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Nerio

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    Architetto del Caos
  • Compleanno 01/09/1981

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  • Provenienza
    Bologna
  • Interessi
    Imparare a vivere senza morire

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  1. Contest di Poesia - 8 Volte Donna

    8 VOLTE DONNA "La felicità è la poesia della donna " - H. De Balzac Era l'8 Marzo del 1917 e l'inverno si faceva ancora sentire a S. Pietroburgo, quando una folla oceanica invadeva le strade della capitale per rivendicare la fine della guerra e il profilarsi di una nuova epoca per l'Europa moderna. Sorprendentemente, quella folla non era guidata da ufficiali o da capi rivoluzionari, bensì da donne di tutte le età ed estrazioni sociali: operaie in tuta da lavoro, casalinghe in abiti comuni, studentesse in uniforme, vedove e nubili, giovani e vecchie. Semplicemente, le donne.Quello non era che uno dei tanti movimenti organizzati che, dal 28 Febbraio del 1909 negli Stati Uniti, aveva viste le donne di tutto il mondo impegnate nel riconoscimento dei propri diritti, fra i quali quello del suffragio universale. Da allora sono trascorsi più di 100 anni, eppure il valore di quella data e il senso di quella lotta, non hanno perso di significato... Come tributo verso il mondo femminile e in particolare verso quello letterario, quest'anno il folle progetto del Contest Poetico del Writer's Dream si tinge di giallo: III CONTEST DI POESIA DEL WRITER'S DREAM - "8 VOLTE DONNA" Dal 8 al 15 Marzo 2018 Il contest è aperto a tutti gli iscritti al forum ed è (ovviamente) del tutto gratuito. Per gli utenti il contest si apre giovedì 8 Marzo alle ore 12:00 e si conclude giovedì 15 Marzo; il 16 Marzo, i membri dello staff proclameranno la rosa dei finalisti e il vincitore. In dettaglio il regolamento: Prima fase - Pubblicazione (dal 8 al 11 Marzo 2018): Il giorno dell'apertura (giovedì 8 Marzo) verranno pubblicate le tracce del concorso, ovvero le 'linee guida' per la pubblicazione. Tali linee guida rappresentano delle tracce ideali che il poema dovrà seguire al fine di partecipare al contest. (Nota dello Staff: tali linee guida non rappresentano vincoli restrittivi, ma più dei motivi ispiratori dei poemi da pubblicare). Gli utenti avranno tempo da giovedì 8 Marzo 2018 (ore 12) a Domenica 11 Marzo 2018 (ore 24) per pubblicare le proprie poesie. Si può partecipare con una sola Poesia per utente, pubblicandola nell'apposito spazio dei 'Contest Aperti', facendo attenzione a inserire all'interno del titolo del poema il prefisso "[CP3]". Per pubblicare i poemi dovranno essere seguite le regole standard per la pubblicazione di un poema, ovvero queste regole (in sintesi: i partecipanti dovranno prima commentare il lavoro di un altro autore dentro al Writer's Dream e inserire il link a tale commento all'inizio del poema stesso); il mancato rispetto di tali regole comporta l'esclusione dal contest. Ogni lavoro pubblicato al di fuori del tempo dichiarato sarà escluso dal contest. Seconda fase - Votazione (dal 12 al 15 Marzo 2018): Conclusasi la prima fase, i membri dello staff passeranno ad analizzare i partecipanti e a verificare l'aderenza alle regole definite. Una volta dichiarate le ammissioni, i partecipanti avranno tempo fino alle ore 12 di Giovedì 15 Marzo per esprimere i propri voti nel topic di indizione. Ciascun partecipante avrà a disposizione 3 voti che potrà assegnare ai 3 componimenti che reputerà migliori. Le votazioni potranno essere espresse anche dai partecipanti i cui testi sono stati eliminati. Chi non esprimerà il suo voto nei tempi previsti verrà escluso dal contest. Ciascun voto assegnato conterà come 1 punto. Quando tutti i concorrenti avranno votato, verrà fatta la somma dei punteggi e sarà decretata la rosa dei finalisti; il numero di tali finalisti dipenderà dal numero dei partecipanti e sarà dichiarato dai membri dello staff al termine della seconda fase. Infine chi avrà raccolto più punti sarà dichiarato il vincitore del contest. Premiazione (16 Marzo 2018): Per la rosa dei finalisti sarà prodotta un'elaborazione grafica professionale che metta in risalto il proprio poema. Agli stessi finalisti sarà data inoltre la possibilità di mettere in risalto la propria opera nell'apposita sezione 'Poesia'. Al vincitore sarà inoltre assegnata la medaglia di vincitore, collegata alla firma del suo account. Ci auguriamo che partecipiate numerosi. Per dubbi o esternazioni di qualunque genere, potete fare uso di questa discussione. Il suddetto topic verrà mantenuto chiuso fino alle ore 12 del 8 Marzo, data ufficiale dell'apertura del Contest. Musica in background: Rapsodia#4 - Liszt
  2. I racconti della tredicesima luna - terzo ciclo

