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Nerio

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2.367 Più unico che raro

Su Nerio

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    Architetto del Caos
  • Compleanno 01/09/1981

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Bologna
  • Interessi
    Imparare a vivere senza morire

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11.554 visite nel profilo
  1. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Carissimo Luca In realtà il problema non si pone: se non ti senti sicuro di quale sia il tema corretto, esprimili tutti e tre. A mio avviso credo che "sfida" sia quello più universale, logicamente parlando: una sfida di per sé deve prevedere la possibilità della sconfitta e l'affronto di una certa difficoltà (da cui "sacrificio"). Inoltre la vittoria può essere conseguita certamente grazie alla propria "volontà". Spero di esserti stato utile a fumare il dubbio
  2. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Ciao M. T. Dal momento che le tracce sono da intendersi nella loro accezione generale, direi che "soldato" o "soldati" è indifferente. Sentiti libero di usare il plurale o il singolare per il tuo concept
  3. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Assolutamente si. Vado a modificare
  4. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Weeee chi si rivede Dunque... Per il concetto di sfida vanno bene entrambe le interpretazioni. Per il concetto di montagna vanno bene entrambi i punti, ma vale quanto ho scritto anche prima a Angelarosa : deve avere un ruolo importante nella storia. Ovvero: va bene che si tratti della semplice ambientazione, ma deve avere un ruolo fondamentalmente con lo svolgimento della storia. Esempio banale : il protagonista DEVE attraversare un passo di montagna dove so confronterà con le sue debolezze/traumi passati, cosa che diversamente non sarebbe potuto succedere (tipo se fosse andato in città o al mare ecc...). Insomma: dagli un senso rilevante. A presto
  5. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Cara @Angelarosa Hai libertà di scelta. È sufficiente che la montagna abbia un ruolo centrale nella narrazione. Puoi intenderla in senso fisico (un ostacolo ambientale) o anche morale (un limite insopportabile). Puoi far riferimento ad una montagna in particolare o inventarla a tuo piacimento. Usa la tua creatività
  6. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Scusate il ritardo nel rispondere ai vostri dubbi. Sta volta è colpa di fastweb che mi ha lasciato a piedi per un giorno... 1. Può intendersi anche in senso metaforico, purché tale figurazione sia esplicita (ovvero DEVE essere CHIARO chi o cosa è il lupo e perché) ; 2.assolutamente di qualunque l'abitudine, purché sia evidente lo scontro dell'uomo con quest'ultima e la conseguente difficoltà nel sopravvivervi; 3.entrambe le interpretazioni vanno bene, purché il sacrificio abbia un ruolo centrale 4.altrove è da intendere nel senso più ampio del termine. Più in generale è l'idea di un ambiente profondamente diverso dalla consuetudine e dalla cosiddetta 'normalità' 5.il futuro significa letteralmente la proiezione verso un tempo a venire, per cui si, è possibile intendere io genere sci-fi, purché però la preoccupazione per il futuro abbia un ruolo centrale nella storia 6.42 A presto
  7. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    Ciao @bwv582 In realtà il tema dell'amicizia deve avere un ruolo centrale. Diversamente, se fosse solo background, come scrivi tu, sarebbe giusto il pretesto per la storia (il che non andrebbe bene). Ciò detto spero vivamente che troverai l'espediente per partecipare al concorso, pur mantenendo fede al 'tema. A presto!
  8. Nerio

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    "Sette anni in Tibet" di Harrier Le parole sono: Montagna, Sfida, Altrove (inteso come luogo distante fisicamente e/o culturalmente) e Amicizia Baci
  9. Nerio

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    33 minuti fa, simone volponi ha detto: La macchina è arrivata sana e salva Si, si... Tutto a posto
  10. Nerio

