d'amore e d'accordo. Le clausole dovrebbero aiutare a "regolare" situazioni che all'inizio non ci sembrano nemmeno possibili, perfino piccole cose che si potrebbe credere siano solo questioni di normale educazione, come informare l'autore sulla data della prima pubblicazione. Nel caso vogliate completare la versione standard per coprire più imprevisti possibili, tento di dare un piccolo contributo. Penso per esempio al preavviso di tre mesi per annunciare l'uscita di una nuova edizione (art.15). Perfetta, ma solo dalla seconda edizione in avanti. Costringe l'editore solo a essere educato e avvertire l'autore di una prossima nuova edizione. Però non ho trovato la clausola che costringa l'editore a essere educato con la prima edizione (scusatemi se ho cercato male). Può sembrare assurdo, ma succede . Succede anche che, dopo nove mesi di silenzio dalla firma del contratto, t'interpellino il ventun dicembre per fare l'editing in fretta e furia, proprio quando hai già le valigie pronte . Proprio per questo una clausola che imponga un congruo preavviso per annunciare all'autore la prima uscita (e magari altre attività in cui sarà coinvolto, come per esempio l'editing) non ci starebbe male.
  6. @Christopher Posso consigliartelo. Ottimo riassunto e piacevole lettura. Illustra molto bene il meccanismo di vendita autore-agente-editore. La figura dell’intermediario è imprescindibile nel vendere alle grandi aziende. Non succede solo nell’editoria. Sono convinto che le big non leggano più niente e si limitino a tirare lo sciacquone quando gli inediti stanno per traboccare. Posso fare l’esempio preciso di una big che nell’arco di un anno e mezzo ha ricevuto due volte lo stesso manoscritto direttamente dall’autore e poi ha deciso di prenderlo solo per una segnalazione fatta da terzi. Triste, ma è così che gira il mondo. Molto utile e ben fatto l’elenco delle agenzie. Quasi tutte le informazioni si trovano già in questo forum oppure sono facilmente reperibili sul web, ma trovarle tutte riunite è comodo e rassicurante. Coincide con le mie ricerche, ma me ne ha fatte comunque scoprire un pugno che non conoscevo. Elenca solo quelle che dispongono davvero di una rete di contatti presso editori validi e hanno un portafoglio d’autori che vendono parecchio. Le considerazioni di Forte sono benvenute per evitare contatti inutili. Forte fa anche una premessa molto importante, spiegando come procedere per evitare errori nel presentare le proprie opere. Vale in ogni circostanza o almeno quando il destinatario è disposto ad ascoltare. Belle le conclusioni, una sorta di finale felice che non poteva mancare. Illustrano bene l’utilità del rapporto che potrebbe allacciarsi con un agente. L’unica cosa che non ho apprezzato è il tentativo di giustificare la nascita del nuovo business delle letture. Poveri agenti, sono sommersi da manoscritti e l’unico modo per difendersi è inventare i trucchetti per filtrare o far pagare le letture. Tutta colpa di quei dreamer cattivi che li bombardano e spediscono inediti a destra e sinistra, addirittura in contemporanea. Dovremmo imparare a spedire un solo manoscritto alla volta, aspettare la risposta e, solo dopo averla ricevuta, rivolgerci il prossimo agente o editore. Forse adesso che si va in pensione a 67 anni può anche funzionare… La scrematura di qualsiasi mole di manoscritti è una pura questione di metodo di lavoro. Se non hanno metodo è perché non lo vogliono. I conti della serva per paragonare quanto produce la rappresentanza rispetto alla vendita di letture mi dimostrano che le AAP sono una realtà di fatto.
  7. @NayaN Scusami, ma il calcolo degli introiti di rappresentanza dell'agenzia è un po' diverso: L’agenzia non percepisce un compenso del 10% sul prezzo di copertina, ma fra il 10 e il 15% delle royalty ricevute dall’autore. Queste ultime, se tutto va bene e se l’editore fa davvero i conti giusti, sono vicine al 10% del prezzo di copertina per le prime edizioni, scadendo di molto per le riedizioni economiche. Per l’agenzia che vive davvero di rappresentanza calcola pure un ordine di grandezza di appena 1% sul prezzo di copertina. Nella discussione “Confronto di opinioni sulla metodologia operativa delle agenzie” ho fatto i conti della serva e più leggo contributi sui forum, più sono convinto di aver intuito come evolve il business delle agenzie. Riporto l’estratto: Per prima cosa ho calcolato quanto potrebbe guadagnare un’agenzia impegnata nella vera attività di rappresentanza. Immaginiamo che ogni loro autore abbia un portafoglio di almeno dieci libri di successo, che ogni libro venda in media diecimila copie annue e che l’editore paghi davvero le royalties per tutte e non ne dimentichi per strada. Con una commissione del 10% sulle royalties e una ventina di autori produttivi, potrebbero arrivare a circa duecentomila euro lordi annui. Funziona, giustifica lo sforzo per seguire gli autori, quello enorme per cercarne di nuovi e quello infinitamente più grande di piazzare le loro opere. Quando l’acquirente è una grande azienda, vendere è difficile, faticoso e oneroso. Le CE big non fanno eccezione. Quante agenzie hanno un portafoglio del genere? Non penso molte. Poi ho calcolato quanto potrebbero produrre migliaia di persone come noi, con il cassetto pieno di sogni e ansiosi di lasciarsi ammaliare dal canto delle sirene. Ne convinco duecento a pagarmi cinquecento euro per una scheda e arrivo già a metà dei ricavi di un buon agente. Ne convinco qualcuno in più, propino loro altri servizi correlati e raddoppio la posta. Non sono tanti duecento. Uno per giorno lavorativo, anche con lunghe ferie. Da quello che leggo nel forum, forse duecento sono meno delle richieste che i più furbi ricevono ogni mese. Inventano anche meccanismi contorti per filtrare le richieste. Così vendono servizi di lettura celere. Come ha intuito anche @lapidus sembrerebbe proprio che oggi gli introiti maggiori per un'agenzia non provengano più dalla rappresentanza.
  8. @MatRai Grazie mille, l'ho preso anch'io. Sono curioso di vedere se aiuterà a separare il grano dal loglio.
  9. CreateSpace