    Carissimi tutti, mi scuso per il protrarsi dell'attesa, ma la scelta (a mia discolpa) non è stata affatto facile. Mi permetto prima di tutto di far presente le menzioni speciali: Se giochi a scacchi non succede: uno spaccato di vita 'letteraria', amaro e maturo al punto giusto, ma con una conclusione positiva e di gran pregio narrativo. Stile scorrevole e ben studiato. Il coprifuoco: un racconto da accapponare la pelle, scabro ed essenziale. una storia che nella sua semplicità è emblematica e che spinge più di qualche riflessione nel lettore. Da leggere. L'ultima volta: pura poesia romantica, una storia che ha il sapore agrodolce dell'amore perduto. Stile fortemente poetico, degno di un componimento in versi. L'anima nella stufa: racconto/ricordo sognante che affascina e incanta, ma che (ahimè) ha il sapore dell'incompiuto. A parte (almeno così credo) il finale sospeso, uno dei migliori di questa tornata. Storia di capodanno: un racconto a dir poco lynchiano, piacevolmente contorto, disturbante e inquietante. Come per il noto regista visionario americano, o si amo o si odia il genere, comunque il segno lo lascia Non sparate sul pianista: a mio avviso il secondo posto sul podio lo dobbiamo dare a questo racconto che con molta leggerezza e apparente trascuratezza (solo un vago accenno) racconta del disagio di chi è diverso dal gruppo. La sera giusta: lo stile narrativo è una superba successione di indizi e di scene incalzanti, dove il lettore resta con il fiato sospeso, fino alla fine. Inatteso ma piacevole racconto gotico, nascosto da racconto drammatico moderno. Fotografami: un formidabile racconto umano che si insinua dentro al lettore con un disorientante ritmo da storia 'gialla'. Colpo di scena toccante e davvero ben servito. Da leggere e rileggere. Vado dunque a delineare il vincitore, ovvero Bertinoro/Las Vegas, andata e ritorno di @Roberto Ballardini La remora principale che ho incontrato nell'incoronarlo subito vincitore è stata dovuta al suo svolgimento che, senza negare la completezza del racconto, mi lasciava abbastanza in dubbio. Ovvero: la storia è gestita (con originalità e maestria) come un susseguirsi di sequenze narrative lapidarie, molto spesso ridotte ad una serie di battute, stile botte e risposta. L'effetto è simile a quello che nel cinema si ottiene con il 'montaggio analogico': lo spettatore/lettore arriva gradualmente a vedere/capire quello che l'autore vuole dirgli. Il limite di questa tecnica però è lo spazio: per gestire al meglio un metodo simile di narrazione è necessario disporre di molte pagine. Ridotto invece su di un racconto di max 10000 battute, ecco che la cosa diventa limitante (in questo caso, mi restava la vaga impressione che mancasse qualcosa). Tolto questo punto, non ho potuto fare a meno di riscontrare una maturità narrativa esemplare. Uno stile ben calibrato, né ridondante, né scabro. Garbatamente ironico, realistico e piacevole, nonostante lo spessore dei temi trattati. Di nuovo i miei complimenti, Roberto. La mia raccomandazione (se non l'hai già fatto) è di far diventare questo tuo racconto una creature completa, un romanzo breve o al limite una piccola serie di racconti. Complimentissimi
  3. Tu ed Io

    Situazione normalizzata. Topic riaperto. Grazie per la collaborazione @Wonder Wall
  4. I racconti della tredicesima luna - terzo ciclo

    Ok, adesso ho veramente paura... stavo scrivendo proprio ora la mia decisione, con motivazione annessa. @wyjkz31 smettila di sorvegliarmi Scherzi a parte: entro oggi pubblicherò i risultati. Grazie a tutti
  5. Tu ed Io