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Off Topic

    Terza tappa pubblicata Tanto affetto. E disagio come se piovesse
  11. Nerio

    Ferragosto d'inchiostro 2018 - Terza tappa

    (direttamente dai muri di un'afosa Bologna) Ah! L'estate! Quel momento dell'anno dove il sole e il tempo libero possono causare effetti collaterali indesiderati. Come ad esempio, nel mio caso, pensare... Ma ovviamente non siamo qui per parlare dei miei problemi mentali (per quello credo ci vorrebbe un forum a sé)... Con grande onore (e ritardo) passo a introdurre la tanto attesa terza tappa del contest dell'Estate, il Ferragosto d'inchiostro Ricordate però : In questa discussione potete esclusivamente: inserire i link ai vostri racconti; conoscere l'elenco dei racconti ammessi; conoscere la classifica finale e festeggiare il vincitore di tappa. Per chiacchiere, scherzi e domande sulle mie malattie mentali c'è l' Off Topic! Dunque, i tempi: Calendario della Terza Tappa Scrittura e inserimento dei racconti: 12 agosto - 1 settembre, ore 23:59 Votazione: 2 - 9 settembre, ore 23:59 Inoltre, tenete a mente le... Regole specifiche (dal Regolamento generale): Si può partecipare con un racconto per tappa. Il racconto deve contenere almeno uno dei temi proposti per il libro scelto, che deve essere parte integrante e importante del racconto. Se il racconto non tratta nemmeno uno dei temi proposti o lo fa solo in maniera superficiale, verrà escluso dalla gara (a discrezione dello Staff). Il racconto va postato nella sezione Contest Aperti, con la tag [FdI 2018-3]. Non mettete altri segni come parentesi tonde, per favore. Se non siete capaci di inserire le parentesi quadre, copiate da qui la tag e incollatela prima del titolo del vostro racconto. All'interno della discussione del vostro racconto, all'inizio, dovrete specificare il Titolo del libro scelto e il Tema (o i Temi) in esso contenuti. Dopo aver postato il racconto dovrete andare nella discussione che verrà aperta per ogni tappa e inserire il link al vostro testo, indicando anche Titolo del libro scelto e il Tema (o i Temi) in esso contenuti. Il limite per ogni racconto è di 8000 caratteri e va pubblicato secondo le solite regole dell'Officina (quindi previo commento e comprensivo di link al commento stesso). Chi non dovesse votare entro i limiti prestabiliti sarà escluso dalla gara. Altre penalità per infrazioni varie a totale discrezione dello Staff. Per qualsiasi dubbio sentitevi liberi di chiedere, ma tenete sempre a mente il Regolamento generale del Contest Libri e Temi proposti: Di seguito i quattro Libri di questa tappa, ognuno dei quali presenta 4 Temi principali. Dovete scegliere un solo Libro e almeno un Tema (ma nessuno vi vieta di inserirne due, tre o tutti e quattro nel racconto). Non è obbligatorio leggere il Libro scelto, ma potrebbe essere piacevole farlo (eeeddaaaaaaaiiii... Leggeteli ) Ed ecco le tracce: 1. QUI in versione PDF 2. 3. 4. A tutti quanti buon estate, buona scrittura e buon sogno Un abbraccio dal disagio estivo Ps. Vi sarete accorti del ritardo di questa traccia. Vi devo chiedere scusa per questo fatto, assolutamente mia colpa e non dell'organizzazione dello staff. Potrei addurre problemi tecnici o la consueta linea scadente (che qui da me è sempre messa male), ma la verità è che ho avuto dei problemi organizzativi personali. Di nuovo, mi dispiace per questo disguido: vedrò di controbbilanciare con la mia follia. Vi voglio bene
  12. Nerio