    @Francesco Wil Grandis Non aspettarti molto di più dall'interfaccia di Kindle print. Secondo me è identica, in particolare la funzione di preview. Sono curioso di sentire se me lo confermerai dopo averla provata. Non condivido invece molto "difficile da usare". Lulu (almeno nel 2014) non era meglio. Con altre non sono arrivato in fondo al processo perché volevo solo curiosare per capire, ma non mi sembra ci fosse stato un abisso. Col prezzo invece sì. Per i costi di produzione, 5 euro o 10 euro (questo è il rapporto fra CreateSpace e i concorrenti) fanno la differenza che permette di vendere al pubblico a un prezzo decente. La lentezza d'aggiornamento (copertina, descrizioni, prezzi, criteri di ricerca) dipende secondo me più dal circuito librario che dalla piattaforma POD. Sia con Lulu (mio esperimento iniziale) che con CreateSpace ci volevano sempre due o tre giorni per vedere l'effetto su Amazon. Per l'interruzione della vendita non posso confermare niente. Quando ho sospeso la vendita della versione italiana cartacea è stato immediato. Ho constatato anch'io lo strano effetto della crescita dello stock, che si vede anche su Amazon (numero di copie nuove disponibili). Su Amazon.it ho sempre visto solo una copia nuova disponibile, ma il 98% delle vendite erano Kindle. Su amazon.com invece la versione cartacea inglese ha avuto un "momento di gloria" per una serie di promozioni e in seguito ho visto che amazon.com indicava "6 copie nuove disponibili". Ci deve essere un algoritmo che fa stampare diverse copie in anticipo quando il libro vende più del solito. Dovresti essere contento perché nel tuo caso ho visto che ci sono 11 esemplari in stock. Tra l'altro complimenti, è un vero piacere leggere la tua storia .
  10. CreateSpace

