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Nerio

Supercritico
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Nerio ha vinto il 30 aprile 2018

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2.342 Più unico che raro

Su Nerio

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    Architetto del Caos
  • Compleanno 01/09/1981

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  • Provenienza
    Bologna
  • Interessi
    Imparare a vivere senza morire

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  1. Nerio

    Questioni di coscienza

    Ecco un racconto divertente che riesce a trasmettere buon umore e un indubbio messaggio critico, senza pretese ma nemmeno senza sale. Interessante la scelta del punto di vista di una professoressa di supporto e ancora di più l'io narrante che agisce direttamente da dentro i pensieri della protagonista. Interessante il secondo livello di lettura che contrappone precaria-acculturata contro il ragazzino benestante-ignorante, con quell'unico punto di incontro che è proprio l'apprendimento e la cultura. Il personaggio di Francesco tuttavia è appena accennata, quasi uno schizzo caratteriale (un misto di arroganza e insicurezza, ma con speranzosi lampi di umanità). La narrazione è piuttosto diretta e illustra la scena senza grossi preamboli e conduce noi lettori piacevolmente dentro alla vicenda e poi, altrettanto bruscamente, si conclude. Voglio credere che questa scelta di mostrare solo una breve parantesi delle 'avventure' di una professoressa sia solo dettato dallo scarso spazio ammesso in Officina per i racconti, perché (ho l'ardire di pensare) il contenuto da sviscerare sarebbe ancora lungo e tortuoso. Ad esempio. Ci sarebbe da approfondire il quadro dei rapporti sociali fra nuovi poveri e nuovi ricchi, l'idea che ormai le consuete definizioni di classe siano ampiamente superate: appoggiarsi alla spiegazione della storia del secolo scorso come giustificazione narrativa, sarebbe assolutamente funzionale e semplicemente geniale. Potresti giocare ancora di più sul contrasto caratteriale fra i due protagonisti: la prof e il ragazzino. Lavorando un po' sulle differenze, potrebbe scaturire un bel quadretto teatrale: facendoli confrontare entrambi con il futuro, da lei potremmo evincere il disagio della 'generazione 0' e da lui il superamento della disillusione cinica dei 'millennials', con quella che sembra essere l'ennesima generazione 'contro'. Potresti parlare di tutto e di più. E se lo facessi conservando la freschezza ilare di uno stile scanzonato e franco, avresti l'occasione di fare centro. Una bellissima storia di generazioni a confronto. Un po' come 'i vecchi e i giovani' di Pirandello, ma senza disagio. E senza l'alienazione. E senza il dramma... Ok, NON come 'i vecchi e i giovani' allora… Piaciutissimo. Non ti segnalo refusi perché già rintracciati da altri, a parte (se vogliamo) quello di non aver sfruttato a pieno tutto il potenziale di questa storia. Alla prossima.
  2. Nerio

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    Assolutamente si! Non esiste una cosa più democratica e universale della lettura: se un testo non ti piace, non ti piace. Punto. Ruolo o non, lo scrittore è sempre nudo davanti a quel potere del lettore. Quindi, fai del tuo peggio Adoro le critiche Grazie per le segnalazioni sul testo: sempre utilissime. Purtroppo i refusi sono una parte fondamentale del mio 'lavoro' Nel senso che scrivo sempre la sera tardi e di conseguenza la mia attenzione risulta spesso bassa. L'uso dei cancelletti voleva essere un tentativo di rendere universale l'identificazione di genere del lettore. Anziché tuO o tuA, meglio definire un generico tu# Credo a questo punto però che sarebbe stato meno straniante scrivere tuo/a... Grazie per la lettura e le parole che hai speso per revisionarlo In generale l'horror è una mia vecchia fiamma, ma tento di andare anche oltre. In realtà nemmeno io ho letto nulla di tuo, ma cercherò di recuperare! grazie e a presto
  3. Nerio