    Un uomo che muore di fame

    Carissimo @Kuno ormai sono quattro anni circa che ti 'conosco' o per lo meno che leggo i tuoi testi e credo di aver imparato a riconoscere il tuo topo letterario e la tua linea intellettuale. Come spesso ho detto, apprezzo molto la tua idea di deconcettualizzare e stravolgere luoghi e situazioni comuni per mostrare il lato grottesco e assurdo delle convenzioni sociali e linguistiche. A molti potrà sembrare una provocazione per piccolo-borghesi, ma io ci vedo il potere distruttivo dell'opera di Ionesco e Beckett: in un mondo dove le convenzioni sono diventate una religione, sfasciare la loro impalcatura equivale a lanciare una bella sassata contro i vetri di una chiesa. E' per questa ragione che davanti a questo testo ti faccio un plauso, ma anche un rimprovero. Plauso: quante volte siamo stati messi davanti alla provocazione della morte per inedia, ovvero davanti all'idea di 'morire dalla fame', come condizione iperbolica ('ho così fame da stare per morire') ma anche come termine di paragone moralizzante ('mangia il tuo pasto perché ci sono milioni di persone che muoiono di fame')! Da bambini ci sarà capitato un'infinità di volte, dico bene?! Oppure, anche oggi, ci può capitare di sentire la nostra situazione sociale nobilitata con l'osservazione che 'tutto sommato non muoio mica di fame'. Ecco: in questo racconto sei partito (io credo) da questa convenzione e ti sei ingegnato per renderla qualcosa di più di una mera astrazione linguistica. Hai immaginato una situazione assurda: un uomo talmente vittima delle convenzioni (non fare rumore, non dare scalpore, non chiedere aiuto per paura delle conseguenze sociali…) da porsi nella situazione di morire letteralmente di fame. Una bella provocazione nei confronti di quel sistema di regole di cui scrivevo poco prima. Secondo questa idea hai allestito la tua 'trappola' per il povero protagonista, inserendolo dentro la rete incrociata di convenzioni sociali inviolabili vs. limitazioni fisiche (porta rotta, dispensa vuota, supermercati lontani, ingorgo stradale). Una provocazione assurda ma efficace, proprio perché costringe il lettore a rivedere proprio quel luogo comune tanto abusato del 'morire di fame'. Rimprovero: perché la tua provocazione risulti veramente efficace e non una storiella ridicola per bambini, è necessario lavorare notevolmente con la credibilità pratica delle situazioni. Bisogna cioè che le condizioni a contorno che costringono il tuo protagonista a trovarsi in trappola, siano credibili. Diversamente la storia viene bollata automaticamente dal senso critico del lettore come un'esagerazione irrealizzabile, deviando la tua sassata concettuale lontano dalla vetrata della chiesa-convenzioni. In questa storia ci sono molti buchi nella credibilità delle condizioni. Ti segnalo solo alcuni, quelli più evidenti: (1) ma sul serio un uomo può essere così idiota da restare sette giorni chiuso al cesso senza fiatare, senza provare a chiedere aiuto, al punto di digiunare per tanto tempo? Sul serio: hai idea di cosa sia digiunare per sette giorni, Kuno? Il massimo a cui sono arrivato io è stato uno e posso garantirti che convenzioni o meno, al secondo giorno avrei mangiato anche la porta ; (2) ma poi davvero non proverebbe a forzarla prima questa benedetta porta? anche qui, la credibilità precipita; (3) ma davvero non ha nulla, nulla in casa? nemmeno per la colazione del giorno dopo? davvero difficile crederlo; (4) ma davvero non oserebbe chiedere aiuto a qualcuno, una volta uscito dalla sua prigione?; (5) e nemmeno un morso al panino della sconosciuta? Adesso… ragioniamo un attimo sull'effetto che vuoi ottenere da questa storia... Un uomo ha paura di violare le convenziono sociali ==> Avrà paura a chiedere aiuto, dare nell'occhio, mettersi in una situazione di 'torto sociale' Questo assunto può giustificare il punto (1) e (5), ma di sicuro non il punto (4): se sei malato/ferito, l'ambulanza la chiami. Non stai facendo del male a nessuno e nemmeno stai arrecando scompiglio. Dunque ragionerei sul rendere più credibile il fatto che non riesca a cimare un'ambulanza, magari mettendo in risalto un suo tentativo fallito di chiedere aiuto. Sempre ragionando su questo assunto, potresti escogitare qualcosa per risolvere anche la credibilità del punto (2): perché al posto della maniglia che si stacca non mettere invece una chiusura a tempo? Magari proprio del portone di casa? Immagina la seguente situazione: il tuo protagonista abita in una casa in affitto (quindi è plausibile che non la voglia rovinare) e in questa casa c'è un sistema di sicurezza che blocca automaticamente la porta. Magari questo sistema non funziona senza corrente elettrica (caso apparentemente assurdo, a ahimè possibile, specie in vecchi modelli si porte blindate) e guarda casa all'inizio della storia la corrente salta a causa di un guasto che si protrae per n giorni. Quando finalmente il guasto è riparato il tuo protagonista sarà libero dalla sua prigione e allora comincerà la seconda parte del suo dramma… Occhio che per essere veramente credibile dovrai tenere quegli n giorni ben al di sotto di sette (se consideriamo magari che il protagonista è anziano e affetto da diabete, anche un paio d'ore senza alimenti potrebbero essere letali). Cosa resta fuori? Il punto (5) che però potresti facilmente risolvere mettendo in evidenza come ormai sia troppo debole anche solo per parlare… Diversamente, se non volessi lavorare di credibilità, dovresti cambiare il registro linguistico e puntare sull'onirico surreale, rendendo tutta la storia più (come dire?!) astratta. Insomma: lavoraci perché così (a mio avviso) è al di sotto del tuo potenziale. Ora, il buon @bwv582 (alias Trunks del WD) ti aveva proposto per il premio WTF, ma io ho qualche remora legata proprio alle osservazioni fatte sopra. Vorrei sentire il tuo parere in merito prima di andare avanti con la candidatura al WTF. Nel frattempo ti saluto e incomunicabilmente ti abbraccio
  13. Nerio