    Nome POD: CreateSpace Sito: https://www.createspace.com/ Lingua: Inglese Informazioni sui costi: Nessun costo fisso, ISBN gratuito, tutto incluso nel processo di creazione e distribuzione dei libri Facebook: http://www.facebook.com/CreateSpace Esperienza personale: Appartiene ad Amazon, sede e infrastruttura negli USA. Alimenta Amazon e diverse reti indipendenti anche in Italia (IBS, Libreria universita, Mondadoristore ecc.) Ottima qualità di stampa, servizio di supporto email rapido e efficace, rendiconti quasi in tempo reale, ottime statistiche, puntuale nei pagamenti. Pro: I costi di stampa sono molto concorrenziali e consentono buone royalty sulle vendite, pur contenendo il prezzo al pubblico. Esempio: copertina flessibile patinata, formato A5, 388 pagine, peso di spedizione 658 g: costo 5,16 eur Il processo di pubblicazione è molto facile da usare, la funzione di preview è quasi perfetta (solo la separazione in sillabe tedesca non funziona). Per confermare la pubblicazione non richiedono l'invio di una copia cartacea, tutto è online. Ampia scelta di formati, materiali, impaginazioni. Diverse modalità di costruzione delle copertine, da automatica a completamente individuale (con invio di un pdf). Usando i loro template word funziona tutto subito. I libri venduti dalle Amazon europee vengono stampati in Inghilterra, prodotti e inoltrati senza costi aggiuntivi in un solo giorno ai vari centri logistici di amazon .it .de .fr ecc. Dispongono anche di funzioni guidate per generare gli ebook Kindle (per chi parte dal cartaceo). Contro: La stampa delle copie a prezzo di costo per l'autore avviene negli USA, con spese di spedizione un po' alte e tempi lunghi (esempio: l'invio in Italia di 50 libri incide per 1,15 euro la copia con la spedizione lenta di sette settimane, per 1,56 la copia con spedizione rapida di due settimane). Per lo stesso titolo pubblicato in cartaceo sia con il nuovo Kindle print che con CreateSpace (con formati e ISBN diversi), i portali di Amazon rendono visibile la versione Createpace solo con ricerca tramite ISBN. Consiglio: non servono due versioni. Tenete un ebook Kindle e una sola versione di carta, con scelta indifferente fra Kindle print o CreateSpace. Io ho scoperto questa - piccola - lacuna solo per aver fatto l'esperimento di produrre una nuova versione in formato tascabile con Kindle print.
  11. Kindle Direct Publishing

    @JPK Dike Condivido, ma solo il cartaceo diffonde solo quando è distribuito efficacemente. Intendi creare la versione con libro 1 e 2 tramite Kindle print?
  12. Kindle Direct Publishing