    Ciao @Wonder Wall e benvenuto in Poesia. Grazie per aver condiviso questo intenso componimento; purtroppo hai dimenticato di commentare un'altra opera della sezione Officina e di pubblicare il link nel corpo di questo topic. Ti segnalo il regolamento della sezione Poesia per maggiore chiarezza. Purtroppo devo chiudere questo topic; per riaprirlo sarà sufficiente che tu commenti un'altra opera nella sezione officina e che mandi quindi un messaggio privato a qualcuno dello staff per richiedere la riapertura. Fino ad allora sono costretto a tenerlo chiuso. A disposizione.
  6. Sirena

    Eudes poeta è un'esperienza che mi è capitata poche volte sotto gli occhi e per questo, quando capita, ha per me maggior valore Carissimo Eudes, ben ritrovato in poesia e grazie per aver postato qualcosa che appartiene al tuo passato poetico. Io un coraggio simile non ce l'avrrei: mai mi vedrete pubblicare cose giovanili (a costo della tortura). Anche perchè quella poca credibilità che mi resta addosso la perderei in un istante. Poesia catulliana nel sensno del tema amoroso, vissuto con ugual dose di odit e amo, ma che dal punto di vista dlelo stile mi fa pensare più ad una ballata o addirittura ad una canzone della cara vecchia tradizione di cantaurorato italiano. Bellissima apertura, ricca di anafore (in 'ci' e 'nto') e di rime musicali che invitano il lettore a cantare. Da questa prima e fulminea serie di versi suggerisci l'idea del canto amoroso come lamento, come richiamo per qualcosa che manca e che (ahimè) non viene donato da Cupido. Il topos è davvero ben noto alla nostra tradizione (musicale e poetica) e pertanto ti incammini su di un terreno difficile, nel sensno della tematica e dello stile. Dico questo per sottolineare come, da lettore medio italiano, partivo abbastanza prevenuto. A tuo merito, dico che lo svolgimento seguente mi ha piacevolmente interessato, se non proprio sorpreso. Fuoco e ghiaccio, calore e gelo. Stupendo passaggio che rimbalza fra la furia degli elementi basilari, simboli parlanti del mondo interiore del poeta. Mi permetto una sola osservazione stilistica, legata al terzo verso: "che scende giù lieve". Controllando la lunghezza degli altri versi abbiamo 14(sillabe) per il primo, 13 per il secondo, 6 per il terzo, 12 per il quarto e infine 12 per l'ultimo. Questa differenza si sente principalmente nella lettura cadenzata, creando un faticoso affettamento proprio sul terzo verso (lungo quasi la metà rispetto agli altri). Suggerirei di allungarlo quel tanto che basta per fargli prendere altre sei sillabe. Ad esempio: "che danza e vola, che scende giù lieve". Altro bel passaggio, giocato di nuovo con una dissonanza di elementi contrastanti. L'amata continua ad essere descritta nella sua brutale realtà di divoratrice e distruttrice d'affetto. Accosti così elementi apparentamenti ad aree sensoriali diverse (sogno/pugno, preda/sirena) per mettere a nudo una fredda realtà, sotto al nascondiglio dell'apparenza. Altro suggerimento (perdonami!) per una migliore assonanza ritmica: vedrei meglio "il movente" al posto de "l'istante". So che così il significato del verso sarebbe differente, ma non il senso del poema. Questo passaggio mi è risultato più criptico degli altri (credo volutamente), dal momento che il tono è fortemente allusivo e lasci fuori molti elementi chiarificatori. Di nuovo trovo la volontà di sperimentare e di ricreare la stessa musicalità che potremmo trovare in una ballata. Il tono è sempre dolente e i termini fortemente caratterizzati dalla passione amorosa (cuore, ardente, innocenza, incanto, carezza). Conclusione agrodolce, dettata forse dalla volontà e dall'arte del poeta, che riesce a dare bellezza a tutti gli eventi, anche quelli più dolorosi e difficili da spiegare. Ed è proprio ciò che connotava la sua crudeltà o volatilità, ad essere ora un elemento di apprezzamento e sorpresa: la donna amata, (da tutti), così irraggiungibile, scopre la sua vera bellezze nel suo essere inafferrabile. Stupendo il primo verso, dove con uno sforzo d'amore il poeta riesce a dire 'è proprio questo che rendi magia'. Proprio ciò che più lo struggeva e lo rendeva sofferente. Ammirevole e certamente matura, la conclusione dona all'intero poema quel qualcosa di diverso rispetto alle già dichiarate ballate musicali, di cui è facile accostamento. Perdona ancora l'ardire, ma non posso che notare una mancata rima al quarto verso. Da cui, suggerirei: nessuno hai amato, ma amata ti han tutti, tu venere amara, ti nascondi fra i flutti. Perdonami. Lo so che una poesia è una cosa personalissima e a maggior ragione una che è così vecchia da essere certamente cara alla memoria. Le mie sono osservazioni estetiche e ti prego quindi di considerarle come tali: un suggerimento al labor lime, a quell'attività che succede spesso dopo aver liberato il proprio sentimento con i versi. Nel complesso un poema acerbo che ha il pregio di essere musicale e di voler ricostruire con l'arte dei versi il travaglio di un amore difficile. Adesso per par condicio mi piacerebbe leggere uno dei tuoi componimenti più recenti A rileggerci, vero?!
  7. Nel cielo svelato