    La luce della cantina

    commento Questo breve racconto horror è liberamente ispirato all'inquietante illustrazione sottostante di @Vincenzo87 ed è il prequel ideale de La casa del blasfemo (ovvero è ambientato nello stesso luogo, prima degli eventi del primo racconto). Dall'archivio telefonico di EnergyPlus Gas e Luce. Registrazione del 20/07/2017, ore 22:45 -Buona sera, EnergyPluss Gas&Luce, servizio assistenza clienti. Sono Francesco, come posso aiutarla? -Buona sera un cazzo, Francesco! Per la quarta sera di seguito sono senza elettricità! -Mi dispiace, signore. Se c'è un problema sulla rete io la posso aiutare da qui. Ma se c'è un guasto tecnico a casa sua, le dico già che dovrà aspettare domani mattina. Mi da il suo numero cliente, per favore? -Aspetta che sono al buio e non vedo quasi nulla! Dove ho messo quel documento?! Ah, ecco... posso leggere solo con luce del telefono, ma che diamine! Il codice é XXXXXXXXX. -bene,vediano... Enrico XXXXXXX, strada Statale 26, Vallepiana. Giusto?! -si, si... Sono io. Francesco, poche storie: sono quattro sere che resto al buio. Succede sempre intorno a questo orario. All’inizio le luci cominciano a tremolare, come per un calo di tensione. Il tremolio dura circa venti minuti e si acompagna spesso con un rumore, un ronzio basso e continuo. Poi, di colpo, la luce va via e resto al buio per tutta la notte. La prima volta che è capitato, tre giorni fa, mi è sembrato di sentire anche un forte colpo provenire da basso, da dove si trova la centralina. Le ultime due notti invece non ho sentito il colpo, ma giurerei che c’è qualcosa che non va nei cavi, perchè si sente qualcosa che si muove e sbatte dietro le pareti. Insomma: la situazione è disperata e se continua così cambio compagnia elettrica! -Mi dispiace molto per il disagio, signor Enrico. Allora... Secondo i nostri dati la sua utenza risulta in ordine: il servizio è erogato normalmente e non ho segnalazioni di guasti sulla rete di distribuzione. - Ah, bene! Allora spiegami com’è possibile che io sia al buio! - Temo che ci sia un guasto su- - No! Non mi dire che c’è un guasto in casa mia perchè mi incazzo. Sono due settimane che mi sono trasferito qui e fino a quando sono stato collegato ai generatori esterni non ho avuto problemi. Tieni presente che questa casa è davvero vecchia, Francesco. L’ho acquistata da poco e l’ho fatta ristrutturare da cima a fondo. Impianti elettrici, idraulici, tutto. Ho persino buttato giù qualche parete, qua e là. Fino a quattro giorni fa ero collegato ad un generatore esterno, perchè la rete lettrica non arrivava. Ho dovuto aspettare che la vostra società completasse gli allacci dalla rete più vicina. Per due settimane, prima di collegarmi a EnergyPlus, non ho avuto problemi. Il tecnico è già passato e ha controllato tutto più volte: in casa non ci sono guasti, quindi dovete essere per forza voi! Ma che cazzo! Ah... Di nuovo quel maledetto rumore! Che diamine! Lo senti questo fracasso, Francesco? -signor Enrico, mi dispiace ma io qui non sento nulla. -Ma certo! La luce non funziona ed è colpa mia. Si sente un ronzio insopportabile in casa e sono io che me lo immagino! Siete dei criminali, ecco cosa siete! -signor Enrico, le sto dicendo la verità: non sento nessun rumore. La telefonata è registrata, se non mi crede può fare reclamo alla EnergyPluss e... -Senti, Francesco... A me non frega niente di fare reclamo. Io voglio passare una serata in santa pace nella mia nuova casa. Senza rumori strani dalle pareti... e senza questa puzza disgustosa che sale dalla cantina. È chiedere troppo? -No, aspetti... Se