    La pubblicazione cartacea di Kindle ha ripreso le stesse funzioni online di CreateSpace (un'altra piattaforma di pubblicazione cartacea già di proprietà di Amazon da diversi anni). Non mi meraviglia perché la tecnologia di stampa è la stessa: Amazon stampa tutto quello che arriva da CreateSpace o Kindle in due grandi siti, uno negli USA e l'altro in Inghilterra per tutti i suoi portali europei, consentendo tempi di fornitura ridottissimi (2 giorni in Inghilterra e un giorno in più per il resto dell'Europa). I costi della versione cartacea sono di poco superiori a CreateSpace (quindi sempre molto concorrenziali). Nel 2014 ho paragonato i costi di Lulu con quelli di CreateSpace. Un libro di 300 pagine in formato A5 mi costava quasi 9 euro con Lulu e solo 3,90 con CreateSpace (oltrettutto in qualità superiore secondo il mio grafico che le ha viste tutte e due). L'ultimo libro che ho pubblicato nelle due versioni solo con Kindle, con copertina flessibile, 388 pagine in formato A5, mi costa 5,26 euro. Le statistiche di Kindle sono imbattibili e integrano anche le copie cartacee. Quasi istantanee per gli ebook e aggiornate al momento della spedizione per le copie cartacee (quindi 1 o 2 giorni dopo la vendita). Alcuni segni mi lasciano presumere che ora, dopo aver attivato la pubblicazione cartacea da Kindle, Amazon voglia smaltire CreateSpace o almeno renderne meno agevole l'uso fuori dagli USA (dove l'ordinazione di copie cartacee da parte degli autori è meno diffusa perché penalizzata dai costi di spedizione). Quando esiste una versione cartacea pubblicata con Kindle (con il suo ISBN), la versione CreateSpace (con un altro ISBN) viene "nascosta" dalle ricerche su amazon.it. Ho fatto l'esperimento con un libro che ho in A5 su CreateSpace e in formato tascabile su Kindle. Il portale di amazon.it mi dice che ho 3 edizioni, ma me ne fa vedere solo due (Kindle ebook e Kindle carta). l'Helpdesk di Amazon mi ha confermato che è voluto e che la versione di CreateSpace si trova solo digitando il suo ISBN (cosa che non farà quasi nessuno). Uno svantaggio di Kindle rispetto a CreateSpace è l'impossibilità di ordinare copie a prezzo di costo. Non ho mai chiesto direttamente all'helpdesk, ma non ho trovato la minima funzione per farlo. Qualcuno l'ha per caso scoperta? Senza questa funzione, per disporre di una copia cartacea, si devono comprare i propri libri su Amazon a prezzo pieno. Alla fin fine nel mio caso non è essenziale perché le copie cartacee quasi non mi servono. Promuovo solo quello che vendo su Amazon e la carta arriva appena al 2% delle vendite totali. Il rapporto è sempre lo stesso da tre anni a questa parte. La cosa mi ha sempre lasciato perplesso, perché in tutte le promozioni ho sempre presentato i due link di Amazon (carta ed ebook). Addirittura, nei primi due anni presentavo sempre il link cartaceo (per la copertina più bella) e nell'ultimo anno mi sono adeguato e promuovo solo il link dell'ebook. Neanche a farlo apposta, il rapporto fra carta ed ebook è rimasto sempre lo stesso. Forse qui arriviamo al limite dell'oggetto della discussione, ma mi piacerebbe sapere se qualcuno ha un'esperienza diversa?
  13. Vicki Satlow

    @blackdalia Una piccola correzione: l'indirizzo è: info@vickisatlow.com
  14. Ceccacci literary agency

    @darkap Non posso che condividere. 18 marzo 2017 - 7 novembre 2017 Sembrerà breve, ma questo è il tempo necessario a questa AAP per NON rispondere a un rispettoso mail di richiesta di informazioni (nemmeno di lettura) da parte di un autore già pubblicato. Il contesto è diverso, ma il giudizio che ne ho tratto identico, forse anche più negativo . Nella sezione "Confronto di opinioni sulla metodologia operativa delle agenzie" (11 agosto) ho raccontato la mia esperienza e le conclusioni a cui sono arrivato. Per carità, non tutte le agenzie si comportano così e rimango dell'opinione che l'agente sia il migliore sostegno per un autore, ma il comportamento di alcune supera i limiti della decenza. Nel caso preciso di questa sezione, mi unisco al tuo suggerimento e al tuo augurio per questo forum, convinto che prima o poi riusciremo a separare il grano dal loglio .
  15. A spasso con Bob, James Bowen

    Direi proprio il contrario. Esisti dal momento in cui qualcuno ti sta a cuore Mia interpretazione volutamente positiva dell'improvvisa visibilitä di James.
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