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    touchè! Come al solito mi fai un onore enorme con i tuoi commenti, sempre dettagliati e (a loro volta!) belli da leggere. Grazie di cuore. SI, lo ammetto: sono un bastardo che si diverte a giocare con le emozioni del lettore. Ma del resto è anche questo che mi piace gli autori facciano con me, quando leggo. E in generale, mi piace pensare che l'atto di leggere è tutt'altro che innocuo. Perché in un modo o nell'altro alter ala tua coscienza, introducendo qualcosa da fuori. Come ho scritto anche a Camp, mi sono messo una mano sulla coscienza ed ho evitato di fare cose troppo spaventose. Per ora, almeno Grazie ancora per la lettura e l'apprezzamento. Ti voglio bene E per dimostrati il mio affetto ti lascerò per ultimo
  4. Nerio

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    @Adelaide J. Pellitteri grazie per la lettura e gli appunti (preziosissimi). devo purtroppo sfatare un mito: i refusi sono miei La verità che scrivo solo di notte e pubblico di conseguenza in orari notturni (prima non ho tempo ). L'idea era quella di descrivere un'entità non meglio identificata che si 'trasmetta' come un virus mentale, contagiando di volta in volta 'prede' nuove. Il processo descritto è parte stessa del mezzo di contagio. troppo arzigogolato?! Grazie per la lettura e ancora di più per aver corretto i refusi @camparino musica?! Quale musica? LOL. Perdona Camp, ma sono troppo legato a questi trucchetti teatrali… pensa che all'inizio avevo pensato di far sentire un suono ringhiante… poi mi sono messo una mano sulla coscienza e ho evitato Grazie per la lettura e per le osservazioni. L'horror è il mio ambiente e ogni tanto mi diverto a tornarci.
  5. Nerio