c'è un problema con l’erogazione dell’energia, lo sistemiamo e se è colpa nostra, la rimborsiamo. Ma se sente dei rumori o degli odori poco gradevoli dalla cantina, non capisco cosa c'entriamo noi. -Cosa c'entrate? Te lo spiego subito: abbiamo fatto montare la centralina con i contatori in cantina. Ora non voglio puntare il dito contro nessuno, per carità, ma l'impianto è nuovo fiammante e secondo te la rete risulta in ordine. Quindi il problema dove sta, secondo te? -Capisco l’osservazione, signor Enrico. Vediamo... può descrivermi meglio cosa succede in questo momento? -Come ti ho già detto non c’è corrente. Poi c’è il rumore: una sorta di ronzio, basso e costante. I colpi nel muro invece sono casuali e possono durare qualche secondo oppure anche dei minuti interi. Infine l’odore... dalla cantina sale una puzza terribile, Francesco. Ora, a me non importa chi ha ragione, ma le coincidenze sono ben strane. Non è possibile che usando il generatore esterno non si sente puzza e non si sente questo suono insopportabile... Dio, ma davvero non lo senti, Francesco?! A me sembra di impazzire... -Mi dispiace molto, signor Enrico, ma io non sento nulla. E torno a ripeterglielo : se ha questi problemi di natura, ecco... Di natura non meglio identificata, noi non possiamo farci molto. -... -Signor Enrico? Mi sente?! -È successo di nuovo... L'ha sentito? Il colpo nel muro?! -Signor Enrico... non ho sentito nulla. Non voglio mancarle di rispetto, ma credo che lei abbia problemi con dei topi. Se la casa è vecchia forse quelle bestie avevano fatto la loro tana in cantina. Appena ha acceso il generatore si sono spaventati e sono cominciati a nascondersi nelle pareti. -Impossibile! I topi non fanno quei rumori. Questo è un’altra cosa... È come... Come se qualcosa spingesse dietro la parete per uscire. Si sente un colpo, poi il legno scricchiola e si piega. A tratti mi sembra addirittura di sentire un gemito: come ho già detto, magari sono i cavi che vibrano. Non è che state erogando una potenza eccessiva e l'impianto va in sovraccarico? -Guardi Enrico, non so più che dirle... Facciamo così: adesso provo a riavviare il servizio di erogazione. La luce se ne andrà... ma tanto non dovrebbe notare differenza. Dopo qualche secondo il servizio ripartirà e a quel punto sul display della centralina dovrebbero apparire dei dati tecnici sulla potenza erogata. Le chiedo perciò di andare in cantina e di controllare cosa appare sul display. -... Guarda Francesco, vorrei evitare di scendere in cantina al buio... Sei sicuro che non puoi recuperare questi dati dal tuo computer o qualcosa del genere? -No, mi dispiace... ho bisogno davvero che me li legga lei. -Ma porc... Va bene, va bene... ma se dopo questa non trovi una soluzione, giuro che annullo il contratto. -Mi dispiace... -Si, si... Ti dispiace, ti dispiace. Ma intanto sono io quello che sta nella merda. Ma porca puttana... non ho nemmeno una torcia! Dovrò usare questa maledetta luce del cellulare. Ah! Sono stato un idiota, ecco tutto. Avevo visto questa casa in mezzo al bosco, a pochi passi dalla provinciale. Bella, isolata e costava anche poco! Adesso capisco perchè... Ma che cazzo... Ecco, sto scendendo... Dio, che puzza! È una cosa insopportabile... Te lo giuro, Francesco, questo schifo si sente solo la sera, da quando abbiamo acceso il generatore. Cazzo... Ma lo senti il ronzio? Aspetta: avvicino il telefono a dove si sente più forte e dimmi... -Va bene... -... -Nulla. -... -signor Enrico, da qui non sento nulla, davvero. -...il bUIoOo... -ha detto qualcosa signor Enrico?! -L'hai sentito