    E' difficile aggiungere maggior pregio ai commenti che ti hanno già fatto. Dico solo che da amante dell'ermetismo, trovo questo componimento esemplare, sia per semplicità formale che per profondità concettuale. Uso delle anafore stupendo, musicalità palpabile. Chapeau
  8. Eppure gridano

    Un gentile frammento di vissuto, denso di un ricordo ancor a vivo e vibrante. Leggo molta dolcezza, attorno ad un tema così doloroso come quello di un'assenza. Direbbe De Adnrè: "un'assenza apparecchiata per cena" Ancora una volta confermi la tua abilità di descrivere abissi emotivi con poche, pochissime parole. Dolcemente triste, ma mai arresa. Brava @Sira
  9. Contest di Natale 2017 - Scrittopoli - Finali

    the feeling...
  10. Salve a tutti

    Benvenuto Hunter! Spero che qui troverai ciò che stai cercando Per quello che riguarda la possibilità di pubblicizzare il tuo lavoro, ti consiglio di dare un'occhiata alle regole per autopromuovere i tuoi lavori nella nostra area libri. ...
  11. Arco di curva

    Situazione normalizzata, topic riaperto. Commento Grazie per la gentile collaborazione @Nightafter
  12. Arco di curva

    @Nightafter mi dispiace ma devo chiudere questo topic perché manca il link ad un altro lavoro dell'officina. Temo ti sia sfuggito questo punto del nostro regolamento : al fine di pubblicare un proprio lavoro in officina bisogna prima commentare un racconto/frammento/poesia di un altro utente. Il link al commento deve quindi essere inserito nella pagina dove si pubblica il proprio lavoro. Cortesemente, per poter riaprire questo topic, commenta il lavoro di qualcun altro e contatta in privato qualcuno dello staff: provvederemo prontamente a riaprire questa discussione. A disposizione per chiarimenti.
  13. Infimito

    @Cantò sono stato costretto a chiudere questo topic per commento insufficiente, oltre al fatto che hai pubblicato anche un altro topic senza commento. E anche aver già una poesia chiusa in questa sezione. Sei libero di pubblicare tutte le gogliardate che ti pare, a patto che rispetti il regolamento, ma soprattutto gli altri utenti. Per ogni dubbio puoi contattarmi in privato. Buona serata
  14. Per primo ricordo mio padre