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    commento Succederà in un giorno qualunque, senza alcun preavviso. Ti sembrerà di udire un suono sommesso, lontano, come una specie di fischio ovattato. Che tu sia in casa o in uno spazio aperto, sopreso in una delle tante piccolezze della vita quotidiana o in relax, durerà solo pochi secondi: il tempo di rendertene conto e di cercare l’origine del suono. Per quanto ti impegnerai a guardarti attorno non troverai nulla e alla fine lascerai perdere. Certamente darai la colpa ad un’impressione, nient’altro che un errore dei tuoi sensi. Quante volta capita di ingannarsi e di credere di sentire qualcosa che non c’è? Così te ne dimenticherai e tornerai alla tua solita vita. Ma da quella volta comincerai a provare una crescente inquietudine, soprattutto quando la sera rimarrai da sol#. Non ti riuscirà di spiegare questo sentimento, se non dopo alcuni giorni, quando in modo confuso e graduale, ammetterai di soffrire di un curioso disturbo alla vista. Perchè da quel giorno una piccola sfocatura si sarà formata ad un lato del tuo campo visivo. Come un’ombra leggera oppure un velo tremulo di foschia. L’impressione sarà quella di vedere qualcosa con la coda dell’occhio, qualcosa che ad ogni tentativo di metterla a fuoco si rivelerà inconsistente. Per quanto fastidioso, forse darai ancora la colpa ad un errore dei sensni. Stress, stanchezza o un riflesso della luce. Non importa quello che ti dirai per tranquillizzarti: l’ombra crescerà gradualmente, lenta ma inesorabile. Contemporaneamente tornerà il suono, più nitido e vicino. Un fischio sommesso, come d’aria attraverso una stretta fessura. Forse questa volta non giustificherai la cosa come un’illusione, specie se oltre al fischio ti riuscirà di distinguere quell’altro suono. Un rumore umido, come di una gola viscida che inghiotta avidamente. Forse qualche medico saprà offrirti una diagnosi confortante: ‘psicosi da stress’, ‘suggestione nervosa’ o ‘acufene psicosomatica’ e con qualche goccia di tranquillante in corpo ti riuscirà di dormire. La cosa più snervante sarà il non poterne parlare: nessuno oltre a te sarà in grado di vederla e percepirla. È solo un impulso nervoso – ti dirai – tutta colpa delle ore che passi davanti a uno schermo. Magari ci crederai abbastanza da cambiare vita: zero tecnologia, zero stress e finalmente quella vacanza che da tempo progettavi di fare. A questo punto forse ti sarà diventato impossibile tollerare la solitudine. Ti circonderai di persone, uscirai: qualunque cosa pur di non essere solo con quella cosa davanti ai tuoi occhi. Poi si verificheranno i primi incidenti. E semtterai di illuderti. Una notte ti sveglerai di colpo con l’alienante sensazione di qualcosa che ti alita sul viso. Il fischio, il gorgoglio e il calore umido di un fiato acre, disgustoso, a pochi centimetri dal tuo naso. Urlerai, certamente. Ma prima che tu riesca ad accendere la luce, ai tuoi occhi spalancati dal terrore sembrerà di scorgere una sagoma enorme, sospesa sul tuo petto. Una cosa fumosa ed evanescente. Impossibile dirti come ti apparirà: forse un corpo vermiforme e dotato di innumerevoli appendici. Forse un profilo ferino, dotato di zampe sproporzionate e di una bocca frastagliata, affollata di zanne irregolari. Forse una copia di te stesso, ridotto in un cadavere ghignante e bluastro. La visione durerà solo pochi secondi. Il terrore invece ti accompagnerà fino alla fine. Perchè da quel momento nessuna droga, nessun tranquillante potranno liberarti dall’idea che possa tornare a stendersi sul tuo petto, mentre dormi. L’insonnia sarà inevitabile e con essa si intensificheranno le allucinazioni. No, non le allucinazioni: le visioni. E in uno stato di terrore costante, con l’angoscia di quell’ombra che cresce dentro i tuoi occhi, finalmente capirai che cos’è quel suono: un ringhio soffocato, beffardo. Quello sarà il momento in cui cercarai aiuto. Scoprirai di aver vissuto fino a quel momento con un’idea del tutto artefatta di te stess#. Nel corso della tua vita avrai certamente finito per riconoscerti delle qualità, delle risorse umane di cui andare, se non proprio orgoglios#, certamente fier#. Solo per scoprire amaramente, quanto sia inutile ogni cosa, davanti alla certezza di non avere scampo e di approssimarti inevitabilmente all’orrore. Non voglio illuderti: farai di tutto pur di non cedere all’incubo. Scenderai qualunque gradino della dignità e del decoro... userai tutti: amici, amanti, parenti e persino sconosciuti. Chiunque andrà bene, pur di non essere sol#. Proverai di tutto: scienza medica e dottrine metafisiche. Ipnosi. Psicanalisi. Cliniche psichiatriche. Motagne di farmaci. Yoga e meditazione. Riti di purificazione. Preghiere. Esorcismi. Maghi, stregoni, santoni, spiritisti e ciarlatani di ogni tipo. Non importa la fede che avrai avuto prima di allora: proverai letteralmente qualunque cosa. Tutto inutile. Perchè sappi da ora, che maggiore è la tua paura e più grande è la sua forza. Dopo al massimo quaranta giorni non ce la farai più. La mancanza di sonno ti avrà trasformato in un verme pallido, solcato da macchie nere e cicatrici screpolate. Il tuo viso devastato dai graffi auto inflitti, la testa spogliata dai capelli. Allo specchio riderai e paingerai, non riconoscendo l’escrescenza tremante che una volta era il tuo viso. Allora. Solo allora (e non prima), quando ogni residuo di sanità e di forza morale ti avranno abbandonato, che lui apparirà, sgusciando vuori dal campo periferico, per mostrarsi in tutta la sua sconvolgente mostruosità. Non c’è modo di descriverlo. Vorrei poterti preparare, ma- Una mente sana non sarebbe in grado di concepirlo. Devi capire che quella cosa si muove nel buio della coscienza. Quella cosa è buio. Il risultato di tutta la corruzione del mondo. Grondante, eppure compatto. Oscenamente perfetto. Un diamente di putrefazione, la corruzione primordiale. Il vortice che gorgoglia e ringhi a e trema alla fine dell’abisso. Allo stesso modo non posso prepararti all’orrore della sua voce. Quando la sua bocca si aprirà e in mezzo ai fischi, ai ringi e ai gorgolii distinguerai le parole. Dio mio. E nella nebbia ostile di quei suoi globi fumosi, distinguerai un luccichio di malizia. Una cosa che potrebbe essere definita ‘gioia malvagia’, se solo certe entità fossero in grado di provare emozioni. Parlerà e tu ascolterai. Non durerà molto, ma a te sembrerà un’eternità di orrori. Un vortice dove l’anima precipità, sbiciolandosi. E gli ubbidirai. O si. SI SI SI. Farai esattamente quello che chiede: non è fisicamente possibile, per un essere umano, opporsi a qualcosa di più antico della sua stesa razza. E lo farai: prenderai un foglio vuoto oppure una pagina web. Aprirai un post su un social o un topic su di un forum e scriverai quello che ti dice. Questa storia. La pubblicherai e la affiderai al mondo, alla prossima vittima ignara che la raccoglierà e la leggerà, scettica e incredula come solo una bestia ignara può essere. Come una volta lo eri anche tu, prima di leggere una storia simile, su di una pagina web simile. E fra tutte le migliaia di menti attraversate da quel messaggio, lui ne sceglierà una. Perchè lui fa così. Dalle prime immagini tracciate sui muri delle grotte, fino all’Urlo di Munch o il Guernica di Picasso: deve avere sempre un mezzo per trasmettersi e un ospite da infestare. Dall’inizio della storia e per tutti i secoli a venire. In una parola: l’orrore. E finalmente, dopo aver concluso la tua storia e averla affidata al mondo, solo dopo averlo fatto, lui verrà per te
  6. Nerio