il ronzio?! -Signor Enrico, io non so più come dirglielo. Da qui non sento nulla... -Non è possibile, Francesco. È talmente forte che fa vibrare l'aria. -Ma da dove proviene? -Non lo so... Sembra venire dalla centralina elettrica. Anzi, no... Da dietro la parete. Qui una volta c'era una parete, una specie di tramezzo che abbiamo abbattuto con la ristrutturazione. -Per cortesia, può controllare gli allacci dietro alla centrale? -... -Signor Enrico, ha capito? -Si, ecco... in effetti mi pare che ci sia qualcosa di... di strano. -Di cosa si tratta? -Ecco... mi pare che qualcosa si sia infilato attorno all’allaccio della centralina. Una specie di lumaca, credo. È una cosa viscida, lucida e nera... hai presente quelle lumache lunghe, senza guscio? -Una limaccia, forse? -Che cazzo ne so di come si chiama... comunque si, quelle cose, le limacce. Solo che questa è bella lunga... Cristo, ma da dove arriva? Non vedo la fine di questa cosa... Francesco, che cazzo devo fare? -Signor Enrico, credo che debba chiamare un servizio di disinfestazione... -Ah! Gran bella idea, Francesco! Grazie! Alle undici passate di sera dove cazzo lo trovo un servizio di disinfestazione? -Scusi, ma non saprei cos’altro fare... al limite può provare a metterci del sale sopra: quelle cose di solito muiono se gli si mette sopra del sale marino. -Ok, proverò... vado a prendere del sale in cucina. -Aspetti, signor Enrico, facciamo il test prima. -No, no: aspetta tu! Prima mando via quella bestia schifosa e poi facciamo i tuoi test. -Come vuole... -Certo che facciamo co,me voglio io. E ci mancherebbe altro! Francesco, porta pazienza ma qui sono io la vittima... allora, eccolo quà il sale. Adesso vediamo se... Oh Cristo... I colpi! Li senti Francesco? -A dire il vero, adesso si. Mi pare di sentire un rumore sordo. Sta picchiando contro la porta? -Non sono io... e non è la porta: i colpi provengono da dietro la parete della cucina. Lo senti? Ti sembra che un topo possa fare questo? -Non so cosa pensare, signor Enrico. Ma non credo che i cavi c’entrino nulla. -E perchè non potrebbero essere i cavi elettrici, Francesco? -Perchè i cavi elettrici non si muovono da soli, signor Enrico. Qualunque cosa sia, sembra che sia in grado di colpire e graffiare… -Ah, gran bel suggerimento, Francesco... non mi stai aiutando un gran chè, scusa se te lo dico! -Signor Enrico... Sono un operatore della rete EnergyPlus, non un tecnico o un disinfestatore. Mi sto anche sforzando di restare il più cortese possibile, nonostante i suoi toni... -Si, si, va bene... Riprendiamo questo test così chiudiamo questa telefonata, dai. Sono tornato nella cantina... Dio santo, ancora questa puzza! Vediamo se questa stronza di una lumaca se ne va adesso... ah! Non ci posso credere! -Che cosa succede adesso? -Non c’è più! La lumaca, o limaccia... quella cosa, insomma, se n’è andata! Adesso però vedo un buco... Cazzo! Quella cosa ha lasciato un buco attraverso il metallo della centralina! -Mi scusi, signor Enrico, ma questo non è possibile! Un insetto non può bucare il metallo. È evidente che la centralina era difettosa e che il buco si è formato dopo! -Ma che cazzo! Com’è possibile? Eppure era in ordine, lo giuro... -Senta, andiamo avanti con il test. Lei si avvicini alla centralina e si tenga pronto. Adesso resetto il servizio: sul display appariranno dei numeri con delle lettere. Se gentilmente me li legge... -... - signor Enrico?! Mi ha sentito? -... -Pronto?! Pronto, mi sente? -...iL BUioooOooo gLI rESsssISTEEEEee... -Signor Enrico? Pronto? Ha detto qualcosa? -Francesco?! Ti sento... Che cosa devo