    Semplicemente toccante. Una poesia che si legge con la stessa facilità di come si potrebbe leggere una cronaca, ma che in secondo luogo, in fase di 'rilettura', spalanca abissi emotivi da capogiro. Caro Jonny P, che si tratti di esperienza autobiografica o meno (per quanto si dice chè ogni esperienza scritta è di per sè stessa autobiografica), il risultato è quello di leggere un pezzo di anima del poeta. E non posso che sorprendermi per la bellezza e l'umanità delle tue parole, per la chiarezza con cui metti a nudo quei versi. Tecnica che ti ho già visto utilizzare: primo verso che riprende e spiega il titolo, proponendo un periodo discorsivo, in stile monologo/dialogo. Il poeta si mette davanti al lettore e dipana gradualmente la sua trama personale, fatta di personaggi/ricordi che si succedono con la stessa logica di un crescendo narrativo: il primo personaggio è il padre e il suo essere predecessore che simbolicamente (ma anche esplicitamente) viene evidenziato con quel "pestava la terra" (ovvero tracciava il suo percorso nel mondo, davanti al figlio). Il richiamo ad una natura viva ("terra [...] madida [...] di Maggio") forse è involontariamente indice della natura elementare, contadina o più in generale vicina alla terra madre. Seconda sequenza e secondo personaggio, la nonna vestita di nero (immagine di lutto oppure anche semplicemente di una cultura arcaica, dove la donna di una certa età seguiva il costume di usare vesti scure). Mi dà da riflettere il fatto che dopo il padre prosegua l'antenata: l'ordine vorrebbe forse il contrario, se si dovesse seguire un ordine esclusivamente cronologico: questo, insieme all'immagine del lutto, potrebbe dare già un'indicazione della scomparsa della figura paterna. Altro personaggio e altro riferimento temporale: Novembre (mese dei morti, non a caso). Dalla primavera quindi siamo piombati direttamente all'autunno. Interessante la terza sequenza, perchè proponi già delle modifiche alle regole implicite che avevi introdotto: scompare il richiamo ad un mese preciso, ma si fa riferimento ad un ordine temporale umano, legato cioè all'incedere del protagonista anzichè della natura. Dunque dopo quel Novembre c'è la stagione dell'apprendimento: "scrivevo male ma contava meglio" ed ecco che la terza figura è quella della madre. Decisamente suggestivo il paradigma 'scrivere male-contare bene' che fra le innumerevoli chiavi di lettura, io scelgo quella del "fidarsi più dei fatti che delle parole". Come a dire: non ero bravo a scuola, ma non per questo non sapevo fare i miei ragionamenti (conti, appunto). Quarta e quinta sequenza a breve, brevissimo giro: l'amico che porta con se l'idea della maturità (rappresentata simbolicamente con quel 'sorso di vino') e per ultima la morte. Il termine di scansione temporale è ancora una volta umano e non naturale: il passaggio finale avviene 'quando contavo le stelle', ovvero quando il protagonista aveva imparato ad applicare la conoscenza acquisita (vedi quel 'contavo meglio' che viene ripreso qui dal 'contavo le stelle') allo studio della natura e quindi della vita. Leggo un'abisso di significato dietro al punto e a quello che segue, "Più tardi, la morte": dietro questa ellissi si nasconde il peso di una perdita, una maturazione umana e psicologica che ha il sapore del dolore. Sublime: in cinque passaggi (dieci versi) hai disegnato un'esistenza umana, senza banalizzarla e senza caratterizzarla eccessivamente: uno specchio su cui la quasi totalità dei lettori potrebbe rivedersi. Gli ultimi quattro versi sono la conclusione e la ratio del poema: Rimembrare il passato, seppure serbandone solo la visione sommaria, scarnificata, è attività felice e capace tuttavia di modificare il presente! Scrivi infatti "per barattare[...] la luna / nell'ora [...] del giorno": lo scambio fra diurno è lunare potrebbe avere innumerevoli chiavi di lettura e (io credo) nel tuo componimento ha il sapore del magico, quel senso romantico che vede nel buio il mistero e il fantastico (Novalis docet), contro la spietata razionalità del giorno. Dunque un ricordare come mezzo per evadere e migliorare il vissuto attuale, mitigando la vita del poeta dalle sue delusioni. Il tutto senza appesantire la lettura, ma con la stessa semplicità dei primi versi. Non credo ci sia bisogno di dire oltre, se non che le tue abilità poetiche sembrano affinarsi costantemente. So che sei solito farti scherno dei plausi e delle lusinghe di tutti e certo non voglio distoglierti da un'abitudine che ritengo saggia e necessaria, ma credo onestamente che tu sia pronto per essere pubblicato ed apprezzato ampiamente, ben aldilà della cerchia di un forum. A rileggerti molto volentieri, sperabilmente nella tua prima pubblicazione
  15. Prato verde della Virginia

    Aggiungo una cosa: ho apprezzato soprattutto la scelta dell'ambientazione L'east cost è, culturalmente parlando, il punto di partenza della letteratura americana: Hawthorne, James, Melville prima e Lovecraft, Poe, Fitzgerald dopo, sono state fra le figure più suggestive della cultura nord americana moderna e tutti loro hanno incentrato buona parte delle loro atmosfere su quel paesaggio freddo e malinconico che è la costa atlantica. Ancora più apprezzabile, per questa ragione, i richiami alle caccie alle streghe e al mondo rurale dei primi coloni. Bravo. A proposito... ti avevo detto che i qualche modo avrei apprezzato, no? Beh, eccoti un modesto contributo grafico per celebrare la tua opera Sentiti libero di farne ciò che ti pare. A rileggerci
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