    [Natale 2018-1 fuori concorso] Il proposito di Natale

    Ciao @nemesis74 e ben ritrovato! Qualche segnalazione: via la virgola. credo suoni meglio l'indeterminato 'un' ancora il termine 'quel' per qualcosa di abbastanza generico. normalmente sono favorevole alla contaminazione linguistica, ma devo dire che qin questo caso il termine tecnico 'loop' mi suona fuori luogo. Va bene la meccanica, ma il termine loop sa di interazione informatica, a mio avviso un po' troppo per un orologio. Suggerirei un 'movimento ipnotico'. ci vogliono i due punti al posto del punto semplice. Trovo che il pregio principale dal racconto sia il fatto di voler raccontare la storia 'dalla parte del cattivo', ovvero di rappresentare un anti-eroe dal punto di vista delle sue difficoltà e sfide quotidiane. Questa scelta è per certi versa difficile e delicata, dal momento che si deve scontrare con l'opinione morale del lettore, molto spesso opposta a quella del 'cattivo'. In realtà una scena simile ci è già stata presentata abilmente da scrittori come Poe, Bloch e King, prediligendo racconti in prima persona (come nel tuo caso) e un flusso di coscienza prepotente che getta i pensieri malati direttamente in faccia al lettore. Hai sposato queste decisioni e sei riuscito a delineare così i tratti salienti del classico assassino, lo psicopatico serial killer, ma ancora una volta hai cercato di mostrare la parte più accattivante per il lettore, mettendo in risalto i lati grotteschi, quasi tragicomici della sua vita da assassino. La scelta mi è sembrata azzeccata per l'occasione, proprio perché tenta di portare il lettore dalla parte 'del cattivo' e lo fa senza calcare troppo la mano. Qual è il problema, allora? In un certo senso, il non aver cercato di mostrare la 'vittima' che c'è nel carnefice. Mi spiego: un assassino è certamente un mostro, una creatura oscura che distrugge e annienta altri personaggi. Secondo questa definizione è impossibile (a meno che la sua morale sia deviata) che il lettore possa apprezzarlo o condividere catarticamente le sue emozioni. Non importa quanto vogliamo calarlo in un contesto svantaggiato, magari sottolineando le sue difficoltà di essere umano comune alle prese con bollette, affitti e scadenze varie: resterà sempre nella mente del lettore quella spessa linea di demarcazione che lo separerà dall'antieroe, ovvero quella mostruosa obiezione "ma quello ammazza le persone". C'è un unico modo per riuscire a condurre il lettore dall'altra parte, riuscendo così a creare un potente rovesciamento di morale: mostrare la vittima dentro l'assassino. Ovvero, mostrare quanto la vita dell'assassino sia un inferno e quale sia la motivazione (pseudo-razionale) alla base dei suoi gesti. In questo modo il lettore, anche non perdonando/accettando l'anti eroe, non potrebbe fare a meno di provare un briciolo di empatia nei suoi confronti. E questo (a livello di scrittura inquietante) sarebbe un grandissimo trionfo! il lettore sarebbe allo stesso livello delle turbe del folle e sarebbe costretto a domandarsi (inquietato) dove è il limite fra follia e sanita. Ecco, in questo tuo racconto hai mostrato la parte 'ordinaria', quasi 'da impiegato' dell'essere assassino. Manca comunque la su parte 'vittimistica'. Per carità: capisco la scelta e penso che ci stia. Non volevi buttarla sulla scena 'strappalacrime', ovvero 'assassino-cattivo-perché-bambino-vittima'. Tuttavia si sente che manca qualcosa... Avresti potuto (banalmente) mettere in bocca all'assassino la fatidica domanda 'perchè lo faccio?'. Oppure farlo tormentare sul senso dei suoi gesti e più in generale della morale (ottimo l'esempio della società barbarica che si contrappone con la morale distorta dell'assassino). Insomma: qualunque cosa che potesse avvicinare il lettore medio al suo disagio effettivo (qualcosa di più vicino del grottesco 'problema delle scarpe nuove sporche'. A parte questo, il testo scorre ed è sorprendentemente piacevole, nonostante la crudezza di certe scene. Ma soprattutto: ma che figata di prequel! Così dai tutto un altro significato all'idea dei tuoi amanti a distanza che non si incontrano mai! Lui la evita per non tentare il suo istinto assassino e tenerla così al sicuro. Ma che figata Bizzarro e sorprendente. A presto Le darei la mano per salutarla… ma vedo che ha già la sua
  7. Nerio