fare allora?! -Per un attimo non la sentivo più... -Io invece ti sentivo benissimo, Francesco. Ti ho anche risposto. -Ma che strano... mi è sembrato di sentire un rumore di fondo. Una specie di bisbiglio... Va bene, procediamo. Allora, dicevo: ora faccio ripartire il servizio. Sulla centralina appariranno dei numeri e delle lettere. Gentilmente, me li dovrebbe leggere... -Va bene, procediamo. -Ok, fatto. La luce adesso verrà staccata e dopo pochi secondi verrà rierogata. Mi dice se è cambiato qualcosa? -Oh... Francesco! Finalmente! È tornata la luce! -Ottimo... a quanto pare un reset ha fatto ripartire la sua centralina. È probabile che ci sia un guasto tecnico. Dovrebbe farsela ricontrollare. Mi legge quello che c'è scritto sul display?! -... -signor Enrico?! Mi riceve, signor Enrico? (rumori soffocati, tramestii e grida) -signor Enrico! Che è successo? -... -signor Enrico?! -...il BuIIiOOoOOo abIIitAAa frAA leeEe DiiMenSSSioNiiiI... -Che cosa?! -... Cazzo! Cazzo! Francesco... c’è qualcosa qua sotto... -Che cosa sta successo? -(rumori confusi) Oddio, oddio... -Signor Enrico per favore si calmi, non la seguo. -Oddio, oddio... Come faccio? Se anche tu avessi visto... Ma che cazzo era? La sua pelle, i suoi occhi... Dio santo i suoi occhi! Chissà da quanto tempo era la dentro... -Per favore, signor Enrico, si calmi! Che cosa è successo? Che cosa ha visto? -(Disturbi telefonici) La luce è tornata di colpo. All’inizio non vedevo bene... dopo quel buio pesto, i miei occhi erano come accecati. Ma ho percepito lo stesso che non andava tutto bene... Nella parete, esattamente dietro la centralina, si muoveva qualcosa. Qualcosa di viscido e nero, proprio come la lumaca. Ma troppo lungo per essere un normale insetto (rumori confusi). C’era un buco nella parete, perciò ho pensato che quella bestia si fosse nascosta là. Mi sono avvicinato con il sale, per ammazzarla, ma l’apertura era molto più grande di quello che mi era sembrato. Così ho sbirciato dentro... all’inizio era troppo buio e l’intercapedine, dietro alla parete, era troppo sporca e angusta per vedere bene. Ma poi ho visto gli occhi... Dio santo! Francesco, quegli occhi! Erano grigi, freddi (disturbi sulla linea) come cadavere. Solo che questi erano vivi... e mi hanno visto, lo so! Quella cosa mi ha visto e il suo sguardo mi perseguiterà per sempre... -Signor Enrico... mi dispiace, ma non la seguo. Cos’ha visto esattamente? Era dunque un topo? -Ma quale topo! Mi prendi per un idiota? Te l’ho già detto che non può essere un topo. Quella cosa, non è un comune animale. Sembrava... oddio, non lo vorrei nemmeno pensare, ma sembrava umano (disturbi telefonici molto intensi). Aveva un viso e degli occhi umani... ma la sua pelle era grigia. E la sua bocca... Dio santissimo! Non aveva una labbra o una lingua, ma un groviglio di quelle cose... lunghe, nere, viscide... non sono limacce, ma tentacoli, Francesco! Ecco si, erano come tentacoli. Oddio... da quanto tempo sarà stato lì? Bloccato dal tramezzo, senza cibo, senza luce... poi la caduta del muro e la centralina elettrica... Adesso capisco perchè la luce salta: ha fame! Oddio, oddio... Francesco (disturbi sulla linea) per vaore, chiama la (disturbi). -Signor Enrico? -... -Signor Enrico? C’è ancora? Mi riesce a sentire? -... -Signor Enrico? Per favore, mi risponda! -... -Signor Enrico, se non mi risponde sarò costretto a deviare la chiamata al pronto intervento! Ha capito? - ...il BUUiioOOoOo creAAa AdeeEErEEeenzEEeee... -Ha detto qualcosa? Signor Enrico? -... -Pronto? Pronto? -... Conversazione conclusasi alle ore 23:17.
  14. Nerio