    Contrasti 2.0

    Commento riparatore pubblicato. Situazione normalizzata. Grazie per la collaborazione @EA_
  8. Nerio

    Contrasti 2.0

    Ciao @EA_ e grazie per aver condiviso questa poesia con noi. Purtroppo hai dimenticato di inserire nel topic anche il link ad un commento fatto da te ad un lavoro di un altro autore dell'Officina. Per ora sono costretto a chiudere la discussione. Per riaprirla, cortesemente effettua il commento e invia il link a me o ad un altro staffer per mezzo di messaggio privato. A disposizione.
  9. Nerio

    intrecciar legami

    Ciao @glor e grazie per aver condiviso la tua poesia in questa area del Forum, purtroppo ti sei dimenticato di inserire il link al commento che avresti dovuto fare prima di pubblicare. Ti invito a rileggere il regolamento per quello che riguarda l'inserimento delle poesie QUI Per riaprire questa discussione e permettere ai lettori di lasciarti dei commenti, ti invido a provvedere a eseguire un commento e a inviarlo a me o a qualcun altro dello STAFF via messaggio privato. A disposizione.
  10. Nerio

    Il gioco del "se fosse"

    Direi questo libro: Se fossi un suono notturno quale saresti?
  11. Potente e suggestivo, questo racconto mi ha conquistato con l'onestà dei toni e la bellezza del testo, a tratti quasi poetico. Avete fatto un ottimo lavoro a riprendere i personaggi dei vostri racconti precedenti e a raccoglierli in questa scena a dir poco lynchiana... Solo un appunto Questo periodo mi sembra decisamente troppo lungo. Suggerirei di rivedere la punteggiatura e spezzare con qualche punto in più. Racconto stupendo Molto apprezzato
  12. Nerio

    [Natale 2018-3] Doni dolenti

    Aaah! I bambini! Le specie animali più letali al mondo! E niente… giusto, spietato prequel della fortunatissima serie di racconti fantastico-demenziale che avete inaugurato. Care @lean e @_Mari_, lasciatevi che vi faccia i complimenti per il genere e per il modo con cui avete sviluppato l'idea. Dal momento che con questa storia il vostro arco narrativo si può dire concluso, è tempo di bilanci: Ci proponete un'idea di fantasy urbano, ovvero di mondo fantastico magico (elfi, animali parlanti e magia) precipitato nella vita di tutti i giorni e lo fate con relativa semplicità, senza ammorbare il lettore di spiegazioni. Certo: fate abbondantemente affidamento sulle immagini pop comuni (ovvero per quegli assunti della nostra cultura che potete dare per scontati), ma lo stesso il risultato è davvero efficace nella sua semplicità. Il fantasy infatti, ha un effetto ancora più efficace quando associato ad ambientazioni 'possibili', dunque vocine alla vita di tutti i giorni e il fantasy urbano si codifica come un buon connubio di fantasia magica e realismo quotidiano. I personaggi che proponete si confermano perfettamente funzionanti! Un ottimo duo comico che tuttavia delinea dei comportamenti 'articolati' e tutt'altro che semplici. Battute irresistibili e registri linguistici da fumetto, rendono Maddy e Janny due discole dal grande potenziale comico. Ecco, dovendo indicare un elemento in particolare per identificare la chiave del successo di questo racconto, io scelgo esplicitamente i vostri personaggi, perché complementari e piuttosto realisitici, nella loro semplice follia. Anche se non lo date a vedere, credo ci siano vari messaggi di un certo spessore nella vostra storia. Sembrerebbe, ad una prima analisi, che la storiella sia una simpatica burla da ridere, uno sfottò per 'babbo natale' o eventuali facezie natalizie, invece il genere stesso della storia è ideato sulla falsa riga di un a crescita psicologica e fisica (M&J che da bambine crescono allo stato di adulto nervoso e insoddisfatto. Età delicata e, tuttavia carica di significato e aspettativa. Voi riuscite a collocare la storia a metà fra la maturità e l'infanzia (prolungando difatti l'infantilismo di Maddy e la sua ossessione per catturare Babbo Natale. Questi sono i motivi per cui la storia mi è piaciuta e mi ha fatto sorridere. Non credo si possa (=io non posso) parlare di difetti e di debolezze da invigorire ; il risulatto mi è sembrato piacevole e davvero efficace. Alla prossima Q!
  13. Nerio

    [Natale 2018-3] Il colore della neve

    Ecco un bel racconto, scritto con un linguaggio e un tono assolutamente squisiti, che riesce a dire molto senza per altro affrontare nulla di preciso. In questo racconto introspettivo percepiamo finalmente il cosiddetto 'background' familiare di Aaron, protagonista degli altri due racconti e che in qualche misura ci fa intendere l'oscura nuvola di emozioni negative dietro il suo insensato gesto di violenza. La cosa bella di questo racconto è che riesce a spiegare meglio il contesto, senza però svelare il mistero. Non sappiamo ancora (!) esattamente cosa sia successo in quella mattina fatidica dove il piccolo Aaron maturò il suo mostruoso intento di 'vendetta' contro il Natale. Intuiamo certamente le ombre della violenza, il conflitto fratricida, ma lo stesso ogni cosa è avvolta in un denso alone di mistero. Sapete che c'è? A me piace molto di più così. Bisogna pur conquistarlo questo signor lettore. Non dargli quello che vuole, tutto e subito, ma sedurlo lentamente... Perfettamente in sintonia con questa idea, questo vostro racconto ha l'abilità narrativa di lasciar intendere, senza però svelare niente. Oltre ciò, il livello linguistico del testo è assolutamente sublime, stupendamente poetico. Apprezzabilissimi i richiami al cacao e alla cella Braverrimi
  14. Nerio

    Storni

    Addio Nanni. Buon viaggio
  15. Nerio

    Staffetta di Natale 2018 - Terza Tappa

    Ora le malelingue diranno che questa storia non è vera, ma io e il mio socio di barba @Snowfall possiamo assicurarvi che è tutto verOMMIODDIO UNA RENNA IN MEZZO ALLA STRADA! Squadra: Super Beard Bross (Snowfall & Nerio)
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