    Caro Giuseppe

    Buonasera carissima @Floriana Prendo: refuso. La virgola non mi sembra opportuna fra questi due periodi. Vedrei molto meglio i classici due punti esplicativi. 'sospiro per una fatica'. 'sulla sedia' Giusto: refuso. Semplificherei un po': Vorrei resettare. refuso: custodi. Refuso: dubito. Racconto interessante per almeno due ragioni, che ci tengo a farti presente subito (ancor prima di scendere nel dettaglio dell'analisi): prima di tutto perché ha le caratteristiche del racconto psicologico, ovvero del racconto-trasformazione della personalità. In questo caso, più che trasformazione, si tratta di rivelazione/confessione: la tua protagonista emerge gradualmente, in modo progressivo ma inesorabile, facendo scaturire dalla sua coscienza tutti gli elementi della storia. Il lettore è costretto a seguirti con attenzione, saltando come la protagonista da una riga all'altra della sua fantomatica lettera. Obbedendo alla necessità dell'esplorazione introspettiva, i contorni fisici del luogo e del tempo del racconto sfumano nell'astrazione e nell'inverosimiglianza: la stazione potrebbe essere semplicemente uno stato mentale, più che un luogo reale e il viaggio una mera astrazione. Questo rende il racconto surreale, quasi onirico ed è esattamente questa la seconda ragione per cui lo trovo interessante: viviamo in un'epoca dove la definizione e la comprensione della realtà è fortemente scientifica e razionalizzata. Siamo circondati da una tecnologica che invade spesso e volentieri il nostro campo visivo e ci dice esattamente cosa 'vediamo' e come dobbiamo 'interpretarlo'. Di fronte a questa tendenza inarrestabile, cosa può fare il poeta e l'artista, se non rintanarsi in quei poveri centimetri quadrati di irrazionalità che la scienza non è ancora riuscita a codificare? Per l'appunto, ecco quindi l'ultima frontiera dell'arte libera e caotica: il sogno, o meglio la meta-realtà. Se questo te lo scrive un tecnico di professione come me, allora credimi, vuol dire che il tuo testo ha proposto qualcosa di piacevolmente strano e sorprendente. Chiudo la parentesi sulle note che mi hanno colpito e passo a quella sulle cose per cui bacchettarti Primo: la narrazione mi sembra a tratti frettolosa, come se avessi avuto paura di non spiegare quello che ti premeva dirci. Forse qualcuno che ti dovesse leggere per la prima volta non condividerebbe questa opinione, ma sono un paio di anni che ti seguo in Poesia e Narrativa e ho imparato ad apprezzare e riconoscere il tuo stile poetico e raffinato. In questa testo mi pare che tu abbia scelto delle frasi di uso comune, quasi da 'parlato', quando avrei visto bene lo stesso stile poetico dei tuoi componimenti per una storia che tutto sommato è una metafora tradotta in prosa. Secondo: il passaggio fra testo della lettera a testo del narratore sono poco chiari. Mi sono trovato spesso nella situazione di leggere, fermarmi e poi rileggere ancora per capire se quello che leggevo era la lettera oppure il racconto del narratore. Suggerirei un semplice espediente per risolvere il problema: l'uso del corsivo per definire il testo della lettera. Terzo: non è chiaro esattamente quale sia il peso della colpa della protagonista. Ora, ti ho appena scritto che il bello di questo testo è proprio il tono sognante e surreale, il fatto di non riuscire a capire se quello che viene scritto sta veramente accadendo oppure se è tutto racchiuso nella testa della protagonista. Questo genere di 'sfumatura' va benissimo per presentare i contorni della storia, ovvero il luogo e il tempo, ma credo che, se adoperata anche per spiegare il dramma psicologico alla base, può risultare eccessiva e in definitiva troppo fumosa. Proprio perché scegli di seguire una linea onirica e irrazionale, credo che la definizione del sentimento catartico dovrebbe essere chiara e netta. Mi spiego con un esempio: se volessi narrare il viaggio mentale di un uomo tormentato dal senso di colpa per aver ucciso una persona, andrebbe bene descrivere la storia come un miscuglio caotico fra realtà e sogno, ma alla fine dovrei far capire chiaramente qual è la colpa e cosa effettivamente è successo. Ecco, in questo tuo racconto mi sfugge onestamente quale siano le ragioni per cui la protagonista chiede perdono. Cosa ha fatto di così deplorevole? Ha osato amare un uomo sposato? Ha osato immaginarsi al suo fianco e trasporre i suoi sentimenti di genitorialità verso i suoi figli? O forse è successo qualcosa di più di una mera astrazione amorosa e realmente la protagonista ha consumato un amore adultero? Non so: ho solo idee vaghe e confuse, sospese in un limbo di dubbi. Magari era questo l'effetto che desideravi ottenere, nel qual caso però vale quanto scritto sopra. Ovviamente non è che un'opinione personale, dettata dal mio personalissimo gusto: sentiti libera di ignorarla se la mia idea di narrazione onirico-psicologica non rispecchia le tue prerogative In definitiva: un racconto complesso e articolato, capace di incantare e colpire. Opportunamente perfezionato, avrebbe l'ardire di sfiorare la prosa poetica della Merini Faccelo un pensieruccio eh A rileggerci
  15. Nerio

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